Rissa con inseguimento al termine di Real Siti-Virtus Mola, partita giocata domenica 25 febbraio a Stornara (Foggia) per la 21esima giornata del campionato di calcio di Eccellenza, girone A. Succede al fischio finale dell’arbitro Ragno. Il numero 11 del Real Siti, Russo, in maglia verde, si disinteressa di cosa sta accadendo in campo e avvia una fuga in solitaria al di fuori del terreno di gioco, in direzione degli spogliatoi. Inutile il tentativo, non troppo energico, di fermare la sua corsa. Una volta arrivato all’esterno dell’edificio che ospita gli spogliatoi, si scaglia con violenza verso un avversario lanciando nella sua direzione anche un tavolino in plastica, senza colpirlo. Le telecamere poi tornano a puntare verso il campo (“Atti vergognosi, sembra di essere nella giungla” aggiunge il telecronista). Sul campo la partita era terminata 2-0 per la squadra ospite grazie a una doppietta di Bozzi. Già nel corso dei 90 minuti si erano verificati diversi momenti ad alta tensione. Al 78′, a seguito dell’espulsione del numero 5 del Real Siti, Di Gioia, per gioco violento, una pallonata aveva raggiunto la panchina della Virtus Mola scatenando un altro parapiglia.
L’allenatore è stato soccorso al campo di calcio (Archivio)
Il genitore violento contestava al tecnico di avere trattato male il bambino. Il mister nega tutto, i vertici della Idrostar sono al suo fianco
Cesano Boscone (Milano), 25 febbraio 2024
Dissapori tra un allenatore e un genitore nati sul campo da calcio e finiti con un’aggressione. All’origine, c’è un episodio che al padre del giovane calciatore, classe 2015, non era andato giù.Il bambino, allenato fino a qualche giorno fa dal mister aggredito, aveva raccontato al padre che l’allenatore lo aveva trattato male, mettendogli le mani addosso. “Niente di vero – racconta l’allenatore della Idrostar, società di Cesano Boscone che ha squadre in diverse categorie, maschili e femminili, di tutte le età -, non ho mai fatto nulla di simile e mai mi sognerei di farlo“.
Secondo la ricostruzione,il bambino avrebbe mandato a quel paese il mister che, in risposta, lo ha richiamato. Ieri mattina, durante una partita dei Pulcini dove milita il bambino, appena ha incontrato l’ex allenatore, 64enne ora alla guida di un’altra squadra, sempre di Idrostar, il padre lo ha accusato di essere stato violento con il figlio. Ne è nata una discussione perché “gli ho risposto che non doveva permettersi di lanciarmi simili accuse“, racconta ancora il mister. A quel puntoil genitore ha aggredito l’allenatore, tirandogli una testata. Un colpo forte e violento, tanto da spaccargli il setto nasale.
Immediato l’intervento dei presenti che hanno cercato di soccorrere l’allenatore, ricoperto di sangue, nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Il personale di primo intervento ha medicato sul posto l’uomo, per poi portarlo in codice giallo al pronto soccorso, dove è stato trattenuto per gli accertamenti. Sul posto sonointervenuti anche i carabinieri della compagnia di Corsico per ricostruire ogni dettaglio dell’aggressione e sentire le testimonianze dei presenti: gli approfondimenti sono ancora in corso.
Il mister dovrà sottoporsi a ulteriori controlli per la ferita riportatae provvederà a sporgere denuncia nei confronti del genitore. “Un fatto inammissibile – commenta il presidente di Idrostar, Ettore Leporatti –, la nostra società si basa sul rispetto reciproco e sono questi i valori che cerchiamo, ogni giorno, di insegnare ai ragazzi, fin da piccoli. Se l’allenatore avesse commesso qualsiasi tipo di violenza o abuso su un giocatore, sarebbe stato subito allontanato e denunciato. In campo gli animi si scaldano, si possono avere visioni diverse, ma ci deve essere sempre rispetto dei ruoli ed è assolutamente intollerabile che un genitore se la prenda con un allenatore“.
Non è la certo prima volta che le liti calcistiche degenerano in aggressioni: ad aprile dello scorso anno, a Cassano D’Adda,il mister dell’Accademia Sovico Calcio aveva preso a calci e pugni un 14enne, giocatore della Pierino Ghezzi, squadra avversaria in campo, in seguito a una discussione nata a seguito di un rigore. Il giovane era finito in ospedale con ferite alle costole. L’allenatore, denunciato dalla famiglia, aveva chiesto scusa, ma si era comunque preso una squalifica di cinque anni.
Gigantesca rissa alla fine di Sparta Praga-Galatasaray, partita terminata 4-1, risultato col quale i padroni di casa si sono qualificati agli ottavi di finale di Europa League. Al fischio finale, come mostrano le immagini di Dazn, calci, insulti e spintoni in campo. Incontro deciso anche dall’espulsione di un calciatore della squadra ospite, Kaan Ayhan, al 23′ della ripresa, quando il match era sull’1-1 e la qualificazione ancora in mano ai turchi. Arbitrava l’inglese Anthony Taylor, lo stesso che José Mourinho attaccò platealmente dopo la finale di Europa League del 2023, persa ai rigori dalla Roma col Siviglia.
Agguato fuori dallo stadio: il genitore di un ragazzino è stato spedito all’ospedale con una gamba rotta
Un giovane atleta è stato squalificato per dieci giornate per aver rivolto insulti a sfondo razzialead un avversario al termine di una partita di calcio giovanile tra l’Atletico Pont e la Druentina, sfida valevole per il campionato Under 17.
Il provvedimento del giudice sportivo è stato adottato nei confronti di Stefano Scaranello, giocatore della Druentina con la maglia numero 2.
La sfida tra l’Atletico Pont e la Druentina è stata disputata domenica scorsa e si era conclusa con la vittoria della squadra ospite per 0-2.
Al triplice fischio dell’arbitro, però, gli animi tra giocatori e dirigenti si sarebbero accesi tanto da sfociare in un agguanto fuori dallo stadio. Calci e pugni, e ilgenitore di un atleta della Druentina è finito in ospedale con la gamba sinistra fratturata. La Druentina ha poi presentato un esposto ai carabinieri.
I feriti sono raddoppiati, 113 contro i 66 della stagione 2021-2022, tra i civili, e 75 in più tra le forze dell’ordine (147 a 72)
Tifosi sempre più violenti: aumentano feriti, arresti e denunce, tutto per gli incontri di calcio. A dirlo è il nuovo rapporto dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, che si riferisce alla passata stagione calcistica. Su 2.662 partite, 381 di Serie A e poi Serie B, C,incontri internazionali e di Coppa Italia, i numeri che emergono sono allarmanti: tutti in su i dati rispetto alla stagione precedente.
I feriti sono raddoppiati, 113 contro i 66 della stagione 2021-2022, tra i civili, e 75 in più tra le forze dell’ordine (147 a 72). Aumentati anche i denunciati (da 1.480 a 2.011) e gli arrestati (da 59 a 125). Monitorati inoltre per la prima volta gli atti di discriminazione razziale, territoriale e antisemita: sono stati 126.
Oltre 50mila forze dell’ordine in più – Le forze dell’ordine che sono state impiegate nel corso degli eventi calcistici sono 233.999, oltre 50mila in più rispetto alla stagione precedente.
L’attività di controllo di polizia e carabinieri hanno riguardato il perimetro intorno agli impianti sportivi e le aree delle città, con i relativi percorsi, che potevano presentare scontri tra le frange più estreme delle tifoserie.
In aumento anche i Daspo (divieti di accesso ai luoghi in cui si svolgono le manifestazioni sportive) che, in forza dei 3.748 provvedimenti adottati dalle questure nella stagione calcistica 2022-2023, fanno segnare un incremento del 115% rispetto ai 1.741 emessi nella stagione precedente.
Un dirigente sportivo di 44 anni ha picchiato un giovane arbitro di 18 anni durante la partita di calcio tra Nuova Oregina e Anpi Casassa
Preso a calci e pugni da un dirigente sportivo di una squadra di calcio under 14, per contestare un fallo. La vittima si chiama Andrea, ed è ancora una volta un arbitro sul campo di calcio, un direttore di gara giovanissimo, appena 18enne e già oggetto di violenza, come forma di contestazione. E’ quanto accaduto durante una partita di calcio a Genova, tra Nuova Oregina e Anpi Casassa, dove a colpire il 18enne sarebbe stato un dirigente della squadra di casa, la Nuova Oregina.
Fatto gravissimo – A denunciare il fatto, Giulio Ivaldi, presidente della Lega Nazionale Dilettanti della Liguria, che in una nota parla di «situazione gravissime dal punto di vista fisico e morale che condizionano la volontà di ragazze e ragazzi di avvicinarsi all’arbitraggio». Il presidente, infatti, si appella ai presidenti di tutte le società calcistiche, «affinché portino a conoscenza all’interno delle loro organizzazioni le terribili conseguenze che gesti di violenza nei confronti degli arbitri determinano dal punto di vista sportivo, sociale e d’immagine».
Carenza di arbitri – L’ennesimo episodio di violenza, getta un’ombra di sfiducia nella scelta di molti giovani di voler intraprendere la carriera di arbitro, con ripercussioni pesanti sulla difficoltà di coprire tutti i turni delle partite giovanili, tanto che «i dirigenti dell’AIA stanno operando con grandi sforzi per riuscire a coprire tutte le gara in programma settimanalmente in ogni parte della nostra regione» aggiunge ancora Ivaldi.
Niente coreografia contro l’Atletico in Champions e nessun impianto di amplificazione della voce dopo il provvedimento delle autorità di pubblica sicurezza
Gli rimane solo la voce. Dopo gli incidenti nella sfida con la Juve, la Curva Nord non potrà esporre bandiere, utilizzare impianti di amplificazione della vocesino al termine della stagione. Il provvedimento delle autorità di pubblica sicurezza è stato reso noto dallo stesso tifo organizzato nerazzurro con un post social: “Ci aspettano tante battaglie importanti – si legge nella nota – Purtroppo a causa dei recenti avvenimenti in curva non ci saranno bandiere, impianto col microfono e la coreografia prevista con l’Atletico non verrà realizzata. Paghiamo dazio e ce ne assumiamo la totale responsabilità, faremo in modo di non cadere di nuovo in errore. Saranno mesi duri ma se ognuno di noi fa la sua parte saremo ancora la curva migliore d’Italia“.
DASPO – Al termine di Inter-Juve tifosi interisti, dopo la mezzanotte, avevano lanciato bombe carta verso i mezzi delle forze dell’ordine e i pullman dei tifosi juventini, causando il danneggiamento di un veicolo della polizia.
E’ successo a Gargallo, in provincia di Novara. Al termine della partita tra il Gozzano e il Città di Baveno (Vco). L’arbitro ha lasciato il campo di gioco scortato dai carabinieri
Un arbitro di soli 15 anni è stato colpito al volto dal padre di un calciatore al termine di una partita del campionato regionale Under 14. A dare la notizia è il Corriere di Novara nell’edizione oggi in edicola. L’episodio è avvenuto sabato pomeriggio a Gargallo, nell’Alto Novarese. Al termine della partita tra il Gozzano e il Città di Baveno (Vco), il padre di un giocatore della squadra di casa, approfittando del fatto che il cancello era rimasto aperto, si è introdotto nella zona adiacente agli spogliatoi colpendo poi al volto un giovanissimo arbitro della Sezione Aia di Novara.
L’arbitro ha chiamato i Carabinieri per poter lasciare il campo in sicurezza – L’arbitro ha chiamato i Carabinieri per poter lasciare il campo in sicurezza. Sul posto è arrivata una pattuglia del nucleo Radiomobile di Arona che ha identificato lo schiaffeggiatore. L’arbitro si è recato al pronto soccorso dove gli è stata diagnosticata una contusione alla zona mandibolare, con prognosi di 5 giorni.
Tifosi interisti, dopo la mezzanotte, hanno lanciato bombe carta verso i mezzi delle forze dell’ordine e i pullman dei tifosi juventini, causando il danneggiamento di un veicolo della polizia
Al termine della partita di ieri sera a San Siro tra Inter e Juventus, verso mezzanotte e mezza, i pullman dei club di tifosi bianconeri sono stati scortati dalle forze dell’ordine all’esterno del parcheggio ospiti dello stadio Meazza a Milano e, giunti in via Harar, all’altezza di via Pinerolo, sono stati oggetto di un fitto lancio di bottiglie da parte di tifosi interisti che hanno agito a volto coperto. Gli aggressori hanno anche lanciato delle bombe carta in direzione dei mezzi delle forze dell’ordine e dei pullman stessi, causando il danneggiamento di un veicolo del Reparto Mobile della Polizia di Stato. La Questura di Milano ha immediatamente inviato contingenti, a supporto delle forze dell’ordine impegnate nella scorta tifosi, che hanno bloccato 50 tifosi interisti in via Pinerolo rinvenendo, altresì, bastoni, cinture e tirapugni in un’area verde nei pressi di via Ippodromo. Tutti i 50 tifosi nerazzurri sono stati accompagnati in Questura: due di loro, un 22enne e un 24enne, sono stati arrestati e 48 sono stati denunciati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Il Questore Petronzi, dopo quello già emesso a un tifoso juventino prima dell’inizio della partita, ha emesso un Daspo nei confronti di tutti i 50 supporters interisti.
«Guarda quanto sangue, si uccidono». Nel video, diventato subito virale, una donna che guarda atterrita dalla finestra commenta così le botte tra tifosi nel pre partita Giulianova-Teramo, il super derby d’Abruzzo tra le due città rivali nel campionato d’Eccellenza e da sempre nella provincia teramana. La gara poi è stata vinta dal Giulianova per 1-0. Prima del fischio d’inizio ci sono stati scontri tra frange delle due tifoserie in via Cupa, a Giulianova. Ferito un maresciallo dei carabinieri colpito da una sassata alla testa: è stato ricoverato.
Scontri tra tifosi nel pomeriggio di sabato 3 febbraio prima del match Perugia-Rimini allo stadio Renato Curi. Secondo quanto è stato possibile apprendere, gli ultrà delle due tifoserie sarebbero venuti alle mani dopo il lancio di un petardo da parte di un tifoso del Rimini. Lo scontro, in cui i due gruppi di ultrà si sono picchiati, si è verificato durante l’accesso allo stadio nella zona della sopraelevata. I poliziotti della questura, presenti in forze come per ogni partita del Perugia, sono immediatamente intervenuti e nel giro di poco tempo, sono riusciti a separare e allontanare i due gruppi di ultrà. Le riprese poi verranno vagliate anche in un secondo momento per identificare e attribuire eventuali responsabilità che potrebbero portare il questore, come sempre accade in questi casi, all’emissione di un Daspo.
FOLLIA IN FA CUP, SCONTRI TRA TIFOSI IN WBA-WOLVERHAMPTON
Pomeriggio di violenza nel calcio inglese. Il derby di Black Countytra West BromwichAlbion e Wolverhampton è stato protagonista di duri scontri tra i tifosi di casa e gli ospiti.
Le avvisaglie sono scoppiate dopo il primo gol dei Wolves, con i sostenitori del WBA che hanno iniziato a lanciare oggetti e petardi verso il settore ospiti. La violenza è esplosa al minuto 78, quando Cunha ha siglato la rete del definitivo 0-2 in favore del Wolverhampton. Secondo testimoni, gli hoolingansdel West Bromwich avrebbero aggredito un gruppo di tifosi della squadra ospite che sedeva nella curva degli ultras del WBA. Il far west si è poi spostato in campo, con i sostenitori dei Wolves che, aggrediti, hanno invaso il terreno di gioco per scappare dalla violenza dei tifosi di casa. Il match è stato sospeso dall’arbitro Bramall a 12 minuti dal fischio finale. Diversi calciatori del WBA sono corsi verso gli spalti per mettere in salvo i familiari, dato che il luogo degli scontri distava pochi metri dalla zona vip.
La polizia è intervenuta sugli spalti e in campo, ristabilendo l’ordine. Una volta cessato il caos, le squadre sono tornate sul terreno di gioco e hanno disputato gli ultimi 12 minuti della sfida di coppa.
Il derby di Black County è una delle stracittadine più sentite d’Inghilterra. Basti pensare che il derby teatro di scontri è stato il primo giocato a porte aperte a distanza di 12 anni dallo scorso, anch’esso sospeso per violenza sugli spalti.
Vergogna in Bundesliga: le foto della rissa tra Sané e l’allenatore
Attimi di tensione tra l’allenatore della squadra della capitale tedesca e l’ala dei bavaresi: ecco cosa è successo
Clamoroso in Bayern Monaco-Union Berlino. Intorno al 75esimo della partita, sull’1-0 per i bavaresi, è scoppiata una rissa tra Bjelica, l’allenatore della squadra della capitale tedesca, e Leroy Sanè. Mani in faccia e capannello nel finale del match tra i due.
Bjelica contro Sanè: cosa è successo – Bjelica raccoglie il pallone che era uscito e Sanè va a prenderlo per battere la rimessa laterale. L’allenatore dell’Union Berlino però non vuole ridarlo e l’ala tedesca prova a levarglielo dalle mani. Bjelica si fa passare il pallone dietro la schiena, i due si guardano e il tecnico perde la testa mettendo le mani in faccia a Sanè. Quest’ultimo reagisce subito con uno spintone, e ancora Bjelica gli dà un’altra manata in faccia. I due vengono subito trattenuti dai rispettivi compagni, ma ciò non evita l’espulsione a Bjelica.
Sanè passione boxe – Anche se stavolta non è stato lui a dare inizio alla rissa, Sanè non è nuovo a situazioni del genere. Infatti durante l’amichevole tra Germania e Austria dello scorso novembre, l’ala del Bayern Monaco aveva preso a pugni un avversario in campo. Per quell’episodio è stato squalificatodalla Fifa per tre giornate e potrebbe saltare la partita d’esordio ai prossimi Europei.
La polizia, schierata, ha evitato scontri tra i due gruppi ultras. Le immagini di quanto accaduto
Tre poliziotti feriti. È il bilancio dei tafferugli avvenuti nel pomeriggio di ieri prima diBologna – Roma. Secondo quanto riportato dalla questura, nelle fasi di afflusso del pubblico un gruppo di ultras bolognesi si sarebbe staccato per cercare contatto con un gruppo di romanisti. All’altezza di via XXI aprile i due gruppetti hanno trovato però schierato il reparto mobile.
Sono seguiti attimi di tensione, con diversi lanci di oggetti, bottiglie, fumogeni e bombe carte. La polizia, schierata per evitare contatti, ha reagito con cariche di alleggerimento e qualche manganellata. La situazione è rientrata dopo un quarto d’ora. Nei video, presenti sul gruppo telegram GrouppaOf Official, si vedono i due gruppi venire a contatto, con transenne lanciate contro le auto. A bloccare tutto, appunto, l’intervento della polizia.
La questura di Bologna ha fatto sapere che tre agenti sarebbero rimasti contusi.
Per il club cinque gare a porte chiuse e una multa di circa 60mila euro. Il campionato riprenderà il 19 dicembre
Il Consiglio disciplinare della Federcalcio turca ha squalificato a vita Faruk Koca, presidente dell’Ankaragucu, dopo il pugno sferrato all’arbitro Halil Umut Meler al termine del match contro il Rizespor. Il club dovrà pagare una multa pari a circa 60mila euro e giocherà cinque partite casalinghe a porte chiuse. Sono queste le misure prese dalla federazione locale dopo l’indegna aggressione del numero uno del club della capitale.
L’AGGRESSIONE DI KOCA – Al termine della gara, che il Rizespor aveva pareggiato nei minuti di recupero, Koca era sceso dalla tribuna e aveva colpito con un pugno al volo il direttore di gara: subito dopo altri due uomini avevano iniziato a colpire l’arbitro, caduto a terra, con calci al volto e al corpo. I giocatori e alcuni dirigenti dell’Ankaragucuavevano circondato l’arbitro per proteggerlo dalla furia degli aggressori, bloccati quindi dalla polizia entrata in campo. Il campionato turco è stato sospeso subito dopo l’episodio e riprenderà il 19 dicembre.
Ecco le squalifiche dopo le gare del fine settimana. In Eccellenza 5 turni a Lucas Canavese (Atletico Bmg) “perché, al…
Ecco le squalifiche dopo le gare del fine settimana.In Eccellenza 5 turni a Lucas Canavese (Atletico Bmg) “perché, al termine della partita, protestava in modo veemente contro un assistente arbitrale, proferendo frasi irriguardose e colpendo con un calcio la porta dello spogliatoio degli ufficiali di gara“. Ammenda di 900 euro all’Atletico Bmg “perché, nel corso del secondo tempo, alcuni tifosi di detta società, proferivano frasi a sfondo razziale nei confronti del direttore di gara. Al termine della partita, soggetto riconducibile a detta società, aggrediva verbalmente il direttore di gara con frasi ingiuriose ed irriguardose. Subito dopo tentava di impedire alla terna arbitrale di rientrare negli spogliatoi. Nel contesto, l’arbitro veniva anche spintonato. Una volta guadagnati gli spogliatoi, la porta veniva presa a calci da tesserati dell’Atletico BMG“. In Prima categoria 5 turni di stop per Gabriele Caciolla (Ciconia) “per reiterato comportamento ingiurioso ed intimidatorio nei confronti dell’arbitro” e per Gianluca Canuti (Pievese) “perché rivolgeva frasi ingiuriose all’arbitro e si toglieva la maglia per non farsi riconoscere“. Nell’under 17 A2 squalifica di 4 giornate per Cristian Stoppacciaro (Orvieto Fc) per schiaffo all’avversario e blasfemia e Filippo Zinni (Ducato Spoleto) “per frasi ingiuriose all’arbitro“.
Calcio Dilettanti, l’incredibile vicenda della Consolata. Una formazione intera composta da 11 giocatori tutti squalificati per 4 giornate
Modena, 14 dicembre 2023
Una formazione intera composta da 11 giocatori tutti squalificati per 4 giornate“per espressioni ingiuriose e minacce nei confronti dell’arbitro a fine gara“. È il clamoroso comunicato del Giudice Sportivodel Crer che ha colpito la Consolata, formazione sassolese di Prima ’D’, dopo la gara persa domenica in casa 1-0 con la capolista Monteombraro e conclusasi in modo burrascoso, con l’arbitro Giovanni Babini della sezione Bologna che ha chiamato la polizia.
Tutto nasce al minuto 93’ da un rigore reclamato e non concesso dalla Consolata che ha fatto accendere le proteste. Nel comunicato infatti è stata anche multata la società per mille euro perché “propri sostenitori per tutto l’arco della gara rivolgevano espressioni ingiuriose nei confronti dell’arbitro. A fine gara propri tesserati avvicinavano l’arbitro rivolgendogli minacce e frasi ingiuriose, mentre l’arbitro cercava di divincolarsi dalla mischia creata dai tesserati veniva colpito alla schiena da alcuni tesserati della Consolata, che tuttavia non riusciva ad identificare provocandogli intenso dolore. Successivamente l’arbitro si recava al pronto soccorso per essere sottoposto a controlli“.
L’arbitro dunque non ha visto chi lo ha colpitoe nel referto ha indicato 12 nomi, quello del direttore sportivoRoberto Grasso, squalificato fino al 24 febbraio “per non aver dato assistenza all’arbitro e per ingiurie“, e poi ha riportato i nomi degli 11 giocatori della Consolata che hanno terminato la gara, ovvero 7 titolari che non sono stati sostituiti (il portiere Pagani, poi Topolini, Frigieri, Baia, Cotella, Forti e Faella) e i4 subentrati (Bassani, Gazzotti, Grassi e Villani), tutti fermati per 4 gare, mentre si sono “salvati” i 4 sostituiti Romoli, De Martino, Cinelli e Branca. “Ci aspettavamo una stangata – spiega il ds Grasso – ma non pensavamo che sarebbero stati letti i nomi sulla distinta e puniti tutti… Francamente siamo spiazzati e stiamo valutando se fare ricorso. Di certo c’è che fra gli 11 giocatori squalificati ci sono ragazzi che nemmeno erano nei pressi dell’arbitro e questo fa capire bene come si è proceduto. Voglio ricordare che da inizio anno abbiamo avuto un solo rosso per doppia ammonizione, altro che offese e minacce. Penso che l’arbitro sia spaventato dopo le proteste per il rigore non concesso, anche perché è scappato via subito verso lo spogliatoio. Ma di sicuro è un referto a dir poco esagerato che punisce tutti indiscriminatamente. Come faremo ora per 4 gare? Abbiamo altri 11 giocatori poi faremo con qualche Juniores e magari col mercato. Ma così si falsa il campionato. Ma mi hanno fatto piacere le chiamate di tanti dirigenti del girone che mi hanno manifestato solidarietà, in primis il Maranello che affronteremo sabato“.
L’aggressione è avvenuta alla fine di una partita fra squadre juniores a Mascalucia
Picchiato a fine partita e ora ricoverato in ospedale dopo aver ricevuto un pugno a un rene da un suo coetaneo. È quanto accaduto all’arbitro Gabriele Garufi, 17 anni, alla fine della partita del campionato Juniores tra Mascalucia San Pio X e Gravina nel campo Bonajuto Somma di Mascalucia, paese alle pendici dell’Etna.
La squadra ospite perdeva 2 a 0 e sarebbe stato un rigore nel finale a scatenare l’aggressione da parte di uno dei calciatori del Gravina che secondo la ricostruzione di chi era presente avrebbe colpito da dietro l’arbitro poco prima dell’ingresso negli spogliatoi. Un pugno arrivato sul rene del giovane arbitro ora ricoverato all’ospedale di Giarre. I medici non si sono ancora espressi, ma potrebbe trattarsi di una forte tumefazione.
L’aggressione non sarebbe stata segnalata subito alle forze dell’ordine, racconta il sindaco di Mascalucia Vincenzo Magra che è venuto a conoscenza del fatto da Repubblica: «Sono davvero senza parole, ho chiamato le forze dell’ordine ma né i carabinieri, né i vigili urbani sapevano di quanto era accaduto, anche perché il fatto è avvenuto al buio perché la partita si è disputata a porte chiuse», racconta il sindaco che proprio la settimana scorsa aveva radunato le diverse società sportive di Mascalucia comunicando che tutte le partite si sarebbero disputate senza spettatori a causa di lavori di ristrutturazione con fondi del Pnrr. «Sono atti selvaggi, animaleschi, prenderemo provvedimenti forti perché non è accettabile che proprio tra i più giovani dove lo sport dovrebbe veicolare un messaggio di aggregazione avvengono certi episodi.
Dura la condanna anche delle società sportive coinvolte: «Non è stata una partita violenta, tutto è avvenuto a fine gara e noi non possiamo che condannare il gesto e dissociarci. Tutto questo fa male allo sport e ai giovani. Abbiamo cercato di proteggere l’arbitro chiamando i soccorsi e anche la società avversaria è stata solidale nei confronti dell’arbitro», dicono Giovanni Spina e Antonio Messina, rispettivamente direttore generale e presidente del Mascalucia Pio X.
«Per ragioni di regolamento abbiamo subito allontanato il ragazzo e non possiamo che condannare quanto avvenuto. Io sono il presidente e ci metterò la faccia su questa vicenda perché se un ragazzo arriva a compiere un gesto simile significa che ha problemi e va aiutato. Nella nostra storia non era mai accaduto un episodio del genere, il nostro ruolo è anche quello di togliere i ragazzini dalla strada. Non mi tirerò indietro e cercherò di aiutare questo ragazzo», dice Luca Taormina presidente del Gravina calcio.
In Zweite Liga è successo di tutto. Tra intemperanze dei tifosi, lanci reciproci di bengala, e un Var durato 5’, l’arbitro ha faticato a portare a termine la prima frazione
Hansa Rostock e Schalke 04 giocano nella Zweite Liga, la serie B tedesca. La prima ha una storia di medio livello nella DDR, vincendo paradossalmente il suo unico campionato quando il muro di Berlino si era già sgretolato. Poi nella Germania unita ha fatto l’ascensore, spesso nelle serie minori ma anche con qualche apparizione abbastanza anonima in Bundesliga. Lo Schalke invece è una squadra iconica del calcio tedesco: 7 titoli anche se l’ultimo ormai datatissimo (1958). Di queste due squadre si è tornati a parlare dopo l’ultimo turno di campionato per un particolare non unico (soprattutto nei tempi eroici ci sono episodi simili) quanto meno raro:il primo tempo infatti è durato 83 minuti.
Il primo tempo infinito di Hansa-Schalke – E’ successo infatti che i tifosi dell’Hansa, non nuovi a intemperanze di una certa gravità, hanno iniziato a distruggere la vetrata che li separava dai sostenitori rivali. Come se non bastasse è iniziato anche un lancio reciproco di bengala tra i vari settori, costringendo l’arbitro a sospendere in più occasioni il gioco. Quando finalmente sembrava che il primo tempo potesse finalmente avere il suo tramonto, ci si è messo il cartellino rosso all’attaccante brasiliano dell’Hansa Junior Brumado, che ha richiesto un altro lungo esame al Var: altri 5’. Alla fine comunque l’intrepido arbitro Nicolas Winter ce l’ha fatta, mandando tutti a un mai così meritato riposo dopo 83’. Per la cronaca la partita è stata vinta 2-0 dallo Schalke.
Faruk Koca, durante il posticipo tra la sua squadra e il Rizespor, è entrato in campo e ha dato un pugno al direttore di gara, colpendolo una volta a terra. Il 37enne è stato ricoverato, ma non è in pericolo di vita
Follia criminale ad Ankara, dove si è giocato il posticipo del massimo campionato turco, la Super Lig, tra l’Ankaragucu e il Rizespor. Al fischio finale del match, terminato 1-1, il presidente della squadra di casa, Faruk Koca, è entrato in campo e ha colpito con un cazzotto in faccia l’arbitro dell’incontro, Halil Umut Meler, 37 anni, fischietto internazionale. Quando il direttore di gara è crollato a terra, Koca – insieme ad alcuni uomini a lui vicini – lo ha colpito con calci violentissimi, centrandolo anche al volto. Ricoverato in ospedale, non è pericolo di vita.
Campionato turco sospeso – Il ministro dell’Interno Ali Yerlikaya ha annunciato l’arresto di tre uomini, tra cui Koca, che è stato eletto due volte, nel 2002 e nel 2007, deputato dell’Akp, il partito islamista conservatore del presidente Erdogan. Il campionato turco è stato sospeso: “Le partite di tutti i campionati sono state rinviate a tempo indeterminato“, ha annunciato in conferenza stampa il presidente della Tff, la Federcalcio turca, Mehmet Buyukeksi.
Follia in Turchia: presidente prende a pugni l’arbitro. Arrestato e campionato sospeso!
Clamorosa decisione della federazione calcistica. Stop alle partite dopo la folle invasione di campo del numero uno dell’Ankaragucu Faruk Koca (poi arrestato) e di alcuni suoi collaboratori nei confronti del fischietto Meler subito dopo il fischio finale del match pareggiato contro il Rizespor
La Super Lig turca, il primo livello del calcio professionistico, è stata sospesa a tempo indeterminato a seguito dell’aggressione subita in campo da un arbitro. E’ successo ieri sera, al termine dell’incontro tra Ankaragucu e Rizespor, all’Eryaman Stadium di Ankara, la capitale della Turchia. La partita vede in vantaggio i padroni di casa grazie a un gol di Morutan. In pieno recupero, al 97’, arriva il pareggio di Gaich, ex Benevento e Verona.
L’AGGRESSIONE – La partita finisce e l’arbitro Halil Umut Melerviene aggredito in campo dal presidente dell’Ankaragucu, Faruk Koca, sceso dalla tribuna sul terreno di gioco in preda a una rabbia incontrollabile. Un pugno in faccia, un diretto violento, ha colpito appena sotto l’occhio sinistro l’arbitro che è stato colto di sorpresa e non ha fatto in tempo a difendersi. Il direttore di gara, spaventato, è caduto a terra rannicchiandosi per proteggersi da quello che sarebbe accaduto di lì a poco. Perché una volta a terra la violenza non è finita. Sono intervenuti altri due uomini, con ogni probabilità legati sempre all’Ankaragucu, e lo hanno preso a calci anche sul volto. Salvato da giocatori e staff intervenuti per frenare la violenza inaudita, Meler è uscito dal campo sulle sue gambe e trasportato d’urgenza in ospedale per le visite. Visibile l’occhio tumefatto, gonfio, con il livido netto. Visibile e perfettamente percepibile anche la paura nello sguardo di Meler che a fatica sembra capire cosa stia accadendo.
LO STOP – Impossibile restare fermi di fronte a questa violenza. Le istituzioni turche dopo pochi minuti dall’aggressione e dalla visione del video che ha iniziato a circolare sui social oltre che in tv sono arrivate a nette prese di posizione. Il primo è stato l’annuncio da parte del Ministro degli Interni Ali Yerlikaya dell’arresto di tre uomini per l’aggressione, tra cui il presidente dell’Ankaragucu, Koca. Logica e quasi consequenziale la comunicazione seguente della Federcalcio turca del “rinvio a tempo indeterminato” di tutte le partite del massimo campionato turco. Anche l’Associazione degli arbitri turchi è intervenuta parlando di “serata nera” auspicando che “i responsabili del calcio e della giustizia turchi prenderanno tutte le misure penali necessarie“. “Ci scusiamo con i tifosi e con l’intera comunità sportiva per questo triste incidente” – si legge in un comunicato dell’Ankaragucu. Vista la gravità dell’episodio e dell’eco che senza dubbio ha avuto (e avrà) nel mondo, è intervenuto anche il presidente della Turchia, Recep Erdogan. “Condanno l’attacco – ha detto il numero uno dello Stato -. Non permetteremo mai che la violenza interferisca nello sport turco“. Secondo il canale pubblico turco “Trt Haber”, l’Akp, il partito islamista conservatore di Erdogan, avrebbe avviato una procedura di espulsione contro il presidente del club Koca, eletto deputato due volte del medesimo partito (nel 2002 e nel 2007).
IL PRECEDENTE – Dura la vita dell’arbitro in Turchia. Nel marzo del 2022 infatti in 13 sono stati sospesi fino alla fine della stagione. Tra loro anche l’internazionale Cuneyt Çakir. Il presidente dell’Associazione Arbitri turca, Ferhat Gündogdu, aveva spiegato: “Si sentivano al di sopra dell’istituzione“. A quanto pare sono stati oggetto di pesanti critiche da parte dei club, che hanno esercitato pressioni sull’Associazione affinché venissero presi dei provvedimenti. E che alla fine furono presi, fermandoli.
Intervento delle Forze dell’ordine in tenuta antisommossa
Momenti di tensione fuori dallo U-Power Stadium prima della partita tra Monza e Genoa, in programma alle 15.
Le Forze dell’ordine in tenuta antisommossa sono intervenute per evitare che le tifoserie venissero in contatto. L’esplosione di qualche petardo e minacce a distanza abbastanza ravvicinata hanno costretto le Forze dell’ordine a intervenire.
Ad infiammare la situazione anche una componente di tifosi spagnoli dello Sporting Gijon, gemellati alla tifoseria brianzola, ma antagonista di quella genoana.
Scontri nello stadio “Alberto Pinto” di Caserta tra tifosi della squadra locale e quelli del Foggia, nell’intervallo della gara di Lega Pro finita per 2-0
Aggressioni e follia ieri sera a Caserta, nel corso della partita di calcio Casertana-Foggia finita per 2-0 nello stadio «Alberto Pinto». Nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo, ci sarebbe stato un lancio di oggetti e fumogeni da parte delle due tifoserie.
Lancio di una bomba carta da parte dei tifosi foggiani – Stando ai primi accertamenti i tifosi foggiani avrebbero lanciato contro la tifoseria avversaria anche qualche bomba carta. Da quil’ira dei supporter della Casertana, che hanno divelto un cancello invadendo la pista di atletica dove c’è stato uno scontro con i tifosi foggiani, qualcuno pare armato di bastoni in legno, che avevano scavalcato la recinzione. Un tifoso della Casertana sarebbe stato preso a pugni e calci: ferito è stato trasportato in ospedale. Le forze dell’ordine sono intervenute in massa e non senza difficoltà per riportare la calma tra le due tifoserie. La partita di calcio è ripresa solo un’ora dopo, alle 22.30.
I sostenitori giallorossi sarebbero apparsi all’improvviso e incappucciati sulla strada che porta al Via del Mare. Alcuni bolognesi risulterebbero contusi
Tensione fuori dallo stadio di Lecce prima della sfida tra i giallorossi di D’Aversa e il Bologna. Sulla Via del Mare gli autobus che conducevano nell’impianto i tifosi del Bologna (ne sono previsti circa 400) sarebbero stati presi a sassate dai sostenitori di casa. Incappucciati, sono sbucati a sorpresa. Voci anche su alcuni bolognesi contusi. Due i leccesi fermati e accompagnati in Questura.
IN CAMPO – Parlando di campo Thiago Motta sorprende ancora: fuori il simbolo rossoblù di queste ultime partite Joshua Zirkzee che pare non fosse stato benissimo in settimana e dentro Van Hooijdonk nell’attacco del Bologna che in difesa schiera Kristiansen con Posh, Calafiori e Lucumi, e lascia in panchina Beukema. Sono gli unici cambi rispetto alla formazione che ha battuto il Torino. Il Lecce conferma Krstovic centravanti con Banda e Strefezza nel tridente. Il centrocampo vede vincere allo sprint Gonzalez e Oudin con Ramadani in mezzo. Rafia e Blin cominciano in panca.
Un tifoso del Nantes è morto dopo gli scontri che si sono verificati ieri sera nei pressi dello stadio della Beaujoire tra i sostenitori della squadra di casa e quelli nelNizzaprima della gara di Ligue1 (la serie A francese) terminata con la sconfitta della squadra ospite allenata dall’italiano Francesco Farioli.
Tifoso morto – A dare notizia del decesso è stata la Procura di Nantes, che nella notte ha emesso un comunicato ufficiale. Secondo quanto riportato dalle fonti ufficiali, gli scontri sono iniziati quando, prima del fischio d’inizio del match, alcuni tifosi del Nizza, a bordo di auto a noleggio con conducente, sono passati vicino allo stadio della Beaujoire, incontrandosi con quelli del Nantes. Questi ultimi avrebbero aggredito gli autisti e da lì si sarebbero sviluppati i tafferugli. Ad avere la peggio un tifoso trentunenne del Nantes, il quale avrebbe immediatamente perso i sensi dopo essere stato accoltellato alla schiena.
Nonostante i primi soccorsi e il massaggio cardiaco, l’uomo, membro da diversi anni della Brigata della Loira, il principale gruppo organizzato di tifosi del Nantes, è morto poco dopo. La Procura ha aperto un’indagine per omicidio colposo. Una persona, un autista, si è presentato nella notte alla polizia ed ora in stato di fermo.
Preso d’assalto un bar dove si erano radunati i supporter inglesi arrivati nella capitale francese per la sfida di Champions
Non è la prima volta e purtroppo non sarà nemmeno l’ultima. Gli ultras del Psg hanno assalito nella serata di lunedì un pub dove si erano ritrovati i tifosi del Newcastle arrivati nella capitale francese in vista della sfida di Champions fra i parigini e gli inglesi, decisiva per il passaggio agli ottavi di finale.
Tavoli e sedie in frantumi, fumogeni e armi. Già nella doppia sfida col Milan c’erano stati incidenti sia all’andata sia al ritorno, con l’agguato sui Navigli come “vendetta” per quello tentato al Parco dei Principi nel settore dove si trovavano i Banditi della Curva Sud rossonera.
Al Maracanà partita iniziata con 27′ di ritardo a causa degli incidenti. Martinez interviene contro la polizia
Fans of Argentina clash with Brazilian police before the start of the 2026 FIFA World Cup South American qualification football match between Brazil and Argentina at Maracana Stadium in Rio de Janeiro, Brazil, on November 21, 2023. (Photo by CARL DE SOUZA / AFP)
In una serata di violenze dentro e fuori dal campo, l’Argentina compie l’impresa: infligge al Brasile la prima sconfitta in casa in tutta la storia delle Qualificazioni Mondiali. Finisce 1-0, con un gol del difensore Otamendi nella ripresa. E Lionel Scaloni, ct campione del mondo, ha rivelato in conferenza stampa che potrebbe lasciare la guida della Selección. “Questa squadra ha bisogno di qualcuno che abbia tutte le energie possibili. Ci penserò”, ha detto il tecnico argentino.
MEGA RITARDO – La gara inizia con quasi mezz’ora di ritardo a causa di scontri tra le due tifoserie e tra agenti di sicurezza e gli ultra argentini. Messi, da capitano albiceleste, ritira la squadra dal campo e torna negli spogliatoi fino al ritorno della calma: “Non si può giocare in queste condizioni“.
GUERRA – Il caos è scoppiato al momento degli inni nazionali. Quello degli ospiti è fischiatissimo dal pubblico brasiliano. E le due tifoserie non sono isolate come accade di solito in partite di club al Maracanã. Le risse scoppiano nel settore sud dello stadio in cui si trovano circa tremila argentini (in totale c’erano 68.138 spettatori). L’Argentina lascia il terreno di gioco, i giocatori si avvicinano alle tribune per vedere ciò che succede: si corre, ci si picchia, volano i seggiolini dello stadio. Le forze dell’ordine prendono i tifosi a manganellate.
Emiliano Martínez, portiere argentino, prova pure a strappare un manganello da un poliziotto, ma viene fermato. L’Argentina decide di rientrare nello spogliatoio. Sembra che sia finita qui, ma la situazione piano piano torna alla normalità. Si allestisce un cordone di agenti di sicurezza per isolare i tifosi ospiti da quelli di casa. Otto persone vengono arrestate. E la federcalcio brasiliana ora si attende che arrivino squalifiche.
ATMOSFERA TESA – La partita comincia con 27 minuti di ritardo. Il gioco è spezzettato: dopo 19’ di partita si contano addirittura 13 falli (saranno 42 in tutta la gara). Solo verso la seconda metà del primo tempo si vede un po’ di calcio. E la miglior occasione prima dell’intervallo è per il Brasile: il difensore Romero salva sull’area piccola un tiro di Gabriel Martinelli al 43’.
TESTA VINCENTE – Raphinha e lo stesso Martinelli già avevano sprecato buone occasioni all’inizio del secondo tempo, quando Otamendi colpisce di testa dopo un angolo piazzato da Lo Celso superando il portiere brasiliano Alisson, ex Roma: il gol-partita arriva al 17’ della ripresa. I brasiliani non sanno più reagire. Gli argentini sono più esperti e difendono il risultato. Messi, un po’ in ombra, viene sostituito al 32’ del secondo tempo da Di María, quando entra pure Lautaro Martínez al posto di Álvarez in attacco. Al 25’ st erano entrati anche il romanista Paredes e il viola Nicolás González. “Loro hanno vinto solo con una occasione” è il commento di Carlos Augusto, titolare sulla fascia sinistra. Il Brasile finisce la gara in 10: Joelinton, entrato al 26’ st viene espulso dieci minuti dopo per aggressione a De Paul. E’ un altro record amaro per la Seleção: è la terza sconfitta di fila alle Qualificazioni Mondiali.
PROTESTE DI MESSI – Alla fine Messi ha criticato le carenze organizzative, sottolineando le violenze contro gli argentini in Brasile: “Questa squadra continua a fare la storia. Una grande vittoria al Maracanã, anche se sarà segnata dalla repressione contro gli argentini ancora una volta in Brasile. Questo non può essere tollerato, è una follia e deve finire subito!” ha scritto Messi su Instagram.
BRASILE AL LIMITE – Dopo sei turni (su 18) questa è stata l’ultima partita del 2023 per le Qualificazioni Mondiali sudamericane. Si ricomincia nel settembre del 2024, quando il Brasile spera di avere già in panchina Carlo Ancelotti al posto dell’attuale ct Fernando Diniz. In classifica l’Argentina è in testa con 15 punti; poi Uruguay, 13: Colombia, 12; Venezuela, 9; Ecuador, 8; Brasile, 7; Paraguay, Cile, 5; Bolivia, 3; Perù, 2. Si qualificano le prime sei direttamente – quindi il Brasile è al limite – mentre la settima disputerà uno spareggio.
In arrivo anche Daspo a livello internazionale per i tifosi tedeschi che ieri hanno creato incidenti in città verso la sfida di stasera contro i partenopei.
Dieci supporter tedeschi dell’Union Berlino sono stati arrestati in flagranza ieri sera dalla Digos di Napoli per i gravi disordini avvenuti nel centro di Napoli, come riportato dall’Ansa.
Si tratta di appartenenti ai gruppi ultras più oltranzisti della tifoseria della squadra tedesca, nonché della tifoseria del Borussia Monchengladbach, storica rivale di quella partenopea e gemellata con l’Union Berlino. La Polizia di Stato contesta loro il reato di devastazione e sono anche in arrivo Daspo a livello internazionale.
Gli ultras, dopo essersi rifiutati di sottoporsi ai controlli nella stazione ferroviaria di Piazza Garibaldi, dalle ore 20,40 circa, formando un gruppo compatto di circa 300 persone, tutti vestiti in maniera simile e travisati con bandana rossa allo scopo di non farsi identificare, si sono resi protagonisti di gravi atti di devastazione e resistenza.
Gli ultras tedeschi hanno arrecato danni alle auto in sosta e all’arredo urbano cittadino e hanno aggredito ripetutamente i reparti delle Forze di Polizia con sanpietrini, mazze, aste di metallo e di legno e con lancio di petardi e artifici pirotecnici, devastando un esercizio commerciale ubicato in Piazza Dante. Contestualmente, personale del Commissariato di Secondigliano ha proceduto all’arresto di un ulteriore tifoso tedesco, autore di lesioni, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Nei confronti degli undici tedeschi saranno emessi i provvedimenti di Daspo internazionale, con procedura d’urgenza.
Cordone di sicurezza per i tifosi francesi che devono raggiungere lo stadio, allerta anche per quelli senza biglietto. Petardi durante il corteo da piazza Duomo
ansaansa
La vigilia di Milan-Psg è ad alta tensione ma il calcio in questo caso c’entra poco e nulla. Poche ore dopo gli scontri sui Navigli tra ultrà rossoneri e tifosi parigini, avvenuti a mezzanotte fra lunedì e martedì, alcune parti della città sono blindate per l’arrivo dei supporter a San Siro. Il settore riservato agli ospiti è da tutto esaurito: 4.300 posti sono andati a ruba. I tifosi sono arrivati soprattutto con 12 pullman, più le persone che hanno raggiunto Milano in aereo o in macchina.
Il raduno dei francesi è stato concordato con le forze di polizia in piazzale Lotto: da lì, in corteo, si arriva allo stadio. La Questura ha disposto un dispositivo di sicurezza che coinvolge polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale, oltre a un elicottero che sorvolerà la zona. Massima attenzione anche nei confronti del centinaio di tifosi arrivati qui pur senza avere il biglietto: i 73 parigini identificati ieri notte erano tutti sprovvisti del ticket. Un altro segnale che chi si occupa di ordine pubblico non sottovaluta riguarda proprio la curva del Psg, spaccata al suo interno: anche da quel punto di vista bisogna monitorare eventuali problemi di sicurezza.
Un migliaio degli oltre 4.300 tifosi del Psg attesi a Milano, inoltre, questo pomeriggio ha sfilato per le vie del centro. Dopo aver ritirato i biglietti in un hotel in zona stazione Centrale, gli ultrà hanno raggiunto piazza Duomo. Da lì si spostano verso San Siro. Durante la marcia, controllata da un importante dispositivo di sicurezza predisposto dal Questore Giuseppe Petronzi, sono stati accesi fumogeni e fuochi d’artificio ma non ci sono stati incidenti. Il Questore, inoltre, ha disposto un Daspo di tre anni nei confronti del tifoso francese arrestato, più un altro provvedimento – il Daspo “Willy” – che per un anno gli vieta l’ingresso in tutti i locali della provincia di Milano.
Infine, le forze di polizia tengono sotto stretto monitoraggio un centinaio di francesi in zona Porta Romana, arrivati in città senza biglietto, per evitare che si muovano in maniera incontrollata.
Milano, scontri tra tifosi Milan-Psg sui Navigli, un francese 34enne accoltellato: è grave. Colpiti anche alcuni poliziotti
La violenta rissa con tra supporter francesi e una cinquantina di tifosi rossoneri nella tarda serata di ieri nella zona tra le più note della movida milanese
Violenza ultrà questa notte sui Navigli, una delle zone più famose della movida milanese, dove si sono fronteggiati tifosi del Paris Saint German e del Milan poche ore prima della partita di Champions che si giocherà stasera a San Siro.
La guerriglia filmata e postata sui social – Le scene della guerriglia sono state immortalate da numerosi video che girano adesso sui social. È servito l’intervento della polizia per sedare la maxi rissa, scoppiata poco dopo la mezzanotte, che ha fatto fuggire i clienti spaventati dai locali. Durante gli scontri, un francese di 34 anni è rimasto gravemente ferito: è stato colpito con due coltellate alla gamba e forse dovrà subire un intervento chirurgico. Anche due poliziotti sono rimasti feriti: in piazza XXIV maggio sono state necessarie delle cariche di alleggerimento per sedare i francesi.
È stato arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale un 31enne francese (oggi in direttissima), che riceverà anche un “Daspo” dal questore Giuseppe Petronzi. Oltre alle dinamiche “classiche” di scontri tra opposte tifoserie, gli investigatori sono in allerta anche per la spaccatura all’interno della curva del Psg.
Il tifoso dovrà “allontanarsi subito” da Milano, dove non potrà “fare più rientro“, altrimenti rischia di finire in carcere. Con queste parole, nell’aula delle direttissime, il giudice ha convalidato l’arresto in flagranza e ha disposto il divieto di dimora nel capoluogo lombardo per l’ultrà del Psg accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.
Il 30enne, stando alle indagini della Polizia, avrebbe colpito con una spranga al volto uno degli agenti intervenuti per sedare i tafferugli (per il poliziotto 5 giorni di prognosi). Il giovane, interrogato in aula, ha detto che “sono stati i tifosi del Milan ad attaccarci mentre noi eravamo seduti in un bar“, in zona Navigli. E ha provato, poi, a sostenere di non aver colpito l’agente, ma di aver “gettato a terra la spranga“.
Il giudice non ha creduto alla versione dell’uomo, evidenziando i “gravi indizi di colpevolezza” a suo carico e le “esigenze cautelari per la tutela della collettività“, come il pericolo che commetta altri reati dello stesso tipo.
“Ero in un bar con degli amici e ad un tratto sono arrivati i tifosi Milan ad attaccarci, personalmente io ho ricevuto una sprangata sulle spalle, mi hanno aggredito mentre ero seduto”, ha detto il 30enne, che ha raccontato di vivere a Parigi e di essere dipendente di una società. “Ho avuto paura – ha proseguito davanti al giudice – sono fuggito da loro, mi sono rifugiato in un ristorante e uscendo mi sono munito di una spranga di ferro trovata, era un pezzo di una sedia. Poi, arrivata la polizia mi ha messo contro il muro e io ho detto ‘calmatevi’ e ho alzato le mani. Avevo intanto gettato a terra la sbarra“.
L’uomo, che ha detto di essere arrivato a Milano per la partita di stasera e di avere un biglietto aereo per oggi per rientrare in Francia, è stato trovato la scorsa notte senza documenti. “Non metto in discussione l’attacco subito, ma lui si è armato di una spranga e non si è affatto limitato a difendersi“, ha spiegato il viceprocuratore onorario che ha chiesto il divieto di dimora. Richiesta accolta dal giudice. La difesa ha tentato di sostenere la tesi dell’eccesso di legittima difesa.
Tifosi Psg aggrediti a Milano sono tutti senza biglietto – Città blindata in vista del match di stasera. Il settore ospiti di San Siro è al completo: più di 4.300 posti occupati. In mattinata è atteso l’arrivo di 12 pullman di ultras parigini. C’è inoltre un centinaio di tifosi senza biglietto: anche i 70 supporter identificati ieri sera erano senza ticket.
Il punto di incontro con la tifoseria francese sarà alle 16 in piazzale Lotto: da lì il corteo verso lo stadio. Impegnato uno schieramento di forze tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale.
Nella notte anche lite tra tifosi del Psg e cittadini cinesi – Pochi minuti dopo l’una di notte, una Volante è intervenuta in via Paolo Sarpi per una lite tra 15 tifosi del Paris Saint-Germain e 10 cittadini cinesi. La lite, che non ha portato danni a cose, è stata risolta dall’intervento delle forze dell’ordine e non si è reso necessario l’intervento dell’assistenza sanitaria del 118.
Verso le due di notte, infine, una volante è intervenuta presso un ostello di via Regina Margherita dove alloggiano alcuni supporter francesi: uno di loro, un 28enne, presentava una ferita lacero contusa alla testa: ai poliziotti ha riferito di essere stato colpito alcune ore prima in zona Darsena, quindi è stato trasportato in codice verde all’ospedale Fatebenefratelli.
In zona Navigli l’agguato degli ultrà rossoneri ai rivali francesi, tra il fuggi-fuggi dei clienti dai locali. Un francese colpito con due coltellate trasportato in ospedale in codice rosso
Guerriglia nella tarda serata di lunedì 6 novembre sui Navigli tra gli ultrà del Milan e quelli del Paris Saint-Germain. Un gruppo di almeno una cinquantina di supporter rossoneri con caschi, fumogeni e il volto coperto ha assaltato i tifosi parigini che affollavano i Navigli in vista della partita di martedì sera a San Siro. Secondo una prima ricostruzione sembra che il gruppo di ultrà della Curva Sud abbia teso un agguato ai tifosi francesi fuori dai locali di ripa di Porta ticinese poco dopo la mezzanotte.
Prima lo scoppio di un petardo, poi l’accensione di alcuni fumogeni e la carica dei tifosi italianicontro i rivali. Scene di guerriglia e fuggi fuggi dei clienti dei locali terrorizzati. Sul posto sono arrivate diverse camionette della poliziae dei carabinieri. Gli agenti hanno fermato almeno un tifoso che è stato portato in questura, ci sarebbero alcuni feriti tra i francesi: uno colpito da due coltellate e trasportato in codice rosso al Policlinico. Colpito in modo non grave anche un agente.
Il Giudice Sportivo ha deciso di non intervenire, dopo aver sentito l’arbitro.
Nessuna decisione con la prova tv per il difensore della Juventus Federico Gatti in seguito allo scontro con Milan Djuric nella sfida tra i bianconeri e l’Hellas Verona. Lo ha deciso il Giudice Sportivo della Serie A Gerardo Mastrandrea.
“Il Giudice Sportivo – si legge nella nota della Lega -, ricevuta dal Procuratore federale rituale segnalazione ex art. 61 comma 3 CGS (a mezzo e-mail pervenuta alle ore 12.37 del 30 ottobre 2023) in merito ad una condotta violenta del calciatore Federico Gatti (Soc. Juventus) nei confronti del calciatore Milan Djuric (Soc. Hellas Verona) avvenuta al 26° del primo tempo; acquisite ed esaminate le relative immagini televisive, di piena garanzia tecnica e documentale; sentito il Direttore di gara il quale, con e-mail inviata alle ore 1.57 del 31 ottobre 2023, dichiarava “Con la presente dichiaro che lo scontro tra Gatti (Juventus) e Djuric (Verona) avvenuto a gioco in svolgimento, è stato da me valutato in campo e sanzionato come fallo di gioco con un calcio di punizione diretto”.
“Pertanto, il comportamento di Gatti, non integra quanto previsto dall’art. 61 comma 3 CGS perché, quanto accaduto, è stato visto e valutato dagli Ufficiali di gara, perciò giudicato in modo insindacabile nel merito da questo Giudice”.
Il Giudice Sportivo quindi “delibera di non applicare sanzioni in ordine alla condotta segnalata dalla Procura federale di cui alla premessa”.