Lieve ischemia per il tecnico boemo. “Condizioni stabili, ulteriori accertamenti nei prossimi giorni”
Zdenek Zeman è stato ricoverato a Pescara in seguito a un malore che si è rivelato essere una lieve ischemica transitoria. Le condizioni del 76enne tecnico boemo, ha fatto sapere il suo club, la Delfino Pescara 1936, “sono al momento buone e stabili, ma dovrà assentarsi per qualche giorno per ulteriori accertamenti del caso“.
L’ex allenatore di Foggia, Roma e Lazio si è sentito male prima dell’allenamento della squadra, attualmente terza nel girone B di Serie C, ed è stato portato alla clinica Pierangeli della città abruzzese. Zeman non sarà quindi in panchina mercoledì sera nella sfida contro di Coppa Italia contro il Catania e potrebbe saltare anche la trasferta di campionato di domenica ad Ancona.
Purtroppo il calciatore spagnolo Salvador Ferrer, in prestito dallo Spezia all’Anorthosis, ha annunciato tramite i social (in spagnolo e in inglese) una brutta notizia: “Mi hanno diagnosticato il linfoma di Hodgkin e nelle prossime settimane comincerò il trattamento sanitario”. Certo, come lui stesso ha affermato “Non è facile scrivere questo messaggio, però da oggi voglio trasmettere positività”.
Da parte sua lo Spezia ha subito risposto “Per quattro stagioni hai lottato come un vera aquila per onorare la nostra maglia.Abbiamo gioito, ci siamo abbracciati e abbiamo pianto insieme. Conosciamo bene la tua forza e siamo certi che anche in questo caso saprai uscirne vincitore! Forza Salva! Siamo tutti con te!”.
Sicuramente non sarà un percorso facile per il difensore classe 1998 da qualche mese a Cipro, ma lui stesso ha voluto aggiungere “Non posso negare sia stato un colpo molto duro sia per me che per la mia famiglia, ma la prognosi è positiva e spero di avere un rapido recupero per tornare a giocare e godermi tutto il resto il prima possibile. Ho chiarissimo che per lottare contro questa malattia la paura non serve a niente”.
Sicuramente Salva ha la forza, la positività e la volontà di uscirne fuori alla grande, ci auguriamo con la stessa rapidità con cui ha sempre percorso chilometridella fascia destra (e anche sinistra) sul campo da gioco.
Un grande abbraccio da parte nostra, certi che la sua famiglia saprà stargli – come ha sempre fatto – sempre vicina.
Per fortuna il giovane calciatore è fuori pericolo, e le sue condizioni sono stabili, ma resta da capire cosa sia successo
Stava giocando a calcio, la sua passione, quando si è accasciato a terra all’improvviso, forse in seguito a un problema cardiaco o per una crisi epilettica. Ha appena 15 anni, il giovane calciatore che si è sentito male allo stadio comunale di Fucecchio, in provincia di Firenze. «Lo abbiamo visto cadere sul campo all’improvviso. Non c’è stato uno scontro di gioco – spiega il responsabile delle giovanili del Fucecchio, Diego Paletta – si è accasciato durante una fase di gioco movimentato», racconta Il Tirreno.
Al 33’del primo tempo , momenti di grande preoccupazione sugli spalti con i genitori in panico ed i giovani giocatori, poco più che bambini, in lacrime. La madre del 15enne si è precipitata in campo, mentre i soccorritori correvano verso il giovane calciatore. Sul posto sono intervenute l’automedica e un’ambulanza, che per fortuna hanno permesso di stabilizzare la vittima, che semicosciente è stata portava via dal campo.
Dopo un’adeguata terapia, dall’ospedale è stato comunicato che il quindicenne si era ripreso, ma l’episodio andrà chiarito dal punto di vista medico per escludere gravi conseguenze. Al pronto soccorso i medici lo hanno sottoposto a tutti gli accertamenti necessari per comprendere le cause del malore.
Il centrocampista del Napoli già indisponibile in Nazionale si è sottoposto ad accertamenti specifici. La Federazione: «Il nostro staff medico gli ha diagnosticato l’angina. Farà ritorno nel suo club»
La nota della Federcalcio polacca è chiara: «Zielinski lascia il ritiro della Nazionale per un problema,un problema di angina». Il Napoli ovviamente è in ansia e aspetta il rientro del suo fantasista per eseguire con lo staff medico indagini più approfondite. Anche se il termine angina viene associato quai sempre a problemi cardiaci, per Zielinski non sarebbe così.
La Federazione ha poi aggiunto: «Piotr Zieliński ha lasciato il ritiro della nazionale polacca a causa di un malessere: il medico della nazionale polacca ha diagnosticato al giocatore l’angina. Nonostante le cure immediate, le condizioni del giocatore non sono migliorate abbastanza da consentirgli di prendere parte all’allenamento e alla partita di martedì. Pertanto, Piotr Zieliński è tornato al club».
Da indagini più approfondite nelle ultime ore l’ipotesi più estrema è stata scongiurata, l’angina di cui soffre Zielinski non sarebbe di natura cardiaca ma «streptococcica» cioè di natura infettiva ma alla gola. Una sorta di tonsillite, come chiarisce anche il Napoli.
Il centrocampista non aveva preso parte alle due gare della sua Nazionale per «uno stato influenzale». In tanti avevano immaginato che avesse contratto il Covid, al punto che la Federazione aveva smentito questa eventualità. Zielinski ha avuto il Covid due volte negli anni scorsi e una in particolare in maniera molto significativa, tant’è che sua moglie sui social aveva avvertito: «State attenti, non è una influenza qualsiasi».
Un episodio due anni fa aveva destato allarme: il 12 dicembre del 2021, in campo contro l’Empoli, il centrocampista era stato sostituito dopo 22 minuti per quello che in apparenza sembrava un attacco cardiaco, visto che il giocatore lamentava dolore al petto. In realtà, fatti tutti i dovuti accertamenti, fu valutato come un attacco di panico.
Renzo Ulivieri (San Miniato, 2 febbraio 1941) è un allenatore di calcio, politico ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio e direttore della scuola allenatori della FIGC.
L’ex allenatore del Bologna ha accusato un malore prima dell’inizio della partita
Malore improvviso per Renzo Ulivieri, ex allenatore, tra le altre, del Bologna: il presidente dell’AIAC (Associazione Italiana Allenatori di Calcio) era allo Stadio Olimpico di Roma per assistere alla partita tra Italia e Macedonia quando, prima dell’inizio dell’incontro, ha palesato un certo malessere. Come scrive l’Adnkonos, Ulivieri è stato operato nella notte all’ospedale Santo Spiritoper un fenomeno subocclusivo intestinale, generato da una vecchia aderenza. L’operazione è perfettamente riuscita e Ulivieri, subito dopo il risveglio, ha chiesto informazioni sul risultato della partita, “segno inequivocabile di decorso positivo”, come comunicato dallo staff dell’Assoallenatori.
Il difensore dell’Union Cus-Casale di Scodosia si è accasciato durante il match di Seconda categoria in casa dell’Altopolesine: rianimato e trasferito in ospedale con l’elisoccorso
Ha perso i sensi durante la partita di calcio ed è stato trasferito con urgenza, a bordo dell’elisoccorso, nell’ospedale di Rovigo.Paura domenica pomeriggio, 15 ottobre, per un atleta 21enne della formazione padovana Union Cus-Casale di Scodosia, originario di Merlara.
L’episodio è accaduto allo stadio allo stadio comunale di Castelmassa (Rovigo), durante unapartita di calcio di Seconda categoria tra Altopolesine e Union Cus.
Forte preoccupazione in campo tra calciatori, staff tecnico e tifosi: nessuno si è sentito di riprenderela partita che è stata sospesa sul 2-2 al 25’ del secondo tempo.
Improvvisamente il 21enne, difensore della squadra ospite, si è accasciato a terra: fino a quel momento il giovane stava apparentemente bene. Immediatamente sono scattati i soccorsi in attesa dell’arrivo del Suem.
Il primo intervento è stato eseguito dal massaggiatore della squadra di casache ha evitato il peggio, adottando delle manovre come il massaggio cardiaco, imparato come volontario di Croce Rossa e Protezione Civile. Poi è atterrato in campo l’elisoccorso davanti ad atleti, tecnici e pubblico, tutti attoniti. L’obiettivo: garantire il più rapido trasporto in ospedale.
Il numero uno del Waalwijk, Vaessen, è rimasto a terra dopo aver subito un colpo alla testa. Panico in campo, partita interrotta con l’Ajax in vantaggio per 3-2 e giocatori in lacrime
Sospesa nella ripresa sul punteggio di 3-2 per gli ospiti la partita del campionato olandese Waalwijk-Ajax, per uno scontro di gioco tra Brobbey e il portiere della squadra di casa, Vaessen, rimasto a terra privo di sensi. Momenti di panico in campo, giocatori preoccupati, alcuni dei quali sono scoppiati a piangere e immediato ingresso in campo dei sanitari per soccorrere il portiere. Vaessen è stato soccorso dai medici di entrambe le squadre, dopo una prima stabilizzazione è stato portato nel più vicino ospedale. Nella notte del 1 ottobre un primo comunicato del club: “Siamo estremamente scioccati per quanto accaduto ma possiamo annunciare che dopo i primi accertamenti Vaessen è fortunatamente cosciente, è in ospedale per ulteriori e necessari esami“.
Eredivisie, sospesa RKC-Ajax: scontro di gioco tra Brobbey e Etienne Vaessen, portiere di casa che rimane a terra
Brutto incidente in Eredivisie durante RKC-Ajax. Il portiere di casa Etienne Vaessen, in occasione di uno scontro di gioco con Brobbey è rimasto a terra senza privo di sensi.
Subito soccorso dai medici, intorno a lui sono stati sollevati dei teloni. Immediato poi il trasporto in ospedale. Sotto shock i giocatori in campo e gli spettatori sugli spalti fino alla decisione dell’arbitro di mandare tutti negli spogliatoi prima del 90′, sospendendo la contesa.
Jetzt geht es nicht mehr um Fußball: Etienne Vaessen, Torwart von RKC Waalwijk ist bei einem Zweikampf mit einem Ajax-Stürmer zu Boden gegangen und schwebt offenbar in Lebensgefahr. #rkcajapic.twitter.com/Uax1mW8Uid
Traduzionehttps://translate.google.com/: Adesso non è più una questione di calcio: Etienne Vaessen, portiere dell’RKC Waalwijk, è caduto a terra in un duello con un attaccante dell’Ajax ed è apparentemente in pericolo di vita
Tornato in Francia nel 2022, dopo un’esperienza al Lokomotiv Mosca, il calciatore Alexis Beka Beka non ha ancora giocato in questa stagione.
Un giocatore della prima squadra del Nizza, formazione allenata dall’italiano Francesco Farioli, è in piedi sul ciglio di un viadotto dell’autostrada A8, all’altezza di Magnan, e minaccia di lanciarsi nel vuoto. Si tratta del centrocampista Alexis Beka Beka. Il ragazzo, che ha 21 anni, ha sofferto recentemente di una forte delusione sentimentale, stando ai quotidiani locali. L’identità del giocatore, francese di origini congolesi, è stata confermata dalla radio France Bleu Azur e dal quotidiano Var-Matin.
Sul posto, dove il giovane calciatore nato a Parigi minaccia di lanciarsi nel vuoto, la corsia di destra dell’autostrada A8, in direzione Aix-en-Provence per chi viene dall’Italia, è stata chiusa. Decine di soccorritori ed esperti sono sul luogo per tentare di convincere Beka Beka a rinunciare ai suoi propositi. Ci sono pompieri, poliziotti, gendarmi e uno psicologo.
Cresciuto nel Caen, nel nord della Francia, Beka Beka non ha giocato molto dopo il suo arrivo al Nizza nell’estate del 2022, proveniente da un’esperienza al Lokomotiv Mosca. La scorsa stagione ha disputato soltanto 14 incontri di Ligue 1, mentre quest’anno, invece, non ha ancora giocato in campionato.
Al 37esimo del primo tempo diVicenza-Pergolettese sono intervenuti i medici portando fuori in barella l’allenatore della Pergolettese Matteo Abbate, colto da malore.
Subito l’allenatore biancorosso Diana si è portato vicino alla panchina avversaria per capire cosa fosse successo; Abbate, rianimato con il defibrillatore, è uscito in barella accompagnato dall’applauso del pubblico vicentino.
Abbate, classe 1983 e un passato da calciatore all’Hellas Verona fra il 2010 e il 2013, è ricoverato in ospedale. Non è in pericolo di vita.
Nel nosocomio del San Bortolo il tecnico è stato sottoposto ad una serie di accertamenti medici. Prima di lasciare lo stadio Menti in ambulanza l’allenatore ha voluto salutare i suoi giocatori che nel frattempo erano rientrati negli spogliatoi per l’intervallo.
Sono giorni di forte apprensione in Germania circa le condizioni di salute di Franz Beckenbauer, che non compare in pubblico da molto tempo
Il «Kaiser» del calcio tedesco Franz Beckenbauer— leggendario Pallone d’oro e campione del mondo da calciatore e da allenatore — non si vede da tempo in pubblico. Ora Lothar Matthaus, capitano guidato da Beckenbauer nel mondiale di Italia ‘90, ha confermato in un’intervista che l’ex campione non gode attualmente di buona salute. Beckenbauer, 77 anni, non ha infatti potuto partecipare all’incontro dello scorso luglio della squadra protagonista delle Notti Magiche del 1990. «Gli auguriamo tutto il meglio, che possa tornare a essere il vecchio Beckenbauer, con la sua energia», le parole di Matthaus a Rtl, «Speriamo possa rimettersi, lui stesso ha sempre detto che la salute è la cosa più importante al mondo. Al momento lui non ce l’ha. Non sta molto bene. Speriamo che il percorso possa andare nel verso opposto».
Beckenbauer e i problemi di salute – All’inizio dell’anno, il «Kaiser»aveva dovuto rinunciare a un viaggio in Brasileper dare l’addio al suo amico Pelé. «Mi piacerebbe farlo, ma purtroppo la mia salute non mi permette un volo così lungo. Accompagnerò con il cuore il mio amico nel suo ultimo viaggio», aveva detto Beckenbauer alla Bild. Quest’ultimo convive da tempo con seri problemi di salute. Nel 2016 e nel 2017 ha subito due operazioni al cuore e nel 2019 ha avuto un infarto oculare: «Recentemente sono stato in una clinica specialistica perché mi hanno diagnosticato un problema di circolazione all’occhio — aveva detto — da quello destro vedo poco o niente. Non vi arrabbiate quindi se non vi vedo e vi sbatto contro».
L’allenatore spagnolo si è sottoposto a Barcellona a un intervento che lo terrà fermo fino a metà settembre
Pep Guardiola sarà costretto a saltare i prossimi impegni del Manchester City. L’allenatore spagnolo si è sottoposto a un intervento per risolvere i problemi di mal di schiena che da tempo lo tormentavano. Ad annunciarlo è il club stesso con un comunicato ufficiale.
IL COMUNICATO – Guardiola è volato a Barcellona per un’operazione di emergenza, completata con successo. Pep dovrà rimanere in Spagna per un breve periodo di riposo e riabilitazione. “In sua assenza – si legge sul sito del Manchester City -, il vice allenatore Juanma Lillo coordinerà gli allenamenti della prima squadra e lo sostituirà a bordocampo fino al suo rientro“, atteso per metà settembre. Guardiola dovrebbe infatti rientrare al termine della prossima sosta nazionali.
IL RIENTRO – Guardiola lascia il City a punteggio pieno dopo le vittorie contro Burnley e Newcastle. Salterà le gare contro Sheffield United (in programma per il 27 agosto) e contro il Fulham (2 settembre). Il rientro è previsto per il weekend del 16 settembre, quando ilCity sfiderà il West Ham.
L’ex centrocampista della Juventus e della Nazionale: “C’erano dei dubbi, ora posso tornare a casa”
Ha avuto paura, Claudio Marchisio. Paura per la sua salute, che lo ha portato a sottoporsi a svariati esami clinici, prima di poter tirare un sospiro di sollievo. Lo ha detto lui stesso, pubblicando un’immagine in cui si mostra pensoso, appoggiato alla vetrata di una finestra del San Raffaele, a Milano.
Marchisio, paura per la salute: “Ho dovuto fare esami specifici” – Paura, ansia: sentimenti che, chi ha problemi di salute conosce perfettamente. E che non risparmiano personaggi famosi o atleti che da anni curano approfonditamente il proprio corpo. “Sempre meglio fare un controllo in più che uno in meno”, ha scritto su Instagram e Twitter Marchisio. L’ex centrocampista della Juventus e della Nazionale ha poi aggiunto dei dettagli per raccontare in modo più approfondito lo stress degli ultimi mesi: “Ad Aprile ho sofferto di giramenti di testa importanti. I primi esami e poi qualche dubbio. Dopo vari esami specifici (Doppler transacranico con microbolle, RM encefalo, Ecocardio TT , RM Cardio CMC) possiamo tornare ad essere tranquilli. Tutto a posto, si torna a casa”.
Il messaggio di Marchisio: “Sulla salute non date nulla per scontato” Su Instagram nel post l’ex calciatore ha taggato proprio la struttura clinica che lo ha accolto, accompagnando il post con scatti della degenza e persino il braccio con una flebo attaccata. Il luogo dei pensieri, delle preoccupazioni, dei dubbi sul futuro, e per una volta non si parla di calciomercato, ma di questioni serie. Che, per un ragazzo intelligente come Marchisio, da sempre molto consapevole del ruolo di esempio che un calciatore si trova a vivere pur non volendo, e cercando del buono anche in una situazione come questa, ha aggiunto un monito al proprio pubblico: “Mi raccomando! Non date mai nulla per scontato, soprattutto con la salute”.
Un reintegro non semplice per diverse ragioni: al discorso contrattuale si affianca quello di un rapporto da ricucire con la piazza.
Il mercato non sa regalare soltanto sogni di mezza estate o sorprese gradite, una delle peculiarità di ogni sessione di calciomercatoè infatti quella di lasciare un spazio per affari che saltanoall’improvviso, per firme che contro ogni attesa non arrivano e – di conseguenza – pernodi complessi da affrontare sia per la dirigenza che per il tecnico di turno. Pensando poi alle situazioni vissute dalle parti di Firenze, non da oggi, l’imprevisto di mercato è di fatto una tassa da pagare, un aspetto che sul momento turba e che nel tempo diventa parte dell’immaginario collettivo, regalando anche un risvolto ironico.
Niente Bournemouth: ritorno al Viola Park – Tutt’altro che ironico però, tornando sul presente, è stato quanto accaduto a Gaetano Castrovilli: le visite mediche col Bournemouth(già fatali peraltro anche per Jackson a gennaio) hanno condotto a un esito negativo e hanno spinto il club inglese a tirarsi indietro, non ritenendo il classe ’97 idoneo per scendere in campo. Una diversità di vedute piuttosto sorprendente rispetto alla Fiorentina, che ha ribadito di ritenere Castrovilli assolutamente arruolabile, che pone ora di fronte a un interrogativo sul destino del numero dieci viola da qui alla fine del mercato.
I temi che rendono complesso il reintegro del giocatore sono sotto gli occhi di tutti, non servono grandi voli di fantasia: da un lato la piazza è divisa sull’accoglienza da riservargli, d’altro canto le modalità con cui il trasferimento è saltato ha creato ovvio malumore nel calciatoreche, ora, è chiamato immediatamente a ritrovare stimoli e concentrazione. Accanto a tali aspetti, poi, resta il tema ancor più centrale diun contratto in scadenza nel giugno 2024e l’assenza di una comunione d’intenti sul fronte del rinnovo (come ribadito da Barone stesso e come dimostrato poi dalla cessione per monetizzare).
L’unico aspetto incoraggiante riguarda il rapporto coi compagni di squadra, pronti a riabbracciarlo al Viola Parke certo distanti dai malumori espressi invece da parte della tifoseria: in quel senso, insomma, Castrovilli non ha mai smesso di essere parte del gruppo. Le prossime amichevoli contro Sestri Levante e OFI Creta saranno un potenziale banco di prova, per riassaporare il campo di fronte ai tifosie per dimostrare di far ancora parte (tecnicamente) del progetto viola: il ruolo di Italiano sarà cruciale in questo senso, al di là del tema rinnovo che si prospetta ancora in salita.
Cosa succederà tra Castrovilli e la Fiorentina? Le tre ipotesi – Cosa potrà succedere da qui alla fine del mercato? L’ipotesi di una cessione a cifre simili a quelle offerte dal Bornemouth appare difficile se non utopistica, dato anche il caso delle visite mediche non superate: la Fiorentina dovrebbe accontentarsi insomma di una cifra inferiore ai 12 milioni più bonus e, al momento, le varie ipotesi (come quella che sembrava poter portare al Napoli) sono più che mai tiepide se non del tutto assenti. Un prestito, inoltre, richiederebbe un rinnovo propedeutico per poter poi far partire il calciatore a titolo temporaneo.
Al contempo la strada per il rinnovo appare in salita, Barone del resto si è espresso in modo chiaro sulla distanza tra le parti e il fatto che tutto fosse culminato in una cessione ci racconta, meglio delle parole, quanto le posizioni fossero inconciliabili. L’ultima ipotesi, probabilmente quella più realistica per quanto poco incoraggiante, è quella di una permanenza “viziata” da un contratto in scadenza e dal possibile addio a parametro zero a fine stagione, con tanto di conseguenze sul minutaggio del calciatore e sul rapporto con la piazza (certo poco intenzionata a riabbracciare un calciatore in rotta con una società che, in passato, gli ha dato fiducia anche nei momenti più duri).
Niente amichevole con il Barcellona per la Juventus.
La gara, prevista per domenica notte, 23 luglio 2023, alle 4, a Santa Clara, è stata annullata per un forma virale di gastroenterite nel gruppo squadra dei blaugrana.
Il Barcelona comunica che la partita contro la Juventus FC, in programma oggi 22 luglio alle ore 19:30 al Levi’s Stadium, nell’ambito del Soccer Champions Tour, è stata annullata. Una parte significativa della rosa blaugrana ha una “gastroenterite virale“, si legge in una nota della squadra spagnola.
Al momento, l’amichevole non verrà sostituita. I bianconeri arriveranno direttamente a Los Angeles.
Massimo Mauro (Catanzaro, 24 maggio 1962) è un dirigente sportivo, ex calciatore, politico e commentatore sportivo italiano.
L’ex giocatore di Juventus e Napoli si è sentito male mentre si trovava in Calabria: portato all’ospedale di Catanzaro, ora tranquillizza tutti: “Sono stati bravissimi, vengo seguito bene e coccolato”
Massimo Mauro è stato colpito da un infarto, in Calabria, dove si trovava in vacanza. Il malore, secondo quanto riferito all’Ansa dalla Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport, è accaduto mentre l’ex centrocampista di Juventus e Napoli, oggi opinionista, 61 anni, stava giocando a padel.
IL SUO MESSAGGIO – Contattato subito un medico, Massimo Mauro è stato portato all’ospedale di Catanzaro, dove è stato eseguito d’urgenza un intervento di angioplastica. È stato lo stesso Mauro a tranquillizzare tutti parlando proprio con la sua Onlus: “In ospedale sono stati bravissimi e lo sono tuttora. Vengo seguito bene e coccolato“.
A darne notizia è stato l’Ajax con un comunicato sui propri canali ufficiali
Paura perEdwin Van der Sar. L’ex portiere di Juventus e Manchester United nelle scorse ore è stato vittima di un’emorragia cerebrale che lo ha costretto all’immediato ricovero in ospedale.
A darne notizia è l’Ajax attraverso un comunicato sui propri canali ufficiali, che ha poi specificato come il proprio dirigente sia stabile nel reparto di terapia intensiva, aggiungendo che «quando avremo informazioni più concrete, seguiranno aggiornamenti.Tutti all’Ajax augurano a Edwin una pronta guarigione. Ti stiamo pensando»
On Friday, Edwin van der Sar has had a bleeding around his brain. He’s currently in hospital in the intensive care unit and is in a stable condition.
Once there is more concrete information, an update will follow.
Ex portiere della Juve, la carriera – Van der Sar è tornato ad Amsterdam nel 2012 prima come dirigente del marketing e poi, nel 2016, come direttore generale. La sua carriera è iniziata proprio all’Ajax, con cui vinse la sua prima Champions League nel 1994-95. Poi il passaggio alla Juventus, quello al Fulham e al Manchester United, con cui vince di nuovo la Coppa dei Campioni nella stagione 2007-08 e quattro Premier League prima di ritirarsi. Con la Nazionale olandese colleziona 130 presenze, tra cui quella nella semifinale degli Europei del 2000, quando Totti inaugurò per la prima volta il suo “cucchiaio“.
Il portiere del Psg grave dopo una caduta da cavallo in Spagna
Notizie rassicuranti sullo stato di salute di Sergio Rico, il portiere del Psg che dal 28 maggio è ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Siviglia dopo un incidente a cavallo.
La moglie del 29enne spagnolo, Alba Silva, ha reso noto uscendo dall’ospedale che i medici lo hanno fatto uscire dal coma indotto e che ha riconosciuto i familiari intorno a lui.
“Sta facendo piccoli passi avanti, poco a poco, e finalmente vediamo la luce – ha detto la donna -, grazie all’ospedale e al personale sanitario che è incredibile“.
Rico aveva subito un trauma cranio-cerebrale la domenica di Pentecoste durante un pellegrinaggio a cavallo all’eremo di El Rocio, in Andalusia, tra Siviglia e Huelva.
Vincenzo D’Amico, idolo di generazioni di tifosi della Lazio, è pronto a giocare la partita più dura, quella contro il cancro. Lo ha annunciato lui stesso con poche righe su Facebook: «Mi dicono che i malati oncologici tirano fuori forze inaspettate! Io ci sto provando!».
Bandiera della Lazio campione d’Italia nel 1974 – D’Amico, 68 anni, campione d’Italia nel 1974 con la grande Lazio di Maestrelli e Chinaglia, bandiera biancoceleste per sedici anni (dal 1971 al 1986 con solo una breve parentesi nel Torino), poi noto commentatore televisivo, ha ricevuto l’enome abbraccio social da tutto il popolo laziale, e non solo. continua a leggere
Vincenzo D'Amico, l'ex Lazio annuncia di avere un tumore: «I malati oncologici tirano fuori forze inaspettate» https://t.co/z9PBqCGEUt
Era ricoverato dal 10 febbraio dopo una caduta in casa
(ANSA) – Roma, 21 aprile 2023 –
Alberto Zaccheroni ha lasciato l’ospedale Marconi di Cesenatico.
L’allenatore, 70 anni, era caduto in casa lo scorso 10 febbraio, riportando una grave trauma cranico.
In un primo momento era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva del Bufalini di Cesena, quindi ha sostenuto un mese di riabilitazione. Secondo quanto ha spiegato lo stesso Zaccheroni, è caduto tenendo la cagnolina in braccio. Ha fatto sapere di stare “benino” ed ha ringraziato i medici della terapia intensiva dell’ospedale di Cesenatico. (ANSA).
Il portiere della Juventus costretto a lasciare il campo durante la sfida di Europa League tra Juventus e Sporting Lisbona. Si tocca il cuore e si accascia
Tantissima paura allo Stadium per Szczesny, a pochi minuti dall’intervallo diJuventus-Sporting Lisbona valida per l’andata dei quarti di finale di Europa League Il portiere polacco è uscito dal campo in lacrime venendo consolato da compagni di squadra e avversari. Bonucci l’ha abbracciato, accompagnandolo negli spogliatoi. Dopo un’azione dei lusitani, Szczesny (grande protagonista con un paio di interventi decisivi) si è toccato il petto, accusando un malore.
Controllo immediato: palpitazioni – Immediatamente l’arbitroUmut Meler ha sospeso il gioco per consentire i soccorsi. In campo sono entrati i medici della Juventus, che hanno soccorso il portiere, scoppiato in lacrime. A quel punto Cuadrado ha richiamato l’attenzione della panchina e chiesto a Massimiliano Allegri la sostituzione del proprio compagno di squadra (al suo posto è entrato in campo Perin). Il portiere è stato immediatamente controllato una volta lasciato il campo: palpitazioni, quindi sembrerebbe tutto ok. Un grande sospiro di sollievo dopo la paura iniziale.
«Non respiravo, ora va tutto ok» – Lo stesso Szczesny a fine partita ha rassicurato i tifosi parlando a Sky accanto a Perin: «Mi sono fatto prendere dall’ansia». E ha trovato anche il modo di scherzare: «La verità è che ho visto Mattia molto bene in allenamento, anche se al 90’ gli hanno tirato addosso…». Poi però torna serio: «Facevo fatica a respirare, ho provato un po’ di ansia e un po’di paura, non mi era mai successo. Gli esami hanno confermato che è tutto a posto. Adesso sto molto meglio».
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Juventus-Sporting Lisbona diretta 0-0: malore per Szczesny, costretto a uscire
Ore 21:44 – 44’ – Si riprende a giocare dopo attimi di tensione. Niente da fare per Szczesny, che in lacrime lascia il campo. Al suo posto entra Perin
Ore 21:40 – 41’ – Attimi di apprensione in casa Juve, con Szczesny che si accascia a terra. Sembra un malore per il portiere polacco, dolorante e in lacrime con la mano sul petto
Lucas Pezzini Leiva (Dourados, 9 gennaio 1987) è un ex calciatore brasiliano, di ruolo centrocampista o difensore
Lucas Leiva dice basta. Il centrocampista brasiliano ha deciso di ritirarsi dal calcio giocato a 36 anni, per un problema cardiaco. L’annunciato è arrivato poche ore fa, nel corso di una conferenza stampa a Porto Alegre. L’ex Lazio era fermo da dicembre, quando gli era stato diagnosticato un problema cardiaco durante alcuni test di routine.
L’ADDIO – “Voglio ringraziare il Gremio per tutto il supporto che mi ha dato in questi tre mesi. Oggi annuncio il mio ritiro. È stato un periodo difficile e credo che sia la prima volta che mi vedere piangere. Sto finendo dove avrei voluto finire, ma non nel modo in cui avrei voluto finire. Sono sicuro che adesso si aprirà un nuovo capitolo. Speravo che la situazione potesse migliorare, ma così non è stato. La mia salute viene prima di tutto“.
L’atleta, 31 anni, centravanti della squadra femminile, operata al seno, ha raccontato la sua storia in un post su Facebook. «I dirigenti mi hanno accolta in spogliatoio con il contratto in mano, mi sento fortunata»
«Quella mattina prima di allenarmi ho parlato dentro lo spogliatoio… stavo lasciando la nave per correre sulla mia scialuppa. Quella mattina, dopo l’allenamento, i dirigenti Paolo Tagliavento e Isabella Cardone erano nello spogliatoio con il rinnovo in mano. La Ternana quella mattina mi ha fatto piangere». Con un post su Facebook Deborah Salvatori Rinaldi, 31 anni, attaccante della squadra femminile della Ternana che milita in serie B, ha voluto ringraziare e raccontare la sua storia. Dopo aver scoperto di avere un tumore al seno Deborah ha voluto subito condividere la sua angoscia con le compagne di squadra e la dirigenza della società. Pronta ad affrontare l’intervento, le cure e un’inevitabile periodo di stop dall’attività agonistica. Ma qui è arrivata la sorpresa. Invece di limitarsi agli abbracci e qualche parola di conforto la Ternana le ha voluto mostrare concretamente di voler stare al suo fianco, rinnovandole il contratto anche per la prossima stagione calcistica. continua a leggere
Malore in campo per un calciatore 28enne, che si è accasciato improvvisamente a terra perdendo i sensi, ed è stato soccorso dall’allenatore della squadra avversaria, insieme a un infermiere e ad una spettatrice che si trovava in tribuna, con il defibrillatore, riprendendo così conoscenza. E’ successo questo pomeriggio durante la gara del campionato di seconda categoria Ribolla-Suvereto che si stava disputando sul campo del Ribolla, nel comune di Roccastrada (Grosseto).
All’arrivo del 118 il 28enne, giocatore del Suvereto, è stato trasferito, in codice tre, all’ospedale Misericordia di Grosseto con l’elicottero Pegaso, atterrato direttamente sul campo di gioco. (ANSA)
L’ex allenatore di Milan, Inter, Juventus e Lazio, 69 anni, è ricoverato all’ospedale Bufalini di Cesena
Il mondo del calcio è in ansia per Alberto Zaccheroni. L’ex tecnico, tra le altre di Milan (con il quale ha vinto uno scudetto nel 1999), Inter e Juventus, è ricoverato da questa sera nel reparto di rianimazione dell’ospedale Maurizio Bufalini di Cesena.
Nel tardo pomeriggio di venerdì 10 febbraio Zaccheroni è caduto nella sua abitazionedi via Leonardo Da Vinci a Cesenatico, sulla costiera romagnola, ha sbattuto con violenza la testa a terra ed è stato subito trasportato in ambulanzaall’ospedale di Cesena.
Arrivati nella sua abitazione i sanitari del 118 lo hanno trovato steso a terra privo di sensi nei pressi di una scala interna. Al momento della caduta, in casa c’erano anche la moglie Franca e Lara, la compagna del loro figlio Luca. Le prime cure sono state prestate per il serio trauma cranico conseguente alla caduta. Però, non è chiaro se a rendere critica la situazione sia stato il trauma in sé o se il colpo alla testa sia la conseguenza di un precedente malore.
Da quanto risulta, gli esami tomografici hanno dipinto un quadro seriodella situazione e per questo Zaccheroni, che è comunque vigile, è stato ricoverato in rianimazione: la prognosi è comunque riservata.
Negli ultimi anni Zaccheroni ha vissuto a stretto contatto con gli amici di Cesenatico e quelli degli ambienti calcistici, che incontra soprattutto al Bagno Marè, lo stabilimento balneare gestito dal figlio Luca. L’ultima esperienza di Zaccheroni in panchina risale al biennio 2017-2019 come c.t. degli Emirati Arabi Uniti. In precedenza, tra il 2010 e il 2014, ha allenato anche il Giappone conquistando nel 2011 la Coppa d’Asia in Qatar.
L’annuncio del Tottenham: “Guarisci presto, Antonio”. Il ricovero dopo forti dolori addominali, la diagnosi è di colecistite. L’obiettivo: tornare in panchina l’11 febbraio per la trasferta di Leicester
“Guarisci presto, Antonio”. Il Tottenham ha annunciato in un comunicato che Antonio Conte deve fermarsi, costretto a sottoporsi ad un’operazione chirurgica che lo terrà lontano dal campo per un periodo di tempo ancora indeterminato. Il tecnico si trova in Italia, dove era rientrato domenica mattina.
IL COMUNICATO – “Antonio recentemente si è sentito male, accusando forti dolori addominali – ha fatto sapere il Tottenham in un comunicato diffuso poco dopo le 11 italiane -. In seguito ad una diagnosi di colecistiti, oggi verrà sottoposto ad intervento chirurgico per l’asportazione della cistifellea. Ritornerà dopo un periodo di recupero. Tutti al club gli augurano una pronta guarigione”.
LO STOP – Conte era regolarmente in panchina sabato, nella sfida di FA Cup che il Tottenham ha vinto in casa del Preston North End, ma aveva lasciato al suo vice Cristian Stellini il compito di parlare con i giornalisti prima e dopo la partita. Sembrava il solito Conte, così agitato a bordo campo che gli Spurs hanno inventato la Conte Cam, una telecamera che segue il tecnico per tutta la partita i cui video sono diventati popolarissimi sui social. Dopo il match è rientrato in Italia, approfittando dei due giorni di riposo per stare con moglie e figlia che vivono a Torino. È qui che il dolore è peggiorato: Conte a quel punto è andato a farsi visitare da un medico, che gli ha consigliato l’operazione. D’accordo col Tottenham, Conte ha deciso di procedere immediatamente. continua a leggere
Ricoverato in ospedale per una crisi respiratoria dovuta allapolmonite, un ragazzo di 21 anni si è aggravato velocemente e in poco meno di 2 mesi ha subìto l’amputazionedelle gambe. Colpa di una sepsi, una grave infiammazione che l’ha messo in pericolo di vita.
Levi Dewey, calciatore dilettante, aveva solo il 30 percento di possibilità di sopravvivere, secondo i medici. L’operazione è stata necessaria per evitare che morisse. Ora si sta riprendendo e la famiglia ha raccolto quasi 80mila sterline, che serviranno anche a comprare le protesi che lo aiuteranno a camminare di nuovo.
Il racconto – Levi Dewey era stato ricoverato lo scorso 7 dicembre al Royal Derby Hospital. I medici hanno scoperto che soffriva di influenza B e polmonite pneumococcica. Nonostante non avesse mai avuto problemi e conducesse una vita da sportivo, ai dottori è parso subito chiaro che la situazione sarebbe precipitata in breve tempo. «Ci hanno detto quasi subito che ci sarebbe stata la possibilità dell’amputazione delle gambe per salvargli la vita», ha raccontato la mamma del giovane.
«Ovviamente quello che è successo ci cambierà la vita, ma siamo uniti e pronti a supportarlo», le parole della donna, riportate dal The Independent. È stato in terapia intensiva per 20 giorni e in coma indotto per 14 giorni. L’11 gennaio ha ricevuto la terribile notizia: «Dovremo amputarti le gambe a causa della sepsi». L’operazione è stata fatta due giorni prima del suo 21esimo compleanno.
La raccolta fondi – Levi Dewey ha perso entrambe le gambe, dal ginocchio in giù. La famiglia ha promosso una raccolta fondi su GoFundMe. «Inizialmente puntavamo a raccogliere 10mila sterline, ma siamo stati travolti da un’ondata di amore e siamo arrivati quasi a 80mila. Li useremo per fargli avere le cure migliori e delle protesi che lo rendano più indipendente possibile».
Levi Dewey is due to lose both his lower legs after contracting a form of flu, pneumonia and later sepsishttps://t.co/Emgz7ibOS6
Brutte notizie per l’ex nazionale olandese Marc Overmars, 49 anni, che ha subito un danno definito irreparabile, secondo quanto riporta la stampa olandese, al cuore dopo l’arresto cardiaco accusato il mese scorso.
L’ex ala di Ajax, Arsenal e Barcellona è stato ricoverato in ospedale il 29 dicembre per un lieve ictus ma in realtà il suo cuore è in grado di pompare solo il trenta per cento della sua capacità totale e questo ha compromesso il quadro cardiaco. Le sue condizioni di salute sono gravi, e il percorso per migliorare lungo e tortuoso.
Uno studio sulla Sla parla di un’incidenza tra i calciatori del doppio rispetto alla popolazione «normale», di sei volte se ci si limita alla serie A. Più difficile trovare correlazioni con l’uso di farmaci che all’epoca erano consentiti
Gli anni più luttuosi finora indagati sono quelli tra il 2010 e il 2015 quando morirono prematuramente, tra gli altri,Benedetti, Bertuzzo, Rognoni, Beatrice, Zuccheri, Petrini, Viganò, Imbriani, Ferruccio Mazzola, Borgonovo, Zucchini, Aldo Maldera, Rosato, Musiello, Pinotti. Tutti ex giocatori di calcio di serie A o B, tutti scomparsi per Sla, tumore o leucemia in età comprese tra i 37 e i 68 anni. La contabilità precisa e dolorosa delle morti precoci nel calcio professionistico italiano è registrata in un documentatissimo libro di Lamberto Gherpelli pubblicato dalle Edizioni Gruppo Abele: «Qualcuno corre troppo. Il lato oscuro del calcio» con una bella prefazione di Damiano Tommasi.
Farmaci e morti precoci – Delle possibili correlazioni tra uso e abuso di farmaci e malattie gravi nel mondo del pallone, tornate in prima pagina dopo la morte di Gianluca Vialli per l’allarme lanciato dall’ex vice campione del mondo Dino Baggio, si parla da tempo e sempre in occasione di un lutto. La serie infinita di decessi (11 tra titolari e riserve) nella Fiorentina con le morti a catena legate a Sla, tumori e leucemia è il più noto e indagato caso di studio.
I casi Sla – Sulla Sla, in realtà, le ricerche scientifiche più serie sul calcio offrono risultati molto disomogenei rispetto a sport come il football americano dove la correlazione pare dimostrata. L’articolo di Elisabetta Pupillo ed Ettore Beghi dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri (effettuato su un campione di 23.586 calciatori di serie A, B, C dalla stagione 1959-’60 fino a quella del 1999-2000) ha rilevato un’incidenza della malattia neurodegenerativa progressiva due volte superiore a quella della popolazione «normale» che diventa di sei volte se ci si riferisce alla sola serie A con un’insorgenza della patologia molto precoce(45 anni invece di 65) rispetto alla popolazione generale. Insomma, una correlazione all’apparenza netta e inquietante. I casi accertati con sicurezza sono 34, le cause più probabili sarebbero un mix di traumi al capo e predisposizione genetica e mentre è meno chiaro il contributo di certi farmaci parrebbe esserci un legame con i fertilizzanti tossici utilizzati in alcuni campi di gioco. Diversi però i risultati di uno studio commissionato dalla Fédération Française de Football all’Università della Sorbona su 6.200 professionisti che hanno giocato dal 1968 al 2015: tutti i dati di mortalità sono allineati a quelli della popolazione standard con un’incidenza più alta dei soli casi di demenza. continua a leggere
Il capo delegazione della Nazionale ricoverato a Londra nella clinica dove aveva già sostenuto due cicli di chemioterapia. Nel 2017 la scoperta del tumore al pancreas
Il mondo del calcio è in ansia per Gianluca Vialli. Il capo delegazione della Nazionale campione d’Europa e braccio destro del ct Roberto Mancini è ricoverato a Londra per il peggioramento delle sue condizioni di salute. La madre Maria Teresa è partita da Cremona per l’Inghilterra. L’ex calciatore sta lottando da cinque anni contro un tumore al pancreas e ora si trova nella clinica dove aveva già sostenuto due cicli di chemioterapia per il cancro scoperto nel 2017.
Vialli, la malattia e la pausa dalla Nazionale – Pochi giorni fa l’ex attaccante di Sampdoria, Juventus e Chelseaaveva preso una pausa dalla Nazionale (“spero in modo temporaneo“) per dedicarsi completamente alle cure….. continua a leggere