L’accusa era stata lanciata dai giornali svedesi: Uefa e Fifa non consentono ai giocatori di avere interessi finanziari in aziende di questo genere. Rischia una multa o una sospensione
Fresco di rinnovo di contratto fino al 30 giugno 2022, adesso Zlatan Ibrahimovic trema. L’Uefa ha, infatti, aperto un’indagine disciplinare sull’attaccante svedese: «In conformità con l’Articolo 31 (4) del Regolamento Disciplinare Uefa (DR), un Ispettore Etico è stato nominato oggi per condurre un’indagine su una potenziale violazione del Regolamento Uefa da parte di Zlatan Ibrahimovic per aver un presunto interesse finanziario in una società di scommesse», si legge su comunicato della massima competizione continentale. Per concludere: «Ulteriori informazioni su questo argomento saranno rese disponibili a tempo debito».
Lo scossone per l’attaccante rossonero era arrivato dalla Svezia. Il quotidiano Aftonbladet aveva riportato una presunta violazione, da parte di Ibra, del codice etico Fifa e Uefa in quanto co-proprietario del marchio di scommesse sportive Bethard.com, con sede a Malta. In sostanza, i due massimi organi calcistici non consentono ai giocatori che partecipano alle loro competizioni di avere interessi finanziari nelle aziende di questo genere. Che Ibrahimovic possieda ancora quote di Bethard sarebbe stato confermato al giornale svedese dall’amministratore delegato dell’azienda, Erik Skarp. Da ulteriori verifiche emergerebbe che la società Unknown AB di Zlatan deterrebbe circa il 10% delle azioni di Gameday Group PLC, che a sua volta è l’unico azionista di Bethard. Le possibili sanzioni, nel caso fosse confermato l’illecito, vanno da una multa di circa 100mila euro fino all’eventuale sospensioneda tutte le attività legate al calcio per un massimo di tre anni.
La contromossa a poche ore dalla definizione del nuovo bando per le 3 partite rimaste da assegnare
In vista dell’Assemblea di Lega che dovrà fissare il bando per assegnare le restanti tre partite di Serie A, Sky il grande sconfitto del primo bando, che ha assegnato a Dazn 10 partite a settimana di cui 7 in esclusiva, ha piazzato la sua contromossa. Depositando al tribunale di Milano un ricorso ex articolo 700 cdp, contro il bando per i diritti tv già assegnati.
Cosa vuol dire? L’articolo 700 regola il procedimento cautelare d’urgenza, e materialmente dovrebbe servire a impugnare l’assegnazione a Dazn dei diritti per il triennio 2021/24 perché non assegnato contestualmente alle 3 partite restanti: per questo – visto che oggi la Lega dovrebbe discutere il nuovo bando per le 3 gare – si renderebbe necessaria la tutela d’urgenza. Ovviamente, il ricorso punta sulla Legge Melandri e sulla sua interpretazione: la Lega aveva fornito un’interpretazione differente seguendo alcuni pareri legali richiesti proprio nel merito del bando.
Vale la pena ricordare che, secondo un consulente legale della lega, l’avvocato Toffoletto, l’offerta di Sky era inammissibile in quanto presentata inserendo anche alcune note all’interno della proposta, che invece doveva contenere soltanto la cifra messa sul piatto.
A poco più di 48 ore dall’annuncio della sua nascita la Superlega si sfalda. Nella notte la marcia indietro dei 6 club inglesi e dell’Inter. Poi anche dell’Atletico Madrid. Ultrà della Juve: ‘Non infangare la nostra storia, vergognati!’ (nella foto lo striscione allo Juventus Stadium). Il titolo bianconero crolla in Borsa. L’Ue: ‘Vince il buon senso, no al calcio per pochi‘. Il presidente dell’Uefa: ‘Ora ricostruire l’unità‘. Boris Johnson: ‘Il risultato giusto per i tifosi‘
Alcuni striscioni , contro il progetto superlega, apparsi fuori dallo stadio Allianz Juventus, Torino 21 aprile. ANSA/TINO ROMANO
Un atto di sfiducia per la gestione della trattativa con i fondi e sui diritti tv. Ma il presidente resta al suo posto: per detronizzarlo in Lega servono 14 voti
Sette club di Serie A hanno chiesto formalmente le dimissioni del presidente di Lega Paolo Dal Pino. Come rivelato dal Sole 24 ore, le società scontente sono Atalanta, Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Napoli e Verona: si sono rivolte allo studio legale Chiomenti e hanno inviato due lettere: una per chiedere un passo indietro a Dal Pino, l’altra – quella dello studio legale – per muovere una serie di rilievi sulla sua gestione. Le lamentele riguardano le mosse di Dal Pino nella gestione dei fondi e i ritardi nell’assegnazione dei diritti tv: un pacchetto (quello per le tre partite in co-esclusiva) risulta ancora da assegnare, dopo che l’offerta di Sky è stata ritenuta troppo bassa.
Ma le sette società hanno anche inviato una seconda lettera, firmata da loro, più sintetica, sempre all’indirizzo di Dal Pino. L’intento, dichiarato, è quello di “rilevare, a seguito delle diverse contestazioni da noi sollevate in merito al suo operato, in qualità di presidente della Lega Serie A, che tutto ciò ha comportato la nostra ferma e improrogabile necessità di manifestarle anche la nostra irrevocabile sfiducia in relazione alla carica da lei rivestita e alla conduzione della gestione della Lega cui apparteniamo e che riteniamo rappresentare, a diverso titolo, in modo significativo. Auspichiamo quindi che tutto quanto sopra venga da lei valutato al fine di trarne le doverose conseguenze affinché la Lega possa proseguire con diversa guida”.
Insomma, una vera dichiarazione di sfiducia. Ma il regolamento della Lega è chiarissimo: per poter portare ai voti una richiesta di sfiducia servono 8 voti. Quindi, ad oggi, al gruppo ne manca uno. Per poi passare in Assemblea – dove partecipano tutti e 20 i club – servono 14 voti. Insomma, le “sette sorelle” hanno bisogno di trovare altre sette società che votino la sfiducia a Dal Pino. Eletto, è bene ricordarlo, non più tardi di 3 mesi fa con 14 voti a favore e 6 nulli.
Nonostante le notizie filtrate in mattinata, però, Dal Pino stesso smentisce che possa rassegnare le dimissioni. Insomma, la partita è appena iniziata. E dopo la frattura sulla guerra per l’ingresso dei fondi e per l’assegnazione dei diritti tv, si annuncia un nuovo fronte tra i vertici del calcio italiano.
Novità sul fronte societario in casa Inter: spunta una nuova pista dagli Stati Uniti. Ecco tutti i dettagli
Nonostantel’Inter viaggi a vele spiegate in campionatoverso la conquista dello scudetto, continua l’incertezza nel club in merito al futuro societario. Spunta però una nuova pista, svelata da Milano Finanza, che racconta come il futuro della società di viale della Liberazione, possa essere presto made in USA: “Starebbe infatti prendendo forma l’opzione rappresentata da una Spac che sta ultimando la raccolta (si parla di almeno un miliardo di dollari) negli Stati Uniti per essere poi quotata a Wall Street.
Del resto, oltreoceano questi veicoli di investimento fioccheggiano. Solo nel primo trimestre ne sono stati promossi 297 per una dotazione di 97 miliardi di dollari. Dietro questa Spac che studia il dossier Inter ci sarebbe un imprenditore statunitense pronto a scommettere forte sul soccer come fatto da altri suoi connazionali. Benché l’investimento nel calcio italiano non sia un momento così redditizio.
La strategia sul 31% – L’azionista Suning sta studiando l’emissione di un nuovo Bondda circa 250 milioni da usare in parte per rifinanziare il debito da 375 milioni (di cui 75 emessi a luglio 2020) già in essere e in scadenza 2022. Una mossa che farebbe sì crescere il debito societario, ma allo stesso tempo risolverebbe eventuali problemi di liquidità prospettati dalle agenzie di rating.
Quanto incassato dal Bond verrebbe in parte utilizzato per provare l’assalto al restante 31% del capitale societari oggi in mano al fondo Lion Rock Capital, che da mesi sta valutando l’uscita dall’Inter. Contestualmente, sul fronte finanziario, continuano a studiare le mosse del club nerazzurro i fondi Fortress, Oaktree e Bain. Che potrebbero intervenire acquisendo la quota di minoranza di Lion Rock partecipando all’emissione del Bond. Non è da escludere che intanto possa arrivare da Goldman Sachs un prestito bridge da 80 milioni. Il tutto in vista della possibile definizione del riassetto proprietario che potrebbe concretizzarsi a giugno“, conclude il quotidiano.
La Federcalcio pubblica quanto è stato corrisposto dai club nel 2020 agli agenti sportivi sotto forma di compensi, in calo del 26% rispetto al 2019: quasi 21 milioni dai bianconeri e 19,2 dai giallorossi, poi Milan (14,3), Napoli (12,1, più che raddoppiati), Fiorentina (9,7) e Inter (9, in netto calo, dai 31,8 milioni del 2019)
ROMA – Centotrentotto milioni di euro: ecco a quanto ammontano le spese per i procuratori da parte dei club di Serie A. Lo rende noto la Figc che, in base all’articolo 8 sulla trasparenza, pubblica quanto hanno corrisposto agli agenti sportivi sotto forma di compensi (non solo per operazioni come acquisti o cessioni del giocatore, ma anche ad esempio per rinnovi di contratto) dall’1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 le società, squadra per squadra. Una cifra che è in netto calo rispetto al 2019 quando le società di Serie A avevano speso 187 milioni di euro, ovvero con una flessione di circa il 26%.
Da Juve, Roma, Milan e Napoli le maggiori spese per procuratori – La spesa media è di 6,9 mln, con le big a fare la parte del leone (le prime quattro della lista hanno speso da sole circa 66 dei 138 milioni complessivi): è la Juventus con quasi 21 milioni (20,8, ma erano stati 44,3 nel 2019) ad aver sborsato di più per le commissioni degli agenti, seguita da Roma (19,2), Milan (14,3), Napoli (12,1, più che raddoppiati rispetto ai 5,2 milioni dell’anno precedente), Fiorentina (9,7) e Inter (9, in netto calo, dai 31,8 milioni di euro del 2019). Tre le big l’Atalanta ha versato circa 6 milioni, mezzo milione in più della Lazio. A spendere meno sono le tre neopromosse: Benevento, con poco più di un milione di euro, Crotone (962.427 euro) e Spezia, fanalino di coda con 876.132 euro.
Altri 11,5 milioni versati dai calciatori agli agenti – Inoltre, la Figc ha reso noto che “i calciatori professionisti tesserati in favore di Club appartenenti alla Lega Nazionale Professionisti Serie A a titolo di servizi resi da Procuratori Sportivi” hanno versato ulteriori 11,5 milioni di euro ai procuratori (13,6 milioni nella passata stagione).
Sette club si astengono, si farà una nuova asta per pacchetto 2
Fumata nera in Lega Serie A per l’assegnazione dell’ultimo pacchetto dei diritti tv per il campionato 2021/24. Sette società (Juve, Inter, Napoli, Lazio, Atalanta, Verona e Fiorentina) si sono astenute al momento del voto sulla offerta di Sky per trasmettere tre gare a giornata in co-esclusiva con Dazn: servirà quindi un nuovo bando.
La piattaforma fondata da Blavatnik offrirà 7 partite in esclusiva e le altre 3 in co-esclusiva. Spegnerà entro giugno il canale sul bouquet Sky. L’accesso alla smart tv tramite l’app e l’abbonamento mensile con accesso a due dispositivi. L’accordo con Tim
Alla fine la spunta Dazn: la piattaforma di streaming online (e on demand) riconducibile al magnate ucrainoLen Blavatnik.
Dazn si è aggiudicata i diritti tvdella serie A per il prossimo triennio, dal 2021 al 2024, per 7 partite in esclusiva (pacchetto 1) per ogni turno di campionato e 3 in co-esclusiva (pacchetto 3).
Per il pacchetto 2, contenente la co-esclusiva delle altre tre gare, proseguiranno i colloqui tra la Lega e Sky (che ha offerto 70 milioni a stagione) fino a lunedì 29 marzo, quando l’offerta scadrà in base a quanto previsto nel bando. Ma come vedere le partite del massimo campionato di calcio comodamente sul divano? Ci sono ancora alcuni interrogativi, ma proviamo a dissiparli.
L’offerta delle partite verrebbe «splittata» per fasce orarie e su più giorni come adesso? – Questa impostazione non cambierà. Gli operatori hanno bisogno di massimizzare l’offerta intercettando la raccolta pubblicitaria più ampia possibile trainata da una base abbonati che inevitabilmente crescerà per Dazn rispetto ad ora. È un format condiviso con la Lega Calcio. Ci saranno poche sovrapposizioni tra i match, solo ed inevitabilmente nella fascia pomeridiana domenicale delle 15.
Come abbonarsi a Dazn? Qual è il canone mensile? Sarà suscettibile di un rialzo? – Al momento l’utente paga un canone mensile di 9,99 euro. Non è possibile acquistare un solo match anche se non è escluso che ciò possa avvenire in futuro con la formula dei micropagamenti ancora poco usata nel mondo dei diritti televisivi. Si tratta di un prezzo suscettibile di un rialzo. Non sono ancora chiare la strategie di posizionamento di Dazn ma avendo ampliato l’offerta crescerà certo la domanda di spettatori ma ciò ad un costo nettamente più alto. D’altronde l’esborso per la piattaforma streaming sarà di 840 milioni all’anno. L’agenzia Bloomberg ha svelato poco tempo fa che Dazn ha un accordo con Tim che si farebbe carico del 40% del corrispettivo annuale per un importo di circa 340 milioni all’anno. La cifra non è stata ufficializzata ma neanche smentita.
Gli abbonati Tim avranno una corsia preferenziale? – Sì, Tim avendo un accordo di partnership per la distribuzione dei diritti tv lo rafforza e diventa l’unica tlc a poter distribuire le partite della serie A. Le partite saranno disponibili per gli abbonati alla piattaforma Tim Vision. Ma saranno proposte anche offerte cosiddette «bundle» — partite di calcio serie A più abbonamento a Internet ad alta velocità — al momento allo studio del dipartimento marketing di Tim.
Come vedere le partite? – Sul sito di Dazn registrandosi con un account che dà un accesso contemporaneo a due dispositivi. O tramite l’app Dazn accessibile su tutti i device Ios e Android. E da tutti i possessori di una smart tv. Verrà invece spento a giugno il canale Dazn sulla piattaforma satellitare Sky. La procedura di abbonamento è semplice: si va su http://www.dazn.com (oppure si scarica l’app su Smart TV, smartphone, tablet e console di gioco); si crea un account, inserendo nome, cognome, indirizzo email e si sceglie la password che desideri. Si aggiunge un metodo di pagamento, scegliendo tra carta di credito, carta di debito, iTunes, PayPal, Amazon App, Google Pay .
Se ho un abbonamento a Sky Calcio che cosa posso fare? – Al momento non è ancora chiaro. Sky potrebbe fare ricorso contro questa aggiudicazione e potrebbe, ma non è detto che avvenga, aggiudicarsi le altre 3 partite in co-esclusiva. Ma è presumibile che i due operatori attiveranno accordi di collaborazione come è avvenuto finora in cui gli abbonati Dazn avevano un canale dedicato sulla piattaforma Sky e potevano integrare l’offerta con un pacchetto dell’emittente del gruppo Comcast.
Per la connettività è possibile fare dei test presso la propria utenza? – È la stessa azienda a fornire le indicazioni utili per chi vuole accedere al servizio, indicando il numero di Mbps, o megabit per secondo, necessari per godersi i contenuti dell’emittente senza ritardi o i temutissimi «blocchi». Per quanto riguarda la connettività il 99% delle famiglie italiane sono raggiunte da connessioni a banda larga, di cui il 68,5% può contare su almeno 30 megabit al secondo in download e il 36,8% vola a 100 megabit al secondo. Il requisito minimo per vedere Dazn in maniera soddisfacente è otto megabit al secondo. Un test facilmente riscontrabile con il proprio operatore tlc.
Chi è Sir Leonard Valentinovich Blavatnik, – Sir Leonard Valentinovich Blavatnik ucraino (Odessa, 14 giugno 1957), è un imprenditore e filantropo statunitense britannico di origine ebraica e nato nell’Ucraina sovietica. Ha fatto fortuna attraverso investimenti diversificati in una miriade di società con la sua conglomerata Access Industries. Ė tra l’altro proprietario di DAZN.
A maggio 2020, Blavatnik era il 4° uomo più ricco del Regno Unito. Nel febbraio 2021 la rivista americana Forbes lo ha indicato come la 22a persona più ricca del mondo, con un patrimonio netto stimato di 31,7 miliardi di dollari. Nel 2017, Blavatnik ha ricevuto un cavalierato per i servizi alla filantropia.
Affidati i diritti per il triennio 2021/2024 alla società che fa capo al miliardario Blavatnik: 10 partite a giornata, di cui 7 in esclusiva. Anche la Roma e il Bologna nel gruppo guidato da Inter, Juventus, Lazio, Milan e Napoli. A Sky potrebbe andare il secondo pacchetto di tre partite in co-esclusiva. Ma la trattativa prosegue
ROMA – Sedici club favorevoli. La Serie A passa a Dazn e Tim. L’assemblea che riunisce le società del campionato, dopo mesi di discussioni e spaccature, ha deciso di affidare i diritti televisivi delle partite per il triennio 2021/2024 all’operatore streaming del gruppo Access Industry, che fa capo al miliardario Len Blavatnik. Dazn avrà la possibilità di trasmettere tutte e 10 le partite di ogni giornata, di cui 7 in esclusiva.
Il pacchetto di tre partite e l’incognita Mediaset – A favore di questa soluzione hanno votato: Atalanta, Benevento, Bologna, Cagliari, Fiorentina, Verona, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Parma, Roma, Spezia, Torino e Udinese. A Sky, partner della Serie A da 18 anni, potrebbe andare il secondo pacchetto: 3 partite in co-esclusiva. Sul punto le trattative proseguiranno fino a lunedì, quando è probabile che l’assemblea della Lega di serie A si riunirà nuovamente. Le tre partite potrebbero far gola anche a Mediaset. Non si esclude che, in ogni caso, Sky possa fare ricorso.
Niente accordo, a sei giorni dalla data ultima per accettare le proposte delle tv: il Torino passa con le grandi e vota “sì”, mentre il Cagliari ha abbadonato l’Assemblea. Lo stallo sul voto a Sky.
La rivoluzione può attendere. A sei giorni dalla scadenza delle offerte, la Serie A non è ancora riuscita ad approvare l’offerta di Dazn e Tim per i diritti tv del campionato per il triennio 2021/24. La notizia è che qualcuno ha cambiato bandiera: il Torino, da sempre oppositore della tv in streaming col gruppo degli astenuti, stavolta ha votato a favore. Come l’ultima volta, però, è rimasto fuori il Cagliari, che al momento del voto ha abbandonato. Conteggio finale: 11 voti a favore e 8 astenuti. I 14 che servono per l’approvazione sono ancora lontani. Ci sono volute più di tre ore, dopo la lunga consulenza di due esperti di telecomunicazioni sulla qualità del segnale: una spiegazione tecnica invocata da Ferrero e Preziosi, poi i primi ad annoiarsi e a chiedere di interrompere.
Determinante la posizione della Roma e del Bologna, che hanno tenuto il punto, consolidando intorno a sé il gruppo degli oppositori, nonostante qualche pressione nelle ultime ore per fare loro cambiare sponda e chiudere finalmente la partita. Su un punto i club all’opposizione non mollano: bisogna coinvolgere Sky almeno per le 3 partite in co-esclusiva (l’offerta di Dazn prevede l’esclusiva su 7 partite a giornata e 3 in co-esclusiva). E su questo punto è saltata oggi la possibilità di trovare un accordo intorno all’offerta della tv satellitare: il gruppo delle “grandi” infatti, guidato da Juventus, Lazio, Napoli e Inter, non hanno accettato di mettere ai voti la proposta di Sky. Il braccio di ferro quindi continua. Servirà una nuova votazione prima del 29 marzo, per evitare di mandare in fumo le offerte delle tv.
Un mandato per contattare il fondo angloamericano Elliott è stato affidato a uno studio legale dalla società americana World Lab Technologies, che fa capo al cinquantacinquenne uomo d’affari moldavo, Alexandr Jucov
MILANO – Un mandato per l’eventuale offerta di acquisto del Milan dal fondo angloamericano Elliott è stato affidato a uno studio legale dalla società americana World Lab Technologies, che fa capo a un cinquantacinquenne uomo d’affari moldavo, Alexandr Jucov. Si tratta della stessa società che a settembre aveva manifestato interesse per l’acquisto di Tik Tok, inviando a ByteDance, la società cinese proprietaria del social network, una presunta offerta di 50 miliardi di dollari. Da Elliott, il fondo angloamericano controllato dalla famiglia Singer e proprietario del Milan, non filtrano commenti ufficiali sulla potenziale proposta di acquisto del club, ma si rileva ufficiosamente freddezza. La notizia della manifestazione di interesse di Jucov è stata divulgata attraverso il seguente comunicato del legale coinvolto, l’avvocato Felice Raimondo.
Il mandato allo studio legale di contattare Elliott – “Gli studi legali gestiti dagli avvocati Felice Raimondo, Gianluca Frate ed il Dott. Mauro Gagliardi – titolare del Marriotts Legal Service – hanno ricevuto il mandato per gestire in Italia l’attività di consulenza e assistenza stragiudiziale in merito alla possibile acquisizione della società calcistica AC Milan spa da parte del fondo di investimento World Lab Technologies inc., facente capo al sig. Alexandr Jucov. WLT è un fondo con una rilevantissima capacità economica che si occupa di investire in energie rinnovabili, infrastrutture, tecnologia e sport. L’attività legale al di fuori dell’Italia è affidata allo studio Baker McKenzie. Maggiori dettagli verranno forniti in seguito, nell’eventualità in cui il sig. Jucov raggiunga un’intesa di massima con il fondo Elliott. Da parte degli studi legali Raimondo-Frate-Marriotts non verranno rilasciate ulteriori dichiarazioni”.
Interessi in Europa, Usa e Asia – Sul fondo World Lab Technologies le informazioni ufficiali sono scarne: “Fondato dal suo CEO, il signor Alexandr Jucov, importante uomo d’affari originario della Moldova, classe 1965, il fondo World Lab Technologies è impegnato nel finanziamento della ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie nelle aree critiche e in rapida crescita della generazione di energia rinnovabile, soluzioni di stoccaggio dell’energia, mobilità sostenibile, logistica e progetti infrastrutturali con impatto positivo sullo sviluppo sociale e regionale. La ricerca sulle nuove tecnologie sarà un obiettivo primario della Corporation, coinvolgendo sia le principali istituzioni regionali all’interno della Cee che in collaborazione con i centri globali di ricerca e sviluppo e con le università negli Stati Uniti, in Europa e in Asia”.
Pesa l’impatto del Covid sui conti della società bianconera. La flessione è stata netta: i ricavi sono passati dai 322,3 della precedente semestrale ai 258,3 di questa, cresciuti i costi
Oltre 113 milioni di perdita con previsioni sui prossimi esercizi tutt’altro che rosee e che potrebbero portare “ad operazioni di cessione di diritti alle prestazioni sportive di calciatori“. L’approvazione della Relazione Finanziaria Semestrale da parte del Consiglio di Amministrazione della Juventus ha reso nota la situazione economica della società bianconera. Dati semestrali di un bilancio che sarà chiuso il 30 giugno e che deve necessariamente tenere conto anche, ma non solo, degli effetti della pandemia sul mondo del calcio. La flessione è stata netta: i ricavi sono infatti passati dai 322,3 della precedente semestrale ai 258,3 di questa, con un incremento dei costi passati da 260,9 a 263,4 milioni di euro. Dati che possono essere riassunti in 113,7 milioni di euro di perdita: un incremento di63,4 milioni rispetto ai 50,3 del primo semestre del precedente esercizio.
Fondamentale, per interpretare al meglio i dati, considerare la forte stagionalità determinata essenzialmente dalla partecipazione alla Champions League, dal calendario degli eventi sportivi e dalla campagna trasferimenti.
L’impatto del Covid – Forte l’impatto causato dalla pandemia e dalle misure restrittive, che hanno di fatto annullato le entrate provenienti dalla vendita di biglietti e abbonamenti. Se si esclude Juventus-Sampdoria, prima giornata del campionato disputata davanti a 1000 spettatori, le misure di contenimento hanno costretto anche i negozi della Continassa e il J Museum, incidendo anche sulla vendita del merchandising. Altro aspetto da evidenziare è lo slittamento di una parte dei ricavi da diritti tv all’esercizio attualmente in corso, dovuto al protrarsi delle competizioni nazionali e internazionali fino al mese di agosto. “Il protrarsi della pandemia – si legge nel comunicato – ha generato un rilevante impatto negativo sui ricavi quantificabile in 50 milioni di euro” mentre l’impatto sui costi “non è viceversa risultato significativo”. I ricavi sono diminuiti, i costi no anche per la comparsa di una nuova voce, la sicurezza sanitaria e i dispositivi di protezione.
Il futuro – L’unica voce che è confortante, dovuta ai flussi positivi della gestione operativa (+16,2 milioni, originati anche da una tempistica particolarmente favorevole di incassi e esborsi) e dagli incassi legati alle campagne trasferimenti (+46,2 milioni netti), è l’indebitamento finanziario netto. Al 31 dicembre 2020 ammonta infatti a 357,8 milioni contro i 385,2 milioni al 30 giugno 2020, con un miglioramento di 27,4 milioni. Tuttavia anche l’esercizio 2020/2021 è previsto in perdita: “Nonostante il difficile contesto generale, gli amministratori hanno valutato che non sussistano significative incertezze con riferimento all’utilizzo del presupposto della continuità aziendale – è la conclusione del comunicato -. Nel formulare tali conclusioni, si sono tenute in considerazione sia la patrimonializzazione del Gruppo (al 31 dicembre 2020 il patrimonio netto di Gruppo ammonta a € 125,5 milioni), sia la capacità di far fronte ai propri impegni finanziari mediante la liquidità ottenuta con finanziamenti a medio termine e/o utilizzando gli affidamenti bancari disponibili. Inoltre, senza pregiudizio per la prosecuzione dell’attività sociale, Juventus – pur in un contesto influenzato dalla ridotta liquidità del sistema conseguente al perdurare della crisi – potrebbe far ricorso ad operazioni di cessione di diritti alle prestazioni sportive di calciatori“.
Arrivano aggiornamenti in casa Inter sulla situazione societaria. Nei giorni scorsi infatti Tim Williams, CFO del club nerazzurro (dimissionario ma ancora in carica), in una call per gli investitori per Inter Media and Communication, la società controllata dall’Inter in cui confluiscono i ricavi commerciali e da diritti tv del club nerazzurro, ha spiegato la situazione della società nerazzurra.
“Stiamo ancora giocando a porte chiuse e, come molti grandi club europei, continuiamo ad affrontare le continue sfide della pandemia COVID. In questa fase, non possiamo dire quando i tifosi arriveranno negli stadi, ma speriamo che la fine di questo periodo difficile non sia troppo lontana”, le sue parole come appreso da Calcio e Finanza. “La chiusura degli stadi ha avuto evidenti impatti per quanto riguarda la perdita dei ricavi dello stadio, che potrebbe colpire i club più grandi più dei club più piccoli a causa della maggiore percentuale di ricavi che vengono guadagnati attraverso l’emissione di biglietti per le partite”.
“L’impatto della pandemia si vede anche nella depressione dell’intero settore economico. Quando normalmente avremmo potuto cogliere l’opportunità per ridurre gli stipendi della rosa del club alla fine della scorsa stagione, oltre a generare denaro aggiuntivo attraverso la vendita di giocatori, quest’anno la situazione ha reso tutto ciò è più difficile. E sebbene siamo stati in grado di rafforzare la squadra con trasferimenti gratuiti e prestiti, probabilmente stiamo portando un livello di salario leggermente superiore a quello che vorremmo”.
“Con gli impatti cdi cui sopra, abbiamo dovuto adottare ulteriori misure per ridurre i flussi di cassa in uscita e cercare ulteriori afflussi. Con la piena collaborazione delle autorità calcistiche competenti, abbiamo raggiunto un accordo con i nostri giocatori per il differimento a breve termine dei loro stipendi e delle relative passività fiscali”, le parole del cfo nerazzurro.
“In comune con molti club sia in Italia che in tutta Europa, oltre a raggiungere accordi con alcune controparti per rinviare i pagamenti come parte degli sforzi per gestire il nostro capitale circolante. Tuttavia, ribadisco, non sono stati effettuati rinvii di pagamento ai giocatori senza il pieno consenso di tutte le parti e delle autorità di regolamentazione”.
“Nell’ambito della struttura del capitale e della gestione della liquidità in corso, l’azienda e la nostra proprietà sono in trattative per fornire una serie di soluzioni al riguardo. Sebbene Suning abbia confermato il proprio impegno per il supporto finanziario in corso del club, con o senza ulteriore supporto esterno, è anche ragionevole e prudente guardare all’esterno”, spiega Tim Williams.
“Con questo obiettivo, Suning ha nominato consulenti chiave in Asia per lavorare con loro per trovare partner adatti, sia che si tratti di un’iniezione di equity o altro. I colloqui con i principali potenziali partner a tale riguardo rimangono in corso. Con le sfide significative affrontate quest’anno, l’Inter rimane in una posizione forte per lottare per il titolo quest’anno, e fuori dal campo, il club e la nostra proprietà hanno compiuto passi significativi per garantire il futuro del club”, conclude il dirigente interista.
(ANSA) – Brescia, 19 febbraio 2021 – La Guardia di Finanza nella sede del Brescia calcio. Come spiegato dal sito del Giornale di Brescia perquisizioni della Guardia di Finanza sono in corso negli uffici della sede del Brescia calcio e casa di Massimo Cellino a Padenghe sul Garda.
Nell’ambito di un’inchiesta su reati fiscali Massimo Cellino risulta iscritto nel registro degli indagati. (ANSA).
Intervenuto in diretta su Radio Nerazzurra, Marco Bellinazzo ha parlato della situazione dell’Inter e delle opzioni eventuali di vendita del club da parte di Suning, provando a fare chiarezza su una vicenda molto intricata. “Nonostante ciò che appare sulla stampa, anche internazionale, la situazione non è cambiata molto. Suning è andata sul mercato per coprire esigenze finanziare in parte fisiologiche e in parte patologiche per la situazione pandemica. Da qui a fine anno, il fabbisogno è di circa 150 milioni di euro, ed è del tutto normale per una società che ha oltre 500 milioni di costi e con ricavi ridotti per la pandemia. E allora Suning sta cercando un partner finanziario. Si è poi creata questa opportunità con i fondi come Bc Partners, la cui prima offerta è stata respinta. Qualora arrivasse una proposta soddisfacente, Suning potrebbe anche pensare di cedere tutta l’Inter, nonostante questa opzioni non sia il piano A. Il piano A resta quello di trovare un partner per sostenere il club in questo momento delicato. Quindi non è cambiato nulla, anche se leggendo i giornali sembra che l’Inter stia per fallire…”. continua a leggere
Fonti vicine alla società che controlla il club nerazzurro fanno sapere che non ci sono mai stati i presupposti per la prosecuzione della trattativa
Il dialogo con BC Partners si è interrotto ormai da quasi 10 giorni, non ci sono mai stati i presupposti per la prosecuzione della trattativa sulla ricerca di un investitore dell’Inter: fonti vicine a Suning riferiscono all’Ansa gli sviluppi della situazione nella vicenda societaria nerazzurra. La ricerca prosegue – aggiungono le fonti – attraverso conversazioni con altri importanti fondi internazionali.
In ballo ci sono circa 150 milioni che possono far saltare la stagione. La Federcalcio ha scritto ai ministri Gualtieri e Spadafora per manifestare “notevole preoccupazione”. Ricevendo sommarie rassicurazioni. In cosa consiste la norma e chi ne aveva beneficiato
C’è una circolare dell’Agenzia delle Entrate che ha messo in agitazione la Serie A. Sostiene che i benefici del cosiddetto Decreto Crescita, che ha permesso di far arrivare in Italia dal 2019 tanti campioni, da Lukaku a De Ligt, dietro la promessa di tagliare le tasse del 50%, non sono ancora applicabili. E la circolare avrebbe una applicazione retroattiva, sconvolgendo la pianificazione economico-finanziaria dei club. L’impatto sarebbe quantificabile nell’ordine dei 140-150 milioni di euro da versare improvvisamente al Fisco e che potrebbero far saltare la stagione. Ma non trema solo il calcio: con questa norma il basket di Serie A ha riportato in Italia star come Datome e Belinelli.
La reazione di Federcalcio e Lega di A – La Federcalcio ha scritto una lettera, con destinatari i ministri Gualtieri e Spadafora, manifestando “notevole preoccupazione”, per la circolare dell’Agenzia delle entrate e chiedendo “di avviare quanto prima” la stesura di un dpcm che regolarizzi la situazione. Il presidente della Lega di A Paolo Dal Pino e quello della Federcalcio Gabriele Gravina hanno messo in moto la macchina politica per capire se il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate avesse una matrice istituzionale. Dal Ministero dell’Economia però è filtrata una posizione decisamente rassicurante: gli interlocutori governativi si sono impegnati a risolvere la questione in tempi rapidi. In fondo, anche per il credito d’imposta alle società, che scade giovedì 31 gennaio, si aspetta ancora un decreto attuativo. continua a leggere