Modric rischia 5 anni di carcere: è accusato di falsa testimonianza


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2023/07/01/news/modric_accusa_5_anni_carcere_falsa_testimonianza-406352452/?ref=RHLF-BG-I406336868-P18-S1-T1

Il Pallone d’oro del 2018 coinvolto in un processo contro alcuni dirigenti della Dinamo Zagabria a cui è stata contestata l’evasione fiscale e l’appropriazione illecita di fondi

Un anno di contratto ancora con il Real Madrid. Ma anche lo spettro di una condanna a cinque anni di carcere. È quello che rischia il fuoriclasse della Croazia, Luka Modric, accusato insieme al difensore suo connazionale Dejan Lovren, di falsa testimonianza. Un rato per cui, in Croazia, si può andare incontro a una condanna dai sei mesi ai 5 anni.

Modric accusato di falsa testimonianza: rischia 5 anni – I fatti risalgono al 2017 e la vicenda è tutt’altro che limpida. In quell’occasione, Modric aveva testimoniato in un processo nei confronti di tre ex dirigenti della Dinamo Zagabria e di un funzionario delle imposte, su cui pendeva l’accusa, decisamente più grave, di evasione fiscale e appropriazione illecita di denaro. L’occasione sarebbe stata proprio la cessione di Modric dalla Dinamo al Tottenham e quella del difensore Lovren al Lione, la prima del 2008, la seconda due anni più tardi, nel 2010.

Modric, ecco da dove nascono le accuse – A Modric era stato chiesto di dichiarare quando avesse firmato gli allegati che regolavano la distribuzione dei compensi ogni volta che aveva rinnovato il contratto da professionista e poi al momento della cessione quelli per il suo trasferimento. Ma secondo la procura di Osijek il centrocampista del Real Madrid avrebbe dichiarato consapevolmente il falso. Quelle firme sarebbero state messe, almeno secondo il procuratore, soltanto successivamente, ossia quando il fuoriclasse Pallone d’oro nel 2018 aveva già lasciato la società.

Il dirigente della Dinamo Zagabria condannato – Infatti a conclusione del processo i dirigenti sono stati condannati. In particolare, l’allora dg della Dinamo Zdravko Mamic, vero e proprio plenipotenziario del calcio croato per anni, è stato ritenuto colpevole di aver sottratto 15,5 milioni di euro e per questo condannato a scontare sei anni, ma che nel frattempo è fuggito in Bosnia per evitare le conseguenze del processo ai suoi danni.

Respinta l’iscrizione del Calcio Lecco alla serie B (per colpa di una pec arrivata tardi). Il patron Di Nunno: «Faremo ricorso»


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/23_luglio_02/respinta-l-iscrizione-del-calcio-lecco-alla-serie-b-per-colpa-di-una-pec-arrivata-tardi-il-patron-di-nunno-faremo-ricorso-9dcfa7c5-079e-48f2-acca-ef9823e08xlk.shtml

Doccia fredda per i tifosi blucelestila domanda di iscrizione al campionato di serie B del neopromosso Calcio Lecco 1912 è stata infatti respinta dalla Commissione-Infrastrutture della Lega di Serie B. Oggetto della mancata iscrizione — che ha già portato al ricorso della società lariana presso lo stesso organismo della Figc e in discussone giovedì prossimo — è stata la pec del prefetto di Padova di nulla-osta ad ospitare le prime gare interne dei lecchesi allo stadio Euganeo in attesa che l’impianto lecchese venga messo a norma. 

Giunta in ritardo rispetto al termine «improrogabile» del 20 giugno scorsosolo due giorni dopo la promozione —, il nulla-osta è alla base della non ammissione dei blucelesti in seconda serie. Sconcertato e arrabbiato, il patron del Lecco, Paolo Di Nunno ha annunciato battaglia legale: «Non lasceremo nessuna via intentata — ha detto l’imprenditore —. Abbiamo il diritto di partecipare al prossimo campionato di serie B e credo che lo sdegno che molti stanno provando anche al di fuori di Lecco, dimostri quanto questa situazione sia assurda. In questi anni ho investito molti milioni di euro per arrivare a un obiettivo storico. La nostra società non ha debiti, eppure siamo qui. Nemmeno due giorni per iscriverci, nemmeno due giorni per festeggiare e siamo fuori. È tutto assurdo. Se non ci daranno ragione, faremo ricorso anche alla giustizia ordinaria (Tar e Consiglio di Stato). Ci stanno sottraendo un titolo che abbiamo conquistato sul campo. Col merito sportivo di una società sana economicamente. Ma non solo: se sarò costretto chiederò anche i danni. In caso di mancata ammissione in B, non potrei iscrivermi in serie C e i miei giocatori di proprietà sarebbero automaticamente svincolati a costo zero. Ma a quel punto sarei pronto a lasciare il Lecco». 

A chiudere la prima fase della querelle-ammissione dei blucelesti sarà quindi, venerdì 7 luglio, il Consiglio Federale della Figc che definirà gli organici delle società partecipanti alle tre serie professionistiche nazionali. Nuovo crocevia delle ansie calcistiche lecchesi. In attesa (forse) di un lunga controversia legale.

Nuove accuse al Manchester City: sponsor fittizio da oltre 30 milioni


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2023/06/30/manchester-city-sponsor-fittizio-30-milioni/

Nuove accuse dall’Inghilterra su una sponsorizzazione fittizia: si trattava in realtà di un finanziamento dagli Emirati Arabi.

Arrivano nuove accuse dall’Inghilterra nei confronti del Manchester City. Come riportato da The Times, infatti, un rapporto della UEFA prodotto nel 2020 ma mai pubblicato, sottolinea come tra il 2012 e il 2013 infatti siano stati pagati 30 milioni di sterline (circa 35 milioni di euro) sotto forma di sponsorizzazione ma che in realtà erano finanziamenti dagli Emirati Arabi.

Secondo la UEFA, i pagamenti, che avrebbero dovuto provenire dalla società di telecomunicazioni di maggioranza statale degli Emirati Arabi Uniti Etisalat, erano in realtà “finanziamenti azionari camuffati”. In sostanza, quindi i finanziamenti provenissero dai proprietari del City, l’Abu Dhabi United Group (ADUG), il gruppo di investimento guidato dal vicepresidente di Abu Dhabi, lo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan.

Secondo il rapporto, durante un’udienza disciplinare UEFA, l’avvocato del City avrebbe indicato inJaber Mohamed la persona che ha effettuato il pagamento (identità che gli investigatori UEFA non sono riusciti a verificare), spiegando che si trattava di “una persona che si occupa di fornire servizi finanziari e di intermediazione a entità commerciali negli Emirati Arabi Uniti”. Il rapporto aggiunge che “. . . la domanda ovvia, a cui non è stata data risposta in nessun punto della presentazione e delle prove del club, [è] perché Etisalat o ADUG avrebbero dovuto aver bisogno di assistenza finanziaria da parte di un broker per pagare le passività di sponsorizzazione di Etisalat”.

La difesa del City era che Etisalat avesse rimborsato i soldi al proprietario nel 2015, posizione non accettata dalla UEFA tanto da imporre la squalifica per due anni dalle competizioni europee nel 2019: sanzione tuttavia ribaltata poi dal TAS di Losanna, che ha stabilito come i pagamenti non potevano essere trattati come violazioni delle regole perché erano prescritti.

Tuttavia, però, i pagamenti Etisalat possono essere ancora compresi tra le accuse formulate dalla Premier League in quanto, a differenza dell’UEFA, nelle indagini della lega inglese non esistono limiti di tempo, tanto che le 115 accuse al City riguardano le nove stagioni che vanno dal 2009/10 al 2017/18.

La relazione della UEFA spiega che “sono stati presi accordi in base ai quali i pagamenti sono stati effettuati o fatti effettuare da ADUG ma attribuiti agli obblighi di sponsorizzazione di Etisalat in modo da mascherare il vero scopo del finanziamento azionario, e tali accordi sono stati attuati dal pagamenti effettuati da Jaber Mohamed per un totale di 30 milioni di sterline”.

La dirigenza del club era ben consapevole che i pagamenti per un totale di 30 milioni di sterline effettuati da Jaber Mohamed erano stati effettuati come finanziamento azionario, non come pagamenti per lo sponsor a causa di autentiche passività di sponsorizzazione”.

Caso Chiffi: niente patteggiamento, Mourinho squalificato


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2023/06/28/caso-chiffi-niente-patteggiamento-mou-squalificato_90ed187c-da81-438a-95c8-e346e2d253f3.html

Dieci giorni di stop e 100 mila euro di multa tra tecnico e Roma

Jose Mourinho © AFP
Jose Mourinho © ANSA/AFP

Rinvii e settimane di trattative con la procura Figc alla fine non sono servite.

Il tribunale federale nazionale ha squalificato José Mourinho per dieci giorni a decorrere dal primo turno del prossimo campionato, dopo il deferimento arrivato per le accuse all’arbitro Chiffi ed al movimento Aia in seguito alla partita con il Monza dello scorso 3 maggio.

E’ il peggior arbitro che abbia mai incontrato” e “la Roma non ha la forza di dire che certi direttori di gara non li vuole” sono valsi allo Special One una squalifica che gli consentirà di allenare, ma non di essere in panchina molto probabilmente per le prime due giornate di campionato (il via è il 20 agosto e sette giorni dopo ci sarà la seconda).

A questo si unisce anche la multa inflitta al tecnico di 50 mila euro, più altrettanti alla società che era stata deferita per responsabilità oggettiva.

Evidente il malumore a Trigoria per l’ennesimo provvedimento che va a sommarsi già a quelli Uefa per gli insulti a Taylor e che porterà lo Special One a saltare anche le prime quattro giornate della prossima Europa League. A nulla sono valsi i tentativi giallorossi di mediare con la procura per presentare un patteggiamento che il Tribunale federale potesse accettare, evitando la squalifica del tecnico. Le scuse richieste a Mourinho per Chiffi non sono mai arrivate. Il procuratore Giuseppe Chiné ed il club giallorosso non sono riusciti a trovare nemmeno una quadra sulla cifra della multa e a chi devolvere eventualmente la somma.

Tutto questo ha portato il Tfn, presieduto da Carlo Sica, ad andare a giudizio con l’udienza cominciata alle 15 di oggi e terminata un’ora dopo. Poi la camera di consiglio e infine la decisione, sulla quale ora si attende la reazione della Roma che può presentare ricorso in Corte federale d’appello.

Calcio: Mourinho lascia il Football Board della Uefa


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2023/06/22/calcio-mourinho-lascia-il-football-board-della-uefa_4b714dba-96cd-4515-a5e8-b958f89e8424.html

José Mourinho – ANSA / ROBERTO BREGANI

Tecnico ‘condizioni nelle quali credevo non esistono più’

(ANSA) – Roma, 22 giugno 2023

José Mourinho rinuncia a far parte dell’Uefa Football Board, l’organo creato recentemente per discutere con altri 19 allenatori internazionali su alcune delle tematiche più importati del calcio europeo.

La sua decisione l’ha comunicata via email a Boban che dirige il Football Board.
Caro Boban, ringraziandoti per l’invito che mi hai fatto di essere un membro del Football Board, sono spiacente di informarti che rinuncerò con effetto immediato alla mia partecipazione a questo gruppo – ha spiegato nell’email – Le condizioni nelle quali fortemente credevo quando mi sono unito, non esistono più e mi sono sentito obbligato a prendere questa decisione. Ti chiedo gentilmente di comunicare la mia decisione anche al presidente Ceferin“. (ANSA).

Siviglia-Roma, la Uefa stanga Mourinho: 4 giornate di squalifica per gli insulti all’arbitro Taylor


articolo: https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/06/21/siviglia-roma-la-uefa-stanga-mourinho-4-giornate-di-squalifica-per-gli-insulti-allarbitro-taylor/7203041/

La Uefa stanga José Mourinho. A Nyon non hanno perdonato il comportamento e gli insulti rivolti dall’allenatore della Roma all’arbitro Anthony Taylor dopo la finale di Europa League persa dai giallorossi ai rigori contro il Siviglia. L’Organo disciplinare ha anzi optato per una punizione esemplare: quattro giornate di squalifica “per aver rivolto un linguaggio offensivo a un ufficiale di gara”.

Il 31 maggio, dopo la finale persa ai rigori, nel garage della Puskas Arena di Budapest Mourinho ha incontrato il presidente della commissione arbitrale Uefa Roberto Rosetti e proprio il direttore di gara Taylor. Il portoghese, che già in conferenza stampa aveva usato toni durissimi, si è scagliato contro la squadra arbitrale: “Congratulazioni. Sei una disgrazia”, “You are a fucking disgrace”. Il tutto a favore di telecamere. Prima, davanti ai giornalisti, Mou ha dichiarato: “Taylor è un grandissimo arbitro, speriamo che l’anno prossimo fa solo Champions, che fa cagate solo in Champions e non in partite di Europa League”.

Riforma della giustizia sportiva sulle penalizzazioni bocciata dagli uffici legali del Dagl


articolo: https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/23_giugno_14/riforma-giustizia-sportiva-bocciata-uffici-legali-dagl-ceddcaa6-0aab-11ee-aff7-94c1a02412bf.shtml

Stralciata dal Dipartimento affari giuridici presidenza del Consiglio la norma che si riproponeva di riformare la giustizia sportiva per non avere più casi Juventus, con classifiche che cambiano in corso di stagione: lede l’autonomia della giustizia sportiva

La giustizia sportiva si rivela una materia più complicata persino di quanto non avessero previsto gli uffici del ministro dello Sport Andrea Abodi. Come ampiamente prevedibile, infatti, non appena l’ufficio legislativo, il Dagl (Dipartimento Affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio) ha analizzato il testo della norma di riforma che doveva essere inserita nel decreto legge che il governo voleva approvare domani, l’ha dovuto subito bloccare. Al di là del merito della proposta (che poi vedremo) la prima ragione è quasi banale: si lede l’autonomia dell’ordinamento sportivo. È abbastanza incredibile che non sia stato considerato, dal momento che si tratta di un principio base (il Cio sanziona con forza ogni ingerenza dello Stato nello sport) ribadito da numerosi pronunciamenti di ogni ordine e grado (fino alla Corte dei diritti dell’uomo), tanto che la giustizia amministrativa non può intervenire nel togliere penalità o ridare scudetti.

Il ministero dello Sport non è un organo che gerarchicamente sta sopra al Coni. Si occupa necessariamente di altro, non può intervenire nella riscrittura del codice di una giustizia privata, che vincola solo persone che l’hanno accettata, quando, non obbligate, si sono messe assieme per svolgere un’attività. È come se lo Stato riscrivesse il contratto che io privato sottoscrivo con un altro privato.

Ma come volevano cambiare la giustizia sportiva? L’obiettivo, come si sa, era di evitare altri casi Juventus, con la classifica cambiata più volte nel corso della stagione. La prima proposta era fare iniziare tutti i processi a giugno, così se, per esempio, ci fosse stato uno scandalo, mettiamo un arresto di un presidente, a settembre, si sarebbe lasciato che la sua squadra concludesse il campionato prima di dare il via al procedimento a giugno (e magari, a quel punto, togliere lo scudetto o i posti in Champions conquistati nel frattempo). Un’attesa decisamente troppo lunga. L’idea allora era quella di rendere esecutive le sentenze (quindi comminare i punti di penalità) solo quando passate in giudicato, quindi dopo il pronunciamento del Collegio di garanzia: cosa che non avrebbe comunque garantito di non avere revisioni, perché, come si è visto proprio nel caso Juve, il Collegio può sempre rimandare alla Corte d’Appello. In ogni caso non si è entrati neanche nel merito, ma ci si è fermati molto prima: non è lo Stato che può riformare la giustizia sportiva. Quindi per ora tutto stralciato.

Il governo cambia la giustizia sportiva: stop a casi Juve


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2023/06/14/il-governo-cambia-la-giustizia-sportiva-stop-a-casi-juve/

La mossa del governo in un decreto legge: penalizzazioni esecutive solo al termine del processo.

Dall’infinito processo Juventus al tormentone sui mandati dei dirigenti, le vicende che negli ultimi mesi hanno tenuto banco sul fronte dello sport cercano di trovare almeno parziale soluzione in alcuni provvedimenti contenuti in un decreto legge ormai quasi definito nel suo contenuto e che giovedì prossimo andrà al vaglio del Consiglio dei ministri.

Circa un terzo della quarantina di articoli del dl, dedicato in gran parte alla organizzazione della pubblica amministrazione, propone infatti misure in materia di Sport, spaziando dal processo sportivo alle plusvalenze, dalle esigenze per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 alla disciplina su mandati e deleghe dei componenti degli organismi sportivi.

In particolare, il governo prova a riformare i ricorsi alla giustizia sportiva in modo che la classifica non possa cambiare a campionato in corso, con l’obiettivo di evitare l’altalena di provvedimenti per la Juve nel campionato appena concluso, tra sanzioni nel punteggio prima inflitte, poi ritirate e quindi riapplicate in misura diversa.

Con inevitabili ricadute indirette anche sulle altre squadre. Il provvedimento, ovviamente, riguarderebbe non solo il calcio, ma tutte le federazioni, tenute ad adeguare i rispettivi regolamenti di giustizia sportiva.

Nel dettaglio, secondo la Gazzetta dello Sport, l’idea iniziale era quella di far svolgere tutti i processi sportivi a stagione conclusa. Ipotesi poi scartata, con la norma che dovrebbe contenere l’indicazione di rendere esecutive le penalizzazioni solo dopo il passaggio al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni, ultimo grado della giustizia sportiva.

Anche se il processo rischia comunque poi di allungarsi, considerando che lo stesso Collegio può rimandare la decisione alla Corte d’Appello federale e in seguito il sanzionato può ulteriormente presentare ricorso. Elementi su cui tecnici saranno al lavoro nella giornata di oggi per affinare il testo e quindi poi giungere al traguardo del decreto legge

Brescia-Cosenza, le rondinelle pagano con lo 0-3 e due giornate a porte chiuse (ma nessuna multa)


articolo: https://brescia.corriere.it/notizie/sport/23_giugno_07/brescia-cosenza-le-rondinelle-pagano-con-lo-0-3-e-due-giornate-a-porte-chiuse-ma-nessuna-multa-6bdc92ab-1969-471a-8878-5f57fbb01xlk.shtml

La decisione del giudice sportivo dopo lunga analisi: tre turni di squalifica a Karacic e Rigione, venuti alle mani negli spogliatoi

Non è stata una stangata, casomai una stangatina. Il Brescia paga le intemperanze dei propri tifosi, durante la sfida play out con il Cosenza, “solo” con due partite da giocare a porte chiuse nella prossima stagione al Rigamonti. E l’inevitabile 0-3 a tavolino, che cancella il pareggio 1-1 ottenuto sul campo prima dell’invasione e del lancio dei fumogeni che impedirono all’arbitro Massa, giovedì scorso, di far proseguire la partita nell’ultimo minuto di recupero a disposizione.

Questa la sentenza del giudice sportivo, che ha anche squalificato Karacic (Brescia) e Rigione (Cosenza) per tre turni: secondo il referto dell’arbitro, sarebbero venuti alle mani nel tunnel che porta agli spogliatoi.

Il Giudice sportivo, si legge nel comunicato – visto il rapporto dell’Arbitro nel quale veniva riportato che: al 52° del secondo tempo la gara veniva sospesa temporaneamente a causa del lancio sul terreno di giuoco di almeno dieci fumogeni, successivamente al predetto lancio alcuni sostenitori della Soc. Brescia invadevano il terreno di giuoco costringendo gli Ufficiali di gara ed i calciatori delle due società a rientrare negli spogliatoi, dopo circa 20/25 minuti il Direttore di gara rientrava sul terreno di giuoco e, confrontandosi con il Responsabile dell’Ordine Pubblico, il quale comunicava che non vi fossero le condizioni di sicurezza per riprendere, sospendeva definitivamente la gara;  visto, inoltre, il referto dei collaboratori della Procura federale nel quale, tra l’altro, veniva riportato che, nelle zone limitrofe allo stadio, si verificavano scontri tra le Forze dell’Ordine ed i sostenitori della Soc. Brescia, che causavano il ferimento di alcuni tra tifosi, rappresentanti della Forze dell’Ordine e steward, oltre al danneggiamento di tre vetture della Polizia e due dei Carabinieri, tant’è che solo in tarda notte gli Ufficiali di gara ed i componenti delle due società riuscivano ad abbandonare l’impianto di giuoco; in virtù della gravità dei fatti sopra descritti la Soc, Brescia deve rispondere, a titolo di responsabilità oggettiva, ex art. 26 comma 1 CGS, pertanto deve essere sanzionata, anche se ricorrono le circostanze previste dall’art. 29 comma 1 lett. a) e b) CGS, ex artt. 8 comma 1 lett. e) e 10 comma 1 CGS;
P.Q.M.
delibera di infliggere alla Soc. Brescia la perdita della gara con il punteggio di 0-3, oltre alla sanzione dell’obbligo di disputare due gare a porte chiuse.

Football Affairs, la Juve e il pericolo stangata dalla UEFA


La situazione del club bianconero tra la giustizia sportiva italiana e i rischi da Nyon. Torna domani la rubrica a cura del direttore Luciano Mondellini.

articolo: https://www.calcioefinanza.it/2023/04/28/football-affairs-la-juve-e-il-pericolo-stangata-dalla-uefa/

Continua a tenere banco in casa Juventus la questione giudiziaria, in attesa dei nuovi provvedimenti della FIGC e soprattutto aspettando novità sul fronte UEFA. In settimana sono tornate ad emergere voci sulla possibile esclusione del club bianconero dalle coppe per i casi legati a plusvalenze, manovre stipendi e rapporti con gli agenti: ipotesi che hanno spinto verso il basso il titolo in Borsa della società torinese, che ha chiuso la settimana con un crollo del 20% del suo valore.

«Sono solo indiscrezioni», ha spiegato nei giorni scorsi il chief football officer del club Francesco Calvo. La situazione è infatti in divenire, con l’UEFA che prosegue la sua indagine ma ad oggi non ci sono novità su una eventuale iniziativa disciplinare da parte della federcalcio continentale. continua a leggere

Sospetto riciclaggio, perquisizioni nella sede del Bayern Monaco


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2023/04/29/sospetto-riciclaggio-perquisizioni-nella-sede-del-bayern/

L’operazione della polizia riguarda il miliardario russo Alisher Usmanov e i suoi legami con il presidente onorario del Bayern Uli Hoeness.

Gli agenti della polizia criminale federale hanno perquisito la sede Bayern Monaco. Lo scrive il tabloid BILD, spiegando che la motivazione di questa operazione risiede nel sospetto di riciclaggio di denaro da parte dell’oligarca russo Alisher Usmanov. Il presidente onorario del club bavarese è Uli Hoeness, che con Usmanov vanta forti legami.

Le azioni degli investigatori non erano dirette contro club tedesco, ma riguardavano un caso di riciclaggio di denaro da parte di Usmanov. L’azione della polizia è stata il risultato della cooperazione tra gli investigatori dell’ufficio criminale federale e di quello bavarese. Martedì è avvenuto il raid nella sede del club a Monaco e presso l’Allianz Arena.

Il miliardario Usmanov è un noto sostenitore di Vladimir Putin. Dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, l’oligarca è stato inserito nell’elenco delle sanzioni dell’Unione europea e i suoi beni sono stati congelati. «L’amico di Putin è sospettato di aver nascosto denaro da crimini come l’evasione fiscale nel 2017-2022. Si tratta di una cifra multimilionaria», sottolinea la BILD.

Gli investigatori stavano cercando prove del riciclaggio di denaro da parte di Usmanov, e così il Bayern Monaco è diventato oggetto del loro interesse. La polizia non ha fornito dettagli, ma uno dei punti di contatto tra l’oligarca e il Bayern è il suo presidente onorario Uli Hoeness.

Usmanov e Hoeness si conoscono perché possiedono ville sul lago Tegernsee, dove l’oligarca russo ha vissuto fino alla sua fuga nel marzo 2022. Inoltre, Hoeness ha fornito a Usmanov diversi biglietti per il settore VIP in occasione delle partite più importanti del Bayern Monaco in Champions League. A seguito delle perquisizioni, non è ancora chiaro se e quali prove siano state sequestrate. Gli investigatori hanno confermato che l’indagine sul riciclaggio di denaro contro Usmanov non è stata ancora completata.

Il logo del Bayern Monaco (Foto: Sebastian Widmann/Getty Images)

Caso Lukaku, la curva della Juve riaperta per un errore della Procura


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/26-04-2023/caso-lukaku-curva-juve-riaperta-un-errore-procura-4601305348238.shtml

Nelle motivazioni della sentenza della Corte sportiva d’Appello si legge che a determinare l’accoglimento del ricorso bianconero sia stato un ritardo di 12 minuti del rapporto della Procura Figc

La decisione della Corte sportiva d’Appello Figc di riaprire la curva della Juventus per la gara contro il Napoli, che aveva mandato su tutte le furie l’Inter, ha motivazioni molto diverse da quelle che si immaginavano. Alla base della sentenza non ci sono infatti argomentazioni di merito, ma un errore da parte della Procura nella consegna della documentazione.

RITARDO  – Nelle motivazioni della sentenza sul ricorso che il club bianconero aveva presentato dopo la chiusura della Tribuna sud primo anello decisa dal Giudice Sportivo in seguito agli insulti razzisti a Lukaku, si legge infatti che la Juve: “chiede l’annullamento della decisione del Giudice Sportivo per inutilizzabilità della relazione della Procura federaleessendo pervenuta dopo il termine posto dall’art. 62, comma 1, CGS, da considerarsi perentorio dato il preciso disposto dell’art. 44, ultimo comma, CGS – sulla cui sola base (non avendo il Direttore di gara refertato alcunché) si è fondata la decisione del Giudice Sportivo impugnata“. Ed è stato proprio questo il punto accolto dalla Corte che scrive che “la trasmissione del rapporto della Procura federale è avvenuta alle ore 14.12 del giorno feriale successivo alla gara Juventus-Internazionale e quindi oltre il termine (perentorio) delle ore 14 di cui all’art. 62, comma 1, CGS”.

12 MINUTI  – Dodici minuti di ritardo per la Corte decisivi, anche perché ritiene che “i motivi della tardiva trasmissione, rappresentati dalla Procura federale in sede di discussione, non costituiscano un impedimento oggettivo ed assoluto tale da giustificare il mancato rispetto del termine perentorio fissato dal Codice“. La Procura ha anche fatto avere alla Corte una “Verifica informatica sulla mancata consegna di una mail“, che però non è stata ritenuta “idonea a dimostrare l’oggettività e l’assolutezza di tali asseriti impedimenti“. Va detto al fino ad oggi il termine delle 14 non era mai stato considerato “perentorio” e in passato già alcune volte si era andati oltre, tanto che per arrivare a questa distinzione la prima sezione della Corte d’Appello Figc nella prima udienza aveva rimesso l’interpretazione proprio sulla scadenza in questione alle Sezioni Unite.

LUKAKU E LA GRAZIA – Sempre rispetto ai fatti della sfida di Coppa Italia tra Juve e Napoli, era stato invece respinto dalla Corte il ricorso dell’Inter sulla squalifica di Lukaku, poi graziato dal presidente Gravina “in via eccezionale e straordinaria” per ribadire l’impegno della Figc nella lotta al razzismo.

UFFICIALE, ROMELU LUKAKU GRAZIATO DALLA FIGC: NIENTE SQUALIFICA PER INTER-JUVENTUS


Da EUROSPORT: AGGIORNATO 22/04/2023 ALLE 18:09articolo: Ufficiale, Romelu Lukaku graziato dalla FIGC: niente squalifica per Inter-Juventus – Eurosport

COPPA ITALIA – La decisione della Corte Sportiva d’Appello – che aveva respinto il ricorso dell’Inter – viene superata dal presidente Gabriele Gravina: “Il principio della lotta ad ogni forma di razzismo – è la spiegazione del provvedimento della Federcalcio – è elemento fondante dell’ordinamento sportivo”.

Romelu Lukaku è stato “graziato“! La decisione della Corte Sportiva d’Appello di confermare la squalifica di una giornata nei confronti del centravanti belga aveva infatti suscitato molto malumore e non solo tra i tifosi dell’Inter: l’esultanza controversa del belga (bersaglio di cori razzista) – punita con il secondo giallo in occasione della gara d’andata (1-1) – avrebbe dovuto fargli saltare la semifinale di ritorno di Coppa Italia fra Inter e Juventus. Ma non sarà così: il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina riporta l’ANSAha appena graziato “in via eccezionale e straordinaria“.

“Il principio della lotta ad ogni forma di razzismo – è la spiegazione del provvedimento della Federcalcio – è elemento fondante dell’ordinamento sportivo”. Lukaku dunque torna disponibile per la gara di ritorno tra Inter e Juventus in programma mercoledì.

COSA RECITA L’ARTICOLO 43 – Ecco cosa recita l’articolo 43 del codice di giustizia sportiva“Il Presidente federale, anche su proposta del Consiglio federale, può concedere la grazia se è stata scontata almeno la metà della pena. In caso di preclusione, la grazia non può essere concessa se non sono trascorsi almeno cinque anni dalla adozione della sanzione definitiva.”

La Juve presenta il ricorso contro la chiusura della Curva: responso il 14 aprile


articolo: La Juve presenta il ricorso contro la chiusura della Curva: responso il 14 aprile | Goal.com Italia

La Juventus ha presentato un ricorso contro la chiusura della Tribuna Sud imposta dal giudice sportivo dopo la semifinale di Coppa Italia con l’Inter.

La Juventus ha presentato un ricorso contro la chiusura della curva imposta dal giudice sportivo dopo la semifinale di Coppa Italia con l’Inter.

Il Giudice Sportivo aveva squalificato Cuadrado per tre turni, Handanovic e Lukaku per uno, e disposto per l’appunto la chiusura della curva bianconera per un turno senza condizionale, dopo gli ululati razzisti a indirizzo dell’attaccante belga dell’Inter.

Ora, in vista della sfida casalinga con il Napoli, del prossimo 23 aprile, la Juventus ha presentato un ricorso per ottenere la riapertura del settore, per una gara importantissima, contro la capolista della Serie A. Una gara speciale per la classifica e per la rivalità tra le due tifoserie.

Il verdetto è atteso per il 14 aprile. Solo in quella data sapremo se Juventus-Napoli si giocherà con l’Allianz Stadium aperto in tutti i suoi settori, o con uno chiusa, il feudo del tifo caldo bianconero.

Juve, curva chiusa col Napoli per i ‘buu’ a Lukaku. Cuadrado, che stangata: 3 turni di stop


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/06-04-2023/giudice-sportivo-juve-inter-chiuso-settore-stadium-razzismo-che-stangata-cuadrado-4601011017854.shtml

Una giornata di squalifica al settore dello Stadium da cui sono partite le offese per il belga durante la partita di Coppa Italia. Out una giornata pure gli espulsi nerazzurri Handanovic e Lukaku. Multa da 12mila euro per la Fiorentina, 6mila per la Cremonese

La Tribuna Sud dello Stadium, cioè il primo anello della curva, chiusa per un turno (e sarà il prossimo turno casalingo, 23 aprile contro il Napoli). La Juventus paga i ‘buu’ razzisti di alcuni sostenitori nei confronti di Lukaku durante il caldissimo finale dell’andata della semifinale di Coppa Italia tra bianconeri e Inter. Ecco la decisione più attesa da parte del giudice sportivo dopo il caos post gara. Per la rissa finale tra calciatori paga soprattutto Cuadrado, tre giornate di squalifica per il colombiano (strattoni, spinte e un pugno ad Handanovic). Un turno di stop anche ai nerazzurri espulsi Handanovic (strattoni e mani al collo a Cuadrado) e Lukaku.

QUANTE SANZIONICuadrado e Handanovic sanzionati anche con 10mila euro di multa a testa. Di poco inferiore, 4mila euro, la sanzione per la Juve (lancio di oggetti in campo). Ventimila euro di multa infine per il dirigente interista Baccin che avrebbe tentato di raggiungere l’arbitro dopo il fischio finale offendendolo ripetutamente. Quelle su Juve-Inter erano le decisioni più attese, per quanto riguarda Cremonese-Fiorentina spiccano invece le multe comminate dal giudice sportivo Alessandro Zampone: 12mila euro ai viola per lancio di fumogeni, 6mila ai grigiorossi sempre per lancio di fumogeni.

Giudice sportivo, la Juve valuta il ricorso. Razzismo: individuati in due, uno verrà bandito a vita

articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/06-04-2023/giudice-sportivo-juve-valuta-ricorso-cuadrado-curva-sud-4601011993149.shtml

Il club bianconero attende i documenti ufficiali sulla chiusura per un turno della Curva Sud e per la squalifica per tre giornate di Cuadrado

La Juventus valuta la possibilità di fare ricorso sia per la squalifica per una gara della curva Sud (da scontare alla prossima occasione e, cioé, nel match di campionato contro il Napoli) che per i tre turni di stop (in Coppa Italia) comminati a Juan Cuadrado per la rissa nel finale di partita contro l’Inter, con tanto di strattonamenti e pugno al portiere Handanovic. La società bianconera attende di avere a disposizione gli atti sulla chiusura del settore per poi, eventualmente, decidere se procedere o meno con il ricorso.

INDIVIDUATI – Al contempo, la Juventus aspetta conferme dalla Questura di Torino sull’individuazione di due persone che si sarebbero rese responsabili di grida e cori di discriminazione razziale nei confronti dell’attaccante dell’Inter, Romelu Lukaku. Si tratta di un maggiorenne, che il club bianconero considererà “persona non gradita a vita” a ogni evento riconducibile a Juventus (non solo la prima squadra, ma anche le JWomen, la NextGen, la Primavera…) e di un minorenne, per cui verrà applicata la stessa misura, ma per 10 anni.

Ceferin: «Situazione Barça gravissima: nulla di prescritto per UEFA»


articolo: Ceferin: «Situazione Barça gravissima: nulla di prescritto per UEFA» | Calcio e Finanza

Il presidente della UEFA Aleksander Ceferin è intervenuto sul caso Negreira per il Barcellona, con i pagamenti da parte del club blaugrana nei confronti dell’ex vicepresidente degli arbitri in Spagna. Il caso più grave, secondo Ceferin, da quando è nel mondo del calcio.

“Caso Negreira? Non posso commentare direttamente questo per due motivi. In primo luogo, perché abbiamo un comitato disciplinare indipendente incaricato di farlo. E in secondo luogo, perché non ho affrontato la questione in dettaglio. Tuttavia, posso dire qualcosa. Mi sono informato e la situazione è gravissima. È così grave che, secondo me, è uno dei casi più gravi che abbia mai visto nel calcio”, ha detto il presidente della UEFA in una intervista al quotidiano sloveno Ekipa.

“A livello di campionato spagnolo, ovviamente, la questione è prescritta e non può avere conseguenze a livello sportivo, mentre il procedimento è in corso a livello della procura civile spagnola. Lo stesso vale per l’Uefa, non c’è niente di prescritto neanche qui”, ha concluso Ceferin.

Il Tar alla Figc: deve dare a Blue Skye il dossier sulla vendita del Milan


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/30-03-2023/tar-figc-red-bird-consegni-blue-skye-dossier-vendita-460904654417.shtml

Accolto il ricorso della finanziaria contro il rifiuto della Federazione. Ora ha 30 giorni di tempo per presentare i documenti. Dura la replica degli avvocati di Cardinale

La Figc ha un mese di tempo per consegnare a Blue Skye il dossier relativo alla vendita del Milan. E’ quanto stabilito il Tar del Lazio durante l’udienza del 28 marzo, dopo aver accolto il ricorso della finanziaria contro il rifiuto della Federazione.

Gerry Cardinale, proprietario di Red Bird. Ansa

I legali di Gerry Cardinale, patron di Red Bird e quindi del Milan, hanno commentato l’offensiva giudiziaria degli ex soci di Elliot, Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, i legali hanno parlato di “una moltitudine ingiustificata di iniziative giudiziarie di natura temeraria e pretestuosa“, dove Blue Skye ha portato avanti una “spregiudicata finalità emulativa macroscopicamente diretta a ottenere vantaggi economici ulteriori“.

BOTTA E RISPOSTA – La finanziaria, si legge sempre sul Corriere della Sera, si ritiene danneggiata dalla vendita a RedBird, “avvenuta con modalità tali da pregiudicare il suo diritto di credito“. Blue Skye era socio di minoranza (4,3%) di Project Redblack, il veicolo a maggioranza Elliott (95,7%) che possedeva il Milan attraverso la società “Rossoneri“. Infine, è stato reso noto il prezzo ‘della compravendita, pari a “1.123.036.449,06 euro, in una combinazione di contanti per 533.036.349,06 euro e loan notes emesse dall’acquirente“. Cardinale, quindi, respinge le lamentele di Blue Skye sostenendo che “nulla è cambiato, perché nella sostanza il pegno si è trasferito dalle azioni del Milan ai proventi della vendita di tali azioni“.

Picchia l’arbitro dopo un cartellino rosso, calciatore del Pagnacco squalificato fino al 2026


articolo: Picchia l’arbitro dopo un cartellino rosso, calciatore del Pagnacco squalificato fino al 2026 (ilgazzettino.it)

Il numero 11 del Pagnacco Terry Frank Osadolor dovrà restare lontano dai campi da gioco per tre anni e tre mesi. Questa la squalifica arrivata al calciatore di 31 anni di Prima Categoria dopo che lo scorso 11 marzo aveva aggredito l’arbitro 21enne di Pordenone durante la partita Pagnacco-Deportivo Junior.

Al fallo di Osalador, il fischietto pordenonese aveva alzato un cartellino rosso, che però non è piaciuto al trentunenne in campo, il quale ha reagito colpendo il direttore di gara Luca Giovannelli Pagoni con un pugno dritto in faccia. Partita sospesa, l’arbitro è finito in ospedale a Udine per accertamenti, con uno zigomo gonfio e in stato di choc. A distanza di cinque giorni dal fatto, che ha scosso tutto il mondo del calcio dilettantistico del Friuli Venezia Giulia, è giunta la sentenza per il calciatore. Una sentenza che, considerata l’età di Osalador, vuol dire una fine carriera col pallone. 

Caso Mourinho-Serra, confermata la squalifica al tecnico della Roma: la nota


articolo: Caso Mourinho-Serra, confermata la squalifica al tecnico della Roma: la nota (90min.com)

Dopo i fatti avvenuti nel corso della sfida di campionato tra Cremonese e Roma la Corte d’Appello oggi si è pronunciata sul ricorso presentato dai giallorossi per le due giornate di squalifica inflitte dal giudice sportivo a José Mourinho, in seguito alla querelle scoppiata dopo il caso Serra (quest’ultimo deferito). Di seguito il comunicato della Corte:

Nell’udienza fissata il 10 marzo 2023, tenutasi in videoconferenza, a seguito del reclamo con procedimento d’urgenza numero 202/CSA/2022-2023, proposto dalla società A.S. Roma S.r.l. e dal Sig. Josè Dos Santos Mourinho in data 03.03.2023 avverso la sanzione della squalifica per 2 giornate effettive di gara e ammenda di € 10.000,00 inflitta al Sig. Josè Dos Santos Mourinho in relazione alla gara Cremonese/Roma del 28.02.2023; uditi l’ Avv. Antonio Conte, il General Counsel Lorenzo Vitali nonché il sig. Josè Dos Santos Mourinho; sentiti l’arbitro, l’assistente n.1, l’assistente n.2 e il IV ufficiale; ha pronunciato il seguente DISPOSITIVO Respinge il reclamo in epigrafe“.

L’allenatore portoghese della Roma, quindi, non ci sarà in panchina contro il Sassuolo. Squalifica confermata, con lo “Special One” che salterà anche il derby con la Lazio in programma il 19 marzo. Brutta notizia per i giallorossi, che speravano di avere a bordocampo il loro tecnico nei prossimi due incontri.

La Juventus presenta il ricorso contro la penalizzazione di 15 punti


articolo Redazione ANSA: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2023/02/28/la-juventus-presenta-il-ricorso-contro-la-penalizzazione-di-15-punti_5fbfa17c-9a77-46b3-8872-c54373ff3bb2.html

Proposta una serie di motivazioni per annullare la sentenza appello sul caso delle plusvalenze

Il Coni ha ufficializzato la ricezione da parte del Collegio di Garanzia dello Sport del ricorso presentato dalla Juventus contro la Figc e la Procura Federale avverso la decisione della Corte Federale di Appello, Sezioni Unite – emessa il 20 gennaio scorso e depositata il 30 gennaio – con la sanzione della penalizzazione di 15 punti in classifica per la squadra bianconera da scontarsi nella corrente stagione sportiva.

La Juventus chiede in via principale al Collegio di Garanzia di annullare senza rinvio l’impugnata decisione per l’inammissibilità del ricorso per revocazione della Procura Federale, non costituendo gli atti di indagine trasmessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino ‘fatti nuovi’ idonei a sovvertire la ratio decidendi della sentenza revocata.

In subordine, il club chiede di annullare la decisione per violazione dei principi del contraddittorio e del giusto processo sanciti, nonché per violazione del diritto di difesa. continua a leggere

Mourinho contro Serra, la Procura Figc apre un’inchiesta: «Saranno ascoltati». Due giornate di squalifica per il tecnico


articolo di Redazione Web: Mourinho contro Serra, la Procura Figc apre un’inchiesta: «Saranno ascoltati». Due giornate di squalifica per il tecnico (leggo.it)

Mourinho contro Serra, la Procura Figc apre un’inchiesta: «Il tecnico e il quarto uomo saranno ascoltati»© Ansa

José Mourinho e il quarto uomo di Cremonese-Roma Marco Serra saranno ascoltati dalla Procura Federale dopo lo scontro verbale avvenuto nel match di ieri, che ha portato all’espulsione del tecnico. La Procura ha aperto un’inchiesta sull’episodio a seguito delle dichiarazioni ai media dell’allenatore romanista. «A breve saranno ascoltati il tecnico giallorosso ed il quarto ufficiale della gara Marco Serra», rendono noto all’ANSA fonti della Procura.

Cosa è successo – Dopo lo scontro in campo Mourinho aveva parlato così ai media: «C’è chi mi conosce da anni e sa che sono emozionale ma non pazzo. Per avere questa reazione vuol dire che qualcosa è successo. Bisogna capire se dal punto di vista legale posso fare qualcosa, dato che Piccinini mi ha dato il rosso su suggerimento del quarto arbitro. Il quale non ha avuto l’onestà di dire come mi ha trattato, e cosa ha originato la mia reazione. Vorrei capire se c’è l’audio di quanto mi ha detto ma non voglio entrare nella cosa nel dire che è di Torino e domenica giochiamo contro la Juve e lui mi vuole fuori dalla panchina». Così, dai microfoni di Dazn, un Josè Mourinho furioso per l’espulsione in Cremonese-Roma.

Nessun audio dell’accaduto «Non esiste l’audio del quarto uomo nel dialogo con Mourinho durante Cremonese-Roma di ieri». Lo spiegano all’ANSA fonti dell’Aia, che aggiungono: «Il quarto uomo, solitamente, non viene registrato perchè la sua voce e i rumori di fondo interferirebbero con l’audio dell’arbitro e degli uomini alla Var. La registrazione avviene solo nel caso il quarto uomo spinga il pulsante e attivi il meccanismo, ma ieri sera – concludono le fonti Aia – questo non è avvenuto»

Due giornate di squalifica a MourinhoDue giornate di squalifica a José Mourinho, con multa di 10.000 euro. È questa, apprende l’ANSA, la decisione del giudice sportivo della serie A, dopo l’espulsione del tecnico della Roma ieri nella partita con la Cremonese.

Al-Khelaifi sotto indagine in Francia per rapimento e tortura


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/02/28/al-khelaifi-sotto-indagine-in-francia-per-rapimento-e-tortura/

Nasser al-Khelaifi, presidente del PSG – Photo by BERTRAND GUAY/AFP via Getty Images

Il presidente del PSG Nasser Al-Khelaifi è sotto indagine in Francia per le accuse di rapimento e tortura. Secondo quanto riportato dai media francesi, infatti, lunedì sono stati nominati i tre giudici istruttori a Parigi che esamineranno le accuse mosse dal lobbista franco-algerino Tayeb Benabderrahmane nei confronti del numero uno del club parigino. In particolare, Benabderrahmane ha sporto denuncia alcuni mesi fa dichiarando di essere stato torturato in Qatar nel 2020 poiché si trovava in possesso di diversi documenti contenenti informazioni compromettenti su Al-Khelaifi.

Benabderrahmane, spiegano i media transalpini, ha così presentato una denuncia con parte civile, per la quale la legge francese consente un’indagine giudiziaria sui presunti reati. I suoi avvocati, Maïtres Romain Ruiz e Gabriel Vejnar, si sono dichiarati “molto soddisfatti” della notizia dopo aver passato mesi a tentare di portare il caso all’attenzione della giustizia francese.

Secondo l’accusa, le informazioni possedute da Benabderrahmane sarebbero memorizzate su un telefono cellulare appartenente ad Al-Khelaifi, con possibili legami quindi all’assegnazione della Coppa del Mondo 2022 al Qatar o addirittura all’assegnazione della televisione diritti per il Medio Oriente per i Mondiali 2026 e 2030 a BeIN Media. Il qatariota è già stato indagato – e assolto – in relazione a questa vicenda a causa della sua relazione con Jerôme Vackle, ex segretario generale della FIFA.

Robinho: l’Italia chiede al Brasile la carcerazione del calciatore per lo stupro di 10 anni fa


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/18-02-2023/robinho-condanna-stupro-italia-chiede-brasile-carcerazione-460286733809.shtml

Dopo il rifiuto dell’estradizione, il governo domanda alla giustizia sudamericana l’esecuzione dei 9 anni a cui il calciatore è stato condannato per la violenza nel 2013 su una ragazza albanese

Il governo italiano ha chiesto al Brasile che venga eseguita la pena di nove anni di reclusione a carico dell’ex milanista Robinho, condannato per stupro. L’informazione è stata divulgata in esclusiva dal portale Uol, citando l’ordinanza. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha firmato la richiesta il 24 gennaio e l’ha inviata al governo brasiliano attraverso i canali diplomatici il 31 dello stesso mese.

Le autorità italiane chiedono anche l’esecuzione della sentenza nei confronti di Ricardo Falco, amico dell’ex attaccante del Milan. I due sono stati condannati in Italia per lo stupro di una giovane albanese avvenuto a Milano il 22 gennaio 2013.

NIENTE ESTRADIZIONE – Nordio – secondo quanto riportato da Uol – chiede “che il caso sia sottoposto alla competente autorità giudiziaria brasiliana affinché autorizzi , ai sensi della legge brasiliana, l’esecuzione della pena di nove anni di reclusione inflitta a Robson de Souza dalla sentenza del Tribunale di Milano del 23 novembre 2017, passata in giudicato il 19 gennaio 2013“. Inoltre, il governo italiano spiega che il ministero della Giustizia ha chiesto al Brasile di estradare Robinho e Falco nel settembre 2022, richiesta respinta lo scorso novembre perché l’articolo 5 della Costituzione brasiliana vieta l’estradizione dei cittadini nazionali.

Coming out di Jankto: ‘Sono gay e non voglio più nascondermi’


articolo Redazione ANSA: Coming out di Jankto: ‘Sono gay e non voglio più nascondermi’ – Calcio – ANSA

Ex di Udinese e Samp rompe il tabù del silenzio nel pallone

Un frame tratto dal video postato sul suo profilo Instagram dal calciatore dello Sparta Praga, Jakub Jankto, che ha scelto di fare coming out, Roma, 13 Febbraio 2023. INSTAGRAM/JAKUBJANKTOJR

Sono gay e non voglio più nascondermi“.Con un video postato sul suo profilo Instagram il calciatore dello Sparta Praga, Jakub Jankto, ha scelto di fare coming out.

Ciao, sono Jakub Jankto – il suo messaggio – Come tutti gli altri, ho i miei punti di forza, i miei punti deboli, una famiglia, i miei amici, un lavoro che svolgo al meglio da anni, con serietà, professionalità e passione.

Come tutti gli altri, voglio anche vivere la mia vita in libertà. Senza paure. Senza pregiudizio. Senza violenza. Ma con amore. Sono gay e non voglio più nascondermi“.

Jankto, che ha 27 anni, attualmente gioca nello Sparta Praga, in prestito dal Getafe, ma è stato anche in Italia: nel 2015 arrivò all’Udinese, che lo mandò in prestito in Serie B all’Ascoli. L’esordio in A, nella stagione 2016-2017 a Udine, dove resta due stagioni prima di trasferirsi alla Sampdoria dove resta tre stagioni prima di trasferirsi in Spagna nell’estate 2021. In totale ha giocato 155 partite in Serie A, segnando 17 gol. continua a leggere

Psg, Al Khelaifi sotto inchiesta: compensi non pagati a un consigliere


articolo di Alessandro Grandesso: https://www.gazzetta.it/Calcio/Campionati-Esteri/07-02-2023/psg-l-ex-consigliere-bouajila-denuncia-presidente-460123290115.shtml

Secondo l’Equipe, un uomo d’affari tunisino reclama stipendi mai pagati per varie attività di consulenza. Il club parla di manipolazione mediatica e disinformazione

Impiego fittizio e pure sottopagato. Questo il campo di un’indagine aperta a Parigi ai danni di Nasser Al Khelaifi, presidente del Psg. A chiamarlo in causa, un ex consigliere, Hicham Bouajila, tunisino finito già nelle cronache sportive francesi per aver tentato di fare da intermediario per un uomo d’affari degli Emirati Arabi Uniti interessato all’acquisto del Marsiglia: un’operazione mai andata in porto

CONSULENTEBouajila, nei primi anni 2000, aveva facilitato l’arrivo della rete Al Jazira Sports (diventata BeInSports) nella regione del Maghreb, entrando così in contatto con Al Khelaifi, massimo dirigente del gruppo mediatico qatarino. Diventandone poi uno dei suoi consiglieri più fidati, soprattutto dopo l’acquisto del club francese. Secondo il quotidiano l’Equipe, il 47enne oggi reclama stipendi per varie attività di consulenza tra il 2015 e il 2018, effettuate a beneficio del club e di Al Khelaifi, e versati solo in parte e sporadicamente tramite una società di tennis basata a Doha, con cui non aveva nulla a che fare. Il Psg, come BeIn, fanno sapere di non aver mai impiegato il tunisino, rifiutando di commentare fatti legati a “individui abituati a far uso di manipolazione mediatica e a diffondere disinformazione”.

Stangata per Casemiro dopo il gesto folle


articolo: Stangata per Casemiro dopo il gesto folle (msn.com)

Il centrocampista del Manchester United è stato punito con tre giornate di stop

Il centrocampista del Manchester United Casemiro ha pagato caro il comportamento tenuto durante la partita di Premier League di sabato scorso contro il Crystal Palace. L’ex Real, che durante una rissa in campo aveva messo le mani intorno al collo di Will Hughes, è stato punito con tre giornate di squalifica.

Il brasiliano era stato immediatamente espulso dall’arbitro dopo una lunga revisione al Var, e al momento dell’uscita si era portato il dito alla tempia come per dire al direttore di gara “sei matto“. Il Manchester United ha deciso di non fare ricorso per il verdeoro, che è alla sua prima espulsione diretta in carriera.

La rissa in campo, Casimiro aveva messo le mani intorno al collo di Will Hughes

Sponsor gonfiati e stipendi di Mancini: perché la Premier indaga sul City – Oltre 100 violazioni del FPF inglese: la Premier indaga sul City


articolo di Redazione: Sponsor gonfiati e stipendi di Mancini: perché la Premier indaga sul City (calcioefinanza.it)

Il Manchester City è stato accusato dalla Premier League di oltre 100 presunte violazioni delle norme economico-finanziarie dopo quattro anni di indagini. Il club è stato accusato di aver violato i regolamenti per la durata di nove stagioni e si ritiene che se le accuse fossero dimostrate potrebbero portare a una serie di sanzioni tra cui una penalizzazione in classifica o l’esclusione dal campionato.

Ma di cosa è accusato esattamente il Manchester City? L’indagine della Premier League è iniziata nel dicembre del 2018 dopo che il sito tedesco Der Spiegel ha pubblicato dei documenti legati a Football Leaks, provenienti dall’hacker informatico portoghese Rui Pinto.

Questi documenti sostenevano che il Manchester City avesse contratti di sponsorizzazione “gonfiati”, con un valore sopravvalutato rispetto a quello di mercato e con denaro versato direttamente dalla proprietà di Abu Dhabi invece che da sponsor legati agli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, i documenti cercavano di dimostrare come lo stipendio dell’allora tecnico Roberto Mancini fosse in realtà raddoppiato sulla base di un contatto segreto con un club di Abu Dhabi. Inoltre, erano indicate irregolarità con riferimento all’acquisto di calciatori minorenni.

La UEFA aveva inizialmente escluso il Manchester City per due anni dalle sue competizioni e multato il club di 30 milioni di euro per presunte violazioni del Fair Play Finanziario legate ai contratti di sponsorizzazione. Nel 2020 l’esclusione è stata revocata e la multa ridotta a 10 milioni di euro dal Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS), che ha affermato che «la maggior parte delle presunte violazioni non era stata accertata o era prescritta».

Secondo le regole della Premier League, non ci sono restrizioni simili sul periodo di tempo trascorso da un presunto reato. Nel marzo 2019, la Premier League ha confermato per la prima volta che era in corso un’indagine dopo che un certo numero di club di alto livello aveva sollevato la questione delle accuse contro il Manchester City.

Oltre 100 violazioni del FPF inglese: la Premier indaga sul City

articolo di Redazione: Oltre 100 violazioni del FPF inglese: la Premier indaga sul Manchester City (calcioefinanza.it)

Manchester City violazioni FPF – Attraverso un comunicato ufficiale pubblicato questa mattina, la Premier League ha annunciato di avere aperto un’indagine nei confronti del Manchester City per oltre 100 possibili violazioni delle norme del massimo campionato di calcio inglese con particolare riferimento alle regole economico-finanziarie. Le violazioni riguardano prevalentemente le stagioni dal 2009/10 al 2017/18.

In particolare, le violazioni «in relazione a ciascuna delle stagioni dal 2009/10 al 2017/18» riguardano «le regole della Premier League che richiedevano la fornitura da parte di un club membro, nella massima buona fede, di accurate informazioni finanziarie che fornissero un rappresentazione veritiera e corretta della posizione finanziaria del club, in particolare per quanto riguarda le sue entrate (inclusi i ricavi da sponsorizzazione), le sue parti correlate e i suoi costi operativi», si legge nella nota.

Inoltre, per quanto riguarda le ulteriori violazioni, in «ciascuna delle stagioni dal 2009/10 al 2012/13, le regole della Premier League richiedevano a un club membro di includere tutti i dettagli della remunerazione dell’allenatore nei relativi contratti con il proprio tecnico». Lo stesso discorso riguarda anche i calciatori, con riferimento alle stagioni dalla 2010/11 alla 2015/16.

Manchester City violazioni FPF – Rischio sanzioni per i CitizensAltre violazioni riguarderebbero le regole della Premier League che impongono a un club affiliato di conformarsi ai regolamenti UEFA, inclusi i Regolamenti UEFA sulle Licenze per Club e il Fair Play Finanziario, oltre alle norme sulla redditività e sostenibilità del massimo campionato di calcio inglese. Infine, ci sarebbero accuse anche per quanto riguarda il periodo da dicembre 2018 ad oggi, poiché le regole della Premier League «richiedono a un club membro di cooperare e assistere la Premier nelle sue indagini, anche fornendo documenti e informazioni nella massima buona fede».

Il deferimento da parte della Premier League arriva dopo indagini della durata di quattro anni. Si ritiene che se le accuse fossero dimostrate, queste violazioni potrebbero portare a una serie di sanzioni tra cui una penalizzazione in classifica o addirittura l’esclusione dal campionato.

Juventus, oggi le motivazioni della penalizzazione: pronto il ricorso


articolo Di Matteo Petrera : Juventus, oggi le motivazioni della penalizzazione: pronto il ricorso (numero-diez.com)

Nella giornata di oggi verranno rese note le motivazioni che hanno portato alla penalizzazione della Juventus di 15 punti in classifica. Secondo quanto riportato da Tuttosport, la Juve ha già deciso e comunicato la volontà di presentare ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport, il terzo grado della giustizia sportiva.

I bianconeri pensano di possedere due assi nella manica, legati al mancato rispetto delle tempistiche e dell’iter processuale da parte della Procura. In questo caso, scrive il quotidiano, si aprirebbero tre possibili scenari: la conferma dei 15 punti di penalizzazione; la richiesta da parte del Collegio di riformulare il verdetto in caso di alcuni difetti di legittimità; l’annullamento della sentenza in caso di gravi ed evidenti difetti di legittimità.

Tutto ancora è da capire. Oggi, quando saranno pubbliche le motivazioni ufficiali, avremo ulteriori informazioni. Ora non ci resta che attendere.

La Procura di Milano indaga sulla vendita del Milan & Milan,tutte le tape dello scontro Elliott e Blue Skye


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/01/26/indagine-sulla-vendita-milan-acquisizioni-della-gdf/

Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf sta effettuando acquisizioni nell’ambito di un’inchiesta con al centro la vendita del Milan dal fondo Elliott a RedBird di Gerry Cardinale dell’agosto scorso. Lo riporta l’Ansa.

Indagine che più nello specifico parte da un esposto dell’ex socio di minoranza nella gestione del club, la lussemburghese Blue Skye. Esposto sulla vicenda di un pegno legato al fondo Elliott già contestata anche in altre sedi. Il fascicolo del pm di Milano Giovanni Polizzi e dell’aggiunto Maurizio Romanelli al momento è a carico di ignoti e ipotizza una presunta appropriazione indebita: al momento non risultano indagati.

Nel dettaglio, lo scorso settembre Blue Skye aveva rinunciato al ricorso cautelare presentato al tribunale di Milano bloccare la vendita del club rossonero da Elliott a RedBird di Gerry Cardinale. Tuttavia, l’ex socio di minoranza di Elliott si aveva presentato altre azioni legali, a partire da una causa nel merito, intentata il 9 settembre scorso, con cui chiedeva “l’accertamento della invalidità della rinuncia” al pegno “esistente in favore di Project Redblack”, società veicolo costituita nel 2017 per l’operazione di investimento nel Milan e in cui entrò all’epoca Blue Skye.

Milan, tutte le tappe dello scontro tra Elliott e Blue Skye

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/01/26/milan-scontro-elliott-blue-skye/

Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf sta effettuando acquisizioni nell’ambito di un’inchiesta con al centro la vendita del Milan dal fondo Elliott a RedBird di Gerry Cardinale dell’agosto scorso. L’indagine parte da un esposto dell’ex socio di minoranza nella gestione del club, la lussemburghese Blue Skye. Esposto sulla vicenda di un pegno legato al fondo Elliott già contestata anche in altre sedi.

Milan scontro Elliott Blue Skye – La causa a Milano – Lo scorso settembre, Blue Skye – guidata da Gianluca D’Avanzo (ex membro del CdA del Milan) e Salvatore Cerchione – e la sua controllante Luxembourg Investment Company avevano presentato al Tribunale civile di Milano un ricorso d’urgenza per bloccare la vendita del club rossonero, ma poi avevano rinunciato all’istanza cautelare – con condanna al pagamento di 20mila euro di spese legali – prendendo atto che la compravendita era stata già perfezionata a fine agosto.

Nel ricorso le società lussemburghesi lamentavano, tra le altre cose, di non aver mai «potuto ottenere alcuna informazione su questa vendita, alla quale erano direttamente interessate» e parlavano di un’operazione “opaca”. Ed era stato spiegato dai legali che restava pendente un procedimento, avviato sempre da Blue Skye contro Elliott, su un capitolo della vicenda, in particolare quello del pegno.

Blue Skye aveva spiegato, infatti, che pendeva davanti al Tribunale milanese una causa nel merito, intentata il 9 settembre, con cui si chiedeva «l’accertamento della invalidità della rinuncia» al pegno «esistente in favore di Project Redblack», società veicolo costituita nel 2017 per l’operazione di investimento nel Milan e in cui entrò all’epoca Blue Skye. In Lussemburgo, intanto, era stato aperto un altro procedimento sulla richiesta, sempre di Blue Skye, di annullare l’accordo che aveva portato alla vendita del Milan. E una causa era stata intentata pure a New York, con al centro documentazione richiesta da Blue Skye a Elliott.

Milan scontro Elliott Blue Skye – Il contenzioso in Lussemburgo – Era stata proprio la cessione del Milan a RedBird a fare scattare la rivendicazione da parte di Blue Skye Financial Partners, società che fa capo a Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo e che deteneva il 4,27% di Project Redblack, la società che prima della cessione del Milan al fondo di Gerry Cardinale controllava il 100% di Rossoneri Sport Investment Sarl e che a sua volta controllava il 99,93% del club rossonero.

Blue Skye, attraverso le parole di Salvatore Cerchione, aveva fatto sapere al Financial Times di non essere soddisfatta dell’operazione per la cessione della maggioranza e di essere pronta ad andare in tribunale qualora non avesse ricevuto più del 4,27% ad essa spettante. Un concetto che aveva ribadito anche a Calcio e Finanza, con quest’ultimo che aveva lamentato la poca trasparenza nei confronti di soci e consiglio a proposito dell’affare con RedBird.

Milan scontro Elliott Blue Skye – Per il fondo tentativi «frivoli e vessatori» – I tentativi della società di bloccare la vendita non hanno tuttavia mai preoccupato il fondo Elliott, che sulla vicenda si era così espresso: «Dopo l’annuncio della vendita di AC Milan a RedBird, Blue Skye ha avviato una serie di contenziosi frivoli e vessatori in Lussemburgo e ora a New York, che Elliott e il co-investitore Arena Investors considerano nient’altro che un tentativo di estrarre un valore a cui Blue Skye non ha diritto».

BlueSkye all’epoca non possedeva «altro che una piccola partecipazione indiretta in AC Milan, la cui stragrande maggioranza è costituita da capitale controllato e versato da Arena Investors, che a sua volta condanna fermamente e pubblicamente le azioni di Blue Skye», recitava la nota dell’epoca.

«L’operazione con RedBird rispetta pienamente tale interesse, tutte le necessarie approvazioni societarie sono state ottenute in ogni fase della transazione e Blue Skye riceverà tutte le somme a cui ha diritto. Elliott e Arena Investors difenderanno ovviamente con vigore ogni loro interesse contro le azioni frivole e vessatorie di Blue Skye, e si aspettano pienamente di avere la meglio», concludeva il comunicato.

In un’intervista rilasciata a Calcio e FinanzaDan Zwirn, co-fondatore di Arena Investors nel 2015 e attuale CEO della società, aveva così commentato i contenziosi aperti da Blue Skye: «Salvatore e Gianluca (Cerchione e D’Avanzo, ndr) erano originariamente analisti junior (uno era un VP e uno era un Associate) che ho assunto rispettivamente da Morgan Stanley e BC Partners, circa 20 anni fa per la mia precedente società, D.B. Zwirn & Co. La loro società, Blue Skye, è una delle oltre 40 joint venture che Arena Investors ha in tutto il mondo, dove vanta investimenti privati ​​in oltre 20 Paesi. Non è esclusiva in nessuna delle due direzioni. Vista la lunga relazione, siamo ovviamente profondamente delusi dalla situazione attuale (luglio 2022, ndr)».

«Sfortunatamente, non comprendiamo le ragioni di questa azione poiché Elliott non ha fatto altro che aggiungere valore al club e hanno sempre operato in maniera trasparente e professionale», aveva aggiunto Zwirn a proposito dell’operazione che aveva portato alla cessione del club rossonero.

«Dopo la Juve può toccare a Milan e Roma». Libero cita voci dalla procura del calcio


open.online: 22 gennaio 2023

articolo open.online: «Dopo la Juve può toccare a Milan e Roma». Libero cita voci dalla procura del calcio – Open

I bianconeri sono stati gli unici a essere penalizzati, per ora. Ma la procura federale continua ad approfondire la natura delle «partnership opache» in tutta la Serie A e non solo. Ecco chi rischia

Non solo la Juventus: il caso plusvalenze potrebbe allargarsi anche a Roma Milan, e alle squadre “satellite” coinvolte negli scambi considerati irregolari dei bianconeri. Esiste, infatti, un’altra inchiesta della Figc – la prima udienza sarà il prossimo 22 febbraio – che nasce dalle stesse carte della procura di Torino che hanno dato vita a quella che ha penalizzato i bianconeri, spiega questa mattina il quotidiano Libero. Finora, infatti, la Juventus è stata l’unica squadra penalizzata dalla sentenza della Figc sulle plusvalenze. Mentre i bianconeri si sono visti decurtare 15 punti in classifica, non sono arrivate sanzioni nemmeno per le squadre che con la Juve avevano fatto gli scambi oggetto di verifica. E i legali della Vecchia Signora non hanno mancato di farlo notare. Tra queste società, vi sarebbero in primis appunto la Roma, al centro delle verifiche per lo scambio SpinazzolaPellegrini, e il Milan per quello operato tra Bonucci e Caldara. Ma nel mirino della Figc ci sono anche Sassuolo e Udinese, e altre squadre che, riporta il Sole24Ore, avrebbero intrattenuto secondo gli inquirenti «partnership opache» con i bianconeri. Dentro e fuori dai confini italiani. Si parla anche di ParmaPisaCosenzaPescaraLuganoBasilea e Sion.

«La storia è tutta da scrivere» – «La storia è ancora tutta da scrivere», fanno sapere fonti della Figc, aggiungendo che «sarebbe un errore dire che le altre società di calcio chiamate in causa nella prima fase dell’inchiesta e i loro dirigenti sarebbero stati assolti». E infatti, la parola «assolve» non viene mai utilizzata dai giudici Mario Luigi Torsello, Domenico Luca Scordino, Alberto Faini, Salvatore Lombardo, Mauro Mazzoni, Vincenzo Barbieri e Claudio Teodori. «La revisione dei documenti della procura subalpina è sempre possibile» confermano fonti vicine a quella federale che va a caccia di «nuovi elementi». Per non parlare di eventuali condanne penali alle società. Per i bianconeri vorrebbe dire essere radiati da tutti i campionati della Figc e una multa che potrebbe arrivare anche a 150 milioni di euro. La sensazione è che quella appena scoperta sia solo la punta dell’iceberg di una sentenza che potrebbe avere effetti su tutta la Serie A.

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