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Le società del massimo campionato hanno aperto le vendite ricevendo risposte diverse. E poi ci sono i casi Atalanta e Fiorentina.
La settimana che sta per iniziare darà il via ai primi raduni per le formazioni di Serie A, con i rispettivi allenatori che stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli in vista della stagione 2024/25. E con l’Italia fuori anticipatamente da EURO 2024, i tifosi sono ormai concentrati sulla propria squadra del cuore.
Lo stesso cuore che ha già fatto sottoscrivere diversi abbonamenti, rispondendo presente alle varie campagne lanciate dai club nelle scorse settimane. Ma se c’è qualcuno che viaggia verso il sold out, altre società di Serie A, a poco più di un mese dall’inizio del campionato, non hanno ancora aperto la campagna abbonamenti.
Abbonamenti squadre Serie A 24 25 – L’Inter è già sold out – Come riporta l’edizione odierna del La Gazzetta dello Sport, fra le prime otto classificate nello scorso campionato, l’Inter ha già registrato il sold out, forte della spinta del 20° scudetto conquistato e anche della programmazione sul mercato della società guidata da Giuseppe Marotta. Ai nerazzurri non è servita nemmeno la fase della vendita libera per esaurire i 40mila abbonamenti a disposizione, nonostante l’aumento dei prezzi fino al 23%.
Abbonamenti squadre Serie A 24 25 – Bene anche Milan, Juve, Roma e Bologna. Lazio a rilento – Rimanendo nella città lombarda, il Milan hanno aperto la fase di vendita libera venerdì e ha già toccato quota 37mila. L’anno scorso i tifosi milanisti acquistarono tutte le 41.500 tessere disponibili ed è verosimile che si arrivi anche per questa stagione a queste cifre.
Il nuovo corso Juventus, con Thiago Motta in panchina, e il mercato scoppiettante in entrata portato avanti da Cristiano Giuntoli ha fatto scattare l’entusiasmo in casa bianconera. E la risposta dei tifosi è stata importante. I dati in casa Juve sono più che positivi. Dopo che nella scorsa stagione si era registrata una flessione rispetto al 2022/23, per il 2024/25 si viaggia su un +10%, con addirittura il 42% dei tifosi bianconeri che ha scelto la formula “Star” con tanto di gare della Champions League comprese.
Dopo la striscia incredibile di sold out casalinghi, la tifoseria della Roma sta rispondendo presente anche per la prima stagione di Daniele De Rossi dall’inizio, dopo i buoni risultati avuti nella seconda metà della scorsa annata. Sono già 38mila le tessere sottoscritte. Un dato molto vicino ai 40mila circa alla chiusura della campagna dello scorso anno. Grande successo hanno riscontrato le opzioni Plus e Classic Extra: con il pacchetto Plus si può rivendere il proprio posto nelle partite in cui si è impossibilitati ad andare, con il Classic Extra la stessa cosa, ma solo in quelli che sono considerati i big match (Lazio, Juventus, Napoli, Milan, Inter…). Il Classic Extra è stato aggiunto quest’anno ed è una via di mezzo tra il Plus e il Classic.
Sentimento opposto nell’altra sponda del Tevere. La Lazio ha aperto le vendite e dall’1° al 17 luglio i tifosi biancocelesti possono rinnovare l’abbonamento della scorsa stagione o acquistarne uno nuovo negli altri posti dell’Olimpico rimasti invenduti. E sinora sono state vendute circa 3mila tessere, contro le oltre 30mila del 2023-24. C’è ancora tempo (la vendita liberà partirà il 22 luglio e si chiuderà il 10 agosto), ma la sensazione è che nel 2024-25 difficilmente si possa arrivare sui livelli della scorsa annata.
Nonostante il mercato, con molta probabilità, stravolgerà la rosa del Bologna, capace di tornare in Champions League, i tifosi rossoblù non si sono fatti scoraggiare, fiduciosi che il club di Joey Saputo farà un’altra grande stagione. Al Dall’Ara sono già state superate i 15mila abbonamenti venduti per il campionato 2023/24, arrivando a quota 18mila, nonostante la vendita libera sia iniziato solamente venerdì.
Abbonamenti squadre Serie A 24 25 – I casi Atalanta e Fiorentina. Il Napoli si affida a Conte – Rimangono in attesa Atalantae Fiorentina, per cui la campagna abbonamenti non è ancora partita. Il motivo? I lavori di ristrutturazione dei rispettivi stadi, anche se la prospettiva è completamente diversa. I bergamaschi, che nello scorso campionato hanno fatto registrare oltre 11mila sottoscrizioni, apriranno il botteghino da metà luglio e nelle prime tre giornate di Serie A giocheranno sempre in trasferta, per poi usufruire dello stadio al completo dal 15 settembre, proprio nella sfida contro la Fiorentina.
Più nebulosa la situazione a Firenze, dove è in corso uno scontro fra club e il Comune. Scontro che si sta trascinando anche in tribunale visto che i viola vogliono bloccare i lavori, che sono già partiti, fino a quando non avrà un piano chiaro e definitivo per i lavori. E tutto questa incide pesantemente sulla campagna abbonamenti, che l’anno scorso è arrivata a 17.252 tessere, mentre si preannuncia un inizio di stagione a capienza ridotta per questo campionato.
Iniziata mercoledì, invece, la campagna abbonamenti del Napoli intitolata “Ripartiamo Con te”. Chiara allusione al nuovo tecnico su cui si punta per il rilancio sportivo della squadra azzurra, ma non solo.
Aleksander Ceferin (Foto: PATRICIA DE MELO MOREIRA/AFP via Getty Images)
Le quote di Girona e Nizza saranno temporaneamente cedute a dei “blind” trust: stop anche alle operazioni di mercato tra le società.
LaUEFAha ufficializzato le sue decisioni in merito ai casi di multiproprietà in vista delle coppe europee per la stagione 2024/25. Si tratta, da un lato, di Manchester City e Girona (entrambe sotto il controllo del City Football Group e qualificate alla Champions League) e di Manchester Unitede Nizza, dall’altro, società in cui gioca un ruolo fondamentale il patron di Ineos Sir Jim Ratcliffe, rispettivamente come azionista di minoranza e di maggioranza.
La UEFA aveva aperto due diverse indagini sui quattro club coinvolti nel doppio caso di multiproprietà, «a causa di un potenziale conflitto con la regola prevista dall’Articolo 5 del regolamento delle competizioni per club UEFA». La stessa indagine era stata aperta nella passata stagione su Milan e Tolosa, due club controllati dal fondo statunitense RedBird.
«A seguito dell’attuazione di cambiamenti significativi da parte degli investitori coinvolti in Girona FC e OGC Nice (rispettivamente City Football Group e INEOS), la Prima Camera del CFCB ha accettato l’ammissione del Girona FC e del Manchester City FC alla UEFA Champions League 2024/25, così come del Manchester United FC e dell’OGC Nice alla UEFA Europa League 2024/25», si legge in una nota.
Secondo la Federcalcio europea, i club sono stati in grado di dimostrare che tali cambiamenti li hanno portati a conformarsi alla regola sulla multiproprietà, considerando che:
Nessuno è contemporaneamente coinvolto, direttamente o indirettamente, in qualsiasi ruolo nella gestione, amministrazione e/o performance sportiva di più di un club partecipante a una competizione per club UEFA; e
Nessuno ha il controllo o un’influenza decisiva su più di un club partecipante a una competizione per club UEFA.
«In particolare, i cambiamenti significativi apportati alla proprietà, governance e supporto finanziario dei club interessati limitano sostanzialmente l’influenza e il potere decisionale degli investitori su più di un club, garantendo la conformità alla regola sulla multiproprietà durante la stagione 2024/25», sottolinea ancora la UEFA.
UEFA decisioni multiproprietà – La cessione delle quote a due blind trust – In particolare, gli investitori interessati hanno trasferito le loro quote in Girona FC e OGC Nice a trust indipendenti attraverso una struttura denominata “blind trust” istituita sotto la supervisione della Prima Camera del CFCB. Tale blind trust è stato accettato dall’organismo su base eccezionale per le competizioni UEFA 2024/25. I trust scambieranno regolarmente informazioni con la CFCB Prima Camera durante la stagione 2024/25.
«Di conseguenza, per la stagione 2024/25, quanto segue – spiega la UEFA – si applica al livello di Girona FC e OGC Nice:
il controllo effettivo e la presa di decisioni di questi club sono sotto gestione esclusiva del trust;
a seguito delle dimissioni dei membri del consiglio di amministrazione, l’investitore non è più rappresentato nel consiglio di amministrazione e non ha la capacità di nominare direttamente nuovi amministratori nel consiglio;
il trust nomina i nuovi amministratori nel consiglio;
gli investitori non hanno alcuna capacità di influenzare le decisioni sportive;
gli investitori non hanno alcuna capacità di influenzare il club attraverso diritti di veto o accordi contrattuali stipulati con altri azionisti;
gli investitori sono limitati nella loro capacità di fornire finanziamenti;
i bilanci del club usciranno dal perimetro del bilancio consolidato delle holding di controllo».
UEFA decisioni multiproprietà – Stop ai trasferimenti – «Inoltre, come ulteriore prova della loro indipendenza, i club interessati si sono impegnati a:
non trasferire giocatori tra di loro, né a titolo definitivo né in prestito, direttamente o indirettamente, da luglio 2024 a settembre 2025, con l’eccezione degli accordi di trasferimento preesistenti che erano stati stipulati prima dell’apertura dei procedimenti CFCB;
non concludere alcun tipo di cooperazione, accordi tecnici o commerciali congiunti tra di loro; e
non utilizzare alcun database di scouting o giocatori congiunto», spiega la UEFA.
Dal 1° luglio 2025, le quote del Girona e del Nizza saranno trasferite nuovamente ai rispettivi investitori. Di conseguenza, in assenza di modifiche significative alla composizione azionaria, governance o finanziamento dei club, la società spagnola e quella francese torneranno sotto il controllo o l’influenza decisiva dei loro investitori.
Aveva 71 anni. conobbe uno straordinario successo con ‘Ma quale idea’, considerato uno dei primi brani rap in lingua italiana
In lutto il mondo della musica, è morto Pino D’Angiò. Il cantautore che negli anni ’80 conobbe uno straordinario successo con ‘Ma quale idea‘, considerato uno dei primi brani rap in lingua italiana, aveva 71 anni.
All’anagrafe Giuseppe Chierchia,Pino D’Angiò, nato a Pompei, ha lavorato come attore, doppiatore e produttore musicale. Era molto apprezzato anche all’estero. Nonostante i suoi problemi di salute, specie negli ultimi anni, ha partecipato all’ultimo Sanremo nella serata dei duetti con i Bnkr44, la cui versione remixata di ‘Ma quale idea‘ è stata un successo radiofonico.
La penultima tappa della corsa, vinta da Filippo Ganna, è stata funestata dall’incidente mortale del norvegese della Coop Repsol. Da chiarire la dinamica
Tragedia al Giro d’Austria. Oggi, nella penultima tappa da St. Johann a Kals nel Tirolo orientale vinta da Filippo Ganna, ha perso la vita il corridore norvegese André Drege. Stando a quanto riportato dall’organizzazione, il 25enne della Coop Repsol è caduto durante la discesa dal Großglockner a Heiligenblut ed è morto a causa delle ferite riportate. La dinamica del tragico incidente non è ancora del tutto chiarita. La premiazione della tappa è stata annullata e l’ultima tappa di domenica potrebbe essere soppressa.
‘La più grande operazione di vigilanza in un sola giornata’
Nel nostro Paese “ieri c’è stata la più grande operazione di vigilanza mai effettuata in un sola giornata: 310 aziende agricole sono state ispezionate“, nelle quali sono state riscontrate “irregolarità per oltre il 66%“, non soltanto sulla sicurezza sul lavoro, però, ma anche in merito alle gestione dei rapporti con gli occupati.
Lo annuncia il ministro del Lavoro Marina Calderone, alla cerimonia per le vittime degli incidenti sul lavoro, alla Camera.
Morti sul lavoro, Nordio: “Norma penale non basta, più controlli”
Commemorazione alla Camera: non è la punizione che fa rivivere vittima
Roma, 4 lug. (askanews)
“La norma penale costituisce un deterrente, ma non è sufficiente”, “il primo elemento di detterenza è il controllo, occorre assolutamente potenziare i controlli”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenendo alla cerimonia di commemorazione delle vittime sul lavoro alla Sala Mappamondo della Camera. “Non è la punizione del colpevole che potrà far rivivere la vittima sul lavoro”, ha ribadito sottolineando che bisogna intervenire prima che accadono gli incidenti.
I vigili del fuoco ancora al lavoro dalla notte scorsa
Un incendio di vaste proporzioni, scoppiato nel cuore della notte, ha devastato un’azienda di Monte Cremasco specializzata nella produzione di materie plastiche e polistirolo, all’interno della zona industriale del paese in provincia di Cremona. Le fiamme, che inizialmente hanno avvolto la facciata laterale del capannone, si sono propagate rapidamente all’interno della struttura, fino a distruggere quasi completamente l’edificio, circodato da una nube di fumo nero visibile a chilometri di distanza. Mobilitati i vigili del fuoco: al lavoro, dalla notte e ancora stamattina, quelli del distaccamento di Crema con in supporto squadre dei Comando di Cremona e Lodi. Le cause del rogo sono al vaglio dei carabinieri di Crema.
Assalto a un’auto della Polizia locale diMilanoall’alba di sabato 6 luglio. Un gruppo di 25, 30 giovani ha circondato e danneggiato laa vettura in uso agli agenti in via della Chiesa Rossa, alla periferia Sud cittadina.
Intorno alle 5 del mattino, secondo quanto riferito dagli stessi agenti, l’auto che era di passaggio è stata circondata dal gruppo. I poliziotti sono stati costretti a richiedere l’aiuto di altre pattuglie di rinforzo. Tre giovani, tutti intorno ai 20 anni, sono stati arrestati mentre nove «Ghisa» sono rimasti contusi e si sta valutando le loro condizioni. E’ intervenuta anche la Polizia di Stato.
13 luglio, l’Inter, fresca della sua vittoria del titolo di Campione d’Italia, si appresta ad aprire ufficialmente la stagione 2024-2025 presso il centro di Appiano Gentile.
Arrivi a scaglioni – Chiaramente per via della Coppa America e degli EuropeiInzaghi non avrà il gruppo al completo almeno nelle prime settimane. Il raduno vedrà però già dal primo giorno le presenze dei nuovi acquisti Josep Martinez e Mehdi Taremi. A loro si aggiungerà pochi giorni dopo Piotr Zielinski, il centrocampista polacco giunto all’Inter a parametro zero dopo una brillante esperienza al Napoli ed Asllani. Gli italiani Barella, Bastoni, Darmian, Dimarco e Frattesi, dopo l’eliminazione agli ottavi per mano della Svizzera, si uniranno al gruppo tra il 20 e il 23 luglio.
Di seguito l’elenco delle amichevoli estive dell’Inter.
Mercoledì 17 Luglio 2024
Ore: 00:00
Inter – Lugano
BPER Training Centre
Lunedì 22 Luglio 2024
Ore: 00:00
Inter – Pergolatese
BPER Training Centre
Sabato 27 luglio 2024
Ore: 19:30
Inter – Las Palmas
Orogel Stadium-Dino Manuzzi. Cesena
Venerdì 2 agosto 2024
Ore: 00:00
Pisa – Inter
Arena Garibaldi-Romeo Anconetani, Pisa
Mercoledì 7 agosto 2024
Ore: 00:00
Inter – Al-Ittihad
U-Power Stadium, Monza
Domenica 11 agosto
Ore: 00:00
Chelsea – Inter
Stamford Bridge, Londra
I ritiri e i raduni estivi delle squadre di Serie A 2024-25
Atalanta: Zingonia (dal 10 luglio)
Bologna: Valles (dal 22 luglio al 3 agosto)
Cagliari: Assemini (dall’8 luglio al 18 luglio), Saint Vincent (dal 19 luglio)
Como: da definire
Empoli: da definire
Fiorentina: Firenze (dall’8 al 23 luglio)
Genoa: Moena (dal 13 al 26 luglio)
Hellas Verona: Folgaria (dal 15 al 28 luglio)
Inter: dal 13 luglio ad Appiano Gentile (CO)
Juventus: da definire
Lazio: Auronzo di Cadore (dall’11 al 22 luglio)
Lecce: Neustift (dal 14 al 28 luglio)
Milan: Milanello (dall’8 luglio)
Monza: Pontedilegno-Tonale (dal 10 al 24 luglio)
Napoli: Dimaro (dall’11 al 21 luglio), Castel di Sangro (dal 25 luglio al 10 agosto)
Parma: Collecchio (dal 1° luglio)
Torino: Pinzolo (dal 17 al 27 luglio), Francia (dal 30 luglio al 3 agosto)
Diletta Leotta, storico volto di Dazn.Giorgia Rossi, conduttrice delle trasmissioni dell’OTT dedicate al calcio
Il piano editoriale di DAZN, che punta a una riduzione dei costi e dell’organico redazionale, alimenta la preoccupazione delle società di Serie A. Quali sono questi timori e, soprattutto, sono fondati? Ecco cosa sta accadendo.
DAZN sarà in grado di garantire ancora una qualità elevata e concorrenziale del prodotto giornalistico al netto della ristrutturazione interna per ridurre i costi di gestione? È il dubbio che serpeggia tra le società di Serie A che, secondo quanto appreso da Fanpage.it, sono preoccupate dalla prospettiva di un ridimensionamento editoriale e dell’offerta, alla luce del contratto in esclusiva sui diritti tv (assegnati alla piattaforma streaming per il quinquennio 2024-2029) e a fronte di un aumento dei costi che prosegue costante.
I tagli di DAZN tra giornalisti e talent – Quali sono queste perplessità? Nei giorni scorsi DAZN ha smentito le voci di una presunta crisi che avrebbe incentivato i vertici ad attuare il piano dei tagli sia nel comparto giornalistico sia in quello dei ‘talent‘ (ovvero, i volti più noti che rientrano nel corredo accessorio di trasmissioni e approfondimenti tv). Le scelte aziendali si muoverebbero secondo un’opzione editoriale alternativa: concentrarsi in particolare sugli eventi live e chiudere con esperienze anche recenti, non strettamente legate alle partite (e non solo). Ma questa inversione di rotta interna ha fatto riflettere i club perché cade in un momento particolare: l’inizio del quinquennio del nuovo accordo per i diritti tv della Serie A.
Esiste davvero il rischio che la qualità dei contenuti proposti dall’OTT possa risentire di questi cambiamenti? Prima di rispondere sì serve capire cosa sta accadendo: la sforbiciata all’organico redazionale dovrebbe essere importante, si parla – stando a quanto riferito da fonti vicine all’azienda – di un dimezzamento da 30 a 15 giornalisti che dovrebbe diventare effettivo entro la metà del mese di luglio.
Ci saranno ripercussioni sullo spessore dei contenuti relativi alla Serie A? L’interrogativo nasce da una valutazione fatta sulla carta che porta con sé considerazioni più articolate sulla premura dedicata ai servizi sul campionato. Per ogni giornata, secondo quanto appreso, solo 5 partite su 10 saranno seguite con l’impiego di bordocampisti in loco, mentre la parte restante dei match verrà coperta ricorrendo ai cosiddetti ‘delegati’. Chi sono? Una sorta di surrogato dei bordocampisti che faranno da tramite fra lo studio e i calciatori da intervistare.
Le preoccupazioni della Serie A su DAZN – Le società di Serie A restano alla finestra a osservare ma l’aria che tira non piace, considerati alcuni fattori essenziali e fonte di allarme: presunto impoverimento del prodotto, nuovo aumento dei costi (nonostante l’introduzione del più economico pacchetto Goal Pass), perdita di molti talent passati ad altre realtà emittenti. È il caso, tanto per citare alcuni esempi, di Stefano Borghi diretto a Sky e Marco Cattaneo che a DAZN era giunto nel 2021 e adesso, oltre a collaborare con Prime Video per la Champions League, sarà su Eurosport in occasione delle Olimpiadi di Parigi del 2024.
C’è ancora un dettaglio che ha fatto drizzare le antenne alle società sugli aspetti economico-finanziari che riguardano l’azienda: DAZN avrebbe chiesto alla Lega Serie A di dilazionare il pagamento di 60 milioni previsti dall’accordo per i diritti tv. È la somma destinata al salvadanaio-paracadute per i club che retrocedono in Serie B. Soldi che non serviranno immediatamente, ma la richiesta di una spalmatura è bastata per sollevare le preoccupazioni dei presidenti per il prossimo quinquennio dei diritti tv di Serie A.
Un furgone portavalori è stato assaltato sulla statale 613, nel Brindisino, all’altezza di Torchiarolo.
I malviventi avrebbero esploso colpi di arma da fuoco ed incendiato autovetture su entrambi i sensi di marcia per ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine.
A quanto si apprende da fonti investigative,non ci sarebbero feriti tra le guardie giurate che si trovavano a bordo del portavalori. Sarebbero state incendiate dai malviventi almeno tre auto ed un furgone.
L’Anas comunica che è stata “temporaneamente chiusa al traffico, in entrambe le direzioni“, la strada statale 613, con uscite obbligatorie “in direzione sud al km 12,500 e in direzione nord al km 17,000“. Sul posto, per i rilievi e la viabilità, ci sono carabinieri,polizia e guardia di finanza.
I volontari del “Tempio del futuro perduto” sono stati aggrediti da un gruppo proveniente dalla Bavaria
Scene di ordinaria follia aMilano. Il 1° luglio, davanti al Muro della Gentilezza, ogni giorno vengono distribuiti ai più bisognosi abiti e generi alimentari. Un botta e risposta tra i volontari e un gruppo di neonazisti è avvenuto prima di pranzo. Oggetto della discussione, un servizio fotografico. «Noi in Italia facciamo quello che ca…vogliamo». Chi si opponeva? Veniva chiamato: «Gaydi m***a». Il risultato: un ferito sotto choc.
Cosa è successo – Passate le 10, dopo l’apertura al pubblico del servizio, accanto alle persone in filia, arrivano due camion che si fermano proprio davanti all’ingresso dell’associazione. Dalle motrici escono una decina di membri dei Lion’s Run, agenzia multimediale di Monaco di Baviera specializzata nella promozione di brand di auto di lusso. Lamborghini, Porsche e Ferrari sono in mezzo alla strada per un servizio fotografico.
Come riporta il Corriere della Sera, Alessandro e altre due persone hanno chiesto di spostarsi agli uomini.
Alla prima obiezione il gruppo tedesco controbatte rivendicando il diritto di «fare in Italia quello che gli pare», alla seconda oppone il fatto che pazienza, loro invece di soldi ne hanno a palate.
«Siete solo dei poveri comunisti» – «Ci hanno dato dei comunisti, riempito di insulti omofobi e domandato se il nostro centro culturale non fosse in realtà un bordello per omosessuali – spiega Vaccari – dopodiché hanno chiamato due guardie del corpo in tenuta mimetica, che sono uscite dal tir e, senza proferire verbo, mi hanno prima spinto facendomi cadere violentemente per terra, e poi colpito con due pugni allo stomaco e al costato».
Insulti e insinuazioni proseguono. Poi arrivano i carabinieri.Gli aggressori vengono identificati nei pressi dell’Hotel Viu. Il ragazzo è sotto choc e si è dovuto rivolgere d’urgenza a uno psicologo. «Ho ematomi su tutto il corpo ma ciò che mi fa più male è l’umiliazione subita».
Un altro nubifragio ha colpito Settimo milanese, Pero, Rho ma anche Corsico, Cesano Boscone e zona navigli
Un forte temporale ha colpitoMilano e la provincia dalla tarda sera di martedì 2 luglio. Lampi, tuoni e una pioggia intensasi sono scaricati a nord della città e poi sulla fascia est. Un altro nubifragio ha colpito Settimo milanese, Pero, Rho e i quartieri del nord ovest, ma anche la zona a sud ovest:Corsico, Cesano Boscone e zona navigli. Caduto un albero in Fulvio Testi e rami in altri punti della città.
Il Centro Rischi Naturali della Lombardia aveva diramato un’allerta gialla, cioè ordinaria, per temporali con monitoraggio del Seveso e del Lambro. “Il Lambro in 30 minuti è salito di 90 centimetri – fa sapere l’assessore alla Sicurezza di Milano Marco Granelli – ma i valori dei fiumi non sono da emergenza”.
Maltempo a Milano, allagamenti e traffico rallentato in città – AGTW
«La scadenza è prevista a marzo 2025, le elezioni avverranno nella prima data utile ma non possono farsi prima della chiusura delle Olimpiadi», ha spiegato ieri l’attuale numero uno Gravina.
Si terrà il 4 novembre l’Assemblea elettiva della Federcalcio, per l’inizio del nuovo ciclo quadriennale: è quanto emerge da ambienti FIGC, dopo che ieri il presidente federale Gabriele Gravina aveva detto di essere intenzionato a convocare l’assemblea entro fine anno.
«Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha convocato l’Assemblea Federale Elettiva lunedì 4 novembre 2024 (ore 8.30 in prima convocazione, ore 11 in seconda convocazione) presso l’Hotel Hilton Rome Airport di Fiumicino», ha ufficializzato la FIGC.
«All’ordine del giorno: la verifica dei poteri; l’elezione del presidente dell’Assemblea; l’elezione dei consiglieri federali delle componenti ai sensi dell’art.26, comma 4. dello Statuto federale; l’elezione del presidente federale; l’elezione del presidente del Collegio dei Revisori dei Conti».
«La scadenza è prevista a marzo 2025, le elezioni avverranno nella prima data utile ma non possono farsi prima della chiusura delle Olimpiadi», ha spiegato ieri Gravina. «Quella è l’unica sede deputata democraticamente a scegliere la governance e sarà legittimata a fare tutte le scelte progettuali. Ricandidarmi? Per me è prematuro parlarne oggi, credo sia giusto comunque un confronto aperto per verificare la possibilità se è un percorso che può essere continuato o va interrotto», aveva aggiunto.
Nel caso in cui decidesse di ricandidarsi e venisse rieletto, si tratterebbe del terzo mandato per Gravina: il 22 ottobre 2018 infatti era stato eletto presidente con il 97,2% dei voti a favore, succedendo al commissario straordinario Roberto Fabbricini che era a sua volta subentrato a Carlo Tavecchio il quale si era dimesso in seguito alla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2018.
Il 22 febbraio 2021, poi, era stato rieletto per un secondo mandato, ottenendo il 73,45% dei voti ottenendo l’appoggio in particolare dei club professionistici, dell’Associazione Allenatori e dell’Associazione Calciatori, riuscendo così a superare il suo vice Cosimo Sibilia che, appoggiato dalla Lega Nazionale Dilettanti di cui era presidente, ottenne il 26,25% dei voti.
Le società hanno iniziato l’analisi del piano di ristrutturazione presentato inizialmente nell’incontro in Comune dello scorso 21 giugno.
«So che le società stanno guardando il progetto e stanno riflettendo sui soldi». Così ieri il sindaco di Milano Giuseppe Sala aveva dato un aggiornamento sul tema San Siro, dopo l’incontro delle scorse settimane tra il Comune, l’Inter, il Milan e WeBuild per la presentazione dello studio di fattibilità per ristrutturare il Meazza.
Parole che, come appreso da Calcio e Finanza, non sono piaciute molto ai club, che sul tema della ristrutturazione continuano a mantenere una certa freddezza. La realtà infatti è che soltanto nel weekend è stata consegnata alle due società la documentazione da parte di WeBuild, a 10 giorni dall’incontro in Comune: i club stanno quindi iniziando ad analizzare soltanto ora lo studio di fattibilità, ma più che valutare l’aspetto economico starebbero cercando di capire nel dettaglio la proposta della società di costruzione per poter arrivare ad una valutazione complessiva del piano. Intanto, però, proseguono da parte di entrambe i procedimenti per i progetti alternativi, ovverosia quello di San Donato per il Milan e di Rozzano per l’Inter.
Nell’incontro andato in scena infatti nelle scorse settimane, i vertici di Inter e Milansi erano limitati ad ascoltare le idee di WeBuild, senza però poter entrare nel dettaglio dello studio non avendo infatti ancora in mano la documentazione necessaria. Come emerso da indiscrezioni riportate dai quotidiani nei giorni seguenti, il piano prevederebbe tra gli altri elementi un aumento dei posti hospitality dagli attuali 2.900 a circa 13mila (con l’abbattimento del primo anello che sarà ricostruito con doppia fila di sky box), con la chiusura del terzo anello e conseguente eliminazione del tabellone lato via Piccolomini per aumentare la capienza anche dei posti “popolari”. Inoltre, sarebbe prevista una struttura di 9mila metri quadri che dovrebbe contenere il museo di Milan e Inter, bar, ristorante e uffici delle squadre davanti ai gate 8,9 e 10.
Un tema che ha scaldato anche gli animi in ambito politico e non solo. Nei giorni scorsi era intervenuto l’ordine degli architetti della Provincia di Milano, che in una nota a firma del presidente Federico Aldini ha spiegato «che il concorso di progettazione resta lo strumento privilegiato per garantire al contempo trasparenza, meritocrazia e il perseguimento del massimo interesse pubblico nella qualità del risultato».
Inoltre, il consigliere comunale di Forza Italia, Alessandro De Chirico, ha presentato all’amministrazione una richiesta di accesso agli atti riguardo la “documentazione WeBuild” per la “ristrutturazione e restyling dello stadio Meazza”. Ricevendo tuttavia come risposta un chiarimento dal Comune: «Nell’incontro svoltosi il 21 giugno, con la partecipazione dei rappresentanti di Ac Milan e Fc Inter, la WeBuild ha esposto le linee principali dello studio effettuato», si legge in una nota dei giorni scorsi, firmata dal direttore generale Christian Malangone, «per la successiva ed eventuale valutazione da parte delle predette società. WeBuild, lo scorso mese di febbraio, ha spontaneamente proposto l’avvio di uno studio di fattibilità per la riqualificazione dello Stadio Meazza, rendendosi disponibile autonomamente ad elaborarlo con oneri a proprio carico, senza dunque alcun incarico o qualsivoglia impegno da parte del Comune di Milano. Nessun documento e/o progetto è stato, quindi, consegnato al Comune di Milano in occasione del soprarichiamato incontro».
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San Siro, Sala: «Vorrei accelerare. Ma Inter e Milan stanno riflettendo sui soldi»
Giuseppe Sala (Foto: Daniele Buffa/Image/Insidefoto)
Il primo cittadino di Milano ha poi aggiunto: «Non posso dire se questa settimana ci saranno delle novità».
Pochi giorni dopo la presentazione, avvenuta al riparo diPalazzo Marino, dello studio di fattibilità per il progetto di ristrutturazione di San Siro firmato da WeBuild, l’associazione degli architetti di Milano ha sollevato le sue perplessità in merito alle procedure utilizzate dal sindaco Giuseppe Sala.
Ed ecco, oggi, la risposta del primo cittadino milanese a margine del Consiglio comunale: «Mi sembra prematura questa presa di posizione. Dipende da chi realizzerà i lavori, fino a che questo non si sa mi sembra una presa di posizione molto teorica».
Come annunciato subito dopo l’incontro con WeBuild e le due società, Inter e Milan, Sala torna sulla possibilità di nuovi appuntamenti ufficiali tra le parti: «Non so se ci saranno altre occasioni. So che le società stanno guardando il progetto e stanno riflettendo sui soldi, mantenendo vivo un contatto diretto con WeBuild. Io vorrei accelerare ma non posso dire che questa settimana ci saranno delle novità».
È stata approvata oggi dal Consiglio Regionale la mozione che la maggioranza ha predisposto sul futuro dell’ospedale di Menaggio. Il Pronto Soccorso sembra salvo.
“Come anticipato, il documento rispecchia esattamente tutte le istanze che erano giunte dal territorio – spiega l’assessore regionale Alessandro Fermi – Non solo, onde evitare strumentali polemiche, abbiamo anche specificato che la mozione ricomprende tutte le richieste pervenute dai sindaci nella lettera inviata ieri pomeriggio”.
Con la mozione si chiede il potenziamento e la valorizzazione dell’ospedale di Menaggio e che si continuino a coinvolgere le Amministrazioni locali in tale processo.
“Credo che con questo documento possa essere scritta finalmente la parola fine a qualsiasi polemica o equivoco. L’ospedale di Menaggio era, è e sarà un punto di riferimento strategico per i servizi sanitari del Medio Lago: non verrà toccato il servizio di Pronto soccorso, ma anzi è stata ribadita la volontà politica di implementarlo con altri servizi che col tempo verranno messi a disposizione dei cittadini e dei turisti della zona”.
Fermi ha chiuso ringraziando i sindaci comaschi: “Ho apprezzato la volontà di collaborare e di provare a costruire insieme il futuro di questo ospedale. Non è un caso che alcuni primi cittadini abbiano già risposto al mio appello per trovare abitazioni ad affitti agevolati che possano rendere più facile il reperimento del personale sanitario”.
Soddisfatta anche la consigliera Gigliola Spelzini: “Con la mozione approvata oggi in Consiglio, la maggioranza che governa Regione Lombardia ha voluto affermare due principi che non devono più essere messi in discussione: il primo è il mantenimento del Pronto soccorso di Menaggio, perché non si possono costringere i cittadini del Centro Lago, del Porlezzese e delle vallate limitrofe a percorrere chilometri in situazioni di urgenza; il secondo è l’impegno a trattare questa tematica così delicata senza giocare sulla pelle dei pazienti e senza alzare la posta in palio solo per alimentare le polemiche politiche. Basta strumentalizzare l’ospedale di Menaggio: ai cittadini del lago interessano soluzioni concrete e percorribili, non promesse da ‘libro dei sogni’ che si scontrano subito con la carenza di risorse umane”.
“L’ospedale di Menaggio è fondamentale e oggi lo abbiamo stabilito in modo indubitabile – sottolinea Sergio Gaddi, consigliere di Forza Italia dal primo minuto sulle barricate per evitare la chiusura del Pronto soccorso – Un ospedale vero, non solo con il pronto soccorso ma con la prospettiva di tutti i reparti specificati nella lettera dei sindaci, che abbiamo accolto integralmente. Un ospedale che tornerà ad essere attrattivo anche per il personale medico perché finalmente è stato dichiarato un cambio di rotta e una prospettiva di sviluppo futuro. Oggi abbiamo scritto una pagina fondamentale per il nostro territorio”.
Critico invece il consigliere del PD, Angelo Orsenigo: “Il centrodestra smentisce il suo stesso assessore una volta per tutte. Con il voto di oggi in consiglio regionale arriva la retromarcia, si spera definitiva, su quanto detto e deciso da Bertolaso sull’Erba-Renaldi. La mobilitazione dei cittadini, lo scorso venerdì, il lavoro dei sindaci lariani e l’impegno del Comitato per la difesa dell’ospedale sul territorio hanno prodotto il loro risultato. A loro va il nostro ringraziamento più sentito”.
“Abbiamo quindi sottoscritto e votato favorevolmente alla mozione della maggioranza consapevoli che l’obiettivo comune deve essere sempre il bene del territorio e il potenziamento dell’ospedale, con l’obiettivo finale di riportarlo alla piena operatività. Il nostro impegno a tenere i riflettori accesi su Menaggio, in stretta collaborazione con i cittadini, il Comitato e i sindaci, ha portato un risultato per le comunità lariane. Ora, però, si passi ai fatti: non facciamo l’errore di lasciare sulla carta gli impegni di oggi. La carta rimane carta finché la politica non provvede con atti concreti. Vigileremo perché le promesse vengano mantenute. Nessuno tocchi l’ospedale,” conclude il consigliere lariano.
“Il presidio ospedaliero di Menaggio è salvo, grazie ad una mozione presentata dalla Maggioranza e votata poi all’unanimità – ha così esordito il consigliere regionale Anna Dotti di Fratelli d’Italia -– Come già ribadito, insieme ai consiglieri di maggioranza, la realtà sanitaria di Menaggio è strategica sia per la posizione che per il flusso di turisti oltreché di utenza delle comunità locali. Sono state accolte le richieste dei Sindaci, che abbiamo incontrato per dare un futuro sviluppo sia al Pronto Soccorso che alla realtà ospedaliera locale; diventa quindi essenziale e imprescindibile avviare un progetto di valorizzazione di tale realtà, in particolare del punto di emergenza – urgenza”.
Ha concluso Dotti: “E’ una vittoria del territorio, della Regione, delle comunità locali nell’ottica di una sanità di prossimità, moderna, efficace, che risponde alle mutevoli esigenze della società”.
Il nubifragio si è abbattuto sulla città nella serata di martedì: allagamenti e disagi
Un violentotemporale si è abbattuto sulla città di Milano nella serata di martedì. A partire dalle 22 in molte zone lampi e fulmini hanno preannunciato il nubifragio che nel giro di pochi minuti ha ‘lavato’ edifici e strade, accompagnato da intense raffiche di vento. In città si registrano allagamenti, rami e alberi caduti.
L’allerta meteo a Milano – Il Centro monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia aveva diramato un’allerta gialla (ordinaria) per temporali dalle ore 18 di martedì e fino alle 6 di mercoledì. Il Centro Operativo Comunale (COC) della Protezione civile è attivo per il monitoraggio dei livelli idrometrici dei fiumi Seveso e Lambro e per coordinare gli eventuali interventi in città.
Durante l’allerta meteo il Comune invita i cittadini e le cittadine a non sostare nei sottopassi, nelle aree a rischio esondazione di Seveso e Lambro, sotto e nelle vicinanze degli alberi e nei pressi di impalcature di cantieri, dehors e tende. È importante anche prestare attenzione ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo.
Le previsioni meteo a Milano per mercoledì – Stando agli esperti di 3bMeteo, mercoledì ci saranno nubi in progressivo aumento con deboli piogge al pomeriggio. Ampie schiarite in serata, sono previsti 6mm di pioggia. Durante la giornata la temperatura massima registrata sarà di 22°C, la minima di 20°C, lo zero termico si attesterà a 3053m. I venti saranno al mattino moderati e proverranno da Nordest, al pomeriggio deboli e proverranno da Sudest. Nessuna allerta meteo presente.
Una circolazione depressionaria si approfondisce sulla Regione determinando molte nubi, foriere di deboli piogge pomeridiane. Nello specifico sulle basse pianure occidentali cieli molto nuvolosi o coperti con parziali aperture durante la seconda parte della giornata; sulle basse pianure orientali cieli molto nuvolosi o coperti al mattino con piogge e rovesci anche temporaleschi, in attenuazione dal pomeriggio.
Schiarite in serata; sulle pedemontane-alte pianure cieli molto nuvolosi o coperti con deboli piogge, in assorbimento dalla sera con schiarite; sulle Prealpi occidentali nubi sparse alternate a timide schiarite con tendenza a graduale aumento della nuvolosità fino a cieli molto nuvolosi; sulle Orobie cieli molto nuvolosi o coperti al mattino con piogge e rovesci anche temporaleschi, in attenuazione dal pomeriggio; sulle Prealpi orientali cieli molto nuvolosi o coperti al mattino con piogge e rovesci anche temporaleschi, in attenuazione dal pomeriggio.
Asciutto in serata; sulle Alpi Retiche Cieli molto nuvolosi o coperti per tutto l’arco della giornata, con deboli piogge dal pomeriggio. Venti deboli dai quadranti nord-orientali in rotazione ai quadranti sud-orientali; Zero termico nell’intorno di 3100 metri.
Il caldo che sembrava dovesse accompagnare l’Italia fino a fine estate si prende una breve vacanza. L’estate si mette in pausa per alcuni giorni, lasciando campo libero a fenomeni talvolta estremi, come la grandine.
Secondo le previsionidi 3bmeteo, il fronte che in giornata interesserà il Nord e parte del Centro raggiungerà le regioni meridionali martedì, con l’arrivo di piogge e temporali e un ridimensionamento delle temperature, sospinto da correnti settentrionali in intensificazione. Al suo seguito un nuovo impulso proveniente dal Nord Atlantico si ripresenterà sul Nord Italia martedì sera e nel corso di mercoledì darà luogo ad una recrudescenza dell’instabilità anche su parte delle regioni centro-meridionali, con altri temporali. A partire da giovedì, invece, l’anticiclone delle Azzorre inizierà ad estendersi verso il Mediterraneo centrale, ripristinando condizioni più stabili con venti in attenuazione e temperature in ripresa. Ecco nel dettaglio cosa accadrà nei prossimi giorni.
Meteo martedì 2 luglio – Al Nordtempo inizialmente soleggiato salvo addensamenti e qualche pioggia sulla Romagna. Dal pomeriggio formazione di rovesci sulle Prealpi lombardo-venete anche temporaleschi e in estensione alle alte pianure, localmente forti e accompagnati da grandine. Qualche rovescio o focolaio temporalesco in formazione anche sulle Alpi occidentali, altrove più soleggiato e asciutto. Al Centroiniziale instabilità sul versante adriatico con rovesci e qualche temporale tra Marche e Abruzzo, localmente forte, rovesci fin sull’Umbria, soleggiato sulle regioni tirreniche. Dal pomeriggio tendenza a schiarite sulle Marche in estensione all’Abruzzo in serata, rimangono condizioni più soleggiate sulle zone tirreniche. Al Sud instabile su Puglia e Calabria con piogge e temporali in estensione nel pomeriggio a Campania interna, Basilicata e Messinese, tendenti gradualmente ad attenuarsi in serata. In Sardegna in prevalenza soleggiato. Temperature in netto calo al Centro-Sud. Venti in rinforzo da nordovest, specie al Centro-Sud e in particolare sulle isole maggiori.
Meteo mercoledì 3 luglio – Al Nordpiogge e temporali al mattino su Piemonte, Levante Ligure, Lombardia, ovest Emilia ed ovest Veneto, localmente forti e accompagnati da grandine, in estensione al resto del Triveneto, ma in attenuazione in serata. Qualche pioggia anche sulle Alpi, specie centro-orientali, tende a schiarire in giornata al Nordovest. Al Centroinizialmente soleggiato, ma dal pomero instabilità in aumento sule zone interne con piogge e temporali sparsi, più frequenti sul settore laziale-abruzzese, localmente forti. Al Sudinizialmente soleggiato salvo addensamenti sulle zone interne, dal pomeriggio rovesci e temporali sulle zone appenniniche in locale sconfinamento alla costa ionica della Calabria. In Sardegna poco o parzialmente nuvoloso. Temperature in ulteriore calo. Venti moderati o tesi in prevalenza da nordovest.
Meteo giovedì 4 luglio – Torna a prevalere il bel tempo su gran parte d’Italia, salvo nel pomeriggio la formazione di rovesci e qualche temporale sulle zone montuose, specie su quelle appenniniche centro-meridionali, ma in graduale attenuazione in serata. Temperature in lieve ripresa. Venti da nordovest in graduale attenuazione.
Meteo venerdì 5 luglio – Ulteriore miglioramento con tempo stabile e in prevalenza soleggiato, salvo nel pomeriggio un po’ di variabilità sulle zone alpine. Temperature in ulteriore amento su tutta Italia.
Nella giornata di ieri abbiamo parlato su queste pagine del possibile lancio da parte di DAZN del piano Goal Pass. Ebbene, oggi 2 Luglio 2024 la piattaforma ha reso disponibile il nuovo abbonamento che, però, rispetto alle indiscrezioni, è un pò differenti.
Disponibile ad un prezzo di 19,99 Euro al mese, viene data la possibilità di disdire con trenta giorni di preavviso. Scegliendo il piano annuale, invece, il totale passa a 129 Euro, mentre il pagamento dilazionato annuale è da 13,99 Euro al mese.
Goal Pass propone il meglio del calcio internazionale disponibile su DAZN con una scelta di partite de LaLiga spagnola ed il meglio della Liga portoghese, il calcio femminile con la UEFA Women’s Champions League e tre partite di Serie A per ogni turno. Gli utenti però avranno la possibilità di accedere a tutti gli highlights delle varie giornate del nostro campionato.
Le partite di Serie A incluse in questo pacchetto sono le stesse che vengono trasmesse in co-esclusiva da Sky: vale a dire l’anticipo del sabato alle 20:45, la partita della domenica alle 18 ed il posticipo del lunedì alle 20:45. Per tutta la stagione, sono garantiti quattro big match.
La visione è garantita in contemporanea su una sola rete domestica, mentre è possibile associare un massimo di due dispositivi sulla stessa linea.
Una scelta commerciale, il calcio in tv di DAZN torna ad essere esclusivamente in streaming. Addio al digitale terrestre.
Era la tecnologia del futuro, poi è diventata qualcosa del passato, sostituita da una tecnologia ancora più vetusta, ora si ritorna al futuro, sfruttando cioè una tecnologia ormai passata. No, fermiamoci qui, perché sta diventando un esercizio di logica ormai incomprensibile. Di cosa stiamo parlando? Di DAZN e della sua scelta di tornare esclusivamente allo streaming. Basta digitale terrestre. Ecco perché.
La marcia indietro che non ti aspetti – La rivoluzione del digitale terrestre è ormai acqua passata, nel senso che non è mai realmente arrivata.
Oggi molti italiani cercano ancora di capire quando realmente la RAI porterà a termine il passaggio, ma a quanto pare la nuova tecnologia non è stata accolta di buon grado da molte massaie attempate rimaste ancora con il vecchio tubo catodico (per estremizzare il concetto), e alla fine le cose sono andate per le lunghe. Per DAZN invece il discorso è diametralmente opposto. Qualche anno fa era stata costretta a passare al digitale terrestre, pur mantenendo sempre attiva la sua app in streaming. La scelta era dovuta al fatto che in alcune zone del belpaese la connessione internet fosse scarsa.
Insomma, una scelta commerciale necessaria, visto che per raggiugnere alcuni potenziali abbonati era doveroso sfruttare un’altra tecnologia, appunto quella del digitale terrestre, dato che lo streaming non era accessibile causa bassa connessione o connessione del tutto assente. Nasceva a quel tempo il DAZN tv box (che rimarrà comunque ancora utilizzabile per chi ce l’ha), la scatoletta che sfruttava appunto il digitale terrestre per permettere agli abbonati di determinate zone non coperte da internet di usufruire ugualmente del servizio e vedere il calcio in tv. Ora però le cose sono nuovamente cambiate e DAZN annuncia che da agosto tornerà esclusivamentein streaming.
DAZN, si passa allo streaming esclusivo – Cosa è successo? Perché questo dietrofront da parte di DAZN? A quanto pare il motivo è soltanto uno, economico! Le varie compagnie hanno coperto il segnale anche in alcune zone remote del Paese e per questo motivo ora tutto il territorio gode di una copertura internet più o meno soddisfacente.
Insomma, perché tenere in piedi una tecnologia che ormai non è più necessaria? Naturalmente DAZN si guarda bene dal tenere qualche suo utente fuori copertura e se ha fatto questa scelta è perché effettivamente tutti i suoi clienti sono coperti dal segnale. Quindi ecco che il digitale terrestre diventa completamente superfluo e quindi da scartare. Sul decoder denominato DAZN tv box gli utenti quindi potranno continuare a vedere tutti gli altri canali del digitale terrestre, mentre la programmazione dell’emittente dal primo agosto sarà visibile esclusivamente in streaming tramite l’app.
Riassumendo…
DAZN spegne il digitale terrestre, tornerà ad essere esclusivamente in streaming;
secondo la piattaforma, la copertura di internet è ormai presente su tutto il territorio e mantenere il digitale terrestre sarebbe una scelta economica dispendiosa;
non tutti gli italiani sono d’accordo e non mancheranno le disdette di abbonamento.
<<<<<<<<<< art. del 17 maggio 2024 >>>>>>>>>>
Dazn, l’aumento dei prezzi per la Serie A e lo sport: cosa cambia per gli appassionati
Per gli appassionati di calcio e della Serie A in tv occorrerà far fronte a un nuovo aumento dei prezzi per la prossima stagione. Un ritocco all’insù che Dazn, titolare dei diritti audiovisivi della Serie A per le prossime cinque stagioni (con Sky che condividerà tre partite a settimana in co-esclusiva), ha iniziato a comunicare ai propri clienti. Vero è che c’è una nuova offerta, migliorata e ampliata. Ma con conseguente revisione dei prezzi.
Il pacchetto di offerte della piattaforma di streaming specializzata nello sport è variegato. Non tutte le offerte subiranno un aumento, ma un rialzo ci sarà, come del resto si poteva attendere alla luce dell’investimento fatto da Dazn per far propri i diritti della Serie A nel quinquennio 2024-2029. Di base alla Lega Serie A andranno 900 milioni a stagione: 700 da Dazn e 200 da Sky a partire dalla prossima stagione. È poi previsto un meccanismo di revenue sharing. In pratica una componente variabile calcolata come una percentuale pari al 50% dei ricavi netti da sottoscrizioni da utenti residenziali che saranno realizzati da Dazn oltre una certa soglia.
Tre sono le diverse tipologie di sottoscrizione per gli utenti, con costi e funzionalità differenziati a seconda dell’alternativa scelta: il piano Standard, il piano Plus e il piano Start.
Il piano Start – Quest’ultimo è il pacchetto multisport che include il basket italiano ed europeo, il volley con l’offerta che si è da poco arricchita con le migliori coppe internazionali femminili e maschili (Nations League, Mondiale per Club, Beach Soccer e molto altro), il calcio femminile con la Uefa Women’s Champions League e i canali Eurosport HD1 e HD2 con cui seguire competizioni come Giro d’Italia, Roland Garros e Olimpiadi di Parigi 2024. Il pacchetto Start si muove in un range a partire da 8,25 euro al mese se si opta per il pass Annuale (99 euro l’anno con pagamento anticipato) o 11,99 euro al mese per la formula rateizzata di 12 mesi. Qui non ci sono cambiamenti rispetto a gennaio.
Il piano Standard – Il piano Standard è quello che permette di vedere la Serie A, Europa League e altra offerta sportiva su due dispositivi usando la stessa linea internet. Si può optare per per il piano Annual pagamento anticipato (0,99 euro al giorno per un totale di 359 euro all’anno) o 34,99 euro al mese se si opta per quello rateizzato in 12 mesi (1,16 euro al giorno) come da listino di gennaio che aveva subito un aumento.
Il piano Plus – Il piano Plus è il pacchetto “familiare” e disponibile su due reti Internet a partire da 49 euro al mese (un totale di 599 euro) se si opta perabbonamento annuale con pagamento anticipato o 59,99 euro se si opta per quello rateizzato in 12 mesi. In questo caso l’aumento c’è stato rispetto a gennaio passando da 539 a 599 euro all’anno. E il piano annuale con pagamento dilazionato, passato a gennaio a 49,99 euro al mese dai 45,99 del 2023 sale a 59,99 euro al mese.
La spinta agli abbonamenti diretti – Una differente politica di prezzo comunque Dazn ha deciso di farla rivedendo le politiche di gestione degli utenti che decidono di abbonarsi attraverso Apple e Google. Questo con l’obiettivo di spingere gli utenti verso gli abbonamenti diretti sulla piattaforma aggirando il tema dei costi di gestione alti per questa tipologia di segmento che rappresenta un canale B2B2C.
La ricerca dell’equilibrio economico – Resta per Dazn il tema della ricerca dell’equilibrio economico. Solo considerando la Serie A c’è da tenere conto dei 700 milioni di euro di uscite annue per i diritti della Serie A – e con l’apporto di 50 milioni annui da Tim con cui ha rinnovato l’accordo per i prossimi 5 anni per fornire la app su Timvision oltre alla ottantina di milioni di pubblicità – contro gli 840 milioni nel triennio precedente, ma in tandem con Tim.
Il tutto mentre a livello global quello del 2022 (ultimo disponibile) è stato un bilancio chiuso dalla realtà che fa capo al magnate Len Blavatnik con una perdita sopra al miliardo (1,14 miliardi di euro). Il rosso però è inferiore del 46% rispetto ai 2,13 miliardi di euro circa persi nel 2021. E agli atti, nel frattempo, c’è un fatturato cresciuto del 41% che nel 2022 ha toccato quota 2,2 miliardi di dollari (circa due miliardi di euro) che ha visto un ritocco al rialzo evidentemente anche per l’incremento dei prezzi dei servizi in alcuni mercati, come quello italiano. Secondo Enders Analysis, questo del 2024 dovrebbe essere l’anno del breakeven su base mensile il prossimo anno e su base annuale nel 2025. Il tutto con ricavi che negli ultimi tre anni, sempre secondo le elaborazioni della società di analisi, sarebbero cresciuti rispettivamente del 79%, 41% e 45% fino ad arrivare a circa 3,2 miliardi di dollari nel 2023.
La lotta alla pirateria – In un’ottica di sistema la grande incognita (in questo caso positiva) è legata alla lotta alla pirateria audiovisiva. Che proprio lo scorso anno ha avuto una svolta con la nuova legge 93/2023 entrata in vigore a inizio agosto che dà ad Agcom poteri di intervento per oscurare i siti in 30 minuti dalla segnalazione degli aventi diritto. La piattaforma – che era stata messa a disposizione gratuitamente dalla Lega Serie A all’Autorità – è entrata in funzione.
Aveva 77 anni, il club in lutto: ‘Sapeva farsi voler bene’
Morto Comunardo Niccolai, tra i protagonisti dello Scudetto del Cagliari
Comunardo Niccolai (Uzzano, 15 dicembre 1946 – Pistoia, 2 luglio 2024) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo difensore. Ricordato per la propensione (involontaria) alle autoreti, era osservatore per la nazionale italiana.
A oltre cinque mesi dalla scomparsa di Gigi Riva, il Cagliari piange un altro campione dello scudetto del 1970: Comunardo Niccolai.
Lo stopper della squadra campione d’Italia e della Nazionale ai mondiali del Messico è morto stanotte in ospedale a Pistoia all’età di 77 anni.
“Lascia il ricordo di un grande sportivo, un uomo educato, gentile, rispettoso, cordiale, che sapeva farsi voler bene“. Così il Cagliari calcio sui social.
A Cagliari era arrivato giovanissimo dopo un anno alla Torres: è rimasto con la maglia rossoblù nel periodo che va dal 1964 al 1976. Poi il passaggio al Perugia. È passato alla storia come “re degli autogol“, forse per quel colpo di testa che aveva sorpreso Albertosi nella partita tra Juventus e Cagliari del 1970. Oltre duecento le partite in rossoblù, tre in Nazionale. Si infortunò in maglia azzurra proprio nella prima gara dei Mondiali in Messico.
Tutto il Cagliari Calcio piange la scomparsa di Comunardo Niccolai, indimenticabile protagonista dello Scudetto del 1970.
Era nato a Uzzano, piccolo centro in provincia di Pistoia, il 15 dicembre 1946. Deve il suo curioso nome di battesimo al papà, Lorenzo, che lo chiamò Comunardo in omaggio alla Comune di Parigi.
Dopo gli inizi nel vivaio del Montecatini, Niccolai arrivò giovanissimo in Sardegna, alla Torres. Era il 1963: giocò 22 partite in Serie C, segnalandosi tra i migliori prospetti della categoria. Un’ottima stagione che gli valse l’attenzione del Cagliari, che lo acquistò precedendo tutte le squadre interessate al suo cartellino.
Niccolai confermò le sue doti anche in rossoblù, anche se inizialmente dovette fare da riserva al più esperto Vescovi. Con la partenza di quest’ultimo nel 1968, si impossessò definitivamente della maglia numero 5. Rimase al Cagliari sino al 1976, per poi trasferirsi al Perugia e chiudere la carriera al Prato. Col Cagliari ha totalizzato oltre 270 presenze con 6 gol all’attivo.
Intraprese quindi la carriera di allenatore all’interno della FIGC. È stato apprezzato selezionatore delle giovanili azzurre tenendo a battesimo giocatori che avrebbero scritto la storia della Nazionale, come Gianluigi Buffon e Francesco Totti. Nel 1993-94 ha guidato la Nazionale maggiore femminile.
Il suo nome è tradizionalmente legato agli autogol, alcuni dei quali rimasti celebri. Lui stesso ne parlava con filosofia e autoironia: “All’inizio mi dava fastidio ma poi ci ho fatto l’abitudine. Ci sono giocatori che hanno fatto un’ottima carriera ma non se ne ricorda nessuno; io almeno ho lasciato un segno nella storia del calcio italiano”.
Sarebbe tuttavia ingiusto limitare la carriera a questi sfortunati contrattempi. In realtà, Niccolai è stato un difensore di grande valore, arcigno, attento in marcatura, ma anche bravo ad uscire dall’area palla al piede e testa alta. I suoi interscambi col libero, Cera o Tomasini, hanno precorso i tempi: col passare degli anni, lo scambio di posizione tra i centrali è diventata una prassi nel modo di difendere richiesto dal calcio moderno. L’eccezionale rendimento del reparto arretrato nell’anno dello scudetto (11 soli gol al passivo, record tuttora imbattuto nei campionati a 16 squadre) lo si deve anche al suo formidabile apporto. Non a caso, venne inserito nella lista dei 22 azzurri convocati per i Mondiali del Messico. Il CT Ferruccio Valcareggi lo schierò titolare nella prima partita contro la Svezia. Sono 3 le sue presenze in azzurro.
Niccolai lascia il ricordo di un grande sportivo, un uomo educato, gentile, rispettoso, cordiale, che sapeva farsi voler bene. Un maestro di calcio e di vita.
E’ successo poco dopo l’alba quando non passava nessuno. Sul posto vigili del fuoco e polizia municipale. Lievemente ferita l’edicolante
“Fosse successo alle 9 di mattina, sarebbe stata una strage”. E invece è capitato poco dopo l’alba, quando in strada non passava nessuno. Un pezzo di cornicione si è staccato da un edificio nella centralissima piazza Sant’Ambrogio, a due passi dal mercato, in una delle vie più trafficate di Firenze. Una tempesta di mattoni e calcinacci è precipitata al suolo da uno dei palazzi sovrastanti, sfiorando la piccola edicola che si trova lì sotto.
Sì, poteva essere una strage, come conferma una signora che abita lì vicino. Il fatto è capitato stamani intorno alle 7, quando in strada non passava nessuno. Questo ha evitato che ci fossero feriti gravi (l’unica colpita di striscio a un braccio è stata l’edicolante), ma vista la mole di mattoni precipitati al suolo, vengono i brividi nel pensare a cosa sarebbe potuto accadere.
Sul posto sono immediatamente arrivati i vigili del fuoco e la polizia municipale. L’area è stata transennata nell’attesa di rimuovere i calcinacci. Probabilmente saranno anche effettuate delle verifiche statiche all’edificio per capire se c’èil rischio di nuovi crolli. Tragedia sfiorata, certo, ma viene da chiedersi se quanto capitato in piazza Sant’Ambrogio non possa ripetersi altrove.
A dare l’allarme sono stati alcuni residenti: “Abbiamo sentito un gran tonfo, ci siamo affacciati alle finestre e abbiamo visto quello che era successo”. I calcinacci hanno rischiato anche di colpire l’edicola che si trova lì a fianco, ma per fortuna il chiosco non ha riportato danni. Lievemente ferita invece l’edicolante che è stata sfiorata dal crollo ed è stata colpita di striscio al braccio.
La ragazza abitava in una palazzina delle case popolari. A dare l’allarme sono stati i genitori.
Carabinieri con ascensore sotto sequestro, immagine repertorio (Fotogramma). In alto la vittima, foto dalla sua pagina Facebook
Tragedia a Fasano nel brindisino. Una ragazza di 25 anni, Clelia Ditano, è morta questa mattina, dopo essere caduta dal quarto piano sul tetto dell’ascensore che era fermo al primo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e i soccorritori del 118. Da chiarire le circostanze della caduta. A dare l’allarme sono stati i genitori. La famiglia abita in una palazzina delle case popolari dell’Arca in via Saragat.
Manutenzione ascensori spetta a tecnici abilitati Prefettura – “Per poter tenere in esercizio gli ascensori, questi devono essere affidati in manutenzione a una ditta specializzata che abbia al suo interno personale tecnico abilitato, munito del cosiddetto patentino di ascensorista. Si tratta di un’abilitazione rilasciata dalla Prefettura a seguito del superamento di un esame teorico e pratico” dice all’Adnkronos/Labitalia Luca Incoronato, direttore Anacam, Associazione nazionale delle imprese di costruzione e manutenzione ascensori. “In Italia – spiega – è dunque prevista una manutenzione abilitata da parte di una ditta specializzata che faccia almeno una volta, ogni sei mesi, una verifica di tutti i dispositivi di sicurezza dell’ascensore, per poi annotarli sul libretto dell’impianto. L’altro obbligo è quello di fare delle visite di manutenzione preventiva dell’impianto in funzione delle sue esigenze. Non c’è un numero minimo di visite di manutenzione per legge, la legge demanda alle esigenze dell’impianto e quindi alla valutazione del manutentore; perché ovviamente una cosa è un ascensore che magari serve una palazzina di due o tre piani con quattro famiglie, una cosa è un ascensore che serve 12 piani e 60 famiglie, con una frequenza di utilizzo quindi molto maggiore che richiede esigenze manutentive diverse“.
Anacam precisa che per una manutenzione dell’ascensore a norma del dpr 162/99, il manutentore deve eseguire due distinte tipologie di attività sull’impianto.
1) Visite di manutenzione preventiva, finalizzate alla verifica del regolare funzionamento dei principali componenti dell’impianto, in particolare delle porte dei piani e delle serrature, dello stato di conservazione delle funi, nonché per eseguire le operazioni normali di pulizia e di lubrificazione delle parti.
2) Visite finalizzate alla verifica dell’integrità e dell’efficienza di tutti i dispositivi e dei componenti da cui dipende la sicurezza dell’ascensore (paracadute, funi, sistema di allarme etc.). Mentre per la seconda tipologia di attività il legislatore ha fissato una frequenza minima (almeno una volta ogni sei mesi, da cui la definizione di visita semestrale), da rispettare quindi in modo tassativo, per le visite di manutenzione preventiva non viene indicata una frequenza precisa poiché questa dipende dalle esigenze dell’impianto.
In concreto, il giusto numero di visite dipende dalle caratteristiche tecniche dell’impianto, dal suo stato di conservazione, dalle condizioni e dall’intensità di utilizzo. In generale, considerando le caratteristiche medie del parco impianti funzionanti in Italia, si effettuano in media dalle 6 alle 12 visite annuali (includendo anche le due visite semestrali).
E’ importante che il manutentore, una volta presa in carico la manutenzione di un impianto, svolga un’accurata ispezione iniziale dello stesso per valutarne lo stato di conservazione e le caratteristiche tecniche e, una volta verificate le condizioni di utilizzo, metta a punto un programma di manutenzione nel quale indicherà, tra l’altro, il numero annuo di visite di manutenzione preventiva necessarie per una corretta conservazione dell’ascensore, anche tenendo presenti le eventuali indicazioni riportate nel manuale di uso e manutenzione dell’impianto.
L’Italia e il mancato adeguamento alla Raccomandazione della Commissione Europea – “L’Italia non ha dato seguito alla Raccomandazione della Commissione europea, la 216/95/CE, che invitava gli Stati membri ad adeguare progressivamente il livello di sicurezza del parco impianti nazionale degli ascensori ante direttiva ascensori 95/16/CE per portarlo al livello di quello richiesto dalla direttiva stessa” dice sempre all’Adnkronos/Labitalia Luca Incoronato, direttore Anacam. “La normativa di riferimento per tutto quanto riguarda la costruzione, installazione, messa in esercizio, manutenzione e controllo degli ascensori è costituita dal decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, numero 162 che, dopo le modifiche introdotte dal dpr 23/2017, è oggi rubricato ‘Regolamento recante norme per l’attuazione della direttiva 2014/33/UE, relativa agli ascensori e ai componenti di sicurezza degli ascensori, nonché per l’esercizio degli ascensori’. Il dpr 162/99 era stato emanato per recepire in Italia la prima ‘direttiva ascensori’, 95/16/CE, oggi abrogata e sostituita dalla nuova ‘direttiva ascensori’ 2014/33/UE“. “La Direttiva – precisa – prevede la Marcatura CE di tutti gli ascensori immessi sul mercato comunitario europeo. E, secondo la Direttiva, gli installatori sono ‘responsabili della progettazione, fabbricazione e installazione’ degli ascensori. Spetta all’installatore dichiarare la conformità dell’impianto, seguendo una delle procedure previste dalla direttiva, e apporre la Marcatura CE. In Italia la legge che riguarda la manutenzione degli ascensori è il dpr 162 del ’99, una data che dunque fa da spartiacque tra le regole nazionali e quelle europee. La Commissione europea emanò anche una raccomandazione agli Stati membri, invitandoli ad adeguare progressivamente la sicurezza del parco impianti preesistente al 1999“.
“Diversi Stati membri – sottolinea il direttore Anacam – come Francia, Spagna, Germania, Belgio hanno provveduto, con leggi nazionali, a adeguare i diversi impianti, imponendone delle modernizzazioni. In Italia però questa cosa non è mai successa, nonostante ovviamente le nostre insistenze e le nostre proposte. Ci provò diversi anni fa, con un decreto, l’allora ministro Scagliola, ma poi il decreto venne bocciato dal Tar del Lazio“.
“Tecnicamente – precisa – in Italia quello che succede è che se un impianto è stato installato, ad esempio, nel 1935, quell’impianto è in regola se risponde alle normative di sicurezza del 1935. Ovviamente poi quando ci sono degli interventi da fare perché i componenti si usurano, si rompono, le regole normative impongono un minimo di adeguamento nel momento in cui si va a cambiare quel pezzo“.
“Al nostro ministero di riferimento, quello delle Imprese e del made in Italy, ritorneremo a proporre un adeguamento dell’Italia alla direttiva, perché oggettivamente il nostro Paese presenta un’anomalia rispetto al panorama europeo“.
Grandissima vittoria in rimonta delle nerazzurre di Marelli che hanno trovato il gol decisivo al 114′
È una stagione straordinaria per l’Inter e continua ad esserlo. L’Under 17 femminile è Campione d’Italia. Le nerazzurre di Alessio Marelli – assente in finale, con il vice Simone De Luca sulla panchina interista – hanno vinto 2-1 in rimonta contro la Juventus, nella finale giocata allo stadio “Bruno Recchioni” di Fermo.
Dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari la gara è completamente cambiata con le bianconere che sono andate in vantaggio al 100′ grazie al colpo di testa di Santarello su assist di Tosello. Le interiste hanno reagito immediatamente segnando subito dopo il calcio d’inizio: Giudici ha sfruttato un ottimo lancio da centrocampo ed ha anticipato il portiere bianconero con un delizioso pallonetto. Dopo il pareggio l’Inter ha preso le redini del gioco costruendo diverse occasioni e trovando il gol Scudetto al 114′ con Sasso che di testa ha ribadito in rete dopo la traversa colpita da Cavallaro.
A fine gara è scoppiata la grandissima festa a tinte nerazzurre, un trionfo meritato dopo una cavalcata straordinaria.
“È stata una battaglia da tutti i punti di vista. È stata una stagione lunghissima e faticosissima che abbiamo concluso con questa bellissima vittoria. Abbiamo giocato ed affrontato una squadra molto forte, lottando su ogni pallone. Faccio i complimenti alla Juventus che è una rivale di grande spessore. Insieme abbiamo creato un grande gruppo, la crescita delle ragazze in questi mesi è stata incredibile.”
Simone De Luca, vice-allenatore Inter U17 Femminile
I numeri che riguardano il fenomeno sono negli Open data aggiornati e pubblicati sul sito dell’Inail. Secondo il ministero del Lavoro i dati forniti devono essere considerati con cautela e valutati nel complesso quando saranno completi
Una strage senza fine, come ha denunciato oggi lo studio della Uil, quella dei morti sul lavoro. E a seguire arrivano i preoccupanti dati dell’Inail, diffusi sul sito anche in formato Open Data. Secondo le informazioni a disposizione dell’Inail le denunce di infortunio con esito mortale sono state nei primi 5 mesi del 2024: 369 (+3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), nell’incremento sono stati determinanti gli incidenti mortali plurimi. In aumento le patologie di origine professionale denunciate, pari a 38.868 (+24,0%).
Le denunce di infortunio sul lavoro presentate entro il quinto mese del 2024 sono state invece 251.132 (+2,1% rispetto a maggio 2023 e in diminuzione del 22,4% rispetto allo stesso periodo del 2022), con un aumento più rilevante per gli incidenti avvenuti nel tragitto casa-lavoro.
A livello nazionale l‘Inail – pur nella provvisorietà dei numeri – segnala un incremento dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 271 a 286, e un calo di quelli in itinere, da 87 a 83. Tra i comparti, i più toccati sono stati Industria e servizi, che passa da 310 a 312 denunce mortali, l’Agricoltura (da 36 a 40) e il Conto Stato (da 12 a 17).
Dall’analisi territoriale emergono incrementi al Sud (da 68 a 83 denunce), nelle Isole (da 31 a 37) e nel Nord-Est (da 77 a 78) e cali al Centro (da 74 a 65) e nel Nord-Ovest (da 108 a 106). Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano l’Emilia Romagna(+15), la Campania (+7), la Calabria e la Sicilia (+5 ciascuna), mentre per i cali più evidenti Veneto (-14), Marche, Abruzzo, Umbria e Friuli-Venezia Giulia (-4 ciascuna).
Aumentano le morti sia tra gli uomini che tra le donne – Il confronto con l’anno mostra aumenti sia per la componente maschile, le cui denunce mortali sono passate da 331 a 340, sia per quella femminile, da 27 a 29. Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 296 a 290) e aumentano quelle degli extracomunitari (da 52 a 61) e dei comunitari (da 10 a 18). L’analisi per classi di età evidenzia incrementi tra i 35-39enni (da 18 a 20 casi), tra i 45-59enni (da 152 a 186) e tra i 65-69enni (da 20 a 29) e riduzioni tra gli under 35(da 69 a 55), tra i 40-44enni(da 24 a 23), tra i 60-64enni (da 58 a 39) e tra gli over 69 anni (da 17 a 16).
Infine, l’Istituto precisa che al 31 maggio di quest’anno risultano quattro denunce di incidenti plurimi, per un totale di 19 decessi, solo due dei quali stradali. Nei primi cinque mesi del 2023 risultavano cinque denunce di incidenti plurimi, per un totale di 10 decessi, quattro dei quali stradali.
Ministero del Lavoro: “Dai dati Inail fotografia provvisoria. L’Italia applica criteri larghi, con Covid e morti in itinere” – I dati sulle denunce di infortunio dell’Inail vanno letti tenendo conto i criteri più larghi applicati in Italia – che includono i casi di Covid e gli incidenti in itinere, ma anche gli studenti under 15 – ed anche guardando al rapporto con la crescita dell’occupazione. È quanto spiegano fonti del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali secondo le quali “gli Open data Inail di maggio 2024 sull’andamento non degli infortuni sul lavoro, ma delle denunce di infortunio, restituiscono come ogni meseuna fotografia puntuale ma provvisoria, che andrà valutata nel suo complesso su un arco temporale più ampio“.
La rilevazione mese per mese – secondo il ministero – espone inoltre a oscillazioni che dipendono dall’evenienza di incidenti con più vittime. Come specificato già nel comunicato stampa Inail, si tratta di tutte le denunce e comunicazioni obbligatorie effettuate dai datori di lavoro e loro intermediari, comprese quelle trasmesse ai soli fini statistici e informativi. Il totale tiene perciò conto delle assenze dal lavoro anche di un solo giorno (escluso quello dell’evento),mentre possono essere considerati “infortuni sul lavoro” solo quelli riconosciuti tali al termine dell’iter amministrativo e sanitario per ogni singola denuncia. Ecco perché gli open data mensili sono definiti “provvisori” e il loro confronto “richiede cautele”.
Per questo – viene sottolineato – “la reale portata del fenomeno infortunistico risulterà chiaramente definita solo nel momento in cui i dati del 2024 verranno consolidati”.
I dati in valore assoluto contenuti nel comunicato dell’Inail – spiegano poi le fonti del ministero – “riflettono correttamente il fenomeno infortunistico se messi in relazione all’andamento dell’occupazione che ha, come primo riflesso, modifiche sulla platea degli assicurati Inail. Le valutazioni conseguenti devono tenere conto dell’aumento di oltre 500milaoccupati in un anno, come evidenziato da Istat nell’ultima rilevazione effettuata. Nel dettaglio, l’andamento del 2024 sul2023 risente del brusco calo di denunce all’inizio dello scorso anno (-24,1%) dovuto soprattutto al notevole minor peso dei contagi da Covid-19 rispetto allo stesso periodo del 2022.Rispetto al 2019, anno che precede la pandemia e che quindi non risente dell’effetto “distorsivo” dei picchi di denunce correlate al Covid-19, i dati relativi ai primi cinque mesi del2024 sono comunque in calo del 6,8 per cento”. Le fonti del ministero del Lavoro “sottolineano, infine, che la crescita del 20% delle denunce di infortunio per le persone sotto i 15 anni è dovuta soprattutto all’incremento infortunistico degli studenti. Un risultato atteso, diretta conseguenza delle disposizioni del “Decreto Lavoro” che ha esteso, per la prima volta, la copertura assicurativa Inail a tutto il personale scolastico – docente e non – e agli studenti degli istituti di istruzione di ogni ordine e grado per gli infortuni occorsi durante tutte le attività formative”. “In ogni caso – conclude il ministero – si registra anche per questo mese l’incremento degli infortuni in itinere, ovvero nel tragitto da casa al luogo di lavoro e viceversa“.
Lanciata da Pippo Baudo a Canzonissima negli anni Settanta, è morta per una malattia
Addio aMaria Rosaria Omaggio: l’attrice e scrittrice aveva 67 anni. Di origini napoletane, inizia la sua attività giovanissima e diventa popolare grazie alla partecipazione a Canzonissima del 1973-1974 condotta da Pippo Baudo. Aveva partecipato a diversi varietà.
«Cara Maria Rosaria. Ci hai lasciati. Hai iniziato il tuo nuovo viaggio verso la spiritualità che tanto amavi. Sei stata un’amica affettuosa, illuminante, presente. Donna bella e colta. Mancherai tanto anche ai miei cagnolini, a cui dicevi, dai un bacio da zia Maro’ R.I.P», si legge tra i commenti sui social.
È morta per una malattia Maria Rosaria Omaggio.
Chi era – L’attrice, nata a Napoli ma da anni residente a Roma, aveva 67 anni. Alle sue spalle 50 piece teatrali,29 film, 18 fiction televisive. Il suo debutto sul grande schermo fu con «Roma a mano armata» di Umberto Lenzi, per il film «Walesa – L’uomo della speranza» di Andrzej Wajda ha interpretato Oriana Fallaci e vinto un premio a Venezia. Il grande pubblico la conobbe sulla Rai con Canzonissima.
Posò sulle copertine di Playboy e Playmen. Scrittrice, goodwill ambassador per l’infanzia delle Nazioni Unite, istruttrice di taiji quan, arte marziale cinese. Aveva avuto un marito e tre compagni importanti, ma nessun figlio.
Tensione tra il tecnico italiano della Slovacchia, che si lamentava con l’arbitro, e il centrocampista, che gli ha dato del “pelato di m…”. L’attaccante del Real si porta le mani sui testicoli dopo l’1-1: “Ma mi rivolgevo a dei miei amici”
Amareggiato. Francesco Calzona non ci sta, alza la voce in televisione e in sala stampa. La sua Slovacchia è stata a un paio di minuti da eliminare l’Inghilterra dall’Europeo, ma alla fine si è scontrata contro la rovesciata di Jude Bellingham al 95′, prima del gol di Kane a chiudere i giochi sul 2-1. A fine partita però, nel pieno della tensione e dell’adrenalina di una gara persa sul gong, l’ex allenatore del Napoli è andato in mezzo al campo per chiedere delucidazioni all’arbitro Meler.
CONTRO RICE – Ne è nato un parapiglia con Declan Rice, che avrebbe tuonato contro Calzona frasi tutt’altro che carine. “Shut up”, “stai zitto”, sembra dire il centrocampista. Aggiungendo anche “pelato di…”. Questo quanto riportano in Inghilterra. Tutto si è risolto con le scuse di Rice, che dopo la tensione è andato dal tecnico e gli ha stretto la mano. Cose di campo. L’allenatore della Slovacchia si è lamentato con l’arbitro a fine gara: “E’ un orgoglio aver tenuto testa a una squadra che ha fatto ostruzionismo nei minuti finali, e vorrei anche dire che un solo minuto di recupero è davvero poco. Gli arbitri non mi sono piaciuti, ma non abbiamo perso per questo”.
GIALLO BELLINGHAM – Non bastassero le scintille Calzona-Rice, dopo la partita è scoppiato il caso Bellingham. Alcuni video sui social ritraggono l’inglese “esibirsi” dopo il gol dell’1-1 in un gestaccio (mani sulle parti intime) apparentemente rivolto in direzione della panchina slovacca. Il giocatore del Real ha dato una versione diversa sul suo profilo X: “Era solo un gesto scherzoso verso dei miei amici che erano alla partita. Non provo nient’altro che rispetto per come ha giocato la Slovacchia stasera“, ha scritto. Difficile stabilire quale sia la verità: ma rischia, sul serio, una squalifica.
Nazionale senza gioco ma anche senz’anima. Spalletti è un tecnico bravo ma l’Europeo ha posto il tema se sia adatto a fare il ct
Senza gioco, senza carattere, senza un’idea, senza un lampo. Senza onore. Senza scuse. L’Italia, dopo aver fallito la partecipazione ai Mondiali per due volte di seguito, esce dall’Europeo umiliata dagli avversari, contestata dai tanti tifosi in Italia e da quelli che erano a Berlino, in gran parte emigrati che chiedevano almeno impegno e determinazione, due parole che andrebbero sempre indossate, insieme alla maglia azzurra, da chi va in campo.
SPALLETTI, DECISIONI FORTI – In quattro partite, se togliamo mezz’ora del primo tempo contro l’Albania, non s’è visto niente di quanto ci aspettavamo. Niente di quanto era stato programmato. Quattro partite che insieme hanno scritto una delle pagine più avvilenti del nostro calcio. Veniamo da due eliminazioni dai campionati del mondo. Non può essercene una terza. Non è accettabile che questo Europeo mortificante venga derubricato a incidente di percorso. Bisogna partire dal fallimento a cui abbiamo assistito, perché di fallimento si tratta, se si vuole avere una qualche possibilità di arrivare al Mondiale americano tra due anni. Dopo la sconfitta con la Macedonia del Nord che cancellò l’Italia dal torneo in Qatar non successe nulla. Venivamo dall’Europeo vinto a Wembley. E sotto quell’ombrello la Federcalcio si riparò dalla grandine. Oggi non è più possibile. Sono rimasti i tanti problemi strutturali e alle spalle non abbiamo un trionfo come avevamo allora, ma un altro disastro sportivo. Per parafrasare Spalletti: momenti forti, decisioni forti.
TOP PLAYER ITALIA – Il ct, chiamato per essere lui il top player di una squadra che ne ha pochissimi, non è riuscito a dare alla Nazionale una fisionomia tecnica. Ma non è riuscito nemmeno a trasferire ai giocatori che ha scelto la determinazione, la voglia di battersi. Spenti, inermi, confusi, sono apparsi arrendevoli anche di fronte a formazioni che francamente non sono armate invincibili. Abbiamo assistito a una girandola di cambiamenti tattici, di grovigli tecnici, di sostituzioni e ripensamenti, che hanno finito per confondere chi è andato in campo. Il risultato è stato uno spettacolo deprimente che non rispecchia i valori del nostro calcio.
FORTUNA E NO – In due settimane a questa squadra non è mancato soltanto il gioco, ma anche un’anima. Dopo il gol di Zaccagni a sette secondi dalla fine che ha mandato l’Italia agli ottavi buttando fuori Modric e la sua Croazia, abbiamo sperato che lo stellone azzurro si fosse improvvisamente riacceso e con lui pure la Nazionale. Ma la fortuna bisogna meritarsela. Evidentemente non era questo il caso.
Situazione drammatica in diverse zone del Piemonte e della Valle d’Aosta. Il maltempo si abbattuto nella serata di ieri, numerose le criticità per frane, smottamenti e corsi d’acqua in piena
Esondazioni di torrenti, strade inagibili, smottamenti e frane. Sono state ore di paura e di lavoro quelli vissute nelNord – Ovestper il maltempo che ha colpito molti comuni creando non pochi danni.
Una linea di violenti temporali si è sviluppata a ridosso delle Alpi Cozie e Graie, tra Torinese e Valle d’Aosta, con massimi effetti sul gruppo del Gran Paradiso.
VALLE ORCO – Bomba d’acqua sui paesi della valle, Orco in piena – QuotidianoCanavese
Nelle valli Orco, Soana e nelle valli di Lanzo – tra Piemonte e Valle D’Aosta – ci sono stati diversitorrenti in in piena e strade inagibili.
Impressionanti i video che sono stati diffusi dalla Pro Loco di Noasca del torrente Orco che arriva impetuoso tra le case e si abbatte sui ponti.
In valle Orco e nel Canavese l’acqua ha tracimato dai torrenti causandoinondazioni e allagamenti ed interrompendo la viabilità in diverse zone.
Emergenza meteo nel Canavese, Valli di Lanzo, alta Val Sesia e Ossola: allagamenti e frane – Quotidiano Piemontese
Meteo: ALLUVIONE a COGNE (AO), ondata di piena in diretta travolge tutto! 29 Giugno 2024 – YouReporter24
L’ottavo di finale tra Germania e Danimarca è stato interrotto all’improvviso poco dopo la metà del secondo tempo per maltempo. Mentre in questo Europeo in tante partite è stato introdotto il cooling break (la pausa a metà dei due tempi per consentire alle squadre di dissetarsi, in caso di forte caldo), nel match tra i padroni di casa e i danesi è accaduto qualcosa di decisamente particolare.
L’arbitro Michael Oliver (noto in Italia per un suo contestato rigore assegnato al Real Madrid contro la Juventus in Champions League, l’uomo di cui Buffon disse che «ha un bidone della spazzatura al posto del cuore») ha infatti preso una decisione che in quel momento sembrava azzardata ma che si è rivelata azzeccatissima. Mentre in cielo, minacciosi, si sentivano i tuoni e si vedevano i fulmini, Oliver ha fatto uscire le squadre dal campo e ha interrotto la gara: qualche minuto dopo, una fortissima grandinata ha travolto il Westfalenstadium di Dortmund, con palle di grandine grosse come palline da golf. La partita è poi ripresa dopo poco meno di mezz’ora.