L’intervento dei vigili del fuoco in via FalconiL’intervento dei vigili del fuoco in via Falconi
I vigli del fuoco sono intervenuti questa mattina in via Falconi, al civico 8. La fuga sembrerebbe provenire dagli scantinati dello stabile
Una fuga di gas all’interno di un condominio di cinque piani ha costretto all’evacuazione d’urgenza di 70 persone. È accaduto nella via privata Falconi, al civico 8, tra Crescenzago e Gorla. Sul posto i vigili del fuoco che hanno constatato che la fuga di gas proveniva dagli scantinati del palazzo. L’evacuazione si è resa necessaria per la messa in sicurezza dell’area. Per ora sembrerebbe non ci siano feriti o intossicati.
La chiamata ai pompieri è arrivata intorno alle 10 di questa mattina, 10 dicembre. Sul posto sono accorsi i mezzi Aps di Sesto San Giovanni e il nucleo Nbcr per i rilievi. Attivato anche il sistema di protezione civile in aiuto dei condomini che sono stati evacuati.
Sono 26 le persone indagate a vario titolo (tra cui il presidente gialloblù Setti) di cui 22 interessate anche da perquisizioni e sequestri in varie regioni del Nord e del Centro Italia nell’ambito dell’Operazione Cyrano: ipotizzata maxi frode da 10 milioni di euro. Per la società verifica di 3 fatture emesse 4 anni fa per un valore totale di 50 mila euro.
La Guardia di Finanza ha effettuato acquisizioni e sequestri di documenti contabili nella sede dell’Hellas Verona, club che milita nella Serie A, una delle società coinvolte in un’indagine su fatture false emesse da una società cartiera che si occupa di concessioni pubblicitarie. L’inchiesta ribattezzata ‘Operazione Cyrano‘ – diretta dalla Procura di Reggio Emilia e condotta da Guardia di Finanza e Polizia – vede 26 persone indagate a vario titolo (tra cui il presidente della società di calcio, Maurizio Setti), di cui 22 interessate anche da perquisizioni e sequestri in varie regioni del Nord e del Centro Italia. Stando a quanto accertato dagli inquirenti, si tratta di una presunta maxi frode fiscale da dieci milioni di euro. Per quanto riguarda il Verona, l’indagine riguarda solo la verifica di 3 fatture emesse 4 anni fa da una società terza, dal valore indicativo totale 50 mila euro.
Il Verona: “Indagini su società terza” – In una prima fase si era parlato di contratti di sponsorizzazione gonfiati e false fatture. il Verona ha quindi subito pubblicato un comunicato ufficiale per precisare che “la Guardia di Finanza sta effettuando un’indagine su una società terza e non sull’Hellas Verona. Non è stata effettuata alcuna perquisizione né nella sede né altrove. Il club – si legge – ha spontaneamente messo a disposizione le proprie risultanze contabili relative ai rapporti con detta società, che consistono nella ricezione di sole tre fatture relative al periodo di imposta di quattro anni fa e comunque di modesto importo. La contestazione, si specifica ulteriormente in corso di verifica, potrebbe equivalere a circa 50.000 euro. In ogni caso – si conclude -, si smentisce in maniera categorica che l’oggetto dei documenti fiscali richiesti attenga a contratti di sponsorizzazione, argomento di cui nessuno ha mai parlato”.
Hellas Verona FC precisa che:
la Guardia di Finanza sta effettuando un’indagine su una società terza e non sull’Hellas Verona.
Non è stata effettuata alcuna perquisizione né nella sede né altrove.
Il Club ha spontaneamente messo a disposizione le proprie risultanze contabili…
Tutto pronto per la primissima edizione della stracittadina in versione invernale
Milano, 2 dicembre 2023
Tuta, berretto e scarpe da running, siete pronti a correre? Domani, domenica 3 dicembre, andrà in scena la primissima edizione di Stramilano Sottozero, all’interno della futuristica CityLife. Ed è sold out. Ecco tutte le informazioni: dalla differenza tra le due gare (competitiva e amatoriale) al percorso fino alle strade chiuse.
Le due gare – A differenza della tradizionale gara primaverile, Stramilano SottoZero prevede due corse: la 10 Km Fidal competitiva, dedicata ad atleti e professionisti con partenza alle 9.30, e 5-10 Km ad andatura libera, la corsa a ritmo libero per tutti gli appassionati, grandi e piccini, che prende il via alle 10.30. Un percorso adatto alle capacità di tutti i partecipanti, dai più sportivi che potranno scegliere l’itinerario da 10 km alle famiglie con bambini a cui basteranno 5 km per tagliare il traguardo.
Il percorso – Stramilano SottoZero inaugura un percorso inedito approdando tra i palazzi più alti di Milano, nell’area urbana di CityLife. Il percorso su cui si svolge la manifestazione è uncircuito chiuso di 5 Kmche vede il punto di partenza in Via Stratos, passa poi dapiazzale Giulio Cesaree Via Colleonie taglia il traguardo nello stesso punto da cui prende il via la gara. La manifestazione si svolgerà con qualsiasi condizione meteorologica.
La mappa della Stramilano Sottozero
Le strade chiuse – Ecco le strade chiuse al traffico durante la corsa. Raduno: piazza Burri. Itinerario: via Stratos (City life), viale Cassiodoro (carreggiata laterale divisa da transenne), viale Belisario (carreggiata laterale), via Plutarco, via Senofonte, piazzale Giulio Cesare, via Spinola (carreggiata divisa da transenne), viale Berengario (carreggiata laterale), ingresso City life, vialetti interni, uscita gate 2, marciapiede viale Eginardo, marciapiede via Colleoni, marciapiede via Gattamelata, pista ciclabile viale Duilio, pista ciclabile largo Domodossola, via ortese, vialetti interni City life, arrivo in via Stratos – giro da ripetere due volte per la 10 km.
Il Villaggio atleti sarà situato in piazza Burri, nel quartiere CityLife: a partire dalle 7 fino alle 10,30 i partecipanti potranno ritirare il proprio pettorale. I pacchi gara saranno disponibili già oggi dalle 10 alle 19 presso Fior di Roccia in via Repubblica Cisalpina 3. La quota di iscrizione di 16 comprende la sacca gara Stramilano, la T-shirt ufficiale, il pettorale gara numerato con chip di cronometraggio, il diploma di partecipazione, l’assicurazione RCT, i ristori e il servizio di sicurezza. Tra i servizi offerti anche ildeposito borse per tutti i partecipanti, un’iniziativa pensata soprattutto per i runner che vengono da fuori Milano. Il deposito sarà allestito presso il Villaggio di CityLife, in piazza Burri, retro Palazzo delle Scintille.
Stramilano SottoZero 2023, domenica 3 dicembre la prima edizione della Stracittadina invernale. Come partecipare
Milano: percorso di gara, iscrizioni e deposito borse per i partecipanti, tutto quello che c’è da sapere
Stramilano Sottozero il 3 dicembre 2023
Arriva la Stramilano SottoZero, la prima edizione invernale della corsa più famosa d’Italia è già quasi sold out. Domenica 3 dicembre migliaia di appassionati si ritroveranno a CityLife per una giornata all’insegna dello sport e del divertimento sfidando anche le basse temperature.
Come iscriversi – Rimangono ancorapochi posti a disposizione per partecipare alla prima edizione della Stramilano in versione invernale.C’è tempo fino alla mezzanotte digiovedì 30 novembre. Iscriversi è semplicissimo: basta collegarsi al sito www.stramilanosottozero.it., selezionare la gara a cui si vuole partecipare e compilare il form dedicato. continua a leggere
CityLife a Milano, modello di sostenibilità. Il parco copre il 52% della superficie dell’intero quartiere
L’area dell’ex fiera di Milano è il primo quartiere al mondo a ottenere il livello Platinum in tre certificazioni green internazionali
Milano, 16 novembre 2023
Per Milano è la zona delle Tre torri: Citylife, l’iconico quartiere all’ombra della Madonnina che ha trasformato l’area dell’ex quartiere fieristico in uno dei progetti di rigenerazione urbana di maggiore successo in Europa, è la prima area cittadina al mondo ad ottenere il livello “Platinum” in tre certificazioni di sostenibilità. Attestazioni internazionali attribuite per la rigenerazione green e per la creazione di una comunità di quartiere resiliente e inclusiva da tre nomi prestigiosi e indipendenti tra gli enti certificatori, punti di riferimento per l’urbanistica sostenibile: Leed for Cities and Communities, assegnato da U.S. Green Building Council, Well Community assegnato da International Well Building Institute. Inoltre CityLife è il primo sito in Europa a conseguire la certificazione Sites, assegnata da Green Business Certification Inc che valorizza gli aspetti fondamentali del parco di CityLife, il secondo più grande della città di Milano che si estende su oltre 17 ettari e rappresenta ben il 52% della superficie dell’intero quartiere. “CityLife è destinata a essere un fulgido esempio in Europa per i decenni a venire”, ha dichiarato Kay Killmann di GBCI Europe.
Quartiere restituito alla città – L’impegno verso la riqualificazione urbana e la sostenibilità hanno caratterizzato l’intero sviluppo di CityLife sin dalla sua nascita, modello di rigenerazione urbana osservato oltre i confini del Paese è un quartiere restituito ai milanesiin una forma completamente rinnovata e fruibile, sono ogni anno circa 11 milioni le persone che gravitano in questo luogo.
La gestione del parco di CityLife è stata affidata dal Comune di Milano a SmartCityLife, nella quale Generali e Allianz collaborano per perseguire gli obiettivi di qualità ambientale, sicurezza e fruibilità pubblica.
Le certificazioni hanno valutato la progettazione, lo sviluppo e la gestione di comunitàdal punto di vista ambientale, sociale ed economico, premiando il minore impatto possibile sull’ambiente; lo sviluppo di una comunità resiliente, inclusiva e integrata, basata su una forte identità in grado di impattare positivamente sul benessere psico-fisico delle persone; e la creazione, lo sviluppo e la gestione di spazi esterni e paesaggi resilienti e sostenibili, nel totale rispetto della natura. “Quello che è veramente importante è che queste certificazioni riguardano un intero quartiere. Sono stati fatti enormi sforzi nella progettazione e costruzione di Citylife, con un parco enorme, vissuto quotidianamente da migliaia di cittadini. E che questo lavoro venga certificato a livello internazionale conferma l’impegno di Generali, ma di tutti coloro che hanno lavorato al progetto, per un mondo più sostenibile” ha dichiarato Aldo Mazzocco, amministratore delegato di Generali Real Estate e presidente di CityLife.
Certificazioni green ben oltre il parco – Il perimetro incluso nelle certificazioni si estende oltre il parco e include: la Torre Isozaki e la Torre Hadid, certificate Leed Platinum; la Torre Libeskind, certificata Leed Gold; CityLife Shopping District, certificato Breeman in Use Good Level; Palazzo delle Scintille (Generali Square Garden), padiglione storico dell’ex quartiere fieristico; le residenze Hadid e Libeskind; l’asilo BabyLifecertificato Leed Platinum. Il progetto continua nello stesso solco con la costruzione di CityWave, il nuovo edificio progettato da Bjarke Ingels Group la cui ultimazione è prevista a fine 2025 e che ha già ottenuto ben tre certificazioni internazionali di sostenibilità ai massimi livelli.
E’ stata affrontata in consiglio comunale a San Donato la petizione contro il progetto del nuovo stadio rossonero, depositata lo scorso luglio e corredata da oltre 1.300 firme.
Cinque ore di discussione con un confronto a tratti particolarmente acceso, tra contestazioni, polemiche, tre interruzioni e tanta tensione con l’intervento delle forze dell’ordine in sala. E’ stata affrontata in consiglio comunale a San Donato Milanese la petizione contro il progetto del nuovo stadio del Milan, depositata lo scorso luglio e corredata da oltre 1.300 firme.
Una discussione avvenuta contro il parere stesso del Comitato promotore, che aveva chiesto il ritiro del punto dall’ordine del giorno. Secondo quanto riportato da Il Cittadino, il punto è stato presentato dopo le comunicazioni del sindaco che auspicava il ritorno di un «confronto civile» e dopo un “question time” che ha affrontato la richiesta del Pd di avere informazioni dettagliate e precise sui tempi tecnici di incontri e confronti tra le parti interessate al progetto.
Question time che, secondo i consiglieri Pd, non avrebbe «sciolto la nebbia che da tempo avvolge tutta la vicenda». Una situazione che ha dato vita a un aspro confronto tra maggioranza e minoranza, che ha contestato la scelta di trasformare la petizione in una mozione senza il coinvolgimento diretto dei promotori, ma anche con il pubblico, che ha in più occasioni rumoreggiato e contestato le dichiarazioni della maggioranza.
Netta la posizione della giunta, illustrata dal documento-risposta presentato dal sindaco, che ha ribadito come «il privato sta presentando un intervento privato su un’area privata di cui è proprietario».
Mano pesante del Giudice Sportivo nella decisione sulla squalifica di Olivier Giroud dopo il cartellino rosso rimediato nell’ultimo Lecce-Milan. “Squalifica per due giornate effettive di gara, per aver rivolto espressioni ingiuriose al direttore di gara dopo la notifica dell’ammonizione“. Assenza pesante per i rossoneri: Giroud salterà così le sfide contro Fiorentina e Frosinone.
Le decisioni del Giudice Sportivo dopo la 12ª giornata di Serie A
Il Giudice Sportivo ha reso note le decisioni dopo la dodicesima giornata diSerie A. Il caso più importante era quello legato all’espulsione di Olivier Giroud, con l’attaccante che ha rischiato la stangata. Il francese è stato squalificato per due turni dopo il rosso diretto contro il Lecce per aver protestato con il direttore di gara, reo di non aver visto e fischiato un fallo a suo favore.
L’espulsione di Olivier Giroud – Donato Fasano/GettyImages
Oltre a Giroud, che salterà due gare dopo la sosta delle nazionali, altri cinque calciatori dovranno rimanere in tribuna nel weekend post sosta. Si tratta di de Roon (Atalanta), Faraoni (Verona), Luis Alberto (Lazio), Ramadani (Lecce) e Ranieri (Fiorentina). Tutti e cinque i giocatori sono stati fermati un turno per la quinta ammonizione ricevuta nel corso del campionato.
Pioggia di multe per le società di Serie A:
Lazio: 15mila euro
Roma: 15mila euro
Lecce: 20mila euro (10mila per il comportamento del presidente)
Milan: 5mila euro
Cagliari: 3mila euro
Napoli: 2mila euro
Inoltre è arrivata una vera e propria stangata per il Lecce che si ritrova squalificati:
Andrea Tarozzi (Allenatore in seconda): un turno di squalifica e 5mila euro di multa
Stefano Trinchera (Dirigente): tre turni di squalifica e 10mila euro di multa
Sandro Mencucci(Dirigente): squalifica fino al 27 novembre
Saverio SticchiDamiani(Presidente): squalifica fino al 4 dicembre
Un’esplosione si è verificata questa mattina a Brindisi all’interno dello stabilimento Versalis, società chimica del gruppo Eni, da cui poi si è generato un incendio.
A quanto si apprende non ci sono feriti. Sul posto hanno operato i vigili del fuoco che si trovano all’interno dello stabilimento, personale del comando provinciale di Brindisi ed il nucleo provinciale Nbcr (nucleare, biologico, chimico e radiologico). L’incendio è stato domato e si è proceduto al raffreddamento di parte degli impianti nell’area dove si è verificata l’esplosione.
Come da procedura legate al sistema di sicurezza c’è stata l’ accensione della torcia. Sul posto è intervenuto anche il nucleo della polizia giudiziaria dei vigili del fuoco di Brindisi per avviare le indagini sull’origine dell’esplosione. Accertamenti sono in corso anche da parte dell’Arpa.
Esplosione nel petrolchimico, Rossi: “La magistratura accerti le responsabilità”
L’ex sindaco: “L’accaduto non può essere in alcun modo derubricato a semplice incidente”. Movimento 5 stelle: “Si ripropone la questione della sicurezza ambientale”. Ambientalisti: “Urgente l’aggiornamento dei piani di sicurezza”
Brindisi, 13 novembre 2023
Dal mondo della politica arrivano reazioni rispetto all’esplosione seguita da un incendio e dall’accensione della torcia che si è verificata stamattina (lunedì 13 novembre) nel petrolchimico di Brindisi.
Rossi: “Non è un semplice incidente” – L’ex sindaco Riccardo Rossi, consigliere comunale di Brindisi Bene Comune – Alleanza Verdi Sinistra, chiede che si faccia chiarezza. “Ciò che è avvenuto – afferma Rossi in una nota – non può essere in alcun modo derubricato a semplice incidente. Nel 2023 un impianto o parti di impianto come condutture di sostanze infiammabili non possono e non devono esplodere ponendo a rischio la vita dei lavoratori e la salute dei cittadini”.
“Occorre che la magistratura – sostiene ancora Rossi – accerti le responsabilità. Sono state effettuate tutte le manutenzioni? Gli impianti e le condotte sono in piena efficienza? Come è potuto accadere tutto ciò atteso che non è certo caduto un asteroide sull’impianto o è stato colpito da un fulmine”.
“Quanto accaduto – si legge ancora nel comunicato dell’ex sindaco – apre seri dubbi sull’efficienza e la sicurezza degli impianti e se possiamo tirare un sospiro di sollievo perché non vi sono state vittime o feriti questo sì è solo per il caso. Occorre quindi un serio sopralluogo da parte degli organi preposti per la valutazione dello stato degli impianti e il sindaco di Brindisi valuti attentamente se vi sono le condizioni per un’ordinanza di blocco degli impianti sino al completo accertamento delle condizioni di sicurezza degli stessi”.
“Vengono poi naturali – afferma ancora Rossi – le considerazioni sull’ulteriore impianto a rischio di incidente rilevante, il deposito Gnl Edison, che si vuole realizzare nel Porto di Brindisi a poco più di un chilometro dal centro cittadino”. “Vogliamo proseguire – conclude il consigliere comunale – aggiungendo accanto ad impianti a rischio di incidente rilevante altri impianti soggetti allo stesso rischio? La città ha bisogno di risposte chiare su quanto avvenuto. Se ne accertino le responsabilità e chi ha sbagliato paghi”.
M5S: “Torna la questione della sicurezza ambientale” – Sulla vicenda interviene anche il Movimento 5 stelle. “L’esplosione, per fortuna senza conseguenze per le persone, avvenuta nell’impianto Eni-Versalis – si legge in una nota dei pentastellati- ripropone prepotentemente la questione della sicurezza ambientale per la nostra città e ci sovviene proprio in questo caso, che il nuovo piano di protezione civile, evidenzia che eventuali incidenti nel petrolchimico potrebbero produrre effetti fino all’area di Costa Morena est, proprio dove è stato previsto il deposito gas Gnl con relativa torcia di Edison”.
“Questo drammatico episodio – si legge ancora nel comunicato – giunge in un momento in cui si discute sulla opportunità o meno di realizzare, proprio a ridosso del centro cittadino, questo ulteriore impianto che recherebbe con se enormi potenzialità di pericolo non solo per l’ambiente ma anche e soprattutto per le persone”.
“Questo non è il solito dilemma se scegliere tra il lavoro, la salute o l’ambiente – conclude il Movimento – oggi Brindisi ha l’occasione per sfatare questo paradigma e coniugare sapientemente occupazione, ambiente e salute, basterà fare la scelta giusta di dire no all’ennesima bomba ecologica e dire sì ad una visione più giusta per la nostra città”.
Ambientalisti: “Prefetto e sindaco pretendano cosa sia realmente accaduto” – Anche le associazioni ambientaliste (Italia Nostra, Legambiente, Wwf Brindisi, Medicina Democratica, Acli Provinciali Brindisi, Fondazione “Tonino di Giulio”, Medici per l’Ambiente, Forum Ambiente Salute e Sviluppo, Salute Pubblica, No al Carbone, Puliamoilmare Brindisi, Associazione “Vogatori Remuri Brindisi“, Anpi Brindisi) lanciano un monito.
“Non dobbiamo aspettare che accada l’irreparabile – si legge in un comunicato – per poi piangere sul latte versato, cerchiamo di costruire, tutti cittadini e politica un futuro sostenibile. Chiediamo al prefetto e al sindaco di pretendere dalla Versalis cosa realmente sia accaduto e ciò venga portato alla pubblica conoscenza, quanto prodotto è stato bruciato, cosa è stato emesso in atmosfera e cosa l’Arpa abbia registrato oltre a far conoscere ai cittadini quali sono per il futuro le azioni che si intendono prendere, soprattutto in termini di sicurezza, per non far vivere la città nella paura. Chiediamo anche che Versalis si adegui alle prescrizioni di Ispra che ha intimato all’azienda di dotarsi di una rete di monitoraggio”.
“L’incidente avvenuto rende urgente l’aggiornamento dei piani di sicurezza anche per verificare i rischi sinergici presenti nell’aria industriale e rende grave la scelta del Ministero dell’Ambiente di non realizzare all’interno dello stabilimento petrolchimico una rete di monitoraggio ambientale moderna e gestita da enti pubblici”.
Il braccio robotico, confondendo l’uomo con una scatola di verdure, lo ha afferrato e spinto contro il nastro trasportatore
Un uomo è stato schiacciato da unrobot in Corea del Suded è morto. Il robot non è riuscito a distinguerlo dalle scatole di verdure che stava trasportando. A riportare la notizia è laBBC.
L’incidente è avvenuto mentre l’uomo, un dipendente di un’azienda di robotica di circa 40 anni, stava ispezionando il robot.
Il braccio robotico, confondendo l’uomo con una scatola di verdure, lo ha afferrato e spinto contro il nastro trasportatore, schiacciandogli il viso e il torace, ha riferito l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap.
Il 40enne è stato portato in ospedale ma è deceduto in seguito.
Secondo Yonhap, il robot era incaricato di sollevare scatole di peperoni e trasferirle su dei pallet.
Il piccolo di tre anni è stato trasportato al Santobono di Napoli ma è stato già dimesso
Edoardo De Laurentiis, il figlio diAurelio De Laurentiis, patron del Napoli, è stato coinvolto in un incidente stradale tra via Palermo e via Firenze, nei pressi dell’Appia, nel comune di Casapulla, nel Casertano.
È successo questo pomeriggio, alle ore 15 circa: stando alla ricostruzione della polizia del commissariato di Santa Maria Capua Vetere, De Laurentiis jr (vicepresidente della squadra azzurra) era a bordo della sua Porsche Cayenne, in compagnia di una donna. La sua vettura si sarebbe scontrata con una Nissan guidata da un’altra donna con un bambino: sulla dinamica sono in corso gli accertamenti della polizia di Stato.
Il bambino di tre anni – ferito leggermente al naso – è stato subito trasportato all’ospedale Santobono di Napoli (in codice giallo), ma le sue condizioni non sono sembrate gravi e, per questo motivo, è stato dimesso poco fa. La Porsche in uso al figlio di Aurelio De Laurentiis, presidente della società sportiva calcio Napoli, risulterebbe distrutta parzialmente.
Danni seri, dunque, alle due vetture, ma per fortuna nulla di grave per gli occupanti al di là di un comprensibile spavento.
La festa di Halloween ha radici antiche e ha subito diverse influenze nel corso della storia. Le sue origini sono associate a diverse tradizioni e culture. Ecco una panoramica delle principali influenze che hanno contribuito a formare Halloween:
1 –Origini celtiche: Molte delle radici di Halloween possono essere fatte risalire alla festività celtica chiamata “Samhain“. Samhain era una festa paganache segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno nell’antica Irlanda, Scozia e Galles. Era celebrata intorno al 31 ottobre e rappresentava un momento in cui il confine tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti si riteneva fosse particolarmente sottile. Si credeva che gli spiriti dei morti potessero tornare sulla Terra durante Samhain, e i festeggiamenti includevano fuochi e costumi per scacciare gli spiriti maligni.
2 –Influenza romana: L’occupazione romana delle isole britanniche ha portato a influenze romane nelle tradizioni celtiche. Alcuni elementi delle festività romane, come la festa dei morti nota come “Feralia” e la festa in onore di Pomona (dea delle mele), si sono mescolati alle celebrazioni celtiche.3
3 –Cristianesimo: Nel 9º secolo, la Chiesa cattolica ha introdotto la festa di “Tutti i Santi” (o “Ognissanti“) il 1 novembre, in onore di tutti i santi. La sera prima di questa festa, il 31 ottobre, divenne nota come “All Hallows‘ Eve” (la vigilia di Ognissanti), da cui deriva il termine “Halloween“.
4 – Influenze americane: Quando gli immigrati irlandesi e scozzesi si stabilirono in America nei secoli XVIII e XIX, portarono con loro le tradizioni di Halloween. Negli Stati Uniti, la festa subì ulteriori influenze culturali e divenne una festività popolare caratterizzata da costumi, dolcetti, intagliare le zucche (jack-o’-lanterns) e raccolta di caramelle.
Halloween è cresciuta nel corso del tempo e oggi è una festa che mescola elementi di tradizione, folklore e pop culture. La sua celebrazione può variare da regione a regione e da persona a persona, ma generalmente coinvolge costumi, decorazioni spaventose, dolcetti e attività legate all’occulto e al soprannaturale.
Ulteriori informazioni su Halloween:
Halloween – Una festa per i bambini, ma non solo
Costumi: Uno degli aspetti più iconici di Halloween è la tradizione di indossare costumi. I bambini e spesso anche gli adulti si travestono da creature spaventose, personaggi famosi, eroi, o qualsiasi altra cosa desiderino. L’uso dei costumi deriva dalla credenza che durante Halloween il confine tra il mondo dei vivi e dei morti si assottiglia, e quindi vestirsi in modo diverso o spaventoso aiuterebbe a confondere o a respingere gli spiriti maligni.
Dolcetto o scherzetto?
Dolcetti o scherzetti: Un’altra tradizione comune è quella del “dolcetto o scherzetto” (in inglese “trick or treat“). I bambini si mettono in costume e vanno di casa in casa chiedendo dolcetti con la frase “dolcetto o scherzetto.” Le persone che rispondono offrendo dolcetti ricevono piccole leccornie o piccoli doni, mentre quelle che rifiutano o non rispondono possono essere oggetto di piccoli scherzi o beffe.
Caramelle e dolci: La raccolta di caramelle è una parte fondamentale di Halloween, soprattutto per i bambini. I sacchetti di dolcetti raccolti durante il “dolcetto o scherzetto” sono spesso uno dei momenti più attesi della festa.
Intagliare unjack-o’-lanternè una tradizione comune di Halloween
Intagliare le zucche: L’intaglio delle zucche per creare i celebri “jack-o’-lanterns” è un’altra tradizione di Halloween. Si intaglia un volto o un disegno spaventoso su una zucca e si inserisce una candela o una luce al suo interno. Questa tradizione ha origini irlandesi ed è legata all’uso di zucche e rape intagliate per scacciare gli spiriti maligni.
Decorazioni spaventose: Molte persone decorano le proprie case con oggetti e decorazioni spaventose come fantasmi, ragnatele artificiali, teschi, scheletri, e altri elementi dell’occulto. Queste decorazioni contribuiscono a creare un’atmosfera sinistra e festosa.
Film e spettacoli a tema: Durante la stagione di Halloween, sono spesso proiettati film e programmi televisivi a tema horror. Molte persone organizzano maratone di film dell’orrore o spettacoli televisivi per celebrare la festa.
Feste e eventi: Halloween è spesso un’occasione per feste e eventi a tema, sia per bambini che per adulti. Le feste possono includere concorsi di costumi, danze e giochi a tema.
Attrazioni spaventose: In molti luoghi, vengono allestite attrazioni spaventose come labirinti dell’orrore, case infestate e passeggiate spaventose, dove le persone possono sperimentare brividi e paura in un ambiente controllato.
Halloween è una festa molto popolare in molte parti del mondo e offre un’opportunità di divertimento, creatività e spaventi per persone di tutte le età. Oltre alle tradizioni storiche, molti elementi moderni sono stati aggiunti nel corso degli anni, contribuendo a rendere Halloween una festa unica e divertente.
La storia del primo scandalo di partite truccate del calcio italiano, quando la giustizia ordinaria e quella sportiva arrivarono a conclusioni opposte
In questi giorni, vistele inchieste sulle scommesse e le presunte partite di calcio truccate, si è citato più volte un episodio analogo avvenuto nel 1980, il primo grande scandalo di partite truccate e scommesse clandestine in Italia. All’epoca venne chiamato “totonero”, in riferimento al Totocalcio, il concorso a premi sui risultati delle partite organizzato Monopoli di Stato. Un evento di una simile portata si sarebbe ripetuto nel 1986, quando ci fu un altro scandalo per scommesse, e poi nel 2011, le cui indagini e processi sportivi sono ancora in corso.
Gli arresti spettacolari – Lo scandalo del 1980 cominciò in modo piuttosto spettacolare. Il 23 marzo 1980, mentre si giocava la 24esima giornata di Serie A e 27esima di Serie B, la polizia fece irruzione su alcuni campi da gioco dove erano in corso partite di squadre e calciatori sospettati dai magistrati di attività illecite. Le immagini degli arresti e delle operazioni della polizia vennero persino trasmesse in diretta dalla celebre trasmissione sportiva della RAI “90° minuto”.
Quel 23 marzo e nei giorni successivi vennero arrestati 13 calciatori di serie A e B, alcuni anche molto famosi: Stefano Pellegrini (Avellino), Sergio Girardi (Genoa), Massimo Cacciatori, Bruno Giordano, Lionello Manfredonia, Giuseppe Wilson (Lazio), Claudio Merlo (Lecce), Enrico Albertosi e Giorgio Morini (Milan), Guido Magherini (Palermo), Mauro Della Martira, Luciano Zecchini e Gianfranco Casarsa (Perugia). Tutti venero trasferiti a Roma per essere interrogati: l’accusa contro di loro era truffa aggravata e continuata. A Paolo Rossi (Perugia), Fernando Viola e Renzo Garlaschelli (Lazio), invece, vennero notificati tre ordini di comparizione per concorso in truffa. Vennero arrestati anche il presidente del Milan, Felice Colombo, e quello della Lazio, Umberto Lenzini, che ebbe un malore. Complessivamente oltre 50 giocatori risultavano indagati dalla magistratura.
L’antefatto – Gli arresti vennero decisi dopo che l’1 marzo 1980 era accaduto un fatto decisivo per l’intera vicenda. Quel giorno il ristoratore Alvaro Trinca e il fruttivendolo Massimo Cruciani fecero una denuncia alla Procura di Roma: i due sostenevano di esser stati truffati da 27 calciatori (22 di serie A, 5 di B) che dopo aver ricevuto da loro molto denaro per falsare i risultati di alcune partite non avrebbero rispettato i patti. A causa del loro comportamento, Trinca e Cruciani avevano contratto notevoli debiti con gli allibratori delle scommesse clandestine (il “Totonero”, appunto). Tutto era cominciato addirittura nel 1974, come poi avrebbe spiegato lo stesso Trinca:
“La mia storia disgraziata comincia sei anni fa, nel 1974, quando in una stessa settimana venni avvicinato a più riprese da alcuni scommettitori clandestini: una volta vennero al mio ristorante “La Lampara”, un’altra mi diedero appuntamento in un bar sotto casa, una terza c’incontrammo a via Veneto. lo sapevo già da allora che intorno al calcio si muoveva un vorticoso giro di miliardi legato alle scommesse clandestine. Loro sapevano che ero amico di tanti calciatori, che Antognoni della Fiorentina, Giordano e Manfredonia della Lazio, Capello del Milan e altri ancora mi avevano invitato al loro matrimonio. Sapevano molte cose su di me e così non mi stupii quando questi signori, mostrandomi la loro schedina e le loro quote, mi invitarono a scommettere su una partita del campionato di calcio.“
Negli anni Settanta, dunque, Trinca cominciò a scommettere clandestinamente (all’epoca in Italia non era possibile scommettere legalmente sulle partite di calcio). Dopo un po’ Trinca coinvolse anche il suo amico Cruciani, ma presto i due cominciarono a perdere molto denaro. Allora, come ha dichiarato lo stesso Trinca nell’aprile del 1980:
“Il giro delle scommesse grosse, almeno per noi, comincia nel ’79. Eravamo in perdita, così quando sapemmo che saremmo potuti rientrare coi soldi truccando il risultato di qualche partita, ci mettemmo all’opera. Per cominciare ci dividemmo i compiti: io facevo le scommesse, Massimo teneva i rapporti con i calciatori. La prima occasione favorevole ci giunse per telefono. Tramite il capitano della Lazio, Pino Wilson, mi misi in contatto con il giocatore del Palermo Guido Magherini, che io conoscevo dal ’70, epoca in cui giocava nella Lazio. Un martedì dell’ottobre scorso, il giorno prima della partita amichevole Palermo-Lazio, Magherini – che fin da ora posso indicare come il cervello di tutta questa storia, un personaggio che deve aver incassato centinaia e centinaia di milioni – ci disse che molte partite di serie A e B potevano essere truccate, e che si sarebbe potuto “combinare” anche il risultato di quell’amichevole puntando una forte cifra sul pareggio in quanto il risultato era assicurato. Questo ce lo confermò anche Wilson: “Tanto è una partita di cui non ci frega niente”. Così scommisi sul pareggio tre milioni per noi, e un milione a testa per Wilson e Magherini; purtroppo, siccome l’arbitro non arrivò in tempo e la partita venne diretta dall’allenatore del Palermo, i bookmaker la considerarono non regolare e non convalidarono il pareggio. “Peccato, ce la faremo un’altra volta”, mi disse, salutandomi, Magherini.“
Le indagini – Il caso scoppiò a pochi mesi dall’inizio degli Europei di calcio del 1980 che quell’anno si sarebbero svolti proprio in Italia. Poche settimane dopo gli arresti del 23 marzo, il presidente della FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) Artemio Franchi decise di dimettersi.
Gli inquirenti, sia della giustizia ordinaria che di quella sportiva, si concentrarono sui fatti legati ad alcune partite del campionato 1979-80 di Serie A, e cioè in particolare Milan-Lazio (finita 2-1), Avellino-Perugia (2-2), Bologna-Juventus (1-1), Lazio-Avellino (1-1), Bologna-Avellino (1-0), Milan-Napoli (1-2) e Pescara-Fiorentina (1-2). Il 14 maggio iniziò il processo sportivo. Il 13 giugno, invece, con gli Europei in corso, quello penale.
Il centrocampista, coinvolto nel caso scommesse, entra dalla panchina nel match vinto 4-0 sul Crystal Palace. Nel primo tempo cori in suo favore dal pubblico di St. James’ Park
LONDRA, 21 ottobre 2023
Quando entra in campo, ilSt James’ Park fa esplodere un boato addirittura superiore a quelli per i quattro gol rifilati al Crystal Palace. Del resto, quella di oggi potrebbe essere l’ultima partita di Sandro Tonali, per molto tempo, a causa dello scandalo scommesse in cui è pesantemente implicato. Anche per questo, i tifosi del Newcastle gli hanno riservato tutto il loro affetto e amore, per il probabile, lungo arrivederci.
L’ingresso in campo al 69’ – È standing ovation da tutto lo stadio per Tonali, che al 69’ entra in campo al posto dell’altro acquisto più costoso della storia del club dopo di lui, ossia Bruno Guimaraes. “Forza Tonali”, recita un grande striscione sugli spalti. I fan delle “gazzeladre” non potevano sostenerlo di più. Del resto, come ci avevano detto anche con stizza giorni fa a Newcastle, “Tonali è uno di noi, un Geordie. Statene certi, non lo abbandoneremo mai”. In una città, qui nella valle del Tyne(o “Toon” come da pronuncia locale) che lo ha celebrato persino con murales ai pub, ricalcando il logo di una celebre birra e il coro anche oggi risuonato allo stadio: “Sandro Toon-ali, he drinks Moretti, he eats spaghetti”.
Ecco le prescrizioni definite dal Comune con l’apposita ordinanza
Milano, 21 ottobre 2023
L’autunno è arrivato e si è subito fatto sentire: a partireda domani, domenica 22 ottobre, sarà possibileaccendere gli impianti di riscaldamento domestico, secondo le prescrizioni definite dal Comune di Milano con l’apposita ordinanza.
La temperatura – In particolare – spiega palazzo Marino – la temperatura massima consentita per gli edifici residenziali sarà di 19°C+ 2°C di tolleranza, ridotta di 1°C rispetto ai 20°C previsti per legge.
Gli orari – Mentre, per quanto riguarda il funzionamento giornaliero degli impianti, l’ordinanza stabilisce un massimo di 13 ore (invece di 14), comprese tra le ore 5 e le ore 23. La stagione termica terminerà l’8 aprile 2024.
Le eccezioni – Da queste prescrizioni restano escluse alcune categorie di edifici, tra cui quelli adibiti a ospedali, cliniche o case di riposo, le scuole dell’infanzia e gli asili nido.
I comportamenti – L’Amministrazione comunale invita cittadini e cittadine ad adottare sempre comportamenti responsabili e buone pratiche che riducano i consumi energetici a vantaggio dell’ambiente e delle bollette. Secondo il rilevamento effettuato da A2A, a Milano la stagione termica 2022-2023 (partita il 3 novembre 2022 e terminata il 7 aprile 2023) si è chiusa con una riduzione pari a -19,4% del consumo di gas rispetto alla stagione precedente.
Accensione riscaldamento 2023 a Milano: date, orari e temperature
Il Comune ha firmato e pubblicato l’ordinanza in vista dell’imminente stagione termica
Milano, 7 ottobre 2023
Da giorni siamo ormai in autunno, anche se il meteo ci fa ancora godere degli ultimi scampoli d’estate con sole e temperature sopra la media. Ma sembra che ormai sia questione di giorni: il prossimo fine settimana dovrebbero arrivare pioggia e freddo. Inevitabile, quindi, un pensiero alla data di accensione dei riscaldamenti.
Cosa avrà deciso il Comune di Milano? Sul sito è possibile consultare l’ordinanza sindacale – firmata e pubblicata – per l’imminente stagione termicache definisce lariduzione del periodo di esercizio, degli orari e delle temperature di funzionamento degli impianti termici ad uso riscaldamento.
Le date – Il periodo durante il quale è consentita l’accensione degli impianti partirà ilprossimo 22 ottobre e terminerà l’8 aprile 2024: l’Amministrazioneriduce di quindici giornila durata complessiva della stagione termica, posticipandone la partenza (prevista per legge il 15 ottobre) e anticipando il termine (stabilito il 15 aprile).
Quante ore – Per quanto riguarda il funzionamento giornaliero degli impianti, l’ordinanza stabilisceun massimo di 13 ore (invece di 14), comprese tra le ore 5 e le ore 23.
La temperatura – La temperatura massimaconsentita per gli edifici residenziali sarà di 19°C + 2°C di tolleranza, ridotta di 1°C rispetto ai 20°C previsti per legge.
Gli edifici esclusi dalle prescrizioni – Da queste prescrizioni restano escluse alcune categorie di edifici, tra cui quelli adibiti a ospedali, cliniche o case di riposo, le scuole materne e gli asili nido.
Il risparmio – “Le misure che abbiamo adottato durante la scorsa stagione termica, prime fra tutte la riduzione del periodo di accensione e delle temperature – ha spiegato l’assessora all’Ambiente Elena Grandi –, hanno prodotto risparmi oltre le aspettative, per questo intendiamo portare avanti queste ottime pratiche. Voglio anche ricordare che abitudini e comportamenti di ciascuno sono molto importanti e quindi rinnoviamo l’appello a cittadini e cittadine: qualora le condizioni metereologiche, come sta accadendo, lo consentiranno, si invitano tutti e tutte ad aspettare il più possibile per accendere il riscaldamento domestico. Ne avranno beneficio le bollette e l’ambiente. La crisi climatica, con le sue drammatiche conseguenze ambientali e sociali, deve essere affrontata insieme: ridurre i nostri consumi di energia è il primo e fondamentale passo”.
Secondo il rilevamento effettuato da A2A, a Milano la stagione termica 2022-2023 (partita il 3 novembre 2022 e terminata il 7 aprile 2023) si è chiusa con una riduzione pari a -19,4% del consumo di gas rispetto alla stagione precedente: un risparmio importante conseguito grazie agli effetti positivi delle prescrizioni dell’allora Decreto ‘Cingolani’,delle misure rafforzative adottate dall’Amministrazione comunale sui propri impianti di riscaldamento ed elettrici e dei comportamenti virtuosi messi in atto da cittadini e cittadine. Oggi, anche se il Decreto ‘Cingolani’ non è stato rinnovato, Milano decide di proseguire con azioni che si sono dimostrate utili e molto efficaci.
Il centrocampista ha risposto dopo che il suo nome è emerso in relazione al caso scommesse, che ha messo in subbuglio il calcio italiano.
Nicolò Barellarisponde sul caso scommesse. Il centrocampista dell’Inter ha voluto fare sentire la propria voce, dopo che la fonte di Fabrizio Corona lo ha nominato come uno dei giocatori coinvolti nello scandalo che sta agitando il calcio italiano. Oltre al suo nome, sono stati fatti anche quello di Lamela (ex Roma) e di Gyasi, ora all’Empoli.
«Sono stato zitto per troppo tempo, nonostante tutto quello che ho letto sul mio conto. Non mi sono mai piaciuti i giochi d’azzardo, figuriamoci le scommesse (per lo più sul mio lavoro). L’unica cosa che mi interessa è tutelare le mie figlie e la mia famiglia da questa merda. Per questo da oggi passerò per vie legali», ha commentato Barella a proposito delle notizie su di lui.
Sono diversi i nomi di calciatori emersi in questi giorni in relazione a un loro potenziale coinvolgimento nel caso scommesse. Al momento, come emerso dalla Procura, gli unici coinvolti sonoNicolò Fagioli (già squalificato per sette mesi), Sandro Tonali (che rischia l’allontanamento per un anno) e Nicolò Zaniolo, che deve ancora essere ascoltato.
Abdelsalam Lassoued è deceduto in ambulanza. Trovate diverse armi in un parco vicino
Bruxelles, 17 ottobre 2023
Dopo una caccia all’uomo durata tutta la notteAbdesalem Lassoued, l’attentatore tunisino che ieri sera ha ucciso due uomini a Bruxelles, è stato individuato ed è morto dopo uno scontro con la polizia. L’operazione si è chiusa stamattina proprio nei pressi della sua abitazione, nel quartiere di Schaerbeek. Con un conflitto a fuoco di pochi secondi. Abdesalem è stato ferito gravemente, ma è morto in ambulanza mentre veniva trasportato in un ospedale della capitale belga.
Tutto si è consumato in una piazza di Schaerbeek, piazza Eugène Verboekhoven, soprannominata “la gabbia dell’orso”. L’intera zona è stata transennata ed evacuata, prima dell’assalto dei reparti speciali della polizia belga.
Al Momento la Procura di Bruxelles riferisce che l’uomo era solo. E che nell’ultima fuga tentata stamattina non ha potuto contare su complici. Nella sua abitazione però è stata trovata un’arma compatibile con quella che ha provocato la morte dei due svedesi. Con ogni probabilità è proprio lo stesso Kalashnikov.
Non solo. Nelle perquisizioni effettuate nell’area, gli agenti avrebbero trovato altre armi nascoste in un giardino pubblico, il Parco Josafat.
Secondo il sito della “Derniere Heure”, altre due persone sarebbero ricercate dalla polizia.
Le previsioni per Milano e le province lombarde prevedono massime intorno ai 27 gradi e un brusco calo a partire dalla prossima settimana
Continuerà ancora per qualche giorno il caldo anomalo che ha accompagnato la prima metà di ottobre. La temperatura media in questo periodo dovrebbe essere intorno ai 17 gradi, mentre la media registrata negli ultimi giorni è di 27 gradi. E così rimarrà fino a sabato, quando sulla Lombardia e il Nord Italia sono previste piogge a cui seguirà un brusco calo delle temperature.
Meteo giovedì 12 ottobre – Per giovedì, l’Arpa Lombardia prevede nuvole a bassa quotacon schiarite dalla tarda mattinata, con temperature minime intorno ai 15 gradi e massime sui 26 gradi. Foschie o banchi di nebbia nella notte e fino al primo mattino.
Meteo venerdì 13 ottobre – Per venerdì si prevedono annuvolamenti, più probabili presso i rilievi occidentali, in ulteriore estensione in serata. Possibili precipitazioni dal tardo pomeriggio possibili rovesci sparsi sul Nordovest, isolati sulla fascia alpina. Minime stazionarie, massime in lieve calo.
Meteo weekend 14 e 15 ottobre – Sabato e domenica passerà sulla Lombardia una perturbazione atlantica che porterà pioggia e vento. Le precipitazioni si dovrebbero verificare sabato prevalentemente sui settori occidentali e settentrionali e domenicasu quelli orientali e meridionali. Temperature stazionare ma in sensibile calo a partire dall’inizio della prossima settimana.
La centrale di Krško si trova circa 120 chilometri da Trieste.
Spento il reattore della Centrale Nucleare di Krško in Slovenia, situata a soli 120 chilometri da Trieste, vicino al confine con la Croazia nella regione della Carniola Bianca. La centrale nucleare ha segnalato una perdita la scorsa settimana, che ha portato a unagraduale riduzione della potenza del reattore prima di spegnerlo completamente il giorno successivo.
La compagnia operativa Nek ha immediatamente attivato tutte le procedure necessarie per affrontare la situazione e determinare le cause della perdita. Secondo quanto riportato, l’operazione di individuazione e correzione del guasto richiederà diverse settimane, in quanto la perdita è localizzata in una conduttura collegata al sistema primario, risultando difficile da raggiungere.
Lo spegnimento a freddo, che comporta la cessazione della produzione di elettricità, è stato attuato per garantire che la temperatura e la pressione nel circuito primario siano significativamente ridotte, contribuendo a mantenere un ambiente sicuro in centrale.
A darne notizia il ministero della Salute. Nel mirino alcune confezioni da un chilo con scadenza febbraio 2025. I barattoli richiamati potrebbero contenere frammenti di vetro
Un lotto di riso Carnaroli a marchio Carosio, venduto sugli scaffali della catena di supermercati Lidl, è stato richiamato a scopo precauzionale per rischio chimico. Attenzione anche al barattolo dell’insalata per condimento della pasta marchio Coop: potrebbe contenere pezzi di vetro. A darne notizia il ministero della Salute.
Il motivo del richiamo del riso è che in alcune confezioni da un chilo, con scadenza a febbraio 2025 e codice a barre 20505318, sono state trovate tracce di cadmio oltre i limiti consentiti. Il Carnaroli ritirato è stato prodotto perLidl dall’azienda Curti srl, nello stabilimento di Valle Lomellina, in provincia di Pavia.
I rischi per chi assume troppo cadmio – Il ministero, nella sua nota, esorta i consumatori a non mangiarlo e a riportarlo al punto vendita per ricevere un rimborso. Ingerire dosi eccessive di cadmio, sostanza classificata tra i cancerogeni umani certi, aumenta il rischio di sviluppare tumori. Quando la concentrazione della sostanza nel cibo si fa troppo elevata, si riscontra una sintomatologia come diarrea, mal di stomaco, vomito. L’assunzione cronica può causare anche demineralizzazione delle ossa – ovvero un rischio maggiore di fratture -, insufficienza renale, danni al sistema nervoso e riproduttivo.
Possibili pezzi di vetro nei barattoli – Ma il riso Carnaroli non è l’unico prodotto tolto dagli scaffali in queste ore. Il ministero della Salute, infatti, segnala che anche la catena di supermercati Coop ha optato per il ritiro di due lotti di condimento per le insalate di pasta. Nei barattoli di vetro a marchio Coop da 285 grammi – numeri di lotto TF224 MFE173 e TF224 MFE177 e data di scadenza fissata ad agosto 2025 – potrebbero essere presenti frammenti di vetro. Anche in questo caso, agli acquirenti viene richiesto di non mangiare il condimento (che è stato prodotto per Coop Italia dalla Fratelli Polli Spa nello stabilimento di Eboli, in provincia di Salerno) ma riportarlo indietro per ottenere il rimborso.
L’agitazione lunedì 9 ottobre. Mezzi a rischio per tutto il giorno
Lunedì nero all’orizzonte. Il prossimo 9 ottobre è il giorno scelto dai sindacati per lo sciopero nazionale dei lavoratori del trasporto pubblico locale. A Milano saranno a rischio metropolitane, autobus e tram con i dipendenti di Atm che potranno incrociare le braccia per l’intera giornata.
L’agitazione, proclamata dal sindacato Usb lavoro privato, era inizialmente prevista per il 29 settembre ma è stata rinviata dopo l’intervento del ministero dei trasporti che aveva deciso di ridurre a 4 ore lo stop. Da lì la scelta del sindacato di indire un altro sciopero, in un altro giorno.
“A Milano, lo sciopero potrebbe avere conseguenze sulle nostre linee dalle 8:45 alle 15 e dopo le 18, fino al termine del servizio“, ha segnalato ai viaggiatori Atm, la società che gestisce il Tpl nel capoluogo meneghino. Quindi saranno previste due fasce di garazia: la circolazione dei mezzi è assicurata dainizio servizio alle 8.45 e tra le 15 e le 18. Fuori da questi orari, i mezzi rischiano di fermarsi.
Discorso diverso per Autoguidovie, società di bus che serve l’hinterland: “Le corse delle linee 201, 220, 222, 230, 328, 423, 431, 433 saranno garantite dalle 5:30 alle 8:29 e dalle 15 alle 17:59“, ha annunciato la stessa Atm.
Lo sciopero, ha ricordato l’azienda di Foro Bonaparte, è stato proclamato “per la cancellazione degli aumenti delle tariffe dei servizi ed energia, per il blocco delle spese militari e invio armi in Ucraina, per il superamento dei salari di ingresso, per la necessità di modificare il criterio che vede bruciare soldi pubblici attraverso appalti e subappalti ad aziende che offrono servizi di scarsa qualità, per la sicurezza dei lavoratori, per il salario minimo a 10 euro l’ora, per il libero esercizio del diritto di sciopero e per la legge sulla rappresentanza”. In aggiunta Al Cobas “stigmatizza il comportamento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, con la riduzione a 4 ore dello sciopero di 24 ore precedentemente indetto per il 29 settembre e differito al 9 ottobre, avrebbe ecceduto nel restringimento del diritto di sciopero costituzionalmente garantito“.
Lunedì 9 e martedì 10 ottobre saranno due giorni di fuoco per la mobilità urbana. Si comincia lunedì con uno sciopero nazionale di 24 ore del trasporto pubblico locale indetto dal sindacato Usb: bus, metro e tram sono rischio. Sono previste manifestazioni a Roma, Mestre, Venezia, Napoli, Perugia, Modena, Torino, Vicenza e Bari. «Una giornata di mobilitazione che vede gli autoferrotranvieri scendere nelle piazze e manifestare il loro dissenso – spiega l’Usb – Lo sciopero rivendica salari e condizioni di lavoro dignitosi; il superamento degli appalti e subappalti ad aziende private che offrono servizi di scarsa qualità e lavoro sottopagato; l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro; il salario minimo per legge a 10 euro l’ora».
Le fasce garantite a Roma, Milano e Napoli – In particolare a Roma e nel Lazio la protesta interesserà le linee di Atac, Roma Tpl e Cotral, con possibili stop dalle 8,30 alle 17edalle 20 a fine servizio. Collegamenti a rischio anche nella notte tra domenica e lunedì. L’agitazione potrà avere conseguenze anche sulle attività al pubblico di Roma Servizi per la Mobilità. Non saranno garantiti lo sportello permessi di via Silvio D’Amico 38 (zona San Paolo) e il contact center infomobilità 0657003. A Roma quindi le corse saranno assicurate fino alle 8.30 e dalle 17 alle 20.
A Milano l’agitazione del personale viaggiante e di esercizio delle linee Atm di superficie e metropolitane sarà possibile dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio. Di conseguenze le due fasce garantite saranno da inizio servizio fino alle 8.45 e tra le 15 e le 18.
A Napoli l’Anm fa sapere che per quanto riguarda le linee di superficie (tram, bus, filobus)il servizio è garantito dalle ore 5:30 alle ore 8:30 e dalle ore 17 alle ore 20. Le ultime partenze vengono effettuate 30 minuti prima dell’inizio dello sciopero e riprendono circa 30 minuti dopo la fine dello sciopero. Per quel che riguarda la Linea 1 della metropolitana sarà garantita la prima corsa da Piscinola alle ore 06.42 e da Garibaldi alle ore 07.22. In caso di adesione, l’ultima corsa mattinale garantita da Piscinola è quella delle ore 09.16 e da Garibaldi quella delle 09.14. Il servizio riprende con la prima corsa pomeridiana da Piscinola ore 17.12 e da Garibaldi ore 17.52. Ultima corsa serale garantita da Piscinola alle ore 19.46 e da Garibaldi alle ore 19.44.
A Bologna Tper ha fornito le seguenti indicazioni: le corse saranno garantire da inizio turno alle 8:30 e dalle 16:30 alle 19:30.Le corse urbane e suburbane a Bologna e Ferrara saranno garantite solo fino alle 8:15 e fino alle 19:15. Per Imola la garanzia sarà fino alle 8:20 e alle 19:20, mentre saranno a rischio anche le corse del Marconi Express tra le 8:30 e le 16:30 e dalle 19:30 fino a fine servizio.
A Torino il servizio di trasporto pubblico locale di Gtt sarà garantito nelle seguenti fasce orarie: servizio urbano-suburbano, metropolitana, centri di servizi al cliente dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15, servizio extraurbano, servizio bus sostitutivo ferrovia sfmA – Torino-Aeroporto-Germagnano-Ceres da inizio servizio alle 8 e dalle 14.30 alle 17.30, servizio ferroviario sfm1 – Rivarolo-Chieri dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21.
Lo sciopero dei mezzi pubblici di 24 ore di lunedì 9 ottobre non dovrebbe invece riguardare la città di Firenze. Mentre potrebbero esserci disagi nelle province di Livorno, Lucca, Massa-Carrara e Pisa.
Lo sciopero dei tassisti – Martedì 10 ottobre a incrociare le braccia saranno i tassisti. L’Usb Taxi ha proclamato uno sciopero di 24 ore insieme ad altre sigle. «La causa scatenante è il decreto asset, un provvedimento Omnibus (quei «contenitori minestrone» dove la politica c’infila di tutto), predisposto nel periodo estivo, con tempi di approvazione contingentati», spiega una nota della sigla sindacale. «I primi due commi sono quasi ridicoli, il Governo non solo non si occupa di definirli, ma addirittura introduce delle procedure che ne annulleranno in parte gli effetti. Un altro elemento negativo è la possibilità di rilasciare fino al 20% di nuove licenze taxi abrogando ogni norma che prevede una programmazione territoriale».
Milano a fronte della crisi climatica e del prezzo del gas il Comune ha deciso, con un’ordinanza, di ridurre il periodo di accensione dei riscaldamenti di 15 giorni, gli orari e le temperature in tutta la città. Il periodo durante il quale è consentita l’accensione degli impianti partirà il 22 ottobre e terminerà l’8 aprile 2024: si riduce di 15 giorni la durata complessiva della stagione termica, posticipandone la partenza (prevista per legge il 15 ottobre) e anticipando il termine (stabilito il 15 aprile).
Per quanto riguarda il funzionamento giornaliero degli impianti, l’ordinanza stabilisce un massimo di 13 ore (invece di 14), comprese tra le 5 e le 23.
La temperatura massima consentita per gli edifici residenziali sarà di 19°C + 2°C di tolleranza, ridotta di 1°C rispetto ai 20°C previsti per legge. Da queste prescrizioni restano escluse alcune categorie di edifici, tra cui ospedali, cliniche e case di riposo, le scuole materne e gli asili nido. “Le misure che abbiamo adottato durante la scorsa stagione termica, prime fra tutte la riduzione del periodo di accensione e delle temperature – spiega in una nota l’assessora all’Ambiente Elena Grandi -, hanno prodotto risparmi oltre le aspettative, per questo intendiamo portare avanti queste ottime pratiche. Rinnoviamo l’appello ai cittadini, qualora le condizioni meteorologiche, come sta accadendo, lo consentiranno, si invitano tutti ad aspettare il più possibile per accendere il riscaldamento domestico. Ne avranno beneficio le bollette e l’ambiente”. Secondo il rilevamento effettuato da A2A, a Milano la stagione termica 2022-2023 (partita il 3 novembre 2022 e terminata il 7 aprile 2023) si è chiusa con una riduzione del -19,4% del consumo di gas rispetto alla stagione precedente: un risparmio conseguito grazie agli effetti positivi delle prescrizioni dell’allora Decreto ‘Cingolani’. Oggi anche se tale decreto non è stato rinnovato, Milano decide di proseguire con azioni che si sono dimostrate utili e molto efficaci.
In Lombardia oltre 13mila vittime per le particelle inquinanti. Inizio ottobre da dimenticare: polveri sottili sopra la norma in tutto il territorio
La foto satellitare dell’inquinamento in Pianura Padana il 3 ottobre pubblicata dal satellite Sentinel-3 del progetto europeo Copernicus
Un velo di foschia sulla pianura padana, tra alta pressione e inquinamento. Lo ha ripreso il satelliteCopernicus Sentinel-3, con una foto che è diventata l’immagine del giorno, mercoledì scorso. “All’inizio di ottobre – spiegano dal programma dell’Unione Europea, che si definisce come un occhio sulla Terra – un sistema di alta pressione ha portato cieli sereni nel Nord Italia, ma anche la crescita di concentrazioni di particolato nella valle del Po“.
I dati nelle province – I dati delle centraline Arpa, in effetti, lo confermano: da inizio ottobre, praticamente in quasi tutte le città lombarde, si rileva la crescita di Pm10e, soprattutto, dellePm2.5. Solo per restare ai dati di Arpa Lombardia nei capoluoghi lombardi del 4 ottobre, ovunque si sono registrati valori superiori ai 10 microgrammi/m3 indicato come limite annuale per le Pm2,5: 27 la concentrazione media a Brescia, 32 a Bergamo, 24 a Como, 29 a Lecco, 15 anche a Sondrio.
In aumento anche le Pm10. Per ora, secondo i dati delle medie delle centraline Arpa, solo Mantovaha bruciato il bonus annuale dei 35 giorni di superamento delle Pm10 previsto dall’Europa. Bresciaè andata sopra i limiti 23 volte, Bergamo 14, Como 13, Lecco 5, Sondrio 3.
Rischio salute e mortalità – Per quanto i trend, rispetto agli anni passati, siano in aumento, resta forte l’impatto delle polveri sottilisulla salute. Secondo l’elaborazione dei dati Eurosatfatta da Openpolis, l’Italia ha il record in Europa di 140 morti al giornoa causa dell’inquinamento, in particolare per l’esposizione al Pm2.5, con la Pianura Padana tra le zone più a rischio.
Se prendiamo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente (gli ultimi sono del 2020), e consideriamo lo scenario che rappresenta la mortalitàche potrebbe essere evitata se fossero rispettati i valori raccomandati dall’Oms nelle linee Guida del 2021 (45 microgrammi al giorno invece dei 50 attuali per Pm10; 5 microgrammi invece di 10 come soglia annuale delle Pm2.5), in Lombardiaabbiamo oltre 13mila morti premature legate alle Pm2.5, oltre 35 al giorno.
Smog, la foto impressionante del satellite Copernicus sull’inquinamento della Pianura Padana
Il 3 ottobre Milano e molte altre città della Pianura Padano hanno raggiunto concentrazioni record di polveri sottili PM 10 e PM 2,5
La foto satellitare dell’inquinamento in Pianura Padana il 3 ottobre pubblicata dal satellite Sentinel-3 del progetto europeo Copernicus
Che sia la Pianura Padana sia una delle zone più inquinate d’Europa è risaputo. Ma vederlo in fotografia dallo spazio è impressionante. Ma negli ultimi giorni il livello di smog è stato impressionante. Mercoledì Milano è risultata avere il livello quotidiano di polveri sottili più alto del mondo, peggio di Pechino, Shanghai e New Delhi. Lo smog di quel giorno è stato immortalato dal satellite europeo Copernicus in un’immagine satellitare in cui è chiaramente unvelo di foschia che si estende dal Piemonteal Mar Adriatico.
All’inizio di ottobre, scrivono gli analisti, “un sistema di alta pressione ha portato cieli sereni sul Nord Italia, ma anche un aumento delle concentrazioni di particolato nella Pianura Padana. Secondo le autorità locali, in città come Milano e Torino, i livelli di PM 10 e PM 2,5 hanno superato le soglie e i limiti dell’Organizzazione mondiale della sanità per i principali inquinanti atmosferici che comportano rischi per la salute”.
I rischi delle polveri sottili – Il particolato fine si divide a seconda della grandezza in PM 10 (più grande) e PM 2,5 (più piccolo). Queste emissioni sono principalmente legate all’industria e alla combustione dicombustibili fossili. Il PM2,5 ha una vita più breve del PM10 grossolano e tende a rimanere più vicino alla fonte di inquinamento, essendo raro il trasporto a lungo raggio del PM2,5.
Tuttavia – spiegano gli esperti del Copernicus – “a causa delle dimensioni delle particelle, il PM2.5 può penetrare nei polmoni ed entrare nel flusso sanguigno. L’esposizione continuata contribuisce allo sviluppo di malattie respiratorie e cardiovascolari o di cancro ai polmoni. Il potenziale aumento delle emissioni durante l’autunno può essere in gran parte compensato dall’aumento dei venti e delle precipitazioni tipici di questa stagione”.
Paura al club Marco Simone a Guidonia, nessun ferito
Paura oggi pomeriggio al Golf Club Marco Simone di Guidonia, l’impianto sportivo che lo scorso fine settimana ha ospitato la Ryder Cup, uno degli eventi golfistici internazionali più seguiti al mondo.
Un incendio ha infatti interessato una delle strutture del villaggio costruito in occasione della competizione, sprigionando una nube di fumo altissima e visibile anche da Roma.
Sul posto sono interventi i vigili del fuoco per spegnere le fiamme. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito nell’incidente. Il rogo, secondo quanto si è appreso, si sarebbe sviluppato intorno alle 17:30 e avrebbe avvolto una struttura in acciaio e vetro installata in occasione della Ryder Cup, che si è chiusa domenica scorsa con la vittoria dell’Europa sugli Stati Uniti.
“L’incendio è stato segnalato in una delle strutture di ospitalità temporanea a destra del primo fairway del Marco Simone Golf & Country Club – dice un portavoce della Ryder Cup Europe – Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno rapidamente domato l’incendio e nessuno è rimasto ferito“. Le fiamme, aggiunge il portavoce, “non si sono diffuse oltre la struttura ricettiva e non cis ono stati danni al campo da golf o ad altre strutture“.
Tantissime le immagini e i video che sono stati postati sui social, nei quali si vedono le fiamme avvolgere completamente una struttura di tre piani di circa 120 metri quadrati nei pressi della diciottesima buca. Una densa nube di fumo si è presto levata in cielo rendendo l’aria irrespirabile, mentre alcuni giocatori impegnati sui campi da golf adiacenti, sorpresi da quanto stava accadendo, hanno cercato di trovare riparo.
“Speriamo nessuno si sia fatto male“, dice una voce in inglese su un video che riprende le fiamme che lambiscono una delle buche. “Per fortuna è successo subito dopo la Ryder Cup, altrimenti sarebbe stato un disastro“, il commento di un utente su X ad una delle tante immagini dell’incendio. Sul posto sono intervenute due autobotti dei vigili del fuoco, un automezzo della Protezione Civile e anche un elicottero della Polizia.
La procura di Tivoli, competente per territorio, aprirà un fascicolo di indagine per accertare le cause, appena riceverà una prima informativa dai vigili del fuoco. Non è escluso che ad innescare l’incendio possa essere stato un cortocircuito o un malfunzionamento elettrico all’interno della struttura che ha ospitato l’evento golfistico.
La classica delle foglie morte andrà in scena sabato 7 ottobre: il percorso attraverserà tre province per una lunghezza complessiva di 238 chilometri
Il percorso del Giro di Lombardia 2023
Milano, 5 ottobre 2023 –
Meno due giorni al Giro di Lombardia. La classica delle foglie morte quest’anno, a meno di imprevedibili cambiamenti meteo, si disputerà in un clima quasi estivo. Non muta, per il resto, il quadro: la corsa rappresenta l’ultimo appuntamento della stagione ciclistica e si snoda lungoun percorso che attraversa tre province dell’Alta Lombardia. I partecipanti si sfideranno sabato 7 ottobresu un tracciato di 238 chilometri attraversando i territori di Como, Lecco e Bergamo.
Nei centri principali è stata disposta una serie di chiusure delle strade e modifiche alla viabilità, per permettere il passaggio del gruppo.
Como – Verranno chiuse al traffico veicolare e pedonale già da venerdì 6 sera le strade su cui andrà in scenala partenza della gara a Como.
Questo le vie attraversate dal percorso, che resteranno chiuse fino alle 10.45 circa: via Plinio, piazza Duomo, via Vittorio Emanuele II, via Indipendenza, via Bertinelli, via Sauro, viale Battisti, piazza Vittoria, via Milano, piazzale San Rocco, via Napoleona, piazzale Camerlata, via Pasquale Paoli (primo tratto in contromano), via Clemente XIII e via Scalabrini (fino al confine con il comune di Casnate con Bernate).
Sarà imposto il divieto di sosta, invece, dalla mezzanotte di venerdì 6 alle 20 di sabato 7 nei giardini Maggiolini. Niente parcheggio dalle 14 di venerdì fino alle 15 di sabato in piazza Cavour. E, ancora, sosta vietata dalla mezzanotte di venerdì fino alle 12 di sabato in via Bianchi Giovini, piazza Roma, piazza Duomo, via Vittorio Emanuele, via Indipendenza (da via Vittorio Emanuele a via Bertinelli), Largo Borgonovo, viale Vittorio Veneto, viale Puecher, piazzale Somaini, via Martinelli, via Sinigaglia, viale Masia.
Provincia di Lecco – Nel Lecchese fra i Comuni più grandi che verranno interessati dal passaggio dei ciclisti c’è Calolziocorte. Queste le strade in cui verranno applicate modifiche, a partire dalle 11.30 di sabato 7 ottobre e fino al passaggio dell’ultima auto di chiusura della comitiva, quella con il cartello mobile “fine gara ciclistica”: Ponte Vittorio Emanuele (il “vecchio” ponte tra Calolziocorte e Olginate), via Cavour (cartiera), rotatoriatra via Mazzini e viale De Gasperi, rotatoria via Fabbricone, spartitraffico via dei Sassi, rotatoria via Lavello, via Padri Serviti (verso il monastero di Santa Maria del Lavello), via Fermi (cimitero), via Di Vittorio, rotatoria tra corso Europa e via Padri Serviti, via Bonacina (immissione contromano), via Donatello, via Santi Cosma e Damiano, rotatoria verso Torre de’ Busi, via Mandamentale Vecchia, via Erta, via Mandamentale(fino all’uscita dal territorio comunale).
Chiusure anche nei comuni di Valmadrera(frazione Parè), Pescate e Galbiate.
Bergamo – L’ultima provincia che verrà attraversata dai concorrenti è quella di Bergamo. L’arrivo, infatti, è previsto dopo 238 chilometri, con passaggio in Città Alta. Numerosi sono i provvedimenti viabilistici adottati con un’ordinanza dal Comune:
dalle ore 19 di oggi, giovedì 5 ottobre, alle ore 23 di sabato 7 ottobre divieto di sosta con rimozione forzata in largo Porta Nuova, via Tiraboschi nel tratto compreso tra largo Porta Nuova e passaggio Zeduri.
dalle ore 22 di oggi, giovedì 5 ottobre, alle ore 23 di sabato 7 ottobre restringimento della carreggiata in largo Porta Nuova, in via Tiraboschi nel tratto compreso tra largo Porta Nuova e passaggio Zeduri
dalle ore 19 di venerdì 6 ottobre alle ore 23 di sabato 7 ottobre divieto di sosta con rimozione forzata in piazza Matteotti e sul Sentierone nel tratto compreso tra l’intersezione con viale Roma e largo Belotti, in piazza Matteotti e sul Sentierone nel tratto compreso tra l’intersezione con viale Roma e via Crispi, in viale Papa Giovanni XXIII nel tratto compreso tra largo Porta Nuova e via Paleocapa, in viale Vittorio Emanuele II, in viale Roma
dalle ore 22 di venerdì 6 ottobre alle ore 23 di sabato 7 ottobre divieto di tranisto a tutti i veicoli in piazza Matteotti e sul Sentierone nel tratto compreso tra l’intersezione con viale Roma e largo Belotti, in piazza Matteotti e sul Sentierone nel tratto compreso tra l’intersezione con viale Roma e via Crispi
dalla mezzanotte alle ore 23 di sabato 7 ottobre divieto di sosta con rimozione forzata in via Petrarca, in largo Porta Nuova dietro il Propileo dell’ATB e nell’area di parcheggio posta al civico 10-12 antistante ARLI Hotel, in piazza Matteotti nell’area antistante gli uffici Comunali, in via Camozzi, nel tratto compreso tra largo Porta Nuova e via Madonna della Neve
dalle ore 5 alle ore 23 di sabato 7 ottobre divieto di transito ai veicoli in viale Vittorio Emanuele II, in viale Roma, in piazza Matteotti, in viale Papa Giovanni XXIII nel tratto compreso tra largo Porta Nuova e via Paleocapa, in largo Porta Nuova, in via Tiraboschi nel tratto compreso tra largo Porta Nuova e passaggio Zeduri, in via Camozzi nel tratto compreso tra largo Porta Nuova e via Madonna della Neve
strada a fondo chiuso in tutte le vie laterali che adducono alle strade interessate dalla chiusura, con contestuale istituzione del doppio senso di circolazione e senso unico alternato a vista dove non previsto, nei tratti posti a monte dello sbarramento in via Contrada Tre Passi all’intersezione con via Camozzi: direzione obbligatoria diritto in direzione di via Stoppani in via Tre Armi all’intersezione con largo Porta di sant’Alessandro: direzione obbligatoria a destra per i veicoli provenienti da largo Porta Sant’Alessandro, eccetto residenti; direzione obbligatoria a sinistra per i veicoli provenienti da via Borgo Canale eccetto residenti; preavviso di strada a fondo chiuso in via Don Carlo Botta in via Ghislanzoni all’intersezione con via Tiraboschi e in via Paglia all’intersezione con largo Medaglie d’Oro:direzione obbligatoria a sinistra, eccetto residenti e autorizzati, è consentito l’accesso ai veicoli per raggiungere il parcheggio di via Borfuro;in via D’Alzano nel tratto compreso tra via Ghislanzoni e viale Papa Giovanni XXIII: istituzione del doppio senso di circolazionecon senso unico alternato a vista con entrata ed uscita da via G. Paglia consentito ai residenti e autorizzati; in via Zambonate all’intersezione con largo Medaglie d’Oro: direzione obbligatoria a destra per chi proviene da largo 5 Vie;
dalle ore ore 7 alle ore 23 di sabato 7 ottobre divieto di sostain via Pascoli: in largo Belotti, nel tratto compreso tra via dei Partigiani e via Tasso compresa l’area di parcheggio antistante gli Uffici Statali, in via Sora, in via Monte Bianco, in via Tasso nel tratto compreso tra piazza Matteotti e via Contrada Tre Passi in Largo Belotti, all’intersezione con via Sabotino/via dei Partigiani:direzione obbligatoria a sinistraper tutte le categorie dei veicoli eccetto residenti e autorizzati;
dalle ore 10 alle ore 18 di sabato 7 ottobre divieto di sosta lungo le vie Correnti, largo Decorati al valor civile, Bianzana, Corridoni, Borgo Santa Caterina, piazzale Oberdan, Sauro, Baioni, Ruggeri da Stabello, Da Ponte, alla Porta di San Lorenzo, Boccola, largo Colle Aperto, delle Mura, area di sosta Spalto San Michele, porta Sant’Agostino, viale Vittorio Emanuele II, viale Roma, viale Papa Giovanni XXIII.
Nelle seguenti vie dalle ore 15.30 alle ore 18 di sabato 7 ottobre sarà anche imposto il divieto di transito ai veicoli, con contestuale istituzione del doppio senso di circolazione e senso unico alternato a vista dove non previsto, nei tratti posti a monte dello sbarramento.
Relazione dei vigili del fuoco sull’incendio del 21 agosto in via Moroni: potrebbe essere stato provocato da un flessibile contro un chiodo. Indagato il titolare della ditta che aveva firmato il contratto di appalto. 50 persone sfollate, 300 mq di superficie divorata.
Consegnata alla procura (pm Pansa) la relazione dei vigili del fuoco del Nia (Nucleo investigativo anticendio) di Milano sull’incendio scoppiato il 21 agosto in via Moroni che devastò sei appartamenti. In base alla relazione a provocare il rogo potrebbe essere stato l’attrito del flessibile contro uno dei chiodi che fissavano alcuni pannelli al tetto. I due artigiani incaricati della ristrutturazione della mansarda al terzo piano della palazzina al civico 20. Secondo gli investigatori i due artigiani stavano lavorando (all’inizio sembrava che fossero impegnati solo in operazioni di sgombero dei locali). Probabilmente una scintilla deve aver intaccato il tetto in legno realizzato con una tecnica antica ormai superata per ragioni di sicurezza. E questo è un altro aspetto che potrebbe incidere sull’andamento dell’inchiesta aperta per incendio colposo aggravato, inchiesta che vede indagato il titolare della ditta che aveva firmato il contratto di appalto per i lavori di ristrutturazione alla mansarda. È il soggetto che avrebbe dovuto adottare il piano di sicurezza. Il rogo danneggiò sei appartamenti e reso inagibile tre palazzine (una cinquantina le persone inizialmente sfollate). Alla relazione dei vigili del fuoco ora occorre aggiungere quella della Polizia locale e della dei carabinieri dell’Ispettorato del lavoro. Intano è passato quasi un mese e mezzo da quel 21 agosto che ha cambiato la vita a una cinquantina di residenti in via Moroni per via dell’incendio che aveva divorato una superficie di 300 metri quadri, a partire dall’ultimo piano del civico 20. F.D.
Le opposizioni sottolineano la decisione della Corte: la retribuzione deve essere sufficiente ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa
“Una sentenza storica” in tema di salario minimo. Le opposizioni al governo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni evidenziano una sentenza della Corte di Cassazione. “Dopo che il giudice di primo grado aveva dato ragione al dipendente di una cooperativa”, vigilante in un supermercato “che lamentava la non conformità all’articolo 36 della Costituzione del suo Ccln, la Corte d’Appello si era fermata, riconoscendo un primato alla contrattazione collettiva. La Corte di Cassazione, invece, ribalta la sentenza di secondo grado e sancisce la prevalenza dell’art. 36: la retribuzione deve essere ‘sufficiente’ ad assicurare un’esistenza ‘libera e dignitosa’ e la contrattazione collettiva ‘non può tradursi, in fattore di compressione del giusto livello di salario e di dumping salariale’“, dice il vice capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera Marco Grimaldi.
“È la prima volta che questo dibattito arriva in Cassazione, sancendo che il giudice può mettere in discussione i contratti poveri come il Ccln Servizi Fiduciari. Ed è la prima volta – aggiunge Grimaldi – che la Cassazione parla di ‘povertà nonostante il lavoro‘, introducendo in sostanza al massimo grado la categoria di lavoro povero nel dibattito giurisprudenziale. E afferma che per stabilire un giusto salario la contrattazione non basta, ma si può fare riferimento non solo ad altri Ccln affini, ma a indicatori economici e statistici, nonché alla Direttiva Ue 2022/2041, per la quale il salario non deve solo consentire di uscire dalla povertà, ma anche di ‘partecipare ad attività culturali, educative e sociali’. Il Governo ora non può far finta di niente“.
Per la segretaria del Pd, Elly Schlein, “arriva dalla Cassazione, con una sentenza storica, una indicazione che conferma la necessità e l’urgenza di stabilire un salario minimo secondo i principi stabiliti dalla Costituzione. La contrattazione collettiva, specie in alcuni settori, va sostenuta, affinché sia sempre garantito a chi deve lavorare per vivere il diritto a un’esistenza dignitosa“.
“Il governo su questo tema continua invece a fare il gioco delle tre carte, incurante delle condizioni reali di tante lavoratrici e lavoratori in questo Paese. Il lavoro povero esiste e lo vivono sulla propria pelle milioni di persone. Noi saremo al loro fianco ogni giorno finché non otterremo un salario giusto e dignitoso“, afferma ancora Schlein.
“Con la sentenza che conferma la necessità di un salario minimo legale, la Cassazione è arrivata dove invece fino a ora il governo ha temporeggiato“, dice il leader di Azione, Carlo Calenda.
“Una decisione importante, che semplicemente riafferma quanto da tempo denunciamo sul lavoro povero. Basta ritardi: dimostriamo che anche la politica sa riconoscere che il diritto a uno stipendio dignitoso è garantito da Costituzione“.
dall’inizio del 2023 sono stati 97 i morti sul lavoro in Lombardia,
già sette di più di quelli registrati nei primi nove mesi dell’anno scorso (nel 2022 i morti totali sul lavoro nella nostra regione erano stati 124, primato negativo a livello nazionale, e a ottobre erano 90): a lanciare un nuovo, ennesimo allarme su questa grave situazione è la Cgil.
“Non si può continuare a morire di lavoro. Come organizzazioni sindacali denunciamo una situazione ormai inaccettabile e chiediamo con forza, ancora una volta, la massima attenzione sulla prevenzione e sulla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro – si legge in una nota diramata da Cgil Pavia – Per noi la dignità del lavoro è una priorità e bisogna creare le condizioni perché questo non succeda mai più. La cultura della sicurezza e della prevenzione deve diventare un patrimonio per i lavoratori, per le imprese e per le istituzioni”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Vincenzo Greco, segretario della Camera del lavoro metropolitana di Milano con delega a salute e sicurezza: “I dati sono in peggioramento rispetto all’anno scorso e purtroppo dobbiamo constatare che non si vede un’autentica azione di contrasto a questo fenomeno – sottolinea – Serve una maggior cultura della prevenzione e della sicurezza sul lavoro e tutto il sistema dovrebbe remare nella stessa direzione per raggiungere questo obiettivo, ma non è così. Quando i provvedimenti governativi dicono che si può fare meno formazione o parlano di snellimento degli appalti, non promuovono certo questa cultura”.
Secondo Greco, la maggior parte degli incidenti mortali è dovuta a “un’errata percezione e quindi una conseguente sottovalutazione del rischio. Si compiono determinate attività in un certo modo perché non lo si ritiene pericoloso, dato che “si è sempre fatto così” – prosegue – Soprattutto in questi ultimi anni post pandemia mi sembra che si stia inseguendo una ‘ripresa a tutti i costi’, nel senso che una cultura smaccatamente produttivista antepone la necessità di produrre appunto ai fattori di rischio e quindi alla sicurezza dei lavoratori”.
Sono quindi necessari “più controlli e una maggior presenza degli Rls, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, nei contesti di rischio, ma soprattutto, torno a ripeterlo, servono più formazione ed educazione alla prevenzione. Non solo per i lavoratori, che rappresentano l’ultimo anello della catena, ma anche e soprattutto per chi ha potere decisionale sulle loro condizioni professionali ed è perciò in grado di orientare il sistema”.
In molti casi poi la cultura della sicurezza coincide con la cultura della legalità, perché “impone la corretta manutenzione dei macchinari e impedisce tra le altre cose di manometterli, come purtroppo è già accaduto, togliendo dei dispositivi di sicurezza per farli rendere di più – evidenzia ancora Greco – Quindi ben vengano i controlli, ma non basta fare repressione. È fondamentale la prevenzione e appunto per questo andrebbero potenziati i servizi delle Strutture complesse per la prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Sc Psal) delle Ats lombarde. Intervenire sui carichi e sugli orari di lavoro per renderli meno onerosi, per esempio nel settore della logistica, contribuirebbe a evitare tante tragedie”.
In Tottenham-Liverpool un errore destinato a fare la storia: Luis Diaz segna ma il gol viene annullato per fuorigioco dall’arbitro, che non viene corretto dal Var perché la revisione viene fatta senza tracciare le linee al monitor. A fine gara le scuse al Liverpool da parte dell’associazione arbitrale inglese: “Errore umano significativo”
Un “errore umano significativo”, destinato a passare alla storia. La vittoria del Tottenham sul Liverpool, 2-1 ottenuto al 96’ grazie all’autorete decisiva di Matip, si porta dietro il “caso” del gol erroneamente annullato a Luis Diaz. Un caso che farà discutere parecchio, dato che l’errore è stato ammesso dallo stesso organo arbitrale inglese, con tanto di scuse rivolte ai Reds.
Cosa è successo – Siamo ancora sullo 0-0 quando, al 33’, Salah serve Luis Diaz che approfitta della dormita della difesa degli Spurs e infila Vicario, portando avanti il Liverpool in casa del Tottenham. L’assistente segnala un fuorigioco, l’arbitro annulla, ma dal Var non arriva alcuna correzione alla decisione sbagliata. La revisione, infatti, c’era stata, ma viene effettuata rapidamente e senza tracciare le lineeal replay fondamentali per decifrare la reale posizione dell’attaccante, che si rivelerà regolare.
Le scuse al Liverpool – Un errore, definito “significativo” dalla stessa PGMOL (Professional Game Match Officials Limited, l’organo che in Inghilterra “gestisce” gli arbitri), in una dichiarazione di scuse rilasciata già al termine del primo tempo: “La PGMOL riconosce che si è verificato un errore umano significativo durante il primo tempo di Tottenham-Liverpool. Il gol di Luis Diaz è stato annullato per fuorigioco dagli arbitri in campo. Si tratta di un chiaro ed evidente errore di fatto che doveva essere rilevato per far sì che il gol fosse assegnato tramite l’intervento del VAR. Tuttavia, il Var non è intervenuto. La PGMOL contatterà immediatamente il Liverpool al termine della partita per riconoscere l’errore”.
Terremoto a Napoli 1 ottobre, ore 15.33: l’esatta localizzazione dell’epicentro stimata dall’Ingv
Napoli, 1 ottobre 2023
L’evento, superficiale (2 km di profondità), è stato sentito distintamente dalla popolazione
Nuova scossa di terremoto sentita a Napoli con epicentro ai Campi Flegrei. Pozzuoli, Quarto, Napoli e Monte di Procida, i comuni più vicini.L’evento è stato registrato dall’Ingv (Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia) alle 15.33e avvertito distintamente dalla popolazione: la magnitudo stimata è di 2.9, la profondità 2 km. Si tratta dunque di un terremoto superficiale.
Prosegue dunque lo sciame sismico nella zona. Diverse le scosse rilevate nella notte, e nella mattinata di oggi, tutte di intensità bassa. Il fenomeno del bradisismo dura ormai da molto tempo, negli ultimi giorni e settimane si è accentuato, culminando il 27 settembre in unsisma di magnitudo 4.2, la più alta degli ultimi 40 anni.
La paura della gente – Tanti i napoletani che si sono riversati sui social per condividere la paura. Testimonianze su X (Twitter) parlano di un forte tremore, “breve ma intenso”. C’è chi segnala “un’altra bella botta”, chi dice di non essersi ancora abituato “dopo 4 mesi di sciame sismico”.
Il piano evacuazione – Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci pensa a una leggeper aggiornare il piano di evacuazione dell’area, vulcanica e a forte rischio sismico. Ma c’è bisogno di un grosso investimento di risorse finanziarie. Per il ministro dell’Ambiente e del Territorio Sergio Costa la priorità è costituire una task force per monitorare lostato degli edifici
Qualche perturbazione persiste ancora tra Cilento, Basilicata meridionale, Calabria e Sicilia
Caldo sta per finire, temporali in arrivo: quando e dove colpiranno. Le previsioni
Quando finirà il caldo? L’estate non proseguirà per molto ad ottobre. Temporali sono previsti per la prossima settimana. Qualche perturbazione persiste ancora tra Cilento, Basilicata meridionale, Calabria e Sicilia, e nelle prossime ore sono previsti addensamenti anche in Puglia.
Le previsioni – Con l’inizio della prossima settimana la colonnina di mercurio salirà fino a 30-31 gradi anche ad Agrigento, Benevento e Catania con l’Anticiclone Africano protagonista su tutta l’Italia. Si segnala soltanto qualche temporaletra Sicilia e Calabria nelle prossime ore, mentre la prima domenica di ottobre sarà praticamente senza una nuvola.
Quando finisce il caldo – L’anticiclone africano consoliderà le temperature alte probabilmente per tutta la settimana e anche oltre, dunque parlare di “proroga dell’estate” è giustificato. Il meteorologo Massimo Ciccazzo,segretario dell’associazione Edmondo Bernacca, propone una sintesi efficace: «Questa prima parte di ottobre è mascherata da fine agosto-inizio settembre. Fino a mercoledì resteranno temperature anomale, nelle zone interne del centro Italia arriveranno anche a 31-32 gradi. Successivamente ci sarà una lieve diminuzione delle massime, ma comunque resteranno ben al di sopra delle medie di ottobre».
Quando e dove i temporali? – Un promontorio anticiclonico in ulteriore espansione sul Nord Italia assicura fino a lunedì prossimo tempo stabile e prevalentemente soleggiato, con temperature superiori alla norma del periodo.
A partire da martedì, è probabile un parziale cedimento della struttura anticiclonica per il passaggio di una perturbazione a nord dell’arco alpino che determinerà in Lombardia solo qualche nube in più. Il bollettino meteo di Arpa Lombardia indica, tra mercoledì e giovedì della prossima settimana, maggiori annuvolamenti con debole pioviggine possibile sulle prime Prealpi e sulla fascia pedemontana.