Il contratto “sarà firmato a Londra nelle prossime ore, per motivi di giurisdizione non può essere firmato in Italia”, ha detto Sticchi Damiani aprendo la cerimonia a cui partecipano anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e quello della Fia, Jean Todt.
Il Tempio della Velocità di Monza si prepara ad ospitare il Formula 1 Gran Premio Heineken d’Italia 2016
Sua Altezza lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Vice-Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti e governatore di Dubai in una visita a sorpresa a uffici governativi a Dubai.
Un’improvvisata che è costata il posto a diversi impiegati, tra cui alcuni dirigenti. Lo sceicco di Dubai e sovrano emiratiano, Mohammed bin Rashid al-Maktoum, è entrato a sorpresa domenica scorsa negli uffici del governo, scoprendo che molti dipendenti erano assenti. Subito è scattato un licenziamento di massa. A farne le spese sono stati anche nove funzionari di alto rango.
Come sono stati usati i fondi pubblici destinati alla messa in sicurezza e la messa a norma degli edifici pubblici che sono crollati durante il terremoto? per questo che la Procura di Rieti sta valutando l’apertura di un fascicolo di inchiesta sull’uso fatto dei fondi pubblici. Per questo verranno acquisiti tutta la documentazione che riguarda gli edifici crollati e di conseguenza gli edifici in questione verranno posti sotto sequestro.
qui sotto alcuni titoli di importanti giornali italiani:
“Abbiamo eseguito alla lettera quello che era previsto dall’appalto, e le gare erano divise: una riguardava la riqualificazione della struttura, l’altra il miglioramento antisismico. Attenzione: miglioramento, non adeguamento. E c’è una differenza abissale”, dice Gianfranco Truffarelli, titolare della Edil Qualità, che ha eseguito i lavori di ristrutturazione all’istituto Capranica di Amatrice.
Le carte riservate sui lavori eseguiti nei paesi del sisma e i certificati di chi ha fatto i collaudi su edifici pubblici. Gli «ancoraggi» dichiarati e mai fatti.
Il rapporto sui due milioni di euro – Si tratta di 2 milioni e 300 mila euro, soldi pubblici che si aggiungono agli altri 4 milioni spesi dopo il 2009. Il dossier elenca i soldi stanziati, gli interventi effettuati, il nome dei progettisti, le ditte incaricate. Indica anche l’effettuazione dei collaudi per la convalida di quanto era stato fatto.
Repubblica articolo completo: http://www.repubblica.it/cronaca/2016/08/30/news/titolo_non_esportato_da_hermes_-_id_articolo_4397342-146854161/?ref=HREA-1
(ansa)
Terremoto, lo scandalo dei fondi antisisma deviati – Dai ponti non ristrutturati perché la Provincia aveva finito i suoi soldi agli stanziamenti deviati per altri scopi. Ecco come si sprecano le risorse destinate a evitare stragi.
Due terremoti, quello dell’Umbria nel 1997 e quello dell’Aquila nel 2009, hanno fatto piovere sul territorio della provincia di Rieti 84 milioni di euro di fondi per la ricostruzione. Negli anni se ne sono aggiunti altri, di milioni. Della Regione, dello Stato, della Chiesa. Sette giorni fa, però, un altro sisma ha sollevato una verità che era sotto gli occhi di tutti: parte di quel denaro non è stato ancora speso, o è stato speso male, o, ancora, non è stato utilizzato per rendere gli edifici sicuri. E le rovine di Amatrice e Accumoli sono lì a testimoniarlo.
Le indagini si allargano a macchia d’olio: si punta sui direttori dei lavori. Nel mirino anche un geometra, il fratello del vicesindaco di Amatrice
RIETI Direttori dei lavori, progettisti, imprenditori edili, collaudatori e responsabili unici del procedimento. La Procura di Rieti sta raccogliendo l’elenco di tutti i nomi dei professionisti che nella veste di pubblici ufficiali hanno autorizzato, eseguito e supervisionato i lavori di ristrutturazione degli edifici di Amatrice, Accumoli e delle rispettive frazioni, crollati con le scosse del terremoto come fossero birilli.
Falsi certificati per i collaudi: dossier svela lo scandalo fondi
Milioni di euro e fior di certificati per dimostrare le ristrutturazioni antisismiche dopo il 1997 e il 2009. Ma allora perché è crollato tutto?.
Falsi certificati per dimostrare collaudi antisismici, quasi 3 milioni di fondi pubblici intascati in appalti per lavori che avrebbero dovuto mettere a norma gli stabili di Amatrice e Accumoli.
Eppure le immagini che rimbalzano dal 24 agosto, quando la terra ha tremato e il tempo si è fermato, sono tristemente note. Ben pochi gli edifici che sono rimasti in piedi. Qualcosa non ha funzionato o non è stato fatto. Il simbolo di questa tragedia che forse si poteva evitare è la scuola “Romolo Capranica” di Amatrice, che si è sbriciolata sotto i colpi del sisma. Ma anche l’ospedale di Amatrice ormai inagibile, la Torre Civica di Accumoli gravemente danneggiata, il campanile di Amatrice che è crollato su una casa ammazzando un’intera famiglia. Tutti edifici in teoria ristrutturati con i fondi per il terremoto dopo il sisma del 1997 in Umbria e quello del 2009 de L’Aquila, come raccontano oggi il Corriere e La Stampa.
Libero Grassi(Catania,19 luglio1924–Palermo,29 agosto 1991) è stato unimprenditoreitaliano, ucciso dacosa nostradopo aver intrapreso un’azione solitaria contro una richiesta dipizzosenza ricevere alcun appoggio da parte delle associazioni di categoria.
Dopo aver avuto alcuni problemi con la fabbrica di famiglia, viene anche preso di mira daCosa nostra, che pretende il pagamento delpizzo. Libero Grassi ha il coraggio di opporsi alle richieste diracketdellamafia, e di uscire allo scoperto denunciando gli estorsori. I suoi dipendenti lo aiutano facendo scoprire degli emissari, ma la situazione peggiora.
La condanna a morte di Grassi arriva con la pubblicazione sulGiornale di Siciliadi una lettera sul suo rifiuto a cedere ai ricatti della mafia.
11/04/1991 intervista a Samarcanda a Libero Grassi. 29/08/1991 viene assassinato Libero Grassi
Medaglia d’oro al valor civile
«Imprenditore siciliano, consapevole del grave rischio cui si esponeva, sfidava la mafia denunciando pubblicamente richieste di estorsioni e collaborando con le competenti Autorità nell’individuazione dei malviventi. Per tale non comune coraggio e per il costante impegno nell’opporsi al criminale ricatto rimaneva vittima di un vile attentato. Splendido esempio di integrità morale e di elette virtù civiche, spinte sino all’estremo sacrificio.»
—Palermo, 29 agosto1991
Il bilancio delle vittime del terremoto del centro Italia, comunicato dalle Prefetture di Rieti e Ascoli Piceno, è salito al momento a 290 : 230 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 49 ad Arquata del Tronto. Il numero delle persone assistite nei campi allestiti nelle regioni Lazio, Marche e Umbria è pari a circa 2500. Alle 4.50 di questa mattina è stata avvertita una nuova forte scossa, di magnitudo 4.0.
Comunicati Stampa – Come funziona la gestione delle donazioni raccolte attraverso il numero solidale 45500
Quando si chiuderà la campagna di raccolta fondi in favore delle popolazioni colpite dal terremoto attraverso il numero solidale 45500 si procederà all’istituzione di un Comitato dei Garanti, composto da persone di riconosciuta e indiscussa moralità e indipendenza, nominati con un decreto del Capo Dipartimento d’intesa con i Presidente delle Regioni coinvolte, con il compito di valutare le proposte delle Regioni per l’utilizzo dei fondi e di garantire la trasparenza nella gestione delle risorse stesse autorizzando il trasferimento delle risorse alle Regioni sulla base della realizzazione dei progetti. Le somme raccolte dagli operatori telefonici (le somme donate attraverso la telefonia fissa saranno versate solo una volta che la relativa bolletta sarà saldata, mentre quelle relative a scheda prepagata possono essere di importo inferiore a 2 euro nel caso di credito insufficiente) saranno versate, senza alcun ricarico, su un conto infruttifero aperto presso la Tesoreria Centrale dello Stato in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo l’approvazione dei progetti da parte del Comitato dei Garanti, trasferirà alle Regioni L’attivazione del 45500 è stata possibile in base a quanto stabilito nel protocollo d’intesa tra il Dipartimento della Protezione Civile e gli operatori della telefonia e della comunicazione, che vi hanno aderito senza fini di lucro. In particolare, gli operatori aderenti all’iniziativa sono Tim, Vodafone, Wind, 3, Postemobile, Coopvoce, Infostrada, Fastweb, Tiscali, Twt, Cloud Italia e Uno Communication.
La grande mobilitazione della società civile attraverso il numero solidale a seguito di eventi calamitosi ha reso possibile negli anni realizzare importanti interventi di assistenza e ristoro per le popolazioni colpite. Anche in questa occasione, la sua attivazione garantirà, con la massima efficacia e trasparenza, di mettere a frutto la generosità che sempre i cittadini hanno dimostrato a seguito dei purtroppo numerosi eventi calamitosi con cui il nostro fragile territorio si è trovato a fare i conti.
Terremoto Italia Centrale. Aggiornamenti nella conferenza stampa delle ore 9.00 del 27 agosto 2016. Intervento del Vice Capo Dipartimento, Angelo Borrelli. Focus su recupero salme e ricerca persone scomparse
Video dall’alto con un drone dei VdF su Amatrice, Rieti, distrutta dal terremoto del 24 agosto 2016
TERREMOTO-Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto-24 Agosto 2016
Terremoto, bilancio è di 250 morti e 365 feriti.
L’inchiesta aperta dalla procura di Rieti, con l’ipotesi di reato di disastro colposo, dovrà fare luce anche sui crolli che hanno interessato edifici ristrutturati recentemente, come la scuola di Amatrice e il campanile crollato ad Accumoli. Mentre non si placano le polemiche, si invoca da più parti un cambio di rotta sulla prevenzione antisismica.
“La ‘scuola antisismica’ crolla assieme alla storica città di Amatrice e questa “è l’ennesima dimostrazione dell’assoluta inconsistenza delle teorie riferite alle costruzioni antisismiche in cemento armato. Crollato l’edificio che ospitava materne, elementari e medie: il Romolo Capranica, inaugurato nel settembre del 2012 e con l’adeguamento alla vulnerabilità sismica. Invece come già successo in precedenti terremoti in Italia, il cemento armato non offre garanzie assolute come invece sono in grado di fare materiali compatti come il legno, massello o lamellare, ed i pannelli strutturali a telaio o similari realizzati con tale materia prima ecologica ottenendo edifici certificati che possono sopportare terremoti devastanti come quello del Friuli Venezia Giulia del maggio 1976 di magnitudo 6,5 Richter”. Lo scrive, in una nota, il presidente dell’Associazione “La scuola ecologica”, Claudio Del Medico Fasano, friulano, esperto di statisticità degli edifici e del gas radon.
Commento: le ristrutturazioni sono state fatte perciò i soldi ci sono, ma il problema e come vengono spesi questi soldi, con che criterio vengono fatti i lavori, i materiali usati. Non ci dimentichiamo le case fatte a L’Aquila dopo qualche anno erano inagibili per cedimenti strutturali vedi qui sotto:
03 aprile 2016 – L’AQUILA – Al progetto Case di Cese di Preturo, in una delle palazzine già a suo tempo sgomberate, si è verificato il crollo di un altro balcone
Ancora un balcone crollato nel progetto case di Cese di Preturo, a pochi chilometri dall’Aquila. La stessa new town dove a settembre 2014 venne giù un altro balcone, cui seguì un inchiesta della magistratura che sequestro l’intera area
Perciò come già detto la ricostruzione fa fatta con criterio e tutte le parti interessate alla ricostruzione con ONESTA’. Per questo invece di “Parole Prole” soldi stanziati ecc. aspetto i fatti concreti che questo paese è capace di fare basta volere……
Dal Mit di Boston che arrivano bordate contro l’Italia in fatto di prevenzione sismica: “Il Paese ha una vasta esperienza di terremoti, ma continua a soffrire più di altre nazioni sviluppate ogni volta che la terra trema”, scrive sulla rivista del Mit Michael Reilly.
Amatrice – Era stata inaugurata nel 2012, completamente ristrutturata con norme antisismiche. Ora la scuola di elementare di Amatrice “Romolo Capranica” è ridotta a un cumulo di macerie
La scuola media Angelo Ruffini di Borgo (Arquata del Tronto)
Uno stipite lesionato nella scuola di Accumoli
Tutte le bufale sul terremoto. È l’ora delle panzane social
Dalla magnitudo truccata alla prevedibilità dei terremoti fino al solito carillon di fotografie fuori contesto e al jackpot del SuperEnalotto: il peggio sui sul web a poche ore dalla tragedia.
BUFALE E TRUFFE popolano puntuali i social network in queste ore di dolore e di emergenza per il terremoto che ha colpito il Centro Italia. Come sempre accade in occasione di fatti simili. D’altronde gli sciacalli non si muovono solo fra le macerie reali ma saltano con agilità anche fra quelle virtuali. Diffondendo notizie inventate di sana pianta, rilanciando bufale, proponendo soluzioni impraticabili, sfruttando l’onda emotiva per rinforzare tesi insostenibili. Sempre facendo leva su quei 268 morti e sulle centinaia di feriti. Alcune sono, se possibile in un contesto tanto delicato, di scarsa pericolosità, come il fraintendimentosull’hotel Mario di Cesenatico, che in molti hanno ritenuto fosse della cantante Fiorella Mannoia. La quale aveva solo copiato e incollato sul suo profilo l’appello (reale) di un albergatore, così come ha fatto in altri casi.
Altre posseggono invece una carica esplosiva che vale la pena disinnescare senza indugio. Su tutte, quella del presunto taroccamento della magnitudo del sisma (da 6.2 a 6.0) per evitare che lo Stato debba accollarsi i costi della ricostruzione. La responsabilità sarebbe di una presunta legge voluta dall’allora governo presieduto da Mario Monti che fisserebbe la soglia del rimborso a 6.1 gradi. Nulla di più inventato. La bufala, circolata già in passato, si aggancia a un articolo del decreto-legge n.59 del 15 maggio 2012 poi convertito nella legge n.100 del 12 luglio 2012, quello di riordino della Protezione civile. Quell’articolo, che prevedeva l’assicurazione privata per i rischi derivanti da calamità naturali, fu soppresso al momento della conversione. Nessun limite risulta da nessuna parte del testo (approvato pochi giorni prima del terremoto che colpì l’Emilia-Romagna) e in ogni caso i risarcimenti vengono calcolati sulla base di un’altra scala, la Mercalli-Cancani-Sieberg, che valuta l’intensità del sisma in termini di danni prodotti sul territorio e non in base alla magnitudo della scala Richter. Sono nozioni che s’insegnano in terza elementare
Operazione Schwazer, le trame dei signori del doping
Pubblicato il 04 ago 2016 – Ricostruiti in un docufilm tutti i misteri dell’incredibile marcia di Alex Schwazer. Un instant movie firmato da Attilio Bolzoni e Massimo Cappello con la regia di Alberto Mascia che contiene inedite intercettazioni telefoniche. Su tentativi di pilotare gare internazionali di atletica e sui segreti del doping russo.
Il video lo si trova anche su YOUTUBE ma la fonte è: http://video.repubblica.it/sport/operazione-schwazer-le-trame-dei-signori-del-doping/248406?ref=HREA-1
Donati Sandro e Alex Schawzer
Pubblicato il 12 gen 2016 –Donati Sandro e Alex Schawzer
Donati: ”Ho combattuto la mafia del doping, sono minacciato e vivo nella paura”
L’allenatore di Schwazer: ”Esiste una santa alleanza tra settori corrotti della federazione internazionale di atletica e i russi. Nel nostro ambiente chi parla fa sempre una brutta fine, per difendermi andrò dal procuratore di Roma”
Olimpiadi Rio 2016, caso Schwazer: ancora una volta ha vinto la mafia, 17 anni dopo Pantani
Olimpiadi Rio 2016 – Sono passati 17 anni ma ancora non abbiamo imparato nulla e siamo di nuovo punto e a capo. Siamo di nuovo a Madonna di Campiglio, come in quella maledetta mattina del 5 giugno 1999 quando la provetta del sangue di Marco Pantani veniva alterata per ottenere dati falsi in modo tale da estromettere il “Pirata” da un Giro d’Italia che aveva già vinto, distruggendo per sempre il più grande scalatore di tutti i tempi.
Era l’ultima tappa, la camorra avrebbe perso troppi soldi per le scommesse clandestine. Pantani era talmente tanto più forte che tutti .avevano scommesso su di lui. Marco non sarebbe arrivato al traguardo, era una voce che circolava da giorni negli ambienti criminali e marginalmente aveva lambito anche il gruppo. Qualcuno pensava persino che gli avrebbero sparato per strada, ma alla fine hanno fatto di peggio. Il veleno dei giornali è stato più terribile del piombo delle pallottole, Pantani ha perso la dignità ed è morto dopo pochi anni entrando da quel giorno in un vortice di ingiustizia abbandono.
Adesso, 17 anni dopo, perAlex Schwazer la mafia vince ancora. Stavolta non ci sono di mezzo ‘ndrangheta, camorra o altre organizzazioni delinquenziali ufficialmente riconosciute dalle leggi italiane. E’ una mafia ben peggiore perchè istituzionale, legalizzata, che a maggior ragione va chiamata con il nome che le appartiene. Mafia appunto. Perchè Alex Schwazer è stato squalificato e non potrà più correre, ne’ alle Olimpiadi di Rio ne’ mai più nella sua carriera, a causa della corruzione che comanda il mondo dello sport nazionale ed internazionale.
Ricordiamo il Palmares di Alex
2005 – Mondiali Helsinki – Marcia 50 km – Medaglia di Bronzo e record Nazionale
2007 – Mondiali Osaka – Marcia 20 Km – 9° posto e record personale stagionale
2007 – Mondiali Osaka – Marcia 50 Km – Medaglia di Bronzo
2008 – Giochi Olimpici Pechino – Marcia 50 Km – Medaglia d’Oro e Record Olimpico
Sandro Donati (Monte Porzio Catone, 14 giugno 1947) è un allenatore di atletica leggera italiano.
È noto soprattutto per le sue battaglie contro il doping nell’atletica leggera, nel calcio e nel ciclismo e per aver denunciato gli scandali dell’atletica italiana avvenuti nella metà degli anni ottanta. Precedentemente, dal 1977 al 1987, è stato allenatore della nazionale di atletica leggera dell’Italia, ma fu sollevato da tale incarico dopo la denuncia della frode attuata dai giudici del salto in lungo in occasione dell’ultimo salto di Giovanni Evangelisti durante i campionati del mondo del 1987 tenutisi a Roma.
Ha inoltre scritto diversi libri riguardanti il doping ed è stato a capo del settore Ricerca e Sperimentazione del Comitato Olimpico Nazionale Italiano dal 1990 al 2006.
Nel 2015-2016 allena il marciatoreAlex Schwazer, sospeso per doping (peraltro egli sostiene che a seguito di una sua denuncia alla WADA sia stato possibile pescarlo nel 2012 nella rete del doping) e che ha terminato la squalifica per uso di epo e anabolizzanti il 29 aprile 2016.
Pubblicato il 02 ago 2016 – Roma – COMMISSIONI RIUNITE – Antidoping, audizione Donati Alle ore 14, le Commissioni riunite Cultura e Affari sociali, presso l’Aula della Commissione Cultura, hanno svolto l’audizione di Alessandro Donati, nell’ambito della discussione della risoluzione sull’istituzione di un’Agenzia nazionale antidoping.
Doping e politiche internazionali: Alessandro Donati
Pubblicato il 10 dic 2013
Modena, 29 novembre 2013 – Intervento di Alessandro Donati, Maestro dello sport e consulente WADA, al convegno “Il Doping: Normative, politiche e ricerca scientifica”
Olimpiade negata ad Alex Schwazer: il marciatore azzurro non potrà gareggiare. Il tribunale sportivo lo ha squalificato otto anni per doping. Non ci sara’ quindi una seconda possibilita’, “non pensavo finisse cosi’ male“, l’amaro commento dell’atleta.
Schwazer si era subito professato innocente, dicendo che al contrario di 4 anni fa – quando ammise le sue responsabilità – stavolta non aveva mai fatto ricorso a sostanze proibite. E aveva annunciato battaglia, professando la sua innocenza: si era spinto fino a Rio con il pool di legali e il suo tecnico, Sandro Donati, per tentare il tutto per tutto e dimostrare che in quella positività c’erano troppe anomalie. Due giorni fa Schwazer era comparso davanti al panel, i legali, Donati e poi lo stesso atleta erano stati sentiti a lungo. Schwazer era apparso motivato e convinto di poter gareggiare nella prova di marcia olimpica: “è abituato a vincere le sue gare” avevano detto i legali, senza nascondere però un certo pessimismo. “La sentenza è già stata scritta” si erano lamentati i suoi avvocati. La federazione internazionale non aveva però battuto ciglio, ribadendo la volontà di punire l’atleta alla seconda positività: otto aveva chiesto e otto anni il Tas ha inflitto. Per Schwazer cala il sipario. Da Rio l’addio è amaro.
il Tas prende tempo, la decisione slitta a venerdì
08 agosto 2016 – A Rio ancora non è chiaro se il marciatore potrà prendere parte ai Giochi dopo il rinvio del verdetto al 12 agosto il giorno in cui si corre la 20 km che il marciatore teoricamente potrebbe disputare, ad una settimama esatta dalla 50 km che rappresenta la vera sfida dell’altoatesino. Si chiude così una giornata interminabile, nel corso del quale era stata ascoltata la difesa del marciatore e la posizione della Iaaf.
A informare la stampa italiana ed internazionale, che per tutto il giorno si è accampata nella hall del grattacielo in centro a Rio de Janeiro dove si è svolta l’udienza, è stato l’avvocato Giuseppe Sorcinelli, membro dell’entourage di Schwazer. “Alex, Sandro Donati ed i legali non possono rilasciare dichiarazioni -ha detto- la procedura arbitrale confidenziale non lo permette. Ci scusiamo con voi che avete atteso a lungo ma non possiamo davvero divulgare nulla. Il ragazzo continuerà ad allenarsi e vi prego di lasciarlo tranquillo. Posso solo dire che il Tribunale ha assicurato che depositerà la decisione quanto prima, venerdì è il termine massimo per consentirgli di partecipare alla 20 km. Ci scusiamo a nome di Alex con tutti per la lunga attesa di oggi, ma non è una decisione di Alex di non parlare.Non è una scelta sua non parlare e sottrarsi al confronto: dovete capire che potrebbero derivare grandi problemi“.
Due ore dibattimento, Schwazer ultimo a essere ascoltato
08 agosto 2016 19:18 – Il legale di Schwazer : “Abbiamo visto Alex sereno, motivato e determinato come prima di una gara. E di solito le gare lui le vince, speriamo vinca anche questa”.
Il disastro di Marcinelle avvenne la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio. Si trattò d’un incendio, causato dalla combustione d’olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica. L’incendio, sviluppatosi inizialmente nel condotto d’entrata d’aria principale, riempì di fumo tutto l’impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone delle 274 presenti, in gran parte emigranti italiani. L’incidente è il terzo per numero di vittime tra gli italiani all’estero dopo i disastri di Monongah e di Dawson. Il sito Bois du Cazier, oramai dismesso, fa parte dei patrimoni storici dell’UNESCO.
Marcinelle video originale del 8 agosto 1956
Un omaggio a tutti i Minatori che hanno perso la vita,non solo a Marcinelle.. Ma in tutte le miniere sparse nel mondo.
Hommage aux mineurs décédés le 08 août 1956 dans la catastrophe du Bois du Cazier
Omaggio ai minatori che morirono 8 agosto 1956 nella catastrofe del Bois du Cazier
La strage dell’Italicus fu un attentato terroristico di tipo dinamitardo compiuto nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1974 sul treno Italicus, mentre questo transitava presso San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna.
4 agosto 1974: 40 anni fa la strage dell’Italicus
È considerato uno dei più gravi attentati verificatisi negli anni di piombo, assieme alla Strage di piazza Fontana del 1969, alla Strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974 e alla Strage di Bologna del 1980. Per la strage dell’Italicus, come per le altre stragi, furono a più riprese incriminati come esecutori diversi esponenti del neofascismo italiano.
Nella notte del 4 agosto 1974 una bomba esplode nella vettura numero 5 del treno Espresso 1489 Italicus diretto a Monaco di Baviera, all’altezza della stazione di San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna. I morti sono 12, molti altri i feriti. La strage avrebbe potuto avere conseguenze più gravi se l’ordigno fosse esploso all’interno della Grande Galleria dell’Appennino. Tra le vittime Elena Donatini, Nicola Buffi, Herbert Kontriner, Nunzio Russo, Marco Russo, Maria Santina Russo, Tsugufumi Fukuda, Antidio Medaglia, Elena Celli, Raffaella Garosi, Wilhelmus J. Hanema e Silver Sirotti, un controllore presente sul convoglio che sopravvisse allo scoppio della bomba sul treno, ma anziché mettersi in salvo, armato di un semplice estintore entrò nella vettura rovente per cercare di salvare i passeggeri intrappolati.
Il 5 agosto 1974 viene rinvenuto in una cabina telefonica a Bologna un volantino di rivendicazione dell’attentato a firma Ordine Nero che dichiarava:
« Giancarlo Esposti è stato vendicato. Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare. Vi diamo appuntamento per l’autunno; seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti. »
La strage di Bologna, compiuta la mattina di sabato 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna, è il più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra, da molti indicato come uno degli ultimi atti della strategia della tensione..
Come esecutori materiali furono individuati dalla magistratura alcuni militanti di estrema destra, appartenenti ai Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), tra cui Giuseppe Valerio Fioravanti. Gli ipotetici mandanti sono tuttora sconosciuti, ma furono rilevati collegamenti con la criminalità organizzata e i servizi segreti deviati.
Nell’attentato rimasero uccise 85 persone ed oltre 200 rimasero ferite. Le indagini si indirizzarono quasi subito sulla pista neofascista, ma solo dopo un lungo iter giudiziario e numerosi depistaggi (per cui vennero condannati Licio Gelli, Pietro Musumeci, Giuseppe Belmonte e Francesco Pazienza), la sentenza finale del 1995 condannò Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro «come appartenenti alla banda armata che ha organizzato e realizzato l’attentato di Bologna» e per aver «fatto parte del gruppo che sicuramente quell’atto aveva organizzato», mentre nel 2007 si aggiunse anche la condanna di Luigi Ciavardini, minorenne all’epoca dei fatti.
l’Avvenimento – Il 2 agosto 1980 alle 10:25, nella sala d’aspetto di 2ª classe della stazione di Bologna, affollata di turisti e di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, venne fatto esplodere e causò il crollo dell’ala ovest dell’edificio. La bomba era composta da 23 kg di esplosivo, una miscela di 5 kg di tritolo e T4 detta “Compound B”, potenziata da 18 kg di gelatinato (nitroglicerina a uso civile).
L’esplosivo, di fabbricazione militare, era posto nella valigia, sistemata a circa 50 centimetri d’altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell’ala ovest, allo scopo di aumentarne l’effetto; l’onda d’urto, insieme ai detriti provocati dallo scoppio, investì anche il treno Ancona-Chiasso, che al momento si trovava in sosta sul primo binario, distruggendo circa 30 metri di pensilina, ed il parcheggio dei taxi antistante l’edificio. L’esplosione causò la morte di 85 persone e il ferimento o la mutilazione di oltre 200.
Le vittime furono 85, la più giovane di 3 anni (Angela Fresu) e la più vecchia di 86 anni (Antonio Montanari). Qui sotto un elenco dei nomi, seguiti dall’età.
Niki Lauda è stato tre volte Campione del mondo: nel 1975 e 1977 con la Ferrari e nel 1984 con la McLaren
Il Gran Premio di Germania 1976 è stata l’ottava prova della stagione 1976 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 1º agosto 1976 sul Nürburgring Nordschleife. La gara è stata vinta dal britannico James Hunt su McLaren-Ford Cosworth; per il vincitore si trattò del quarto successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il sudafricano Jody Scheckter su Tyrrell-Ford Cosworth e il tedesco Jochen Mass, anch’egli su McLaren-Ford Cosworth.
La gara viene ricordata per il grave incidente che occorse a Niki Lauda, pilota della Scuderia Ferrari. A seguito dell’incidente la F1 abbandonò l’utilizzo della Nordschleife.
Data
1º agosto 1976
Nome ufficiale
XXXVIII Großer Preis von Deutschland
Circuito
Nürburgring Nordschleife
Percorso
22,835 km
Distanza
14 giri, 319,690 km
Clima
Piovoso poi asciutto
Note
Gara sospesa per incidente al 2º giro
Ma nel secondo giro Niki Lauda, complice una “toccata” di troppo sul cordolo, sbandò in una curva al Bergwerk, il punto più lontano del circuito dai box, perdendo il controllo della sua Ferrari. La vettura scartò verso destra, colpì il guard-rail esterno e rimbalzò in mezzo alla pista, prendendo immediatamente fuoco; il sopraggiungente Guy Edwards riuscì ad evitarla, mentre Harald Ertl e Brett Lunger la colpirono in pieno. Nell’impatto Lauda perse il casco e svenne.
I tre piloti già citati, prontamente, scesero dalle loro vetture e riuscirono a estrarre Lauda dal relitto della vettura, aiutati anche dal sopraggiunto Arturo Merzario, che si era fermato appena visto l’incidente; quindi lo deposero sull’erba della via di fuga, ove gli furono prestati i primi soccorsi. Il pilota austriaco era gravemente ferito e ustionato, sicché venne trasferito in elicottero all’ospedale militare di Coblenza; da lì venne condotto prima al Trauma Clinic di Ludwigshafen, poi al Städliche Krankenanstalten di Mannheim, dove lottò tra la vita e la morte nei giorni seguenti.
È morta venerdì sera a Cracovia la giornalista Rai Anna Maria Jacobini, 58 anni. Storica inviata de La Vita in Diretta, si trovava a Cracovia per seguire per Estate in Diretta e A Sua Immagine il viaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale della gioventù. È andata in camera per prepararsi per la cena e non è più uscita. L’hanno trovata i colleghi. È possibile che la giornalista sia stata stroncata da un infarto.
Anna Maria Jacobini, uno dei suoi ultimi servizi per i 50 anni dei Pooh
Cracovia, 30 luglio 2016 – Lutto nel mondo del giornalismo e della Tv: è morta improvvisamente a Cracovia Anna Maria Jacobini, inviata da Rai Uno per il programma “A Sua Immagine” alla Giornata Mondiale della Gioventù. Era un volto noto di Rai Uno
NEW YORK – L’Inter ancora una volta alle Nazioni Unite. La Rappresentanza Permanente di Italia presso le Nazioni Unite, in occasione dell’Inter Summer Tour 2016, ha invitato F.C. Internazionale all’ONU per testimoniare l’importanza del gioco del calcio nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
In virtù della storica attività sociale di Inter Campus e della stabile collaborazione che grazie ad essa è nata con numerose agenzie ONU, tra cui UNOSDP e UNDP, le Nazioni Unite si sono già tinte due volte di nerazzurro, nel 2012 e nel 2014. Questa volta però sarà presente l’intera squadra.
A pochi mesi dalla morte dell’ex c.t. azzurro è scomparsa anche la moglie Marisa: il cordoglio del Milan espresso tramite il sito ufficiale della società rossonera.
“Oggi che ci ha lasciati anche la Signora Marisa, in tutti noi c’è smarrimento ma anche il desiderio forte di stringersi con grandissimo affetto ai figli e ai nipoti, a tutti i Maldini.
La Signora Marisa ora è lassù con Cesare. Al nostro Paolo, ad Alessandro, a Piercesare, a Donatella, a Monica, a Valentina arrivi il senso della vicinanza più profonda e più sentita da parte di tutto il Milan.
Il ricordo della cara Marisa è il ricordo di una esemplare custode dei valori della famiglia. Una donna di classe e di stile, una mamma discreta, una moglie sempre presente e sempre sensibile”.
27 luglio 1993 – 27 Luglio 2016 – sono passati 23 anni dalla strage di via Palestro, ricordiamo le 5 vittime: i Vigili del Fuoco – Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, l’Agente di Polizia Municipale Alessandro Ferrari e Moussafir Driss, immigrato marocchino che dormiva su una panchina.
Via Palestro poco dopo la strage
In data 27 luglio 2015, a distanza di 22 anni dall’esplosione, è stata posizionata sul luogo della strage una targa commemorativa con i nomi dei caduti, inoltre i giardini di via Morgagni, che si trovano a circa 1 chilometro dal luogo dell’attentato, sono stati intitolati alle vittime della strage.
La sera del 27 luglio l’agente di Polizia Locale Alessandro Ferrari notò la presenza di una Fiat Uno (che risulterà poi rubata qualche ora prima) parcheggiata in via Palestro, di fronte al Padiglione di arte contemporanea, da cui fuoriusciva un fumo biancastro e quindi richiese l’intervento dei Vigili del fuoco, che accertarono la presenza di un ordigno all’interno dell’auto; tuttavia, qualche istante dopo, l’autobomba esplose ed uccise l’agente Alessandro Ferrari e i vigili del fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno ma anche l’immigrato marocchino Moussafir Driss, che venne raggiunto da un pezzo di lamiera mentre dormiva su una panchina.
Video storia: quella sera…..strage di Via Palestro 27 luglio 1993 – Milano
Napoli, arrestati 17 falsi invalidi: “Hanno truffato l’Inps per 1,7 milioni di euro”
Commento: “hanno truffato l’INPS”????? ma queste persone una volta accertata la truffa, hanno truffato tutti i veri invalidi al 100% per i quali l’INPS non li riconosce nessun indennizzo, perciò i veri truffati non è l’INPS ma tutti i veri invalidi.
Per l’istituto di previdenza erano affetti da paralisi motoria, disturbi psichici e fobie. E invece camminavano tranquillamente per la città e facevano la spesa al supermercato. Ad altre dieci persone è stata notificata la misura cautelare di obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
Pubblicato il 20 lug 2016
Napoli (askanews) – Per lo Stato italiano erano disabili e come tali godevano di un trattamento pensionistico, in realtà se ne andavano tranquillamente a fare la spesa al supermercato, frodando all’Inps quasi 2 milioni di euro. I Carabinieri della compagnia di Bagnoli, su disposizione della Procura, hanno così fermato 27 falsi invalidi (17 ai domiciliari e 10 con obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria) che si erano letteralmente inventate delle patologie gravi macchiandosi, a vario titolo, dei reati di truffa ai danni di ente pubblico, contraffazione di certificati, falsità emessa da privati e falsità ideologica in atto pubblico.
Nel corso delle indagini è stato realizzato con le telecamere nascoste un video in cui si vedono persone – che per l’Inps erano affette da “paralisi motoria” e “disturbi psichici e fobie” – passeggiare normalmente e fare la spesa.
I militari hanno accertato che i responsabili avevano falsificato i verbali di accertamento dell’invalidità dell’Asl, anche con falsi timbri al punto da indurre in errore gli stessi funzionari dell’Inps e ottenere indebitamente l’erogazione di pensioni di invalidità.
Commento: Le immagini parlano da sole, ma mi sorge un dubbio come hanno fatto passare alla visita fiscale????.
Parigi – Tutte le persone uccise nella strage di Nizza sono state identificate e i corpi possono essere ora consegnati alle famiglie. Lo ha annunciato il ministro francese della Giustizia Jean-Jacques Urvoas a Europe 1. In precedenza il ministro aveva detto che 70 feriti sono ancora ricoverati e 19 di essi sono in gravi condizioni.
Sono 6 le vittime italiane.
RENZI: L’ITALIA PIANGE LE VITTIME DI NIZZA, VIVIAMO CON PIU’ INTENSITA’
Le vittime italiane accertate della strage di Nizza del 14 luglio: si tratta di due coppie, una donna e uno studente nato in Italia ma cresciuto negli Stati Uniti, in California, dove risiedeva. I coniugi di Voghera (Pavia) Gianna Muset (68 anni) e Angelo D’Agostino (71 anni), oltre a quelle del 90enne Mario Casati e della sua compagna 77enne, Maria Grazia Ascoli, entrambi milanesi, Carla Gaveglio, una casalinga 48enne di Piasco (Cuneo), e Nicolas Leslie, uno studente che frequentava il terzo anno alla University of California (Berkeley
Ansa: Wada: doping Russia diretto da Stato, escluderla dalle Olimpiadi
Doping di stato. Questa la grave accusa che emerge dal rapporto dell’Agenzia Mondiale Antidoping, pubblicato oggi, secondo il quale il doping dello sport russo era coperto e favorito dallo stato. Servizio di Giampiero Spirito.
Il doping dello sport russo era coperto e favorito dallo Stato, e non solo per l’atletica leggera: e’ la conclusione del rapporto dell’agenzia Mondiale antidoping.
Per la Wada, si trattava di un ‘sistema di falsificazione’ dei test ordinato dalle autorita’ politiche.
A capo del sistema di falsificazione dei test antidoping per gli atleti russi, tra 2010 e 2015, c’era il ministero dello sport di Mosca, con la collaborazione dei servizi di sicurezza (l’Fsb, ex Kgb) e del centro nazionale di preparazione del Team Russia.
La Wada ha poi chiesto ufficialmente di escludere tutte le nazionali della Russia dalle gare dell’Olimpiade di Rio.
Tutti i dirigenti pubblici accusati nel rapporto Wada di essere coinvolti nello scandalo doping saranno temporaneamente sospesi dai loro incarichi fino alla fine delle indagini: lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin, citato dall’agenzia Interfax.
Wada : World Anti-Doping Agency – L’Agenzia Mondiale Antidoping (AMA), in francese Agence mondiale antidopage (AMA) e in inglese World Anti-Doping Agency (WADA), è una fondazione a partecipazione mista pubblico-privata, creata per volontà del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), il 10 novembre 1999 a Losanna, per coordinare la lotta contro il doping nello sport. Nel 2002 il quartier generale dell’AMA è stato spostato a Montreal in Canada, anche se giuridicamente resta una fondazione, di diritto privato, regolata dal diritto civile svizzero
Organizzazione – La massima autorità decisionale all’interno della WADA è composta dai 38 membri del consiglio di fondazione, costituita equamente dai rappresentanti del CIO e dai rappresentanti dei vari governi nazionali. Sono gli stessi membri del consiglio ad eleggere il presidente della fondazione. La maggior parte delle decisioni quotidiane sono delegate ad un gruppo di 12 membri con potere esecutivo, i quali sono suddivisi anch’essi equamente tra portavoce del CIO e dei governi. Fanno parte dell’organizzativo anche alcune sezioni che si occupano della finanza e dell’amministrazione, inclusa una commissione composta da atleti.
La WADA è una organizzazione internazionale che delega il lavoro alle singole nazioni ed alla Organizzazione Nazionale Anti Doping (NADO), controllandone l’operato affinché sia conforme al Codice Mondiale Anti-Doping. La WADA, inoltre, accredita circa 30 laboratori per eseguire le analisi scientifiche necessarie al controllo anti-doping.
Gli statuti della WADA e del Codice Mondiale Anti-doping stabiliscono che, nell’ultima fase di giurisdizione in casi di doping, le decisioni siano prese dalla Court of Arbitration for Sport.
Paolo Borsellino, 24 anni fa la strage di via D’Amelio
Era il 19 luglio del 1992, persero la vita il magistrato italiano Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta
Fonte e articolo completo: http://www.ansa.it/legalita/albero/criminalita/2016/07/16/paolo-borsellino-24-anni-fa-la-strage-di-via-dalemio_539a77c6-58b8-46a7-8083-4d670781ef3b.html
Ventiquattro anni fa la strage di via D’Amelio a Palermo: era il 19 luglio del 1992, persero la vita il magistrato italiano Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu l’agente Antonino Vullo.
L’intervista a Paolo Borsellino dopo la morte di Falcone
Il 19 luglio 1992, alle ore 16.58, una Fiat 126 rubata contenente circa 90 chilogrammi di esplosivo del tipo Semtex-H (miscela di PETN, tritolo e T4) telecomandati a distanza, esplose in via Mariano D’Amelio 21, sotto il palazzo dove viveva la madre di Borsellino, presso la quale il giudice quella domenica si era recato in visita; l’agente sopravvissuto Antonino Vullo descrisse così l’esplosione: «Il giudice e i miei colleghi erano già scesi dalle auto, io ero rimasto alla guida, stavo facendo manovra, stavo parcheggiando l’auto che era alla testa del corteo. Non ho sentito alcun rumore, niente di sospetto, assolutamente nulla. Improvvisamente è stato l’inferno. Ho visto una grossa fiammata, ho sentito sobbalzare la blindata. L’onda d’urto mi ha sbalzato dal sedile. Non so come ho fatto a scendere dalla macchina. Attorno a me c’erano brandelli di carne umana sparsi dappertutto»
Lo scenario descritto da personale della locale Squadra Mobile giunto sul posto parlò di «decine di auto distrutte dalle fiamme, altre che continuano a bruciare, proiettili che a causa del calore esplodono da soli, gente che urla chiedendo aiuto, nonché alcuni corpi orrendamente dilaniati». L’esplosione causò inoltre, collateralmente, danni gravissimi agli edifici ed esercizi commerciali della via, danni che ricaddero sugli abitanti. Sul luogo della strage, pochi minuti dopo il fatto, giunse immediatamente il deputato ed ex-giudice Giuseppe Ayala che abitava nelle vicinanze.
Gli agenti di scorta ebbero a dichiarare che la via D’Amelio era considerata una strada pericolosa in quanto molto stretta, tanto che, come rivelato in una intervista rilasciata alla RAI da Antonino Caponnetto, era stato chiesto alle autorità di Palermo di vietare il parcheggio di veicoli davanti alla casa, richiesta rimasta però senza seguito.
Schwazer: il Tas nega la sospensiva Ma gli concede un’ultima chance
Fonte e articolo: http://www.corriere.it/sport/16_luglio_18/schwazer-tas-nega-sospensiva-ma-concede-un-ultima-chance-95175f60-4d13-11e6-b4d6-1a2d124027e8.shtml
I giudici di Losanna confermano la sanzione della Iaaf, ma concedono al marciatore un’udienza urgente per decidere se potrà andare o no ai Giochi di Rio
Niente sospensione dello stop per Alex Schwazer. Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha bocciato la richiesta avanzata dal marciatore trovato di nuovo positivo a un controllo anti-doping. Ma non finisce qui, non ancora.
Ultima spiaggia–All’oro olimpico di Pechino 2008 gli resta un’ultimissima chance per partecipare ai Giochi di Rio: saranno i giudici di Losanna infatti a stabilire se sarà ammesso alla spedizione brasiliana. Come? Entrando nel merito della questione, attraverso un’udienza urgente nella quale saranno convocate le parti, la Iaaf e Schwazer che dovrà provare la sua innocenza e potrà portare testimonianze a suo favore. Il ricorso presentato al Tas di 52 paginerichiede tempo per essere esaminato ed è per questo che in Svizzera hanno scelto la strada del dibattimento. Che dovrebbe avvenire già la settimana prossima, come fa sapere lo staff di Schwazer.
Alex Schwazer attende per oggi pomeriggio la decisione del Tas di Losanna sulla sua eventuale ammissione ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro. Il legale del marciatore, l’avvocato bolzanino Gerhard Brandstätter, ha presentato un’ampia documentazione al Tribunale arbitrale dello sport per chiedere la revoca della sospensione per doping. “Abbiamo insistito affinché sia il Tas a decidere, perché è l’autorità più alta, mentre non possiamo attendere la decisione della giustizia sportiva italiana, visti i tempi ormai strettissimi”, spiega Brandstätter che si dice tuttavia fiducioso.
Sono quasi 300 i morti durante il tentativo fallito di colpo di Stato avvenuto in Turchia: si tratta di 41 ufficiali di polizia, due soldati, 47 civili e 104 persone descritte come complottisti. Oltre 1.400 i feriti. La notte piu’ lunga si conclude dunque con il fallimento del golpe tentato da una fazione dell’esercito contro il presidente Tayyip Erdogan.
Sono 2.839 finora i militari arrestati. Il premier turco Binali Yildirum ha detto che nella costituzione del Paese non è prevista la pena di morte, ma aggiungendo che il governo considererà cambiamenti legali per accertarsi che simili tentativi di colpo di stato non si ripetano mai più.
Colpo di Stato Turchia, Erdogan incita il popolo a scendere in piazza”Sono io il Presidente”
Tornato a Istanbul, il presidente si è concesso piu di un bagno di folla nella zona dell’aeroporto. Acclamato da migliaia di sostenitori, che ha salutato con il gesto della rabbia, mutuato dai Fratelli musulmani, il ‘sultano’ ha ringraziato il suo popolo per averlo sostenuto scendendo in piazza, mentre una folla festante sventolava bandiere turche e inneggiava ad Allah. A loro, ha promesso che “i traditori” che hanno tentato di rovesciarlo “pagheranno un caro prezzo”.
Scontro treni in Puglia, funerali con Mattarella. Indagini pm: ‘Un falso per coprire gli errori’
Fonte e articolo completo: http://www.ansa.it/puglia/notizie/2016/07/16/scontro-treni-puglia-funerali-ad-andria_c8a85a60-e1a3-4a6b-987f-e113c2f854eb.html
I Funerali – In un palasport gremito ad Andria – circa 5.000 persone presenti – sono svolti i funerali di 13 delle 23 vittime dello scontro tre treni avvenuto il 12 luglio scorso. In prima fila il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio e il governatore della Puglia Michele Emiliano. Sono anche presenti il capo della Polizia Franco Gabrielli e il Comandante Generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi.
Video da: https://www.youtube.com/watch?v=6szk7Kl9v6o
“Diciamo mai più una strage simile” è l’appello del sindaco di Andria, Nicola Giorgino, rivolto direttamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in prima fila per l’ultimo saluto per le vittime del fatale scontro tra treni sulla linea Corato – Andria di martedì 12 luglio. Oltre 5 mila persone arrivano sotto il diluvio per prendere parte alla funzione che avviene nel palazzetto dello sport di Andria. Assieme al capo dello Stato, sono presenti la presidente della Camera, Laura Boldrini, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, e il governatore della Puglia, Michele Emiliano.
Indagini – Un’alterazione “evidente“, sui registri di almeno una stazione, dell’orario di transito di uno dei tre treni in viaggio sulla tratta Corato-Andria il giorno del disastro ferroviario è stata riscontrata dagli investigatori che indagano sullo scontro dei due treni in Puglia che ha provocato 23 morti. Gli inquirenti tranesi hanno quindi avviato accertamenti per capire se si sia trattato di un tentativo di almeno un ferroviere di coprire l’errore compiuto che ha portato al disastro.
ROMA, 16 LUG – Non si è fatta attendere la risposta dell’Automobile club d’Italia sull’uscita di Bernie Ecclestone relativa alla conferma del Gran Premio di Monza. “In queste ultime ore – afferma il presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani – abbiamo definitivamente risolto tutti i problemi che c’erano con gli Enti territoriali: la Regione, il Comune di Milano e di Monza e l’Ente Parco. Abbiamo trovato un accordo tra Aci Milano e Sias e stiamo predisponendo una offerta vincolante da inviare alla Fom (Formula One Management, società che gestisce diritti e organizzazione della F1, ndr) entro i primi giorni della prossima settimana, probabilmente martedì. A questo punto – conclude Sticchi Damiani – non ci sono più problemi politici”.
F1: Ecclestone, dura confermare Monza
Patron Circus, lavoriamo per trasferire Gp d’Italia ad Imola
MILANO, 16 LUG – L’Italia rischia di non avere piu’ il suo Gp di Formula 1 dal 2017. L’avvertimento arriva direttamente dal patron del Circus Bernie Ecclestone. “Stiamo cercando di risolvere il problema di Monza ma e’ molto difficile perche’ e’ un problema politico”, ha detto all’Ansa Ecclestone, passeggiando lungo il molo dell’isola di Hvar, in Croazia, dove e’ in vacanza.”Stiamo lavorando per trasferire il Gran Premio d’Italia da Monza ad Imola – ha aggiunto – ma se non ci riusciamo, sarà ‘goodbye’ al Gran Premio d’Italia”.
Nizza: come Charlie Hebdo, dopo strage tributo vignettisti
Sono 202 i feriti, 54 sono bambini. Secondo i media francesi Mohamed Lahouaiej Bouhlel ha beffato i servizi di sicurezza della Promenade des Anglais fingendosi un fornitore di gelati. Fermata la moglie dell’attentatore
Una bambina mentre depone una rosa sul lungomare a Nizza (Foto di Massimo Percossi)
ATTENTATO TERRORISTICO A NIZZA,84 I MORTI – LA TESTIMONIANZA DI UN ITALIANO (SKYTG24)
Terrore estrage a Nizza, durante la festa del 14 luglio. Un camion a 80 km all’ora ha falciato la folla: 84 morti, tra cui molti bambini, e circa 100 feriti. Tra questi ultimi circa 54 sono bambini, diversi di loro lottano tra la vita e la morte. Due sono deceduti questa mattina dopo un intervento chirurgico. Molti italiani risultano ancora irrintracciabili, quindi ancora “dispersi”. La Farnesina è al lavoro. Identificatol’attentatore, che è stato ucciso: Mohamed Lahounaiej Bouhlel,un franco-tunisino di 31 anni. Era depresso per il divorzio. Noto alla polizia per violenze e uso di armi, era stato in libertà vigilata, ma non risultano legami con il terrorismo. Secondo fonti tunisine invece l’attentatore sarebbe un tunisino emigrato con il padre estremista islamico. Media francesi riferiscono che sarebbe stata fermata la moglie e che nella casa del killer non sono state trovate né armi né esplosivi . Sempre secondo i media francesi il killer avrebbe beffato i servizi di sicurezza della Promenade des Anglais fingendosi un fornitore di gelati. Da domani tre giorni di lutto nazionale in Francia.
LA CORSA – Il belga Thomas De Gendt (Lotto) ha vinto – in una volata a due con il connazionale Serge Pauwels (DiData) – la 12/a tappa del Tour de France, Montpellier-Mont Ventoux, di 178 km. Terzo lo spagnolo Daniel Navarro (Cofidis).
Tour de France 12a tappa – incidente Porte e Froome
Tour de France il caos di leader Chris Froome costretto a correre sul monte Ventoux
Nel concitato finale di tappa, una moto della tv ha rallentato improvvisamente a causa della folla ai bordi della strada. E’ stata tamponata dall’australiano Richie Porte e dall’olandese Bauke Mollema. Froome è rimasto appiedato e quando – dopo aver recuperato una bici dell’assistenza generica – ha tagliato il traguardo Mollema, Yates, Fabio Aru, Nairo Quintana e Porte erano già arrivati. Froome è giunto 25/o, con un ritardo di 1’21” su Yates.
Chris Froomeresta in maglia gialla: dopo aver assegnato a Yates il primato della corsa a seguito dello stop del britannico che sul Mont Ventoux è rimasto appiedato e si è messo a correre, l’organizzazione della corsa ha successivamente cambiato l’ordine della classifica generale restituendo il primo posto a Froome. Yates, maglia gialla per poco meno di un’ora, è secondo con 47 secondi di distacco dal connazionale.
Un altro episodio alla 7 tappa
Christopher Froome, 8 tappa, ha attaccato e con una incredibile discesa riesce ad ottenere un vantaggio rispetto Nairo vince la tappa e nuovo leader del Tour.
Si ferma a 23 morti il bilancio del disastro ferroviario avvenuto ieri, 12 luglio, in Puglia. 24 i feriti ricoverati, otto in prognosi riservata, tra cui il piccolo Samuele che ha compiuto 7 anni e che era con la nonna, morta nell’incidente. Non ci sono dispersi. Tra le vittime anche i due macchinisti dei convogli ed un capotreno, mentre l’altro capotreno è ferito.
Il treno partito da Andria che, dopo circa dieci minuti, si è scontrato con quello proveniente da Corato, non sarebbe dovuto partire. E a provocare lo scontro sarebbe stato un errore umano, ma sarà necessario capire da cosa sia stato determinato. E’ quanto ritiene di aver accertato finora la procura di Trani che ha sottoposto a sequestro l’area dell’incidente.
I nomi di alcune persone – probabilmente dipendenti di Ferrotramviaria –sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura di Trani per i reati di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. In occasione delle autopsie agli indagati sarà notificata l’informazione di garanzia.
Un provvedimento disospensione dall’incarico professionaleè stato disposto da Ferrotramviaria spa nei confronti dei capistazione di Andria e Corato.
Raddoppio linea – Un progetto nato otto anni fa, che doveva concludersi entro il 2015, ma che ancora non è stato realizzato fino in fondo. E’ la storia del raddoppio della linea ferroviaria Bari-Barletta, gestita da Ferrotramviaria, teatro del tragico incidente costato la vita ad oltre 20 persone, proprio per la presenza di un unico binario su cui sono circolati contemporaneamente due treni in viaggio su direzioni opposte.