E’ successo a Gargallo, in provincia di Novara. Al termine della partita tra il Gozzano e il Città di Baveno (Vco). L’arbitro ha lasciato il campo di gioco scortato dai carabinieri
Un arbitro di soli 15 anni è stato colpito al volto dal padre di un calciatore al termine di una partita del campionato regionale Under 14. A dare la notizia è il Corriere di Novara nell’edizione oggi in edicola. L’episodio è avvenuto sabato pomeriggio a Gargallo, nell’Alto Novarese. Al termine della partita tra il Gozzano e il Città di Baveno (Vco), il padre di un giocatore della squadra di casa, approfittando del fatto che il cancello era rimasto aperto, si è introdotto nella zona adiacente agli spogliatoi colpendo poi al volto un giovanissimo arbitro della Sezione Aia di Novara.
L’arbitro ha chiamato i Carabinieri per poter lasciare il campo in sicurezza – L’arbitro ha chiamato i Carabinieri per poter lasciare il campo in sicurezza. Sul posto è arrivata una pattuglia del nucleo Radiomobile di Arona che ha identificato lo schiaffeggiatore. L’arbitro si è recato al pronto soccorso dove gli è stata diagnosticata una contusione alla zona mandibolare, con prognosi di 5 giorni.
Tifosi interisti, dopo la mezzanotte, hanno lanciato bombe carta verso i mezzi delle forze dell’ordine e i pullman dei tifosi juventini, causando il danneggiamento di un veicolo della polizia
Al termine della partita di ieri sera a San Siro tra Inter e Juventus, verso mezzanotte e mezza, i pullman dei club di tifosi bianconeri sono stati scortati dalle forze dell’ordine all’esterno del parcheggio ospiti dello stadio Meazza a Milano e, giunti in via Harar, all’altezza di via Pinerolo, sono stati oggetto di un fitto lancio di bottiglie da parte di tifosi interisti che hanno agito a volto coperto. Gli aggressori hanno anche lanciato delle bombe carta in direzione dei mezzi delle forze dell’ordine e dei pullman stessi, causando il danneggiamento di un veicolo del Reparto Mobile della Polizia di Stato. La Questura di Milano ha immediatamente inviato contingenti, a supporto delle forze dell’ordine impegnate nella scorta tifosi, che hanno bloccato 50 tifosi interisti in via Pinerolo rinvenendo, altresì, bastoni, cinture e tirapugni in un’area verde nei pressi di via Ippodromo. Tutti i 50 tifosi nerazzurri sono stati accompagnati in Questura: due di loro, un 22enne e un 24enne, sono stati arrestati e 48 sono stati denunciati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Il Questore Petronzi, dopo quello già emesso a un tifoso juventino prima dell’inizio della partita, ha emesso un Daspo nei confronti di tutti i 50 supporters interisti.
«Guarda quanto sangue, si uccidono». Nel video, diventato subito virale, una donna che guarda atterrita dalla finestra commenta così le botte tra tifosi nel pre partita Giulianova-Teramo, il super derby d’Abruzzo tra le due città rivali nel campionato d’Eccellenza e da sempre nella provincia teramana. La gara poi è stata vinta dal Giulianova per 1-0. Prima del fischio d’inizio ci sono stati scontri tra frange delle due tifoserie in via Cupa, a Giulianova. Ferito un maresciallo dei carabinieri colpito da una sassata alla testa: è stato ricoverato.
Scontri tra tifosi nel pomeriggio di sabato 3 febbraio prima del match Perugia-Rimini allo stadio Renato Curi. Secondo quanto è stato possibile apprendere, gli ultrà delle due tifoserie sarebbero venuti alle mani dopo il lancio di un petardo da parte di un tifoso del Rimini. Lo scontro, in cui i due gruppi di ultrà si sono picchiati, si è verificato durante l’accesso allo stadio nella zona della sopraelevata. I poliziotti della questura, presenti in forze come per ogni partita del Perugia, sono immediatamente intervenuti e nel giro di poco tempo, sono riusciti a separare e allontanare i due gruppi di ultrà. Le riprese poi verranno vagliate anche in un secondo momento per identificare e attribuire eventuali responsabilità che potrebbero portare il questore, come sempre accade in questi casi, all’emissione di un Daspo.
Parzialmente accolto il ricorso contro la chiusura dell’intero stadio per una giornata: nuova sanzione per la società friulana.
«La Prima Sezione della Corte Sportiva d’Appello Nazionale, presieduta da Carmine Volpe, ha accolto in parte il reclamo dell’Udinese Calcio avverso la sanzione dell’obbligo di disputare una gara a porte chiuse e, in parziale riforma della decisione impugnata, ha rideterminato la sanzione nell’obbligo di disputare due gare con il settore Curva Nord privo di spettatori».
Con questa nota ufficiale pubblicata sul sito della FIGC, la Corte Sportiva d’Appello Nazionale ha annunciato la sanzione riformulata nei confronti del club friulano a seguito degli insulti razzisti nei confronti di Mike Maignan. I fatti risalgono all’incontro tra l’Udinese e il Milan, andato in scena sabato 20 febbraio, alle ore 20.45.
«Il club friulano era stato sanzionato in relazione alla gara con il Milan dello scorso 20 gennaio – valida per laseconda giornata di ritorno del campionato di Serie A – in ordine alle manifestazioni di discriminazione razziale da parte di alcuni suoi sostenitori nei confronti del portiere rossonero Mike Maignan», conclude la nota della società.
La polizia, schierata, ha evitato scontri tra i due gruppi ultras. Le immagini di quanto accaduto
Tre poliziotti feriti. È il bilancio dei tafferugli avvenuti nel pomeriggio di ieri prima diBologna – Roma. Secondo quanto riportato dalla questura, nelle fasi di afflusso del pubblico un gruppo di ultras bolognesi si sarebbe staccato per cercare contatto con un gruppo di romanisti. All’altezza di via XXI aprile i due gruppetti hanno trovato però schierato il reparto mobile.
Sono seguiti attimi di tensione, con diversi lanci di oggetti, bottiglie, fumogeni e bombe carte. La polizia, schierata per evitare contatti, ha reagito con cariche di alleggerimento e qualche manganellata. La situazione è rientrata dopo un quarto d’ora. Nei video, presenti sul gruppo telegram GrouppaOf Official, si vedono i due gruppi venire a contatto, con transenne lanciate contro le auto. A bloccare tutto, appunto, l’intervento della polizia.
La questura di Bologna ha fatto sapere che tre agenti sarebbero rimasti contusi.
Intervento delle Forze dell’ordine in tenuta antisommossa
Momenti di tensione fuori dallo U-Power Stadium prima della partita tra Monza e Genoa, in programma alle 15.
Le Forze dell’ordine in tenuta antisommossa sono intervenute per evitare che le tifoserie venissero in contatto. L’esplosione di qualche petardo e minacce a distanza abbastanza ravvicinata hanno costretto le Forze dell’ordine a intervenire.
Ad infiammare la situazione anche una componente di tifosi spagnoli dello Sporting Gijon, gemellati alla tifoseria brianzola, ma antagonista di quella genoana.
A deciderlo il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia “per assicurare il sereno svolgimento della manifestazione sportiva e prevenire possibili turbative per l’ordine pubblico“
Niente alcolici dalle 9 alle 20 di martedì 12 dicembre, in occasione del match di Champions LeagueInter-Real Sociedad. A deciderlo il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia. In una nota viene spiegato che “per assicurare il sereno svolgimento della manifestazione sportiva e prevenire possibili turbative per l’ordine pubblico dovute all’eventuale abuso di bevande alcoliche” è stato “disposto il divieto della somministrazione e della vendita di bevande alcoliche e superalcoliche, nonché la vendita per asporto in contenitori di vetro e lattine sia in forma fissa che ambulante, senza inibirne l’ordinario consumo con servizio al tavolo”.
Il divieto sarà attivo in alcune zone specifiche di Milano: piazza San Babila, piazza Duomo, piazza Cordusio, largo Cairoli, largo Beltrami, piazza Castello, Foro Buonaparte, nelle vie adiacenti e nelle zone limitrofe allo stadio Meazza, a zona Corso Como, zona Darsena e zona Sempione. Inoltre, dalle 12 a mezzanotte il divieto verrà applicato anche nella zona di San Siro e dintorni.
La partita si giocherà allo stadio Meazza e inizierà alle 21. La decisione è stata presa anche alla luce degli ultimi fatti che hanno riguardato l’invasione della tifoseria per le strade di Milano che ha messo in tilt anche il traffico dei trasporti pubblici.
Scontri nello stadio “Alberto Pinto” di Caserta tra tifosi della squadra locale e quelli del Foggia, nell’intervallo della gara di Lega Pro finita per 2-0
Aggressioni e follia ieri sera a Caserta, nel corso della partita di calcio Casertana-Foggia finita per 2-0 nello stadio «Alberto Pinto». Nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo, ci sarebbe stato un lancio di oggetti e fumogeni da parte delle due tifoserie.
Lancio di una bomba carta da parte dei tifosi foggiani – Stando ai primi accertamenti i tifosi foggiani avrebbero lanciato contro la tifoseria avversaria anche qualche bomba carta. Da quil’ira dei supporter della Casertana, che hanno divelto un cancello invadendo la pista di atletica dove c’è stato uno scontro con i tifosi foggiani, qualcuno pare armato di bastoni in legno, che avevano scavalcato la recinzione. Un tifoso della Casertana sarebbe stato preso a pugni e calci: ferito è stato trasportato in ospedale. Le forze dell’ordine sono intervenute in massa e non senza difficoltà per riportare la calma tra le due tifoserie. La partita di calcio è ripresa solo un’ora dopo, alle 22.30.
Preso d’assalto un bar dove si erano radunati i supporter inglesi arrivati nella capitale francese per la sfida di Champions
Non è la prima volta e purtroppo non sarà nemmeno l’ultima. Gli ultras del Psg hanno assalito nella serata di lunedì un pub dove si erano ritrovati i tifosi del Newcastle arrivati nella capitale francese in vista della sfida di Champions fra i parigini e gli inglesi, decisiva per il passaggio agli ottavi di finale.
Tavoli e sedie in frantumi, fumogeni e armi. Già nella doppia sfida col Milan c’erano stati incidenti sia all’andata sia al ritorno, con l’agguato sui Navigli come “vendetta” per quello tentato al Parco dei Principi nel settore dove si trovavano i Banditi della Curva Sud rossonera.
I tifosi potranno essere presenti per la sfida di Champions League di mercoledì prossimo in Portogallo.
Niente porte chiuse a Lisbona per la sfida di Champions League tra Benfica e Inter, che andrà in scena il prossimo mercoledì per la quarta giornata della fase a gironi. I portoghesi infatti erano a rischio di dover disputare una gara senza tifosi in casa, viste le continue intemperanze della propria tifoseria in particolare per le partite in trasferta in Europa.
Già l’anno scorso, infatti, per il comportamento dei tifosi proprio nella sfida dei quarti contro l’Inter il club portoghese aveva ricevuto una multa di 35mila euro dalla UEFA e il divieto di trasferta per la gara successiva. Partita che, casualmente, è stata ancora contro i nerazzurri e lo scorso 3 ottobre infatti al Meazza non erano presenti i tifosi ospiti.
Tuttavia, anche in casa della Real Sociedadnon sono mancati comportamenti sanzionabili da parte della tifoseria portoghese. L’UEFA, però, ha scelto la mano leggera, decidendo di non far disputare la gara di Lisbona a porte chiuse ma solo vietando un’altra trasferta ai supporters del Benfica, aggiungendo anche una multa.
In particolare, per l’accensione di fuochi d’artificio e il lancio di oggetti, la decisione della Commissione Disciplinare, Etica e di Controllo della UEFA è stata quella di multare il Benfica per 25mila euro e vietare al Benfica la vendita dei biglietti per il settore ospiti della prossima sfida in trasferta in Europa, ovverosia la sfida del prossimo 12 dicembre in casa del Salisburgo per l’ultima giornata dei giorni di Champions League.
Al Maracanà partita iniziata con 27′ di ritardo a causa degli incidenti. Martinez interviene contro la polizia
Fans of Argentina clash with Brazilian police before the start of the 2026 FIFA World Cup South American qualification football match between Brazil and Argentina at Maracana Stadium in Rio de Janeiro, Brazil, on November 21, 2023. (Photo by CARL DE SOUZA / AFP)
In una serata di violenze dentro e fuori dal campo, l’Argentina compie l’impresa: infligge al Brasile la prima sconfitta in casa in tutta la storia delle Qualificazioni Mondiali. Finisce 1-0, con un gol del difensore Otamendi nella ripresa. E Lionel Scaloni, ct campione del mondo, ha rivelato in conferenza stampa che potrebbe lasciare la guida della Selección. “Questa squadra ha bisogno di qualcuno che abbia tutte le energie possibili. Ci penserò”, ha detto il tecnico argentino.
MEGA RITARDO – La gara inizia con quasi mezz’ora di ritardo a causa di scontri tra le due tifoserie e tra agenti di sicurezza e gli ultra argentini. Messi, da capitano albiceleste, ritira la squadra dal campo e torna negli spogliatoi fino al ritorno della calma: “Non si può giocare in queste condizioni“.
GUERRA – Il caos è scoppiato al momento degli inni nazionali. Quello degli ospiti è fischiatissimo dal pubblico brasiliano. E le due tifoserie non sono isolate come accade di solito in partite di club al Maracanã. Le risse scoppiano nel settore sud dello stadio in cui si trovano circa tremila argentini (in totale c’erano 68.138 spettatori). L’Argentina lascia il terreno di gioco, i giocatori si avvicinano alle tribune per vedere ciò che succede: si corre, ci si picchia, volano i seggiolini dello stadio. Le forze dell’ordine prendono i tifosi a manganellate.
Emiliano Martínez, portiere argentino, prova pure a strappare un manganello da un poliziotto, ma viene fermato. L’Argentina decide di rientrare nello spogliatoio. Sembra che sia finita qui, ma la situazione piano piano torna alla normalità. Si allestisce un cordone di agenti di sicurezza per isolare i tifosi ospiti da quelli di casa. Otto persone vengono arrestate. E la federcalcio brasiliana ora si attende che arrivino squalifiche.
ATMOSFERA TESA – La partita comincia con 27 minuti di ritardo. Il gioco è spezzettato: dopo 19’ di partita si contano addirittura 13 falli (saranno 42 in tutta la gara). Solo verso la seconda metà del primo tempo si vede un po’ di calcio. E la miglior occasione prima dell’intervallo è per il Brasile: il difensore Romero salva sull’area piccola un tiro di Gabriel Martinelli al 43’.
TESTA VINCENTE – Raphinha e lo stesso Martinelli già avevano sprecato buone occasioni all’inizio del secondo tempo, quando Otamendi colpisce di testa dopo un angolo piazzato da Lo Celso superando il portiere brasiliano Alisson, ex Roma: il gol-partita arriva al 17’ della ripresa. I brasiliani non sanno più reagire. Gli argentini sono più esperti e difendono il risultato. Messi, un po’ in ombra, viene sostituito al 32’ del secondo tempo da Di María, quando entra pure Lautaro Martínez al posto di Álvarez in attacco. Al 25’ st erano entrati anche il romanista Paredes e il viola Nicolás González. “Loro hanno vinto solo con una occasione” è il commento di Carlos Augusto, titolare sulla fascia sinistra. Il Brasile finisce la gara in 10: Joelinton, entrato al 26’ st viene espulso dieci minuti dopo per aggressione a De Paul. E’ un altro record amaro per la Seleção: è la terza sconfitta di fila alle Qualificazioni Mondiali.
PROTESTE DI MESSI – Alla fine Messi ha criticato le carenze organizzative, sottolineando le violenze contro gli argentini in Brasile: “Questa squadra continua a fare la storia. Una grande vittoria al Maracanã, anche se sarà segnata dalla repressione contro gli argentini ancora una volta in Brasile. Questo non può essere tollerato, è una follia e deve finire subito!” ha scritto Messi su Instagram.
BRASILE AL LIMITE – Dopo sei turni (su 18) questa è stata l’ultima partita del 2023 per le Qualificazioni Mondiali sudamericane. Si ricomincia nel settembre del 2024, quando il Brasile spera di avere già in panchina Carlo Ancelotti al posto dell’attuale ct Fernando Diniz. In classifica l’Argentina è in testa con 15 punti; poi Uruguay, 13: Colombia, 12; Venezuela, 9; Ecuador, 8; Brasile, 7; Paraguay, Cile, 5; Bolivia, 3; Perù, 2. Si qualificano le prime sei direttamente – quindi il Brasile è al limite – mentre la settima disputerà uno spareggio.
Scene di ordinaria follia sui campi da calcio nei campionati dilettantistici e giovanili
Fischietti nel mirino, società lombarde fra le più multate
Milano, 9 novembre 2023
Campionato categoria “Allievi Regionali“, si gioca nell’hinterland di Milano. La partita è equilibrata, in campo però c’è tensione e in tribuna si scaldano gli animi. Non mancano i genitori “ultras“ che se la prendono con il giovane direttore di gara. Parole grosse che sconfinano nell’insulto. Ma si continua a rincorrere la sfera di cuoio. Ad un certo punto il pallone finisce in fallo laterale, l’assistente (che è un dirigente della squadra di casa, come da regolamento) non alza la bandierina. I calciatori ospiti vengono invitati a riprendere il gioco perché “sono io che decido, non quelli che sono in tribuna“. Convinto e autoritario il giovane “fischietto“ lombardo. Anche se unpaio di papà continuano ad offenderlo. L’arbitro a quel punto incrocia lo sguardo dell’assistente che potrebbe essere suo padre e gli dice: “Poi come società non vi lamentate se vi arriva una multa di 200 euro, io sento tutto. E scriverò tutto nel referto“. La multa arriverà nel consueto bollettino del giovedì del giudice sportivo: 150 euro. Poteva andare peggio.
Ma siamo nel calciodilettantistico, e quando si parla di sanzioni pecuniarie tutto è proporzionato. Anchele “stangate“del giudice che ogni settimana trova nei referti (da incubo) annotazioni riguardanti atti di violenza, insulti, risse. Documenti che raccontano con dettagli a volta raccapriccianti storie di ordinaria follia, quella che segna ogni week-end del pallone: qualche volta l’arbitro fa finta di non sentire, ma molto più spesso osserva, ascolta e poi annota. Violenze fisiche e verbali che macchiano di stupidità e vergogna i nostri campi, e che toccano anche i portafogli dei presidenti.
Al punto che quegli insulti hanno un peso non indifferente nei conti delle società, anche nei campionati giovanili. Lo dicono i numeri, perché le offese si pagano a caro prezzo. Dai 3mila ai 5mila euro nel campionato di serie D o Eccellenzaa poche centinaia di euro nei tornei dei Giovanissimi Provinciali. Ogni settimana, in tutta Italia, le ammende sfiorano complessivamente 50mila euro anche se a tutti gli effetti la cifra complessiva delle sanzioni è ben più alta se poi si vanno ad aggiungere altri tipi di infrazioni, quali il “ritardo“, la “distinta sbagliata“, lo “spogliatoio sporco“, la “non presentazione in campo“ oppure “l’accesso al recinto di gioco di persone non ammesse“.
Le multe di cui parliamo riguardato casi di insulti, risse e violenze soprattutto nei confronti degli arbitri. Senza escludere, purtroppo, gli immancabili episodi di razzismo. Ciò che emerge dai dati delle ultime settimane, è che laLombardia è la regione che contende alla Campania il triste primato degli insulti puniti e sanzionati. La media è di circa 4300 euro pagati dalle società dilettantistischedel nostro territorio, controi 4500 della Campania. Subitodietro Lazio (dove le offese costano circa 3500 euro a settimana) e Toscana (2500 euro). Vero, va anche detto chela Lombardia sborsa cifre così elevate anche per la vastità del territorio e dunque per un maggior numero di squadre iscritte, ma sono questi numeri importanti anche in considerazione del fatto che anche le nostre società dilettantistiche non navigano nell’oro e spesso faticano ad arrivare fino in fondo alla stagione.
E comunque molto raramente le regioni riescono a “contenere“ le ammende (che partono dai 40 euro per lo spogliatoio dell’arbitro senza chiave di sicurezza ai 100 euro per la doccia fredda riservata al direttore di gara) sotto i mille euro.Sarà il caso d’ora in poi di leggersi meglio i referti e di offrire buone dosi di camomilla in campo e sugli spalti: costano certamente meno degli insulti ai nostri “fischietti“.
In arrivo anche Daspo a livello internazionale per i tifosi tedeschi che ieri hanno creato incidenti in città verso la sfida di stasera contro i partenopei.
Dieci supporter tedeschi dell’Union Berlino sono stati arrestati in flagranza ieri sera dalla Digos di Napoli per i gravi disordini avvenuti nel centro di Napoli, come riportato dall’Ansa.
Si tratta di appartenenti ai gruppi ultras più oltranzisti della tifoseria della squadra tedesca, nonché della tifoseria del Borussia Monchengladbach, storica rivale di quella partenopea e gemellata con l’Union Berlino. La Polizia di Stato contesta loro il reato di devastazione e sono anche in arrivo Daspo a livello internazionale.
Gli ultras, dopo essersi rifiutati di sottoporsi ai controlli nella stazione ferroviaria di Piazza Garibaldi, dalle ore 20,40 circa, formando un gruppo compatto di circa 300 persone, tutti vestiti in maniera simile e travisati con bandana rossa allo scopo di non farsi identificare, si sono resi protagonisti di gravi atti di devastazione e resistenza.
Gli ultras tedeschi hanno arrecato danni alle auto in sosta e all’arredo urbano cittadino e hanno aggredito ripetutamente i reparti delle Forze di Polizia con sanpietrini, mazze, aste di metallo e di legno e con lancio di petardi e artifici pirotecnici, devastando un esercizio commerciale ubicato in Piazza Dante. Contestualmente, personale del Commissariato di Secondigliano ha proceduto all’arresto di un ulteriore tifoso tedesco, autore di lesioni, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Nei confronti degli undici tedeschi saranno emessi i provvedimenti di Daspo internazionale, con procedura d’urgenza.
Cordone di sicurezza per i tifosi francesi che devono raggiungere lo stadio, allerta anche per quelli senza biglietto. Petardi durante il corteo da piazza Duomo
ansaansa
La vigilia di Milan-Psg è ad alta tensione ma il calcio in questo caso c’entra poco e nulla. Poche ore dopo gli scontri sui Navigli tra ultrà rossoneri e tifosi parigini, avvenuti a mezzanotte fra lunedì e martedì, alcune parti della città sono blindate per l’arrivo dei supporter a San Siro. Il settore riservato agli ospiti è da tutto esaurito: 4.300 posti sono andati a ruba. I tifosi sono arrivati soprattutto con 12 pullman, più le persone che hanno raggiunto Milano in aereo o in macchina.
Il raduno dei francesi è stato concordato con le forze di polizia in piazzale Lotto: da lì, in corteo, si arriva allo stadio. La Questura ha disposto un dispositivo di sicurezza che coinvolge polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale, oltre a un elicottero che sorvolerà la zona. Massima attenzione anche nei confronti del centinaio di tifosi arrivati qui pur senza avere il biglietto: i 73 parigini identificati ieri notte erano tutti sprovvisti del ticket. Un altro segnale che chi si occupa di ordine pubblico non sottovaluta riguarda proprio la curva del Psg, spaccata al suo interno: anche da quel punto di vista bisogna monitorare eventuali problemi di sicurezza.
Un migliaio degli oltre 4.300 tifosi del Psg attesi a Milano, inoltre, questo pomeriggio ha sfilato per le vie del centro. Dopo aver ritirato i biglietti in un hotel in zona stazione Centrale, gli ultrà hanno raggiunto piazza Duomo. Da lì si spostano verso San Siro. Durante la marcia, controllata da un importante dispositivo di sicurezza predisposto dal Questore Giuseppe Petronzi, sono stati accesi fumogeni e fuochi d’artificio ma non ci sono stati incidenti. Il Questore, inoltre, ha disposto un Daspo di tre anni nei confronti del tifoso francese arrestato, più un altro provvedimento – il Daspo “Willy” – che per un anno gli vieta l’ingresso in tutti i locali della provincia di Milano.
Infine, le forze di polizia tengono sotto stretto monitoraggio un centinaio di francesi in zona Porta Romana, arrivati in città senza biglietto, per evitare che si muovano in maniera incontrollata.
Milano, scontri tra tifosi Milan-Psg sui Navigli, un francese 34enne accoltellato: è grave. Colpiti anche alcuni poliziotti
La violenta rissa con tra supporter francesi e una cinquantina di tifosi rossoneri nella tarda serata di ieri nella zona tra le più note della movida milanese
Violenza ultrà questa notte sui Navigli, una delle zone più famose della movida milanese, dove si sono fronteggiati tifosi del Paris Saint German e del Milan poche ore prima della partita di Champions che si giocherà stasera a San Siro.
La guerriglia filmata e postata sui social – Le scene della guerriglia sono state immortalate da numerosi video che girano adesso sui social. È servito l’intervento della polizia per sedare la maxi rissa, scoppiata poco dopo la mezzanotte, che ha fatto fuggire i clienti spaventati dai locali. Durante gli scontri, un francese di 34 anni è rimasto gravemente ferito: è stato colpito con due coltellate alla gamba e forse dovrà subire un intervento chirurgico. Anche due poliziotti sono rimasti feriti: in piazza XXIV maggio sono state necessarie delle cariche di alleggerimento per sedare i francesi.
È stato arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale un 31enne francese (oggi in direttissima), che riceverà anche un “Daspo” dal questore Giuseppe Petronzi. Oltre alle dinamiche “classiche” di scontri tra opposte tifoserie, gli investigatori sono in allerta anche per la spaccatura all’interno della curva del Psg.
Il tifoso dovrà “allontanarsi subito” da Milano, dove non potrà “fare più rientro“, altrimenti rischia di finire in carcere. Con queste parole, nell’aula delle direttissime, il giudice ha convalidato l’arresto in flagranza e ha disposto il divieto di dimora nel capoluogo lombardo per l’ultrà del Psg accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.
Il 30enne, stando alle indagini della Polizia, avrebbe colpito con una spranga al volto uno degli agenti intervenuti per sedare i tafferugli (per il poliziotto 5 giorni di prognosi). Il giovane, interrogato in aula, ha detto che “sono stati i tifosi del Milan ad attaccarci mentre noi eravamo seduti in un bar“, in zona Navigli. E ha provato, poi, a sostenere di non aver colpito l’agente, ma di aver “gettato a terra la spranga“.
Il giudice non ha creduto alla versione dell’uomo, evidenziando i “gravi indizi di colpevolezza” a suo carico e le “esigenze cautelari per la tutela della collettività“, come il pericolo che commetta altri reati dello stesso tipo.
“Ero in un bar con degli amici e ad un tratto sono arrivati i tifosi Milan ad attaccarci, personalmente io ho ricevuto una sprangata sulle spalle, mi hanno aggredito mentre ero seduto”, ha detto il 30enne, che ha raccontato di vivere a Parigi e di essere dipendente di una società. “Ho avuto paura – ha proseguito davanti al giudice – sono fuggito da loro, mi sono rifugiato in un ristorante e uscendo mi sono munito di una spranga di ferro trovata, era un pezzo di una sedia. Poi, arrivata la polizia mi ha messo contro il muro e io ho detto ‘calmatevi’ e ho alzato le mani. Avevo intanto gettato a terra la sbarra“.
L’uomo, che ha detto di essere arrivato a Milano per la partita di stasera e di avere un biglietto aereo per oggi per rientrare in Francia, è stato trovato la scorsa notte senza documenti. “Non metto in discussione l’attacco subito, ma lui si è armato di una spranga e non si è affatto limitato a difendersi“, ha spiegato il viceprocuratore onorario che ha chiesto il divieto di dimora. Richiesta accolta dal giudice. La difesa ha tentato di sostenere la tesi dell’eccesso di legittima difesa.
Tifosi Psg aggrediti a Milano sono tutti senza biglietto – Città blindata in vista del match di stasera. Il settore ospiti di San Siro è al completo: più di 4.300 posti occupati. In mattinata è atteso l’arrivo di 12 pullman di ultras parigini. C’è inoltre un centinaio di tifosi senza biglietto: anche i 70 supporter identificati ieri sera erano senza ticket.
Il punto di incontro con la tifoseria francese sarà alle 16 in piazzale Lotto: da lì il corteo verso lo stadio. Impegnato uno schieramento di forze tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale.
Nella notte anche lite tra tifosi del Psg e cittadini cinesi – Pochi minuti dopo l’una di notte, una Volante è intervenuta in via Paolo Sarpi per una lite tra 15 tifosi del Paris Saint-Germain e 10 cittadini cinesi. La lite, che non ha portato danni a cose, è stata risolta dall’intervento delle forze dell’ordine e non si è reso necessario l’intervento dell’assistenza sanitaria del 118.
Verso le due di notte, infine, una volante è intervenuta presso un ostello di via Regina Margherita dove alloggiano alcuni supporter francesi: uno di loro, un 28enne, presentava una ferita lacero contusa alla testa: ai poliziotti ha riferito di essere stato colpito alcune ore prima in zona Darsena, quindi è stato trasportato in codice verde all’ospedale Fatebenefratelli.
In zona Navigli l’agguato degli ultrà rossoneri ai rivali francesi, tra il fuggi-fuggi dei clienti dai locali. Un francese colpito con due coltellate trasportato in ospedale in codice rosso
Guerriglia nella tarda serata di lunedì 6 novembre sui Navigli tra gli ultrà del Milan e quelli del Paris Saint-Germain. Un gruppo di almeno una cinquantina di supporter rossoneri con caschi, fumogeni e il volto coperto ha assaltato i tifosi parigini che affollavano i Navigli in vista della partita di martedì sera a San Siro. Secondo una prima ricostruzione sembra che il gruppo di ultrà della Curva Sud abbia teso un agguato ai tifosi francesi fuori dai locali di ripa di Porta ticinese poco dopo la mezzanotte.
Prima lo scoppio di un petardo, poi l’accensione di alcuni fumogeni e la carica dei tifosi italianicontro i rivali. Scene di guerriglia e fuggi fuggi dei clienti dei locali terrorizzati. Sul posto sono arrivate diverse camionette della poliziae dei carabinieri. Gli agenti hanno fermato almeno un tifoso che è stato portato in questura, ci sarebbero alcuni feriti tra i francesi: uno colpito da due coltellate e trasportato in codice rosso al Policlinico. Colpito in modo non grave anche un agente.
Milan , Italy – AC Milan fans during the Coppa Italia match between AC Milan and Torino FC at Stadio Giuseppe Meazza on January 11, 2023 in Milan, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)
Dura comunicato da parte della Curva Sud Milano. In seguito alle già varie prese di posizione contro il caro biglietti per quanto riguarda le gare in trasferta, gli ultras rossoneri non saranno presenti al Via Del Mare per Lecce-Milan. Il motivo della scelta, risiede nel numero dei biglietti concessi per il settore ospiti oltre al prezzo decisamente più caro rispetto a quello riservato ad altre tifoserie. Di seguito il comunicato ufficiale rilasciato dalla Sud insieme all’Associazione ItalianaMilanClub, tramite il proprio profilo Instagram:
IL COMUNICATO –“Per la partita di settimana prossima siamo difronte all’ennesimo scempio commesso da una società di calcio nei confronti dei tifosi, con il tacito consenso del presidente De Siervo e di tutta la Lega Serie A che ad oggi non ha ancora messo in agenda un problema che si protrae da anni.
Com’è possibile che come già successo a Cagliari, una società di Serie A possa tranquillamente iniziare la stagione senza MAI garantire il 5% della capienza dello stadio agli ospiti (così come impone il regolamento scritto dalle stessa LEGA)?!!! Alle tifoserie ospiti che vanno a Lecce vengono puntualmente assegnati solo 1075 biglietti contro i 1527 che spetterebbero di diritto, con la conseguenza che per le tifoserie più numerose, tanti tifosi, spesso con aerei e pullman prenotati da tempo restano senza biglietto.
Come se non bastasse la società pugliese da un paio di stagioni a questa parte fa pagare ai tifosi di Milan-Inter-Juve 62€, contro i 19€ che pagano tutte le altre tifoserie.
Alla luce di tutto ciò noi non intendiamo più sottostare alla “regola” del dover entrare a qualunque costo in uno stadio in quanto il settore ospiti verrebbe riempito dai tifosi rossoneri del posto.
CURVA SUD MILANO ed AIMC COMUNICANO UFFICIALMENTE CHE NON ACQUISTERANNO I BIGLIETTI PER LA TRASFERTA DI LECCE, NONOSTANTE PIÙ DI 1000 PERSONE ABBIANO GIÀ ACQUISTATO VOLI e PRENOTATO PULLMAN.
INVITIAMO GLI ALTRI TIFOSI A FARE ALTRETTANTO LASCIANDO IL SETTORE OSPITI VUOTO (al massimo se proprio ci tenete a vedere la partita comprate i biglietti in tribuna che tanto costano uguale).
Inoltre, sabato in occasione di Milan-Udinese resteremo in silenzio per il primo quarto d’ora, allo scopo di sensibilizzare squadra e società a portare la problematica sul tavolo della Lega Serie A per risolvere definitivamente il problema come accade nei maggiori campionati europei dove il settore ospiti costa per tutte le partite e tutte le tifoserie tra 10€ e30€.
Curva Sud Milano AIMC – Associazione Italiana Milan Club”
Sanzionate anche Napoli e Milan per lancio di fumogeni verso i tifosi avversari.
Costano5mila euro di multa all’Inter i cori dei tifosi contro Romelu Lukaku durante la sfida tra i nerazzurri e la Roma. Lo ha deciso il Giudice Sportivo della Lega Serie A, Gerardo Mastrandrea, come comunicato oggi dalla stessa Lega.
In particolare, la ammenda da 5mila euro è stata comminata all’Inter “per avere suoi sostenitori, per tutta la durata della gara, intonato cori insultanti nei confronti di un calciatore della squadra avversaria”.
Tra le altre società, il Milan ha ricevuto una multa di 15mila euro “per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato due fumogeni nel settore occupato dai sostenitori della squadra avversaria, causando un’interruzione della gara da parte dell’Arbitro per più di un minuto; per avere inoltre, nel corso della gara, lanciato un fumogeno nel recinto di giuoco; per avere, infine, al 31° del primo tempo, intonato un coro becero nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS”.
Sanzione simile anche al Napoli, con una multa di 12mila euro “per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato cinque fumogeni e alcune bottigliette di plastica nel settore occupato dai sostenitori della squadra avversaria, causando con i fumogeni un’interruzione della gara da parte dell’Arbitro per più di un minuto; per avere inoltre, nel corso della gara, lanciato un fumogeno e due bottigliette in plastica, nel recinto di giuoco; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS”. Infine, multa di 3mila euro alla Roma “a titolo di responsabilità oggettiva, per avere ingiustificatamente ritardato di circa tre minuti l’inizio del secondo tempo”.
Tra i giocatori, una giornata di squalifica a Natan (Napoli) per doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario, oltre a Mattia Bani (Genoa), Norbert Gyomber (Salernitana), Youssef Maleh (Empoli) e Leandro Paredes (Roma) perché ammoniti da diffidati.
Tra i tecnici, infine, una giornata di squalifica all’allenatore del Torino Ivan Juric “per avere, al 49° del secondo tempo, abbandonando l’area tecnica, assunto atteggiamenti che creavano tensione con i componenti della panchina avversaria”, mentre due turni per Luciano Vulcano (Milan) “per avere, al 27° del secondo tempo, alzandosi dalla panchina aggiuntiva, rivolto al Direttore di gara un’espressione ingiuriosa” e una giornata per Maurizio Trombetta (Juventus) per avere, al 52° del secondo tempo, alzandosi dalla panchina aggiuntiva, esultato in maniera scomposta; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale.
Shock in Francia, Fabio Grosso preso a sassateShock in Francia, Fabio Grosso preso a sassateFabio Grosso è stato colpito da una bottiglia piena a pochi millimetri da un occhio
Il tecnico italiano è stato colpito da un vetro rotto riportando ferite a viso e testa. Il suo vice Longo avrebbe una scheggia in un occhio. La ministra dello Sport: “Inammissibile e disgustoso”
Alta tensione prima del match di Ligue 1 tra Marsiglia e Lione. All’arrivo del pullman della squadra ospite i tifosi del Marsiglia (allenato da Gattuso), che con quelli del Lione hanno una fortissima rivalità, hanno iniziato a scagliare sassi verso i vetri del mezzo, rompendo quello del posto di Fabio Grosso.
FERITI – Il tecnico italiano è stato ferito al volto e al cuoio capelluto e da quanto risulta il suo vice, Raffaele Longo, sarebbe stato colpito da una scheggia di vetro in un occhio. Dopo varie consultazioni si è deciso di non far giocare il match che sarà recuperato in una data ancora da decidere.
GLI ARRESTI – La polizia è subito intervenuta, mettendo in sicurezza giocatori e tifosi del Lione. Sette persone sono già state arrestate, almeno due delle quali sono state individuate come protagoniste della sassaiola. La ministra dello Sport francese, Amélie Oudéa-Castéra, ha definito “disgustose” le immagini che arrivavano dai dintorni dello stadio. La ministra, a radio Rmc, ha spiegato: “Annullare la partita è stata la decisione giusta, anche per fissare un limite. È proprio avvilente quanto accaduto. È disgustoso, questi episodi di odio, di idiozia, la stessa negazione dei valori del calcio e dello sport, sono allucinanti. Bisogna subito trovare i responsabili e punirli severamente“, ha sottolineato.
Attraverso una storia sui social la tifoseria organizzata nerazzurra ha protestato: “Due anni fa a Firenze andavano bene, ora no…”
Niente fischietti in curva nord per Inter-Roma. Sembra ufficiale. Attraverso una storia Instagram pubblicata sulla pagina ufficiale della tifoseria, i nerazzurri hanno fatto sapere che in occasione del big match di domenica sera alle 18 non ci saranno i famosi fischietti contro Romelu Lukaku.
LA STORIA – “Diecimila a Firenze due anni fa andavano bene, ora no. La legge non è uguale per tutti…“. Questo il testo pubblicato sui social. La curva fa riferimento a quanto accaduto al Franchi nel 2022, in occasione di Fiorentina-Juventus. In quell’occasione la tifoseria viola utilizzò i fischietti contro Dusan Vlahovic, passato in bianconero a gennaio. “Ennesimo abuso“, scrivono i tifosi sui social. I nerazzurri avevano annunciato 30mila fischietti contro Lukaku, reo di aver voltato le spalle all’Inter in estate dopo la finale di Champions. Secondo gli ultrà nerazzurri, però, non ci saranno.
Vietati i fischietti anti-Lukaku: dura risposta della Curva Nord dell’Inter
VIETATI I FISCHIETTI – Il ritorno di Romelu Lukakua San Siro, per la prima volta da avversario dopo il secondo ancor più clamoroso addio all’Inter, avverrà in una cornice sonora diversa da quella auspicata dai tifosi nerazzurri, in particolare da quelli della Curva Nord. Da diverso tempo ormai, si parlava infatti di rispolverare le migliaia di fischietti che, oltre 16 anni fa, riaccolsero tutt’altro che calorosamente Ronaldoin occasione del suo primo derby giocato con la maglia del Milan, non impedendogli tra l’altro di andare a segno.
Eppure, come annunciato sul profilo Instagram ufficiale del nucleo più acceso del tifo interista, l’uso dei fischietti sarà vietato in occasione dell’accesissimo Inter-Romadi domenica pomeriggio. Non mancano dunque le polemiche da parte degli ultras meneghini, che rimarcano la diversità di trattamento rispetto ai tifosi della Fiorentina, che poterono utilizzare i fischietti in funzione anti-Vlahovicdopo il suo trasferimento alla Juventusnel 2022.
Questo il duro commento della Curva Nord:
“Fischietti vietati!!! 10000 a Firenze ok due anni fa. LA LEGGE NON È UGUALE PER TUTTI“.
Curva Nord announces the whistles have been forbidden. “10000 whistles were ok in Florence two years ago” pic.twitter.com/xXEFRMZnCS
Una tranquilla serata di sport: tre agenti in ospedale, accoltellato un tifoso giallorosso, cariche e lancio di oggetti in campo, pesanti disordini in pieno centro, traffico e caos
Momenti di forte tensione ieri sera nel cento di Roma, in via Cavour, a pochi metri dal Colosseo, dove tifosi cechi sono venuti a contatto con le forze dell’ordine. All’altezza del commissariato alcuni ultrà che si stavano recando allo stadio Olimpico per assistere al match Roma-Slavia Praga hanno lanciato bottiglie e petardi. Per evitare che la situazione degenerasse sono intervenuti diversi agenti, tre dei quali sono rimasti feriti e sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari. Quattro i sostenitori dello Slavia che sono finiti in manette.
Ferito anche un tifoso con una coltellata al gluteo mentre attraversava Ponte Duca D’Aosta per andare allo stadio.
Attimi di tensione anche all’interno dello stadio Olimpico dove diversi ultrà hanno superato il cordone di sicurezza nel settore ospiti e sono andati verso la curva nord occupata dai romanisti. Sono intervenuti gli steward. E anche qui si sono verificati degli scontri dopo la violenta reazione dei tifosi biancorossi. Poi il lancio di oggetti da una parte all’altra. I disordini sono continuati per quasi tutto il match e dopo il triplice fischio dell’arbitro la Celere è entrata nel settore ospiti portando via 10 ultras dello Slavia Praga.
Le forze dell’ordine sono subito intervenute riportando l’ordine
A poco meno di un’ora dall’inizio di Fiorentina-Cagliari, nelle vicinanze dello Stadio Artemio Franchi di Firenze sono avvenuti alcuni scontri tra tifosi viola e del Cagliari all’altezza di un piccolo supermercato all’angolo tra Viale Sette Santi e Viale dei Mille.
E’ subito intervenuta la polizia in tenuta antisommossa che ha ristabilito l’ordine.
Trenta tifosi del Cagliari, arrivati a Firenze con un pullman privato, avrebbero deciso di abbandonare il percorso predeterminato per puntare su viale dei Mille. Qui hanno incrociato una ventina di tifosi viola e sono iniziati i tafferugli. La polizia ha isolato il gruppo dei tifosi del Cagliari e li sta identificando: rischiano denuncia e Daspo. Durante i tafferugli un poliziotto della digos di Cagliari che segue le tifoserie in trasferta sarebbe stato colpito ed è finito a terra. Si è però rialzato ed ha continuato a svolgere il servizio di controllo. In occasioni di partite di calcio, la questura di Firenze stabilisce quale percorso i tifosi delle squadre ospiti, a seconda dei mezzi con i quali si spostano, debbano seguire. I supporter del Cagliari avrebbero violato le direttive dirottando in viale dei Mille il pullman, verso lo stadio Franchi.
La curva Sud ha risposto con i fischi, prima che i giocatori rossoneri chiamassero l’applauso di San Siro
I cori dei tifosi dell’Hellas Verona hanno disturbato il minuto di silenzio in memoria del presidente della Repubblica emerito Giorgio Napolitano e dell’ex rossonero Giovanni Lodetti, in occasione del match della loro squadra contro il Milan a San Siro.
I 200 ultrà gialloblu nel settore ospiti non hanno rispettato il momento di raccoglimento e la curva Sud ha risposto con i fischi. Le due squadre e gli arbitri, radunati a metà campo, hanno a quel punto iniziato ad applaudire e tutto lo stadio li ha seguiti.
Il Marsiglia nei prossimi quattro giorni affronterà l’Ajax in Europa League e il Psg in campionato. Lo farà senza un allenatore e senza gran parte della dirigenza, che si è dimessa dopo il violento faccia a faccia avuto con gli esponenti del tifo organizzato.
A Marsiglia venerdì e sabato ci sarà Papa Francesco che, in visita per gli incontri del mediterraneo sui migranti, celebrerà una messa davanti a quasi 60mila persone all’interno del Velodrome, lo stadio dell’iconica squadra di calcio, fra le più titolate del Paese, nonché unica formazione francese ad aver vinto la Champions League.Da quelle parti, però, si parla poco di un appuntamento a suo modo storico (è la prima volta che un Pontefice va a Marsiglia in tempi moderni),perché tutta la scena se la sta prendendo il calcio, appunto, con il club di casa che sta vivendo un vero e proprio caos.
Minacce di morte e dimissioni: che cosa è successo – Basti pensare che nei prossimi quattro giorni il Marsiglia affronterà Ajax(Europa League) e il «derby» con il Psg(in Ligue 1) senza un allenatore, un presidente e un direttore sportivo. E quindi, chi andrà in panchina? Chi parlerà ai giornalisti? Chi viaggerà della dirigenza insieme alla squadra? Domande nate nel pomeriggio di lunedì quando, dopo un faccia a faccia fra società ed esponenti del tifo organizzato alla Commanderie (il centro sportivo), si sono dimessi contemporaneamente il presidente Pablo Longoria (che poi spiegherà di aver fatto solo un passo indietro, senza nessun atto ufficiale), il direttore sportivo Javier Ribalta, il direttore generale Pedro Iriondo e il direttore finanziario Stéphane Tessier. Colpa delle «minacce di morte», come spiegato dai protagonisti, avanzate durante l’incontro dai capi ultras che, furiosi per l’avvio di stagione della propria squadra, hanno inoltre accusato Longoria di clientelismo e appropriazione indebita finanziaria, tanto da costringerlo («Per tutelarmi», ha spiegato in una lunga intervista a La Provence) a consegnare i propri conti bancari, i contatti telefonici, e le mail personali al gruppo capitanato dal proprietarioMcCourt in modo che potesse valutarne la correttezza delle operazioni.
Marcelino, che crisi dopo Tudor – «I limiti sono stati superati, durante l’incontro ho potuto parlare per due minuti, poi mi hanno attaccato», lo sfogo di Longoria, messo spalle al muro dagli ultras («O te ne vai o sarà guerra»), quando invece il suo indice di popolarità presso i tifosi marsigliesi è ancora molto alto (la petizione lanciata per confermarlo alla presidenza ha superato le 30mila firme). Un atto di amore malgrado i tanti errori commessi di recente. Dopo il bel terzo posto della scorsa stagione, infatti, l’ex allenatore Tudor (accostato in passato anche alla Juve come successore di Allegri) a giugno è stato sostituito con Marcelino, tecnico dalle idee opposte che ha voluto imporre a tutti i costi il 4-4-2 (il predecessore giocava con la difesa a tre) malgrado le caratteristiche non compatibili dei suoi giocatori. Alcuni dei quali, come Aubameyang, totalmente irriconoscibili.
«Questa maglia o ve la sudate o ve la togliete» -Da qui l’avvio a rilento in campionato (9 punti in 5 giornate) e soprattutto la mancata qualificazione in Champions League, con il k.o nel terzo turno preliminare per mano del non irresistibile Panathinaikos. La situazione è poi degenerata dopo l’ultima partita di campionato contro ilTolosa, un deludente 0-0 casalingo più vicino a trasformarsi in una sconfitta che in una vittoria. Nell’immediato post gara alcuni tifosi hanno fatto irruzione negli spogliatoi, entrando quasi a contatto con i giocatori: «Questa maglia o ve la sudate o ve la togliete». Da lì il faccia a faccia con presidente e dirigenti di lunedì, le dimissioni di massa e gli interrogativi sul futuro. Il proprietarioMcCourt (che acquistò il club nel 2012 per 40 milioni di euro dopo la turbolenta e discussa avventura in Mlb alla guida dei Los Angeles Dodgers) si è attaccato al telefono per cercare di placare gli animi e per invitare i protagonisti della storia a non prendere decisioni affrettate. Intanto, senza punti di riferimento in campo e indebolito da una crisi interna che inevitabilmente si ripercuoterà sul morale della squadra, il Marsiglia inizierà questa sera contro l’Ajax il proprio cammino in Europa League.
M5 ferma per diversi minuti e rallentamenti delle corse. Ora la situazione pare tornata alla normalità
L’Azienda Traporti Milanesi ha reso noto attraverso un comunicato diffuso sui propri canali ufficiali due ore prima della sfida che “i tifosi hanno vandalizzato un treno, costringendoci a fermare la circolazione per diversi minuti. M5 fortemente rallentata“. Quindi, un avviso agli utenti: “Considerate maggiori tempi di viaggio“.
RITARDI – Per circa mezzora ci sono stati ritardi nella frequenza di passaggio della metropolitana, generalmente di quattro minuti in questa fascia oraria; il regolare transito è stato poi ristabilito poco dopo le 17. Ci sono stati diversi precedenti in tal senso, causati però dai sostenitori ospiti: è accaduto, ad esempio, due volte nello scorso ottobre; a rendersi protagonisti di questi atti di inciviltà erano stati i tifosi del Barcellona (insegna danneggiata della fermata Cairoli) e del Chelsea (bloccate le porte dei treni della M5).
Tifosi dennegiano le auto per l’arrivo di Lukaku a Roma
Martina: «Una surreale ed ignobile manifestazione di barbarie, dove l’unico vero sacrificio è stato il mio»
Le immagini delle auto distrutte all’aeroporto di Ciampino da alcuni tifosi della Roma che proprio su quelle auto si erano arrampicati per vedere più da vicino l’arrivo di RomeluLukaku, le hanno viste praticamente tutti. Quelle auto hanno, come ovvio che sia, dei proprietari. Una di loro, quella della Fiat Pandache forse più di tutte le altre vetture è stata “presa di mira“, si chiama Martina Innamorati. Ecco la sua pec inviata al club giallorosso.
La lettera della proprietaria della Panda distrutta dai tifosi
«Gentili signori, sono una delle “fortunate” vincitrici dell’Oscar dell’inciviltà, rappresentato ieri dai vostri tifosi in occasione dell’arrivo a Roma Ciampino del calciatore Lukaku. Possiamo dire che, a mia insaputa e con mia grandissima riprovazione e soprattutto rabbia, ho partecipato anch’io alla grande festa “pagana”, offrendo la mia macchina come gratuito trofeo per i grandi festeggiamenti del nuovo imperatore! Si, una festa pagana che, di cristiano non ha assolutamente nulla, come nelle migliori tradizioni imperiali romane, raffigurate da riti, giochi, ed anche tragici sacrifici… Una surreale ed ignobile manifestazione di barbarie, dove l’unico vero sacrificio è stato il mio, premiato dopo 12 ore di lavoro dalla devastazione della mia auto. Ma che importa, arrivava a Roma il grande campione, e tutti avrebbero portato in dono qualcosa di prezioso… Non era certamente nei miei piani, ma non per appartenenza a una fede calcistica diversa.
Certamente ci sono le assicurazioni, ognuno si dovrà caricare necessariamente delle proprie responsabilità, ma a chi spetta quella etica e morale? Chi avrebbe dovuto garantire ancorché fuori dai perimetri societari il necessario coordinamento in sicurezza per un evento che, avrebbe sicuramente visto la partecipazione di un gran numero di persone e (come è accaduto) anche di molti facinorosi e violenti soggetti? Sicuramente come altri, mi dovrò infilare in quel ginepraio legale quasi senza fine, fatto di carte bollate privandomi magari per molto tempo anche di quel mezzo che, mi avrebbe dovuto garantire l’arrivo al lavoro ed il ritorno a casa.Vedete, questo mio grande sdegno non è volto alla ricerca di un atto di carità, di elemosina, o di ristoro economico per un odioso danno subito, ma è una precisa denuncia nei confronti di chi come appartenente ad una comunità sportiva non è riuscito (forse) ad infondere in maniera ancora più incisiva e educativa ai propri “sostenitori” quell’insieme di valori umani e di rispetto per gli altri, insieme ad una riflessione profonda sul concetto di cosa è bene o cosa è male. In ultimo, la mia piccola utilitaria era un dono di mia nonna alla quale ero molto legata affettivamente, ma questa è un’altra storia…».
Lo scoppio di un petardo ad alto potenziale durante una partita di calcio ha causato il ferimento, non grave, di tre persone, tra le quali due bambini. E’ accaduto nel pomeriggio di ieri allo stadio Simonetti di Gemona (Udine) durante la finale di Coppa Carnia tra le squadre locali del Asd Villa Santina e il Asd Cedarchis.
Lo riportano oggi i media locali. Fumogeni e bengala erano stati accesi tra i tifosi sin da prima dell’inizio della partita, poi alla metà del primo tempo è esploso un petardo le cui schegge hanno colpito al volto e alle gambe i due bambini – di 10 e 11 anni – e un uomo, di 68 anni.
I tre feriti sono stati subito soccorsi e medicati sul posto dagli operatori sanitari del 118. Hanno riportato lievi contusioni. I Carabinieri hanno avviato indagini per identificare i responsabili che rischierebbero una denuncia e il Daspo. AL momento non sarebbe ancora chiaro se lo scoppio è stato accidentale, magari innescato dal caldo e simultaneo di più fumogeni, o volontario. Il sindaco di Gemona, Roberto Revelant, ha riferito alle testate giornalistiche locali di “aver accompagnato personalmente due delle persone ferite, medicate prima sul posto, al punto di primo intervento“. Non ci sono state conseguenze gravi, ma “resta il dispiacere per quanto successo“.
Violenti scontri tra i sostenitori dell’Aek e della Dinamo Zagabria
Il luogo dell’omicidio nei pressi dello stadio di Atene
Torna la Champions, torna la violenza.
Un 22enne tifoso dell’Aek Atene è stato pugnalato a morte la scorsa notte. E’ accaduto alla periferia della capitale greca, durante incidenti con i sostenitori della Dinamo Zagabria, stando a quanto ricostruito dalla polizia. Violenti scontri hanno contrapposto gruppi di ultrà, causando almeno otto feriti, tre greci e cinque croati. Il numero dei feriti è poi aumentato fino a diventare una ventina, nel frattempo l’Uefa, augurandosi che “i responsabili vengano al più presto assicurati alla giustizia” ha deciso dirinviare al 18 o 19 agosto la partita del terzo turno preliminare di Champions League, in programma allo stadio Agia Sophia, nel sobborgo ateniese di Nea Filadelfia.
Rimane invece fissata al 15 agosto la partita fra le due squadre a Zagabria, con divieto di trasferta per i supporter ospiti. Per la sfida di Atene la Dinamo Zagabria si era invece limitata ad invitare i propri sostenitori a non recarsi nella capitale greca, ma l’appello non è stato accolto e cento hooligans croati si sono messi in viaggio creando poi i problemi di cui sopra. Per i quali ora, in Grecia, il principale partito d’opposizione, della sinistra, ovvero Syriza, stigmatizza la mancanza di controlli efficaci da parte delle autorità preposte.
“Gli hooligans croati hanno alle spalle una lunga storia di attacchi e violenze – la nota diffusa da Syriza – e hanno attraversato il nostro paese con l’unica idea di creare problemi. Che misure preventive sono state messe in sotto nei loro confronti? Chi li ha sorvegliati durante il loro attraversamento della Grecia?“. Intanto c’è da prendere nota, come da comunicato della polizia di Atene, che “gravi incidenti sono scoppiati fuori dallo stadio Nea Filadelfia. Un giovane greco è stato accoltellato a morte“. Le forze dell’ordine hanno aggiunto che altre otto persone sono rimaste ferite a causa del lancio di sassi. Il ragazzo è stato portato in un ospedale di Atene, dove è deceduto nella notte per le ferite riportate.
Gruppi di sostenitori dei due club, noti entrambi anche per le frange decisamente ‘calde’ delle rispettive tifoserie, si sono scontrati nei pressi dello stadio, lanciando granate assordanti, pietre e ordigni incendiari e altri oggetti. Alcuni erano armati di bastoni. Le violenze sono iniziate circa un’ora e mezza dopo che la squadra ospite aveva lasciato il campo sotto scorta della polizia, che finora ha arrestato 96persone. E’ stata aperta un’inchiesta e gli arrestati saranno ascoltati dal pubblico ministero, secondo l’agenzia di stampa greca Ana. Nella capitale greca erano presenti un centinaio di ultrà del club croato, nonostante il divieto di trasferta loro imposto dalla Uefa. La violenza ha spesso macchiato le partite di calcio in Grecia e, dopo la morte di un giovane lo scorso anno, il governo ha innalzato la pena detentiva massima da sei mesi a cinque anni.
Ad annunciarlo è stato il presidente della società piemontese Enea Benedetto che ha confermato che la partita non si disputerà al locale Moccagatta: “Il nostro stadio va tutelato” 20 luglio 2023
L’amichevole Monza-Sampdoria in programma il 30 luglio allo stadio Moccagatta di Alessandria è stata bloccata dalla protesta dei tifosi dei “Grigi”. A farlo sapere è stato il presidente dell’Alessandria Enea Benedetto che ha annunciato che la partita non si disputerà in casa propria. “Per rispetto dei nostri tifosi e a tutela della gradinata nord, abbiamo comunicato agli organizzatori che la partita amichevole Monza-Sampdoria non si svolgerà nello Stadio Moccagatta di Alessandria – ha scritto sui propri social il numero uno della società piemontese -. Per me questo luogo è più di uno stadio, è un Tempio della storia sportiva italiana pertanto dobbiamo tutelarlo e rispettarlo sempre“.
Nei giorni scorsi i supporterdei “Grigi” avevano manifestato il loro dissenso schierandosi contro l’eventualità di giocare l’amichevole al Moccagatta. Questo perché i rapporti tra le tifoserie del Monza e dell’Alessandria sono tesi. La notizia ha colto di sorpresa il Monza che aveva già annunciato data e ora del match. A farlo era stato l’amministratore delegato Adriano Galliani a margine dell’amichevole con il Nuova Camunia. Al momento non è noto se la gara verrà recuperata. Si attende la disponibilità di un altro terreno di gioco.
Amichevole Monza-Sampdoria: protesta di una tifoseria organizzata
Il prossimo 30 luglio è in programma l’amichevole pre campionato Monza-Sampdoria: la sede prescelta sembra essere ricaduta sullo stadio “Moccagatta” di Alessandria, pronto ad aprire le porte ad entrambe le tifoserie.
Questa notizia, però, ha creato non poco malumore nel gruppo ultras locale “Supporters 99” che hanno emesso un duro comunicato:
I Supporters 1999 vogliono esprimere il più totale ed assoluto dissenso nei confronti di chi ha organizzato e dato parere positivo alla partita amichevole tra Sampdoria e Monza prevista al Moccagatta per domenica 30 luglio. Sopratutto vogliamo ribadire con estrema forza che la Gradinata Nord DEVE restare assolutamente chiusa a tutte e due le tifoserie, è bene ricordare agli addetti ai lavori ed al proprietario dell’Alessandria Calcio (che ancora una volta dimostra di non conoscere nulla della piazza in cui è sfortunatamente sbarcato) che i rapporti con esse sono totalmente ostili. Invitiamo la proprietà a rivedere completamente questa folle decisione e concentrarsi maggiormente sugli obiettivi di carattere tecnico/societario.
Sanzioni per le due società milanesi dopo le due stracittadine disputate in Champions League nella stagione 2022/2023.
Arrivano multe da parte dell’Organo di Controllo, Etica e Disciplina della UEFA nei confronti di Inter e Milan per il comportamento dei propri tifosi nel corso delle due sfide dell’ultimo derby disputato in Champions League. In particolarte, i nerazzurri sono stati sanzionati con oltre 41mila euro di ammende, mentre i rossoneri con oltre 28mila euro.
In particolare, il Milan è stato multato per la gara di andata del 10 maggio (conclusasi sul 2-0 per i nerazzurri) per:
Blocco delle vie di passaggio, sanzione: 20.000 euro;
Accensione di fuochi d’artificio, sanzione: 8.750 euro.
Accensione di fuochi d’artificio (gara di andata), sanzione: 3.750 euro;
Blocco delle vie di passaggio, sanzione: 22.000 euro;
Invasione del terreno di gioco, sanzione: 5.000 euro;
Accensione di fuochi d’artificio, sanzione: 10.500 euro.