Numeri, dati e segreti della musica in vinile


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Numeri, dati e segreti della musica in vinile.

Lenco L75S 1978 cavallo di battaglia delle prime radio libere.

La classifica dei vinili si aggiunge ufficialmente alla Top Of The Music by FIMI / GfK Italia da gennaio 2016.  In questo modo il primo comunicato stampa FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) del 2016 pone l’accento sull’inarrestabile ritorno del vinile.

Come è fatto: I dischi in vinile

Eppure gli LP esistono, ci sono e fanno numeri non trascurabili in ogni parte del mondo: le grosse catene come Media World, Trony o La Feltrinelli hanno tutte un’area dedicata agli LP e i pochissimi negozi di dischi sopravvissuti alla musica liquida hanno deciso di dedicare ai cari e vecchi dischi un bel po’ di spazio, nella speranza di tornare ai fasti del passato.

 A novembre 2015 il vinile ha fatto registrare solo in Italia un notevole +74% rispetto allo scorso anno e non ci stupiremo se raggiungesse in qualche anno il 10% del mercato.  In altre parti del mondo la situazione è analoga o migliore: negli USA, mercato che genera numeri ben superiori ai nostri, il vinile è al 9% delle vendite totali di supporti fisici.

Dando un’occhiata alle classifiche del 2015 (qui sotto) è chiaro che l’acquirente tipo di vinili non è propriamente un quindicenne: se al secondo posto generale troviamo Lorenzo 2015 cc, è peraltro vero che la classifica è dominata da artisti del calibro dei Pink Floyd e dei Led Zeppelin.

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Poi c’è chi dice (giustamente) che il vinile è più bello, con le sue maxi-copertine e i suoi booklet, chi colleziona da decenni e non ha nessuna intenzione di smettere, chi vive la sessione d’ascolto come una sorta di rituale (“Quando voglio godermi davvero la musica, vado verso la mia collezione di vinili. Ascoltare un vinile richiede la giusta predisposizione e attenzione, non puoi semplicemente premere “play” e fare altro…”) e un piccolo esercito di appassionati che sostiene che il vinile offra una sessione d’ascolto più piacevole, coinvolgente, dinamica, calda. In una parola, che suoni meglio.

Anche i produttori di hardware (giradischi, puntine & co) sembrano soddisfatti dell’andamento del mercato. Per avere un’opinione e qualche dato interessante abbiamo sentito Giancarlo Valletta di Audiogamma, distributore di importanti marchi audio come Denon, B&W e Rotel, oltre a Ortofon, Musical Fidelity, Pro-ject e altri attivi proprio nel mercato della musica in vinile.

Morto Glenn Frey, fondatore degli Eagles


Morto Glenn Frey, fondatore degli Eagles

Aveva 67 anni. Lo annuncia il sito ufficiale della band: http://www.eagles.com/splash

Glenn Frey (Detroit, 6 novembre 1948 – New York, 18 gennaio 2016)234000326-dc37943d-ca38-48c6-b6bc-11ed1c22fa53[1]

Eagles – Hotel California 

Eagles – Desperado (Live)   

Glenn Frey – The Heat Is On (1984

It is with the heaviest of hearts that we announce the passing of husband, best friend, father, comrade, and Eagles founder, Glenn Frey, in New York City on Monday, January 18th, 2016.
Glenn fought a courageous battle for the past several weeks but, sadly, succumbed to complications from Rheumatoid Arthritis, Acute Ulcerative Colitis and Pneumonia.
The Frey family would like to thank everyone who joined Glenn to fight this fight and hoped and prayed for his recovery.
Words can neither describe our sorrow, nor our love and respect for all that he has given to us, his family, the music community & millions of fans worldwide.

Cindy Frey • Taylor Frey • Deacon Frey • Otis Frey
Don Henley • Joe Walsh • Timothy B. Schmit • Bernie Leadon • Irving Azoff

Traduzione – https://translate.google.it/?hl=it&tab=wT :

E ‘con il più pesante dei cuori che annunciamo la scomparsa di marito, il migliore amico, padre, compagno, e Eagles fondatore, Glenn Frey, a New York City il Lunedi, gennaio del 18 °, il 2016.
  Glenn ha combattuto una battaglia coraggiosa per le ultime settimane, ma, purtroppo, ceduto alle complicazioni da artrite reumatoide, la colite ulcerosa acuta e polmonite.
  La famiglia Frey desidera ringraziare tutti coloro che hanno unito Glenn a combattere questa battaglia e sperato e pregato per la sua guarigione.
  Le parole non possono né descrivere il nostro dolore, né il nostro amore e rispetto per tutto ciò che ha dato a noi, la sua famiglia, la comunità musicale e milioni di fan in tutto il mondo.

Cindy Frey Taylor Frey Deacon Frey Otis Frey
  Don Henley Joe Walsh Timothy B. Schmit Bernie Leadon Irving Azoff

GLENN FREY THE 0NE Y0U L0VE Live   

Glenn Frey era stato uno dei fondatori del gruppo Eagles che tutti ricordiamo per la famosissima “Hotel california” ” desperados” e tante altre.

Discografia da Solista

  • 1982 – No Fun Aloud
  • 1984 – The Allnighter
  • 1988 – Soul Searchin’
  • 1992 – Strange Weather
  • 1993 – Glenn Frey Live
  • 1995 – Solo Collection(raccolta)
  • 2000 – 20th Century Masters – The Millennium Collection: The Best of Glenn Frey (raccolta)
  • 2012 – After Hours

 Gli Eagles sono un gruppo musicale rock statunitense proveniente da Los Angeles, formato nel 1971 originariamente da 4 componenti: Glenn Frey, Don Henley, Bernie Leadon e Randy Meisner; dopo vari cambiamenti di formazione e una lunga pausa dal 1980 al 1994, il gruppo è tuttora in attività.

Nostralgia di una Milano………….


Roberto Vecchioni – Luci a San Siro

io c’ero……Bellissimo live di uno storico concerto che Lucio tenne in piazza Duomo a Milano.

I Gufi sono stati un gruppo musicale italiano, dialettale milanese e cabarettistico, formatosi nel 1964 e scioltosi nel 1969, eccezion fatta per una breve reunion nel 1981

ALBERTO FORTIS – “MILANO E VINCENZO”

Adriano Celentano – Ragazzo della via Gluck

Fabrizio De Andre’ a 17 anni dalla scomparsa


Fabrizio Cristiano De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999) è stato un cantautore italiano

a 17 anni dalla scomparsa ricordiamo:

Fabrizio De Andrè Live – Bocca di rosa

Fabrizio De Andrè Live – Via del Campo

Morto David Bowie, addio al Duca Bianco del rock


David Bowie

Morto David Bowie, addio al Duca Bianco del rock

Aveva appena festeggiato 69 anni ed era malato da mesi di tumore. L’annuncio da parte della famiglia sull’account twitter ufficiale dell’artista

David Bowie, pseudonimo di David Robert Jones (Londra, 8 gennaio 1947 – 10 gennaio 2016),

Questo video è un nuovo mix tra la versione di Wembley (12/7/86), la versione di Freddie Mercury Tribute Concert, allo stesso stadio nel 1992, e l’ormai vecchio video realizzato da DoRo per Under Pressure (Rah Mix) nel 1999

Attivo dalla metà degli anni sessanta, Bowie ha attraversato cinque decenni di musica rock, reinventando nel tempo il suo stile e la sua immagine e creando numerosi alter ego, come Ziggy Stardust, Halloween Jack, Nathan Adler e The Thin White Duke (noto in Italia come il “Duca Bianco”). Dal folk acustico all’elettronica, passando attraverso il glam rock, il soul e il krautrock, David Bowie ha lasciato tracce che hanno influenzato molti artisti.

L’8 gennaio David Robert Jones (Bowie è il cognome adottato all’inizio della carriera per non confondersi con il David Jones cantante dei Monkees) ha compiuto 69 anni, ed ha pubblicato quello che sarà il suo cupo album-testamento, Blackstar. “ Il video della sua ultima “hit”, Lazarus, mostra il Duca bianco bendato, a letto. Diretto da Johan Renck, così si è raccontato per l’ultima volta nella canzone che ha fatto da apripista al suo album che, per pochi giorni, non può essere definito il suo “lavoro postumo” .

Album studio

Tin Machine

 Anche se il primo tour ufficiale è lo Ziggy Stardust Tour del 1972, l’attività live di David Bowie comincia con i Kon-rads nel 1962, e prosegue con i diversi gruppi che lo accompagnano fino al 1971. Dai King Bees ai Lower Third, fino a progetti più improvvisati come The Riot Squad, Turquoise e Feathers, i gruppi eseguono cover di brani rock e R&B ma anche le prime composizioni originali di Bowie e il cantante alterna i concerti alla sua attività di mimo. Dal 1972 al 2004, anno in cui è terminato il Reality Tour, David Bowie ha collezionato 16 tournée con le quali ha attraversato i cinque continenti.

Freddie Mercury canta «We Are The Champions» senza orchestra


Dal sito : http://video.corriere.it/spettacoli

Premere il link qui sotto:

http://video.corriere.it/freddy-mercury-canta-cappella-we-are-the-champions-versione-brividi/61ed04d8-b2ee-11e5-8f58-73f8cf689159

in ricordo di Pino Daniele


4 gennaio 2015 – 4 gennaio 2016 un anno senza Pino Daniele

Giuseppe Daniele, detto Pino (Napoli, 19 marzo 1955 – Roma, 4 gennaio 2015), è stato un CANTAUTORE e Chitarrista italiano.

Chitarrista di formazione blues, è stato, a cavallo degli anni settanta e ottanta, uno dei musicisti più innovativi e originali di tutto il panorama italiano.

Addio a Natalie Cole


Addio a Natalie Cole

È morta a 65 anni l’erede di una delle leggende del jazz.

Le luci della ribalta erano stati difficili da accettare per la figlia di Nat King Cole, cresciuta all’ombra di un mito ed esposta fin da piccola al meglio che jazz, soul e blues avessero allora da offrire. Natalie, che a sei anni aveva cantato con il padre in un album di Natale, era rimasta sopraffatta e con gli applausi era arrivata la droga. 

La Cole aveva sviluppato una devastante dipendenza da cocaina e eroina che per poco non era costata la vita al figlio: stava per annegare in piscina mentre lei era «in viaggio». Alla fine il suo manager aveva deciso di chiuderla «tra calci e strepiti» in riabilitazione. Natalie pareva una donna finita, ma due soggiorni in clinica avevano fatto il miracolo. 

Rimasta sobria per il resto della vita, Natalie Cole era riemersa come artista pop alla fine degli anni Ottanta con una cover di «Pink Cadillac» di Bruce Springsteen e i single «Jump Start My Heart» e «I Live for Your Love. Nel 1991 con l’album «Unforgettable … With Love», Natalie Cole aveva venduto 14 milioni di copie e vinto sei Grammy. Tutte canzoni di papà rielaborate: Natalie aveva mixato il brano «Unforgettable» con la versione registrata del grande Nat creando un memorabile duetto tra padre e figlia. 

Il passato da tossicodipendente le avevano però creato gravi problemi di salute. Nel 2008 le era stata diagnosticata una epatite C, l’anno dopo era finita in dialisi e aveva subito un trapianto di reni. Sempre più debole di recente aveva cancellato concerti in novembre e un’altra apparizione il prossimo febbraio. Era salita sul palcoscenico per l’ultima volta a New York nel giugno 2014 per la celebrazioni degli 80 anni dell’Apollo Theatre.  

Arbore, 50 anni di carriera ……


Renzo Arbore Day

Renzo Arbore Day, il 13 dicembre dalle 9.30 a notte inoltrata. Scherza Renzo Arbore, presentando la giornata che Rai Cultura ha deciso di dedicargli il 13 dicembre, dalle 9.30 fino a mezzanotte su Rai Storia. Una folle carrellata su ciò che ho …

“Si chiama Renzo Arbore Day, ma all’americana – precisa subito scaramantico Arbore – perche’ mica sono morto. Una folle carrellata su tutto quello che ho fatto. Non bisogna soffrire di nostalgia, ma ricordare”. Ed allora ecco spuntare immagini in bianco e nero da Speciale per Voi (debutto televisivo nel 1969) e da L’altra domenica (1976), poi gli sketch di Indietro tutta e di Quelli della Notte (l’ultima puntata fu trasmessa nel 1985), ma anche di Tagli, ritagli e frattaglie e Amico Flauto. Non manca l’Arbore regista cinematografico, raccontato dai brani degli speciali e delle ospitate del suo film d’esordio il Pap’occhio del 1980, che venne censurato per vilipendio alla religione. Il clou dei festeggiamenti sara’ in prima serata il documentario inedito di Fabrizio Corallo, “girato a casa mia”, Quando la radio…

John Lennon, 35 anni fa la morte


John Lennon, 35 anni fa la morte del pacifista di Imagine

L’otto dicembre è 35mo anniversario della morte di John Lennon che fu ucciso da Mark David Chapman, a New York, di fronte al Dakota Building, due mesi dopo il suo quarantesimo compleanno e poche settimane dopo l’uscita di “Double Fantasy”, l’album del suo ritorno al lavoro, seguito al periodo dedicato a fare il papà per il suo secondo figlio Sean.

Dopo aver lasciato i Beatles, John Lennon, insieme a Yoko Ono, è diventato un’icona vivente del pacifismo, una scelta che gli è costata l’ostilità dell’amministrazione Nixon che lo fece spiare dall’FBI (ma anche i servizi inglesi si sono occupati di lui) e ha tentato di espellerlo dagli Stati Uniti. Il processo grazie al quale riuscì a ottenere, dopo anni, la Green Card, il documento che permette a un cittadino straniero di abitare negli Stati Uniti, ha fatto epoca. Un genio della musica, colpevole di schierarsi contro la guerra del Vietnam, il Sud Africa dell’apartheid, di frequentare gente come Jerry Rubin, era considerato un potenziale pericolo, un uomo da espellere (ma non tutti i suoi dischi soliti all’epoca della loro pubblicazione furono trattati bene dalla critica). Perfino l’ex Beatle ha rischiato di pagare per le proprie idee.

Trionfa la “Giovanna d’Arco” di Verdi


Trionfa la “Giovanna d’Arco” di Verdi: ovazione e tanti applausi al Teatro alla Scala

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Standing ovation e undici minuti di applausi per la “Giovanna d’Arco” di Giuseppe Verdi, diretta dal maestro Riccardo Chailly e con la regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier. L’opera, che ha inaugurato la stagione del Teatro alla Scala, torna sul palco dopo 150 anni. Protagonisti della Prima la soprano Anna Netrebko, il tenore Francesco Meli e, a sostituire il baritono Carlos Àlvarez fermato da una bronchite, il giovane Devid Cecconi.

Vinilmania………..


Il ritorno del Vinile

Fonte: http://www.corriere.it/foto-gallery/tecnologia/provati-per-voi/15_settembre_21/dischi-vinile-viaggio-nell-ultima-stamperia-italiana-2883ed22-604d-11e5-8f67-74c56bb69dfe.shtml

 I dati di vendita parlano chiaro: in tutto il mondo le vendite di dischi in vinile salgono con percentuali a doppia cifra: nel 2014 rispetto al 2013

+52% negli Usa – +60% in Gran Bretagna – +81% in Giappone – +76% in Italia

Master

Master in Nichel: con questo disco si possono realizzare in futuro ristampe senza ricreare un nuovo master

Ottime previsioni per il 2015: secondo un report di Nielsen le vendite dei primi mesi del 2015 sono addirittura più alte di quelle del primo trimestre dell’anno precedente, con un numero di pezzi che super abbondantemente i 10 milioni di dischi. Ecco perché le poche stamperie sopravvissute alla crisi del disco sono tornate a stampare come mai avevano fatto negli anni d’oro, con ordini triplicati e liste d’attesa lunghissime.

Vinile

Il piccolo cilindretto nero è il vinile morbido, pronto per essere schiacciato tra i due stampi

Come materiale di partenza vengono usati piccoli grani di pvc, disponibili in diversi colori: questi grani vengono scaldati da una caldaia e trasformati in un “bicchierino” di pvc, un cilindretto che viene letteralmente schiacciato dalla pressa all’interno delle due matrici.

Una di queste, l’ultima, è in Italia, in provincia di Milano: siamo andati a visitare la Phono Press di Settala, che usa ancora le stesse presse e le stesse attrezzature che aveva acquistato quando ha iniziato oltre trent’anni fa: “Alcune macchine utilizzate per la produzione dei dischi non esistono più, tutte le aziende che le realizzavano ora si dedicano ad altro” ci raccontano i responsabili.

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Un disco prima di essere rifinito dalla lama: prima del taglio viene raffreddato con un getto di acqua

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Un disco rosso: i grani di PVC sono disponibili in diversi colori

Gli ordini sono comunque triplicati, segno che il “boom del vinile” non è solo mediatico: piccoli ordini da 500/1000 dischi fatti spesso da etichette indipendenti, ma se negli ultimi anni si stampavano 1000 dischi al giorno oggi si arriva a stamparne anche 6000. Siamo andati a visitare la fabbrica per vedere come nasce un disco

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Una vecchissima pressa manuale per dischi: solo con questa macchina si possono realizzare lavorazioni speciali

Canta e canterà ancora per noi………………


Andrea Parodi  – Porto Torres, 18 luglio 1955 – Quartu Sant’Elena, 17 Ottobre 2006  

«Canta e canterà ancora per noi, nell’aria e dovunque»

Porto Torres, musica a Palazzo Marchese in onore di Andrea Parodi

Nove anni senza Andrea Parodi. Ma non senza la sua musica, grazie a tanti artisti che nei loro spettacoli custodiscono la grande eredità lasciata dal cantante turritano. Un’eredità che anche l’amministrazione comunale vuole contribuire a conservare: per omaggiare Andrea Parodi è stato programmato un evento musicale, sabato 17 ottobre, alle 18.30, nella suggestiva cornice del Palazzo del Marchese.

Cantante dotato di una voce unica, Andrea ha dedicato la sua vita alla diffusione della musica e della cultura sarda. Come si legge nella sua biografia ufficiale, «nasce a Porto Torres, da padre ligure e madre sarda, quindi da una parte di terra ed una di mare, in giusta misura pur essendo alla fine il mare il padrone di ogni sentimento. Si affaccia alla vita attraverso la porta del mare, guardando e superando l’orizzonte, grazie all’intuito e lo spirito da pioniere che in ogni circostanza lo contraddistinguerà».

Auguri Ivan Graziani, avrebbe 70 anni


Auguri Ivan Graziani, avrebbe 70 anni

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Buon compleanno, Ivan! Avrebbe compiuto 70 anni questo mese Ivan Graziani, il cantautore con la chitarra elettrica o, se si preferisce, il chitarrista che, nelle sue canzoni, ha raccontato la provincia italiana. Nato il 6 ottobre, Graziani è stato un artista fuori dagli schemi, capace di scrivere canzoni e romanzi, di disegnare fumetti e creare opere di cui andava molto fiero. Un personaggio che ha fatto della sua poliedricità la ‘tara artistica’. Dotato di sensibilità e ironia, era un attento osservatore di micro storie che raccontava attraverso le sue canzoni.

Primo cantautore in assoluto a salire sul palco del Tenco nella primissima edizione del 1974, un album (‘Pigro’), considerato tra i 100 più belli della musica italiana dalla rivista ‘Rolling Stone’, che resta il suo manifesto: “Tu sai citare i classici a memoria/ Ma non distingui il ramo da una foglia/ Il ramo da una foglia. Pigro!/ “Una mente fertile” dici ” è alla base”/ Ma la tua scienza ha creato l’ignoranza/ Ha creato l’ignoranza. Pigro!/…/ Tu castighi i figli in maniera esemplare/ Poi dici “Siamo liberi, nessuno deve giudicare. Nessuno deve giudicare” Pigro!”.

Compie 40 anni ” Rimmel “


Compie 40 anni ” Rimmel “

Nuovo Aggiornamento pagina ” Musica “

Compie 40 anni Born to run, pietra miliare del rock


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https://alessandro54.wordpress.com/musica/

Muore per infarto batterista Matia Bazar


Muore per infarto batterista Matia Bazar

Giancarlo Golzi aveva 63 anni, dal 1975 con la band genovese.

La foto ufficiale dei Matia Bazar dopo il ritorno di Silvia Mezzanotte nel gruppo. +++ NO FILES, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++ ANSA /

ANSA – GENOVA, 13 AGO – E’ morto per infarto nella sua villa di Bordighera Giancarlo Golzi storico batterista dei Matia Bazar nato il 10 febbraio 1952 a Sanremo ed entrato nel gruppo genovese nel 1975. Numerosi i messaggi di cordoglio postati dagli amici sui social network a partire dalla nottata, che danno l’addio al musicista e paroliere sulle note di ‘Cavallo bianco’, una delle hit della band del 1971.

Il 23 luglio 2011 – moriva “l’angelo maledetto”


” Tutto mi dà ispirazione….. Tutto ciò che accade nella vita…….”
(Amy Jade Winehouse)

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Il 23 luglio 2011 la cantante britannica fu uccisa a Londra da un’intossicazione di alcool a soli 27 anni, l’età maledetta del rock.

Alle 15:53 del 23 luglio  2011, la cantante viene trovata morta nel letto della sua casa al numero 30 di Camden Square.  Il 24 agosto 2011  un portavoce della famiglia rende noto che «le analisi non hanno rilevato tracce di sostanze stupefacenti, solo tracce di alcool, ma non in misura tale da poter stabilire se e fino a che punto l’alcool abbia influito sulla sua morte».

Il 27 ottobre 2011 sono stati resi noti gli esiti degli esami tossicologici, che hanno rivelato la presenza di alcol nel sangue cinque volte superiore al limite consentito per la guida. Viene reso noto che la morte è stata causata da uno shock chiamato “stop and go”, ovvero dall’assunzione di una massiccia dose di alcol dopo un lungo periodo di astinenza.

Amy Winehouse Foundation

« La Amy Winehouse Foundation lavora per prevenire gli effetti di abuso di alcol e droga sui giovani. Ci proponiamo inoltre di sostenere, informare e ispirare i giovani vulnerabili e svantaggiati per aiutarli a raggiungere il loro pieno potenziale »
Mitch Winehouse

La fondazione Amy Winehouse è un’associazione di beneficenza istituita il 14 settembre 2011. Il suo intento è quello di aiutare e dare sostegno ai giovani in difficoltà, cresciuti in ambienti svantaggiati o che soffrono di dipendenza da alcool o droga.

L’Amy Winehouse Foundation ha tre punti cardine da seguire:

  1. Informare e educare i giovani sugli effetti di droga e abuso di alcol
  2. Fornire supporto per le persone più vulnerabili, quelli ad alto rischio di uso improprio di droghe
  3. Sostenere e sviluppare la fornitura di musica per i giovani

Discografia:

 Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Amy_Winehouse

Album in studio

  • 2003 – Frank
  • 2006 – Back to Black
  • 2011 – Lioness: Hidden Treasures (postumo)
BoxSet
  • 2008 – Frank and Back to Black
  • 2012 – The Album Collection (postumo)
  • 2012 – Amy Winehouse at The BBC (postumo)
Album Live
  • 2012 – At The BBC (postumo)
EP
  • 2004 – Sessions @ AOL
  • 2006 – NapsterLive Sessions
  • 2007 – iTunes Festival: London 2007
  • 2007 – Frank – Remixes
  • 2007 – Remixes & B Sides
  • 2010 – The Ska EP
  • 2012 – Rehab (postumo)

10 marzo 1975 e niente sarebbe stato più come prima


Con i dischi nel furgone 40 anni fa
Milano International cambiò la radio

Il 10 marzo 1975 nasce la prima radio libera italiana

Radio Milano International 19/3/1975

Il 10 marzo 1975 iniziano i programmi di Radio Milano International. I fondatori sono i fratelli Angelo e Rino Borra e Nino e Piero Cozzi. La leggenda narra che i primi nei primi giorni il trasmettitore militare con il quale Milano International diffonde il suo segnale sui 101 in fm sia montato a bordo di un furgone che gira per la città. Stratagemma per evitare di essere localizzati dagli ispettori dell’Escopost, la polizia postale. Nella foto il primo staff di radio Milano International.

Alle 5 del pomeriggio del 10 marzo 1975 a Milano un giradischi iniziò a suonare «I’m Free» degli Who e un furgone prese a girare per le strade della città. Due fatti di per sé insignificanti ma che, messi insieme, cambiarono molte cose nell’Italia di allora e i cui effetti continuano ancora oggi. Il furgone trasportava un trasmettitore militare sintonizzato sui 101 in fm, una trovata, il furgone, per evitare di essere localizzati dai funzionari dell’Escopost, la polizia Postale, e «I’m Free» fu la prima canzone trasmessa da Radio Milano International, la prima radio «libera» del nostro paese.

Radio

Tre Signori


  Tre Signori”, il nuovo singolo di Enrico Ruggeri.

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Con questo brano, l’artista ha voluto rendere omaggio a tre grandi personalità della musica e della cultura italiana: Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Giorgio Faletti. Enrico ha raccontato di averli immaginati in un universo parallelo al nostro, dove continuano a muoversi senza perdere le loro attitudini, “giocano tra loro, parlano e fanno musica, strappandosi sorrisi che, in qualche modo, tornano benefici a nutrire le nostre anime”.

Ruggeri, che ha scritto musica e parole di “Tre Signori”, ha presentato il brano sul palco dell’Ariston durante la serata finale del Festival di Sanremo.

continuando gli amarcord…………


” Amo la radio perché arriva dalla gente / entra nelle case e ci parla direttamente
se una radio è libera, ma libera veramente / piace ancor di più perché libera la mente”  – (tratto da “la radio” di Eugenio Finardi

Il monopolio RAI nel campo dell’informazione è stato praticamente abolito dalla sentenza N° 225 emessa dalla Corte Costituzionale nel 1974.

fra le tante radio uscite all’epoca mi ricordo Radio Palmanova, Radio studio 105, Radio Milano International ecc., le prime dediche in diretta ……………

Radio Palmanova nasce alla fine del 1974 a Milano

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Radio Studio 105 – In origine chiamata Radio Studio 105, fondata il 6 febbraio 1976 da Alberto Hazan ed Edoardo Hazan in un monolocale di via Tito Vignoli a Milano (zona Lorenteggio) emette su 105,560 MHz nei primissimi tempi, per poi occupare la notissima frequenza 99,075 MHz che avrebbe dato l’appellativo di novantanoviani agli ascoltatori (famosissimo l’adesivo a forma di scudetto con la scritta 99)

Da marzo 2007 Radio 105 è presente presso il museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, nel settore emittenti radiofoniche attraverso la ricostruzione del primo studio di emissione del 1976.

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Radio popolare – Fondata nel 1976, questa radio è stata denominata, quasi per antonomasia, la storica emittente della sinistra milanese per la sua “storica” vicinanza ai partiti ed ai movimenti della sinistra italiana.

Radio Reporter – venne fondata, dopo qualche settimana di sperimentazione, il 18 marzo 1976 da alcuni amici radioamatori ed imprenditori di Rho in provincia di Milano

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Radio Lombardia – Nata a Milano nel 1975 nella sede storica di Viale Gran Sasso

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Radio MontestellaL’emittente viene fondata a Milano nel 1975, irradia i suoi programmi dagli fm.103,600,   La sua prima sede fu quindi in via Vincenzo Foppa
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R101 – Radio Milano International R101 è un’emittente radiofonica FM nazionale privata.  Radio Milano International nata il 6 giugno 2005 dalle ceneri di Radio 101 (ex One-O-One Network, Radio Milano International).

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“Collisioni” il Festival di Letteratura e Musica in Collina


I Deep Purple infiammano le Langhe: in diecimila intonano ‘Smoke on the water’

BAROLO, 19 luglio 2014 – Anziani ragazzi con coda e barba brizzolata, giubbotti Harley e bandane d’antan. Il popolo dei Deep Purple (si proprio quelli, che da quasi mezzo secolo rivaleggiano allegramente con la giovanile e incredibile esuberanza dei Rolling Stones) riempie le colline del vino. Sold out venerdi 18 luglio per l’unica data italiana del gruppo inglese antesignano del rock heavy metal. Diecimila paganti alla serata inaugurale del festival Collisioni, un appuntamento di musica e letteratura fondato cinque anni fa da un gruppo di ragazzi under 30 che mai avrebbero immaginato di crescere fino a diventare evento. Un successo favorito certo dagli innumerevoli wine bar che offrono Barolo e Barbaresco a prezzi modici, e degustazioni a profusione.

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Puntualissimi i mitici Deep alle 21.30 infiammano la piazza rossa, accanto a quella blu dove il sabato mattina Fausto Bertinotti percorre “La corsia di sinistra”. I Deep Purple iniziano con Apres vous, Into the fire, Hard lovin man, Strange… Ci si riscopre giovani, insieme a tanti che giovani lo sono davvero e non vogliono perdere l’occasione di ascoltare dal vivo le radici di un rock entrato nella storia universale della musica. Birre alla mano si canta e si balla. Qualcuno ha scelto di ascoltare dalla splendida terrazza del ristorante Brezza, fra calici di rosso e ravioli del plin. La calda terra piemontese, coi suoi vigneti da poco dichiarati patrimonio dell’Unesco, brinda al suo festival agri rock per la gioia anche dei tanti stranieri presenti.

I diecimila nostalgici cantano a squarciagola “ Smoke on the Water” che Ian Gillan intona dopo un’ora e mezza di esibizione. Prima di arrivare al loro più grande successo di sempre, i Deep Purple hanno scaldato l’arena di Barolo con una selezione dei loro brani storici, cristallizzando la memoria degli anni Settanta in un concerto da ricordare.

Collisioni prosegue fino a lunedi’ 21 con preziosità letterarie e musicali. Imperdibili l’autore inglese Jonathan Coe (domenica alle 18.30 in piazza blu) e stavolta si, per i giovani, Caparezza alle 22.30.
Si chiude alla grande lunedì con un’altra unica data italiana. Suona e canta quel Neil Young a cui il festival e’ dedicato, col suo “harvest” (raccolto)  che racconta di letteratura agricola, di vigne e di country, nello spirito, anche alcolico, di Collisioni.

Vasco Rossi – Parte il tour estivo


Inizia l’atteso tour di Vasco Rossi, si inizia tre date 25-26-30 giugno a Roma allo Stadio Olimpico, poi 4-5-9-10 luglio a Milano allo Stadio San Siro

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I fan sono in attesa per accoglierlo a braccia aperte come sempre. Intanto sul web, nei forum dei fan club corrono voci e si parla della probabile scaletta che il Blasco potrebbe seguire:

Intro, Gli spari sopra, Muoviti, Qui si fa la storia, La fine del millennio, Vivere,
Cambiamenti, La strega, Come stai, Manifesto futurista della nuova umanità,
Interludio, Dannate nuvole, Vivere non è facile, Sballi ravvicinati del terzo tipo,
C’ è chi dice no, Stupendo, Un senso, Medley rock (cosa vuoi da me, gioca con me,delusa, mi si escludeva asilo republic), Rewind, Siamo soli, Liberi liberi, Senza parole, Sally, Siamo solo noi, Vita spericolata, Albachiara

MUSICA: VASCO ROSSI, VI RACCONTO LA MIA SVOLTA METAL

Vasco Rossi nasce a Zocca, Vicino a Modena, il 7 febbraio 1952. Dopo essersi avvicinato al mondo della musica come deejay di Punto Radio e aver lavorato nel campo del teatro, Vasco incide i suoi primi …….

A 62 anni compiuti, e a un mese dalla nascita del primo nipotino, Vasco Rossi ha ancora voglia di mettersi in gioco. L’infezione al cuore e ai polmoni che ha messo a repentaglio la sua vita è un ricordo.

A NOVEMBRE 2014 PRESENTERA’ IL SUO NUOVO ALBUM DI INEDITI

alcuni brani dall’intervista sul Corriere della sera del 235/06/2014

Vasco : sa che c’è? che la politica o la fai o stai zitto, perché è lo stesso che discutere di calcio davanti alla Tv: non serve a niente, visto che l’allenatore non siamo né io né lei”
Vasco: Fino a due o tre anni fa non mi ero accorto che sotto i video di Youtube c’erano i commenti. Un giorno leggo:”Spero che ti venga un ictus vecchio drogato di merda“. Non c’ho dormito una notte. Poi mi sono detto: vecchio, be”, non posso certo dire di essere giovane. Drogato lo ero vent’anni fa, se lo ero, perché sono sempre stato un tossico dipendente, nel senso che l’eroina non l’ho mai toccata. Diciamo che ho fatto le mie esperienze, non me ne vanto, ma neanche me ne vergogno. Quanto all’ictus, anch’io spero che mi venga”.
 
 Discografia
incide i suoi primi brani pubblicati su 45 giri “Jenny” e “Silvia”.
La discografia di Vasco Rossi comprende 27 album ufficiali, tra cui 17 album registrati in studio, 8 album live e 2 raccolte. Inoltre Rossi ha rilasciato diversi singoli senza mai inserirli in album ufficiali e vari DVD contenenti videoclip delle proprie canzoni o registrazioni dei concerti.
 
1978 – MA COSA VUOI CHE SIA UNA CANZONE – Primo album
1979 – NON SIAMO MICA GLI AMERICANI, contenente “Albachiara”.
1980 – COLPA D’ALFREDO
1981 – SIAMO SOLO NOI
1982 – VADO AL MASSIMO  è anche  il titolo del brano che Vasco partecipa al Festival di Sanremo classificandosi ultimo,
1983 – BOLLICINE  dove con il brano “Vita spericolata” l’album arriva  al milione di copie vendute, 
1984 –  VA BENE, VA BENE COSÌ, album dal vivo
Vasco trascorre tre settimane in carcere per detenzione di Cocaina.
1985 – COSA SUCCEDE IN CITTÀ  
1987 – C’È CHI DICE NO
1989 – LIBERI LIBERI
1990 – FRONTE DEL PARCO, album dal Vivo
1990 – VASCO LIVE 10.07.1990 San Siro, Album dal Vivo
1993 – GLI SPARI SOPRA
1996 – NESSUN PERICOLO… PER TE
1997 – ROCK
1998 – CANZONI PER TE
1999 – REWIND, album dal vivo
2001- STUPIDO HOTEL, partecipa per la seconda volta al Jammin’ Festival di Imola, radunando oltre 100.000 persone.
2004 – BUONI E CATTIVI
2005- BUONI E CATTIVI LIVE ANTOLOGY 04.05
2008 – IL MONDO CHE VORREI
2009 – TRACKS 2 inediti & rarità
2010 – VASCO ISTANT LIVE IN LONDON
2011 – VIVERE O NIENTE
2012 – L’ALTRA META’ DEL CIELO
2012 – LIVE KOM011: The complete edition

Rolling Stones, Fiammata e boato al via il concerto


Rolling Stones, Fiammata e boato al via il concerto

The Rolling Stones in concert in Rome Jeep Renegade on stage al Circo Massimo con i Rolling Stones

Tutto sembra essere pronto per dare il via al concerto dei Rolling Stones, stasera alle 21 al Circo Massimo a Roma. Si parla di un’affluenza di settantamila persone, pronte a cantare le canzoni della band e regalarsi questo spettacolo unico e indimenticabile
GERMANY-ENTERTAINMENT-MUSIC-ROLLING STONES

“Ciao Roma, ciao Italia!” urla Mick Jagger. E la band cavalca l’entusiasmo tenendo alto il ritmo con Let’s Spend The Night Togetheter. Ancora Mick: “Che bello stare a Roma di nuovo! Che posto meraviglioso il Circo Massimo!” (…) Ed è bello credere che alla fine tanta gioia, incorniciata in tanta bellezza, si sia insinuata anche sotto la scorza dura di Mick Jagger, Keith Richards, Ron Wood e Charlie Watts, fino a scalfire le loro maschere di rocker vissuti pericolosamente. Per riesumare quel briciolo di candore capace di rendere diversa e speciale, anche per gli Stones, questa tappa del 14 On Fire tour.

Si è concluso il concerto evento. Telegiornali, stampa e web sono letteralmente impazziti per l’arrivo dei Rolling Stones nella Capitale per fare tappa con il loro tour mondiale. Una sola data già indicata come “storica”. Esserci è un dovere per un fan della band. Chi voleva esserci e non ha potuto presenziare cercava le immagini o i video su Internet e malediva l’occasione mancata. Coloro che invece hanno comprato il biglietto per essersi, sicuramente lo conserveranno come cimelio, ricordo di questa serata storica. Generazioni di giovani e meno giovani, pronti a cantare gli stessi brani, con ricordi diversi, attimi di vita completamente differente con decenni a separarli e una band ad unirli sotto lo stesso cielo.

Storia del Vinile


GRAMMOFONO

1) Il grammofono (o fonografo) fu ideato dal francese Charles Cros nel 1877, ma il primo apparecchio effettivamente funzionante fu realizzato dall’americano Thomas Alva Edison circa 8 mesi dopo, e brevettato dallo stesso il 19 febbraio 1878, mentre il disco orizzontale fu presentato da Emile Berliner a Filadelfia (USA), il 18 maggio 1888.

2) Il primo disco prodotto a scopo commerciale venne inciso nel 1895.

VINILE
3) Il primo juke-box in assoluto, il “Multiphone”, fu brevettato nel 1905 da John C. Dunton di Gran Rapids, Michigan (USA). Il primo modello interamente elettronico fu fabbricato dalla Automatic Musical Instruments Co., nel 1927. Dopo la seconda guerra mondiale, fu la Wurlitzer che dettò legge nel campo dei juke-box. Solo nel 1946, il “Wurlitzer 1015” fu venduto in 56000 esemplari. Nel 1950, con l’avvento dei singoli a 45 giri, il design dei juke-box subì una sostanziale rivoluzione ed i modelli di questa epoca sono i più ricercati dai collezionisti.

4) Il 78 giri nacque poco prima del 1900. Il primo 33 giri o “long playing” fu realizzato dalla Columbia Records il 21 giugno 1948 mentre, un anno più tardi (1949), la RCA rispose dando alla luce il primo singolo a 45 giri. Quasi paradossalmente però, prima di questi ultimi due fu inventato il “picture disc”, ossia un disco dove, al posto del comune microsolco di vinile nero, vi è riportata un’immagine, foto o disegno che sia, su carta sigillata dal vinile trasparente sul quale sono incisi i solchi. Era infatti il 6 maggio 1946 quando un giovane imprenditore 36enne di Detroit, Michigan (USA), Tom Saffady presentò per la prima volta al pubblico, sotto l’etichetta “Vogue”, i primi singoli a 78 giri in vinile con splendide illustrazioni a colori. Per quel che è dato di sapere, i collezionisti Paolo De Angelis di Torino e Roberto Parenti di Cesena sono gli unici due fortunati italiani ad essere in possesso di circa 90 esemplari di queste meravigliose e preziosissime rarità discografiche.

GIRADISCHI

DATI TECNICI SUL VINILE

1) Il materiale dove viene inciso il microsolco è cloruro di polivinile, comunemente da tutti chiamato semplicemente “vinile”.

2) Il sistema per la produzione dei dischi si basa fondamentalmente sulla riproduzione tramite impronta di uno stampo del disco stesso su di uno strato di vinile.

3) Il master può essere analogico (su nastro magnetico) o digitale (Dat o CD). Da questi, con il transfer, si ottiene la matrice, dalla quale poi si ricaveranno gli stampatori, passando per la fase della galvanica. Uno stampatore ha una vita media di circa 1000 dischi. Durante il 3° ed ultimo passaggio viene realizzato il disco vero e proprio. Applicati alla pressa i 2 stampatori (lato A e lato B), dopo qualche pressata di prova, il disco è pronto per essere ascoltato.

4) La macchina che fa l’incisione, il cosiddetto “tornio”, ha un piatto che pesa 50 kg., e la sola testina costa 50 milioni.

5) Per stampare un disco occorrono 24 secondi. Il pistone della pressa imprime 120 atmosfere di pressione, cioè 120 quintali tra sopra e sotto. Per stampare un disco di 100 grammi, si deve scaldare e raffreddare un quintale di pressa. Le etichette (o “label”) devono essere incollate al disco: per farlo si sfrutta la porosità della carta, quando la stampa arriva a 180° c. l’etichetta rimane appiccicata e non viene più via. Con un vinile pesante di 180 gr., il tempo nel quale la pressa rimane ferma per lasciare l’impronta è più lungo rispetto al disco normale ed il solco, rimanendo più tempo in temperatura, prende meglio le informazioni. In fase di ascolto poi, maggiore è il peso del disco, più questo rimane planare sul piatto creando meno difetti. Per ottenere una pressa per dischi da 180 gr., è sufficiente abbassare le forme dove viene montato lo stampatore; pressando a 140 atmosfere, avendo più spazio ed aumentando il materiale il disco diventa più spesso.

6) Per fare un disco in vinile è necessaria all’incirca l’energia per fare 10 CD. Per ogni disco, stampato in 24″, occorrono 100 lire di corrente e 400 lire di materiale. Il materiale per realizzare il CD costa leggermente di più, ma se per questi bastano 12-13 grammi, per una pastiglia di vinile necessitano 120 grammi di materiale. Inoltre per stampare 1000 dischi occorrono circa 8 ore, lo stesso tempo sufficiente a realizzare 3500 compact disc.

 

 

 

Simone Cristicchi “Affari di Famiglia”


Simone Cristicchi  ” Affari di Famiglia ” 
Magazzino 18
Testo del brano : Magazzino 18
Siamo partiti in un giorno di pioggia, cacciati via dalla nostra terra
che un tempo si chiamava Italia, e uscì sconfitta dalla guerra.
Hanno scambiato le nostre radici con un futuro di scarpe strette,
e mi ricordo, faceva freddo l’inverno del quarantasette…
E per le strade un canto di morte, come di mille martelli impazziti,
le nostre vite imballate alla meglio, i nostri cuori ammutoliti
siamo saliti sulla nave bianca, come l’inizio di un’avventura,
con una goccia di speranza, dicevi “Non aver paura!”.E mi ricordo di un uomo gigante, della sua immensa tenerezza
capace di sbriciolare montagne, a lui bastava una carezza.
Ma la sua forza, la forza di un padre, giorno per giorno si consumava,
fermo davanti alla finestra, fissava un punto nel vuoto, diceva:

Ah…come si fa? A morire di malinconia per una terra che non è più mia,
che male fa, aver lasciato il mio cuore dall’altra parte del mare…

Sono venuto a cercare mio padre in una specie di cimitero,
tra masserizie abbandonate e mille facce in bianco e nero,
tracce di gente spazzata via dall’uragano del destino,
quel che rimane di un esodo, ora, riposa in questo magazzino.
E siamo scesi dalla nave bianca, i bambini, le donne, gli anziani,
ci chiamavano “fascisti”, eravamo solo italiani,
italiani dimenticati in qualche angolo della memoria,
come una pagina strappata dal grande libro della storia…

Ah…come si fa? A morire di malinconia per una vita che non è più mia,
che male fa, se ancora cerco il mio cuore dall’altra parte del mare…

Quando domani in viaggio arriverai sul mio paese,
carezzami ti prego il campanile, la chiesa, la mia casetta.
Fermati un momentino, soltanto un momento,
sopra le tombe del vecchio cimitero,
e digli ai morti, digli, ti prego,
che no dimentighemo.

Nel Cd c’è anche il brano dedicato a Laura Antonelli

Laura Antonelli

 
Nata a Pola (ora Croazia) il 28 novembre 1941. Famiglia di sfollati, profuga a Venezia, poi a Napoli, poi a Camaldoli.
Un lifting le procurò un reazione allergica che le deturpò i lineamenti.
Ha avuto problemi e fu arrestata per droga, e condannata a 3 anni e 6  mesi, poi l’assoluzione in appello perché era per uso personale e non era una spacciatrice.
Nel 2006 la Corte D’appello di Perugia condannò il ministero della Giustizia e versare un risarcimento di 108 mila euro (150 mila con interessi) per danni alla salute e di immagine patiti a causa “dell’ irragionevole durata del processo”.
Ma causa della sua generosità che la spinse ad aiutare chiunque i soldi finirono  ben presto.
Oggi vive a Ladispoli in un piccolo appartamento, prende una pensione di 300 euro mensili, e il Tribunale ha stabilito che non può occuparsi direttamente dei suoi affari. 

http://youtu.be/6PUp0n7Cx0A

Inedito De André


26 Aprile 2012 da Repubblica.it

I “Notturni”, inedito De André l’opera che Faber non scrisse mai

Pubblicati per la prima volta in un libro gli appunti per un album a cui il cantautore stava lavorando pochi mesi prima che morisse. Una sorta di requiem per la fine del secolo musicato da quattro autori

ROMA – Era il buio l’ultima visione di Fabrizio De André, erano gli oscuri bagliori della decadenza del secolo morente ad affascinarlo, e il suo nuovo disco avrebbe dovuto intitolarsi Notturni, un progetto di cui è rimasto poco o nulla, idee e appunti sparsi, tracce di un grande e ambizioso sogno artistico. E sarebbe riduttivo pensare che l’idea fosse dovuta solo al presagio della sua fine, all’incombenza della morte. Un Requiem, forse, un’esplorazione profonda e lacerante delle forme della notte, per descrivere un mondo in cui il buio della ragione cominciava a prendere il sopravvento sui lumi della civiltà.
Era nota l’intenzione e a confortarla c’erano testimonianze e alcuni brevi frammenti ritrovati tra i suoi fogli. Ma ora un paio di documenti inediti gettano nuova luce sul progetto. Li riporta Riccardo Bertoncelli in una nuova edizione ampliata del suo libro Belin, sei sicuro?. Il primo, il più illuminante è un foglio di appunti che appartiene a Oliviero Malaspina, il cantautore che negli ultimi tempi della vita di De André era spesso al suo fianco. L’ha scritto insieme a Faber, ragionando appunto su questa nuova visione, e riporta alcune delle idee sulle quali De André si stava arrovellando negli ultimi mesi della sua vita. Nel foglio appare una sorta di scaletta che indica la probabile scansione dell’opera. “Punto uno: Storia di Paolino Cannone”, nome ovviamente inventato ma riferito a un amico sardo scomparso, a cui forse sarebbe stata dedicata una parte del progetto, che in un altro  documento viene defibito così:

 

“Vita, miracoli, morte e ascensione di Paolino Cannone, Munchausen di Gallura, Paolino del Cannonau”. “Punto due: la cecità del potere”, e su questo punto De André indicava due riferimenti letterari, Camus e Celine. “Punto tre: morte per morte, il nichilismo e la sua spiritualità, l’uomo vocato alle estreme conseguenze del male”. “Punto quattro: Notturno come fenomeno fisico e atmosferico” e molto verosimilmente il riferimento, come indicato più in basso nel documento, sarebbe stato al De Rerum Natura di Lucrezio.
E c’è anche un ulteriore capitolo, un quinto punto intitolato semplicemente “Notturno d’amore”, seguito da un punto interrogativo. Forse un’ipotesi di riserva, visto che a quanto si sapeva Notturni doveva essere un’opera con quattro capitoli, quattro diversi pezzi musicali commissionati a diversi musicisti, ovvero Mauro Pagani, Piero Milesi, Mark Harris e probabilmente Luciano Berio. Di fronte alla diversità di questi autori lo stesso De André ebbe a dire che il problema non c’era: “perché la mia voce incolla tutto”, come spiegò a Milesi, dopo avergli consigliato di leggersi “La palude definitiva” di Giorgio Manganelli perché forse il suo pezzo avrebbe dovuto ispirarsi proprio a quel libro.
Il documento continua con altri riferimenti letterari da prendere in considerazione: la Bibbia, poi Lobo, riferito allo scrittore portoghese Antonio “Lobo” Antunes e soprattutto un nome, Cutolo, proprio lui il boss Raffaele Cutolo a cui De André aveva non troppo velatamente dedicato la sua celebre canzone Don Raffaè e col quale aveva poi avuto un scambio epistolare al punto che dal carcere Cutolo gli aveva inviato alcune sue poesie. Racconta Malaspina nel libro di Bertoncelli che lui e De André avevano isolato una frase di Cutolo sulla giustizia che forse sarebbe stata provocatoriamente posta come epigrafe dell’opera.
Da Mark Harris arriva un’altra sorpresa. Il progetto sembrava nebuloso, ancora troppo embrionale per prendere una forma definita, eppure lui ha ritrovato tra i suoi fogli una pianificazione del lavoro che aveva sottoposto a De André. Farebbe pensare che tutto sommato l’idea fosse più avanzata di quanto ritenuto fino a questo momento. Per quanto riguarda i testi c’è poco. Solo alcuni frammenti in possesso della Fondazione governata da Dori Ghezzi. Uno di questi lo trovammo all’Università di Siena, dove sono conservati tutti i documenti e dove è in corso da anni un attento lavoro di catalogazione. Era sul retro di un libro e diceva: “Notturno delle raganelle, notturno del vento, un intero raggio di sole (la raganella disidradata sul vetro inaridì/evaporò/bevve il sangue verde) Il falco gira, e gli attribuiscono infamie, e arriva l’acqua, come sempre in ritardo”. Una pallida eco di un progetto che avrebbe come di consueto segnato un punto fondamentale della storia della musica popolare italiana e più in generale della nostra cultura.
Mauro Pagani gli aveva chiesto se volesse una musica solare, positiva o qualcosa di negativo, di cupo. Fabrizio rispose: “Cupo? Altro che cupo, deve essere il Requiem di questo secolo”. In realtà l’11 gennaio del 1999 si spense la vita di De André lasciandoci un vuoto che niente e nessuno potrà mai colmare.

La morte di Tenco e l’Italia di oggi


06 ottobre 2011 corriere.it

La morte di Tenco e l’Italia di oggi

Ogni tanto si riapre il caso: ed è una ferita grande per chi l’ha amato, apprezzato, rimpianto

Quella maledetta notte all’Hotel Savoy». La voce di Massimo Ghini si fa seria, l’attore pronuncia le parole come se dovesse leggere una sentenza, ogni tanto raddoppia le lettere, come d’uso a Roma, ma il tono resta compito: martire consenziente non domanda che di soffrire per la Verità. Quella maledetta notte del 1967, durante il Festival di Sanremo, Luigi Tenco si è tirato un colpo e ha chiuso con la vita. Ogni tanto si riapre il caso Tenco, ed è una ferita grande per chi l’ha amato, apprezzato, rimpianto. A occuparsene questa volta sono Massimo Ghini ed Ezio Guaitamacchi: il primo gigioneggia, sempre sopra le righe, e recita i testi del secondo. Il secondo, sempre sopra le righe, ogni tanto appare in video, in segno di risarcimento autoriale.

I dubbi sul suicidio di Tenco continuano a inseguirsi, anche se quella sera il cantautore, per superare lo stress della competizione, era imbottito di alcol e psicofarmaci, come usava allora fra i maudit. Fu davvero un suicidio? Perché l’inchiesta fu condotta così male e così in fretta? Perché non fu estratto il proiettile? Fra le testimonianze raccolte l’unica che valesse la pena di essere seguita è stata quella di Renzo Arbore: puntale, serena, rispettosa. Chi ne esce piuttosto male è Ugo Zatterin, il giornalista e dirigente Rai che, a tutti i costi, volle che Sanremo continuasse.

Resto convinto che ci sia una verità dalla forte valenza simbolica cui non abbiamo mai voluto prestare attenzione, tutta racchiusa nel famoso biglietto di congedo: «Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente 5 anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda “Io tu e le rose” in finale e ad una commissione che seleziona “La rivoluzione”. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi».

Quel bigliettino, chiunque lo abbia scritto, è la cosa più vera, più autentica che ci rimane di quella tragica serata. Per capire anche il presente.