Un incendio di rilevanti proporzioni è divampato nel tardo pomeriggio presso l’Interporto Cis di Nola, interessando più capannoni industriali. Le fiamme si sarebbero sviluppate inizialmente in un deposito di materiale plastico situato nel lotto D1, per poi propagarsi rapidamente su un’area stimata in circa tremila metri quadrati. L’origine del rogo resta al momento ignota.
Intervento dei Vigili del fuoco – Sul posto sono giunte tempestivamente diverse squadre dei Vigili del fuoco, impegnate nelle operazioni di contenimento e spegnimento del vasto incendio. L’intensità delle fiamme ha generato un’alta colonna di fumo nero, chiaramente visibile anche a grande distanza, suscitando preoccupazione in tutta l’area circostante.
Nessun ferito, capannoni già chiusi – Secondo quanto riferito, al momento dell’incendio non era presente personale all’interno del capannone interessato, in quanto gli addetti avevano già lasciato il luogo per la consueta chiusura pomeridiana. Non si registrano, pertanto, feriti.
Avviso precauzionale del Comune di Mugnano del Cardinale – In via precauzionale, il Comune di Mugnano del Cardinale ha diramato un avviso alla cittadinanza in merito all’incendio industriale in corso nella zona Interporto/Cis di Nola/Boscofangone. Considerati i venti che spirano in direzione Ovest e Sud-Ovest, l’amministrazione comunale raccomanda di:
Tenere chiuse porte e finestre
Fermare eventuali impianti di ventilazione
Rimuovere il bucato steso all’aperto
Evitare luoghi aperti se non strettamente necessario
Monitoraggio in corso – Le autorità continuano a monitorare l’evolversi della situazione. Al momento non sono disponibili ulteriori dettagli sulle cause dell’incendio. Seguiranno aggiornamenti.
I professionisti chiedono una proroga dei termini dei “numerosi adempimenti in scadenza”. L’accusa del Codacons: “Disservizio assurdo per contribuenti nei giorni dell’invio della dichiarazione precompilata”
Il sito dell’Agenzia delle Entrate si è bloccato di nuovo questa mattina, mercoledì 28 maggio, nei giorni in cui i contribuenti accedono alla dichiarazione dei redditi precompilata per l’invio della documentazione. Il malfunzionamento è durato da questa mattina, attorno alle 9.30 circa alle 14, quando, informala Sogei, scusandosi per “gli eventuali disagi arrecati“, è tornato tutto regolare.
E’ stato un “disservizio assurdo” ha scritto in una nota l’associazione dei consumatori Codacons, commentando i problemi tecnici che interessano la piattaforma. “Non si è potuto mandare la precompilata – attaccano – come lo scorso 16 maggio quando la stessa Agenzia fu costretta aprorogare al 30 maggio il termine per le scadenze fiscali e contributive“.
Per l’associazione è “una situazione che arreca un danno in termini di attese e perdite di tempo a una vasta platea di soggetti, e che deve essere affrontata con urgenza: le evidenti carenze tecniche del servizio vanno risolte in modo definitivo perché è intollerabile che il sito non riesca a far fronte alla mole di accessi da parte dei contribuenti“.
L’ira dei commercialisti – Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio, ha chiesto in una lettera, inviata al direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone di “prorogare i termini dei numerosi adempimenti in scadenza alla fine del mese corrente a causa del nuovo blocco informatico dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, verificatosi a partire dalle 9.30 circa di oggi“. “Dopo il blocco dell’operatività dei servizi telematici dell’Agenzia dello scorso 16 maggio – afferma de Nuccio – siamo costretti a richiamare di nuovo l’attenzione del direttore Carbone per chiedere un maggior termine per l’effettuazione degli adempimenti da parte dei contribuenti e dei professionisti che li assistono alla luce di quanto disposto dall’articolo 1 del decreto-legge 21 giugno 1961, n. 498, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 luglio 1961, n. 770“.
“Il blocco ha causato notevoli disagi agli utenti. In particolare, molti dei nostri iscritti ci hanno segnalato che l’inaccessibilità ai servizi telematici dell’Agenzia ha compromesso l’invio della comunicazione per la prenotazione del credito d’imposta Zes unica e del credito d’imposta Zes agricoltura per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 al 15 novembre 2025 in scadenza il prossimo 30 maggio“.
Salvatore Regalbuto, tesoriere nazionale con delega alla fiscalità, spiega che, “oltre alle comunicazioni Zes, numerosi sono gli adempimenti in scadenza per la fine del corrente mese, tra cui l’invio delle liquidazioni Iva periodiche del primo trimestre 2025. Per tali ragioni, il maggior termine dovrebbe riguardare, in ogni caso, anche gli adempimenti in scadenza entro la fine del corrente mese di maggio“.
«Le pay tv sono la linfa dello sport in tutto il mondo», ha commentato Marzio Perrelli, Executive Vice President di Sky Italia.
Marzio Perrelli (Foto: Valerio Pennicino/Getty Images for Lega Serie A)
In attesa che si concluda la stagione dei club con le finali di Conference e Champions League, le Nazionali hanno diramato le proprie convocazioni per le sfide in programma, che per le selezioni europee significa o le Final Four di Nations League o le qualificazioni ai prossimi Mondiali.
Entrambe le competizioni saranno visibili su Sky Sport, come confermato da Marzio Perrelli,Executive Vice President di Sky Italia, a Il Corriere della Sera: «Abbiamo acquisito 200 partite delle qualificazioni e le finali di Nations League. I diritti della Coppa del Mondo non sono ancora in vendita nel nostro Paese; date le passate esperienze, si aspetta di vedere se l’Italia si qualifica».
«Negli ultimi anni siamo il soggetto che ha investito di più nello sport in Italia – commenta Perrelli –. Siamo diventati un punto di riferimento per tifosi, presidenti, atleti e addetti ai lavori. Quello che mandiamo in onda cresce di valore; l’obiettivo è continuare a offrire qualità e quantità. È difficile, impegnativo, ma è una sfida. Il nostro è un ecosistema con 11 canali dedicati, oltre ai social, l’offerta Sky Sport Insider sul nostro sito e lo streaming che facciamo da quasi vent’anni. L’abbonato sceglie il modo migliore per unirsi a noi: lasciamo libertà totale. Lo scambio è continuo; misuriamo tutto attraverso gli ascolti, le analisi sui social e sappiamo quali sono i nostri vantaggi rispetto ad altri. Investimenti in tecnologia, nella parte giornalistica e nei talent. Il rapporto con le federazioni e le leghe. Chi ci segue lo percepisce. È un vantaggio per tutti».
Sul tennis invece: «Investiamo dal 2003, quando si faticava a trovare un italiano nei primi 50. Oggi le partite di Sinner, a livello di ascolti, vengono seguite come quelle di calcio. La Federazione sta facendo un lavoro fantastico; è anche un broadcaster con cui abbiamo fatto uno scambio di contenuti, e sono anche azionisti di Atp Media. Tensioni con la Federtennis? L’anno scorso avevano un canale che non copriva tornei tutto l’anno, ma solo due: la Coppa Davis e la Billie Jean King Cup. Abbiamo fatto un accordo con loro per tutto il tennis femminile, con 49 settimane di incontri. In cambio, trasmettiamo anche noi lo Us Open: il rapporto c’è. Sinner? È un campione con un’immagine incredibile, gestito in modo eccezionale. Sia dentro che fuori dal campo: al rientro dopo tre mesi è subito competitivo. È l’obiettivo per tutte le aziende che vogliono investire nello sport».
La prima stagione del nuovo format della Champions League: «Ottimi ascolti, il format piace di più. Prima seguivi solo quattro squadre, quelle italiane. Ora, con questa classifica che si muove ogni settimana, sei obbligato a controllare tutto quello che succede ogni giornata. È come un campionato europeo. La frammentazione è nella logica delle pay tv. Chi investe soldi vuole un palinsesto più ricco possibile, ma anche chi vende i diritti lo chiede. Le pay tv sono la linfa dello sport in tutto il mondo».
Una battuta sulla Formula 1e la MotoGp: «Le moto sono parte integrante del pilastro dei motori. Basta andare in un circuito: il gruppo di lavoro di Sky sembra un team di motociclismo. È uno degli esempi in cui aggiungiamo più valore al contenuto. Ci interessano ancora e stiamo discutendo il rinnovo dei diritti».
Infine un commento su pirateria e diritti televisivi: «Si tratta di un fatto culturale da combattere: essere più furbi degli altri non premia. Ma questo governo e la Guardia di Finanza stanno facendo un bel lavoro: oltre 2.300 persone sono state multate per la prima volta. Deve essere anche uno sforzo collettivo: l’unica squadra che ha trovato spazio sulla maglia per scrivere “Stop alla pirateria” è il Monopoli, in Serie C. Il problema è solito: da noi le infrastrutture sono carenti. Se guardi la Bundesliga, il livello tecnico è più basso ma gli stadi sono nuovi e pieni. Se stai sul divano e accendi una partita con le tribune semideserte, ti chiedi: “Perché dovrei guardare questo match?”».
Durissimo attacco dopo gli episodi arbitrali che hanno caratterizzato la finale della Coppa del Portogallo contro lo Sporting Lisbona.
Foto: Gualter Fatia/Getty Images)
Domenica, al 95′ della finale della Coppa del Portogallo, il Benfica stava vincendo 1-0 sullo Sporting Lisbona. Al 100′ èarrivato il pareggio su rigore poi, nei supplementari, gli avversari hanno vinto per 1-3. La sconfitta ha scatenato polemiche furiose, soprattutto per le decisioni arbitrali.
Il club ha deciso di reagire con un duro comunicato contro l’arbitraggio di Luís Godinho e contro gli addetti al VAR, colpevoli a loro avviso di aver ignorato numerosi falli violenti ai danni Andrea Belotti, promettendo denunce addirittura contro UEFA, FIFA e Ifab, l’organo che determina le regole del calcio.
In uno di questi, Matheus Reis sotto gli occhi di un assistente avrebbe schiacciato con lo scarpino la testa dell’attaccante italiano, bloccato a terra dall’intervento di Maxi Araújo. Subito dopo, denuncia il presidente del Benfica Manuel Rui Costa, al 100′, il VAR non sarebbe intervenuto sull’azione che ha portato al rigore che Gyokeres ha trasformato portando la sfida ai supplementari.
Questa la nota: «A fronte dei gravi avvenimenti delle ultime giornate della Liga Portugal e della finale della Coppa del Portogallo, che hanno completamente falsato la verità sportiva, con un danno relativo all’accesso diretto alla Champions League, lo Sport Lisbona e Benfica ha deciso di:
Presentare un’azione disciplinare contro la squadra arbitrale e del VAR della finale di Coppa, ovvero: Luís Godinho, Tiago Martins e rispettivi collaboratori;
Presentare un’azione disciplinare contro i giocatori Matheus Reis e Maxi Araújo per le molteplici aggressioni al giocatore Andrea Belotti;
Esigere la pubblicazione immediata degli audio tra arbitro e VAR della finale della Coppa del Portogallo, così come delle valutazioni a loro assegnate;
Presentare un esposto alla FIFA, alla UEFA e all’IFAB, a causa dell’illegittima applicazione del protocollo VAR in Portogallo, che ha compromesso la verità sportiva;
Esigere dal neoeletto Consiglio Arbitrale una presa di posizione pubblica, con l’esposizione di misure e soluzioni concrete per correggere il proprio operato, pena l’inidoneità a proseguire nel proprio incarico;
Sospendere la partecipazione ai gruppi di lavoro sulla Centralizzazione dei Diritti TV della Liga e richiedere un’audizione urgente al Governo, informandolo che, al momento, non sussistono le condizioni per portare avanti tale processo;
Informare la FPF che, finché non prevarrà la verità sportiva nelle competizioni nazionali, lo Sport Lisboa e Benfica non sarà disponibile ad ospitare partite della Nazionale nel proprio stadio».
Il Benfica «esige che la prossima stagione venga decisa sul campo, in modo trasparente, cosa che non è avvenuta nella stagione sportiva appena conclusa. Noi ci siamo sempre assunti le nostre responsabilità. Esigiamo che anche chi tutela e governa il calcio portoghese si assuma le proprie», ha concluso il club.
Il Benfica «esige che la prossima stagione venga decisa sul campo, in modo trasparente, cosa che non è avvenuta nella stagione sportiva appena conclusa. Noi ci siamo sempre assunti le nostre responsabilità. Esigiamo che anche chi tutela e governa il calcio portoghese si assuma le proprie», ha concluso il club.
Come successo due anni fa, il Comune di Milano ha acconsentito all’apertura dello stadio Meazza: tutte le informazioni utili.
Sabato sera per i tifosi dell’Inter che non sono riusciti ad acquistare i biglietti per assistere dal vivo alla finale di Champions League che andrà in onda sabato 31 maggio a Monaco di Baviera contro il Paris Saint-Germain.
Ma, come successo due anni fa il Comune di Milano ha dato il via libera settimana scorsa all’apertura di San Siro dove sarà collocato un maxischermo che consentirà ai tifosi di assistere alla finale di Champions dallo stadio di casa.
Biglietti maxischermo San Siro – L’ordine pubblico – L’ufficialità del maxischermo era arrivata con una nota a seguito di una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduta dal Prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, alla presenza del Sindaco di Milano Giuseppe Sala e con la partecipazione del Sindaco di Rho Andrea Orlandi e dei vertici di Fiera Milano S.p.A.
«In seno al Comitato – si leggeva nella nota – è stata avviata la pianificazione delle attività di vigilanza e controllo del territorio in occasione della finale di Champions League, che sarà disputata il 31 maggio prossimo a Monaco di Baviera tra le squadre dell’Inter e del Paris Saint Germain. Nell’occasione, è stato anche previsto l’allestimento di un maxischermo presso lo stadio San Siro».
Biglietti maxischermo San Siro – I dettagli – Ma come funzionerà l’accesso a San Siro? Come per la finale contro il Manchester City ai tifosi nerazzurri sarà consentito l’accesso al Meazza tramite pagamento di un biglietto, come ufficializzato dal club.
«I tifosi nerazzurri avranno l’opportunità di tifare a San Siro, dove verrà installato il maxi-schermo. Sarà una notte piena di passione, con i tifosi che vivranno un’esperienza emozionante a partire dalle 19:00, quando apriranno i cancelli del Meazza. Show, intrattenimento e… attesa del fischio d’inizio, fissato per le 21:00».
Le fasi di vendita
La prima fase di vendita dei tagliandi per il maxi-schermo a San Siro prenderà il viaalle ore 12:00 di martedì 27 e proseguirà fino alla mezzanotte: sarà dedicata agli abbonatie ai soci Inter Club in possesso del codice con il quale potranno esercitare la prelazione all’acquisto. Il codice coupon sarà comunicato agli abbonati e ai soci Inter Club via e-mail e tramite il Centro Coordinamento.
Dalle ore 12:00 di mercoledì 28 maggio aprirà la fase di vendita libera: i biglietti saranno acquistabili da tutti fino ad esaurimento disponibilità.
Importante: al termine della gara i tifosi dovranno come di consueto defluire dallo stadio, indipendentemente dal risultato della gara.
I prezzi dei biglietti
I biglietti saranno in vendita da martedì 27 maggio a partire da 10 euro su vivaticket.com
Le fiamme erano divampate all’ultimo piano di un edificio in via Vittorio Veneto: nell’abitazione ritrovati i corpi delle due vittime
L’intervento dei vigili del fuoco
Sono due le vittime dell’incendio divampato in una palazzinaa Cassano nella serata di ieri, martedì 27 maggio. A perdere la vita, fratello e sorella, Vito e Rosa Coppi, di 38 e 34 anni, i cui corpi sono stati ritrovati senza vita all’ultimo piano dell’edificio. I due giovani, secondo quantrro appreso, vivevano nell’abitazione insieme ai genitori, che non si trovavano in casa quando è divampato il rogo.
All’arrivo dei vigili del fuoco, le fiamme avevano già completamente avvolto la mansarda. Per domare l’incendio, sul posto hanno operato tre squadre con autoscala e autobotte. Le operazioni di messa in sicurezza sono proseguite fino a tarda notte. L’accesso all’intero stabile è stato inibito per ulteriori verifiche.
Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono giunti i carabinieri e il personale del Sis. Accertamenti sono in corso per chiarire le cause dell’incendio.
Osservato speciale il fiume Lambro, anche perché nei territori a Nord è caduta molta acqua
Foto di repertorio
Per tutta la notte tra lunedì e martedì la città di Milano è stata illuminata da numerosi lampi seguiti dai relativi tuoni. Il temporale che si è abbattuto su gran parte del territorio tra le 2 e le 4, con 15 – 20 mm di pioggia, ha provocato qualche allagamento e la caduta di un paio di alberi. El’allerta meteo in vigore resta attiva fino a metà giornata (qui le previsioni).
Alberi caduti sulle auto per il temporale – Stando a quanto riferito dal comando provinciale dei vigili del fuoco nel corso della notte ci sono stati due interventi per piante crollate. Un primo albero è caduto a Sesto San Giovanni, all’incrocio tra via Alfredo Guazzoni e via Aldo Beretta. Tronco e rami sono piombati su un’auto parcheggiata, travolgendo anche i cavi dell’illuminazione pubblica.
Un secondo albero è caduto a Milano, all’altezza del civico 48 di via Giovanni Pacini, in zona Città Studi. Anche in questo caso tronco e rami sono atterrati sopra le auto in sosta. Fortunatamente in nessuno dei due episodi si sono registrati feriti.
Fiume Lambro in piena – La pioggia abbondante ha fatto alzare i livelli dei corsi d’acqua. In particolare il fiume Lambro è in piena anche se non è uscito dagli argini, per ora, anche perché a nord di Milano ha piovuto ancora di più e più a lungo: a Monza sono caduti 25mm di pioggia e Nord di Monza 45 mm.
Maltempo, a Milano l’allerta meteo è ancora attiva: le previsioni
Durante l’allerta si invitano i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione
Foto di repertorio
Dopo il temporale notturno, anche nella giornata di martedì prosegue l’allerta meteo a Milano. Il Centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha emanato fin da lunedì un’allerta meteo gialla (ordinaria) per rischio idrogeologico, che si protrae fino alle ore 14 martedì 27 maggio. L’allerta gialla per rischio temporali dovrebbe rientrare invece alle 9 del mattino.
Cosa fare in caso di allerta meteo – Durante l’allerta meteo si invitano i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei due fiumi e dei sottopassi. Inoltre, si ricorda di non sostare sotto e nelle vicinanze degli alberi e nei pressi di impalcature di cantieri, dehors e tende. È importante provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e di tutti i manufatti che possono essere spostati dalle intemperie. Bisogna prestare attenzione ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo.
Le app della Protezione civile – Il Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile sarà attivo per il monitoraggio e per coordinare gli eventuali interventi in città. “I cittadini e le cittadine che desiderano restare sempre informati sui rischi meteorologici possono collegarsi al sistema di allerta della Protezione civile, registrandosi al link oppure scaricando la app gratuita per sistemi operativi IOS e Android“, fa sapere Palazzo Marino in una nota.
Oggi torna il sole a Milano: le previsioni meteo – A Milano, sostengono gli esperti di 3bMeteo, i cieli saranno molto nuvolosi al mattino con deboli piogge. Rasserenamenti dal pomeriggio fino a cieli poco nuvolosi, è previsto 1mm di pioggia nelle prossime ore. Durante la giornata la temperatura massima registrata sarà di 24°C, la minima di 15°C, lo zero termico si attesterà a2844m. I venti saranno al mattino deboli e proverranno da Nordovest, al pomeriggio deboli e proverranno da Est-Sudest.
Il boato all’alba di martedì a Bagnatica, comune della Bergamasca. I soccorsi
Esplosione all’alba di martedì 27 maggio a Bagnatica, comune della Bergamasca a poco meno di un’ora da Monza. Una palazzina è stata sventrata in seguito a una esplosione che ha coinvolto un complesso residenziale in via Isolabella. Erano circa le 6.30 del mattina quando si è sentito un forte boato. La deflagrazione, secondo quanto al momento ricostruito, sarebbe avvenuta al piano terreno di una palazzina residenziale. Forse all’origine ci sarebbe una fuga di gas ma le cause dell’esplosione sono attualmente in corso di accertamento.
Esplosione a Bagnatica: distrutta palazzina – Sul posto sono intervenute diverse squadre di soccorso, comprese le unità specializzate Usar (Urban Search & Rescue) provenienti da vari comandi della Lombardia. Nell’esplosione è rimasta ferita una donna che è stata estratta dalle macerie e accompagnata in ospedale con diverse ustioni.
I pompieri fin dalle prime ore della mattinata sono stati impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza dello stabile per procedere con le verifiche strutturali. Sul posto anche i carabinieri e la protezione civile.
AC Milan comunica di avere affidato il ruolo di Direttore Sportivo della Prima Squadra a Igli Tare
AC Milan comunica di avere affidato il ruolo di Direttore Sportivo della Prima Squadra a Igli Tare, che riporterà all’Amministratore Delegato del Club, Giorgio Furlani.
Nato a Valona (Albania) il 25 luglio 1973,Tare ha maturato una lunga esperienza nel calcio professionistico italiano, vestendo le maglie di Brescia, Bologna e Lazio. Al termine della carriera da calciatore, si è affermato come dirigente di alto profilo, ricoprendo per oltre quindici anni il ruolo di Direttore Sportivo della S.S. Lazio e contribuendo ai recenti successi del Club biancoceleste, tra cui tre Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane.
L’Amministratore Delegato di AC Milan, Giorgio Furlani, ha dichiarato: “Siamo felici di accogliere Igli Tare nella famiglia rossonera. La scelta giusta da cui ripartire: competenza, determinazione e valori forti, unite a una solida conoscenza del calcio italiano e una visione internazionale, lo rendono la figura ideale per contribuire al rilancio del Club, attraverso lo sviluppo di un progetto sportivo ambizioso”.
Il nuovo Direttore Sportivo rossonero, Igli Tare, ha commentato: “Entrare a far parte di un Club come il Milan è motivo di grande orgoglio e responsabilità. Ringrazio la società per avermi affidato questo incarico. La società conosce la mia grande determinazione e la mia volontà di far bene mettendo tutta la mia esperienza al servizio di un grande Club che ha l’obiettivo assoluto di tornare a essere protagonista in Italia e in Europa”.
Al Viola Park la Fiorentina Primavera ha batutto la Roma accedendo così alla finale scudetto in programma venerdì sera. Ad attirare l’attenzione però è stato anche ciò che è successo nel post gara.
Secondo quanto riferisce Sportitalia, nel finale di partita infatti si è scatenata una situazione di vero e proprio caos che secondo la società giallorossa sarebbe nata da Nicolò Zaniolo. Il calciatore della Fiorentina sarebbe entrato negli spogliatoi della Roma in modo provocatorio, reagendo in malo modo a chi gli chiedesse cosa ci faceva negli spogliatoi.
Ci sarebbe stato un contatto fisico con un giocatore della primavera capitolina e da lì si sarebbe scatenato il parapiglia. A breve uscirà anche un comunicato sull’accaduto da parte del club giallorosso che comunque sottolinea come non c’entri niente la Fiorentina Primavera.
Fiorentina-Roma Primavera, caos con Zaniolo in spogliatoio: la nota giallorossa
“Il calciatore si sarebbe recato nello spogliatoio della squadra Primavera al termine della partita e avrebbe avuto un comportamento provocatorio nei confronti di alcuni atleti del vivaio giallorosso”. La replica del calciatore
La Roma denuncia il comportamento di Nicolò Zaniolo, giocatore della Fiorentina, dopo il match Primavera tra viola e giallorossi a Firenze. “La AS Roma comunica che, al termine della gara odierna, si è verificato un episodio increscioso che coinvolge il calciatore Nicolò Zaniolo. Secondo quanto ricostruito, il calciatore si sarebbe recato nello spogliatoio della squadra Primavera al termine della partita e avrebbe avuto un comportamento provocatorio nei confronti di alcuni atleti del vivaio giallorosso. Durante il confronto, sarebbero stati colpiti fisicamente due calciatori della formazione Primavera”, si legge nella nota del club capitolino. “La AS Roma condanna con fermezza ogni forma di comportamento aggressivo o non conforme ai valori dello sport“, conclude la Roma.
Zaniolo, ex giallorosso, nella sfida di campionato giocata all’Olimpico lo scorso 4 maggio tra giallorossi e viola è stato espulso al termine del match vinto 1-0 dai padroni di casa.
La replica di Zaniolo – A stretto giro è arrivata la replica di Zaniolo affidata a una nota della Fiorentina, che riporta le parole dell’ex giallorosso: “Al termine della partita sono sceso negli spogliatoi per complimentarmi con i ragazzi della Fiorentina e poi sono passato nello spogliatoio della Roma per salutare e complimentarmi anche con loro per la stagione, ma ad un certo punto – spiega Zaniolo – hanno iniziato ad insultarmi quindi, a quel punto, per evitare che la situazione degenerasse, ho preferito andare via“.
Paura a Liverpool durante la parate per il titolo dei Reds di Arne Slot: un’auto è piombata sulla folla seminando il panico e ha investito diversi tifosi provocando decine di feriti. Su Water Street, una delle strade del centro della città, sono accorse immediatamente ambulanze e volanti della polizia: arrestato il conducente della vettura.
La festa per la vittoria della Premier League dei Reds si trasforma in tragedia per le strade di Liverpool. Infatti un’auto è piombata a tutta velocità sulla folla lungo Water Street, una delle vie principali del centro città, e ha falciato decine di tifosi che erano sui marciapiedi dopo il passaggio della parata con i bus scoperti con i giocatori dei Reds di Arne Slot. L’uomo, un 53enne bianco britannico, è stato poi arrestato dopo aver seminato il panico al volante di una station wagon scura.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google POST AMMINISTRATIVO. Una nuova angolazione del presunto attacco terroristico contro la folla in festa a Liverpool mostra l’auto che impatta sui pedoni. Da questa prospettiva sembra tutto molto intenzionale. Preghiere per le vittime.
Sul posto sono arrivate immediatamente ambulanze e le volanti della polizia per prestare soccorso e arrestare l’uomo. “Chiediamo alle persone di non speculare su quello che è successo a Water Street, nel centro di Liverpool. Possiamo confermare di aver arrestato un 53enne uomo bianco, britannico, originario della zona di Liverpool. Un’inchiesta approfondita è in corso per capire cosa è successo“, si legge in un comunicato diffuso dalla polizia della città.
L’incidente è avvenuto intorno alle 18 locali, le 19 in Italia, non lontano dalla statua dei Beatles e dal municipio: sulla zona è anche arrivato un elicottero-ambulanza per fornire aiuto alle persone nelle peggiori condizioni. Tragiche le immagini di alcuni video diffusi sui social in cui si vede la macchina andare a zig zag mirando le persone presenti sui marciapiedi con il chiaro intento di colpirle, mentre altre persone si vedono addirittura finire sul parabrezza e sul cofano.
Il Premier Starmer e i testimoni – Scene agghiaccianti come dicono alcuni testimoni al Times: “Stavamo camminando e abbiamo visto una macchina vicino ai van della polizia che suonava il clacson. La gente si stava lentamente spostando, ma quello ha premuto l’acceleratore ed è partito. La gente ha provato ad inseguirlo e dopo circa tre minuti è arrivata anche la polizia“.
🗣️ Merseyside Police statement on Liverpool incident:
"We would ask people not to speculate on the circumstances surrounding tonight’s incident on Water Street in Liverpool city centre. We can confirm the man arrested is a 53-year-old white British man from the Liverpool area." pic.twitter.com/OdJ0qcKGnW
— Football Tweet ⚽ (@Football__Tweet) May 26, 2025
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Dichiarazione della polizia del Merseyside sull’incidente di Liverpool: “Chiediamo alla gente di non fare congetture sulle circostanze dell’incidente di stasera in Water Street, nel centro di Liverpool. Possiamo confermare che l’uomo arrestato è un britannico bianco di 53 anni, originario della zona di Liverpool.”
“Ho visto un uomo sul tetto della macchina, e poi tante persone che si sono lanciate all’inseguimento per cercare di fermarla. Noi l’abbiamo vista venire all’improvviso contro di noi: io e la mia amica siamo riuscite a spostarci giusto in tempo prima che ci colpisse“, un’altra testimone a Sky News. Dell’incidente è stato immediatamente informato il Primo Ministro Keir Starmer che ha rilasciato una dichiarazione ufficiale: “Le scene a Liverpool sono agghiaccianti. I miei pensieri sono con tutte le persone coinvolte. Ringrazio la polizia e i servizi di emergenza per il lavoro che stanno facendo. Sono aggiornato su quello che sta succedendo e i miei pensieri sono con tutte le persone coinvolte. Dobbiamo lasciare alla polizia il tempo per investigare“.
Il messaggio del Liverpool – Comunicato ufficiale del Liverpool: “Siamo in contatto diretto con la Polizia del Merseyside in merito all’incidente avvenuto in Water Street, avvenuto verso la fine della sfilata dei trofei di questa sera. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti a coloro che sono stati colpiti da questo grave incidente. Continueremo a offrire il nostro pieno supporto ai servizi di emergenza e alle autorità locali che stanno affrontando l’incidente“.
We are in direct contact with Merseyside Police regarding the incident on Water Street which happened towards the end of the trophy parade earlier this evening.
Our thoughts and prayers are with those who have been affected by this serious incident.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Siamo in contatto diretto con la polizia del Merseyside in merito all’incidente avvenuto in Water Street verso la fine della sfilata dei trofei di questa sera. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti a coloro che sono stati colpiti da questo grave incidente. Continueremo a offrire il nostro pieno supporto ai servizi di emergenza e alle autorità locali che stanno affrontando questo incidente.
Il presidente dell’associazione Antonio Zappi ha replicato al fischietto calabrese: “Sarà infatti valutata ogni azione a tutela dell’intera associazione”
La lettera inviata dall’assistente Domenico Rocca inviata alla Commissione Arbitrale Nazionale continua a far discutere e chiama in causa anche l’Associazione Italiana Arbitri (AIA) che, in seguito alle accuse rivolte verso il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, ha deciso di prendere provvedimenti. Il presidente dell’ente Antonio Zappiha annunciato all‘ANSA la decisione di procedere con una segnalazione alla Procura Federale della FIGCal fine di fare chiarezza su quanto accaduto, soprattutto in occasione di Udinese–Parma dove Rocchi sarebbe entrato in sala VAR per richiamare l’attenzione dei colleghi su potenziali casi da rigore.
“Dopo aver ricevuto la lettera inviata dall’associato Domenico Rocca, ho contattato immediatamente il responsabile della CAN, Gianluca Rocchi il quale, esso stesso destinatario della missiva, mi informava di aver già provveduto a segnalare il fatto alla Procura Figc – ha spiegato Zappi-. Informato allora il mio comitato nazionale, anche io ho interessato la Procura federale che, in qualità di organo competente, farà luce sul contenuto del documento, verificandone la veridicità e la rilevanza dei fatti e delle circostanze descritte. Sono, e sarò sempre, il Presidente di tutti gli arbitri, anche e soprattutto di chi non si sentisse adeguatamente rispettato, ma chiunque metta in discussione l’onorabilità e l’immagine dell’Aia e dei suoi dirigenti sappia che ne potrà rispondere in tutte le sedi competenti, sportive, civili e penali. Sarà infatti valutata ogni azione a tutela dell’intera associazione“.
Il numero uno dell’AIA ha confermato la volontà di tutelare in ogni modo gli arbitri, ascoltando anche le voci più critiche, ma analizzando attentamente ogni accusa al fine di evitare ripercussioni sui direttori di gara: “Le parole hanno un peso ed eventuali insinuazioni prive di prove, dichiarazioni che generano sospetti e retropensieri, non solo rischiano di minare la credibilità dell’Associazione, ma mettono a rischio l’incolumità di chi indossa la divisa arbitrale nei campi di periferia e io questo non lo permetterò – ha concluso Zappi -. Dal 14 dicembre scorso la mia porta è sempre stata aperta e lo sarà anche domani per chiunque voglia esprimere un dubbio, un malumore o anche una qualsiasi opinione e siamo oggi impegnati con il comitato nazionale in un cantiere di riforme per superare alcune criticità regolamentari all’interno di una necessaria manutenzione di un impianto di norme che deve essere sempre puntualmente aggiornato alle esigenze di un calcio in rapido cambiamento. Io e l’intero comitato nazionale saremo sempre pronti ad ascoltare chiunque vorrà parlare con noi. Con rispetto e attenzione, esattamente come abbiamo fatto e faremo per ognuno degli oltre 30.000 arbitri che rappresento, perché l’AIA ha il dovere morale di proteggere i propri arbitri, soprattutto i più giovani, che ogni settimana scendono in campo tra mille difficoltà“.
Sabato 31 i tifosi nerazzurri potranno seguire PSG-Inter al Meazza: le info per l’acquisto
I tifosi nerazzurri avranno l’opportunità di tifare a San Siro, dove verrà installato il maxi-schermo. Sarà una notte piena di passione, con i tifosi che vivranno un’esperienza emozionante a partire dalle 19:00, quando apriranno i cancelli del Meazza. Show, intrattenimento e… attesa del fischio d’inizio, fissato per le 21:00.
I biglietti saranno in vendita da martedì 27 maggio a partire da 10 euro suvivaticket.com
La prima fase di vendita dei tagliandi per il maxi-schermo a San Siro prenderà il viaalle ore 12:00 di martedì 27 e proseguirà fino alla mezzanotte: sarà dedicata agli abbonati e ai soci Inter Club in possesso del codice con il quale potranno esercitare la prelazione all’acquisto. Il codice coupon sarà comunicato agli abbonati e ai soci Inter Club via e-mail.
I biglietti saranno nominativi: non è previsto il cambio utilizzatore.
Dalle ore 12:00 di mercoledì 28 maggio aprirà la fase di vendita libera: i biglietti saranno acquistabili da tutti fino ad esaurimento disponibilità.
Importante: al termine della gara i tifosi dovranno come di consueto defluire dallo stadio, indipendentemente dal risultato della gara.
Il Ct Spalletti ha convocato 27 calciatori per il doppio impegno in programma venerdì 6 giugno a Oslo e lunedì 9 a Reggio Emilia contro la Moldova
Francesco Acerbi (Photo by Dan Mullan/Getty Images)
Il cammino di qualificazione della Nazionale alla Coppa del Mondo del 2026 inizia dal doppio impegno a Oslo contro la Norvegia e a Reggio Emilia contro la Moldova. Tra venerdì 6 e lunedì 9 giugno, gli Azzurri tornano in campo per le prime due partite ufficiali di un Gruppo I che comprende anche Estonia e Israele.
Diego Coppola, difensore dell’Hellas Verona già inserito da Carmine Nunziata nella lista dei convocati della Nazionale Under 21 per il raduno di preparazione all’Europeo di categoria, è la novità nell’elenco dei 27 convocati del Ct Luciano Spalletti, con un primo gruppo da 21 calciatori che si ritroverà sabato 31 maggio presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano. Nella serata di lunedì 2 giugno, invece, si aggregheranno i sei giocatori impegnati sabato sera nella finale di Champions League: gli interisti Acerbi, Barella, Bastoni, Dimarco e Frattesi e Donarumma, portiere del Paris Saint-Germain.
Dopo tre anni e mezzo, torna tra i convocati Davide Zappacosta – ultima chiamata in Azzurro nel novembre del 2021 -; dopo un anno, invece, si rivedono Riccardo Orsolini (ultima chiamata giugno 2024) e Francesco Acerbi, assente dal marzo del 2024. Tra i convocati anche quattro giocatori reduci dallo scudetto con la maglia del Napoli (Meret, Buongiorno, Di Lorenzo e Raspadori) e due vincitori dell’Europa League con la maglia del Tottenham, Guglielmo Vicario e Destiny Udogie.
Portieri:Gianluigi Donnarumma (Paris Saint-Germain), Alex Meret (Napoli), Guglielmo Vicario (Tottenham);
Difensori:Francesco Acerbi (Inter), Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Hellas Verona), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Federico Dimarco (Inter), Matteo Gabbia (Milan), Federico Gatti (Juventus), Destiny Udogie (Tottenham), Davide Zappacosta (Atalanta);
Attaccanti:Moise Kean (Fiorentina), Lorenzo Lucca (Udinese), Daniel Maldini (Atalanta), Riccardo Orsolini (Bologna), Giacomo Raspadori (Napoli), Mateo Retegui (Atalanta).
Venerdì 6 giugno l’esordio dell’Italia nelle qualificazioni alla Coppa del Mondo del 2026 in programma tra Canada, Messico e Stati Uniti, sarà all’Ullevaal Stadion di Oslo contro la Norvegia, già a quota 6 punti dopo le prime due partite giocate. Sono 17 i precedenti contro la nazionale norvegese, con un bilancio di 10 vittorie per l’Italia, quattro pareggi e tre successi per la Norvegia. Le due nazionali torneranno a sfidarsi a distanza di quasi 10 anni dal precedente del 13 ottobre 2015, quando allo stadio Olimpico di Roma gli Azzurri vinsero 2-1 in rimonta grazie alle reti di Florenzi e Pellé in una gara valida per le qualificazioni all’Europeo del 2016.
Lunedì 9, invece, la Nazionale tornerà a giocare allo stadio ‘Città del Tricolore’ quasi quattro anni dopo l’ultimo incontro con la Lituania disputato l’8 settembre 2021. L’Italia, impegnata contro la Moldova, sarà per la quinta volta nella sua storia di scena a Reggio Emilia, che rappresenta una piccola roccaforte per la Nazionale. Nei quattro precedenti gli Azzurri hanno infatti sempre vinto, realizzando complessivamente 12 reti senza subirne nessuna. La prima e l’ultima volta in città l’Italia ha battuto la Lituania, rispettivamente per 4-0 nel novembre del ’95 (qualificazioni europee) e per 5-0 nel settembre 2021 (qualificazioni mondiali). In mezzo altre due vittorie: 1-0 con Israele nel settembre 2017 (qualificazioni mondiali) e 2-0 con la Polonia nel novembre 2020 in un match valido per il girone di UEFA Nations League.
Dopo le inchieste sui rapporti tifosi-club per avere i biglietti delle partite, gli ultrà chiedono un incontro ufficiale alla società per «pianificare la trasferta per la finale a Monaco di Baviera». E oggi è in programma una protesta in viale della Liberazione
Bei tempi quando i rapporti con l’Inter erano tali da poter Andrea Beretta e Marco Ferdico (allora capi della Curva Nord) chiamare il vicepresidente Javier Zanetti per chiedergli «di intercedere con la societàper ottenere 200 biglietti in più per la finale di Champions League a Istanbul». Adesso, nella caccia agli agognati biglietti per la finale di Monaco sabato contro il Paris Saint Germain, gli ultrà si ritrovano nella stessa posizione di tutti i tifosi nerazzurri normali, ed è una posizione in cui stanno scomodi. Perciò un avvocato che storicamente segue gli ultrà interisti e che è stato anche il difensore di Andrea Beretta prima che l’ex capo della curva Nord scegliesse di diventare collaboratore di giustizia proprio contro i suoi ex compagni, Mirko Perlino, ha scritto al presidente dell’Inter Beppe Marotta, al questore Bruno Megale, al procuratore Marcello Viola e al presidente del Tribunale, Fabio Roia, spiegando di «avere ricevuto mandato professionale dai membri del direttivo della Curva Nord per richiedere un incontro urgente finalizzato a pianificare la trasferta per la finale di Champions League a Monaco di Baviera», e a «valutare congiuntamente una soluzione che possa contemperare le esigenze di ciascun soggetto interessato».
Come se fossero l’ambasciata di uno Stato, gli ultrà annunciano infatti che «in rappresentanza della tifoseria» prenderebbero «parte all’incontro due o tre membri dell’attuale Direttivo della Curva Nord», per esporre che «in occasione delle finali delle principali competizioni calcistiche viene solitamente riservato un numero di biglietti ai tifosi delle curve, quale riconoscimento al supporto costante e incondizionato offerto durante tutta la stagione, sia in casa, in trasferta, attraverso coreografie, cori e una presenza sempre calorosa, elementi che rappresentano un importante valore aggiunto per il raggiungimento degli obiettivi della squadra». Ma stavolta questo non sta accadendo, conseguenza non solo delle inchieste giudiziarie che hanno decimato il vertice della curva, ma anche del cambio di atteggiamento della società a ruota della filosofia della Procura, che proprio l’altro giorno nella requisitoria del pm Paolo Storari ha censurato che nel passato sia le società sia gli apparati statali avessero accettato di legittimare come entità parastatale la Curva e come interlocutori i suoi capi. Sicché ora gli ultrà lamentano che «la procedura adottata» dall’Inter «per la distribuzione dei biglietti», ossia la precedenza agli abbonati decennali, «appare non solo non premiante per i tifosi più assidui e fedeli, ma addirittura penalizzante, rendendo difficile, se non impossibile, la loro partecipazione all’evento. Ad oggi solo un numero esiguo di appartenenti alla curva ha ricevuto il codice per accedere all’acquisto del biglietto. In questa situazione — paventa la lettera della curva Nord — da una parte la squadra non potrà ricevere il necessario sostegno dai propri tifosi per affrontare l’impegnativa finale di Champions League, e dall’altra — riferimento meno chiaro — migliaia di tifosi rischiano di assistere alla partita all’esterno dell’impianto sportivo, qualora non dovessero reperire i biglietti».
Nel richiedere quindi l’incontro gli ultrà interisti concedono di dirsi «disponibili a fornire i nominativi», pagare «in anticipo», e accettare «assenza di qualunque sconto e divieto di effettuare il cambio nominativo (e dunque la rivendita dei biglietti). Ma l’aria che tira è che nessuno dei destinatari della lettera accetterà l’incontro, diniego contro il quale gli ultrà protesteranno oggi pomeriggio con un presidio alle ore 18 sotto la sede dell’Inter in via della Liberazione.
Interruzione globale di X dovuta a un incendio in un data center in Oregon, Musk ammette l’incidente: cosa è successo?
Il 25 maggio 2025, un blackout globale ha colpito la piattaforma X (ex Twitter), lasciando milioni di utenti senza accesso per circa tre ore. L’origine del problema risale a un incendio verificatosi tre giorni prima in un data center situato in Oregon.
L’incidente ha causato denso fumo ma fortunatamente nessun ferito. Tuttavia, l’evento ha messo in luce gravi vulnerabilità infrastrutturali della piattaforma. Secondo quanto riportato da Downdetector, il culmine dei problemi operativi si è registrato il 25 maggio nel pomeriggio italiano, con la piattaforma che è tornata operativa solo diverse ore dopo.
Incidenti in data center X e non solo: Musk sotto pressione – Elon Musk, CEO di X, ha ammesso pubblicamente le difficoltà in un post, dichiarando: “Sono tornato a lavorare 24/7, dormendo in sale conferenze, server e fabbriche“. Questa dichiarazione evidenzia la pressione crescente su Musk, già impegnato nella gestione di altre aziende come xAI, Tesla e SpaceX, oltre ai suoi impegni con il governo americano. La crisi arriva in un momento particolarmente delicato per Musk, con Tesla che ha registrato un calo del 71% degli utili nel primo trimestre del 2025.
Questo evento ha acceso i riflettori sulle carenze delle infrastrutture digitali. Gli esperti sottolineano come un singolo data center possa rappresentare un punto critico per la continuità operativa di una piattaforma globale come X, così come di qualunque altra piattaforma social di grandi dimensioni. In contesti di questo tipo, un incidente di piccole-medie dimensioni può causare disagi a milioni di utenti sparsi in tutto il mondo.
Nel contesto di questa crisi, emerge la necessità di bilanciare l’innovazione tecnologica con una gestione operativa efficace. Per Musk, il futuro richiederà non solo investimenti tecnologici ma anche una leadership focalizzata sulla sostenibilità e sulla gestione delle crisi. Con l’aumento delle aspettative e delle pressioni, la capacità di affrontare sfide complesse sarà cruciale per il successo a lungo termine delle sue imprese
Nei giorni scorsi, il guardalinee Rocca ha scritto una dura lettera di denuncia sui meccanismi di valutazione della categoria.
Gianluca Rocchi (Foto: Paolo Bruno/Getty Images)
Chi arbitra davvero le partite di Serie A, chi decide le sorti di uno scudetto vinto magari per un solo punto, o di una salvezza? La domanda che sembrava limitata alla dialettica arbitro-VAR, si allarga a una terza ombra: il supervisore, che c’è ma non si vede, non è previsto dalle regole o nelle designazioni.
Un “fantasma” – scrive Il Fatto Quotidiano nella sua edizione odierna – che sarebbe addirittura in grado di condizionare il match. Nei giorni scorsi, il guardalinee Roccaha scritto una dura lettera di denuncia sui meccanismi di valutazione della categoria. Nel documento svela che durante l’ultimo Udinese-Parma il designatore Gianluca Rocchi, lì presente come supervisore, avrebbe bussato alla porta del VAR per segnalare un fallo di mano del difensore.
Il quotidiano è entrato in possesso della voce originale del VAR. In sottofondo, si sentono due colpi: secondo la denuncia sarebbero la bussata di Rocchi. Il documento non è una prova (i rumori potrebbero essere anche altro), ma il dubbio così rimarrebbe. Certo è che i varisti, inizialmente non intenzionati a punire il fallo, cambiano idea e il rigore viene concesso.
L’associazione Arbitri del neopresidente Zappi ha chiesto chiarimenti a Rocchi e si rimette alle conclusioni della Procura. Probabile un’inchiesta, e in caso di conferme Rocchi potrebbe rischiare il posto. Anche se la FIGC l’ha blindato con un contratto biennale prima delle elezioni Aia.
A quanto ricostruito dal Fatto, il supervisore è una presenza fissa a Lissone: ogni giornata, si posizionerebbe nel salottino centrale che comunica con tutte le salette VAR, separato soltanto da una porta di vetro trasparente. In questa stagione si sono alternati i vertici Can, Rocchiappunto, Gervasoni, Tonolini, Di Liberatore, Tommasi: tutte le partite di Serie A nelle mani di 5 persone.
La figura però non è codificata dai regolamenti, dove si parla solo di valutazione dei varisti.Soprattutto, non è prevista dal protocollo VAR, quindi in nessun caso può interferire. Dovrebbe limitarsi a dare un voto alla fine. Testimonianze interne confermano che soprattutto in passato, invasioni ci sarebbero state.
Fuori dall’Europa dopo anni, il club rossonero è chiamato al rilancio: tra nuovo stadio, mercato estivo e scelte dirigenziali, la stagione 2025/26 sarà cruciale per il progetto di Gerry Cardinale.
La vittoria del campionato da parte del Napoli sull’Inter ha alleviato soltanto in parte le pene dei tifosi del Milan che non vedranno la propria squadra partecipare alle coppe europee nella prossima stagione. Un evento che non si verificava dal2019/20 quando il club presieduto da Paolo Scaroni si accordò con l’UEFA per un anno di esclusione dalle coppe per le violazioni legate al Fair Play Finanziario. Sul campo invece l’ultima stagione negativa al punto tale da non entrare nelle coppe risale a quella 2015/16, quando la squadra allora allenata da Sinisa Mihajlovic (a cui nelle ultime cinque giornate subentrò Cristian Brocchi dopo l’esonero del tecnicoserbo) terminò settima in campionato.
È evidente che un tale fallimento è scaturito da molti errori che nei mesi scorsi sono stati messi in evidenza dalla stampa sportiva e non solo. C’è chi sostiene che il declino sia partito dall’allontanamento dei responsabili dell’area tecnica di Paolo Maldini e Frederic Massara nel giugno 2023 o chi punta sulla scelta sbagliata sul tecnico di questa stagione:
prima il tentennamento se tenere o meno Pioli (sino a che l’eliminazione nei quarti di Europa League nell’aprile 2024 convinsero la società a non continuare con l’allenatore emiliano);
poi il no ad Antonio Conte, che pure si era offerto;
poi la virata suJulen Lopetegui (non preso perché inviso alla piazza);
infine la scelta di Paulo Fonsecae poi quella su Sergio Conceicao.
Inoltre tra le cause più citate appaiono la mancanza di un nucleo italiani di giocatori o la mancanza di un direttore sportivo esperto che non solo possa guidare il mercato ma anche la gestione della squadra durante la stagione. Una mancanza quest’ultima che dovrebbe trovare una soluzione con la nomina dell’ex Lazio Igli Tare.
Quel che è certo è che, quale che siano le cause, il Milan quest’anno, pur disponendo del terzo monte ingaggi in Serie A,
è uscito dalla lotta scudetto praticamente in autunno;
dopo aver brillantemente vinto a Madrid contro il Real, ha gettato alle ortiche la qualificazione diretta per gli ottavi di Champions League perdendo inopinatamente a Zagabria;
Di qui è stato costretto ai playoff della massima competizione europea dove è stato eliminato dai modesti olandesi del Feyenoord;
poi, dopo essere stato nelle prime quattro posizioni nella classifica di campionato in avvio di stagione, è crollato confermandosi intorno all’ottavo posto e inoltre ha perso la finale di Coppa Italia contro il Bologna.
Se vogliamo le uniche soddisfazioni di stagione sono state:
la partita del Santiago Bernabeudi cui sopra;
il derby vinto a inizio annata per 2-1;
soprattutto la Supercoppa Italiana. Anche se, per quanto vinta contro le avversarie storiche Juventus e Inter, è un po’ poco per una squadra partita con ambizioni da titolo in campionato e di fare bene in Europa.
IL BILANCIO VERSO IL ROSSO DOPO DUE UTILI CONSECUTIVI – Al di là delle questioni tecniche, in questa sede però è più importante evidenziare come solo tre anni fa di questi tempi il Milan si era appena laureato Campioned’Italia ed era considerato il club simbolo di un nuovo modo di fare calcio in Italia: un modo che sapeva coniugare i successi sportivi (lo scudetto appunto) con la sostenibilità economica. Visto che il Milan di Elliott non solo era praticamente senza debiti ma il risanamento di bilancio aveva già iniziato a manifestare quei miglioramenti che porteranno poi agli utili delle stagioni 2022/23 e 2023/24 rispettivamente per 6,1 e 4,1 milioni di euro.
Tre anni dopo la situazione è diversa e, se del lato sportivo si è parlato sopra, anche su quello economico la situazione è peggiorata. Secondo le stime di Calcio e Finanza la stagione in corso dovrebbe vedere (al netto della finestra di mercato di giugno aperta appositamente in vista del Mondiale per Club che potrebbe aggiustare le cose in caso di qualche plusvalenza) un ritorno al rosso considerando il divario tra costi e ricavi che, al momento, si aggira intorno ai 25 milioni di euro. Nulla di trascendentale soprattutto se confrontato con bilanci molto più negativi di altre squadre, tuttavia non si può non registrare l’inversione di tendenza nei confronti delle ultime stagioni.
Soprattutto però sarà la stagione 2025/26 a partire sensibilmente a handicap sul lato economico visto che sempre secondo le stime di questa testata quest’anno la principale competizione europea ha portato al club quasi 60 milioni, ai quali si aggiungono tra i 19 e i 20 milioni netti di ricavi per le cinque gare casalinghe tra girone e playoff. Nella prossima stagione potrebbero dunque mancare circa 80 milioni di euroa causa dell’assenza dalla Champions. Se invece si considerano solamente i ricavi di partenza, si parla di circa 40 milioni di euro dalla UEFA, più i ricavi per le partite casalinghe del girone (poco più di 15 milioni circa secondo le stime).
Inoltre il Milan sarà escluso anche da Europa League e Conference League e non essere riusciti a qualificarsi neanche per le due competizioni minori, non consentirà ai rossoneri di mitigare l’assenza dal torneo principale. Accedere all’Europa League avrebbe portato in dote almeno 13 milionidi euro di partenza, ai quali aggiungere le quattro partite casalinghe del girone e con la possibilità di progredire nella competizione. E quindi raggiungere la finale può valere fino a 35 milioni di euro, a cui aggiungere (in caso di successo) il bonus per la vittoria e per la qualificazione alla Supercoppa europea. Discorso simile, seppur con cifre al ribasso, per la Conference League. Per esempio quest’anno il Chelsea finalista ha incassato oltre 20 milioni di euro, cifra che potrà arrotondare in caso di successo nella competizione. Anche in questo caso, andrebbero aggiunte le partite casalinghe del girone (tre e non quattro), per un tesoretto che avrebbe quantomeno attutito la dolorosa caduta dai piani alti del calcio europeo.
È logico quindi pensare che, a meno di un mercato estivo volto a portare al club un impatto a bilancio molto positivo (e quindi con sacrifici sul lato tecnico), difficilmente la stagione 2025/26 non si chiuderà con una perdita.
IL VENDOR LOAN E I NODI DI CARDINALE – Alla luce di tutto questo è lecito domandarsi cosa sia cambiato dalla vittoria dello scudetto 2022 quando il Milan era considerato l’alfiere della sostenibilità economica e intanto vinceva sul campo? Unire i fatti aiuta a capire come la questione si sia modificata.
Innanzitutto va segnalato che nell’estate successiva al titolo nazionale vi fu la cessione del club da parte di Elliott alla RedBird di Gerry Cardinale. Una vendita avvenuta per un valore complessivo pari a circa 1,2 miliardi e che ha visto la società del banker newyorchese versare 600 milioni, mentre il restante è stato saldato con un prestito del venditore (vendor loan) da parte di Elliott per 560 milioni (che, dopo una iniziale scadenza prevista ad agosto 2025, per altro è stato allungato fino al luglio 2028 con un ulteriore investimento da parte di RedBird e un debito ridotto a 490 milioni di euro).
Va notato che il vendor loan è una prassi abbastanza comune in finanza. Il venditore per sua necessità vuole uscire da un investimento per sua convenienza (banalmente gli può servire per liberare spazio per altri investimenti e quindi sceglie di diventare non più il proprietario di quella società ma un mero creditore) e quindi presta soldi a chi acquista per agevolare la transazione. E la decisione per altro appare in linea con la strategia del fondo di Paul Singer visto che Elliott non scelse di compare il Milan ma se lo trovò in portafoglio nel 2018 a causa di un’escussione di un pegno per i mancati pagamenti a prestiti che lo stesso Elliott aveva elargito a Yonghong Li, allora proprietario del Milan.
È evidente però che ilvendorloan crea un legame notevole tra le due controparti. Per dirla in maniera brutale è come se una persona acquista una casa accendendo un mutuo pari al 50% circa del valore dell’immobile, è evidente che il proprietario è chi ha acquisito, però è altrettanto palese che si dovrà interfacciare con la banca che gli ha prestato dei soldi, quantomeno per la restituzione del prestito. Di qui le mille speculazioni sulla stampa e nei dibattiti su chi sia il vero proprietario del Milan e sulla sorta di “governo ombra” che Elliott eserciterebbe ancora sulle decisioni di Cardinale. Speculazioni ulteriormente alimentate anche dalla questione che due figure apicali del management del Milan di Cardinale, ovvero il ceo Giorgio Furlani e il cfo Stefano Cocirio, sono due manager provenienti da Elliott.
A livello tecnico va deto che non ci sono dubbi però: il proprietario del Milan è Gerry Cardinale, il quale avrà sì ottenuto un vendor loan per 560 milioni, ma comunque ha pur sempre investito qualcosa come oltre 800 milioni di suo come investimento per il club (oltre ai milioni di cui sopra, ci sono anche 170 milioni nell’ambito del rifinanziamento e 55 milioni di versamenti nelle casse del club). E certamente non sono pochi. Nello stesso modo tecnicamente nulla si può dire sugli incarichi diFurlani eCocirio nel Milan, visto che i due manager prima di essere nominati ai vertici della società, si sono legittimamente dimessi dai propri ruoli in Elliott.
Quello però che è incontrovertibile è che se la catena di controllo delMilan pre-Cardinale era praticamente senza debito, quella che fa capo all’ex banker newyorkese ne presenta almeno490 milioni proprio in virtù del vendor loan di cui sopra. E questo non è particolare di poco conto visto che nel progetto a medio-lungo termine, Cardinale, oltre a rimborsare il debito a Elliott (un supporto in questo senso è venuto dall’allungamento della scadenza del loan nel 2028) deve ripagare, possibilmente con una lauta plusvalenza, quegli investitori che hanno immobilizzato il proprio capitale in RedBird dandolo in gestione a Cardinale.
IL PROGETTO SAN SIRO CRUCIALE PER REDBIRD – È evidente quindi che la variabile tempo ha una sua importanza. E sotto questo aspetto la questione nuovo stadio è cruciale.
Sebbene sia ovvio che un club in utile ha più appeal di uno che perde soldi, va notato però che ma al momento si parla di profitti nell’intorno dei 10 milioni aggregati (nelle stagioni 2022/23 e 2023/24) o di una perdita che deriverà dallo squilibrio di 25 milioni tra ricavi e costi quest’anno (sempre se non ci saranno plus/minusvalenze nella finestra di giugno). Tutto sommato cifre che non cambiano il valore del club in maniera tale da redistribuire laute plusvalenze agli investitori diRedBird.
Quello che invece potrebbe spostare gli equilibri è appunto la questione delnuovostadio. Impianto che nei piani di Inter e Milan dovrebbe assicurare un sensibilissimo aumento di ricavi, soprattutto per le entrate da corporate hospitality. E quindi in ultima istanza un notevole miglioramento dei bilanci. Inoltre il nuovo stadio, considerando come è cambiata la trattativa rispetto ai piani iniziali con Inter e Milan che ora intendono acquistare l’attuale San Siro e le aree limitrofe, nei fatti sarà un vero e proprio asset patrimoniale per le due società.
Su questo fronte va notato invece che le cose sembrano volgere al bello. Il Milanè tornato a fare squadra con l’Inter e le due società sembrano indirizzate verso il piano del nuovo stadio aSanSiro, nei fatti tornando all’idea iniziale di sei anni orsono. Per altro in settimana si è conclusa la Conferenza dei Servizi preliminare, in cui tutti i soggetti che ne hanno fatto parte (dai vari dipartimenti del Comune fino alle aziende dei trasporti ed energetiche di Milano) hanno dato una serie di indicazioni e palettiai due club milanesi per il proseguo del progetto, dalle torri all’hotel passando per il verde.
Su questo punto però è utile evidenziare, proprio per sottolineare l’importanza strategica che il nuovo stadio ha avuto sin da subito per Cardinale, che pochi mesi dopo aver acquistato il Milan nell’agosto 2022, il businessman newyorchese spiegò che i rossoneri avrebbero abbandonato il piano con l’Inter per uno stadio in solitaria. Prima si valutò l’opzione dell’ippodromo La Maura e poi quella di San Donato. Il piano proseguì sino a settembre 2024 quando la società di via Aldo Rossi spiegò di essere tornata sul progetto del nuovo stadio condiviso a San Siro. Apparentemente perdendo oltre due anni di lavoro.
La verità però che è l’idea di andare in solitaria sullo stadio non fu una scelta ma una necessità. Non a caso non appena si insediò sulla tolda rossonera Cardinale capì da subito, e non a torto, che l’Inter degli Zhang non sarebbe potuto essere un partner economicamente affidabile per una intrapresa da circa 1 miliardo come lo stadio (e non a caso la famiglia Zhang ha perso una società valutata oltre 1 miliardo per un mancato pagamento di un debito di 395milioni). Pertanto data l’importanza strategica del nuovo impianto per il disegno di RedBird, il banker newyorchese ha prima cercato una via in solitaria per poi tornare al piano condiviso non appena la società nerazzurra è passata nelle mani di Oaktree. Perché, per dirla con il presidente Scaroni, «assieme all’Inter lo stadio costa la metà». E con i costi dimezzati, anche il piano di Cardinale di rimborso a termine dei propri investitori ne guadagna enormemente.
Però anche qui va sollevata un’obiezione: se lo stadio era così strategico, non era il caso di valutare più attentamente la situazione delpotenzialepartner? Per dirla ancora in maniera brutale: se una famiglia ha intenzione di edificare una villa bifamiliare assieme a un’altra, non è logico analizzare bene come sta economicamente l’altro nucleo familiare?
DAL MERCATO ALL’ALLENATORE, SCELTE DA NON SBAGLIARE – Se però (con le dovute difficoltà e mille distinguo) il piano sullo stadio sembra avere preso una direzioneprecisa, ben più complicata appare la questione dellacompetitivitàsportiva. Anche se va spiegato sin da subito che non sembra il caso di suonare il deprofundis.
Secondo la maggioranza degli osservatori la squadra ha un notevole spessore tecnico (non a caso ha il terzo monte ingaggi della Serie A) e il Napoli di quest’anno dimostra che dopo un’annata balorda si può anche tornare ai vertici molto velocemente. Per altro come il Napoli quest’anno, il Milan la prossima stagione avrà il vantaggio tecnico di potersi concentrare solo sulle competizioni nazionali.
Però, più che mai, questa volta saràcrucialenon sbagliare le scelte: Tare pare essere il ds individuato e poi si vedrà chi sarà l’allenatore.
Va notato però, sempre paragonando il Milan attuale al Napoli dello scorso anno, che nello scorso mercato estivo De Laurentiis non ha badato a spese, assumendo AntonioConte (scelta non certo economica anche per le sue pretese sul mercato) e investendo qualcosa come 150 milioni che hanno provocato un impatto a bilancio negativo per 52 milioni. Poi, in inverno, solo dopo che la squadra gli aveva praticamente garantito l’accesso nella prossima Champions League, il presidente partenopeo ha ceduto Kvaratskhelia al PSG rientrando di quanto speso con un impatto aggregato positivo.
Cardinale invece cosa farà? Domanderà a Tare una sorta dicapolavoro sul mercato sul solco di quelli chiesti per svariate stagioni dall’Inter a Marotta e Ausilio (competitività sportiva e conti migliorati)? Oppure sarà disposto a investire come De Laurentiis?
Il crinale però è stretto: da un lato senza investimenti(e con le altre squadre che presumibilmente si rafforzeranno) il pericolo è quello di una seconda annata consecutiva senza la qualificazione in ChampionsLeague. Il che equivarrebbe a moltiplicare i problemi di gestione, non solo economici, ma anche quelli sportivi. Non ultimi quelli dei giocatori anche più importanti che allettati dai club impegnati nella massima competizione europea spingerannoper andarsene e nello stesso tempo sarà più difficile acquistare gli obiettivi desiderati nel mercato.
Dall’altro lato, mettendo invece mani al portafoglio, il pericolo sarebbe quello di andare incontro all’eventualità che l’investimento non ripaghi quanto speso.
Però su questo punto è bene essere chiari: è in casi tipo questo che deve emergere il saper fare dei dirigenti e di chi riveste posizioniapicali in una società e quindi lacapacitàdi eseguire un mestiere oppure no. Insomma mai come nel prossimo mercato e nell’intera prossima stagione il re è nudo e chi ha incarichi importanti nel Milan, dal proprietario ai dirigenti all’allenatore, dovrà dimostrare di averne i requisiti. Senza nessun rischio tutti saprebbero fare i dirigenti calcistici o i manager.
Anche perché, sebbene lo stadioresti nei piani l’investimento strategico della società, certamente la mediocrità sportiva non piace a nessuno, tantomeno a quegli investitori che hanno immesso capitale nel club di Cardinale ritenendo la presenza del Milan nel calcio internazionale un requisito necessario.
La UEFA ha spiegato che i biglietti non ufficiali possono essere annullati in qualsiasi momento e i tifosi potrebbero vedersi negato l’ingresso allo stadio
In vista delle prossime finali delle coppe europee, la UEFA ha avvertito i tifosi di non acquistare biglietti sul mercato secondario, da soggetti terzi non autorizzati, siti web, agenzie o bagarini. Questi biglietti – si legge in una nota – possono essere annullati dalla UEFA in qualsiasi momento e i tifosi potrebbero vedersi negato l’ingresso allo stadio.
Inoltre, è possibile che i biglietti acquistati da soggetti terzi non autorizzati non vengano nemmeno recapitati. La UEFA ha ricordato infatti che la vendita dei biglietti al pubblico e ai tifosi delle squadre finaliste delle coppe europee – tra cui la finale di Champions League PSG-Inter – avviene esclusivamente tramite UEFA.com.
I biglietti emessi per le finali UEFA sono 100% digitali e disponibili esclusivamente attraverso l’app ufficiale UEFA Mobile Tickets, che include diverse funzionalità di sicurezza progettate per contrastare la vendita non autorizzata tramite una soluzione sicura di biglietti digitali mobili, tra cui:
Sono state implementate regole e restrizioni sulla trasferibilità dei biglietti sia per il pubblico generale che per ciascun club finalista
Non è consentita la condivisione degli account nell’app UEFA Mobile Tickets. Solo il telefono utilizzato per scaricare i biglietti digitali potrà accedere allo stadio
Gli screenshot dei biglietti mobili non sono biglietti validi. Chi tenterà di entrare allo stadio con uno screenshot verrà respinto
I biglietti cartacei e i biglietti stampati a casa non sono validi.
La UEFA applica attivamente i propri termini e condizioni di biglietteria, anche monitorando Internet, e prenderà provvedimenti(inclusa la cancellazione dei biglietti) in caso di violazioni accertate. Alcuni biglietti per le prossime finali UEFA sono già stati annullati per questi motivi, e altre cancellazioni potrebbero seguire. La Federcalcio europea consiglia inoltre fortemente ai tifosi di non recarsi allo stadio senza biglietto, poiché l’accesso è consentito solo dietro presentazione di un tagliando valido.
Una notizia clamorosa scuote i tifosi dell’Udinese. La famiglia Pozzo, proprietaria da 39 anni del club, avrebbe ceduto la società a investitori stranieri ancora ignoti per una cifra intorno ai 150 milioni di euro. Anticipata dal Tgr Rai del FriuliVenezia Giulia, l’indiscrezione sarebbe stata confermata anche da ambienti vicini alla squadra.
Interpellati dall’Ansa, i vertici del club non hanno voluto commentare, ma nelle prossime ore dovrebbe arrivare l’annuncio in cui verrà svelato anche il nome del nuovo proprietario, probabilmente un fondo con sede negli Stati Uniti. L’operazione, il cui accordo preliminare sarebbe già stato firmato nei giorni scorsi, riguarderebbe soltanto l’Udinese Calcio e non il Watford, club che invece rimarrebbe di proprietà di Gino Pozzo.
Finisce l’era della famiglia Pozzo: il club friulano verra’ acquistato da imprenditori americani
Manca l’ufficialità, ma l’accordo preliminare sarebbe già stato perfezionato: l’Udinese verrà acquistata da imprenditori americani per più di 150 milioni di euro
L’Udinese cambia proprieta’.Dopo 39 anni finisce l’era della famiglia Pozzo. Il Club friulano verra’ acquistato da imprenditori americani con alle spalle un fondo di New York Manca l’ufficialita’ da parte della societa‘. Operazione che supererebbe i 150 milioni di euro. L’accordo preliminare sarebbe gia’ stato perfezionato nei giorni scorsi. Giampaolo Pozzo acquisto’ la societa’ il 28 luglio del 1986 da Lamberto Mazza. Dal 1996 ad oggi I’Udinese ha disputato 29 stagioni consecutive in serie A. Soltanto Inter, Roma, Milan e Lazio hanno un record migliore. Con la famiglia Pozzo alla guida il club friulano ha vissuto le emozioni della Champions League, e dal 2016, ha uno stadio di proprieta completamente rinnovato e all’avanguardia da 25 mila posti. E soprattutto un bilancio sano in grado di dare valore all’Udinese. Da qui la volonta’ della nuova proprieta’ di investire nell’acquisto del club bianconero. Affare che riguarda soltanto I’Udinese. I Watford rimarrebbe di proprieta’ di Gino Pozzo. L’Udinese non commenta la notizia della vendita, ma precisa che ci si trova in un mercato in cui il club è oggetto di interesse da parte di investitori. Allo stato attuale la sitauzione però non muta.
Cessione Udinese, il Sole 24 Ore: “Non è stato formalizzato alcun accordo”
Nel tardo pomeriggio di sabato 24 maggio è emersa una notizia che potrebbe segnare una svolta storica per l’Udinese: secondo quanto riportato dalla Tgr Rai FVG, la famiglia Pozzo avrebbe ceduto il club friulano a un fondo statunitense per una cifra intorno ai 150 milioni di euro. Tuttavia, fonti vicine alla società – interpellate da Il Sole 24 Ore – hanno smentito che al momento vi sia una formalizzazione dell’accordo. Anche i vertici del club, contattati dall’Ansa, hanno scelto di non commentare
“Il Sole 24 ore ha verificato tuttavia in ambienti vicini alla società friulana che non è stata formalizzata al momento alcuna vendita di quote. Gli stessi vertici del club interpellati dall’Ansa non avevano voluto commentare la notizia”, ha scritto.
Un duello lungo ed estenuante, che nelle fasi finali ha toccato anche vette piuttosto aspre. Ma una volta esaurita la tenzone, non resta che riconoscere l’onore ai vincitori come ai vinti. E se l’Inter, subito dopo il triplice fischio dei match di ieri sera, si è congratulata su X con il Napoli vincitore del campionato, oggi il club partenopeo ha voluto ringraziare gli avversari omaggiandoli per il valore espresso in questo campionato: “I grandi successi si misurano anche dal valore degli avversari. È stata una corsa avvincente, un grande in bocca al lupo per la prossima settimana“.
Milan, clamorosa contestazione: un muro umano in Curva per mandare a casa la dirigenza
Milano – La feroce e rumorosa contestazione nel caldo pomeriggio davanti a Casa Milan prima, la scenografica e ancor più fragorosa protesta a San Siro poi. In entrambi i casi nel mirino dei tifosi rossoneri sono finiti proprietà e dirigenza, ma pure la squadra. Fischi, il coro “andate a lavorare” rivolto ai giocatori, ma soprattutto una coreografia particolare nella Sud. Non potendo esporre striscioni e bandiere i supporter hanno optato per una coreografia “umana”: chi occupava il secondo anello blu si è disposto lungo il settore creando la scritta: “Go Home“
Tuttosport in prima pagina: “Milan contestato. Da Cardinale a Furlani e Ibra: tutti sotto accusa”(Milan News)
Altri tempi e altre storie per Galliani e soprattutto per il Milan che chiude con uno dei peggiori piazzamenti degli ultimi venticinque anni. Addio amarissimo per Conceiçao, squalificato e che ha scelto il silenzio alla vigilia. (Quotidiano Sportivo)
Ne parla per esempio anche il prestigioso New York Times, nell’interno The Athletic, che riporta la roboante contestazione dei tifosi del Diavolo contro la proprietà americana RedBird di Gerry Cardinale.(Milan News)
Poco dopo il quarto d’ora di gioco di Milan-Monza, match valido per l’ultima giornata di Serie A, i tifosi della curva rossonera, abbandonano lo stadio ‘Meazza’ in polemica contro squadra e società. Prima di lasciare la curva tantissimi i cori contro l’attuale proprietà e dirigenza e a favore della ‘bandiera‘ Paolo Maldini.
La contestazione annunciata dalla tifoseria organizzata del Milan davanti alla sede di Via Aldo Rossi ha preso ufficialmente il via. Sul piazzale davanti a Casa Milan sono arrivati la Curva Sud e un nutrito gruppo di altri tifosi per un totale di oltre 5000 persone presentiper contestare la stagione che ha visto la squadra rossonera chiudere in campionato fuori da tutte le competizioni europee. Inevitabile la scelta dei “colpevoli” da parte della tifoseria che punta il dito contro proprietà (citati sia Elliot che RedBird), società e dirigenza, nessuno escluso.
“PALUDE DI MEDIOCRITÀ” – Prima dell’inizio della contestazione è stata diffusa una comunicazione della Curva Sud che ha trasmesso il suo messaggio contro proprietà, dirigenza e calciatori. Questo il testo del messaggio: “Era difficile fare peggio di così eppure ci siete riusciti: siete riusciti a spingere il Milan in una palude di mediocrità e provincialismo, a togliere la voglia di sognare a una tifoseria che NON ha eguali nel mondo. Niente male, vero?”
DOPPIO STRISCIONE CONTRO PROPRIETÀ E DIRIGENZA – Davanti alla folla, sul piazzale, sono stati esposti due striscioni entrambi indirizzati contro la proprietà e la dirigenza. Il primo fa i nomi: “Singer, Cardinale, Furlani, Scaroni, Ibra, Moncada: andate tutti via, liberate il Milan da questa agonia”. Il secondo invece punta il dito sulla gestione sportiva della prima e della seconda squadra: “Che sia prima squadra o Milan futuro, con voi al comando é fallimento sicuro”.
CORI PER MALDINI – Il primo coro intonato sul piazzale di via Aldo Rossi dagli oltre 5000 tifosi presenti non è però per nessuno dei protagonisti oggi in società, bensì per qualcuno che nel Milan non è più da qualche anno, dall’arrivo sostanzialmente di Red Bird: l’ex bandiera, capitano e anche direttore tecnico fino allo scudetto vinto con Pioli, Paolo Maldini: “Paolo Maldini, Paolo olè“
CORI CONTRO FURLANI, CARDINALE E SCARONI – Diversi i cori che sono stati intonati dai tifosi presenti. Inevitabile quello ormai diventato “classico” contro Cardinale: “Devi vendere, vattene“. Più diretti e personali quelli per l’amministratore delegato Giorgio Furlani e per il presidente Paolo Scaroni: “Uomo di m***“.
IL MESSAGGIO DELLA CURVA – Questo il messaggio della tifoseria organizzata per tutti i presenti: “Occorre rifondare seriamente. La vostra scelta più saggia sarebbe quella di vendere e farvi da parte, ma sappiamo bene che non sono operazioni che si chiudono e dall’oggi al domani. L’opzione più rapida é quella di lasciare il vostro posto al più presto a gente del mestiere, magari anche milanista. Siete riusciti a trasformare uno degli stadi più belli d’Europa in uno silenzioso, trovando clienti e turisti da spennare. Avete ucciso la passione di milione dei tifosi, avete annientato il milanismo per il fatturato”
Il triste addio di Conceiçao: l’ultima a San Siro in silenzio e senza panchina
Niente conferenza per il tecnico portoghese, già sicuro di lasciare Milano, alla vigilia del Monza. Squalificato, lascerà spazio al vice Joao Costa
Sergio Conceiçao
Sergio Conceiçao non s’immaginava così l’ultima partita della stagione. Quando sbarcò sul pianeta Milan il 30 dicembre, la speranza era di rimanerci almeno quanto previsto dal suo contratto, cioè fino al 30 giugno 2026. Invece, quella di domani a San Siro contro il Monza sarà la sua ultima gara in rossonero. Anzi, tecnicamente neppure: il portoghese è squalificato dopo il rosso rimediato a Roma domenica sera e sarà sostituito dal suo vice, Joao Costa. Un addio senza panchina, dunque. E con ogni probabilità in silenzio. Niente conferenza stampa della vigilia oggi e difficile credere pure che Conceiçao si presenti ai microfoni nel dopogara.
Fallimento conceiçao – Quelle rilasciate dopo il ko contro i giallorossi rischiano così di essere le ultime dichiarazioni di Conceiçao da tecnico del Milan. “Ho fatto riflessioni fin dal primo giorno – disse il portoghese in conferenza stampa, nella pancia dell’Olimpico -. Ho guardato i numeri da quando sono arrivato, fin dalla prima partita. E prima di questa sconfitta siamo stati nel quartetto di squadre che vuol dire Champions League con Roma, Napoli e Inter. È stata una buona stagione? Ovviamente no. E quella di oggi (con la Roma ndr) è una partita che rappresenta in pieno ciò che ho vissuto in questi cinque mesi: tanti episodi negativi, piccoli e grandi“. Il Milan allenato da Sergio ha collezionato 33 punti in 19 giornate. Quanti l’Atalanta nello stesso lasso di tempo, ma meno di Roma (46), Inter (38), Napoli (38) e Juventus (35). Conceiçao cerca di difendere il proprio operato, nonostante sia impossibile anche per lui sottrarsi a un bilancio naturalmente in negativo. “Un anno così per una squadra storica come il Milan non va bene, poi ognuno deve valutare il proprio lavoro e io sono sempre esigente con me stesso. Anche la società valuterà quello che è stato fatto“. E sulle considerazioni del club, non ci saranno sorprese: la vittoria della Coppa Italia era l’ultima ancora di salvezza per Conceiçao, il cui destino è segnato quindi dalle 23 del 14 maggio, quando il Bologna ha alzato il trofeo e i rossoneri hanno ritirato la medaglia d’argento. La mazzata finale è arrivata poi qualche giorno dopo con il ko contro la Roma – sempre all’Olimpico, lo stadio che fu casa di Sergio da calciatore alla Lazio – che ha sancito l’esclusione dall’Europa del Milan nel 2025-26.
il ricordo del sigaro – Conceiçao nelle scorse settimane ha più volte anticipato che un giorno racconterà la sua versione sui difficili mesi al Milan. Chissà se lo farà in modo dettagliato più avanti. Per ora, restano solamente i freddi numeri, che magari non dicono tutto, ma fotografano la realtà. È dal 2015-16, quando subentrò sulla panchina del Vitoria Guimaraes, che il tecnico portoghese non finiva fuori dalla Top 8 in un campionato. Al Porto, l’altra big della sua carriera in panchina, era sempre arrivato nei primi tre posti in classifica. Certo, l’Italia non è il Portogallo e le situazioni non sono comparabili, ma l’esperienza di Sergio a Milano da allenatore non sarà ricordata negli annali. E forse non resterà nemmeno nel cuore del diretto protagonista. No, non se lo sarebbe immaginato dopo quel sigaro fumato nello spogliatoio a Riad…
Un primo stop ieri sera, uno più acuto nel primo pomeriggio. In Italia picco di quasi 2000 segnalazioni di guasto. Per l’ex Twitter di Elon Musk è il secondo stop da marzo
Problemi in tutto il mondo per X.Ildown che ha colpito l’ex Twitter è stato avvertito in una prima forma più lieve, a cominciare dal tardo pomeriggio di ieri, e si è nuovamente riproposto in una forma più grave nel pomeriggio.
Secondo Downdetector, la piattaforma che monitora costantemente il funzionamento dei siti web, dei social e dei gestori di reti mobili più seguiti nel pianeta, il fenomeno, nel Belpaese ha toccato un picco di oltre 1.800 intorno alle 15. Per fare qualche altro esempio, nel Regno Unito intorno alla stessa ora le segnalazioni sono state oltre 11mila nel Regno Unito, oltre 26mila negli States. Al momento il funzionamento è a singhiozzo.
Si tratta del secondo caso negli ultimi mesi per il social di Elon Musk. Per il momento non ci sono aggiornamenti ufficiali sullo stato del problema, né sulle cause che lo hanno generato. Quando a marzo un down simile aveva colpito X, Elon Musk, che lo ha acquistato a fine 2022 cancellando il vecchio nome, aveva giustificato i disservizi dicendo che X era stato colpito da “un massiccio attacco informatico“.
In tutta la zona inaccessibili negozi, ristoranti e gli stessi hotel affollati di turisti e festivalieri. Pesanti disagi anche nel trasporto ferroviario. Il Palais du Festival ha un generatore elettrico autonomo e, al momento, funziona
A poche ore dalla cerimonia di chiusura del 78° Festival di Cannes, la cittadina della Costa Azzurra, insieme a tutta la zona circostante, è, da ore, al buio.
Un grave blackout ha colpito, intorno alle 10:00, le Alpi Marittime in Francia, lasciando almeno 160.000 abitazioni senza elettricità e creandoproblemi anche sulla rete telefonica.
Un’interruzione di corrente interrompe il festival cinematografico di Cannes e alcune zone della Francia meridionale (reuters)
Pesanti disagi anche nel trasporto ferroviario, come si legge sul sito internet di Nice Matin, quotidiano regionale francese. Prevista inizialmente per le 11.40, precisa il giornale, la circolazione dei treni regionali tra Grasse e Antibes è stata rinviata.
Per le strade cittadine, si sono riversati commessi e negozianti e si è schierata molta polizia, soprattutto agli incroci, per via dei semafori spenti e il traffico in tilt.
Il Festival ha dovuto interrompere le proiezioni nelle sale fuori dal Palais du Festival, che invece funziona regolarmente grazie ad un n generatore elettrico autonomo.
Disagi sono stati segnalatianche in altre zone della città e nella parte occidentale del dipartimento.
Secondo la gendarmeria della Alpi Francesi, contattata da France 3, l’interruzione di corrente sarebbe un atto non occasionale, ma volontario: ci sarebbe stato un incendio di una cabina ad alta tensione nel comune di Tanneron (Var). Esperti tecnici di polizia criminale sono sul posto estanno indagando su quanto successo. Sempre questa mattina, verso le 10, è caduto un traliccio che ha provocato un’interruzione generale della linea che alimenta il bacino di Cannes, nei pressi del lago di Saint-Cassien, e anche questo danno potrebbe essere di natura dolosa. C’è chi evoca i guai in Spagna e Portogallo di qualche settimana fa.
Il precedente in Spagna – Il 28 aprile scorso un gigantesco black out aveva colpitol’intera Spagna, con effetti anche nelvicino Portogallo e in parte della Francia. L’interruzione della corrente aveva fermato le metropolitane di Madrid, Barcellona, Valencia e Siviglia, mandato in tilt i semafori e lasciato senza elettricità anche l’aeroporto di Barajas. L’interruzione aveva provocato anche problemi alle linee telefoniche.
Secondo la versione data dalla rete elettrica spagnola, sarebbero stati due improvvisi cali di tensione, avvenuti nell’arco di 5 secondi, a far precipitare nel buio nella penisola Iberica. Stando alla spiegazione, nel primo caso la rete ha recuperato, ma l’arrivo del secondo, in pochi istanti, ha generato il definitivo blocco.
L’origine dell’incidente è stata individuata nella regione dell’Estremadura, nella parte sud occidentale della Spagna.
Cannes al buio, caos in strada: blackout colpisce il Festival nella serata finale
Il sud-est della Francia è al buio per un importante blackout che dalle ore 10 colpisce oltre 160 mila case e il prestigioso festival del cinema di Cannes, nell’ultimo giorno dell’evento mediatico. Lo riferisce la stampa d’Oltralpe, dopo una comunicazione ufficiale arrivata dal prefetto del dipartimento delle Alpi Marittime.
“Un grave blackout sta attualmente colpendo la regione delle Alpi Marittime occidentali“, ha annunciato il prefetto del dipartimento su X. L’interruzione sta colpendo “Cannes e le comunità circostanti e sta privando di elettricità 160.000 abitazioni“, ha riportato su X il gestore della rete elettrica Rte (Rete di Trasporto Elettricità). Secondo fonti della gendarmeria locale, l’interruzione sarebbe stata causata da un incendio, probabilmente doloso, divampato durante la notte in una sottostazione ad alta tensione a Tanneron (Var).
Gli organizzatori del blasonato festival della città turistica di Cannes, sulla Riviera francese, hanno subito assicurato che la cerimonia di chiusura nel Palais des Festivals sulla Croisette si svolgerà regolarmente questa sera. Le proiezioni dei film sono state interrotte solo per circa venti secondi prima di riprendere grazie all’utilizzo di un generatore. Questa interruzione dell’energia elettrica nel sud-est della Francia si sta verificando a quasi un mese dal maxi blackout che ha paralizzato per quasi 24 ore la Spagna e il Portogallo, lo scorso 28 aprile.
Il rogo è scoppiato nel pomeriggio, intorno alle 17.30 nel parcheggio lungo la Nuova Vigevanese
Sei (poi divenute otto) auto sono andate in fiamme al parcheggio del centro commerciale “Porte di Milano” di Cesano Boscone, noto per la decisione di Bennet di non rinnovare il contratto a fine mese di maggio: esclusa l’ipotesi di dolo. (immagine da video su gruppo facebook “Regno di Cesano Boscone“).
AGGIORNAMENTO ORE 19.43: Le auto coinvolte sono salite a 8. La Polizia Locale è ancora sul posto per i rilievi. Il proprietario dell’auto da dove è partito l’incendio ha spiegato la dinamica dell’incendio.
Auto in fiamme al parcheggio del centro commerciale – CESANO BOSCONE – Otto vetture sono state avvolte dalle fiamme in pochi minuti. Le macchine erano posteggiate nel parcheggio del centro commerciale Porte di Milano e il rogo è scoppiato nel pomeriggio, intorno alle 17.30.
Vigili del Fuoco e Carabinieri sul posto – Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con due mezzi: i pompieri hanno domato le fiamme, partite da uno dei veicoli appena parcheggiati. Immediato l’intervento anche dei carabinieri e della Polizia Locale, che hanno messo in sicurezza tutta l’area per consentire ai pompieri di svolgere le operazioni di spegnimento
Si esclude il dolo – Secondo le prime informazioni, è da escludersi l’ipotesi di dolo: il proprietario del primo veicolo andato in fiamme ha raccontato di aver visto uscire del fumo dal cofano della macchina e, in pochi istanti, è scattata la scintilla che ha innescato l’incendio.
Il rogo si è sviluppato coinvolgendo anche le altre auto posteggiate vicine. Per fortuna, non sono stati registrati feriti: solo tanta paura tra i clienti del centro commerciale al quartiere Tessera.
Le fasi di spegnimento (da video su gruppo facebook “Regno di Cesano Boscone”)
La finale della Coppa di Serbia tra Stella Rossa e Vojvodina è stata sospesa per il lancio in campo di un ordigno esplosivo: quattro calciatori si sono accasciati sul prato in stato di shock, fortunatamente non ci sono state conseguenze più gravi.
La finale di Coppa di Serbia tra Vojvodina e Stella Rossa ha vissuto un momento drammatico poco prima della fine del primo tempo, quando sul risultato di 1-0 per la squadra di Belgrado (che poi ha trionfato 3-0) da una delle due curve è partito un ordigno esplosivo che ha fatto accasciare sul terreno di gioco quattro calciatori, letteralmente ‘abbattuti’ dal fragore del potentissimo petardo, che fortunatamente non ha colpito nessuno di loro.
La finale della Coppa di Serbia sospesa per il lancio in campo di un ordigno esplosivo – Si stava giocando il 41′ della prima frazione della finale di coppa nazionale, allo stadio Kraljevica di Zajecar, quando dal settore occupato dai tifosi del Vojvodina è stato lanciato l’ordigno, che è esploso in piena area di rigore della Stella Rossa, impegnata in difesa su azione di calcio d’angolo.
BREAKING: Serbia Cup final disrupted as explosive device thrown onto pitch in 41st minute of Vojvodina vs. Crvena Zvezda. Four players collapsed; match paused for 5 minutes. No serious injuries reported. Crvena Zvezda wins 3-0. #SerbiaCup#Footbalpic.twitter.com/9a9JfiF6zg
L’incidente ha lasciato quattro giocatori sdraiati sull’erba, visibilmente storditi: tre del Vojvodina e uno della Stella Rossa. La reazione dell’arbitro è stata immediata: ha interrotto la partita e ha autorizzato l’ingresso urgente degli staff medici. La paura che potesse essere successo qualcosa di grave si è ben presto sedata: non ci sono stati feriti né ulteriori conseguenze.
Lo shock per quanto accaduto ha comunque ritardato di alcuni minuti la ripresa del gioco. Nessun responsabile è stato individuato nella curva dei tifosi del Vojvodina, il che ha alimentato polemiche in Serbia circa le condizioni di sicurezza in cui si è svolto il match. FIFPRO, il sindacato internazionale dei calciatori, ha condannato la decisione dell’arbitro di far proseguire la partita senza identificare i responsabili tra il pubblico, sottolineando come la violenza sul luogo di lavoro non debba essere tollerata.
La Stella Rossa centra il ‘Double’: vince la coppa nazionale dopo il campionato – La Stella Rossa non si è fatta distrarre dall’episodio e ha portato a casa la Coppa di Serbia, arrotondando il risultato al 3-0 finale in virtù delle reti arrivate in pieno recupero, al 95′ e al 102′. La squadra della capitale centra così un ricco ‘Double’, essendosi già assicurata la vittoria del campionato alcune settimane fa.