Preso d’assalto un bar dove si erano radunati i supporter inglesi arrivati nella capitale francese per la sfida di Champions
Non è la prima volta e purtroppo non sarà nemmeno l’ultima. Gli ultras del Psg hanno assalito nella serata di lunedì un pub dove si erano ritrovati i tifosi del Newcastle arrivati nella capitale francese in vista della sfida di Champions fra i parigini e gli inglesi, decisiva per il passaggio agli ottavi di finale.
Tavoli e sedie in frantumi, fumogeni e armi. Già nella doppia sfida col Milan c’erano stati incidenti sia all’andata sia al ritorno, con l’agguato sui Navigli come “vendetta” per quello tentato al Parco dei Principi nel settore dove si trovavano i Banditi della Curva Sud rossonera.
I tifosi potranno essere presenti per la sfida di Champions League di mercoledì prossimo in Portogallo.
Niente porte chiuse a Lisbona per la sfida di Champions League tra Benfica e Inter, che andrà in scena il prossimo mercoledì per la quarta giornata della fase a gironi. I portoghesi infatti erano a rischio di dover disputare una gara senza tifosi in casa, viste le continue intemperanze della propria tifoseria in particolare per le partite in trasferta in Europa.
Già l’anno scorso, infatti, per il comportamento dei tifosi proprio nella sfida dei quarti contro l’Inter il club portoghese aveva ricevuto una multa di 35mila euro dalla UEFA e il divieto di trasferta per la gara successiva. Partita che, casualmente, è stata ancora contro i nerazzurri e lo scorso 3 ottobre infatti al Meazza non erano presenti i tifosi ospiti.
Tuttavia, anche in casa della Real Sociedadnon sono mancati comportamenti sanzionabili da parte della tifoseria portoghese. L’UEFA, però, ha scelto la mano leggera, decidendo di non far disputare la gara di Lisbona a porte chiuse ma solo vietando un’altra trasferta ai supporters del Benfica, aggiungendo anche una multa.
In particolare, per l’accensione di fuochi d’artificio e il lancio di oggetti, la decisione della Commissione Disciplinare, Etica e di Controllo della UEFA è stata quella di multare il Benfica per 25mila euro e vietare al Benfica la vendita dei biglietti per il settore ospiti della prossima sfida in trasferta in Europa, ovverosia la sfida del prossimo 12 dicembre in casa del Salisburgo per l’ultima giornata dei giorni di Champions League.
Al Maracanà partita iniziata con 27′ di ritardo a causa degli incidenti. Martinez interviene contro la polizia
Fans of Argentina clash with Brazilian police before the start of the 2026 FIFA World Cup South American qualification football match between Brazil and Argentina at Maracana Stadium in Rio de Janeiro, Brazil, on November 21, 2023. (Photo by CARL DE SOUZA / AFP)
In una serata di violenze dentro e fuori dal campo, l’Argentina compie l’impresa: infligge al Brasile la prima sconfitta in casa in tutta la storia delle Qualificazioni Mondiali. Finisce 1-0, con un gol del difensore Otamendi nella ripresa. E Lionel Scaloni, ct campione del mondo, ha rivelato in conferenza stampa che potrebbe lasciare la guida della Selección. “Questa squadra ha bisogno di qualcuno che abbia tutte le energie possibili. Ci penserò”, ha detto il tecnico argentino.
MEGA RITARDO – La gara inizia con quasi mezz’ora di ritardo a causa di scontri tra le due tifoserie e tra agenti di sicurezza e gli ultra argentini. Messi, da capitano albiceleste, ritira la squadra dal campo e torna negli spogliatoi fino al ritorno della calma: “Non si può giocare in queste condizioni“.
GUERRA – Il caos è scoppiato al momento degli inni nazionali. Quello degli ospiti è fischiatissimo dal pubblico brasiliano. E le due tifoserie non sono isolate come accade di solito in partite di club al Maracanã. Le risse scoppiano nel settore sud dello stadio in cui si trovano circa tremila argentini (in totale c’erano 68.138 spettatori). L’Argentina lascia il terreno di gioco, i giocatori si avvicinano alle tribune per vedere ciò che succede: si corre, ci si picchia, volano i seggiolini dello stadio. Le forze dell’ordine prendono i tifosi a manganellate.
Emiliano Martínez, portiere argentino, prova pure a strappare un manganello da un poliziotto, ma viene fermato. L’Argentina decide di rientrare nello spogliatoio. Sembra che sia finita qui, ma la situazione piano piano torna alla normalità. Si allestisce un cordone di agenti di sicurezza per isolare i tifosi ospiti da quelli di casa. Otto persone vengono arrestate. E la federcalcio brasiliana ora si attende che arrivino squalifiche.
ATMOSFERA TESA – La partita comincia con 27 minuti di ritardo. Il gioco è spezzettato: dopo 19’ di partita si contano addirittura 13 falli (saranno 42 in tutta la gara). Solo verso la seconda metà del primo tempo si vede un po’ di calcio. E la miglior occasione prima dell’intervallo è per il Brasile: il difensore Romero salva sull’area piccola un tiro di Gabriel Martinelli al 43’.
TESTA VINCENTE – Raphinha e lo stesso Martinelli già avevano sprecato buone occasioni all’inizio del secondo tempo, quando Otamendi colpisce di testa dopo un angolo piazzato da Lo Celso superando il portiere brasiliano Alisson, ex Roma: il gol-partita arriva al 17’ della ripresa. I brasiliani non sanno più reagire. Gli argentini sono più esperti e difendono il risultato. Messi, un po’ in ombra, viene sostituito al 32’ del secondo tempo da Di María, quando entra pure Lautaro Martínez al posto di Álvarez in attacco. Al 25’ st erano entrati anche il romanista Paredes e il viola Nicolás González. “Loro hanno vinto solo con una occasione” è il commento di Carlos Augusto, titolare sulla fascia sinistra. Il Brasile finisce la gara in 10: Joelinton, entrato al 26’ st viene espulso dieci minuti dopo per aggressione a De Paul. E’ un altro record amaro per la Seleção: è la terza sconfitta di fila alle Qualificazioni Mondiali.
PROTESTE DI MESSI – Alla fine Messi ha criticato le carenze organizzative, sottolineando le violenze contro gli argentini in Brasile: “Questa squadra continua a fare la storia. Una grande vittoria al Maracanã, anche se sarà segnata dalla repressione contro gli argentini ancora una volta in Brasile. Questo non può essere tollerato, è una follia e deve finire subito!” ha scritto Messi su Instagram.
BRASILE AL LIMITE – Dopo sei turni (su 18) questa è stata l’ultima partita del 2023 per le Qualificazioni Mondiali sudamericane. Si ricomincia nel settembre del 2024, quando il Brasile spera di avere già in panchina Carlo Ancelotti al posto dell’attuale ct Fernando Diniz. In classifica l’Argentina è in testa con 15 punti; poi Uruguay, 13: Colombia, 12; Venezuela, 9; Ecuador, 8; Brasile, 7; Paraguay, Cile, 5; Bolivia, 3; Perù, 2. Si qualificano le prime sei direttamente – quindi il Brasile è al limite – mentre la settima disputerà uno spareggio.
Scene di ordinaria follia sui campi da calcio nei campionati dilettantistici e giovanili
Fischietti nel mirino, società lombarde fra le più multate
Milano, 9 novembre 2023
Campionato categoria “Allievi Regionali“, si gioca nell’hinterland di Milano. La partita è equilibrata, in campo però c’è tensione e in tribuna si scaldano gli animi. Non mancano i genitori “ultras“ che se la prendono con il giovane direttore di gara. Parole grosse che sconfinano nell’insulto. Ma si continua a rincorrere la sfera di cuoio. Ad un certo punto il pallone finisce in fallo laterale, l’assistente (che è un dirigente della squadra di casa, come da regolamento) non alza la bandierina. I calciatori ospiti vengono invitati a riprendere il gioco perché “sono io che decido, non quelli che sono in tribuna“. Convinto e autoritario il giovane “fischietto“ lombardo. Anche se unpaio di papà continuano ad offenderlo. L’arbitro a quel punto incrocia lo sguardo dell’assistente che potrebbe essere suo padre e gli dice: “Poi come società non vi lamentate se vi arriva una multa di 200 euro, io sento tutto. E scriverò tutto nel referto“. La multa arriverà nel consueto bollettino del giovedì del giudice sportivo: 150 euro. Poteva andare peggio.
Ma siamo nel calciodilettantistico, e quando si parla di sanzioni pecuniarie tutto è proporzionato. Anchele “stangate“del giudice che ogni settimana trova nei referti (da incubo) annotazioni riguardanti atti di violenza, insulti, risse. Documenti che raccontano con dettagli a volta raccapriccianti storie di ordinaria follia, quella che segna ogni week-end del pallone: qualche volta l’arbitro fa finta di non sentire, ma molto più spesso osserva, ascolta e poi annota. Violenze fisiche e verbali che macchiano di stupidità e vergogna i nostri campi, e che toccano anche i portafogli dei presidenti.
Al punto che quegli insulti hanno un peso non indifferente nei conti delle società, anche nei campionati giovanili. Lo dicono i numeri, perché le offese si pagano a caro prezzo. Dai 3mila ai 5mila euro nel campionato di serie D o Eccellenzaa poche centinaia di euro nei tornei dei Giovanissimi Provinciali. Ogni settimana, in tutta Italia, le ammende sfiorano complessivamente 50mila euro anche se a tutti gli effetti la cifra complessiva delle sanzioni è ben più alta se poi si vanno ad aggiungere altri tipi di infrazioni, quali il “ritardo“, la “distinta sbagliata“, lo “spogliatoio sporco“, la “non presentazione in campo“ oppure “l’accesso al recinto di gioco di persone non ammesse“.
Le multe di cui parliamo riguardato casi di insulti, risse e violenze soprattutto nei confronti degli arbitri. Senza escludere, purtroppo, gli immancabili episodi di razzismo. Ciò che emerge dai dati delle ultime settimane, è che laLombardia è la regione che contende alla Campania il triste primato degli insulti puniti e sanzionati. La media è di circa 4300 euro pagati dalle società dilettantistischedel nostro territorio, controi 4500 della Campania. Subitodietro Lazio (dove le offese costano circa 3500 euro a settimana) e Toscana (2500 euro). Vero, va anche detto chela Lombardia sborsa cifre così elevate anche per la vastità del territorio e dunque per un maggior numero di squadre iscritte, ma sono questi numeri importanti anche in considerazione del fatto che anche le nostre società dilettantistiche non navigano nell’oro e spesso faticano ad arrivare fino in fondo alla stagione.
E comunque molto raramente le regioni riescono a “contenere“ le ammende (che partono dai 40 euro per lo spogliatoio dell’arbitro senza chiave di sicurezza ai 100 euro per la doccia fredda riservata al direttore di gara) sotto i mille euro.Sarà il caso d’ora in poi di leggersi meglio i referti e di offrire buone dosi di camomilla in campo e sugli spalti: costano certamente meno degli insulti ai nostri “fischietti“.
In arrivo anche Daspo a livello internazionale per i tifosi tedeschi che ieri hanno creato incidenti in città verso la sfida di stasera contro i partenopei.
Dieci supporter tedeschi dell’Union Berlino sono stati arrestati in flagranza ieri sera dalla Digos di Napoli per i gravi disordini avvenuti nel centro di Napoli, come riportato dall’Ansa.
Si tratta di appartenenti ai gruppi ultras più oltranzisti della tifoseria della squadra tedesca, nonché della tifoseria del Borussia Monchengladbach, storica rivale di quella partenopea e gemellata con l’Union Berlino. La Polizia di Stato contesta loro il reato di devastazione e sono anche in arrivo Daspo a livello internazionale.
Gli ultras, dopo essersi rifiutati di sottoporsi ai controlli nella stazione ferroviaria di Piazza Garibaldi, dalle ore 20,40 circa, formando un gruppo compatto di circa 300 persone, tutti vestiti in maniera simile e travisati con bandana rossa allo scopo di non farsi identificare, si sono resi protagonisti di gravi atti di devastazione e resistenza.
Gli ultras tedeschi hanno arrecato danni alle auto in sosta e all’arredo urbano cittadino e hanno aggredito ripetutamente i reparti delle Forze di Polizia con sanpietrini, mazze, aste di metallo e di legno e con lancio di petardi e artifici pirotecnici, devastando un esercizio commerciale ubicato in Piazza Dante. Contestualmente, personale del Commissariato di Secondigliano ha proceduto all’arresto di un ulteriore tifoso tedesco, autore di lesioni, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Nei confronti degli undici tedeschi saranno emessi i provvedimenti di Daspo internazionale, con procedura d’urgenza.
Cordone di sicurezza per i tifosi francesi che devono raggiungere lo stadio, allerta anche per quelli senza biglietto. Petardi durante il corteo da piazza Duomo
ansaansa
La vigilia di Milan-Psg è ad alta tensione ma il calcio in questo caso c’entra poco e nulla. Poche ore dopo gli scontri sui Navigli tra ultrà rossoneri e tifosi parigini, avvenuti a mezzanotte fra lunedì e martedì, alcune parti della città sono blindate per l’arrivo dei supporter a San Siro. Il settore riservato agli ospiti è da tutto esaurito: 4.300 posti sono andati a ruba. I tifosi sono arrivati soprattutto con 12 pullman, più le persone che hanno raggiunto Milano in aereo o in macchina.
Il raduno dei francesi è stato concordato con le forze di polizia in piazzale Lotto: da lì, in corteo, si arriva allo stadio. La Questura ha disposto un dispositivo di sicurezza che coinvolge polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale, oltre a un elicottero che sorvolerà la zona. Massima attenzione anche nei confronti del centinaio di tifosi arrivati qui pur senza avere il biglietto: i 73 parigini identificati ieri notte erano tutti sprovvisti del ticket. Un altro segnale che chi si occupa di ordine pubblico non sottovaluta riguarda proprio la curva del Psg, spaccata al suo interno: anche da quel punto di vista bisogna monitorare eventuali problemi di sicurezza.
Un migliaio degli oltre 4.300 tifosi del Psg attesi a Milano, inoltre, questo pomeriggio ha sfilato per le vie del centro. Dopo aver ritirato i biglietti in un hotel in zona stazione Centrale, gli ultrà hanno raggiunto piazza Duomo. Da lì si spostano verso San Siro. Durante la marcia, controllata da un importante dispositivo di sicurezza predisposto dal Questore Giuseppe Petronzi, sono stati accesi fumogeni e fuochi d’artificio ma non ci sono stati incidenti. Il Questore, inoltre, ha disposto un Daspo di tre anni nei confronti del tifoso francese arrestato, più un altro provvedimento – il Daspo “Willy” – che per un anno gli vieta l’ingresso in tutti i locali della provincia di Milano.
Infine, le forze di polizia tengono sotto stretto monitoraggio un centinaio di francesi in zona Porta Romana, arrivati in città senza biglietto, per evitare che si muovano in maniera incontrollata.
Milano, scontri tra tifosi Milan-Psg sui Navigli, un francese 34enne accoltellato: è grave. Colpiti anche alcuni poliziotti
La violenta rissa con tra supporter francesi e una cinquantina di tifosi rossoneri nella tarda serata di ieri nella zona tra le più note della movida milanese
Violenza ultrà questa notte sui Navigli, una delle zone più famose della movida milanese, dove si sono fronteggiati tifosi del Paris Saint German e del Milan poche ore prima della partita di Champions che si giocherà stasera a San Siro.
La guerriglia filmata e postata sui social – Le scene della guerriglia sono state immortalate da numerosi video che girano adesso sui social. È servito l’intervento della polizia per sedare la maxi rissa, scoppiata poco dopo la mezzanotte, che ha fatto fuggire i clienti spaventati dai locali. Durante gli scontri, un francese di 34 anni è rimasto gravemente ferito: è stato colpito con due coltellate alla gamba e forse dovrà subire un intervento chirurgico. Anche due poliziotti sono rimasti feriti: in piazza XXIV maggio sono state necessarie delle cariche di alleggerimento per sedare i francesi.
È stato arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale un 31enne francese (oggi in direttissima), che riceverà anche un “Daspo” dal questore Giuseppe Petronzi. Oltre alle dinamiche “classiche” di scontri tra opposte tifoserie, gli investigatori sono in allerta anche per la spaccatura all’interno della curva del Psg.
Il tifoso dovrà “allontanarsi subito” da Milano, dove non potrà “fare più rientro“, altrimenti rischia di finire in carcere. Con queste parole, nell’aula delle direttissime, il giudice ha convalidato l’arresto in flagranza e ha disposto il divieto di dimora nel capoluogo lombardo per l’ultrà del Psg accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.
Il 30enne, stando alle indagini della Polizia, avrebbe colpito con una spranga al volto uno degli agenti intervenuti per sedare i tafferugli (per il poliziotto 5 giorni di prognosi). Il giovane, interrogato in aula, ha detto che “sono stati i tifosi del Milan ad attaccarci mentre noi eravamo seduti in un bar“, in zona Navigli. E ha provato, poi, a sostenere di non aver colpito l’agente, ma di aver “gettato a terra la spranga“.
Il giudice non ha creduto alla versione dell’uomo, evidenziando i “gravi indizi di colpevolezza” a suo carico e le “esigenze cautelari per la tutela della collettività“, come il pericolo che commetta altri reati dello stesso tipo.
“Ero in un bar con degli amici e ad un tratto sono arrivati i tifosi Milan ad attaccarci, personalmente io ho ricevuto una sprangata sulle spalle, mi hanno aggredito mentre ero seduto”, ha detto il 30enne, che ha raccontato di vivere a Parigi e di essere dipendente di una società. “Ho avuto paura – ha proseguito davanti al giudice – sono fuggito da loro, mi sono rifugiato in un ristorante e uscendo mi sono munito di una spranga di ferro trovata, era un pezzo di una sedia. Poi, arrivata la polizia mi ha messo contro il muro e io ho detto ‘calmatevi’ e ho alzato le mani. Avevo intanto gettato a terra la sbarra“.
L’uomo, che ha detto di essere arrivato a Milano per la partita di stasera e di avere un biglietto aereo per oggi per rientrare in Francia, è stato trovato la scorsa notte senza documenti. “Non metto in discussione l’attacco subito, ma lui si è armato di una spranga e non si è affatto limitato a difendersi“, ha spiegato il viceprocuratore onorario che ha chiesto il divieto di dimora. Richiesta accolta dal giudice. La difesa ha tentato di sostenere la tesi dell’eccesso di legittima difesa.
Tifosi Psg aggrediti a Milano sono tutti senza biglietto – Città blindata in vista del match di stasera. Il settore ospiti di San Siro è al completo: più di 4.300 posti occupati. In mattinata è atteso l’arrivo di 12 pullman di ultras parigini. C’è inoltre un centinaio di tifosi senza biglietto: anche i 70 supporter identificati ieri sera erano senza ticket.
Il punto di incontro con la tifoseria francese sarà alle 16 in piazzale Lotto: da lì il corteo verso lo stadio. Impegnato uno schieramento di forze tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale.
Nella notte anche lite tra tifosi del Psg e cittadini cinesi – Pochi minuti dopo l’una di notte, una Volante è intervenuta in via Paolo Sarpi per una lite tra 15 tifosi del Paris Saint-Germain e 10 cittadini cinesi. La lite, che non ha portato danni a cose, è stata risolta dall’intervento delle forze dell’ordine e non si è reso necessario l’intervento dell’assistenza sanitaria del 118.
Verso le due di notte, infine, una volante è intervenuta presso un ostello di via Regina Margherita dove alloggiano alcuni supporter francesi: uno di loro, un 28enne, presentava una ferita lacero contusa alla testa: ai poliziotti ha riferito di essere stato colpito alcune ore prima in zona Darsena, quindi è stato trasportato in codice verde all’ospedale Fatebenefratelli.
In zona Navigli l’agguato degli ultrà rossoneri ai rivali francesi, tra il fuggi-fuggi dei clienti dai locali. Un francese colpito con due coltellate trasportato in ospedale in codice rosso
Guerriglia nella tarda serata di lunedì 6 novembre sui Navigli tra gli ultrà del Milan e quelli del Paris Saint-Germain. Un gruppo di almeno una cinquantina di supporter rossoneri con caschi, fumogeni e il volto coperto ha assaltato i tifosi parigini che affollavano i Navigli in vista della partita di martedì sera a San Siro. Secondo una prima ricostruzione sembra che il gruppo di ultrà della Curva Sud abbia teso un agguato ai tifosi francesi fuori dai locali di ripa di Porta ticinese poco dopo la mezzanotte.
Prima lo scoppio di un petardo, poi l’accensione di alcuni fumogeni e la carica dei tifosi italianicontro i rivali. Scene di guerriglia e fuggi fuggi dei clienti dei locali terrorizzati. Sul posto sono arrivate diverse camionette della poliziae dei carabinieri. Gli agenti hanno fermato almeno un tifoso che è stato portato in questura, ci sarebbero alcuni feriti tra i francesi: uno colpito da due coltellate e trasportato in codice rosso al Policlinico. Colpito in modo non grave anche un agente.
Milan , Italy – AC Milan fans during the Coppa Italia match between AC Milan and Torino FC at Stadio Giuseppe Meazza on January 11, 2023 in Milan, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)
Dura comunicato da parte della Curva Sud Milano. In seguito alle già varie prese di posizione contro il caro biglietti per quanto riguarda le gare in trasferta, gli ultras rossoneri non saranno presenti al Via Del Mare per Lecce-Milan. Il motivo della scelta, risiede nel numero dei biglietti concessi per il settore ospiti oltre al prezzo decisamente più caro rispetto a quello riservato ad altre tifoserie. Di seguito il comunicato ufficiale rilasciato dalla Sud insieme all’Associazione ItalianaMilanClub, tramite il proprio profilo Instagram:
IL COMUNICATO –“Per la partita di settimana prossima siamo difronte all’ennesimo scempio commesso da una società di calcio nei confronti dei tifosi, con il tacito consenso del presidente De Siervo e di tutta la Lega Serie A che ad oggi non ha ancora messo in agenda un problema che si protrae da anni.
Com’è possibile che come già successo a Cagliari, una società di Serie A possa tranquillamente iniziare la stagione senza MAI garantire il 5% della capienza dello stadio agli ospiti (così come impone il regolamento scritto dalle stessa LEGA)?!!! Alle tifoserie ospiti che vanno a Lecce vengono puntualmente assegnati solo 1075 biglietti contro i 1527 che spetterebbero di diritto, con la conseguenza che per le tifoserie più numerose, tanti tifosi, spesso con aerei e pullman prenotati da tempo restano senza biglietto.
Come se non bastasse la società pugliese da un paio di stagioni a questa parte fa pagare ai tifosi di Milan-Inter-Juve 62€, contro i 19€ che pagano tutte le altre tifoserie.
Alla luce di tutto ciò noi non intendiamo più sottostare alla “regola” del dover entrare a qualunque costo in uno stadio in quanto il settore ospiti verrebbe riempito dai tifosi rossoneri del posto.
CURVA SUD MILANO ed AIMC COMUNICANO UFFICIALMENTE CHE NON ACQUISTERANNO I BIGLIETTI PER LA TRASFERTA DI LECCE, NONOSTANTE PIÙ DI 1000 PERSONE ABBIANO GIÀ ACQUISTATO VOLI e PRENOTATO PULLMAN.
INVITIAMO GLI ALTRI TIFOSI A FARE ALTRETTANTO LASCIANDO IL SETTORE OSPITI VUOTO (al massimo se proprio ci tenete a vedere la partita comprate i biglietti in tribuna che tanto costano uguale).
Inoltre, sabato in occasione di Milan-Udinese resteremo in silenzio per il primo quarto d’ora, allo scopo di sensibilizzare squadra e società a portare la problematica sul tavolo della Lega Serie A per risolvere definitivamente il problema come accade nei maggiori campionati europei dove il settore ospiti costa per tutte le partite e tutte le tifoserie tra 10€ e30€.
Curva Sud Milano AIMC – Associazione Italiana Milan Club”
Sanzionate anche Napoli e Milan per lancio di fumogeni verso i tifosi avversari.
Costano5mila euro di multa all’Inter i cori dei tifosi contro Romelu Lukaku durante la sfida tra i nerazzurri e la Roma. Lo ha deciso il Giudice Sportivo della Lega Serie A, Gerardo Mastrandrea, come comunicato oggi dalla stessa Lega.
In particolare, la ammenda da 5mila euro è stata comminata all’Inter “per avere suoi sostenitori, per tutta la durata della gara, intonato cori insultanti nei confronti di un calciatore della squadra avversaria”.
Tra le altre società, il Milan ha ricevuto una multa di 15mila euro “per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato due fumogeni nel settore occupato dai sostenitori della squadra avversaria, causando un’interruzione della gara da parte dell’Arbitro per più di un minuto; per avere inoltre, nel corso della gara, lanciato un fumogeno nel recinto di giuoco; per avere, infine, al 31° del primo tempo, intonato un coro becero nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS”.
Sanzione simile anche al Napoli, con una multa di 12mila euro “per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato cinque fumogeni e alcune bottigliette di plastica nel settore occupato dai sostenitori della squadra avversaria, causando con i fumogeni un’interruzione della gara da parte dell’Arbitro per più di un minuto; per avere inoltre, nel corso della gara, lanciato un fumogeno e due bottigliette in plastica, nel recinto di giuoco; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS”. Infine, multa di 3mila euro alla Roma “a titolo di responsabilità oggettiva, per avere ingiustificatamente ritardato di circa tre minuti l’inizio del secondo tempo”.
Tra i giocatori, una giornata di squalifica a Natan (Napoli) per doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario, oltre a Mattia Bani (Genoa), Norbert Gyomber (Salernitana), Youssef Maleh (Empoli) e Leandro Paredes (Roma) perché ammoniti da diffidati.
Tra i tecnici, infine, una giornata di squalifica all’allenatore del Torino Ivan Juric “per avere, al 49° del secondo tempo, abbandonando l’area tecnica, assunto atteggiamenti che creavano tensione con i componenti della panchina avversaria”, mentre due turni per Luciano Vulcano (Milan) “per avere, al 27° del secondo tempo, alzandosi dalla panchina aggiuntiva, rivolto al Direttore di gara un’espressione ingiuriosa” e una giornata per Maurizio Trombetta (Juventus) per avere, al 52° del secondo tempo, alzandosi dalla panchina aggiuntiva, esultato in maniera scomposta; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale.
Shock in Francia, Fabio Grosso preso a sassateShock in Francia, Fabio Grosso preso a sassateFabio Grosso è stato colpito da una bottiglia piena a pochi millimetri da un occhio
Il tecnico italiano è stato colpito da un vetro rotto riportando ferite a viso e testa. Il suo vice Longo avrebbe una scheggia in un occhio. La ministra dello Sport: “Inammissibile e disgustoso”
Alta tensione prima del match di Ligue 1 tra Marsiglia e Lione. All’arrivo del pullman della squadra ospite i tifosi del Marsiglia (allenato da Gattuso), che con quelli del Lione hanno una fortissima rivalità, hanno iniziato a scagliare sassi verso i vetri del mezzo, rompendo quello del posto di Fabio Grosso.
FERITI – Il tecnico italiano è stato ferito al volto e al cuoio capelluto e da quanto risulta il suo vice, Raffaele Longo, sarebbe stato colpito da una scheggia di vetro in un occhio. Dopo varie consultazioni si è deciso di non far giocare il match che sarà recuperato in una data ancora da decidere.
GLI ARRESTI – La polizia è subito intervenuta, mettendo in sicurezza giocatori e tifosi del Lione. Sette persone sono già state arrestate, almeno due delle quali sono state individuate come protagoniste della sassaiola. La ministra dello Sport francese, Amélie Oudéa-Castéra, ha definito “disgustose” le immagini che arrivavano dai dintorni dello stadio. La ministra, a radio Rmc, ha spiegato: “Annullare la partita è stata la decisione giusta, anche per fissare un limite. È proprio avvilente quanto accaduto. È disgustoso, questi episodi di odio, di idiozia, la stessa negazione dei valori del calcio e dello sport, sono allucinanti. Bisogna subito trovare i responsabili e punirli severamente“, ha sottolineato.
Attraverso una storia sui social la tifoseria organizzata nerazzurra ha protestato: “Due anni fa a Firenze andavano bene, ora no…”
Niente fischietti in curva nord per Inter-Roma. Sembra ufficiale. Attraverso una storia Instagram pubblicata sulla pagina ufficiale della tifoseria, i nerazzurri hanno fatto sapere che in occasione del big match di domenica sera alle 18 non ci saranno i famosi fischietti contro Romelu Lukaku.
LA STORIA – “Diecimila a Firenze due anni fa andavano bene, ora no. La legge non è uguale per tutti…“. Questo il testo pubblicato sui social. La curva fa riferimento a quanto accaduto al Franchi nel 2022, in occasione di Fiorentina-Juventus. In quell’occasione la tifoseria viola utilizzò i fischietti contro Dusan Vlahovic, passato in bianconero a gennaio. “Ennesimo abuso“, scrivono i tifosi sui social. I nerazzurri avevano annunciato 30mila fischietti contro Lukaku, reo di aver voltato le spalle all’Inter in estate dopo la finale di Champions. Secondo gli ultrà nerazzurri, però, non ci saranno.
Vietati i fischietti anti-Lukaku: dura risposta della Curva Nord dell’Inter
VIETATI I FISCHIETTI – Il ritorno di Romelu Lukakua San Siro, per la prima volta da avversario dopo il secondo ancor più clamoroso addio all’Inter, avverrà in una cornice sonora diversa da quella auspicata dai tifosi nerazzurri, in particolare da quelli della Curva Nord. Da diverso tempo ormai, si parlava infatti di rispolverare le migliaia di fischietti che, oltre 16 anni fa, riaccolsero tutt’altro che calorosamente Ronaldoin occasione del suo primo derby giocato con la maglia del Milan, non impedendogli tra l’altro di andare a segno.
Eppure, come annunciato sul profilo Instagram ufficiale del nucleo più acceso del tifo interista, l’uso dei fischietti sarà vietato in occasione dell’accesissimo Inter-Romadi domenica pomeriggio. Non mancano dunque le polemiche da parte degli ultras meneghini, che rimarcano la diversità di trattamento rispetto ai tifosi della Fiorentina, che poterono utilizzare i fischietti in funzione anti-Vlahovicdopo il suo trasferimento alla Juventusnel 2022.
Questo il duro commento della Curva Nord:
“Fischietti vietati!!! 10000 a Firenze ok due anni fa. LA LEGGE NON È UGUALE PER TUTTI“.
Curva Nord announces the whistles have been forbidden. “10000 whistles were ok in Florence two years ago” pic.twitter.com/xXEFRMZnCS
Una tranquilla serata di sport: tre agenti in ospedale, accoltellato un tifoso giallorosso, cariche e lancio di oggetti in campo, pesanti disordini in pieno centro, traffico e caos
Momenti di forte tensione ieri sera nel cento di Roma, in via Cavour, a pochi metri dal Colosseo, dove tifosi cechi sono venuti a contatto con le forze dell’ordine. All’altezza del commissariato alcuni ultrà che si stavano recando allo stadio Olimpico per assistere al match Roma-Slavia Praga hanno lanciato bottiglie e petardi. Per evitare che la situazione degenerasse sono intervenuti diversi agenti, tre dei quali sono rimasti feriti e sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari. Quattro i sostenitori dello Slavia che sono finiti in manette.
Ferito anche un tifoso con una coltellata al gluteo mentre attraversava Ponte Duca D’Aosta per andare allo stadio.
Attimi di tensione anche all’interno dello stadio Olimpico dove diversi ultrà hanno superato il cordone di sicurezza nel settore ospiti e sono andati verso la curva nord occupata dai romanisti. Sono intervenuti gli steward. E anche qui si sono verificati degli scontri dopo la violenta reazione dei tifosi biancorossi. Poi il lancio di oggetti da una parte all’altra. I disordini sono continuati per quasi tutto il match e dopo il triplice fischio dell’arbitro la Celere è entrata nel settore ospiti portando via 10 ultras dello Slavia Praga.
Le forze dell’ordine sono subito intervenute riportando l’ordine
A poco meno di un’ora dall’inizio di Fiorentina-Cagliari, nelle vicinanze dello Stadio Artemio Franchi di Firenze sono avvenuti alcuni scontri tra tifosi viola e del Cagliari all’altezza di un piccolo supermercato all’angolo tra Viale Sette Santi e Viale dei Mille.
E’ subito intervenuta la polizia in tenuta antisommossa che ha ristabilito l’ordine.
Trenta tifosi del Cagliari, arrivati a Firenze con un pullman privato, avrebbero deciso di abbandonare il percorso predeterminato per puntare su viale dei Mille. Qui hanno incrociato una ventina di tifosi viola e sono iniziati i tafferugli. La polizia ha isolato il gruppo dei tifosi del Cagliari e li sta identificando: rischiano denuncia e Daspo. Durante i tafferugli un poliziotto della digos di Cagliari che segue le tifoserie in trasferta sarebbe stato colpito ed è finito a terra. Si è però rialzato ed ha continuato a svolgere il servizio di controllo. In occasioni di partite di calcio, la questura di Firenze stabilisce quale percorso i tifosi delle squadre ospiti, a seconda dei mezzi con i quali si spostano, debbano seguire. I supporter del Cagliari avrebbero violato le direttive dirottando in viale dei Mille il pullman, verso lo stadio Franchi.
La curva Sud ha risposto con i fischi, prima che i giocatori rossoneri chiamassero l’applauso di San Siro
I cori dei tifosi dell’Hellas Verona hanno disturbato il minuto di silenzio in memoria del presidente della Repubblica emerito Giorgio Napolitano e dell’ex rossonero Giovanni Lodetti, in occasione del match della loro squadra contro il Milan a San Siro.
I 200 ultrà gialloblu nel settore ospiti non hanno rispettato il momento di raccoglimento e la curva Sud ha risposto con i fischi. Le due squadre e gli arbitri, radunati a metà campo, hanno a quel punto iniziato ad applaudire e tutto lo stadio li ha seguiti.
Il Marsiglia nei prossimi quattro giorni affronterà l’Ajax in Europa League e il Psg in campionato. Lo farà senza un allenatore e senza gran parte della dirigenza, che si è dimessa dopo il violento faccia a faccia avuto con gli esponenti del tifo organizzato.
A Marsiglia venerdì e sabato ci sarà Papa Francesco che, in visita per gli incontri del mediterraneo sui migranti, celebrerà una messa davanti a quasi 60mila persone all’interno del Velodrome, lo stadio dell’iconica squadra di calcio, fra le più titolate del Paese, nonché unica formazione francese ad aver vinto la Champions League.Da quelle parti, però, si parla poco di un appuntamento a suo modo storico (è la prima volta che un Pontefice va a Marsiglia in tempi moderni),perché tutta la scena se la sta prendendo il calcio, appunto, con il club di casa che sta vivendo un vero e proprio caos.
Minacce di morte e dimissioni: che cosa è successo – Basti pensare che nei prossimi quattro giorni il Marsiglia affronterà Ajax(Europa League) e il «derby» con il Psg(in Ligue 1) senza un allenatore, un presidente e un direttore sportivo. E quindi, chi andrà in panchina? Chi parlerà ai giornalisti? Chi viaggerà della dirigenza insieme alla squadra? Domande nate nel pomeriggio di lunedì quando, dopo un faccia a faccia fra società ed esponenti del tifo organizzato alla Commanderie (il centro sportivo), si sono dimessi contemporaneamente il presidente Pablo Longoria (che poi spiegherà di aver fatto solo un passo indietro, senza nessun atto ufficiale), il direttore sportivo Javier Ribalta, il direttore generale Pedro Iriondo e il direttore finanziario Stéphane Tessier. Colpa delle «minacce di morte», come spiegato dai protagonisti, avanzate durante l’incontro dai capi ultras che, furiosi per l’avvio di stagione della propria squadra, hanno inoltre accusato Longoria di clientelismo e appropriazione indebita finanziaria, tanto da costringerlo («Per tutelarmi», ha spiegato in una lunga intervista a La Provence) a consegnare i propri conti bancari, i contatti telefonici, e le mail personali al gruppo capitanato dal proprietarioMcCourt in modo che potesse valutarne la correttezza delle operazioni.
Marcelino, che crisi dopo Tudor – «I limiti sono stati superati, durante l’incontro ho potuto parlare per due minuti, poi mi hanno attaccato», lo sfogo di Longoria, messo spalle al muro dagli ultras («O te ne vai o sarà guerra»), quando invece il suo indice di popolarità presso i tifosi marsigliesi è ancora molto alto (la petizione lanciata per confermarlo alla presidenza ha superato le 30mila firme). Un atto di amore malgrado i tanti errori commessi di recente. Dopo il bel terzo posto della scorsa stagione, infatti, l’ex allenatore Tudor (accostato in passato anche alla Juve come successore di Allegri) a giugno è stato sostituito con Marcelino, tecnico dalle idee opposte che ha voluto imporre a tutti i costi il 4-4-2 (il predecessore giocava con la difesa a tre) malgrado le caratteristiche non compatibili dei suoi giocatori. Alcuni dei quali, come Aubameyang, totalmente irriconoscibili.
«Questa maglia o ve la sudate o ve la togliete» -Da qui l’avvio a rilento in campionato (9 punti in 5 giornate) e soprattutto la mancata qualificazione in Champions League, con il k.o nel terzo turno preliminare per mano del non irresistibile Panathinaikos. La situazione è poi degenerata dopo l’ultima partita di campionato contro ilTolosa, un deludente 0-0 casalingo più vicino a trasformarsi in una sconfitta che in una vittoria. Nell’immediato post gara alcuni tifosi hanno fatto irruzione negli spogliatoi, entrando quasi a contatto con i giocatori: «Questa maglia o ve la sudate o ve la togliete». Da lì il faccia a faccia con presidente e dirigenti di lunedì, le dimissioni di massa e gli interrogativi sul futuro. Il proprietarioMcCourt (che acquistò il club nel 2012 per 40 milioni di euro dopo la turbolenta e discussa avventura in Mlb alla guida dei Los Angeles Dodgers) si è attaccato al telefono per cercare di placare gli animi e per invitare i protagonisti della storia a non prendere decisioni affrettate. Intanto, senza punti di riferimento in campo e indebolito da una crisi interna che inevitabilmente si ripercuoterà sul morale della squadra, il Marsiglia inizierà questa sera contro l’Ajax il proprio cammino in Europa League.
M5 ferma per diversi minuti e rallentamenti delle corse. Ora la situazione pare tornata alla normalità
L’Azienda Traporti Milanesi ha reso noto attraverso un comunicato diffuso sui propri canali ufficiali due ore prima della sfida che “i tifosi hanno vandalizzato un treno, costringendoci a fermare la circolazione per diversi minuti. M5 fortemente rallentata“. Quindi, un avviso agli utenti: “Considerate maggiori tempi di viaggio“.
RITARDI – Per circa mezzora ci sono stati ritardi nella frequenza di passaggio della metropolitana, generalmente di quattro minuti in questa fascia oraria; il regolare transito è stato poi ristabilito poco dopo le 17. Ci sono stati diversi precedenti in tal senso, causati però dai sostenitori ospiti: è accaduto, ad esempio, due volte nello scorso ottobre; a rendersi protagonisti di questi atti di inciviltà erano stati i tifosi del Barcellona (insegna danneggiata della fermata Cairoli) e del Chelsea (bloccate le porte dei treni della M5).
Tifosi dennegiano le auto per l’arrivo di Lukaku a Roma
Martina: «Una surreale ed ignobile manifestazione di barbarie, dove l’unico vero sacrificio è stato il mio»
Le immagini delle auto distrutte all’aeroporto di Ciampino da alcuni tifosi della Roma che proprio su quelle auto si erano arrampicati per vedere più da vicino l’arrivo di RomeluLukaku, le hanno viste praticamente tutti. Quelle auto hanno, come ovvio che sia, dei proprietari. Una di loro, quella della Fiat Pandache forse più di tutte le altre vetture è stata “presa di mira“, si chiama Martina Innamorati. Ecco la sua pec inviata al club giallorosso.
La lettera della proprietaria della Panda distrutta dai tifosi
«Gentili signori, sono una delle “fortunate” vincitrici dell’Oscar dell’inciviltà, rappresentato ieri dai vostri tifosi in occasione dell’arrivo a Roma Ciampino del calciatore Lukaku. Possiamo dire che, a mia insaputa e con mia grandissima riprovazione e soprattutto rabbia, ho partecipato anch’io alla grande festa “pagana”, offrendo la mia macchina come gratuito trofeo per i grandi festeggiamenti del nuovo imperatore! Si, una festa pagana che, di cristiano non ha assolutamente nulla, come nelle migliori tradizioni imperiali romane, raffigurate da riti, giochi, ed anche tragici sacrifici… Una surreale ed ignobile manifestazione di barbarie, dove l’unico vero sacrificio è stato il mio, premiato dopo 12 ore di lavoro dalla devastazione della mia auto. Ma che importa, arrivava a Roma il grande campione, e tutti avrebbero portato in dono qualcosa di prezioso… Non era certamente nei miei piani, ma non per appartenenza a una fede calcistica diversa.
Certamente ci sono le assicurazioni, ognuno si dovrà caricare necessariamente delle proprie responsabilità, ma a chi spetta quella etica e morale? Chi avrebbe dovuto garantire ancorché fuori dai perimetri societari il necessario coordinamento in sicurezza per un evento che, avrebbe sicuramente visto la partecipazione di un gran numero di persone e (come è accaduto) anche di molti facinorosi e violenti soggetti? Sicuramente come altri, mi dovrò infilare in quel ginepraio legale quasi senza fine, fatto di carte bollate privandomi magari per molto tempo anche di quel mezzo che, mi avrebbe dovuto garantire l’arrivo al lavoro ed il ritorno a casa.Vedete, questo mio grande sdegno non è volto alla ricerca di un atto di carità, di elemosina, o di ristoro economico per un odioso danno subito, ma è una precisa denuncia nei confronti di chi come appartenente ad una comunità sportiva non è riuscito (forse) ad infondere in maniera ancora più incisiva e educativa ai propri “sostenitori” quell’insieme di valori umani e di rispetto per gli altri, insieme ad una riflessione profonda sul concetto di cosa è bene o cosa è male. In ultimo, la mia piccola utilitaria era un dono di mia nonna alla quale ero molto legata affettivamente, ma questa è un’altra storia…».
Lo scoppio di un petardo ad alto potenziale durante una partita di calcio ha causato il ferimento, non grave, di tre persone, tra le quali due bambini. E’ accaduto nel pomeriggio di ieri allo stadio Simonetti di Gemona (Udine) durante la finale di Coppa Carnia tra le squadre locali del Asd Villa Santina e il Asd Cedarchis.
Lo riportano oggi i media locali. Fumogeni e bengala erano stati accesi tra i tifosi sin da prima dell’inizio della partita, poi alla metà del primo tempo è esploso un petardo le cui schegge hanno colpito al volto e alle gambe i due bambini – di 10 e 11 anni – e un uomo, di 68 anni.
I tre feriti sono stati subito soccorsi e medicati sul posto dagli operatori sanitari del 118. Hanno riportato lievi contusioni. I Carabinieri hanno avviato indagini per identificare i responsabili che rischierebbero una denuncia e il Daspo. AL momento non sarebbe ancora chiaro se lo scoppio è stato accidentale, magari innescato dal caldo e simultaneo di più fumogeni, o volontario. Il sindaco di Gemona, Roberto Revelant, ha riferito alle testate giornalistiche locali di “aver accompagnato personalmente due delle persone ferite, medicate prima sul posto, al punto di primo intervento“. Non ci sono state conseguenze gravi, ma “resta il dispiacere per quanto successo“.
Violenti scontri tra i sostenitori dell’Aek e della Dinamo Zagabria
Il luogo dell’omicidio nei pressi dello stadio di Atene
Torna la Champions, torna la violenza.
Un 22enne tifoso dell’Aek Atene è stato pugnalato a morte la scorsa notte. E’ accaduto alla periferia della capitale greca, durante incidenti con i sostenitori della Dinamo Zagabria, stando a quanto ricostruito dalla polizia. Violenti scontri hanno contrapposto gruppi di ultrà, causando almeno otto feriti, tre greci e cinque croati. Il numero dei feriti è poi aumentato fino a diventare una ventina, nel frattempo l’Uefa, augurandosi che “i responsabili vengano al più presto assicurati alla giustizia” ha deciso dirinviare al 18 o 19 agosto la partita del terzo turno preliminare di Champions League, in programma allo stadio Agia Sophia, nel sobborgo ateniese di Nea Filadelfia.
Rimane invece fissata al 15 agosto la partita fra le due squadre a Zagabria, con divieto di trasferta per i supporter ospiti. Per la sfida di Atene la Dinamo Zagabria si era invece limitata ad invitare i propri sostenitori a non recarsi nella capitale greca, ma l’appello non è stato accolto e cento hooligans croati si sono messi in viaggio creando poi i problemi di cui sopra. Per i quali ora, in Grecia, il principale partito d’opposizione, della sinistra, ovvero Syriza, stigmatizza la mancanza di controlli efficaci da parte delle autorità preposte.
“Gli hooligans croati hanno alle spalle una lunga storia di attacchi e violenze – la nota diffusa da Syriza – e hanno attraversato il nostro paese con l’unica idea di creare problemi. Che misure preventive sono state messe in sotto nei loro confronti? Chi li ha sorvegliati durante il loro attraversamento della Grecia?“. Intanto c’è da prendere nota, come da comunicato della polizia di Atene, che “gravi incidenti sono scoppiati fuori dallo stadio Nea Filadelfia. Un giovane greco è stato accoltellato a morte“. Le forze dell’ordine hanno aggiunto che altre otto persone sono rimaste ferite a causa del lancio di sassi. Il ragazzo è stato portato in un ospedale di Atene, dove è deceduto nella notte per le ferite riportate.
Gruppi di sostenitori dei due club, noti entrambi anche per le frange decisamente ‘calde’ delle rispettive tifoserie, si sono scontrati nei pressi dello stadio, lanciando granate assordanti, pietre e ordigni incendiari e altri oggetti. Alcuni erano armati di bastoni. Le violenze sono iniziate circa un’ora e mezza dopo che la squadra ospite aveva lasciato il campo sotto scorta della polizia, che finora ha arrestato 96persone. E’ stata aperta un’inchiesta e gli arrestati saranno ascoltati dal pubblico ministero, secondo l’agenzia di stampa greca Ana. Nella capitale greca erano presenti un centinaio di ultrà del club croato, nonostante il divieto di trasferta loro imposto dalla Uefa. La violenza ha spesso macchiato le partite di calcio in Grecia e, dopo la morte di un giovane lo scorso anno, il governo ha innalzato la pena detentiva massima da sei mesi a cinque anni.
Ad annunciarlo è stato il presidente della società piemontese Enea Benedetto che ha confermato che la partita non si disputerà al locale Moccagatta: “Il nostro stadio va tutelato” 20 luglio 2023
L’amichevole Monza-Sampdoria in programma il 30 luglio allo stadio Moccagatta di Alessandria è stata bloccata dalla protesta dei tifosi dei “Grigi”. A farlo sapere è stato il presidente dell’Alessandria Enea Benedetto che ha annunciato che la partita non si disputerà in casa propria. “Per rispetto dei nostri tifosi e a tutela della gradinata nord, abbiamo comunicato agli organizzatori che la partita amichevole Monza-Sampdoria non si svolgerà nello Stadio Moccagatta di Alessandria – ha scritto sui propri social il numero uno della società piemontese -. Per me questo luogo è più di uno stadio, è un Tempio della storia sportiva italiana pertanto dobbiamo tutelarlo e rispettarlo sempre“.
Nei giorni scorsi i supporterdei “Grigi” avevano manifestato il loro dissenso schierandosi contro l’eventualità di giocare l’amichevole al Moccagatta. Questo perché i rapporti tra le tifoserie del Monza e dell’Alessandria sono tesi. La notizia ha colto di sorpresa il Monza che aveva già annunciato data e ora del match. A farlo era stato l’amministratore delegato Adriano Galliani a margine dell’amichevole con il Nuova Camunia. Al momento non è noto se la gara verrà recuperata. Si attende la disponibilità di un altro terreno di gioco.
Amichevole Monza-Sampdoria: protesta di una tifoseria organizzata
Il prossimo 30 luglio è in programma l’amichevole pre campionato Monza-Sampdoria: la sede prescelta sembra essere ricaduta sullo stadio “Moccagatta” di Alessandria, pronto ad aprire le porte ad entrambe le tifoserie.
Questa notizia, però, ha creato non poco malumore nel gruppo ultras locale “Supporters 99” che hanno emesso un duro comunicato:
I Supporters 1999 vogliono esprimere il più totale ed assoluto dissenso nei confronti di chi ha organizzato e dato parere positivo alla partita amichevole tra Sampdoria e Monza prevista al Moccagatta per domenica 30 luglio. Sopratutto vogliamo ribadire con estrema forza che la Gradinata Nord DEVE restare assolutamente chiusa a tutte e due le tifoserie, è bene ricordare agli addetti ai lavori ed al proprietario dell’Alessandria Calcio (che ancora una volta dimostra di non conoscere nulla della piazza in cui è sfortunatamente sbarcato) che i rapporti con esse sono totalmente ostili. Invitiamo la proprietà a rivedere completamente questa folle decisione e concentrarsi maggiormente sugli obiettivi di carattere tecnico/societario.
Sanzioni per le due società milanesi dopo le due stracittadine disputate in Champions League nella stagione 2022/2023.
Arrivano multe da parte dell’Organo di Controllo, Etica e Disciplina della UEFA nei confronti di Inter e Milan per il comportamento dei propri tifosi nel corso delle due sfide dell’ultimo derby disputato in Champions League. In particolarte, i nerazzurri sono stati sanzionati con oltre 41mila euro di ammende, mentre i rossoneri con oltre 28mila euro.
In particolare, il Milan è stato multato per la gara di andata del 10 maggio (conclusasi sul 2-0 per i nerazzurri) per:
Blocco delle vie di passaggio, sanzione: 20.000 euro;
Accensione di fuochi d’artificio, sanzione: 8.750 euro.
Accensione di fuochi d’artificio (gara di andata), sanzione: 3.750 euro;
Blocco delle vie di passaggio, sanzione: 22.000 euro;
Invasione del terreno di gioco, sanzione: 5.000 euro;
Accensione di fuochi d’artificio, sanzione: 10.500 euro.
Tragedia sugli spalti: un tifoso muore durante la partita dopo essere caduto dagli spalti poco dopo l’inizio del match
Tifosi River Plate (LaPresse) – Calciomercato.itRiver Plate (LaPresse) – Calciomercato.it
Partita sospesa dopo la tragedia: un vero dramma quello consumatosi sugli spalti dove un tifoso è morto dopo una rovinosa caduta.
Tragedia in Argentina dove un tifoso del River Plate è morto durante la partita di campionato tra la propria squadra del cuore e il Defensa y Justicia. Il supporter del River è caduto dagli spalti quando l’incontro era iniziato da pochissimi minuti e la partita è stata sospesa dall’arbitro.
Questo il dramma consumatosi al Monumental di Buenos Aires:lo sfortunato tifoso è caduto dai gradoni della tribuna intitolata al grande Omar Sivori. Come riportato dai media argentini, il supporter avrebbe battuto la testa a terra, morendo così sul colpo. Gli altri tifosi presenti sugli spalti hanno allertato i soccorsi, chiedendo a gran voce di fermare il gioco all’arbitro Fernando Rapallini (fu lui a dirigere la finale di Euro 2020 che vide l’Italia trionfare sull’Inghilterra).
Tragedia in Argentina: tifoso muore sugli spalti, partita sospesa – Il direttore di gara sudamericano ha subito sospeso la partita e informato i capitani delle due squadre in campo. Dopo la notizia della morte del tifoso, la partita è stata sospesa in modo definitivo.
A quel punto lo speaker ha invitato gli spettatori a lasciare l’impianto. Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo da parte della Procura della Repubblica di Buenos Aires che cercherà di ricostruire quanto accaduto al Monumental ed accertare eventuali responsabilità.
La società del River Plate ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia dello sfortunato tifoso, Pablo Marcelo Serrano, pubblicando una nota ufficiale nella quale spiega che la caduta è stata causata da atti di violenza. Anche la società del Defensa y Justiciaha espresso il proprio cordoglio per la tragedia che ha scosso non solo il calcio argentino.
Comunicado oficial de River Plate y el Comité de Seguridad en el Fútbol ante el lamentable fallecimiento de un hincha en el partido de esta tarde ante Defensa y Justicia ➡️ https://t.co/OLuhjXgVckpic.twitter.com/DNOCAqeqYU
Traduzione: Comunicato ufficiale del River Plate e del Football Safety Committee in merito alla sfortunata morte di un tifoso nella partita di oggi pomeriggio contro Difesa e Giustizia
È accaduto domenica 21 maggio in un triangolare tra Pulcini all’oratorio. La madre di un giocatore avrebbe offeso un avversario con genitori egiziani scatenando «uno spettacolo indegno» tra adulti. La condanna delle società
Chiedono scusa ai bambini «per quanto è accaduto». Si dicono «sgomente e dispiaciute». Soprattutto, le società sportive Ripaltese, SoresineseePianenghese prendono le distanze dall’indegno spettacolo degli adulti: la bagarre innescata da una mamma e da una nonna, 39 e 71 anni, andata in scena domenica 21 maggio all’oratorio di Pianengo, paese di 2.500 anime del Cremasco, durante la partita dei pulcini. In campo si stavano affrontando i baby calciatori (classe 2013) della Soresinese e della Ripaltese, nell’ambito del trofeo promosso dalla Pianenghese che ha ospitato le due squadre.
Per un presunto fallo commesso da un giocatore della Soresinese nato da genitori egiziani, la mamma 39enne di un pulcino della Ripaltese, non solo ha perso le staffe, dandogli del maleducato, ma ha condito di razzismo la frase: «Tornatene a casa tua….». Tra l’altro, il giocatore che sembrava avesse subito il fallo, non era neanche suo figlio.
Il duro comunicato di condanna diramato oggi dalle società sportive arriva dopo l’indagine interna e la ricostruzione effettuata da Ilaria Groppelli della dirigenza della Ripaltese, e da Nicholas Alberti, lui della dirigenza della Soresinese, entrambi avvocati di professione, pm nel caso «bagarre» insieme ai carabinieri. E tutto per un fallo che, si è poi appurato, non c’era neanche stato. Lo stesso baby calciatore della Ripaltese che lo avrebbe subito, ha spiegato di esserci finito lui a terra. Ma tant’è. La reazione della 39enne ha fatto da detonatore al parapiglia scoppiato sugli spalti, con gli adulti stranieri furiosi con la mamma e con la madre di lei, la nonna che nel prendere le parti della figlia si è così agitata da accusare un malore e finire all’ospedale Maggiore di Crema. All’oratorio di Pianengo erano arrivate due pattuglie di carabinieri, partite una dal capoluogo cremasco, l’altra da Vailate.
Le società sportive sono uscite con un comunicato durissimo per dissociarsi «dai gesti inqualificabili avvenuti». Sedici righe in tutto. «Nessun episodio né presunti errori arbitrali possono giustificare o legittimare azioni o situazioni simili a quelle verificatesi domenica 21 maggio che non appartengono in alcun modo alla cultura ed allo spirito calcistico delle nostre società». Le società di calcio auspicavano «di poter riportare in campo i piccoli calciatori per una partita all’insegna della fratellanza e del reciproco rispetto, ma purtroppo ciò non è stato possibile». Perché c’è chi non ha creduto nell’iniziativa.
L’altro auspicio, prosegue la nota, «è che quanto successo, mai verificatosi in tanti anni di gioco, mai si verificherà di nuovo ed occorre ancora una volta ricordare che il gioco è divertimento, partecipazione ed educazione. Nel reciproco rispetto». Ripaltese, Soresinese e Pianenghese «sono società amiche che portano avanti l’attività sportiva, credendo nei valori educativi dello sport e — per quanto occorrer possa — chiedono entrambe scusa a tutti». A cominciare «dai bambini del 2013 che si trovavano in campo, per quanto è accaduto».
Gara sospesa a Bordeaux dopo l’aggressione da parte di un tifoso all’attaccante del Rodez, Buades. Il giocatore aveva realizzato la rete del vantaggio degli ospiti e successivamente è stato aggredito e spintonato a terra da un tifoso. Prontamente soccorso, gli è stato riscontrato un sospetto trauma cranico. Gara interrotta e non più ripresa sul punteggio di 1-0 per gli ospiti
Momenti di paura e di follia in Ligue 2, durante il match tra Bordeaux e Rodezvalido per la 38^ e ultima giornata del campionato di Serie B francese con i padroni di casa terzi in classifica e con gli ospiti al 17° posto e a rischio retrocessione. Gara sospesa subito dopo la rete del vantaggio del Rodez segnata da Buades. Il giocatore, infatti, dopo aver realizzato il gol è andato ad esultare nei pressi della linea di fondo con un paio di compagni di squadra ma è stato aggredito da un tifoso del Bordeaux che lo ha spintonato violentemente a terra. Nella caduta, il giocatore habattuto la testa sul terreno di gioco.
Attimi di paura con l’ingresso dei sanitari. Buades è stato soccorso con un sospetto trauma cranico. Dopo l’episodio e dopo la momentanea sospensione del match, la gara non è più ripresa con i giocatori che sono rientrati negli spogliatoi. In attesa di conoscere le esatte condizioni di salute di Buades, toccherà successivamente al giudice sportivo francese decidere quale sarà l’esito della partita.
Al Rigamonti i tifosi del Cosenza riescono a uscire solo verso l’una di notte, minacciati dalla rabbia degli ultras di casa. A fuoco alcune macchine, tra le quali quella del difensore francese Huard
Tifosi ospiti imprigionati fino all’una di notte, auto incendiate, feriti tra gli steward e le forze dell’ordine, zone attorno al Rigamonti devastate. Finisce come peggio non poteva il playout di Serie B tra Brescia e Cosenza che sancisce la salvezza dei calabresi e la retrocessione in C dei lombardi dopo 38 anni. La tensione è rimasta altissima per ore: tentativi di entrare nell’impianto da parte degli ultras di casa, all’esterno dell’impianto è stata bruciata l’auto del difensore francese del club lombardo Huard. È caos totale dopo il finale drammatico in cui un gol al 95′ ha di fatto spedito in C i padroni di casa e solo verso l’una di notte la situazione si è normalizzata: gli ultras di casa si sono dispersi, quelli calabresi sono riusciti a lasciare lo stadio.
LA CRONACA – Attorno all’impianto gli ultras biancazzurri inferociti hanno tentato di sfondare i cancelli per entrare. Dopo il lancio di fumogeni e l’invasione di campo che ha costretto l’arbitro Massa a sospendere il match per circa mezzora al 6’ di recupero dopo il gol del Cosenza che significava retrocessione, la rabbia degli ultras è continuata fuori dallo stadio. Scontri, feriti (alcuni steward, un tifoso ospite e alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine), auto incendiate (tra cui quella di Huard) e alla fine il tentativo di irruzione nell’impianto: per dare la caccia ai tifosi del Cosenza (circa un migliaio) ancora dentro l’impianto, o per sfogare contro chiunque la rabbia per com’è finita la partita? Non è dato sapere, di certo l’immagine del calcio bresciano rimarrà macchiata per parecchio tempo.
Nel mondo del calcio non si è nuovi ad alcuni episodi poco piacevoli, che accadono al di fuori del campo. È successo nuovamente ieri, nel post partita di AZ Alkmaar-West Ham, terminata 0-1 in favore degli Hammers, che conquistanola finale di Conference League contro la Fiorentina.Alcuni ultras olandesi, riusciti ad evadere dal proprio settore, hanno assaltato le famiglie e gli amici di alcuni giocatori del West Ham, tra cui DeclanRice, Lucas Paquetà, e Said Benrahma.
Rapidi gli steward e la polizia ad intervenire, memori di quanto successo all’andata. Ci fu un incidente simile al London Stadium, dove alcuni tifosi del West Ham hanno aggredito quelli dell’AZ, tra cui la famiglia del tecnico Pascal Jansen. Dei brutti episodi che, si spera, non ricapitino più, per lasciare spazio al campo, che è quello che conta veramente. Ora ci saranno dei provvedimenti, per cercare di evitare che questi spiacevoli eventi riaccadano.
siamo fortemente amareggiati e dispiaciuti di non essere riusciti a raggiungere tutti insieme l’obiettivo sportivo che ci eravamo prefissati ad inizio campionato nonostante l’instancabile e commovente sostegno di tutti voi in ogni luogo e circostanza.
Arrivati ad oggi, riteniamo doveroso informarvi sulle azioni che il Consiglio di Amministrazione ha intrapreso e intende intraprendere per quella che consideriamo la partita più importante per la storia del nostro club.
Dopo aver preso atto che le trattative finalizzate alla cessione del club non hanno trovato positiva conclusione e che non è stato possibile dar corso all’aumento di capitale della società, il Consiglio ha avviato la procedura di composizione negoziata della crisi. Nel corso di tale procedura è stato necessario verificare la compatibilità e i limiti di applicabilità del Codice della Crisi con la normativa di settore, e tale verifica ha trovato definitiva risposta nelle recenti modifiche alle NOIF (Norme Organizzative Interne Federali) che hanno chiarito quali strumenti di soluzione della crisi possono essere utilizzati per mantenere il titolo sportivo.
Il lavoro svolto con l’esperto avvocato Bissocoli e gli advisor finanziari e legali è stato particolarmente impegnativo e proficuo per individuare un percorso di ristrutturazione della società che consentirebbe – ove attuato – di uscire dalla attuale situazione di crisi con una debitoria ridotta, ristrutturata e sostenibile, rispettando le regole previste dalle NOIF per il mantenimento del titolo sportivo.
Fermo e ribadito che il Consiglio porrà in essere ogni atto e iniziativa che il Codice della Crisi riserva alla competenza dell’organo amministrativo allo scopo di superare la situazione di difficoltà e tutelare i dipendenti, i tesserati e tutti gli stakeholder, al fine di dare concretezza al percorso di ristrutturazione, il CdA stesso ha convocato l’assemblea degli azionisti per i giorni 26 e 29 maggio 2023 per deliberare le necessarie operazioni sul capitale sociale, in modo da rispettare le scadenze federali in vista della prossima iscrizione al campionato.
In mancanza di una soluzione compatibile con le prossime scadenze federali, il Consiglio non potrà che prendere atto della impossibilità di dar corso al percorso di ristrutturazione.
Siamo convinti che la Sampdoria costituisca una realtà storica e importante nel panorama calcistico internazionale che va assolutamente preservata e tutelata con ogni sforzo: con l’unione, il supporto e l’attenzione di tutti potremo raggiungere questo fondamentale obiettivo.
Il Consiglio d’Amministrazione ha, nello stesso comunicato, che un’assemblea degli azionisti è stata convocata per il 26 ed il 29 maggio e potrebbero essere proprio queste le date cruciali per il futuro della Samp.
Il CDA
Biglietti Sampdoria-Empoli: prezzo e modalità di acquisto dei tagliandi per il match di Serie A. Tutte le informazioni
La Sampdoria ha reso note le informazioni necessarie all’acquisto dei biglietti per il match contro l’Empoli, in programma alle ore 20:45 di lunedì 15 maggio al Ferraris.
Ecco il comunicato ufficiale.
La vendita dei tagliandi inizierà alle ore 10.00 di martedì 9 maggio presso i seguenti punti vendita:
On-line su sampdoria.ticketag.it (solo per abbonamenti di Gradinata Sud non utilizzati)
Sampdoria Service Center c/o SampCity, via XX Settembre 252r
Rivendite Ticketone abilitate su tutto il territorio nazionale (clicca quiper cercare la rivendita più vicina)
Botteghino stadio di Via Monnet (aperto solo 15 maggio fino alle ore 15:00)
RIDUZIONI E PROMOZIONI
UNDER 18 per i nati dal 16/05/2005
OMAGGIO UNDER 14 GRADINATA NORD per i nati dal 16/05/2009 scopri qui come ritirare il biglietto dedicato
UNDER 12 per i nati dal 16/05/2011
FIDELITY tariffa riservata ai possessori di Sampcard e Doriacard
VOUCHER RIMBORSO ABBONAMENTO 2019/20 – Gli abbonati della stagione 2019/20 che sono in possesso del Voucher di rimborso potranno utilizzare lo stesso per l’acquisto del biglietto e l’importo verrà scalato dalla somma spettante. Il voucher può essere utilizzato presso tutti i canali di vendita. Per verificare il saldo residuo clicca qui e seleziona dal menu a tendina la voce “verifica voucher” inserendo il numero dello stesso. Il voucher non può essere utilizzato per l’acquisto di eventi singoli per abbonamenti sulla piattaforma sampdoria.ticketag.it. Ogni acquirente potrà acquistare un massimo di 4 biglietti e gli stessi potranno essere acquistati sia in formato cartaceo che caricati direttamente sulla SAMPCARD attiva e in corso di validità.
INFO E SETTORE OSPITI – I biglietti saranno disponibili senza limitazioni sulla vendita a partire dalle ore 10:00 di martedì 9 maggio p.v. e fino alle ore 19:00 di domenica 14 maggio p.v. presso i seguenti punti vendita:
– On-line susampdoria.ticketone.it – Rivendite Ticketone abilitate su tutto il territorio nazionale (clicca qui per cercare la rivendita più vicina)
INFO PARCHEGGIO OSPITI – Uscita consigliata: Genova Est. Parcheggio denominato “Piastra Genova Est”.
Altro episodio vergognoso nel calcio italiano. A due giorni dal ritorno della sfida deiquarti di finale di Champions tra Napoli e Milan, in programma martedì al Maradona, sul profilo Instagram del francese sono apparsi alcuni insulti beceri da parte dei tifosi partenopei.
LA VERGOGNA– Sotto il suo ultimo post, in cui tra le braccia ha il piccolo Theo jr, nato dall’amore con la compagna Zoe Cristofoli, che ha da poco compiuto un anno, i napoletani hanno dato sfoggio del peggio di loro: “Ti devi svegliare elegante”, augurio di morte, “farai la fine di Vialli” e insulti al figlio, a cui vengono augurate gravi malattie.Cose che accadono spesso, purtroppo, sui social: era già successo in passato a Leonardo Bonucci, più di recente a Domenico Berardi.
Scontri prima di Spezia-Lazio: assalti degli ultrà con mazze e bastoni
La polizia ha arrestato alcune persone, un tifoso è rimasto ferito
CorriereTv
Violenti scontri nel prepartita di Spezia-Lazio: le due tifoserie sono venute a contatto nelle vie del centro città, nella zona di piazza Ginocchio, con mazze e oggetti contundenti di vario genere. La polizia in assetto antisommossa è riuscita poi a dividere i tifosi. Alcune persone sono state arrestate; un tifoso spezzino sarebbe rimasto ferito alla testa. Danni alle auto e al dehor di un ristorante di via Napoli. Le immagini diffuse sui social dai residenti che hanno ripreso quanto stava accadendo da balconi e finestre
Dopo la diatriba con gli Ultras delle ultime settimane, che sembrerebbe aver raggiunto un punto d’incontro, al presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, sono state imposte delle nuove misure di sicurezza da parte del Prefetto di Napoli. Secondo quanto comunicato da TeleClubItalia, infatti, a partire dai prossimi giorni il patron partenopeo sarà sotto scorta: scelta precauzionale per evitare incidenti spiacevoli.
Napoli, De Laurentiis finisce sotto scorta: la decisione del Prefetto – La pace che si è generata dopo la sconfitta contro il Milan, tra Aurelio De Laurentiis, che sembrerebbe aver aperto al possibile ingresso di bandiere e striscioni, e gli Ultras del Napoli non convince il Prefetto. Stando a quanto riportato da TeleClubItalia, infatti, Claudio Palomba avrebbe adottato una misura precauzionale per evitare possibili incidenti ai danni del presidente De Laurentiis, dopo che nelle ultime settimane era finito al centro di duri attacchi da parte dei supporters del club campano, a causa del cambio del regolamento d’uso all’interno dello Stadio Maradona.