Aggressione nei pressi del Tempio Voltiano. Altri tre giovani denunciati, la bandiera recuperata dalla polizia
Aggrediti e derubati della loro bandiera mentre passeggiavano sul lungolago. È quanto accaduto ieri pomeriggio a una coppia di tifosi dell’Inter nei pressi del Tempio Voltiano, alle porte dello stadio Sinigaglia.
La polizia di Stato di Como ha arrestato per furto con strappo in concorso un 32enne di Rovellasca, incensurato e appartenente a un gruppo della tifoseria comasca. Per lo stesso reato sono stati denunciati anche un 19enne di Grandate edue fratelli ventenni residenti a Luisago, anche loro senza precedenti e legati allo stesso gruppo di tifosi.
L’aggressione sul lungolago – L’episodio è avvenuto intorno alle 16. Una volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura è intervenuta nella zona del Monumento ai Caduti dopo una segnalazione arrivata al numero unico di emergenza 112.
A chiamare sono stati proprio i due sostenitori nerazzurri, che hanno raccontato di essere stati avvicinati e aggrediti da quattro tifosi del Como mentre passeggiavano nella zona del Tempio Voltiano. Durante l’aggressione i quattro avrebbero strappato loro una piccola bandiera dell’Inter.
La bandiera ritrovata al bar – Raccolte le descrizioni degli aggressori, gli agenti si sono messi subito alla ricerca del gruppo. Dopo pochi minuti i quattro giovani sono stati individuati in un bar nelle vicinanze.
Durante il controllo la polizia ha trovato la bandiera appena sottratta nella disponibilità del 32enne di Rovellasca.
Arresto e denunce – I quattro sono stati quindi accompagnati in questura. Dopo aver ricostruito l’accaduto e raccolto la denuncia delle vittime, gli agenti hanno arrestato il 32enne per furto con strappo in concorso, mentre gli altri tre sono stati denunciati a piede libero per lo stesso reato.
Informato dei fatti, il pubblico ministero di turno ha disposto per il 32enne gli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima.
Teheran risponde ai missili: esplosioni a Dubai, Abu Dhabi e Doha. Abbattuti caccia Usa in Kuwait. Tel Aviv lancia “campagna offensiva contro Hezbollah”. Francia pronta a difendere i Paesi del Golfo
Si allarga la crisi in Medio Oriente. Mentre continuano gli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran, con nuovi raid contro Teheran e altre città, il conflitto ha coinvolto anche gruppi militanti filo-iraniani come Hezbollah, aprendo un nuovo fronte in Libano.
Nella periferia sud di Beirut, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 31 persone e ne hanno ferite 149, ha riferito il ministero della Salute libanese. “Abbiamo lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah che potrebbe includere un’invasione di terra“, ha annunciato Israele.
Intanto Teheranrisponde ai raid con lancio di missili e droni: esplosioni sono state avvertite a Gerusalemme, Tel Aviv, Dubai, Abu Dhabi e Doha. “Non negozieremo con gli Stati Uniti“, ha detto il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano, Ali Larijani, chiudendo la porta ogni trattativa con il presidente americano Donald Trump, che ieri si era detto disponibile a parlare con Teheran.
Attaccata l’ambasciata Usa in Kuwait, precipitati vari caccia americani – Colonne di fumo si sono levate nei pressi dell’ambasciata statunitense in Kuwait. La sede ha diffuso un avvertimento ai cittadini statunitensi, esortandoli a rifugiarsi sul posto. Inoltre, secondo quanto rende noto il ministero della Difesa del Kuwait, dopo le notizie della Cnn e dei media iraniani, stamani sono precipitati diversi caccia americani. “Tutti gli equipaggi sono sopravvissuti” e i piloti sono in condizioni “stabili“.
Il club azzurro: “Icona del calcio e professionista esemplare”
Rino Marchesi – Facebook
Rino Marchesi (San Giuliano Milanese, 11 giugno 1937 – Sesto Fiorentino, 1º marzo 2026) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo centrocampista o difensore. – https://it.wikipedia.org/wiki/Rino_Marchesi
Il mondo del calcio piange la scomparsa all’età di 88 anni di Rino Marchesi, ex allenatore, tra le altre, di Napoli, Inter e Juventus, morto oggi, domenica 1 marzo. A dare l’annuncio il club azzurro con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale.
Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi, icona del calcio ed esemplare professionista alla guida degli azzurri dal 1980 al 1982 e dal 1984 al 1985.
“Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la Ssc Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi, icona del calcio ed esemplare professionista alla guida tecnica degli azzurri dal 1980 al 1982 e dal 1984 al 1985“.
FC Internazionale Milano e tutto il mondo Inter si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari.
Arrivato sulla panchina nerazzurra nella stagione 1982/83, Marchesi guidò un’Inter profondamente rinnovata: tra i nuovi innesti il campione del mondo Fulvio Collovati, il brasiliano Juary e il tedesco Hansi Müller, con Alessandro Altobelli punto di riferimento offensivo. In campionato i nerazzurri inseguirono le posizioni di vertice chiudendo al terzo posto, mentre in Coppa delle Coppe l’Inter raggiunse i quarti di finale, fermata dal Real Madrid. In quell’annata fece il suo esordio in prima squadra anche Walter Zenga. In totale il tecnico, nato a San Giuliano Milanese nel 1937, collezionò 47 panchine in nerazzurro.
E’ morto Daniele Pairotto, calciatore 24enne che ieri è stato colto da arresto cardiaco mentre stava giocando in un campo di calcio a Crova, in provincia di Vercelli. Secondo le ricostruzioni, il giovane si è accasciato al suolo dopo aver raggiunto gli spogliatoi durante l’intervallo della partita tra il Crova e il Livorno Ferraris, sfida valevole per il campionato di calcio amatoriale Csi.
I drammatici soccorsi – Immediato l’intervento dei soccorsi sul giovane, tesserato per il Crova, che hanno iniziato le manovre di massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dell‘ambulanza con il medico a bordo. Il sanitari ha proseguito con le manovre avanzate di rianimazione. Il giovane, trasportato in elicottero all’ospedale Maggiore di Novara, era stato ricoverato in terapia intensiva.
Col decreto Pnrr, farà fede la prova digitale. Ecco cosa c’è da sapere
Pagamenti Pos, stop alla conservazione delle ricevute: cosa cambia da marzo per il Fisco
Roma, 28 febbraio 2026 – Entra in vigore da marzo lo stop all’obbligo di conservare per 10 anni le ricevute Pos. Farà fede la prova digitale del pagamento, come indicato dal decreto Pnrr.
Un passo deciso verso la sburocratizzazione – Da marzo non sarà più obbligatorio conservare, per dieci anni, le ricevute cartacee dei pagamenti effettuati con Pos, come da abitudine per molti italiani. Si tratta di una grossa novità, che segnerà un passo deciso verso lasburocratizzazione dei rapporti fiscali, e che è stata approvata dal Consiglio dei ministri il 29 gennaio scorso in materia di Pnrr, articolo 8.
La ricevuta Pos non è una vera fattura, ma solo una prova di avvenuto pagamento con carta. Ecco perché si è deciso di evitare questo obbligo di conservazione, anche perché ormai le operazioni di pagamento con carta vengono registrate in tempo reale.
Tra pochi giorni, sul sito web dell’Agenzia delle Entrate sarà resa disponibile la funzione di abbinamento digitale tra terminali Pos e registratori di cassa. Si potrà così integrare i dati dei pagamenti elettronici e quelli trasmessi all’Agenzia delle Entrate telematicamente.
Cosa servirà conservare – Da quel momento, sarà sufficiente conservare i documenti bancari con movimenti carta ed estratto conto, e le eventuali comunicazioni inviate dalla banca, oltre ai tracciati digitali contenenti le singole operazioni.
Ovviamente resta l’obbligo di conservare lo scontrino o fattura, che mantengono la loro rilevanza fiscale, e certificano l’operazione ai fini Iva e delle imposte dirette. Anche ai fini della dichiarazione dei redditi, nel modello 730 per la detrazione fiscale, non servirà più conservare anche la ricevuta del pos, sarà sufficiente lo scontrino o la fattura, e il movimento bancario. Il decreto prevede che lo stesso principio si applichi anche per i pagamenti effettuati verso le pubbliche amministrazioni, ad esempio col sistema PagoPa.
Il prossimo step: addio agli scontrini – Tale iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di semplificazione che porterà alla scomparsa definitiva degli scontrini cartacei, come richiesto dal Parlamento. Da gennaio 2027, ad esempio, non ci sarà più l’obbligo dell’emissione, se non su richiesta dell’acquirente, almeno nella grande distribuzione. Poi dal 2028 sarà la volta di tutti gli altri soggetti fiscali con grandi volumi d’affari, per arrivare dall’1 gennaio 2029 alla scomparsa definitiva per qualsiasi esercente.
L’ex Inter accusato di aver violentato una ragazza nel 2023: «Attendo con calma questo processo, che permetterà alla verità di emergere pubblicamente».
Achraf Hakimi (Photo by Luke Hales/Getty Images)
Achraf Hakimi è stato rinviato a giudizio per stupro: lo ha reso noto l’avvocato del terzino marocchino del Psg. Hakimi è accusato dalla procura di Nanterre di aver violentato una ragazza nel 2023, e si è sempre difeso sostenendo la tesi del ricatto a fini economici.
«Oggi, un’accusa di stupro è sufficiente a giustificare un processo, anche se io lo nego e tutto dimostra che è falso – il messaggio del giocatore ex Inter, pubblicato sul suo profilo X -. Attendo con calma questo processo, che permetterà alla verità di emergere pubblicamente».
A fine febbraio 2023 la giovane donna, che all’epoca aveva 24 anni come il giocatore, si era recata inizialmente in un commissariato della Val-de-Marne, dove aveva dichiarato di essere stata stuprata, senza tuttavia sporgere denuncia. «Un processo viene disposto sulla base di un’accusa che poggia unicamente sulla parola di una donna che ha ostacolato tutte le indagini, che ha rifiutato tutti gli esami medici e le analisi del DNA, che ha rifiutato l’analisi del suo telefono cellulare, che ha rifiutato di fornire il nome di un testimone chiave», ha reagito l’avvocata del giocatore, Me Fanny Colin.
La parte civile aveva affermato, secondo una fonte di polizia, che il calciatore l’aveva baciata, compiuto palpeggiamenti senza il suo consenso prima di violentarla. Contattata, l’avvocata della giovane donna, Me Rachel-Flore Pardo, non aveva reagito immediatamente al rinvio a giudizio.
Me Colin ha ritenuto che le «due perizie psicologiche» della vittima «abbiano rivelato una mancanza di lucidità sui fatti che afferma di denunciare» e ha sottolineato in particolare «che ha tentato di nascondere all’autorità giudiziaria diversi messaggi scambiati con un’amica nei quali progettava di “spogliare” (sic) il signor Hakimi». Dopo le richieste della procura, che aveva domandato il rinvio a giudizio del calciatore per stupro, Me Pardo aveva dichiarato che «nulla in questo fascicolo consente di configurare un tentativo di estorsione». «Non tollereremo alcuna campagna di denigrazione o destabilizzazione, come purtroppo accade ancora troppo spesso per le donne che hanno il coraggio di denunciare gli stupri di cui sono vittime», aveva aggiunto. «Attendiamo questo processo con determinazione e combattività affinché sia fatta giustizia», ha assicurato dal canto suo Me Colin.
La società di consegne finisce sotto la lente della Procura di Milano
Sciopero dei rider del food delivery presso la Camera del Lavoro e Tribunale, foto di repertorio Claudio Furlan, LaPresse
Dopo il caso Glovo ora è Deliveroo a finire sotto la lente della Procura di Milano. Il pubblico ministero Paolo Storari ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario per caporalato per la società di consegna a domicilio. L’accusa rivolta è di impiegare manodopera “in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori“.
Il pm: “Retribuzione inferiore alla soglia di povertà” – Ai rider, si legge nel provvedimento firmato dal pm, sarebbe stata corrisposta una retribuzione in alcuni casi inferiore fino a circa il 90% rispetto alla soglia di povertà e alla contrattazione collettiva”. L’inchiesta ha raccolto le testimonianze di oltre 50 rider. Nel documento si parla di circa 20mila lavoratori “in stato di bisogno” e “operanti” sul territorio nazionale, di cui 3mila nel Milanese.
A dire della Procura la somma corrisposta dalla Procura “non è proporzionata né alla qualità né alla quantità del lavoro prestato al fine di garantire una esistenza libera e dignitosa e palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale“. “Deliveroo sta esaminando la documentazione ricevuta dalle autorità”, fa sapere la società in una nota e “sta collaborando alle indagini”.
Glovo dovrà “introdurre un algoritmo” per ricalcolare gli stipendi – Prima di Deliveroo era stata la società di consegne Glovoa finire sotto controllo giudiziario per caporalato. A firmare il provvedimento, poi convalidato dal Gip, era stato lo stesso pm che sta seguendo anche il fascicolo di Deliveroo, Paolo Storari. Secondo l’accusa sarebbero stati sfruttati 40 mila rider impiegati in tutta Italia, “lavoratori, formalmente autonomi in regime forfettario” ma “in realtà da considerarsi lavoratori dipendenti a pieno titolo: approfittando dello stato di bisogno avrebbero percepito un reddito netto annuo sotto la soglia di povertà”.
Nel decreto con cui ha convalidato il commissariamento, il giudice Roberto Crepaldi ha sollecitato la società a “introdurre un algoritmo” che sia “capace di garantire” ai rider “un reddito compatibile con i dettami costituzionali” e “ricalcolare” gli stipendi “finora” corrisposti.
Un pugno da Malcore, espulso: indaga anche la Digos
Un pugno negli spogliatoi durante l’intervallo. È quanto sarebbe accaduto allo stadio “Puttilli” di Barletta nel corso della gara tra Barletta e Afragolese, valida per la 25ª giornata del girone H di Serie D.
Secondo quanto si apprende, al termine del primo tempo – chiuso sullo 0-0 – l’attaccante del Barletta Giancarlo Malcore, 32 anni, numero 9 biancorosso, avrebbe colpito al volto il capitano dell’Afragolese, l’argentino Agustín Torassa, 37 anni. L’episodio si sarebbe verificato all’interno degli spogliatoi.
L’arbitro Matteo Cavacini della sezione AIA di Lanciano, informato dell’accaduto, ha disposto l’espulsione di Malcore prima dell’inizio della ripresa. Il secondo tempo è cominciato con circa dieci minuti di ritardo e il Barletta è rientrato in campo in inferiorità numerica. Torassa è stato sostituito da Giuseppe Montaperto.
Il capitano campano è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale “Dimiccoli” di Barletta, dove gli è stato riscontrato un trauma cranico minore in regione occipitale, con cefalea e dolore al rachide cervicale. Dopo gli accertamenti è stato dimesso in serata ed è rientrato a casa, sotto monitoraggio medico. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza e della sezione Uigos per gli accertamenti del caso.
La partita si è conclusa con la vittoria del Barletta per 2-0.
Dura la presa di posizione dell’A.C. Afragolese, che in una nota ufficiale ha espresso “la più ferma e totale condanna per il grave episodio di violenza verificatosi negli spogliatoi”, ribadendo che “simili comportamenti non appartengono ai valori dello sport e della leale competizione”. La società campana ha sottolineato come ogni forma di aggressione rappresenti “una sconfitta per tutto il movimento calcistico”, soprattutto quando coinvolge tesserati che dovrebbero essere esempio per i più giovani.
Il club ha rassicurato sulle condizioni di Torassa, definito vigile e costantemente monitorato, dichiarando di confidare nell’operato delle autorità competenti affinché venga fatta piena luce sull’accaduto.
La vicenda sarà ora valutata dagli organi di giustizia sportiva, chiamati a pronunciarsi sueventuali responsabilità disciplinari.
I bianconeri hanno contestato ufficialmente il cartellino rosso del francese rimediato contro l’Inter. Gravina ha negato la grazia
L’espulsione di Kalulu – Afp
Niente ‘grazia‘ per Pierre Kalulu: la Figc dice no e la squalifica resta. La Juventus ha fatto ricorso in merito alla sanzione di una giornata comminata al difensore dopo la contestata espulsione nella sfida contro l’Inter provocata dalla plateale simulazione del nerazzurro Alessandro Bastoni.
Il ricorso del club bianconero è stato respinto, ma la società torinese ‘per riparare al torto acclarato‘ nei confronti del francese ha richiesto, a quanto apprende l’Adnkronos, la grazia per il suo numero 15 al presidente della Figc Gabriele Gravina. Il numero 1 della Federcalcio ha respinto la richiesta.
In passato il presidente federale ha graziato Romelu Lukaku che, con la maglia dell’Inter, era stato espulso a Torino contro la Juventus per la reazione a insulti razzisti provenienti dagli spalti. La simulazione conclamata di Bastoni, che ha pubblicamente chiesto scusa per il suo comportamento, non ha portato all’annullamento della squalifica per un episodio giudicato in campo dall’arbitro La Penna.
Il ‘no’ della Figc – La decisione della Federazione sul reclamo formale bianconero è arrivata in una nota: “La Corte Sportiva D’Appello Nazionale a Sezioni Unite ha respinto il reclamo della Juventus, confermando la squalifica per una giornata di gara inflitta a Pierre Kalulu“, si legge sul sito ufficiale, “il difensore bianconero era stato sanzionato dal giudice sportivo dopo essere stato espulso in occasione di Inter-Juventus, gara disputata lo scorso 14 febbraio e valevole per la 25ª giornata del campionato di Serie A”.
Spalletti: “Richiesta grazia atto dovuto, ingiustizia evidente” – Della richiesta di grazia (respinta) ha parlato anche l’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti: “Quello di Kalulu è un atto dovuto della società, perché trattasi di due ingiustizie evidenti di cui tutti sono stati costretti a prenderne atto: il club ha fatto bene“, ha detto il tecnico toscano nella conferenza stampa alla viglia della partita contro il Como.
Con le quattro ordinanze depositate oggi (n. 1064 1065, 1066, 1067) il Tar del Lazio (Sezione Prima Ter)ha respinto le domande cautelari presentate dalle Associazioni dei tifosi della Roma (due ricorsi), della Fiorentina e del Napoli contro i decreti del Ministero dell’Interno con i quali è stato sancito il divieto di trasferta fino al termine della stagione calcistica.
I decreti erano stati adottati dal Ministero a seguito degli scontri fra opposte tifoserie lungo tratti autostradali per il raggiungimento degli impianti sportivi dove si sarebbero tenute le partite di calcio nelle quali erano impegnate le relative squadre. Ildecreto che riguardava la tifoseria della Lazio non è stato impugnato.
Quello che riguarda la Roma (il n.1066) è stato accolto limitatamente al divieto di trasferta per i residenti in province della regione Lazio diverse da Roma.
A quanto apprende l’Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio sta indagando sulle intimidazioni arrivate all’indomani della gara. Pm di Roma aprirà un fascicolo. L’ex fischietto De Santis: “Gli sono vicino, arbitri sono esseri umani e sbagliano”
Inter-Juve, l’arbitro La Penna e il cartellino rosso a Kalulu – Fotogramma /Ipa
Minacce di morte via social, con riferimenti all’indirizzo di casa e alla famiglia, recapitate all’arbitro Federico La Penna nelle ore seguenti a Inter-Juve. Messaggi che hanno coinvolto anche la moglie e le due figlie. A quanto apprende l’Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio sta indagando sul caso.
Intanto la Procura di Roma è in attesa di ricevere la denuncia presentata alla Polizia Postale, gli atti arriveranno a piazzale Clodio all’attenzione del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco che avvierà un fascicolo di indagine.
La Penna si è rivolto alla polizia postale denunciando alcune pesanti frasi ricevute dagli haters: ‘‘Ti sparo”, ‘‘ti ammazzo”, ”ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti”. Al vaglio i profili da cui sono arrivate le minacce per risalire ai responsabili. Come riferiva stamane il Corriere dello Sport, il 42enne ‘fischietto’ romano, avvocato nella vita professionale, ha raccolto e archiviato commenti, chat e insulti, predisponendo il materiale per una denuncia.
Minacce dopo il ‘caso Bastoni’ – Le intimidazioni sono arrivate all’indomani della gara segnata dall’errore dell’arbitro, ingannato dalla simulazione del nerazzurro Alessandro Bastoni sul secondo giallo comminato al difensore bianconero Pierre Kalulu e dal duro confronto nel tunnel che porta agli spogliatoi alla fine del primo tempo tra l’arbitro e i dirigenti della Juventus Damien Comolli e Giorgio Chiellini. Messaggi offensivi e minatori hanno riguardato anche Bastoni e la moglie, con attacchi legati all’episodio contestato e riferimenti alla figlia.
L’ex arbitro De Santis: “Gli sono vicino” – “Le minacce all’arbitro La Penna sono da condannare con fermezza, sono vicino a Federico e alla sua famiglia“. Così all’Adnkronos l’ex arbitro Massimo De Santis, in merito alle minacce di morte a La Penna. “Gli arbitri sono esseri umani e sbagliano, in più in questo caso c’è anche la simulazione di un calciatore che lo ha tratto in inganno“, aggiunge De Santis che chiama poi in causa l’utilizzo del Var. “Da quando esiste gli arbitri sono peggiorati, si appoggiano troppo alla possibilità di andare a consultare il video, mancano di personalità. La tecnologia deve essere un supporto non deve sostituire l’arbitro“.
Milano‑Cortina 2026 in programma giovedì 13 febbraio 2026, con gli eventi principali e la presenza degli atleti italiani quando noti dalle fonti ufficiali del calendario olimpico.
Milano‑Cortina 2026 in programma giovedì 12 febbraio 2026, con gli eventi principali e la presenza degli atleti italiani quando noti dalle fonti ufficiali del calendario olimpico.
Orario (CET)
Disciplina / Evento
Dettagli / Azzurri in gara
09:05
Curling – Torneo femminile, fase a gironi
Italia vs Svizzera – fase a gironi curling femminile
09:30
Skeleton – Gara maschile
Prima manche (Amedeo Bagnis, Mattia Gaspari)
10:00
Snowboard – Snowboardcross maschile
Qualificazioni (Filippo Ferrari, Lorenzo Sommariva, Omar Visintin)
10:55
Snowboard – Snowboardcross maschile
Seconda run qualificazioni
11:30
Sci alpino – Super‑G femminile
Finale Super‑G donne– Federica Brignone, Sofia Goggia, Elena Curtoni, Laura Pirovano
12:55
Sci freestyle – Moguls maschile
Finale – Azzurri qualificati puntano alle finali
13:00
Sci di fondo – 10 km tecnica libera donne
Finale – Caterina Ganz, Maria Gismondi, Martina Di Centa, Anna Comarella
13:45
Snowboard – Snowboardcross uomini
Finali – ottavi di finale, quarti, semifinali e finali
16:30
Pattinaggio di velocità – 5000 m donne
Finali (Francesca Lollobrigida)
18:30
Slittino – Staffetta a squadre
FinaleSquadra italiana (es. Dominik Fischnaller, Verena Hofer, e altri nelle staffette doppio/quadri
19:30 –
Snowboard – Halfpipe donne
Finali
20:15
Short track – 500 m donne & 1000 m uomini
Finali (incl. Arianna Fontana, Pietro Sighel, altri)
📺 Copertura televisiva
In chiaro: Rai 2 HD e Rai Sport HD
Streaming gratuito: RaiPlay
Pay TV / streaming completo: Eurosport (Discovery+), DAZN, TimVision
Maltempo senza tregua, piogge e neve abbondante: ecco dove, le previsioni
articolo :
Fase tipicamente autunnale, con cielo spesso coperto e precipitazioni che bagneranno uniformemente, con tempistiche diverse, il territorio nazionale
Lo scenario meteo non ha intenzione di cambiare registro, e anche la settimana dal 9 al 15 febbraio risulterà bagnata e fortemente instabile. Ci attendono giorni di estremo dinamismo, dovel’acqua e la neve saranno le assolute protagoniste prima di un possibile colpo di scena per San Valentino.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che la nuova settimana si aprirà nel segno di una spiccata instabilità che non risparmierà alcuna regione con piogge e rovesci a tratti intensi. Sarà una fase tipicamente autunnale nel carattere, con cielo spesso coperto e precipitazioni che bagneranno uniformemente, con tempistiche diverse, il territorio nazionale, costringendo l’intero Paese a tenere l’ombrello a portata di mano.
Mentre le pianure faranno i conti con la pioggia, l’arco alpino, e in particolare i settori di confine, vedrà nevicate abbondanti e persistenti. Grazie allo sbarramento orografico, i fiocchi cadranno generosi sopra i 1000-1200 metri, regalando accumuli significativi. Questo costante apporto nevoso è il risultato diretto del flusso atlantico che, impattando contro i rilievi, scarica tutta la sua umidità sotto forma di neve fresca.
A partire da giovedì 12, assisteremo a una prima leggera variazione dell’assetto barico. Il flusso perturbato tenderà a piegare leggermente più da Nord-Ovest, concentrando il grosso dei fenomeni sulle regioni centrali e meridionali. Se al Nord si potranno timidamente affacciare alcune schiarite, il Centro-Sud sarà colpito da piogge insistenti e locali temporali, specialmente lungo il versante tirrenico.
L’attenzione di tutti è però rivolta al weekend del 14-15 febbraio. Proprio per San Valentino, le proiezioni indicano un possibile e radicale cambio di scenario: il flusso oceanico potrebbe lasciare il posto a una massa d’aria artica in discesa dal Nord Europa. Se questa manovra venisse confermata, assisteremmo a un crollo termico verticale, con il freddo che tornerebbe prepotentemente a ruggire su tutta l’Italia, ma è ancora molto presto.
NEL DETTAGLIO
Lunedì 9 – Al Nord:coperto con piovaschi. Al Centro: coperto con piogge sparse. Al Sud: instabile tra piogge e rovesci.
Martedì 10 – Al Nord: variabile, tra piovaschi e schiarite. Al Centro: molto nuvoloso, piogge irregolari. Al Sud: variabile, rovesci sul basso Tirreno.
Mercoledì 11. Al Nord: maltempo al Nord-Est, migliora a ovest. Al Centro: piogge e rovesci diffusi. Al Sud: instabile con rovesci abbondanti.
Tendenza: ancora diffusa instabilità, specie al Centro-Sud
La 41enne, che ha deciso di gareggiare con il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro rotto, è rimasta a terra, urlando di dolore
frame da video
Dramma per Lindsey Vonn a Cortina. La statunitense, 41 anni, è caduta subito durante la discesa libera ed è rimasta a terra urlando dopo che è rimasta impigliata con un bastoncino durante un salto.
Vonn aveva deciso di gareggiare con il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro rotto dopo la caduta nell’ultima discesa libera di Coppa del mondo, a Crans Montana, lo scorso 30 gennaio.Vonn alla vigilia aveva dichiarato di sentirsi in grado di gareggiare grazie a un tutore e al lavoro di riabilitazione e di aver già sciato in passato con legamenti rotti o infortuni gravi, sviluppando nella gamba una muscolatura con cui compensa la mancanza di stabilità.
Vonn, 12 vittorie sull’Olimpia delle Tofane, 6 in discesa libera e 6 in SuperG, aveva deciso di non operarsi immediatamente per gareggiare oggi, domenica 8 febbraio, nella discesa olimpica di Cortina. Proprio per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 era tornata a gareggiare a 6 anni di distanza dal ritiro. Una protesi al ginocchio destro le aveva permesso di tornare a sciare senza dolore e aveva colto i primi successi nel dicembre del 2024, con il secondo posto nel Super-G a Sun Valley.Lindey Vonn stava dominando la stagione 2025-2026 con 2 vittorie e 5 podi in discesa libera e il suo sogno olimpico sembrava vicino a diventare realtà.
Dopo la sfortunata e bruttissima caduta di Lindsey Vonn la gara è stata interrotta e la campionessa statunitense è stata in barella, in elicottero, in ospedale.
Que c'est terrible : Lindsey Vonn 🇺🇸 chute d'entrée ! La légende américaine est contrainte d'abandonner
Pessime notizie per Conte, che già prima della partita faceva la conta degli infortunati, ma anche per Gattuso in chiave spareggi Mondiali
Il sospetto è dei peggiori: la rottura del legamento crociato anteriore. È questo il timore per Giovanni Di Lorenzo, che nel corso della partita con la Fiorentina è stato sostituito dopo una torsione innaturale del ginocchio sinistro. La visita a cui si è sottoposto non è definitiva ovviamente, ma i medici hanno espresso il loro parere.
DOMANI GLI ESAMI – Il giocatore domani si sottoporrà agli esami strumentali del caso al Pineta Grande Hospital di Castel Volturno e solo in quel momento sarà possibile avere tutte le risposte del caso. Se fosse confermata la rottura del crociato, Di Lorenzo avrebbe di fatto concluso la stagione. Non sarebbe, dunque, né a disposizione di Antonio Conte col Napoli né di Gennaro Gattuso con la Nazionale in vista degli spareggi Mondiali di fine marzo.
Le parole di Conte – Antonio Conte, ai microfoni di Dazn nel post partita, “Si gioca troppo, i giocatori che dovrebbero rifiatarlo non possono farlo. Le condizioni del capitano? Dovrebbe essere un brutto infortunio, probabilmente il crociato“.
Più di 200 persone sono morte questa settimana nel crollo della miniera di coltan di Rubaya, nella Repubblica Democratica del Congo orientale, ha dichiarato venerdì alla Reuters Lubumba Kambere Muyisa, portavoce del governatore della provincia in cui si trova la miniera, nominato dai ribelli.Rubaya produce circa il 15% del coltan mondiale, che viene trasformato in tantalio, un metallo resistente al calore molto richiesto dai produttori di telefoni cellulari,computer, componenti aerospaziali e turbine a gas. Il sito, dove la gente del posto scava manualmente per pochi dollari al giorno, è sotto il controllo del gruppo ribelle AFC/M23 dal 2024.
Il crollo è avvenuto mercoledì e venerdì sera il bilancio esatto delle vittime non era ancora chiaro.”Più di 200 persone sono state vittime di questa frana, tra cui minatori, bambini e donne del mercato. Alcune persone sono state salvate appena in tempo e hanno riportato ferite gravi”, ha detto Muyisa, aggiungendo che circa 20 feriti sono stati curati nelle strutture sanitarie.”Siamo nella stagione delle piogge. Il terreno è fragile. È stato il terreno a cedere mentre le vittime erano nella buca.“Un consigliere del governatore ha affermato che il numero delle vittime confermate è di almeno 227. Ha parlato a condizione di anonimato perché non era autorizzato a informare i media.
Le Nazioni Unite affermano che l’AFC/M23 ha saccheggiato le ricchezze di Rubaya per finanziare la sua insurrezione, sostenuta dal governo del vicino Ruanda, un’accusa che Kigali nega.I ribelli pesantemente armati, il cui obiettivo dichiarato è rovesciare il governo di Kinshasa e garantire la sicurezza della minoranza tutsi congolese, hanno conquistato un territorio ancora più ricco di minerali nel Congo orientale durante un’avanzata lampo lo scorso anno.
L’intensità del virus molto alta in Basilicata e Campania, media in Molise, Puglia e Sardegna. Bassa in tutte le altre regioni
L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 19 gennaio al 25 gennaio, “è stata pari a 11,3 casi per 1.000 assistiti, in diminuzione rispetto alle 12,7 della settimana precedente“. Lo afferma il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi e da quest’anno in forma interattiva. “Sono stati stimati circa 621mila nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 9,8 milioni di casi. dove aumenta rispetto alla settimana precedente con circa 40 casi per 1.000 assistiti, rispetto ai 33 casi per 1.000 assistiti riportati la settimana precedente“, precisa il bollettino.
Intensità alta in due regioni, il quadro – “L’intensità è molto alta in Basilicata e Campania, media in Molise, Puglia e Sardegna e bassa in tutte le altre regioni e eccetto la Liguria, dove è tornata a livello basale – continua il bollettino Nella settimana 2026-04, nella comunità si registra per influenza un tasso di positività del 26,6%, mentre nel flusso ospedaliero è pari al 24,3%. La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza evidenzia un numero di casi nella terza settimana settimana (12-18 gennaio) in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è A(H1N1)pdm09. Si segnala che la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata riguarda persone non vaccinate“.
Domina il virus A(H3N2) – “Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) risulta maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Nel flusso ospedaliero, tra i virus sottotipizzati, si osserva una percentuale lievemente più alta di virus A(H1N1)pdm09 rispetto ai virus A(H3N2). Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari. Le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA dei virus influenzali A(H3N2) evidenziano che nell’ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K rimane prevalente. Per quanto riguarda i virus influenzali A(H1N1)pdm09, la maggior parte dei ceppi si raggruppa nel subclade D.3.1.1″, conclude il bollettino.
In Sicilia il sisma è stato registrato alle 2.03 a Blufi. In Abruzzo scossa di magnitudo 2.9 alle 00.54, con epicentro a 4 chilometri a ovest di Campotosto
Una scossa di terremoto oggi di magnitudo 3.7 della scala Richter è stata registrata alle 2.03 a Blufi (Palermo), a una profondità di 37 Km.
Un’altra scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata nella notte in Abruzzo, alle 00.54, con epicentro a 4 chilometri a ovest di Campotosto (L’Aquila). Il sisma, avvenuto a una profondità di 12 chilometri, è stato localizzato dalla Sala Sismica dell’Ingv di Roma. Non si segnalano danni a persone o cose.
Scattano le nuove allerte gialla e arancione in quasi tutta l’isola mentre ancora si contano i danni di Harry
Senza tregua: la Sardegna di nuovo alle prese col maltempo: nuova allerta – gialla e arancione – meteo per pioggia, vento, temporali, rischio idrogeologico, l’incubo non è finito mentre ancora si fanno i conti con i disastri provocati dal ciclone Harry.
L’isola si prepara dunque a nuove ore difficili, strette nella morsa di una perturbazione che promette piogge, raffiche violente e mari in tempesta. La protezione civile ha aggiornato il quadro di allerta: livello arancione per l’Oristanese e per le aree interne della Sardegna centrale, mentre il resto del territorio resta sotto vigilanza gialla per criticità idrogeologica.
A preoccupare è soprattutto l’evoluzione dei venti. Una doppia struttura depressionaria in movimento sul Mediterraneo occidentale innescherà un progressivo rinforzo delle correnti, inizialmente da sud-ovest e poi di provenienza occidentale. Le raffiche più intense sono attese lungo le coste esposte e sui rilievi, dove non si escludono condizioni di burrasca, con un peggioramento che potrebbe protrarsi fino al pomeriggio di giovedì. Lungo i litorali sono previste mareggiate consistenti, con onde che potranno superare i quattro metri, rendendo difficili le attività marittime e costiere.
Il cielo resterà carico di nubi con piogge irregolari già dalla mattinata, a tratti sotto forma di rovesci o temporali isolati. Nella serata di oggi i fenomeni tenderanno a estendersi dalle zone occidentali verso il resto dell’isola e oltre i 1200 metri, non è escluso il ritorno della neve.
Il maltempo, dunque, non concede pause: il nuovo avviso resta valido per l’intera giornata di oggi e domani, invitando alla massima prudenza soprattutto nelle aree più esposte.
La commissione Giustizia al Senato ha adottato a maggioranza la proposta messa a punto dalla leghista Giulia Bongiorno. Le opposizioni: “Calpestato un patto”
La presidente della commissione Giustizia al Senato Giulia Bongiorno (foto Roberto Monaldo/LaPresse)
La maggioranza cambia ancora una volta la proposta di legge sullo stupro e sul consenso esplicito. Il testo già approvato alla Camera e frutto dell’intesa traGiorgia Meloni ed Elly Schleinsi trova da qualche mese in Senato ed è terreno di scontro tra il centrodestra e le opposizioni. Nella nuova riformulazione compare un’innalzamento delle pene per violenza sessuale.
Aumentano le sanzioni – La nuova versione del testo è stata presentata martedì 27 gennaio in commissione Giustizia al Senato da Giulia Bongiorno, relatrice della proposta. Nei giorni scorsi la leghista aveva depositato una riformulazione che non era piaciuta alle opposizioni. Le ultime novità riguardano l’aumento delle sanzioni da 6 a 12 anni di reclusione (anziché 4-10 anni) per gli atti sessuali contro la volontà di una persona e l’aumento da 7 a 13 anni (invece di 6-12).
La nuova riformulazione presentata da Bongiorno
L’articolo 609-bis del codice penale viene così riscritto: “Chiunque, contro la volontà di una persona, compie nei confronti della stessa atti sessuali ovvero la induce a compiere o subire i medesimi atti è punito con la reclusione da sei a dodici anni”, anziché da quattro a dieci anni. “La volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso. L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso“, si legge nel testo, preso in visione da Today.it.
Mentre “la pena è della reclusione da sette a tredici anni se il fatto è commesso mediante violenza e, minaccia, abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa”, si legge ancora nella riformulazione messa a punto da Bongiorno. Invece la pena è diminuita “in misura non eccedente i due terzi quando, per le modalità della condotta e per le circostanze del caso concreto, nonché in considerazione del danno fisico o psichico arrecato alla persona offesa, il fatto risulti di minore gravità“.
Ok al testo (tra le polemiche) – La commissione Giustizia del Senato ha adottato come testo base la riformulazione messa a punto da Bongiorno, che modifica il testo approvato in maniera bipartisan dalla Camera togliendo il riferimento al consenso. I voti favorevoli sono stati 12 – tra cui quello di Bongiorno – e i contrari 10.
Le opposizioni hanno criticato duramente il centrodestra per il nuovo testo. “Si è consumata una brutta pagina di storia parlamentare perché un provvedimento che era stato approvato all’unanimità alla Camera e anche di un patto politico tra maggioranza e opposizione è stato strappato, calpestato, penso anche umiliato, ed è evidente che è venuto fuori un testo che non c’entra nulla con l’oggetto di quel patto, non migliora la legge, la ribalta, sostituisce il consenso con l’obbligo per la donna di dimostrare il proprio dissenso“, ha affermato il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.
Critiche sono arrivate anche dal Movimento 5 stelle. “La presidente Bongiorno non si è attenuta alle intese che avevamo raggiunto: eravamo quasi giunti a un testo condiviso e invece lei ha presentato un testo che stravolge tutto. Si è rimangiata quanto detto anche fuori dalla commissione circa l’importanza del concetto di consenso“, ha affermato la capogruppo del M5s in commissione Giustizia Ada Lopreiato. “Parlare oggi di un ‘dissenso ammorbidito’ è dire tutt’altro. Abbiamo chiesto nuove audizioni, tenuto conto del fatto che stiamo ragionando su un testo completamente diverso. Visto che la maggioranza agisce così, abbiamo anche chiesto la trasformazione da sede redigente a referente“.
Il ciclone Harry non ha ancora allentato la sua presa sul meridione. Previste precipitazioni abbondanti e persistenti tra Sicilia, Calabria e Sardegna, con violente mareggiate, in particolare sulle coste ioniche
I danni causati dal maltempo nella giornata di martedì 20 gennaio, in Sicilia e in Sardegna
Il maltempo continua a flagellare il Sud Italia. Dopo i forti disagi registrati nella giornata di ieri, anche per oggi, mercoledì 21 gennaio, resta l’allerta rossa su tre regioni: Sardegna, Sicilia e Calabria. La perturbazione portata dal ciclone Harry, con temporali e forti raffiche di vento, non ha ancora allentato la presa e anche una parte della giornata di oggi sarà caratterizzata da mareggiate violente, in particolare lungo le coste ioniche.
Allerta rossa e arancione – La protezione civile evidenzia che “una circolazione depressionaria centrata sulla Tunisia continua a determinare maltempo e a richiamare correnti umide sud-orientali sulle regioni meridionali italiane“. Le previsioni meteo fanno riferimento a “precipitazioni abbondanti e persistenti su Sicilia e Calabria, specie sui versanti orientali, e intensa ventilazione di Scirocco che raggiungerà intensità di burrasca forte e raffiche fino a tempesta, con forti ed estese mareggiate sulle coste esposte“.
La mappa della protezione civile
L’avviso prevede il persistere di venti di burrasca dai quadranti orientali, dopo ieri, con raffiche fino a tempesta su Sicilia e Calabria, con forti mareggiate sulle coste esposte. “Si prevede, inoltre, il persistere di precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale: sulla Sicilia, specie settori nord-orientali, e sulla Calabria, specie settori ionici, dove assumeranno carattere nevoso sopra i 1000-1200 metri“. Su queste basi, per la giornata di oggi 21 gennaio scatta quini “allerta rossa sul versante centro-meridionale della Sardegna, sul settore nord-orientale della Sicilia e sul settore ionico meridionale della Calabria. Valutata, inoltre, allerta arancione su alcuni settori di Sardegna, Sicilia e Calabria, gialla in Puglia, Basilicata e sui restanti territori di Sardegna, Sicilia e Calabria“.
Scuole chiuse, ripartono i treni – Il quadro meteo spinge diversi comuni ad adottare provvedimenti. In Sicilia, scuole, ville comunali e cimiteri ancora chiusi a Messina, Catania, Enna, Siracusa e in numerosi comuni delle varie province. Scuole chiuse anche in molti comuni della Calabria nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia. In Sardegna provvedimento analogo adottato a Cagliari.
In Sicilia tornerà verso la normalità la circolazione dei treni. Al termine delle verifiche tecniche della linea, riattivate alle 7.30 la Catania-Palermo, alle 13.15 la Caltanissetta-Agrigento e alle 14 la Siracusa-Caltanissetta.Riprende oggi, con alcune modifiche all’offerta, anche la circolazione sulla Messina-Catania-Siracusa, mentre resterà chiusa la Catania-Caltagirone.
La settimana inizia all’insegna del maltempo: allerta rossa e arancione al Sud. Piogge torrenziali e intense raffiche di vento sono attese soprattutto tra Sardegna, Sicilia e Calabria
Sud Italia nella morsa del maltempo. Nelle prossime ore il ciclone mediterraneo Harry attraverserà lo Stivale, colpendo soprattutto le regioni meridionali e portando forti piogge, nubifragi e intense raffiche di vento. Per la giornata di oggi, lunedì 19 gennaio, il dipartimento della protezione civile hadisposto l’allerta rossa su gran parte della Sardegna, arancione su Sicilia e Calabria, e gialla in Basilicata e Toscana.
Allerta rossa e arancione – L’inizio della settimana sarà caratterizzato da venti di burrasca dai quadranti orientali sulla Sicilia, in estensione a Sardegna e Calabria, con intensificazione nella giornata di martedì 20 gennaio fino a burrasca forte con raffiche di tempesta, attese, inoltre, forti mareggiate lungo le coste esposte. Dalla serata di oggi pioggia diffusa, anche con temporali, su Calabria e Sardegna in particolare. In merito alle temperature, una circolazione depressionaria centrata sul Nord-Africa continua a richiamare correnti umide sud-orientali sul territorio del nostro Paese. Il risultato, tra la giornata di oggi e quella di martedì, è l’arrivo di piogge abbondanti e persistenti sulle due Isole Maggiori e sulla Calabria, specie sui versanti orientali. A completare il quadro, raffiche violente di scirocco con forti ed estese mareggiate lungo le coste esposte.
La mappa della protezione civile Rischio nubifragi
Rischio nubifragi – Come spiegano gli esperti di 3bmeteo, sono previste piogge molto abbondanti in alcune zone: “Oltre ad acquazzoni e temporali, con accumuli pluviometrici totali localmente anche oltre i 400/600 mm sui versanti orientali dei rilievi sardi e siculi, così come su quelli ionici dell’Appennino calabrese, saranno soprattutto i venti e le mareggiate a destare maggiore preoccupazione. L’effetto stau che si genererà a ridosso dei versanti esposti dei rilievi isolani e calabresi favorirà le precipitazioni più intense e persistenti, con un potenziale rischio di nubifragi e dissesti idrogeologici.”. Per la giornata di oggi è atteso un sensibile incremento della ventilazione tra Sicilia, Sardegna, Ionio meridionale e Tirreno centro-meridionale, con raffiche entro sera prossime ai 100/110 km/h su Mare e Canale di Sicilia. Previste raffiche serali tra 70 e 90 km/h su Sicilia e Sardegna, 60/70 km/h su Lametino e Reggino.
“Restate a casa” – Come detto, nell’occhio del ciclone c’è la Sardegna, con i fenomeni più intensi che riguardano soprattutto il sud dell’isola. Ma le aree interessate sono anche quelle dell’ Iglesiente, Flumendosa Flumineddu e Gallura. Le raccomandazioni: consigliabile restare nelle proprie abitazioni, dal locale seminterrato o dal piano terra meglio salire ai piani superiori. Un invito anche a limitare i trasferimenti in auto ai soli casi di urgenza, mantenersi informati sull’evoluzione dei fenomeni, sulle misure da adottare, sulle procedure da seguire indicate dalle strutture territoriali di protezione civile. Scatta anche il divieto di attraversare torrenti in piena sia a piedi che con qualsiasi mezzo, di sostare in prossimità di ponti e argini di torrenti e fiumi e di attraversare sottopassi. A Cagliari domani e martedì chiudono scuole e università. Disposto anche lo stop di uffici pubblici, cimiteri, impianti sportivi, mercati civici, parchi pubblici, centri d’arte le biblioteche. Dal Comune un invito alla popolazione a prestare particolare attenzione, a causa del vento, delle piogge e delle mareggiate previste. Massima cautela in tutta la città. Dai social il sindaco Massimo Zedda avverte: “Cercate di evitare le zone costiere e di ridurre al minimo gli spostamenti“. Analoghi provvedimenti in tutto il Cagliaritano: tra i primi a emanare ordinanze di chiusura Assemini e Quartu. A causa dell’allerta maltempo rinviata a data de destinarsi la conferenza stampa del presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, in programma domani nel palazzo di via Roma a Cagliari.
Scuole chiuse anche in Sicilia – Scuole chiuse oggi anche in tre città della Sicilia a cause delle avverse condizioni meteorologiche. A Messina, a Catania e Agrigento i sindaci hanno firmato l’ordinanza. A Messina prevista, inoltre, la chiusura di tutti i cimiteri comunali, delle ville comunali e degli impianti sportivi comunali. Quest’ultimi saranno chiusi anche a Catania insieme a musei, biblioteche comunali, mercati storici e rionali e manifestazioni ed eventi all’aperto. Ad Agrigento le scuole resteranno chiuse anche martedì 20.
Codice giallo in Toscana – La sala operativa della protezione civile regionale della Toscana ha emesso un bollettino di criticità con codice giallo per vento che, dalle ore 13 di oggi, lunedì 19 gennaio, interesserà le pianure centro-settentrionale della regione: l’area fiorentina, il bacino Bisenzio-Ombrone pistoiese, il Valdarno inferiore e la Valdelsa-Valdera. Nel pomeriggio di oggi potranno esserci nevicate, inizialmente oltre 1000-1200 metri e in calo, nella sera, fino a circa 500 metri su Alto Mugello e versanti orientali dell’Appennino in genere. Codice giallo oggi a Firenze per rischio vento forte. L’allerta riguarda, oltre la nostra città, anche i Comuni di Bagno a Ripoli, Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa.
L’annuncio del club viola: “Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa”
Rocco Commisso
Lutto nel mondo del calcio. È morto il proprietario e presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, aveva 76 anni ed era da tempo malato. “Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina, comunicano la scomparsa del Presidente Rocco B. Commisso. Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa”, si legge sul sito del club viola. Commisso aveva acquistato la Fiorentina nel 2019, sotto la sua gestione sono arrivate due finali di Conference League e una di Coppa Italia. Nel 2017 era diventato anche presidente dei New York Cosmos, club militante nella seconda divisione nordamericana.
La Fiorentina comunica la scomparsa del Presidente Rocco B. Commisso.
“Il calcio era il suo amore” – “Per la sua famiglia è stato un esempio, una guida, un uomo leale e fedele che accanto a sua moglie Catherine ha raggiunto il traguardo di 50 anni di matrimonio e con i suoi figli è stato un padre severo e amabile, come era il suo carattere, dolce e deciso. Il suo amore per la Fiorentina – prosegue la nota – è stata la cosa più bella che si è regalato, passando giornate indimenticabili con i ragazzi e le ragazze delle squadre giovanili, con una carezza e un sorriso sempre per tutti. Inarrestabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi alle sue aziende Mediacom e Fiorentina e al futuro di queste. Il calcio era il suo amore e la Fiorentina lo è diventata sette anni fa quando Rocco ha preso il comando del club Viola e ha iniziato ad amare i suoi tifosi, i colori e la città di Firenze“.
La costruzione del centro sportivo – Nel 2023 ha regalato alla città di Firenze il ‘Viola Park’, la casa della Fiorentina, un moderno centro sportivo realizzato alle porte del capoluogo toscano che “vivrà per sempre portando il suo nome“. “’Chiamatemi Rocco’ aveva semplicemente detto a tutti, con la sua straordinaria empatia. Ed è sempre stato vicino a Firenze e ai fiorentini, nella quotidianità e anche nel periodo più difficile dell’emergenza Covid quando la campagna ‘Forza e Cuore’ ha destinato ingenti donazioni agli ospedali cittadini”.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google I New York Cosmos piangono la scomparsa di Rocco B. Commisso. Onoriamo la vita di Rocco B. Commisso, un leader appassionato che ha dedicato la sua vita al gioco del calcio e al futuro di questo sport in questo Paese. Rocco ha lottato per il meglio del calcio americano, credendo nella crescita di questo sport, nell’importanza della comunità e nel potere dei club di ispirare la prossima generazione. I New York Cosmos esprimono le loro più sentite condoglianze alla moglie Catherine, ai figli Giuseppe e Marisa, alla famiglia allargata e a tutti coloro la cui vita è stata toccata da Rocco.
The New York Cosmos mourn the passing of Rocco B. Commisso.
We honor the life of Rocco B. Commisso, a passionate leader who dedicated his life to the game of soccer and to the future of the sport in this country.
Chi era Rocco Commisso – Fondatore, presidente e ad di Mediacom Communications, Commisso era nato a Marina di Gioiosa Ionica il 25 novembre del 1949 per poi seguire a 12 anni di età la famiglia negli Usa. Ha iniziato la sua carriera professionale presso lo stabilimento produttivo di Pfizer Inc. a Brooklyn, New York. Dopo la laurea in economia aziendale nel 1975, ha trascorso un decennio nel settore finanziario. Dal 1986 al 1995 ha ricoperto il ruolo di vicepresidente esecutivo, direttore finanziario e membro del Cda di Cablevision Industries Corporation. Nel 1995 ha fondato Mediacom, diventata in pochi anni il quinto operatore via cavo degli Stati Uniti. Sposato con Catherine e padre di due figli, Commisso viveva a Saddle River, nel New Jersey.
FC Internazionale Milano esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Rocco Commisso. Tutto il Club si stringe attorno alla famiglia e alla @acffiorentina in questo momento di lutto pic.twitter.com/VjELBU4Nz9
Tutto l'AC Milan si stringe con dolore e con cordoglio alla famiglia e all'@acffiorentina per la scomparsa di Rocco B. Commisso, uomo di valori, di impresa e di sport. Vicinanza e condoglianze a tutti i suoi cari. pic.twitter.com/CXXG3vMRKG
Il Presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, Antonio Conte, lo staff tecnico, la squadra e tutta la SSC Napoli partecipano all’enorme dolore della famiglia e del Club viola per la scomparsa del Presidente Rocco Commisso.
Dopo l’aggressione di alcuni tesserati del club, ai danni di un giovane arbitro, la società pitagorica annuncia il ritiro della prima squadra e ribadisce il proprio impegno per valori di correttezza e sportività
L’Academy Crotone si ritira
L’Academy Crotone ha annunciato «il ritiro immediato della prima squadra dal campionato di Prima Categoria», a seguito dell’aggressione da parte di alcuni suoi tesserati ai danni di un giovane arbitro ventenne al termine della gara contro il Cirò Marina, conclusasi 1-2 lo scorso sabato.
«La violenza, in ogni sua forma e manifestazione, rappresenta una linea di condotta che l’Academy Crotone rigetta con forza», si legge nel comunicato ufficiale diffuso oggi dalla società crotonese. La dirigenza sottolinea come l’episodio, compiuto da alcuni tesserati, sia completamente estraneo ai valori dell’Academy: «È un comportamento che non appartiene alla nostra storia, alla nostra cultura societaria né ai valori che, come scuola calcio, difendiamo ogni giorno».
16 gennaio 2026
Aggressione all’arbitro, l’Academy Crotone ritira la prima squadra dal campionato
Attraverso una nota ufficiale, i dirigenti hanno preso con fermezza le distanze dall’accaduto.
La dirigenza dell’Academy Crotone interviene ufficialmente dopo la squalifica di cinque anni inflitta a un proprio tesserato per aggressione al Direttore di Gara, episodio accaduto sabato al termine della sfida contro il Cirò Marina che ha scosso l’ambiente calcistico locale e regionale. In seguito a quanto accaduto, la società ha annunciato una scelta drastica: il ritiro immediato della Prima Squadra dal Campionato di Prima Categoria.
La violenza non ci appartiene – Attraverso una nota ufficiale, i dirigenti hanno preso con fermezza le distanze dall’accaduto. “La violenza, in ogni sua forma e manifestazione, è una linea di condotta che l’Academy Crotone rigetta con decisione. Si tratta di comportamenti che non appartengono alla nostra storia, alla nostra cultura societaria né ai valori che, come scuola calcio, difendiamo quotidianamente”.
La squalifica quinquennale, disposta dagli organi di giustizia sportiva a seguito dell’aggressione all’arbitro, ha spinto la società a una profonda riflessione. “Crediamo che il calcio debba essere uno strumento di educazione, unione e crescita – sottolinea la dirigenza –fondato su correttezza, lealtà e sportività. Sono questi i principi che cerchiamo di trasmettere ogni giorno ai nostri giovani atleti”.
Nel comunicato, l’Academy Crotone ha inoltre preso formalmente e pubblicamente le distanze dall’episodio di violenza; rivolto le proprie scuse al Direttore di Gara, alle istituzioni calcistiche e a tutti gli appassionati; comunicato il ritiro della Prima Squadra dal campionato di Prima Categoria.
Scelta dolorosa ma inevitabile – Una decisione definita “dolorosa ma inevitabile”. “Non possiamo tollerare – spiegano i dirigenti – che il nome della nostra Academy venga associato a condotte lontane dalla nostra etica. In casi come questo, l’esempio deve prevalere sulle parole”. La società ha infine confermato la prosecuzione dell’attività nel settore giovanile, che resterà il cuore del progetto sportivo. “Continueremo a insegnare calcio con passione e responsabilità, in un ambiente sano, dove il rispetto delle regole e il valore educativo dello sport vengano sempre prima di tutto”.
Follia in Prima Categoria: arbitro 20enne chiuso nello spogliatoio e pestato dal capitano dell’Academy Crotone
Ennesimo episodio di violenza: stavolta a Crotone un giovane arbitro picchiato e poi anche derubato
Un pomeriggio di sport trasformato in un incubo. È quanto accaduto sabato scorso a Crotone, al termine di una gara di Prima Categoria, dove un giovane arbitro di appena 20 anni (sezione di Locri) è stato vittima di una brutale aggressione. Il responsabile, capitano della squadra di casa Academy Crotone, è stato punito con una pesante squalifica: 5 anni di stop, con radiazione di fatto da qualsiasi rango della Figc fino al 15 gennaio 2031.
L’agguato nello spogliatoio: cosa è successo – I fatti risalgono al post-partita di Academy Crotone-Cirò Marina (finita 1-2). Il capitano dei padroni di casa, già espulso al 17′ della ripresa per minacce, ha atteso il fischio finale per compiere la sua vendetta. Secondo il referto del Giudice Sportivo, il calciatore si è introdotto senza autorizzazione nello spogliatoio dell’arbitro. Dopo aver colpito il direttore di gara con un calcio alla schiena, l’aggressore ha chiuso la porta a chiave, isolando la vittima, e ha iniziato a colpirlo ripetutamente con pugni alla testa, al collo e alla spalla, mentre il ragazzo cercava disperatamente di proteggersi il volto con le mani.
Arbitro salvato da un altro calciatore – A evitare il peggio è stato il provvidenziale intervento di un calciatore del Cirò Marina (squadra avversaria), l’unico ad accorrere in soccorso dell’arbitro rompendo l’assedio. All’arrivo dei Carabinieri, l’aggressore si era già dileguato, non prima di aver sottratto furtivamente il proprio cartellino di riconoscimento per ostacolare l’identificazione. Il bilancio per il giovane fischietto è pesante: trasportato al Pronto Soccorso di Crotone, ha ricevuto una prognosi di 10 giorni per traumi diffusi a torace e zona cervicale. Oltre al danno fisico, la beffa: l’arbitro ha denunciato anche la sparizione di 60 euro dal proprio portafogli.
La stangata del Giudice Sportivo – La risposta della giustizia sportiva è stata durissima. Oltre ai 5 anni di squalifica per l’autore del pestaggio (con preclusione alla permanenza in Figc), sono stati sanzionati altri due tesserati dell’Academy Crotone con 4 giornate di stop per minacce. Il club, ultimo in classifica, ha ricevuto 2 punti di penalizzazione e 500 euro di multa per la responsabilità oggettiva.
La funzione di riconoscimento facciale sarà integrata con componenti di intelligenza artificiale
Polizia fuori da San Siro (Foto: GIUSEPPE CACACE/AFP via Getty Images)
È tutto pronto per una stretta sulla sicurezza negli stadi italiani. Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere della Sera, gli uffici legislativi del ministero dell’Interno hanno trasmesso in merito un decreto legge e un disegno di legge (il primo composto da 25 articoli, il secondo da 40). I provvedimenti saranno varati nei prossimi Consigli dei ministri per prendere poi iter diversi.
Non si tratta esclusivamente di norme sulla sicurezza pubblica,ma anche su immigrazione internazionale e funzionalità delle forze di polizia con nuove assunzioni. Questo pacchetto normativo prevede, tra l’altro, la creazione di zone rosse nelle città, il potenziamento dei daspo e delle misure di prevenzione, più fondi per la sicurezza urbana per i sindaci, contrasto all’immigrazione illegale, velocizzazione e maggior efficacia delle espulsioni e dei rimpatri. Nel ddl c’è anche lo scudo legale per le forze dell’ordine. Cioè la tutela processuale per le forze di polizia con l’estensione della legittima difesa per evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati.
Per quanto riguarda la sicurezza all’interno degli impianti sportivi, a partire dagli stadi di calcio, in conformità con la normativa sulla protezione dei dati personali e con la più recente e avanzata regolamentazione dell’Ue sull’intelligenza artificiale, si prevedono «sistemi di identificazione biometrica remota a posteriori».
Si tratta di meccanismi dotati di una funzione di riconoscimento facciale integrata con componenti di intelligenza artificiale. Il riconoscimento facciale degli spettatori opera a posteriori in quanto lo stesso si attiva solo dopo aver commesso un reato nel corso della manifestazione sportiva, supportando le forze di polizia nella identificazione del presunto autore anche ai fini dell’adozione di misure come il daspo e l’arresto in flagranza differita.