La questura ha chiesto l’annullamento dei titoli intestati a residenti nel Lazio che avevano inserito dati fittizi per accedere ai settori di casa
Como-Lazio, annullati i biglietti falsi dei tifosi laziali: dati fittizi per accedere ai settori di casa
I biglietti per Como-Lazio acquistati con residenze false saranno annullati. La questura di Como ha richiesto ufficialmente alla società calcistica Como 1907 di annullare i titoli validi per il match contro la Lazio, in programma sabato 24 agosto 2025 allo stadio Sinigaglia. I titolari dei biglietti in questione sono risultati essere residenti nella regione Lazio, ma avevano dichiarato all’acquisto una residenza diversa da quella reale, violando esplicitamente le disposizioni in materia di ordine pubblico.
Le verifiche – Il provvedimento è stato adottato in seguito a una serie di accertamenti condotti in collaborazione con l’ufficio anagrafe del Comune di Como. L’indagine ha fatto emergere che alcuni tifosi laziali, eludendo il divieto di acquistare tagliandi per i settori destinati ai tifosi locali, avevano inserito dati anagrafici fittizi per superare i filtri imposti dalle normative di sicurezza.
La richiesta di annullamento – Le irregolarità rilevate rappresentano una violazione della determinazione numero 32 del 2025 dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, nonché delle disposizioni stabilite dal Gruppo operativo per la sicurezza. La questura ha dunque chiesto e ottenuto l’annullamento dei biglietti irregolari e invita i tifosi a non recarsi allo stadio senza un titolo di accesso valido, anche per non incorrere in ulteriori sanzioni.
Accertamenti penali – Nel frattempo, sono in corso ulteriori verifiche da parte dell’autorità di pubblica sicurezza. Le condotte messe in atto per aggirare le regole potrebbero infatti essere oggetto di valutazioni non solo amministrative, ma anche penali, qualora emergano responsabilità rilevanti sotto il profilo giudiziario.
È accaduto durante il ritiro della squadra a Castel di Sangro. Il dirigente è stato fermato dai carabinieri il 31 luglio scorso, giorno del compleanno dell’allenatore
Giovanni Manna
Momento particolare per il direttore sportivo Giovanni Manna, il direttore sportivo del Napoli che l’altro giorno è stato operato per uninfortunio al tendine d’Achille mentre faceva jogging. Al dirigente azzurro è stata anche ritirata la patente (con sospensione per tre mesi) durante il ritiro dei campioni d’Italia a Castel di Sangro.
L’episodio risale allo scorso 31 luglio, nel giorno del compleanno di Antonio Conte. Manna stava rientrando nell’hotel che ha ospitato il Napoli a Rivisondoli proprio dopo il party del suo allenatore ed è stato fermato dai Carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro, per un controllo di routine lungo la Statale 17. Manna è risultato positivo all’alcoltest con un valore di 0.6 g/l, quindi leggermente superiore a quello consentito per legge (0.5 g/l).
Giovanni Manna, 37 anni, originario di Vallo della Lucania, nel Cilento, è alla seconda stagione come direttore sportivo del Napoli: è arrivato dalla Juventus nell’estate 2024.
La procura ha dato esecuzione ad una nuova misura cautelare a carico di 2 ultras gravemente indiziati del reato di spaccio di sostanze stupefacenti
Nuovi guai per gli ultras della Roma appartenenti al ‘Gruppo Quadraro‘. Nella mattinata di oggi, infatti, la polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare a carico di due membri del gruppo di tifosi giallorossi già finiti al centro dell’indagini per un copioso giro di droga tra i bagni dello stadio Olimpico. Gli investigatori, infatti, hanno contestato altri 30 episodi di spaccio all’interno dell’impianto. Una notizia che arriva a pochi giorni dall’inizio del campionato di Serie A.
Altri guai per ‘Ciccillo’ – Un giro di droga attivo durante le partite casalinghe della A.S. Roma, nel corso delle quali il gruppo riforniva di cocaina la vasta clientela, che accorreva allo stadio per assistere alle partite di calcio e approfittava dei pusher per acquistare dosi di droga. Un provvedimento che, come detto, segue l’operazione che aveva già coinvolto il gruppo ultraslo scorso aprile quando la squadra mobile e la digos della Questura avevano indagato 6 esponenti del tifo organizzato.Tre di loro finirono in carcere.
Tra questi c’era Giampiero Antonelli, 43enne detto ‘Ciccillo‘, e considerato braccio destro del capo del gruppo ultras, ossia Girolamo ‘Cillo‘ Finizio (solo sfiorato dall’indagine ndr). Oggi per Antonelli è arrivato un aggravamento della sua posizione. La squadra mobile e la procura di Roma, infatti, gli contestano altri 30 episodi di spaccio in occasione di più partite della Roma. Compravendite di droga avvenute all’altezza degli ingressi 20 e 21. Antonelli, già in carcere ad aprile, ha ricevuto dunque un’altra notifica.
Il complice – A finire nei guai anche Roberto De Santis,60 anni. L’ultras avrebbe partecipato all’associazione coordinata da ‘Ciccillo‘ Antonelli “presidiando fisicamente i bagni così da riaffermare il controllo della piazza di spaccio da parte del ‘Gruppo Quadraro’ e comunque al fine di assicurare protezione ai pusher, nonché occupandosi, unitamente all’Antonelli, del recupero del denaro provento delle attività di spaccio“, secondo gli investigatori.
Per lui è stato disposto l’obbligo di presentazione agli uffici di polizia giudiziaria. Il suo nome compariva già nelle carte d’indagine del procedimento dello scorso aprile. Ai due vengono mosse dunque “altre contestazioni, che seguono e si sommano alle ipotesi di reato già loro contestate“, ha spiegato la questura di Roma.
Il primo filone – Nel primo filone investigativo, quello dello scorso aprile, erano emersi presunti collegamenti anche con alcuni esponenti della criminalità organizzata. Nelle carte emergevano quasi 400 cessioni di cocaina documentate nei bagni del settore caldo del tifo della Roma, quello della curva sud dello stadio Olimpico.
All’altezza degli ingressi 20 e 21, nell’immediata vicinanza del muretto della curva stabilmente occupato dai componenti del ‘Gruppo Quadraro‘, durante le partite di Serie A e dell’Europa League era stata allestita una piazza di spaccio. Dopo quell’indagine la sede del gruppo fu scenario del lancio di una molotov.
Sul posto otto mezzi dei vigili del fuoco. Tutto sarebbe partito dal capannone di circa 15mila metri quadrati
L’incendio alla Carbon line di Fano (foto da video Facebook)
Un incendio sta divorando lo stabilimento dell’azienda Carbon line specializzata nella costruzione di yacht di lusso. Le fiamme sono partite intorno alle 12 dell’11 agosto dal capannone sud della fabbrica di Fano (Pesaro e Urbino). Sul posto i vigili del fuoco stanno provando a domare le fiamme mentre una densa colonna di fumo si è alzata in cielo.
L’incendio – L’incendio sarebbe scoppiato nel capannone sud di circa 15.000 metri quadrati. Non è ancora chiaro quale possa essere la causa delle fiamme, ma non risultano danni alle persone. Sul luogo, oltre a otto mezzi dei vigili del fuoco sono arrivati, i sanitari del 118, una pattuglia della polizia locale e la Protezione civile.
La colonna di fumo è visibile a chilometri di distanza. Le autorità, in via precauzionale, hanno invitato i cittadini a chiudere le finestre e a evitare di raccogliere colture dai terreni nelle zone limitrofe. Il sindaco di Fano ha disposto, tra le altre cose, il divieto di utilizzo di climatizzatori e pompe di calore che prelevano aria dall’esterno. Sul posto dell’incidente sono arrivati anche i tecnici dell’Arpam per esaminare la qualità dell’aria.
Maxi incendio a Fano nell’azienda di yacht di lusso. “Finestre chiuse, analisi sulla qualità dell’aria”
Fano, 11 agosto 2025 – Climatizzatori spenti, finestre chiuse e niente attività all’aperto: sono le indicazioni per chi vive o lavora entro due chilometri dall’enorme incendio (foto) di vaste proporzioni esploso poco dopo le 12 di oggi in via De Nicola, all’interno della Carbon Line, azienda del distretto nautico fanese specializzata nella produzione di yacht di lusso. Un dipendente dell’azienda è stato portato in ospedale, subito dimesso. Approfondisci: Incendio Carbon Line Fano, in cenere il cuore della nautica: “Posti a rischio e milioni in fumo”
La nube, sprigionata dalla combustione di materiali chimici, è con ogni probabilità tossica. L’Arpam sta verificando se le acque e i terreni siano stati contaminati o se il vento abbia disperso le particelle nocive. L’ordinanza del sindaco Luca Serfilippi, firmata “a tutela della salute pubblica”, vieta l’uso di climatizzatori che pescano aria dall’esterno, il consumo di frutta, verdura o foraggio coltivati dopo il rogo e l’utilizzo di acqua superficiale stagnante. È consigliato trattenere in casa gli animali domestici e ridurre al minimo le attività all’aperto. Le misure resteranno in vigore fino all’esito delle analisi.
Analisi sulla qualità dell’aria Analisi Arpam sulla densa colonna di fumo nero (video), visibile anche a chilometri di distanza, che si alza dalla zona industriale di Bellocchi. Il rogo è stato accompagnato da forti esplosioni udite a grande distanza e il forte odore chimico che si sprigiona dal rogo è avvertibile in diverse zone della città, a seconda di come ruotano i venti. L’incendio scoppiato alla Carbon Line, azienda del distretto nautico fanese specializzata nella produzione di yacht di lusso
Lo scrittore pubblica uno scritto in memoria dell’amica scomparsa il 10 agosto 2023
Roberto Saviano, Michela Murgia nella foto condivisa su Instagram
Il 10 agosto 2023 moriva Michela Murgia dopo una lunga malattia che lei stessa aveva raccontato con lucidità fino all’ultimo. Oggi, a due anni da quel giorno, Roberto Saviano ha voluto pubblicare una lettera per lei. Per lo scrittore Murgia erauna delle persone più care della sua vita, un’amica a cui era legatissimo da un sentimento profondo e pure da un impegno sociale e civile: “Ci siamo conosciuti e uniti non per quello che abbiamo fatto, ma per quello che ci hanno fatto“, uno dei passaggi del discorso letto in chiesa durante i funerali.
Ancora adesso il dolore per la sua assenza emerge dalle righe affidate da Saviano a un post Instagram, a corredo di una foto di Michela Murgia sorridente. Parole che, ancora una volta, lasciano trasparire tutta la profondità di un legame tutt’ora fortissimo.
La lettera di Roberto Saviano per Michela Murgia
“Mi avevano assicurato fosse una cura, lo scorrere del tempo. Che mi avrebbe permesso di accettare di non vederti più, di considerare ormai inevitabile non avere tue risposte.
Mi avevano garantito che, con il passare dei giorni, sarebbe persino arrivata l’abitudine alla tua assenza. Mi hanno truffato.
Non c’è abitudine. Non ho accettato nulla.
Voglio che si apra una porta, ora, e che — dannazione — tu possa entrare in stanza come si ritorna da un viaggio, perché così ancora ti sto vivendo: in attesa.
Se questo non accade, Michela, se non torni oggi, non mi importa il ricordo, inutili le pagine, mi hanno stancato le commemorazioni.
Ho bisogno del suono dei tuoi passi sulle scale, di vederti, dell’odore della tua pelle, della tua voce che risuona nel giardino che hai goduto per un solo giorno e che ora ha un meraviglioso bigliardino che per nessuna ragione puoi ignorare.
Ma se non torni, Michy, oggi non mi importa di ricordare niente.
Mi abbofferò di gocce, resterò tutto il giorno a letto sedato, e che schifo, la morte che ti ha portata via. Amen”.
Inail: infortuni in crescita nel tragitto da casa. “Edilizia maglia nera, sempre più stranieri che non parlano italiano e con comprendono cosa fare per la sicurezza”, dice la Cgil. L’ispettore del lavoro: “Siamo pochi”
I recenti dati sugli infortuni sul lavoro pubblicati dall’Inail confermano una realtà cupa: nel 2024 gli incidenti registrati sono stati 589.571, in aumento dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Con un bilancio di 1.077 vittime, anche il numero di morti è cresciuto: 4,7% in più rispetto al 2023. E dietro ai numeri ci sono storie reali, come quella di Ramadan Ramizi: 28 anni, due figli piccoli e due stampelle, un aiuto necessario da quando un incidente sul lavoro gli è costato una gamba
L’ex capitana dell’Inter su Instagram ha raccontato di doversi sottoporre a un intervento
Intervento al cuore per Regina Baresi, ex attaccante e capitana dell’Inter, ora commentatrice e opinionista sportiva in tv. L’ex atleta, figlia di Giuseppe, bandiera dell’Inter e nipote diFranco, storico difensore del Milan che nei giorni scorsi è stato operato per asportare un nodulo al polmone, ha annunciato su Instagram di doversi sottoporre a una ablazione cardiaca per risolvere un problema di aritmie anomale di cui soffre da qualche tempo.
La Uefa presenta il conto al PSG a 2 mesi dalla finale di Champions con l’Inter: multa salata
La Uefa non fa sconti al Paris Saint-Germain e, a distanza di quasi due mesi dal trionfo in finale di Champions contro l’Inter, presenta il conto al club francese che dovrà pagare una multa salata per quanto avvenuto al termine della partita (vinta 5-0) e durante la festa per la conquista del trofeo. La somma è di 148 mila euro, un importo al quale la Federazione continentale arriva elencando una serie di violazioni, la maggior parte delle quali scaturite dal“comportamento antisportivo” dei sostenitori transalpini.
Quali sono le accuse e gli articoli violati dai francesi – La Commissione di Controllo, Etica e Disciplina ha giudicato con molto rigore l’euforia contagiosa e debordante dei supporter parigini, impazziti di gioia per il successo tanto atteso e arrivato nella gara clou di Monaco il 31 maggio scorso. Le infrazioni contestate sono diverse: invasione di campo, lancio di oggetti, accensione di fuochi d’artificio, azioni di danneggiamento e, al tempo stesso, aver veicolato con quegli atti un cattivo esempio e la trasmissione di un messaggio non idoneo a un evento sportivo. Ecco nel dettaglio le accuse e gli articoli violati secondo la “disciplinare” della Uefa:
Invasione del campo di gioco – art. 16(2)(a)
Lancio di oggetti – art. 16(2)(b)
Accensione di fuochi d’artificio – art. 16(2)c
Atti di danneggiamento – art. 16(2)(f)
Trasmissione di un messaggio non idoneo ad un evento sportivo – art. 16(2)(e)
Atti che gettano discredito sulla Uefa – art. 11(2)(d) DR.
La Uefa presenta il conto al PSG a 2 mesi dalla finale di Champions con l’Inter: multa salata
La nota della Commissione Uefa sulle somme delle singole infrazioni
La nota della Federazione si completa con l’indicazione dei differenti importi associati a ogni violazione. Di seguito le voci addebitate dall’organismo di controllo al Paris Saint-Germain:
invasione di campo e accensione di materiale pirotecnico – multa di 100mila euro e divieto di vendere biglietti ai tifosi per la prossima partita in trasferta di una competizione Uefa. Sanzione quest’ultima sospesa con la condizionale entro i prossimi due anni.
lancio di oggetti – ammenda di 30mila euro.
messaggio non adatto a un evento sportivo e discredito sulla Uefa – multare di 10mila euro
Cambia lo scenario in Francia: la procura di Nanterre vuole mandare l’ex Inter davanti al giudice per i fatti del febbraio 2023
Achraf Hakimi adesso rischia il processo per stupro per i fatti del 2023. A rivelare la notizia è stato Le Parisien, primo quotidiano della capitale francese: per l’ex laterale dell’Inter e attuale calciatore del Psg, accusato di aver violentato una giovane donna nella sua abitazione di Parigi, la procura di Nanterre ha appena chiesto il rinvio a giudizio. La palla passa ora al giudice istruttore, chiamato a confermare o meno i termini dell’accusa: Hakimi rischia fino a 15 anni di carcere.
Reazione – Durante l’istruttoria, mentre il club e compagni lo supportavano, il calciatore aveva sostenuto la tesi di un complotto architettato dalla sua accusatrice a fini economici, accusa che la presunta vittima ha sempre respinto con forza convincendo anche la procura. Interpellata dal quotidiano, l’avvocata di Hakimi, Fanny Colin, ha dichiarato: “Quelle della procura di Nanterre sono richieste incomprensibili e insensate alla luce degli elementi emersi, elementi che evidenziano le menzogne della denunciante. Rimaniamo sereni come all’inizio della procedura: se le richieste dovessero essere accolte, eserciteremo tutti i mezzi possibili di ricorso“.
Si è spenta a Roma la grande interprete. Nel corso della sua lunga carriera aveva recitato con registi del calibro di Pasolini e Strehler
Maria Laura Antonelli / AGF –Adriana Asti, foto 2017
È morta a 94 anni a Roma la grande attrice di teatro e cinema Adriana Asti. Nel corso della sua lunga carriera aveva recitato con registi del calibro di Pasolini e Strehler.
L’inizio della carriera – Nata a Milano nel 1931, nella sua lunga carriera ha lavorato con i più grandi, da Bertolucci a Strehler, da Bunuel a Visconti. Apparsa giovanissima nel cortometraggio di Dino Risi Buio in sala, girato nel 1948, Adriana Asti esordì a teatro nel 1951 recitando nel Miles gloriosus di Plauto con la compagnia stabile di Bolzano, e ottenendo il primo successo personale con una parte ne Il crogiuolo di Arthur Miller, diretta da Luchino Visconti, che successivamente le offrì alcuni ruoli nei film Rocco e i suoi fratelli (nei panni della ragazza della lavanderia) e Ludwig (dove interpretò Lila Von Buliowski).
L’amicizia con Pasolini – Dopo Rocco e i suoi fratelli di Visconti, interpretò il ruolo della prostituta Amore in Accattone (1961) di Pier Paolo Pasolini, amico dell’attrice, e quello dell’affascinante zia del protagonista in Prima della rivoluzione (1964) di Bernardo Bertolucci (suo primo marito). Recitò ne Il fantasma della libertà (1974), di Luis Bunuel; in Nipoti miei diletti (1974), di Franco Rossetti; in Un cuore semplice (1977) e Tosca e altre due (2003), entrambi di Giorgio Ferrara, fratello di Giuliano e suo secondo (fu) marito; Io, Caligola di Tinto Brass (1979), Action (1980) ancora di Tinto Brass, La meglio gioventù (2003) (con cui vinse il suo terzo Nastro d’argento e il Ciak d’oro) e Quando sei nato non puoi più nasconderti (2005), entrambi di Marco Tullio Giordana.
Interpretazioni teatrali – A teatro recitò in Santa Giovanna di George Bernard Shaw (1984), Giorni felici di Samuel Beckett (1985,2010), La locandiera di Carlo Goldoni (1986) e nel dramma Tre uomini per Amalia (1988). Vincitrice del premio Siae (1990) e delPremio Eleonora Duse (1993), nel 1999 scrisse e interpretò Alcool. Nel 2000 interpretò in francese Ferdinando, un classico della drammaturgia degli anni Ottanta. Per la tv fu tra i protagonisti della miniserie La famiglia Ricordi, con la regia di Mauro Bolognini (1995). Nel 2015 fu protagonista di A.A. Professione attrice, diretto da Rocco Talucci, film documentario dedicato alla sua produzione cinematografica e teatrale. Nell‘aprile 2023 fu protagonista di una puntata delprogramma televisivo Le ragazze, dove racconto’ la propria infanzia, gli esordi e il successo teatrale e cinematografico.
Giuli, vita consacrata alle scene – “Con la scomparsa di Adriana Asti, l’Italia perde una delle sue interpreti più intense e raffinate. Attrice di grande sensibilità, ha saputo attraversare con eleganza e profondità il teatro, il cinema e la letteratura, collaborando con i maestri del Novecento e del nuovo millennio. La sua voce, lo sguardo e la sua presenza scenica resteranno nel patrimonio della nostra cultura come esempio luminoso di dedizione all’arte. A nome mio e del ministero della Cultura esprimo il più sentito cordoglio”. Lo ha affermato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Donne e bambini sono stati portati via dai gommoni della guardia costiera. Fiamme anche aVillacidro, Osilo e Dolianova
Villasimius – La Sardegna brucia ancora. Oggi 27 luglio gli incendiari con l’arrivo del maestrale sono entrati in azione e hanno preso di mira la vallata e il litorale di punta Molentis, una delle zone più rinomate del territori del comune di Villasimius. Il rogo alimentato dal vento e dalla folta vegetazione nel giro di pochissimo tempo ha assunto proporzioni enormi nonostante il tempestivo e massiccio intervento di uomini e mezzi aerei e terrestri. Centinaia di persone rimaste intrappolare hanno trovato rifugio in acqua. Sul posto oltre agli agenti forze del corpo forestale e di vigilanza ambientale delle stazioni del circondario stanno operando diverse squadre dei vigili del fuoco, una proveniente dal comando provinciale di Cagliari dal distaccamento di San Vito e dalla sede stagionale di Castiadas. Le fiamme minacciano i numerosi bagnanti presenti sulla spiaggia e i loro veicoli, stimati in circa 200 unità. Decine di essi sono stati distrutto dal fuoco. Per fronteggiare l’emergenza, i vigili del fuoco hanno inviato sul posto anche gli specialisti del nucleo nautico con motobarca e sommozzatori con gommone, pronti a effettuare evacuazioni via mare se necessario. È in volo anche un elicottero dei vigili del fuoco per garantire eventuali evacuazioni dall’alto e supportare le operazioni aeree. Sullo scenario dell’incendio sono inoltre operativi due Canadair della flotta aerea nazionale dei vigili del fuoco, in coordinamento con le risorse messe in campo dalla Regione. La situazione è molto critica e operazioni sono tutt’ora in corso.
Incendi a Villasimius, le fiamme vicino alla spiaggia di Punta Molentis bloccano le vie di fuga: bagnanti evacuati via mare e decine di auto bruciate
Ancora la piaga degli incendi in Sardegna, fiamme nella zona di Villasimius
Incendi a Villasimius, le fiamme vicino alla spiaggia bloccano le vie di fuga: bagnanti nel panico, decine di auto bruciate tra gli ombrelloni
Un’altra giornata diincendie fuoco inSardegna. La situazione più grave a Punta Molentis, a Villasimius con le fiammeche sono arrivate a ridosso della spiaggia bloccando quasi integralmente le possibili vie di fuga ai bagnanti. Un autentico inferno di fuoco con danni ingenti. Mobilitata anche la Capitaneria di porto di Cagliari per una possibile operazione di soccorso dal mare. Anche se l’intervento potrebbe essere reso difficile dal forte vento di maestrale che da qualche ora si sta abbattendo sul sud Sardegna.
Terrore tra i bagnanti in fuga, le auto in spiaggia – Molti bagnanti hanno raggiunto le loro auto al parcheggio cercando di avvicinarsi il più possibile alla spiaggia – qualcuna è anche entrata nell’arenile- per portare via i familiari che in tutta fretta stanno raccogliendo ombrelloni e asciugamani. Bagnanti in fuga, strade intasate, parcheggio intrappolato, gli elicotteri che disperatamente provano a contenere le fiamme.
Adesso, Villasimius, #sardegna. L’inferno in diretta.
Alcuni bagnanti sono stati evacuati con gommoni dalla Guardia Costiera via mare. È la descrizione da parte degli ambientalisti del Grig di quello che sta succedendo in queste ore a Villasimius. Dai video diffusi sui social si evidenzia come decine di auto parcheggiate a ridosso della spiaggia siano state completamente distrutte dalle fiamme.
Decine di mezzi bruciati, bagnanti bloccati e danni ingenti – Al pericolo si aggiunge il danno ecologico: è letteralmente andato in fumo – scrivono – un gioiello ambientale. Drammatico anche il report dei vigili del fuoco. Due squadre , una proveniente dal distaccamento di San Vito e una dalla sede stagionale di Castiadas,sono attualmente impegnate nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area.
Le fiamme – spiega il comando operativo – minacciano i numerosi bagnanti presenti sulla spiaggia e i loro veicoli, stimati in circa 200 unità.Per fronteggiare l’emergenza, sono stati inviati sul posto anche gli specialisti del nucleo nautico con motobarca e sommozzatori con gommone, pronti a effettuare evacuazioni via mare se necessario. È in volo un elicottero dei Vigili del Fuoco per garantire eventuali evacuazioni dall’alto e supportare le operazioni aeree. Sullo scenario dell’incendio sono inoltre operativi due Canadair della flotta aerea nazionale dei Vigili del Fuoco, in coordinamento con le risorse messe in campo dalla Regione. Le operazioni sono tuttora in corso.
1– Bombe d’acqua, lampi e grandinate con forti raffiche di vento: il maltempo fa scattare la nuova allerta. E sale il timore per i fiumi Le previsioni
2 – Allerta meteo
3 – Tempo molto instabile
4 – Il weekend
1 – Bombe d’acqua, lampi e grandinate con forti raffiche di vento: il maltempo fa scattare la nuova allerta. E sale il timore per i fiumi. Le previsioni – Rovesci e temporali: il maltempo sta tornando a colpire il Nordest. La protezione civile regionale del Veneto ha diramato un’allerta idrogeologicadi attenzione da stasera a tutta la giornata di domani per forti rovesci e temporali, anche intensi, attesi sulle zone montane e pedemontane della regione che potrebbero investire anche ampi tratti della pianura. Sono quattro i bacini posti sotto particolare attenzione: l’Alto Piave e il Piave Pedemontano tra Belluno e Treviso, l’Alto Brenta, il Bacchiglione e l’Alpone tra Vicenza e Verona, e il sistema Adige-Garda e Monti Lessini nel Veronese. Su una scala di tre attenzione rinforzata di livello due sulle Dolomiti, dove domani le piogge intense potrebbero reinnescare i recenti movimenti franosi della Croda Marcora che hanno portato a più chiusure della statale 51 Alemagna a San Vito di Cadore.
Bombe d’acqua, lampi e grandinate con forti raffiche di vento: il maltempo fa scattare la nuova allerta. E sale il timore per i fiumi. Le previsioni – di Redazione web
2 – Allerta meteo – Una perturbazione di origine atlantica porta temporali sulle regioni del Nord. Lo indica un’allerta meteo della Protezione civile che prevede dal pomeriggio di mercoledì 23 luglio precipitazioni su Piemonte, Lombardia, Veneto e sul Trentino Alto Adige. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento. Valutata per la giornata di domani allerta gialla nelle province di Trento e Bolzano e su ampi settori di Piemonte, Lombardia e Veneto.
Allerta meteo
3 – Tempo molto instabile – Secondo gli esperti di 3BMeteo, nella giornata di giovedì 24 luglio, il nordest sarà colpito da tempo molto instabile con rovesci e temporali fin dal mattino, localmente forti nei settori alpini e prealpini in genere e fino all’alta pianura lombardo veneta. Meno interessato il basso Veneto. Venerdì 25 luglio, invece, il Nordest sarà interessato da schiarite e annuvolamenti associati a rovesci intermittenti e qualche temporale, più diffusi nelle ore centrali del giorno e in serata.
Tempo molto instabile
4 – Il weekend – Stando a quanto prevedono gli esperti di 3BMeteo, anche il fine settimana potrebbe essere interessato da rovesci e maltempo. Sabato 26 luglio, al Nordest prevale una forte variabilità dei fenomeni temporaleschi, con possibilità di brevi rovesci o temporali. I fenomeni potrebbero verificarsi in serata o durante la notte. Temperature in calo, massime tra 23 e 28. Per domenica 27 luglio, invece, da 3BMeteo avvisano che dovrebbe tornare il sereno in pianura, nubi sparse con ampie schiarite sulle Dolomiti e nubi sparse con ampie schiarite altrove.
Aveva fondato l’Aic nel 1968 ed era rimasto in carica fino al 2011. Gravina: “I calciatori hanno un ruolo sempre più importante grazie a lui”
Sergio Campana – Figc
Lutto nel calcio italiano. Oggi, sabato 19 luglio, è morto a 91 anni, a Bassano del Grappa, dove era nato, Sergio Campana, lo storico presidente dell’Assocalciatori (Aic) che aveva fondato nel 1968 e di cui era stato presidente fino al 2011, prima di lasciare il posto a Damiano Tommasi e attualmente a Umberto Calcagno.
Campana, che da alcune settimane era ricoverato in una casa di cura a causa di un peggioramento di salute, da calciatore era stato un ottimo centravanti al Lanerossi Vicenza, dal 1953, al 1959 e dal 1961 al 1967, con oltre 200 presenze e più di 40 reti e al Bologna, dal 1959 al 1961.
Dopo il ritiro, grazie alla sua laurea in giurisprudenza e alla professione di avvocato, il 3 luglio 1968 a Vicenza fondò l’Associazione Italiana Calciatori, chiamata anche in modo colloquiale il “sindacato italiano calciatori“, nato per fornire tutele di tipo sindacale ai calciatori in quanto lavoratori. Nel 1981 la legge 91 regolò i rapporti tra società e sportivi professionisti riconoscendo lo status di lavoratore dipendente ai calciatori.
Morto Sergio Campana, Gravina: “I calciatori hanno un ruolo sempre più importante grazie a lui” – Il riconoscimento del diritto d’immagine, l’abolizione del vincolo, la previdenza, la creazione del fondo di fine carriera, la firma contestuale, l’accordo collettivo, l’indennità di mancata occupazione, il fondo di garanzia sono alcune delle altre significative conquiste di Campana e dell’Aic.
“Ci sono persone che lasciano un segno profondo con la loro esistenza e Sergio Campana è sicuramente una di queste. In un momento cosi doloroso, il mio cordoglio e la mia vicinanza vanno ai famigliari e agli amici dell’Associazione Italiana Calciatori, di cui è stato fondatore e vera e propria anima per oltre 43 anni. La sua eccezionale attività nel corso degli anni ha consentito ai calciatori di avere un ruolo sempre più importante e di acquisire una dignità formale che prima non gli veniva riconosciuta. Professionista di valore, anche in virtù del suo grande spessore umano, ha contribuito allo sviluppo del calcio italiano nel suo complesso. Sotto la sua guida illuminata, l’Assocalciatori ha lavorato per vedere riconosciuti diritti che oggi sembrano scontati, ma che invece sono il frutto della visione e della determinazione politica dell’Avvocato“, ha detto il presidente della FIGCGabriele Gravina.
Nel 2018, Campana è entrato a far parte della Hall of Fame del Calcio Italiano, nella categoria ‘Dirigente italiano‘: “È un grande giorno. Mai avremmo pensato in quel lontano 3 luglio 1968 di rivederci mezzo secolo dopo. È stato un lungo ed entusiasmante cammino“, aveva detto.
Il club catalano ha dovuto sospendere l’esordio nel nuovo stadio: la classica amichevole di inizio stagione si disputerà allo Stadio Johan Cruyff.
I lavori al Camp Nou (foto Barcellona)
Niente esordio al Trofeo Gamper per il Barcellona nel nuovo Camp Nou. A causa di ritardi burocratici nei lavori, infatti, è slittata la prima gara del club catalano nell’impianto dopo i pesanti lavori di ristruttirazione.
“L’FC Barcellona informa che ha sospeso la prima partita di ritorno allo Spotify Camp Nou, che coincideva con la celebrazione del Trofeo Joan Gamper il prossimo 10 agosto. Questa decisione è dovuta al fatto che l’esecuzione dei lavori necessari per soddisfare i requisiti dell’Ordinanza Regolatrice dei Procedimenti di Intervento Municipale nelle Opere ha reso impossibile completare le pratiche necessarie per l’ottenimento della licenza di prima occupazione”, si legge in una nota del Barcellona.
“In particolare, a causa dell’entità dei lavori eseguiti, non è stato possibile soddisfare tutti i requisiti richiesti dalle normative che regolano l’ottenimento della suddetta licenza, nonostante la volontà del Club di rendere operativo lo Spotify Camp Nou per settori”.
“Il Club sta lavorando a stretto contatto con il Comune di Barcellona e con gli enti coinvolti per poter avanzare nei vari adempimenti richiesti e comunicherà a soci e socie dell’FC Barcellona qualsiasi nuova informazione relativa alla data di riapertura. Questo ritardo non influisce sul calendario dei pagamenti per il rimborso del debito dell’Espai Barça”.
“Ulteriori informazioni sull’edizione 2025 del Trofeo Joan Gamper, che si disputerà allo Stadio Johan Cruyff, saranno pubblicate prossimamente”, conclude il Barcellona.
Prima vittoria sull’erba londinese per il nostro numero uno al mondo, che dopo aver perso il primo parziale gioca una partita straordinaria
Jannik Sinner ha vinto il torneo di Wimbledon! L’altoatesino, numero uno al mondo, ha battuto in finale lo spagnolo Carlos Alcaraz (numero due) con il punteggio di 4-6 6-4 6-4 6-4. Avanti 4-2 nel primo set, Sinner ha subìto la rimonta di Alcaraz, che si è imposto per 6-4. Decisivo l’avvio del secondo parziale, con Alcaraz che ha avuto uno dei suoi consueti passaggi a vuoto, subendo subito il break e mancando poi nel game successivo la palla del contro-break. Da quel momento la partita è girata:Sinner è salito, Alcaraz è calato, dando sempre l’impressione di restare un gradino sotto a Jannik. L’ultimo brivido nel 4 set, quando sul 4-3 e servizio Sinner ha rimontato da 15-40.
In Liguria prolungata allerta: allagamenti a Genova, colpita con particolare intensità la Val Polcevera. Tredici le regioni tra il Nord e il Centro con allerta meteo
Il maltempo si abbatte su tutta l’Italia, con ben tredici regioni interessate dall’allerta meteo per temporali dal Nord al Centro. Colpita in particolare la Toscana, oggi in arancione. Allerta gialla quindi in Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio e settori di Lombardia e ancora Toscana.
Tempesta di fulmini in Toscana – Una linea temporalesca sta intanto interessando “la costa centro-settentrionale toscana e Arcipelago“, con oltre 5.000 fulmini caduti in un’ora nell’area. A dirlo è il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, parlando della “possibilità di forti temporali anche localmente intensi e colpi di vento“. In seguito i temporali tenderanno a trasferirsi sul resto della regione, sulla quale pende l’avviso di allerta meteo arancione.
“Il nostro sistema regionale di Protezione Civile è in allerta e pronto ad intervenire in caso di necessità, prestiamo massima attenzione e prudenza“, aggiunge Giani.
Permangono quindi condizioni di forte instabilità meteorologica sulla regione. Continuerà a piovere, in alcuni casi a carattere temporalesco. Ma le previsioni sono caratterizzate da un alto grado di incertezza che potrà far variare l’intensità dei fenomeni e, in modo significativo e casuale, la tempistica e la localizzazione degli scrosci.
Sulla base di questo quadro, la Sala operativa della Protezione civile regionale ha esteso la validità del bollettino di allerta emesso ieri, segnalando codice giallo su quasi tutta la Toscana fino alle ore 20 di questa sera (domenica 13 luglio). L’allerta, con identico codice, si protrarrà fino alle ore 7 di domani mattina (lunedì 14 luglio) sulle aree costiere meridionali e sulle isole dell’Arcipelago toscano.
Liguria, prolungata allerta gialla. Allagamenti a Genova – Mattinata di forti disagi anche a Genova a causa del maltempo che ha colpito con particolare intensità la Val Polcevera. Secondo quanto segnalato dalla Protezione Civile si sono registrati rovesci violenti già a partire dalle 11, con allagamenti segnalati in diverse zone, in particolare a Rivarolo, Brin e Certosa.
La perturbazione, inizialmente concentrata sul ponente cittadino, si è poi spostata anche verso la Val Bisagno, interessando i quartieri orientali. I fenomeni più intensi, al momento, sembrano in graduale attenuazione nella Val Polcevera, ma proseguono nel resto della città. L’allerta gialla per temporali, inizialmente prevista fino alle 17, è stata prolungata da Arpal fino alle ore 19 su tutta la Liguria. La Protezione Civile invita la popolazione a prestare massima attenzione negli spostamenti e a tenersi aggiornata attraverso i canali ufficiali.
Frana su statale Alemagna a San Vito di Cadore, chiusa strada per Cortina – Una colata detritica si è riversata sulla statale 51 di Alemagna a San Vito di Cadore. La colata è scesa ieri sera alle 22.30 circa e la strada, che conduce a Cortina, è di nuovo interrotta e non percorribile. Lo fa sapere sui sociale Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale con delega alla Protezione civile di Belluno.
Sorpresi da piena del fiume, portati in salvo nell’alessandrino – Sorpresi dalla piena del fiume Erro, nel comune di Melazzo, nell’alessandrino, due sessantenni, un uomo e una donna, sono rimasti bloccati in mezzo al fiume aggrappati ad alcune piante. Allertati da alcuni passanti, i Vigili del Fuoco sono immediatamente intervenuti con i mezzi di terra e le unità per soccorso in acqua. Vista la particolarità della situazione e la rapida evoluzione, al fine di mettere in sicurezza le persone, è stato richiesto anche l’intervento del Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero.
Con l’utilizzo del verricello il tecnico del Soccorso Alpino Piemontese, si è calato in acqua assicurando i due e issandoli, sempre con l’uso del verricello, a bordo dell’elisoccorso sanitario. Illesi anche se molto spaventati, i due sono stati affidati alle forze dell’ordine per il rientro a casa.
Scossa di magnitudo 3.3 a Molochio (Reggio Calabria), avvertita anche nelle zone circostanti intorno alle 17.07 del pomeriggio di oggi, sabato 12 luglio. A rendere noti i dettagli è L’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La scossa è stata avvertita dalla popolazione.
Forte scossa di terremoto registrata nel pomeriggio di oggi, sabato 12 luglio in Calabria, di magnitudo 3.3. L’epicentro è stato localizzato a Molochio, nei pressi di Reggio Calabria. La scossa, rilevata a una profondità di 17 km, è stata avvertita distintamente dalla popolazione intorno alle 17.07.
A riportare i dati sulla scossa di terremoto è l’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Tantissimi gli utenti che sui social hanno raccontato di aver avvertito la scossa di terremoto. Alcuni parlano di un boato sentito distintamente poco prima che la terra iniziasse a tremare.
La scossa è stata avvertita anche nelle zone limitrofe, in particolare a Taurianova. Online, molti residenti hanno raccontato di aver avvertito il sisma distintamente per tutta la sua durata. Lo stesso è avvenuto a Varapodio: in tanti hanno ammesso di essersi spaventati. Per ora non si segnalano danni a cose o persone, ma la situazione sarà ulteriormente monitorata dalle autorità e le informazioni resteranno in costante aggiornamento.
LEGGI ANCHE Terremoto in Emilia, scossa di magnitudo 3.6 a San Felice sul Panaro: avvertita a Modena e Bologna – Il sisma segue quelli censiti negli ultimi due giorni: il primo, di magnitudo 4.8, è stato registrato oggi alle 13.30 sulle coste greche ioniche, mentre il secondo ha il suo epicentro nel mar Tirreno, a largo di Gioia Tauro, ed è di magnitudo 2. Anche alle 20 di ieri è stato registrato un terremoto a Francavilla Angitola, nel Vibonese, di magnitudo 2.4. Un’ora prima vi era stata un’altra scossa di magnitudo 2,1 nel golfo di Sant’Eufemia.
Questa volta, come scrivono gli utenti online, il terremoto è stato avvertito distintamente dai civili che hanno parlato di un grande spavento, anche se la terra ha tremato per pochi secondi. Tante le persone che sono uscite fuori casa subito dopo l’accaduto, ma poi sono tutti rientrati nelle loro abitazioni senza problemi.
Le fiamme hanno aggredito le sterpaglie vicino al campo da calcio Salvatore Zichina
Canadair – Ipa
Un incendio ha fatto scattare l’allarme nell’isola di La Maddalena oggi 8 luglio. Le fiamme hanno aggredito delle sterpaglie nella frazione di Moneta, vicino al campo da calcio Zichina, e per precauzione sono state fatte evacuare le case lì vicino.
Per domare le fiamme, spinte dal maestrale, sono dovuti intervenire un Canadair da Olbia e un elicottero del Corpo forestale regionale. La macchina antincendio era pronta a intervenire perché oggi sulle coste orientali d tutta la Sardegna era previsto il rischio estremo di incendio e i danni sono stati limitati:in salvo una ventina di residenti, trasportati in mare dalla Capitaneria di porto.
Tira un sospiro di sollievo il sindaco di La Maddalena, Fabio Lai. “A causa dell’allerta rossa per il rischio incendi stamattina ho attivato il Coc. Appena finita la riunione è scoppiato l’incendio. Questo ci ha permesso di intervenire subito con tutte le forze a disposizione“, spiega all’Adnkronos.
Le fiamme hanno aggredito le sterpaglie vicino al campo da calcio Salvatore Zichina. “Abbiamo subito chiesto l’intervento della Capitaneria di porto che dal mare ha messo al sicuro una ventina di residenti, tra cui alcuni disabili – continua il sindaco -. Per fortuna poi c’è stato l’intervento degli specialisti con l’elicottero che è potuto comodamente atterrare nel campo da calcio e con un Canadair. Per fortuna tutto è andato per il meglio“. Oggi è martedì e in quella zona c’era poco movimento: “Se fosse successo di mercoledì, col mercatino settimanale proprio lì vicino – conclude Fabio Lai-, avremmo potuto avere anche più problemi“.
Le autorità invitano i residenti a rimanere in casa e affermano che oltre 700 vigili del fuoco stanno combattendo l’incendio
Un rapido incendio, alimentato da forti venti, sta divampando alla periferia di Marsiglia, la seconda città più grande della Francia, hanno riferito le autorità, mentre i vigili del fuoco in tutto il Mediterraneo combattono le fiamme provocate da un’intensa ondata di calore.
“L’incendio è alle porte di Marsiglia“, ha detto martedì ai giornalisti il prefetto regionale Georges-François Leclerc, aggiungendo che l’incendio non è ancora stabile né contenuto, ma che la situazione sembra essere “sotto controllo“.
“Le istruzioni sono semplici: avere fiducia nei vigili del fuoco, lasciare che i servizi di emergenza facciano il loro lavoro e rimanere in casa“, ha detto. “I vigili del fuoco stanno difendendo la città“. Ilministro degli Interni francese, Bruno Retailleau, sarebbe dovuto arrivare in città in serata.
Sospinto da un vento a 70 km/h, con raffiche che raggiungevano i 100 km/h, l’incendio ha riempito il centro di Marsiglia di fumo acre e ceneri volanti. I video ripresi dalla zona centrale del Porto Vecchio hanno mostrato grandi colonne di fumo che si alzavano sulla città. Circa 450 persone sono state evacuate, ha dichiarato il comune di Marsiglia.
Ha esortato i residenti, soprattutto nei quartieri settentrionali del XV e XVI arrondissement, più vicini all’incendio, a “rimanere in casa per evitare l’esposizione al fumo” dell’incendio. Quattro palestre della città sono state aperte per accogliere eventuali ulteriori sfollati.
“Si sente, si vede e si sente“, ha detto a BFMTV Vanessa, residente del XVI arrondissement. “È orribile. Siamo tutti spaventati. È una catastrofe, non si può nemmeno mettere il naso fuori dalla porta di casa – a Marsiglia!”
L’aeroporto di Marsiglia ha cancellato tutti i voli, i servizi ferroviari da e per il nord e il nord-ovest della città sono stati sospesi, due autostrade, strade principali e diverse gallerie stradali nella città sono state chiuse e molti servizi di autobus sono stati interrotti, hanno affermato le autorità.
Guardian graphic. Source: Région Sud government, S-NPP / NOAA-20 VIIRS
La prefettura della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurraha diramato numerosi avvisi sui cellulariinvitando gli abitanti a chiudere porte e persiane, ad stendere la biancheria bagnata attorno alle aperture e a tenere tutte le strade libere per i servizi di emergenza.
Il municipio ha dichiarato che 720 vigili del fuoco, tra cui decine di membri dei dipartimenti limitrofi, stavano combattendo l’incendio con 220 veicoli di emergenza, supportati da elicotteri e aerei lancia-acqua. Circa 350 ettari di terreno erano stati bruciati nel tardo pomeriggio.
Le autorità locali hanno dichiarato che 20 case sono state distrutte, diverse delle quali all’interno dei confini cittadini. Nove vigili del fuoco sono in cura per inalazione di fumo e quattro residenti sono stati ricoverati in ospedale in circostanze “relativamente urgenti“.
Il sindaco di Marsiglia, Benoît Payan, si è congratulato con i vigili del fuoco della città “che finora hanno salvato diverse centinaia di case“. Un importante ospedale a nord della città era passato ai generatori di emergenza “a scopo precauzionale“, ma era comunque al sicuro, ha aggiunto.
“Mentre parliamo, è una battaglia“, ha detto Payan, paragonando la lotta all’incendio alla “guerriglia“.
Ha aggiunto: “Stiamo aspettando di vedere cosa succederà durante la notte, perché anche quello è fondamentale. Tutto è strategico: velocità del vento, umidità, calare della notte… È estremamente complesso”.
L’aeroporto di Marsiglia ha sospeso tutti i voli a mezzogiorno, poco dopo l’incendio divampato nei pressi della vicina cittadina di Les Pennes-Mirabeau. I media locali hanno riferito che la causa sembra essere stata un veicolo che ha preso fuoco sull’autostrada A552.
Le partenze per Bruxelles, Monaco e Napoli sono state cancellate, con i voli in arrivo dirottati verso aeroporti vicini, tra cui Nizza e Nîmes. Marsiglia è il secondo aeroporto regionale più grande della Francia, con quasi 11 milioni di passeggeri gestiti lo scorso anno.
Non si hanno notizie immediate di vittime, ma il sindaco di Les Pennes-Mirabeau ha dichiarato che due complessi residenziali sono stati evacuati e che i vigili del fuoco si stanno preparando a combattere le fiamme in avvicinamento nei pressi di una casa di riposo.
Tre dipartimenti della Francia meridionale, Bocche del Rodano, Varo e Vaucluse, sono in stato di allerta incendi. Molte foreste della regione sono state chiuse e barbecue e sigarette sono stati vietati nelle zone boschive.
In Francia scoppiano circa 4.000 incendi ogni anno, circa il 90% dei quali causati dall’attività umana. Chi provoca un incendio boschivo, per negligenza o accidentalità, è punito con una pena detentiva fino a 10 anni.
A circa 250 km a ovest di Marsiglia, un incendio boschivo divampato nei pressi della città di Narbona era ancora attivo martedì, dopo aver bruciato circa 2.000 ettari di foresta, costringendo alla chiusura parziale dell’autostrada A9 e a decine di evacuazioni.
Alimentato da venti a 60 km/h, l’incendio stava ancora avanzando, ma “più moderatamente“, ha dichiarato martedì il prefetto del dipartimento dell’Aude, Christian Pouget. Sono stati impiegati più di 1.000 vigili del fuoco, cinque dei quali sono rimasti leggermente feriti. Tra i 4.000 e i 5.000 abitanti di Narbonne sono ancora confinati nelle loro case, ha aggiunto.
In Spagna , i vigili del fuoco nel nord-est del paese hanno continuato a combattere un incendio boschivo nella provincia catalana di Tarragona, che ha bruciato oltre 3.100 ettari di foreste, terreni agricoli e urbani e ha costretto 18.000 persone a rimanere in casa.
Venti fino a 90 km/h hanno complicato gli sforzi di circa 100 militari dell’unità di emergenza militare spagnola e di 300 vigili del fuoco della regione impegnati a combattere l’incendio divampato domenica nel comune.
Martedì la Siria ha chiesto aiuto all’UE per combattere gli incendi boschivi che da sei giorni divampano in una vasta distesa di foresta. I vicini Giordania, Libano e Turchia hanno già inviato squadre antincendio per fornire assistenza.
L’ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari in Siria ha affermato che gli incendi hanno colpito circa 5.000 persone e 60 comunità, distruggendo 100 kmq di foreste e terreni agricoli, ovvero oltre il 3% della superficie forestale della Siria.
Il terreno accidentato, l’assenza di fasce tagliafuoco, i forti venti e la presenza di mine e ordigni inesplosi stavano rendendo difficile combattere efficacemente l’incendio, ha affermato il ministro per le emergenze e la gestione delle catastrofi, Raed al-Saleh.
In Grecia, le autorità di Atene hanno chiuso l’Acropoli, il sito antico più visitato della città, dalle 13:00 alle 17:00 ora locale, a causa delle temperature che hanno raggiunto i 38 °C. Le rovine si trovano su un pendio roccioso che offre poca ombra.
Per ovviare, lo Stato è costretto a rivolgersi a società private, con elicotteri meno capienti e costi molto più elevati
Mentre l’estate porta con sé un’escalation di incendi boschivi, tra i peggiori degli ultimi anni, i più potenti elicotteri antincendio d’Europa sono fermi a terra per motivi burocratici. È quanto sta accadendo agli Erickson S64F dei vigili del fuoco, veri e propri colossi del cielo capaci di riversare 10mila litri d’acqua in meno di un minuto. Eppure, dal 26 giugno, sono tutti indisponibili. Motivo? Una dicitura che lascia sgomenti: «Indisponibilità per causa burocratica». Come riporta il Corriere della Sera, il centro operativo di Ciampino (Coan), punto nevralgico del dispositivo aereo antincendio italiano, è attualmente inattivo. E a bloccare gli elicotteri non è un problema tecnico o una carenza di personale, ma un pasticcio amministrativo legato al mancato rinnovo delle abilitazioni di volo da parte di Enac, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.
Il nodo delle licenze – Tutto ha origine da un cambiamento normativo risalente al 2012, con l’entrata in vigore di un regolamento europeo che ha imposto la patente Easa (l’ente europeo per la sicurezza aerea) per i piloti di velivoli civili. Il S64F, pur usato dai vigili del fuoco, non è classificato come “velivolo di Stato” e quindi rientra nelle regole Easa.Nel 2019, proprio per regolarizzare la situazione, Enac aveva predisposto un percorso formativo su misura per i piloti dei vigili del fuoco sprovvisti dei requisiti richiesti.
L’ente interrompe i rinnovi per «mancanza di requisiti» – Per cinque anni, tutto sembra filare liscio: le abilitazioni vengono regolarmente rinnovate. Ma il 31 gennaio 2024, senza preavviso, l’ente cambia linea: nessun rinnovo, ma una semplice trascrizione in un registro secondario, l’Appendice nazionale, con la motivazione che «mancano i requisiti». Quegli stessi requisiti, però, erano stati alla base del percorso speciale autorizzato dallo stesso Enac anni prima. Un cortocircuito normativo. E intanto i piloti scoprono improvvisamente che le loro licenze non sono mai state pienamente valide.
Il ricorso di uno dei piloti – Dopo un incidente sospetto e crescenti dubbi, uno di loro decide di fare ricorso. Il ricorso del pilota è ora nelle mani del Consiglio di Stato, che ha chiesto chiarimenti urgenti a Enac. Di fatto, però, l’intero sistema è congelato. Nessuno vuole rischiare di far volare mezzi così complessi senza una copertura legale chiara. L’Enac e il Viminale, da parte loro, avevano inizialmente minimizzato: si poteva continuare a volare con la “patente limitata”. Ma ora, con il ricorso in atto, anche questa possibilità è svanita. .
«È incredibile che in piena emergenza climatica e incendi, i migliori mezzi a disposizione siano bloccati da cavilli amministrativi», denuncia Mario Cicchetti, legale del pilota ricorrente, che chiede un «tempestivo pronunciamento del Consiglio di Stato». La questione, infatti, non è più solo tecnica o legale, ma urgentee politica: ogni giorno di ritardo può significare ettari di bosco persi, rischi per vite umane e un aggravio dei costi pubblici.
La necessità di appoggiarsi a società private – Il risultato? Nessuno S64F è operativo, proprio nel momento in cui sarebbero più necessari. Per ovviare, lo Stato è costretto a rivolgersi a società private, con elicotteri meno capienti (come i Canadair, che portano la metà dell’acqua) e costi molto più elevati. Basti pensare che un pilota del Corpo nazionale guadagna 3.000 euro al mese, mentre per ogni pilota privato lo Stato spende fino a 1.800 euro al giorno.
Ksawery Jezewski, 17enne del Legia Varsavia, lotta tra la vita e la morte in ospedale: vi è giunto in condizioni disperate dopo essere finito fuori strada con l’auto a bordo della quale c’era anche la sorella maggiore, deceduta sul colpo.
Ksawery Jezewski è in fin di vita dopo il grave incidente automobilistico nel quale è morta la sorella maggiore 18enne. Impressionante lo stato della vettura per com’era ridotta la carcassa adagiata ai margini della strada. Sul posto era giunto anche un elicottero del soccorso medico ma il trasporto è stato effettuato in ambulanza. Il calciatore 17enne del Legia Varsavia è arrivato in ospedale in condizioni disperate a causa delle ferite riportate nel violento impatto avvenuto sulla strada nazionale numero 60, tra le località di Goślice e Ciachcin (distretto di Płock). Sia lui sia la ragazza erano a bordo di una Toyota Yaris (ma ancora non è chiaro chi fosse alla guida al momento della collisione) completamente distrutta dopo essersi schiantata contro un albero ai bordi della carreggiata. La dinamica è molto simile ad altri sinistri: il veicolo ha improvvisamente sbandato (sono in corso accertamenti per stabilire le cause della carambola) poi s’è ribaltato.
La nota ufficiale: “Ksawery, l’intero club è con te” – La nota ufficiale della società polacca ha confermato apprensione e angoscia per l’episodio che è avvenuto martedì scorso. La speranza è che il calciatore ce la possa fare, intanto la dirigenza si stringe intorno alla famiglia che piange la morte della ragazza. “Il consiglio di amministrazione, i dipendenti del club, i colleghi e gli allenatori dell’Accademia sono molto vicini ai genitori di Ksawery e si uniscono al loro dolore. Forniremo tutto il supporto possibile al nostro giocatore e alla sua famiglia – si legge nel comunicato -. Ksawery, l’intero club è con te“.
Nasi zawodnicy przesyłają wsparcie dla Ksawerego z mistrzostw Polski U14 🙏
La ricostruzione della dinamica e lo schianto contro un albero – La ricostruzione dell’incidente fatta dalla polizia polacca: per ragioni attualmente poco chiare, gli agenti hanno accertato che la Toyota è uscita dalla carreggiata e ha sbattuto violentemente contro un albero. “Purtroppo, nonostante i tentativi di rianimazione, la giovane donna è morta sul posto, mentre il giovane è stato trasportato in ospedale in gravi condizioni“, ha dichiarato Monika Jakubowska della Polizia Municipale di Płock.
Lingua originale: polacco. Traduzione di Google Il giocatore del Legia Under 17, Ksawery Jeżewski, è ricoverato in ospedale in gravi condizioni dopo un tragico incidente stradale in cui ha perso la sorella. Il consiglio di amministrazione, i dipendenti del club, i colleghi e gli allenatori dell’Accademia esprimono le loro più sentite condoglianze ai genitori di Ksawery e si uniscono al loro dolore. Forniremo tutto il supporto possibile al nostro giocatore e alla sua famiglia. Ksawery, tutto il club è con te.
Zawodnik Legii U17 Ksawery Jeżewski znajduje się w szpitalu w ciężkim stanie po tragicznym wypadku samochodowym, w którym zginęła jego siostra. Zarząd, pracownicy klubu, koledzy i trenerzy z Akademii składają najszczersze wyrazy współczucia rodzicom Ksawerego i łączą się z nimi w… pic.twitter.com/qZ5bwUg7m8
Il doloroso precedente di Diogo Jota e del fratello, André Silva – La drammatica notizia ha richiamato, inevitabilmente, la tragedia avvenuta giovedì dopo in Spagna con Diogo Jota e il fratello, André Silva, deceduti nella Lamborghini avvolta dalle fiamme dopo essere finita fuori dalla carreggiata (a causa dello scoppio di uno pneumatico) sull’autostrada A-52 a Palacios de Sanabria, vicino alla città di Zamora.
Il caldo intenso ha investito tutta l’Europa. In Italia le Regioni cercano di prevenire i malori di chi lavora all’aperto: in Lombardia, dal 2 luglio e al 15 settembre, sarà vietata l’attività lavorativa all’aperto tra le 12:30 e le 16 nelle aree edili, cave, aziende agricole e florovivaistiche. Lo prevede un’ordinanza del presidente della Regione, Attilio Fontana, dopo una riunione con le organizzazioni sindacali e i datori di lavoro convocata dall’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, in merito al caldo record degli ultimi giorni. Il divieto sarà in vigore nei giorni in cui sarà segnalato un livello di rischio “alto“ sulla mappa aggiornata sul sito www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/.
Fontana: “Priorità è tutelare la salute dei lavoratori” – “La nostra priorità è la tutela della salute dei lavoratori – ha detto Fontana -, soprattutto in momenti come questi in cui il caldo diventa particolarmente insopportabile. L’ordinanza rappresenta un passo importante per garantire che le attività produttive si svolgano nel rispetto delle condizioni di sicurezza e salute“. Sono escluse dall’applicazione del divieto le attività urgenti e di pubblica utilità, purché siano adottate tutte le misure di prevenzione previste.
Le attività escluse dall’ordinanza – Il divieto non si applica alle pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio, ai loro appaltatori, agli interventi di protezione civile e di salvaguardia della pubblica incolumità. L’ordinanza sarà trasmessa ai Prefetti, ai sindaci dei Comuni lombardi, alle Ats, Asst, alle organizzazioni sindacali, ai rappresentanti delle imprese e delle associazioni di categoria, affinché vengano adottate tutte le misure necessarie. “Continueremo a monitorare attentamente la situazione e ad adottare tutte le misure necessarie” ha concluso Fontana.
Le 13 Regioni che hanno adottato provvedimenti anti-caldo – Non solo la Lombardia. Ad adottare provvedimenti contro il caldo record sono state anche Abruzzo, Emilia-Romagna, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana. Sono quindi in tutto 13 le Regioni che hanno emanato ordinanze volte a evitare che nei giorni di afa i lavoratori siano costretti a fare lavori fisicamente impegnativi sotto il sole cocente. Lo stop comunque scatta soltanto quando c’è un rischio alto di temperature torride, ossia in caso di bollino rosso, e la durata varia da Regione a Regione.
Le raccomandazioni dell’Oms – Dall‘Oms arrivano poi le raccomandazioni per contrastare le ondate di calore: evitare di esporsi al caldo nelle ore centrali della giornata, mantenere la casa fresca, rinfrescare il proprio corpo, tenersi a contatto con chi è vulnerabile sono le quattro raccomandazioni dell’Oms.
Interprete drammatica per grandi registi come Mario Monicelli,Sergio Leone, Michelangelo Antonioni e Dino Risi ed elegante ed aristocratica protagonista degli sceneggiati in bianco e nero della Rai
Lea Massari – (Ipa)
E’ morta a 91 anni Lea Massari, intensa interprete drammatica per grandi registi come Mario Monicelli,Sergio Leone, Michelangelo Antonioni e Dino Risi ed elegante ed aristocratica protagonista degli sceneggiati in bianco e nero della Rai. La notizia della scomparsa dell’attrice, avvenuta lunedì 23 giugno nella sua casa di Roma, è stata diffusa dal ‘Messaggero‘ a funerali avvenuti, in forma strettamente privata, nella cattedrale di Sutri (Viterbo), a cui ha fatto seguito la sepoltura nel cimitero comunale, dove la famiglia possiede una cappella. Da più di trent’anni l’attrice si era ritirata dalle scene e dalla vita pubblica.
Dotata di una bellezza evidente ma non esibita, esente da ogni tentazione di divismo a causa del suo temperamento riservato, Massari ha ottenuto nel corso della sua carriera trentennale il gradimento di un vasto pubblico, in Italia ma anche all’estero, in particolare in Francia dove ha recitato accanto a Jean Paul Belmondo, Yves Montand, Jean Louis Trintignant e Michel Piccoli. Lea Massari vinto un David di Donatello come migliore attrice per le sue interpretazioni in “Una vita difficile” di Dino Risi e in “I sogni muoiono all’alba“, entrambi apparsi nel 1961, e due volte il Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista per “La prima notte di quiete” (1972) e “Cristo si è fermato a Eboli” (1978).
Nata all’anagrafe come Anna Maria Massatani a Roma il 30 giugno 1933 (“Sono venuta alla luce nel quartiere di Monteverde Vecchio e sono cresciuta tra Prati e Parioli, quando era ancora campagna“, raccontò in un’intervista) durante l’adolescenza seguì il padre ingegnere vivendo in Spagna, Francia e Svizzera. Tornata a Roma, si iscrisse alla Facoltà di Architettura e per mantenersi agli studi intanto lavorava come indossatrice e collaborava con lo scenografo e costumista Piero Gherardi, amico di famiglia, che l’avvicinò al mondo del cinema. Nel 1954 ottenne casualmente il suo primo ruolo cinematografico in ‘Proibito’ di Mario Monicelli, riduzione del romanzo ‘La madre‘ di Grazia Deledda, recitando con Mel Ferrer e Amedeo Nazzari. A 22 anni, in occasione del suo esordio sul grande schermo, assume un nome d’arte in memoria del fidanzato Leo con cui avrebbe dovuto sposarsi, ma che morì a causa di un tragico incidente poco prima delle nozze.
La notorietà arrivò nel 1957 con il personaggio della giovane sposa nel film ‘I sogni nel cassetto‘ di Renato Castellani. Michelangelo Antonioni la scelse per ‘L’avventura‘ (1960), dove interpreta Anna, colei che misteriosamente scompare sull’isola, accanto alla malinconica Monica Vitti (Claudia). Dopo aver lavorato nel drammatico ‘La giornata balorda‘ (1960) di Mauro Bolognini, Massari recitò‘Una vita difficile’ (1961) di Dino Rosi, dove disegnò mirabilmente l’innamorata e sensibile moglie Elena Pavinato, figlia della proprietaria dell’albergo, che uccide un nazista e salva così quel Silvio Magnozzi, combattente partigiano, interpretato da Alberto Sordi.
Sempre nel 1961 apparve nel film in costume ‘Il colosso di Rodi‘ di Sergio Leone nel ruolo di Diala, figlia dell’autore della statua. Nel fortunato 1961 Lea Massari apparve anche in ‘Morte di un bandito‘ (1961) diretto da Giuseppe Amato e liberamente ispirato alla figura di Salvatore Giuliano e in ‘I sogni muoiono all’alba’ di Mario Craveri ed Enrico Gras, tratto da un testo teatrale di Indro Montanelli, in cui interpreta la ribelle ungherese Anna Miklos, innamorata di un giornalista italiano comunista.
Dopo ‘Le quattro giornate di Napoli‘ (1962) di Nanni Loy, nel 1965 appare in ‘Le soldatesse‘ di Valerio Zurlini, ambientato in Grecia durante la Seconda guerra mondiale. Già coinvolta in alcuni film stranieri – risale al 1962 ‘La città prigioniera di Joseph Anthony con Ben Gazzarra e David Niven, mentre al 1963 ‘I cavalieri della vendetta‘ di Carlos Saura -, negli anni Settanta furono i registi francesi a offrire a Lea Massari i ruoli più complessi e impegnativi della sua carriera: la moglie tradita nella relazione fra Michel Piccoli e Romy Schneider in ‘L’amante‘ (1970) di Claude Sautet; Clara, la madre che ha un legame incestuoso con il figlio adolescente in ‘Soffio al cuore‘ (1971) di Louis Malle.
Appare anche in ‘La corsa della lepre attraverso i campi‘ (1972) di René Clément, ‘La femme en bleu‘ (1973) di Michel Deville (1973), ‘L’uomo che non seppe tacere‘ (1973) di Claude Pinoteau, ‘Un battito d’ali dopo la strage’ (1973) di Pierre Granier-Deferre, ‘Questo impossibile oggetto‘ (1973) di John Frankenheimer.
Contemporaneamente Lea Massari continuò a lavorare anche in Italia, ancora per Valerio Zurlini in ‘La prima notte di quiete‘ (1972), accanto a Alain Delon e Alida Valli; nel film storico ‘Allonsanfàn’ (1974) di Paolo e Vittorio Taviani, nel ruolo di Charlotte, frapposto tra Marcello Mastroianni e Laura Betti; in ‘Cristo si è fermato a Eboli‘ (1979) di Francesco Rosi, dall’omonimo romanzo di Carlo Levi, nel ruolo di Luisa Levi, accanto a Gian Maria Volonté.
Nel corso degli anni Ottanta le interpretazioni cinematografiche dell’attrice si sono diradate, malgrado l’indiscutibile profondità espressiva dimostrata in ogni prova. Nel 1984 ha lavorato nel thriller ‘Il settimo bersaglio‘ di Claude Pinoteau; mentre nel 1985 ha magistralmente delineato la parte breve ma intensa di una madre che si suicida in seguito all’arresto della figlia terrorista in ‘Segreti segreti‘ di Giuseppe Bertolucci. La sua ultima apparizione sul grande schermo risale al 1990, nel film ‘Viaggio d’amore‘ di Ottavio Fabbri con Omar Sharif.
Il teatro è stata una costante presenza nell’attività lavorativa di Lea Massari, dove debuttò nel 1960 con ‘Due sull’altalena‘ di William Gibson diretta Arnoldo Foà. Memorabili le sue recite in ‘Il cerchio di gesso del Caucaso‘ di Bertolt Brecht, per la regia di Luigi Squarzina (1974) e ‘Sarah Barnum‘ di John Murrell, per la regia di Georges Wilson (1981). In teatro ebbe un forte successo con ‘Rugantino‘ (1962) di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, che le affidarono la debuttante Rosetta della commedia musicale accanto a Nino Manfredi,Aldo Fabrizi e Bice Valori.
Lea Massari ha guadagnato l’apprezzamento del pubblico e della critica anche con le sue interpretazioni televisive, in particolare sostenendo brillantemente il ruolo di molti personaggi letterari negli sceneggiati tratti dai grandi romanzi: è stata laMonaca di Monza ne ‘I promessi sposi‘ (1967), Agrafena Aleksandrovna in ‘I fratelli Karamazov’ (1970) e la protagonista di ‘Anna Karenina‘ (1974) tutti diretti da Sandro Bolchi. E proprio la sua intensa interpretazione di Anna Karenina le valse l’invito come membro della giuria al Festival di Cannes nel 1975. Per la Rai ha recitato in numerose riduzioni di testi teatrali negli anni ’60. La sua ultima apparizione sul piccolo schermo risale a ‘Una donna spezzata‘ (1988) di Marco Leto, tratto dal romanzo di Simone de Beauvoire sceneggiato dalla stessa Massari.
Non più incuriosita dal cinema, Lea Massari si ritirò dalle scene e si trasferì in Sardegna nella seconda metà degli anni ’80 con il marito Carlo Bianchini, ex comandante pilota di Alitalia, che aveva sposato nel 1963 e da cui si era separata nel 2004. La coppia non ha avuto figli.
Da allora l’attrice è stata impegnata in varie campagne per la difesa degli animali e contro la vivisezione. Con le sue battagli animaliste ha sostenuto anche vari canili; è stata attivista della Lega per l’abolizione della caccia e aveva scelto ormai in età matura di non mangiare carne. ‘Mio padre era un cacciatore e anch’io, da giovane, sparavo – Sparavo anche bene – ha raccontato Lea Massari in un’intervista – Mentre giravo ‘Le soldatesse‘ di Zurlini in Jugoslavia, mi venne a trovare mio marito e andammo a caccia con due amici. Insomma, loro avevano preso tre lepri, io niente… a fine giornata ero così frustrata che sentii un fruscio e sparai al volo senza pensare. Era un cucciolo di lepre e mi è morto in braccio:conservo ancora la giacca macchiata di sangue. Da allora ho giurato di smettere con la caccia. Ma gli animali li avevo sempre amati, fin da bambina, quando andavo a portare da bere ai cani da caccia di mio padre’.
Nel 1994 a seguito di una crisi finanziaria mise l’attrice mise all’asta i suoi i novecento gioielli e tenne a dichiarare: ‘Mi privo di questi gioielli, raccolti con tanto amore, per mantenere il mio abituale tenore di vita, ma soprattutto per riuscire a seguire le mie grandi passioni: la musica e i cani‘. Nella sua casa in Sardegna amava farsi fotografare in compagnia dei suoi tre amati cani. Quanto ai rimpianti di una lunga e fortunata carriera, Lea Massari ha ammesso di averne avuto uno solo: ‘8 1/2 di Federico Fellini. Avrei fatto il salto mortale per avere il ruolo che fu di Anouk Aimée, ma quando feci il provino con Mastroianni, Piero Gherardi mi conciò in modo assurdo con una parrucca nera da Sofonisba e due tette così sotto il vestito. Voleva che Federico scegliessere Anouk e così fu. Ma a posteriori non saprei dargli torto!’.
La parata torna a colorare le vie di Milano. – La partecipazione parla chiaro, i diritti LGBTQIA+ e di tutte le minoranze sono ora nelle priorità della società civile: allarghiamo i nostri orizzonti e abbracciamo la città, marciando per le strade e rivendicando la nostra autodeterminazione e libertà.
Partenza da via Pisani davanti alla Stazione Centrale, direzione Arco della Pace. Qui poi si terrà il nostrogrande evento finale: ascolteremo le associazioni LGBTQIA+ e le loro rivendicazioni, con attivistə di tutto il mondo e i saluti delle istituzioni. A seguire festa pubblica in piazza per celebrare insieme il Pride.
Vuoi iscrivere il tuo gruppo alla parata? Aderisci compilando il form sul portale parata.milanopride.it.
*Per maggiori info sull’accessibilità vi rimandiamo alla pagina preposta e alla mappa dedicata con aree di defaticamento, fontanelle d’acqua, segnalazioni del percorso e aree di scarico sensoriale.
Presentato oggi il programma del Pride di Milano. Bertolé ha annunciato l’arrivo di un piano anti discriminazione per fornire formazione a chi si interfaccia con i cittadini
Resistenza arcobaleno. È questo il tema del prossimo Pride di Milano che si connette direttamente con quello di Budapest. La parata, che si terrà il 28 giugno, “cadrà anche in contemporanea al Budapest Pride che è stato vietato dal governo Orban e che si terrà comunque in un vero e proprio atto di resistenza, in maniera clandestina”, ha speigatoAlice Redaelli, presidente di Cig Arcigay Milano durante la presentazione in Comune. Si tratterà di un gemellaggio “per avere la loro voce anche al Milano Pride“.
Un piano anti discriminazione – “Durante la presentazione è stato annunciato anche l’avvio imminente di un piano anti discriminazione in città. “Milano è molto impegnata sul tema dei diritti civili“, ha detto l’assessore al Welfare, Lamberto Bertolè. Il piano, spiega, “prevede una serie di iniziative che il Comune con tutte le sue direzioni e la città deve promuovere per superare il rischio delle discriminazioni, non solo quelle legate al genere e orientamento sessuale ma anche in altri ambiti“.
L’obiettivo è quello di fare formazione a chi ha rapporti con i cittadini, per farlo nel modo più corretto “e poi ci saranno azioni per promuovere in modo positivo il riconoscimento dei diritti. È un piano che stiamo scrivendo e che presenteremo nel dettaglio“, ha aggiunto l’assessore Bertolè.
Il programma del Pride e gli ospiti – L’appuntamento è per il 28 giugno in via Vittor Pisani, davanti alla Stazione Centrale. La sfilata si concluderà all’Arco della Pace e sono circa 350mila le persone attese, 50 i carri. Tra gli ospiti saranno presenti anche Ambra Angiolini, Big Mama, Sarah Toscano, Sarafine, Alex Wyse, Michele Bravi, Orietta Berti, Mida e Levante.
Ma il Pride non è solo la parata. Tra gli eventi del Pride Month da segnalare le Pride Square, tre giorni di festval in piazza con talk, dibattiti e cultura, dal 25 al 27 giugno. Il 21 e il 22 giugno la piazza dell’Arco della Pace accoglie il Pride Sport Arena tra tornei e incontri in attesa delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina.
Budapest sfida il divieto di Orban, oggi il Pride: in piazza anche tanti politici italiani
Da Schlein a Calenda, ci sono esponenti di tutte le forze di opposizione: un campo extra large
Budapest – Ipa
Saranno almeno 70 i parlamentari da tutta Europa che sfileranno oggi sabato 28 giugno al Pride di Budapest. Compresa una nutrita delegazione italiana. Ci saranno esponenti di tutte le forze di opposizione, un campo extra large. Il Pd con la segretaria Elly Schlein e poi Carlo Calenda di Azione, parlamentari di M5S, Avs e Più Europa.
Il sindaco che sfida Orban – Anche Ivan Scalfarotto di Italia Viva, già arrivato ieri pomeriggio nella capitale ungherese per vedere il sindaco di Budapest, Gergely Karancsony, l’uomo che ha reso possibile la sfilata del Pride sfidando il divieto del governo di Victor Orban: ha organizzato la manifestazione in quanto Comune, aggirando così la necessità di ricevere l’autorizzazione da parte dell’esecutivo.
Gli occhi dell’Europa sono ora puntati su quale sarà la reazione del premier ungherese. Ci saranno “conseguenze legali“, ha detto ieri, per chi parteciperà al Budapest Pride. Una minaccia che Calenda respinge al mittente. “Le uniche conseguenze legali le dovrebbe avere Orban per violazione dello stato di diritto e per essere un servo sciocco di Putin“, è la replica del leader di Azione all’Adnkronos.
Il dem Brando Benifei, che è a Budapest con la delegazione Pd, aggiunge che proprio la presenza di tanti parlamentari sarà una forma di tutela per i partecipanti: “Esserci è un dovere: l’Europa non deve tornare indietro sui diritti e i silenzi di certi governi, a partire da quello italiano, ci dicono che è importante reagire subito a questa torsione autoritaria. Non abbiamo paura della prepotenza di Orban perché sappiamo che la Carta Europea dei Diritti Fondamentali tutela la libertà e la sicurezza dei partecipanti, a maggior ragione in presenza di decine di parlamentari che proveranno a essere per loro un ‘cordone di sicurezza‘”.
Ieri, l’atmosfera della vigilia a Budapest non era delle migliori, come denunciato da Più Europa. C’è “un clima intimidatorio che i nostri attivisti appena arrivati in Ungheria hanno potuto subito respirare: controlli a tappeto all’aeroporto da parte dell’autorità per scovare qualche pericolosa bandiera arcobaleno. Orban può schierare anche l’esercito ma non fermerà mai la marcia dei diritti”, hanno spiegato Riccardo Magi e Matteo Hallissey.
Le delegazioni – Per il Movimento 5 Stelle sarà presente una delegazione con i parlamentari Alessandra Maiorino, Marco Croatti, Gabriella Di Girolamo, Elisa Pirro e l’europarlamentareCarolina Morace. “La deriva ungherese non è lontana da noi: le politiche del governo Meloni seguono pericolosamente la stessa scia, tra attacchi alle famiglie arcobaleno, censura, e tentativi di riportare l’Italia indietro di decenni sul fronte dei diritti. Per questo la nostra presenza è un atto politico di resistenza ma anche di speranza”, sottolineano i parlamentari pentastellati.
L’europarlamentare Benedetta Scuderi e assessore comune di TorinoJacopo Rosatelli saranno presenti per Alleanza Verdi e Sinistra. Non è tornata invece in Ungheria Ilaria Salis. Presente anche una delegazione della Cgil.
Ma anche dalle parti della maggioranza, si segnala attenzione per l’evento. Da parte di Forza Italia. Già Antonio Tajani era intervenuto: “La manifestazione delle proprie idee è il sale della democrazia“. Poi altri parlamentari azzurri come Isabella De Monte che cita le parole di Ursula Von der Leyen (a cui Orban ha replicato con durezza): “L”Europa è la patria dei diritti. Il clima intimidatorio che si respira a Budapest è inaccettabile“.
Arrivata la decisione del giudice sportivo sulla gara di ritorno dei playout, interrotta per lancio di fumogeni, petardi e seggiolini
Il giudice sportivo di Serie B, in merito al playout Salernitana-Sampdoria di ieri sera, domenica 22 giugno, ha deliberato la sconfitta a tavolino dei campani per 3-0 (che sommata alla vittoria della Samp per 2-0 all’andata li condanna alla retrocessione). Per i granata, anche l’obbligo di giocare le prossime due gare interne all’Arechi a porte chiuse. Ieri sera per due volte i tifosi campani hanno cercato di entrare in campo mentre al 21′ del secondo tempo la gara è stata sospesa dopo che dagli spalti sono piovuti fumogeni, petardi e seggiolini divelti.
Dopo un’interruzione di circa mezz’ora, l’arbitro Doveri aveva provato a far ripartire il gioco ma, dopo pochi attimi, le intemperanze dei sostenitori di casa sono ripartite costringendo il responsabile dell’Ordine pubblico a disporre la sospensione definitiva della gara.
Il fuggitivo ha ucciso nel sonno la politica e il marito della donna. L’altro bersaglio dell’attacco è stato operato insieme alla moglie. Sospettato un ex dipendente del governo del Minnesota
Le autorità del Minnesota stanno dando la caccia ad un uomo armato coinvolto in una serie di sparatorie ‘mirate multiple’ a Champlin e Brooklyn Park, nel Minnesota. Lo dice il dipartimento dello sceriffo della contea di Hennepin secondo i media Usa.
L’uomo avrebbe aperto il fuoco contro il senatore dello Stato del Minnesota John Hoffman, ferendolo e contro la deputata Melissa Hortman, uccidendola insieme al marito.
L’uomo sospettato degli omicidi è il cinquantasettenne Vance Luther Boelter, un ex dipendente del governo del Minnesota. Lo hanno riferito fonti di polizia al New York Post secondo il quale Boelter aveva redatto un “manifesto” e una lista di politici da colpire.
Il governatore del Minnesota, Tim Walz, ha dichiarato sui social media di essere stato informato sulla situazione “riguardante sparatorie mirate a Champlin e Brooklyn Park”, aggiungendo che la polizia si trova sul posto.
A quanto riferito dai media americani, l’assalitore si è introdotto nella casa dei due rappresentanti democratici nella notte e ha colpito sia loro sia i rispettivi compagni. La polizia ha ordinato alla popolazione di restare in casa o in un luogo protetto in un raggio di 5 chilometri attorno al club di golf Edinburgh.
Dovrebbe cavarsela il sentarore Hoffman, anch’egli ferito nel sonno. Sia Walz sia la polizia si sono detti “cautamente ottimisti” che Hoffman e la moglie, entrambi operati d’urgenza, ce la faranno anche se le loro condizioni sono critiche.
Trump, non tolleriamo violenza – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha condannato gli attentati contro i parlamentari del Minnesota. “Sono stato informato della terribile sparatoria che ha avuto luogo in Minnesota, che sembra essere un attacco mirato contro i legislatori statali“, ha detto Trump in una dichiarazione.
“Una violenza così orribile non sarà tollerata negli Stati Uniti d’America“, ha aggiunto. Hortman è stata uccisa dentro casa sua insieme al marito Mark da un uomo travestito da poliziotto, lo stesso che avrebbe gravemente ferito Hoffman e la moglie.
L’incidente è avvenuto meno di un minuto dopo il decollo dell’aereo, che era diretto all’aeroporto di Londra Gatwick, nel Regno Unito
L’aereo schiantatosi nei pressi dell’aeroporto di Ahmedabad, nello stato indiano del Gujarat
Un aereo della compagnia Air India è precipitato questa mattina in un’area residenziale vicino all’Aeroporto di Sardar Vallabhbhai Patel della città di Ahmedabad, nello stato occidentale del Gujarat. A bordo, secondo le prime informazioni, c’erano242 persone: 230 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio. I media locali al momento non riportano di informazioni su vittime e feriti, ma dopo l’impatto è scoppiato un incendio con una colonna di fumo visibile anche da lontano.
L’aereo caduto sulle case della città indiana – Un video che circola sui social media mostra il velivolo a bassissima quota sui tetti della città e poi una densa nube di fumo nero. Le immagini delle tv indiane testimoniano in effetti come il velivolo – che di fatto non è stato in grado di prendere quota – sia precipitato fra le case di un’area di Ahmedabad, la città dal cui aeroporto era appena decollato. Un pezzo della carlinga ancora in fiamme è stato mostrato ben visibile dalle riprese, mentre si nota almeno un edificio annerito dal fuoco e macerie varie sul terreno, dove si aggirano abitanti locali e servizi di soccorso.
L’incidente è avvenuto poco dopo il decollo dell’aereo, che era diretto all’aeroporto di Londra Gatwick, nel Regno Unito. Secondo FlightRadar, il portale che monitora il traffico aereo mondiale, l’ultimo segnale dall’aereo è stato registrato alle 10.08 ora locale, meno di un minuto dopo il decollo, a 625 piedi. L’aereo coinvolto è un Boeing 787-8 Dreamliner con registrazione VT-ANB. L’atterraggio a Gatwick era previsto per le 18:25, ora locale.
Il monitoraggio di Flightradar
Le squadre dei vigili del fuoco sono al lavoro per spegnere le fiamme ed estrarre vivi i sopravvissuti. Dalle prime immagini che circolano online, si vedono alcune persone allontanarsi dalle lamiere in fiamme ed essere soccorse dall’ambulanza.
A bordo c’era anche l’ex primo ministro dello stato del Gujarat – Secondo le prime informazioni, a bordo c’erano 169 cittadiniindiani, 53 britannici, 7 portoghesi e un canadese. Di questi, 217 sono adulti e 11 sono bambini. Tra i passeggeri a bordo del velivolo ci sarebbe anche l’ex primo ministro del Gujarat, Vijay Rupani. Il suo nome figura nell’elenco dei passeggeridell’aereo. Aveva prenotato un volo in classe Z, che rientra nella categoria Business Class.
In seguito al grave incidente ad Ahmedabad, capitale dello stato indiano del Gujarat, il Primo Ministro Bhupendra Patel ha annunciato misure d’emergenza per affrontare la situazione. “I funzionari hanno ricevuto istruzioni di avviare operazioni di soccorso immediate e di attivare misure su vasta scala“, ha dichiarato Patel in un messaggio pubblicato su X. Il leader dello stato indiano ha inoltre disposto l’istituzione di un “corridoio verde” per agevolare il trasferimento rapido dei feriti verso le strutture sanitarie. “Ho chiesto che tutti i presidi medici necessari siano predisposti negli ospedali con la massima priorità“, ha aggiunto, sottolineando l’urgenza della risposta all’emergenza.
La compagnia aerea india conferma l’incidente. “Il volo AI171, operato sulla tratta Ahmedabad-Londra Gatwick, è stato coinvolto in un incidente oggi, 12 giugno 2025. Stiamo attualmente verificando i dettagli e condivideremo ulteriori aggiornamenti il prima possibile“, si legge sui social network di Air India.
“Con profondo dolore confermo che il volo Air India 171, operante sulla tratta Ahmedabad-Londra Gatwick, è stato coinvolto oggi in un tragico incidente“, aggiunge in una dichiarazione pubblicata su X, il presidente di Air India, Natarajan Chandrasekaran. “I nostri pensieri e le nostre più sentite condoglianze sono rivolti alle famiglie e ai cari di tutte le persone colpite da questo evento devastante“, afferma. “In questo momento, il nostro obiettivo principale è supportare tutte le persone colpite e le loro famiglie. Stiamo facendo tutto il possibile per assistere le squadre di pronto intervento sul posto e per fornire tutto il supporto e l’assistenza necessari alle persone colpite.
La compagnia copre regolarmente tratte dall’India con destinazioni quali Parigi, Francoforte, Tokyo, Amsterdam e Melbourne.
Flight AI171, operating Ahmedabad-London Gatwick, was involved in an incident today, 12 June 2025. At this moment, we are ascertaining the details and will share further updates at the earliest on https://t.co/Fnw0ywg2Zt and on our X handle (https://t.co/Id1XFe9SfL).
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Il volo AI171, operato sulla tratta Ahmedabad-Londra Gatwick, è stato coinvolto in un incidente oggi, 12 giugno 2025. Stiamo attualmente verificando i dettagli e condivideremo ulteriori aggiornamenti il prima possibile su http://airindia.com e sul nostro account X ( https://x.com/airindia ). -Portavoce di Air India
L‘incidente dell’aereo Air India è il primo in assoluto di un Boeing 787, stando a quanto riportato da Sky News citando il database dell’Aviation Safety Network. Il 787 Dreamliner è un aereo widebody bimotore. Secondo quanto riportato dal sito web della Boeing, il modello ha effettuato più di cinque milioni di viaggi nei 14 anni trascorsi dal suo primo volo passeggeri. Secondo il sito web FlightRadar24, ne sono stati consegnati più di 1.000 a decine di compagnie aeree.
Il 21enne di Pordenone è rimasto intrappolato nel veicolo che si è schiantato contro un albero. Ferito il co-pilota
Facebook – Matteo Doretto
Tragico incidente questa mattina prima di mezzogiorno a Pasym, nei pressi della città di Elganowo, nei pressi di Pasym. In una tappa di allenamento in vista della 81esima edizione del Rally di Polonia, che partirà ufficialmente venerdì 13 giugno da Mikolajki, la Peugeot 208 Rally4 dell’equipaggio composto da Matteo Doretto e Samuele Pellegrino si è schiantata contro un albero.
Il decesso del pilota Matteo Doretto – Il ventunenne pilota, originario di Pordenone, come racconta il portale polacco tko.pl, è rimasto intrappolato nel veicolo ed è stato immediatamente liberato dai soccorsi. Nonostante le manovre di rianimazione, non è stato però possibile salvargli la vita. Il co-pilota ha abbandonato invece la vettura autonomamente ed è rimasto sempre cosciente, nonostante alcune lesioni sul corpo.
Precedenti tragici nella stessa regione – Questo non è il primo incidente mortale nella storia dei rally in Warmia e Masuria. Un anno fa, il 25 giugno 2024, due auto si sono scontrate nei pressi del villaggio di Wlosty, vicino a Goldap. Una di queste era guidata da un uomo di 69 anni che si stava recando dalla sua famiglia. L’altra era una Toyota da rally guidata dal campione francese Sébastien Ogier. Entrambi i piloti furono trasportati in ospedale e pochi giorni dopo l’incidente il 69enne, dopo un malore, è deceduto.