Il rifinanziamento del prestito di Elliott? “Entro inizio anno”, “entro fine marzo” e poi “si farà”. Parola di Marco Fassone, amministratore delegato del Milan che ancora brancola nel buio e continua la sua spola con Londra alla ricerca di fondi. E ancora, “Uefa? Sono ottimista”, salvo poi passare al contrattacco dopo il fallito voluntary agreement: “Ci hanno fatto richieste impossibili”. Come, per esempio, dimostrare la capacità della proprietà di finanziare il club e le perdite che il club farà nei prossimi anni attraverso una garanzia bancaria: una richiesta certo complessa che diventa impossibile quando non si sa a chi faccia capo la proprietà. continua a leggere
L’ad del Milan Marco Fassone con David Han Li, braccio destro di Yonghong Li
Un mezzo della formazione rossonera è stato assalito nei pressi dell’Allianz Stadium di Torino, dove il Milan affronta la Juventus nella sfida valida per la 30esima giornata di Serie A. Il pulmino è stato ripreso al suo arrivo nello stadio: vetro rotto ma nessun ferito tra le persone che si trovavano all’interno. Non si tratta del bus che trasportava i calciatori rossoneri e non è chiara la dinamica dell’aggressione.
E’ ufficiale: Zlatan Ibrahimovic ha firmato per i Los Angeles Galaxy. Lo ha annunciato lo stesso club sul suo profilo twitter postando un video con lo svedese con la maglia del club californiano che si alterna con un leone e che termina con la frase: “Los Angeles, benvenuto a Zlatan” e l’hashtag #zLAtan. Ibrahimovic – che ha 36 anni – lascia il Manchester United dove era arrivato lo scorso anno. Potrebbe esordire con i Galaxy già il 31 marzo, nel derby con il Los Angeles Fc.
Zlatan Ibrahimović joins LA Galaxy: First Interview
Former MLS Player and host of “The Movement” Calen Carr sits down with Zlatan Ibrahimović for his first interview as a member of the LA Galaxy.
Traduzione: L’ex giocatore MLS e conduttore di “The Movement” Calen Carr si siede con Zlatan Ibrahimović per la sua prima intervista come membro della LA Galaxy.
Antonello: “Data del derby, sorpresi dal rumore mediatico. Rispettata una regola accettata da tutte le società”
“Siamo sorpresi di tutto il rumore mediatico intorno alla data, noi ci siamo attenuti alle regole che ci siamo dati nella Lega tutti. Abbiamo scelto la data in cui tutte le squadre hanno deciso di recuperare un turno interrotto purtroppo da un evento tragico. Non ci sentiamo assolutamente di aver preso una decisione contro i tifosi, siamo convinti che Milano risponderà alla grande. L’unica scelta è stata guidata dalle regole“.
Gaetano Miccichè nasce a Palermo il 12 ottobre 1950 in una famiglia agiata della borghesia palermitana. Il padre, Gerlando, era un alto dirigente del Banco di Sicilia. Suo fratello Gianfranco è un politico italiano, l’altro fratello, Guglielmo, è il vice presidente del Palermo; suo zio Luigi, invece, fu consigliere della stessa società di calcio alla fine degli anni cinquanta.
Si laurea in giurisprudenza e consegue nel 1984 il Master in Business Administration presso l’Università Bocconi di Milano.
Nel 1971 ricopre il ruolo di responsabile clientela corporate presso la Cassa Centrale Risparmio delle Province Siciliane. Nel 1989 è nominato Direttore Centrale Finanza di Rodriquez S.p.A., società leader mondiale nel settore della navigazione veloce. Dal 1992 al 1995 è prima Direttore Generale e successivamente Liquidatore Delegato in Gerolimich – Unione Manifatture, holding di partecipazioni in diversi settori industriali. Nel 1996 diventa Direttore Generale di Santavaleria S.p.A., holding di partecipazioni industriali nei settori chimica e vetro. Dal 1997 al 2002 ricopre la carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale di Olcese S.p.A.
Dal 2002 al 2006 è in Banca Intesa S.p.A., dove assume da giugno 2002 la responsabilità della Direzione Large Corporate e Structured Finance e da gennaio 2005 la responsabilità della Divisione Corporate.
Entra nel 2007 in Intesa Sanpaolo S.p.A. e ricopre il ruolo di Responsabile Divisione Corporate & Investment Banking fino ad aprile 2016. Dal 2010 fino al 2016 assume la carica di Direttore Generale, Responsabile della Divisione Corporate e Investment Banking di Intesa Sanpaolo S.p.A. e dal 2013 per 3 anni è membro del Consiglio di Gestione.
Parallelamente, dal 2007 al 2015, Gaetano Miccichè è anche amministratore delegato di Banca IMI.
Tra gli altri incarichi ricoperti quello di Consigliere di Amministrazione di Alitalia S.p.A.,. Inoltre, dall’aprile del 2011 all’aprile del 2014 ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia, azienda nella quale aveva già ricoperto la carica di Consigliere di Amministrazione dal 2007 al 2011. Dal 2016 è membro del Consiglio di RCS SpA, e del Comitato Scientifico del Politecnico di Milano.
Il 19/03/2018 viene eletto all’unanimità nuovo presidente della Lega Serie A.
Così ha deciso la Lega che, preso atto dell’eliminazione dei rossoneri dall’Europa League, ha applicato il regolamento che prevede di collocare il recupero nella prima data utile, ma il Milan non ha gradito. E al termine della partita vinta contro il Chievo l’ad Fassone non ha nascosto la propria delusione: “Siamo molto amareggiati – ha detto il dirigente, tra l’altro con un passato all’Inter – Perché abbiamo fatto tutto il possibile coinvolgendo anche Malagò e offrendo all’Inter le date del 25 aprile e del 1° maggio. Potevamo anche giocare di pomeriggio davanti a 80.000 persone, ma il regolamento e la burocrazia hanno dato all’Inter la possibilità di rifiutare la nostra proposta. Adesso spero che i nostri tifosi, così come hanno fatto con l’Arsenal, riempiano lo stadio, perché questo è un derby che merita una cornice all’altezza”.
L’Inter non ha commentato ufficialmente la decisione della Lega, ma si sarebbe opposta alla data del 25 aprile perché troppo vicina alla partita contro la Juventus, in programma il 29 aprile a San Siro. Lo stesso avversario, ironia della sorte, che dovrà affrontare il Milan, ma appena quattro giorni prima del derby: “Cercheremo di dimostrare che è possibile giocare due gare così importanti in pochi giorni” ha concluso un avvelenato Fassone.
Il campionato di calcio greco è stato sospeso all’indomani della vicenda del patron della squadra del Paok di Salonicco, Ivan Savvidis, sceso in campo con una pistola dopo che la sua squadra aveva subito un gol contestato al novantesimo dall’Aek di Atene. Ad annunciare lo stop, il ministro dello Sport greco.
Presidente do PAOK de Salónica armado em campo – Presidente del PAOK di Salonicco armato in campo
Ivan Savvidis possui licença de uso e porte de arma. Não é procurado por entrar armado no relvado mas por violação de lei desportiva… LEIA MAIS : http://pt.euronews.com/2018/03/12/pre…
Traduzione: Ivan Savvidis ha una licenza per usare e portare un’arma. Non è ricercato per essere entrato in campo ma per violazione della legge sportiva .
Luigi Necco (Napoli, 8 maggio 1934 – Napoli, 13 marzo 2018) è stato un giornalista, telecronista sportivo e scrittore italiano.
Muore all’ospedale Cardarelli di Napoli il 13 marzo 2018, a 83 anni, per una grave insufficienza respiratoria.
29 novembre 1981 – L’attentato –Nell’ottobre del 1980, Antonio Sibilia, presidente dell’Avellino, si reca accompagnato dall’allora calciatore brasiliano Juary a una delle tante udienze del processo che vede imputato Raffaele Cutolo, capo incontrastato della Nuova Camorra Organizzata. Durante una pausa saluta il boss con tre baci sulla guancia e gli consegna, tramite Juary, una medaglia d’oro con dedica («A Raffaele Cutolo dall’Avellino calcio»). Giustificherà il suo omaggio con queste parole:
« Cutolo è un supertifoso dell’Avellino; il dono della medaglia non è una mia iniziativa, è una decisione adottata dal consiglio di amministrazione »
L’intera vicenda suscita l’interesse giornalistico di Necco, che ne parlerà a 90º minuto. Il 29 novembre 1981 il giornalista viene gambizzato in un ristorante di Avellino per mano di tre uomini inviati da Vincenzo Casillo, detto ‘O Nirone, luogotenente di Cutolo fuori dal carcere
Addio al grande Luigi Necco
Non solo calcio…: Le denunce mediatiche di Città di Partenope – Luigi Necco, L’Emigrante
“Sei una donna e sei carina, per questo non ti mando affanc…“. E’ polemica sulla risposta sessista che Maurizio Sarri ha dato nel post partita a San Siro a una domanda di Titti Improta, giornalista dell’emittente campana Canale 21 che aveva chiesto se dopo il pari lo scudetto fosse compromesso.
la domanda e risposta incriminata e al minuto 2.53
Torna il doping in Serie A: il brasiliano del Cagliari Joao Pedro è infatti risultato positivo all’idroclorotiazide (un diuretico) ai test effettuati da Nado Italia subito dopo la partita con il Sassuolo dell’11 febbraio scorso. Il giocatore, al quale è stata appena comunicata la notizia della positività, è stato sospeso dal tribunale nazionale antidoping di Nado Italia. Joao Pedro è risultato positivo al test antidoping per idroclorotiazide anche in un’altra partita, oltre a Sassuolo-Cagliari dell’11 febbraio scorso: il calciatore brasiliano ha infatti fallito il controllo dopo la gara esterna col Chievo del 17 febbraio. Joao Pedro, che è già stato sospeso nella prima mattinata da Nado Italia ed al quale è stata notificata pochi minuti fa anche la seconda positività, rischia ora una sanzione fino a due anni di squalifica.
Con Joao Pedro sono due i calciatori del massimo campionato italiano finiti quest’anno nelle maglie dell’antidoping. Nel settembre scorso infatti fu trovato positivo il capitano del Benevento Fabio Lucioni. Nel suo caso la sostanza risultata alle analisi è l’anabolizzante clostebol, mentre in quello in Joao Pedro è stato l’idroclorotiazide, classificato come diuretico. “Ho assunto il farmaco in buonafede, su indicazione del medico del Benevento” si difese il capitano del club sannita, ma il tribunale nazionale antidoping di Nado Italia a metà gennaio lo ha squalificato per un anno, mentre 4 anni di squalifica sono stati inflitti al medico del Benevento Walter Giorgione.
Al momento nessuna reazione da parte del club che evidentemente sta ancora cercando di capire che cosa sia successo. Nella storia del Cagliari è la prima volta che a un giocatore rossoblù viene contestato il doping.
De Vrij non si presenta alla Procura Antidoping Nado Italia – Stefan de Vrij non si è presentato alla procura antidoping di Nado Italia dove era stato convocato oggi per fornire chiarimenti. Al suo posto si sono presentati due medici della Lazio, ma la procura, guidata da Pierfilippo Laviani, ha riferito loro che il chiarimento deve essere dello stesso giocatore. L’avvocato del giocatore, attualmente in Olanda, ha chiesto un rinvio che è stato accolto dalla procura. Stando a quanto riferisce il club, de Vrij dovrebbe chiarire riguardo a questioni legate ad un controllo antidoping della partita di campionato Lazio-Verona del 19 febbraio scorso. In attesa di sviluppi, dal punto di vista di Nado Italia l’olandese è regolarmente convocabile per la partita con il Cagliari di domenica.
Difensore centrale mancino, era dotato di una buona tecnica di base che gli consentiva di far partire l’azione di gioco dalla difesa. Dotato anche di ottime caratteristiche fisiche e abilità nei colpi di testa, che gli permettevano di essere pericoloso in fase offensiva su punizioni e calci d’angolo.Poteva giocare sia come difensore centrale in una difesa a 4 sia come centrale sinistro in una difesa a 3.
Il 4 marzo 2018, in seguito ad un arresto cardiocircolatorio avvenuto per cause naturali, viene rinvenuto senza vita nella sua stanza d’albergo di Udine che ospitava la squadra toscana prima della partita del 27º turno di Serie A. Legato alla compagna Francesca Fioretti, aveva una figlia, Vittoria, di due anni
Rubo le parole del “GRANDE” Enrico Flavio Giangreco che rispecchia il mio pensiero:
L’Inter ha risposto in maniera chiara a quanto scritto oggi da “Il Sole 24 ORE”: “Considerazioni fuorvianti nei fatti e nelle interpretazioni che ledono l’immagine del club”. Secondo me, mancano tre giorni ad un derby che è importantissimo per tutto quello che può derivarne e l’articolo in questione è stato pubblicato per caso. Per puro caso. A proposito: Cui prodest? (A chi giova?). Amen. :-D:-D:-D PS: non aggiungo altro perché sono una persona educata.
Il mio consiglio “Non credete a per partito preso ma informatevi, verificate, “oggi con internet sia ha la possibilità di farlo….
Precisazione del Club in riferimento a quanto apparso in data 1 marzo 2018 sulle pagine de Il Sole 24 Ore
MILANO – Con riferimento a quanto apparso in data 1 marzo 2018 sulle pagine de Il Sole 24 Ore, F.C. Internazionale Milano S.p.A. tiene a precisare che il bilancio di esercizio e consolidato contengono una serie di dati ed informazioni integrative rispetto a quelle riportate nell’articolo, previste dal Codice Civile e dalle norme di legge e regolamentari in materia di bilancio di società di calcio che dimostrano come le considerazioni esposte nell’articolo stesso siano fuorvianti nei fatti e nelle interpretazioni ledendo l’immagine del club che quotidianamente opera nel rispetto delle leggi italiane e delle norme regolamentari applicate dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio.Il bilancio chiuso lo scorso 30 giugno, approvato prima dagli organi societari competenti e poi dalla assemblea dei soci ha superato la verifica della Co.Vi.So.C.
Il Club considera di primaria importanza il rispetto della legge e delle normative sulla predisposizione dei bilanci e tutelerà il proprio operato e la propria immagine in tutte le sedi opportune e competenti allo scopo di riconfermare che l’informativa finanziaria contenuta nel bilancio, nota integrativa e relazione sulla gestione è trasparente e veritiera.
米兰—针对《24小时太阳报》在2018年3月1日对国际米兰足球俱乐部的相关报道,俱乐部郑重声明:我们的综合财务报告,包含了全面的数据与信息,完全符合意大利的法律及足球俱乐部财政管理的相关条例。国际米兰足球俱乐部严格遵守意大利法律及意大利足协的相关规定。《24小时太阳报》在报道中传达的信息是失实且具有误导性的,对俱乐部的形象造成了极大伤害。截止至2017年6月30日的财报先后获得了俱乐部相关主权人和股东大会的批核,并最终获得了职业足球监察委员会(Co.Vi.So.C.)的审核。俱乐部始终坚信:财报相关的法律法规必须被严格遵守。我们将采取一切可能的法律手段来捍卫俱乐部的形象。国际米兰足球俱乐部再次重申:财务报告、注解说明、管理报告中的所有财务信息均真实透明。English versionVersione Italiana
‘Obiettivo Inter’ del 27/10: Speciale bilancio 2016/17, numeri, prospettive e curiosità!
Inter, fair play finanziario schiacciato sotto 638 milioni di debiti
A leggere il bilancio dell’Inter viene da chiedersi come possa il club nerazzurro essere ammesso al campionato di serie A. Il patrimonio netto consolidato è negativo per 83,41 milioni al 30 giugno 2017. C’è un peggioramento di quasi 29 milioni rispetto al 30 giugno 2016. Questo significa che il capitale versato dai soci è insufficiente a coprire le perdite accumulate e che la società avrebbe dovuto portare i libri in tribunale, da tempo. Il risultato netto consolidato è da anni in rosso. Nello scorso esercizio la perdita netta è stata di 24,6 milioni, inferiore ai 61,3 milioni del bilancio 2016.
La Figc non applica il fair play finanziario dell’Uefa. Nella gestione di Carlo Tavecchio e Michele Uva la Federcalcio si è data regole molto più lasche. C’è però da chiedersi come faccia la Covisoc a dare il via libera all’iscrizione di una società dal cronico deficit patrimoniale e di conto economico. Nello scorso esercizio i debiti totali consolidati sono aumentati a 637,56 milioni, quasi 150 milioni in più dell’esercizio precedente. Spiccano i debiti verso banche per 208 milioni e verso soci per finanziamenti per 221 milioni. Inoltre ci sono debiti verso altri club per l’acquisto di calciatori per 112,5 milioni. I crediti totali sono aumentati da 89,2 a 165,3 milioni. La liquidità si è ridotta a 14,76 milioni, rispetto ai 32,3 milioni di giugno 2016.
Dal 28 giugno 2016 c’è il nuovo azionista di maggioranza cinese, attraverso la lussemburghese Great Horizon Sarl, che – secondo la relazione al bilancio – è una «società interamente controllata da Suning Holding Co., Ltd». Il gruppo cinese Suning detiene il 68,55% dell’Fc Internazionale Spa. Il secondo socio è la International Sport Capital Spa, con il 31,05%, «facente riferimento a Erik Thohir», presidente del club. Altri azionisti possiedono lo 0,4 per cento.
Il nuovo socio di maggioranza ha iniettato 142 milioni con un aumento di capitale e – si legge nella relazione sulla gestione – ha concesso «finanziamenti soci per un totale di 298 milioni», di cui l’ultima tranche di 81 milioni nei mesi di luglio e agosto 2017. Le nuove risorse sono state impiegate in particolare per 131,6 milioni per rimborsare i debiti verso la Isc di Thohir e gli interessi.
A fine 2017 l’Inter si è rifinanziata emettendo un bond per 300 milioni al tasso del 4,85% per cinque anni, sottoscritto – dice la società -da investitori istituzionali. Nella scorsa stagione il club ha investito in diritti pluriennali alle prestazioni di calciatori 144,7 milioni e ha fatto cessioni per 55,8 milioni, con plusvalenze nette per 44,3 milioni. Il valore della produzione è aumentato da 205,7 a 273,7 milioni, escluse le plusvalenze. Il costo del personale è aumentato da 124,23 a 151,3 milioni.
In base all’accordo del 2014 con la Uefa il club si è impegnato ad avere un bilancio in equilibrio al 30 giugno 2017, pena una multa di 7 milioni. La società ritiene che, escludendo i costi che la Uefa consente di scorporare, spesa per stadio, vivai, territorio, i parametri Uefa siano rispettati. All’assemblea dei soci a fine ottobre l’a.d. Alessandro Antonello ha detto che «il bilancio 2016-2017 è attualmente in attesa di certificazione da parte dell’Uefa».
Alla fine l’affare si è concretizzato. Orient Hontai ha acquistato Mediapro, la società spagnola che si è aggiudicata i diritti tv del calcio italiano, oltre che di quello spagnolo. Come riporta “Il Messaggero”, il fondo di investimenti asiatico ha rilevato il 54,5% di Imagina, la società di produzione audiovisiva nata dalla fusione di Mediapro e Globomedia, per una cifra vicina ai 900 milioni di euro. continua a leggere
Omaggio di Luciano Spalletti all’Inter nel giorno di San Valentino. Una dichiarazione d’amore pubblicata sul suo profilo Instagram del tecnico nerazzurro. L’allenatore posta una foto della coreografia della Curva Nord con lo striscione ”Sola non la lascio mai”, poi la frase ‘Oggi più che mai amala! Buon San Valentino a tutti gli interisti’. Ad accompagnare il messaggio, torna anche l’hashtag ‘senza tregua’. Un amore, quello di Spalletti per l’Inter, sempre dichiarato con parole intense come quelle del 19 agosto scorso, alla vigilia dell’esordio sulla panchina nerazzurra, contro la Fiorentina a San Siro: ”San Siro deve essere per noi un posto sentimentale, dove ci si ama alla follia e non c’è possibilità di tradimento”.
Il disastro aereo di Monaco di Baviera avvenne il 6 febbraio 1958, quando il volo 609 della British European Airways si schiantò al suo terzo tentativo di decollo da una pista ricoperta di neve mista a fango all’aeroporto di Monaco-Riem, nella Germania Ovest.
A bordo dell’aereo c’era la squadra di calcio del Manchester United, soprannominata i Busby Babes, insieme ad alcuni sostenitori e giornalisti: morirono 23 dei 44 passeggeri. Il volo charter, destinato all’aeroporto di Manchester, era gestito dalla British European Airways (BEA) utilizzando un velivolo Airspeed Ambassador, precisamente con matricola G-ALZU, intitolato a William Cecil, 1º barone di Burghley.
Targa commemorativa all’Old Trafford
Nel disastro aereo in Germania morirono otto giocatori dei Red Devils: gran parte dei “Busby Babes” divennero “The Flowers of Manchester”
Capitano Kenneth “Ken” Rayment – Copilota inglese (sopravvissuto allo schianto, morì 3 settimane dopo a causa di un trauma cerebrale e per le numerose ferite)
Vera Lukić e sua figlia Vesna – passeggere salvate dal giocatore del Manchester United Harry Gregg. Al momento dell’incidente, Vera Lukić era incinta del suo ultimogenito Zoran.
Signora Miklos – moglie di Bela Miklos, l’agente di viaggio che organizzò il volo e morì nell’incidente.
Nebojsa Bato Tomašević – passeggero
Rosemary Blakeley (Cheverton) – hostess
Manchester ore 15.04, 60 anni fa la tragedia di Monaco
Lo schianto – Il capitano James Thain, il pilota, tentò di decollare due volte, ma entrambi i tentativi furono infruttuosi per un surriscaldamento del motore sinistro. Al terzo tentativo di decollo si decise di ovviare al surriscaldamento del motore sinistro “ritardandone” l’accelerazione, facendo percorrere all’aereo una lunghezza maggiore di quella usualmente richiesta. Per questo l’aereo fu costretto a utilizzare un tratto di pista non percorso quel giorno dagli altri aerei. In quella zona della pista era presente un sottile strato di neve sciolta, che ostacolò l’accelerazione dell’aereo, impedendo così il decollo.
Durante questa operazione l’aereo raggiunse i 117 nodi (217 km/h), ma nel tratto finale calò a 105 nodi (194 km/h), una velocità troppo bassa per poter volare e con troppa poca pista per poter interrompere il decollo.
Alle 15:04 l’aeroplano si schiantò sulla recinzione che circondava l’aeroporto e poi su una casa, che in quel momento era vuota. Parte dell’ala e parte della coda vennero strappate. Il velivolo prese fuoco. Il lato sinistro della cabina di pilotaggio colpì un albero, il lato destro della fusoliera un capanno di legno, all’interno del quale c’era un camion pieno di pneumatici e carburante, che esplose.
Manchester United heningkan cipta 1 menit tragedi Munich 1958
The Flowers of Manchester | Old Trafford | 06.02.2018 | Munich 60th Anniversary
Munich 58
The crash, on 6th February 1958, happened on United’s return from a European Cup tie in Belgrade.
The Flowers of Manchester:
One cold and bitter Thursday in Munich, Germany, Eight great football stalwarts conceded victory, Eight men will never play again who met destruction there, The flowers of English football, the flowers of Manchester
Matt Busby’s boys were flying, returning from Belgrade, This great United family, all masters of their trade, The pilot of the aircraft, the skipper Captain Thain, Three times they tried to take off and twice turned back again.
The third time down the runaway disaster followed close, There was slush upon that runaway and the aircraft never rose, It ploughed into the marshy ground, it broke, it overturned. And eight of the team were killed as the blazing wreckage burned.
Roger Byrne and Tommy Taylor who were capped for England’s side. And Ireland’s Billy Whelan and England’s Geoff Bent died, Mark Jones and Eddie Colman, and David Pegg also, They all lost their lives as it ploughed on through the snow.
Big Duncan he went too, with an injury to his brain, And Ireland’s brave Jack Blanchflower will never play again, The great Matt Busby lay there, the father of his team Three long months passed by before he saw his team again.
The trainer, coach and secretary, and a member of the crew, Also eight sporting journalists who with United flew, and one of them Big Swifty, who we will ne’er forget, the finest English ‘keeper that ever graced the net.
Oh, England’s finest football team its record truly great, its proud successes mocked by a cruel turn of fate. Eight men will never play again, who met destruction there, the flowers of English football, the flowers of Manchester
Traduzione:
Lo schianto, il 6 febbraio 1958, è avvenuto sul ritorno dello United da una coppa europea a Belgrado.
I fiori di Manchester:
Un giovedì freddo e amaro a Monaco, in Germania, Otto grandi sostenitori del calcio hanno ammesso la vittoria, Otto uomini non giocheranno mai più che hanno incontrato la distruzione lì, I fiori del calcio inglese, i fiori di Manchester
I ragazzi di Matt Busby stavano volando, di ritorno da Belgrado, Questa grande famiglia unita, tutti padroni del loro mestiere, Il pilota dell’aeromobile, il capitano Captain Thain, Tre volte hanno provato a decollare e due volte hanno voltato di nuovo.
La terza volta il disastro in fuga seguito da vicino, C’era una fanghiglia su quella fuga e l’aereo non si alzò mai, Si è arato nel terreno paludoso, si è rotto, si è rovesciato. E otto membri della squadra furono uccisi mentre i rottami ardenti bruciavano.
Roger Byrne e Tommy Taylor che sono stati incappucciati per la squadra inglese. E l’irlandese Billy Whelan e l’inglese Geoff Bent morirono, Mark Jones e Eddie Colman, e anche David Pegg, Hanno tutti perso la vita mentre solcavano la neve.
Anche lui è andato a Big Duncan, con una ferita al cervello, E il coraggioso irlandese Jack Blanchflower non giocherà mai più, Il grande Matt Busby giaceva lì, il padre della sua squadra Passarono tre lunghi mesi prima che rivedesse la sua squadra.
L’allenatore, l’allenatore e il segretario e un membro dell’equipaggio, Anche otto giornalisti sportivi che con United hanno volato, e uno di loro Big Swifty, che non dimenticheremo mai, il miglior portiere inglese che abbia mai abbellito la rete.
Oh, la squadra di calcio più bella d’Inghilterra è davvero eccezionale, i suoi orgogliosi successi derisi da una crudele svolta del destino. Otto uomini non giocheranno mai più, che hanno incontrato la distruzione lì, i fiori del calcio inglese, i fiori di Manchester
Venerdì la Roma vola in Svizzera per l’appuntamento con l’Uefa per discutere dei paletti sforati in tema di fair play finanziario. Sul volo che partirà venerdì per Nyon saliranno l’ad Umberto Gandini e il dg Mauro Baldissoni. Saranno loro ad esporre il lavoro svolto a Trigoria per rispettare gli accordi presi con l’organismo europeo. Lavoro che, soprattutto a causa della mancata partecipazione alla Champions della passata stagione, si è complicato andando a incidere sui bilanci della società giallorossa. La Roma esporrà la situazione, ricordando anche le recenti cessioni nel mercato invernale che hanno alleggerito il monte ingaggi e portato plusvalenze (Emerson al Chelsea). L’ Uefa si pronuncerà nei prossimi mesi.continua a leggere
Mediapro è un gruppo audiovisivo spagnolo di Barcelona fondato nel 1994. Dal 2006 fa parte, insieme al Gruppo Globomedia, di Imagina Media Audiovisual, la più grande società di produzione audiovisiva in Spagna.
Rivoluzione sui diritti tv. La Lega serie A ha accettato l’offerta di MediaPro, ritoccata al rialzo a 1 miliardo, 50 milioni e mille euro (i mille euro sono quelli che portano l’offerta complessiva al di sopra del minimo richiesto da Via Rossellini). Sky ha diffidato la Lega attraverso i propri legali perché la trattativa avrebbe dovuto essere con intermediari indipendenti ma, secondo il colosso satellitare, MediaPro non ha questo ruolo.
LA DIFFIDA DI SKY – Sky, attraverso i propri avvocati, ha diffidato la Lega Serie A dall’assegnare a MediaPro i diritti tv del campionato per il prossimo triennio, sostenendo in sintesi che il gruppo audiovisivo spagnolo, pur avendo presentato un’offerta per lo specifico bando rivolto esclusivamente agli “intermediari indipendenti”, non opererebbe come un intermediario indipendente ma come un vero e proprio operatore della comunicazione. continua a leggere
Schianto all’alba a Caracalla: Bruno Peres il giocatore della Roma ha perso il controllo della sua Lamborghini intorno alle 5.30 schiantandosi all’altezza della Fao. Solo tanta paura per il calciatore che non ha riportato ferite ed è uscito illeso dall’incidente su cui ora sta indagando la polizia Municipale. Non è infatti stata chiarita ancora la dinamica ma non ci sono altri veicoli coinvolti.
Dalle analisi è risultato che il giocatore aveva un tasso alcolemico di poco inferiore a 2 contro un limite di 0,5 g/litro. Il calciatore è stato denunciato penalmente per guida in stato d’ebbrezza, ha subìto il ritoro della patente e dovrà pagare una multa di circa 800 euro.
Per il terzino oggi niente giorno di riposo, ma allenamento ‘punitivo’ in solitario a Trigoria: questa la decisione disciplinare della Roma…. continua a leggere
Lo spettro del fair play finanziario continua ad incombere sui conti dell’Inter. L’obbligo di chiudere in break-even anche il bilancio al 30 giugno 2018 (considerando i ricavi e i costi che interessano l’Uefa) ha infatti influenzato anche le mosse di mercato del club nerazzurro: la necessità di allungare la rosa, magari inserendo un giocatore di livello alto (come poteva essere Pastore) si è scontrata spesso e volentieri con le necessità a livello economico in chiave FPF.
È stato così, ad esempio, in termini di stipendi per quanto riguarda Ramires (l’Uefa permette trasferimenti tra squadre della stessa proprietà solo se al fair value, e lo stipendio da 10 milioni annui, anche considerando solo sei mesi, era ritenuto eccessivo), e allo stesso modo la trattativa per Pastore con il PSG.
Da dove nasce, però, la necessità o meglio l’obbligo di non poter realizzare acquisti a titolo definitivo? Da un break-even che, ad oggi, è ancora lontano dall’essere raggiunto.
Nella nostra analisi, abbiamo stimato quali potrebbero essere, considerata la situazione attuale, ricavi e costi per la società nerazzurra all’interno del bilancio 2017/18, utilizzando anche i dati contenuti nei documenti legati all’emissione del bond di cui CF – Calcioefinanza.it ha potuto prendere visione. Ribadiamo, però, che si tratta di una stima: alcuni dettagli non sono a nostra disposizione. per capire il perchè della situazione attuale premere QUI
Cos’è il break-even : In economia aziendale il punto di pareggio (break evenpoint o break even, abbreviato in BEP) è un valore che indica la quantità, espressa in volumi di produzione o fatturato, di prodotto venduto necessaria a coprire i costi precedentemente sostenuti, al fine di chiudere il periodo di riferimento senza profitti né perdite. ecc. continua a leggere
Cos’è il Fair value : La definizione del concetto di fair value trova una delle sue fonti più autorevoli nei principi contabili internazionali IAS/IFRS, che lo qualificano come «il corrispettivo al quale un’attività può essere scambiata, o una passività estinta, tra parti consapevoli e disponibili, in una transazione tra terzi indipendenti».
S’individuano, quindi, nel concetto gli elementi fondamentali del consenso e della consapevolezza delle parti, nonché quello della piena libertà della contrattazione, cioè la mancanza di vincoli che obblighino o forzino i soggetti a concludere l’operazione.continua a leggere
Sarà affiancato da Billy Costacurta e Angelo Clarizia
E’ Roberto Fabbricini, segretario generale del Coni, il commissario straordinario della Figc dopo la mancata elezione del presidente federale. Billy Costacurta e Angelo Clarizia sono i due subcomissari della Figc che affiancheranno Roberto Fabbricini. Li ha nominati la giunta esecutiva del Coni. Completano la squadra Massimo Proto, ordinario di diritto privato, e Alberto De Nigro, già presidente del collegio dei revisori dei conti del Coni. Non hanno un ruolo specifico, ma su proposta del presidente Malagò la giunta ha approvato il loro coinvolgimento nel team che ha a capo Fabbricini, e i due vice commissari, l’ex calciatore Costacurta e Clarizia. continua a leggere
Roberto Fabbricini è un vero uomo CONI, dove da cinque anni svolge il ruolo di segretario generale. Ora spetterà a lui provare a ricostruire il calcio italiano dopo la mancata qualificazione ai Mondiali che si disputeranno la prossima estate in Russia. Un compito certamente non semplice.
Fabbricini, romano, 72 anni, sposato e con un figlio, vanta un passato da atleta nella categorie giovanili: è stato infatti primatista e campione italiano juniores nella 4×100 a 17 anni. Il suo approdo al Coni risale al 1972. Presso l’organismo è stato dirigente superiore dal 1984 e dal 1994: con questi ruoli ha partecipato a ben 15 edizioni dei Giochi olimpici (otto estive e sette invernali) e 9 edizioni dei Giochi del Mediterraneo, oltre ad essere stato capo missione in cinque Olimpiadi.
Più volte nel corso degli anni non ha esitato a mettersi al servizio, quando è stato necessario, delle Federazioni. Dal 2009 al 2012 è stato infatti direttore esecutivo della Federazione Internazionale di Baseball. Non sono mancati anche gli incarichi a livello internazionale: è stato componente della Commissione Tecnica Giochi del Mediterraneo e della Commissione “Giochi Olimpici” dei Comitati Olimpici Europei (COE). Il ruolo di ‘commissario’ non è comunque nuovo per lui: nel 2014 è stato nominato reggente del comitato regionale Coni Marche dopo le dimissioni del presidente
Fabbricini si è detto orgoglioso per il nuovo ruolo che andrà a ricoprire: “Potete capire la mia soddisfazione. E’ un grande onore, essere al servizio dello sport.continua a leggere
È morto a Brescia l’ex commissario tecnico della Nazionale Azeglio Vicini. Avrebbe compiuto 85 anni a marzo. È stato il tecnico degli azzurri ai Mondiali di Italia 90 ed è rimasto ct fino al 1991 prima di lasciare la Nazionale ad Arrigo Sacchi.
A Italia ’90, il Mondiale delle notti magiche, la Nazionale pagò il prezzo di trovare sulla sua strada l’Argentina di Maradona, e a Vicini rimase sempre il cruccio che il San Paolo e Napoli non avessero adeguatamente appoggiato e sostenuto, se non addirittura fischiato, la Nazionale in semifinale. Ne nacque una gran polemica, ma Napoli rifiutò sempre l’accusa di aver tradito l’Italia per Maradona. continua a leggere
Giampiero Galeazzi e Azeglio Vicini dopo la finale del 3°/4°posto ITALIA-Inghilterra 07-07-1990
Ad alimentare queste voci, però, ci sono le parole di Jorge Sampaoli ad As: “Icardi? Gli ho detto quello che ho detto agli altri, ossia che se sta bene è convocato per il Mondiale. Inoltre so che è seguito ed è tentato dal Real Madrid”.
Questa mattina il chiarimento con il club, e il bomber argentino ha confermato come il post non avesse nulla a che vedere con l’Inter, il mercato o qualsiasi tipo di rapporto con i compagni. Cose private, dunque, delle quali Mauro non intende rivelare altro.
L’Instagram story di Maurito ritrae le nuove scarpe del suo sponsor con tre cifre che hanno un significato particolare: 100, come il prossimo obiettivo dell’attaccante, come il numero di reti che vuole raggiungere in serie A
Tra fumate nere e colpi di scena, l’assemblea elettiva della Federcalcio non ha eletto nessuno dei tre candidati (Gravina, Sibilia e Tommasi). Ora tocca al Coni: giovedì la giunta
Un commissario alla Federcalcio. Dopo una lunga giornata di votazioni e di trattative o presunte tali, il quarto scrutinio delle elezioni per il nuovo presidente certifica l’assenza di una maggioranza assoluta per uno dei candidati. Gabriele Gravina resta solo, circondato dalle schede bianche di Calciatori e Dilettanti che non permettono il raggiungimento del quorum: il presidente della Lega Pro si ferma al 39,06 contro il 59,09 per cento delle schede bianche. Saltano come birilli al bowling le varie ipotesi, l’ultimo tonfo è per un possibile accordo allo sprint fra il leader della Lega Pro e Cosimo Sibilia, scollinato per primo – ma di poco – nelle prime tre votazioni. E così il vero vincitore della giornata è Giovanni Malagò che aveva caldeggiato la strada commissariale per evitare lo scenario di un calcio impotente di fronte alle sue divisioni, incapace di costruire un nuovo cammino dopo la clamorosa eliminazione mondiale. La giunta Coni che, come da statuti, dovrà scegliere il commissario e la sua durata è stata convocata per giovedì. “Forse a questo punto è giusto un intervento dall’esterno e forse non è un caso che siamo usciti dal Mondiale”, dice Tommasi. continua a leggere
Un plateale gesto delle manette “alla Mourinho” è costato l’espulsione del giocatore del Chievo Cacciatore
Era il febbraio di 8 anni fa e di scena andava in campo Josè Mourinho, allora tecnico dell’Inter, che fece il segno delle manette al cielo, nei confronti delle decisioni arbitrali contestate. L’allenatore dell’Inter mimò il plateale gesto durante la partita contro la Sampdoria, il 20 febbraio 2010, allo stadio Giuseppe Meazza per l’anticipo serale della 25° giornata del campionato di Serie A.
Del caso delle manette di Cacciatore (che tra l’altro ha chiesto scusa) sappiamo finora ancora troppo poco , anche se il labiale colto dalle tv nel corso della sua uscita «E’ assurdo non cambierà mai…» lasciano il sospetto che il calciatore fosse convinto di aver subito un’ingiustizia ad essere prima allontanato dal campo dopo la caduta e poi espulso al momento del gesto. Un’ingiustizia che probabilmente attribuiva (e qui stiamo anche noi interpretando) a quella che considerava una «tradizionale» sudditanza psicologica dell’arbitro nei confronti della squadra più blasonata (in questo caso la Juventus). Il paradosso però è che con quel gesto Cacciatore ha realmente favorito proprio la Juventus. E ora rischia tre giornate di squalifica, come quelle prese da Lorenzo Tonelli per lo stesso gesto nel 2016 quando ancora giocava con l’Empoli. Molto di più si è detto è scritto sul gesto di José Mourinho in un Inter-Sampdoria 0-0 del 20 febbraio del 2010 che costò al tecnico portoghese tre giornate di squalifica e 40mila euro di multa (al termine di una partita rocambolesca con Samuel e Cordoba espulsi alla fine del primo tempo e Cambiasso e Muntari squalificati successivamente per due giornate per intemperanze fuori dal campo). Nella sua autobiografia lo Special One scrisse chiaramente «Quando ero all’Inter… ho avuto sempre la sensazione che gli arbitri facessero contro di noi errori a catena. Ad un certo punto ho iniziato ad allenare la squadra a giocare in 10 contro 11, per essere pronti nel caso in cui avessimo perso un uomo per espulsione. Ma mi sono dimenticato di fare gli allenamenti in 9 contro 11, come contro la Sampdoria quando furono espulsi due dei nostri». Quindi anche qui il gesto aveva secondo Mourinho stesso un duplice significato del tipo “noi giochiamo con le mani legate, perché tu arbitro sei da rinchiudere”.continua a leggere
insultato per l’errore chiude il profilo Instagram. Ma in tanti lo difendono
Commento: da tifoso interista più che dal risultato sono amareggiato dagli insulti dei “presunti tifosi” a Davide Santon a cui esprimo la mia personale solidarietà. Si può criticare? “SI” ma prima di tutto ci vuole sopratutto rispetto e educazione!!!!!!!.
Il terzino nerazzurro, dopo aver ricevuto gli insulti per aver regalato a El Shaarawy il gol del vantaggio della Roma, chiude l’account social, ma ci sono anche tanti interisti che prendono le distanze da insulti e minacce.
Insultato pesantemente da tanti tifosi nerazzurri e preso di mira dopo l’errore che ha favorito il gol di El Shaarawy in Inter-Roma. Davide Santon ha risposto alle critiche con il silenzio e, addirittura, ha disattivato il suo account Instagram. Il terzino dell’Inter, difeso anche da Spalletti nel post partita, aveva anche chiesto scusa ai tifosi al momento della sostituzione. Evidentemente non è bastato.
21 gennaio 2018 – Inter – Roma 1 – 1 – gli Highlights della partita
Tribunale dispone esercizio provvisorio, squadra può giocare
Il Tribunale di Vicenza ha dichiarato il fallimento del Vicenza Calcio ma nel contempo ne ha disposto l’esercizio provvisorio, che consentirà alla squadra di proseguire il proprio campionato di serie C sino a fine stagione. continua a leggere
Giovan Battista Fabbri e Paolo Rossi, rispettivamente allenatore e attaccante del Lanerossi nella seconda metà degli anni 1970.
Un giovane Roberto Baggio con la maglia biancorossa nel campionato 1984-1985.
+++ “Allo stato non esistono procedimenti penali sulla compravendita dell’ A.C. Milan”: lo ha dichiarato il procuratore capo della Repubblica di Milano, Francesco Greco.