Archivi del giorno: 29 gennaio 2018

La Var inascoltata – Serie A, 22ª giornata: la domenica nera di Var e arbitri


è scoppiata la rivolta degli arbitri contro altri arbitri

articolo di Mario Sconcerti: http://www.corriere.it/sport/18_gennaio_29/var-inascoltatae-scoppiata-rivoltadegli-arbitricontro-altri-arbitri-b1265252-046d-11e8-a380-b73a51b76dad.shtml

I continui errori evidenziano un problema: non è la tecnologia che infastidisce ma l’interpretazione del gioco in una gara di vanità.

C’è una piccola rivoluzione che riguarda la Var. Gli arbitri non gradiscono. In questi mesi si è parlato troppo di Var e poco di loro. Errore nostro perché le tante Var continuano a essere gli arbitri. Sono loro che guardano e decidono.

Non è vero che è nuova tecnologia, quella è inappellabile, come il gol non gol. La Var è semplice televisione, fotogramma per fotogramma. La Var esprime, non giudica. Continuano a giudicare gli arbitri, solo che lo fanno riguardando come vogliono l’azione. Per molti mesi il gioco ha funzionato. Credo anche che funzionerà in eterno finché non arriverà una nanotecnologia dell’area di rigore. continua a leggere

Serie A, 22ª giornata: la domenica nera di Var e arbitri

articolo: http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/29-01-2018/serie-a-22-giornata-domenica-nera-var-arbitri-2401240925411.shtml

Tolto gol regolare al Crotone, dato uno irregolare al Milan. Callejon: il rigore è quasi un regalo. Koulibaly mani sospette. Follia di Belec: calcione a Niang. Ma c’è anche una Var che funziona: giusto il rosso a Samir e il gol di Obi

Il gol (di gomito) di Cutrone alla Lazio.

Mamma, mi sono perso alla Var. L’ultima domenica di gennaio porta nuvole nere e tempesta sul cielo degli arbitri, l’esatto contrario del meteo reale che ha regalato una giornata primaverile in quasi tutti gli stadi. La cosa che più lascia attoniti è stato per una volta il flop della tecnologia: doveva essere un paracadute, ma a Crotone e a Milano non si è aperto. E se a San Siro Irrati è stato vittima del fuoco amico con l’immagine del gol irregolare di Cutrone non vista per tempo da Rocchi e Di Liberatore, ancora più incomprensibile quello che è accaduto a Crotone dove Tagliavento ha tolto una rete buona ai calabresi dopo aver guardato il replay. Non solo, sulla bilancia finisce pure la gestione “particolare” di Napoli, con Mazzoleni che ha fischiato un rigore molto generoso (eufemismo) su Callejon dopo aver in precedenza giudicato involontario un mani dubbio in area di Koulibaly sul tiro di Palacio. Interpretazione che ci può anche stare, ma non è accettabile aver ignorato una direttiva dello stesso Rizzoli (“Vanno rivisti i tocchi sospetti di mani in area”) data giusto due settimane fa nella riunione con gli allenatori di Serie A. per entrare nei dettagli premi qui ” continua a leggere

Inter, il post di Icardi


View this post on Instagram

Chau Chau 👋🤔

A post shared by Μαυʀɸ Iϲαʀδι – MI9 (@mauroicardi) on

articolo: http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/29-01-2018/icardi-inter-instagram-2401254367309.shtml

Un messaggio su Instagram di Maurito ha mandato nel panico il popolo nerazzurro. Potrebbe però essere un saluto a Brozovic, da tempo sul mercato e forse in procinto di lasciare Milano.

Un post su Instagram e Mauro Icardi ha mandato nel panico il mondo nerazzurro. “Poter dire addio è crescere”, si legge nella foto, accompagnata da un “chau chau” con due emoticons di mani che salutano e una di una faccia con la mano sulla bocca, pubblicata dal capitano nerazzurro sul social network. Mentre dall’Inter filtrano smentite sul coinvolgimento della società nel post, sul web molti tifosi nerazzurri si interrogano sul significato del messaggio del capitano. La frase è una citazione del cantante argentino Gustavo Cerati, verso della canzone “Adios”. L’emoticons con la faccia ricorda molto la posa di Brozovic, e per questo l’ipotesi è che quello di Icardi sia un saluto al croato, da tempo sul mercato e forse in procinto di lasciare Milano.

La Figc sarà commissariata


Fumate nere e colpi di scena
La Figc sarà commissariata

articolo: http://www.gazzetta.it/Calcio/29-01-2018/figc-niente-presidente-sara-commissariamento-2401251951050.shtml

Tra fumate nere e colpi di scena, l’assemblea elettiva della Federcalcio non ha eletto nessuno dei tre candidati (Gravina, Sibilia e Tommasi). Ora tocca al Coni: giovedì la giunta

Un commissario alla Federcalcio. Dopo una lunga giornata di votazioni e di trattative o presunte tali, il quarto scrutinio delle elezioni per il nuovo presidente certifica l’assenza di una maggioranza assoluta per uno dei candidati. Gabriele Gravina resta solo, circondato dalle schede bianche di Calciatori e Dilettanti che non permettono il raggiungimento del quorum: il presidente della Lega Pro si ferma al 39,06 contro il 59,09 per cento delle schede bianche. Saltano come birilli al bowling le varie ipotesi, l’ultimo tonfo è per un possibile accordo allo sprint fra il leader della Lega Pro e Cosimo Sibilia, scollinato per primo – ma di poco – nelle prime tre votazioni. E così il vero vincitore della giornata è Giovanni Malagò che aveva caldeggiato la strada commissariale per evitare lo scenario di un calcio impotente di fronte alle sue divisioni, incapace di costruire un nuovo cammino dopo la clamorosa eliminazione mondiale. La giunta Coni che, come da statuti, dovrà scegliere il commissario e la sua durata è stata convocata per giovedì. “Forse a questo punto è giusto un intervento dall’esterno e forse non è un caso che siamo usciti dal Mondiale”, dice Tommasi. continua a leggere

Da Mourinho a Cacciatore


Un plateale gesto delle manette “alla Mourinho” è costato l’espulsione del giocatore del Chievo Cacciatore

Era il febbraio di 8 anni fa e di scena andava in campo Josè Mourinho, allora tecnico dell’Inter, che fece il segno delle manette al cielo, nei confronti delle decisioni arbitrali contestate. L’allenatore dell’Inter mimò il plateale gesto durante la partita contro la Sampdoria, il 20 febbraio 2010, allo stadio Giuseppe Meazza per l’anticipo serale della 25° giornata del campionato di Serie A.

José Mourinho  articolo: http://www.corriere.it/sport/18_gennaio_28/da-mourinho-cacciatore-passando-pogba-cosa-significa-veramente-gesto-manette-2ebe4b7e-0406-11e8-a380-b73a51b76dad.shtml

Cacciatore e Mourinho

Del caso delle manette di Cacciatore (che tra l’altro ha chiesto scusa) sappiamo finora ancora troppo poco , anche se il labiale colto dalle tv nel corso della sua uscita «E’ assurdo non cambierà mai…» lasciano il sospetto che il calciatore fosse convinto di aver subito un’ingiustizia ad essere prima allontanato dal campo dopo la caduta e poi espulso al momento del gesto. Un’ingiustizia che probabilmente attribuiva (e qui stiamo anche noi interpretando) a quella che considerava una «tradizionale» sudditanza psicologica dell’arbitro nei confronti della squadra più blasonata (in questo caso la Juventus). Il paradosso però è che con quel gesto Cacciatore ha realmente favorito proprio la Juventus. E ora rischia tre giornate di squalifica, come quelle prese da Lorenzo Tonelli per lo stesso gesto nel 2016 quando ancora giocava con l’Empoli.
Molto di più si è detto è scritto sul gesto di José Mourinho in un Inter-Sampdoria 0-0 del 20 febbraio del 2010 che costò al tecnico portoghese tre giornate di squalifica e 40mila euro di multa (al termine di una partita rocambolesca con Samuel e Cordoba espulsi alla fine del primo tempo e Cambiasso e Muntari squalificati successivamente per due giornate per intemperanze fuori dal campo). Nella sua autobiografia lo Special One scrisse chiaramente «Quando ero all’Inter… ho avuto sempre la sensazione che gli arbitri facessero contro di noi errori a catena. Ad un certo punto ho iniziato ad allenare la squadra a giocare in 10 contro 11, per essere pronti nel caso in cui avessimo perso un uomo per espulsione. Ma mi sono dimenticato di fare gli allenamenti in 9 contro 11, come contro la Sampdoria quando furono espulsi due dei nostri». Quindi anche qui il gesto aveva secondo Mourinho stesso un duplice significato del tipo “noi giochiamo con le mani legate, perché tu arbitro sei da rinchiudere”. continua  a leggere

Massimo Giletti ricoverato dopo il malore


Il giornalista Massimo Giletti si è sentito male durante la diretta della trasmissione Non è l’arena.

Malore in diretta su La7 per Massimo Giletti  trascorrerà notte in ospedale

articolo: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2018/01/28/malore-in-diretta-su-la7-per-massimo-giletti_8a3e235d-3c44-40e2-80e8-04ee3723c835.html

Giletti è stato portato all’ospedale Umberto I di Roma dopo il malore. La decisione – fanno sapere da La7 – è stata presa solo per precauzione. Giletti ha iniziato la trasmissione con un forte attacco influenzale ed era indeciso fin dall’inizio sulla possibilità di condurre il programma. All’ultimo momento ha deciso comunque di provarci ma subito dopo l’intervista al ministro Marianna Madia ha deciso di fermarsi.