Francesco Toma è morto prima di iniziare il suo turno di lavoro: è stato soccorso sul posto, ma ogni tentativo di rianimarlo è stato inutile
Ha timbrato l’ingresso col badge alle 6.30 nella portineria A del siderurgico ArcerlorMittal di Taranto ed è entrato nello spogliatoio per cambiarsi e prendere servizio nel reparto Trh-Afo (Trattamento acqua altoforni). Ma dopo circa 15 minuti, mentre tre colleghi lo attendevano fuori per andare assieme sugli impianti Francesco Tomai, 38enne residente nella borgata di Talsano, è stato colto da malore ed è morto. A dare l’allarme i compagni di lavoro tornati indietro nello spogliatoio dopo averlo atteso invano.
Sono stati primi a provare a salvarlo. Sul posto è intervenuto prima il personale dell’infermeria dello stabilimento poi i soccorritori del 118 ma purtroppo per l’operaio circa 40 minuti di tentativi di rianimarlo sono risultati vani. Secondo le prime ipotesi potrebbe essere stato vittima di un ictus. Tomai non ha neanche avuto il tempo di cambiarsi e indossare la tuta da lavoro. Nello stabilimento si è recato anche il pm di turno per accertare la dinamica dell’accaduto.
Forte lo sconcerto tra i colleghi e gli amici per la morte di “Ciccio”, come era chiamato confidenzialmente. Tomai era sposato. “Siamo rimasti sconcertati per la perdita improvvisa di una persona così giovane– racconta Antonio Talò, segretario Uilm Taranto – ci ha colpiti il dolore dei colleghi e della moglie, siamo vicini alla famiglia“.
Il sindacato Flm Uniti Cub Taranto ha listato a lutto le sue pagine social. “Ci stringiamo alla famiglia del giovane lavoratore in questo momento drammatico – ha sottolineato il segretario generale della Uilm nazionale, Rocco Palombella – ed esprimiamo cordoglio perché una vita che si spezza è un grande dolore per tutti“.
Dovranno chiudere bar e ristoranti. A Milano città l’Rt ha raggiunto quota 1,19, in continua costante crescita da diversi giorni. E l’incidenza dei casi ogni 100 mila abitanti nel Bresciano ha superato i 300.
Fa impressione il fiume di gente che in un assembramento di bicchieri scende lungo i due lati del Naviglio dal primo pomeriggio in poi. Fa impressione non tanto per il numero di ragazzi e quindi di bicchieri che da queste parti non mancano mai. Ma per il fatto che nel frattempo sta maturando quella che dovrebbe essere una lunga vigilia di un nuovo passaggio in zona arancione. Arancione chiaro, per essere attenti alle sfumature, che ora come ora fanno ancor più la differenza. Dato che per ora le zone con misure rafforzate, quindi arancione scure, restano quelle nel Bresciano e nei Comuni cuscinetto confinanti, con Bollate, Mede e Viggiù in rosso fino a mercoledì.
È un’altra di quelle giornate lì. Si parla di numeri e curve. Curve e numeri. Quelli che stamattina comporranno la nuova pagella lombarda. E si attende solo la conferma di quelle che sono sensazioni diffuse, per certi versi attese e forse auspicate.Una decisione che prenderà forma sui tavoli della cabina di regia, valutando la combinazione degli elementi di rischio con il parametro dell’Rt. Che ormai, se si considera quello dei contagi, in Lombardia ha scollinato quota 1. Quello dei ricoveri invece resta sotto l’1, e sarebbe l’unico elemento di giallo vestito e vestibile. Dopo la consueta cabina di monitoraggio tecnica, ci sarà il passaggio più politico. L’indirizzo del ministero è sempre quello di Roberto Speranza, ma il governo alle spalle è diverso. Con molte anime che ancora ieri invocavano venti di aperture. Ma per ora, come illustrato dal neo ministro per i Rapporti con le Regioni Mariastella Gelmini, il rischio legato alle varianti è lì a rimandare l’appuntamento con la vita vera: per ora non si apre, anzi si richiuderà.continua a leggere
Partenza anticipata per gli over 60 nelle zone critiche
25 febbraio 2021
Dal 25 febbraio ed entro 5-6 giorni verranno vaccinati i circa30mila cittadini tra i 60 e i 79 anni dei Comuni al confine tra Bergamo e Brescia (15 bergamaschi e 8 bresciani), dove il contagio dilaga anche a causa delle varianti. Mentre per gli over 80 prosegue il programma vaccinale già in corso, Bertolaso ammette che «probabilmente, per fare in modo di avere le dosi necessarie a vaccinare gli over 60 in questi Comuni, dovremo rallentare la somministrazione della fase 1 bis per quanto riguarda le attività sociali, che sono meno a rischio». Per vaccinare i 30mila 60-79 enni (con AstraZeneca e con Pfizer) sono stati individuati quattro centri vaccinali: a Chiuduno, Iseo, Antegnate e Chiari. Saranno 18 le linee vaccinali in ciascuna provincia: «Verranno fatte circa 2.500 vaccinazioni al giorno in quella bresciana e altrettante in quella bergamasca, per un totale di 4-5.000 somministrazioni al giorno: in questo modo entro 5 o 6 giorni chiuderemo questa vaccinazione lungo il confine tra le due province».
Il rogo è divampato intorno alle 20.30 di giovedì nel capannone della Ossidazione Anodica, che si occupa di lavorazione dell’alluminio. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte. Il sindaco: «Tenete chiuse le finestre»
26 febbraio 2021
È servita una notte di lavoro ai vigili del fuoco per domare l’incendio di vaste proporzioni scoppiato alle 20.30 circa di giovedì nel capannone della Ossidazione Anodica srl, ditta di Pozzo d’Adda, nel milanese, che si occupa di lavorazione dell’alluminio. Venerdì mattina, un mezzo dei vigili del fuoco si trova ancora sul posto, per controllare gli ultimi focolai, e scongiurare un’eventuale ripresa delle fiamme che per tutta la notte hanno illuminato il cielo con lingue di fuoco molto alte, fortunatamente senza provocare feriti.
Il fabbricato si trova in via Berlinguer, in zona industriale, a qualche centinaio di metri in linea d’aria dal primo nucleo abitato. Secondo quanto appreso l’incendio (divampato forse da un silos esterno) non ha raggiunto i fusti di acido presenti all’interno, scongiurando così il pericolo ambientale, anche se gli accertamenti, su questo fronte, non sono ancora stati completati e l’amministrazione ha invitato precauzionalmente i cittadini a tenere chiuse porte e finestre per evitare di inalare fumi. Nel giugno 2018, la stessa azienda era stata colpita da un altro incendio, anche se di proporzioni minori, e, anche in quel caso, senza feriti.
Pozzo d’Adda, incendio in una ditta di metalli: fiamme alte e allarme fumi
(ANSA) – Brescia, 26 febbraio 2021 – Un mezzo pesante ha preso fuoco dopo un incidente avvenuto attorno alle sette lungo l’autostrada A4 nel territorio tra Ospitaletto e Castegnato nel Bresciano. L’autostrada è stata chiusa al traffico.
Con le fiamme si sono sprigionate anche colonne di fumo nero visibili a chilometri di distanza. Due i mezzi coinvolti: uno trasportava glicerina e l’altro pellet. Nell’incidente non risultano feriti. (ANSA).
Bologna, 23 febbraio 23021 – “Dopo dieci anni è finita, anche se io e il mio avvocato non avevamo mai avuto dubbi sulla mia innocenza. In qualche modo vengo ripagato, giustizia parziale è stata fatta, perché comunque questi anni non me li restituirà più nessuno, è una rivincita e speriamo che sia la prima di una lunga serie. Io ho fatto tutto questo per essere riabilitato a livello sportivo. E’ una prima vittoria, spero che ne arrivino altre”. Sono le parole pronunciate oggi, 23 febbraio, alla Libertà di Piacenza da Beppe Signori fuori dal Tribunale.
il processo a carico di Signori s’è concluso con un’assoluzione piena. L’ex giocatore di Foggia, Lazio e Bologna era imputato nel filone piacentino dell’inchiesta sul calcioscommesse. Era accusato di aver truccato il risultato della gara tra Piacenza e Padova del 2 ottobre 2010. Signori, difeso dall’avvocato Patrizia Brandi del foro di Bologna, aveva rinunciato alla prescrizione.
L’indagine riguarda un tentativo di raggiro ai danni dell’Umbria
L’approvviggionamento dei vaccini, i contratti nazionali ed europei, la distribuzione delle fiale tra le Regioni italiane. La procura di Perugia, guidata da Raffaele Cantone, ha dato mandato ai carabinieri del Nas del capoluogo umbro di acquisire alcuni documenti presso la struttura del Commissario straordinario per l’emergenza Covid; Domenico Arcuri, e l’Aifa per accertare le modalità e i cirteri con cui le dosi sono arrivate nei territori.
Secondo quanto si apprende dal Nas, l’acquisizione di documenti riguarderà anche la sede della Regione Veneto. L’obiettivo è di accertare i presunti proponenti di forniture di vaccino in deroga agli accordi con le Autorità centrali.
L’operazione è scattata nell’ambito delle indagini su un tentativo di truffa del quale è accusato un quarantenne incensurato, originario della provincia di Messina. L’uomo, a gennaio scorso – in base alla ricostruzione degli inquirenti – “accreditandosi falsamente” come intermediario per conto di Astrazaneca internazionale aveva proposto alla Regione Umbria l’acquisto di vaccini anti Covid. Nel fascicolo non ci sarebbero altri indagati.
Un tonfo nella tarda serata di martedì e la passerella pedonale di Ponticelli, alla periferia di Santa Maria a Monte in provincia di Pisa, è venuta giù. Piegata al centro, è crollata prima ancora di essere inaugurata. Erano da poco passate le 19 quando alcuni residenti della frazione toscana hanno sentito la struttura gemere ed accasciarsi nel fosso, accanto al ponte stradale. Data l’ora, per fortuna, nessuno stava transitando sulla passerella che, fin dall’inizio ha avuto una storia travagliata fatta di continui stop e riprese nei lavori. Iniziati oltre un anno fa e non ancora terminati. Adesso si indaga per capire quali possano essere state le cause dello “svenimento”, se strutturali o attribuibili alle pesanti piogge delle scorse settimane. Un’indagine approfondita in questo senso è stata promessa dalla sindaca Ilaria Parrella.
Viggiù, Mede, Castrezzato e Bollate: ecco le zone rosse
(ANSA) – MILANO, 16 FEB – Oltre a Castrezzato, anche Viggiù, nel Varesotto, Mede, nel Pavese, e Bollate, alle porte di Milano, dalle 18 di gggi saranno zona rossa. Lo ha stabilito con un’ordinanza il presidente della Regione Attilio Fontana.
La decisione – viene spiegato – è dovuta all’insorgere di cluster di contagio legati alla diffusione di varianti del virus. Il presidente della Regione – sentito il ministro della Salute – ha stabilito con un’ordinanza che, ai sensi dell’art. 3 del dpcm 14 gennaio 2021, nei 4 comuni verranno applicate le disposizioni previste nella cosiddetta ‘fascia rossa‘. Con l’ordinanza firmata da Fontana “si dispone che le attività scolastiche e didattiche di tutte le classi delle scuole primarie e secondarie in questi comuni si svolgano esclusivamente con modalità a distanza. Tale sospensione – viene aggiunto in una nota – riguarda anche asili nidi e scuole materne”. L’ordinanza è valida fino amercoledì 24 febbraio. (ANSA).
CARRASEGARE 2021 – Il rito non si ferma – 14.02.2021 Dagli studi di Videolina Ambra Pintore conduce uno speciale sul Carnevale in Sardegna, con la regia di Andrea Fenu. Malgrado l’assenza degli eventi che caratterizzano il rito, lo speciale sarà l’occasione per ripercorrere con le immagini d’archivio i suggestivi carnevali di Mamoiada, Santu Lussurgiu, Oristano, Ottana, Orotelli, Gavoi, Samugheo, Fonni. Tra i temi in programma: un rito che non si ferma; i suoni del carnevale; le maschere sarde e del mediterraneo; come si realizza una maschera. Ad accompagnare Ambra ci saranno: il semiologo Franciscu Sedda con il quale si affronterà il tema del rito nei suoi cambiamenti; Franca Rosa Contu responsabile musei dell’ISRE di Nuoro, che oltre ad illustrare la collezione originaria dei mascheramenti sardi, presenterà le ricerche legate a s’eritaju di Orotelli e a su bundu di Orani; il ricercatore Marcello Marras si concentrerà sui suoni che accompagnano i carnevali di Aidomaggiore, Seneghe, Gavoi; la Componidora del 2010 Elisabetta Sechi racconterà la sua esperienza di capocorsa della Sartiglia; il mascheraio Graziano Viale mostrerà le fasi della realizzazione di una maschera in cuoio de su Componidori a partire dal calco in argilla fino alla modellazione e rifinitura
Non si conoscono le cause dell’incendio: per spegnerlo sono intervenute quattro squadre dei vigili del fuoco
Un grosso incendio si è sviluppato al canile di Olgiate Comasco, in via Fontanelle, stamattina intorno alle 11,50. Sono intervenute quattro squadre dei vigili del fuoco dalle sedi di Como, Appiano Gentile e Lomazzo. E’ stato particolarmente difficile contenere le fiamme e ancora si sta cercando di capire cosa possa averle scatenate. I 60 cani presenti nella struttura sono stati portati in salvo.
ArcelorMittal ha 60 giorni per spegnere l’area a caldo dell’acciaieria ex Ilva di Taranto. A deciderlo è la prima sezione del tribunale amministrativo di Lecce che ha respinto due ricorsi della multinazionale franco indiana, che gestisce lo stabilimento dal 2018, e di Ilva in Amministrazione straordinaria contro l’ordinanza firmata dal sindaco Rinaldo Melucci il 27 febbraio 2020. L’azienda ha annunciato che promuoverà immediatamente appello al Consiglio di Stato contro la chiusura dell’area a caldo.
L’oggetto del provvedimento urgente sindacale era il “Rischio sanitario derivante dalla produzione dello stabilimento siderurgico ex Ilva emissioni in atmosfera dovute ad anomalie impiantistiche“. L’obiettivo, tenendo conto di risultati su monitoraggi ed emissioni inquinanti, sul rischio per la popolazione e le leggi in materia ambientale, era quello di far individuare entro 30 giorni da parte di ArcelorMittal Italia e Ilva in amministrazione straordinaria le fonti inquinanti del siderurgico per rimuoverle. Se non avessero adempiuto gestore e proprietario avrebbero dovuto spegnere gli impianti. continua a leggere
L’incidente durante le partenze per il weekend nelle seconde case in montagna. Rabbia social: “Asfalto ghiacciato“. Il gestore replica: in mattinata eseguito il trattamento antigelo
Il primo miniesodo verso la montagna si trasforma in dramma con due morti e ben 31 feriti di cui due gravi: questa mattina, sull’autostrada A32 a Salbertrand, in direzione Bardonecchia, in Valle di Susa nel Torinese, è avvenuto un gigantesco tamponamento con 25 auto coinvolte. Le vittime sono un uomo e una donna: il primo, Francesco Armentaro, 37 anni, di Caselette (Torino) era alla guida di un’auto uscita per prima di strada. La donna, Michelanna Giachino, 71 anni, di Torino, soccorsa in condizioni disperate, è spirata durante il trasporto in ospedale. Stava andando in montagna a trovare i nipoti. Altre 31 persone sono rimaste ferite: due in codice rosso al Cto e alle Molinette di Torino, 4 in codice giallo, 25 in codice verde.
All’origine dell’incidente potrebbe essere il ghiaccio che si è formato sull’asfalto con le temperature bassissime di queste ore, ma anche l’alta velocità. Il presidente dell’Uncem, Unione piccoli comuni montani, Marco Bussone, punta il dito contro Sitaf, la società che gestisce l’autostrada: “Le disattenzioni del concessionario della A32 nella gestione del manto stradale nelle scorse ore sono gravissime. E devono essere messe in luce. Una presa di posizione del neoministro Giovannini è necessaria. Diciamo da tempo che il modello di gestione di queste autostrade è inadeguato. Grave non avere sistemi di gestione preventiva più seri“. continua a leggere
Le parole del segretario generale Ugo Zampetti – Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev /CorriereTv
Roma, 12 febbraio 2021 – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceve al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Consiglio incaricato, Professor Mario Draghi. “Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto il professore Mario Draghi il quale sciogliendo la riserva, formulata lo scorso 3 febbraio, ha accettato di formare il nuovo Governo e ha sottoposto al presidente della Repubblica le proposte relative alla nomina dei lista dei ministri. Il Capo dello Stato ha riformato i relativi decreti“. L’annuncio del segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti. / Quirinale
Tra i più grandi jazzisti del mondo, il pianista statunitense di origine italiana aveva 79 anni. Durante sessant’anni di carriera aveva suonato con fuoriclasse come Miles Davis e Herbie Hancock e aveva vinto 23 Grammy Award
È morto all’età di 79 anni Chick Corea, pianista statunitense leggenda del jazz. Vincitore di 23 Grammy, ha suonato con i più grandi jazzisti del mondo, da Miles Davis a Stanley Clarke. Origini italiane – all’anagrafe si chiamava Armando Antonio Corea-, l’artista è morto a causa di una rara forma di tumore che solo da poco tempo aveva scoperto di avere.
La notizia della morte del grande artista è stata pubblicata sul suo profilo Facebook con un post che contiene anche il suo commiato, il ringraziamento a “tutti coloro che lungo il mio viaggio hanno contribuito a mantenere vivo il fuoco della musica” e un pensiero a chi gli è stato vicino. continua a leggere
Carbonero, famosa giornalista spagnola e moglie dell’ex portiere Iker Casillas, è stata ricoverata a Madrid per una ricaduta del cancro che le era stato diagnosticato nel 2019
Sara Carbonero, 37 anni, è ricoverata da venerdì scorso alla Clinica dell’Università di Navarra, a Madrid.La famosa giornalista spagnola, vicedirettrice della sezione Sport di Mediaset Espana e moglie dal 2016 dell’ex portiere Iker Casillas, sta lottando di nuovo contro il tumore. Una ricaduta che l’ha costretta a tornare in clinica per iniziare un ciclo di cure, dopo quelle a cui si era sottoposta a partire dal maggiodel 2019,come si legge su El Pais. Dopo la prima operazione, in fatti, erano iniziati i controlli di routine, l’ultimo dei quali ha evidenziato la recidività del tumore, un cancro ovarico maligno.
L’annuncio su Instagram: «Il cancro ha toccato me» – «Questa volta è toccato a me– aveva scritto Carbonero in un post su Instagram nel 2019 -. Mi hanno trovato un tumore maligno e sono stata operata. È andato tutto bene, ma ho ancora qualche mese di lotta e trattamenti da fare. Sono fiduciosa che tutto andrà bene. Qualche giorno fa in una visita di controllo i medici mi hanno trovato un cancro maligno alle ovaie e mi hanno operata. Tutto fortunatamente è andato bene, l’abbiamo preso molto presto, ma ho ancora qualche mese di trattamenti e lotta davanti a me. Tutto andrà bene. So che la strada sarà dura, ma avrà un lieto fine con il supporto della mia famiglia e dei medici», ricevendo tanti messaggi di solidarietà. Solo poche settimane prima, il marito era stato ricoverato per un infarto acuto al miocardio durante l’allenamento del Porto (dove ha militato dal 2015-2020, dopo una lunga carriera nel Real Madrid, ndr). continua a leggere
Nel collasso delle palazzine, il 24 agosto del 2016, morirono 18 persone. “Ora i familiari sanno perché”. Condannati i 5 imputati
Non fu l’evento sismisco, che di per sé no fu “eccezionale” né ebbe “effetti eccezionali“, a far crollare le palazzine ex Iacp di largo Augusto Sagnotti, ad Amatrice, il 24 agosto 2016 . Le cause di quel collasso che provocò la morte di 18 persone sotto le macerie è da ricercarci invece nelle “concause umane“.
È quanto scrive il giudice del tribunale di Rieti, Carlo Sabatini, nelle oltre 500 pagine delle motivazioni della sentenza con cui l’8 settembre scorso ha condannato i 5 imputati del processo per i due crolli nel pieno centro del borgo a complessivi 36 anni di carcere.
Nella relazione si legge come “il crollo sia da imputare in primis a difetti di progettazione, che riguardavano: la previsione di 17 pilastri (invece dei 23 contemplati nel progetto portato all’autorizzazione dello Iacp e del Genio civile), pilastri che erano di dimensioni insufficienti di numero, collegati dai soli solai peraltro in punti ‘asimmetrici’; pilastri che risultavano non calcolati per tutte le direzioni di possibile ingresso del sisma e per le azioni a taglio”. Vengono sottolineati anche i “difetti di esecuzione che riguardavano, tra l’altro, la carente piegatura dei ferri, la mancanza di uno dei ferri posizionati sul lato trasversale, e l’utilizzo di un cemento scadente, o comunque di qualità inferiore a quello di progetto. Ulteriore concausa dell’evento sono state le reiterate omissioni nelle procedure di verifica delle opere da parte dei pubblici funzionari – scrive ancora il giudice reatino – che avrebbero potuto e dovuto rilevare i difetti, negare le autorizzazioni di loro competenza o finanche solo disporre degli approfondimenti“.
La scossa delle 3.36, aggiunge Sabatini, “certamente non può definirsi ‘eccezionale’ in base ai precedenti storici dell’area“, né “eccezionale per energia liberata, per sua durata e per entità della sua fase più distruttiva, per profondità dell’epicentro“. Il sisma, inoltre, non ebbe profili “di eccezionalità degli effetti, in ragione di direttività delle scosse, fenomeni di amplificazione locale” e “anche in riferimento agli studi di microzonazione intervenuti ex post“. Dunque quelle palazzine erano stato costruite male, come avevano già svelato le indagini e le perizie e come ha sostenuto l’accusa.
“I miei assistiti ora sanno perché i loro più stretti congiunti sono morti o hanno riportano lesioni – ha commentato Wania della Vigna, legale dei familiari delle vittime dei crolli – Hanno trovato la risposta allo sterminio delle loro famiglie. Ora sanno che ci furono concause umane, precisi profili di responsabilità nelle persone degli imputati, condannati per i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, crollo di edificio, disastro colposo“.
Nessun ferito ma danni enormi, l’impianto era chiuso
Nessun ferito ma danni enormi questa mattina a Vipiteno, dove è crollato il tetto del palaghiaccio. Il cedimento, avvenuto verso le ore 7, con ogni probabilità è stato causato dal peso della neve, che questo inverno sta cadendo abbondantemente, così anche in queste ore. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la zona
Fortunatamente l’impianto era chiuso.
In questo inverno, con gli impianti chiusi a causa della pandemia, l’Alto Adige sta registrando nevicate record. Come spiega il meteorologo provinciale Dieter Peterlin all’ANSA, dall’inizio dell’inverno sono caduti 285 litri/mq, ovvero tre volte il valore della media pluriennale. E’ ormai a portata di mano il record assoluto che risale all’inverno 1950/51, quando si registrarono 317 litri/mq.
Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, che ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92..
art.1 Legge 30.03.2004, n. 92– “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo » al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”
Il presidente della Repubblica italiana Mattarella e il presidente della Repubblica di Slovenia Pahor alla foiba di Basovizza
I massacri delle foibe – sono stati degli eccidi ai danni di militari e civili italiani autoctoni della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia, avvenuti durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra, da parte dei partigiani jugoslavi e dell’OZNA. Il nome deriva dai grandi inghiottitoi carsici, che nella Venezia Giulia sono chiamati “foibe“, dove furono gettati molti dei corpi delle vittime.
Per estensione i termini “foibe” e il neologismo “infoibare” sono diventati sinonimi di uccisioni che in realtà furono in massima parte perpetrate in modo diverso: la maggioranza delle vittime morì nei campi di prigionia jugoslavi o durante la deportazione verso di essi. Secondo gli storici Pupo e Spazzali, l’utilizzo simbolico di questo termine «può divenire fonte di equivoci qualora si affronti il nodo della quantificazione delle vittime», in quanto la differenza tra il numero relativamente ridotto dei corpi materialmente gettati nelle foibe, e quello più alto degli uccisi nei campi di prigionia, dovrebbe portare a parlare di “deportati” e “uccisi” per indicare tutte le vittime della repressione.
Si stima che le vittime in Venezia Giulia, nel Quarnaro e nella Dalmazia siano state, sempre secondo gli storici Pupo e Spazzali, tra le 3 000 e le 5 000, comprese le salme recuperate e quelle stimate nonché i morti nei campi di concentramento jugoslavi, mentre alcune fonti fanno salire questo numero fino a 11 000. In generale però cifre superiori alle 5 000 si raggiungono soltanto conteggiando anche i caduti che si ebbero da parte italiana nella lotta antipartigiana.
Al massacro delle foibe seguì l’esodo giuliano dalmata, ovvero l’emigrazione più o meno forzata della maggioranza dei cittadini di etnia e di lingua italiana dalla Venezia Giulia, del Quarnaro e dalla Dalmazia, territori del Regno d’Italia prima occupati dall’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia del maresciallo Josip Broz Tito e successivamente annessi dalla Jugoslavia. Emigrazione dovuta a varie ragioni: dall’oppressione esercitata da un regime la cui natura totalitaria impediva anche la libera espressione dell’identità nazionale, al rigetto dei mutamenti nell’egemonia nazionale e sociale nell’area, nonché alla vicinanza dell’Italia, che costituì un fattore oggettivo di attrazione per popolazioni perseguitate ed impaurite nonostante il governo italiano si fosse a più riprese adoperato per fermare, o quantomeno contenere, l’esodo. Si stima che i giuliani, i quarnerini e i dalmati italiani che emigrarono dalle loro terre di origine ammontino a un numero compreso tra le 250 000 e le 350 000 persone tra il 1945 e il 1956.
Durante il fascismo l’italianizzazione della Dalmaazia e della Venezia Giulia venne perseguita seguendo, nelle intenzioni, il modello francese (attraverso una serie di provvedimenti aventi forza di legge come l’italianizzazione della toponomastica, dei nomi propri e la chiusura di scuole bilingui); nei fatti, il modello fascista.
Dove si trovano le principali foibe.
Schema di una foiba tratto da una pubblicazione del 1946 del CNL istriano.
Recupero di resti umani dalla foiba di Vines, località Faraguni, presso Albona d’Istria negli ultimi mesi del 1943.
Aveva 87 anni. La notizia data su Twitter dall’amico Castagnetti: “Uomo integro e forte”. Tanti i messaggi di cordoglio sui social. Zingaretti: “Siamo tutti più soli”, Franceschini: “Perdo un maestro, padre, amico”. Tajani: “Non la pensavamo sempre alla stessa maniera, ma era una gran persona”
È morto a causa del Covid Franco Marini, politico e sindacalista. Aveva 87 anni. Fu segretario generale della Cisl, poi presidente del Senato e ministro del Lavoro, segretario del Partito popolare italiano ed europarlamentare.
A inizio gennaio era risultato positivo al coronavirused era stato ricoverato all’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti. La notizia della scomparsa è stata data con un tweet da Pierluigi Castagnetti che ha ricordato l’amico come “uomo integro, forte e fedele a un grande ideale: la libertà come presupposto della democrazia e della giustizia. Quella vera“. continua a leggere
Ci ha lasciato Franco Marini. Già Presidente Senato, Ministro del Lavoro, Segretario generale CISL e Segretario nazionale PPI. Uomo integro, forte e fedele a un grande ideale: la libertà come presupposto della democrazia e della giustizia. Quella vera.
La politica come passione e organizzazione, il mondo del lavoro la sua bussola, il calore nei rapporti umani. Ci mancherà #FrancoMarini. Ha accompagnato i cattolici democratici nel nuovo secolo
Andrea Gresele, terzino destro classe 2002, a causa di una bravata con amici, ha riportato la frattura di una vertebra, un ematoma cranico e l’ustione di una mano. Operato domenica mattina, è in terapia intensiva
VERONA – “Siamo vicini a te, ai tuoi cari e a chi, come noi, ti vuole bene. Forza Andrea!”. L’Hellas Verona si stringe così intorno ad Andrea Gresele, 18 anni e difensore della squadra Primavera scaligera ma anche già nel giro della prima squadra di Juric, che è attualmente ricoverato in terapia intensiva dopo essere rimasto folgorato dai cavi dell’alta tensione del treno ed essere caduto da un’altezza di quattro metri, riportando la frattura di una vertebra, un ematoma cranico e l’ustione di una mano.
Operato domenica mattina, resta gravissimo – Secondo quanto riporta ‘L’Arena’, l’incidente sarebbe accaduto sabato sera in via Galileo Galilei a Verona, dove Gresele e alcuni amici avevano affittato una casa per il fine settimana. Il giovane calciatore, per una bravata come ha poi confermato la Polfer, pare abbia preso una sedia per scavalcare la recinzione della ferrovia, e da lì sarebbe salito sul tetto di un vagone dove ha poi preso la scossa che lo ha fatto cadere a terra. I soccorsi sono stati immediati e il giovane domenica mattina è stato sottoposto a un intervento chirurgico e ora è in terapia intensiva, la prognosi è riservata. Nelle prossime ore saranno sentiti tutti gli amici del giovane, per tentare di ricostruire nei dettagli la dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità. Sempre più accreditata la tesi che si sia trattato di un gioco di gruppo in una situazione di estremo pericolo.
Due minuti con un messaggio di unità per gli Stati Uniti divisi dalla politica: è quello dello spot pubblicitario per la Jeep, narrato e interpretato da Bruce Springsteen, che andrà in onda stasera durante il 55.mo Superbowl. La partita dell’anno si giocherà a Tampa, in Florida, e vedrà sfidarsi i campioni della NFC, i Tampa Bay Buccaneers, contro quelli della AFC, i Kansas City Chiefs.
E’ la prima volta che il ‘Boss’ si presta a partecipare a un messaggio pubblicitario. Nelle immagini, Springsteen parte da una piccola chiesa a Lebanon, Kansas, nel centro esatto degli Usa, “aperta a tutti, sempre”, per dire che “il terreno su cui ci troviamo è un terreno comune“.
E lo fa mentre si vede sua Jeep CJ-5 del 1980. “La nostra luce ha sempre trovato la sua strada nell’oscurità – aggiunge – E c’è speranza sulla strada che abbiamo davanti“. Lo spot termina con il messaggio “Agli Stati Ri-Uniti d’America“.
La dogana di Gaggiolo al confine con la Svizzera è stata evacuata nel pomeriggio di venerdì per un allarme bomba che poi si è rivelato essere falso. La frontiera è stata chiusa sia in ingresso in Italia sia in uscita per l’intero pomeriggio di venerdì
La dogana di Gaggiolo al confine con la Svizzera è stata evacuata nel pomeriggio di venerdì per un allarme bomba. é stato necessario compiere accertamenti per capire se a bordo di un Suv che stava transitando passate le 16 dalla dogana nel comune di Cantello sia presente esplosivo. La frontiera, presidiata dalla guardia di finanza è rimasta chiusa sia in ingresso in Italia sia in uscita per circa tre ore a partire dalle 16. Sul posto sono stati chiamati gli artificieri e l’intera area è stata interdetta al traffico, bloccato a una distanza di circa 500 metri. Secondo quanto appreso una persona a bordo di un veicolo si è presentata in dogana in uscita dall’Italia e ha avvisato i militari della presenza di esplosivo sull’auto. I finanzieri hanno immediatamente circoscritto la zona e interrotto il passaggio del transito privato e commerciale. L’allarme si è rivelato alla fine ingiustificato e il protagonista dell’episodio – un pregiudicato di 40 anni di Malnate (Varese) – trattenuto dalle forze dell’ordine.
Dopo il sopralluogo degli artificieri che hanno impiegato anche unità cinofile è stato verificato che sul veicolo non vi erano esplosivi e il valico è stato riaperto al transito in entrambe le direzioni attorno alle 18.30. L’uomo a bordo dell’auto fermata è un quarantenne residente a Malnate, nel Varesotto, ed è stato trasportato al pronto soccorso per accertamenti sanitari. La sua posizione è al vaglio.
Il fratello Giovanni: “Spero possa uscire una pubblicazione con le sue composizioni, siamo a buon punto”
Francesco Nuti non solo attore comico e regista. “Abbiamo scoperto nei suoi quaderni e diari una serie di poesie molto belle, un lato ‘nascosto’ che Francesco inseriva nei suoi film“, ha raccontato ai microfoni di Radio Toscana Giovanni Nuti, fratello dell’attore pratese, durante la trasmissione Due in trasferta. “Spero possa uscire una pubblicazione con le sue composizioni, ci stiamo lavorando; anche se è un lavoro che dobbiamo ancora portare avanti, siamo a buon punto“.
Scrittore e musicista, Giovanni Nuti ha composto alcune colonne sonore di film di Francesco, oggi 65enne, e si sta occupando della cura di ciò che è stato realizzato nel corso della carriera dal fratello, anche durante le fasi segnate da problemi di salute dell’attore pratese di questi ultimi anni.
“La sua comicità si coniugava sempre con un sentire poetico – ha detto Giovanni Nuti – faceva ridere ma c’era sempre un confine con la malinconia. È il destino del comico in fondo, lui forse ha patito una specie di discriminazione in questo senso: il comico viene visto come una persona non intellettualmente elevata, lui in realtà leggeva e scriveva molto. Dovremmo riscoprire anche questo lato“.
Francesco Nuti – Sarà per te (Sanremo ’88 Serata finale) – live
La stecca da biliardo “Io chiara e lo scuro”
Madonna che silenzio c’è stasera – Che cazzo urli!
Il testo spiega la clausola dei “Best reasonable efforts”: il produttore dovrà mettere in campo “le attività e il grado di sforzo che una azienda di dimensioni, infrastrutture e risorse simili prenderebbe per sviluppare e produrre il vaccino tenendo conto dell’urgenza di mettere fine alla pandemia globale”. Confermata la posizione europea sull’obbligo di consegna entro marzo.
BRUXELLES-LONDRA – La Commissione europea ha pubblicato il contestato contratto per l’acquisto dei vaccini di AstraZeneca. Quarantuno pagine, in parte cancellate da omissis chiesti dall’azienda per consentire di rinunciare alla clausola di segretezza. Nel contratto compaiono i famosi “Best reasonable efforts” – il massimo sforzo ragionevole – rivelati dal Ceo dell’azienda, Pascal Soriot, nell’intervista con Repubblica per giustificare il taglio delle consegne in tutta Europa che ha scatenato un caso continentale e un duro scontro con le istituzioni Ue. In questi giorni Bruxelles ha negato l’applicazione della clausola del massimo sforzo, sostenendo che in realtà la casa farmaceutica non aveva giustificato in modo convincente i ritardi e dunque non potesse invocare di avere fatto del proprio meglio.
Il contratto definisce chiaramente la clausola, spiegando che i “Best reasonable efforts” nel caso di AstraZeneca significano mettere in campo “le attività e il grado di sforzo che una azienda di dimensioni, infrastrutture e risorse simili prenderebbe per sviluppare e produrre il vaccino tenendo conto dell’urgenza di mettere fine alla pandemia globale”. Intorno a questa definizione si gioca la partita, visto che l’azienda anglo-svedese ha tagliato di un terzo le forniture Ue dei vaccini del primo trimestre (più di 100 milioni su un totale di 300+100 milioni) mettendo a rischio la campagna di immunizzazione in Europa. In più, la Ue sospetta che le dosi che le spettavano siano state spedite dall’azienda fuori dal continente, nel Regno Unito o negli Usa. continua a leggere
Sono da due settimane a centinaia di metri sottoterra
I soccorritori sono riusciti a salvare oggi 11 dei 22 minatori cinesi rimasti intrappolati e da due settimane a 600 metri sottoterra. Lo riportano i media statali cinesi citati dalla Cnn.
Il primo operaio è stato soccorso dalla miniera d’oro di Hushan, nella provincia di Shandong, attorno alle 11.03 ora locale (le 6 di mattina in Italia), gli altri 10 un’ora dopo ma da un’uscita diversa. Uno di questi è ferito, ma non si sa se sia in gravi condizioni. Ci sono altri 11 minatori bloccati nella miniera, ma di loro non si sono avute più notizie dal giorno dell’esplosione il 10 gennaio.
Il primo soccorso, “fisicamente debole”, non appartiene al gruppo dei dieci minori con cui è stato stabilito un contatto dalla superficie. Le riprese di Cctv hanno mostrato un piccolo carrello elevatore che saliva in superficie, sollevato da un enorme impianto di perforazione. Un uomo con una mascherina, che sembrava incapace di stare in piedi, è emerso accompagnato dai soccorritori. Dall’esplosione del 10 gennaio nella miniera d’oro di Qixia, nella provincia orientale dello Shandong, i soccorritori lavorano per salvare i minatori bloccati a diverse centinaia di metri sottoterra e minacciati dall’innalzamento dell’acqua. L’esplosione ha bloccato l’ingresso al pozzo e interrotto le comunicazioni. Uno dei minatori è morto la scorsa settimana per le ferite riportate.
Sventrato un palazzo in Calle de Toledo, nella capitale spagnola. Almeno tre vittime e diversi feriti. Il sindaco: «L’esplosione dovuta a una fuga di gas»
È di tre morti e otto feriti il bilancio ufficiale dell’esplosione in un palazzo nel centro di Madrid, nel quartiere La Latina, nei pressi della Puerta de Toledo. Non ci sono invece feriti tra gli anziani della residenza Los Nogales e tra i bambini della scuola Lasalle La Paloma, strutture attigue alla struttura coinvolta nella deflagrazione.
Sanchez: «Noi vicini alle famiglie delle vittime» – «Permettetemi di fare una valutazione preliminare, con tutte le precauzioni — ha detto il sindaco José Luis Martìnez Almeida —. Sembra che ci sia stata un’esplosione di gas nell’edificio residenziale sopra la parrocchia di La Paloma», ha spiegato. Un intervento all’interno all’edificio «ne minerebbe al momento la stabilità» e si teme quindi un crollo. Il primo cittadino ha spiegato — infatti — che le fiamme continuano a propagarsi all’interno del palazzo. «Sfortunatamente dobbiamo piangere la morte di alcune persone nell’esplosione nella calle Toledo. Ho appena finito di parlare con il sindaco di Madrid per esprimergli il mio sostegno e solidarietà. Tutto il nostro rammarico e affetto alle famiglie dei defunti e dei feriti», ha scritto su Twitter il premier, Pedro Sanchez. L’esplosione che ha distrutto 4 piani dell’edificio è avvenuta mentre degli operai stavano controllando l’impianto del gas del palazzo, riferiscono fonti della polizia citati da El Pais. continua a leggere
Veíamos a Matías desde la ventana, primero dando vueltas y después sentado, con las sotanas al descubierto en el piso de abajo. Qué mal rato hemos pasado hasta que lo han bajado. Le mando un abrazo y que se recupere pronto. https://t.co/Wi9b9O1PdZpic.twitter.com/mipDjsmTlf
Se i giudici amministrativi giudicassero ammissibile il ricorso potrebbero accogliere la richiesta di sospensiva avanzata dal governatore Fontana in attesa di decidere nel merito. Moratti fa retromarcia su vaccini in base al Pil
La contestazione dell’indice di trasmissibilità del virus (Rt) rispetto al dato di incidenza settimanale considerato “fortemente indicativo della progressione dell’epidemia, in quanto restituisce un’idea del numero di possibili vettori di infezione” e che “permette di effettuare una prognosi veritiera sulla pressione cui sarà sottoposto il sistema sanitario” nelle prossime settimane. Secondo il Pirellone, l’indice Rt “fotografa una situazione epidemica non attuale”. E’ questo il punto di maggior rilievo che la Regione Lombardia contesta nel suo ricorso al Tar sulla decisione del Governo di porla in zona rossa. continua a leggere
Il colombiano, risultato positivo lo scorso 5 gennaio, è partito per Reggio Emilia dove è tornato tra i convocati contro il Napoli in Supercoppa
Juan Guillermo Cuadrado Bello (Necoclí, 26 maggio 1988) è un calciatore colombiano, centrocampista della Juventus e della nazionalecolombiana.
TORINO – Juan Cuadrado non è più positivo al Covid 19. Il comunicato della Juventus ha ufficializzato la negatività dell’esterno colombiano, risultato positivo lo scorso 5 gennaio, il giorno dopo la positività di Alex Sandro. Come da protocollo, il calciatore bianconero ha effettuato i due tamponi, ed entrambi hanno dato esito negativo. Una buona notizia per Pirlo, che a poche ore dal calcio d’inizio della finale di Supercoppa Italiana contro il Napoli può contare nuovamente sul calciatore, in una zona del campo, le fasce, in cui i bianconeri stanno vivendo una situazione di emergenza.
La partenza per Reggio Emilia – Cuadrado è partito alla volta di Reggio Emilia in mattinata ed è stato inserito nell’elenco dei giocatori convocati per il match con la squadra di Gattuso. Difficile immaginare un utilizzo immediato da parte del tecnico della Juventus, anche se avere a disposizione un’arma tattica come Cuadrado, da giocare a partita in corso, potrebbe fare la differenza. Resta da capire quale possa essere la condizione atletica del colombiano, fermo da 15 giorni in cui non ha potuto allenarsi se non individualmente a casa. Spetterà a Pirlo il compito di utilizzarlo nel migliore dei modi.