Con una presentazione online pubblicata sul proprio sito ufficiale e su tutti i canali social, Ferrari ha svelato il disegno della nuova SF71-H, vettura con cui Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel andranno all’assalto del prossimo mondiale di Formula Uno. La Scuderia di Maranello, come da previsione, ha scelto di non portare avanti una rivoluzione, migliorando un pacchetto già di base ottimo come quel del 2017.
Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel commentano la nuova monoposto Ferrari F1, la SF71H, presentata a Maranello (MO) il 22 febbraio, in vista del mondiale 2018.
Protezione abitacolo A livello estetico spicca la presenza dell’Halo, la struttura di protezione dell’abitacolo che, dopo due anni di collaudi in pista, quest’anno diventa parte del regolamento. Il suo peso (circa 7 Kg, più le installazioni) viene compensato solo in parte dall’aumento del valore minimo di 5 Kg – da 728 a 733 – stabilito dal regolamento 2018.
la nuova Ferrari SF71H di Formula 1 con adesivi e livrea.
Dalla mezzanotte del 2 dicembre molti utenti con installato iOS 11 lamentano spegnimenti e riavvii ripetuti. Ma la soluzione arriva direttamente da Apple
Sugli apparecchi con iOS 11.1.1 e 11.1.2 che hanno abilitato le notifiche, in molti casi si sono verificati riavvii continui a partire dalle ore 00:15 del 2 dicembre. Attenzione però: il problema pare nascere in presenza di notifiche locali attivate (non quelle di Facebook, ad esempio, che sono gestite da server esterni, ma quelle generate sull’iPhone, come i promemoria). La schermata Home si spegne e si riaccende di continuo, e in diverse circostanze si è anche riavviato ripetutamente il telefono.
Molte le segnalazioni su Twitter, molti però anche i clienti perplessi che hanno chiesto informazioni al personale degli Apple Store. Ma tranquilli, l’iPhone non è danneggiato, basta aggiornare iOS al nuovo sistema operativo, che nel frattempo è disponibile. iOS 11.2 dovrebbe risolvere il problema, e pare che davvero lo faccia, ma alcuni hanno incontrato una difficoltà ulteriore: non sono riusciti ad aggiornare l’iPhone proprio perché si spegneva e riaccendeva di continuo. In questo caso, meglio scaricare l’aggiornamento su computer e procedere collegando il cavo all’iPhone.
Lo switch off con l’inserimento in Finanziaria è ufficiale: entro il 30 giugno 2022 le attuali trasmissioni del digitale terrestre verranno spente a favore dello standard DVB-T2 con codec HEVC. Più del 90% dei TV attualmente nelle case degli italiani non saranno in grado di ricevere le nuove trasmissioni e richiederanno un decoder aggiuntivo o la sostituzione dell’intero apparecchio.
Ora non si scherza più e si esce dalla ridda di ipotesi ed opinioni: lo spegnimento entro il 2022 delle attuali trasmissioni digitali terresti e lo switch off al DVB-T2 si appresta a diventare legge. Infatti, nel testo della Finanziaria 2018 trapelato in queste ore, è stato inserito un lunghissimo articolo, il n. 89, intitolato “Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G” che norma tutte le fasi e i tempi del passaggio alla nuova modalità trasmissiva TV, che renderà obsoleti milioni di apparecchi in tutta Italia. Un articolo molto complesso e tecnico, tanto che, malgrado impatti praticamente su tutti gli italiani, è stato al momento trascurato dalle tante analisi della legge Finanziaria uscite in queste ore.
Lo spegnimento delle trasmissioni DVB-T attuali è motivato dalla restrizione delle risorse frequenziali destinate alle trasmissioni TV a causa della cessione al 5G della banda 700, questa (e solo questa) stabilita dall’Europa. Il processo operativo inizierà il 1 gennaio del 2020 e terminerà entro e non oltre la scadenza tassativa del 30 giugno 2022, un periodo di due anni e mezzo molto più corto dello switch off dell’analogico per il quale furono necessari 6 anni.
Come per il passaggio dall’analogico al digitale, il processo di passaggio al DVB-T2 non sarà all’unisono su tutto il territorio nazionale ma avverrà in modo parcellizzato per zona geografica, secondo un piano da stabilirsi a cura dell’AGCOM (il codiddetto PNAF, Piano Nazionale Assegnazione Frequenze) entro il 31 maggio dell’anno prossimo. Il passaggio dovrebbe comportare, anzi comporterà sicuramente anche una migrazione all’HEVC (anche se la legge non cita mai il codec ma solo la modalità trasmissiva DVB-T2), il che renderebbe le trasmissioni compatibili praticamente solo con i TV venduti da quest’anno in poi, salvo poche eccezioni.
Sarà necessario intervenire anche sull’impianto di antenna
I primi canali che lasceranno le vecchie frequenze per passare alla nuova assegnazione del Piano Nazionale saranno soggette di fatto a una “sparizione” da un gran numero di case. Innanzitutto da quelle degli utenti che ancora non avranno deciso di cambiare TV con un modello di nuova generazione o che non avranno affiancato un decoder al vecchio TV. Ma non bisogna sottovalutare, per esempio nei condomini e per tutti gli impianti canalizzati, anche la necessità di riconfigurare la centrale di antenna per filtrare correttamente i canali che diventeranno attivi, diversi da quelli precedenti.
A oggi, facendo una stima molto cauta e conservativa, i TV in funzione in Italia sono 45 milioni (anche se probabilmente sono di più). Di questi, se va bene sono 5 milioni quelli attualmente compatibili con le nuove trasmissioni digitali: 40 milioni di TV prima del 2022 dovranno essere adeguati, o con una sostituzione o con l’utilizzo di un decoder esterno, un numero enorme in un periodo relativamente breve. continua
Polaroid, nome iconico della fotografia caduto nell’oblio con la digitalizzazione delle immagini, prova a tornare sulla scena mondiale con un’operazione nostalgia. A ottant’anni esatti dalla nascita dell’azienda, fondata da Edwin Land nel 1937, la compagnia lancia il nuovo marchio ‘Polaroid Originals’ per riportare sul mercato la fotografia analogica istantanea.
Il Mod. Vintage: POLAROID 1000 SE serie SX 70
A dieci anni di distanza dall’ultima macchina Polaroid messa in commercio l’operazione ruota intorno alla OneStep 2, erede della macchina fotografica che arrivò sugli scaffali per la prima volta nel 1977. Il dispositivo torna a proporre un tipo di fotografia – genuino, immediato, senza filtri e fotoritocchi – che è stato spazzato via dall’avvento delle macchine digitali e degli smartphone, istigatori di scatti bulimici. A questo trend Polaroid aveva cercato di adeguarsi negli anni scorsi sfornando la fotocamera Snap, una digitale compatta in grado di stampare gli scatti sul momento.
La OneStep 2 ha lo stesso identico funzionamento “punta-e-scatta” dei suoi predecessori, con le foto che prendono vita sulle pellicole in bianco e nero o a colori. Anche le pellicole sono fedeli alla tradizione e compatibili con li vecchi apparecchi Polaroid. L’azienda ha deciso poi di accontentare chi volesse una macchina vintage e non la sua riedizione, commercializzando i vecchi modelli ricondizionati.
Si chiama iPhone X, il dispositivo che celebra i dieci anni del melafonino. La ‘X’ è il numerto romano che sta per dieci. L’evento si è tenuto allo Steve Jobs Theatre di Cupertino. ”One more thing..” ha detto Cook sorridendo prima di presentare l’iPhone X.
L’ultimo nato a dieci anni dall’esordio dell’iPhone ha un display super Retina, con uno schermo da 5,8 pollici. Ha un sistema di riconoscimento facciale e costa 999 dollari, sotto la ‘soglia psicologica’ dei 1000 dollari. Sarà sul mercato dal 3 novembre, ma Apple non ha reso noto i paesi in cui sarà disponibile.
Tim Cook che oltre a ‘X’ ha svelato gli iPhone 8 e iPhone 8 Plus, attesi aggiornamenti dei modelli 7 e 7 Plus. Li illustra Phil Schiller. Presentano miglioramenti in ogni caratteristica tecnica, dagli schermi alla fotocamera. I nuovi modelli hanno riverstimento in vetro. I display, da 5,5 e 4,7 pollici, hanno tecnologia True Tone che adatta colori e temperatura alla luce dell’ambiente. Integrano altoparlanti stereo, che promettono un volume del 25% più alto rispetto all’iPhone 7 e bassi più profondi. Il nuovo processore A11 Bionic, è “il più potente di sempre su uno smartphone”. Fotocamera da 12 MP, garantisce l’83% di luminosità in più delle foto. Coi nuovi iPhone la stabilizzazione ottica dell’immagine diventa un’opzione “di serie”. L’iPhone 8 “cattura immagini per i video nella qualità maggiore disponibile su uno smartphone”. Può girare in 4K, 60 frames per secondo. È anche il primo iPhone “creato per la realtà aumentata, anzi il primo smartphone”, afferma Schiller, grazie alle caratteristiche della fotocamera e a nuovi sensori.
IPHONE 8: PRESENTAZIONE in DIRETTA STREAMING commentata in italiano
Live Apple Event – Apple September Event 2017 – iPhone 8, iPhone X, iOS 11 – Apple Keynote
Ecco la prima presentazione dell’iPhone, il 9 gennaio 2007, con Steve Jobs
E’ poi la volta dell‘Apple Watch. Per Cook sta sperimentando una crescita ”enorme”, del 50% che ha consentito al dispositivo Apple di diventare il primo al mondo, superando il Rolex. Arriva così l’Apple Watch serie 3. Sara’ disponibile il prossimo mese e sara’ piu’ indipendente dall’iPhone perche’ dotato di connettivita’ cellulare.
Arriva anche la nuova Apple tv. ”Apple Tv ha cambiato la modalita’ con cui guardiamo la televisione: abbiamo migliorato l’esperienza della tv”. Lo afferma Tim Cook, l’amministratore delegato di Apple, presentando la Apple Tv 4K. ”E’ incredibile, offre la migliore qualita’ delle immagini di sempre” dice Eddie Cue dal palco del teatro Steve Jobs. La Apple Tv arriverà equipaggiata col nuovo processore A10X e una nuova versione del sistema operativo tvOS.
Probabilmente per problemi tecnici ai server, il servizio di messaggistica ha creato problemi (e conseguente frustrazioni) a migliaia di utenti, soprattutto in nord Europa, Messico e Brasile
Non riceve né invia messaggi. Da qualche ora, migliaia di utenti — da diversi Paesi — stanno raccontando di avere problemi con WhatsApp, e relativa frustrazione data dalla sensazione di essere «disconnessi» dal mondo. Al grido (su Twitter) di #whatsappdown. E anche il sito DownDetector, che raccoglie su una mappa le segnalazioni, rileva un picco di riferimenti all’app di messaggistica nel tardo pomeriggio. Il 47% parla di mancanza di connessione, il 29% non riesce a mandare (o leggere) i messaggi e il 22% addirittura non riesce a loggarsi. Tra i luoghi più colpiti, il nord Europa, il Brasile e il Messico. Ma anche in Italia, soprattutto al centro-sud, si sono verificati problemi. Ancora da chiarire la causa.
31 agosto 2017 (modifica il 31 agosto 2017 | 19:16)
Apple presenterà i suoi nuovi prodotti, incluso l’iPhone, il prossimo 12 settembre. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Apple presenterà tre iPhone.
Il gigante del web ha ammesso di aver subito un altro colpo da parte degli hacker – distinto da quello svelato lo scorso settembre – che avrebbe portato al furto di dati relativi a oltre un miliardo di account personali. Il cyber-attacco risalirebbe all’agosto del 2013 e l’entità dei danni sarebbe circa il doppio del caso venuto alla luce pochi mesi fa, quando il dito fu puntato su pirati informatici collegati a governi stranieri, come la Russia e la Cina. Tra le informazioni rubate nella in questa nuova puntata della guerra nel cyber-spazio ci sarebbero password, domande di sicurezza (quelle effettuate per identificare gli utenti che accedono ai servizi web come la posta elettronica), indirizzi email, date di nascita, numeri di telefono
Steven Paul Jobs, più noto come Steve Jobs (San Francisco, 24 febbraio 1955 – Palo Alto, 5 ottobre 2011), è stato un informatico, produttore cinematografico, imprenditore e inventore statunitense.
Discorso di Steve Jobs ai neolaureati dell’Universita’ di Stanford
NEW YORK – Cinque anni fa, poche settimane dopo aver passato il testimone al suo successore Tim Cook, il genio visionario di Apple, Steve Jobs, si spegneva per un tumore al pancreas: le sue intuizioni hanno aperto nuovi capitoli nella storia dell’informatica, e il suo culto e’ ancora vivo più che mai tra i fan in tutto il mondo. Oggi Apple e’ la più grande società al mondo per valore di mercato e rimane una delle più influenti, il suo utile netto di 53 miliardi di dollari dell’anno scorso era superiore a quello combinato di colossi dell’high tech come Facebook, Amazon e Microsoft.
Funai Electric Co., Ltd. fondata nel 1961 a Osaka in Giappone è un’azienda impegnata nello sviluppo, produzione e distribuzione di dispositivi di comunicazione e informazione come terminali di accesso a internet, periferiche per computer, strumenti audio-video, televisori, videoregistratori, lettori DVD ed elettrodomestici per la casa.
I prodotti Funai, sono anche venduti sotto i marchi: Philips, Magnavox, Sylvania, Emerson Radio, Symphonic, Aventura, Esa, Durabrand e Misakai.
L’azienda, “sforna” videoregistratori dal lontano 1983, sia col proprio marchio sia per conto di altre società tra cui Sanyo ( fonte ansa), si arrende al calo delle vendite, oltre che alla difficoltà di reperire alcune componenti necessarie alla produzione. Se ai tempi d’oro Funai arrivava a commercializzare 15milioni di videoregistratori all’anno, nel 2015 la cifra è scesa a 750mila unità.
Il quotidiano giapponese Nikkey riporta infatti che l’ultima azienda ad averli in catalogo, la Funai Electric, cesserà di produrli entro la fine del mese.
Trent’anni fa l’Italia si collegò a Internet, fece la storia
Commento: Da pionieri in Europa siamo diventati quasi il fanalino di coda
Roma, 26 Aprile 2016 – “Login, il giorno in cui l’Italia scoprì Internet”, l’anteprima nazionale del documentario sui 30 anni di Internet in Italia.
Era il 30 aprile del 1986, dal Centro universitario per il calcolo elettronico del Cnr di Pisa (Cnuce) partì un segnale diretto alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania. Era la prima volta che l’Italia si collegava a Internet. La notizia passò quasi inosservata, anche perché pochi giorni prima era avvenuto il disastro di Chernobyl, e gli stessi tecnici pisani non si resero conto della portata dell’avvenimento.
Trent’anni fa l’Italia si collegò a Internet, fece la storia
Internet è una rete ad accesso pubblico che connette vari dispositivi in tutto il mondo. Dalla sua nascita rappresenta il principale mezzo di comunicazione di massa, che offre all’utente una vasta serie di contenuti potenzialmente informativi e di servizi.
Le prime connessioni domestiche non furono infatti disponibili fino agli anni ’90, e una prima diffusione “di massa” non fu possibile se non a partire dal 1998, quando le linee e i costi cominciarono a essere ragionevoli. Prima di allora, si poteva andare online con i computer di alcune università e qualche biblioteca. Comunque carissimi rispetto a oggi: all’epoca si navigava a 56 Kbps e si pagavano tariffe a tempo. C’è ancora chi ricorda bollette stratosferiche, perché magari ha scordato di scollegare il modem.
L’origine di Internet risale agli anni sessanta, su iniziativa degli Stati Uniti, che misero a punto durante la guerra fredda un nuovo sistema di difesa e di controspionaggio.
La prima pubblicazione scientifica in cui si teorizza una rete di computer mondiale ad accesso pubblico è On-line man computer communication dell’agosto 1962, pubblicazione scientifica degli statunitensi Joseph C.R. Licklider e Welden E. Clark. Nella pubblicazione Licklider e Clark, ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, danno anche un nome alla rete da loro teorizzata: “Intergalactic Computer Network”.
Prima che tutto ciò cominci a diventare una realtà pubblica occorrerà attendere il 1991 quando il governo degli Stati Uniti d’America emana la High performance computing act, la legge con cui per la prima volta viene prevista la possibilità di ampliare, per opera dell’iniziativa privata e con finalità di sfruttamento commerciale, una rete Internet fino a quel momento rete di computer mondiale di proprietà statale e destinata al mondo scientifico. Questo sfruttamento commerciale viene subito messo in atto anche dagli altri Paesi.
Tanti auguri Apple, il colosso di Cupertino compie 40 anni
Steve Jobs Trailer Ufficiale Italiano (2016)
Trailer italiano del film JOBS, il biopic con Ashton Kutcher nei panni del giovane e brillante Steve Jobs
Una breve carrellata dei primi prodotti dal apple I al ……..
La fondazione della società risale al 1° aprile 1976, ad opera di Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne
Apple I – Il primo computer, l’Apple I, vede la luce l’1 aprile del 1977.
1 Aprile 1976 Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne fondano in un garage di Los Altos la Apple Computers, una piccola compagnia di elettronica e informatica che nei successivi quattro decenni sarebbe diventata la più grande azienda del mondo per valore di mercato.
Apple II – 1977
Il simbolo della mela è divenuto ben presto l’icona di una “rivoluzione” nel mondo dei computer e dei dispositivi elettronici, incarnata dal celebre motto “Think different“. Un percorso lungo e tortuoso, che di recente ha portato la regina della Silicon Valley ad imporsi come “paladina della privacy” in un braccio di ferro con l’Fbi destinato a fare storia.
Apple Macintosh – 1984: il 24 gennaio viene lanciato il Macintosh, un apparecchio tuttora esposto al MoMa di New York
Quattro decenni scanditi da molti successi – come il primo computer personale, l’Apple II, l’iPod e la rivoluzione iPhone e iPad – fino all’ultimo grande traguardo: un miliardo di dispositivi Apple attivi in tutto il mondo. Ma anche i “flop” non sono mancati, come ad esempio il primo portatile Lisa o il palmare Newton, quest’ultimo troppo in anticipo sui tempi nel “lontano” 1993.
Apple Lisa PC, 1983
Apple Newton – 1993
Ma la parabola della “mela” non può essere analizzata separatamente dal quella del suo genio indiscusso, Steve Jobs: dopo il momento d’oro iniziale, la rottura nel 1985 e poi il rientro trionfale in Apple nel 1996. Un momento in cui i profitti dell’azienda sono alle stelle anche grazie al suo carisma. Strappato al suo periodo più creativo da un tumore al pancreas, nel 2011, con la morte di Jobs si chiude definitivamente un’epoca anche per il colosso di Cupertino.
iPod prototype, 2001 iMac, original bondi blue model, 1998
Il duello con l’Fbi – In quarant’anni di storia, Apple ha combattuto battaglie legali importanti, dalle guerre per i brevetti ai contenziosi col fisco. L’ultimo braccio di ferro con l’Fbi, su privacy e informazioni criptate dell’iPhone del killer di San Bernardino. Una vicenda sulla quale, nonostante lo sblocco del dispositivo effettuato dalle autorità, la parola “fine” è ancora da scrivere.
Ferrari presenta la nuova SF16-H – Livrea molto bianca richiama quella delle monoposto degli anni ’70. H come Hybrid. Raikkonen: “Una vettura fantastica, avremo una grande stagione”
Un po’ di bianco in più e sicuramente più potenza: così la Ferrari lancia la sua sfida alla Mercedes per il mondiale 2016 di Formula 1. Nuova estetica e più alte prestazioni, è questo a caratterizzare la SF16-H, svelata in streaming come ormai da tradizione nella casa di Maranello. Una vettura rossa ma anche molto bianca, che richiama le monoposto vincenti degli anni ’70, in particolare la mitica 312T di Niki Lauda. La SF16-H, la prima interamente realizzata sotto la guida di Maurizio Arrivabene (e la prima che si lancia in pista a inizio stagione con la Ferrari quotata in Borsa), ha un solo obiettivo: ritornare in vetta, come è nelle speranze del presidente Sergio Marchionne e di tutti i tifosi, digiuni di titoli mondiali dal 2007.
19 febbraio 2016 –La Ferrari SF16-H è cambiata molto rispetto alla monoposto che l’ha preceduta, soprattutto là dove non si vede. Ecco tutte le novità nascoste sotto la pelle.
Vettel entusiasta: “E’ più potente”
Nel 2016 Sebastian Vettel, alla sua seconda stagione in Ferrari, va a caccia della consacrazione. Su di lui scommette Maranello per provare a riportare il Mondiale in Italia, obiettivo ambizioso ma che non viene negato dal team principal Maurizio Arrivabene durante il lancio della La nuova SF16-H
Raikkonen: “La vettura è fantastica, avremo una grande stagione”
Kimi Raikkonen, che nel 2007 fu l’ultimo a regalare un titolo mondiale a Maranello e che è arrivato alla sua sesta presentazione di una nuova monoposto in Rosso. “Per me stesso voglio fare un grande lavoro – ha detto il finlandese – e fare grandi corse e gare, e posizionarmi bene nel Mondiale.
Sebastian Vettel dedica la vittoria in Ungheria a Jules Bianchi. #CiaoJules
Le fibre ottiche attuali mettono il turbo, portando fino a 1 Gigabit al secondo per ogni utente e permettendo di scaricare video a velocità e risoluzione altissime: sono le caratteristiche del sistema di accesso a Internet risultato del progetto europeo Coconut coordinato dall’Italia, con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Proprio a Pisa viene sperimentato il sistema su un tratto della rete commerciale a fibra ottica della città messo a disposizione dalla società Agestel.
Addio Telecom, benvenuta Tim (con un nuovo logo) L’ex monopolista mette tutte le attività commerciali sotto il cappello del marchio nato con la divisione mobile
« Il nuovo logo segna anche un importante cambiamento nella ridefinizione del nostro ruolo, da puro operatore telefonico a player industriale e tecnologico in grado di offrire prodotti e servizi innovativi mediante lo sviluppo di piattaforme abilitanti: dalle reti ultrabroadband fisse e mobili, al cloud computing fino all’information technology di nuova generazione», ha detto l’amministratore delegato del Gruppo Telecom Italia, Marco Patuano.
Gli obiettivi per la banda
Il contesto è stato anche occasione per alzare l’asticella della banda ultra larga: «Ci sarà una sforzo un po’ superiore al previsto: punteremo a qualcosa di più rispetto al 75% della popolazione in fibra e al 95% in Lte», ha dichiarato Patuano. In calendario anche la nuova sede di Telecom Italia a Roma, che occuperà le Torri dell’Eur e sarà pronta «tra fine 2016 e inizio 2017». In generale per i progetti immobiliari, ha spiegato Patuano, Telecom investirà «400 milioni in dieci città in due-tre anni».
Lenco L75S 1978 cavallo di battaglia delle prime radio libere.
La classifica dei vinili si aggiunge ufficialmente alla Top Of The Music by FIMI / GfK Italia da gennaio 2016. In questo modo il primo comunicato stampa FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) del 2016 pone l’accento sull’inarrestabile ritorno del vinile.
Come è fatto: I dischi in vinile
Eppure gli LP esistono, ci sono e fanno numeri non trascurabili in ogni parte del mondo: le grosse catene come Media World, Trony o La Feltrinelli hanno tutte un’area dedicata agli LP e i pochissimi negozi di dischi sopravvissuti alla musica liquida hanno deciso di dedicare ai cari e vecchi dischi un bel po’ di spazio, nella speranza di tornare ai fasti del passato.
A novembre 2015 il vinile ha fatto registrare solo in Italia un notevole +74% rispetto allo scorso anno e non ci stupiremo se raggiungesse in qualche anno il 10% del mercato. In altre parti del mondo la situazione è analoga o migliore: negli USA, mercato che genera numeri ben superiori ai nostri, il vinile è al 9% delle vendite totali di supporti fisici.
Dando un’occhiata alle classifiche del 2015 (qui sotto) è chiaro che l’acquirente tipo di vinili non è propriamente un quindicenne: se al secondo posto generale troviamo Lorenzo 2015 cc, è peraltro vero che la classifica è dominata da artisti del calibro dei Pink Floyd e dei Led Zeppelin.
Poi c’è chi dice (giustamente) che il vinile è più bello, con le sue maxi-copertine e i suoi booklet, chi colleziona da decenni e non ha nessuna intenzione di smettere, chi vive la sessione d’ascolto come una sorta di rituale (“Quando voglio godermi davvero la musica, vado verso la mia collezione di vinili. Ascoltare un vinile richiede la giusta predisposizione e attenzione, non puoi semplicemente premere “play” e fare altro…”) e un piccolo esercito di appassionati che sostiene che il vinile offra una sessione d’ascolto più piacevole, coinvolgente, dinamica, calda. In una parola, che suoni meglio.
Anche i produttori di hardware (giradischi, puntine & co) sembrano soddisfatti dell’andamento del mercato. Per avere un’opinione e qualche dato interessante abbiamo sentito Giancarlo Valletta di Audiogamma, distributore di importanti marchi audio come Denon, B&W e Rotel, oltre a Ortofon, Musical Fidelity, Pro-ject e altri attivi proprio nel mercato della musica in vinile.
Whatsapp gratis per sempre: sparisce il canone annuale di 0.89 centesimi
L’app di messaggistica è ora completamente gratis. Il miliardo scarso di utenti non verrà fatto fruttare nemmeno con la pubblicità: a pagare saranno i servizi di comunicazione con le aziende.
WhatsApp non chiederà più agli utenti di confermare la propria fedeltà garantendo un seppur minimo contributo dopo il primo anno di utilizzo: il servizio di messaggistica istantanea acquisito da Facebook per 19 miliardi di dollari, che negli anni è stato sviluppato per assumere la forma di un’app di comunicazione a tutto tondo, non ha bisogno degli 89 centesimi degli utenti consumer. Il suo modello di business farà leva sulle esigenze di comunicazione con le aziende.
L’annuncio della rinuncia al contributo, in un momento in cui la rete degli utenti si conta in 990 milioni e l’app si configura come la seconda più popolare, alle spalle di Facebook, è motivata dal desiderio di conquistare nuovi utenti e di non perdere terreno confrontandosi con una concorrenza completamente gratuita. “Molti utenti di WhatsApp non hanno una carta di credito o di debito e sono preoccupati di perdere la possibilità di comunicare con i loro amici e la loro famiglia dopo il primo anno“: rinunciando al contributo e rendendo l’app completamente gratuita è probabile che nuovi utenti, soprattutto sui mercati emergenti, si lasceranno convincere a registrarsi al servizio.
Gli edifici conformi potranno esporre la targa volontaria ‘predisposto alla banda larga’.
Scatterà il 1° luglio 2015 l’obbligo di predisporre alla connessione ad alta velocità in fibra ottica a banda ultralarga gli edifici nuovi o ristrutturati.
La Legge 164/2014 di conversione del decreto Sblocca Italia (DL 133/2014) stabilisce infatti che tutte le nuove costruzioni per le quali le domande di autorizzazione edilizia siano presentate dopo il 1° luglio 2015, dovranno essere equipaggiate di un’infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica fino ai punti terminali di rete.
Lo stesso obbligo si applica in caso di opere che richiedano il permesso di costruire ex articolo 10, comma 1, lettera c), del Dpr 380/2001, cioè gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni.
Per infrastruttura fisica multiservizio interna all’edificio si intende il complesso delle installazioni presenti all’interno degli edifici contenenti reti di accesso cablate in fibra ottica con terminazione fissa o senza fili che permettono di fornire l’accesso ai servizi a banda ultralarga e di connettere il punto di accesso dell’edificio con il punto terminale di rete.
Fibra ottica a banda ultralarga
Sempre dal 1o luglio 2015, tutti i nuovi edifici – e quelli sottoposti a ristrutturazione profonda che richieda il permesso di costruire – dovranno essere equipaggiati di un punto di accesso, cioè di un punto fisico situato all’interno o all’esterno dell’edificio e accessibile alle imprese autorizzate a fornire reti pubbliche di comunicazione, che consente la connessione con l’infrastruttura interna all’edificio predisposta per i servizi di accesso in fibra ottica a banda ultralarga.
Gli edifici conformi a questi obblighi potranno esporre la targa ‘predisposto alla banda larga’, un’etichetta volontaria e non vincolante che potrà essere utilizzata ai fini della cessione, dell’affitto o della vendita dell’immobile.
L’etichetta potrà essere rilasciata da un tecnico abilitato ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera b) del DM 37 del 22 gennaio 2008, e secondo quanto previsto dalle Guide CEI 306-2 e 64-100/1,2,3.
Il Piano strategico per la banda ultra larga
La data del 1° luglio 2015, prevista dal Decreto Sblocca Italia alcuni mesi fa, è arrivata mentre è ancora in corso la discussione sul Piano nazionale strategico per la banda ultra larga. L’attuazione del Piano è contenuta nel Decreto Telecomunicazioni (vedi bozza del 25 maggio 2015) che il Governo avrebbe dovuto approvare nei giorni scorsi ma che è stato rinviato a data da destinarsi. Il decreto propone misure per facilitare il cablaggio degli edifici esistenti, stabilendo che gli operatori che forniscono reti di comunicazione elettronica, che intendano posare le proprie reti in fibra ottica in adiacenza ad aree di proprietà privata e condominiale, possano farlo semplicemente comunicandolo con raccomandata al proprietario o all’amministratore del condominio. Se entro 30 giorni i proprietari non esprimono il proprio diniego, l’operatore può procedere con i lavori. La bozza di decreto infatti prevede che gli interventi di cablaggio dei fabbricati non costituiscano innovazione (ex art. 1120 Codice Civile) e non siano quindi soggetti all’approvazione dell’assemblea condominiale.
La Strategia italiana per la banda ultralarga
La misura rientra nel pacchetto di agevolazioni per abbassare le barriere di costo, contenuto nella Strategia italiana per la banda ultralarga. “L’Italia – si legge nel testo – sta avviando un percorso di adeguamento del quadro normativo volto a favorire la realizzazione dei cablaggi all’interno delle proprietà private, condominiali e non”. L’obiettivo è quello di rendere più semplice avvalersi dei sottoservizi (illuminazione pubblica, risalite dei tubi, discese grondaie, etc.), compresi i percorsi aerei, per posare la fibra ottica o un minitubo che lo possa ospitare. A oggi l’installazione o la modifica di impianti di telefonia mobile non sono soggetti ad autorizzazione paesaggistica se eseguiti su edifici e tralicci preesistenti e non superino determinate dimensioni, la cui variazione se limitata può essere comunicata con una semplice autodichiarazione. La Strategia per la banda ultralarga intende uniformare a livello nazionale le modalità di posa dei tratti verticali delle infrastrutture di comunicazione a banda ultralarga sulle facciate degli edifici, assicurando la disponibilità di installazione di impianti idonei anche all’interno degli edifici. Infine, analogamente all’esperienza francese, viene reso obbligatorio il pre-cablaggio verticale degli edifici, per tutte le nuove costruzioni, le ristrutturazioni e tutti gli edifici delle aree redditizie.
Il colosso dei computer cinese manda in pensione il brand dei cellulari. Verrà sostituito dal marchio «Moto by Lenovo»
Fine di un brand: entro la fine dell’anno il nome Motorola sparirà dal mercato degli smartphone. Lo ha confermato Rick Osterloh, presidente e Coo (Chief Operating Officer) di Lenovo, parlando col portale tecnologico Cnet nel corso del Consumer Electronics Show. Gli smartphone verranno commercializzati con il logo blu del produttore cinese e la nuova scritta «Moto by Lenovo».
Motorola è una società statunitense fondata nel 1928 che durante i suoi primi anni di attività si occupò di apparecchi radio per poi realizzare micro-processori, usati tra gli altri da Olivetti ed Apple. Più di quarant’anni fa, nel 1973, Motorola creò il primo telefono cellulare della storia: il DynaTac, che era grande quasi come una scatola di scarpe. Negli anni Ottanta e Novanta Motorola produsse diversi telefoni cellulari (Mashable ha scritto che per un periodo «il nome Motorola diventò sinonimo di telefono cellulare»). I due cellulari più famosi di Motorola sono lo StarTac e il Razr. Lo StarTac uscì negli Stati Uniti nel gennaio 1996 e fu il primo cellulare davvero leggero e tascabile e il primo ad avere la cosiddetta forma a “conchiglia”, cioè quella con la parte superiore che si richiudeva completamente sopra quella inferiore. Negli anni Duemila Motorola produsse il Razr, un cellulare molto più sottile dei precedenti (era spesso 14 millimetri) che per alcuni anni andò molto di moda.
Dopo l’arrivo degli iPhone (e di altri smartphone simili) Motorola perse però la maggior parte delle sue quote di mercato. Nel gennaio 2011 fu divisa in due società – Motorola Solutions e Motorola Mobility (quella per i dispositivi mobili) – e poco dopo Google acquistò Motorola Mobility per 12,5 miliardi di dollari. Nel 2013 uscì il Moto X, uno smartphone piuttosto innovativo che permise a Motorola di riprendersi qualche piccola fetta del mercato, dominato da Apple e Samsung. Il Moto X e gli altri smartphone fatti da Motorola negli anni in cui era controllata da Google andarono discretamente, non benissimo. Nel 2014 Google decise di vendere la società – che ogni trimestre perdeva centinaia di milioni di dollari – a Lenovo, che nel gennaio 2014 pagò 2,9 miliardi di dollari per Motorola Mobility.
“Quando Olivetti inventò il PC”, è un documentario realizzato da Alessandro Bernardi e Paolo Ceretto sulla storia sconosciuta del primo Personal Computer il ” Programma 101″, prodotto a Torino nel 1965. Un team di giovani e visionari ricercatori dell’Olivetti di Ivrea, diretti dall’ingegnere Piergiorgio Perotto, avevano dato vita a un invenzione straordinaria, una rivoluzione che avrebbe cambiato il mondo!
Quattro anni fa – il 5 ottobre 2011- moriva Steve Jobs, il padre della Apple. E tra pochi giorni (il 9 ottobre negli Usa), uscirà il film sulla sua vita.
A picture dated 12 January 2008
E’ il film ‘Steve Jobs’ diretto da Danny Boyle e scritto da Aaron Sorkin su adattamento della biografia ‘Steve Jobs’ di Walter Isaacson.
Tre momenti nella vita del fondatore di Apple interpretato da Michael Fassbender, rispettivamente 1984, 1988 e 1998, che rispondono anche all’evoluzione di uomo che appare prima solo come un genio e visionario spietato ma poi si riscopre padre affettuoso
La storia del Gamba de Legn’ (questa sarebbe la corretta ortografia milanese) inizia il 9 settembre 1878, con l’atto di concessione per la costruzione di una tramvia a vapore tra Milano e Magenta, di circa 23 Km di lunghezza, con una diramazione da Sedriano a Càstano Primo. Un anno più tardi venne inaugurato il primo tratto della linea da Milano a Sedriano, cui seguì in breve tempo il completamento del percorso.
La velocità massima del convoglio fu stabilita dal consiglio provinciale di Milano in:
15 km/h in campagna
10 Km/h entro i confini di Milano
5 km/h in caso di nebbia, traffico o per motivi straordinari di ordine pubblico
in caso di nebbia (fenomeno frequentissimo da queste parti – NdR) il convoglio doveva essere preceduto da un uomo a piedi con il fischietto ” che avvertisse del pericolo imminente”
Il prezzo dei biglietti all’inaugurazione del servizio era di 5-7 centesimi di lira per chilometro in prima classe e di 4 centesimi di lira per chilometro in seconda classe.
La cartina tratta da “The Magenta Tram” di G.E. Baddeley con un errore sul nome “Olona” scritto con due “elle”.
…e rimorchi
La rete tranviaria di Milano è formata da diciassette linee urbane e ha una lunghezza complessiva di circa 115 km, la maggiore in Italia.
Le vetture tranviarie sono una componente tipica del paesaggio milanese. I tram più caratteristici della rete tranviaria milanese sono le cosiddette “tipo 1928” (serie 1500) costruite fra il 1928 e il 1932 in 502 esemplari e tuttora in circolazione in 163 unità.
Della rete interurbana, che collegava il capoluogo ad alcuni estremi della provincia e ad alcuni vicini capoluoghi, rimane in esercizio la Milano-Limbiate, mentre per la Milano-Seregno, non in esercizio, è prevista una riqualificazione.
Dopo solo pochi mesi, l’amministrazione cittadina acconsentì a posare le rotaie all’interno della cerchia muraria: la linea per Monza venne prolungata pertanto fino in largo San Babila, mentre quella per Saronno, attraverso la piazza d’armi del Castello, fino a via Cusani. Il 6 giugno 1878 venne inaugurata la prima tranvia a vapore, diretta a Vaprio. Il successo della linea rese popolare la trazione a vapore, che si estese sull’esistente linea di Saronno (1878), e sulle nuove linee per Sedriano (1879), Vimercate, Pavia e Lodi (1880), Giussano (1881), ed altre ancora. Queste linee non formavano una rete unitaria, ma risultavano tronconi a sé stanti, addirittura con diversi capolinea, affidati rispettivamente a società differenti.
Le prime tranvie urbane, a trazione animale, vennero inaugurate nel 1881 in occasione dell’Esposizione Nazionale. Le linee avevano andamento radiale, con capolinea centrale in piazza del Duomo, dirette verso le porte cittadine. La rete era gestita dalla Società Anonima degli Omnibus (SAO).
E’ arrivato dal 24 aprile sarà in vendita l’Apple Watch il primo orologio della casa di Cupertino. Ma per adesso sarà in vendita in 9 paesi e sono: Australia, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Hong Kong, Regno Unito e Stati Uniti. Per l’Italia ci sarà da attendere qualche settimana, si parla del mese di Maggio ma non ci sono conferme in merito.
Sarà in tre versioni e in due dimensioni :Watch Sport, Watch, Watch Edition
Watch Edition
Watch Edition: Cassa 42mm, e 38mm Oro giallo 18 carati Vetro in cristallo di zaffiro Display Retina Fondo in ceramica
Watch Sport
Watch Sport: Cassa 38 mm o 42 mm Alluminio serie 7000 Vetro Ion-X Display Retina Fondo in materiale composito
Watch
Watch: Cassa 38 mm, e 42 mm Acciaio inossidabile 316L Vetro in cristallo di zaffiro Display Retina Fondo in ceramica
Il Macintosh 512K è un personal computer dell’Apple Computer (oggi rinominata semplicemente Apple). Commercializzato dal 10 settembre 1984 al 14 aprile 1986, il Macintosh 512K è il secondo computer (in ordine di tempo) della famiglia Macintosh.
Il Macintosh 512K è stato il primo aggiornamento del primo Macintosh, a cui era virtualmente identico, fatta eccezione per la memoria RAM, che era di 512 KByte (una quantità quadrupla rispetto al Macintosh originale). L’incremento così elevato di RAM gli fece guadagnare il soprannome di “fat Mac” (Mac grasso). L’incremento di memoria rendeva l’utilizzo del computer molto più interessante e meno limitato, difatti attirò l’attenzione di molti utenti che erano stati attirati dalle potenzialità del primo Macintosh ma erano dubbiosi per la sua memoria limitata.
Le applicazioni MacPaint e MacWrite erano fornite col computer. Quando venne rilasciato il Macintosh 512K oltre alle applicazioni fornite di serie erano diventate disponibili altre applicazioni, tra le quali MacDraw, MacProject, Macintosh Pascal e altro
La stampante LaserWriter venne resa disponibile subito dopo l’introduzione del Macintosh 512K. Insieme formavano una coppia eccezionale dato che rendevano accessibile l’editoria elettronica anche all’utente semi professionale. L’utenza domestica dovette attendere ancora qualche anno dato che solo la stampante costava 6995 dollari e quindi era fuori portata per la maggior parte degli hobbisti.
Una versione potenziata del Macintosh 512K venne presentata nell’aprile 1986 ed era il Macintosh 512Ke. Si differenziava dal 512K per la presenza del Floppy Disk da 800 KByte.
Tutte le varietà del Macintosh 512K sono state supportate dal System fino alla versione 6.0.8
La città si avvia a diventare il primo grande centro italiano “open source”: passaggio graduale, gestito dal Csi, al software gratuito Linux
Dopo Udine anche la città di Torino ha deciso di dire addio a Windows e Microsoft Officeper puntare su Linux e il software libero. La migrazione da Microsoft Windows e Office consentirà non solo di risparmiare moltissimi soldi ma fornirà sistemi e software più sicuri e stabili garantendo cosi ai propri cittadini servizi molto più affidabili. Ad annunciarlo è il portale di repubblica.it indicando che con Microsoft Windows e Office ogni uno dei 8300 personal computer dell’amministrazione costava circa 300 Euro di licenze per il software proprietario, la migrazione ad Ubuntu e Linux consentirà quindi di non avere più nessuna spesa facendo risparmiare circa 6 milioni di Euro di soldi pubblici che potranno essere investiti per migliorare i servizi comunali.
Comune di Trieste dice addio a Microsoft Office, e Udine lo segue
13 luglio 2014
http://www.informatrieste.eu/articoli/?x=entry:entry140713-105838Dopo l’abbandono da parte dell’amministrazione comunale di Trieste del software Microsoft Office, anche Udine segue l’esempio. Addio quindi alle licenze a pagamento per i computer dei due Comuni.
Arrivano da Taiwan le ultime foto dell’iPhone 6, il nuovo melafonino la cui presentazione ufficiale è attesa il 9 settembre. Il sito Apple.club.tw pubblica le immagini di quello che sembra essere il pannello frontale del dispositivo nella versione da 4,7 pollici. Lo smartphone, più grande del precedente modello, appare più sottile e dai bordi arrotondati, nelle classiche colorazioni bianco e nero.
Non è invece desumibile se lo smartphone abbia il display in vetro zaffiro, una caratteristica che, secondo diversi analisti, potrebbe interessare solo la versione da 5,5 pollici, il cui lancio potrebbe però slittare alla fine dell’anno per problemi di produzione.
Per vedere l’iPhone 6 nella versione più piccola, invece, bisognerà attendere solo un mesetto. Secondo le indiscrezioni raccolte da Bloomberg e Wall Street Journal, infatti, il 9 settembre sarebbe in programma un evento Apple dedicato al dispositivo. Il fulcro dell’appuntamento sarebbe la prossima generazione di iPhone.
Tlc: rapporto Ue, Italia ancora lenta su banda larga
Fonte:ansa <!– –>
(ANSA) – BRUXELLES, 27 LUG – L’Italia ha fatto “qualche progresso” sulla banda larga, ma avanza ad un ritmo inferiore a quello europeo. Male anche su ricavi e investimenti, in calo nel periodo 2010-2012, mentre va meglio nella diffusione della banda larga mobile, superiore alla media Ue. E’ quanto emerge dal rapporto sul mercato tlc della Commissione Ue. In particolare, si spiega, “le penetrazioni della banda larga fissa tradizionale e di nuova generazione sono ancora molto al di sotto della media Ue”.
Consumi. Col ritorno del caldo siamo tutti pronti ad accendere i condizionatori. Ma quanto ci costerà sulla bolletta della luce? L’Osservatorio SuperMoney ha calcolato il consumo e la spesa medi per una famiglia, una giovane coppia e un single – compresi fra gli 80 e i 120 euro per l’intero trimestre estivo – e ha raccolto in una breve guida i consigli per risparmiare. Innanzitutto occorre acquistare il modello più adatto: “Prediligete un modello di classe A o superiore (magari approfittando degli ecoincentivi), proporzionato alla metratura della casa. Meglio i modelli da parete (mono o multisplit) rispetto ai monoblocco portatili” che sprecano di meno, dice la guida. Secondo consiglio, razionalizzare il consumo: occhio a tenere acceso solo poche ore il condizionatore, ad aprire il meno possibile le finestre e a usare la funzione deumidificatore. Durante le ore di accensione, inoltre, “è meglio impostare la temperatura non oltre i 6-7° in meno rispetto a quella esterna”. Terzo consiglio: occhio al gestore. Secondo l’Osservatorio, che ha confrontato le migliori offerte per tutti e tre i profili, i prezzi più convenienti sarebbero offerti da Enel Energia, Edison e Trenta.
ENEA: DIFFERENZE TRA “CLASSI” Consumi. Tra un condizionatore di classe A o uno di classe C, il consumo cala di oltre il 30%. A dirlo è un esperto dell’Enea, Andrea Calabrese. Un esempio: un condizionatore in una stanza di circa 20 m?, in funzione per 6 ore al giorno per quattro mesi, consuma circa 560 kwh. Per climatizzare 40 m? per 8 ore al giorno e per 3 mesi, un condizionatore di classe A incide per 160 euro. Un modello di classe B tra i 160 e 180 euro. Un modello di classe C tra i 180 e 190 mentre uno di classe D può costare anche 200 euro.
PRO: Installazione veloce, interfaccia asciutta, basso impatto sul sistema
CONTRO: protezione sotto la media, manca il Parental Control
VERDETTO: Avast! Premier è una suite di protezione poco costosa che offre protezione discreta, ma non è all’altezza dei concorrenti.
Il software pericoloso può raggiungere il nostro PC in molti modi e Avast! vuole eliminare la minaccia con la suite Avast! Premier. Questo programma ha tutto quello che ci si aspetta da un antivirus, e vi aggiunge uno strumento per la distruzione dei dati, un browser sicuro e persino una sandbox – un ambiente virtuale per esaminare software potenzialmente pericolosi. La licenza per un PC costa (salvo sconti e promozioni) 50 euro per un anno di protezione, ma si risparmia qualcosa se si compra subito un pacchetto triennale.
CONTRO: scansione completa pesante, poche protezioni per la privacy
VERDETTO: Norton 360 2014 offre una protezione forte contro malware e altre minaccia, tanto sul PC quanto sullo smartphone
€ 50,77 amazon Italia
Le qualità di Norton 360 ne fanno una tra le migliori suite di protezione in circolazione, grazie al solido sistema antivirus, ai controlli dedicati ai genitori e ad altre funzioni aggiuntive. Costa 80 euro l’anno per 3 PC, salvo sconti e promozioni; non è il prezzo più basso sul mercato, ma considerate le sue qualità un buon affare.
Kaspersky Internet Security 2014
PRO: Installazione facile e veloce, interfaccia semplice, possibilità di bloccare i videogiochi per adulti, protezione eccezionale.
CONTRO: impatto sulle prestazioni rilevante, scarsi controlli della privacy, manca la componente mobile.
VERDETTO: Kaspersky Internet Security 2014 conferma l’ottima tradizione dei prodotti precedenti.
Dai keylogger ai trojan, il panorama di possibili minacce informatiche è ampio e variegato, e per questo esiste un florido mercato dedicato ai software di protezione. Kaspersky Internet Security 2014 è uno di questi: a 70 euro l’anno (per un solo PC) offre alcune nuove funzioni rispetto al passato, ma ha qualche difetto che non gli permette di svettare sulla concorrenza.
Apple bucata clamorosamente, iPhone rubati e sbloccati
Per sbloccare un iPhone rubato basta una visita su doulci.net, un sito realizzato da una coppia di hacker che affermano di aver violato la sicurezza di Apple rendendola sostanzialmente carta straccia. Lo racconta De Telegraaf, che indica come responsabile un team in parte olandese e in parte marocchino.
I criminali affermano di aver trovato un’enorme falla in iCloud, e sfruttandola avrebbero già sbloccato decine di migliaia di Iphone e altri dispositivi rubati. Lo stesso exploit in teoria permette anche di accedere direttamente a tutti i 400.000 account iCloud esistenti.
I due autori comunicano via Twitter con gli account AquaXetineeMerrukTechnolog, che tra l’altro accolgono i ringraziamenti di molti che hanno appunto potuto sbloccare e usare dispositivi iOS di dubbia origine. I due hanno messo in piedi quello che chiamano “il primo server Cloud alternativo al mondo”, e ovviamente lo presentano come un servizio dedicato solo a chi ha sfortunatamente perso i propri dati di accesso e non ha più modo di recuperarlo. A occhio e croce però gli utenti di Doulci sono di tutt’altro tipo.
Il servizio non è ancora del tutto attivo mentre scriviamo ma sembra proprio che l’attività sia già più che in fermento, visto che sono già circa 30.000 gli iPhone sbloccati. Un sacco di gente sbadata a quanto pare, che si affida a questo servizio per ingannare il dispositivo facendogli credere di esser collegato a un autentico server Apple: a questo punto lo sblocco è relativamente semplice, ma anche la lettura di messaggi, posta elettronica e dati personali.
Usare Doulci tra l’altro è di una semplicità disarmante: basta modificare il file hosts e completare pochi altri passaggi elementari. Gli hacker hanno affermato anche di aver avvisato Apple del problema a marzo, ma i pochi aggiornamenti usciti da allora non hanno risolto il problema. Vedremo se questo nuovo servizio metterà un po’ di fretta ai tecnici di Cupertino; e pensare che una delle caratteristiche di iOS 7 erano le migliori funzioni “antifurto”.