
25 anni moriva per un cancro alla prostata uno dei più geniali e colti musicisti del Novecento. Che ha abbattuto le barriere dei generi e combattuto il conformismo
I suoi nemici erano la stupidità e il conformismo intellettuale. Nella sua totale unicità, Frank Zappa da Baltimora ha incarnato un eclettismo creativo inimitabile: non c’è nessuno nella storia del rock che gli avvicini. E in pochissimi hanno tentato l’azzardo supremo: eseguire le sue complicatissime partiture. Zappa, scomparso il 4 dicembre di 25 anni fa per un cancro alla prostata, è stato l’artista più frainteso dell’intera epopea rock. Scambiato a lungo per un hippy strampalato e provocatore, era in realtà un musicista coltissimo e rigoroso, tirannico con le sue band, innamorato di compositori rivoluzionari come Edgar Varèse (che volle chiamare al telefono quando compì 15 anni: lo chiese a sua madre come regalo di compleanno), John Cage o Igor Stravinskij. Detestava il flower power: nell’album We’re only in it for the moneydel 1968, una feroce parodia del Sgt. Pepper dei Beatles e di tutta la psichedelia, si ascolta una voce che ripete ossessivamente “flower power sucks”, il flower power fa schifo. continua a leggere

