1 – Brusca pausa dalla Primavera. Ancora maltempo sull’Italia a causa di un sistema depressionario proveniente dal nord Africa e di un fronte freddo in discesa dalla Scandinavia. Attesi rovesci intensi e temporali, anche con caratteristiche di nubifragio, su molte aree del Sud e parte del Centro. Piogge e rovesci anche al Nord. Possibili grandinate e forti venti.
2 – Le previsioni meteo di mercoledì 14 marzo 2025 – Attesi rovesci e temporali in Sardegna a partire dal pomeriggio. Nubi in aumento anche sulla Sicilia, dove inizierà a piovere dalla notte. Sul resto della Penisola tempo soleggiato o velato con qualche sporadico piovasco pomeridiano sui rilievi. Temperature stabili o in lieve locale aumento. Mari calmi o poco mossi tranne i bacini più occidentali che saranno da mossi fino a molto mossi.
3 – Le cose peggiorano giovedì 15 marzo 2025 – Maltempo sulle Isole maggiori con rovesci e temporali, anche forti, fin dalla mattina. I rovesci si estenderanno anche al resto del Sud peninsulare tra il pomeriggio e la sera e a fine giornata o prime ore della notte su Lazio e Abruzzo. Tempo migliore sul resto d’Italia ma verso sera sono attesi temporali localmente intensi e accompagnati da grandinate su gran parte del Nord. Temperature in lieve calo al Sud, stabili altrove. Venti fino a forti a rotazione ciclonica. Mari fino a molto mossi.
4 – Temperature in calo venerdì 13 maggio 2025 – Ancora maltempo al Sud con rovesci e temporali, anche forti. Al mattino sarà possibile qualche ultimo temporale anche al Nord e sul medio Adriatico.Migliorerà invece il tempo sulla Sardegna. Temperature in calo. Venti forti a rotazione ciclonica. Mari molto mossi o agitati.
5 – Come sarà il fine settimana– L’impulso di aria fredda che porterà maltempo sull’Italia a metà settimana, potrebbe, secondo “3BMeteo”, avere ancora una certa influenza sul Paese nel corso del weekend. Possibili rovesci e locali temporali in particolare tra Sicilia e Calabria. Non si escludono forti venti e mareggiate. Le cose, però, potrebbero migliorare domenica 18 maggio 2025.
L’attore è a processo per le accuse di abusi sessuali contro due donne, risalenti al 2021
Gérard Depardieu è stato dichiarato colpevole di violenza sessuale. La Corte penale di Parigi ha emesso la sentenza poco fa verso: l’attore francese, 76 anni, è stato ritenuto responsabile delle accuse nei confronti di Amélie e Sarah (nome di fantasia), 34enne, rispettivamente scenografa e assistente alla regia del film “Les Volets verts” di Jean Becker. Il tribunale penale gli ha inoltre imposto una pena di ineleggibilità di due anni e lo ha iscritto nel registro dei condannati per reati sessuali.
Alla sentenza era presente il pool legale dell’attore, assente invece Depardieu. Il tribunale ha creduto ai racconti delle accusatrici, ma non alla difesa dell’imputato che aveva riferito di aver dovuto afferrare una delle due accusatrici per il fianco per evitare che scivolasse. Nel corso delle udienze iniziate a marzo, l’attore ha ammesso per la prima volta di aver avuto contatti fisici con una delle querelanti, ma ha negato di essersi “divertito a palpeggiare” le donne respingendo tutte le accuse di aggressione sessuale e anche criticando il movimento Metoo e le femministe.
Con questa sentenza, Depardieu, la più grande star del cinema francese con oltre 200 film e serie tv all’attivo, è la figura più in vista dell’industria cinematografica francese a essere stata condannata per violenza sessuale dai tempi del movimento #MeToo.
Le accuse e il processo a Gerard Depardieu – Il processo a Gerard Depardieu, inizialmente previsto per ottobre 2024, era stato rinviato a causa delle condizioni di salute dell’attore. Accusato di ‘comportamenti scorretti‘ da circa 20 donne, questo è il primo caso che arriva al processo. In una lettera aperta pubblicata su Le Figaro nell’ottobre 2023, Depardieu aveva dichiarato: “Mai, ma mai, ho abusato di una donna“.
La prima a denunciare Depardieu è stata una scenografa che sostiene di essere stata palpeggiata all’altezza dell’addome, sui seni e sulle natiche. Allora l’equipe del film spinse l’attore a scusarsi e, a quanto raccolto dalle testimonianze, lui l’avrebbe fatto affermando “mi scuso perché devo scusarmi…“. In seguito, però, l’avrebbe insultata per tutto il tempo delle riprese e la donna avrebbe iniziato a soffrire di crisi di angoscia e di uno stress post-traumatico.
La seconda donna a sporgere denuncia ha raccontato di aver subito molestie sessuali qualche giorno prima delle riprese del cortometraggio “Le Magicien et les Siamois” del marzo 2014, a casa dell’attore, dove tutto lo staff tecnico e gli attori si erano recati per preparare le riprese. Depardieu le avrebbe toccato il fondo schiena, rivolgendole frasi oscene. All’inizio delle riprese, l’attore la incrociò di nuovo e ripeté le molestie fisiche, poi la toccò nelle parti intime pronunciando frasi esplicite.
Depardieu è indagato dal 2020 per stupro e violenza sessuale anche nei confronti dell’attrice Charlotte Arnould. E pure l’attrice Hélène Darras lo aveva denunciato durante le riprese di un film nel 2007, ma il reato è caduto in prescrizione. In Spagna, Depardieu è oggetto di una denuncia della giornalista e scrittrice Ruth Baza che lo accusa di averla violentata nel 1995.
Ha maturato una lunga esperienza nell’ambito del marketing e della comunicazione nel settore sportivo grazie a più di 15 anni di lavoro presso la Juventus.
Luca Adornato nuovo brand & marketing director
Quest’oggi l’Inter ha comunicato di aver affidato a Luca Adornato il ruolo di Brand & Marketing Director del Club a diretto riporto del Chief Revenue Officer, Giorgio Ricci.
Adornato ha maturato una lunga esperienza nell’ambito del marketing e della comunicazione nel settore sportivo grazie a più di 15 anni di lavoro presso la Juventus, dove ha curato l’evoluzione strategica del brand come Head of Marketing, e nella industry dell’entertainment e degli eventi, in particolare nel suo ultimo ruolo di Marketing e Communication Director del Salone del Mobile di Milano.
Come fa sapere direttamente la società nerazzurra, Adornato avrà l’obiettivo di valorizzare il posizionamento strategico ed innovativo del brand Inter, sviluppando le linee di business associate e ampliando la fanbase nerazzurra attraverso tutti i canali e le piattaforme di comunicazione.
Il presidente della Serie A ha lanciato l’idea parlando della chiusura dell’impianto per le Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026.
Ezio Simonelli (foto CF – Calcioefinanza.it)
In una lunga intervista rilasciata al podcast della rivista Panorama, il presidente della Lega Serie A Ezio Maria Simonelli ha toccato diversi temi interessanti del massimo campionato italiano. A cominciare da quello che ha trovato dopo essersi insediato come presidente.
«Ho trovato una Lega molto efficiente, una grande squadra di professionisti, tutti gli aspetti di una società che organizza uno spettacolo. Ho puntato più sull’armonia della Lega delle venti società e credo di esserci riuscito, i o almeno sono soddisfatto, anche se il giudizio non spetta a me», ha esordito.
Simonelli ha parlato anche delDecreto Crescita e di un’ipotesi di ripristino degli sgravi fiscali: «Dal punto di vista del Decreto crescita non ci saranno novità, il decreto crescita ha aiutato molto il calcio italiano. E’ stato un grande beneficio fiscale per le società, questo ha permesso di portare in Italia tanti giocatori importanti, così I’Atalanta ha vinto l’Europa League e I’Inter è andata in finale. La norma è terminata, non so se sarà riproposta. Noi ci auguriamo che il governo aiuti in qualche modo le società».
Il presidente della UEFA Aleksander Ceferin ha stroncato l’impiantistica italiana, affermazioni che Simonelli condivide: «Da italiano mi sono vergognato. La burocrazia e la mancanza di visione di una parte della politica ha portato a fare solo 5 stadi in Italia mentre in Europa ne hanno fatti 213. Dal progetto all’iter passa troppo tempo. Il ministro Abodi nominerà presto un commissario per agevolare la costruzione dei nuovi stadi e questo snellirà l’iter. Questo ci permetterà di avere nuove strutture o di rinnovarle».
Tra queste, anche il nuovo San Siro di Inter e Milan: «Sono fiducioso anche perché c’è un impegno dell’amministrazione comunale e credo che sia indispensabile che Inter e Milan abbiano una casa adeguata come il Bernabeu o altri stadi che sono a distanza planetaria. Mi pare che ci sia anche la volontà delle proprietà di Inter e Milan a portare avanti il progetto».
Capitolo diritti tv, il presidente di Lega dice la sua sulla situazione attuale: «Noi siamo abbastanza soddisfatti di quanto vendiamo diritti in Italia, molto meno di quello che realizziamo per l’estero. Sono stato anche negli Stati Uniti per illustrare il nostro progetto, certo per poter vendere bene i diritti bisogna avere le stelle del calcio. Quando le avevamo era più facile vendere i diritti televisivi. Se l’Inter riuscisse a vincere la Champions farebbe fare un bel salto in avanti all’appetibilità della nostra serie A anche se sappiamo che è impossibile raggiungere le cifre della Premier League».
Infine, tornando su San Siro Simonelli ha legato l’argomento all’ipotesi di giocare partite della Serie A negli USA: «Ci sono dei passaggi formali da superare come chiedere l’autorizzazione alla UEFA, ma ci piacerebbe farlo. Poi abbiamo un’occasione da sfruttare, San Siro per un mese sarà chiuso perché dovrà essere preparato per l’inaugurazione delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Dal 10 gennaio all’8 febbraio l’impianto non sarà disponibile per le partite di Inter e Milan. Potrebbe essere l’occasione per far giocare all’estero Inter e Milan».
L’interruzione dovuta a un guasto nella rete di alimentazione
Un blackout elettrico ha causato nel pomeriggio gravi disagi alla metropolitana di Londra, lasciando senza servizio tre linee e provocando ritardi su altre sei. L’interruzione, dovuta a un guasto nella rete di alimentazione, ha colpito migliaia di pendolari in una delle ore di maggiore afflusso della capitale britannica.
Secondo quanto comunicato da Transport for London (TfL), le linee Bakerloo, Suffragette e Weaver sono completamente ferme, mentre la Mildmay è parzialmente sospesa. Ritardi si registrano sulle linee Elizabeth, Jubilee, Piccadilly, Northern e Waterloo & City. “Ci scusiamo con i passeggeri colpiti – si legge nella nota ufficiale – e stiamo lavorando per ripristinare il servizio sull’intera rete il prima possibile“. Le restanti undici linee funzionano regolarmente.
L’Inter è riuscita a conquistare la finale di Champions League e il prossimo 31 maggio, nello scenario dell’Allianz Arena di Monaco, i nerazzurri si giocheranno col PSGla possibilità di tornare a trionfare nella principale competizione europea. La UEFAha già designato quello che sarà l’arbitro dell’ultimo atto di Champions, la finale tra Inter e PSG sarà infatti diretta dal quarantenne rumenoIstvan Kovacs.
Il percorso di Kovacs e la designazione completa – Kovacs ha al suo attivo direzioni in finale di Europa League e Conference League (con Atalanta e Roma coinvolte e vincenti), avrà dunque modo di completare il proprio percorso di finali europee e di dirigere anche quella più prestigiosa. Nel corso della Champions League 2024/25, quella che vede Paris Saint-Germain e Inter sfidarsi in finale, Kovacs ha già diretto diverse sfide di primo piano e ha già avuto modo di dirigere sia l’Inter e che il PSG, rispettivamente contro l’Arsenal e contro il Bayern Monaco (oltre che col Liverpool al ritorno degli ottavi di finale).
Kovacs ha già incrociato l’Inter in una finale di Champions, nelle vesti di assistente nella sfida persa di misura contro il Manchester City due anni fa. Accanto a Kovacs la squadra arbitrale per la finale di Monaco sarà composta da Mihai Maricae Ferencz Tunyogicome assistenti, Joao Pedro Silva Pinheiro come quarto uomo, Dennis Johan Higlercome addetto al VAR (con Catalin Popa e Paulus van Boekel a supportarlo).
L’addio al Real era ormai certo. Carlo guiderà la Seleçao al Mondiale 2026. Il presidente della federcalcio brasiliana: “È una dichiarazione al mondo che siamo determinati a riconquistare il primo posto sul podio”
Ora è ufficiale: Carlo Ancelotti è il nuovo allenatore del Brasile. Una panchina immensa per un allenatore grandioso. Il tecnico che ha vinto i 5 grandi campionati europei e più Champions di tutti,5, andrà a cercare l’agognato Hexa, il sesto titolo Mondiale che il Brasile insegue da oltre 20 anni. La Canarinha non vince dal 2002 e proverà a tornare sul tetto del mondo con Ancelotti.
e il madrid? – Il tutto, in una situazione surreale: la Cbf ha annunciato Ancelotti che però ha un contratto fino al 2026 col Real Madrid, non un club qualsiasi, e domani mattina è atteso a Valdebebas per allenamento e conferenza stampa di presentazione della partita col Maiorca di mercoledì, col Real che se non vince consegna matematicamente il titolo al Barcellona. Si attendono parole dalla Casa Blanca, evidentemente presa di sorpresa dal sempre loquace Ednaldo Rodrigues, presidente della Federcalcio brasiliana.
le parole della federcalcio brasile – “Portare Carlo Ancelotti a guidare il Brasile è qualcosa in più di un movimento strategico – ha detto Rodrigues – È una dichiarazione al mondo che siamo determinati a recuperare il gradino più alto del podio. Lui è il miglior tecnico della storia e ora è alla guida della miglior nazionale del pianeta. Insieme scriveremo nuovi capitoli glorioso del calcio brasiliano”.
ancelotti quarto straniero – Carlo diventa così il quarto allenatore straniero dei 110 anni di storia della nazionale Verdeoro, dopo l’uruguaiano Ramón Platero, il portoghese Joreca e l’argentino Filpo Nunez. In 3 hanno diretto il Brasile per appena 7 partite, e solo il primo in un torneo, la Copa America del 1925. Platero durò 19 giorni, Joreca 4, il tempo di due amichevoli nel 1944, Nunez nel 1965 diresse in realtà il Palmeiras investito però per quella occasione del titolo di nazionale brasiliana. Presenze che valgono solo per le statistiche. Ancelotti è il quarto allenatore da quando se n’è andato Tite e debutterà il 5 giugno a Guayaquil in una difficile sfida con l’Ecuador per le qualificazioni al Mondiale del 2026, doppiando il 10 giugno a San Paolo nello stadio del Corinthians contro il Paraguay. Il Brasile al momento è quarto a -10 dall’Argentina e -2 dall’Ecuador, e a +6 sul settimo posto che garantisce i playoff di qualificazione.
1 – Geppi Cucciari: «Andate a votare al referendum, non ne parla nessuno». Insulti sui social, lei risponde così
2 – L’appello di Geppi Cucciari
3 –I social si dividono
Geppi Cucciari è stata ospite ieri sera, sabato 10 maggio, alla semifinale di Amici, e dagli schermi di Canale 5 ha lanciato il suo appello ai giovani a votare ai referendum dell’8 e 9 giugno: «Ci sono dei referendum alle porte di cui non parla nessuno… Nel caso del referendum, anche non votare è una scelta. Però è più una questione di principio».
«Sotto la bandiera tricolore, talvolta, è come se ci fosse il nostro vero motto, fatti i cazzi tuoi. Solo che se te li fai sempre e comunque, prima o poi qualcuno si farà i tuoi e deciderà al posto tuo su cose piccole, su cose medie, su cose grandi», ha detto l’attrice e conduttrice sarda.
L’appello di Geppi Cucciari – «Per questo, siccome siete quelli che nel futuro, siete giovani, ballerete, reciterete, molti di voi ci cureranno, ci faranno la dichiarazione dei redditi, entrerete nelle nostre case a rubare, siete il nostro futuro, dite la vostra, senza paura, anche soltanto per affermare che potete farlo, che ne avete diritto. In un mondo di conoscenti e impiegati della democrazia, siate folli, siate amici».
Parole tornate subito al centro dell’attenzione, anche sui social, dopo le battute rivolte dall’attrice e conduttrice al ministro della Cultura Giuli in occasione della cerimonia dei David al Quirinale, e la replica arrivata ieri, di rimando, dallo stesso Giuli («a sinistra avevano intellettuali e li hanno persi, si sono poi affidati agli influencer, ora gli sono rimasti i comici e basta»).
I social si dividono – Agli applausi a scena aperta che hanno accolto il monologo di Cucciari nello studio del programma di Maria De Filippi, hanno fatto da contraltare i commenti sui social, tra plauso («la risposta migliore a chi invita all’astensione»), distinguo e, in alcuni casi, insulti.
A questo signore così elegante non sono piaciuta. Davvero un grande rammarico. E qui, @X, mi chiedo come sia possibile. Non dico dissentire, ma farlo in questo modo vergognoso. pic.twitter.com/miH9Nti9Vv
In particolare un utente, schierandosi per il non voto ai referendum, ha scritto su X: «Che grandissima m..da Geppi Cucciari. Per fortuna le persone sono intelligenti e vanno contro comunisti ripuliti». E l’attrice ha risposto: «A questo signore così elegante non sono piaciuta. Davvero un grande rammarico. E qui, X, mi chiedo come sia possibile. Non dico dissentire, ma farlo in questo modo vergognoso».
L’episodio è avvenuto a partita appena cominciata, mentre Torino ed Inter erano in campo da 2′. Coinvolto anche un altro sostenitore granata rimasto però illeso
Attimi di paura a Torino durante la partita tra i granata e l’Inter. Proprio in avvio, quando sul cronometro erano trascorsi appena 2′ circa, quasi “invitato” dai calciatori presenti dalle parti della bandierina in occasione di un calcio d’angolo in favore dei nerazzurri l’arbitro La Penna ha dovuto fermare il gioco. Il motivo è stato il cedimento di una parte di una balconata della curva granata sopra cui erano presenti due tifosi, caduti al di sotto nella Curva Maratona. Uno dei due è stato portato in codice giallo all’Ospedale Mauriziano di Torino, l‘altro è rimasto illeso ed è rimasto allo stadio per assistere alla partita. Nelle prossime ore la polizia verificherà le cause del crollo della balconata, ma per fortuna il peggio è stato evitato e la sfida tra Torino ed Inter è stata arrestata solo per qualche minuto, subito a conferma che non fosse successo nulla di eccessivamente grave. A partita conclusa, l’allenatore del Torino, Vanoli, ha fatto sentire la propria vicinanza al tifoso coinvolto: “Faccio un in bocca al lupo al nostro tifoso, ci auguriamo che finisca tutto bene: stiamo provando a informarci, speriamo che vada tutto bene”.
L’ex calciatore dell’Inter, 69 anni tra due giorni, è in recupero dopo i gravi problemi di salute dei mesi scorsi. L’incubo è iniziato il 9 gennaio
Evaristo Beccalossi
Oggi Evaristo Beccalossi, storico centrocampista dell’Inter e uno dei numeri 10 più amati dai tifosi nerazzurri, sta meglio: è in ripresa dopo i gravi problemi di salute dei mesi scorsi. Il suo è stato un calvario. Un’emorragia cerebrale annunciata da uno stato confusionale, poi il coma durato 47 giorni. E infine il risveglio. Tutto è cominciato il 9 gennaio scorso, come racconta oggi per la prima volta la moglie Danila al Corriere della Sera, in un articolo firmato da Monica Colombo.
Cosa è successo ad Evaristo Beccalossi – “Un amico che lo doveva accompagnare a Pavia arriva a casa sua e lo trova in stato confusionale – racconta la moglie di Beccalossi -. Avvisa subito mia figlia Nagaja che abbandona la cena con gli amici e si precipita a casa del papà. Evaristo era cosciente, parlava ma non tutto quello che diceva aveva un senso. Decidiamo di portarlo subito all’ospedale Fondazione Poliambulanza di Brescia che non finirò mai di ringraziare, per la dedizione e l’impegno dimostrati nelle cure. Saremo sempre grati al reparto di terapia intensiva e a quello riabilitativo. Al pronto soccorso lo sottopongono subito alla tac che evidenzia un’emorragia cerebrale“.
“Non sappiamo se arriva a domani“ – “Il medico gli consiglia ‘saluta tua moglie’. ‘Vai, vai, fuori dalle balle’, replica lui. Il dottore quindi conclude ‘allora non stai così male’…“, dice Danila. Due giorni dopo, Beccalossi entra in coma. E viene ricoverato in terapia intensiva: “È stato il momento più duro perché i medici con lucida onestà ci hanno avvisato: ‘Non sappiamo se arriva a domani’…”.
Poi il risveglio dopo 47 giorni: “Sono stati lunghissimi, anche se ho trovato conforto nella moglie di un paziente con lo stesso problema di Evaristo. Vivendo in ospedale ogni volta in cui andavo al bar c’era qualche inserviente che veniva a darmi una carezza o a chiacchierare“. Dopo il risveglio, “tutte le infermiere gli dicevano ‘auguri Becca’. In quel frangente si è reso conto del tempo che aveva passato in ospedale: era entrato a ridosso delle vacanze di Natale e si era ritrovato a Pasqua“.
La rieducazione: “È ancora lunga” – Evaristo Beccalossi compirà 69 anni il prossimo 12 maggio. “Ora ha davanti il percorso di rieducazione, è ancora lunga. Ma, come da giocatore, mica ha voglia di allenarsi. Quando deve andare in palestra sbuffa“. Le partite dell’Inter le vede “a sprazzi sul telefonino. Quando Nagaja prima della semifinale con il Barcellona gli ha chiesto ‘babbo chi va in finale secondo te?’, ha risposto ‘l’Inter, ovvio’…“.
Il giornalista Gianni Vasino in un frame tratto da Rai 1(ANSA-RAI 1)
È morto venerdì a Genova l’ex giornalista della Rai Gianni Vasino, noto per la trasmissione “90° minuto”. Vasino aveva 88 anni e fra il 1970 e il 1992 fu uno degli inviati della seguitissima trasmissione, che la domenica pomeriggio raccontava le partite della Serie A di calcio (oggi va in onda fra il sabato e il lunedì, con molta meno rilevanza). Era nato a Serravalle, frazione del comune di Riva del Po, in provincia di Ferrara, era stato assunto in Rai nel 1968 e per “90° Minuto” seguiva soprattutto le squadre lombarde. Vasino andò in onda tutte le domeniche in cui c’era il campionato per 22 anni di fila. Fra il 1990 e il 1995 condusse anche la trasmissione di Rai 3 “A tutta B”, dedicata alla Serie B.
Al quarto scrutinio i cardinali trovano il nome del 267esimo pontefice. Ovazione a San Pietro
C’è il nuovo pontefice: è il 267esimo della storia. I 133 cardinali hanno trovato al quarto scrutinio ilsuccessore di papa Francesco. La prima fumata di oggi, arrivata intorno alle 11,50, è stata di nuovo nera. Poi alle 18.08 è arrivata la fumata bianca. Ovazione in piazza San Pietro, 40mila fedeli commossi e campane a festa. Si attende ora l’annuncio del cardinale protodiacono Dominique Mamberti dalla loggia delle benedizioni della Basilica vaticana: dirà il nome
I 133 cardinali elettori, giunti da 71 Paesi, chiamati a eleggere il nuovo Pap
In 100mila su YouTube per il comignolo. Oltre centomila persone sono collegate al canale YouTube di Vatican News che sta trasmettendo in diretta le immagini del comignolo della Cappella Sistina in attesa della prima fumata. Un numero che cresce di minuto in minuto, in attesa di conoscere l’esito della prima votazione dei cardinali riuniti in conclave.
1 ora fa – Piazza gremita di fedeli – Anche se stasera è molto difficile che possa esserci una fumata bianca, Piazza San Pietro è piena di fedeli e pellegrini: tutti con gli occhi puntati sul comignolo della Cappella Sistina in attesa del successore di Pietro. Sono momenti di attesa in vista della fumata: sui maxi schermi installati è apparso il comignolo posto sul tetto della cappella Sistina, segno che la fumata è, con ogni probabilità, imminente. Momenti di emozione per i fedeli, tanti di loro hanno preso lo smartphone inquadrando il tetto e dando una pacca sulla spalla a chi invece era distratto.
3 ore fa – Extra omnes, al via il Conclave – Con l’«extra omnes» pronunciato dal maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Diego Ravelli, prende il via il conclave per eleggere il 267° Papa. Tutti gli astanti lasciano ora la cappella Sistina, all’interno della quale restano solo i cardinali elettori,lo stesso maestro e l’ecclesiastico incaricato di tenere l’ultima meditazione prima delle votazioni, il cardinale Raniero Cantalamessa. Una volta usciti tutti il maestro chiude la porta d’accesso alla cappella Sistina. Al termine della meditazione, anche il maestro e il cardinale Cantalamessa lasciano la cappella Sistina e si avviano le operazioni di voto.
4 ore fa – Il giuramento di fedeltà e segretezza – I cardinali, prima di cominciare i lavori del conclave, giurano prima tutti insieme e poi singolarmente. Giurano davanti a Dio di essere fedeli al loro compito in caso di elezione a Papa e giurano anche segretezza sui lavori del conclave. A leggere il giuramento, a nome di tutti, è il cardinale Pietro Parolin che presiede il conclave.
La formula di giuramento che ogni cardinale è tenuto a pronunciare: «Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto».
4 ore fa – I cardinali in Sistina – I cardinali elettori stanno entrando nella cappella Sistina, dove a breve prenderà il via ufficialmente il conclave. Una volta varcato l’ingresso, i cardinali raggiungeranno le loro postazioni, sulle quali è già pronta la dotazione per procedere alle votazioni.
I tavoli ricoperti con drappi rossi e tovaglie marroni sono disposti lungo tutta la Sistina in quattro file, un po’ sfalsate, due a destra e due a sinistra. Al termine si procederà al giuramento, che si concluderà con il tradizionale ‘extra omnes‘ e la chiusura delle porte della Sistina. continua a leggere
Regola Generale Conclave: Il Conclave è il processo attraverso il quale viene eletto il nuovo Papa e segue regole precise stabilite dalla Costituzione Apostolica “Universi Dominici Gregis“, promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996 e modificata da Benedetto XVI. Ecco le principali regole generali:
Partecipanti: Solo i cardinali con meno di 80 anni possono votare.
Luogo: Si svolge nella Cappella Sistina, in totale isolamento.
Scrutini: Si tengono quattro votazioni al giorno (due al mattino e due al pomeriggio).
Maggioranza richiesta: È necessaria una maggioranza di due terzi per eleggere il Papa.
Ballottaggio: Se dopo 33 o 34 votazioni non c’è un eletto, si passa al ballottaggio tra i due candidati con più voti.
Fumata: Dopo ogni scrutinio, viene emesso un fumo dal camino della Cappella Sistina: nero se non c’è un Papa, bianco se è stato eletto.
Accettazione: L’eletto deve accettare formalmente con la frase: “Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem?”.
Annuncio: Dopo l’elezione, il cardinale protodiacono proclama l’“Habemus Papam” dalla Loggia della Basilica di San Pietro.
Il Conclave è un evento solenne e segreto, con misure di sicurezza rigorose per garantire la riservatezza del processo.
Regola generale del Conclave: – Ogni giorno (tranne il primo) si tengono due scrutini la mattina e due il pomeriggio, per un totale di quattro scrutini al giorno. Ma le fumate sono solo due al giorno:
una al mattino (dopo i due scrutini mattutini),
una al pomeriggio (dopo i due scrutini pomeridiani).
Lo prevedono le regole dell’AgCom. Come accaduto per la semifinale di ritorno, Sky dovrà attrezzarsi per mandare in onda l’evento gratuitamente per tutti gli appassionati.
(Foto: Carl Recine/Getty Images)
Sarà una partita indimenticabile, che metterà in palio il trofeo della UEFA Champions League, per la prima edizione con il nuovo format. Ma quella che andrà in scena il prossimo 31 maggio a Monaco di Baviera sarà soprattutto la seconda finale in due stagioni dell’Inter, un incontro – che vedrà i nerazzurri opposti a PSG o Arsenal – che tutti gli appassionati potranno seguire in diretta e in chiaro sui propri teleschermi. Ma da cosa dipende questa ulteriore eccezione, in una stagione in cui i match delle squadre italiane in Europa sono stati trasmessi sempre e solo a pagamento? Dalle normative AgCom.
Il caso è l’esatta replica di quanto accadde nella stagione 2022/23, quando a raggiungere le semifinali di Champions furono Inter e Milan, con i nerazzurri che furono poi protagonisti in finale contro il Manchester City. Tuttavia, in quella stagione i diritti di trasmissione dell’ultimo atto erano anche nelle mani di Mediaset per la trasmissione in chiaro su Canale 5, a prescindere dalle squadre partecipanti.
In questa stagione, invece, i diritti sono tutti nelle mani di Sky (185 partite su 203) e Amazon (18 partite, le migliori del mercoledì), motivo per il quale anche la finale in chiaro sarà un’eccezione dettata dalle normative. Per non scontrarsi con i regolamenti dell’AgCom sulla trasmissione degli eventi sportivi rilevanti in chiaro, a meno di accordi diversi, Sky trasmetterà l’incontro anche su TV8, canale free della pay-tv di Comcast (esattamente come accaduto ieri per la semifinale Inter-Barcellona).
Dove vedere finale Champions – Cosa dice il regolamento AgCom – Nella “lista degli eventi di particolare rilevanza per la società di cui è assicurata la diffusione su palinsesti in chiaro” c’è infatti anche la finale di Champions League, solamente qualora preveda la presenza di almeno una squadra italiana. Per fare un esempio, nella stagione scorsa il problema non si pose perché le finaliste erano tutte straniere.
«L’Autorità stabilisce la seguente lista di eventi considerati di particolare rilevanza per la società, che le emittenti televisive soggette alla giurisdizione italiana non possono trasmettere in esclusiva e solo in forma codificata, al fine di assicurare ad almeno l’80% della popolazione italiana la possibilità di seguirli su un palinsesto gratuito senza costi supplementari». Al punto “e” di questa lista si trovano «la finale e le semifinali della Champions League e della Europa League qualora vi siano coinvolte squadre italiane».
Dove vedere finale Champions – L’ipotesi per l’ultimo atto – Resta dunque da capire in che modo si muoverà Sky. Come detto, è probabile che la pay-tv di Comcast sfrutti proprio il suo canale in chiaro, TV8, già utilizzato in stagione per trasmettere le migliori sfide di Champions e di Europa League tra formazioni straniere (oltre alla semifinale di ritorno dell’Inter).
Nel suo regolamento, l’Agcom aggiunge: «Qualora i diritti di trasmissione di uno o più degli eventi di cui al comma 1 vengano acquisiti da un’emittente non qualificata (a trasmettere in chiaro, ndr), questa pubblica con ragionevole anticipo sul proprio sito internet, dandone contestuale comunicazione all’Autorità, la proposta di cessione, a condizioni di mercato eque, ragionevoli e non discriminatorie, dei diritti che permettono la trasmissione di tale evento alle condizionipreviste».
«Qualora nessun’emittente qualificata formuli alcuna offerta o non la formuli a condizioni di mercato eque, ragionevoli e non discriminatorie, l’emittente titolare dei diritti ha facoltà di esercitarli in deroga alle condizioni».
Oggi in Italia si sono verificati ben tre incidenti mortali sul lavoro, una conferma del primo bilancio Inail sul trimestre che parla di un aumento dei decessi che supera l’8%
Un braccio risucchiato da un macchinario, una caduta nel vuoto da un’impalcatura, una scarica elettrica fatale: tre uomini sono morti oggi, lunedì 5 maggio sul lavoro, in tre regioni diverse, nel silenzio assordante di un Paese che continua a contare le vittime senza riuscire a fermare la strage.
Tre vite spezzate e tre famiglie distrutte – La prima tragedia è avvenuta a Brendola, in provincia di Vicenza, nella sede della “Aristoncavi“, azienda di punta nel settore dei cavi per applicazioni speciali. Raffaele Galano, 58 anni, capoturno con oltre trent’anni di esperienza, ha perso la vita in un incidente agghiacciante. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe caduto vicino a un macchinario in movimento, forse a causa di un malore. Un braccio sarebbe finito nell’ingranaggio, che lo ha trascinato all’interno senza dargli scampo. I colleghi hanno tentato disperatamente di salvarlo, attivando le procedure di emergenza, ma all’arrivo del 118 per lui non c’era più nulla da fare.
“Non esistono isole felici“, ha dichiarato la Uil Veneto, ricordando come anche in aziende attente alla sicurezza, con personale esperto, l’incidente mortale sia sempre in agguato. La stessa azienda ha espresso “profondo cordoglio” e promesso piena collaborazione alle indagini.
A Frattamaggiore, in provincia di Napoli, un altro operaio edile è morto cadendo da un’impalcatura durante lavori di ristrutturazione. Anche in questo caso, nonostante l’immediato soccorso, l’uomo è deceduto in ospedale. Nella giornata di ieri aveva festeggiato 47 anni. “È un altro omicidio sul lavoro“, denunciano i sindacati locali, chiedendo una riforma radicale: il riconoscimento dell’omicidio colposo e la creazione di una Procura speciale.
Il terzo decesso si è registrato a Paliano, in provincia di Frosinone, dove un tecnico manutentore è stato ucciso da una scarica elettrica mentre lavorava su un impianto fotovoltaico. È morto sul colpo. Anche qui le autorità stanno verificando se tutte le misure di sicurezza fossero rispettate.
I dati Inail: nei primi tre mesi del 2025 oltre 200 morti sul lavoro – Secondo i dati Inail, nei primi tre mesi del 2025 sono stati denunciati 205 decessi sul lavoro, con un aumento dell’8,37% rispetto al 2024. La Uil, che parla apertamente di una “strage quotidiana”, alza la voce: “Nel primo trimestre, i morti – compresi gli infortuni in itinere e gli studenti – sono stati 210. Non vediamo una fine, è un incubo che continua“.
La segretaria confederale Ivana Veronese ha criticato duramente il governo, colpevole a suo dire di limitarsi a provvedimenti di facciata. Lo stanziamento da 1,2 miliardi di euro annunciato il Primo Maggio per la sicurezza nei luoghi di lavoro, sostiene, non sono nuovi fondi, ma semplici avanzi di bilancio dell’Inail, che sarebbero dovuti essere investiti da tempo in formazione, prevenzione, ricerca e adeguamento delle indennità.
“Siamo stanchi e arrabbiati nel dover commentare l’ennesima vittima sul lavoro. La frustrazione di dover andare avanti con slogan e proclami mentre le persone muoiono, perché questo governo pensa che sia solo un’esigenza del sindacato. L’Inail registra un aumento del 9% e c’e’ ancora chi pensa che sia tutto accidentale, che siano tragedie. Bene, non lo sono: sono omicidi! Oggi abbiamo aziende che comprano attestati di formazione sulla sicurezza da presentare a un numero sempre troppo basso di ispettori. Bisogna istituire una procura speciale, come fatto per la mafia, perché è crimine organizzato anche l’omicidio di un lavoratore che non può restare solo un numero e una percentuale” gli fa eco Filea Cgil, il sindacato dei lavori delle costruzioni della Cgil.
Rimane la tragica conta delle vittime che oggi fa registrare tre vite spezzate, tre famiglie distrutte e un’altra giornata da segnare nel tragico calendario della sicurezza mancata.
I catalani ribaltano la gara nel secondo tempo, al 93′ arriva il 3-3 di Acerbi che riapre tutto e ai supplementari la rete del definitivo 4-3 di Frattesi. Estasi nerazzurra
Gli interisti che hanno lasciato lo stadio al novantesimo, stanchi e sconsolati, hanno smarrito un frammento di pura vita che non recupereranno più. Anche tra quarant’anni chi è rimasto fino all’ultimo si ricorderà di quell’abbraccio a San Siro dato a sconosciuti in una notte di maggio, stravolgendo la frase cult di Casablanca: “Avremo sempre Parigi? No, il 4-3 col Barcellona”. L’Inter elimina i blaugrana in una semifinale storica, pazza, con 13 gol tra andata e ritorno e vola in finale di Champions per la settima volta. La seconda in due anni. Un grazie a San Francesco Acerbi, planato in area come un falco pellegrino all’ultimo minuto di una partita ormai indirizzata verso il 3-2 blaugrana, e un altro San Davide Frattesi, il ragazzo di Fidene che cala il poker nei supplementari e sale sulla grata come se fosse la cima dell’Everest. Lassù, tra le nuvole, si intravede la prossima destinazione: Monaco di Baviera, 31 maggio, finale di Champions (contro una tra Arsenal e Psg).
LAUTARO GOL – La chiave di volta di un primo tempo da cinema ha una combinazione di undici lettere: elettricità. Il dribbling d’apertura è del solito Yamal, che sguscia via come un serpente a sonagli in mezzo agli avversari. San Siro fischia, mugugna, distrae, cercando di spingere la tensione nelle orecchie del 17enne. Il copione, già studiato al Montjuic, è lo stesso: palla al 19 e qualcosa combina. Ma la gabbia di gambe dell’Inter pare funzionare. Dimarco accorcia, Bastoni raddoppia, “Micky” contiene e i nerazzurri respirano, tirando fuori dal borsone il loro, di copione: sventagliate dirette per Dumfries, il coltellino svizzero. Il Barca – spavaldo e pieno di idee – organizza una difesa zemaniana rischiando più volte l’imbucata. Quella giusta arriva al 21’. Dimarco – dopo un sombrero di Barella con tiro al volo – vede il solito Denzel sulla destra e lo serve con l’esterno. L’olandese si traveste di nuovo da assist man e imbecca Lautaro, bravo a infilare il nono gol in Champions.
IL RADDOPPIO – Gli schemi – studiati, preparati, analizzati – saltano col passare dei minuti, sempre più intrisi di adrenalina. Yamal è la solita scheggia, ma l’Inter tiene botta e reagisce coi denti. Il graffio del 2-0, dopo un intervento di Bastoni in scivolata da chapeau e un destro di Yamal, viene confezionato dal tandem Lautaro-Calhanoglu: il primo di guadagna un rigore dopo un tackle di Cubarsì, il secondo lo trasforma spiazzando Szczesny. Il tutto dopo un controllo Var di Marciniak sotto gli occhi di un indemoniato Inzaghi, il dodicesimo uomo per tutta la partita. L’Inter va a riposo tra le polemiche di tutta la panchina per uno sputo di Iñigo Martinez verso Acerbi subito dopo il 2-0. Né l’arbitro né il Var si sono accorti di nulla.
CROLLO INTER – Chissà cos’avrà detto Flick all’intervallo. Il Barça entra in campo come se qualcuno, all’angolino, sulle corde, avesse dato due o tre schiaffi ai catalani per ricordargli quante Champions ci sono in bacheca: cinque. L’uno-due della ripresa è freddo, glaciale, e manda l’Inter alle corde: al 54’ Eric Garcia infila Sommer con un destro al volo sotto l’incrocio, mentre sei minuti dopo Dani Olmo pareggia quasi allo stesso modo, approfittando di un errore in marcatura di Carlos Augusto. Gli assist arrivano da Gerard Martin, meglio in fase di rifinitore che da difensore. Nel mezzo, un gran parata di Sommer su Garcia (che però centra il portiere svizzero a porta spalancata) alla fine di un contropiede magistrale avviato da un angolo a sfavore. È un Barça diverso, più vivo, che guadagna angoli con continuità e pressa un’Inter sempre più stanca, ma mai al tappeto. Al 70’ il Var toglie un rigore ai blaugrana (il fallo di Mkhitaryan su Yamal è un paio di centimetri fuori area), poi ancora la giovane stella del Barça un paio di minuti dopo s’inventa un sinistro dal limite costringendo Sommer a un gran parata.
URLO ACERBI – Ciò che accade nel finale del secondo tempo, a un passaggio d’esterno dai supplementari quasi certi, è spiegabile solo con l’effetto San Siro. Dapprima Raphinha, al secondo tentativo dopo una prima respinta di Sommer, concretizza la notevole superiorità del Barcellona nel secondo tempo, segnando col destro il gol che completa il ribaltone. Mentre uno sciame di interisti è già avviato verso l’uscita, in piedi sulle scalinate con la testa verso il campo sperando nell’impensabile, Denzel Dumfries, il ragazzo che dieci anni fa giocava ad Aruba e sgomitava per emergere in Olanda, si ricorda che è lo spauracchio del Barcellona, arpiona un pallone sulla fascia e crossa basso, teso, cercando la zampata. Al centro non c’è una punta, non c’è Thuram e non c’è Lautaro, uscito stremato, ma San Francesco Acerbi da Vizzolo Predabissi, che cala un 3-3 insperato colpendo di destro e prolungando una semifinale storica. Uno strattone a quei tifosi blaugrana che stavano già cercando i voli per la Germania. Fermi, supplementari.
INTER IN FINALE – Gli interisti che avevano lasciato lo stadio avranno un rimpianto bello grosso che non sarà mai assorbito. L’Inter è una fenice, entra in campo galvanizzata e azzanna il Barcellona con il ragazzo di Fidene: al 99’, servito da Taremi a centro area, Frattesi punge Szczesny col sinistro e vola sotto la gradinata nerazzurra con gli occhi della tigre di chi ha indirizzato un’altra partita negli ultimi minuti, dal Bayern al Barça. L’ultimo tempo supplementare è un elogio all’agonia. C’è chi si mangia le unghie nervosamente, chi vede la partita di spalle, chi riprende col telefono incassando insulti a pioggia. La stessa che cade su San Siro e accompagna gli ultimi minuti di sofferenza pura. Al 113’ Sommer si traveste da Julio Cesar e toglie dall’incrocio un sinistro di Yamal, come il brasiliano con Messi nel 2010. È l’ultimo brivido. L’urlo liberatorio arriva alle 23,39: l’Inter è in finale di Champions. I quattro giorni d’oro della famiglia Inzaghi: Pippo in Serie A col Pisa, Simone per la seconda volta all’ultimo atto di una finale guadagnata con merito, tra porti sicuri e chiari contorni.
Inzaghi: “Super, super Inter! Due partite mostruose, meritiamo questa finale: godiamocela” G. Spigno •
Inter-Barcellona, le pagelle: Acerbi commovente (8), Lautaro esempio per tutti (8,5)
Biglietti per la finale di Champions: inizia la corsa. Quanto costano e come acquistarli
L’Inter vola in finale di Champions League dopo l’impresa di San Siro contro il Barcellona (battuto 4-3 dopo i supplementari). Il sogno nerazzurro dunque continua e ora l’appuntamento cerchiato in rosso è quello più atteso, quello del 31 maggio (ore 21) alla Munich Football Arena di Monaco di Baviera (Germania).
come acquistare i biglietti per la finale – Un totale di 38.700 biglietti su 64.500 sono disponibili per l’acquisto diretto per i tifosi e il pubblico generico, si legge sul sito ufficiale della Uefa. Le due squadre che raggiungeranno la finale riceveranno 18.000 biglietti ciascuna, mentre i restanti biglietti saranno messi in vendita in tutto il mondo tramite UEFA.com/tickets.Ogni candidato prescelto riceverà una notifica via e-mail e potrà acquistare fino a due biglietti nella categoria di prezzo assegnata.
biglietti finale di champions: quanto costano – La Uefa, sempre attraverso il proprio sito ufficiale, comunica anche i prezzi dei biglietti, dividendoli per categorie.
Fans First (riservato ai tifosi delle squadre): 70 €
Categoria 3: 180 €
Categoria 2: 650 €
Categoria 1: 950 €
Il biglietto per persone con disabilità costa 70 euro (prezzo Fans First) e comprende un biglietto gratuito per un accompagnatore.
Ulteriori dettagli verranno comunicato dagli stessi club in finale con possibilità di acquistare i consueti pacchetti secondo tempi e modalità che saranno rese note a tempo debito.
Sul circuito di Oulton Park, durante una gara di Supersport, la caduta di una moto ha provocato una drammatica serie di tamponamenti con due vittime di 21 e 29 anni
(Foto da X)
Lutto nel mondo del Motorsport. È la Supersport Britannica (British Supersport Championship) a piangere dopo l’incidente costato la vita a Owen Jenner e Shane Richardson. Ventunenne inglese il primo, ventinovenne neozelandese il secondo. In comune la passione per le corse in moto che ha animato la loro carriera fino alla tragedia, avvenuta lunedì 5 maggio sul circuito inglese di Oulton Park, nei primi metri della seconda manche. Il drammatico incidente ha coinvolto altri nove piloti. Uno di questi, Tom Tunstall, ha riportato a sua volta gravi lesioni a schiena e addome.
LA DINAMICA – Il campionato inglese Superbike, che comprende anche la classe cadetta Supersport, partiva proprio da Oulton Park. L’esordio stagionale, però, si è rivelato funesto. In avvio di Gara 2 la categoria inferiore ha registrato una violenta carambola, innescata dalla scivolata di un pilota dopo la prima curva del circuito, la Old Hall. La caduta ha provocato una drammatica serie di tamponamenti. Jenner ha ricevuto i primi soccorsi in pista, venendo anche rianimato una volta arrivato al centro medico del circuito. Sfortunatamente gli è stata fatale una lesione cerebrale. Anche Richardson è stato assistito sul tracciato, ma è morto prima di raggiungere il Royal Stoke University Hospital a causa delle ferite riportate al torace.
ANNULLAMENTO – Oltre a Tunstall, ancora in ospedale, sono stati trasportati al centro medico altri cinque piloti: Carl Harris, Max Morgan, Cameron Hall, Freddie Barnes e Morgan McLaren-Wood. Nel loro caso non è stato necessario il ricovero. Nessuna conseguenza per Lewis Jones, Corey Tinker e George Edwards, rimasti illesi nell’incidente. Data la gravità della situazione, il promoter MotorSport Vision Racing ha deciso di cancellare gli eventi ancora in programma, tra i quali anche Gara 3 valida per il campionato British Superbike.
Curiosità relativa al weekend calcistico appena concluso. In Europa c’erano 6 squadre che potevano assicurarsi matematicamente l’accesso alla prossima Champions League, compresa l’Inter. E stranamente solo i nerazzurri, battendo il Verona 1-0 al Meazza, hanno centrato l’obiettivo.
Gli altri 5 invece dovranno rimandare probabilmente al prossimo impegno in campo la qualificazione alla prossima edizione della competizione. Nello specifico si tratta di Atletico Madrid, Arsenal, Eintracht Francoforte, Olympiacos e Ajax.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google SEI CLUB hanno avuto la possibilità di aggiudicarsi la Champions League questo fine settimana, ma solo uno ce l’ha fatta: Inter Arsenal Atletico Madrid Eintracht Francoforte Ajax Olympiacos Altri cinque sono ancora in una posizione perfetta per assicurarselo matematicamente presto!
✅ SIX CLUBS had a chance to secure the Champions League this weekend but just one made it:
✅ 🇮🇹 Inter ❌ 🏴 Arsenal ❌ 🇪🇸 Atlético Madrid ❌ 🇩🇪 Eintracht Frankfurt ❌ 🇳🇱 Ajax ❌ 🇬🇷 Olympiacos
🚨 Other five are still in a perfect position to secure it mathematically soon! pic.twitter.com/kOknoXHSil
Il veneto imbiancato come se fosse gennaio. La violenta grandinata è un rischio per la viabilità e per le colture.
MIRANO–SPINEA-MAERNE (VE) – Una grandinata improvvisa e intensa ha sorpreso i cittadini del Veneziano nel pomeriggio di oggi, 5 maggio. Mirano, Spinea e Maerne si sono ritrovate imbiancate da chicchi di ghiaccio delle dimensioni di palline da ping pong, trasformando il paesaggio in un’insolita scena invernale, quasi natalizia, nonostante la stagione primaverile.
Strade imbiancate e traffico in tilt – L’evento si è verificato attorno alle ore 15:00 e ha avuto un impatto immediato sulla viabilità. Numerosi automobilisti sono stati costretti a fermare i veicoli in attesa che la tempesta di ghiaccio terminasse.
Le strade completamente coperte di grandine hanno reso la circolazione pericolosa, causando disagi anche nei collegamenti tra i comuni coinvolti.
Sui social network si sono moltiplicate le immagini e i video dei cittadini che documentano l’intensità del fenomeno: tetti imbiancati, marciapiedi trasformati in piste ghiacciate e panorami che ricordano più gennaio che maggio.
Colpite anche le coltivazioni – Oltre ai disagi per la viabilità, a preoccupare è soprattutto il possibile impatto sulle colture agricole. In una zona fortemente vocata all’agricoltura locale, una grandinata di questa portata potrebbe aver compromesso frutteti e orti in fase di piena fioritura o crescita.
La Coldiretti e altri enti di categoria sono già al lavoro per effettuare una prima stima dei danni. In particolare, si teme per la produzione ortofrutticola stagionale, che potrebbe subire gravi perdite a causa della violenza del fenomeno atmosferico.
Allerta dell’ARPAV su nuove celle temporalesche in arrivo – L’evento di lunedì è stato causato da una perturbazione instabile che ha interessato tutto il Nordest, innescando temporali improvvisi e fenomeni di forte intensità. Secondo gli esperti, la causa è il contrasto termico tra masse d’aria umida e calda e correnti più fredde in quota.
Simili episodi, tipici della primavera inoltrata, potrebbero ripresentarsi anche nei prossimi giorni. L’ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) ha già segnalato l’arrivo di nuove celle temporalesche che potrebbero svilupparsi durante le ore centrali della giornata.
Allerta meteo ancora attiva – La Protezione Civile del Veneto ha emesso un avviso di criticità ordinaria (gialla) per rischio temporali, valido fino alle 14 di martedì 6 maggio. In particolare, si raccomanda prudenza in tutte le aree della regione e attenzione a possibili allagamenti, raffiche di vento e nuove grandinate.
Gli enti locali sono stati invitati a monitorare la situazione e ad attivare, se necessario, i piani di emergenza comunali. La popolazione è invitata a seguire gli aggiornamenti sui canali ufficiali e a limitare gli spostamenti non necessari in caso di condizioni meteorologiche avverse.
Dopo l’anticipo d’estate, con sole e caldo anche oltre i 30 gradi, un brusco cambiamento meteo porta il maltempo sull’Italia con piogge e temporali dal Nord al Centro e torna l’allerta su alcune Regioni oggi lunedì 5 maggio.
L’allerta – Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende il precedente. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (http://www.protezionecivile.gov.it).
Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di oggi, lunedì 5 maggio, allerta arancione su settori di Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Valutata inoltre allerta gialla sull’intero territorio di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Umbria e su parte di Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Lazio.
Le raccomandazioni – A Milano, Palazzo Marino invita “i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi. Inoltre, si ricorda di non sostare sotto e nelle vicinanze degli alberi e nei pressi di impalcature di cantieri, dehors e tende. È importante provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e di tutti i manufatti che possono essere spostati dalle intemperie. È importante anche prestare attenzione ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo“.
Sisma percepito anche in Liguria, nessun danno registrato
Terremoto Morfasso Emilia-Romagna – Un terremoto di magnitudo 3.6 è stato registrato questa mattina alle 8:29 in Emilia-Romagna, con epicentro localizzato nel territorio comunale di Morfasso, in provincia di Piacenza. Il sisma, rilevato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha avuto origine a una profondità di 25 chilometri ed è stato percepito chiaramente non solo nell’area epicentrale, ma anche in altre zone delle regioni limitrofe, tra cui la Liguria e parte della Toscana.
Il punto esatto dell’evento sismico è stato individuato 6 chilometri a nord di Morfasso, sull’Appennino tosco-emiliano, con coordinate geografiche 44.7763 di latitudine e 9.7208 di longitudine. Il movimento tellurico è stato avvertito distintamente da numerosi abitanti in vari comuni delle province di Piacenza e Parma. I rilevamenti effettuati dall’INGV confermano che la scossa è rientrata in una tipologia di sismi di media entità, ma a causa della profondità relativamente elevata è riuscita a propagarsi su un’area piuttosto estesa.
Nel raggio di dieci chilometri dall’epicentro risultano coinvolti, oltre a Morfasso, i comuni piacentini di Gropparello, Bettola, Vernasca e Lugagnano Val d’Arda, oltre a Bore, in provincia di Parma. Anche altri undici centri abitati, sempre situati tra le due province, si trovano entro i venti chilometri dal punto di origine del sisma.
Sebbene l’intensità della scossa non abbia provocato danni a strutture o persone, è stata comunque avvertita in modo evidente dalla popolazione locale, in particolare da chi risiede nei piani alti degli edifici. Diverse segnalazioni sono arrivate da cittadini che hanno percepito chiaramente il movimento sismico, alcuni dei quali anche dalla Liguria, a testimonianza della propagazione del fenomeno ben oltre l’area epicentrale.
Il terremoto di questa mattina rientra nel contesto della normale attività sismica dell’Appennino settentrionale, una zona geologicamente attiva soggetta a frequenti movimenti tellurici di lieve o media entità. Non si tratta del primo episodio rilevato nel territorio piacentino negli ultimi mesi, benché quello odierno sia stato tra i più forti recentemente registrati nella zona.
Secondo le procedure standard previste per questi casi, la Protezione Civile e gli enti locali si sono immediatamente attivati per una verifica di eventuali conseguenze sul territorio. Al momento, tuttavia, non risultano segnalazioni di danni né richieste di intervento, né sono stati attivati piani di emergenza o evacuazioni. Anche le infrastrutture e i collegamenti viari non hanno subito interruzioni o anomalie.
Il sisma si è verificato in una giornata di festa, domenica 4 aprile, circostanza che ha portato molte persone a trovarsi nelle proprie abitazioni al momento della scossa. Questo ha contribuito a un numero elevato di testimonianze dirette, raccolte sia tramite segnalazioni spontanee sia attraverso i canali ufficiali dell’INGV, che monitora costantemente la situazione sismica a livello nazionale.
Anche alcune aree interne della Liguria, in particolare nell’entroterra piacentino-ligure, hanno riportato la percezione della scossa. Il fenomeno è stato avvertito in modo breve ma netto in diverse località della regione, a conferma della propagazione dell’onda sismica anche a distanze superiori ai cento chilometri dal punto di origine.
Nonostante la percezione diffusa e la comprensibile preoccupazione iniziale, non si è resa necessaria alcuna attivazione di procedure straordinarie. Le autorità raccomandano tuttavia di mantenere attenzione e seguire le consuete indicazioni in caso di nuove eventuali scosse, soprattutto nelle aree appenniniche soggette a questa tipologia di fenomeni.
L’INGV continuerà a monitorare la zona con attenzione, nell’ambito dell’attività ordinaria di sorveglianza sismica sul territorio italiano. Eventuali repliche, considerate fisiologiche dopo un evento principale di questa entità, non sono escluse, anche se al momento non risultano ulteriori scosse significative nelle ore successive.
La popolazione è invitata a consultare i canali ufficiali dell’Istituto per eventuali aggiornamenti e per ottenere informazioni attendibili e tempestive. La consapevolezza e la preparazione in merito ai comportamenti da tenere durante un evento sismico restano strumenti fondamentali per la sicurezza individuale e collettiva.
La UEFA ha deciso: l’esperto fischietto polacco dirigerà la semifinale di ritorno in programma martedì sera a San Siro
La UEFA ha reso nota la designazione arbitrale di Inter-Barcellona, semifinale di ritorno di Champions League, in programma martedì sera a San Siro.
Dirigerà l’incontro l’esperto polacco Szymon Marciniak, coadiuvato dai connazionali Tomasz Listkiewicz e Adam Kupsik come assistenti e Paweł Raczkowski come quarto uomo. Al Var l’olandese Dennis Higler, Avar il connazionale Pol van Boekel.
Come è stato ufficializzato nella giornata di ieri, la Supercoppa Italiana si giocherà in Arabia Saudita anche nel 2026e ancora con il format a quattro squadre. Un format che garantirà 23 milioni di euro alla Lega di A. Il Corriere della Serarivela però che nel corso dell’assemblea che si è svolta in videoconferenza, l’avvocato nerazzurro Angelo Capellini ha fatto presente che l’Inter si riserva di partecipare alla manifestazione in cui gareggiano oltre al Milan anche il Napoli e il Bologna.La sensazione è cheil club interista, stritolato da mille partite, fortemente orientato a giocare la Supercoppa in gara secca, ora attenda di conoscere l’esito del cammino in Champions che potrebbe condizionare anche gli impegni di dicembre, quando si svolge la coppa Intercontinentale. Va da sé che la Lega non assisterebbe in maniera passiva a una eventuale rinuncia da parte dell’Inter: una sanzione sarebbe da mettere in conto.
MILAN IN AUSTRALIA –Il Corriere della Sera poi riporta anche un capitolo a parte, sempre legato al calendario della prossima stagione. Ieri l’ad della Lega di Serie A, De Siervo, ha informato i club della ricca proposta arrivata dall’Australia di ospitare una partita di campionato.Dal momento che per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 San Siro non sarà disponibile dal 10 gennaio all’8 febbraio e perciò le milanesi sono alla ricerca di uno stadio, è emersa la possibilità che i rossoneri possano disputare una gara dall’altra parte del mondo. Secondo il Corriere resta comunque da superare lo scoglio della volontà della Uefa, che finora non ha mai concesso semaforo verde a iniziative del genere. I club confidano sulla moral suasion di Gabriele Gravina , vicepresidente della Uefa, nei confronti di Ceferin.
Allarme nel Comasco. Decisa un’azione di prevenzione straordinaria. L’avviso ai cittadini: “Finestre chiuse e niente cibi dell’orto”
Allarme sanitario a Capiago Intimiano, comune della provincia di Como, per un caso di febbre dengue. L’allerta è scattata dopo il ricovero di un uomo, appena rientrato da un viaggio all’estero. Il Comune ha avviato un piano straordinario per la prevenzionevolto a eliminare eventuali zanzare tigre, potenziali vettori della malattia.
Capiago Intimiano – Secondo quanto reso noto dal Comune, il paziente non è in pericolo. Dal momento che il contagio arriva tramite punture di zanzara, la decisione delle autorità è quella di un avviare procedure di disinfestazione. l’invito per i residenti è di tenere le finestre chiuse, gli animali domestici in casa e di astenersi dal consumare i prodotti del proprio orto.
Cosa è il virus Dengue – Il virus Dengue si trasmette all’uomo, che rappresenta l’ospite principale, attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes, principalmente l’Aedes aegypti e l’Aedes albopictus (zanzara tigre). Sono noti 4 sierotipi distinti di virus Dengue ed è possibile infettarsi più volte con sierotipi diversi. La successiva reinfezione con un sierotipo diverso espone al rischio di sviluppare una malattia grave con anche esito potenzialmente fatale.
Per gli italiani è una malattia di importazione. Particolare attenzione deve essere posta quando si viaggia. Dall’Istituto superiore di sanità arriva l’invito, per chi intraprende viaggi internazionali, a verificare se è nota la trasmissione di questo virus nelle aree visitate e ad adottare tutte le misure di prevenzione raccomandate. Al rientro in Italia, in caso si manifestino sintomi, l’indicazione è quella di rapidamente al proprio medico di riferimento.
I sintomi del virus Dengue – Il periodo di incubazione oscilla dai 3 ai 14 giorni mentre il periodo medio di incubazione è di 4-7 giorni. L’infezione può essere asintomatica in più del 50% dei casi o caratterizzata da una malattia febbrile moderata, la febbre da Dengue (DF), fino ad arrivare, in circa il 5% dei casi sintomatici, alle forme più gravi. Il tasso di mortalità può infatti variare da meno dell’1% fino a circa il 10-15% nelle forme gravi.
La febbre è solitamente accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle. I sintomi tipici sono spesso assenti nei bambini.
Non c’è una terapia antivirale specifica autorizzata. La cura dei malati sia nelle forme lievi che in quelle più severe, si basa quindi su terapie sintomatiche e di supporto. La misura preventiva più efficace contro la Dengue è evitare le punture di zanzare, vettore del virus.
L’annuncio è arrivato dopo le sanzioni sportive nei confronti di Inter e Milan in relazione all’inchiesta “Doppia Curva”.
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)
«Dopo un periodo di profonde riflessioni interne e grandi cambiamenti, i gruppi della Nord comunicano la decisione di tornare a essere completamente indipendenti, senza più alcun tipo di raggruppamento sotto un’unica sigla o nome collettivo, Questa scelta nasce dalla volontà di ristabilire con forza i valori fondanti del nostro movimento: militanza, aggregazione, appartenenza».
Con questa nota, i gruppi della curva Nord hanno annunciato una nuova separazione, che arriva dopo le sanzioni sportive per Inter e Milan per l’inchiesta “Doppia Curva”: «Valori che nel tempo ci hanno resi unici e che devono continuare a rappresentare il cuore pulsante della nostra curva. Pur non essendo più uniti da una sigla comune, rimarremo compatti e coesi, proseguendo fianco a fianco ogni attività per il bene dell’Inter e della nostra Curva», hanno aggiunto i gruppi.
«L’unità vera non si misura da un nome scritto, ma dalla volontà di camminare insieme, con rispetto e identità condivisa. Coerentemente con questa linea, verranno chiuse tutte le pagine social, siti web e canali digitali che in passato hanno funto da riferimento. È fondamentale che si riparta dal concetto che la vita di Curva non si segue dietro a uno schermo, ma si vive sul campo, allo stadio, nelle strade e nelle riunioni», prosegue ancora la nota.
«La fanzine cartacea rimarrà l’unico strumento ufficiale di comunicazione, distribuita fuori dallo stadio e nei momenti di ritrovo. Tutti gli aggiornamenti sulla vita di Curva, le iniziative, e le comunicazioni importanti passeranno esclusivamente da li. Chiunque abbia davvero a cuore la Nord ed è animato da spirito di partecipazione attiva, è invitato a prendere parte alle riunioni del giovedì, unico vero momento di confronto e costruzione collettiva. Nonostante divieti e repressione, abbiamo un futuro da difendere, da vivere e da costruire insieme», si chiude il comunicato.
Terremoto in provincia di Bologna. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha rilevato una scossa alle 5:08. L’epicentro è collocato tra Alto Reno Terme e Castel di Casio.
Il terremoto ha avuto un’intensità di magnitudo 3.8 e la profondità stimata dell’epicentro è stata di circa 55,1 chilometri.
Il percorso in Champions spinge i nerazzurri in alto nella classifica. Premi UEFA, ma non solo: ecco perché questo piazzamento è importante.
(Foto: Carl Recine/Getty Images)
Il percorso dell’Inter nella prima edizione della UEFA Champions League con il nuovo format si sta rivelando a dir poco straordinario. Dopo il 3-3 della semifinale di andata al Camp Nou, i nerazzurri affronteranno il Barcellona nel ritorno di San Siro, con l’obiettivo di conquistare l’accesso alla finalissima di Monaco di Baviera, in programma il 31 maggio contro PSG o Arsenal.
Il cammino dei nerazzurri di Simone Inzaghi sta avendo effetto sui conti della società di Oaktree – con ricavi per oltre 113 milioni di euro, che potrebbero superare addirittura i 130 milioni –, ma ha consolidato la posizione del club anche nel ranking UEFA. Attualmente l’Inter occupa la sesta posizione in graduatoria (la prima tra le italiane), ma dalla prossima stagione farà un balzo importante in avanti.
Ranking UEFA 2025 2026 – L’Inter vola sul podio – Dalla prossima stagione, uscirà dal conteggio del ranking quinquennale la stagione 2020/21, in cui l’Inter ha conquistato pochi punti. Questo consentirà ai nerazzurri di scalare la classifica e di partire almeno al terzo posto, alle spalle di Real Madrid e Bayern Monaco. In caso di conquista della Champions, in base ai risultati nelle prossime partite i nerazzurri potrebbero partire addirittura dalla seconda piazza nel 2025/26.
Anche qualora si materializzasse il terzo posto, si tratterebbe comunque di un risultato straordinario, dal momento in cui una squadra italiana non occupa la top 3 dalla stagione 2007/08, quando il Milan si posizionò al secondo posto. Di seguito, ecco come sarà la top 10 ai nastri di partenza della prossima stagione:
Real Madrid – 117,500 punti
Bayern Monaco – 108,250 punti
Inter – 103,750 punti
Manchester City – 102,750 punti
Liverpool – 101,500 punti
PSG – 89 punti
Bayer Leverkusen – 85,250 punti
Borussia Dortmund – 84,750 punti
Barcellona – 83,250 punti
Roma – 80,500 punti
Guardando solamente ai club italiani, oltre all’Inter in top 10 si trova anche la Roma, che ha ben figurato nelle coppe europee negli ultimi anni, tra Europa League e Conference League. In top 20 troviamo anche Atalanta e Milan, mentre la Juventus scende al 31° posto a causa dell’assenza dalle coppe europee nel 2023/24. Di seguito, la posizione di tutte le italiane:
3° posto, Inter – 103,750 punti
10° posto, Roma – 80,500 punti
19° posto, Milan – 66 punti
20° posto, Atalanta – 65 punti
21° posto, Fiorentina – 61 punti
25° posto, Lazio – 59 punti
31° posto, Juventus – 53,250 punti
33° posto, Napoli – 51 punti
91° posto, Bologna – 16,076 punti
Ranking UEFA 2025 2026 – Nerazzurri al top nel 2024/25 grazie alla Champions – Come detto, lo straordinario risultato dell’Inter in questa stagione è legato al percorso effettuato nella UEFA Champions League. Tanto è vero che i nerazzurri sono primi per punti conquistati nella stagione 2024/25, inseguiti proprio dal Barcellona. Di seguito, la top 10 della stagione in corso, che potrà ancora subire variazioni con le ultime sfide valide per le coppe europee:
Inter – 36,750 punti
Barcellona – 36,250 punti
Arsenal – 36 punti
Aston Villa – 30,250 punti
Liverpool – 29,500 punti
Manchester United – 29,500 punti
PSG – 28 punti
Borussia Dortmund – 27,750 punti
Bayern Monaco – 27,250 punti
Tottenham – 27,250 punti
Ranking UEFA 2025 2026 – L’importanza del ranking – Ricordiamo che il ranking UEFA è molto importante per un club, ma anche per la Federazione a cui questo appartiene. Guardando solamente alle società, un ranking alto consente di mantenere la prima fascia per i sorteggi delle fasi a girone unico delle tre competizioni per club UEFA: Champions League, Europa League e Conference League.
Inoltre, un piazzamento nella parte alta della classifica si traduce in maggiori ricavi a livello di premi UEFA per quanto riguarda la spartizione della somma legata al nuovo pilastro “value” introdotto dalla Federcalcio europea con il nuovo format delle coppe.
Guardando invece alle Federazioni, un ranking di alto livello consente innanzitutto di lottare per conquistare uno dei due posti extra nella Champions League dell’anno successivo. Inoltre, non va dimenticato che su base quinquennale, il ranking per Federazioni è quello che assegna il numero di posti nelle coppe dal campionato nazionale.
Paolo Vanoli Torino – (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
Momenti di tensione allo Stadio Olimpico Grande Torinodurante la sfida tra i granata e il Venezia, valida per la 35ª giornata di Serie A.Al minuto 75, quando il Torino era ancora sotto di un gol, l’allenatore Paolo Vanoli ha accusato un piccolo malore a bordo campo.
ATTIMI DI TENSIONE – Paura per Paolo Vanoli, il tecnico si è accasciato a terra, costringendo lo staff medico del club a un rapido intervento. Fortunatamente, dopo pochi minuti, le sue condizioni sono apparse stabili: Vanoli si è rialzato con l’aiuto dei sanitari e ha rassicurato tutti con un gesto distensivo e sorridente. La scena che ha commosso tifosi e addetti ai lavori è arrivata poco dopo: l’abbraccio con Eusebio Di Francesco, allenatore del Venezia, testimone della vicenda. Un gesto spontaneo e sincero, che ha regalato un momento di grande sportività e umanità in un contesto agonistico spesso teso.
Dopo la ripresa del gioco, il gol del Torino! – BUONA NOTIZIA – Curiosamente, pochi minuti dopo l’accaduto, il Torino ha trovato il gol del pareggio grazie a un rigore trasformato da Nikola Vlasic al 77′, riaccendendo le speranze dei granata. L’episodio sembra aver dato una scossa alla squadra, che fino a quel momento faticava a imporsi sul piano del gioco. Vanoli, ex tecnico del Venezia, guiderà il Torino nel prossimo match contro l’Inter, attualmente previsto dopo la gara dei nerazzurri contro il Verona in programma sabato. Le sue condizioni non sembrano destare preoccupazione, ma il club monitorerà la situazione con attenzione.
Il New York Times dedica un lungo articolo all’Inter, definita una “splendida squadra sottovalutata”. Dumfries l’emblema dei nerazzurri
Il New York Times dedica un lungo articolo all’Inter, definita una “splendida squadra sottovalutata”. E per esaltare i nerazzurri, l’autorevole quotidiano usa Denzel Dumfries come paradigma.
DUMFRIES “INCARNA LO SPLENDORE DEL’INTER” – “Denzel Dumfries aveva un sogno. Ma quando, a 17 anni, lo condivise con i compagni delle giovanili dello Sparta Rotterdam, le loro risate sembravano destinate a spegnerlo.
«Disse a tutto lo spogliatoio che un giorno avrebbe giocato per la nazionale olandese», ricorda Dolf Roks, allora responsabile del settore giovanile dello Sparta. «Ma ai tempi non lo vedevamo possibile. Tutti ci mettemmo a ridere.»
Eppure Dumfries non ha mai mollato. Dodici anni dopo, eccolo sfrecciare sulla fascia con la solita spinta. Lì, in quel movimento, c’è tutta la sua determinazione.
Oggi vanta 63 presenze con la maglia dell’Olanda, ma è nella notte di mercoledì che è davvero diventato grande sul palcoscenico più importante del calcio per club: un assist e due gol con la maglia dell’Inter, in semifinale di Champions League.
Una volta liquidato come un giocatore curioso, quasi una scommessa, oggi la sua parabola è quella dell’Inter stessa: una squadra sottovalutata che torna da Barcellona con un 3-3 pesantissimo. E che, se dovesse vincere questa Champions, lo farebbe con pieno merito.
Questa semifinale doveva essere l’occasione per il Barcellona di tornare in finale dopo dieci anni. Ogni stagione in cui il Barça non vince la Coppa dei Campioni sembra durare sette anni, come i “dog years”.
Il Montjuïc, temporaneo e poco amato rifugio del Barça in attesa che il Camp Nou venga ricostruito, ha fatto registrare la sua affluenza più alta: 50.314 spettatori. Doveva essere la serata dei catalani. Ma il simbolo di Milano èIl Biscione, il grande serpente verde, presente sullo stemma dell’Inter fino al 1988. E proprio come il Biscione, l’Inter si muove silenziosa, ma letale.
ALLA PARI CON I MIGLIORI D’EUROPA – L’Inter non ha il favorito per il Pallone d’Oro (Raphinha), né due dei teenager più talentuosi del mondo (Lamine Yamal e Pau Cubarsí), ma ha tutto il resto.
Dopo appena 30 secondi, il tocco leggero e intelligente di Marcus Thuram ha mandato un messaggio chiaro: l’Inter non è venuta a fare da comparsa. Il vantaggio iniziale è stato il primo segnale di una partita in cui i nerazzurri hanno messo sul campo grinta, idee e carattere.
Nessuno li considerava protagonisti di queste semifinali, eppure l’Inter vanta la miglior difesa del torneo. Dovevano perdere al Camp Nou. Quando si sono visti rimontare da 0-2 a 2-2, tutti pensavano che sarebbero crollati. E invece, sono arrivati a un passo dal portare a casa un clamoroso 3-4.
Dumfries, appena recuperato da un infortunio muscolare, partiva titolare per la prima volta dopo otto partite. Di fronte all’attacco più esplosivo d’Europa, si pensava che Simone Inzaghi avrebbe optato per l’opzione più conservativa: Matteo Darmian. Ma ha scelto Dumfries — e ne è stato ripagato.
L’esterno olandese ha prima messo in mezzo il pallone dell’1-0 per Thuram, poi, al 20’, ha raccolto un colpo di testa di Acerbi e, con un colpo acrobatico da posizione complicata, ha insaccato alle spalle del portiere. Il suo infortunio? Superato alla grande.
«Tutta la mia famiglia ha i piedi duri», aveva detto una volta scherzando. «Vorrei avere piedi più morbidi. A volte mi sembra di essere un po’ goffo.» Ma stavolta, la sua conclusione ha mostrato tutta la potenza di un tiro carico di convinzione.
Dumfries ha costruito la sua carriera facendosi trovare libero dove nessuno lo marca. E anche dopo il pareggio del Barcellona, è stato lui a riportare avanti l’Inter: 3-2.
I SOTTOVALUTATI DI SIMONE INZAGHI – Ma Dumfries non è l’unico “non celebrato” di questa Inter. C’è Lautaro Martínez, capitano e capocannoniere della storia nerazzurra in Champions League, che ha confessato al Corriere della Sera di sentirsi “sottovalutato” dopo il settimo posto al Pallone d’Oro 2024. Contro il Barcellona non ha segnato, ed è uscito per infortunio — un problema che potrebbe tenerlo fuori al ritorno — ma il suo movimento e la sua presenza fisica hanno messo in crisi Cubarsí e Araujo, aprendo spazi per Thuram e per gli esterni.
Anche altri giocatori dell’Inter sono spesso poco considerati. Per chi non segue la Serie A, Yann Sommer è solo il solito svizzero che spunta ogni due anni ai grandi tornei. Eppure ha salvato il risultato su Yamal e Raphinha. Concedere tre gol, incluso un’autorete, e risultare comunque tra i migliori in campo non è da tutti.
Acerbi? Un gigante. Da giovane era stato comprato dal Milan per sostituire Nesta, ma dopo sei partite fu scaricato. Campione d’Europa con l’Italia nel 2021, oggi non viene nemmeno convocato in nazionale.
Darmian e Mkhitaryan, entrambi reduci da esperienze deludenti in Premier League, sono rinati con Inzaghi. L’armeno, criticato in Inghilterra per lo scarso impegno, ha corso talmente tanto che a fine partita aveva letteralmente consumato il logo Nike sulla maglia.
Erano tre i titolari dell’Inter arrivati a parametro zero: oltre a Mkhitaryan, anche Thuram eCalhanoglu.Giocatori che avrebbero potuto prendere tutti. Ma li ha presi l’Inter, una squadra che spende meno di quanto incassa da quattro stagioniconsecutive. In mezzo a giganti economici, sono la realtà più sostenibile delle semifinali.
E tutto questo senza nemmeno citare Nicolò Barella e Alessandro Bastoni,due tra i migliori del torneo, ma costantemente oscurati da nomi più mediatici come Yamal, Kvaratskhelia o Declan Rice.
A tenere insieme questo gruppo c’è Inzaghi, uno degli allenatori più brillanti d’Europa. Solo quest’anno, però, inizia a ricevere il giusto riconoscimento. La sua Inter è la squadra più riconoscibile e tatticamente unica tra le quattro semifinaliste: solidissima in difesa, creativa in attacco.
TUTTO PER IL VERSO GIUSTO – Due momenti lo raccontano perfettamente: l’azione di Acerbi, che da centrale guida un contropiede subito dopo aver subito il pareggio, e la serenità di Barella allo scadere, che si palleggia da solo nella propria area dopo un palo di Yamal.
All’80’, Inzaghi richiama Dumfries in panchina. È quasi un miracolo che riesca ancora a camminare. Ma mentre esce, i tifosi nerazzurri già cantano: “Io che amo solo te”.
Cantavano lo stesso anche due anni fa, dopo aver perso la finale. Oggi, grazie a Dumfries e ai suoi due gol, hanno l’occasione per rifarlo. Ma stavolta con un lieto fine.
Ai tempi del PSV, Dumfries disse una volta: «Se sono io il secondo miglior marcatore della squadra, allora c’è qualcosa che non va.» Eppure oggi, all’Inter, è il terzo. Forse, allora, vuol dire che tutto sta andando nel verso giusto — per lui e per questa splendida, sottovalutata squadra.
Dopo la sentenza favorevole della Fifa, il club nerazzurro ha ottenuto lo stesso risultato a Losanna nel secondo grado della battaglia legale con il club portoghese
Niente risarcimento da 30 milioni allo Sporting per il caso Joao Mario. Dopo una prima sentenza favorevole alla Fifa quasi due anni fa, l’Inter ieri ha ottenuto lo stesso risultato al Tas di Losanna, nel secondo grado della battaglia legale contro il club portoghese. I biancoverdi di Lisbona volevano rivalersi in nome di una clausola nel contratto di Joao Mario, acquistato dall’Inter nel 2016, che avrebbe obbligato i nerazzurri a versare quella somma allo Sporting in caso di una successiva cessione a un altro club portoghese.
i fatti – Dopo un anno in prestito dall’Inter allo stesso Sporting, Joao Mario nel luglio 2021 aveva firmato un accordo con i nerazzurri per la rescissione consensuale del contratto. Il giorno seguente, il centrocampista portoghese aveva poi firmato con gli odiati concittadini del Benfica. A quel punto, nell’ottobre dello stesso anno, lo Sporting si era rivolto alla Fifa, chiedendo il riconoscimento dei 30 milioni, ma la Federazione internazionale aveva rigettato l’istanza con un pronunciamento datato 10 luglio 2023. Dopo quella bocciatura, nel settembre 2023, lo Sporting aveva presentato appello e così si è arrivato alla tappa di oggi: il team legale dell’Inter, guidato dall’avvocato Angelo Capellini, ha visto riconosciuto le proprie ragioni dal Tribunale arbitrale per lo Sport. Al momento, sono minime le possibilità che la controparte continui nella battaglia legale.
L’attaccante argentino, uscito nel primo tempo della semifinale d’andata di Champions, si ferma qualche giorno. Le sue condizioni saranno valutate giorno dopo giorno
Lautaro Martinez. Getty
Out col Verona, alto rischio di forfait col Barcellona, qualche chance in più per il Torino. Lautaro Martinez,dopo l’infortunio al 43′ del primo tempo dell’andata di semifinale Champions contro il Barcellona (finita 3-3), si ferma. Gli esami clinici e strumentali eseguiti stamattina all’Istituto Humanitas di Rozzano hanno evidenziato una elongazione ai flessori della coscia sinistra per l’attaccante argentino dell’Inter. Lo ha comunicato il club nerazzurro. Le condizioni dell’attaccante saranno valutate giorno dopo giorno. Sarà sicuramente assente domani contro il Verona, poi sarà corsa contro il tempo per riportarlo da Inzaghi in vista del ritorno Champions col Barça.