Daniele Rugani, difensore di proprietà della Juventus e ora in prestito all’Ajax, in Olanda, è stato condannato oggi da un giudice di Torino per guida in stato di ebbrezza.
L’episodio risale al 21 luglio 2023, quando il calciatore è stato sottoposto all’alcol test dalla polizia stradale dopo un incidente autonomo, senza conseguenze, su un raccordo alle porte di Torino.
Secondo quanto riferisce l’ANSA, i valori di alcol nel sangue sono risultati superiori al limite consentito.
Il giudice di Torino ha deciso Rugani di aggiungere alla pena di 6 mesi di arresto e alla multa di 2 mila euro con la condizionale anche la revoca della patente e la confisca dell’auto, una Maserati.
L’inchiesta è quella che ha portato la procura a chiedere il rinvio a giudizio di una decina di persone tra le quali anche gli ex vertici della Juve nell’ambito dell’indagine “Prisma”.
Il gup di Roma ha accolto la costituzione di parte civile dei circa 200 azionisti, della Consob, del Codacons, del Fondo Libico e dell’Associazione Consumatori nel procedimento in corso nei confronti degli ex vertici della Juventus, per il caso plusvalenze che ha portato – a livello sportivo – a sanzioni per il club bianconero nella stagione 2022/23.
I giudici hanno contestualmente respinto la costituzione di parte civile contro l’attuale assetto societario della Juventus di tutti coloro che avevano formulato tale richiesta ai sensi della Legge 231. L’inchiesta è quella che ha portato la procura, lo scorso 17 luglio, a chiedere il rinvio a giudizio di una decina di persone tra le quali anche gli ex vertici della Juventus nell’ambito dell’indagine “Prisma” arrivata nella Capitale da Torino.
La trasmissione dell’inchiesta a Roma era arrivata dopo la decisione dello scorso 6 settembre dei giudici della Quinta sezione della Cassazione che hanno dichiarato l’incompetenza territoriale di Torino ordinando la trasmissione degli atti ai pm romani del gruppo, coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. A occuparsi dell’indagine i pm Giorgio Orano e Lorenzo Del Giudice.
Nell’inchiesta sono coinvolti, tra gli altri, l’ex presidente Andrea Agnelli, l’ex vice Pavel Nedved, Fabio Paratici e Maurizio Arrivabene. Le accuse, a vario titolo, sono quelle di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e false fatturazioni. In particolare, secondo l’accusa, si ipotizza o plusvalenze fittizie e manovre sugli stipendi dei calciatori durante la pandemia da Covid-19.
Lunedì 10 febbraio 2025
Processo Juventus, terza udienza a Roma: si decide sulle parti civili
Il gup Anna Maria Gavoni renderà nota la sua decisione sulla richiesta di 200 soggetti di costituirsi parte civile durante il processo.
Maurizio Arrivabene, Pavel Nedved e Andra Agnelli (Foto: Simone Arveda/Getty Images)
E’ prevista per questa mattina, presso il tribunale di Roma, la terza udienza del processo nei confronti della Juventus e alcuni dei suoi ex dirigenti in merito all’inchiesta Prisma. Come ormai noto da tempo, sono in tutto una decina gli indagati, fra cui l’ex presidente Andrea Agnelli, l’ex vice Pavel Nedved (ora direttore sportivo dell’Al Shabab in Arabia Saudita), Fabio Paratici e Maurizio Arrivabene.
Ilgup Anna Maria Gavonirenderà nota la sua decisione sulla richiesta di 200 soggetti di costituirsi parte civile durante il processo nei confronti della vecchia gestione del club bianconero. Si va dalla Consob agli azionisti, passando per associazioni di consumatori e fondi diinvestimento.
Le accuse, a vario titolo, contestate nell’inchiesta Prisma sono quelle di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e false fatturazioni. La trasmissione degli atti a Roma era stata decisa dalla Corte di Cassazione che aveva dichiarato l’incompetenza territoriale di Torino.
Rocco Commisso durante la presentazione del Viola Park Credit Foto Getty Images
Rocco Commisso, proprietario della Fiorentina, è il grande protagonista del contenzioso fra la NASL, la vecchia seconda divisione del calcio statunitense di cui era presidente, e la coppia formata dalla MLS e dalla Federcalcio statunitense (USSF). Come riporta il sito Front Office Sports, nella giornata di lunedì è andato in scena il giorno numero nove del processo che vede Commisso sul banco degli imputati per aver usato account anonimi su Twitter (il social network ora rinominato X dal nuovo proprietario Elon Musk), ma comunque riconducibili a lui.
Il tutto nasce dalla scelta, avvenuta nel settembre 2017, della US Soccer di non rinnovare la licenza alla NASL come seconda divisione del calcio statunitense. Detto di Commisso che era il presidente di quella lega, lo stesso patron della Fiorentina era, e lo è ancora oggi formalmente, ilnumero uno della franchigia dei New York Cosmos, che dal 2021 però non partecipa a nessun campionato nazionale.
Da allora, attraverso l’account Global Soccer Fan, ecco che Commisso ha attaccato la MLS e la Federcalcio statunitense nella persone di Don Garber, Commissioner del massimo campionato USA, e il presidente del calcio statunitense Sunil Gulati. In più di un tweet i due sono stati paragonati ad Harvey Weinstein, il produttore di Hoolywood pluricondannato per violenza sessuale ai danni di attrici e altre donne dello spettacolo, e al noto truffatore legato allo Schema Ponzi, Bernie Madoff.
Gli inquirenti hanno scoperto che l’account anonimo Global Soccer Fan era riconducibile chiaramente a Commisso, quando quest’ultimo ha avviato una causa contro MLS e la USSF per danni economici dovuti alla decisione di non rinnovare la licenza alla NASL come seconda divisione del calcio USA. Una mossa che ha di fatto portato al fallimento di questa e quindi dei piani di Commisso per il calcio statunitense e dei suoi NY Cosmos. Una causa che il fondatore dell’impero Mediacom ha intentato per vedersi riconoscere170 milioni di dollari di danni.
Durante l’udienza di lunedì, Commisso ha ammesso di aver scritto di suo pugno i tweet contro il commissioner della MLS e il presidente della USSF. E inoltre, è stato aggiunto fra i messaggi pubblicati anche quello contro la dirigente sportiva Kathy Carter.
Commisso, infine, durante la sua testimonianza, ha voluto esprimere il proprio rammarico per le sue azioni: “Non mi sento bene per quello che ho fatto, perché non è da me. Ho smesso di usare l’account Twitter. Non ho fatto nessun tweet negli ultimi cinque o sei anni e sono felice di aver smesso con tutti i social media“.
Il calciatore resta sottoposto a libertà vigilata. Non potrà lasciare il Belgio
Radja Nainggolan – (Foto LaPresse)
Dopo una notte passata in carcereRadja Nainggolan, l’ex calciatore di Cagliari, Roma e Inter, è stato “rilasciato con condizioni“. Questo sta a significare che il fermo non è stato trasformato in arresto.
L’ex nazionale belga però è formalmente indagato per partecipazione ad un’organizzazione criminale dedita al traffico di stupefacenti che importava cocaina dall’America Latina all’Europa, attraverso il porto d’Anversa. Lo ha stabilito il gip di Bruxelles al termine di un lungo interrogatorio.
La linea difensiva – I suoi legali continuano a ribadire che l’ex nazionale belga non è indagato per droga ma che gli sarebbe stato chiesto un semplice chiarimento sulle somme di denaro prestate a conoscenti. “Si tratta di soldi che ha dato a persone che voleva aiutare finanziariamente perché è un uomo gioviale. Dobbiamo ora determinare se queste persone hanno utilizzato questi soldi illegalmente. Forse è stato ingenuo, ma non ha mai avuto intenzione di aiutare persone provenienti da un certo background“.
Il calciatore resta comunque sottoposto a libertà vigilata ma non è ancora chiaro se avrà l’obbligo di firma o se sarà controllato a distanza con un braccialetto elettronico
L’ex calciatore di Roma, Inter e Cagliari è finito in manette in Belgio. È accusato di traffico internazionale di stupefacenti
Radja Nainggolan con la maglia della Roma – (Foto LaPresse)
Grossi guai per Radja Nainggolan. L’ex calciatore di Cagliari, Roma, Inter e Spal è stato arrestato in Belgio con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti. Il giocatore belga, 36 anni, sarebbe attualmente sotto interrogatorio, come riferito dai colleghi di BruxellesToday.
Belgio, arrestato Radja Nainggolan – Nella mattinata sono state effettuate 30 perquisizioni tra Anversa e Bruxelles. Il procuratore Julien Moinil ha spiegato: “L’inchiesta si basa su presunti fatti di importazione di cocaina dall’America del Sud all’Europa via il porto d’Anversa, e la distribuzione in Belgio“. La procura di Bruxelles ha confermato lunedì mattina che l’ex centrocampista della nazionale, attualmente tesserato in un club di Serie B del suo Paese, è stato “privato della libertà” per il suo presunto coinvolgimento in un’indagine per traffico di droga.
“L’arresto di Nainggolan fa parte di un’indagine più ampia sulla criminalità organizzata, incentrata sulla distribuzione di cocaina in Belgio – si legge nel comunicato della procura -. Al momento gli interrogatori sono ancora in corso. Nel rispetto della presunzione di innocenza, non verranno fornite ulteriori informazioni“. Stamattina Nainggolan era atteso agli allenamenti del Lokeren-Temse, suo attuale club, e quando non è stato visto arrivare in molti si sono chiesti cosa stesse succedendo. Poi la notizia dell’arresto ha chiarito ogni dubbio. Non si tratta del primo problema di Nainggolan con le autorità del suo Paese. Nell’agosto del 2021 era stato fermato dalla polizia di Anversa, che gli aveva ritirato la patente per guida in stato d’ebbrezza e alta velocità. Alcuni mesi dopo invece era arrivato l’arresto, sempre ad opera della polizia, che aveva colto il calciatore alla guida senza il documento valido.
La carriera tra Belgio e Serie A – Genio e sregolatezza. Croce e delizia. La personalità di Nainggolan è sempre stata eccentrica, ma le sue doti in campo sono sempre state indiscutibili. Un “gladiatore” con lampi di genio fin dagli esordi nelle giovanili del Beerschot, squadra di Anversa poi fallita nel 2013. Nel 2005 l’arrivo in Italia, dove ha trascorso gran parte della sua carriera, indossando le maglie di Piacenza, Cagliari, Spal, Roma e Inter. Il mediano era poi rientrato in Belgio nel 2021 per militare nell’Anversa, dal quale sarebbe stato espulso due anni dopo per cattiva condotta. “Galeotta” in quel caso una sigarettaelettronica fumata in panchina, l’ennesimo episodio spiacevole che costrinse il club belga a sospendere il centrocampista. Rimasto senza contratto, la scorsa settimana Nainggolan aveva firmato per il Lokeren, squadra che milita nella serie B belga, segnando pure un gol nella sua partita d’esordio.
Cos’è e cosa rischia la società di De Laurentiis per la violazione del codice. L’avvocato Grassani: “Rispettate le norme“
Il Napoli ha presentato e poi ritirato il ricorso contro l’elezione di Ezio Simonelli come presidente della Lega Serie A e per questo motivo, avendo violato la clausola compromissoria, rischia una penalizzazione di tre punti. Non è escluso che questa situazione possa incidere sul voto per completare la governance della Lega, a cominciare dal rinnovo alla carica di ad di Luigi De Siervo.
Che cos’è la clausola compromissoria? – Secondo quanto stabilito dall’articolo 30 dello Statuto della FIGC, intitolato “Efficacia dei provvedimenti federali, vincolo di giustizia e clausola compromissoria“:
I tesserati, le società affiliate e tutti i soggetti e organismiche svolgono attività agonistica, tecnica, organizzativa, decisionale o che hanno comunque un impatto sull’ordinamento federale, sono obbligati a rispettare lo Statuto della FIGCe tutte le altre norme federali e internazionali cui la FIGC è affiliata.
In virtù dell’appartenenza all’ordinamento sportivo federale o dei vincoli assunti con il rapporto associativo, i soggetti sopra indicati accettano l’efficacia vincolante di qualsiasi provvedimento adottato dalla FIGC, dalla FIFA, dalla UEFA e dai loro organi o delegati, in merito a questioni relative all’attività federale, comprese le vertenze tecniche, disciplinari ed economiche.
Le controversie tra i soggetti di cui al primo comma, o tra questi e la FIGC, per le quali non sono previsti o sono stati esauriti i gradi di giustizia federale interni (come indicato dallo Statuto del CONI), devono essere deferite, su richiesta della parte interessata, esclusivamente al Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI. Questo avviene secondo quanto previsto dallo Statuto, dai regolamenti e dagli atti attuativi federali. Tuttavia, non sono ammesse al Collegio di Garanzia dello Sport le controversie decise tramite lodo arbitrale in base alle clausole compromissorie previste da accordi collettivi o di categoria, o da regolamenti federali relativi a rapporti patrimoniali. Inoltre, non sono competenza del Collegio le controversie risolte definitivamente dagli organi di giustizia sportiva federale riguardanti l’omologazione di risultati sportivi o sanzioni pecuniarie inferiori a 10.000 euro, nonché sanzioni come la squalifica o inibizione dei tesserati inferiori a 90 giorni o 12 turni di campionato, la perdita di gara, l’obbligo di disputare partite a porte chiuse o con settori senza spettatori, o la squalifica del campo per meno di 90 giorni o sei partite interne.
Salvo il diritto di ricorrere agli organi giurisdizionali statali per la nullità dei lodi arbitrali, il Consiglio Federale può, per motivi di opportunità, autorizzare il ricorso alla giurisdizione statale, derogando al vincolo di giustizia. Qualsiasi comportamento che violi gli obblighi di cui al presente articolo, o che tenti di eludere il vincolo di giustizia, comporta sanzioni disciplinari secondo le norme federali.
In deroga a quanto disposto nei commi precedenti, è possibile presentare ricorso alla Giunta Nazionale del CONI contro i provvedimenti di revoca o di diniego dell’affiliazione, entro un termine perentorio di 60 giorni dalla notifica del provvedimento.
In ogni caso, è obbligatorio osservare i Principi di Giustizia Sportiva emanati dal CONI, nonché le norme statutarie e regolamentari federali che ne derivano.
Cosa rischia il Napoli? – Il Napoli, presentando e poi ritirando per mezzo del presidente De Laurentiis, il ricorso contro l’elezione di Simonelli avrebbe violato il “vincolo di giustizia” nel Codice di Giustizia Sportiva all’articolo 34.
“I soggetti tenuti all’osservanza del vincolo di giustizia di cui all’art. 30, comma 2 dello Statuto, ove pongano in essere comportamenti comunque diretti alla elusione o alla violazione del predetto obbligo, incorrono nell’applicazione di sanzioni non inferiori: alla penalizzazione di almeno tre punti in classifica per le società; alla inibizione o squalifica non inferiore a sei mesi per i calciatori e per gli allenatori nonché ad un anno per tutte le altre persone fisiche“. A queste sanzioni andrebbe poi aggiunta un’ammenda da 20mila a 50milaeuro.
L’avvocato Grassani: “Rispettate le norme dello sport” – “Il Napoli e il suo presidente, hanno agito con assoluta trasparenza, correttezza e rispetto delle norme dell’ordinamento sportivo. Diverse interpretazioni non meritano commento“. Così l’avvocato Mattia Grassani, legale del Napoli, a radio Crc, sulla questione di un paventato procedimento compreso penalizzazione del Napoli per violazione della clausola compromissoria per un presunto ricorso avanzato contro l’elezione di Ezio Simonelli, come nuovo presidente della Lega Serie A.
Nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria che coinvolge il Manchester City e per la quale i campioni in carica della Premier League rischiano anche la retrocessione.
Si è conclusa oggi l’udienza dei Cityzensper le 115 violazioni al Fair Play Finanziario inglese di cui sono accusati da parte della Premier League.
A riferirlo è il Daily Mail. Le argomentazioni conclusive del caso, aperto il 16 settembre scorso presso l’International Dispute Resolution Centre di Londra e portato avanti con il massimo riserbo, sono state presentate venerdì scorso a una commissione indipendente. LE ACCUSE NEL DETTAGLIO– La Premier League ha accusato il Manchester City di multiple violazioni alle regole finanziarie e di non aver collaborato ad una successiva indagine. Nel dettaglio, i Cityzens sono accusati di80 violazioni delle regole finanziarie tra il 2009 e il 2018 e di altre 35 per non aver collaborato a un’indagine della Premier League.
La Premier League ha presentato le accuse nel 2023, ma c’è stata una lunga attesa affinché il caso si svolgesse davanti a una commissione indipendente. Il City è accusato di non aver fornito informazioni finanziarie accurate tra il 2009 e il 2018, comprese le entrate dagli sponsor e i dettagli sugli stipendi di dirigenti e giocatori. Altre accuse, invece riguardano la violazione delle norme sulla sostenibilità finanziaria della UEFA e della Premier League. LA POSIZIONE DEL MANCHESTER CITY – Il City nega fermamente qualunque illecito.
COSA RISCHIA IL MANCHESTER CITY – Qualora tuttavia il City dovesse essere ritenuto colpevole di alcune delle accuse più gravi, riporta il Daily Mail, potrebbe essere colpito con enormi sanzioni pecuniarie. Ma non solo, la squadra allenata da Pep Guardiola rischia anche detrazioni di punti o addirittura la retrocessione in Championship, la seconda divisione inglese.
QUANDO ARRIVA LA SENTENZA – E’ altamente probabile, evidenzia la stampa britannica, che in assenza di un accordo qualunque sia la sentenza una delle due parti ricorrerà in appello. Di conseguenza, la decisione finale potrebbe arrivare anche alla fine del prossimo anno (2025), portando avanti questo dannoso limbo. I PRECEDENTI EVERTON E NOTTINGHAM FOREST– Nel corso della scorsa stagione, l’Everton e il Nottingham Forest hanno subito detrazioni di punti per violazione delle regole di profitto e sostenibilità del campionato.
Diversi direttori di gara italiani sono stati sanzionati dall’Agenzia delle Entrate per mancati versamenti fiscali sui compensi UEFA tra il 2018 e il 2022
La Procura federale della FIGC ha aperto da alcuni giorni un’indagine sull’evasione fiscale degli arbitri. Diversi direttori di gara italiani, tra cui anche Daniele Orsato e Gianluca Rocchi (entrambi ritirati, con il secondo che ora ricopre l’incarico di designatore), sono stati sanzionati dall’Agenzia delle Entrate per mancati versamenti fiscali sui compensi UEFA tra il 2018 e il 2022.
L’impulso – come anticipato da La Repubblica – è arrivato da un esposto diretto al procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer. La denuncia contestava appunto le violazioni del Codice di giustizia sportiva e del regolamento dell’Associazione italiani arbitri. Dopo aver analizzato l’esposto, Taucer ha invitato la procura FIGC ad aprire il procedimento, come da sua prerogativa in base allo Statuto del Coni.
La procura dovrà ora analizzare gli atti sui casi di evasione fiscale accertati dalla Guardia di finanza, che riguarderebbero una cinquantina di arbitri. Le contestazioni riguardavano soldi guadagnati all’estero su cui non sono state pagate le tasse. Gli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, emessi a metà 2024, hanno spinto quasi tutti i coinvolti a sanare la loro posizione tramite il ravvedimento operoso, beneficiando così di sanzioni ridotte.
Una volta chiuse le indagini, che appunto saranno brevi, la Procura FIGC deciderà se far partire i deferimenti. Potrebbero essere contestati l’articolo 4 del Codice di giustizia sportiva, che rimanda ai principi di «lealtà, correttezza e probità», così come l’articolo 42 del regolamento AIA, che agli arbitri richiede un comportamento improntato «ai principi di lealtà, trasparenza, rettitudine e della comune morale, a difesa della credibilità ed immagine dell’AIA». In base alle norme, gli arbitri coinvolti rischiano una sanzione che può andare dalla semplice ammenda fino alla squalifica o inibizione.
Lunedì, 02 dicembre 2024
Gravina, chiuse le indagini sul presidente della Figc: è accusato di appropriazione indebita
La notizia arriva a ridosso della votazione per il rinnovo dei vertici della federazione. Nel mirino dei pm ci sono i diritti della Lega Pro e uno scambio di libri antichi. Il presidente sotto inchiesta anche per autoriciclaggio
Tecnicamente manca ancora la richiesta di rinvio a giudizio e l’udienza preliminare che, se reggeranno le accuse della procura di Roma, potrebbe costare a Gravina un posto riservato nel banco degli imputati. Da un punto di vista elettorale è una corsa contro il tempo. Ma dalle parti di piazzale Clodio la giustizia fa il suo corso a prescindere. Tutto per una compravendita di libri pregiati e antichi, di cui Gravina è cultore e collezionista.
Secondo il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, il numero uno del calcio italiano avrebbe mascherato dietro quell’affare un guadagno illecito.
Nel 2018, quando era ai vertici della Lega Pro, Gravina avrebbe ottenuto una ricompensa personale per aver conferito a un colosso del settore, la Isg, l’incarico di migliorare gli standard qualitativi della piattaforma di distribuzione degli eventi sportivi della Lega Pro e di progettare sistemi contro la pirateria. In giuridichese si parla di “appropriazione indebita in danno della Lega Pro mediante la sottoscrizione di un contratto di consulenza con la società inglese Isg a valori di gran lunga superiori a quello effettivo”.
Per aver affidato quella consulenza avrebbe dunque intascato del denaro, circa 200.000 euro, e poi lo avrebbe cercato di nascondere.
Due reati. Per scoprire il primo, i pm hanno seguito il denaro scoprendo che Gravina, tramite un paio di società che si sono rimpallate l’incarico, ha trovato un acquirente che in fine non ha finalizzato l’affare permettendo al presidente di guadagnare il “prezzo d’opzione”.
Si tratta di un’azienda inglese, la Ginko investment limited, “riconducibile all’imprenditore italiano Giovanni Prandi, leader della Assist group, in rapporti personali e commerciali con Figc/Gabriele Gravina”. La Ginko ha poi concluso l’affare con la Isg.
Il secondo reato ipotizzato riguarda invece il riciclaggio: avrebbe destinato la somma per pagare le rate di un mutuo per un appartamento a Milano. Una ricostruzione contro la quale gli avvocati che assistono Gravina, Leo Mercurioe Fabio Viglione, si sono sempre battuti. Ricordando anche che l’indagine Gravina è nata da un’attività non autorizzata di Pasquale Striano, il finanziere della Dna che accedeva abusivamente alle banche dati dell’Antimafia. Avrebbe iniziato a indagare dopo essersi incontrato con “persone vicine a Claudio Lotito, il quale aveva avuto ragioni di contrasto con il presidente della Figc, Gabriele Gravina”, ricordano gli atti sul finanziere spione.
La disputa tra Boban e il Milan è terminata: il croato vince in Cassazione contro il Club di Via Aldo Rossi. Maxi risarcimento per lui.
Zvonimir Boban
Nel panorama calcistico internazionale, non sono rare le figure emblematiche che, dopo aver lasciato il campo, proseguono a influenzare il mondo dello sport dalle posizioni dirigenziali. Una di queste leggende è Zvonimir Boban, ex stella del Milan e figura centrale in una disputa legale che ha tenuto banco per mesi, coinvolgendo non solo gli addetti ai lavori ma anche i tifosi.
La storia tra Boban e il club milanese, un tempo pervasa da trionfi e reciproca stima, ha preso una piega inaspettata con il licenziamento dell’ex calciatore da parte della società, portando a una battaglia giudiziaria che solleva interrogativi sul futuro delle relazioni tra leggende sportive e le società per cui hanno brillato.
Il licenziamento controverso – La vicenda ha origine nel marzo del 2020, quando Zvonimir Boban è stato licenziato per giusta causa dal Milan, all’epoca sotto la guida dell’amministratore delegato Ivan Gazidis e di proprietà del fondo Elliott. Boban, all’epoca ricoprendo un ruolo dirigenziale, ha percepito il suo licenziamento come ingiusto, decidendo di contestare la decisione in tribunale. La disputa legale che ne è conseguita ha rivelato le complessità e le tensioni interne che possono emergere nella gestione dei club calcistici.
La battaglia legale e il verdetto: maxi risarcimento all’ex rossonero – Inizialmente, il tribunale di primo grado ha preso posizione a favore di Boban, condannando il Milan a risarcirlo con una somma sostanziale di 5,375 milioni di euro, una decisione prontamente adempiuta dal club. Tuttavia, l’epilogo della vicenda era tutt’altro che scritto. Durante il processo di appello, il tribunale ha rivisto la sentenza, escludendo la quota di 1,25 milioni di euro previsti per danni d’immagine. Questa modifica ha obbligato Boban a restituire tale somma al Milan, aggiungendo un ulteriore strato di complessità al caso. Il capitolo finale di questa intricata saga giudiziaria è stato scritto dalla Cassazione, che ha confermato il verdetto d’appello, chiudendo definitivamente la disputa, ma lasciando aperte riflessioni sull’impatto di questi eventi sul legame tra Boban e il club.
Oltre il contenzioso – Al di là dei tribunali e delle sentenze, la figura di Zvonimir Boban rimane quella di una leggenda del calcio, sia per i suoi successi in campo che per le sue competenze manageriali. Dopo il Milan, Boban ha assunto un ruolo significativo alla UEFA, sebbene anche questa esperienza si sia conclusa a seguito di divergenze. Oggi, la sua voce è ascoltata con attenzione dagli appassionati di calcio grazie al ruolo di opinionista a Sky, dimostrando come, nonostante le vicissitudini, il contributo di Boban allo sport resti indiscusso. La saga legale con il Milan potrà anche essere giunta al termine, ma il dibattito sull’eredità di questa vicenda e sulle relazioni fra ex giocatori, dirigenti e le società di appartenenza è destinato a proseguire.
Calcio e violenza a cerro Maggiore. Punizione esemplare del giudice sportivo
Ahinoi, nemmeno il candido orizzonte dell’oratorio è immune da turpitudini d’una scena che dovrebbe insegnare calcio e rispetto. Siamo a Cerro Maggiore, là dove l’erba calcistica spesso si mescola alla polvere dell’amicizia e del fair play. Ma domenica 10 novembre, sul campo dei cerresi, è andata in scena una pagina buia del calcio dilettantistico.
Al minuto quindici del secondo tempo, durante l’incontro tra Oratorio Cerro MaggioreeSan Luigi Pogliano, l’arbitro Luca Panetti di Legnano, dopo reiterate proteste, ha deciso per l’espulsione dell’allenatore del Cerro. A quella notifica, come per una vampata d’irrazionale furore, il tecnico ha perso la bussola: prima uno schiaffo, poi un calcio basso, vile e doloroso, contro il giovane direttore di gara, che, preso alla sprovvista, ha dovuto indietreggiare.
Non bastasse il primo impeto, l’allenatore ha cercato di colpire ancora l’arbitro, senza però riuscirvi grazie all’intervento dei giocatori, che hanno improvvisato una linea difensiva degna di miglior causa. La gara, com’era inevitabile, è stata sospesa. Negli spogliatoi, tuttavia, il mister ha rincarato la dose, tentando nuovamente l’aggressione e proferendo insulti che sanno più di strada che di sport.
Non poteva che essere severa la mano del giudice sportivo.Il tecnico è stato squalificato fino al 17 novembre 2027, ben tre anni lontano dai campi di gioco: una punizione esemplare, che non risarcisce l’onore ferito del calcio, ma lancia un messaggio chiaro. Alla società A.S.D. Oratorio Cerro Maggiore è stata inoltre inflitta un’ammenda di 100 euro, con l’obbligo di coprire eventuali spese mediche per il danno arrecato al direttore di gara.
A Cerro Maggiore, la partita doveva essere occasione di festa, aggregazione e, perché no, di rivalità sana tra dilettanti. Invece, si è trasformata in una rissa verbale e fisica degna di peggior cronaca. Non è solo l’allenatore a uscire sconfitto: il suo gesto getta un’ombra sul senso stesso di un calcio che dovrebbe educare, non alimentare pulsioni violente.
Il tecnico cerrese ha perso molto di più di una partita: ha perso l’opportunità di essere guida, esempio, maestro. E il calcio, in questo frammento di Terza Categoria, si scopre più fragile e amaro. Che il campo torni presto a essere campo e non arena, e che episodi come questo restino un’eccezione da dimenticare.
L’ex centrocampista di Juventus e Inter al centro di un’inchiesta per violenza sessuale: una donna ha denunciato lui e alcuni compagni del Colo Colo.
La Procura di Santiago del Cile, e in particolare la Fiscalía Metropolitana Oriente, organo investigativo del Governo del Cile, ha aperto un’indagine a seguito di una denuncia per un presunto reato di violenza sessuale che vedrebbe coinvolti alcuni calciatori di Colo Colo, tra cui Arturo Vidal.
L’episodio sarebbe accaduto in occasione di una festa privata, organizzata dai giocatori dela formazione cilena, che stavano festeggiando il compleanno di un membro della squadra.
Le autorità non escludono che altri calciatori possano essere implicati nel caso, attualmente oggetto di indagine da parte del personale specializzato dell’OS9 e del Laboratorio di Criminalistica dei Carabineros (Labocar).
Nonostante la gravità delle accuse, la Fiscalía ha confermato che, fino a questo momento, non ci sono calciatori né detenuti né fermati in relazione a questo caso.
COSA È SUCCESSO – Secondo le informazioni iniziali fornite daRadio ADN, i fatti sarebbero avvenuti in un bar situato nella località di Vitacura, nella Regione Metropolitana,
La presunta vittima, ha chiamato la famiglia per farsi venire a prendere, non sentendosi bene e dunque non essendo in grado di rientrare autonomamente.
Come riporta La Repubblica, la donna non si reggeva in piedi, forse sotto l’effetto di alcol o droga. A sporgere denuncia per aggressione sessuale è stata la sorella.
In base alle informazioni preliminari riportate da Radio ADN, le persone che si trovavano con la vittima nel bar si sarebbero nascoste all’interno del locale all’arrivo delle autorità, per poi darsi alla fuga.
VIDAL COINVOLTO? – Stando a Teletrece, Arturo Vidal era presente sul luogo al momento dell’accaduto.
L’ex centrocampista di Juventus eInter è anche stato fermato dopo aver tentato di fuggire insieme ad alcuni compagni a un posto di blocco.
Per La Repubblica, un’altra ragazza sostiene di essere stata invitata all’evento, di aver visto la ragazza, di aver parlato con la sorella che ha poi denunciati i giocatori e ma che “Vidal non si è mai avvicinato alla presunta vittima”.
FERMATO E RILASCIATO – In evidente stato di ebbrezza, Arturo Vidal è stato l’unico a essere portato alla stazione di polizia, dove è stato trattenuto, prima di essere rilasciato.Il colonnello Gerardo Aravena ha precisato che Vidal “per un controllo dell’identità nell’ambito dei primi accertamenti“.Inoltre ha confermato che la denuncia riguarda effetivamente “giocatori del Colo-Colo“, tra cui Vidal.“Le altre persone sono state sottoposte a un controllo preventivo dell’identità sul posto, sono state registrate e probabilmente saranno convocate per rendere dichiarazioni”.
L’INDAGINE IN CORSO – L’indagine in corso è volta a chiarire le circostanze dell’episodio e a determinare le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, suscitando un notevole interesse pubblico e mediatico.Il caso, ancora in fase iniziale di accertamenti, è gestito da personale specializzato, con le autorità impegnate nella raccolta delle prove necessarie per far luce sui fatti denunciati e attribuire eventuali responsabilità.
Lo stupro sarebbe avvenuto la settimana scorsa a Stoccolma, ma per ora le informazioni disponibili sono poche: lui ha respinto ogni accusa
Secondo diversi giornali svedesi il calciatore francese Kylian Mbappé, uno dei più forti e famosi al mondo, è indagato per un presunto stupro nei confronti di una donna avvenuto a Stoccolma una settimana fa, durante una breve vacanza di Mbappé in Svezia.
La procura di Stoccolmaha annunciato di aver aperto un’indagine preliminare per un sospetto stupro avvenuto nell’hotel della città dove la settimana scorsa ha alloggiato il calciatore francese insieme al suo entourage, ma non ha confermato se l’indagine riguardi proprio Mbappé. I due tabloid svedesi che più stanno scrivendo del caso, Aftonbladet edExpressen, sostengono che la persona sospettata di avere compiuto lo stupro sia lui. Nel pomeriggio di martedì lo ha scritto anche la tv pubblica svedese sul suo sito, citando fonti proprie.
Al momento non si sa molto sull’accusa. La settimana scorsa Mbappé sarebbe andato a Stoccolma con un gruppo di amici e sarebbe stato tra le altre cose a cenare in un ristorante di lusso e poi in una discoteca, prima di tornare all’hotel. Aftonbladet scrive che giovedì 10 ottobre Mbappé avrebbe prenotato il locale intero e che avrebbe organizzato una festa privata con i suoi amici e una trentina di donne. Né i giornali svedesi né la procura di Stoccolma hanno diffuso dettagli sulla donna o sulla presunta dinamica degli eventi.
Mbappé ha invece commentato la notizia online, scrivendo su X che si tratterebbe genericamente di una «fake news». Un suo portavoce ha detto all’agenzia di stampa francese AFPche le accuse della procura di Stoccolma «sono completamente false».
Mbappé ha 25 anni e da pochi mesi è stato acquistato dalla squadra di calcio spagnola del Real Madrid. È considerato uno dei migliori calciatori al mondo: ha vinto per sette volte la Ligue 1, il principale campionato francese, e nel 2018 fu decisivo per la vittoria della nazionale francese ai Mondiali.
La decisione del Tribunale di Teramo a sei anni dai fatti per una vicenda denunciata da due ragazze che avevano 16 e 14 anni e mezzo all’epoca
Il primo posto in classifica col suo Padova, il gol che ha deciso il derby col Vicenza: un periodo d’oro secondo gli standard di un calciatore. Che però potrebbe trasformarsi in un incubo per il 21enne Michael Liguori, attaccante dei veneti. Ieri il tribunale di Teramo lo ha condannato in primo grado a 3 anni e 4 mesi per violenza sessuale.
liguori farà ricorso – I fatti risalgono al 2018, quando Liguori era appena uscito dal settore giovanile del Pescara per tentare l’avventura al Notaresco, in Serie D. Assieme a un amico, anch’egli a processo e condannato in primo grado alla stessa pena, aveva dato appuntamento a due ragazze per una serata ad Alba Adriatica. Secondo l’accusa, i due avrebbero abusato delle due minorenni, all’epoca dei fatti di 16 e di 14 anni e mezzo. Dopo quella serata le due ragazze hanno presentato denuncia e da lì sono partite le indagini che hanno portato alla sentenza, trapelata nella serata di ieri dal momento che il club veneto aveva mantenuto un rigidissimo riserbo sulla questione. L’avvocato Mauro Gionno, legale di Liguori e pure dell’amico, ha annunciato il ricorso, sostenendo che non c’è stata alcuna violenza e tantomeno alcuna minaccia quella sera. “Sì, faremo ricorso una volta lette le motivazioni, in quanto questa sentenza è del tutto inaccettabile e siamo certi di poter dimostrare l’innocenza di Michael e dell’altro mio assistito“.
chi è liguori – Almeno sul campo un grande avvio di stagione per l’ala destra mancina del Padova, l’elemento più talentuoso dellarosa di Andreoletti. Finora, in otto partite disputate nel Girone A di Serie C, ha realizzato quattro reti e sfornato quattro assist. Lo scorso anno ha chiuso a quota 11 centri. In biancorosso è arrivato nel 2022 dopo tante esperienze tra Serie D e C: Recanatese, Catania,Campobasso. Tra l’altro, l’attaccante ha perso il padre all’età di 7 anni ed è sempre stato un sostegno per la madre operaia in fabbrica. Ora dovrà affrontare una battaglia altrettanto difficile.
Il calciatore islandese è stato assolto in primo grado dall’accusa di cattiva condotta sessuale
Dopola sentenza arrivata dal tribunale distrettuale di Reykjavikche ha giudicato in primo grado Albert Gudmundsson innocente, arrivano anche le prime parole del calciatore islandese. “Innocente!” esclama attraverso una storia postata su Instagram l’attaccante della Fiorentina. “Questa è la chiara conclusione della Corte distrettuale di Reykjavik nella sentenza resa oggi – continua l’ex Genoa -. Pur essendo sempre fiduciosi in un esito positivo del caso, la sentenza arriva con un certo sollievo. È stato un anno difficile, onestamente, e non facile da affrontare mentalmente, ma ho imparato che la mia famiglia e i miei amici sono tutto per me e sarò loro per sempre grato. Infine, vorrei esprimere che non appoggerò mai alcuna forma di violenza“.
“Come padre di due figli – conclude Gudmundsson -, tra cui una figlia piccola, e con tre sorelle più giovani, spero sinceramente che questo caso non causi alcun danno ad altre donne che sono vere vittime di violenza. Ora posso andare avanti con la mia vita e concentrarmi su ciò che so fare meglio. Con amore, Albert“.
La posizione del fantasista brasiliano Paquetà accusato di scommesse illegali è sempre più pericolante, rischia la squalifica a vita
La carriera di Paquetà, talentuoso fantasista brasiliano del West Ham e della Nazionale brasiliana, è a rischio. Il giocatore, che ha vestito anche la maglia del Milan per una stagione nel 2019 mettendo a referto 36 presenze, è accusato di scommesse illegali in rifermento ad alcune sfide sospette del West Ham giocate tra il 2022 e il 2023.
La sua posizione però si sta complicando perché la FA avrebbe accusato adesso Paquetà anche di ostacolo alle indagini, oltre che della mancata collaborazione già imputata al calciatore nei mesi scorsi. Il problema risiede tutto nel suo telefono, la Federazione Inglese lo aveva infatti setacciato negli scorsi mesi per capire se in quel dispositivo ci fossero delle prove, poi ha ridato il telefono al giocatore che però lo ha buttato. Ora la Fa lo ha richiesto per una nuova analisi ma il dispositivo non c’è più e quindi potrebbe essere un danno alle indagini.
Le accuse sono pesanti, la posizione di Paquetà sembra sempre più in bilico e le ipotesi di una punizione sono diverse. La più dura sarebbe quella della squalifica a vita, un vero e proprio incubo per il brasiliano che per ora continua regolarmente a scendere in campo, sono sette le presenze in Premier League e due in Nazionale in questo inizio stagione.
Offesa a coreano Hwang di Wolves in amichevole estiva del Como
(ANSA) – Roma, 07ottobre 2024
La Fifa ha squalificato per 10 giornate, ridotte a cinque, il difensore di proprietà del Como Marco Curto, ora al Cesena in prestito, per “comportamento discriminatorio” nei confronti dell’attaccante sudcoreano dei Wolverhampton Hwang Hee-chan. L’episodio risale allo scorso luglio quando Curto, nel corso di una amichevole del club lariano a Marbella (Spagna) nel corso di un parapiglia successivo ad uno scontro di gioco – secondo i media britannici – avrebbe detto ad un compagno di squadra: “Ignoralo, pensa di essere Jackie Chan“. (ANSA).
Il corpo senza vita del 43enne è stato trovato all’interno di un albergo nel centro del capoluogo sardo, con una ferita alla testa
Andrea Capone con la maglia del Cagliari – (Foto LaPresse)
L’ex calciatore del Cagliari, Andrea Capone, 43 anni, è stato trovato senza vita in un d’albergo nel centro del capoluogo sardo. Il corpo è stato rinvenuto nella mattina di oggi, domenica 29 settembre, a Palazzo Tirso: secondo le prime informazioni aveva una profonda ferita alla testa.
Trovato morto l’ex calciatore Andrea Capone – Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e la polizia: la pista più accreditata in questo momento sembra quella della caduta accidentale, forse dalle scale, ma le indagini sono ancora in corso. Le forze dell’ordine stanno effettuando gli accertamenti per chiarire la causa della morte.Capone era cresciuto nelle giovanili del Cagliari, con cui ha raggiunto la Serie A, e ha giocato nel Sora, Treviso, Vicenza, Grosseto e Salernitana, e nella nazionale italiana under 20 nel 2001. Il prossimo gennaio avrebbe compiuto 44 anni.
Alvaro Morata e Rodri sono finiti sotto inchiesta da parte della Uefa per quanto accaduto a Euro 2024. Ecco cosa è successo.
Il mondo del calcio si trova di nuovo al centro dell’attenzione, questa volta per un motivo che va oltre le prestazioni sportive sul campo. Rodri e Alvaro Morata, campioni d’Europa con la nazionale spagnola, sono infatti sotto indagine dalla Commissione etica e disciplinare federale. Al centro della controversia, una frase proferita dai due giocatori nei momenti di festa seguiti alla vittoria in finale contro l’Inghilterra a Euro 2024, tenutasi a Madrid. “Gibilterra è spagnola,” hanno dichiarato, suscitando non poco clamore e attirando su di sé l’attenzione non solo della Federazione di calcio, ma anche delle autorità politiche.
Inizio dell’indagine – Dalle sedi UEFA di Nyon – scrive la Gazzetta dello Sport – giunge la notizia che un ispettore della commissione etica e disciplinare è stato assegnato per valutare le possibili violazioni alle norme di condotta da parte di Rodri e Alvaro Morata. La contestazione nasce da dichiarazioni fatte dai giocatori durante i festeggiamenti per la vittoria della Spagna all’Euro 2024. La frase che ha scatenato le polemiche, “Gibilterra è spagnola”, è stata oggetto di denuncia sia da parte della Federazione che dal governo di Gibilterra, piccolo territorio situato sul confine meridionale della Spagna ma sotto sovranità britannica da più di tre secoli
Contesto geopolitico e sportivo – Gibilterra, situata all’estremo sud della penisola iberica, rappresenta da secoli un punto di attrito tra Regno Unitoe Spagna. La questione della sovranità – spiega la rosea – su questo lembo di terra ha toccato diversi aspetti delle relazioni tra i due Paesi, spesso filtrando anche nel mondo dello sport. La decisione dei due calciatori spagnoli di inserire questo tema delicato nei festeggiamenti post-vittoria ha acceso nuovi riflettori sulla disputa, provocando una reazione ufficiale che ora coinvolge le istanze disciplinari europee del calcio.
Morata iniciando cánticos de Gibraltar es español. La cabra de las celebraciones
Aurelio De Laurentiis (Foto: LLUIS GENE/AFP via Getty Images)
I fatti risalgono al marzo scorso quando il club di Aurelio De Laurentiis non mandò nessun tesserato da intervistare alla piattaforma streaming a margine delle sfide contro Torino e Barcellona.
A fine maggio scorso il Tribunale Federale Nazionale ha comminato una multa di 165mila euro al Napoli per non aver permesso a DAZN di intervistare uno dei suoi tesserati in occasione delle sfide contro Torino e Barcellona dell’8 e 12 marzo.
Contro questa decisione è arrivato prontamente il ricorso del club partenopeoche però ha dovuto soccombere davanti alla Corte d’Appello della FIGC composta dal presidente Mario Luigi Torsello e dai due componenti Diego Sabatino e Daniele Maffeis. Inoltre, il club del patron Aurelio De Laurentiis è stato sanzionato con una multa di 230mila euro da riconoscere alla Lega Serie A.
All’epoca dei fatti, De Laurentiis aveva annunciato di aver chiuso i rapporti con DAZN e che calciatori e staff avrebbero parlato solamente con Sky e Rai. In tal senso, va comunque registrata anche una successiva sfuriata contro la pay-tv di Comcast, in relazione alla scelta di fare seguire la squadra a un corrispondente che secondo De Laurentiis non sarebbe stato tifoso del Napoli.
La rabbia nei confronti di DAZN, invece, nasceva dalla programmazione della partita contro l’Atalanta fissata per sabato 30 marzo alle 12:30, vigilia di Pasqua. Il presidente azzurro avrebbe voluto spostarla a lunedì, in quanto l’allora tecnico Calzona avrebbe potuto preparare il match solo in due giorni per via degli impegni con la nazionale della Slovacchia. De Laurentiis si era sfogato al Maradona nel post-partita: «Chi sono? Sky o DAZN? DAZN non ha il diritto di fare niente! Quindi andatevene a fare in c**o. Fuori dai c******i».
Il regolamento della Serie A prevede che i club da contratto si impegnino ad assicurare che i propri calciatori «più rappresentativi e che abbiano avuto le migliori prestazioni nell’Evento, nonché il proprio allenatore, partecipino alle Interviste – a favore dei Licenziatari dei Pacchetti che detengono tale diritto – secondo le modalità stabilite dagli applicabili regolamenti della Lega Serie A oltre l’impegno ad assicurare la puntualità delle Interviste. Per questo motivo, in caso di violazioni del contratto sono previste delle sanzioni specifiche nei confronti delle società».
Davanti alla Corte d’appello di Firenze si è concluso il processo per l’omicidio colposo del calciatore
La Corte d’appello di Firenze la confermato oggi la condanna a un anno per Giorgio Galanti, ex direttore del centro di medicina dello sport dell’ospedale fiorentino di Careggi e con un passato di consulente sportivo della Fiorentina. Il medico è accusato di omicidio colposo per la morte di Davide Astori, capitano della Fiorentina, stroncato da un arresto cardiaco il 4 marzo 2018 mentre era in ritiro con la squadra in un albergo a Udine.
In primo grado, con rito abbreviato davanti al Tribunale di Firenze, Galanti era stato condannato il 2 aprile 2021 sempre alla stessa pena. Astori, secondo gli accertamenti medici, fu vittima di un’aritmia ventricolare, provocata da una grave patologia cardiaca mai diagnosticata.
A Giorgio Galanti, 74 anni, che all’epoca dei fatti contestati era direttore sanitario del Centro di riferimento di medicina dello sport dell’Azienda ospedaliero universitaria di Careggi, la Procura ha contestato il rilascio ad Astori di due diversi certificati di idoneità alla pratica del calcio, nel luglio 2016 e nel luglio 2017. Secondo una consulenza tecnica effettuata da periti, i certificati di idoneità vennero rilasciati nonostante fossero emerse, nelle rispettive prove da sforzo, aritmie cardiache che avrebbero dovuto indurre i medici a effettuare accertamenti diagnostici più approfonditi al fine di escludere una cardiopatia organica o una sindrome aritmogena che, se fosse stata diagnosticata mentre si trovava in una fase iniziale, avrebbe consentito di interrompere l’attività agonistica di Astori e, tramite la prescrizione di farmaci, di rallentare la malattia e prevenire l’insorgenza di “aritmie ventricolari maligne“. Per l’accusa, Astori morì proprio per la mancata diagnosi di una cardiomiopatia aritmogena diventricolare.
Giocatori e tifosi dell’Albania (Photo by OZAN KOSE/AFP via Getty Images)
Le due nazionali si sono sfidate a Dortmund la sera di sabato 15 giugno.
Italia-Albania ha consegnato agli Azzurri di Luciano Spalletti i primi tre punti di EURO 2024. Ma la gara, giocata sabato sera a Dortmund, è finita nel mirino della UEFA per il comportamento dei tifosi albanesi, che hanno seguito in gran numero la propria nazionale.
Come si legge nel comunicato ufficiale del massimo organo del calcio europeo, la UEFA «ha avviato procedimenti disciplinari in conformità all’articolo 55 del Regolamento disciplinare UEFA (DR) in seguito alla partita della fase a gironi UEFA EURO 2024 tra Italia e Albania (2-1) giocata il 15 giugno 2024 a Dortmund, Germania».
Questi i capi d’accusa rivolti alla federcalcio albanese in seguito al comportamento dei suoi tifosi:
Lancio di oggetti, Art. 16(2)(b) DR
Accensione di fuochi d’artificio, Art. 16(2)(c) DR
Invasione del campo di gioco, Art. 16(2)(a) DR
Trasmissione di un messaggio provocatorio non idoneo a un evento sportivo, Art. 16(2)(e) DR
Ora, l’organismo di controllo, etica e disciplina UEFA (CEDB) è chiamato a decidere sulla questione dopo aver concluso tutte le valutazioni del caso, analizzando anche i filmati e le immagini provenienti dalle telecamere di sicurezza dello stadio.
Non rilevate responsabilità individuali per materiale ritrovato
Sono stati rilasciati nella notte i circa 50 tifosi italiani fermati a scopo preventivo ieri prima di Italia-Albania a Dortmund partita d’esordio degli Europei di calcio.
Non è stato possibile ricondurre il materiale rinvenuto dalla polizia tedesca a terra (coltelli, bombe carta e passamontagna) alla responsabilità degli stessi.
I supporter dell’Italia sono ora liberi di circolare in Germania anche se gli è stato consigliato di tornare in Italia. Non è certo se alla base del loro progetto di entrare in contatto con i tifosi albanesi ci sia un collegamento tra bande di ultras e se si siano dati appuntamento tramite internet a Dortmund. Da un po’ di tempo al seguito degli azzurri si e’ manifestato un gruppo che si definisce ‘Ultras d’Italia‘, con radici territoriali che ha radici nel nordest ma anche al sud, in particolare a Catania, resosi responsabile di azioni dimostrative legate ad ambienti dell’estrema destra e di Casapound. Il calcio sarebbe solo una scusa ed una cassa di risonanza, tant’è che alcuni dei circa cinquanta tifosi fermati non avevano nemmeno il biglietto per assistere a Italia-Albania ieri sera allo stadio di Dortmund.
La Procura Federale ha archiviato il fascicolo riguardante il passaggio di mano dei rossoneri: il fondo di Paul Singer non ha più alcun controllo sul Diavolo
Casa Milan (Archivio)
La Procura federale della Figc ha archiviato il procedimento sul passaggio di proprietà del Milan da Elliott a Red Bird, avvenuta nell’agosto del 2022. L’inchiesta dell’ufficio di Giuseppe Chinè era stata aperta lo scorso marzo dopo l’acquisizione di parte degli atti della procura della Repubblica di Milano che ha indagato sull’operazione finanziaria.
Su cosa verteva l’inchiesta – Il lavoro della procura di Milano si era concentrato sulla vendita del Milan da Elliot a RedBird. L’ipotesi contestata era quella di un controllo mantenuto dal fondo di Paul Singer sui rossoneri, una sorta di proprietario “occulto” dopo la “presunta“ vendita simulata al fondo di Gerry Cardinale. Tra le possibili ragioni dietro alla “finta cessione” si ipotizzava un interesse di Elliot di ricapitalizzare, cioè di fare entrare nuovi soci investitori, tenendo conto, poi, che il fondo di Paul Singer incassa interessi al 7% sul finanziamento da 560 milioni di euro concesso al “compratore“, cioè al fondo RedBird.
Inoltre in questo modo Elliot avrebbe “dribblato” il problema del “conflitto di interesse“ rispetto ai regolamenti Uefa della doppia proprietà (essendo già titolari del Lille, squadra francese). Dopo il sequestro dei device e dei telefoni dei protagonisti della vicenda (scandagliati attraverso una quarantina di parole chiave) e le perquisizioni del Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf in Casa Milan, a carico dell’Ad Giorgio Furlani e del suo predecessore Ivan Gazidis, la procura di Milano ha deciso diarchiviare il caso, non trovando evidenze per provare la proprietà occulta.
L’esposto di una fondazione di tifosi juventini contro l’Inter non ha avuto l’esito sperato. Anzi, non ha avuto proprio alcun esito
L’esposto di una fondazione di tifosi juventini contro l’Inter non ha avuto l’esito sperato. Anzi, non ha avuto proprio alcun esito, come abbastanza prevedibile. La Procura ha aperto un fascicolo conoscitivo e l’ha inserito nel registro denominato modello 45. Cosa significa questo? Ce lo spiega l’avvocato Michele La Francesca.
“Nel modello 45 vengono iscritti, con l’indicazione della data e del contenuto, “tutti gli atti ed informative che non debbano essere iscritti nei registri delle notizie di reato relativi a persone note o ignote: tutti gli atti ed informative, cioè, del tutto privi di rilevanza penale (esposti o ricorsi in materia civile o amministrativa; esposti privi di senso, ovvero di contenuto abnorme o assurdo; atti riguardanti eventi accidentali, ecc.)”.
Sempre tale circolare stabilisce che l’iscrizione dell’informativa pervenuta nell’uno o nell’altro registro (ovvero quello delle notizie di reato o quello delle pseudo notizie) dipende esclusivamente dalla valutazione che ne fa il Pubblico Ministero. Essendo tale il quadro legislativo, se i magistrati inquirenti hanno iscritto l’esposto della citata fondazione nel modello 45, ciò significa che costoro devono aver già effettuato un controllo sulla presenza di eventuali notizie di reato emergenti dall’esposto e che l’esito di tale controllo debba essere stato negativo (altrimenti avrebbero optato per l’iscrizione nel modello 21 o 44 che riguardano, rispettivamente le notizie di reato attribuiti a soggetti noti o ignoti).
Ciò che infatti occorre tener presente è che la Procura si attiva solo laddove emergano fatti penalmente rilevanti e quindi non nei casi in cui magari si possano eventualmente ravvedere estremi di illeciti amministrativi o civili. Nella fattispecie è possibile dunque affermare che, a seguito dell’esame dell’esposto, il Pubblico Ministero non ha ravvisato alcun estremo di reato (ad esempio: false comunicazioni sociali o bancarotta). Da notare che se la pubblica accusa dovesse ritenere di svolgere una qualche attività d’indagine, dovrebbe far migrare l’esposto dal modello 45 a quello 21 o 44.
Tuttavia, il fatto di averlo iscritto fin dall’inizio nel modello 45 lascia ragionevolmente pensare che nessuna ulteriore indagine verrà espletata (a meno di eventi particolari, come ad esempio un ipotetico fallimento della società nerazzurra, che darebbe in tal caso l’input per una verifica di reati di natura fallimentare). È più che probabile, quindi, che il P.M. archivierà questo esposto in tempi brevi, atteso che, oltretutto, non risulta in atto alcuna insolvenza del club nerazzurro rispetto agli impegni economici e finanziari da esso intrapresi. A tal proposito va osservato che l’archiviazione non passerà dal Giudice per le Indagini Preliminari, essendo in questo caso previsto un potere di archiviazione autonomo del Pubblico Ministero, trattandosi di informative non rilevanti sul piano penale. Per completezza, va comunque detto (in base a quanto chiarito dalla Corte di Cassazione) che l’unica eccezione a questo potere di “cestinazione” autonomo del P.M. è previsto nel caso in cui chi inoltra l’esposto richieda espressamente al magistrato inquirente di inviare il fascicolo al G.I.P. affinché sia questi a valutare l’infondatezza della notizia di reato (non basta, pertanto, indicare nell’esposto di voler essere avvisati circa un’eventuale archiviazione). Insomma, tanto rumore per nulla”.
L’allenatore era finito nel mirino della giustizia per la sua prima avventura con il Real Madrid
Carlo Ancelotti
Carlo Ancelottiè finito nel mirino della giustizia spagnola che ha chiestocinque anni di carcere. Il tecnico italiano, fresco vincitore della Champions League in finale contro il BorussiaDortmund, era stato accusato di evasione fiscale per più di 1 milione di euro, con il procuratore di Madrid che aveva chiesto almeno 4 anni e 9 mesi a marzo. L’accusa era l’evasione di 1,062,079 eurotra l’anno fiscale 2014 e quello del 2015, nella sua prima avventura con i Blancos.
Le carte – Come riporta Mundo Deportivo, che ha avuto accesso alle carte dell’Avvocatura dello Stato, Ancelotti «Era obbligato a pagare le tasse in Spagna per l’intero importo ottenuto. In ogni caso, l’allenatore del Real Madrid ha incluso nelle entrate la remunerazione per il suo lavoro con i Blancos, ma non il guadagno dai diritti di immagine».
L’indagine della Procura aveva ipotizzato un presunto stupro di gruppo che risale alla notte tra il 26 e il 27 marzo del 2022.
Il Palazzo di Giustizia a Milano (Image credits Depositphotos.com)
Mattia Lucarelli, figlio dell’ex attaccante Cristiano, e Federico Apolloni, i due giovani calciatori del Livorno accusati di violenza sessuale nei confronti di una studentessa americana di 22 anni, sono stati condannati a 3 anni e 7 mesi. Lo ha deciso il gup di Milano Roberto Crepaldi al termine del processo con rito abbreviato in cui ci sono altri tre imputati.
I due giocatori finirono agli arresti domiciliari nel gennaio 2023 e nel giugno successivo furono rimessi in libertà. L’indagine della Procura aveva ipotizzato un presunto stupro di gruppo che risale alla notte tra il 26 e il 27 marzo del 2022. Uno degli altri tre imputati è stato condannato a 2 anni e 8 mesi e gli altri due a 2 anni 5 mesi.
Uno dei due episodi di violenza sessuale contestati è avvenuto, secondo il giudice, con l’abuso delle condizioni di inferiorità in quanto la vittima – nei cui confronti è stata disposta una provvisionale di 150mila euro – aveva bevuto molto. Le motivazioni della sentenza saranno depositate in 90 giorni. I giovani imputati erano presenti alla lettura della sentenza e subito dopo hanno lasciato l’aula impietriti.
«Sono devastati perché sono dei ragazzi normali di 20 anni». Lo ha affermato l’avvocato Margherita Benedini, uno dei difensori dei cinque giovani. Il legale ha aggiunto di «non condividere» la sentenza precisando che il giudice ha dato «una ricostruzione diversa rispetto a quella della Procura».
Il pm Alessia Menegazzo, infatti, ha contestato la violenza sessuale per costrizione mentre il gup per induzione, ossia abusando della condizione di inferiorità della vittima che aveva bevuto molto.
Il Tribunale di Milano (Foto Daniele Buffa/Image Sport/Insidefoto)
Il procuratore Marcello Viola ha assegnato il fascicolo esplorativo, a “modello 45”, ai pm Roberta Amadeo, Pasquale Addesso e Giovanni Polizzi.
La Procura di Milano ha aperto un fascicolo conoscitivo, al momento senza indagati né ipotesi di reato, a partire dall’esposto, presentato dalla “Fondazione Jdentità Bianconera”, che contesta, attraverso alcuni legali, presunte irregolarità in relazione all’iscrizione dell’Inter all’ultimo campionato e, in particolare, relative alla “continuità aziendale”, ipotizzando reati fallimentari. Lo riporta l’ANSA.
L’esposto era arrivato sul tavolo degli inquirenti milanesi venerdì scorso e il procuratore Marcello Viola ha assegnato il fascicolo esplorativo, a “modello 45”, ai pm Roberta Amadeo, Pasquale Addesso e Giovanni Polizzi. “Jdentità Bianconera” è un’associazione nata nell’estate 2023 per “tutelare e difendere l’immagine e l’onorabilità dei tifosi della Juventus” e ha depositato nelle scorse settimane lo stesso esposto anche alla Covisoc, la Commissione di vigilanza della Figc.
In sostanza, con l’esposto si chiede alla Procura di Milano di valutare se ci siano le condizioni previste dall’articolo 38 del codice della crisi d’impresa, ossia per presentare ricorso al Tribunale fallimentare per l’apertura della “liquidazione giudiziale”, ossia la vecchia istanza di fallimento, verificando profili di uno stato di insolvenza del club e di conseguenza ipotesi fallimentari.
Nell’esposto, depositato anche alla Covisoc, i legali dell’associazione di tifosi hanno contestato, in particolare, anche l’esistenza dei requisiti minimi per l’iscrizione del club nerazzurro al campionato, tra cui “la fornitura” di “garanzie a supporto della cosiddetta continuità aziendale”.
Il Tribunale non ha deciso nel merito. La citation directe è stata definita «irricevibile», così il fondo accoglierà le linee guida e la ripresenterà nuovamente.
Il numero uno del fondo Elliott, Paul Singer (Foto: Thos Robinson/Getty Images for New York Times)
La nona sezione del tribunale del Lussemburgo ha respinto le richieste di condanna per ricatto ed estorsione formulate sul piano penale e civile dal fondo Elliott contro la società Blue Skye, in relazione a tutte le azioni legali presentate dall’ex socio di minoranza per l’operazione di vendita del Milan a RedBird. A riportalo è l’edizione odierna de Il Sole 24 Ore.
L’ex proprietario del club rossonero aveva denunciato la società di Salvatore Cerchione e GianlucaD’Avanzo in seguito alle accuse mosse dopo la cessione del Milan a RedBird. Se Blue Skyerivendicava da parte sua che l’operazione di vendita a RedBird fosse stata portata a termine in frode ai diritti degli azionisti di minoranza, Elliott ha sempre indicato i contenziosi avviati da Blue Skye come «frivoli e vessatori», contrattaccando in Lussemburgo con un atto di accusa penale privata, chiamato “citation directe”.
Secondo Elliott Blue Skye ha formulato accuse calunniose e diffamatorie al fine di ottenereconcessioni superiori ai suoi diritti contrattuali. Secondo le accuse del fondo, questi si configurano come reati di ricatto ed estorsione. Inoltre, sempre secondo il fondo statunitense, Blue Skye avrebbe depositato consapevolmente documenti fuorvianti avviando procedimenti con l’intento di ingannare i giudici lussemburghesi al fine di ottenere una decisione a suo favore.
Decisione che – secondo Elliott – non avrebbe ottenuto altrimenti. Dai documenti emergono inoltre accuse di violazioni dei doveri fiduciari nei confronti di Giovanni Caslini (in passato nel board di Rossoneri Sport Investment, veicolo che controllava il Milan e il cui 100% era controllato a sua volta da Project Redblack, della quale il 4,27% era nelle mani di Blue Skye) e nei confronti dei managing partner di Blue Skye, Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo.
La decisione del Tribunale del Lussemburgo e il contrattacco di Elliott – Nella giornata di venerdì, la richiesta di Elliott è stata definita «irricevibile» da parte del tribunale del Lussemburgo, costringendo quindi la famiglia Singer a pagare le spese legali. Si tratta tuttavia di una sorta di rinvio, dal momento in cui il Tribunale non ha giudicato nel merito ma ha evidenziato solamente problemi nel modo in cui questa “citation directe” è stata redatta.
Un portavoce del fondo – che tornerà all’attacco – ha spiegato infatti che «il Tribunale del Lussemburgo ha stabilito che la citation directe di Elliott deve essere redatta in modo più preciso prima di poter considerare il merito delle accuse che Elliott ha mosso contro BlueSkye. Elliott intende tenere conto di tali linee guida, riformulare e ripubblicare la citazione diretta».
Il giocatore olandese e il club nerazzurro hanno patteggiato una multa per lo striscione durante la festa scudetto.
Dumfries e lo striscione contro Theo Hernandez (foto Nicolò Campo/Insidefoto)
Ora è ufficiale, Denzel Dumfries ha patteggiato una multa per lo striscione contro Theo Hernandez durante la parata scudetto dell’Inter. Lo ha reso noto la FIGC in un comunicato.
“A seguito di accordo di patteggiamento raggiunto dalle parti (ex art. 126 CGS), il calciatore dell’Inter Denzel Dumfries è stato sanzionato con un’ammenda di 4.000 euro. Sanzionata con un’ammenda dello stesso importo, a titolo di responsabilità oggettiva, anche l’Inter”, spiega la FIGC.
“A carico di Dumfries e dell’Interera stato aperto un procedimento per avere, durante la sfilata organizzata lo scorso 28 aprile dal club per festeggiare la vittoria dello scudetto a bordo di un pullman scoperto, esposto uno striscione ‘dal contenuto inequivocabilmente allusivo e per ciò stesso irriguardoso e offensivo nei confronti del tesserato del Milan Theo Hernandez e, per l’effetto e più in generale nei riguardi di quest’ultima società e dei suoi tifosi – si legge nel comunicato – e, segnatamente, uno stendardo con sovraimpressa in bella mostra una immagine raffigurante il calciatore Theo Hernandez con le fattezze di un cane tenuto al guinzaglio proprio dallo stesso Dumfries”, conclude la FIGC.
Nuovo capitolo nella vicenda che aveva visto contrapposti il fondo Usa e gli ex soci di minoranza della società rossonera
Prosegue, stavolta con una sconfitta legale in Lussemburgo per Elliott, la battaglia giudiziaria attorno al Milan. Il fondo americano, che nel 2022 ha ceduto il controllo della maggioranza delle azioni del Milan all’altro fondo statunitense RedBird di Gerry Cardinale, aveva citato in giudizio per estorsione la società Blue Skye di Salvatore Cerchione e Giuseppe D’Avanzo. Ma il tribunale del Lussemburgo ha ritenuto inammissibile la causa per “libellé obscur“, (letteralmente “formulazione oscura”), addebitando al fondo di Paul e Gordon Singer le spese legali.
Blue Skye, detentore nel 2022 del 4.27% di Project RedBlack all’epoca controllante del Milan, aveva denunciato Elliott – in Italia, Lussemburgo e Usa – sostenendo di non essere stato consultato sul passaggio del controllo del club a Cardinale e di averne dunque subito un rilevante danno economico. La risposta di Elliott era stata appunto la contro-denuncia per estorsione, “nel quadro dei contenziosi frivoli e vessatori avviati da BlueSkye“.
Il tribunale lussemburghese ha però ora giudicato inammissibile la richiesta di Elliott. Le vicende giudiziarie proseguono adesso negli Usa, in Lussemburgo e in Italia, dove è in atto anche l’inchiesta della magistratura per i dubbi sulla proprietà del Milan, che ha portato a iscrivere nel registro degli indagati l’attuale amministratore delegato, Giorgio Furlani, e il suo predecessore,Ivan Gazidis.