USA, Bruce Springsteen cancella concerto …………..


Bruce Springsteen cancella un concerto a causa delle leggi anti-gay

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«Ci sono cose più importanti di un concerto». Bruce Springsteen ha deciso di cancellare una delle date del suo The River Tour prevista per domani a Greensboro (North Carolina), come gesto di protesta contro le recenti leggi discriminatorie introdotte dallo stato, come l’obbligo per i transgender di utilizzare esclusivamente i servizi pubblici tenendo conto del sesso di nascita.

In un comunicato il Boss ha spiegato i motivi della decisione: “Combattere per la libertà è più importante»

April 8, 2016 – Comunicato completo da: http://brucespringsteen.net/

A statement from Bruce Springsteen on North Carolina

As you, my fans, know I’m scheduled to play in Greensboro, North Carolina this Sunday. As we also know, North Carolina has just passed HB2, which the media are referring to as the “bathroom” law. HB2 — known officially as the Public Facilities Privacy and Security Act — dictates which bathrooms transgender people are permitted to use. Just as important, the law also attacks the rights of LGBT citizens to sue when their human rights are violated in the workplace. No other group of North Carolinians faces such a burden. To my mind, it’s an attempt by people who cannot stand the progress our country has made in recognizing the human rights of all of our citizens to overturn that progress. Right now, there are many groups, businesses, and individuals in North Carolina working to oppose and overcome these negative developments. Taking all of this into account, I feel that this is a time for me and the band to show solidarity for those freedom fighters. As a result, and with deepest apologies to our dedicated fans in Greensboro, we have canceled our show scheduled for Sunday, April 10th. Some things are more important than a rock show and this fight against prejudice and bigotry — which is happening as I write — is one of them. It is the strongest means I have for raising my voice in opposition to those who continue to push us backwards instead of forwards.

Bruce Springsteen and the E Street Band’s Sunday April 10th show is canceled. Tickets will be refunded at point of purchase.

Breve traduzione da: http://www.rollingstone.it/musica/news-musica/bruce-springsteen-cancella-un-concerto-a-causa-delle-leggi-anti-gay/2016-04-09/

Sui sito ufficiale del cantante è apparso un lungo comunicato: «Cari fan, come saprete avrei dovuto suonare a Greensboro questa domenica. Saprete anche però che in North Carolina è appena stata approvata la legge HB2, chiamata dai media “bathroom law”, testo in cui si decide che bagni possono usare le persone transgender. Ma, ancora più importante, la legge rende difficile per le persone appartenenti alla comunità LGBT di intentare una causa quando i loro diritti sono violati sul posto di lavoro. So che molti gruppi stanno cercando di fronteggiare le decisioni prese da persone che non riescono ad accettare i progressi della nostra società in fatto di diritti civili. Ed io, insieme alla mia band, voglio dimostrare tutto il mio sostegno a questi combattenti per la libertà. Ci sono cose più importanti di un concerto. E il contrastare in tutti i modi il bigottismo e i pregiudizi è una di quelle. Mi scuso con i miei fan ma il concerto è annullato».

 

Moby Prince, 25 anni fa il disastro


Il 10 aprile del 1991, 25 anni fa, nella rada del porto toscano il traghetto Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo entravano in contatto. Dopo lo scontro il rogo: le vittime furono 140, tra passeggeri ed equipaggio del traghetto, tranne il giovane mozzo napoletano Alessio Bertrand.

Registrazioni delle comunicazioni radio avvenute sul canale 16 VHF la notte del 10 Aprile 1991. Dopo una collisione con la petroliera Agip Abruzzo 140 persone muoiono senza ricevere alcun soccorso.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_del_Moby_Prince

Alle ore 22:03 del 10 aprile 1991, il traghetto Moby Prince, in servizio di linea tra Livorno e Olbia, mollò gli ormeggi per la traversata. A bordo era presente l’intero equipaggio, formato da 65 persone agli ordini del Comandante CSLC Ugo Chessa e 75 passeggeri. Il traghetto, durante la percorrenza del cono di uscita del porto, colpì con la prua la petroliera Agip Abruzzo, penetrando all’interno della cisterna numero 7, contenente circa 2700 tonnellate di petrolio Iranian Light. Alle ore 22:25, il marconista di bordo lanciò il Mayday dal VHF portatile, e non dalla postazione radio, dato che, come stabilito anche dal punto in cui fu ritrovato il cadavere, al momento dell’impatto non si trovava in sala radio.

 Nel video vediamo l’interno devastato del traghetto MOBY PRINCE a seguito dell’incendio scatenatosi a bordo a seguito della collisione con la nave cisterna AGIP ABRUZZO

Parte del petrolio che fuoriuscì dalla cisterna n. 7 della petroliera Agip Abruzzo si riversò in mare, parte invece investì in pieno la prua del traghetto. A causa delle scintille prodotte dallo sfregamento delle lamiere delle due navi al momento dell’impatto, il petrolio prese rapidamente fuoco, incendiando il traghetto.

Errore umano: Un aspetto più volte indicato come possibile causa dello scontro, fu quello dell’errore umano da parte dell’equipaggio di Moby: tutte le commissioni di inchiesta e tutti processi, fino all’ultima archiviazione disposta dalla Procura di Livorno nel 2010, censurano il comportamento della plancia del Traghetto, comandata da Ugo Chessa, defunto anch’egli nella tragedia. Tra le accuse rivolte all’equipaggio del Moby Prince si elencano: il mal funzionamento di alcuni apparati di sicurezza a bordo della nave; l’aver fatto scendere prima del dovuto il pilota del porto Federico Sgherri; la mancata dovuta attenzione nelle procedure di uscita dal porto; la velocità troppo elevata in fase di uscita; l’aver lasciato aperto il portello del traghetto in fase di navigazione.

Tra le cause della disattenzione è stato indicato più volte erroneamente, anche dagli organi di stampa dell’epoca, il fatto che l’equipaggio potesse essere distratto dalla gara di ritorno della semifinale di Coppa delle Coppe tra la Juventus e il Barcellona. Questa ipotesi è stata però decisamente respinta dalla testimonianza del superstite Bertrand, il quale, durante vari interrogatori, ha più volte dichiarato di aver personalmente portato alcuni panini in plancia comandi e che il personale di guardia si trovasse al proprio posto nella gestione del traghetto.

2. L’impianto antincendio spento – È stato appurato in sede giudiziaria che il traghetto Moby Prince navigava con gli impianti sprinkler non in funzione e con gli altri in attivazione manuale.

È dato acquisito dagli accertamenti tecnici (v. in particolare la perizia dibattimentale) che l’intero impianto sprinkler non è mai entrato in funzione durante l’incendio.

La presenza della nebbiaTra le cause ufficiali del disastro è attribuito un ruolo significativo alla nebbia che quella sera secondo alcuni gravava sulla zona. I magistrati si sono espressi in favore del cosiddetto fenomeno della nebbia da avvezione, che può provocare la formazione repentina di un banco. Il banco di nebbia sarebbe calato all’improvviso sul tratto di mare circostante all’Agip Abruzzo, impedendo al Moby Prince di individuare correttamente la petroliera.

 Mai chiarito infine il punto cruciale, che dovrebbe determinare se fu il traghetto passeggeri, sbagliando rotta o a causa di una distrazione, che andò a colpire la petroliera, o se viceversa la petroliera si trovasse all’interno del cono. Da sottolineare che, nella sentenza di primo grado del 31/10/1998, la posizione attribuita alla petroliera è 43°29′.8 NORD e 10°15′.3 EST. Questa posizione è stata ricavata dalle comunicazioni radio registrate dal canale 16 VHF ed è stata trasmessa direttamente dal comandante dell’Agip Abruzzo Renato Superina nei minuti successivi alla collisione. Andando a riportare la posizione sulla carta nautica, è facile notare come il punto riportato rientri senza alcun dubbio all’interno del triangolo di divieto di ancoraggio e pesca nel quale era proibito alle imbarcazioni di restare alla fonda o di pescare proprio perché utilizzato dalle altre imbarcazioni per l’uscita dal porto

Il processo di I grado Il processo, pieno di momenti di tensione, si conclude due anni dopo: la sentenza viene pronunciata nella notte tra il 31 ottobre e il 1º novembre 1997. In un’aula piena di polizia e carabinieri, chiamati dal tribunale per la tutela dell’ordine pubblico, il presidente Germano Lamberti lesse il dispositivo della sentenza con cui furono assolti tutti gli imputati perché «il fatto non sussiste».

Il processo di II grado (Firenze) – Il 5 febbraio 1999 la III Sezione della Corte d’Appello di Firenze dichiara di “non doversi procedere nei confronti del Rolla in ordine ai reati ascrittigli perché estinti per intervenuta prescrizione”. I giudici di Firenze aggiungono tuttavia in sentenza “(…) non si può non rilevare, che l’inchiesta sommaria della Capitaneria, che per alcuni versi è la più importante perché interviene nell’immediatezza del fatto ed è in qualche modo in grado di indirizzare i successivi accertamenti e di influire sulle stesse indagini penali, può essere condotta da alcuni dei possibili responsabili del disastro”.

Verso un terzo processo – Nel 2006 la Procura di Livorno, su richiesta dei figli del comandante Chessa, decise di riaprire un filone d’inchiesta sul disastro del traghetto.

Nel 2009, l’associazione dei familiari delle vittime presieduta dai Chessa, in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiede a questi di farsi portavoce presso il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, della richiesta di rendere pubblici i tracciati radar, le immagini satellitari, o altro materiale in possesso delle autorità americane della rada del porto di Livorno durante le ore del disastro del Moby Prince.

5 maggio 2010 è stata presentata dalla Procura della Repubblica di Livorno e accolta dal GIP di Livorno la richiesta di archiviazione .

Dal 5 maggio 2013 ha preso avvio una campagna permanente per sostenere la lotta civile dei familiari delle vittime del Moby Prince per ottenere verità e giustizia. La campagna, chiamata #IoSono141è sostenuta dalle associazioni familiari delle vittime del Moby Prince e mira soprattutto a creare una forte spinta popolare di sostegno alla creazione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul Moby Prince.

Il 9 aprile 2015, proprio alla vigilia del 24º anniversario della tragedia, col via libera all’unanimità in commissione Lavori Pubblici del Senato viene mosso il primo decisivo passo all’istituzione della Commissione d’inchiesta.

 Finalmente viene fissata al 22 luglio la votazione del testo: il Senato si esprime all’unanimità sull’istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Moby Prince e Luchino Chessa, figlio del Comandante perito sul traghetto, dice al riguardo:

« È un giorno storico per noi familiari delle vittime del Moby Prince, ma anche per tutti i cittadini italiani che vogliono giustizia e verità. Un importante segno di democrazia visto che tutti i senatori, sia del governo che dell’opposizione, hanno votato a favore. »

Il 31 marzo 2016 la Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince ha ascoltato il dottor Enrico Fedrighini, giornalista e autore del volume “Moby Prince: un caso ancora aperto”. 

La Commissione d’inchiesta avrà due anni di tempo per svolgere il lavoro per cui è stata costituita e tra gli aspetti su cui dovrà indagare rientrano i tempi di sopravvivenza a bordo del traghetto, la dinamica della collisione con l’Agip Abruzzo, i problemi di sicurezza a bordo ed il ritardo nei soccorsi.

Caterina Caselli, ‘Casco d’oro’ compie 70 anni


Caterina Caselli, ‘Casco d’oro’ compie 70 anni. Da diva beat a imprenditrice

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Caterina Caselli (Modena, 10 aprile 1946) è una cantante, produttrice discografica, attrice e conduttrice televisiva italiana, popolare soprattutto negli anni sessanta.

Unici – Caterina Caselli La donna che visse due volte

 Il debutto a diciassette anni come cantante ma raggiunge il successo nel 1966 a Sanremo con “Nessuno mi può giudicare”

1966 FESTIVAL DI SANREMO Caterina Caselli Nessuno mi può giudicare

Parte domenica 10 aprile l’esclusivo viaggio in 50 anni di musica italiana proposto da Caterina Caselli ed in onda su RaiRadio2 Ogni domenica per sei settimane, dalle 15.30 alle 17.00 (e in replica da mezzanotte), Caterina Caselli condurrà con Giovanni Caccamo ‘Nessuno mi può giudicare’, la nuova trasmissione di Rai Radio2 che racconterà in modo leggero e coinvolgente i maggiori successi della canzone italiana, attraverso la voce dei suoi protagonisti, Una trasmissione ricca di sorprese.

CATERINA CASELLI – IL VOLTO DELLA VITA – FINALE 7° CANTAGIRO ’68

33 giri in studio

  • 1966 – Casco d’oro
  • 1967 – Diamoci del tu
  • 1970 – Caterina Caselli
  • 1972 – Caterina Caselli
  • 1974 – Primavera
  • 1975 – Una grande emozione
  • 1990 – Amada mia

Raccolte LP

  • 1966 – Caterina meets the We Five
  • 1977 – Ritratto di… Caterina Caselli
  • 1983 – Nessuno mi può giudicare(ristampato con il codice 9031 70188-1)
  • 1983 – Il volto della vita
  • 1985 – Caterina Caselli, (ristampato con il codice 9031 70186-1)
  • 1986 – Casco d´oro