Perquisizioni in tutta Italia. Coinvolto un noto studio professionale
Massimo Cellino (LaPresse)
Un sistema ben oliato per trasformare crediti IVA inesistenti in cospicui sgravi fiscali, con il coinvolgimento di società fantasma e professionisti senza scrupoli. È quanto hanno scoperto le Fiamme Gialle di Brescia in un’operazione che ha portato a perquisizioni in 11 province italiane, da Milano a Napoli, da Roma a Taranto, con 25 soggetti (tra persone fisiche e giuridiche) sotto indagine per frode fiscale e riciclaggio.
Lo schema: crediti fittizi e società “veicolo” – Al centro dell’inchiesta c’è una rete di imprenditori che avrebbe sfruttato società inattive o inadempienti, spesso gestite da soggetti con precedenti per reati fiscali, per generare crediti fiscali falsi per oltre 4 milioni di euro.
Questi crediti, inesistenti, sarebbero stati poi ceduti attraverso una società “veicolo” con sede a Milano, priva però delle autorizzazioni necessarie per operare nel settore finanziario.
Tra le aziende che avrebbero beneficiato di questo meccanismo c’è anche il Brescia Calcio S.p.A., che avrebbe usato i falsi crediti per ridurre il proprio carico fiscale e contributivo.
Il ruolo degli “esperti”: coinvolto uno studio professionale – Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere il coinvolgimento di uno noto studio di commercialisti con base a Brescia, accusato di aver facilitato lo schema fraudolento.
Il mid-form video, dal forte impatto emotivo, è stato prodotto da Inter Media House e lanciato a pochi giorni dal debutto nella nuova competizione FIFA
My Name Is My Story. Il mio nome è la mia storia. Eccolo il manifesto identitario dell’Interche mescola passato e presente, che apre le porte al futuro, che esalta il valore della tradizione nerazzurra nella sua interezza e che consacra la vita di un Club storico e plurititolato.
Arriva con la sua delicatezza a toccare il cuore dei tifosi della Beneamata, il mid-form video dal forte impatto emotivo prodotto da Inter Media House e lanciato a pochi giorni dal debutto nella FIFA Club World Cup 2025™ della squadra del neo-allenatore Christian Chivu.
La narrazione di Spike Lee per la Beneamata – E a narrare la storia dell’Inter, in questo racconto dalla durata di poco più di tre minuti, è un artista di assoluto spessore, uno di quelli che ha contribuito alla crescita del cinema americano, uno dei registi più influenti di sempre: Spike Lee!
Con la sua voce, Spike Lee ripercorre le gesta dei grandi campioni nerazzurri: da Giuseppe Meazza a Giacinto Facchetti, da Lothar Mattheus a Walter Zenga, da Ronaldo il Fenomeno aJavier Zanetti per arrivare fino a Diego Milito eSamuel Eto’o, due dei protagonisti dello storico triplete della stagione 2009- 10.
Immaginiche ci portano fino ai giorni nostri, con l’Inter rappresentata, tra gli altri, da Lautaro Martinez, Marcus Thuram e Federico Dimarco.
Traduzine:inter FC Internazionale Milano. Il mio nome ha tutto. Il mio nome dice tutto. Il mio nome è la mia storia. Detto da @officialspikelee.
Un gesto visionario – Ma non finisce qui perché il regista ci trasporta indietro nel tempo, così tanto indietro da rivedere in bianco e nero il 1908, quando Giorgio Muggiani,artista e cartellonista, decise insieme agli altri fondatori del Club, di dare vita a quella che sarà conosciuta da tutti con il nome Internazionale.
“Un nome dal significato profondo che nasce – come recita il comunicato – da un gesto visionario, ribelle, profondamente moderno”, cambiando di fatto la regola che prevedeva la presenza nel nostro campionato di soli giocatori italiani.
L’Inter del passato, del presente e quella che i tifosi vivranno nel futuro, una vera e propria legacy che mantiene inalterati i propri valori nel tempo e che allarga sempre più i propri confini“.
Le parole di Giorgio Ricci, Chief Revenue Officer del Club – Con l’imminente partenza del FIFA Club World Cup 2025™, l’Inter ha deciso, dunque, di presentarsi al pubblico statunitense in un modo del tutto inedito, così come raccontato da Giorgio Ricci, Chief Revenue Officer del Club: “In previsione del nostro arrivo negli Stati Uniti per la FIFA Club World Cup abbiamo pensato ad un modo innovativo e originale per raccontarci in modo autentico alle nuove generazioni di americani, attraverso la nostra storia che risale a più di cento anni fa ma che risulta allo stesso tempo estremamente attuale”.
E ancora: “Riuscire a presentarci ad un pubblico internazionale attraverso il contributo di un regista di fama mondiale come Spike Lee è un traguardo straordinario e rappresenta una grande opportunità per rendere il nostro brand sempre più rilevante a livello globale”.
La strada del lungolago interdetta da piazza Matteotti a via Cairoli. La polizia locale monitora la situazione e lancia l’allerta
Strada del lungolago durante l’esondazione: 5 giugno 2025
Il lago di Como ha superato i 130 centimetri sopra lo zero idrometrico (la soglia ufficiale di esondazione è fissata a 120 cm). Un innalzamento che ha costretto nella notte il Comune a chiudere completamente al traffico la strada sul lungolago tra piazza Matteotti e via Cairoli.
Allerta per la viabilità: l’avviso della polizia locale – A segnalare la chiusura imminente nella serata di giovedì è stata la polizia locale di Como, che ha pubblicato un post di aggiornamento su Facebook, nel quale si legge: “Questo ulteriore innalzamento del livello comporterà entro la serata odierna presumibilmente la CHIUSURA COMPLETA della viabilità sul lungolago in entrambi i sensi di marcia. Le attività di monitoraggio di protezione civileComo e polizia locale proseguiranno per tutta la notte”. L’appello più rilevante è rivolto ai pendolari, per i quali si prevede una mattinata difficile: “Raccomandiamo ai pendolari che domani dovranno percorrere la strada lariana di spostarsi con congruo anticipo.”
Monitoraggio continuo – Le squadre della protezione civile e della polizia locale continueranno a presidiare la zona per tutta la notte, come previsto dal piano di emergenza. La situazione resta in continua evoluzione, anche in considerazione delle precipitazioni previste per le prossime ore, che potrebbero peggiorare ulteriormente l’emergenza.Tutti i successivi provvedimenti viabilistici saranno comunicati attraverso i canali ufficiali del Comune e della polizia locale, che invita i cittadini alla massima prudenza e a consultare costantemente gli aggiornamenti.
Lo spagnolo deve liberarsi dal Como. I nerazzurri contano di chiudere in pochi giorni. Sullo sfondo i due ex, Patrick e Cristian
L’Inter spera di prendere Rasmus Hojlund. L’attaccante del Manchester United ha aperto alla possibilità di tornare in Serie A, dove ha segnato 9 gol con l’Atalanta nel 2022-23, prima di volare in Premier League per 70 milioni di euro. Il danese è favorevole al trasferimento.
chivu e vieira – Le alternative in caso di “no” di Fabregas sono due grandi ex: Patrick Vieira, tecnico del Genoa, e Cristian Chivu, ora a Parma. Situazione ancora da definire. Il romeno ha vinto il campionato primavera in nerazzurro nel 2022.
Cesc Fabregas – (Gazzetta)
fabregas – Il primo nome per la panchina dell’Inter è Cesc Fabregas: ieri l’incontro a Londra con Ausilio, ma anche le parole del presidente Suwarso e dello stesso Fabregas, che hanno parlato di progetto a lungo termine.
chi prende l’inter in panchina? – Il futuro dell’Inter si delineerà a breve: Fabregas il primo nome per la panchina, Vieira e Chivu defilati. Lo spagnolo resta la scelta numero uno, ma deve liberarsi dal Como. Oggi la fumata: o bianca, o nera.
Lega Serie A presenterà il calendario del campionato 2025/26 venerdì 6 giugno al Teatro Regio di Parma
Il campionato 2024/25 è da poco giunto al termine, ma è già arrivato il momento di pensare alla prossima stagione. Lega Serie A ha annunciato che venerdì 6 giugno alle 18:30 verrà presentato il calendario della Serie A 2025/26. L’evento si terrà al Teatro Regio di Parma nell’ambito della 2ª edizione del Festival della Serie A e vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Presidente di Lega Ezio Simonelli e dell’Amministratore Delegato Luigi De Siervo.
La presentazione delle giornate del Campionato sarà arricchita dalla presenza degli Ambassador di Lega Serie A Christian Vieri e Ciro Ferrara, ospiti a Parma per commentare gli accoppiamenti del calendario della prossima stagione.
SERIE A 2025/26: LE DATE – Lo scorso mese di marzo la Lega Serie A ha comunicato che il Campionato di Serie A Enilive 2025/2026 avrà inizio domenica 24 agosto 2025 (con anticipi il 23 agosto 2025) e si concluderà domenica 24 maggio 2026.
INIZIO: 24 agosto 2025 (anticipi 23 agosto)
FINE: 24 maggio 2026
PRESENTAZIONE SERIE A 2025/26: DOVE VEDERLA – L’evento di presentazione del calendario della Serie A 2025/26 si terrà al Teatro Regio di Parma venerdì 6 giugno a partire dalle ore 18:30. La cerimonia sarà trasmessa in diretta sui canali ufficiali di Lega Serie A (YouTube e sito internet) e su “Radio Tv Serie A“.
L’Inter non ha vinto alcun trofeo in questa stagione, ma può vantare un bilancio da record per la Serie A. Numeri da sogno per Oaktree.
Ci sono due modi per guardare ai risultati di una qualsiasi squadra di calcio a fine stagione: i trofei alzati e i conti del bilancio. I tifosi guardano ai primi, i proprietari delle società perlopiù ai secondi. Gli interessi possono confliggere tra di loro, almeno nel breve periodo. E l’Inter di quest’anno è la conferma di questo apparente paradosso, accingendosi a chiudere il 2024/2025 con un bilancio da record per la Serie A. Eppure, conclude l’annata con “zeru tituli” e l’umiliante sconfitta in finale di Champions League contro il PSG, che le ha rifilato una difficilmente dimenticabile “manita”.
Zeru tituli con fatturato record – Tornando al bilancio dell’Inter, Beppe Marotta ha più di un motivo per sorridere. Può avere straperso la finale di sabato scorso, ma resta il fatto che la squadra sia andata fino in fondo alla massima competizione calcistica europea. E questo le vale un bottino di circa 190 milioni di euro tra premi UEFA (137 milioni), incassi al botteghino (50 milioni) e gli extra pagati dagli sponsor (2 milioni). Mai nessuno in Italia aveva incassato così tanto dalla Champions, neanche la Juventus negli anni d’oro.
Il fatturato societario dovrebbe attestarsi al 30 giugno prossimo in area 515-520 milioni, in netta crescita dai 399 milioni della scorsa stagione.E anche questo segna un record per una squadra di Serie A. Il precedente apparteneva alla Juventus, che nella stagione 2018/2019 aveva raggiunto i 464 milioni. La società bianconera pensava che avrebbe sfondato di lì a breve il muro del mezzo miliardo, ma tra pandemia, difficoltà gestionali e risultati sportivi deludenti è andata indietro. Nel 2024 ha chiuso con un fatturato di circa 360 milioni, al netto delle plusvalenze realizzate con il calciomercato.
Valore societario sale a 2 miliardi – Va detto che il bilancio dell’Inter sopra accennato si riferisce al netto proprio del “player trading”, cioè degli effetti del calciomercato. I costi sono stimati intorno ai 470-475 milioni, per cui il risultato netto dovrebbe essere positivo tra 20 e 25 milioni. Sembrava incredibile ipotizzarlo solamente un paio di stagioni addietro. Pensate che nelle precedenti quattro la società aveva accumulato perdite superiori ai 500 milioni. Al 30 giugno 2021 registrava un pesantissimo -246 milioni, record negativo per la Serie A.
Secondo Football Benchmark, l’enterprise value della società nerazzurra sarebbe salito a 2 miliardi di euro. Al netto dei 326 milioni di debito finanziario netto al 30 giugno 2024, si attesterebbe a 1,7 miliardi. Questo è quanto oggi, in teoria, Oaktree potrebbe sperare di incassare rivendendo la società dopo appena un anno dal suo arrivo al posto di Suning. Verso la vecchia proprietà il fondo statunitense vantava un credito di 275 milioni, lievitato a 390 milioni con gli interessi. E ha messo mano al portafogli per 52 milioni tramite apporti di capitale. In tutto, la sua avventura nell’Inter gli è costato sui 440 milioni. Ma oggi si ritrova in mano un asset che vale 2 miliardi.
Bilancio Inter super, Oaktreee punta al rilancio – Cosa fare? Rivendere subito per fare cassa non è un’opzione da escludere, anche se Oaktree non sembra voler percorrere questa strada. L’ultimo bilancio dell’Inter gli consegna una società non soltanto molto profittevole, ma ancora potenzialmente in crescita. Certo, sarà difficile replicare gli ottimi risultati di quest’anno.
Tuttavia, si partirà sempre dai 100 milioni di incassi da sponsor e altrettanti ai botteghini. La scommessa di queste settimane consiste nel rinvigorire la squadra con un calciomercato che metta alle spalle le polemiche su quello carente della scorsa stagione, così da far lievitare ulteriormente fatturato ed entusiasmo attorno a una squadra rinata nell’ultimo quinquennio. I tifosi si consolerebbero dopo rabbia e delusione di questi giorni. E se arrivasse un buon risultato dal Mondiale per Club .
Concluso il processo al Tribunale Nazionale Federale: il club ricorrerà alla Corte d’Appello che dovrebbe riunirsi il 10 o 12 giugno. Pesanti penalizzazioni per l’anno prossimo a Trapani (-8), Messina (-14) e Triestina (-9)
Il Tribunale Nazionale Federale della Figc ha inflitto al Brescia 8 punti di penalizzazione in classifica, di cui 4 da scontare nella corrente stagione sportiva e 4 nella prossima. Ci sono poi sei mesi di inibizione per Massimo Cellino e sei per Edoardo Cellino. Il -4 viene tradotto nella retrocessione in Serie C: questo il verdetto della sentenza arrivata dopo la fine del processo sportivo di primo grado svoltosi dopo il deferimento del club. Tutto nasce a causa del pagamento di Irpef e Inps alle scadenze di febbraio e aprile con crediti d’imposta (acquistati presso la medesima agenzia, il Gruppo Alfieri) risultati inesistenti dopo la verifica dell’Agenzia delle Entrate, interpellata dalla Covisoc.
DATE – La Procura Figc aveva invitato il Brescia per un’audizione e i legali della società hanno presentato una memoria difensiva nella quale è stata sostenuta la tesi della truffa. Dopo aver valutato tale memoria, la Procura ha deciso di deferire il club lombardo fissando per oggi il processo di primo grado presso il Tribunale Federale di via Campania a Roma che ha poi emesso la sentenza con la penalizzazione. Ora ci sarà l’appello presso la Corte Federale (dovrebbe essere messo in calendario il 10 o il 12 giugno), mentre la Lega di B ha già fissato le date dei playout, a questo punto tra Salernitana e Sampdoria, per il 15 e 20 giugno, con andata a Genova e ritorno a Salerno.
Conseguenze – La conseguenza di tale penalizzazione manda come abbiamo detto il club di Cellino in Serie C, quindi salva e spedisce in vacanza il Frosinone, mentre Salernitana e Sampdoria giocheranno le due gare di playout per mantenere la categoria.
Pesanti sanzioni in C – Intanto, sempre il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato con 8 punti di penalizzazione il Trapani, da scontarsi tutti nella prossima stagione. Inoltre, sei mesi di inibizione per Valerio Antonini e sei per Vito Giacalone.Sanzioni anche per Messina (-14) e Triestina (-9). Le tre società di serie C erano state deferite a seguito di segnalazioni della Covisoc con i rispettivi legali rappresentanti e dirigenti per una serie di violazioni di natura amministrativa: sconteranno tutte la penalizzazione nella prossima stagione. È stata accolta, invece, l’istanza di rinvio presentata dal Foggia, con l’udienza posticipata a giovedì 19 giugno.
Durissimo attacco dopo gli episodi arbitrali che hanno caratterizzato la finale della Coppa del Portogallo contro lo Sporting Lisbona.
Foto: Gualter Fatia/Getty Images)
Domenica, al 95′ della finale della Coppa del Portogallo, il Benfica stava vincendo 1-0 sullo Sporting Lisbona. Al 100′ èarrivato il pareggio su rigore poi, nei supplementari, gli avversari hanno vinto per 1-3. La sconfitta ha scatenato polemiche furiose, soprattutto per le decisioni arbitrali.
Il club ha deciso di reagire con un duro comunicato contro l’arbitraggio di Luís Godinho e contro gli addetti al VAR, colpevoli a loro avviso di aver ignorato numerosi falli violenti ai danni Andrea Belotti, promettendo denunce addirittura contro UEFA, FIFA e Ifab, l’organo che determina le regole del calcio.
In uno di questi, Matheus Reis sotto gli occhi di un assistente avrebbe schiacciato con lo scarpino la testa dell’attaccante italiano, bloccato a terra dall’intervento di Maxi Araújo. Subito dopo, denuncia il presidente del Benfica Manuel Rui Costa, al 100′, il VAR non sarebbe intervenuto sull’azione che ha portato al rigore che Gyokeres ha trasformato portando la sfida ai supplementari.
Questa la nota: «A fronte dei gravi avvenimenti delle ultime giornate della Liga Portugal e della finale della Coppa del Portogallo, che hanno completamente falsato la verità sportiva, con un danno relativo all’accesso diretto alla Champions League, lo Sport Lisbona e Benfica ha deciso di:
Presentare un’azione disciplinare contro la squadra arbitrale e del VAR della finale di Coppa, ovvero: Luís Godinho, Tiago Martins e rispettivi collaboratori;
Presentare un’azione disciplinare contro i giocatori Matheus Reis e Maxi Araújo per le molteplici aggressioni al giocatore Andrea Belotti;
Esigere la pubblicazione immediata degli audio tra arbitro e VAR della finale della Coppa del Portogallo, così come delle valutazioni a loro assegnate;
Presentare un esposto alla FIFA, alla UEFA e all’IFAB, a causa dell’illegittima applicazione del protocollo VAR in Portogallo, che ha compromesso la verità sportiva;
Esigere dal neoeletto Consiglio Arbitrale una presa di posizione pubblica, con l’esposizione di misure e soluzioni concrete per correggere il proprio operato, pena l’inidoneità a proseguire nel proprio incarico;
Sospendere la partecipazione ai gruppi di lavoro sulla Centralizzazione dei Diritti TV della Liga e richiedere un’audizione urgente al Governo, informandolo che, al momento, non sussistono le condizioni per portare avanti tale processo;
Informare la FPF che, finché non prevarrà la verità sportiva nelle competizioni nazionali, lo Sport Lisboa e Benfica non sarà disponibile ad ospitare partite della Nazionale nel proprio stadio».
Il Benfica «esige che la prossima stagione venga decisa sul campo, in modo trasparente, cosa che non è avvenuta nella stagione sportiva appena conclusa. Noi ci siamo sempre assunti le nostre responsabilità. Esigiamo che anche chi tutela e governa il calcio portoghese si assuma le proprie», ha concluso il club.
Il Benfica «esige che la prossima stagione venga decisa sul campo, in modo trasparente, cosa che non è avvenuta nella stagione sportiva appena conclusa. Noi ci siamo sempre assunti le nostre responsabilità. Esigiamo che anche chi tutela e governa il calcio portoghese si assuma le proprie», ha concluso il club.
Osservato speciale il fiume Lambro, anche perché nei territori a Nord è caduta molta acqua
Foto di repertorio
Per tutta la notte tra lunedì e martedì la città di Milano è stata illuminata da numerosi lampi seguiti dai relativi tuoni. Il temporale che si è abbattuto su gran parte del territorio tra le 2 e le 4, con 15 – 20 mm di pioggia, ha provocato qualche allagamento e la caduta di un paio di alberi. El’allerta meteo in vigore resta attiva fino a metà giornata (qui le previsioni).
Alberi caduti sulle auto per il temporale – Stando a quanto riferito dal comando provinciale dei vigili del fuoco nel corso della notte ci sono stati due interventi per piante crollate. Un primo albero è caduto a Sesto San Giovanni, all’incrocio tra via Alfredo Guazzoni e via Aldo Beretta. Tronco e rami sono piombati su un’auto parcheggiata, travolgendo anche i cavi dell’illuminazione pubblica.
Un secondo albero è caduto a Milano, all’altezza del civico 48 di via Giovanni Pacini, in zona Città Studi. Anche in questo caso tronco e rami sono atterrati sopra le auto in sosta. Fortunatamente in nessuno dei due episodi si sono registrati feriti.
Fiume Lambro in piena – La pioggia abbondante ha fatto alzare i livelli dei corsi d’acqua. In particolare il fiume Lambro è in piena anche se non è uscito dagli argini, per ora, anche perché a nord di Milano ha piovuto ancora di più e più a lungo: a Monza sono caduti 25mm di pioggia e Nord di Monza 45 mm.
Maltempo, a Milano l’allerta meteo è ancora attiva: le previsioni
Durante l’allerta si invitano i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione
Foto di repertorio
Dopo il temporale notturno, anche nella giornata di martedì prosegue l’allerta meteo a Milano. Il Centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha emanato fin da lunedì un’allerta meteo gialla (ordinaria) per rischio idrogeologico, che si protrae fino alle ore 14 martedì 27 maggio. L’allerta gialla per rischio temporali dovrebbe rientrare invece alle 9 del mattino.
Cosa fare in caso di allerta meteo – Durante l’allerta meteo si invitano i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei due fiumi e dei sottopassi. Inoltre, si ricorda di non sostare sotto e nelle vicinanze degli alberi e nei pressi di impalcature di cantieri, dehors e tende. È importante provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e di tutti i manufatti che possono essere spostati dalle intemperie. Bisogna prestare attenzione ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo.
Le app della Protezione civile – Il Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile sarà attivo per il monitoraggio e per coordinare gli eventuali interventi in città. “I cittadini e le cittadine che desiderano restare sempre informati sui rischi meteorologici possono collegarsi al sistema di allerta della Protezione civile, registrandosi al link oppure scaricando la app gratuita per sistemi operativi IOS e Android“, fa sapere Palazzo Marino in una nota.
Oggi torna il sole a Milano: le previsioni meteo – A Milano, sostengono gli esperti di 3bMeteo, i cieli saranno molto nuvolosi al mattino con deboli piogge. Rasserenamenti dal pomeriggio fino a cieli poco nuvolosi, è previsto 1mm di pioggia nelle prossime ore. Durante la giornata la temperatura massima registrata sarà di 24°C, la minima di 15°C, lo zero termico si attesterà a2844m. I venti saranno al mattino deboli e proverranno da Nordovest, al pomeriggio deboli e proverranno da Est-Sudest.
Il presidente dell’associazione Antonio Zappi ha replicato al fischietto calabrese: “Sarà infatti valutata ogni azione a tutela dell’intera associazione”
La lettera inviata dall’assistente Domenico Rocca inviata alla Commissione Arbitrale Nazionale continua a far discutere e chiama in causa anche l’Associazione Italiana Arbitri (AIA) che, in seguito alle accuse rivolte verso il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, ha deciso di prendere provvedimenti. Il presidente dell’ente Antonio Zappiha annunciato all‘ANSA la decisione di procedere con una segnalazione alla Procura Federale della FIGCal fine di fare chiarezza su quanto accaduto, soprattutto in occasione di Udinese–Parma dove Rocchi sarebbe entrato in sala VAR per richiamare l’attenzione dei colleghi su potenziali casi da rigore.
“Dopo aver ricevuto la lettera inviata dall’associato Domenico Rocca, ho contattato immediatamente il responsabile della CAN, Gianluca Rocchi il quale, esso stesso destinatario della missiva, mi informava di aver già provveduto a segnalare il fatto alla Procura Figc – ha spiegato Zappi-. Informato allora il mio comitato nazionale, anche io ho interessato la Procura federale che, in qualità di organo competente, farà luce sul contenuto del documento, verificandone la veridicità e la rilevanza dei fatti e delle circostanze descritte. Sono, e sarò sempre, il Presidente di tutti gli arbitri, anche e soprattutto di chi non si sentisse adeguatamente rispettato, ma chiunque metta in discussione l’onorabilità e l’immagine dell’Aia e dei suoi dirigenti sappia che ne potrà rispondere in tutte le sedi competenti, sportive, civili e penali. Sarà infatti valutata ogni azione a tutela dell’intera associazione“.
Il numero uno dell’AIA ha confermato la volontà di tutelare in ogni modo gli arbitri, ascoltando anche le voci più critiche, ma analizzando attentamente ogni accusa al fine di evitare ripercussioni sui direttori di gara: “Le parole hanno un peso ed eventuali insinuazioni prive di prove, dichiarazioni che generano sospetti e retropensieri, non solo rischiano di minare la credibilità dell’Associazione, ma mettono a rischio l’incolumità di chi indossa la divisa arbitrale nei campi di periferia e io questo non lo permetterò – ha concluso Zappi -. Dal 14 dicembre scorso la mia porta è sempre stata aperta e lo sarà anche domani per chiunque voglia esprimere un dubbio, un malumore o anche una qualsiasi opinione e siamo oggi impegnati con il comitato nazionale in un cantiere di riforme per superare alcune criticità regolamentari all’interno di una necessaria manutenzione di un impianto di norme che deve essere sempre puntualmente aggiornato alle esigenze di un calcio in rapido cambiamento. Io e l’intero comitato nazionale saremo sempre pronti ad ascoltare chiunque vorrà parlare con noi. Con rispetto e attenzione, esattamente come abbiamo fatto e faremo per ognuno degli oltre 30.000 arbitri che rappresento, perché l’AIA ha il dovere morale di proteggere i propri arbitri, soprattutto i più giovani, che ogni settimana scendono in campo tra mille difficoltà“.
Dopo le inchieste sui rapporti tifosi-club per avere i biglietti delle partite, gli ultrà chiedono un incontro ufficiale alla società per «pianificare la trasferta per la finale a Monaco di Baviera». E oggi è in programma una protesta in viale della Liberazione
Bei tempi quando i rapporti con l’Inter erano tali da poter Andrea Beretta e Marco Ferdico (allora capi della Curva Nord) chiamare il vicepresidente Javier Zanetti per chiedergli «di intercedere con la societàper ottenere 200 biglietti in più per la finale di Champions League a Istanbul». Adesso, nella caccia agli agognati biglietti per la finale di Monaco sabato contro il Paris Saint Germain, gli ultrà si ritrovano nella stessa posizione di tutti i tifosi nerazzurri normali, ed è una posizione in cui stanno scomodi. Perciò un avvocato che storicamente segue gli ultrà interisti e che è stato anche il difensore di Andrea Beretta prima che l’ex capo della curva Nord scegliesse di diventare collaboratore di giustizia proprio contro i suoi ex compagni, Mirko Perlino, ha scritto al presidente dell’Inter Beppe Marotta, al questore Bruno Megale, al procuratore Marcello Viola e al presidente del Tribunale, Fabio Roia, spiegando di «avere ricevuto mandato professionale dai membri del direttivo della Curva Nord per richiedere un incontro urgente finalizzato a pianificare la trasferta per la finale di Champions League a Monaco di Baviera», e a «valutare congiuntamente una soluzione che possa contemperare le esigenze di ciascun soggetto interessato».
Come se fossero l’ambasciata di uno Stato, gli ultrà annunciano infatti che «in rappresentanza della tifoseria» prenderebbero «parte all’incontro due o tre membri dell’attuale Direttivo della Curva Nord», per esporre che «in occasione delle finali delle principali competizioni calcistiche viene solitamente riservato un numero di biglietti ai tifosi delle curve, quale riconoscimento al supporto costante e incondizionato offerto durante tutta la stagione, sia in casa, in trasferta, attraverso coreografie, cori e una presenza sempre calorosa, elementi che rappresentano un importante valore aggiunto per il raggiungimento degli obiettivi della squadra». Ma stavolta questo non sta accadendo, conseguenza non solo delle inchieste giudiziarie che hanno decimato il vertice della curva, ma anche del cambio di atteggiamento della società a ruota della filosofia della Procura, che proprio l’altro giorno nella requisitoria del pm Paolo Storari ha censurato che nel passato sia le società sia gli apparati statali avessero accettato di legittimare come entità parastatale la Curva e come interlocutori i suoi capi. Sicché ora gli ultrà lamentano che «la procedura adottata» dall’Inter «per la distribuzione dei biglietti», ossia la precedenza agli abbonati decennali, «appare non solo non premiante per i tifosi più assidui e fedeli, ma addirittura penalizzante, rendendo difficile, se non impossibile, la loro partecipazione all’evento. Ad oggi solo un numero esiguo di appartenenti alla curva ha ricevuto il codice per accedere all’acquisto del biglietto. In questa situazione — paventa la lettera della curva Nord — da una parte la squadra non potrà ricevere il necessario sostegno dai propri tifosi per affrontare l’impegnativa finale di Champions League, e dall’altra — riferimento meno chiaro — migliaia di tifosi rischiano di assistere alla partita all’esterno dell’impianto sportivo, qualora non dovessero reperire i biglietti».
Nel richiedere quindi l’incontro gli ultrà interisti concedono di dirsi «disponibili a fornire i nominativi», pagare «in anticipo», e accettare «assenza di qualunque sconto e divieto di effettuare il cambio nominativo (e dunque la rivendita dei biglietti). Ma l’aria che tira è che nessuno dei destinatari della lettera accetterà l’incontro, diniego contro il quale gli ultrà protesteranno oggi pomeriggio con un presidio alle ore 18 sotto la sede dell’Inter in via della Liberazione.
Interruzione globale di X dovuta a un incendio in un data center in Oregon, Musk ammette l’incidente: cosa è successo?
Il 25 maggio 2025, un blackout globale ha colpito la piattaforma X (ex Twitter), lasciando milioni di utenti senza accesso per circa tre ore. L’origine del problema risale a un incendio verificatosi tre giorni prima in un data center situato in Oregon.
L’incidente ha causato denso fumo ma fortunatamente nessun ferito. Tuttavia, l’evento ha messo in luce gravi vulnerabilità infrastrutturali della piattaforma. Secondo quanto riportato da Downdetector, il culmine dei problemi operativi si è registrato il 25 maggio nel pomeriggio italiano, con la piattaforma che è tornata operativa solo diverse ore dopo.
Incidenti in data center X e non solo: Musk sotto pressione – Elon Musk, CEO di X, ha ammesso pubblicamente le difficoltà in un post, dichiarando: “Sono tornato a lavorare 24/7, dormendo in sale conferenze, server e fabbriche“. Questa dichiarazione evidenzia la pressione crescente su Musk, già impegnato nella gestione di altre aziende come xAI, Tesla e SpaceX, oltre ai suoi impegni con il governo americano. La crisi arriva in un momento particolarmente delicato per Musk, con Tesla che ha registrato un calo del 71% degli utili nel primo trimestre del 2025.
Questo evento ha acceso i riflettori sulle carenze delle infrastrutture digitali. Gli esperti sottolineano come un singolo data center possa rappresentare un punto critico per la continuità operativa di una piattaforma globale come X, così come di qualunque altra piattaforma social di grandi dimensioni. In contesti di questo tipo, un incidente di piccole-medie dimensioni può causare disagi a milioni di utenti sparsi in tutto il mondo.
Nel contesto di questa crisi, emerge la necessità di bilanciare l’innovazione tecnologica con una gestione operativa efficace. Per Musk, il futuro richiederà non solo investimenti tecnologici ma anche una leadership focalizzata sulla sostenibilità e sulla gestione delle crisi. Con l’aumento delle aspettative e delle pressioni, la capacità di affrontare sfide complesse sarà cruciale per il successo a lungo termine delle sue imprese
Un primo stop ieri sera, uno più acuto nel primo pomeriggio. In Italia picco di quasi 2000 segnalazioni di guasto. Per l’ex Twitter di Elon Musk è il secondo stop da marzo
Problemi in tutto il mondo per X.Ildown che ha colpito l’ex Twitter è stato avvertito in una prima forma più lieve, a cominciare dal tardo pomeriggio di ieri, e si è nuovamente riproposto in una forma più grave nel pomeriggio.
Secondo Downdetector, la piattaforma che monitora costantemente il funzionamento dei siti web, dei social e dei gestori di reti mobili più seguiti nel pianeta, il fenomeno, nel Belpaese ha toccato un picco di oltre 1.800 intorno alle 15. Per fare qualche altro esempio, nel Regno Unito intorno alla stessa ora le segnalazioni sono state oltre 11mila nel Regno Unito, oltre 26mila negli States. Al momento il funzionamento è a singhiozzo.
Si tratta del secondo caso negli ultimi mesi per il social di Elon Musk. Per il momento non ci sono aggiornamenti ufficiali sullo stato del problema, né sulle cause che lo hanno generato. Quando a marzo un down simile aveva colpito X, Elon Musk, che lo ha acquistato a fine 2022 cancellando il vecchio nome, aveva giustificato i disservizi dicendo che X era stato colpito da “un massiccio attacco informatico“.
Ora il processo di primo grado al Tfn giovedì 29: sentenza immediata e poi Figc e Lega B decideranno se riscrivere subitola classifica oppure se aspettare un secondo grado (Corte d’Appello). Deferito anche il Trapani in C
I tempi si accorciano, il deferimento alBresciaè già arrivato. La Procura Figc ha ricevuto la memoria difensiva del club di Cellino e poi ha provveduto al rinvio a giudizio. Confermati i capi d’accusa: mancato rispetto della scadenza del17 febbraio e di quella del 16 aprile per Irpef e Inps. Scontate, come da normativa, le sanzioni: 4 punti (2+2) dascontare in questa stagione per la prima violazione, 4 punti (2+2) per la prossima.
il cambio di proprietà – A proposito: la prossima stagione non ci sarà più Cellino al timone del Brescia, visto che il passaggio delle quote al fondo straniero rappresentato in Italia da Francesco Marroccu (già d.s. dello stesso Brescia e anche a Cagliari accanto al presidente) sembra ormai definito. Tornando al deferimento, il processo è stato fissato per giovedì 29 presso il Tfn. La sentenza sarà immediata e, una volta letta, la Figc e la Lega B decideranno se riscrivere subito la classifica (Brescia in C, Frosinone salvo) organizzando il nuovo playout (andata Sampdoria-Salernitana), oppure se aspettare un secondo grado (Corte d’Appello) per concludere il percorso endo-federale e avere le spalle ancora più coperte.
deferito anche il trapani in c – La Procura Figc ha anche deferito il Trapani in Serie C per lo stesso motivo del Brescia. Il -4 di questa stagione sarà comunque ininfluente ai fini della classifica, mentre la prossima la squadra siciliana partirà con la penalizzazione, proprio come gli Shark di basket: il proprietario dei due club è lo stesso (Valerio Antonini) che verrà punito come il Brescia per aver rispettato le scadenze federali con crediti d’imposta acquistati regolarmente ma rivelatisi inesistenti.
Estorsioni ai danni del patron Nicola Canonico, 4 arresti e 52 daspo dopo un’indagine antimafia. Il club rossonero sotto amministrazione giudiziaria. Il Questore D’Agostino: “Massimo impegno per restituire legalità”
La mattina si è aperta con un’importante operazione delle forze dell’ordine che ha portato a quattro arresti per estorsione ai danni del patron del Foggia Calcio, Nicola Canonico. L’indagine, frutto di un’azione congiunta tra la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, la Procura Distrettuale di Bari e la Questura di Foggia, ha inoltre determinato l’emissione di ben 52 provvedimenti di daspo, volti a colpire le frange criminali infiltrate nel tessuto sportivo locale.
Il blitz, che rappresenta una risposta decisa alla presenza della criminalità organizzata nell’ambito calcistico, ha messo in luce un sistema di intimidazioni e pressioni volto a condizionare la gestione della società sportiva rossonera. A seguito di questi sviluppi, il Foggia Calcio è stato posto sotto amministrazione giudiziaria. Una misura straordinaria adottata per proteggere la società e isolare ogni possibile ingerenza mafiosa.
Ai nostri microfoni è intervenuto il Questore di Foggia, Alfredo D’Agostino, che ha sottolineato la portata dell’intervento. L’inchiesta ha destato un forte impatto sull’opinione pubblica, riaffermando l’importanza della collaborazione tra le istituzioni per contrastare ogni forma di infiltrazione mafiosa, anche laddove si manifesta con l’apparente innocuità del tifo organizzato. Il calcio foggiano, intanto, prova a guardare avanti, sotto il segno della giustizia.
Il consiglio, nella prima mattinata, si era fermato a causa di diversi scontri su quando giocare le partite. Ecco il programma completo
la 38ª giornata: Ecco il programma completo
Venerdì ore 20.45: Napoli- Cagliari;
Venerdì ore 20.45: Como-Inter;
il sabato – In programma il sabato le gare libere da incastri: Bologna-Genoa si gioca sabato 24 alle 18, Milan-Monza lo stesso sabato ma alle 20.45.
Sabato 24 maggio – ore 18: Bologna – Genoa
Sabato 24 maggio – ore 20:45: Milan – Monza
Le altre sei partite con interessi di classifica – Atalanta-Parma, Empoli-Verona, Lazio-Lecce, Torino-Roma, Udinese-Fiorentina e Venezia-Juventus – saranno disputate domenica sera.
Un’irregolarità nei pagamenti alla base del -4 per il club di Cellino, così si salverebbe il Frosinone (annullato il playout di domani coi granata). Le possibilità di ricorso dei lombardi
Un terremoto sconvolge la Serie B.È in arrivo una penalizzazione (probabilmente di 4 punti) per il Brescia, che farà riscrivere la classifica finale e i verdetti sul fondo della graduatoria. Con il -4 il Brescia diventa terzultimo e retrocede in Serie C con Cittadella e Cosenza, mentre il Frosinone, la Salernitana e la Sampdoriaguadagnano una posizione con questo esito: Frosinone salvo, Salernitana al playout con il piazzamento più favorevole, e Sampdoria ripresa dalla C per i capelli e ammessa allo spareggio salvezza. Ovviamente la gara di domani tra Salernitana e Frosinone viene rinviata e poi sarà annullata (l’ha ufficializzato la Lega B a tutela del campionato): appena la sentenza sarà definitiva, verrà riprogrammato il nuovo playout tra Sampdoria e Salernitana, con ritorno stavolta all’Arechi.
i fatti – La rivoluzione è dovuta a un’irregolarita commessa dal Brescia alla scadenza di febbraio per il pagamento di stipendi e contributi. La società di Massimo Cellino avrebbe coperto la parte relativa alle tasse con crediti d’imposta che in realtà si sono rivelati inesistenti. Quando ci sono operazioni di questo tipo, la Covisocprocede alle verifiche del caso con l’Agenzia delle Entrate e i tempi della risposta sono stati lunghissimi. La lettera della Covisoc infatti era datata 28 febbraio, mentre la risposta dell’Agenzia è arrivata solo venerdì scorso, il 16 maggio, avvisando che i crediti dichiarati dal Brescia erano in realtà inesistenti. Sabato 17 la Covisoc ha trasmesso gli atti alla Procura Figc che domenica 18 ha mandato l’avviso di conclusione delle indagini. Insomma, la Figc ha accelerato nel più breve tempo possibile tutta la sua procedura, ma i tempi dell’Agenzia delle Entrate hanno sconvolto tutto.
conseguenze – Ora si aspetterà l’udienza di primo grado, probabilmente al Tfn, nei prossimi giorni. In base a quella, con le motivazioni in mano, si deciderà come concludere la stagione sul fondo della classifica. Se la sentenza di condanna sarà solida, non si aspetteranno i successivi gradi di giudizio ai quali il Brescia si potrà appellare e la Lega B con la Figc si assumeranno il rischio di giocare subito il playout. Se invece ci saranno margini per l’appello, si aspetterà a giocare. Va infine detto che non è escluso che il Brescia abbia fatto ricorso alla stessa procedura anche per la scadenza di aprile, ma in tal caso (se accertata qualche irregolarità) l’eventuale penalizzazione ricadrà sulla prossima stagione, come da regolamento. Una nuova estate calda è appena cominciata.
Ha maturato una lunga esperienza nell’ambito del marketing e della comunicazione nel settore sportivo grazie a più di 15 anni di lavoro presso la Juventus.
Luca Adornato nuovo brand & marketing director
Quest’oggi l’Inter ha comunicato di aver affidato a Luca Adornato il ruolo di Brand & Marketing Director del Club a diretto riporto del Chief Revenue Officer, Giorgio Ricci.
Adornato ha maturato una lunga esperienza nell’ambito del marketing e della comunicazione nel settore sportivo grazie a più di 15 anni di lavoro presso la Juventus, dove ha curato l’evoluzione strategica del brand come Head of Marketing, e nella industry dell’entertainment e degli eventi, in particolare nel suo ultimo ruolo di Marketing e Communication Director del Salone del Mobile di Milano.
Come fa sapere direttamente la società nerazzurra, Adornato avrà l’obiettivo di valorizzare il posizionamento strategico ed innovativo del brand Inter, sviluppando le linee di business associate e ampliando la fanbase nerazzurra attraverso tutti i canali e le piattaforme di comunicazione.
Il veneto imbiancato come se fosse gennaio. La violenta grandinata è un rischio per la viabilità e per le colture.
MIRANO–SPINEA-MAERNE (VE) – Una grandinata improvvisa e intensa ha sorpreso i cittadini del Veneziano nel pomeriggio di oggi, 5 maggio. Mirano, Spinea e Maerne si sono ritrovate imbiancate da chicchi di ghiaccio delle dimensioni di palline da ping pong, trasformando il paesaggio in un’insolita scena invernale, quasi natalizia, nonostante la stagione primaverile.
Strade imbiancate e traffico in tilt – L’evento si è verificato attorno alle ore 15:00 e ha avuto un impatto immediato sulla viabilità. Numerosi automobilisti sono stati costretti a fermare i veicoli in attesa che la tempesta di ghiaccio terminasse.
Le strade completamente coperte di grandine hanno reso la circolazione pericolosa, causando disagi anche nei collegamenti tra i comuni coinvolti.
Sui social network si sono moltiplicate le immagini e i video dei cittadini che documentano l’intensità del fenomeno: tetti imbiancati, marciapiedi trasformati in piste ghiacciate e panorami che ricordano più gennaio che maggio.
Colpite anche le coltivazioni – Oltre ai disagi per la viabilità, a preoccupare è soprattutto il possibile impatto sulle colture agricole. In una zona fortemente vocata all’agricoltura locale, una grandinata di questa portata potrebbe aver compromesso frutteti e orti in fase di piena fioritura o crescita.
La Coldiretti e altri enti di categoria sono già al lavoro per effettuare una prima stima dei danni. In particolare, si teme per la produzione ortofrutticola stagionale, che potrebbe subire gravi perdite a causa della violenza del fenomeno atmosferico.
Allerta dell’ARPAV su nuove celle temporalesche in arrivo – L’evento di lunedì è stato causato da una perturbazione instabile che ha interessato tutto il Nordest, innescando temporali improvvisi e fenomeni di forte intensità. Secondo gli esperti, la causa è il contrasto termico tra masse d’aria umida e calda e correnti più fredde in quota.
Simili episodi, tipici della primavera inoltrata, potrebbero ripresentarsi anche nei prossimi giorni. L’ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) ha già segnalato l’arrivo di nuove celle temporalesche che potrebbero svilupparsi durante le ore centrali della giornata.
Allerta meteo ancora attiva – La Protezione Civile del Veneto ha emesso un avviso di criticità ordinaria (gialla) per rischio temporali, valido fino alle 14 di martedì 6 maggio. In particolare, si raccomanda prudenza in tutte le aree della regione e attenzione a possibili allagamenti, raffiche di vento e nuove grandinate.
Gli enti locali sono stati invitati a monitorare la situazione e ad attivare, se necessario, i piani di emergenza comunali. La popolazione è invitata a seguire gli aggiornamenti sui canali ufficiali e a limitare gli spostamenti non necessari in caso di condizioni meteorologiche avverse.
Il percorso in Champions spinge i nerazzurri in alto nella classifica. Premi UEFA, ma non solo: ecco perché questo piazzamento è importante.
(Foto: Carl Recine/Getty Images)
Il percorso dell’Inter nella prima edizione della UEFA Champions League con il nuovo format si sta rivelando a dir poco straordinario. Dopo il 3-3 della semifinale di andata al Camp Nou, i nerazzurri affronteranno il Barcellona nel ritorno di San Siro, con l’obiettivo di conquistare l’accesso alla finalissima di Monaco di Baviera, in programma il 31 maggio contro PSG o Arsenal.
Il cammino dei nerazzurri di Simone Inzaghi sta avendo effetto sui conti della società di Oaktree – con ricavi per oltre 113 milioni di euro, che potrebbero superare addirittura i 130 milioni –, ma ha consolidato la posizione del club anche nel ranking UEFA. Attualmente l’Inter occupa la sesta posizione in graduatoria (la prima tra le italiane), ma dalla prossima stagione farà un balzo importante in avanti.
Ranking UEFA 2025 2026 – L’Inter vola sul podio – Dalla prossima stagione, uscirà dal conteggio del ranking quinquennale la stagione 2020/21, in cui l’Inter ha conquistato pochi punti. Questo consentirà ai nerazzurri di scalare la classifica e di partire almeno al terzo posto, alle spalle di Real Madrid e Bayern Monaco. In caso di conquista della Champions, in base ai risultati nelle prossime partite i nerazzurri potrebbero partire addirittura dalla seconda piazza nel 2025/26.
Anche qualora si materializzasse il terzo posto, si tratterebbe comunque di un risultato straordinario, dal momento in cui una squadra italiana non occupa la top 3 dalla stagione 2007/08, quando il Milan si posizionò al secondo posto. Di seguito, ecco come sarà la top 10 ai nastri di partenza della prossima stagione:
Real Madrid – 117,500 punti
Bayern Monaco – 108,250 punti
Inter – 103,750 punti
Manchester City – 102,750 punti
Liverpool – 101,500 punti
PSG – 89 punti
Bayer Leverkusen – 85,250 punti
Borussia Dortmund – 84,750 punti
Barcellona – 83,250 punti
Roma – 80,500 punti
Guardando solamente ai club italiani, oltre all’Inter in top 10 si trova anche la Roma, che ha ben figurato nelle coppe europee negli ultimi anni, tra Europa League e Conference League. In top 20 troviamo anche Atalanta e Milan, mentre la Juventus scende al 31° posto a causa dell’assenza dalle coppe europee nel 2023/24. Di seguito, la posizione di tutte le italiane:
3° posto, Inter – 103,750 punti
10° posto, Roma – 80,500 punti
19° posto, Milan – 66 punti
20° posto, Atalanta – 65 punti
21° posto, Fiorentina – 61 punti
25° posto, Lazio – 59 punti
31° posto, Juventus – 53,250 punti
33° posto, Napoli – 51 punti
91° posto, Bologna – 16,076 punti
Ranking UEFA 2025 2026 – Nerazzurri al top nel 2024/25 grazie alla Champions – Come detto, lo straordinario risultato dell’Inter in questa stagione è legato al percorso effettuato nella UEFA Champions League. Tanto è vero che i nerazzurri sono primi per punti conquistati nella stagione 2024/25, inseguiti proprio dal Barcellona. Di seguito, la top 10 della stagione in corso, che potrà ancora subire variazioni con le ultime sfide valide per le coppe europee:
Inter – 36,750 punti
Barcellona – 36,250 punti
Arsenal – 36 punti
Aston Villa – 30,250 punti
Liverpool – 29,500 punti
Manchester United – 29,500 punti
PSG – 28 punti
Borussia Dortmund – 27,750 punti
Bayern Monaco – 27,250 punti
Tottenham – 27,250 punti
Ranking UEFA 2025 2026 – L’importanza del ranking – Ricordiamo che il ranking UEFA è molto importante per un club, ma anche per la Federazione a cui questo appartiene. Guardando solamente alle società, un ranking alto consente di mantenere la prima fascia per i sorteggi delle fasi a girone unico delle tre competizioni per club UEFA: Champions League, Europa League e Conference League.
Inoltre, un piazzamento nella parte alta della classifica si traduce in maggiori ricavi a livello di premi UEFA per quanto riguarda la spartizione della somma legata al nuovo pilastro “value” introdotto dalla Federcalcio europea con il nuovo format delle coppe.
Guardando invece alle Federazioni, un ranking di alto livello consente innanzitutto di lottare per conquistare uno dei due posti extra nella Champions League dell’anno successivo. Inoltre, non va dimenticato che su base quinquennale, il ranking per Federazioni è quello che assegna il numero di posti nelle coppe dal campionato nazionale.
Dopo la sentenza favorevole della Fifa, il club nerazzurro ha ottenuto lo stesso risultato a Losanna nel secondo grado della battaglia legale con il club portoghese
Niente risarcimento da 30 milioni allo Sporting per il caso Joao Mario. Dopo una prima sentenza favorevole alla Fifa quasi due anni fa, l’Inter ieri ha ottenuto lo stesso risultato al Tas di Losanna, nel secondo grado della battaglia legale contro il club portoghese. I biancoverdi di Lisbona volevano rivalersi in nome di una clausola nel contratto di Joao Mario, acquistato dall’Inter nel 2016, che avrebbe obbligato i nerazzurri a versare quella somma allo Sporting in caso di una successiva cessione a un altro club portoghese.
i fatti – Dopo un anno in prestito dall’Inter allo stesso Sporting, Joao Mario nel luglio 2021 aveva firmato un accordo con i nerazzurri per la rescissione consensuale del contratto. Il giorno seguente, il centrocampista portoghese aveva poi firmato con gli odiati concittadini del Benfica. A quel punto, nell’ottobre dello stesso anno, lo Sporting si era rivolto alla Fifa, chiedendo il riconoscimento dei 30 milioni, ma la Federazione internazionale aveva rigettato l’istanza con un pronunciamento datato 10 luglio 2023. Dopo quella bocciatura, nel settembre 2023, lo Sporting aveva presentato appello e così si è arrivato alla tappa di oggi: il team legale dell’Inter, guidato dall’avvocato Angelo Capellini, ha visto riconosciuto le proprie ragioni dal Tribunale arbitrale per lo Sport. Al momento, sono minime le possibilità che la controparte continui nella battaglia legale.
L’inchiesta “Doppa Curva” partita dalla Procura della Repubblica di Milano e che ha annullato i direttivi delle curve di Inter e Milan portando all’arresto di numerosi esponenti si è allargata alla Giustizia Sportiva con il Procuratore Federale Giusppe Chiné che ha preso le prime decisioni sulle sanzioni da comminare ai tesserati e ai club coinvolti. Non c’è quindi solo l’Inter (LEGGI QUI LE SANZIONI INFLITTE A CLUB, INZAGHI E CALHANOGLU) ma anche il Milan e alcuni suoi tesserati fra i soggetti attenzionati dalla giustizia sportiva.
MULTA PER IL MILAN – Come riportato dal Corriere dello Sport la società rossonera ha patteggiato con la giustizia sportiva una multa da€ 30.000,00 per responsabilità oggettiva nei confronti dei suoi tesserati e per tre posizioni. Inoltre è stata comminata una sanzione di 30 giorni di inibizione e 13mila euro per Fabio Pansa SLO del club rossonero.
CALABRIA NON PATTEGGIA – Fra gli indagati per la giustizia sportiva in casa Milan c’è anche Davide Calabria, ex-capitano e da gennaio sotto contratto con il Bologna, che però a differenza di quanto accaduto a Calhanoglu e Inzaghi ha scelto, come riporta la Gazzetta dello Sport, di non intraprendere la via del patteggiamento con la Procura Figc.
COSA RISCHIA CALABRIA – Il difensore italiano dovrà essere ascoltato dal Procuratore Federale Chiné nei prossimi giorni, ma rischia il deferimento e, di conseguenza, una squalifica più lunga rispetto a quella comminata ad Inzaghi e Calhanoglu che, sfruttando l’accordo pre-processuale hanno usufruito del dimezzamento delle sanzioni. Se si arriverà alla squalifica sarà scontata, inevitabilmente, con la maglia del Bologna.
IL COMUNICATO UFFICIALE
Vista la comunicazione della Procura Federale relativa al provvedimento di conclusione delle indagini di cui al procedimento n. 395 adottato nei confronti Hakan CALHANOGLU, Simone INZAGHI, Claudio SALA, Massimiliano SILVA, Javier Adelmar ZANETTI, Fabio PANSA e delle società F.C. INTERNAZIONALE MILANO e A.C. MILAN S.p.A, avente ad oggetto la seguente condotta:
Hakan CALHANOGLU, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per la società F.C. Internazionale Milano S.p.A., in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme federali di cui all’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, che devono caratterizzare il comportamento dei soggetti di cui all’art. 2 del Codice di Giustizia Sportiva in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, sia in via autonoma che in relazione al precetto di cui all’art. 25, comma 10, del Codice di Giustizia Sportiva, che prevede il divieto di avere rapporti con esponenti di gruppi o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società, per avere, quantomeno a partire dalla stagione sportiva 2022-23, avuto rapporti con esponenti del gruppo Ultrà denominato “Curva Nord”;
Simone INZAGHI, iscritto nell’albo dei tecnici, all’epoca dei fatti tesserato come allenatore per la società F.C. Internazionale Milano S.p.A., in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme federali di cui all’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, che devono caratterizzare il comportamento dei soggetti di cui all’art. 2 del Codice di Giustizia Sportiva in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, sia in via autonoma che in relazione al precetto di cui all’art. 25, comma 10, del Codice di Giustizia Sportiva, che prevede il divieto di avere rapporti con esponenti di gruppi o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società, per avere avuto, quantomeno a partire dalla stagione sportiva 2022-23, rapporti con esponenti del gruppo Ultrà denominato “Curva Nord”;
Claudio SALA, all’epoca dei fatti procuratore, dotato di poteri di rappresentanza della società F.C. Internazionale Milano S.p.A. e responsabile della sicurezza della prima squadra della medesima società, in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme federali di cui all’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, che devono caratterizzare il comportamento dei soggetti di cui all’art. 2 del Codice di Giustizia Sportiva, in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, sia in via autonoma che in relazione al precetto di cui all’art. 25, comma 10, del Codice di Giustizia Sportiva, che prevede il divieto di avere rapporti con esponenti di gruppi o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società, per avere, quantomeno nel corso delle stagioni sportive 2022-23 e 2023-24 intrattenuto rapporti con esponenti del gruppo Ultrà denominato “Curva Nord”;
Massimiliano SILVA, all’epoca dei fatti Supporter Liaison Office (SLO) tesserato per la società F.C. Internazionale Milano S.p.A., in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme federali di cui all’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, che devono caratterizzare il comportamento dei soggetti di cui all’art. 2 del Codice di Giustzia Sportiva in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, sia in via autonoma che in relazione al precetto di cui all’art. 25, comma 10, del Codice di Giustizia Sportiva, che prevede il divieto di avere rapporti con esponenti di gruppi o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società, per avere, quantomeno nel corso delle stagioni sportive 2022-23 e 2023-24 intrattenuto rapporti con esponenti del gruppo Ultrà denominato “Curva Nord”;
Javier Adelmar ZANETTI, all’epoca dei fatti Vice Presidente della società F.C. Internazionale Milano S.p.A. e in ogni caso soggetto che svolgeva attività rilevante per l’ordinamento federale ai sensi dell’art. 2, comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva all’interno e nell’interesse della sopra indicata società, in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme federali di cui all’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, che devono caratterizzare il comportamento dei soggetti di cui all’art. 2 del Codice di Giustizia Sportiva in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, sia in via autonoma che in relazione al precetto di cui all’art. 25, comma 10, del Codice di Giustizia Sportiva, che prevede il divieto di avere rapporti con esponenti di gruppi o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società, per avere avuto, quantomeno a partire dalla stagione sportiva 2022-23, rapporti con esponenti del gruppo Ultrà denominato “Curva Nord”;
Fabio PANSA, all’epoca dei fatti Supporter Liaison Office (SLO) tesserato per la società A.C. Milan S.p.A., in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme federali di cui all’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, che devono caratterizzare il comportamento dei soggetti di cui all’art. 2 del Codice di Giustizia Sportiva in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, sia in via autonoma che in relazione al precetto di cui all’art. 25, comma 10, del Codice di Giustizia Sportiva, che prevede il divieto di avere rapporti con esponenti di gruppi o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società, per avere, quantomeno nel corso della stagione sportiva 2023-24, avuto rapporti con esponenti del gruppo Ultrà denominato “Curva Sud”;
F.C. INTERNAZIONALE MILANO, per responsabilità , del Codice di Giustizia Sportiva, per i comportamenti ascritti ai Sig.ri Massimiliano Silva, Hakan Calhanoglu, Simone Inzaghi, Claudio Sala e Javier Adelmar Zanetti;
A.C. MILAN S.p.A, per responsabilità , del Codice di Giustizia Sportiva, per i comportamenti ascritti ai Sig.ri Davide Calabria e Fabio Pansa;
− vista la richiesta di applicazione della sanzione ex art. 126 del Codice di Giustizia Sportiva, formulata dai seguenti soggetti: ⋅ Hakan CALHANOGLU, ⋅ Simone INZAGHI, ⋅ Claudio SALA, ⋅ Massimiliano SILVA, ⋅ Javier Adelmar ZANETTI, ⋅ Fabio PANSA, ⋅ Società F.C. INTERNAZIONALE MILANO, rappresentata dal legale rappresentante Giuseppe MAROTTA; ⋅ Società A.C. MILAN S.p.A, rappresentata dal legale rappresentante Giorgio Aronne FURLANI;
− vista l’informazione trasmessa alla Procura Generale dello Sport;
− vista la prestazione del consenso da parte della Procura Federale;
− rilevato che il Presidente Federale non ha formulato osservazioni in ordine all’accordo raggiunto dalle parti relativo all’applicazione delle seguenti sanzioni: ⋅ 1 (una) giornata di squalifica da scontarsi nel campionato in corso ed € 30.000 (trentamila/00) di ammenda Hakan CALHANOGLU, ⋅ 1 (una) giornata di squalifica da scontarsi nel campionato in corso ed € 15.000 (quindicimila/00) di ammenda Simone INZAGHI, ⋅ 30 (trenta) giorni di inibizione ed € 14.500 (quattordicimilacinquecento/00) di ammenda Claudio SALA, ⋅ 30 (trenta) giorni di inibizione ed € 14.500 (quattordicimilacinquecento/00) di ammenda Massimiliano SILVA, ⋅ € 14.500 (quattordicimilacinquecento/00) di ammenda Javier Adelmar ZANETTI, ⋅ 30 (trenta) giorni di inibizione ed € 13.000 (tredicimila/00) di ammenda Fabio PANSA, ⋅ € 70.000,00 (settantamila/00) di ammenda per la società F.C. INTERNAZIONALE MILANO, ⋅ € 30.000,00 (trentamila/00) di ammenda per la società A.C. MILAN S.p.A;
Si chiude l’indagine a livello sportivo sui rapporti con gli ultras: tutte le decisioni.
Si chiude con una giornata di squalifica per Hakan Calhanoglu e Simone Inzaghi (che sconteranno con l’Hellas Verona) oltre a multe per l’Inter e il Milan, il caso legato ai rapporti con gli ultras nato dall’inchiesta della Procura di Milano. Lo ha reso noto la FIGC in un comunicato.
IL COMUNICATO UFFICIALE
Vista la comunicazione della Procura Federale relativa al provvedimento di conclusione delle indagini di cui al procedimento n. 395 adottato nei confronti Hakan CALHANOGLU, Simone INZAGHI, Claudio SALA, Massimiliano SILVA, Javier Adelmar ZANETTI, Fabio PANSA e delle società F.C. INTERNAZIONALE MILANO e A.C. MILAN S.p.A, avente ad oggetto la seguente condotta:
Hakan CALHANOGLU, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per la società F.C. Internazionale Milano S.p.A., in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme federali di cui all’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, che devono caratterizzare il comportamento dei soggetti di cui all’art. 2 del Codice di Giustizia Sportiva in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, sia in via autonoma che in relazione al precetto di cui all’art. 25, comma 10, del Codice di Giustizia Sportiva, che prevede il divieto di avere rapporti con esponenti di gruppi o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società, per avere, quantomeno a partire dalla stagione sportiva 2022-23, avuto rapporti con esponenti del gruppo Ultrà denominato “Curva Nord”;
Simone INZAGHI, iscritto nell’albo dei tecnici, all’epoca dei fatti tesserato come allenatore per la società F.C. Internazionale Milano S.p.A., in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme federali di cui all’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, che devono caratterizzare il comportamento dei soggetti di cui all’art. 2 del Codice di Giustizia Sportiva in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, sia in via autonoma che in relazione al precetto di cui all’art. 25, comma 10, del Codice di Giustizia Sportiva, che prevede il divieto di avere rapporti con esponenti di gruppi o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società, per avere avuto, quantomeno a partire dalla stagione sportiva 2022-23, rapporti con esponenti del gruppo Ultrà denominato “Curva Nord”;
Claudio SALA, all’epoca dei fatti procuratore, dotato di poteri di rappresentanza della società F.C. Internazionale Milano S.p.A. e responsabile della sicurezza della prima squadra della medesima società, in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme federali di cui all’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, che devono caratterizzare il comportamento dei soggetti di cui all’art. 2 del Codice di Giustizia Sportiva, in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, sia in via autonoma che in relazione al precetto di cui all’art. 25, comma 10, del Codice di Giustizia Sportiva, che prevede il divieto di avere rapporti con esponenti di gruppi o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società, per avere, quantomeno nel corso delle stagioni sportive 2022-23 e 2023-24 intrattenuto rapporti con esponenti del gruppo Ultrà denominato “Curva Nord”;
Massimiliano SILVA, all’epoca dei fatti Supporter Liaison Office (SLO) tesserato per la società F.C. Internazionale Milano S.p.A., in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme federali di cui all’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, che devono caratterizzare il comportamento dei soggetti di cui all’art. 2 del Codice di Giustzia Sportiva in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, sia in via autonoma che in relazione al precetto di cui all’art. 25, comma 10, del Codice di Giustizia Sportiva, che prevede il divieto di avere rapporti con esponenti di gruppi o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società, per avere, quantomeno nel corso delle stagioni sportive 2022-23 e 2023-24 intrattenuto rapporti con esponenti del gruppo Ultrà denominato “Curva Nord”;
Javier Adelmar ZANETTI, all’epoca dei fatti Vice Presidente della società F.C. Internazionale Milano S.p.A. e in ogni caso soggetto che svolgeva attività rilevante per l’ordinamento federale ai sensi dell’art. 2, comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva all’interno e nell’interesse della sopra indicata società, in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme federali di cui all’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, che devono caratterizzare il comportamento dei soggetti di cui all’art. 2 del Codice di Giustizia Sportiva in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, sia in via autonoma che in relazione al precetto di cui all’art. 25, comma 10, del Codice di Giustizia Sportiva, che prevede il divieto di avere rapporti con esponenti di gruppi o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società, per avere avuto, quantomeno a partire dalla stagione sportiva 2022-23, rapporti con esponenti del gruppo Ultrà denominato “Curva Nord”;
Fabio PANSA, all’epoca dei fatti Supporter Liaison Office (SLO) tesserato per la società A.C. Milan S.p.A., in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme federali di cui all’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, che devono caratterizzare il comportamento dei soggetti di cui all’art. 2 del Codice di Giustizia Sportiva in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, sia in via autonoma che in relazione al precetto di cui all’art. 25, comma 10, del Codice di Giustizia Sportiva, che prevede il divieto di avere rapporti con esponenti di gruppi o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società, per avere, quantomeno nel corso della stagione sportiva 2023-24, avuto rapporti con esponenti del gruppo Ultrà denominato “Curva Sud”;
F.C. INTERNAZIONALE MILANO, per responsabilità , del Codice di Giustizia Sportiva, per i comportamenti ascritti ai Sig.ri Massimiliano Silva, Hakan Calhanoglu, Simone Inzaghi, Claudio Sala e Javier Adelmar Zanetti;
A.C. MILAN S.p.A, per responsabilità , del Codice di Giustizia Sportiva, per i comportamenti ascritti ai Sig.ri Davide Calabria e Fabio Pansa;
− vista la richiesta di applicazione della sanzione ex art. 126 del Codice di Giustizia Sportiva, formulata dai seguenti soggetti: ⋅ Hakan CALHANOGLU, ⋅ Simone INZAGHI, ⋅ Claudio SALA, ⋅ Massimiliano SILVA, ⋅ Javier Adelmar ZANETTI, ⋅ Fabio PANSA, ⋅ Società F.C. INTERNAZIONALE MILANO, rappresentata dal legale rappresentante Giuseppe MAROTTA; ⋅ Società A.C. MILAN S.p.A, rappresentata dal legale rappresentante Giorgio Aronne FURLANI;
− vista l’informazione trasmessa alla Procura Generale dello Sport;
− vista la prestazione del consenso da parte della Procura Federale;
− rilevato che il Presidente Federale non ha formulato osservazioni in ordine all’accordo raggiunto dalle parti relativo all’applicazione delle seguenti sanzioni: ⋅ 1 (una) giornata di squalifica da scontarsi nel campionato in corso ed € 30.000 (trentamila/00) di ammenda Hakan CALHANOGLU, ⋅ 1 (una) giornata di squalifica da scontarsi nel campionato in corso ed € 15.000 (quindicimila/00) di ammenda Simone INZAGHI, ⋅ 30 (trenta) giorni di inibizione ed € 14.500 (quattordicimilacinquecento/00) di ammenda Claudio SALA, ⋅ 30 (trenta) giorni di inibizione ed € 14.500 (quattordicimilacinquecento/00) di ammenda Massimiliano SILVA, ⋅ € 14.500 (quattordicimilacinquecento/00) di ammenda Javier Adelmar ZANETTI, ⋅ 30 (trenta) giorni di inibizione ed € 13.000 (tredicimila/00) di ammenda Fabio PANSA, ⋅ € 70.000,00 (settantamila/00) di ammenda per la società F.C. INTERNAZIONALE MILANO, ⋅ € 30.000,00 (trentamila/00) di ammenda per la società A.C. MILAN S.p.A;
Gdf sequestra 1,5 milioni. Tra giocatori indagati Sandro Tonali e Nicolò Fagioli, già coinvolti in un’altra indagine: per pm erano “collettori di scommesse“
Da sinistra Weston James Earl McKennie, Alessandro Florenzi e Mattia Perin – (Fotogramma/Ipa)
Calciatori di Serie A indagati per scommesse illegali su altri sport. Da Tonali a Fagioli, da Florenzi a McKennie e Perin, sono una decina i nomi coinvolti nell’inchiesta della procura di Milano.
La Guardia di Finanza di Milano, su delega della procura, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo nei confronti di cinque persone fisiche e una persona giuridica emesso per 1,5 milioni di euro. Contestualmente, sono stati notificati i decreti di fissazione di interrogatorio preventivo emessi dal gip a seguito della richiesta di applicazione, nei confronti dei succitati cinque indagati, della misura cautelare degli arresti domiciliari.
Indagati calciatori serie A, chi sono: i nomi – Per quanto riguarda i calciatori coinvolti – una dozzina tra cui Sandro Tonali e Nicolò Fagioli, già coinvolti in un’indagine della Gdf di Torino – nessuno si è mai “venduto” le partite ma avrebbero giocato per lo più su altre discipline, tra fine 2021 e ottobre 2023.
Oltre a Tonali (oggi al Newcastle) e al viola Fagioli, altri calciatori di serie A avrebbero riversato molti soldi nelle tasche di due gestori di piattaforme illegali di scommesse online, i quali per gli inquirenti si sarebbero fatti aiutare dai tre amministratori di una gioielleria milanese adoperata come ‘banca‘ per regolare in maniera nascosta i conti delle scommesse.
Tra gli altri giocatori che appaiono nell’indagine c’è il centrocampista milanistaAlessandro Florenzi, Nicolò Zaniolo (Fiorentina), il portiere juventino Mattia Perin e il compagno centrocampista americano Weston James Earl McKennie, gli ex juventini Leandro Paredes e Angel Di Maria, il difensore della nazionale Raoul Bellanova, il centrocampista Samuele Ricci, gli attaccanti Cristian Buonaiuto e Matteo Cancellieri, il difensore dominicano Adames Hector Junior Firpo (Leeds United), il tennista Matteo Gigante e un’altra decina di non sportivi.
Il ruolo di Fagioli e Tonali secondo pm – Nicolò Fagioli e Sandro Tonali – entrambi calciatori professionisti – “oltre ad aver effettuato numerose scommesse mediante le piattaforme” al centro dell’inchiesta della procura di Milano “risultano aver ricoperto il ruolo, a loro volta, di collettori di scommettitori, in quanto si sono occupati di diffondere e pubblicizzare tali piattaforme illegali, fare da tramite per l’apertura o il caricamento dei conti di gioco ed effettuare consegne di denaro per conto di altri scommettitori, anche in contanti“, si legge nella richiesta di sequestro preventivo di circa 1,5 milioni di euro nei confronti di persone ritenute organizzatrici del business illecito.
“A fronte di tale attività agevolatrice“, il calciatore oggi al Newcastle e il collega che gioca nella Fiorentina, “risultano essere stati remunerati attraverso il riconoscimento di bonus sui propri conti di gioco o con una decurtazione del loro debito contratto con le scommesse“.
Venerdì 11 aprile 2025
Caso scommesse, gli atti d’indagine saranno trasmessi alla Procura FIGC
Per fare fronte al pagamento dei debiti, Nicolò Fagioli avrebbe chiesto dei prestiti per centinaia di migliaia di euro a 31 calciatori e suoi compagni.
(Foto: TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)
La Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, trasmetterà gli atti dell’inchiesta sul giro di scommesse illegali su poker on line ed eventi sportivi, ma non partite di calcio, alla Procura federale della FIGC per quanto riguarda i profili sportivied eventuali sanzioni disciplinari.
Da quanto si è saputo, i calciatori che hanno scommesso e sono indagati dal punto di vista penale non rischiano molto e possono uscire dal procedimento pagando un’oblazione (250 euro, la metà rispetto ai 500 euro previsti dalla sanzione). Le verifiche più rilevanti saranno quelle della giustizia sportiva. Mentre l’inchiesta, stralcio di quella torinese trasmessa, si è concentrata sugli organizzatori delle scommesse.
Tra i dettagli emersi dall’indagine, si legge che Nicolò Fagioli per far fronte al pagamento dei debiti di gioco, avrebbe chiesto dei prestiti per centinaia di migliaia di euro a 31 calciatori e suoi compagni nelle varie squadre in cui ha militato. Agli amici Fagioli, non indagati, chiedeva di effettuare, per suo conto, bonifici in favore della gioielleria Elysiuym o versamenti su carte PostePay. Lo stesso calciatore aveva già rivelato questi dettagli ai tempi dell’esplosione del caso.
«I nominativi dei soggetti emersi in tale contesto si identificano in Turati Stefano, Gatti Federico, Di Massimo Alessio, Plizzari Alessandro, Dragusin Radu Matei, Zanandrea Gianmaria, Nardi Filippo, Vitali Matteo, Armini Nicolò, Salerno Pasquale, Luciani Francesco, Oliveira Rosa Lucas, Zisa Flavio, Esposito Alberto, Barbato Daniele, Russo Alessandro, Pompili Cristiano, Valzani Andrea, Okoli Memeh Caleb, Salami Alessandro, Sartori Marco, Maccabruni Lorenzo, Pulino Gaetano, Petrosino Gerardo, Zerbi Emanuele, Ferrari Andrea, Marino Manuele, Boloca Gabriele, Volpatto Andrea, Sarr Mouhamadou Fallou Mbacke e Ragazzi Luca», si legge negli atti di inchiesta.
Venerdì 11 aprile 2025
Serie A, cosa rischiano i calciatori indagati per scommesse illegali e poker online
Ecco le possibili conseguenze per i calciatori coinvolti sul fronte della giustizia sportiva e di quella ordinaria.
Il logo della FIGC (TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)
Ci sarebbero 12 calciatori transitati per la Serie A tra il 2021 e il 2023 (alcuni dei quali presenti ancora nel nostro campionato) tra gli indagati nell’ambito di un’inchiesta – che ha portato al sequestro di 1,5 milioni di euro – su due gestori di piattaforme illegali di scommesse online(Tommaso De Giacomo e Patrick Fizzera), i quali per gli inquirenti si sarebbero fatti aiutare dai tre amministratori (Antonio Scinocca, Antonio Parise e Andrea Piccini) di una gioielleria milanese adoperata come “banca” per regolare in maniera occulta i conti delle scommesse.
I nomi dei calciatori, svelati dal Corriere della Sera, sarebbero emersi dall’analisi dei telefoni sequestrati nell’ottobre 2023 dalla Guardia di Finanza di Torino all’ex centrocampista del Milan e della nazionale Sandro Tonali (oggi al Newcastle) e all’ex centrocampista della Juventus Nicolò Fagioli (oggi alla Fiorentina). Oltre ai due giocatori, tra gli indagati in questo nuovo filone ci sarebbero:
Alessandro Florenzi (Milan)
Nicolò Zaniolo (oggi alla Fiorentina, all’epoca dei fatti tra Roma e Galatasaray),
Mattia Perin (Juventus)
Weston McKennie (Juventus, all’epoca dei fatti anche Leeds)
Leandro Paredes (Roma, all’epoca dei fatti anche PSG e Juventus)
Angel Di Maria (oggi al Benfica, all’epoca dei fatti tra PSG e Juventus)
Raoul Bellanova (oggi all’Atalanta, all’epoca dei fatti tra Cagliari, Inter e Torino)
Samuele Ricci (oggi al Torino, all’epoca dei fatti anche Empoli)
Cristian Buonaiuto (oggi al Padova, all’epoca dei fatti alla Cremonese)
Matteo Cancellieri (oggi al Parma, all’epoca dei fatti Verona, Lazio ed Empoli)
Adames Hector Junior Firpo (Leeds United)
il tennista Matteo Gigante
Cosa rischiano calciatori indagati? La giustizia ordinaria – Ma cosa rischiano i calciatori coinvolti? Dal punto di vista penale, anche loro dovranno affrontare un’ipotesi di reato. Tonali e Fagioli, che pure hanno già saldato i propri conti con la giustizia sportiva attraverso squalifiche e multe, risultano comunque indagati per la contravvenzione punita – con l’arresto sino a 3 mesi e una ammenda sino a 500 euro – dai commi 2 e 3 dell’articolo della legge 401 del 1989:
in parte per avere giocato sulle piattaforme illegali di scommesse e poker gestite secondo gli inquirenti da De Giacomo e Fizzera;
in parte per averle pubblicizzate tra altri calciatori anche con l’intermediazione dell’apertura dei conti di gioco e la consegna di soldi per conto di altri scommettitori, in cambio venendo gratificati dai gestori delle scommesse illegali con l’accredito di bonus sui propri conti di gioco o con riduzioni dei propri debiti.
Gli altri giocatori, invece, sono indagati per il comma 3 della medesima legge del 1989, e cioè per l’ipotesi che nello stesso periodo abbiano partecipato sulle piattaforme illegali non a scommesse sul calcio ma a giochi non autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in particolare alle partite di poker su tavoli online all’interno dei quali era possibile per gli organizzatori creare “stanze chiuse” protette da password e decidere i partecipanti al gruppo di gioco.
La contravvenzione non è un problema enorme dal punto di vista penale, perché può essere sanata con una oblazione, pagando la metà del massimo dell’ammenda prevista, quindi in questo caso con 250 euro. Ma cosa può accadere sul fronte della giustizia sportiva?
Cosa rischiano calciatori indagati? L’aspetto sportivo – Da questo punto di vista è difficile avere già ora una risposta definitiva. Tuttavia, qualora fosse accertato l’utilizzo di queste piattaforme per il solo poker online (e non per scommesse sulle partite) è probabile che non vi siano sanzioni in ambito sportivo.
Per fare un esempio, Nicolò Zaniolo – già ascoltato a fine 2023 per il caso scommesse – sottolineò di avere giocato qualche volta «su piattaforme illegali, ma solo a poker e blackjack». Un’ammissione che non gli costò squalifiche in ambito sportivo. Tuttavia, come accaduto in situazioni analoghe, gli atti dell’indagine passeranno comunque verosimilmente al vaglio della Procura FIGC, che dovrà capire se vi siano potenziali aspetti da indagare.
Infine, per quanto riguarda Tonali e Fagioli,già squalificati a seguito di un accordo con la Procura federale della FIGC, la stessa potrà intervenire solo nel caso in cui dagli atti emergessero comportamenti sanzionabili diversi rispetto a quelli per cui sono già stati squalificati.
La Procura federale della FIGC ha ricevutodalla Procura di Roma gli atti dell’inchiesta che hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, per falso in bilancio nel febbraio scorso. Nel mirino le presunte plusvalenze fittizie nella compravendita dalla Roma del difensore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e dell’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille.
Oggi ha commentato la notizia ai microfoni di TMW Radio l’avvocato Roberto Afeltra: “E’ una situazione delicata. Il problema serio è che la procura sportiva ha acquisito le carte del procedimento penale. Si deve accertare se lì ci sono altri casi diversi da quelli che hanno portato la giustizia sportiva ad assolvere il club e il presidente in precedenza. Se le dichiarazioni dei calciatori coinvolti non sono state prese in considerazione in precedenza dalla Procura Federale, come io credo che sia avvenuto, c’è il grosso rischio che il Napoli venga penalizzato in questo campionato“.
La Liga ritiene che Dani Olmo e Pau Victor non dovrebbero essere schierati dal club catalano, a causa delle violazioni del FPF interno.
(Foto: Alex Caparros/Getty Images)
La Liga non si arrende sui casi Dani Olmo e Pau Victor, calciatori del Barcellona che hanno recentemente ottenuto il via libera dal Consiglio Superiore dello Sport (CSD) per scendere in campo, nonostante le accuse al club sul superamento dei limiti imposti dal tetto salariale del massimo campionato spagnolo. Secondo quanto riportato in un comunicato, la Liga ha presentato un ricorso e ha richiesto misure cautelari contro la decisione del CSD dello scorso giovedì.
La Liga ritiene che la situazione richieda un intervento giudiziario urgente, «che, attraverso l’adozione delle misure cautelari richieste, garantisca l’equilibrio competitivo e la sostenibilità finanziaria della competizione professionistica». L’organismo presieduto da Javier Tebas ritiene che la decisione del CSD «violi gravemente il quadro normativo in materia di controllo economico e rilascio delle licenze sportive, danneggi l’interesse generale della competizione e comprometta la sua integrità, rompendo il principio di uguaglianza tra club».
Dopo che il CSD ha dato ragione al Barcellona nel caso Olmo, la Liga aveva già annunciato la volontà di impugnare la risoluzione. Ora, inoltre, richiede misure cautelari, temendo che i tempi della decisione sul ricorso si protraggano troppo a lungo. L’obiettivo dell’associazione è che la questione venga risolta il prima possibile, per sanare quella che considera una violazione del principio di parità tra club.
Nel suo comunicato, la Liga ha sottolineato come la decisione del CSD violerebbe le norme sul controllo economico, ovvero quel Fair Play Finanziarioche ha costretto molti club a vendere asset per bilanciare i propri conti e che ora fa percepire una disparità nell’applicazione delle regole.
Sebbene tutto lasci intendere che i club continueranno a rispettare le regole del controllo economico, è evidente che la decisione del CSD apre la strada a un precedente – quello intrapreso dal Barcellona – che la Liga vuole chiudere immediatamente.
La Figc ha spiegato l’accordo raggiunto con il giocatore in un comunicato
Lautaro Martinez – Fotogramma/IPA
“A seguito dell’accordo di patteggiamento raggiunto dalle parti il calciatore dell’Inter Lautaro Martinezè stato sanzionato conun’ammenda di 5.000 euro”. La Figc ha spiegato così, in un comunicato, la sanzione per l’attaccante dell’Inter Lautaro Martinez, per aver bestemmiato dopo Juve-Inter dello scorso 16 febbraio.
L’argentino ha sempre negato la frase blasfema, ma la Procura Federale ha trovato – dopo la richiesta di tutte le immagini disponibili a Dazn – la prova audio dell’accaduto. Da qui il patteggiamento e l’ammenda di 5.000 euro.
Lunedì 07 aprile 2025
Espressioni blasfeme: Lautaro Martinez patteggia una multa di 5mila euro
L’attaccante nerazzurro è stato sanzionato per l’episodio relativo alla partita contro la Juventus che si è giocata lo scorso febbraio.
«A seguito dell’accordo di patteggiamento raggiunto dalle parti (ex art. 126 CGS), il calciatore dell’Inter Lautaro Javier Martinez è stato sanzionato con un’ammenda di 5.000 euro». E’ quanto si legge in un nota ufficiale sul sito della FIGC, a proposito delle espressioni blasfeme pronunciate dal calciatore al termine della sfida contro la Juventus dello scorso 16 febbraio.
A carico del calciatore nerazzurro era stato aperto un procedimento per violazione dell’art. 4, comma 1, e dell’art.37 del Codice di Giustizia Sportiva «per avere, al termine dell’incontro Juventus-Inter disputato lo scorso 16 febbraio e valevole per la 25ª giornata del campionato di Serie A, pronunciato per due volte un’espressione blasfema come risulta evidente dalle immagini televisive, di piena garanzia tecnica e documentale».
Nel mirino i festeggiamenti dei giocatori del Real Madrid dopo la vittoria in Champions nel derby contro l’Atletico
I giocatori del Real festeggiano la vittoria contro l’Atletico – reuters
L’Uefa ha annunciato l’apertura di un’indagine nei confronti di quattro giocatori del Real Madrid, tra cui Kylian Mbappé e Vinicius Junior, per presunta “condotta indecente” in occasione dei festeggiamenti al termine della sfida diChampions League al Metropolitano contro l’Atletico Madridvinta ai rigori dalla squadra di Ancelotti. Il caso coinvolge anche Antonio Rudiger e Dani Ceballos.
Il reclamo presentato dall’Atletico – L’indagine è partita dopo il reclamo presentato la scorsa settimana dall’Atletico Madrid contro l’atteggiamento dei giocatori del Real. Toccherà ad un ispettore disciplinare nominato dall’Uefa studiare le accuse. Neivideo che circolano sui social si vede in particolare Rudiger fare il gesto del taglio della gola verso i tifosi dell’Atletico, Mbappé toccarsi le parti intime,Vinicius provocare i tifosi e Ceballos fare gesti con le mani. In caso di squalifica i giocatori sanzionati salterebbero l’andata dei quarti di Champions contro l’Arsenal in programma il prossimo 8 aprile a Londra.
🚨OFFICIEL ! L’UEFA ouvre une enquête sur les célébrations de Rudiger, Mbappé, Ceballos et Vinicius lors du match des huitièmes de finale retour face à l’Atletico de Madrid. 😯 pic.twitter.com/SMQDJxjKZQ
Lingua originale: francese. Traduzione di Google UFFICIALE! La UEFA ha aperto un’indagine sulle esultanze di Rudiger, Mbappé, Ceballos e Vinicius durante la partita di ritorno degli ottavi di finale contro l’Atletico Madrid.