Archivi del giorno: 10 febbraio 2020

Cagliari, Pavoletti ko: nuova lesione al crociato già operato


 

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/cagliari/2020/02/10/news/pavoletti_nuovo_infortunio_crociato-248260200/

CAGLIARI, 10 febbraio 2020 – Una stagione da dimenticare. Leonardo Pavoletti vedeva vicino il ritorno in campo dopo l’infortunio rimediato ad agosto dello scorso anno durante Cagliari-Brescia, prima giornata di campionato. Oggi la mazzata. Il 31enne attaccante toscano, fa sapere il club sardo, “a seguito di accertamenti clinici e strumentali effettuati oggi al centro medico Korian ha riportato una lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro già precedentemente sottoposto ad intervento chirurgico per analoga lesione”. Per l’ex giocatore di Genoa e Napoli stagione finita in anticipo, nuovo intervento chirurgico alle porte e un recupero che si annuncia lungo.

Serie A, allenatori sempre più precari: con l’esonero di Semplici è sempre più record europeo


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Leonardo Semplici (Firenze, 18 luglio 1967) è un allenatore di calcio ed ex  calciatore italiano, di ruolo difensore.

articolo: https://www.corriere.it/sport/20_febbraio_04/serie-a-allenatori-sempre-piu-precari-record-europeo-esoneri-c50647ac-4735-11ea-bec1-6ac729c309c6.shtml

Leonardo Semplici addio. Anche la Spal esonera il suo allenatore, che probabilmente verrà sostituito da Di Biagio. Solo qualche giorno fa Mazzarri era l’ultimo, poi è diventato penultimo con il secondo allontanamento dal Brescia di Corini sostituito da Lopez. Dodici esoneri. Record europeo. In media più di uno ogni due giornate. Una quota choc. La serie A, dopo qualche anno di stabilità, è tornata a essere il campionato del precariato in panchina. Nessuno come noi nei primi 5 tornei del continente. In Premier 9 cambi, in Bundesliga 8, in Liga 7, 5 in Ligue 1 francese. Era quasi dieci anni che non si arrivava a numeri del genere. Una controtendenza netta, quindi, indiscutibile. Un ritorno al passato. Una vecchia moda che non ci mancava. C’è chi la collega alla grande incertezza del campionato, aperto come non mai, tanto in alto quanto in basso: non c’è una squadra schiacciasassi, non c’è una squadra materasso, in molti corrono per l’Europa, nessuno è già rassegnato alla B. Più competizione più selezione. Ma è davvero così? Basta questo a spiegare il fenomeno?

Perché se in alcuni casi cambiare l’allenatore è inevitabile (il progetto Giampaolo al Milan era fallito, la squadra non era più con lui, troppi rapporti compromessi, situazione tipica nella quale purtroppo non c’è altro da fare) in altri è solo e soltanto un capriccio padronale. Corini cacciato con ignominia e richiamato di gran corsa da un Cellino disperato dopo solo 3 partite e poi ricacciato per prendere Diego Lopez ne è la prova.

Di Francesco (Samp, mandato via alla 7ª giornata), Giampaolo (Milan, 7ª), Andreazzoli (Genoa, 8ª ), Tudor (Udinese, 10ª), Corini (Brescia, 11ª e 22ª), Grosso (Brescia, 14ª), Ancelotti (Napoli, 16ª), Thiago Motta (Genoa, 17ª), Montella (Fiorentina, 17ª), Mazzarri (Torino, 22ª), Semplici (Spal, 23ª) Dodici. Finora.

 

Spal: ufficiale l’esonero di Semplici, al suo posto Di Biagio. Già 12 le panchine saltate in A

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2020/02/10/news/spal_ufficiale_l_esonero_di_semplici_in_arrivo_di_biagio_gia_12_le_panchine_saltate_in_a-248245817/

LEONARDO SEMPLICI SOLLEVATO DA RESPONSABILE DELLA PRIMA SQUADRA SPAL

https://www.spalferrara.it/leonardo-semplici-sollevato-da-responsabile-della-prima-squadra-spal/

 

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S.P.A.L. srl comunica di aver sollevato dall’incarico di responsabile della prima squadra biancazzurra mister Leonardo Semplici, contestualmente al secondo allenatore Andrea Consumi, al preparatore atletico Yuri Fabbrizzi e ai collaboratori tecnici Rossano Casoni e Alessio Rubicini.

La società ringrazia mister Semplici e il suo staff per il lavoro svolto e i risultati ottenuti in questi anni, risultati che hanno permesso di raggiungere grandi traguardi e riportare la SPAL in Serie A dopo 49 anni.

Il 10 febbraio è la giornata del ricordo


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Giorno del Ricordo – 10 febbraio 2020

Con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, il Parlamento italiano ha ufficialmente riconosciuto il 10 febbraio quale “Giorno del Ricordo“, con l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale

Il 10 febbraio è la giornata del ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra

Il 10 febbraio è la giornata del ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. Giancarlo Rossi per Inviato Speciale Radio1 Rai è andato a Fertilia, frazione di Alghero, dove risiede una comunità giuliano-dalmata 

https://alessandro54.com/2017/02/11/giorno-del-ricordo-delle-foibe-al-via-celebrazioni-in-tutta-italia/

Massacri delle foibe

https://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_delle_foibe

massacri delle foibe ono stati degli eccidi ai danni di militari e civili, in larga prevalenza italiani autoctoni della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia, avvenuti durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra, da parte dei partigiani jugoslavi e dell’OZNA. Il nome deriva dai grandi inghiottitoi carsici, che nella Venezia Giulia sono chiamati “foibe“, dove furono gettati molti dei corpi delle vittime. continua a leggere

Luoghi delle foibe (giallo) in Venezia Giulia e nel Quarnaro

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https://www.quirinale.it/elementi/44204?fbclid=IwAR2iqGa8dmYrXUBMUdKKn5hrF0Mg8dfneJ3RMGGV13QfwiS1Swla1vngPtw

Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione del Giorno del Ricordo

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Il “giorno del Ricordo”, istituito con larghissima maggioranza dal Parlamento nel 2004, contribuisce a farci rivivere una pagina tragica della nostra storia recente, per molti anni ignorata, rimossa o addirittura negata: le terribili sofferenze che gli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia furono costretti a subire sotto l’occupazione dei comunisti jugoslavi. Queste terre, con i loro abitanti, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, conobbero la triste e dura sorte di passare, senza interruzioni, dalla dittatura del nazifascismo a quella del comunismo.

Quest’ultima scatenò, in quelle regioni di confine, una persecuzione contro gli italiani, mascherata talvolta da rappresaglia per le angherie fasciste, ma che si risolse in vera e propria pulizia etnica, che colpì in modo feroce e generalizzato una popolazione inerme e incolpevole.

La persecuzione, gli eccidi efferati di massa – culminati, ma non esauriti, nella cupa tragedia delle Foibe – l’esodo forzato degli italiani dell’Istria della Venezia Giulia e della Dalmazia fanno parte a pieno titolo della storia del nostro Paese e dell’Europa.

Si trattò di una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono – per superficialità o per calcolo – il dovuto rilievo. Questa penosa circostanza pesò ancor più sulle spalle dei profughi che conobbero nella loro Madrepatria, accanto a grandi solidarietà, anche comportamenti non isolati di incomprensione, indifferenza e persino di odiosa ostilità.

Si deve soprattutto alla lotta strenua degli esuli e dei loro discendenti se oggi, sia pure con lentezza e fatica, il triste capitolo delle Foibe e dell’esodo è uscito dal cono d’ombra ed è entrato a far parte della storia nazionale, accettata e condivisa. Conquistando, doverosamente, la dignità della memoria.

Esistono ancora piccole sacche di deprecabile negazionismo militante. Ma oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi. Questi ci insegnano che l’odio la vendetta, la discriminazione, a qualunque titolo esercitati, germinano solo altro odio e violenza.

Alle vittime di quella persecuzione, ai profughi, ai loro discendenti, rivolgo un pensiero commosso e partecipe. La loro angoscia e le loro sofferenze non dovranno essere mai dimenticate. Esse restano un monito perenne contro le ideologie e i regimi totalitari che, in nome della superiorità dello Stato, del partito o di un presunto e malinteso ideale, opprimono i cittadini, schiacciano le minoranze e negano i diritti fondamentali della persona. E ci rafforzano nei nostri propositi di difendere e rafforzare gli istituti della democrazia e di promuovere la pace e la collaborazione internazionale, che si fondano sul dialogo tra gli Stati e l’amicizia tra i popoli.

In quelle stesse zone che furono, nella prima metà del Novecento, teatro di guerre e di fosche tragedie, oggi condividiamo, con i nostri vicini di Slovenia e Croazia, pace, amicizia e collaborazione, con il futuro in comune in Europa e nella comunità internazionale».

 

 Roma, 09/02/2020

Che cosa furono i massacri delle foibe

articolo: https://www.focus.it/cultura/storia/che-cosa-furono-i-massacri-delle-foibe

Nel 2005 gli italiani furono chiamati per la prima volta a celebrare il «Giorno del Ricordo», in memoria dei quasi ventimila nostri fratelli torturati, assassinati e gettati nelle foibe (le fenditure carsiche usate come discariche) dalle milizie della Jugoslavia di Tito alla fine della seconda guerra mondiale.

La memoria delle vittime delle foibe e degli italiani costretti all’esodo dalle ex province italiane della Venezia Giulia, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia è un tema che ancora divide. Eppure quelle persone meritano, esigono di essere ricordate.

Per questo motivo proviamo a ricostruire quegli eventi drammatici, e a capire come mai questa tragedia è stata confinata nel regno dell’oblio per quasi sessant’anni. Ma andiamo con ordine. continua a leggere

Schema di una foiba tratto da una pubblicazione del 1946 del CNL istriano.

 

10 FEBBRAIO 2020 – GIORNO DEL RICORDO

Per non dimenticare le vittime delle foibe

 

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