Accolta dal tribunale federale della Figc la richiesta della procura. È accusato di avere esercitato pressioni sui designatori di serie C e D perché si dimettessero
Il presidente dell’Aia Antonio Zappi (ansa)
Tredici mesi di squalifica per il presidente dell’Aia, Antonio Zappi. Lo ha stabilito il tribunale federale nazionale della Figc che ha quindi pienamente accolto la richiesta della procura avanzata nell’udienza di questa mattina. Il numero uno degli arbitri era accusato di avere esercitato pressioni sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, affinché rassegnassero le dimissioni dai rispettivi incarichi. Zappi, in base allo Statuto Figc, nonostante l’inibizione sia superiore all’anno (era sufficiente in realtà una inibizione superiore a due mesi, avendone già scontati 10 in carriera), al momento non decade dalla presidenza: è necessario infatti che il provvedimento sportivo sia definitivo, quindi in secondo appello.
Zappi squalificato, era in carica da un anno – Zappi era stato eletto con il 72,3% delle preferenze poco più di un anno fa, il 14 dicembre del 2024: l’inchiesta era nata da un esposto, in seguito disconosciuto da chi lo aveva presentato (un ex arbitro della sezione di Macerata) ma che poi ha trovato conferme nelle dichiarazioni dei due protagonisti della vicenda: gli ex designatori Ciampi e Pizzi. Entrambi hanno raccontato di aver subito pressioni, documentandole con i messaggi WhatsApp, per dimettersi in modo che potessero essere nominati al loro posto Orsato e Braschi.
Il club bianconero scoprirà tra la primavera e l’estate del 2026 le sanzioni per il mancato rispetto della football earnings rule.
Nell’ottobre del 2025 la Juventus ha confermato che i conti della società sono finiti sotto esame da parte della UEFA per il potenziale sforamento di uno dei criteri del nuovo Fair Play Finanziario. Nel dettaglio, nei confronti del club bianconero è stato aperto un procedimento per quanto riguarda il rispetto della cosiddetta football earnings rule.
La norma prevede una perdita accettabile di massimo 5 milioni di euro nell’arco di tre esercizi (2023, 2024 e 2025 in questo caso), elevabile a 60 milioni di euro a patto che l’eccedenza sia coperta da aumenti di capitale. Non si tratta chiaramente della semplice somma dei risultati netti degli ultimi tre bilanci, ma per il conteggio si parte dal risultato ante imposte al quale si montano poi i costi che la UEFA considera virtuosi e che nel caso della Juventus sono particolarmente rilevanti: si va dai costi per le attività del settore giovanile alle infrastrutture (l’ammortamento dello stadio), fino quelli sostenuti per la squadra femminile.
Ma a che punto è il procedimento aperto dalla UEFA nei confronti della Juventus? Cosa bisogna aspettarsi per i prossimi mesi? Come noto, il nuovo Fair Play Finanziario introdotto dalla UEFA nel 2023 si basa su due pilastri:
Lo squad cost ratio: una norma che prende in esame l’importo speso per la rosa e l’allenatore della prima squadra tra stipendi e commissioni per i trasferimenti nette rispetto ai ricavi rettificati. L’introduzione di questa norma è stata graduale e prevedeva una soglia massima del 90% nell’anno solare 2023, prima di passare all’80% nel 2024 e al 70% dal 2025 in avanti.
La football earnings rule: ha sostituito la norma legata al break-even, per dare maggiore stabilità ai club. Per facilitare l’implementazione per i club, il calcolo è simile al calcolo del break-even. La perdita accettabile è passata da 30 milioni di euro in tre anni a 60 milioni di euro in tre anni. La deviazione accettabile può essere ulteriormente aumentata oltre i 60 milioni di euro fino a un massimo di 10 milioni di euro per ciascun periodo di riferimento nel periodo di monitoraggio per i club che mostrano una buona salute finanziaria.
Lo squad cost ratio è di fatto equiparabile all’indicatore di costo lavoro allargato, che la FIGC adotta a partire dal gennaio del 2026 nell’ambito del controllo sulla salute economico-finanziaria dei club. Si tratta di un indice che mette a confronto il costo complessivo del lavoro sportivo con i ricavi della società, determinando così quanto spazio reale ci sia per operare sul mercato.
Questo indicatore è attualmente fissato a 0,8 per la sessione invernale dei trasferimenti e scenderà a 0,7 per la sessione estiva, di fatto il 70% impostato dalla UEFA di cui abbiamo parlato in precedenza. Secondo quanto appreso daCalcio e Finanza, la Juventus ha rispettato pienamente la soglia dello 0,8 – tanto da non avere limitazioni sul mercato, a differenza di altri club – e prevede di rispettare il parametro del 70% in ambito UEFA nell’anno solare 2025, dati che dovranno essere presentati alla Federcalcio europea entro il 31 marzo 2026.
Il rapporto – attualmente in linea con i limiti previsti, un aspetto indice della traiettoria che il club bianconero sta cercando di seguire dopo anni complicati – può subire variazioni in senso positivo o negativo sulla base di ricavi o costi ulteriori che potrebbero intervenire nella prima parte del nuovo anno.
Discorso diverso per quanto riguarda invece la football ernings rule. Su questo fronte, secondo quanto si apprende, il club bianconero si aspetta una sanzione economica, che tuttavia dovrebbe essere poco rilevante in proporzione ai ricavi del club. Come accaduto per le altre società sanzionate in tempi recenti, la Juventus – a differenza delle multe più pesanti nei confronti di club come Barcellona e Chelsea– dovrebbe ricevere una sanzione minima e una condizionata al raggiungimento di determinati obiettivi.
Nonostante la Juve abbia chiuso gli ultimi bilanci con rossi pesanti, infatti, vanno considerati – come detto in precedenza – i costi virtuosi da detrarre nel calcolo per la deviazione massima di 60 milioni di euro. Inoltre, ci sono ricavi mancanti il cui effetto verrà di fatto “sterilizzato”dalla UEFA, come ad esempio gli 80 milioni di euro che la Juve non ha incassato essendo stata esclusa dalla Champions League dopo il caso plusvalenze del 2022. L’obiettivo della UEFA è evitare che una sanzione abbia un doppio effetto punitivo, ricadendo non soltanto sulla stagione di applicazione ma anche sul monitoraggio degli anni successivi.
Per quanto riguarda l’entità della sanzione, risposte più chiare arriveranno tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, quando saranno rese note le decisioni della UEFA. L’organo di governo del calcio europeo dovrebbe muoversi con anticipo rispetto al 2025 (le comunicazioni arrivarono a luglio), pronunciandosi comunque sui casi relativi alle violazioni del Fair Play Finanziario una volta che saranno concluse le competizioni nazionali, in modo da potere discutere eventuali piani di risanamento essendo a conoscenza delle coppe europee alle quali prenderanno parte i club coinvolti.
Il 61enne Sadettin Saran, patron di uno dei club turchi più popolari, sarebbe al centro in uno scandalo che coinvolge anche personaggi dello spettacolo. Fermati anche presentatori televisivi, giornalisti, cantanti, attori e personalità dei social media
Sadettin Saran
Sadettin Saran, presidente del Fenerbahce, uno dei principali club sportivi della Turchia, è stato arrestato a Istanbul nell’ambito di un’indagine antidroga che coinvolge personaggi dello spettacolo e dei media. Come riporta l’emittente Trt, Saran è stato fermato nella giornata di ieri, mercoledì 24 dicembre, dopo che i test forensi hanno rilevato la presenza di sostanze stupefacenti nei suoi campioni di capelli.
L’arresto di Saran – Il presidente del club turco ha respinto ogni accusa, insistendo sul fatto di non aver mai fatto uso della droga in questione e promettendo che richiederà formalmente un nuovo esame. La settimana scorsa era stato convocato per testimoniare davanti ai pm ed era stato mandato in una struttura medica forense per fornire dei campioni di capelli e sangue. L’indagine è supervisionata dalla procura generale di Istanbul. Da inizio dicembre ha portato all’arresto di più di una dozzina di persone, accusate di produzione e traffico di droga. Tra i fermati ci sono presentatori televisivi, giornalisti, cantanti, attori e personalità dei social media. Sono accusati di reati che vanno dalla produzione e dal traffico di droga al favoreggiamento della prostituzione. Molti sono stati sottoposti a esami del sangue e dei capelli per verificare l’uso di droghe.
La nota del club – Sadettin Saran, nato a Denver ed eletto presidente del Fenerbahce a settembre, è stato interrogato la scorsa settimana con l’accusa di fornitura e favoreggiamento dell’uso di sostanze stupefacenti. Il Fenerbahce ha rilasciato una dichiarazione in cui esprime il proprio sostegno a Saran e assicura ai tifosi che le attività del club proseguiranno senza interruzioni. “Abbiamo piena fiducia che il nostro presidente supererà questo processo con lo stesso buon senso e la stessa forza d’animo che ha sempre dimostrato -, ha dichiarato il club su X -Il nostro presidente, Sadettin Saran, si lascerà questi giorni alle spalle e continuerà a lavorare con determinazione per il nostro club”.
Lingua originale: turco. Traduzione di Google Annuncio pubblico Per chiarire alcuni malintesi sorti nell’opinione pubblica in merito agli eventi accaduti, è diventato necessario fornire delle informazioni. Il nostro Presidente, il Sig. Sadettin Saran, si è recato al Comando della Gendarmeria Provinciale di Maslak con il suo veicolo personale del nostro club, sotto la guida e la supervisione delle autorità competenti, nell’ambito del procedimento legale in corso. Il procedimento si è svolto fin dall’inizio in modo estremamente calmo e civile. Il nostro Presidente ha ricevuto tutta l’assistenza necessaria dai dipartimenti competenti e ha accompagnato il processo con un atteggiamento costruttivo e responsabile in ogni fase. In questa fase del processo, la nostra richiesta più importante a tutti i tifosi del Fenerbahçe è di avere fiducia nella stimata magistratura turca e di mantenere una posizione moderata. Condividiamo rispettosamente queste informazioni con il pubblico. Valuta questa traduzione:
Kamuoyuna Bilgilendirme
Yaşanan sürece ilişkin olarak kamuoyunda oluşan bazı yanlış anlamaları gidermek amacıyla bir bilgilendirme yapılması ihtiyacı doğmuştur.
Başkanımız Sayın Sadettin Saran, devam eden adli süreç kapsamında, ilgili makamların yönlendirmesi ve gözetimiyle… pic.twitter.com/g7wJwME5iu
Il Fenerbahce, con sede a Istanbul, è una delle società sportive più popolari e di successo della Turchia. L’ex presidente del club, Aziz Yildirim, ha trascorso più di un anno in carcere nel 2012 con l’accusa di partite truccate, prima di essere assolto quando un nuovo processo ha accertato che il caso precedente era stato influenzato da giudici, pubblici ministeri e agenti di polizia corrotti. La squadra è stata anche coinvolta in un’altra indagine su scommesse illegali e partite truccate nel calcio turco. Il Fenerbahce ha anche squadre che competono in basket, pallavolo, atletica e nuoto, tra gli altri sport.
L’attaccante, al Psg dall’estate 2017, era stato messo fuori rosa nel 2024
Kylian Mbappé – (AP Photo/Jon Super)
Kylian Mbappé vince la disputa legale con il Paris Saint-Germain, la sua ex squadra. Il tribunale del lavoro di Parigi ha stabilito infatti che il club francese dovrà versare 61 milioni di euro alla stella del Real Madrid in una controversia legata a stipendi e bonus non versati alla scadenza del suo contratto, prima del trasferimento in Spagna, nell’estate del 2024. La sentenza del tribunale può ancora essere impugnata.
Mbappè-Psg, che cosa era successo – La disputa va avanti da due anni e mezzo. L’attaccante, al Psg dall’estate 2017, era stato messo fuori rosa nel 2024. E la ragione era proprio l’intenzione di arrivare a scadenza. Una scelta che avrebbe privato il club parigino di una ricca indennità di trasferimento, cosa che poi è successa, nonostante gli fosse stato offerto il contratto più redditizio nella storia della Società quando ha firmato un nuovo accordo nel 2022. Mbappè è stato escluso da una tournée pre-campionato ed è stato costretto ad allenarsi con giocatori marginali. Nel 2024 è passato al Real Madrid e i rapporti col Psg si sono definitivamente raffreddati.
La difesa di Mbappè: “Il diritto del lavoro si applica anche nel calcio” – Gli avvocati di Mbappé hanno sostenuto che il Psg gli doveva oltre 260 milioni di euro e che il Psg chiedeva a Mbappé inizialmente 440 milioni di euro, citando danni e una “perdita di opportunità” dopo che l’attaccante ha lasciato il club a parametro zero. I legali hanno anche affermato che la sentenza “conferma che gli impegni devono essere onorati. Ristabilisce una semplice verità: anche nel calcio professionistico, il diritto del lavoro si applica a tutti“.
Il club ha accusato Mbappé di essersi tirato indietro da un accordo dell’agosto 2023 che presumibilmente includeva una riduzione dello stipendio in caso di partenza a parametro zero, un accordo che il Psg ha affermato essere volto a tutelare la propria stabilità finanziaria. Il Psg ha affermato che Mbappé ha nascosto la sua decisione di non prolungare il contratto per quasi 11 mesi, da luglio 2022 a giugno 2023, impedendo al club di organizzare un trasferimento e causando gravi danni finanziari. Lo ha accusato di aver violato gli obblighi contrattuali e i principi di buona fede e lealtà.
I sostenitori di Mbappé hanno insistito sul fatto che il Psg non ha mai prodotto prove che l’attaccante abbia accettato di rinunciare a qualsiasi pagamento. I suoi avvocati hanno affermato che il club non ha pagato stipendi e bonus per aprile, maggio e giugno 2024.
“Mbappé ha adempiuto scrupolosamente ai suoi obblighi sportivi e contrattuali per sette anni e fino all’ultimo giorno”, hanno dichiarato i suoi consulenti. “Ha fatto tutto il possibile per evitare contenziosi, arrivando persino a ritirare una denuncia per molestie in uno spirito di conciliazione. In totale, chiedeva il pagamento dei suoi stipendi e bonus da oltre 18 mesi”.
Il Psg ha respinto tutte le accuse, sottolineando che Mbappé ha preso parte a oltre il 94% delle partite nella stagione 2023-24 e ha sempre lavorato in condizioni conformi alla Carta del Calcio Professionistico.
102 giocatori già squalificati, 150 i direttori di gara nel mirino della Procura di Istanbul
Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta portata avanti dalla Procura di Istanbul in merito allo scandalo scommesse venuto a galla nei mesi scorsi all’interno del movimento calcistico turco. Uno scandalo di portata enorme, che ha toccato tantissimi tesserati tra calciatori, arbitri e altri addetti ai lavori, oggetto sia di sanzioni dal punto di vista sportivo che sul piano penale. E’ notizia di questa mattina l’arresto di alcuni giocatori di spicco, tra cui figurano pure atleti di spicco di Fenerbahce e Galatasaray, i due club al momento più rappresentativi della Superlig.
IN MANETTE – Secondo quanto si apprende dalle agenzie di stampa turche, l’operazione condotta nelle scorse ore dalla Procura di Istanbul ha portato al fermo, tra gli altri, di Mert Hakan Yandas (centrocampista del Fenerbahce) e del difensore centrale del Galatasaray Metehan Baltaci. Insieme a loro, sono finiti in manette pure l’ex direttore di gara (oggi commentatore televisivo) Ahmet Cakar e l’arbitro Zorbay Kucuk. In totale, sono 46 le persone sospettare di aver commesso illeciti e oggetto di indagini da parte delle autorità, con 35 arresti che vedrebbero coinvolti anche presidenti e dirigenti di società.
INDAGINE A TAPPETO – Particolarmente inquietanti sono i numeri relativi agli arbitri coinvolti in questo scandalo senza precedenti nel calcio turco. 150 di loro sono finiti dentro l’inchiesta, mentre già nelle settimane scorse già 102 calciatori sono stati squalificati per un periodo compreso tra i 45 giorni e l’anno. Fra loro figurano il già citato Metehan Baltaci e il compagno di squadra al Galatasaray Eren Elmali.
Turchia, scandalo scommesse: in manette giocatori di Fenerbahce e Galatasaray
Tra gli arrestati il centrocampista Mert Hakan Yandas e il difensore Metehan Baltaci
La Procura di Istanbul ha emesso una serie di mandati di arresto per decine di calciatori e dirigenti in relazione allo scandalo scommesse che ha scosso la Turchia. Tra gli arrestati durante il blitz della polizia di questa mattina presto c’erano anche il centrocampista del Fenerbahce Mert Hakan Yandas e il difensore del Galatasaray Metehan Baltaci. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa DHA, anche l’ex arbitro e commentatore Ahmet Cakar e l’attuale arbitro Zorbay Kucuk sono finiti in manette. La Federcalcio turca ha dichiarato a ottobre di aver avviato un’indagine su oltre 150 arbitri per presunte scommesse su partite di calcio, che si è presto estesa a giocatori, dirigenti e commentatori televisivi. La Procura Generale di Istanbul ha emesso mandati di arresto per 46 sospettati,35 dei quali sono stati inizialmente arrestati, inclusi i presidenti di alcuni club.
I carabinieri del nucleo investigativo di Roma, a quanto apprende l’Adnkronos, hanno sequestrato diversi dispositivi, tra cui tablet, computer e telefoni agli indagati, sia a casa che negli uffici dei 5 indagati
Claudio Lotito – (Fotogramma/Ipa)
Perquisizioni sono state eseguite nei confronti di cinque persone indagate per tentata estorsione e manipolazione del mercato a danno del presidente della Lazio Claudio Lotito. I carabinieri del nucleo investigativo di Roma, a quanto apprende l’Adnkronos, hanno sequestrato diversi dispositivi, tra cui tablet, computer e telefoni agli indagati, sia a casa che negli uffici.
A delegare le perquisizioni sono stati i pm della Capitale che hanno avviato l’inchiesta dopo le denunce presentate da Lotito. In particolare ai cinque viene contestato in concorso di aver, con reiterati atti di minaccia tramite social, mail e telefonate anonime al presidente della Lazio, compiuto atti per costringere Lotito a cedere il capitale della società.
Inoltre per l’ipotesi di reato di manipolazione del mercato, ai cinque si contesta di aver, in concorso con terzi non ancora identificati, diffuso attraverso social e tramite una testata online, notizie false relative a un’imminente cessione del pacchetto di controllo da parte di Lotito, dello stato di quasi fallimento della società e anche dell’intenzione, sempre non veritiera, di far retrocedere la Lazio. Notizie diffuse per alterare il valore delle azioni della società quotata in Borsa.
Il materiale sequestrato verrà ora analizzato anche per capire se c’è una ‘regia’. Uno degli indagati avrebbe anche commissionato lo striscione ‘Lotito libera la Lazio’ appeso ad un aereo che la scorsa estate ha sorvolato il centro sportivo di Formello.
Il decreto: “Notizie false per orientare protesta tifoserie Lazio contro Lotito” – Striscioni esposti con la scritta ‘Libera la Lazio’, post ingiuriosi diffusi sui social, telefonate di minacce di morte per costringerlo a vendere la società: dopo le denunce presentate da Claudio Lotito ora cinque persone sono indagate dalla procura di Roma per fatti avvenuti dal 2024 a oggi. Si tratta di Stefano Greco, Fabio Russo, Rodolfo Bada, Lorenzo Silvestri e Renato Calcara, perquisiti oggi.
Tutti e cinque in concorso sono accusati di tentata estorsione e manipolazione del mercato, perché “agendo in concorso morale e materiale tra loro e con terzi in corso di identificazione, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, con reiterati atti di minaccia di morte effettuati a mezzo social network, mediante telefonate anonime ed a mezzo mail, dirette alla persona offesa o a suoi collaboratori, compivano atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere Claudio Lotito a cedere il capitale detenuto della S.S. Lazio s.p.a. o, in almeno un caso, a procedere ad un aumento di capitale”.
Un sabato che lo sport dilettantistico avrebbe voluto evitare. Nella gara del campionato Under 19provinciale tra Montorio Romano e Brictense, giocata ieri pomeriggio, si è verificato un episodio grave quanto inaccettabile: un calciatore del Montorio Romano ha colpito con uno schiaffo l’arbitro, un giovane direttore di gara di Rieti di appena 20 anni.
L’aggressione sarebbe avvenuta poco dopo l’inizio del secondo tempo, in un momento concitato del match. Il gesto ha reso impossibile proseguire: l’arbitro ha immediatamente sospeso la partita, come da regolamento.
Il giovane direttore di gara, scosso e con dolore al volto, è stato accompagnato al Sant’Andrea di Roma, dove i medici gli hanno diagnosticato 5 giorni di prognosi. Una ferita fisica contenuta, certo, ma un segnale preoccupante sul clima che troppo spesso avvelena le categorie giovanili, dove invece si dovrebbe insegnare rispetto e disciplina prima ancora del risultato.
Sarà ora il Giudice Sportivo a valutare la situazione, con possibili sanzioni pesanti per il calciatore e per la società. Intanto resta l’amaro: un ragazzo che arbitrava con passione, due squadre giovanili in campo, e una partita rovinata da un gesto che non ha nulla a che fare con il calcio.
Arbitro aggredito in campo: maxi squalifica per un calciatore della Rinascita Afragola
Il direttore di gara ha squalificato l’aggressore fino al 27 novembre 2029
Mano pesante del giudice sportivo per l’ennesimo episodio di violenza registrato sui campi dilettantistici della Campania. Durante la partita di Seconda Categoria tra Rinascita Afragola 2023 e DBFS San Pietro, giocata pochi giorni fa ad Afragola, un calciatore della squadra di casa ha aggredito l’arbitro dopo un’ammonizione: prima ha tentato di colpirlo con uno schiaffo, poi lo ha raggiunto vicino alla panchina e gli ha sferrato un pugno alla tempia e un calcio mentre era a terra.
Il direttore di gara è stato trasportato in ospedale con traumi multiplie prognosi di tre giorni.
Il Giudice sportivo ha assegnato lo 0–3 a tavolino alla compagine ospite e ha squalificato l’aggressore fino al 27 novembre 2029. Analogo episodio si era verificato pochi giorni prima sul campo sportivo di Qualiano. In quel caso si rese necessario l’intervento delle forze dell’ordine.
Al centro del procedimento presunte plusvalenze fittizie nella compravendita dalla Roma del difensore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e dell’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille.
Aurelio De Laurentiis (foto Andrea Staccioli / Insidefoto)
Il gup di Roma ha rinviato a giudizio il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, per il reato di falso in bilancio in relazione alle annate 2019, 2020 e 2021. Lo riporta l’ANSA.
Oltre al presidente il giudice ha mandato a giudizio il suo braccio destro, Andrea Chiavelli e la società calcistica. Al centro del procedimento presunte plusvalenze fittizie nella compravendita dalla Roma del difensore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e dell’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille.
Napoli, le cifre dell’operazione Osimhen – L’operazione che portò Victor Osimhen a vestire la maglia del Napoli ha già fatto discutere in diverse occasioni. In particolare, nell’affare rientrarono – oltre al portiere Oreste Karnezis – tre giovani calciatori del settore giovanile partenopeo: Claudio Manzi, Ciro Palmieri e Luigi Liguori (i primi due nati nel 2000 e il terzo nel 1998). Come emerso dal bilancio del Napoli chiuso al 30 giugno 2021, i tre furono valutati dai 4 ai 7 milioni di euro (oltre 5 milioni invece la valutazione di Karnezis).
Quali furono dunque – secondo i dati del bilancio 2021 – le reali cifre dell’operazione Osimhen? Il calciatore fu acquistato dal club partenopeo per 76.356.819 euro. Contestualmente, la società di De Laurentiis cedette al Lille i quattro calciatori sopra citati, per plusvalenze complessive di poco inferiori ai 20 milioni di euro. Queste tutte le cifre:
Ciro Palmieri – 7.026.349 euro (plusvalenza 7.026.349 euro)
Orestis Karnezis – 5.128.205 euro (plusvalenza 4.828.205 euro)
Luigi Liguori – 4.071.247 euro (plusvalenza 4.071.247 euro)
Claudio Manzi – 4.021.762 euro (plusvalenza 4.021.762 euro)
Napoli, le cifre dell’operazione Manolas – Come fu costruita invece l’operazione di Manolas?Quali sono le cifre dell’affare? Il calciatore si trasferì al Napoli il 30 giugno 2019, ultimo giorno utile alla Roma per mettere a referto una plusvalenza importante sul bilancio 2018/19 e rispettare così i parametri UEFA imposti dal Fair Play Finanziario. Manolas fu ceduto per 36 milioni di euro e generò – sulla base dei dati ufficiali di bilancio – una plusvalenza di 31,1 milioni.
Il calciatore militò nel Napoli per due stagioni e mezza, prima che il club partenopeo lo cedesse all’Olympiacos nella finestra di mercato invernale della stagione 2021/22. Ai partenopei la società greca versò 1,5 milioni di euro, costringendo il Napoli a mettere a referto una minusvalenza di 5,7 milioni di euro nei conti di quella stagione.
L’operazione che portò Manolas dalla Roma al Napoli è legata a doppio filo a quella che fece fare il percorso inverso al centrocampista Amadou Diawara. Il calciatore classe 1997 si trasferì in giallorosso sulla base di 21 milioni di euro e la sua avventura terminò dopo tre stagioni, quando fu ceduto all’Anderlecht per 1,89 milioni di euro generando sui conti della Roma una svalutazione pari a 7,27 milioni.
L’ordinanza, firmata dalla giudice Sonali da Cruz Zluhan del VI Tribunale per la Famiglia di Porto Alegre, stabilisce una detenzione di 30 giorni e un periodo di arresto di due anni, consentendo che il calciatore possa essere arrestato «in qualsiasi momento da qualsiasi autorità»
La carriera internazionale di Douglas Costa, ex giocatore della nazionale brasiliana e di club come Bayern Monaco e Juventus, sta attraversando un periodo buio a seguito della sentenza di un tribunale di Porto Alegre, in Brasile, che ha disposto il suo arresto per un debito di assegni di mantenimento di quasi 493mila reais (circa 93mila dollari).
L’ordinanza, firmata dalla giudice Sonali da Cruz Zluhan del VI Tribunale per la Famiglia di Porto Alegre, stabilisce una detenzione di 30 giorni e un periodo di arresto di due anni, consentendo che il calciatore possa essere arrestato «in qualsiasi momento da qualsiasi autorità».
Il Sydney lo scarica – Il Sydney FC, l’ultimo club di Costa in Australia, ieri ha annunciato la risoluzione del contratto dell’atleta di 35 anni. La società ha spiegato che la decisione è stata presa di comune accordo, motivata dalle «problematiche legali e personali in corso» che il brasiliano sta affrontando nel suo Paese d’origine. Costa aveva già precedenti penali per mancato pagamento degli alimenti. Nel 2023, mentre giocava per i Los Angeles Galaxy negli Stati Uniti, un tribunale brasiliano aveva ordinato la sua detenzione per lo stesso motivo.
Le pressioni e gli affari dei clan riguardano specialmente security e ingressi allo stadio, così i giudici di Catanzaro hanno ordinato la misura
Uno scudo contro la criminalità organizzata. Perché i club di calcio restano un target molto appetibile per le cosche. Così il Tribunale di Catanzaro ha disposto l’amministrazione giudiziaria per dodici mesi nei confronti del Crotone, su proposta congiunta del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, del Procuratore distrettuale della Repubblica di Catanzaro e del Questore di Crotone. Per gli inquirenti, che si sono basati sul lavoro investigativo di polizia e carabinieri del Ros, “sono emersi sufficienti indizi per ritenere che l’attività economica della FC Crotone srl, compresa quella di carattere imprenditoriale, sia stata sottoposta, nel corso dell’ultimo decennio, direttamente o quantomeno indirettamente a condizioni di intimidazione e assoggettamento ad opera di esponenti di locali cosche di ‘ndrangheta, esercitando un asfissiante controllo del territorio di Crotone e delle relative attività imprenditoriali, compresa la FC Crotone srl, certamente più rilevante e appetibile“.
Affari – Nel mirino della criminalità parte dell’indotto che gira intorno al club. Secondo l’accusa infatti: “Il libero esercizio, da parte della società sportiva, con particolare riferimento ai settori specifici della security e della gestione degli ingressi allo stadio, risulta profondamente influenzato dalla presenza pervasiva della criminalità organizzata, di soggetti indiziati di appartenenza alle articolazioni ‘ndranghetistiche locali“. Contestualmente sono state avviate le procedure per la notifica di 17 provvedimenti di Daspo “fuori contesto”.
Il Club – – Un provvedimento a tutela del club dunque, sulla scia di quello notificato al Foggia, anch’esso sotto controllo giudiziario dopo le denunce del presidente Canonico. L’obiettivo è quello di riportare l’attività economica dei club nel perimetro della legalità. La famiglia Vrenna, proprietaria del Crotone e artefice di una storica promozione in Serie A nel 2016, specifica attraverso l’avvocato Francesco Verri: “Non si tratta affatto di un provvedimento punitivo: la misura è stata adottata perché l’Autorità Giudiziaria ritiene che l’Fc Crotone abbia subito il potere di intimidazione della ‘ndrangheta e non ipotizza, neanche lontanamente, complicità o connivenze della società, dei suoi soci o dei suoi dirigenti e collaboratori. L’Fc Crotone collaborerà attivamente con gli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale per proseguire le proprie attività nell’interesse della società, dei tifosi e in generale dello sport“. Intanto la procura della Figc acquisirà gli atti dalla magistratura.
La nuova penalizzazione si somma ai 7 punti già comminati in precedenza. In questo modo, il club giuliano partirà da –20 in questa stagione.
Lo Stadio Nereo Rocco, casa della Triestina (Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)
Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato l’U.S. Triestina Calcio 1918(Girone A di Serie C) con 13 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva per una serie di violazioni di natura amministrativa. La società era stata deferita lo scorso 31 luglio a seguito di segnalazioni della Co.Vi.So.C..
La nuova penalizzazione si somma ai 7 punti già comminati in precedenza. In questo modo, il club giuliano partirà da –20 in questa stagione, vedendo fortemente ridottele proprie speranze di salvezza a causa di questa sanzione pesante.
La Triestina è stata recentemente acquistata da House of Doge attraverso la sua controllata Dogecoin Ventures, società collegata alla fondazione Dogecoin legata all’omonima criptovaluta. È la prima volta che una criptovaluta ha il controllo diretto di una squadra di calcio professionistica. House of Doge ha scritto in una nota che l’obiettivo dell’acquisizione è promuovere l’utilizzo di Dogecoin nei pagamenti.
Di seguito, la nuova classifica del girone A di Serie C dopo la penalizzazione odierna per i giuliani:
Pos.
Squadre
punti
1
Vicenza
10
2
Lecco
10
3
Union Brescia
9
4
Pergolettese
9
5
Arzignano Valchiampo
7
6
Alcione Milano
7
7
Renate
7
8
Pro Vercelli
6
9
Trento
5
10
Giana Erminio
5
11
Virtus Verona
4
12
Novara
4
13
Cittadella
4
14
Dolomiti Bellunesi
3
15
Inter U23
2
16
Albinoleffe
2
17
Pro Patria
2
18
Ospitaletto
2
19
Lumezzane
0
20
Triestina – (20 punti di penalizzazione)
-15
Violazioni amministrative: 13 punti di penalizzazione per la Triestina
La società era stata deferita lo scorso 31 luglio a seguito di segnalazioni della Co.Vi.So.C.
Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato l’U.S. Triestina Calcio 1918 (Girone A di Serie C) con 13 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva per una serie di violazioni di natura amministrativa. La società era stata deferita lo scorso 31 luglio a seguito di segnalazioni dellaCo.Vi.So.C..
Il giovane era stato aggredito da un genitore della squadra avversaria
Due screenshot dell’accaduto
Una follia su un campo da calcio.E su cui ora pesano le decisioni della giustizia sportiva. Scatta la squalifica di un anno per il portiere di 13 anni del Volpiano Pianese, picchiato dal papà di un avversario al termine della sfida contro il Carmagnola nel corso di un torneo tra squadra Under 14.
“Condotta violenza assunta dai ragazzi”: cosa ha deciso il giudice – La decisione è stata presa “vista la gravità della condotta violenta assunta da ragazzi in età giovanissima, che inficia i sani principi dello sport improntati alla correttezza ed al rispetto dell’avversario, considerato altresì, che la violenza sia da condannare a priori ovunque venga posta in essere e soprattutto tra minori“, ha spiegato il giudice sportivo nel motivare la decisione presa giovedì 4 settembre. L’organismo ha ritenuto di dover “comminare una sanzione di considerevole ed esemplare entità, pertanto si squalifica il succitato giocatore perché, a fine gara, assumeva una condotta violenta ed antisportiva innescando una rissa e colpendo con manate e pugni il fianco e la schiena di un giocatore avversario, steso sul terreno di gioco“.
Una condotta che “dava adito a un ulteriore atto di violenza posto in essere da soggetto non presente in distinta, che entrava arbitrariamente ed indebitamente sul terreno di gioco“. Stessa identica squalifica, fino al prossimo 4 settembre 2026, per un calciatore del Carmagnola Queencar, “parte attiva della rissa innescata dall’avversario”, avendo a sua volta colpito con un pugno un giocatore della squadra avversaria. Squalificato invece fino a marzo 2026il dirigente e rappresentante della Volpiano Pianese, padre del portiere picchiato, anche lui coinvolto nella rissa, “malmenatosi” con il padre dell’avversario.
Punite anche le società – Sono state comminate pure delle ammende nei confronti delle società. La Polisportiva Paradiso Collegno dovrà pagare 200 euro perché “ometteva di vigilare adeguatamente non impedendo l’accesso al terreno di gioco di persona presente tra il pubblico“. Mentre sia la Csf Carmagnola Queencar che la Volpiano Pianese dovranno versare 150 euro “per responsabilità oggettiva per la condotta violenta assunta dai propri tesserati“.
Il presidente Espedito Siniscalchi, il direttore sportivo Luca Nember e la proprietaria Giusy Anna Scarcella, amministratrice della Building Company
Doveva arrivare ed è arrivata. Senza nessuno sconto, anzi. E l’impressione è che non sia affatto finita qui. Il Tribunale federale, dopo il deferimento di più di qualche settimana fa, ha deciso: undici i punti di penalizzazione per il Rimini e una multa di oltre 10.000 euro. A essere punite sono le ormai note violazioni amministrative riferite al pagamento degli stipendi ai tesserati, relative allo scorso mese di maggio. Violazioni messe in atto dalla precedente proprietà, ma questo, di fatto, oggi importa poco. Oltre agli stipendi (poi pagati in ritardo dall’ex presidente Stefania Di Salvo), in quell’occasione non erano stati pagati alla scadenza nemmeno i contributi Inps e le ritenute Irpef. Ma non solo.
Entro il 7 luglio non erano state fornite nemmeno le informazioni economico-finanziarie previsionali (il budget, per intenderci) per la stagione 2025/2026. E qui era stata richiesta l’applicazione della recidiva. Tutto questo al ’prezzo’ di un -11 in classifica, che di fatto oggi diventa -10, grazie al punto conquistato dal Rimini alla seconda di campionato nel derby di Pesaro. Ma il conto è salato anche in termini economici. Infatti, sulla testa della società cadono anche due multe, rispettivamente di 5.000 e 6.667 euro, mentre l’ex presidente Di Salvo è stata inibita per 16 mesi. Otto mesi di inibizione anche per Sauro Cancellieri, all’epoca dei fatti sindaco unico della società.
Una prima stangata alla quale ne seguirà una seconda considerando che all’appello manca la penalizzazione per non aver presentato (e questo è opera della nuova proprietà) entro l’8 agosto l’ormai tristemente famosa fideiussione extra budget sul monte ingaggi. Insomma, un vero e proprio bagno di sangue. Annunciato, c’è da dirlo. Perché da settimane si sa che, prima o poi, la penalizzazione sarebbe arrivata. E Giusy Anna Scarcella, con la sua Building Company, ne era a perfetta conoscenza anche al momento della firma del preliminare di acquisto del club, il 31 luglio scorso. C’è anche da aggiungere che da quel giorno la nuova proprietà non ha fatto nulla per cercare di addolcire il giorno in cui ci sarebbe stata da mandare giù l’amara pillola. Anzi.
Mettendo in fila gli eventi è stato fatto proprio tutto il contrario:la nuova società non si è mai presentata mettendo insieme soltanto un via vai di dirigenti, non ha depositato la fideiussione che le avrebbe permesso di operare sul mercato, per poi smantellare la squadra (storia di qualche giorno fa). Ieri i cancelli del ’Neri’ sono rimasti chiusi e la squadra (o quel che ne resta) non si è allenata, mister Braglia non si capisce che rassicurazione attenda ancora e alle porte c’è la terza di campionato con la Ternana. “Siamo pronti a cedere le quote“, dice la Scarcella. Sperando, a questo punto, che sia una promessa.
Dopo il silenzio della Sud milanista, lunedì sera tocca al tifo organizzatore nerazzurro manifestare contro il giro di vite dei club: niente striscioni e abbonamenti respinti nei settori più caldi di San Siro
Una coreografia della curva nord interista
Se gli ultras del Milan sono entrati allo stadio marimasti in silenzio , quelli dell’Inter lasceranno vuoto il loro settore. Forma diversa, sostanza uguale: si tratta della protesta contro il giro di vite dei club milanesi, in accordo con la pubblica autorità, sul tifo organizzato. Come ormai noto, dopo l’inchiesta “Doppia Curva” , resta infatti bandito l’ingresso degli striscioni e del materiale dei gruppi ultrà al Meazza mentre decine di tifosi “sgraditi” si sono visti negare l’abbonamento al secondo anello blu o verde.
Di conseguenza lunedì sera, in occasione del debutto in campionato contro il Torino , l’Inter non potrà contare sul sostegno del secondo anello verde. Così ha deciso e comunicato il direttivo della curva nord nerazzurra ai suoi frequentatori in riunione e nelle chat dedicate. Chi vorrà entrare potrà farlo ma in un determinato momento verrà dato il segnale per uscire ordinatamente dal settore. Non un obbligo, sottolineano le responsabilità, ma un invito accorato. Non dovrebbero dunque ripetersi le scena dello sgombero forzato del settore a Inter-Sampdoria del 2022dopo l’omicidio del capo ultràVittorio Boiocchi .
Giovedì sera gli ultras nerazzurri si sono radunati per decidere come organizzare una protesta su cui tutti concordano da tempo. Si è raggiunto un compromesso: qualcuno non entrerà proprio. Chi invece varrà i tornelli abbandonerà la curva quando verrà comunicato, comunque a inizio partita, per ricongiungersi con chi è rimasto fuori in una sorta di presidio che inizierà ben prima della partita: alle 17 è infatti fissato il ritrovo al“Baretto”.
La questura ha chiesto l’annullamento dei titoli intestati a residenti nel Lazio che avevano inserito dati fittizi per accedere ai settori di casa
Como-Lazio, annullati i biglietti falsi dei tifosi laziali: dati fittizi per accedere ai settori di casa
I biglietti per Como-Lazio acquistati con residenze false saranno annullati. La questura di Como ha richiesto ufficialmente alla società calcistica Como 1907 di annullare i titoli validi per il match contro la Lazio, in programma sabato 24 agosto 2025 allo stadio Sinigaglia. I titolari dei biglietti in questione sono risultati essere residenti nella regione Lazio, ma avevano dichiarato all’acquisto una residenza diversa da quella reale, violando esplicitamente le disposizioni in materia di ordine pubblico.
Le verifiche – Il provvedimento è stato adottato in seguito a una serie di accertamenti condotti in collaborazione con l’ufficio anagrafe del Comune di Como. L’indagine ha fatto emergere che alcuni tifosi laziali, eludendo il divieto di acquistare tagliandi per i settori destinati ai tifosi locali, avevano inserito dati anagrafici fittizi per superare i filtri imposti dalle normative di sicurezza.
La richiesta di annullamento – Le irregolarità rilevate rappresentano una violazione della determinazione numero 32 del 2025 dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, nonché delle disposizioni stabilite dal Gruppo operativo per la sicurezza. La questura ha dunque chiesto e ottenuto l’annullamento dei biglietti irregolari e invita i tifosi a non recarsi allo stadio senza un titolo di accesso valido, anche per non incorrere in ulteriori sanzioni.
Accertamenti penali – Nel frattempo, sono in corso ulteriori verifiche da parte dell’autorità di pubblica sicurezza. Le condotte messe in atto per aggirare le regole potrebbero infatti essere oggetto di valutazioni non solo amministrative, ma anche penali, qualora emergano responsabilità rilevanti sotto il profilo giudiziario.
È accaduto durante il ritiro della squadra a Castel di Sangro. Il dirigente è stato fermato dai carabinieri il 31 luglio scorso, giorno del compleanno dell’allenatore
Giovanni Manna
Momento particolare per il direttore sportivo Giovanni Manna, il direttore sportivo del Napoli che l’altro giorno è stato operato per uninfortunio al tendine d’Achille mentre faceva jogging. Al dirigente azzurro è stata anche ritirata la patente (con sospensione per tre mesi) durante il ritiro dei campioni d’Italia a Castel di Sangro.
L’episodio risale allo scorso 31 luglio, nel giorno del compleanno di Antonio Conte. Manna stava rientrando nell’hotel che ha ospitato il Napoli a Rivisondoli proprio dopo il party del suo allenatore ed è stato fermato dai Carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro, per un controllo di routine lungo la Statale 17. Manna è risultato positivo all’alcoltest con un valore di 0.6 g/l, quindi leggermente superiore a quello consentito per legge (0.5 g/l).
Giovanni Manna, 37 anni, originario di Vallo della Lucania, nel Cilento, è alla seconda stagione come direttore sportivo del Napoli: è arrivato dalla Juventus nell’estate 2024.
La procura ha dato esecuzione ad una nuova misura cautelare a carico di 2 ultras gravemente indiziati del reato di spaccio di sostanze stupefacenti
Nuovi guai per gli ultras della Roma appartenenti al ‘Gruppo Quadraro‘. Nella mattinata di oggi, infatti, la polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare a carico di due membri del gruppo di tifosi giallorossi già finiti al centro dell’indagini per un copioso giro di droga tra i bagni dello stadio Olimpico. Gli investigatori, infatti, hanno contestato altri 30 episodi di spaccio all’interno dell’impianto. Una notizia che arriva a pochi giorni dall’inizio del campionato di Serie A.
Altri guai per ‘Ciccillo’ – Un giro di droga attivo durante le partite casalinghe della A.S. Roma, nel corso delle quali il gruppo riforniva di cocaina la vasta clientela, che accorreva allo stadio per assistere alle partite di calcio e approfittava dei pusher per acquistare dosi di droga. Un provvedimento che, come detto, segue l’operazione che aveva già coinvolto il gruppo ultraslo scorso aprile quando la squadra mobile e la digos della Questura avevano indagato 6 esponenti del tifo organizzato.Tre di loro finirono in carcere.
Tra questi c’era Giampiero Antonelli, 43enne detto ‘Ciccillo‘, e considerato braccio destro del capo del gruppo ultras, ossia Girolamo ‘Cillo‘ Finizio (solo sfiorato dall’indagine ndr). Oggi per Antonelli è arrivato un aggravamento della sua posizione. La squadra mobile e la procura di Roma, infatti, gli contestano altri 30 episodi di spaccio in occasione di più partite della Roma. Compravendite di droga avvenute all’altezza degli ingressi 20 e 21. Antonelli, già in carcere ad aprile, ha ricevuto dunque un’altra notifica.
Il complice – A finire nei guai anche Roberto De Santis,60 anni. L’ultras avrebbe partecipato all’associazione coordinata da ‘Ciccillo‘ Antonelli “presidiando fisicamente i bagni così da riaffermare il controllo della piazza di spaccio da parte del ‘Gruppo Quadraro’ e comunque al fine di assicurare protezione ai pusher, nonché occupandosi, unitamente all’Antonelli, del recupero del denaro provento delle attività di spaccio“, secondo gli investigatori.
Per lui è stato disposto l’obbligo di presentazione agli uffici di polizia giudiziaria. Il suo nome compariva già nelle carte d’indagine del procedimento dello scorso aprile. Ai due vengono mosse dunque “altre contestazioni, che seguono e si sommano alle ipotesi di reato già loro contestate“, ha spiegato la questura di Roma.
Il primo filone – Nel primo filone investigativo, quello dello scorso aprile, erano emersi presunti collegamenti anche con alcuni esponenti della criminalità organizzata. Nelle carte emergevano quasi 400 cessioni di cocaina documentate nei bagni del settore caldo del tifo della Roma, quello della curva sud dello stadio Olimpico.
All’altezza degli ingressi 20 e 21, nell’immediata vicinanza del muretto della curva stabilmente occupato dai componenti del ‘Gruppo Quadraro‘, durante le partite di Serie A e dell’Europa League era stata allestita una piazza di spaccio. Dopo quell’indagine la sede del gruppo fu scenario del lancio di una molotov.
Sul posto otto mezzi dei vigili del fuoco. Tutto sarebbe partito dal capannone di circa 15mila metri quadrati
L’incendio alla Carbon line di Fano (foto da video Facebook)
Un incendio sta divorando lo stabilimento dell’azienda Carbon line specializzata nella costruzione di yacht di lusso. Le fiamme sono partite intorno alle 12 dell’11 agosto dal capannone sud della fabbrica di Fano (Pesaro e Urbino). Sul posto i vigili del fuoco stanno provando a domare le fiamme mentre una densa colonna di fumo si è alzata in cielo.
L’incendio – L’incendio sarebbe scoppiato nel capannone sud di circa 15.000 metri quadrati. Non è ancora chiaro quale possa essere la causa delle fiamme, ma non risultano danni alle persone. Sul luogo, oltre a otto mezzi dei vigili del fuoco sono arrivati, i sanitari del 118, una pattuglia della polizia locale e la Protezione civile.
La colonna di fumo è visibile a chilometri di distanza. Le autorità, in via precauzionale, hanno invitato i cittadini a chiudere le finestre e a evitare di raccogliere colture dai terreni nelle zone limitrofe. Il sindaco di Fano ha disposto, tra le altre cose, il divieto di utilizzo di climatizzatori e pompe di calore che prelevano aria dall’esterno. Sul posto dell’incidente sono arrivati anche i tecnici dell’Arpam per esaminare la qualità dell’aria.
Maxi incendio a Fano nell’azienda di yacht di lusso. “Finestre chiuse, analisi sulla qualità dell’aria”
Fano, 11 agosto 2025 – Climatizzatori spenti, finestre chiuse e niente attività all’aperto: sono le indicazioni per chi vive o lavora entro due chilometri dall’enorme incendio (foto) di vaste proporzioni esploso poco dopo le 12 di oggi in via De Nicola, all’interno della Carbon Line, azienda del distretto nautico fanese specializzata nella produzione di yacht di lusso. Un dipendente dell’azienda è stato portato in ospedale, subito dimesso. Approfondisci: Incendio Carbon Line Fano, in cenere il cuore della nautica: “Posti a rischio e milioni in fumo”
La nube, sprigionata dalla combustione di materiali chimici, è con ogni probabilità tossica. L’Arpam sta verificando se le acque e i terreni siano stati contaminati o se il vento abbia disperso le particelle nocive. L’ordinanza del sindaco Luca Serfilippi, firmata “a tutela della salute pubblica”, vieta l’uso di climatizzatori che pescano aria dall’esterno, il consumo di frutta, verdura o foraggio coltivati dopo il rogo e l’utilizzo di acqua superficiale stagnante. È consigliato trattenere in casa gli animali domestici e ridurre al minimo le attività all’aperto. Le misure resteranno in vigore fino all’esito delle analisi.
Analisi sulla qualità dell’aria Analisi Arpam sulla densa colonna di fumo nero (video), visibile anche a chilometri di distanza, che si alza dalla zona industriale di Bellocchi. Il rogo è stato accompagnato da forti esplosioni udite a grande distanza e il forte odore chimico che si sprigiona dal rogo è avvertibile in diverse zone della città, a seconda di come ruotano i venti. L’incendio scoppiato alla Carbon Line, azienda del distretto nautico fanese specializzata nella produzione di yacht di lusso
Lo scrittore pubblica uno scritto in memoria dell’amica scomparsa il 10 agosto 2023
Roberto Saviano, Michela Murgia nella foto condivisa su Instagram
Il 10 agosto 2023 moriva Michela Murgia dopo una lunga malattia che lei stessa aveva raccontato con lucidità fino all’ultimo. Oggi, a due anni da quel giorno, Roberto Saviano ha voluto pubblicare una lettera per lei. Per lo scrittore Murgia erauna delle persone più care della sua vita, un’amica a cui era legatissimo da un sentimento profondo e pure da un impegno sociale e civile: “Ci siamo conosciuti e uniti non per quello che abbiamo fatto, ma per quello che ci hanno fatto“, uno dei passaggi del discorso letto in chiesa durante i funerali.
Ancora adesso il dolore per la sua assenza emerge dalle righe affidate da Saviano a un post Instagram, a corredo di una foto di Michela Murgia sorridente. Parole che, ancora una volta, lasciano trasparire tutta la profondità di un legame tutt’ora fortissimo.
La lettera di Roberto Saviano per Michela Murgia
“Mi avevano assicurato fosse una cura, lo scorrere del tempo. Che mi avrebbe permesso di accettare di non vederti più, di considerare ormai inevitabile non avere tue risposte.
Mi avevano garantito che, con il passare dei giorni, sarebbe persino arrivata l’abitudine alla tua assenza. Mi hanno truffato.
Non c’è abitudine. Non ho accettato nulla.
Voglio che si apra una porta, ora, e che — dannazione — tu possa entrare in stanza come si ritorna da un viaggio, perché così ancora ti sto vivendo: in attesa.
Se questo non accade, Michela, se non torni oggi, non mi importa il ricordo, inutili le pagine, mi hanno stancato le commemorazioni.
Ho bisogno del suono dei tuoi passi sulle scale, di vederti, dell’odore della tua pelle, della tua voce che risuona nel giardino che hai goduto per un solo giorno e che ora ha un meraviglioso bigliardino che per nessuna ragione puoi ignorare.
Ma se non torni, Michy, oggi non mi importa di ricordare niente.
Mi abbofferò di gocce, resterò tutto il giorno a letto sedato, e che schifo, la morte che ti ha portata via. Amen”.
Inail: infortuni in crescita nel tragitto da casa. “Edilizia maglia nera, sempre più stranieri che non parlano italiano e con comprendono cosa fare per la sicurezza”, dice la Cgil. L’ispettore del lavoro: “Siamo pochi”
I recenti dati sugli infortuni sul lavoro pubblicati dall’Inail confermano una realtà cupa: nel 2024 gli incidenti registrati sono stati 589.571, in aumento dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Con un bilancio di 1.077 vittime, anche il numero di morti è cresciuto: 4,7% in più rispetto al 2023. E dietro ai numeri ci sono storie reali, come quella di Ramadan Ramizi: 28 anni, due figli piccoli e due stampelle, un aiuto necessario da quando un incidente sul lavoro gli è costato una gamba
L’ex capitana dell’Inter su Instagram ha raccontato di doversi sottoporre a un intervento
Intervento al cuore per Regina Baresi, ex attaccante e capitana dell’Inter, ora commentatrice e opinionista sportiva in tv. L’ex atleta, figlia di Giuseppe, bandiera dell’Inter e nipote diFranco, storico difensore del Milan che nei giorni scorsi è stato operato per asportare un nodulo al polmone, ha annunciato su Instagram di doversi sottoporre a una ablazione cardiaca per risolvere un problema di aritmie anomale di cui soffre da qualche tempo.
La Uefa presenta il conto al PSG a 2 mesi dalla finale di Champions con l’Inter: multa salata
La Uefa non fa sconti al Paris Saint-Germain e, a distanza di quasi due mesi dal trionfo in finale di Champions contro l’Inter, presenta il conto al club francese che dovrà pagare una multa salata per quanto avvenuto al termine della partita (vinta 5-0) e durante la festa per la conquista del trofeo. La somma è di 148 mila euro, un importo al quale la Federazione continentale arriva elencando una serie di violazioni, la maggior parte delle quali scaturite dal“comportamento antisportivo” dei sostenitori transalpini.
Quali sono le accuse e gli articoli violati dai francesi – La Commissione di Controllo, Etica e Disciplina ha giudicato con molto rigore l’euforia contagiosa e debordante dei supporter parigini, impazziti di gioia per il successo tanto atteso e arrivato nella gara clou di Monaco il 31 maggio scorso. Le infrazioni contestate sono diverse: invasione di campo, lancio di oggetti, accensione di fuochi d’artificio, azioni di danneggiamento e, al tempo stesso, aver veicolato con quegli atti un cattivo esempio e la trasmissione di un messaggio non idoneo a un evento sportivo. Ecco nel dettaglio le accuse e gli articoli violati secondo la “disciplinare” della Uefa:
Invasione del campo di gioco – art. 16(2)(a)
Lancio di oggetti – art. 16(2)(b)
Accensione di fuochi d’artificio – art. 16(2)c
Atti di danneggiamento – art. 16(2)(f)
Trasmissione di un messaggio non idoneo ad un evento sportivo – art. 16(2)(e)
Atti che gettano discredito sulla Uefa – art. 11(2)(d) DR.
La Uefa presenta il conto al PSG a 2 mesi dalla finale di Champions con l’Inter: multa salata
La nota della Commissione Uefa sulle somme delle singole infrazioni
La nota della Federazione si completa con l’indicazione dei differenti importi associati a ogni violazione. Di seguito le voci addebitate dall’organismo di controllo al Paris Saint-Germain:
invasione di campo e accensione di materiale pirotecnico – multa di 100mila euro e divieto di vendere biglietti ai tifosi per la prossima partita in trasferta di una competizione Uefa. Sanzione quest’ultima sospesa con la condizionale entro i prossimi due anni.
lancio di oggetti – ammenda di 30mila euro.
messaggio non adatto a un evento sportivo e discredito sulla Uefa – multare di 10mila euro
Cambia lo scenario in Francia: la procura di Nanterre vuole mandare l’ex Inter davanti al giudice per i fatti del febbraio 2023
Achraf Hakimi adesso rischia il processo per stupro per i fatti del 2023. A rivelare la notizia è stato Le Parisien, primo quotidiano della capitale francese: per l’ex laterale dell’Inter e attuale calciatore del Psg, accusato di aver violentato una giovane donna nella sua abitazione di Parigi, la procura di Nanterre ha appena chiesto il rinvio a giudizio. La palla passa ora al giudice istruttore, chiamato a confermare o meno i termini dell’accusa: Hakimi rischia fino a 15 anni di carcere.
Reazione – Durante l’istruttoria, mentre il club e compagni lo supportavano, il calciatore aveva sostenuto la tesi di un complotto architettato dalla sua accusatrice a fini economici, accusa che la presunta vittima ha sempre respinto con forza convincendo anche la procura. Interpellata dal quotidiano, l’avvocata di Hakimi, Fanny Colin, ha dichiarato: “Quelle della procura di Nanterre sono richieste incomprensibili e insensate alla luce degli elementi emersi, elementi che evidenziano le menzogne della denunciante. Rimaniamo sereni come all’inizio della procedura: se le richieste dovessero essere accolte, eserciteremo tutti i mezzi possibili di ricorso“.
Si è spenta a Roma la grande interprete. Nel corso della sua lunga carriera aveva recitato con registi del calibro di Pasolini e Strehler
Maria Laura Antonelli / AGF –Adriana Asti, foto 2017
È morta a 94 anni a Roma la grande attrice di teatro e cinema Adriana Asti. Nel corso della sua lunga carriera aveva recitato con registi del calibro di Pasolini e Strehler.
L’inizio della carriera – Nata a Milano nel 1931, nella sua lunga carriera ha lavorato con i più grandi, da Bertolucci a Strehler, da Bunuel a Visconti. Apparsa giovanissima nel cortometraggio di Dino Risi Buio in sala, girato nel 1948, Adriana Asti esordì a teatro nel 1951 recitando nel Miles gloriosus di Plauto con la compagnia stabile di Bolzano, e ottenendo il primo successo personale con una parte ne Il crogiuolo di Arthur Miller, diretta da Luchino Visconti, che successivamente le offrì alcuni ruoli nei film Rocco e i suoi fratelli (nei panni della ragazza della lavanderia) e Ludwig (dove interpretò Lila Von Buliowski).
L’amicizia con Pasolini – Dopo Rocco e i suoi fratelli di Visconti, interpretò il ruolo della prostituta Amore in Accattone (1961) di Pier Paolo Pasolini, amico dell’attrice, e quello dell’affascinante zia del protagonista in Prima della rivoluzione (1964) di Bernardo Bertolucci (suo primo marito). Recitò ne Il fantasma della libertà (1974), di Luis Bunuel; in Nipoti miei diletti (1974), di Franco Rossetti; in Un cuore semplice (1977) e Tosca e altre due (2003), entrambi di Giorgio Ferrara, fratello di Giuliano e suo secondo (fu) marito; Io, Caligola di Tinto Brass (1979), Action (1980) ancora di Tinto Brass, La meglio gioventù (2003) (con cui vinse il suo terzo Nastro d’argento e il Ciak d’oro) e Quando sei nato non puoi più nasconderti (2005), entrambi di Marco Tullio Giordana.
Interpretazioni teatrali – A teatro recitò in Santa Giovanna di George Bernard Shaw (1984), Giorni felici di Samuel Beckett (1985,2010), La locandiera di Carlo Goldoni (1986) e nel dramma Tre uomini per Amalia (1988). Vincitrice del premio Siae (1990) e delPremio Eleonora Duse (1993), nel 1999 scrisse e interpretò Alcool. Nel 2000 interpretò in francese Ferdinando, un classico della drammaturgia degli anni Ottanta. Per la tv fu tra i protagonisti della miniserie La famiglia Ricordi, con la regia di Mauro Bolognini (1995). Nel 2015 fu protagonista di A.A. Professione attrice, diretto da Rocco Talucci, film documentario dedicato alla sua produzione cinematografica e teatrale. Nell‘aprile 2023 fu protagonista di una puntata delprogramma televisivo Le ragazze, dove racconto’ la propria infanzia, gli esordi e il successo teatrale e cinematografico.
Giuli, vita consacrata alle scene – “Con la scomparsa di Adriana Asti, l’Italia perde una delle sue interpreti più intense e raffinate. Attrice di grande sensibilità, ha saputo attraversare con eleganza e profondità il teatro, il cinema e la letteratura, collaborando con i maestri del Novecento e del nuovo millennio. La sua voce, lo sguardo e la sua presenza scenica resteranno nel patrimonio della nostra cultura come esempio luminoso di dedizione all’arte. A nome mio e del ministero della Cultura esprimo il più sentito cordoglio”. Lo ha affermato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Donne e bambini sono stati portati via dai gommoni della guardia costiera. Fiamme anche aVillacidro, Osilo e Dolianova
Villasimius – La Sardegna brucia ancora. Oggi 27 luglio gli incendiari con l’arrivo del maestrale sono entrati in azione e hanno preso di mira la vallata e il litorale di punta Molentis, una delle zone più rinomate del territori del comune di Villasimius. Il rogo alimentato dal vento e dalla folta vegetazione nel giro di pochissimo tempo ha assunto proporzioni enormi nonostante il tempestivo e massiccio intervento di uomini e mezzi aerei e terrestri. Centinaia di persone rimaste intrappolare hanno trovato rifugio in acqua. Sul posto oltre agli agenti forze del corpo forestale e di vigilanza ambientale delle stazioni del circondario stanno operando diverse squadre dei vigili del fuoco, una proveniente dal comando provinciale di Cagliari dal distaccamento di San Vito e dalla sede stagionale di Castiadas. Le fiamme minacciano i numerosi bagnanti presenti sulla spiaggia e i loro veicoli, stimati in circa 200 unità. Decine di essi sono stati distrutto dal fuoco. Per fronteggiare l’emergenza, i vigili del fuoco hanno inviato sul posto anche gli specialisti del nucleo nautico con motobarca e sommozzatori con gommone, pronti a effettuare evacuazioni via mare se necessario. È in volo anche un elicottero dei vigili del fuoco per garantire eventuali evacuazioni dall’alto e supportare le operazioni aeree. Sullo scenario dell’incendio sono inoltre operativi due Canadair della flotta aerea nazionale dei vigili del fuoco, in coordinamento con le risorse messe in campo dalla Regione. La situazione è molto critica e operazioni sono tutt’ora in corso.
Incendi a Villasimius, le fiamme vicino alla spiaggia di Punta Molentis bloccano le vie di fuga: bagnanti evacuati via mare e decine di auto bruciate
Ancora la piaga degli incendi in Sardegna, fiamme nella zona di Villasimius
Incendi a Villasimius, le fiamme vicino alla spiaggia bloccano le vie di fuga: bagnanti nel panico, decine di auto bruciate tra gli ombrelloni
Un’altra giornata diincendie fuoco inSardegna. La situazione più grave a Punta Molentis, a Villasimius con le fiammeche sono arrivate a ridosso della spiaggia bloccando quasi integralmente le possibili vie di fuga ai bagnanti. Un autentico inferno di fuoco con danni ingenti. Mobilitata anche la Capitaneria di porto di Cagliari per una possibile operazione di soccorso dal mare. Anche se l’intervento potrebbe essere reso difficile dal forte vento di maestrale che da qualche ora si sta abbattendo sul sud Sardegna.
Terrore tra i bagnanti in fuga, le auto in spiaggia – Molti bagnanti hanno raggiunto le loro auto al parcheggio cercando di avvicinarsi il più possibile alla spiaggia – qualcuna è anche entrata nell’arenile- per portare via i familiari che in tutta fretta stanno raccogliendo ombrelloni e asciugamani. Bagnanti in fuga, strade intasate, parcheggio intrappolato, gli elicotteri che disperatamente provano a contenere le fiamme.
Adesso, Villasimius, #sardegna. L’inferno in diretta.
Alcuni bagnanti sono stati evacuati con gommoni dalla Guardia Costiera via mare. È la descrizione da parte degli ambientalisti del Grig di quello che sta succedendo in queste ore a Villasimius. Dai video diffusi sui social si evidenzia come decine di auto parcheggiate a ridosso della spiaggia siano state completamente distrutte dalle fiamme.
Decine di mezzi bruciati, bagnanti bloccati e danni ingenti – Al pericolo si aggiunge il danno ecologico: è letteralmente andato in fumo – scrivono – un gioiello ambientale. Drammatico anche il report dei vigili del fuoco. Due squadre , una proveniente dal distaccamento di San Vito e una dalla sede stagionale di Castiadas,sono attualmente impegnate nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area.
Le fiamme – spiega il comando operativo – minacciano i numerosi bagnanti presenti sulla spiaggia e i loro veicoli, stimati in circa 200 unità.Per fronteggiare l’emergenza, sono stati inviati sul posto anche gli specialisti del nucleo nautico con motobarca e sommozzatori con gommone, pronti a effettuare evacuazioni via mare se necessario. È in volo un elicottero dei Vigili del Fuoco per garantire eventuali evacuazioni dall’alto e supportare le operazioni aeree. Sullo scenario dell’incendio sono inoltre operativi due Canadair della flotta aerea nazionale dei Vigili del Fuoco, in coordinamento con le risorse messe in campo dalla Regione. Le operazioni sono tuttora in corso.
1– Bombe d’acqua, lampi e grandinate con forti raffiche di vento: il maltempo fa scattare la nuova allerta. E sale il timore per i fiumi Le previsioni
2 – Allerta meteo
3 – Tempo molto instabile
4 – Il weekend
1 – Bombe d’acqua, lampi e grandinate con forti raffiche di vento: il maltempo fa scattare la nuova allerta. E sale il timore per i fiumi. Le previsioni – Rovesci e temporali: il maltempo sta tornando a colpire il Nordest. La protezione civile regionale del Veneto ha diramato un’allerta idrogeologicadi attenzione da stasera a tutta la giornata di domani per forti rovesci e temporali, anche intensi, attesi sulle zone montane e pedemontane della regione che potrebbero investire anche ampi tratti della pianura. Sono quattro i bacini posti sotto particolare attenzione: l’Alto Piave e il Piave Pedemontano tra Belluno e Treviso, l’Alto Brenta, il Bacchiglione e l’Alpone tra Vicenza e Verona, e il sistema Adige-Garda e Monti Lessini nel Veronese. Su una scala di tre attenzione rinforzata di livello due sulle Dolomiti, dove domani le piogge intense potrebbero reinnescare i recenti movimenti franosi della Croda Marcora che hanno portato a più chiusure della statale 51 Alemagna a San Vito di Cadore.
Bombe d’acqua, lampi e grandinate con forti raffiche di vento: il maltempo fa scattare la nuova allerta. E sale il timore per i fiumi. Le previsioni – di Redazione web
2 – Allerta meteo – Una perturbazione di origine atlantica porta temporali sulle regioni del Nord. Lo indica un’allerta meteo della Protezione civile che prevede dal pomeriggio di mercoledì 23 luglio precipitazioni su Piemonte, Lombardia, Veneto e sul Trentino Alto Adige. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento. Valutata per la giornata di domani allerta gialla nelle province di Trento e Bolzano e su ampi settori di Piemonte, Lombardia e Veneto.
Allerta meteo
3 – Tempo molto instabile – Secondo gli esperti di 3BMeteo, nella giornata di giovedì 24 luglio, il nordest sarà colpito da tempo molto instabile con rovesci e temporali fin dal mattino, localmente forti nei settori alpini e prealpini in genere e fino all’alta pianura lombardo veneta. Meno interessato il basso Veneto. Venerdì 25 luglio, invece, il Nordest sarà interessato da schiarite e annuvolamenti associati a rovesci intermittenti e qualche temporale, più diffusi nelle ore centrali del giorno e in serata.
Tempo molto instabile
4 – Il weekend – Stando a quanto prevedono gli esperti di 3BMeteo, anche il fine settimana potrebbe essere interessato da rovesci e maltempo. Sabato 26 luglio, al Nordest prevale una forte variabilità dei fenomeni temporaleschi, con possibilità di brevi rovesci o temporali. I fenomeni potrebbero verificarsi in serata o durante la notte. Temperature in calo, massime tra 23 e 28. Per domenica 27 luglio, invece, da 3BMeteo avvisano che dovrebbe tornare il sereno in pianura, nubi sparse con ampie schiarite sulle Dolomiti e nubi sparse con ampie schiarite altrove.
Aveva fondato l’Aic nel 1968 ed era rimasto in carica fino al 2011. Gravina: “I calciatori hanno un ruolo sempre più importante grazie a lui”
Sergio Campana – Figc
Lutto nel calcio italiano. Oggi, sabato 19 luglio, è morto a 91 anni, a Bassano del Grappa, dove era nato, Sergio Campana, lo storico presidente dell’Assocalciatori (Aic) che aveva fondato nel 1968 e di cui era stato presidente fino al 2011, prima di lasciare il posto a Damiano Tommasi e attualmente a Umberto Calcagno.
Campana, che da alcune settimane era ricoverato in una casa di cura a causa di un peggioramento di salute, da calciatore era stato un ottimo centravanti al Lanerossi Vicenza, dal 1953, al 1959 e dal 1961 al 1967, con oltre 200 presenze e più di 40 reti e al Bologna, dal 1959 al 1961.
Dopo il ritiro, grazie alla sua laurea in giurisprudenza e alla professione di avvocato, il 3 luglio 1968 a Vicenza fondò l’Associazione Italiana Calciatori, chiamata anche in modo colloquiale il “sindacato italiano calciatori“, nato per fornire tutele di tipo sindacale ai calciatori in quanto lavoratori. Nel 1981 la legge 91 regolò i rapporti tra società e sportivi professionisti riconoscendo lo status di lavoratore dipendente ai calciatori.
Morto Sergio Campana, Gravina: “I calciatori hanno un ruolo sempre più importante grazie a lui” – Il riconoscimento del diritto d’immagine, l’abolizione del vincolo, la previdenza, la creazione del fondo di fine carriera, la firma contestuale, l’accordo collettivo, l’indennità di mancata occupazione, il fondo di garanzia sono alcune delle altre significative conquiste di Campana e dell’Aic.
“Ci sono persone che lasciano un segno profondo con la loro esistenza e Sergio Campana è sicuramente una di queste. In un momento cosi doloroso, il mio cordoglio e la mia vicinanza vanno ai famigliari e agli amici dell’Associazione Italiana Calciatori, di cui è stato fondatore e vera e propria anima per oltre 43 anni. La sua eccezionale attività nel corso degli anni ha consentito ai calciatori di avere un ruolo sempre più importante e di acquisire una dignità formale che prima non gli veniva riconosciuta. Professionista di valore, anche in virtù del suo grande spessore umano, ha contribuito allo sviluppo del calcio italiano nel suo complesso. Sotto la sua guida illuminata, l’Assocalciatori ha lavorato per vedere riconosciuti diritti che oggi sembrano scontati, ma che invece sono il frutto della visione e della determinazione politica dell’Avvocato“, ha detto il presidente della FIGCGabriele Gravina.
Nel 2018, Campana è entrato a far parte della Hall of Fame del Calcio Italiano, nella categoria ‘Dirigente italiano‘: “È un grande giorno. Mai avremmo pensato in quel lontano 3 luglio 1968 di rivederci mezzo secolo dopo. È stato un lungo ed entusiasmante cammino“, aveva detto.
Il club catalano ha dovuto sospendere l’esordio nel nuovo stadio: la classica amichevole di inizio stagione si disputerà allo Stadio Johan Cruyff.
I lavori al Camp Nou (foto Barcellona)
Niente esordio al Trofeo Gamper per il Barcellona nel nuovo Camp Nou. A causa di ritardi burocratici nei lavori, infatti, è slittata la prima gara del club catalano nell’impianto dopo i pesanti lavori di ristruttirazione.
“L’FC Barcellona informa che ha sospeso la prima partita di ritorno allo Spotify Camp Nou, che coincideva con la celebrazione del Trofeo Joan Gamper il prossimo 10 agosto. Questa decisione è dovuta al fatto che l’esecuzione dei lavori necessari per soddisfare i requisiti dell’Ordinanza Regolatrice dei Procedimenti di Intervento Municipale nelle Opere ha reso impossibile completare le pratiche necessarie per l’ottenimento della licenza di prima occupazione”, si legge in una nota del Barcellona.
“In particolare, a causa dell’entità dei lavori eseguiti, non è stato possibile soddisfare tutti i requisiti richiesti dalle normative che regolano l’ottenimento della suddetta licenza, nonostante la volontà del Club di rendere operativo lo Spotify Camp Nou per settori”.
“Il Club sta lavorando a stretto contatto con il Comune di Barcellona e con gli enti coinvolti per poter avanzare nei vari adempimenti richiesti e comunicherà a soci e socie dell’FC Barcellona qualsiasi nuova informazione relativa alla data di riapertura. Questo ritardo non influisce sul calendario dei pagamenti per il rimborso del debito dell’Espai Barça”.
“Ulteriori informazioni sull’edizione 2025 del Trofeo Joan Gamper, che si disputerà allo Stadio Johan Cruyff, saranno pubblicate prossimamente”, conclude il Barcellona.
Prima vittoria sull’erba londinese per il nostro numero uno al mondo, che dopo aver perso il primo parziale gioca una partita straordinaria
Jannik Sinner ha vinto il torneo di Wimbledon! L’altoatesino, numero uno al mondo, ha battuto in finale lo spagnolo Carlos Alcaraz (numero due) con il punteggio di 4-6 6-4 6-4 6-4. Avanti 4-2 nel primo set, Sinner ha subìto la rimonta di Alcaraz, che si è imposto per 6-4. Decisivo l’avvio del secondo parziale, con Alcaraz che ha avuto uno dei suoi consueti passaggi a vuoto, subendo subito il break e mancando poi nel game successivo la palla del contro-break. Da quel momento la partita è girata:Sinner è salito, Alcaraz è calato, dando sempre l’impressione di restare un gradino sotto a Jannik. L’ultimo brivido nel 4 set, quando sul 4-3 e servizio Sinner ha rimontato da 15-40.