Violenti scontri tra i sostenitori dell’Aek e della Dinamo Zagabria
Il luogo dell’omicidio nei pressi dello stadio di Atene
Torna la Champions, torna la violenza.
Un 22enne tifoso dell’Aek Atene è stato pugnalato a morte la scorsa notte. E’ accaduto alla periferia della capitale greca, durante incidenti con i sostenitori della Dinamo Zagabria, stando a quanto ricostruito dalla polizia. Violenti scontri hanno contrapposto gruppi di ultrà, causando almeno otto feriti, tre greci e cinque croati. Il numero dei feriti è poi aumentato fino a diventare una ventina, nel frattempo l’Uefa, augurandosi che “i responsabili vengano al più presto assicurati alla giustizia” ha deciso dirinviare al 18 o 19 agosto la partita del terzo turno preliminare di Champions League, in programma allo stadio Agia Sophia, nel sobborgo ateniese di Nea Filadelfia.
Rimane invece fissata al 15 agosto la partita fra le due squadre a Zagabria, con divieto di trasferta per i supporter ospiti. Per la sfida di Atene la Dinamo Zagabria si era invece limitata ad invitare i propri sostenitori a non recarsi nella capitale greca, ma l’appello non è stato accolto e cento hooligans croati si sono messi in viaggio creando poi i problemi di cui sopra. Per i quali ora, in Grecia, il principale partito d’opposizione, della sinistra, ovvero Syriza, stigmatizza la mancanza di controlli efficaci da parte delle autorità preposte.
“Gli hooligans croati hanno alle spalle una lunga storia di attacchi e violenze – la nota diffusa da Syriza – e hanno attraversato il nostro paese con l’unica idea di creare problemi. Che misure preventive sono state messe in sotto nei loro confronti? Chi li ha sorvegliati durante il loro attraversamento della Grecia?“. Intanto c’è da prendere nota, come da comunicato della polizia di Atene, che “gravi incidenti sono scoppiati fuori dallo stadio Nea Filadelfia. Un giovane greco è stato accoltellato a morte“. Le forze dell’ordine hanno aggiunto che altre otto persone sono rimaste ferite a causa del lancio di sassi. Il ragazzo è stato portato in un ospedale di Atene, dove è deceduto nella notte per le ferite riportate.
Gruppi di sostenitori dei due club, noti entrambi anche per le frange decisamente ‘calde’ delle rispettive tifoserie, si sono scontrati nei pressi dello stadio, lanciando granate assordanti, pietre e ordigni incendiari e altri oggetti. Alcuni erano armati di bastoni. Le violenze sono iniziate circa un’ora e mezza dopo che la squadra ospite aveva lasciato il campo sotto scorta della polizia, che finora ha arrestato 96persone. E’ stata aperta un’inchiesta e gli arrestati saranno ascoltati dal pubblico ministero, secondo l’agenzia di stampa greca Ana. Nella capitale greca erano presenti un centinaio di ultrà del club croato, nonostante il divieto di trasferta loro imposto dalla Uefa. La violenza ha spesso macchiato le partite di calcio in Grecia e, dopo la morte di un giovane lo scorso anno, il governo ha innalzato la pena detentiva massima da sei mesi a cinque anni.
Dopo la condanna a una multa da 10 milioni di euro da parte della UEFA, la nuova proprietà dei Blues potrebbe pagare le azioni dell’ex patron anche per mano del massimo campionato inglese, che però non prevede la prescrizione.
Dopo la condanna a una multa da 10 milioni di euro da parte della UEFA, la nuova proprietà dei Blues potrebbe pagare le azioni dell’ex patron anche per mano del massimo campionato inglese, che però non prevede la prescrizione.
Come riporta il quotidiano inglese The Times, ora anche la Premier League ha aperto una indagine, sempre su segnalazione degli attuali dirigenti dei Blues, che mette nel mirino alcune transazioni irregolari con delle verifiche che sarebbero ancora in corso.
Il Chelsea ha già concordato con la UEFA una multa di 10 milioni di euro per le violazioni delle regole del Financial Fair Play (FFP). Il massimo organo del calcio europeo ha affermato che la multa riguardava «casi di rendicontazione finanziaria potenzialmente incompleta sotto la precedente proprietà del club».
Secondo indiscrezioni, nel corso dei controlli sarebbero stati individuati pagamenti a circa sei società offshore, che si ritiene siano stati collegati al trasferimento di giocatori. I pagamenti, che ammontano a cifre a sei zeri, sembrano non essere stati registrati come parte della rendicontazione finanziaria annuale del club a FA, Premier League e della UEFA.
Alcune delle società offshore sono statericondotte ad agenti e intermediari, anche se al momento le indagini non hanno fatto chiarezza su chi si celi dietro a queste realtà. Ma il tutto porterebbe alla Russia, paese di origine dell’ex patron del Chelsea Abramovich. Fra le transazioni incriminate anche quella versata al padre del difensore danese Andreas Christensen nell’operazione che lo portò nel 2012 a Stamford Bridge dal Brondby.
I documenti di Football Leaks, pubblicati dal quotidiano danese Politiken nel 2018, hanno mostrato come il Chelsea abbia ingaggiato Sten Christensen, padre di Andreas, come scout il giorno in cui hanno ingaggiato il difensore e lo hanno pagato 763.120 euro in quattro anni mentre era ancora il preparatore dei portieri dello stesso Brondby.
Essendo sotto indagine il periodo in cui Abramovich era proprietario del club, l’indagine della Premier League potrebbe veder coinvolte, anche solo come persone informate sui fatti, l’ex presidente del Chelsea Bruce Buck e Marina Granovskaia, le due persone principali incaricate di gestire il club durante l’ultima parte della proprietà di magnate russo.
Già nel giugno del 2022, quando Todd Boehly e il fondo Clearlake Capital finalizzarono l’acquisto del Chelsea, i nuovi proprietari trattennero dal prezzo concordato più di 100 milioni di euro come “assicurazione” per eventuali passività relative alla gestione Abramovich che sarebbero poi ricadute sulla nuova proprietà.
La UEFA, per stabilire la violazione e la conseguente multa, ha considerato i bilanci del Chelsea solamente a partire dal 2018, essendo quelli più vecchi di cinque anni ormai finiti in prescrizione per qualsiasi altra violazione. La prescrizione, però, non è prevista dal regolamento interno della Premier League che ora potrà passare al setaccio tutta la gestione Abramovich, in un caso che ricorda quello che vede al centro di indagini anche la gestione degli sceicchi per quanto riguarda il Manchester City.
Le motivazioni con cui la Soprintendenza ha posto il vincolo sul secondo anello del Meazza.
La “soluzione strutturale costituita da 132 portali” che costituisce “l’ossatura che sostiene le gradinate, le scale, le rampe di accesso, i ripiani e le passerelle di servizio”, oltre al fatto che con “la costruzione del secondo anello, per San Siro, finalmente, si completa l’immagine di vero e proprio stadio, che non aveva mai posseduto dalle origini”. Sono queste le motivazioni con cui Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano ritiene “che, per il secondo anello, possano sussistere i requisiti di interesse culturale”. È quanto si legge nei documenti inviati dalla stessa Soprintendenza al Comune di Milano nei giorni scorsi, come riportato dall’ANSA.
“Nel 2026 – si legge nei documenti -, in occasione delle ipotizzate fasi di demolizione dello stadio, la struttura del secondo anello (l’unica al momento a non essere stata valutata), avrà raggiunto il requisito della vetustà (>70 anni), e ricadrà nel regime di tutela de iure. Pertanto si dovrà procedere con una verifica dell’interesse culturale. Pur tuttavia, come anticipato, “alla luce dell’eccezionalità che caratterizza il procedimento in itinere” e delle esigenze di pianificazione da parte delle squadre e dell’amministrazione locale, il Comune di Milano, con la lettera che si riscontra, ha richiesto questa Soprintendenza una valutazione in via anticipata dell’interesse culturale del secondo anello dello stadio da sottoporre alla successiva valutazione della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale della Lombardia”.
“Tenuto conto dei fatti sopra delineati, questo Ufficio, viste le ricerche bibliografiche effettuate ed eseguito ulteriore sopralluogo in data 12.06.2023, nell’accogliere la nota di richiesta del Comune di Milano, ritiene di potere comunicare, in via anticianticipata,pata, l’impossibilità di negare la sussistenza di un interesse culturale semplice del secondo anello in vista della futura verifica, con le seguenti motivazioni:
Il secondo anello presenta una soluzione strutturale costituita da 132 portali che, coi relrelativi costoloni a sbalzo, costituisce l’ossatura che sostiene le gradinate, le scale, le rampe di accesso, i ripiani e le passerelle di servizio. Di particolare interesse è il disegno dei portali, che hanno la forma di due braccia tese in diagonale (l’una al di sopra delle gradinate del primo anello, l’altra al di fuori del vecchio muro perimetrale dello stesso), denominate nel gergo di cantiere, rispettivamente, “elefante” e “giraffa”. Nella struttura le scale hanno uno sbocco a “vomitorio”, una componente dello stadio classico. La rilevanza architettonica del secondo anello risiede nella capacità degli autori (Ing. Ferruccio Calzolari, Arch. Armando Ronca) di “tradurre i vincoli tecnici in espressività, e [lo stadio] aveva acquisito quell’aspetto fortementfortementee caratterizzato dalle rampe avvolgenti la costruzione in fasce plastiche di aggetti e rientranze e in alternanze di chiari e di scuri. Le stesse [rampe] assumono un suggestivo significato simbolico, portando la folla, vera protagonista delle architetture degli stadi, fin sulle pareti e trasformano le ordinarie murature in luoghi vissuti di percorsi dinamici” [Selvafolta, O., San Siro: la “Città dello Sport”,, in Sermisoni, S. (a cura di), San Siro. Storia di uno stadio,, Electa, Milano 1989, p. 66].
Con la costruzione del secondo anello, per San Siro, finalmente, si completa l’immagine di vero e proprio stadio, che non aveva mai posseduto dalle origini (in rapporto a quelli contemporanei di Torino, Genova, Bologna e Firenze), forma che si era appena profilata soltanto con il primo ampliamento del 1937-39. E’ evidente, quindi, dalle immagini storiche, come lo stadio fosse organicamente compiuto con la costruzione del secondo anello ancora quasi totalmente visibile e fruibile sotto le sovrastrutture del terzo anello e della copertura.
“Per quanto premesso, questa Soprintendenza ritiene che, per il secondo anello, possano sussistere i requisiti di interesse culturale semplice necessari per una verifica positiva ai sensi degli artt. 10 e 12 del DLgs n. 42/2004 e successive modifiche”, conclude la Soprintendenza.
Quasi la metà delle operazioni di mercato realizzate da società spagnole non hanno avuto seguito in termini di registrazione dei giocatori, che ora non possono scendere in campo.
Caos nella Liga spagnola, tra nuovi acquisti e le stringenti regole del FPF spagnolo che in questo momento sta bloccando poco meno della metà delle operazioni realizzate. Per poter iscrivere i giocatori acquistati nella lista dei calciatori utilizzabili in campionato, infatti, i club devono rispettare le norme economico-finanziarie della lega iberica, ma la situazione per diverse società è complessa.
Come riportato da Marca, infatti, solo 48 delle 90 operazioni effettuate sul mercato spagnolo hanno avuto seguito nella lista delle iscrizioni. Acquisti, rinnovi, primi contratti per giovani provenienti dalle categorie inferiori: poco meno della metà sono ancora in attesa. Chi ha completato tutti i propri acquisti è il Real Madrid, che ha già pronti giocatori come Bellingham, BrahimDiaz, Fran García, Guler e Joselu.
La situazione è diversa per il Barcellona, anzi all’esatto opposto: Xavi ha solo tredici giocatori della prima squadra iscritti e due di essi sono in procinto di lasciare il club, come Kessié e Dembélé. Nessun nuovo acquisto o giocatore con un nuovo contratto potrebbe esordire contro il Getafe nella prima giornata di campionato.
Oltre alle due grandi squadre, il problema con le iscrizioni è diffuso. Molti hanno fatto i compiti, come il Villarreal che ha già iscritto Denis, Terrats, Gabbia, Sorloth e Comesaña, ma molti altri non hanno nemmeno iniziato. Fino a tre squadre non hanno ancora effettuato alcuna iscrizione. Barcellona, Siviglia e Alavés sono a zero.
Alcuni dei giocatori ancora non iscritti sono:
Gündogan (Barcellona)
Oriol Romeu (Barcellona)
Isco(Betis)
Bellerín(Betis)
Marc Roca (Betis)
André Silva(Real Sociedad)
I club stanno provando a risolvere le varie situazioni: se non ci riusciranno, molti dovranno seguire le prime giornate dalla tribuna, una situazione che si è già verificata la scorsa stagione, ma che quest’anno è peggiorata in modo evidente.
La tv di Stato trasmetterà una gara a giornata del campionato femminile nel corso della stagione 2023/24
La Rai trasmetterà una gara in chiaro ogni giornata della Serie A femminile nel 2023/24. La notizia, anticipata da Giovanni Armanini (caporedattore italiano di Onefootball) su Twitter, ha trovato conferme da parte di Calcio e Finanza.
In particolare, la Rai è stata l’unica a presentare offerte per il pacchetto per la gara in chiaro nella stagione 2023/24 (l’ultima stagione prima della creazione della Lega Professionistica Serie A femminile a partire dal 1° luglio 2024), per cui le offerte scadevano nei giorni scorsi. La tv di Stato subentrerà a La7 e trasmetterà quindi una gara alla settimana in diretta, spendendo circa 250mila euro per acquisire i diritti per mandare in onda la sfida.
Non si tratta, tuttavia, dell’unico pacchetto in ballo per la Serie A femminile 2023/24: resta infatti ancora aperta l’asta per il pacchetto pay e per il pacchetto di diritti internazionali.
Per quanto riguarda le dirette a pagamento, la formula utilizzata ricalca quella della Serie B per il campionato nel ciclo 2021-2024. Il corrispettivo minimo cambia a seconda del numero di operatori che deciderà di investire sul prodotto, con le seguenti tariffe:
1 licenziatario – 750mila euro più iva
2 licenziatari – 400mila euro più iva
3 o più licenziatari – 280mila euro più iva
Per questo pacchetto e per quello legato ai diritti internazionali potrebbero arrivare presto novità, considerando che il 10 agosto andrà in scena una assemblea dedicata appunto al tema dei diritti tv della Serie A femminile, in cui dovrebbe anche essere ratificato l’accordo con la Rai, che non è ancora ufficiale ma nella sostanza è concluso considerando che l’emittente pubblica è stata l’unica offerente.
In una intervista a Calcio e Finanza, Federica Cappelletti, che lo scorso 29 giugno 2023 è stata ufficialmente eletta alla guida della Divisione Serie A Femminile Professionistica, aveva spiegato che tra le emittenti «un po’ di movimento c’è, noi siamo molto fiduciosi, la proposta che abbiamo pensato ha durata di un anno e servirà per la transizione verso la Lega professionistica a partire dal 1° luglio 2024. Abbiamo previsto un’offerta innovativa per i pacchetti, con una gara free di campionato e le coppe in chiaro, e un pacchetto con tutto il campionato pay. Non staremo a guardare neanche dal punto di vista della qualità, con l’introduzione per i cosiddetti top match di un sistema di produzione più tecnologicamente elevato».
A dare l’allarme, all’alba di martedì, è stato direttamente il proprietario di cascina Castagna. Restano da chiarire le cause dell’incidente
A dare l’allarme, all’alba di martedì, è stato direttamente il proprietario di cascina Castagna, a Pieve Fissiraga, nel Lodigiano. L’uomo ha assistito inerme al grande incendio che stava distruggendo le 200 rotoballe di fieno che aveva sistemato all’interno del suo capannone.
Sul posto sono intervenuti, intorno alle 6.30, i vigili del fuoco del comando provinciale di Lodi, che hanno provato per ore a spegnere le fiamme con l’utilizzo di due autobotti. Restano da chiarire le cause dell’incidente: al momento si ipotizza che l’incendio possa essere collegato al gran caldo che le rotoballe, stipate sotto una tettoia, hanno accumulato nella giornata di lunedì, che unito all’umido della notte, hanno provocato l’autocombustione.
Una scossa diterremotodi magnitudo 3.1 è stata registrata all’1:32 in Emilia, tra le province di Modena e Reggio Emilia. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 15 chilometri di profondità ed epicentro a 6 km di distanza dal comune modenese di Frassinoro e a 13 da quello reggiano di Villa Minozzo. Non si segnalano danni a persone o cose.
Danni e feriti in tutto il sud dell’isola, solo di origine dolosa. Ma per il Corpo Forestale regionale “solo l’1% viene appiccato da persone con una vera patologia”
Pochi dubbi sull’origine dolosa, il giorno dopo l’inferno di fuoco che ha incenerito vegetazione e distrutto case, campeggi, aziende agricole nel sud della Sardegna.Arrivano le conferme dalle prime indagini degli agenti del Corpo Forestale con ilritrovamento degli inneschi.Multipli, posizionati in punti raggiungibili con difficoltà dalle squadre a terra, impegnate nell’impari lotta contro il tempo e contro il fortissimo vento di maestrale che da giorni sferza la Sardegna.
E il giorno dopo, mentre la macchina antincendio è dalle prime luci del giorno impegnata a spegnere e bonificare i roghi di ieri e altri ne sono scoppiati, ancora nel Sud Sardegna, nell’oristanese e in Gallura, la condanna è ovviamente unanime e come la richiesta di aumentare le pene.
La pista delle ripicche e vendette – “E’ una proposta che arriva dal mio partito, Fratelli d’Italia, e che naturalmente condivido” sottolinea l’assessore regionale dell’Ambiente,Marco Porcu. “Non parliamo di piromani, ma di incendiari delinquenti, che devono avere una punizione commisurata alla gravità di un reato che, contemporaneamente, compromette vite umane, aziende, patrimonio ambientale. Chi ha piazzato gli inneschi a Gairo, sabato, durante la notte, lo ha fatto consapevole della difficoltà di intervento dei mezzi antincendio. Siamo di fronte ad una volontà di distruggere precise aree, peraltro già in passato attraversate dal fuoco e sottoposte successivamente a rimboschimento”. I motivi? “ripicche, vendette, disagio sociale, certamente”. Anche i comportamenti incauti sono stati spesso causa di incendi di vasta proporzione, ma per Porcu non sono meno scusabili, “quando non presti attenzione e non rispetti norme ben precise, comunque una responsabilità c’è”.
(ansa)
Allevatori e cacciatori – Tanti anni di esperienza sul campo, Stefania Murranca, commissaria superiore e direttrice del servizio Antincendio del Corpo Forestale della Sardegna ha pochi dubbi: “degli incendi dolosi, solo l’1% viene appiccato da persone con una vera patologia, per il resto ci sono motivazioni varie. Vendette tra privati, litigi tra allevatori confinanti, anche conflitti tra compagnie di caccia: nelle zone percorse dal fuoco per dieci non è consentita l’attività venatoria. In diversi casi, soprattutto nelle aree interne, anche per ‘sollecitare’ assunzioni nei cantieri forestali. Non escludiamo il disagio sociale, ricordo una serie di incendi in una periferia urbana, che venivano appiccati da ragazzini minorenni annoiati, che poi giravano video che caricavano in rete”. C’è poi tutta la casistica dei roghi da imperizia, negligenza, poca attenzione: “tanti da uso dello smeriglio o di altri macchinari vicino al fieno o sull’erba secca, la marmitta che catalitica che sprigiona scintille, nelle cunette, lo smaltimento delle braci dopo un’arrostita. In Sardegna sono presenti i tre fattori che predispongono al fuoco, cioè la bassa umidità, il vento e le alte temperature, siamo completamente esposti e davvero qualsiasi innesco può provocare una tragedia”.
Daspo ambientale – E’ la proposta provocazione degli ambientalisti del Gruppo di Intervento Giuridico, secondo cui prevenzione, efficienti apparati di protezione civile, sensibilizzazione, non bastano. “Il caso clinico del piromane è raro, le cause degli incendi sono sempre le stesse: incuria, lassismo, distrazione per i comportamenti colposi, speculazione, vendetta, minaccia, protesta per i comportamenti dolosi”. Ma per gli incendiari individuati e condannati, spesso seriali, deve essere adottato un provvedimento specifico: “vanno estirpati dal contesto socio-ambientale dove distruggono natura, abitazioni, attività lavorative, almeno per un congruo periodo di tempo”.
(ansa)
Importante la prevezione – Antonio Casula è il direttore generale di Forestas, l’agenzia ‘Agenzia regionale per lo sviluppo del territorio e dell’ambiente della Sardegna, nata nel 2016 dalle ceneri dell’Ente Foreste, con compiti di sorveglianza e tutela del territorio e parte attiva della macchina antincendio. “Abbiamo 160 postazioni-vedetta sul territorio, fisse e anche itineranti nei giorni più critici, con oltre 400 uomini che operano con turni differenziati. Sul fronte della lotta attiva al fuoco mettiamo in campo mezzi, quali pick up e autobotti, e altri 1100 unità. Chi scatena gli incendi? Andiamo dal malato criminale al disattento, la casistica è davvero varia. Occorre insistere sulla prevenzione, abbiamo ancora troppe aziende zootecniche o cortili di abitazioni dove si trovano pneumatici, bombole, ferrovecchi, residui di rifiuti che in poco tempo favoriscono il propagare del fuoco. Una correlazione tra incendi e le possibili assunzioni nei cantieri forestali la escludo, non vale per l’equazione più fuoco, più personale, né per la parte tecnica né per quella politica”.
“Limitare allerte incendi , aiutano i piromani” – Per San Giovanni Suergiu, centro del Sulcis Iglesiente di 5600 abitanti, anche oggi è stata una giornata difficile, con interventi di canadair e elicottero dell’antincendio regionale dalle prime ore del giorno. “Solo ieri sono andati in fumo mille ettari di territorio – afferma sconsolata la sindaca Elvira Usai -, abbiamo perso vegetazione, aziende agricole, animali. Il fuoco ieri è stato appiccato in tre punti difficilmente raggiungibili da terra e i mezzi aerei, impegnati su più fronti, sono arrivati dopo ore. Abbiamo fatto quel che potevamo, con i pochi messi a disposizione del Comune. Chi appicca il fuoco? Io vedo un insieme di cattiveria e pazzia, la patologia di chi non ama se stesso né la natura e spesso resta a guardare le fiamme che divorano tutto”. La sindaca ha un’idea precisa anche sulle allerte per rischio incendi, “che andrebbero divulgate il meno possibile e così io faccio. Non funzionano come quelle per alluvione o maltempo, gli avvisi delle condizioni che possono favorire i roghi di fatto danno informazioni utili ai piromani. Serve prevenzione, servono forze in campo a disposizione dei Comuni: noi non abbiamo risorse dalla Regione, ci troviamo ad affrontare fuoco e fiamme con 20 uomini e un solo mezzo e non servono neanche le ordinanze che firmiamo all’inizio di ogni estate, perché poi non abbiamo persone che vadano sul territorio a verificarne il rispetto”.
I blucelesti hanno visto così ribaltare il giudizio del Collegio di Garanzia del CONI, ma devono ancora attendere l’esito del ricorso presentato dal Perugia al Consiglio di Stato.
Nella giornata di giovedì scorso il Tar del Lazioha accolto il ricorso del Lecco, mentre ha respinto quella della Reggina, con le due società che chiedevano la stessa cosa: la riammissione per disputare il prossimo campionato di Serie B, con l’inizio in programma venerdì 18 agosto.
«Il fatto che i playoff per l’ammissione alla Serie B 2023-2024 siano stati completati il 18 giugno, due giorni prima della data stabilita, il 20/6, per l’indicazione della disponibilità di uno stadio adeguato per ospitare le gare del campionato cadetto, avrebbe necessitato di un nuovo tempestivo intervento regolativo della FIGC, che però è mancato» si legge nelle motivazioni del Tar del Lazio che ha ribaltato così la decisione di estromettere la società bluceleste da parte del Collegio di Garanzia del CONI.
Ottenuta la promozione tramite playoff il 18 giugno, il Lecco aveva fatto domanda di rilascio della Licenza Nazionale, trovandosi a disposizione solamente due giorni di tempo, anziché i nove previsti prima del rinvio dei playoff, per avere disponibile un impianto rispondente ai criteri infrastrutturali richiesti. «La società ha ottenuto – si legge nel dispositivo del Tar -, con riguardo allo stadio ‘Euganeo’ di Padova, una parte degli atti e documenti occorrenti di competenza delle autorità locali; la restante documentazione è stata invece ottenuta tra il 21 e il 23 giugno, ma qualche giorno dopo la Licenza nazionale è stata concessa, inducendo il Perugia a sollevare un contenzioso».
Il Tar, ritenendo “doverosa” in linea di principio individuare esattamente quali fossero i comportamenti in capo del Lecco entro la scadenza dei termini del 15 giugno e del 20 giugno individuati dal Manuale delle Licenze, ha ritenuto che «risulta evidente, alla stregua di una interpretazione non formalistica e di buona fede – ossia ragionevole – che i termini del 15 e del 20 giugno siano stati fissati dalla FIGC sul presupposto della conclusione dei play off in data 11 giugno».
Il venir meno di questo termine è stato ritenuto “evento” che «rende semplicemente inapplicabile il termine del 15 giugno 2023 alla società che abbia concluso vittoriosamente i play off successivamente allo spirare del medesimo. Questa inapplicabilità dei termini originariamente fissati avrebbe auspicabilmente richiesto un nuovo tempestivo intervento regolativo della FIGC, che però è mancato». Con una ulteriore sentenza, il TAR ha accolto anche un ricorso proposto dalla FIGC sullo stesso argomento.
Reggina, le motivazioni del TAR: «I debiti potevano essere pagati prima del 20 giugno»
I calabresi avevano concordato con il Tribunale Fallimentare di Reggio Calabria che l’intero importo poteva essere saldato entro il 12 luglio 2023, ben oltre il 20 giugno, data limite da regolamento FIGC per le domande di ammissione a tutti i campionati.
Motivazioni TAR Reggina – Giovedì scorso la Reggina si è vista respingere l’ennesimo ricorso, questa volta dal Tar del Lazio, contro la decisione del Collegio di Garanzia del CONI dello scorso 20 luglio che ha estromesso i calabresi dalla prossima Serie B, che è in programma di iniziare venerdì 18 agosto.
Nella giornata di oggi, invece, sono uscite le motivazione della sentenza del Tar che ha confermato la decisione di non ammettere i calabresi al campionato cadetto 2023/24. «Il presupposto (non contestato) per l’iscrizione al campionato era l’adempimento degli obblighi previsti nel C.U. n. 169/A entro il termine perentorio valido per tutti gli aspiranti alla partecipazione al campionato, vale a dire il 20 giugno 2023, adempimento possibile ma non eseguito dalla ricorrente, con conseguente irrilevanza della diversa tempistica prevista per i pagamenti dalla sentenza del Tribunale Fallimentare».
I giudici amministrativi hanno ritenuto che nel caso specifico «non si pone alcun conflitto, tra le decisioni del Tribunale fallimentare di Reggio Calabria, che ha assegnato alla ricorrente il termine di giorni 30 (con scadenza 12 luglio 2023) per il pagamento delle somme ammesse ad omologa e la decisione della Covisoc di (continuare a) fare riferimento al termine perentorio del 20 giugno 2023 previsto dal C.U. n. 169/A, per la dimostrazione della sussistenza dei requisiti previsti per la partecipazione al campionato di serie B, stagione 2023/2024. Tale ultima decisione, infatti, costituisce piana esecuzione delle ‘regole del gioco’, fissate dalla Federazione in data 19 aprile 2023 con il CU n. 66/A, ben prima dell’inizio della competizione sportiva, al fine di poter partecipare a quella competizione».
In sostanza, «ammessa alla procedura di omologazione in data 12 giugno 2023, la ricorrente avrebbe potuto, come pure è stato chiarito, adempiere al pagamento dei debiti tributari e contributivi entro il termine del 20 giugno 2023, ma non vi ha provveduto fino al 5 luglio 2023, senza fornire adeguate e provate giustificazioni al riguardo, fatta eccezione per il generico riferimento a ‘elementari esigenze organizzative’, che non dimostrano l’esistenza di un impedimento effettivo. Non può, in altri termini, la società ricorrente dapprima adeguarsi alle norme dettate dalla Federazione per la partecipazione al campionato e solo dopo averle disattese pretendere di contestarle, appellandosi alle decisioni del Tribunale fallimentare, che ben le avrebbero consentito, peraltro, di rispettare la scadenza imposta dalla Federazione a tutti gli aspiranti alla medesima competizione sportiva».
Il Tar, invece, ha accolto il ricorso del Lecco che è stato nuovamente ammesso alla prossima Serie B. Reggina e Perugia, società che verrebbe ripescata in caso di estromissione dei lombardi, hanno già preannunciato ricorso al Consiglio di Stato, l’ultimo grado possibile per questi casi, che è chiamato a pronunciarsi entro e non oltre il 29 agosto. Data che potrebbe essere anticipata per la volontà della FIGC di non far slittare l’inizio del campionato che, come detto, è in programma venerdì 18 agosto con l’anticipo della prima giornata.
L’emittente del patron di RCS e del Torino si è aggiudicata l’asta per i diritti tv del campionato: ecco tutte le cifre.
Il campionato saudita cambia emittente: sarà infatti La7 a trasmettere la Saudi Pro League nella prossima stagione, con una offerta economica importante da parte della televisione di proprietà del patron di RCS e del Torino Urbano Cairo.
Nella scorsa stagione era stata Sportitalia a puntare per prima sul torneo saudita. Un colpo a sorpresa sull’onda dello sbarco di Cristiano Ronaldo, ma con un investimento contenuto: secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, infatti, si trattava di una operazione pari a circa 30mila euro per metà stagione con due partite in chiaro e un progetto editoriale piaciuto ai sauditi.
L’emittente di Michele Criscitiello aveva mantenuto l’opzione di riacquisto nel caso in cui i diritti internazionali del campionato arabo fossero stati ancora in mano a IMG. Cosa che è avvenuta, visto che IMG ha mantenuto il controllo dei diritti mondiali: tuttavia, Sportitalia ha ritenuto di non andare oltre i 70mila euro come offerta, alla luce anche del fatto che, dopo aver fatto registrare buoni numeri con le prime partite di Ronaldo, è stato notato un netto calo di audience dovuto allo scarso interesse verso il campionato saudita.
Secondo quanto appreso, quindi, La7 ha chiuso l’accordo biennale per trasmettere il torneo con una offerta da 450mila euro. Ora la curiosità sarà quella di capire se La7 riuscirà a mantenere ascolti buoni dopo la curiosità delle prime giornate e l’inizio dei campionati europei come Serie A, Liga, Premier e Bundesliga: il calendario degli orari infatti rischia di non aiutare il pubblico italiano, considerando che molte gare saranno in contemporanea proprio con la Serie A.
Il campionato saudita sbarca su La7: il migliore match in chiaro ogni weekend
Cristiano Ronaldo (Photo by FAYEZ NURELDINE/AFP via Getty Images)
L’emittente di proprietà di Urbano Cairo ha acquisito i diritti per trasmettere in Italia la migliore partita del weekend in diretta in chiaro.
Dal prossimo 14 agosto la Roshn Saudi League, il campionato di calcio dell’Arabia Saudita, approda sui canali La7, La7d e in simulcast su La7.it grazie all’accordo biennale raggiunto dalla tv della Cairo Communication che ne ha acquisito i diritti, e che trasmetterà in chiaro ogni settimana la migliore partita prevista in calendario.
Al centro del torneo che sta ridefinendo gli equilibri del calcio mondiale tante stelle internazionali, a partire da Cristiano Ronaldo, in forza all’Al-Nassr assieme a Sadio Mane, Marcelo Brozovic (ex Inter) e Seko Fofana. Il pubblico di La7 ritroverà inoltre due top-player con lunghi trascorsi in Serie A, Sergej Milinkovic Savic e Kalidou Koulibaly, ex rispettivamente di Lazio e Napoli, acquistati dall’Al-Hilal, dove sono arrivati pure Rúben Neves e Malcom. L’Al-Ittihadpuò invece vantare l’ultimo Pallone d’oro Karim Benzema, oltre a Fabinho, Jota e N’Golo Kanté. Non da meno l’Al-Ahli, che ha ingaggiato Riyad Mahrez, Roberto Firmino, Edouard Mendy e Allan Saint-Maximin.
Il cippato degli alberi caduti per il nubifragio viene conferito alla rete di teleriscaldamento
Il recupero del legno a Cesano Boscone (foto Comune)
Il nubifragio del 25 luglio ha devastato i parchi, sia a Milano sia nell’hinterland, “spazzando” via migliaia di alberi. Da Cesano Boscone, nell’hinterland sud-ovest del capoluogo, arriva una pratica virtuosa per riutilizzare gli alberi crollati nell’ottica dell’economia circolare. Diventeranno una fonte d’energia pulita.
Il cippato derivato dal taglio delle alberature è stato destinato all’impianto di teleriscaldamento del quartiere Giardino. Senza costi aggiuntivi per la collettività, il ritiro del cippato è effettuato da una società specializzata, incaricata da quella che gestisce la rete di teleriscaldamento. “Duplice l’obiettivo raggiunto. Da una parte riutlizzare legname, ramaglie e fogliame accatastati in seguito alla messa in sicurezza del territorio. Dall’altra risparmiare alla comunità la spesa per il loro smaltimento“, commenta l’assessore Marco Pozza, che ha la delega all’ambiente e alla manutenzione urbana.
Riaperto il parco Pertini – E, nel frattempo, sabato 5 agosto a Cesano Boscone sono stati riaperti il parco Pertini (tranne alcune aree ancora transennate) e il centro anziani (l’ingresso e il parcheggio), in seguito alle verifiche degli agronomi. È anche nuovamente consentita la fruizione degli spazi esterni della scuola d’infanzia Walt Disney e dell’asilo nido Garibaldi.
“Abbiamo voluto ripristinare almeno parzialmente il parco per restituire alla città un luogo di svago frequentato da molte famiglie“, spiega Salvatore Gattuso, vice sindaco con funzione di sindaco pro tempore: “Ringrazio i volontari, il personale comunale e la protezione civile per l’impegno dimostrato“. Gli altri spazi verdi saranno riaperti a mano a mano che le verifiche dei tecnici lo consentiranno.
A Milano un bando per riutilizzare il legno – Il Comune di Milano, intanto, ha già pubblicato un bando per il riutilizzo del legno recuperato dagli alberi caduti nel capoluogo, con l’obiettivo di non sprecare niente. Il legno potrà essere utilizzato per realizzare mobili e arredi (anche pubblici), nonché per la produzione di biomasse come fonte energetica naturale. “Vogliamo ridare nuova vita al legno raccolto affinché non sia un rifiuto ma una risorsa“, ha spiegato l’assessora milanese al verde Elena Grandi.
Il bilancio s’aggrava, anche un centinaio di feriti
Sale a 30 morti e oltre 100 feriti il bilancio del deragliamento di un treno nel sud del Pakistan.
Lo ha confermato un portavoce della polizia alla Bbc online. Diversi vagoni dell’Hazara Express si sono ribaltati vicino alla stazione ferroviaria del Sahara a Nawabshah, a circa 275 km dalla città più grande di Karachi.
I feriti sono stati trasferiti negli ospedali vicini. Le squadre di soccorso stanno cercando di liberare le persone intrappollate tra i vagoni.
Focolai ancora accesi a Gairo, in azione 3 canadair
SINISCOLA, 07 agosto 2023
Situazione sotto controllo tra Posada e Siniscola, sulla costa nord orientale della Sardegna, dove ieri pomeriggio è divampato un gigantesco rogo che ha bruciato centinaia di ettari di terreno nelle borgate e a ridosso delle abitazioni, gettando nel panico residenti e turisti.
Ci sono, invece, ancora focolai accesi a Gairo, in Ogliastra.
Sul posto, dove ieri sono andati distrutti una cinquantina di ettari, anche stamattina sono in azione due Canadair provenienti dalla base operativa di Fiumicino e uno decollato da Olbia. A Siniscola e Posada i Vigili del fuoco e gli uomini della Protezione civile stanno bonificando la zona dove ieri sono intervenuti canadair, vari elicotteri della flotta regionale, decine di uomini e mezzi, compagnia barracellare, i volontari, carabinieri e polizia. Per tutto pomeriggio è rimasta chiusa la Statale 131 Dcn, lungo la quale è partito l’incendio, riaperta ieri notte intorno alle 22. Riaperta durante la notte anche la Statale 125 proprio a ridosso della costa lungo la quale il maestrale ha spinto l’incendio.Dal Sarrabus a Quartu S. Elena vigili del fuoco e Protezione civile impegnati tutta la notte per monitorare gli ultimi incendi che ieri hanno devastato anche il sud Sardegna. Situazione sotto controllo, ma massima attenzione ancora questa mattina, a causa di alcuni focolai difficili da eliminare a causa delle forti raffiche di maestrale, anche nelle campagne di Monastir e di San Giovanni Suergiu. Squadre dei vigili del fuoco al lavoro anche nel Sarrabus Gerrei dopo la devastazione di agrumeti e campi nella zona di Muravera e Quartu, colpita da un incendio che ha riguardato il canneto di Molentargius e da un rogo che ha distrutto l’ex camping Tamarix affacciato sulla spiaggia del Poetto. Ritorno alla normalità anche per le persone costrette a stare lontane da case e strutture ricettive. Ma anche oggi sarà per vigili del fuoco e Protezione civile una giornata di lavoro e di massima allerta. E presto inizierà anche la conta dei danni. Già ieri il sindaco di Muravera, Salvatore Piu, aveva annunciato che proclamerà lo stato di calamità e che “il Comune presenterà un esposto alla Procura della Repubblica contro ignoti. I responsabili di questa nefandezza devono essere puniti severamente“.
TRE FERITI TRA POSADA E QUARTU. Sale a tre il bilancio dei feriti nei diversi incendi scoppiati ieri in tutta la Sardegna. Nel gigantesco rogo divampato ieri pomeriggio tra Posada e Siniscola, nella costa nord orientale della Sardegna, oltre al pensionato travolto dallo scoppio di una bombola, un’anziana di 78 anni di Bolotana è rimasta ustionata alle braccia e alle gambe dalle fiamme a San Giovanni di Posada. Trasportata dal 118 all’ospedale di Olbia, le sue condizioni non sono gravi. A quanto si è appreso la pensionata sarebbe rimasta dentro casa durante l’incendio, poi sarebbe uscita in strada dove è stata trovata ieri sera intorno alle 20 con diverse ustioni dagli uomini della Croce rossa intervenuti a sostegno della Protezione civile nella zona colpita dal rogo. L’altra persona rimasta ferita è un vigile del fuoco che si è procurato una distorsione al ginocchio nelle operazioni di spegnimento dell’incendio scoppiato al Poetto di Quartu.
“Orgoglioso di me e della squadra”: è il sesto oro vinto nell’individuale dal piemontese dopo quelli del 2016, 2018, 2019, 2020 e 2022, in finale stasera ha battuto il britannico Bigham. Terzo posto per il friulano
Fantastico Filippo Ganna che ha vinto l’oro nell’inseguimento individuale in 4’01″976 battendo in finale il britannico Daniel Bigham (4’02″030) dopo una rimonta pazzesca visto che era in ritardo di 2”184 all’ultimo chilometro, e ha poi vinto per 0”054! Un ultimo chilometro fatto alla velocità di 63,157 km all’ora. È il sesto oro vinto dal piemontese dopo quelli del 2016, 2018, 2019, 2020 e 2022. Ganna si era qualificato alla finale per l’oro col miglior tempo (4’01”344).
TOP GANNA -“Sono veramente orgoglioso di me e della squadra. Ringrazio Dan per questa fantastica battaglia nel velodromo”, le sue prime parole.
MILAN SUPER – L’altro azzurro, Jonathan Milan, ha in precedenza vinto il bronzo in 4’05″868 superando nettamente nella finalina il portoghese Oliveira (4’08″469)
Roghi oggi a Quartu Sant’Elena, nel Cagliaritano. A fuoco il canneto dello stagno di Molentargius
Cagliari, 6 agosto 2023 –
Fiamme, fumo ed esplosioni a Quartu Sant’Elena, nel Cagliariano, dove un vasto incendio, dopo aver attraversato il parco di Molentargius, è arrivato fino alla costa del Poetto. Un camping, minacciato dal rogo, è stato evacuato; udite alcune esplosioni, generate probabilmente dallo scoppio di alcune bombole di gas. Evacuato anche un ristorante McDonald.
Il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas ha chiesto alla Protezione civile nazionale l’aumento e il potenzialmente della flotta aerea per combattere gli incendi che stanno colpendo duramente la Sardegna. Solinas ha anche avviato la procedura per mettere in preallarme la protezione civile europea.
Fiamme e fumo a Quartu Sant’Elena
Come per il vasto incendio che sta devastando la zona a nord della Sardegna fra Posada e Siniscola, anche a Quartu Sant’Elena le fiamme hanno preso forza a causa del forte vento di maestrale. I vigili del fuoco hanno segnalato che il rogo si è pericolosamente avvicinato ad alcune ville a ridosso del mare. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti anche carabinieri e polizia locale.
Paura per gli abitanti anche a Quartu: fumo e fiamme sono state segnalate all’ingresso del Comune. Le persone che abitano via Fiume sono state costrette ad abbandonare la zona proprio a causa del fumo. A fuoco il canneto dello stagno di Molentargius, area umida protetta a pochi passi dalla spiaggia del Poetto.
Incendio oggi in Sardegna: a Posada fiamme vicino alle case. Già 600 persone evacuate
Brucia la costa nord orientale. Nella zona di Monte Longu e a Siniscola una grande nube di fumo nero si è alzata in cielo. Chiuso un tratto della statale 131. Le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco. In azione anche elicotteri e canadair. Roghi anche a Sud nel Cagliaritano. Nel ragusano fiamme vicino a un villaggio turistico
Un incendio di grandi dimensioni è divampato oggi pomeriggio nella zona di Monte Longu, frazione del comune di Posada nel Nuorese. Le fiamme sono state alimentate dal vento di maestraledella costa nord orientale della Sardegna e si sono allargate verso Siniscola e il centro balneare de La Caletta. Sono già 600 le persone evacuate.
Una grande nube di fumo nero si è alzata in cielo. Diversi ettari di vegetazione sono bruciati; le fiamme si sono avvicinate anche alle strade principali.Chiuso il tratto della statale 131DCN ‘Diramazione Centrale Nuorese’dal km 92 al km 145 tra Siniscola e Olbia.
Alcune abitazioni della zona sono state evacuate dai vigili del fuoco del comando provinciale di Nuoro, intervenuti nei pressi del perimetro da dove l’incendio è partito con sei squadre, 30 uomini e 12 mezzi. Presente in cielo anche l’elicottero Super Puma; arrivati altri elicotteri della flotta regionale e 3 canadair che sono stati richiesti al comando centrale di Roma. Su Posada anche squadre di rinforzo della Protezione civile regionale. Le operazioni di spegnimento dell’incendio sono rese difficili dal forte vento di maestrale.
La nube di fumo sopra la zona de La Caletta (foto Instagram @mariaeu56)
Gli altri incendi in Sardegna – Da ieri sera la Sardegna è assediata dal fuoco: sono 42 gli incendi sull’intero territorio regionale, 12 dei quali di grandi dimensioni. Ieri intorno alle 22.30 un vasto rogo di macchia mediterranea è partito in località San Priamo, nella frazione di San Vito. Le fiamme, spinte dal maestrale, sono arrivate a lambire la località di Feraxi, nel comune di Castiadas. Un capannone è bruciato. I vigili del fuoco del comando di Cagliari si sono schierate per proteggere le case e le aziende agricole della zona, dove diversi animali si trovavano in situazione di pericolo.
Oggi invece, oltre all’incendio di Posada, nuovi interventi dei vigili del fuoco si sono registrati nell’hinterand cagliaritano. Il rogo più rilevante è quello sulla costa del Poetto a Quartu Sant’Elena. Evacuato un camping. A Capoterra le fiamme sono arrivate vicino a una casa di riposo. Fra Elmas e Assemini intorno alle 9 le fiamme si sono sviluppate in un canneto e sono arrivate nei pressi di un’abitazione e di un’officina. Il pronto intervento dei vigili ha evitato che l’incendio aumentasse e prendesse forza. Altri incendi poi sono stati segnalati a Villamassargiae a Quartu Sant’Elena, in località Pitz’e Serra, nei pressi della statale 554.
Il sisma ha avuto ipocentro a 7 chilometri di profondità ed epicentro a un chilometro dalla nissena Villalba e a 10 dalla palermitana Valledolmo
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 è stata registrata alle 6:34 in Sicilia, tra le province di Caltanissetta e Palermo. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a sette chilometri di profondità ed epicentro a un chilometro dalla nissena Villalba e a dieci dalla palermitana Valledolmo. Non si segnalano danni a persone o cose.
La schiuma apparsa all’incrocio di via Leonori all’Eur
Fiumi di schiuma bianca in tutta la città. L’esperto: «Mix coi residui organici depositati in strada, non c’entra l’inquinamento dei gas di scarico»
Fiumi di schiuma bianca, densa, addirittura ieri 4 agosto su facebook è spuntata pure la foto di un signore che, coi pantaloni arrotolati sulle ginocchia, cercava di spazzarla via per liberare il tombino, ormai intasato. Ironia e preoccupazione, di chi scriveva che il fenomeno – la schiuma bianca appunto – sia dovuta all’inquinamento, in particolare ai gas di scarico delle macchine. E invece no. La causa è un’altra.
Tecnicamente gli esperti lo chiamano sempre inquinamentoma di origine biologica, organica: in pratica, si tratta di tutta quella serie di sostanze, e sporcizia, di natura organica appunto, dalle foglieai residui alimentari, che si trovano già sull’asfalto al momento della precipitazione e che vengono “inglobati” dall’acqua: «Maggiori sono questi resti – spiega Luca Tortora, docente di Chimica del dipartimento di Scienze dell’università Roma Tre– e maggiore sarà la schiuma». In pratica, più c’è sporcizia, e più la schiuma aumenta.
I venti di origine atlantica portati dal ciclone Circehanno trasferito anche su Roma pioggia, vento, fulmini e grandine. L’allerta della Protezione civile continua anche per domani, domenica 6 agosto. E in città, allora, il fenomeno della schiuma è destinato a ripetersi.
Le foto della schiuma sui social – Tante segnalazioni, dai cittadini. Linda ha scritto su facebook: «Circa un’ora fa, zona San Paolo, dopo una forte pioggia di circa 5 minuti l’acqua che scorreva sulle strade era tutta bianca, tipo schiuma o panna… Qualcuno mi sa spiegare questo fenomeno molto strano? Mai visto fino ad oggi, incredibile!». Ironico Massimiliano: «A Roma nel frattempo piove “schiuma”: facciamo un party in costume?». Altri, invece, segnalano i pericoli: «Oggi diluvio a Roma dopo mesi di sereno, lo sapevo e mi sono predisposto con il completo antipioggia. Le strade si sono ricoperte di una schiuma bianca, e più c’era traffico più si formava, creando vere e proprie pozze dense ai lati della carreggiata. La schiuma per chi non lo sapesse è il residuo dei gas di scarico che si deposita sull’asfalto ed è maledettamente viscida. E la gente che fa? Corre, sgomma, scatta fa l’onda perfetta, macchine e moto senza distinzioni…».
Mix di pioggia e residui organici sull’asfalto – Scivolosa sì, ma come dicevamo le cause sono altre. «L’effetto schiuma – chiarisce Tortora – è determinato dall’interazione tra l’acqua e il materiale organico sulla superficie stradale non rimosso, come polline, fogliame, rifiuti alimentari o altro di origine organica: più la pioggia è forte e più si ingloba l’aria all’interno di una miscela di acqua, cioè pioggia, e rifiuti di natura organica, che poi creano la schiuma».
Come quando in cucina, fa un esempio Tortora, facciamo un miscuglio con acqua e materiali organici, per esempio olio e farina: introducendo un elemento di azione meccanica, come lo sbattitoreche nel caso del meteo è la pioggia, ecco che si crea la schiuma. Effetto che, dunque, con un’azione meno incisiva – la pioggia sottile – è molto attenuato. Come evitare tutto questo? «Ripulendo le strade – suggerisce il professore – togliere fogliame, pollini e residui di immondizia».
Roma strade invase di schiuma bianca. Gli esperti: «Sembra sapone, ma è solo sporcizia» – AGTW
L’epicentro del sisma nella mappa dell’IngvL’epicentro del sisma nella mappa dell’Ingv
La forte scossa è stata registrata dall’Ingv, (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), poco dopo le 6.30 nella provincia di Macerata. Al momento non risultano danni a persone o cose, ma il sisma è stata avvertito dai tutti gli abitanti della zona
Trema la terra nelle Marche. Nella mattina di oggi, sabato 5 agosto, una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata alle 6:32nella provincia di Macerata. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 25 km di profondità ed epicentro a 8 km Cingoli e a 9 da San Severino. Per fortuna, non si segnalano danni a persone o cose.
Il sisma è stato avvertito distintamente dalla popolazione in diverse zone della provincia di Macerata e Ancona. In molti hanno scritto sui social: “Ci ha svegliato il terremoto“. Una seconda scossa, meno potente, di magnitudo 1.5, è stata registrata alle 7.03.
Pochi giorni fa l’Ingv aveva segnalato un’altra scossa, con epicentro in mare, lungo la costa marchigiana all’ora di pranzo di magnitudo 2.7. Le zone del piceno e del maceratese erano invece state colpite negli ultimi tre mesi da fenomeni simili, di intensità analoga: alle 8 di mattina del 15 luglio in località Rotella, borgo a pochi chilometri da Ascoli, il 30 giugno all’alba nei pressi di Bolognola e nella notte tra il 12 ed il 13 maggio dalle parti di Ussita.
Fumo nero incendio capannoneL’intervento per domare le fiamme nel capannone logistico a Cesano Maderno
L’allarme è scattato alle 13.45: sul posto per tentare di domare le fiamme, sette squadre di Vigili del fuoco
Cesano Maderno (Monza), 04 Agosto 2023
Squadre dei Vigili del fuoco delComando di Monza e Brianza stanno intervenendo dalle 13.45 a Cesano Maderno per l’incendio di un capannone adibito a logistica, in via delle Groane.
Sul posto sono state inviatesette squadre dai distaccamenti di Desio, Seregno, Bovisio Masciago, Lazzate e dalla centrale del Comando di Monza. Rispettivamente con due aps, tre autobotti, l’autoscala e un carro soccorso. L’incendio è ancora in corso, al momento non si registrano feriti.
Livello arancione, allerta gialla per rischio idrogeologico
Il Centro funzionale monitoraggio rischi della Regione Lombardia ha confermato l’allerta arancione per possibili temporali forti per tutta la giornata di oggi. Inoltre ha diramato un’allerta gialla per rischio idrogeologico che resterà attiva fino alle prime ore di domani mattina. A seguito del violento temporale che si è abbattuto sulla città nei giorni scorsi, il Comune di Milano ha predisposto la chiusura e il divieto di accesso a tutti i parchi recintati. Durante le allerte meteo vige anche il divieto di accesso ai parchi non recintati e alle aree verdi aperte.
Considerata la situazione, si raccomanda altresì di evitare le aree con impalcature dei cantieri, dehors e tende, e ai proprietari si chiede di metterle in sicurezza.
Con un appello rivolto ai cittadini a sistemare oggetti e vasi sui balconi che possono essere spostati dal vento.
Bruce Mwape, Ct della nazionale femminile dello Zambia
L’allenatore dello Zambia, Bruce Mwape, è accusato di molestie sessuali nei confronti delle calciatrici. La Fifa ha aperto un’inchiesta
Il Mondiale femminile non smette di stupire. Non solo per ciò che riguarda i risultati, ma per le vicende extra-campo. É il caso dello Zambia che, alla sua prima volta in Coppa del Mondo, è finita sotto i riflettori, non per meriti sportivi. Di fatto, il ct Bruce Mwape è stato accusato di abusi sessuali nei confronti delle sue calciatrici. L’allenatore, non nuovo a questo tipo di situazioni, non sarebbe a rischio sulla panchina dello Zambia. Al contrario, la federcalcio zambiana ha riconfermato il ct alla guida della nazionale. E il motivo è facilmente intuibile, di fatto, l’allenatore, arrivato sulla panchina dello squadra nel 2018, quest’anno ha trascinato la nazionale al primo Mondiale della sua storia.
Comunque la Fifa ha aperto un fascicolo su Bruce Mwape, il tecnico è accusato di aver palpato il seno di una delle sue giocatrici lo scorso 29 luglio, durante un allenamento a due giorni dalla sfida poi vinta per 3-1 sul Costa Rica.
Accuse di un certo spessore che, però, non avrebbero intaccato la posizione in panchina di Bruce Mwape, riconfermato anche dopo il gong finale di questa edizione di Coppa del Mondo. Lo Zambia, intanto, è tornato a casa e dalla Federazione (FAZ)si dicono sorpresi perchè nessuna giocatrice ha denunciato il fatto che non emerge nemmeno dai filmati, visto che tutte le sessioni di allenamento sono state riprese sia dai media della stessa FAZ che da una troupe Fifa. Ad ogni mondo, precisano i vertici federali, “non esiteremo ad adottare misure disciplinari e ad agire su qualsiasi condotta impropria una volta ricevuta una denuncia ufficiale o quando ci saranno presentate le prove relative a un presunto incidente“. La Fifa comunque ha ricevuto un reclamo e prende molto sul serio qualsiasi accusa estremamente seria di condotta impropria, fanno sapere da Zurigo.
Sono tutt’ora in corso le operazioni di spegnimento. Sul posto i vigili del fuoco, la protezione civile, carabinieri e polizia
Una colonna di fumo alta diversi metri con lingue di fuoco che si potevano vedere da chilometri di distanza. Paura a Roma per un maxi incendio che si è sviluppato nella notte a Ponte Mammolo e visibile nelle zone di Colli Aniene, Pietralata, Casal Bruciato, San Basilio, Casal Bertone e Tiburtino.
A bruciare una discarica abusiva. Un rogo che ha allertato subito il Campidoglio, tanto da attivare l’Arpa che tuttavia ha subito rassicurato tutti sulla situazione dell’aria: “In via puramente precauzionale si consiglia di mantenere chiuse, ancora per qualche ora della mattinata, le finestre delle abitazioni nelle vicinanze fino al raggio di un chilometro dal sito di origine dell’incendio“.
L’incendio a Ponte Mammolo – L’incendio, da quanto appreso, è scoppiato intorno alle 23:30 di giovedì tre agosto. Sul posto sei squadre dei vigili del fuoco con l’ausilio di cinque autobotti, carro schiuma e TA/6. Epicentro dell’incendio uno spazio all’altezza del civico 61 di via di Ponte Mammolo. Il vasto incendio ha coinvolto cumuli di rifiuti all’interno di una grossa discarica abusiva di materiale vario, con le fiamme che hanno distrutto anche diverse baracche.
🔴#Incendio zona #PonteMammolo: a scopo precauzionale abitanti della zona invitati a mantenere chiuse per le prime ore della mattinata le finestre delle abitazioni fino al raggio di 1 km
Per emergenza ☎️112 o Protezione Civile 800 854 854 – 06 67109200
Evacuate due palazzine – Sono tutt’ora in corso le operazioni di spegnimento,poi seguiranno le operazioni di bonifica. Sul posto anche la protezione civile, il nucleo gos di vigili del fuoco, la polizia di Stato, i carabinieri, il 118 e l’Arpa Lazio. Le fiamme non hanno coinvolto i palazzi, ma per precauzione sono state fatte evacuare temporaneamente due stabili che affacciano sul luogo dell’incendio. Nessuno sarebbe rimasto ferito o intossicato.
“Le fiamme non sono del tutto domate, stanno entrando in azione i mezzi di movimentazione terra che dovranno spostare e movimentare terra e rifiuti, ci saranno ulteriori nubi di fumo che probabilmente dureranno per qualche giorno. – ha spiegato Massimiliano Umberti, presidente del Municipio – L’incendio si è esteso per circa due ettari“.
Mondiali 2023 di ciclismo, oggi venerdì 4 agosto va in scena a Glasgow la seconda giornata.
Di seguito il calendario delle gare e dove vedrele in tv e streaming.
Calendario gare oggi, venerdì 4 agosto
11:30 – Inseguimento a squadre – qualificazione femminile
12:18 – Cronometro di 500 m – qualificazione femminile
19:45 – Inseguimento a squadre – primo turno maschile
20:26 – 500 m a cronometro – finale femminile
20.48 – Sprint a squadre – primo turno maschile
21.01 – Scratch femminile di 10 km
21.33 – Sprint a squadre – finale maschile
Dove vedere le gare in tv e streaming
Le gare vengono trasmesse in diretta tv dalla Rai (RaiSportHD dalle 12.00; Rai 2 dalle 18.10 alle 20.30 e a seguire di nuovo su RaiSportHD) e in streaming su RaiPlay, su Eurosport, Discovery+, NOW, SkyGo e DAZN.
Mondiali ciclismo 2023, Italia in semifinale inseguimento su pista
Gli azzurri chiudono le qualifiche al terzo posto a oltre tre secondi e mezzo dalla Danimarca, la più veloce della mattina
L‘Italia accede alle semifinali nell’inseguimento su pista ai Mondiali di ciclismo 2023 di Glasgow. La squadra azzurra composta da Filippo Ganna, Simone Consonni, Francesco Lamone Jonathan Milanha chiuso le qualifiche al terzo posto, con il tempo di 3.50.408, a oltre tre secondi e mezzo dalla Danimarca, la più veloce della mattina in 3.46.816. Domani le semifinali con l’Italia che affronterà la Nuova Zelanda, seconda nelle qualifiche. mentre la Danimarca affronterà l’Australia
Marcelo, terzino della Fluminense con un passato glorioso nel Real Madrid, si è reso protagonista di un episodio shock: infortunio terribile per l’avversario Sanchez, calciatore dell’Argentinos Juniors
Immagini per cuori forti giungono dagli ottavi di finale di Copa Libertadores, tra Fluminense ed Argentinos Juniors. Nel tentativo di completare un dribbling, Marcelo ha commesso fallo sull’avversario Luciano Sanchez provocandogli una frattura alla gamba sinistra. L’ex Real è scoppiato in lacrime, accorgendosi subito dell’entità dell’infortunio e ha abbandonato il campo visibilmente scosso dopo l’espulsione. Al termine del match, Marcelo ha affidato a Twitter i suoi migliori auguri di pronta guarigione per l’avversario.
Hoy me ha tocado vivir un momento muy difícil dentro del campo. Sin querer he lesionado a un compañero de profesión. Quiero desearte la mejor recuperación posible, Luciano Sánchez. Toda la fuerza del mundo! 💜🙏🏾#M12pic.twitter.com/vaG04hvioW
Traduzione: Oggi ho dovuto vivere un momento molto difficile in campo. Ho inavvertitamente ferito un collega. Voglio augurarti la migliore guarigione possibile, Luciano Sánchez. Tutta la forza del mondo!
Allagamenti diffusi e vento forte che ha sradicato alberi e cartelli stradali.
È quanto accaduto stasera nel Pordenonese, epicentro dell’ennesima perturbazione che ha interessato il Friuli Venezia Giulia negli ultimi giorni. Alcuni alberi sono caduti su auto, danneggiandole, fortunatamente senza coinvolgere le persone.
Un veicolo in sosta vicino all’ospedale civile di Pordenone è stato letteralmente schiacciato; non c’era nessuno a bordo. Le zone più colpite al momento sono nella fascia che va da Casarsa a Sacile, con il maggior numero di interventi a Zoppola – dove sono state chiuse delle arterie invase dalle piante – Pordenone e Porcia. Alle 20.30 le nuove richieste di soccorso in attesa di assegnazione alle squadre erano circa 60. Il fortunale ha interessato anche le province di Udine e Gorizia, creando disagi più lievi. In Friuli Venezia Giulia permane l’allerta gialla fino alla mezzanotte di domani.
Allerta arancione con fenomeni intensi e possibile grandine nel pomeriggio in Lombardia e nelle Marche. Il rischio delle supercelle. Acqua alta a Venezia
Lo scenario venerdì pomeriggio
Allerta arancione in Lombardia e nelle Marche,gialla su quasi tutto il Nord e il Centro. La Protezione civile ha emesso gli avvisi di maltempoper venerdì per l’arrivo previsto di una forte perturbazione atlantica: escluse solo Valle d’Aosta, Piemonte occidentale e Toscana centro-settentrionale. In tutto sono dodici su venti le regioni italiane interessate dal primo ciclone di agosto, che di solito è atteso dopo la metà del mese. Il Comune di Milano ha disposto la chiusura di parchi, aree verdi e cimiteri e sospeso i mercati nelle vie con alberi.
Le supercelle – L’allarme non è solo per forti temporali con colpi di vento, ma anche per la formazione disupercelle temporaleschein grado di scatenare le grandinate e gli intensi venti improvvisi di discesa (downburst) che la scorsa settimana hanno causato tetti scoperchiati, alberi sradicati, milioni di euro di danni e, purtroppo, anche vittime nelle regioni settentrionali. Le zone a maggiore rischio di supercelle sono le pianure e l’area pedemontana di Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, dove avviene il contatto tra l’aria fredda nordeuropea e quella riscaldata nelle precedenti settimane dall’anticiclone africano. In questi territori sono possibili grandinate con chicchi medio-grandi, raffiche intense di vento e precipitazioni forti. Massima attenzione anche nelle Marche, colpite lo scorso settembre da un’alluvione lampo.
Allarme grandine e acqua alta a Venezia – «Dopo il grande caldo, nelle campagne è allarme grandine, che ha provocato danni per oltre mezzo miliardo di euro solo nelle aziende assicurate lo scorso anno», avverte Coldiretti. «È un nuovo allarme dopo un luglio che dovrebbe essere confermato come il più caldo di sempre, ma che è stato anche caratterizzato da 1.288 eventi estremi, raddoppiati rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso». A causa dei venti di scirocco che spingono l’acqua dell’Adriatico verso la Laguna, a Venezia è prevista acqua alta con punta massima di 100 centimetri alle 13.55, di cui per tre quarti provocata da motivi astronomici – luna quasi piena e più vicina alla Terra della media – e per un quarto dall’azione del vento. Nelle pianure del Nord temperature in calo con massime comprese tra 24 e 30 gradi.
Al Sud maltempo sabato – La perturbazione, però, passerà rapidamente. Infatti già sabato le schiaritediventeranno più ampie nel corso della giornata a partire dalle regioni nord-occidentali. Il Sud sarà interessato solo nei giorni successivi dal maltempo. Qui anche giovedì le temperature si sono mantenute elevate, con un picco di 38,5 gradi in provincia di Siracusa e di 38 nelle aree interne della Sardegna. Venerdì nelle ore serali il tempo peggiorerà rapidamente sulla Siciliaoccidentale con precipitazioni sparse che, nella notte successiva, raggiungeranno anche la Campania. I fenomeni, anche intensi, sono previsti sabato: molto mossi i mari, specialmente il Tirreno.
La bolla di calore – Dalla prossima settimana ritorna il caldo con l’anticiclone africano che riprenderà forza. Il picco è previsto mercoledì, quando le temperature massime potranno di nuovo raggiungere i 38 gradi nelle regioni centrali e 35nellepianure del Nord. Ma non è solo il Mediterraneo a registrare temperature sopra le medie.Un’ondata di calore estremo sta colpendo in questi giorni anche il Giappone, dove sono crollati i record in molte città. La bolla di calore sulla Siberia ha portato le temperature sopra i 30 gradi oltre il Circolo polare artico. I climatologi stanno monitorando con attenzione quello che sta succedendo in Sudamerica. Tra Argentina settentrionale, Cile, Paraguay, Bolivia e Brasile meridionalesi sono raggiunte temperature di 40 gradi. A Buenos Aires martedì c’erano 30 °C. Nulla di strano, se non per il fatto che nell’emisfero meridionale ora è pieno inverno, corrispondente all’inizio di febbraio nel nostro emisfero.
L’ Agenzia Regionale di Protezione civile del Lazio ha emesso un’allerta gialladal pomeriggio di domani, venerdì 4 agosto, e per le successive 18-24 ore.
Si prevedono sul Lazio precipitazioni, a prevalente carattere di rovescio o temporale.
I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, grandinate e forti raffiche di vento.
Il caso Mbappè e non solo: tensione ai massimi livelli tra il dirigente e il presidente dei parigini Nasser Al-Khelaifi.
Non c’è soltanto il caso Mbappè a tenere banco in casa Paris Saint-Germain. Anzi, lo scontro tra i parigini e l’attaccante francese ha fatto emergere anche frizioni nella dirigenza del club, in particolare tra il consulente sportivo del club Luis Campos e il presidente Nasser Al-Khelaifi. Mentre infatti Mbappè continua nella sua battaglia per trasferirsi al Real Madrid, secondo le indiscrezioni dei media transalpini infatti Campos è al passo d’addio.
Il portoghese ex Lille sarebbe infatti stato accusato, come ricostruito dagli altri da Le Parisien e RMC Sport, di lavorare per l’entourage di Mbappè perseguendo prevalentemente scopi personali, alla luce del fatto che non sarebbe intervenuto sul caso legato al giocatore come richiesto dallo stesso Al-Khelaifi per cercare di convincerlo a rimanere a Parigi.
Altre divergenze tra Campos e Al-Khelaifiriguardano il controllo totale del mercato, con Al-Khelaifi che imponeva decisioni riguardanti gestione, budget e rapporti, riducendo il ruolo di Campos all’interno del club. Campos ha anche sollevato dubbi riguardo all’acquisto di giocatori come Skriniar a parametro zero, considerando le condizioni fisiche tutt’altro che ottimali dello slovacco nel corso dell’ultima stagione all’Inter.
Una tensione che è aumentata ulteriormente a causa dell’influenza predominante del super agente Jorge Mendes (procuratore tra gli altri di Cristiano Ronaldo e José Mourinho oltre ad una nutrita schiera di calciatori portoghesi e non solo) nel mercato del PSG, con Al-Khelaifi che non gradisce il suo ruolo significativo nelle trattative dei trasferimenti del club.
Tensioni che quindi stanno minando la permanenza di Luis Campos come consulente del PSG, e il suo futuro dipenderà in particolare dall’evoluzione della situazione di Mbappé. Nessuna decisione è stata ancora presa, ma tuttavia sono già emerse voci di sondaggi per possibili sostituti di Campos nel club parigino.
Il presidente della regione Lazio: “La raccomandazione è ancora quella di fare attenzione e limitare gli spostamenti”
Il monitoraggio dei dati dopo l‘incendio del sito di stoccaggio di rifiuti di Ciampinoè costante. Arpa sta continuando a lavorare per produrre nuovi elaborati aggiornati. Nel frattempo la parola d’ordine è “prudenza“. A ripeterlo più volte oggi è stato il presidente della regione Lazio Francesco Rocca, dopo una conferenza per fare il punto dopo il rogo di domenica che ha coinvolto l’impianto di stoccaggio e trasferenza rifiuti Ecologica 2000. La notizia positiva è che non ci sarà bisogno di nessuna zona rossa, eppure in otto comuni alle porte di Roma la guardia resta alta.
“Finestre chiuse” – Secondo le ultime analisi, quelle di ieri, i valori di diossina restano alti. “L’Arpa sta monitorando costantemente la qualità dell’aria mentre l’Istituto zooprofilatico la ricaduta sui prodotti agricoli. La prudenza è il nostro faro. – ha sottolineato – Se necessario, le misure impartite dalla Asl Rm6 potrebbero anche essere rimodulate, ma nel frattempo dovranno essere rispettate pedissequamente. Quindi la raccomandazione è ancora quella di fare attenzione, tenere chiuse le porte e le finestre, limitare gli spostamenti allo stretto necessario, lavare con accuratezza la frutta e la verdura ed evitare l’uso degli impianti per l’aria pulendo accuratamente i filtri“.
Allarme in 8 comuni – Rocca ha anche sottolineato che “non c’è mai stato un diniego per la vendita di alimenti“, mentre rimane appunto la richiesta di accuratezza dei lavaggi di frutta e verdura. “Altrimenti sarebbe stata emanata un’ordinanza che sarebbe andata in una direzione differente“, ha spiegato. Poi una specifica: “Le prescrizioni della Asl Rm6 riguardano sette comuni oltre a Ciampino e non il comune di Roma. Quindi Marino, Albano, Grottaferrata, Castel Gandolfo, Ariccia, Lanuvio e Frascati. Per il comune di Roma non ci sono prescrizioni“.
Nessuna zona rossa – All’incontro, tra gli altri, erano presenti anche i sindaci di Ciampino e MarinoEmanuela Colella e Stefano Cecchi, in rappresentanza di tutti i primi cittadini dei territori coinvolti. I due hanno sottolineato che non è stata istituita alcuna zona rossa e che Arpa e Ispra hanno elaborato un modello per lo studio della dispersione di inquinanti in atmosfera e al suolo, che verrà trasmesso alla Asl. I sindaci hanno inoltre informato che le operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco dovrebbero concludersi entro la serata di oggi. “Si invita la cittadinanza a seguire gli aggiornamenti sui canali di informazione ufficiali dei Comuni coinvolti, della ASL Roma 6 e di ARPA Lazio“, l’appello.
La società calabrese potrebbe far ricorso al Consiglio di Stato
Il logo del Lecco
Il Tar del Lazio accoglie il ricorso del Lecco che ‘torna’ in Serie B per il campionato 2023-2024 al via il 19 agosto. E’ arrivato oggi il giudizio del Tribunale Amministrativo del Lazio. La Sezione Prima Ter si è espressa, accogliendo il ricorso della ‘Calcio Lecco 1912’respingendo in quanto “improcedibile” quello della Reggina in relazione all’ammissione al prossimo campionato di Serie B. Al momento quindi il Lecco ‘torna’ in serie B, mentre la Reggina potrebbe andare al Consiglio di Stato.
Dopo la decisione del Tar del Lazio la Lega di Serie B, sul proprio sito, ha aggiornato classifica e calendario inserendo il Lecco e lasciando solo una ‘X’. La formazione lombarda nella prima giornata di campionato affronterà il Pisa, mentre resta ancora una casella da definire. Se la Reggina venisse esclusa, in attesa ci sarebbe il Brescia.