Archivi del mese: gennaio 2018

Morto Azelio Vicini


E’ morto Azeglio Vicini, ex ct della Nazionale di calcio

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Azeglio Vicini (Cesena, 20 marzo 1933 – Brescia, 30 gennaio 2018) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano.

articolo: http://www.repubblica.it/sport/2018/01/31/news/e_morto_azeglio_vicini_ex_ct_della_nazionale_di_calcio-187696194/?ref=RHPPLF-BS-I0-C8-P3-S1.8-T1

 È morto a Brescia l’ex commissario tecnico della Nazionale Azeglio Vicini. Avrebbe compiuto 85 anni a marzo. È stato il tecnico degli azzurri ai Mondiali di Italia 90 ed è rimasto ct fino al 1991 prima di lasciare la Nazionale ad Arrigo Sacchi.

Italia ’90, il Mondiale delle notti magiche, la Nazionale pagò il prezzo di trovare sulla sua strada l’Argentina di Maradona, e a Vicini rimase sempre il cruccio che il San Paolo e Napoli non avessero adeguatamente appoggiato e sostenuto, se non addirittura fischiato, la Nazionale in semifinale. Ne nacque una gran polemica, ma Napoli rifiutò sempre l’accusa di aver tradito l’Italia per Maradona. continua a leggere

Giampiero Galeazzi e Azeglio Vicini dopo la finale del 3°/4°posto ITALIA-Inghilterra 07-07-1990

Mauro Icardi ……


Ieri sera la frase criptica sul possibile addio premi il link qui sotto:

https://alessandro54.com/2018/01/29/inter-il-post-di-icardi/

Ad alimentare queste voci, però, ci sono le parole di Jorge Sampaoli ad As: “Icardi? Gli ho detto quello che ho detto agli altri, ossia che se sta bene è convocato per il Mondiale. Inoltre so che è seguito ed è tentato dal Real Madrid”.

 Questa mattina il chiarimento con il club, e il bomber argentino ha confermato come il post non avesse nulla a che vedere con l’Inter, il mercato o qualsiasi tipo di rapporto con i compagni. Cose private, dunque, delle quali Mauro non intende rivelare altro.

articolo: http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/30-01-2018/inter-icardi-100-sospiri-sollievo-instagram-segnale-confortante-fan-2401267765518.shtml

L’Instagram story di Maurito ritrae le nuove scarpe del suo sponsor con tre cifre che hanno un significato particolare: 100, come il prossimo obiettivo dell’attaccante, come il numero di reti che vuole raggiungere in serie A

Fabrizio De André – Principe Libero – Trailer Ufficiale e non solo…


Fabrizio De André – Principe Libero – Trailer Ufficiale

Vedi anche: https://alessandro54.com/2018/01/11/15397/

Luca Marinelli canta Il Pescatore – Fabrizio De André: Il Principe Libero

Luca Marinelli canta “Il pescatore” in questa clip esclusiva tratta dal film “Fabrizio De André: Il principe libero”.

Dori Ghezzi ricorda Fabrizio De Andrè ed elogia Marinelli: “Superlativo”

Dori Ghezzi ricorda il marito ed elogia il lavoro fatto per questa antologia, oltre a fare i complimenti a Luca Marinelli, che interpreterà proprio il cantautore nel film Il Principe libero, al cinema e poi in tv a febbraio. 

Fabrizio De Andrè, il principe libero, presentazione ufficiale e commento in anteprima

La Var inascoltata – Serie A, 22ª giornata: la domenica nera di Var e arbitri


è scoppiata la rivolta degli arbitri contro altri arbitri

articolo di Mario Sconcerti: http://www.corriere.it/sport/18_gennaio_29/var-inascoltatae-scoppiata-rivoltadegli-arbitricontro-altri-arbitri-b1265252-046d-11e8-a380-b73a51b76dad.shtml

I continui errori evidenziano un problema: non è la tecnologia che infastidisce ma l’interpretazione del gioco in una gara di vanità.

C’è una piccola rivoluzione che riguarda la Var. Gli arbitri non gradiscono. In questi mesi si è parlato troppo di Var e poco di loro. Errore nostro perché le tante Var continuano a essere gli arbitri. Sono loro che guardano e decidono.

Non è vero che è nuova tecnologia, quella è inappellabile, come il gol non gol. La Var è semplice televisione, fotogramma per fotogramma. La Var esprime, non giudica. Continuano a giudicare gli arbitri, solo che lo fanno riguardando come vogliono l’azione. Per molti mesi il gioco ha funzionato. Credo anche che funzionerà in eterno finché non arriverà una nanotecnologia dell’area di rigore. continua a leggere

Serie A, 22ª giornata: la domenica nera di Var e arbitri

articolo: http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/29-01-2018/serie-a-22-giornata-domenica-nera-var-arbitri-2401240925411.shtml

Tolto gol regolare al Crotone, dato uno irregolare al Milan. Callejon: il rigore è quasi un regalo. Koulibaly mani sospette. Follia di Belec: calcione a Niang. Ma c’è anche una Var che funziona: giusto il rosso a Samir e il gol di Obi

Il gol (di gomito) di Cutrone alla Lazio.

Mamma, mi sono perso alla Var. L’ultima domenica di gennaio porta nuvole nere e tempesta sul cielo degli arbitri, l’esatto contrario del meteo reale che ha regalato una giornata primaverile in quasi tutti gli stadi. La cosa che più lascia attoniti è stato per una volta il flop della tecnologia: doveva essere un paracadute, ma a Crotone e a Milano non si è aperto. E se a San Siro Irrati è stato vittima del fuoco amico con l’immagine del gol irregolare di Cutrone non vista per tempo da Rocchi e Di Liberatore, ancora più incomprensibile quello che è accaduto a Crotone dove Tagliavento ha tolto una rete buona ai calabresi dopo aver guardato il replay. Non solo, sulla bilancia finisce pure la gestione “particolare” di Napoli, con Mazzoleni che ha fischiato un rigore molto generoso (eufemismo) su Callejon dopo aver in precedenza giudicato involontario un mani dubbio in area di Koulibaly sul tiro di Palacio. Interpretazione che ci può anche stare, ma non è accettabile aver ignorato una direttiva dello stesso Rizzoli (“Vanno rivisti i tocchi sospetti di mani in area”) data giusto due settimane fa nella riunione con gli allenatori di Serie A. per entrare nei dettagli premi qui ” continua a leggere

Inter, il post di Icardi


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Chau Chau 👋🤔

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articolo: http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/29-01-2018/icardi-inter-instagram-2401254367309.shtml

Un messaggio su Instagram di Maurito ha mandato nel panico il popolo nerazzurro. Potrebbe però essere un saluto a Brozovic, da tempo sul mercato e forse in procinto di lasciare Milano.

Un post su Instagram e Mauro Icardi ha mandato nel panico il mondo nerazzurro. “Poter dire addio è crescere”, si legge nella foto, accompagnata da un “chau chau” con due emoticons di mani che salutano e una di una faccia con la mano sulla bocca, pubblicata dal capitano nerazzurro sul social network. Mentre dall’Inter filtrano smentite sul coinvolgimento della società nel post, sul web molti tifosi nerazzurri si interrogano sul significato del messaggio del capitano. La frase è una citazione del cantante argentino Gustavo Cerati, verso della canzone “Adios”. L’emoticons con la faccia ricorda molto la posa di Brozovic, e per questo l’ipotesi è che quello di Icardi sia un saluto al croato, da tempo sul mercato e forse in procinto di lasciare Milano.

La Figc sarà commissariata


Fumate nere e colpi di scena
La Figc sarà commissariata

articolo: http://www.gazzetta.it/Calcio/29-01-2018/figc-niente-presidente-sara-commissariamento-2401251951050.shtml

Tra fumate nere e colpi di scena, l’assemblea elettiva della Federcalcio non ha eletto nessuno dei tre candidati (Gravina, Sibilia e Tommasi). Ora tocca al Coni: giovedì la giunta

Un commissario alla Federcalcio. Dopo una lunga giornata di votazioni e di trattative o presunte tali, il quarto scrutinio delle elezioni per il nuovo presidente certifica l’assenza di una maggioranza assoluta per uno dei candidati. Gabriele Gravina resta solo, circondato dalle schede bianche di Calciatori e Dilettanti che non permettono il raggiungimento del quorum: il presidente della Lega Pro si ferma al 39,06 contro il 59,09 per cento delle schede bianche. Saltano come birilli al bowling le varie ipotesi, l’ultimo tonfo è per un possibile accordo allo sprint fra il leader della Lega Pro e Cosimo Sibilia, scollinato per primo – ma di poco – nelle prime tre votazioni. E così il vero vincitore della giornata è Giovanni Malagò che aveva caldeggiato la strada commissariale per evitare lo scenario di un calcio impotente di fronte alle sue divisioni, incapace di costruire un nuovo cammino dopo la clamorosa eliminazione mondiale. La giunta Coni che, come da statuti, dovrà scegliere il commissario e la sua durata è stata convocata per giovedì. “Forse a questo punto è giusto un intervento dall’esterno e forse non è un caso che siamo usciti dal Mondiale”, dice Tommasi. continua a leggere

Da Mourinho a Cacciatore


Un plateale gesto delle manette “alla Mourinho” è costato l’espulsione del giocatore del Chievo Cacciatore

Era il febbraio di 8 anni fa e di scena andava in campo Josè Mourinho, allora tecnico dell’Inter, che fece il segno delle manette al cielo, nei confronti delle decisioni arbitrali contestate. L’allenatore dell’Inter mimò il plateale gesto durante la partita contro la Sampdoria, il 20 febbraio 2010, allo stadio Giuseppe Meazza per l’anticipo serale della 25° giornata del campionato di Serie A.

José Mourinho  articolo: http://www.corriere.it/sport/18_gennaio_28/da-mourinho-cacciatore-passando-pogba-cosa-significa-veramente-gesto-manette-2ebe4b7e-0406-11e8-a380-b73a51b76dad.shtml

Cacciatore e Mourinho

Del caso delle manette di Cacciatore (che tra l’altro ha chiesto scusa) sappiamo finora ancora troppo poco , anche se il labiale colto dalle tv nel corso della sua uscita «E’ assurdo non cambierà mai…» lasciano il sospetto che il calciatore fosse convinto di aver subito un’ingiustizia ad essere prima allontanato dal campo dopo la caduta e poi espulso al momento del gesto. Un’ingiustizia che probabilmente attribuiva (e qui stiamo anche noi interpretando) a quella che considerava una «tradizionale» sudditanza psicologica dell’arbitro nei confronti della squadra più blasonata (in questo caso la Juventus). Il paradosso però è che con quel gesto Cacciatore ha realmente favorito proprio la Juventus. E ora rischia tre giornate di squalifica, come quelle prese da Lorenzo Tonelli per lo stesso gesto nel 2016 quando ancora giocava con l’Empoli.
Molto di più si è detto è scritto sul gesto di José Mourinho in un Inter-Sampdoria 0-0 del 20 febbraio del 2010 che costò al tecnico portoghese tre giornate di squalifica e 40mila euro di multa (al termine di una partita rocambolesca con Samuel e Cordoba espulsi alla fine del primo tempo e Cambiasso e Muntari squalificati successivamente per due giornate per intemperanze fuori dal campo). Nella sua autobiografia lo Special One scrisse chiaramente «Quando ero all’Inter… ho avuto sempre la sensazione che gli arbitri facessero contro di noi errori a catena. Ad un certo punto ho iniziato ad allenare la squadra a giocare in 10 contro 11, per essere pronti nel caso in cui avessimo perso un uomo per espulsione. Ma mi sono dimenticato di fare gli allenamenti in 9 contro 11, come contro la Sampdoria quando furono espulsi due dei nostri». Quindi anche qui il gesto aveva secondo Mourinho stesso un duplice significato del tipo “noi giochiamo con le mani legate, perché tu arbitro sei da rinchiudere”. continua  a leggere