Bassetti: “Quella di Natale è stata una settimana tosta, con un aumento importante dei casi che cresceranno ancora di più la successiva”
“Una settimana tosta” per l’influenza che, complice la variante K, costringe al letto tanti italiani tra Natale 2025 e Capodanno. Il nuovo bollettino sull’andamento dell’influenza in Italia verrà pubblicato lunedì 29 dicembre e quindi “non sappiamo esattamente quello che è successo nella settimana di Natale”, dice il professor Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.
“Ma ciò che si percepisce sentendo le persone, e guardando i ricoveri in ambito ospedaliero, è che è stata una settimana davvero tosta, con un aumento importante nel numero dei casi di influenza, e probabilmente ce ne saranno ancora di più nella settimana successiva“, aggiunge prima di evidenziare che, tra i sintomi ‘tradizionali‘, ci sono anche disturbi non sempre associati all’influenza.
Il sintomo ‘extra’ – “Attenzione: l’influenza di quest’anno dove colpisce? C’è la classica febbre a 38, 38 e mezzo, ma soprattutto” un interessamento della “pancia, con nausea, vomito e diarrea“, dice Bassetti, sottolineando che “è’ una forma davvero importante che colpisce anche la pancia“.
I fastidi e i sintomi ben noti a chi è stato colpito dal virus variano dal dolore diffuso (alla schiena e alle articolazioni, mal di testa, mal d’orecchie, mal di pancia), alla febbre (superiore a 38,5°), dalla tosse (secca o catarrosa) al mal di gola, passando per il naso che cola.
Il sisma, che si è verificato 16:05 italiane nell’Nord-est dell’isola, è stato avvertito in oltre sei regioni, tra cui la capitale Taipei
Potente terremoto a Taiwan oggi: magnitudo 6.6
Un terremoto di magnitudo 6,7 ha colpito oggi 27 dicembre 2025 il nord-est di Taiwan alle 23:05 locali (16:05 italiane), nella provincia di Yilan. Lo riporta l’emittente locale Tvbs citando l’Agenzia meteorologica giapponese, che ha confermato che le forti scosse sono state avvertite in oltre sei regioni di Taiwan – tra cui la capitale Taipei – e su alcune isole giapponesi, tra cui Ishigaki e Iriomote.
Impatto significativo sul traffico aereo proprio sotto le feste natalizie
Neve a Times Square(Afp)
Una tempesta di neve a New York e in alcune zone dei Grandi Laghi e del Nordest degli Stati Uniti sta avendo un impatto significativo sul traffico aereo proprio sotto le feste natalizie.
Circa 800 voli sono stati cancellati sabato nel Nord Est degli Stati Uniti e a New York. Secondo FlightAware, che monitora il traffico aereo, oggi sono stati cancellati 796 voli a livello nazionale. Il giorno precedente ne erano stati cancellati 1.659. Il maltempo ha colpito durante il periodo di viaggi successivo al Natale, quando milioni di persone sono in movimento.
Il National Weather Service aveva previsto fino a 17 centimetri di neve per New York, con la possibilità di nevicate ancora più abbondanti in alcune zone. Le condizioni dovrebbero migliorare gradualmente nel corso della giornata di oggi. Le autorità cittadine hanno invitato i residenti a evitare spostamenti non necessari e a rimanere a casa, ove possibile.
FlightAware ha precisato che le cancellazioni hanno riguardato principalmente i tre principali aeroporti di New York – John F. Kennedy International, LaGuardia e Newark Liberty International, nel vicino New Jersey. Le autorità aeroportuali hanno consigliato ai passeggeri di verificare con le proprie compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto. Decine di ulteriori cancellazioni sono state segnalate negli aeroporti di Filadelfia e Baltimora, nonché a Toronto, il principale centro economico del Canada.
L’area metropolitana di New York, si legge su Nbc New York, è ricoperta da diversi centimetri di neve fresca, proprio nel momento in cui si prevede che milioni di persone si metteranno in viaggio dopo le vacanze di Natale.
New York ha ufficialmente registrato più di 10 cm di neve a Central Park. La neve è caduta particolarmente copiosa nelle zone a nord e a est della città. Diverse comunità nella valle dell’Hudson e nel Connecticut hanno registrato 23 cm di neve.
Tynesha McCarty Wrote, nota su TikTok come Tea Tyme, è accusata di aver provocato la morte del 59enne Darren Lucas, investito in auto in un sobborgo di Chicago, durante un live sui social
Tynesha McCarty Wrote durante la diretta su TikTok
Una donna di 43 anni, Tynesha McCarty Wrote, nota su TikTok come Tea Tyme, è stata arrestata oggi, mercoledì 24 dicembre, per il coinvolgimento nella morte di un uomo di 59 anni, Darren Lucas. Come confermato ai media statunitensi dal tenente Paul Kehrli del dipartimento di polizia di Zion, in Illinois (Stati Uniti), la tiktoker è accusata di aver investito e ucciso il 59enne lo scorso 3 novembre, durante una diretta streaming alla guida della sua auto in un sobborgo di Chicago.
L’incidente in diretta su TikTok – Il genero di Lucas, Chris King, ha dichiarato che la sua famiglia è stata informata che Wroten è accusata di omicidio colposo. Lucas stava attraversando a un incrocio a Zion quando, secondo quanto riferito, è stato investito da un’automobilista, è stato portato al pronto soccorso ed è morto per le ferite riportate. Wroten è rimasta sul luogo dell’incidente per parlare con gli investigatori e non è stata immediatamente incriminata.
Traduzione: Google ULTIMA ORA: La TikToker “Tea Tyme” (Tynesha McCarty-Wroten) è stata arrestata per aver investito mortalmente il pedone Darren Lucas, 59 anni, durante una diretta streaming su TikTok a Zion, Illinois. La polizia afferma che la donna ha passato il semaforo rosso il 3 novembre: accuse presentate.
#BREAKING: TikToker 'Tea Tyme' (Tynesha McCarty-Wroten) arrested for fatally striking pedestrian Darren Lucas, 59, while livestreaming on TikTok in Zion, IL. Cops say she ran red light Nov 3—charges filed. pic.twitter.com/jvrn2h1oWT
La polizia ha poi scoperto che Lucas era stato investito da una conducente che stava trasmettendo in diretta su un account TikTok associato alla Wroten. Nel video si vede la donna parlare al telefono, poi si sente il rumore di un forte scontro e lei che dice: “C…, c… c… ho appena investito qualcuno”.
È accaduto nel cuore della movida di Napoli. Il giovane è stato operato d’urgenza: ha subito l’asportazione della milza
Bruno Petrone, 18 anni, vittima di aggressione (foto da pagina Instagram Sorrento 1945)
Un inseguimento breve, feroce. Due colpi inferti con precisione: uno al fianco uno al ventre, che hanno mandato in ospedale il 18enne Bruno Petrone, calciatore dell’Angri, squadra della provincia di Salerno. Tutto fa pensare a un’azione mirata, quasi una spedizione punitiva, quanto accaduto nella notte tra il 26 e il 27 dicembre nel cuore della movida di Napoli. Il giovane è stato operato d’urgenza, ha subito l’asportazione della milza. La prognosi resta riservata, ma i sanitari con il trascorrere delle ore sarebbero cautamente ottimisti.
L’accoltellamento di Bruno Petrone, il 18enne in forza all’Angri – È l’1.15 quando ai carabinieri della compagnia Napoli Centro arriva la segnalazione. Poco prima un ragazzo di 18 anni, è stato accoltellato. Si tratta di uno studente incensurato, residente nel quartiere Arenaccia ma originario di Minturno, calciatore dilettante in forza all’Angri, squadra della provincia di Salernoche milita nel campionato di Eccellenza, ma al suo attivo ha anche nel 2024 l’esordio in serie C con il Sorrento.
Secondo una ricostruzione degli inquirenti, il 18enne è stato aggredito mentre era in giro con amici in via Bisignano, quartiere Chiaia. Il gruppo sarebbe stato raggiunto dagli aggressori in scooter. Nessuna discussione o alterco. Solo l’aggressione: due colpi di arma da punta e taglio, al lato sinistro del ventre e al fianco sinistro. Poi la fuga in sella allo scooter. L’aggressione è stata immortalata dalle telecamere di sorveglianza della zona. Ancora da chiarire le cause dell’accoltellamento. Proseguono le indagini dei carabinieri per individuare i responsabili e per ricostruire dinamica e movente dell’aggressione.
Unione Sportiva Angri: “Ferma condanna” – La società sportiva dilettantistica Unione Sportiva Angri 1927 esprime “profondo sgomento e ferma condanna” per il grave episodio di violenza che ha visto coinvolto il loro giovane calciatore Bruno Petrone, 18 anni. “Siamo profondamente scossi e addolorati per quanto accaduto a Bruno – scrive sul sito della Us il presidente Claudio Anellucci – Parliamo di un ragazzo perbene, un giovane atleta che stava semplicemente vivendo la sua età e che oggi si ritrova a lottare dopo aver subito un atto di violenza assurda e inaccettabile. A nome mio personale, della società Angri Calcio e di tutta la nostra famiglia sportiva, esprimo la più totale vicinanza a Bruno e ai suoi cari, ai quali va il nostro abbraccio più sincero. Condanniamo con forza ogni forma di violenza, che nulla ha a che vedere con i valori dello sport e della civile convivenza. In questo momento il nostro unico pensiero è rivolto a Bruno: lo aspettiamo, lo sosteniamo e siamo certi che la forza che ha dimostrato in campo lo aiuterà anche in questa difficile battaglia. Angri è con lui, senza se e senza ma”.
27 Dicembre 2025
Agg.: Baby calciatore accoltellato a Napoli, si costituiscono un 15enne e un 17enne. Chi è Bruno Petrone: «È grave»
A scagliare i due fendenti, secondo la confessione resa in caserma, sarebbe stato il minore tra i due
Svolta nell’inchiesta sul ferimento del baby calciatore Bruno Petrone nel quartiere Chiaia aNapoli: sabato pomeriggio un 15enne si è consegnato ai carabinieri ammettendo di essere l’accoltellatore dell’18enne, mentre un 17enne si è presentato in caserma sostenendo di far parte del gruppo aggressore.
Le confessioni – Il 15enne, accompagnato da un avvocato di fiducia, si è presentato negli uffici della questura di Napoli in via Medina: «Sono io l’accoltellatore del 18enne». Negli stessi momenti, alla caserma Pastrengo, il 17enne ha confermato il suo coinvolgimento nell’aggressione avvenuta in via Bisignano. Il magistrato della Procura per i Minori, guidata da Patrizia Imperato, è sul posto per ascoltare i due indagati e chiarire la dinamica dei fatti.
L’aggressione – Intorno all’1 di notte, tra i vicoli dei baretti di Chiaia, Petrone è stato affiancato da due scooter e colpito con due fendenti: uno al ventre e uno al fianco sinistro.
I carabinieri parlano di una spedizione punitiva senza rissa pregressa, con video delle telecamere della zona sotto esame per ricostruire il movente ancora ignoto.
Chi è Bruno Petrone – Il 18enne, incensurato e studente, milita come centrocampista dinamico nell’Unione Sportiva Angri, girone B di Eccellenza. Con il Sorrento ha esordito in Serie C, dichiarando in un video: «Sono molto contento di questo esordio. Spero che sia solo un punto d’inizio». Ricoverato all’ospedale San Paolo, ha subito l’asportazione della milza e resta in condizioni gravi ma stabili, con i medici cautamente ottimisti.
L’Angri valuta l’annullamento dell’allenamento congiunto con il Santa Maria la Carità, già cancellato su richiesta del club campano. La nota social del Santa Maria recita: «Con profondo rispetto e sgomento, assecondiamo la volontà dell’Us Angri. Ne condividiamo l’angoscia per Bruno Petrone. Forza Bruno!». La società salernitana potrebbe chiedere anche il rinvio della gara del 3 gennaio contro il Castelpoto.
Il sindaco di Castiglione del Genovesi aggredito a bastonate sotto casa: è caccia all’uomo
Il sindaco di Castiglione del Genovesi, Carmine Siano
Il sindaco di Castiglione del Genovesi, Carmine Siano, è stato aggredito a bastonate in strada. Il primo cittadino del comune nel Salernitano riversa ora in gravi condizioni, dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico per le diverse fratture riportate su tutto il corpo.
Il sindaco di Castiglione aggredito in strada – L’aggressione si è verificata intorno alle 20.30 del 26 dicembre. Secondo una prima ricostruzione, Siano stava uscendo dalla sua abitazione non distante dal centro del paese, per presenziare a un evento natalizio. Poco dopo aver lasciato l’edificio, il primo cittadino è stato aggredito con un bastone da un uomo sconosciuto che si è poi dato alla fuga. Il sindaco di Castiglione del Genovesi ha riportato una frattura scomposta dell’arto inferiore sinistro, una frattura composta dell’arto superiore sinistro, la frattura delle dita della mano destra, una ferita sulla tempia sinistra e ferite multiple estese su tutto il corpo e in particolare sul viso. Dopo un primo intervento di soccorso, Siano è stato trasferito in ambulanza all’ospedale Ruggi di Salerno, in codice rosso. Al momento non sarebbe in pericolo di vita, ma le sue condizioni sono comunque gravi.
È caccia all’uomo – I carabinieri della compagnia di Salerno sono al lavoro per ricostruire la dinamica e soprattutto il movente di quanto accaduto. I militari sono alla ricerca dell’aggressore: a quanto pare era incappucciato e, dopo la violenta aggressione, si è dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Si cercano eventuali testimonianze ma anche immagini utili nei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona. Tanti i messaggi di solidarietà e vicinanza al primo cittadino e ai suoi familiari.
Previste cancellazioni e ritardi. A incrociare le braccia sono soprattutto addetti di terra e personale di cabina
Foto di repertorio LaPresse
Viaggiare durante le festività natalizie potrebbe trasformarsi in una vera corsa a ostacoli. Nonostante l’intenso flusso di passeggeri, il personale aeroportuale di diversi scali europei continua a scioperare. A incrociare le braccia sono soprattutto addetti di terra e personale di cabina, decisi a far sentire la propria voce nel momento più delicato dell’anno per il settore. La conseguenza è prevedibile: ci saranno possibili i ritardi, cancellazioni e servizi ridotti.
Caos natalizio nel Regno Unito – Nel Regno Unito, Heathrow resta il nodo più critico durante le feste. Una prima ondata di disagi all’aeroporto di Luton, a Londra, tra il 26 e il 29 dicembre è stata evitata grazie a una proposta di aumento salariale per i lavoratori. Diversa però la situazione a Heathrow, dove il 24 e il 26 dicembre il personale di cabina di Scandinavian Airlines Services sarà in sciopero. A rischio soprattutto i voli verso i principali hub scandinavi, tra cui Copenaghen, Stoccolma e Oslo, con possibili ripercussioni sull’intera rete di collegamenti in coincidenza. Il sindacato Unite denuncia stipendi insufficienti, soprattutto se rapportati al costo della vita nelle città scandinave. Una situazione che, denunciano i rappresentanti sindacali, avrebbe costretto alcuni lavoratori a ricorrere persino alle banche alimentari durante le trasferte. Accuse respinte dalla compagnia, ma che rendono evidente quanto lo scontro resti acceso proprio nel periodo natalizio.
Gli scioperi negli scali spagnoli del personale Ryanair: quali sono i più colpiti – In Spagna, il personale di Azul Handling, che fornisce servizi a terra per Ryanair, prosegue scioperi a oltranza fino al 31 dicembre, con interruzioni settimanali in fasce orarie chiave. Il personale chiede migliori condizioni di lavoro, bonus adeguati e maggiore stabilità contrattuale. Gli aeroporti più colpiti potrebbero essere Alicante, Barcellona-El Prat, Girona, Ibiza, Madrid-Barajas, Malaga, Palma di Maiorca, Siviglia, Tenerife Sud e Valencia. I passeggeri Ryanair, in particolare, dovranno mettere in conto code più lunghe al check-in, ritardi nella consegna dei bagagli e possibili slittamenti degli orari di partenza.
Disagi anche per chi vola in Italia – In Italia, i disagi maggiori sono previsti dopo le festività. Il 9 gennaio è previsto uno sciopero nazionale di quattro ore del personale di terra proclamato dal sindacato Cub Trasporti, mentre Swissport Italia ha annunciato uno sciopero di 24 ore a Milano Linate. Il 31 gennaio è previsto un altro sciopero a Verona del personale del controllo del traffico aereo Enav.
In questo scenario, le compagnie raccomandano di controllare lo stato del volo, monitorare le comunicazioni ufficiali e arrivare in aeroporto con largo anticipo.
Il rogo scoppiato poco dopo le 7 lungo la strada Rutigliano-Adelfia
Un vastissimo incendio è divampato stamattina tra Rutigliano e Adelfia, in provincia di Bari, all’interno di uno dei più importanti centri logistici del Sud Italia.
Le fiamme, alte oltre 10 metri, sono scoppiate poco dopo le 7 lungo la via Rutigliano-Adelfia, innescando un intervento massiccio dei vigili del fuoco.
Rutigliano, incendio divora i capannoni carichi di prodotti per la casa: “Tenete chiuse le finestre”e
Il rogo scoppiato in provincia di Bari a Terminal Puglia, uno dei più importanti poli logistici del Sud, poco dopo le 7: in fiamme la struttura di 40mila metri quadri dell’azienda pugliese General Trade
Un vasto incendio, con fiamme alte fino a dieci metri, è in corso da questa mattina all’interno di Terminal Puglia, uno dei più importanti centri logistici del Sud Italia. Le fiamme sono divampate poco le 7 lungo la strada che collega Rutigliano ad Adelfia, nel Barese.
Sul posto sono al lavoro diverse squadre dei vigili del fuoco a cui spetterà risalire alle cause del rogo. La colonna di fumo nero provocata dal fuoco è visibile da centinaia di metri di distanza.
A causa proprio delle nuvole di fumo che si sono sviluppate il sindaco di Rutigliano Giuseppe Valenzano ha invitato i cittadini a non avvicinarsi ai luoghi e a tenere chiuse le finestre per motivi precauzionali. “Questa mattina un incendio di grossa entità ha interessato uno stabilimento all’interno del polo logistico ubicato in via Adelfia – ha scritto in un messaggio sui social -. In via precauzionale vi invito a limitare gli spostamenti e a tenere le finestre chiuse”
A essere distrutto completamente dovrebbe essere l’enorme capannone di Generale Trade: circa 40mila metri quadri di struttura acquisita nel 2011.
Fiamme alte dieci metri, le prima immagini del rogo al capannone di Bari riprese dagli automobilisti
La General Trade è un’azienda leader sul mercato internazionale per l’importazione e la distribuzione di articoli per la casa, decorazioni natalizie, giocattoli, arredo giardino, piccoli elettrodomestici ed oggettistica.
I vigili del fuoco stanno tentando di contenere le fiamme, visibili a chilomentri di distanza, per salvare i capannoni adiacenti dove vengono stoccate le merci della grande distribuzione per i supermercati Conad e Coop.
L’onlus distribuisce generi alimentari a chi è in difficoltà: ogni giorno aiuta 4500 persone. Quest’anno sono in aumento
Le persone in fila per il cibo (Foto LaPresse)
Il giorno di Natale, davanti alla sede di Viale Toscana, c’erano in coda oltre 400 persone. Aspettavano di ricevere un sacchetto di cibo e qualche giocattolo per i bambini. Sono state in attesa per ore, al freddo. Questo è stato il 25 dicembre delPane Quotidiano, l’onlus che distribuisce pasti gratis a chi si trova in stato di difficoltà economica.
Un milione e mezzo di richieste d’aiuto – La fila si estendeva per più isolati. Secondo i volontari, quest’anno sono arrivate più persone rispetto all’anno scorso: sommando gli ospiti delle due sedi milanesi si supera quota 5mila. “Nel 2023 abbiamo registrato 1 milione e 450 mila passaggi. La diminuzione del potere d’acquisto a Milano è chiaramente più accentuata rispetto alle altre province italiane”, ha detto il presidente dell’associazione, Luigi Rossi, a LaPresse.
La distribuzione di generi alimentari al Pane Quotidiano (Foto Claudio Furlan/LaPresse)
Ogni giorno 4500 persone in difficoltà – Ogni giorno Pane Quotidiano aiuta circa 4500 persone in difficoltà. È un’associazione laica, apartitica e senza scopo di lucro, fondata a Milano nel 1898. Distribuisce pane, latte, yogurt, formaggi, salumi, pasta, riso, frutta, verdura e dolciumi. Ha due sedi: Viale Toscana 28 e Viale Monza 335, gestite da volontari.
Il Senio e il Lamone fanno paura, si dispongono palasport e aree per accogliere i cittadini sfollati: cosa sta succedendo, le ultime notizie
Foto di Sonia A. per Meteo-PedemontanaForlivese
Prime evacuazioni a causa del maltempo da allerta rossa in Emilia Romagna. A preoccupare è la piena del Senio nel Ravennate che ha indotto le autorità locali a emanare un’ordinanza di evacuazione. A Castel Bolognese il comune ha invitato le persone coinvolte a recarsi al palasport, che è stato scelto come punto di assistenza e supporto. Il sindaco, dopo una riunione straordinaria con la Prefettura, riferisce che le condizioni del fiume sono in rapido peggioramento.
La piena del Senio fa paura: demolita l’arginatura – Alle 17 di oggi, 25 dicembre, il sensore di Casola Valsenio indica che è stata superata la soglia gialla e risulta in aumento. A Tebano il livello del fiume ha superato la soglia rossa con livello 5,76 m. Al Ponte del Castello al momento gli indicatori segnalano il superamento della soglia arancione con un valore di 5,27 m. ”E’ importante mantenere alta l’attenzione, evitare gli spostamenti e tenersi aggiornati sui canali ufficiali del Comune. Si ricorda che è assolutamente vietato avvicinarsi agli argini del fiume”.
Per scongiurare il peggio il sindaco di Castel Bolognese, Luca Della Godenza, ha richiesto al collega di Faenza di disporre la demolizione dell’arginatura destra del fiume Senio. La decisione era già stata preannunciata nei giorni scorsi. Il suo abbattimento si è reso necessario a garantire una maggiore sicurezza idraulica, favorendo il deflusso delle acque e riducendo quindi la pressione sull’argine sinistro del fiume
❗️Fonti riferiscono che è stato disposto l'abbattimento dell'argine destro del Fiume Senio nei campi subito dopo Tebano (RA)
Tensione tra agricoltori (che minacciano denunce) e tecnici dopo l'autorizzazione del Comune di Faenza. Video da Massimo Bellavista per Meteo Forlì-Cesena https://t.co/fTvXPrbsVhpic.twitter.com/x10gO3LXEI
— Italia 24H Live 🔴 – Notizie dall'Italia (@Italia24HLive) December 25, 2025
La Protezione civile dell’Emilia-Romagna sta monitorando costantemente la situazione dei corsi d’acqua regionali: le criticità più significative, inizialmente concentrate nel bolognese, si stanno progressivamente spostando verso il ravennate. Le previsioni indicano tuttavia un’attenuazione delle precipitazioni, con un possibile graduale calo dei livelli idrometrici; per la giornata di domani, 26 dicembre, al momento, non è stata disposta l’allerta rossa.
Il comune di Lugo ha disposto l’𝐞𝐯𝐚𝐜𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐢𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐢 𝟑𝟎𝟎 𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢 dal fiume Senio a Lugo e San Potito. “Inoltre, si invitano i 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐢𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝟏𝟎𝟎𝟎 𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐟𝐥𝐮𝐯𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐚 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐢 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐢 – si legge nell’avviso del comune -. Vi invitiamo a preparare e portare con voi documenti, medicinali e oggetti indispensabili e spostare auto e mezzi. Si sta predisponendo l’allestimento dell’hub al Pala Lumagni“.
Sale anche il livello del fiume Lamone – Sta salendo, nel Ravennate, anche il livello del fiume Lamone così il Comune di Bagnacavallo ha disposto l’evacuazione delle frazioni di Villanova e Glorie: l’ordinanza prevede l’evacuazione totale fino a 300 metri di distanza dal fiume per entrambi i paesi. Fra i 300 metri e un chilometro c’è l’obbligo di salire ai piani alti delle abitazioni. Per chi fosse impossibilitato a farlo, c’è l’obbligo di evacuazione.
Gli evacuati potranno andare alla la palestra delle Scuole elementari di Bagnacavallo, in via Cavour, dove la Protezione Civile ha allestito un punto di accoglienza che sarà aperto dalle 19.30. Il passaggio del colmo di piena del Lamone è al momento previsto per la tarda serata di oggi.
In Cina il parcheggio diventa completamente automatizzato grazie a moderni sistemi robotizzati multipiano che stanno trasformando il modo di gestire lo spazio urbano
CorriereTv
Il funzionamento è semplice e altamente tecnologico. L’automobilista entra in una cabina dedicata, simile a un box, dove una piattaforma robotica solleva il veicolo e lo trasferisce con precisione millimetrica all’interno della struttura. L’auto viene poi sistemata nello spazio assegnato, all’interno di quello che può essere definito un gigantesco deposito verticale per veicoli. Tutto avviene senza l’intervento umano: tramite un terminale digitale, basta selezionare l’opzione “parcheggia” o “recupera”.
Un sistema di ascensori automatizzati si occupa quindi di consegnare o restituire l’auto in pochi minuti, eliminando code, sprechi di tempo e rischi di danneggiamento.
Il 61enne Sadettin Saran, patron di uno dei club turchi più popolari, sarebbe al centro in uno scandalo che coinvolge anche personaggi dello spettacolo. Fermati anche presentatori televisivi, giornalisti, cantanti, attori e personalità dei social media
Sadettin Saran
Sadettin Saran, presidente del Fenerbahce, uno dei principali club sportivi della Turchia, è stato arrestato a Istanbul nell’ambito di un’indagine antidroga che coinvolge personaggi dello spettacolo e dei media. Come riporta l’emittente Trt, Saran è stato fermato nella giornata di ieri, mercoledì 24 dicembre, dopo che i test forensi hanno rilevato la presenza di sostanze stupefacenti nei suoi campioni di capelli.
L’arresto di Saran – Il presidente del club turco ha respinto ogni accusa, insistendo sul fatto di non aver mai fatto uso della droga in questione e promettendo che richiederà formalmente un nuovo esame. La settimana scorsa era stato convocato per testimoniare davanti ai pm ed era stato mandato in una struttura medica forense per fornire dei campioni di capelli e sangue. L’indagine è supervisionata dalla procura generale di Istanbul. Da inizio dicembre ha portato all’arresto di più di una dozzina di persone, accusate di produzione e traffico di droga. Tra i fermati ci sono presentatori televisivi, giornalisti, cantanti, attori e personalità dei social media. Sono accusati di reati che vanno dalla produzione e dal traffico di droga al favoreggiamento della prostituzione. Molti sono stati sottoposti a esami del sangue e dei capelli per verificare l’uso di droghe.
La nota del club – Sadettin Saran, nato a Denver ed eletto presidente del Fenerbahce a settembre, è stato interrogato la scorsa settimana con l’accusa di fornitura e favoreggiamento dell’uso di sostanze stupefacenti. Il Fenerbahce ha rilasciato una dichiarazione in cui esprime il proprio sostegno a Saran e assicura ai tifosi che le attività del club proseguiranno senza interruzioni. “Abbiamo piena fiducia che il nostro presidente supererà questo processo con lo stesso buon senso e la stessa forza d’animo che ha sempre dimostrato -, ha dichiarato il club su X -Il nostro presidente, Sadettin Saran, si lascerà questi giorni alle spalle e continuerà a lavorare con determinazione per il nostro club”.
Lingua originale: turco. Traduzione di Google Annuncio pubblico Per chiarire alcuni malintesi sorti nell’opinione pubblica in merito agli eventi accaduti, è diventato necessario fornire delle informazioni. Il nostro Presidente, il Sig. Sadettin Saran, si è recato al Comando della Gendarmeria Provinciale di Maslak con il suo veicolo personale del nostro club, sotto la guida e la supervisione delle autorità competenti, nell’ambito del procedimento legale in corso. Il procedimento si è svolto fin dall’inizio in modo estremamente calmo e civile. Il nostro Presidente ha ricevuto tutta l’assistenza necessaria dai dipartimenti competenti e ha accompagnato il processo con un atteggiamento costruttivo e responsabile in ogni fase. In questa fase del processo, la nostra richiesta più importante a tutti i tifosi del Fenerbahçe è di avere fiducia nella stimata magistratura turca e di mantenere una posizione moderata. Condividiamo rispettosamente queste informazioni con il pubblico. Valuta questa traduzione:
Kamuoyuna Bilgilendirme
Yaşanan sürece ilişkin olarak kamuoyunda oluşan bazı yanlış anlamaları gidermek amacıyla bir bilgilendirme yapılması ihtiyacı doğmuştur.
Başkanımız Sayın Sadettin Saran, devam eden adli süreç kapsamında, ilgili makamların yönlendirmesi ve gözetimiyle… pic.twitter.com/g7wJwME5iu
Il Fenerbahce, con sede a Istanbul, è una delle società sportive più popolari e di successo della Turchia. L’ex presidente del club, Aziz Yildirim, ha trascorso più di un anno in carcere nel 2012 con l’accusa di partite truccate, prima di essere assolto quando un nuovo processo ha accertato che il caso precedente era stato influenzato da giudici, pubblici ministeri e agenti di polizia corrotti. La squadra è stata anche coinvolta in un’altra indagine su scommesse illegali e partite truccate nel calcio turco. Il Fenerbahce ha anche squadre che competono in basket, pallavolo, atletica e nuoto, tra gli altri sport.
Nubifragi e temporali sull’Italia in un giorno di festa. Rischio idraulico elevato in Emilia-Romagna, allerta gialla in altre quattro regioni
Un Natale segnato dal maltempo su gran parte del Paese. Verifiche e monitoraggi continui sono in corso dopo le forti piogge che, dal Nord al Centro-Sud, stanno causando criticità. In Emilia-Romagna la Protezione civile ha diramato allerta rossa e arancione per rischio idraulico e idrogeologico nelle aree di pianura tra Bologna, Ferrara e Ravenna.Sotto osservazione gli affluenti di destra del Reno, in particolare l’Idice, per il quale non si escludono esondazioni. Allerta gialla in altre zone dell’Emilia-Romagna e in Lazio, Puglia, Campania e Toscana. Segnalata neve sul Ponente ligure e sull’Appennino toscano, mentre a Trieste soffia bora forte. In Lombardia una frana ha interessato Valdidentro, in alta Valtellina. Le autorità invitano alla massima prudenza e a limitare gli spostamenti nelle aree più esposte.
10:30 – A Venezia condizioni in miglioramento, sistema Mose non attivo – Migliorano al momento le condizioni meteorologiche su Venezia dove si sono registrati 95 cm di acqua alta: il sistema Mose non sarà attivo. Il Centro Maree del Comune prevede per domani e sabato condizioni di marea normale.
09:31 – Il bollettino della Protezione civile per la giornata di oggi – Resterà operativo 24 ore su 24 il centro operativo regionale della Protezione civile in Emilia-Romagna, dopo l’allerta rossa diramata per un’area che comprende la pianura bolognese e parte delle province di Ferrara e Ravenna. Sono attese precipitazioni diffuse e persistenti, in particolare sul settore centrale della regione. Al momento, il corso d’acqua che desta le maggiori preoccupazioni è l’Idice, alle porte di Bologna: l’affluente del Reno ha superato la soglia di attenzione. Intanto, torna la neve in montagna. La quota neve, ora intorno ai mille metri, potrebbe scendere fino alle aree collinari. In apertura gli impianti sciistici del Corno alle Scale e del Cimone.
L’allarme congiunto della ong Sea watch e del progetto per il soccorso nel Mediterraneo Alarm phone
Screenshot di un video ricevuto da Alarm Phone in cui un pescatore tunisino trova l’unico sopravvissuto (X/https://alarmphone.org)
“Sono 116 le persone che hanno perso la vita nell’ennesimo naufragio del 2025”. Lo fa sapere l’ong Sea Watch sui propri account social: nella notte del 19 dicembre una barca con 117 persone a bordo sarebbe colata a picco davanti alle coste libiche. Solo un uomo sarebbe sopravvissuto grazie all’intervento di un pescatore tunisino.
La conferma – Sea Watch scrive che le persone migranti erano “partite giovedì scorso (il 18 dicembre, ndr), e lunedì le abbiamo cercate con Seabird. Oggi Alarm phone conferma il naufragio, avvenuto poco dopo la partenza”. Sul suo sito il progetto che supporta le operazioni di soccorso in mare fornisce un’ipotetica ricostruzione di come siano andate le cose. Dalla partenza dalla Libia all’allarme lanciato alla guardia costiera libica, a quella italiana e alle ong competenti.
Il post di Sea Watch su X
La ricostruzione – Alle 14, ora di Roma, del 19 dicembre Alarm Phone riporta di essere stata informata della partenza di “un’imbarcazione da Zuwara la sera (alle 20, ora locale, ndr) del 18 dicembre, con a bordo 117 persone“.
Il progetto che supporta le operazioni di salvataggio comunica di aver “tentato di contattare l’imbarcazione tramite telefono satellitare, senza successo“. Gli attivisti hanno quindi “allertato la guardia costiera e le ong competenti, pur non avendo una posizione Gps“.
Il post di Alarm Phone su X
La guardia costiera italiana, sottolinea Alarm Phone, ha “confermato di aver ricevuto la nostra e-mail, ma hanno immediatamente interrotto la chiamata senza fornire ulteriori informazioni o rassicurazioni“. Nel frattempo, la cosiddetta guardia costiera libica comunicava “di non aver soccorso né intercettato alcuna imbarcazione il 18 o 19 dicembre“.
La paura degli attivisti si è concretizzata la sera del 21 dicembre: “Abbiamo ricevuto informazioni secondo cui alcuni pescatori tunisini avevano trovato un unico sopravvissuto su una barca di legno. L’uomo avrebbe dichiarato di essere partito da Zuwara due giorni prima e di essere l’unico sopravvissuto“. Alarm Phone riporta la sua testimonianza: “Solo poche ore dopo la partenza le condizioni meteorologiche sono peggiorate drasticamente, con venti che raggiungevano i 40 chilometri orari. Era estremamente preoccupato e non siamo riusciti a ottenere un resoconto dettagliato dell’accaduto. Il sopravvissuto sarebbe stato trasferito in un ospedale in Tunisia dai pescatori“.
La rete di Alarm Phone ha provato a verificare le sue dichiarazioni, ma non può confermare del tutto la sua ricostruzione. Rimane il fatto che nessuna imbarcazione proveniente dalla Libia è arrivata all’isola di Lampedusa tra il 18 e il 21 dicembre.
L’ultraleggero Seabird 3 della Sea Watch ha effettuato una ricerca aerea nella zona in cui si ritiene sia avvenuto il naufragio “ma non ha trovato né sopravvissuti né tracce visibili di un recente naufragio“. L’aereo di Frontex Osprey 4 ha pattugliato la stessa area il 20 dicembre, due volte il 21 dicembre e di nuovo il 22 dicembre: “Non sappiamo se Frontex abbia rilevato qualcosa collegato a questa imbarcazione“, scrive Alarm Phone.
Parziali allagamenti oggi a Bologna, a Matera piogge intense e strade chiuse, Bora molto forte in Friuli Venezia Giulia. Riunita l’unità di crisi della protezione civile
Ondata di forte maltempo sull’Italia con temporali, venti forti e allagamenti da Nord a Sud. A essere colpita in particolare l’Emilia Romagna, che dall’allerta meteo arancione di oggi passerà domani in allerta rossa.
Allerta gialla oggi, invece, in altre 9 regioni: si tratta di alcuni settori sempre dell’Emilia Romagna (pianura modenese, montagna emiliana centrale, pianura reggiana di Po e pianura reggiana) dove è giallo per rischio idraulico così come in Calabria (versante Tirrenico Centro-settentrionale e versante Tirrenico settentrionale). Rischio temporali quindi in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise e Umbria. Il rischio idrogeologico riguarda sempre Abruzzo, Calabria, Molise e Campania, Emilia Romagna (montagna emiliana centrale), Lazio, Marche e Toscana.
Intanto, a seguito dell’allerta rossa dell’Emilia Romagna, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano presiede, nella sede di via Vitorchiano a Roma, l’Unità di crisi del Dipartimento della Protezione civileper fare il punto – insieme alle strutture operative e alle Regioni interessate – sull’evoluzione del maltempo, sulle criticità in atto e sulle azioni di prevenzioneadottate dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento continuerà a seguire l’evolversi della situazione.
Natale con allerta rossa in Emilia Romagna, Idice osservato speciale – Per la giornata di domani è prevista un’allerta rossa per criticità idraulica in pianura nelle province di Bologna, Ferrara e Ravenna. Lo riferisce la Regione Emilia Romagna sottolineando che, in particolare, l’attenzione è rivolta “ai superamenti della soglia 3 sugli affluenti a destra del fiume Reno con alimentazione collinare. Al momento, osservato speciale è il fiume Idice, oltre soglia 3 (rossa). L’allerta sarà invece arancione per criticità idraulica e idrogeologica nella collina emiliana centrale, in quella bolognese, nella montagna bolognese e in tutta la Romagna fino alla Costa ferrarese“.
Resta aperto h24 il Centro operativo regionale (Cor), a Bologna, coordinato con prefetture e sindaci, coi quali resteranno in contatto il presidente della Regione, Michele de Pascale, e la sottosegretaria alla presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini.
“Sulla base del bollettino da poco emesso dall’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile, e dei dati previsionali Arpae – sottolinea la Regione – si prevedono precipitazioni diffuse e persistenti, soprattutto sul settore centrale della regione, che potranno generare diffusi fenomeni franosi, ruscellamento lungo i versanti e innalzamenti dei livelli idrometrici nei corsi d’acqua con superamenti della soglia 2. Sui settori appenninici e collinari emiliani i fenomeni saranno nevosi a partire da quote attorno ai 300/400 metri, con accumuli di 5-15 cm sulle zone collinari e di ulteriori 20-30 cm sulle zone montuose”.
“Inoltre, lungo la fascia costiera sono previsti venti di burrasca moderata (62-74 km/h) da nord-est, con rinforzi o raffiche di intensità superiore, con mare agitato, localizzati fenomeni di erosione dei litorali, delle dune e degli argini invernali, nonché ingressioni marine che possono interessare gli stabilimenti balneari – prosegue la Regione Emilia Romagna – Saranno possibili anche esondazioni di fiumi e canali alla foce, per le difficoltà di deflusso delle piene in mare“.
“Quanto alla giornata odierna, secondo il monitoraggio di Arpae, le precipitazioni delle ultime ore stanno generando rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici degli affluenti di Reno e fiumi romagnoli – aggiunge la Regione – Per le prossime ore sono previste precipitazioni diffuse sull’intero territorio regionale, di debole intensità sul settore più occidentale e le pianure settentrionali, di moderata intensità sulle rimanenti aree con picchi localmente elevati sulle aree collinari e pedecollinari del bolognese e della Romagna“.
“Quota neve in rapido abbassamento dal mattino sul settore occidentale ed ancora elevata sull’Appennino romagnolo. E’ attesa una temporanea attenuazione dei fenomeni sulla Romagna nel primo pomeriggio”, conclude.
Parziali allagamenti oggi a Bologna – Intanto alcuni parziali allagamenti di sottopassi a Bologna per il maltempo nella giornata di oggi. Lo riferisce il Comune, in una nota di aggiornamento sull’allerta meteo arancione, sottolineando che “il bollettino di aggiornamento pubblicato dall’Agenzia regionale di Protezione Civile e Centro funzionale Arpae, valido dalle 10.30 fino alle 15 di oggi, indica che le precipitazioni delle ultime ore stanno generando rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici degli affluenti di Reno. Per le prossime ore sono previste precipitazioni diffuse sull’intero territorio, di debole intensità sul settore più occidentale e le pianure settentrionali, di moderata intensità sulle rimanenti aree“.
“Alle ore 12 si è riunito il Coc per condividere il quadro aggiornato dell’evoluzione meteorologica prevista e per coordinare gli interventi sulle criticità in corso – sottolinea il Comune di Bologna – Al momento, tali criticità riguardano parziali allagamenti di alcuni sottopassi in cui la viabilità è attualmente monitorata e gestita dalla polizia locale”.
“Prosegue l’attento monitoraggio dei punti sensibili sia attraverso sistema di videosorveglianza dalla Centrale operativa che a vista, tramite presenza di pattuglie della polizia locale e dei volontari di protezione civile“, continua il Comune aggiungendo che il Coc si riunirà di nuovo nel pomeriggio.
Piogge intense a Matera, allagamenti e strade chiuse – Per gli allagamenti provocati dalle intense piogge di ieri, è ancora chiusa al traffico la strada provinciale 31 Matera-Montescaglioso nel tratto da Parco dei Monaci a Montescaglioso città. Lo ha comunicato la Provincia di Matera. Non ci sono ancora le condizioni di sicurezza per il transito, sebbene siano in corso da ieri le operazioni di pulizia e rimozione dei detriti. L’ente provinciale ha riaperto al traffico in entrambe le direzioni la sp 3 Matera-Metaponto, provvisoriamente chiusa nel tardo pomeriggio di ieri dal km 15+600 al km 23+600 dopo alcuni allagamenti nella zona compresa tra Bernalda e Montescaglioso. Sul posto sono intervenuti il personale della Provincia e alcune ditte esterne che hanno ripristinato le condizioni di sicurezza. Ieri sono stati numerosi gli interventi dei vigili del fuoco, soprattutto per mettere in sicurezza e soccorrere automobilisti in difficoltà.
Bora forte sul Friuli Venezia Giulia – Oggi Bora forte o molto forte sulla costa, con probabili raffiche che a Trieste e in mare aperto potranno raggiungere velocità di 120 km orari: è quanto si legge nel bollettino della protezione civile regionale del Friuli Venezia Giulia secondo cui anche domani proseguiranno le condizioni favorevoli all’afflusso di Bora forte, in particolare sulla costa, con raffiche attese (sempre a Trieste) attorno ai 100-110 km orari.
Durante la mattinata alla Sala operativa regionale (Sor) e al Nue 112 sono arrivate segnalazioni di recinzioni divelte nel comune di Trieste, alberi caduti nei comuni di Fiumicello Villa Vicentina, Duino-Aurisina e Trieste, segnalazioni di problematiche legate al vento forte nei comuni di Trieste, Cervignano del Friuli, Doberdò del Lago, Monfalcone, Duino-Aurisina, Fiumicello Villa Vicentina.
Allerta gialla in Toscana anche domani – La Sala operativa della protezione civile regionale della Toscana informa intanto che è estesa all’intera giornata di domani, giovedì 25 dicembre, l’allerta di codice giallo per rischio idrologico e idraulico del reticolo minore sulle isole dell’Arcipelago e sull’Appennino orientale.
Cessano invece alla mezzanotte di oggi, mercoledì, il codice giallo per vento (pianura, costa, Arcipelago, zone collinari e appenniniche) e alle 12 di domani, giovedì, il codice giallo per rischio neve sui versanti appenninici emiliani e romagnoli.
Natale sotto l’ombrello a Milano e in Lombardia – Cielo grigio, pioggia e raffiche di vento, soprattutto a Milano e in pianura. E’ un Natale decisamente invernale in Lombardia, dove domina una fase di instabilità meteorologica legata a un centro di bassa pressione posizionato sull’Europa sud-occidentale, responsabile di un peggioramento diffuso proprio nei giorni delle festività. Nel corso di oggi, mercoledì 24 dicembre, Arpa Lombardia ricorda che la nuvolosità è in progressivo aumento a partire da sud-est, seguita da precipitazioni diffuse. A Milano e sulla pianura si registrano piogge accompagnate da venti orientali moderati, a tratti con raffiche sostenute, mentre sui rilievi non si escludono deboli nevicate oltre i 1.000 metri, localmente anche a quote più basse, fino a circa 600 metri.
La giornata di domani, 25 dicembre, si apre con un cielo molto nuvoloso e deboli precipitazioni residue su gran parte della regione. Lo zero termico è in lieve calo, con la possibilità di neve o neve mista a pioggia a quote ancora più basse, mentre sulle Alpi orientali sono attese le prime schiarite, accompagnate da una generale attenuazione dei fenomeni. Persistono venti da est sulla bassa pianura e sull’Appennino, localmente con raffiche intense. Il cambio di scenario è atteso tra venerdì 26 e sabato 27, quando il centro di bassa pressione tenderà a spostarsi verso ovest, lasciando spazio a condizioni via via più stabili. Sulla Lombardia si assisterà a una progressiva diminuzione della nuvolosità, con ampie schiarite e molto sole.
Le temperature massime saranno in lieve aumento, mentre le minime scenderanno sensibilmente, portando il clima su valori più tipicamente invernali. Il miglioramento proseguirà anche nei giorni successivi: domenica 28, lunedì 29 e martedì 30 mostrano una buona probabilità di tempo stabile, con prevalenza di sole su tutta la regione. Attenzione però al freddo: con cieli sereni e aria più secca, le temperature notturne sono destinate a calare ulteriormente, con valori minimi che potrebbero raggiungere i -3 gradi entro sabato 3 gennaio.
Acqua alta a Venezia e Chioggia tra stanotte e domani – A Venezia è previsto almeno un metro di acqua alta sul medio mare durante la notte tra oggi e domani e quindi è possibile il sollevamento del Mose se le previsioni d’innalzamento del mare saranno confermate nel corso della giornata. A causa dei forti venti di bora previsti, per la città di Chioggia si prevedono addirittura circa 15 centimetri di marea in più. Lo comunica il Centro maree del Comune di Venezia.
La donna, stando alle prime ricostruzioni, si è sentita male mentre era alla guida di un Suv a Miami e si è schiantata contro un muro riportando diverse fratture
Grave incidente stradale per Maria Sol Messi, sorella del fuoriclasse argentino Lionel Messi. La donna, che il prossimo 3 gennaio avrebbe dovuto sposarsi a Rosario con Julian Arellano, allenatore della squadra under 19 dell’Inter Miami (club nel quale, dal 2023, milita il fratello), stando alle prime ricostruzioni si è sentita male mentre era alla guida di un Suv a Miami schiantandosi contro un muro. A seguito dell’impatto la 32enne ha riportato una gravissima ustione al polso, due vertebre fratturate, una frattura al tallone ed una al polso. Maria Sol è adesso rientrata in Argentina, dove dovrà sottoporsi ad una lunga riabilitazione. Il suo matrimonio, di conseguenza, è stato rinviato. Chi è Maria Sol Messi
Maria Sol è la sorella minore di Lionel Messi, la più piccola della famiglia con tre fratelli maggiori: oltre a Leo, ci sono infatti anche Rodrigo e Marias. Lavora nel mondo della moda, oltre ad essere proprietaria di un brand di costumi da bagno, spesso pubblicizzati sui social dalla cognata Antonela Roccuzzo. Attualmente, dopo un breve periodo trascorso in Spagna, vive in Argentina ed è legata sentimentalmente a Julian Arellano da dodici anni.
La finale tra Napoli e Bologna ha raccolto solo 4,0 milioni di spettatori con uno share inferiore al 20%.
La scelta di Mediaset di spostare le gare su Italia 1 (privilegiando La Ruota della Fortuna su Canale 5), l’orario e l’appeal non elevatissimo delle partite hanno fatto crollare gli ascolti televisivi per la 38esima Supercoppa italiana. La terza edizione consecutiva disputata con la formula Final Four nella città di Riyadh in Arabia Saudita, è stata vinta dal Napoli grazie alla doppietta di David Neres che ha mandato ko il Bologna nella finale giocata ieri sera.
Sfida che tuttavia ha contribuito al calo da un punto di vista degli ascolti televisivi. Mediaset, che detiene i diritti televisivi in esclusiva assoluta per la competizione fino al 2027, ha infatti scelto di privilegiare La Ruota della Fortuna, spostando le sfide su Italia 1 rispetto a un anno fa: alzando quindi gli ascolti medi della seconda rete, ma con impatto rilevante sui dati.
Il confronto con le altre edizioni – Infatti, la finale fra Napoli e Bologna (andata in onda alle 20.00 in Italia su Italia 1) ha raccolto un totale di 4.042.000 spettatori per uno share del 19,7%. Numeri che peggiorano nettamente rispetto a quelli raggiunti dall’atto finale dello scorso anno fra Inter e Milan (7.404.000 spettatori e 32,6% di share) e portano la finale dell’edizione 2025 a piazzarsi all’ultimo posto nella speciale classifica delle finali di Supercoppa italiana più viste dal 2009 ad oggi, dove domina per numero di spettatori Inter-Juventus del 2021, vinta dai nerazzurri in un San Siro da circa 30.000 persone per via delle restrizioni in tempo di Covid (7.890.000 – 33,2% di share).
Posizione confermata anche guardando esclusivamente allo share, visto che la sfida Napoli-Bologna, andata in scena all’Al-Awwal Park Stadium, con il suo 19,7% si piazza sempre all’ultimo posto. La prima in assoluto per la percentuale legata allo share, è un derby milanese vinto dal Milan, quello del 2011 giocato a Pechino ma in estate, precisamente il 6 agosto (6.139.000 spettatori e 41,1% di share).
Il confronto nelle edizioni nel format Final Four – Limitandosi a un confronto fra le ultime tre edizioni della Supercoppa italiana che, come detto, si sono giocate nella capitale dell’Arabia Saudita e con la formula delle Final Four, il balzo indietro del torneo di quest’anno, in termini di ascolti televisivi, è evidente.
La finale dello scorso anno fra Inter e Milan, registrò spettatori e share superiori rispettivamente del 45% e del 40%. Inoltre, se si allarga il confronto in tutte e tre le partite, si nota come le tre gare di quest’anno abbiano registrato rispetto all’edizione 2024 un -40% per quanto riguarda gli spettatori e -28% per lo share.
Il club biancoceleste potrà tornare a fare acquisti nella prossima sessione
Claudio Lotito – Ipa/Fotogramma
La Lazio potrà tornare a fare regolarmente mercato nella prossima sessione invernale. Secondo quanto si apprende, il club biancoceleste ha rispettato i parametri richiesti dalla commissione indipendente che monitora i conti delle squadre professionistiche e potrà quindi operare senza alcuna limitazione.
Napoli e Pisa invece potranno fare mercato, ma a saldo zero, ovvero solo se ogni acquisto sarà compensato da una cessione.
Svolta nella vicenda avvenuta sabato sulle strade veronesi
“Futili motivi legati a contrasti sulle manovre durante la circolazione stradale“, assieme alla “marcata avversione verso tale categoria di sportivi”. Sarebbero queste le motivazioni che avrebbero portato il 25enne di Peri (Verona) a esplodere alcuni colpi verso il gruppo di ciclisti della Padovani, sabato scorso, lungo una strada statale. Ad accertarlo sono stati i carabinieri della Compagnia di Caprino Veronese, che hanno individuato e denunciato il giovane, che aveva esploso due colpi con una pistola scacciacani, alla quale aveva tolto il tappo rosso e che aveva nascosto nell’abitacolo dell’auto.
Le accuse – Il 25enne è stato quindi denunciato in stato di libertà alla Procura di Verona per minaccia aggravata, porto di armi od oggetti atti ad offendere ed esplosioni pericolose. Le indagini condotte dai Carabinieri di Peri (Verona), con l’analisi dei sistemi di lettura targhe e la capillare attività informativa sul territorio, hanno consentito di risalire rapidamente all’identità del responsabile. In particolare sono emersi alcuni particolari dell’automobile tedesca di grossa cilindrata, tra cui un faro non funzionante, dettaglio che ha consentito di restringere il campo delle ricerche e passare al setaccio la mole di transiti registrati attraverso gli impianti di videosorveglianza comunali.
Le denuncia – La denuncia era stata formalizzata dal presidente della società,Galdino Peruzzo. La Sc Padovani hanno era già in possesso della targa dell’automobile, una Bmw Touring di colore scuro, da cui sarebbero stati esplosi i due colpi.
La vicenda – La vicenda risale a sabato scorso, quando i ciclisti erano impegnati nella preparazione atletica pre-natalizia lungo la strada statale 12, dove erano seguiti da vicino dalle tre ammiraglie del team. Una volta rientrati al quartier generale stabilito in questi giorni al Veronello Resort, il team ha provveduto a raccogliere immediatamente tutte le testimonianze e le immagini. “Siamo sollevati che tutti i ragazzi siano sani e salvi dopo quanto successo ieri“, commenta il presidente Galdino Peruzzo. “Si tratta di una vicenda terribile che ci auguriamo non si ripeta mai più: la strada è la palestra dei nostri ragazzi e, come società, abbiamo provveduto ad adottare tutte le misure del caso per farli pedalare in sicurezza. Purtroppo, di fronte alla follia di certi soggetti, non possiamo davvero fare nulla“.
Un perturbazione porta da oggi precipitazioni abbondanti specie al Nord-Ovest e Isole Maggiori
Neve in arrivo – (Ipa)
Gli amanti del bianco Natale saranno accontentati. Almeno in alcune zone d’Italia, dove una perturbazione porta neve e maltempo invernale a causa di un vortice alimentato da correnti più fredde orientali.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che il tempo durante le feste mostrerà una spiccata dinamicità. Gli effetti di questo peggioramento meteo si avranno fin da oggi, lunedì 22 dicembre, con precipitazioni abbondanti specie al Nord-Ovest e Isole Maggiori. Attenzione perché sulle Alpi Occidentali avremo copiose nevicate con accumuli anche di 100-120 centimetri di neve fresca in sole 24 ore nella zona di Artesina e Prato Nevoso (Alpi Marittime). Un fenomeno davvero importante come non si vedeva da anni in questa zona.
Tra martedì 23 e venerdì 26 sul Mediterraneo centro-occidentale resterà intrappolata un’area di bassa pressione con maltempo diffuso sull’Italia. Oltre a piogge sparse un po’ ovunque e a venti sostenuti dai quadranti orientali (SE-E-ENE-NE), avremo anche il ritorno della neve a quote relativamente basse sull’Appennino settentrionale. Da segnalare anche una burrascosa Bora a Trieste.
Questo vortice nel Mediterraneo infatti verrà alimentato costantemente da fredde correnti da Est con un inevitabile calo termico e abbassamento della quota neve su alcune zone. Sui rilievi al confine tra Liguria, Emilia e Toscana, si osserveranno nevicate oltre i 700-800 metri con accumuli oltre i 1000 metri di quota.
Sarà inveceun bianchissimo Natale in tutte le aree sopra i 1000-1200 metri sul Piemonte occidentale e meridionale e in Valle d’Aosta. Anzi, attenzione se dovete muovervi verso queste zone, perché oltre i 1200-1300 metri di quota gli accumuli supereranno facilmente i 150 centimetri. Sorprese anche a Cuneo città.
Dal nulla al troppo, tipico di questi ultimi anni, tipico comportamento del riscaldamento globale.
NEL DETTAGLIO
Lunedì 22.Al Nord: maltempo al Nord-Ovest. Neve oltre i 1300 metri.Al Centro: asciutto, ma con cielo molto nuvoloso.Al Sud: rovesci sui settori ionici.
Martedì 23. Al Nord: piogge sparse al Nordovest e in Emilia. Neve su Ovest Alpi. Al Centro: maltempo sulle Tirreniche. Al Sud: piuttosto instabile.
Mercoledì 24. Al Nord: piogge diffuse, neve in montagna. Al Centro: instabile su tirreniche e Marche. Al Sud: piogge in Campania, meglio altrove.
Tendenza: torna l’alta pressione, ma farà via via più freddo.
Migliaia di segnalazioni a partire dalle 10 al sito Downdetector
Tim down dalla mattinata di oggi, lunedì 22 dicembre. Problemi con la sono stati segnalati al portale Downdetector a partire dalle 10 dove sono arrivate oltre 6.000 segnalazioni da tutta Italia.
Da Milano a Santa Maria di Leuca gli utenti lamentano disservizi di cui oltre la metà per problemi alla linea internet da rete fissa. Segnalati anche malfunzionamenti della rete mobile. “Non va ne linea casa ne linea cellulare, non funziona la segnalazione guasto da sito e da app e non funziona il 187“, riferisce sconfortato uno degli utenti.
A Nunspeet era prevista una sfilata di luci. Ancora poche e incerte le informazioni sull’episodio
I soccorsi sul posto (foto X)
A Nunspeet, nella provincia centrorientale della Gheldria (Paesi Bassi), un’auto è finita contro una folla. Sono almeno 9 le persone rimaste ferite, di cui tre gravi. La polizia fino a questo momento esclude un gesto volontario.
Il post della polizia dei Paesi Bassi orientali, provincia della Gheldria (foto X)
L’auto sulla folla durante la parata natalizia – “Non sembra frutto di un atto volontario”, ha riferito la polizia locale sul suo profilo X, lasciando intendere che si tratti dunque di un incidente. Anche i principali quotidiani olandesi, tra cui il De Telegraaf, riportano questa ricostruzione. Ma le indagini degli inquirenti sono ancora all’inizio.
L’allarme è scattato poco prima delle 19 all’incrocio tra Oenenburgweg ed Elburgerweg. Il gruppo di persone investito stava aspettando il passaggio della parata natalizia che ogni anno tocca i quattro villaggi circostanti con una sfilata di luci. Alla guida dell’auto, a quanto pare, c’era una donna di 56 anni che ha riportato ferite lievi. A causa dell’incidente, la parata è stata interrotta.
Sui social è intervenuto anche Geert Wilders, il presidente del gruppo parlamentare Pvv alla Camera dei deputati olandese: “Forza a Nunspeet, ai feriti e ai servizi di emergenza“.
Le condizioni poste dalla AFC, la confederazione asiatica che avrebbe ospitato la partita, non hanno permesso di arrivare a un sì. È uscito anche un comunicato congiunto tra Serie A e il governo della Western Australia
L’Optus Stadium di Perth
Milan-Como non si giocherà a Perth. La lunga trattativa delle scorse settimane, arrivata vicina alla chiusura, è saltata. Il Milan e la Lega hanno fatto di tutto per portare in porto questa idea, che nasceva con logiche commerciali e di valorizzazione della Serie A in Australia. Le condizioni poste dalla AFC, la confederazione asiatica che avrebbe ospitato la partita, però non hanno permesso di arrivare a un sì. È logico che, molto oltre l’aspetto di campo, questa sia stata una grande partita politica, con interessi divergenti sul tema delle partite di campionato da giocare in un’altra nazione o in un altro continente.
A sorpresa – Il finale stupisceperché Lega, Milan e Como avevano accettato alcune condizioni non semplici, come la scelta dell’arbitro, da individuare tra i direttori di gara della federazione asiatica, e questioni di naming sull’uso di nome e logo della Lega Serie A. Inoltre, giovedì scorso, il presidente di Lega Simonelli si era sbilanciato prima della semifinale di Supercoppa tra Milan e Napoli, dichiarando che la partita si sarebbe giocata in Australia: “Milan-Como si giocherà a Perth l’8 febbraio. L’incontro con Infantino è stato molto cordiale – aveva detto Simonelli -. Avevamo una serie di dubbi sulle condizioni poste per giocare la partita a Perth. Soprattutto ci è stato imposto di avere arbitri stranieri (Var compreso, ndr), mentre noi abbiamo una grande fiducia nei nostri direttori di gara. Abbiamo parlato con Collina (presidente della Commissione Arbitrale della FIFA, ndr), che ci ha dato ampie garanzie sulla qualità di questi arbitri. Ha in mente uno o più direttori di gara di altissimo livello. Noi accetteremo questa condizione, poi ci sono altre cose da mettere a posto”. Qui sono subentrati gli ostacoli decisivi. La Afc, nel suo dialogo con la federcalcio australiana, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rispettare le normative e i regolamenti per le competizioni. Si è aperto quindi un tema di garanzie ed eventuali penali, che avrebbe coinvolto anche il Governo dell’Australia Occidentale (Western Australia), figura chiave nell’organizzazione della partita. Chi avrebbe risposto in caso di sanzioni? Con poco tempo a disposizione e un numero crescente di problematiche, si è deciso di soprassedere. Quanto al ruolo di Collina, da ambienti Fifa si apprende che l’incontro con Simonelli è stato un colloquio rapido e informale, quindi senza alcun tipo di garanzia, avvenuto in Qatar a margine dell’Intercontinentale tra Psg e Flamengo.
Il comunicato – La decisione è stata poi ufficializzata e spiegata attraverso un comunicato congiunto redatto dalla Serie A e il governo della Western Australia. “I piani per ospitare a Perth la prima partita ufficiale di un Campionato europeo fuori dai confini nazionali sono stati annullati – si legge nella nota – in seguito all’accordo condiviso tra la Lega Calcio Serie A e il governo del Western Australia. Entrambe le parti hanno preso questa decisione a causa dei rischi finanziari che non è stato possibile contenere, delle condizioni di approvazione onerose e delle complicazioni dell’ultimo minuto al di fuori del loro controllo. La partita proposta sarebbe stata la prima volta in cui una gara di Campionato europeo di alto livello, valevole per l’assegnazione di punti, sarebbe stata giocata al di fuori dei confini nazionali, rappresentando un’opportunità unica per la Western Australia di scrivere la storia del calcio internazionale“. Rita Saffioti, Tesoriere dell’Australia Occidentale, ha fatto capire quale sia stata la questione centrale: “È deludente, ma è la decisione giusta. Non eravamo disposti a esporre la Western Australia a un livello di rischio inaccettabile. Abbiamo fatto tutto il possibile per portarlo a termine, ma la politica calcistica, le questioni legali e la burocrazia sono stati un ostacolo“.
Le parole di Simonelli – Nel comunicato si leggono anche le parole di Ezio Simonelli, Presidente della Lega Calcio Serie A. “Nonostante la Lega Calcio Serie A avesse seguito puntualmente e correttamente il complesso iter autorizzativo, durato diversi mesi, attraverso l’approvazione dei Club partecipanti, dell’Assemblea di Lega Calcio Serie A, del Consiglio Federale FIGC, dell’UEFA Executive Committee, della Federazione Australiana, e avesse accettato perfino condizioni sportive assai poco condivisibili imposte dalla Asian Football Confederation (AFC), a fronte di un’escalation di ulteriori e inaccettabili richieste sopraggiunte nelle ultime ore da parte dell’AFC nei confronti della Federazione Australiana e di conseguenza del Governo della Western Australia e della Lega Calcio Serie A, è diventato impossibile disputare la partita Milan-Como a Perth il prossimo 8 febbraio. Nell’esprimere rammarico per l’epilogo di questo progetto, continuiamo ad essere fermamente convinti che questa conclusione sia un’occasione persa nel progetto di crescita del calcio italiano a livello internazionale, che priva peraltro i tantissimi tifosi della Serie A all’estero di vivere il sogno di assistere dal vivo a una partita della loro squadra del cuore”.
Aveva 74 anni, inglese con origini italiane. Ecco come è nato il brano natalizio che lui non voleva fosse pubblicato
Christopher Anton Rea (Middlesbrough, 4 marzo 1951 – Berkshire, 22 dicembre 2025) è stato un cantante e chitarrista britannico.
Il musicista e cantante inglese Chris Rea, reso popolare nel mondo dalla suaDriving home for Christmas è morto a 74 anni appena tre giorni prima di Natale, dopo una breve malattia. In una dichiarazione a nome della moglie e delle due figlie, la famiglia ha affermato: “È con immensa tristezza che annunciamo la morte del nostro amato Chris. È mancato serenamente in ospedale questa mattina, dopo una breve malattia, circondato dalla sua famiglia. La musica di Chris ha creato la colonna sonora di molte vite e la sua eredità continuerà a vivere attraverso le canzoni che lascerà dietro di sé”.
Papà italiano, Camillo Rea, originario di Arpino, provincia di Frosinone, e mamma irlandese, Chris Rea è nato nel Middlesbrough nel nord dello Yorkshire da una famiglia che possedeva un chiosco di gelati. Iniziò a cantare e suonare la chitarra all’inizio degli anni Settanta in una band chiamata Magdalene, che vinse un importante concorso nazionale nel 1975 senza però ottenere un contratto.
Rea ottenne la fama nella seconda metà degli anni ’70 e ’80 con canzoni come Fool (If You Think It’s Over) e Let’s Dance. Il suo album di debutto, intitolatoWhatever Happened To Benny Santini?, un riferimento al nome d’arte che la sua etichetta discografica voleva che adottasse, uscì nel 1978. Il suo primo album ha raggiunto il primo posto in classifica nel 1989 conThe Road to Hell, e anche l’album Auberge, pubblicato nel 1991 è arrivato ai primi posti. Brani più melodici e personali come Josephine (1985) e On the Beach (1986) gli hanno dato popolarità.
Ma è stata la hit natalizia Driving Home for Christmas, pubblicata per la prima volta nel 1986, a consegnargli il successo più duraturo. L’ispirazione per la canzone, come ricostruisce la BBC, risale a un momento difficile per il musicista: era il 1978, il suo contratto discografico era scaduto e si era separato dal suo manager. La casa discografica si era rifiutata di pagargli il biglietto del treno per andare da Londra a casa sua a Middlesbrough e gli avevano ritirato la patente, così sua moglie andò a prenderlo con la sua vecchia Austin Mini. Sulla via del ritorno, iniziò a nevicare e rimasero bloccati nel traffico. Rea raccontava: “Guardavo gli altri automobilisti, che sembravano tutti così tristi. Scherzando, iniziai a cantare ‘Stiamo guidando verso casa per Natale…’, poi, ogni volta che i lampioni illuminavano l’interno dell’auto, mi mettevo a scrivere il testo”. In realtà però poi Rea non avrebbe voluto pubblicarla perché si stava facendo una carriera con la sua slide guitar. “Non avevo bisogno di una canzone natalizia a quel punto – aveva raccontato – Feci tutto il possibile per convincerli a non pubblicare quel disco. Per fortuna invece lo fecero!“. Era il Natale del 1986, 39 anni dopo la sua canzone è tornata la scorsa settimana al numero 30 nella classifica britannica. Oltre al repertorio natalizio, Rea ha lasciato un catalogo vasto e variegato, che spazia dal rock melodico al blues più puro, influenzando generazioni di musicisti.
Chris ha conosciuto la moglie Joan quando aveva 16 anni a Middlesbrough. La coppia ha avuto due figlie: Josephine, nata il 16 settembre 1983, e Julia Christina, nata il 18 marzo 1989.
Metcalf, ricevitore di Pittsburgh, colpisce un tifoso di Detroit
Metcalf colpisce il tifoso
La star discute con il tifoso e gli molla un pugno. Succede nella domenica della National Football League e in una delle partite di cartello, quella tra i Detroit Lions e i Pittsburgh Steelers. Il protagonista dell’episodio è DK Metcalf, ricevitore degli Steelers e stella dell’attacco del team. Le telecamere della Cbs documentano lo scambio ravvicinato con un tifoso di Detroit nel corso del secondo quarto della partita.
Il fan, che indossa una parrucca blu, si sporge dalla balaustra. Il tifoso e Metcalf hanno un scambio verbale ravvicinato prima che il giocatore sferri un destro al volto dello spettatore. Il tifoso, quasi incredulo, alza le braccia per segnalare l’episodio mentre il wide receiver di Pittsburgh si allontana e riprende il proprio posto tra i compagni. Per lui, durante il match, nessun provvedimento disciplinare.
Tutti illesi i ragazzi della storica squadra veneta
La Sc Padovani, storica squadra di ciclismo, è stata vittima di un gravissimo episodio mentre era in allenamento sulle strade della provincia di Verona: “Una soleggiata mattinata di allenamento invernale, con il gruppo della Sc Padovani Polo Cherry Bank che si allena su strada seguito dallo staff in ammiraglia” si legge nel comunicato del team. “All’improvviso una autovettura di colore scuro affianca i ragazzi in bicicletta, il conducente abbassa il finestrino ed esplode due colpi di pistola contro gli atleti. I ragazzi hanno appena il tempo di abbassarsi per lo spavento, poi l’auto scappa via senza lasciare alcuna traccia di sé“. Questo il racconto riportato sul sito e sui social del team: “Shock e sgomento l’hanno fatta da padrone ieri al training camp pre-natalizio della formazione padovana dopo quanto accaduto nella tarda mattinata mentre il gruppo diretto dai DS Dimitri Konychev, Matteo Paiola, Franco Lampugnani e Biagio Conte era impegnato in allenamento in Val d’Adige. Il programma prevedeva delle sessioni in doppia fila, così la rosa è stata suddivisa in due gruppo di 7 atleti ciascuno impegnati lungo la SS12 nei pressi di Dolcè e seguiti da vicino dalle tre ammiraglie del team – prosegue la nota -. In una fase di trasferimento, mentre l’ammiraglia aveva allungato per attendere gli atleti al punto di ritorno, è avvenuto il terribile agguato.
Testimonianze e immagini raccolte – Un episodio che ha scioccato atleti, staff e dirigenti e che avrebbe potuto avere dei risvolti ben più gravi; una volta rientrati al quartier generale stabilito in questi giorni al Veronello Resort, la società ha provveduto a raccogliere tutte le testimonianze e le immagini che documentano l’accaduto per depositare denuncia alle autorità”. “Siamo sollevati che tutti i ragazzi siano sani e salvi dopo quanto successo ieri. Si tratta di una vicenda terribile che ci auguriamo non si ripeta mai più: la strada è la palestra dei nostri ragazzi e, come società, abbiamo provveduto ad adottare tutte le misure del caso per farli pedalare in sicurezza. Purtroppo, di fronte alla follia di certi soggetti, non possiamo davvero fare nulla“, le parole del presidente, Galdino Peruzzo.
Non il primo episodio – “Quanto è successo ieri in Val d’Adige, peraltro, non è l’unico episodio di aggressione da parte di automobilisti agli atleti della Padovani impegnati in allenamento in queste settimane – prosegue il presidente Peruzzo -. Va ricordato che anche nello scorso mese di settembre Marco Palomba era stato investito da un pirata della strada, è necessario sensibilizzare tutti coloro che si mettono al volante ad una cultura di maggiore rispetto. La zona del Lago di Garda è una delle più ospitali e adatte per allenarsi in questo periodo. Ogni giorno tracciamo con cura e attenzione i percorsi di allenamento per evitare le principali arterie di comunicazione e gli orari di maggior traffico, non a caso ci eravamo spostati in Val d’Adige, su una strada scorrevole e piuttosto ampia che di sabato è libera dal traffico pesante. I nostri atleti indossano del vestiario visibile e hanno sulle proprie bici le luci per farsi notare dagli automobilisti. Abbiamo seguito i ragazzi dal primo all’ultimo chilometro, ogni tanto con l’ammiraglia diamo la possibilità agli autisti di sorpassare, però serve maggior rispetto” ha aggiunto il ds Dimitri Konychev.
Articolo di alessandro54, realizzato con il supporto di ChatGPT, AI di OpenAI.
Incanto Quartet
Le Incanto Quartet sono un quartetto vocale italiano nato dall’incontro di quattro soprani di formazione classica con la comune passione per la musica lirica e il repertorio pop-crossover. Il progetto fonde la tecnica lirica con brani del repertorio contemporaneo, creando uno stile che attinge alla grande tradizione vocale italiana ma che parla anche al pubblico moderno.
🎤 Le voci del quartetto
📍 Rossella Ruini – Originaria di Firenze, Rossella è un soprano dal timbro lirico ricco e versatile, capace di spaziare dal repertorio classico ai brani più moderni. Nel corso della sua formazione e carriera ha lavorato con figure di rilievo come Nino Rota, Ennio Morricone e Pino Daniele, partecipando anche a produzioni liriche e musicali e prestando la voce in contesti cinematografici e televisivi.
📍 Laura Celletti – “La Ciociara” del gruppo, con una voce da lirico leggero dal colore timbrico profondo.Laureata al Conservatorio, ha affrontato repertorio sacro, cameristico e opere di Mozart e Rossini. Ha anche portato la musica italiana oltre confine, rappresentando il Belcanto in sedi istituzionali, e si dedica anche all’insegnamento.
📍 Francesca Romana Tiddi – Soprano dal timbro più scuro e potente, Francesca ha una solida carriera lirica alle spalle, con ruoli principali in opere come Cavalleria Rusticana, Boheme e Tosca. Ha interpretato importanti produzioni in spazi prestigiosi, dal Festival Pucciniano al Teatro Verdi di Trieste.
📍 Claudia Coticelli – La “voce dark” del quartetto, partenopea di nascita e temperamento. Claudia combina il repertorio lirico con passioni più popolari e moderne, con esperienze anche nel mondo televisivo (tra cui The Voice Italia). La sua voce è un ponte naturale tra classico e moderno.
📜 Storia e percorso artistico – Le quattro artiste si sono conosciute alla fine del 2010 come componente di un precedente quartetto soprano chiamato Div4s. Con quella formazione hanno girato il mondo esibendosi in Europa, Russia, Emirati Arabi, Cina e più volte accanto ad artisti di fama internazionale come Andrea Bocelli, Michael Bolton, SealeJames Blunt.
Nel maggio 2013 il gruppo ha deciso di dare vita a un nuovo progetto artistico con un’identità propria, Incanto Quartet, abbandonando il nome precedente. Da allora si sono esibite in teatri, sale da concerto e rassegne in Italia e all’estero, proponendo concerti dal titolo come L’Opera incontra il Pop, in cui le voci liriche si coniugano con sonorità moderne e melodie del repertorio internazionale e italiano.
🎶 Stile e repertorio – La cifra artistica delle Incanto Quartet sta nel crossover ponderato: non si tratta di pop leggero cantato con tecnica lirica, né di opera tradizionale eseguita con rigore accademico. Il risultato è un equilibrio musicale in cui:
learie operisticheconservano rispetto per la loro origine;
i classici italiani e internazionali vengono ri-arrangiati con gusto;
i brani pop vengono interpretati con sensibilità vocale e armonie elaborate.
Questo approccio ha permesso al quartetto di raggiungere un pubblico eterogeneo: dagli appassionati di lirica ai fruitori di musica leggera, fino a chi ama le sonorità eleganti e sofisticate, ma non dogmatiche.
🌍 Attività dal vivo – Le Incanto Quartet si sono esibite in numerose città italiane (Roma, Firenze, Milano, Taormina, Siena) e in molte piazze internazionali (Mosca, New York, Doha e altri centri europei) con tournée e apparizioni in contesti importanti.
Un esempio recente della loro attività dal vivo è il Concerto di Natale al Teatro Cilea di Reggio Calabria nel dicembre 2024, accompagnate dall’Orchestra del Conservatorio Cilea, dove hanno presentato un programma che ha abbracciato melodie classiche e moderne con grande partecipazione del pubblico.
⭐ Valutazione artistica – Le Incanto Quartet offrono una proposta raffinata e coerente, dove la tecnica lirica viene valorizzata senza sacrificare l’accessibilità. La loro impressione sul palco è quella di un ensemble solido, con affiatamento maturato in anni di concerti e tournée. La varietà delle esperienze individuali delle cantanti arricchisce la performance complessiva, dando al pubblico una gamma di colori vocali e interpretativi difficilmente riscontrabile in formazioni omogenee.
🎼 Conclusione – Le Incanto Quartet rappresentano un progetto musicale che valorizza la grande tradizione vocale italiana e la tramuta in un linguaggio contemporaneo e coinvolgente. Per chi ama l’eleganza del canto lirico ma desidera un’esperienza che attraversi epoche, stili e emozioni diverse, il quartetto resta una proposta di alta qualità artistica e squisita musicalità.
Secondo quanto riportato da Motorsport Magazin, la Mercedes avrebbe trovato un modo per aggirare il regolamento tecnico sulle power unit
F1 2026, subito discussioni sulle power unit
La nuova era di monoposto di Formula 1 non ha neanche acceso i motori, ma potrebbero essere già nati i primi fronti all’interno del paddock. Secondo quanto ha riportato la testata tedesca Motorsport Magazin, c’è una disputa tra i produttori di power unit sull’interpretazione del nuovo ciclo e che si concentra sul rapporto di compressione dei cilindri: la Mercedes, e forse anche la Red Bull (che dal 2026 si metterà “in proprio” con l’aiuto di Ford), avrebbe trovato il modo di aggirare quanto previsto dal punto 5.4.3 del regolamento tecnico, aumentando il rapporto in pista ma facendolo rientrare nei parametri consentiti a motore spento. Ferrari, Audi e Honda avrebbero già sollecitato la Federazione a intervenire e sarebbero già pronti a protestare a Melbourne, invocando il punto 1.5 del regolamento tecnico in cui si rimarca che le vetture devono essere pienamente conformi in ogni momento della competizione.
Nel regolamento tecnico si sottolinea che “nessun cilindro del motore può avere un rapporto di compressione geometrico superiore a 16.0. La procedura per misurare questo valore sarà specificata da ciascun produttore di power unit in base al documento guida FIA-F1-DOC-C042 e eseguita a temperatura ambiente“. Un portavoce della Federazione ha dichiarato alla testata tedesca che “la dilatazione termica può influenzare le dimensioni a temperatura di esercizio, ma le normative attuali non richiedono misurazioni a temperature elevate. La questione continuerà a essere discussa nei forum tecnici con i produttori di motori. La FIA esamina costantemente tali questioni per garantire equità e chiarezza. In futuro potrebbero essere prese in considerazione modifiche ai regolamenti o alle procedure di misurazione“.
Cos’è il rapporto di compressione – Il rapporto di compressione è uno dei parametri più importanti di un motore termico e descrive il rapporto tra il volume massimo e minimo all’interno del singolo cilindro in base alla posizione del pistone durante la sua corsa. Messa in altri termini, è un indicatore di quanto il motore riesce a comprimere la miscela di aria-carburante. A parità di condizioni,quanto più alto è il rapporto di compressione, tanto più il motore lavora in una finestra migliore dal punto di vista dell’efficienza. Il risultato è una maggiore potenza utile ottenuta dallo stesso quantitativo di benzina oppure una riduzione dei consumi a parità di cavalli, sottoponendo però i componenti meccanici a pressioni, temperature e quindi stress più intensi.
Con i regolamenti 2026,la Federazione ha ridotto il rapporto di compressione da 18 a 16, al fine di limitare le prestazioni del motore termico a fronte della potenza triplicata della parte elettrica. Come giustamente osserva Christian Menath su Motorsport Magazin, però, la norma presenta alcune problematiche affini ai test di flessibilità delle ali, risiedenti nella difficoltà a replicare in fase di verifica le esatte condizioni di utilizzo. Quando il motore è operativo, infatti, le bielle, l’albero, i pistoni e in generale i componenti interni raggiungono temperature elevate, andando incontro a deformazioni termiche che ne alterano le dimensioni e potenzialmente anche i leveraggi e il rapporto di compressione, sebbene venga difficile immaginare la modalità con cui qualcuno possa avere sfruttato tutto questo.
Gli scenari – È bene ribadire che si tratta di un’indiscrezione da confermare, che però i team non hanno smentito e anzi la Federazione ha commentato.Un altro segnale arriva dalla nuova versione del regolamento tecnico rilasciata a dicembre, dove all’articolo 5.4.3 inerente al rapporto di compressione è stato aggiunto che la procedura per la sua misurazione “deve essere approvata dal Dipartimento Tecnico della FIA e inclusa nel dossier di omologazione del produttore di power unit”. Qualora un produttore di power unit avesse effettivamente trovato un sistema per aggirare il regolamento, avrebbe certamente un vantaggio competitivo non solo in termini di potenza ma di efficienza, con guadagni nel tempo sul giro.
Recuperare per la concorrenza non sarebbe semplice. Da regolamento, infatti, l’albero motore non sarà più modificabile dopo il 2026, mentre la camera di combustione, i pistoni e le bielle potranno essere aggiornati una sola volta nel 2027 e poi ancora nel 2029. Il tutto a meno che un motorista non risulti conforme all’ADUO, le opportunità di sviluppo extra assegnate a chi verrà riscontrato un ritardo di potenza del motore termico da quello più performante in griglia del 3%, pari a circa una quindicina di cavalli. Viceversa, se la FIA riscontrasse effettivamente questo meccanismo e lo ritenesse irregolare, sarebbero i team coinvolti a trovarsi in difficoltà.
Al centro del verdetto un canone risalente al 1998
Potrebbe essere messa la parola fine ad un contenzioso che dura da parecchi anni. La Corte di Cassazione ha sciolto i suoi dubbi e è espressa a favore di Tim sul ricorso per la restituzione di un canone da oltre 1 miliardo di euro, versato nel 1998 allo Stato italiano.
La decisione dei giudici – Tim ha fatto sapere di aver ricevuto una comunicazione, nella giornata di sabato 20 dicembre, in merito alla sentenza della Corte di Cassazione che conferma la restituzione del canone concessorio preteso per il 1998, chiudendo così un contenzioso durato oltre 20 anni. La sentenza dei giudici “rigetta infatti il ricorso presentato dalla presidenza del Consiglio dei ministri e conferma in via definitiva la decisione della Corte d’appello di Roma dell’aprile 2024“, si legge in una nota. La somma dovuta è pari al canone originario, di poco superiore a 500 milioni di euro, più la rivalutazione e gli interessi maturati, per un totale di poco superiore a 1 miliardo di euro.
Dietro il verdetto c’è una lunga storia di ricorsi. Nel 2024 la Corte d’appello di Roma aveva dato ragione al gruppo ma lo Stato si era nuovamente appellato alla Cassazione. A maggio, la Corte suprema italiana aveva rinviato la decisione finale sul caso, per fare ulteriori accertamenti e stabilire se la richiesta iniziale di Tim fosse stata presentata al tribunale competente. L’origine del contenzioso invece risale al 1998, l’anno successivo alla liberalizzazione del settore quando la Finanziaria per l’anno successivo stabilì il pagamento del contributo obbligatorio agli operatori di tlc calcolato in base al fatturato, in sostituzione del canone di concessione ormai inapplicabile. Al gruppo furono chiesti 528,7 milioni di euro: 385,9 milioni relativi a Telecom Italia e 142,8 milioni all’allora Telecom Italia Mobile (Tim).
Le Strange Kind of Women non sono un’operazione nostalgica né una trovata da palcoscenico. Sono, prima di tutto, una band che suona, e che affronta uno dei repertori più difficili della storia del rock: quello dei Deep Purple dell’epoca d’oro. E già questo basta a distinguerle da molte formazioni tributo nate e consumate in fretta.
Attive da oltre un decennio, le Strange Kind of Women hanno costruito la propria credibilità sul palco, non in studio. Nessuna discografia ufficiale, nessun disco dal vivo da vendere: una scelta che, oggi, suona quasi anacronistica ma coerente. È il pubblico, concerto dopo concerto, a decretarne il valore. Esattamente come si faceva una volta.
Il punto di forza è l’equilibrio tra fedeltà e personalità. I brani dei Deep Purple vengono eseguiti rispettando struttura, dinamiche e spirito originale, senza modernizzazioni forzate. L’Hammond è centrale, la chitarra dialoga con le tastiere come impone la tradizione, la sezione ritmica lavora compatta e con swing, evitando l’approccio meccanico tipico di molte cover band.
La voce affronta l’eredità di Ian Gillan con intelligenza: niente caricature, niente imitazioni esasperate, ma interpretazione controllata e rispetto delle tensioni originali. È una scelta matura, che privilegia la resa complessiva del brano piuttosto che l’effetto immediato.
La formazione — composta da musiciste esperte e riconosciute — è stabile e affiatata. Questo si sente soprattutto nei pezzi più lunghi e complessi, dove il gruppo respira insieme e dimostra di conoscere davvero il linguaggio dei Deep Purple, non solo le note. Child in Time, Lazy o Burnnon lasciano spazio all’improvvisazione dilettantesca: o li sai suonare, o è meglio evitarli.
Le Strange Kind of Women hanno suonato e suonano anche in Italia, oltre a essere molto richieste all’estero, soprattutto nei paesi dove la cultura rock è ancora presa sul serio. Non cercano il grande evento mediatico, ma il concerto vero, nei club e nei teatri, davanti a un pubblico che sa ascoltare.
In definitiva, le Strange Kind of Women rappresentano un tributo fatto con coscienza storica.Non riscrivono la storia dei Deep Purple, ma la tengono viva, con rispetto e competenza. In tempi di revival superficiali, è un approccio raro e, proprio per questo, prezioso.
Le Strange Kind of Women nascono in Italia intorno al 2010, dall’idea di alcune musiciste con una formazione solida e una passione autentica per l’hard rock degli anni Settanta. Fin dall’inizio il progetto è chiaro: rendere omaggio ai Deep Purple senza stravolgerli, prendendo come riferimento soprattutto la formazione classica Mark II (Blackmore, Gillan, Lord, Glover, Paice).
La scelta di essere una band interamente femminile non nasce come operazione di immagine, ma come fatto naturale:musiciste che si trovano, provano, studiano i dischi e salgono sul palco. Il nome stesso, Strange Kind of Women, è un richiamo diretto a uno dei brani simbolo dei Deep Purple, e anche una dichiarazione di carattere.
I primi anni sono di gavetta vera: locali, festival, palchi piccoli e medi, con un repertorio impegnativo che non concede scorciatoie. Brani come Child in Time, Burn, Speed King o Lazy mettono subito alla prova chiunque, e il pubblico rock — quello che conosce i dischi — non perdona. Proprio questo confronto continuo contribuisce a far crescere il gruppo.
Con il tempo arrivano riconoscimenti e inviti anche all’estero, soprattutto in Germania,Austria e Svizzera, paesi dove la cultura del tributo è presa sul serio e il pubblico è esigente. Le Strange Kind of Women si costruiscono così una reputazione basata su:
fedeltà agli arrangiamenti originali,
rispetto per il suono Hammond–chitarra tipico dei Purple,
un approccio da concerto “anni ’70”, più che da spettacolo moderno.
Nel corso degli anni ci sono stati cambi di formazione, come succede in tutti i gruppi longevi, ma il progetto è rimasto coerente: niente mode, niente contaminazioni inutili, solo rock suonato come una volta.
In sintesi: una band che ha fatto della continuità, dello studio e del palco la propria storia, mantenendo vivo un repertorio che appartiene alla grande tradizione del rock duro europeo.
I membri della bandStrange Kind of Women sono ben noti e consolidati, e non si tratta di nomi casuali ma di musiciste attive e riconosciute nel panorama rock/strumentale italiano ed europeo.
Questa formazione è quella che ha suonato più spesso dal vivo e rappresenta l’identità moderna delle Strange Kind of Women:
Alteria – voce (frontwoman)
Eliana Cargnelutti – chitarra e cori (fondatrice del progetto)
Paola Zadra – basso
Margherita Gruden – organo Hammond / tastiere
Chiara Cotugno – batteria
Tutte e cinque sono musiciste professioniste con ruoli di rilievo nei loro strumenti, con esperienza anche in altri contesti musicali oltre alla tribute band.
📌 Note su alcuni componenti
Eliana Cargnelutti è particolarmente apprezzata come chitarrista rock/blues a livello internazionale e ha guidato il progetto fin dall’inizio, portandolo anche su palchi europei prestigiosi.
Alteria, oltre a essere cantante della tribute band, è anche una voce nota nella scena rock italiana.
In passato, in alcune registrazioni e video promozionali altri nomi sono apparsi (come Valentina Bartoli alle tastiere o Paola Caridi alla batteria), ma l’organico principale è quello sopra riportato.
🎤 Perché è significativo – Il fatto che la formazione sia costante e composta da professioniste affermate conferisce al progetto una credibilità che va oltre la semplice cover band. Queste musiciste non si limitano a eseguire canzoni celebri: affrontano repertori tecnicamente impegnativi, con strumenti e arrangiamenti fedeli agli originali dei Deep Purple.
👩🎤🎸Ecco una breve biografia dei membri principali delle Strange Kind of Women, la tribute band italiana dei Deep Purple, con i profili più solidi e noti della formazione tradizionale del gruppo — quello che è stabile da anni nei live e nelle esibizioni internazionali
🎙️ Alteria – Voce: Una delle voci rock più apprezzate in Italia. Alteria non è solo cantante della band, ma è nota anche per il suo percorso come frontwoman di progetti rock alternativi. La sua esperienza e presenza sul palco danno alla tribute band l’energia e l’impatto di una vera rock performance.
🎸 Eliana Cargnelutti – Chitarra & Fondatrice: È la leader e chitarrista fondatrice del progetto Strange Kind of Women, nonché musicista con solidi crediti nel blues-rock italiano e internazionale. Lasua visione ha dato vita alla band e la sua chitarra è al centro del sound, con riff e assoli costruiti sul modello dei Deep Purple classici.
🎹 Margherita Gruden – Hammond & Tastiere: Responsabile delle parti di tastiera e del caratteristico suono Hammond che è essenziale nella musica dei Deep Purple. Gruden porta un tocco tecnico e classico, fondamentale per riprodurre l’atmosfera vintage dei brani originali.
🎸 Paola Zadra – Basso: Una bassista con esperienza, Paola porta solidità ritmica e precisione alle fondamenta del gruppo. Ha lavorato anche con altri artisti riconosciuti della scena italiana, dimostrando versatilità oltre al ruolo nella tribute band.
🥁 Chiara Cotugno – Batteria : La batterista del gruppo, Chiara, è una musicista tecnica e potente, capace di sostenere con forza i ritmi serrati e dinamici dei brani hard rock che caratterizzano il repertorio dei Purple.
🎧 Nota sulla formazione e variazioni: Nel corso degli anni, in alcune registrazioni video live o show del passato, possono essere comparse altre musiciste (ad esempio alla batteria o alle tastiere) nei primi periodi del progetto. Questo non toglie però che la line-up sopra elencata rappresenta la linea consolidata negli ultimi anni e quella che ha portato le Strange Kind of Women sui palchi europei più importanti