L’artista 54enne aveva annunciato mesi fa lo stop ai concerti. Oggi racconta le sue condizioni di salute
Samuele Bersani, 54 anni – (Crediti LaPresse e Instagram)
Quattro mesi fa Samuele Bersani aveva interrotto all’improvviso i suoi concerti motivando la sua decisione con problemi di salute non ben specificati. In quel momento infatti l’artista bolognese aveva voluto mantenere massima riservatezza circa le sue condizioni. Almeno fino a ieri, quando durante una esibizione live Bersani si è confidato direttamente col suo pubblico. “Non ho fatto interviste su questo argomento“, ha esordito, “ho preferito aspettare che arrivassero i concerti per raccontarvelo direttamente, così da essere anche un po’ di aiuto a chi vive un periodo analogo o hanno paura a farsi un esame di prevenzione. Peraltro questa è la settimana di un certo tipo di prevenzione“.
“Ho avuto un tumore ai polmoni al primo stadio, sono arrivato in tempo, non ho dovuto fare né chemio né radio ma mi sono fatto togliere un pezzo di polmone, non il massimo per un mestiere come il mio“, ha proseguito il cantante 54enne. Poi l’appello alla prevenzion: “Voglio raccontarvi uno scambio avuto con mio amico, perché è significativo. Questo mio amico era detto spaventato dall’idea di poter spendere dei soldi per determinati esami di prevenzione. Il nostro servizio pubblico è infatti un po’ in malora e si è costretti a fare cose a pagamento. Mentre me lo diceva, io l’ho guardato e aveva forse 10mila euro di tatuaggi sul braccio sinistro. È questo che voglio raccontarvi al di là delle mie canzoni: che si può fare tutto ma che dobbiamo fare prevenzione. Siamo più forti di quel che crediamo quando le cose sono prese in tempo“.
L’aeroporto di Londra-Heathrow, il più grande d’Europa, resterà chiuso per l’intera giornata di oggi. Secondo il servizio di monitoraggio dei voli online FlightRadar24, la chiusura di Heathrow avrà ripercussioni su almeno 1.351 voli da e per l’aeroporto
Il terminal 5 dell’aeroporto di Heathrow a Londra, la stazione elettrica colpita dall’incendio e un’immagine delle fiamme – (foto REUTERS)
L’aeroportoHeathrow di Londra, il più grande d’Europa, resterà chiuso per l’intera giornata di oggi. L’ha annunciato il suo gestore durante la notte, a causa di un blackout dovuto all’incendio di una sottostazione elettrica.
«Heathrow sta subendo un’interruzione significativa dell’alimentazione elettrica. Per garantire la sicurezza dei nostri passeggeri e del nostro personale, Heathrow rimarrà chiuso fino alle 23:59 (00:59 del 22 marzo), ha comunicato Heathrow Airport Holdings. Il gestore prevede «gravi perturbazioni del traffico nei prossimi giorni».
L’aeroporto di Gatwick in Gran Bretagna ha dichiarato che accetterà alcuni dei voli destinati a Heathrow. “Siamo a conoscenza della situazione odierna all’aeroporto di Heathrow e stiamo supportando come richiesto. I voli da Londra Gatwick operano regolarmente oggi”, ha dichiarato l’autorità del secondo aeroporto londinese su X.
La stazione elettrica colpita dall’incendio, che fornisce correte all’aeroporto di Heathrow – (Photo by BENJAMIN CREMEL / AFP)
I vigili del fuoco di Londra hanno riferito di un incendio «importante» nella sottostazione elettrica di Hayes, nella periferia occidentale della città, che fornisce energia all’aeroporto. Immagini diffuse sui social mostrano fiamme alte che si levano dalla sottostazione; altre mostrano l’interno dell’aeroporto illuminato solo dalle luci di emergenza.
Heathrow Airport ha esortato i viaggiatori a «evitare in ogni caso di recarsi in aeroporto prima della riapertura».
Vigili del fuoco: incendio vicino Heathrow sotto controllo – I vigili del fuoco di Londra affermano che l’incendio di Hayes, che ha causato la chiusura dello scalo di Heathrow e la cancellazione di oltre 1.300 voli, è «ora sotto controllo», aggiungendo che i servizi di emergenza «resteranno sulla scena per tutto il giorno». «I nostri investigatori antincendio inizieranno le loro indagini e continueremo a lavorare a stretto contatto con i nostri partner per ridurre al minimo i disagi e supportare la comunità», hanno affermato in un aggiornamento sui social media.
I pompieri intervengono per spegnere l’incendio che ha bloccato l’aeroporto di Heathrow – (Photo by BENJAMIN CREMEL / AFP)
Disagi possibili per 1.351 voli – L’aeroporto di Heathrow in Gran Bretagna, il più trafficato d’Europa, rimarrà chiuso da stamattina per 24 ore dopo che un grave incendio in una sottostazione elettrica ha interrotto l’erogazione di energia elettrica. Le autorità aeroportuali hanno dichiarato di «prevedere notevoli disagi» nei prossimi giorni, che interesseranno centinaia di voli e migliaia di passeggeri.
«I passeggeri non devono recarsi in aeroporto in nessun caso finché l’aeroporto non riaprirà», si legge nella nota. Secondo il servizio di monitoraggio dei voli online FlightRadar24, la chiusura di Heathrow avrà ripercussioni su almeno 1.351 voli da e per l’aeroporto.
Secondo quanto riportato, al momento dell’annuncio della chiusura erano in volo 120 voli diretti all’aeroporto.
L’intervento dei vigili del fuoco – I vigili del fuoco di Londra hanno dichiarato che si è verificato un incendio “grave” in una sottostazione di Hayes, una cittadina vicina nel distretto londinese di Hillingdon, che ha causato l’interruzione di corrente. Secondo quanto riferito, sul posto erano presenti 10 autopompe e circa 70 vigili del fuoco, mentre circa 150 persone erano state evacuate dalle proprietà vicine.
Alcuni voli per dirottati verso Francia e Irlanda – Diversi voli che erano destinati a Heathrow sono stati dirottati a causa dell’incendio che ha portato alla chiusura del principale scalo londinese. Come mostrato dal servizi di tracciamento FlightRadar 24 diversi voli sono stati dirottati all’aeroporto di Gatwick, all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi e all’aeroporto irlandese di Shannon.
In totale sembra che siano coinvolti sei giocatori, tre dei quali sono arrivati a essere convocati nelle varie selezioni inglesi.
(Photo by Catherine Ivill/Getty Images)
Manchester City e Manchester United potrebbero ben presto doversi difendere da un’accusa formale di frode sull’età di alcuni calciatori presenti nelle rispettive Academy. A riportarlo è il quotidiano britannico, The Telegraph.
Si tratta di una questione che è tornata in auge visto il reperimento di nuove prove fotografiche che dimostrerebbe come sei calciatori, la cui identità è stata posta sotto anonimato per tutelare quelli che per il momento sono dei minori, abbiano in realtà un’età superiore a quella dichiarata dai due club. È bene sottolineare come le generalità dei calciatori vengano fornite alle società da parte delle famiglie degli atleti.
Si tratta di un caso di cui erano già a conoscenza sia la Football Association(la Federcalcio inglese) che la Premier League, e anche City e United, ma recentemente sono apparse prove fotografiche che farebbero pensare che i calciatori abbiano una età maggiore rispetto a quella dichiarata. È bene specificare che, al momento, non ci sono prove a sufficienza che indichino che i due club fossero a conoscenza di questa possibile frode.
Inoltre, di questi sei giovani calciatori, tre sono già approdati alle varie selezioni della nazionale inglese e sono sul territorio britannico ormai da diversi anni, tanto da frequentare le scuole britanniche, ovviamente secondo le età dichiarate. Sempre secondo il The Telegraph, nessuno di questi calciatori è stato sottoposto a test scientifici specifici che avrebbero potuto fornire un’indicazione sulla loro età reale o sulla possibilità che siano maggiorenni, come è stato addirittura supposto in queste ultime ore da più parti.
Secondo il Nationality and Borders Act 2022, tali test possono essere eseguiti su coloro che sono «soggetti al controllo dell’immigrazione» al momento dell’ingresso nel Regno Unito. Secondo le linee guida pubblicate dal Ministero dell’Interno a novembre, ciò include coloro i quali «non dispongono di prove sufficienti per dimostrare la loro età e la cui affermazione di essere minorenni è messa in dubbio o coloro che dichiarano di essere adulti ma sono sospettati di essere minorenni». Secondo invece il regolamento FIFA, le società sono quasi completamente bloccate dall’ingaggiare giovani che hanno cambiato Paese, a meno che i loro genitori o tutori legali non si siano trasferiti per motivi non legati al calcio.
Sulla questione lo Unitedha pubblicato un comunicato, che recita: «Siamo impegnati a gestire tutti gli aspetti della nostra academy nel rispetto delle regole e dei regolamenti stabiliti dagli organi di governo, compresi il reclutamento e la registrazione dei giocatori. Prendiamo molto sul serio le nostre responsabilità per il benessere e la tutela dei giocatori. Anzi, siamo orgogliosi della reputazione che ci siamo costruiti nel considerare i partecipanti ai nostri programmi innanzitutto come bambini, piuttosto che come giocatori. Il nostro processo di reclutamento si concentra fermamente sul potenziale futuro piuttosto che sulle prestazioni attuali o sullo sviluppo fisico».
Il City, invece, ha fatto sapere al quotidiano The Telegraph che è fiducioso di aver seguito tutti gli obblighi legali e normativi stabiliti dalle agenzie statutarie. Una fonte ha affermato che non è insolito che i migliori e più grandi giovani giocatori competano diversi anni con ragazzi di età superiore e che non sarebbe accettabile sottoporre a test dell’età i bambini in base alla loro origine geografica, oltre a essere impraticabile testare tutti i giocatori dell’academy.
Nessun commento da FA e Premier League, che però hanno fatto sapere di affidarsi agli approfondimenti in corso da parte del Ministero dell’Internoriguardo all’età di un giocatore dell’accademia quando esaminano le domande di registrazione. Inoltre, la stessa fonte ha fatto sapere che non era appropriato per la FA o la Premier richiedere un’ulteriore valutazione dell’età per i giocatori soggetti a controlli sull’immigrazione, poiché ciò minerebbe il ruolo principale del Ministero dell’Interno. Infatti, quest’ultimo può intraprendere azioni contro chiunque sia sospettato di aver commesso una frode sull’immigrazione in passato.
La decisione è arrivata di comune accordo fra calciatore e società giallorossa.
Paulo Dybala – (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)
Finisce anzitempo la stagione 2024/25 per Paulo Dybala. L’attaccante argentino è uscito infortunato dall’ultimo sfida contro il Cagliari e dovrà operarsi al tendine semitendinoso sinistro che è risultato lesionato dopo gli ultimi esami.
«Il calciatore e la società hanno deciso di comune accordo che fosse la strada corretta per un recupero ottimale dall’infortunio – si legge nella nota pubblicata sul sito ufficiale della Roma –. A Paulo i migliori auguri di pronta guarigione, ti aspettiamo!».
Poco dopo è arrivato il messaggio dello stesso Dybala sui social: «Cari amici, innanzitutto vi ringrazio di cuore per l’affetto che sempre mi dimostrate. Dopo i risultati degli esami e aver valutato le diverse opzioni ho deciso di sottopormi a questo intervento ora per tornare il prima possibile. Anche se sarò momentaneamente lontano dal campo, continuerò a sostenere i miei compagni della Roma in questa fase cruciale del campionato e la nostra nazionale che seguirò come un tifoso in più durante queste partite di qualificazione. Tornerò presto, ancora più forte, promesso. Ci vediamo in campo. Forza Roma e Vamos Argentina».
La decisione rappresenta un punto di svolta nella lotta alle infiltrazioni criminali nel mondo del tifo organizzato.
(Foto: Valerio Pennicino/Getty Images)
La Cassazione ha confermato l’esistenza del reato di associazione a delinquere per gli ultras della Juventus imputati nel processo Last Banner. La decisione è arrivata nella serata di ieri e si tratta della prima volta che questo reato viene riconosciuto per vicende legate alla tifoseria organizzata.
Il processo Last Banner è stato celebrato a Torino dopo un’inchiesta della Digos sulle pressioni esercitate sulla Juventus dalla curva durante la stagione calcistica 2018/19 per non perdere una serie di privilegi. Gli imputati di cui si è occupata la Cassazione sono stati cinque, tra i quali c’erano esponenti dei Drughi.
I giudici hanno respinto i ricorsi delle difese e hanno annullato con rinvio solo una porzione della sentenza della Corte d’appello subalpina: sarà necessario chiarire (anche dal punto di vista giuridico) dei fatti legati alla richiesta di 25 biglietti gratuiti per lo stadio.
Le condanne confermate dalla Suprema Corte riguardano:
Dino Mocciola: 8 anni di carcere
Salvatore Cava: 4 anni e 7 mesi
Sergio Genre: 4 anni e 6 mesi
Umberto Toia: 4 anni e 3 mesi
Giuseppe Franzo: 3 anni e 11 mesi
Gli imputati, esponenti di spicco dei Drughi, erano accusati a vario titolo di associazione a delinquere ed estorsione. La decisione rappresenta un punto di svolta nella lotta alle infiltrazioni criminali nel mondo del tifo organizzato, riconoscendo la natura associativa di comportamenti che vanno ben oltre la semplice passione sportiva.
Con questa sentenza, viene ribadito che gli stadi non possono essere zone franche dove comportamenti estorsivi e criminali vengono tollerati, segnando un importante passo avanti nella lotta per un tifo più sano e rispettoso delle regole.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando provinciale e il 118
Incendio all’Ortomercato di Milano – Foto St. Me. Pa., MilanoToday
Fiamme altissime e una colonna di fumo che, nonostante il buio della notte, si poteva osservare salire alta in cielo. Una parte dell’Ortomercato di Milano è stata devastata da un incendio scoppiato nella notte tra mercoledì e giovedì 20 marzo. Al momento non
Grosso incendio all’Ortomercato di Milano – L’una di notte è passata da due minuti, quando arriva la chiamata al Numero unico di emergenza: un incendio è scoppiato al mercato ortofrutta di via Cesare Lombroso. Le fiamme bruciano rapidamente tre capannoni vicini e, nel frattempo, arrivano i primi vigili del fuoco. Velocemente, alle prime squadre, se ne aggiungono altre: un’ora dopo, alle 2, sono almeno sette gli equipaggi dei pompieri impegnati contro il rogo. Alle prime ore del mattino, saranno quindici le squadre intervenute in tutto. È una corsa contro il tempo per evitare che le fiamme facciano altri danni: è imponente anche la nube di fumi e detriti. Sulla parte esterna al mercato, non lontano dal rogo c’è un benzinaio e un autolavaggio.
Il calore fa crollare il tetto: il lavoro dei pompieri – Secondo quanto confermato dai vigili del fuoco intervenuti a MilanoToday, l’incendio ha prima distrutto diversi bancali di legno, di quelli usati per posare la frutta, e alcuni celle frigorifere. Tutto il materiale conservato all’interno dei tre capannoni, che fanno parte di un’unica struttura di circa 2.500 metri quadri. Per fortuna, stando a quanto riferito, non ci sono persone ferite né intossicate. Anche se, tra via Lombroso e via Gaspare Vismara, sono arrivate almeno cinque ambulanze dell’Agenzia regionale emergenza urgenza per prevenzione.
L’incendio al ortomercato Sogemi – Foto Stiben Mesa Paniagua
Presenti anche diverse pattuglie della polizia locale e dei carabinieri di Milano, che insieme agli esperti dei pompieri stanno cercando di approfondire l’episodio. Per il momento non si sa quale sia stata l’origine dell’incendio, andato avanti per diverse ore. E per ora, fanno sapere da ambienti investigativi, nessuna pista è esclusa.
A causa del grande calore, nel corso della nottata, è crollato una parte del tetto. Alle 7 del mattino, dopo aver fatto girare le squadre impegnate, i pompieri sono ancora lì a lottare con gli ultimi focolai. Secondo gli esperti ci vorranno ancora alcune ore prima di dichiarare concluso l’intervento. L’area è stata pure monitorata dal personale del Nucleo nbcr (nucleare batteriologico chimico radiologico), che non avrebbe riscontrato rischi particolari per la salute.
Incendio quasi del tutto spento alle 3.40 – Foto Stiben Mesa Paniagua
Sul posto, a Basiglio, sono intervenute quattro squadre dei vigili del fuoco
Un incendio ha distrutto una parte del tetto di una chiesa nell’hinterland di Milano. Le fiamme sono scoppiate nel primo pomeriggio di mercoledì, attorno alle 15, nel comune di Basiglio, nella parrocchia “Gesù Salvatore” di via Manzoni.
Incendio in una chiesa a Basiglio – Il rogo è stato spento grazie all’intervento di quattro squadre dei vigili del fuoco di Milano. Il tetto da alcuni giorni era interessato da lavori di ristrutturazione.
Al momento dello sviluppo delle fiamme nella chiesa non c’erano fedeli. Sul posto l’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) ha inviato un’ambulanza per precauzione ma nessuno è rimasto intossicato o ustionato.
Sul posto squadre speciali e nucleo artificieri. L’uomo sarebbe “in preda a una crisi di nervi, urlando minacce”
Screenshot Fox News
Una massiccia presenza di forze dell’ordine è stata mobilitata presso il quartier generale della Cia a Langley, in Virginia, dove un uomo armato “in preda a una crisi di nervi” si sarebbe barricato urlando minacce. Lo ha riferito la polizia senza tuttavia spiegare se l’individuo si trovi dentro uno dei locali interni della base o nel perimetro esterno. Nell’area si sono registrati alcuni spari ma la situazione è ancora in evoluzione. Alcuni funzionari, parlando al New York Times, hanno confermato che vi sarebbero segnalazioni su un uomo che avrebbe esploso “diversi colpi” di arma da fuoco.
Mobilitati anche gli artificieri – I media statunitensi riferiscono la presenza sulla scena di una squadra Swat (Special Weapons and Tactics), di alcuni funzionari e un nucleo di artificieri, anche se la presenza di ordigni non è stata al momento confermata. Le strade limitrofe alla base sono state chiuse mentre un elicottero e alcuni droni sembrano ispezionare la zona.
Avviso di traffico: Dolley Madison Blvd è chiuso in entrambe le direzioni tra Georgetown Pk e Savile Ln a McLean per un incidente di barricata al quartier generale @CIA. La nostra divisione operazioni speciali è sulla scena per fornire assistenza. Si prega di seguire le indicazioni della polizia.
Traffic Alert: Dolley Madison Blvd is shut down in both directions between Georgetown Pk and Savile Ln in McLean for a barricade incident at @CIA HQ. Our Special Operations Division is on scene assisting. Please follow police direction. pic.twitter.com/inNeXP7yqi
— Fairfax County Police (@FairfaxCountyPD) March 19, 2025
Un incendio è scoppiato nella notte tra il 18 e il 19 marzo all’interno di un’azienda agricola situata in via Filzi, nel comune di Rosà, in provincia di Vicenza. Le fiamme hanno interessato un capannone di circa 1.300 metri quadrati, contenente 130 rotoballe di foraggio, mangimi e macchinari agricoli. Fortunatamente, nessuna persona è rimasta ferita nell’episodio.
Sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco provenienti da Bassano del Grappa, Vicenza e Cittadella, con tre autopompe, due autobotti, un mezzo di supporto e un totale di 12 operatori. Gli interventi di spegnimento hanno permesso di circoscrivere l’incendio, evitando ulteriori danni alla struttura e alle aree circostanti. Attualmente sono in corso le operazioni di bonifica, che secondo le previsioni potrebbero protrarsi fino al pomeriggio.
Le autorità stanno indagando sulle cause del rogo, che al momento rimangono in fase di accertamento. I tecnici dei vigili del fuoco sono al lavoro per stabilire con precisione l’origine dell’incendio e valutare eventuali responsabilità. La comunità locale segue con attenzione gli sviluppi, mentre l’azienda agricola coinvolta cerca di quantificare i danni subiti e pianificare la ripresa delle attività.
Nadia Cassini, pseudonimo di Gianna Lou Müller(Woodstock, 2 gennaio 1949 – Reggio Calabria, 18 marzo 2025), è stata un’attrice, showgirl, cantante ed ex modella statunitense, interprete di film della commedia sexy all’italiana tra gli anni settanta e ottanta.
L’attrice Nadia Cassini, icona della commedia sexy all’italiana degli anni ’70 e volto noto delle prime TV commerciali, è morta a Reggio Calabria (dove viveva da tempo) all’età di 76 anni dopo una lunga malattia.
A darne notizia è stata la figlia, Kassandra Voyagis (attrice teatrale, nata dalla relazione con l’attore Yorgo Voyagis), che ha condiviso un toccante messaggio sui social. “Riposa in pace, mamma, il dolore e la tristezza sono insopportabili. Sono qui con te per il tuo ultimo viaggio, la nostra ultima foto insieme questa estate“, ha scritto su Facebook, accompagnando le parole con una foto insieme alla madre, scattata pochi mesi prima.
Nadia Cassini, nome d’arte di Gianna Lou Müller, era nata il 2 gennaio 1949 a Woodstock, New York, durante una tournée dei genitori, ballerini e attori di vaudeville. Con origini tedesche da parte del padre e italiane da parte della madre, visse un’infanzia movimentata e si distaccò presto dalla famiglia, mantenendosi con vari lavori nel mondo dello spettacolo tra canto, danza e fotomodellismo. Il suo matrimonio con il conte e giornalista Igor Cassini la condusse in Italia, dove si sarebbe affermata come attrice e icona del cinema di genere.
L’ascesa nel cinema italiano – Giunta a Roma all’inizio degli anni Settanta, ottenne piccoli ruoli cinematografici prima di essere scelta come protagonista de Il dio serpente (1970) di Piero Vivarelli. Il film, un successo clamoroso al botteghino, la consacrò come sex symbol, complici la fotografia sensuale e la colonna sonora di Augusto Martelli, con il celebre brano Djamballà. Nei successivi anni consolidò la propria carriera nel filone della commedia sexy all’italiana, recitando in pellicole di successo come L’insegnante balla… con tutta la classe (1979), L’infermiera nella corsia dei militari (1979) e La dottoressa ci sta col colonnello (1980). Nonostante l’indubbio fascino e popolarità, fu spesso doppiata nei film a causa di una scarsa padronanza della lingua italiana.
Il successo televisivo e la fine della carriera – Negli anni Ottanta, Cassini divenne anche un volto noto della televisione italiana, partecipando a programmi come Premiatissima (1983), Drive In (1984) e Risatissima (1985). Parallelamente, si cimentò nella musica, incidendo alcuni singoli, tra cui A chi la do stasera, che riscosse una certa notorietà. Tuttavia, la sua carriera subì una battuta d’arresto a causa di divergenze con le reti televisive e di un intervento di chirurgia plastica con conseguenze devastanti.
Il ritiro e il declino – Alla fine degli anni Ottanta lasciò le scene, trasferendosi prima in Francia e poi negli Stati Uniti. Affrontò un periodo difficile, segnato da problemi personali e dalla dipendenza da droga e alcol. Nel 2009 riuscì a disintossicarsi con il supporto della figlia e delle amiche. La sua storia rimane emblematica del fascino effimero del mondo dello spettacolo e di come la celebrità possa rapidamente trasformarsi in oblio. Nonostante le difficoltà, Nadia Cassini resta un’icona indelebile del cinema italiano di genere, simbolo di un’epoca irripetibile.
L’annuncio di Antonio non ha lasciato indifferente Allegra Luna, che ha condiviso sui social un toccante post in onore dell’ormai ex calciatore
Candreva si ritira, la moglie in lacrime: il commovente messaggio
Antonio Candreva lascia il calcio. Una scelta che non ha lasciato indifferente la moglie Allegra Luna. “Ho visto questo video diverse volte, eppure ancora non riesco a trattenere le lacrime…”, ha scritto tra le storie di Instagram condividendo il filmato in cui il giocatore ha annunciato il suo ritiro. “Mi scorrono dentro un insieme di emozioni fortissime… un pezzo della nostra vita SEI STATO IMMENSO!!! GRAZIE per tutto quello che ci ha fatto vivere ed insegnato. Sarò per sempre la tua più grande tifosa e resterai per sempre il campione più forte per i nostri figli”, ha agguiunto. Candreva e Allegra Luna si amano da diversi anni ma sono convolati a nozze solo nel 2022. Hanno due figli, Raul e Romeo, nati rispettivamente nel 2018 e nel 2021. L’ormai ex calciatoreè anche padre di Bianca, avuta nel 2011 dall’ex moglie Valentina Biancifiori.
Il ritiro di Antonio Candreva – A 38 anni Antonio Candreva ha annunciato il suo addio al calcio giocato. “Caro calcio, oggi è uno dei giorni più importanti della mia vita: è arrivato il momento di salutarti – ha scritto in un post su Instagram – Qui, a San Siro, nella ‘Scala del calcio’ dove ho giocato la mia ultima partita”. In vent’anni di carriera ha vestito le maglie di Ternana, Udinese, Livorno,Juventus, Parma, Cesena, Lazio, Inter, Sampdoria e Salernitana.In Serie A ha totalizzato 85 gol e 100 assist in 502 partite, con la Nazionale 7 gol in 54 partite. “Trent’anni fa è iniziato il mio viaggio con te, tra gioie e dolori, sacrifici e vittorie e di sicuro tante emozioni – ha ammesso – Ho vissuto il mio sogno, la mia passione. Non lo considero un addio ma solo un nuovo punto di partenza. Grazie calcio, ci vediamo presto!”.
Le motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza hanno sbarcato a Lampedusa i 10 superstiti di un naufragio che sarebbe avvenuto in più riprese e sei cadaveri.
Al largo dell’isolotto di Lampione le motovedette hanno prima soccorso un gommone semi affondato sul quale c’erano 6 uomini e 4 donne.
Subito dopo lo sbarco a molo Favarolo due naufraghi sono stati portati al Poliambulatorio, ma dopo i controlli medici anche loro sono stati condotti all’hotspot. I militari, nel frattempo, sempre nei pressi di Lampione, hanno recuperato 6 cadaveri, tutti di giovani uomini, già portati alla camera mortuaria del cimitero.
I 10 superstiti, una volta giunti nell’hotspot, hanno riferito d’essere partiti domenica notte in 56 da Sfax, in Tunisia, con un gommone. Dopo meno di 24 ore di navigazione, mentre erano in acque internazionali, molti migranti sarebbero caduti in acqua forse a causa del mare agitato. Il gommone ha però proseguito la sua navigazione e oggi pomeriggio, ormai semi affondato, è stato intercettato nelle acque antistanti Lampione dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza che hanno recuperato anche i sei cadaveri.All’appello mancherebbero dunque, secondo le testimonianze dei sopravvissuti, una quarantina di dispersi.
La maxi-coreografia in Curva Fiesole contro la Juventus costa una multa alla Fiorentina.
E’ questa la decisione del Giudice Sportivo dopo la partita dell’Artemio Franchi, valida per la 29esima giornata della Serie A 2024/25, vinta per 3-0 dalla formazione viola.
Quel “Juve M***a” a caratteri cubitali esposto dai tifosi gigliati ha fatto il giro del web ed è stata riportata anche dai media stranieri, dividendo l’opinione pubblica tra chi l’ha vista come una goliardata e chi invece l’ha condannata per il chiaro insulto.
SCATTA LA MULTA – Il Giudice Sportivo ha valutato e preso una decisione: multa di 50mila eurocon diffida per la Fiorentina, per l’esposizione della coreografia, per cori beceri e per il lancio di tre fumogeni. Nessuna chiusura per il settore incriminato, non viene fatta menzione di eventuali supplementi di indagine.
LA MOTIVAZIONE– Questo il testo del comunicato ufficiale del Giudice Sportivo:
Ammenda di € 50.000,00 con diffida: alla Soc. FIORENTINA per avere suoi sostenitori posizionati nel settore denominato “Curva Ferrovia”, prima dell’inizio della gara, esposto una coreografia contenente un’espressione oltraggiosa nei confronti della squadra avversaria; per avere inoltre sui sostenitori, nel corso della gara, intonato cori beceri nei confronti di calciatori e tifosi della squadra avversaria; per avere, infine, lanciato tre fumogeni nel settore occupato dai sostenitori della squadra avversaria; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS.
JUVENTUS INFASTIDITA– In mattinata era emersa attraverso indiscrezioni stampa il fastidio della Juventus, che si sarebbe messa in contatto con FIGC e Lega Serie A per chiarire la vicenda e con la Questura di Firenze per individuare i responsabili affinché potessero essere presi provvedimenti.
Le forti piogge causate dal passaggio della tempesta Laurence continuano a sferzare la Spagna. Almeno una persona è morta e si registrano strade bloccate ed evacuazioni in diverse regioni. Timore per il livello dei fiumi, il Guadalhorce e il Campanillas straripati vicino Malaga
Diritti d’autore AP Photo
A Siviglia, in Spagna, le ricerche di una coppia scomparsa dopo essere stata travolta da un torrente nel comune di Constantina hanno preso una tragica piega. I vigili del fuoco hanno trovato un corpo vicino all’area in cui è stata rinvenuta l’auto ribaltata, anche se non è ancora stato identificato come una delle due persone scomparse. L’auto è stata travolta dall’acqua ed è stata ritrovata a diversi metri dalla sua posizione iniziale.
Nella vicina provincia di Córdoba, un altro uomo risulta disperso da lunedì pomeriggio, dopo essere uscito in bicicletta. Le autorità hanno intensificato le ricerche.
Fiumi Guadalhorce e Campanillas straripati a Malaga – La provincia di Malaga è stata una delle più colpite da questo fenomeno climatico. I fiumi Guadalhorce e Campanillas sono straripati in seguito alle forti piogge, portando all’evacuazione di diversi quartieri di Malaga e Cártama. Nelle prime ore del mattino, la città di Coín ha registrato la più alta quantità di precipitazioni di tutto il Paese, con 55,4 litri per metro quadro.
La sospensione delle lezioni in una dozzina di scuole e la chiusura di oltre 30 strade, tra cui un tratto di 32 chilometri dell’autostrada Siviglia-Cádiz, sono un’altra prova dell’impatto della tempesta. I servizi di emergenza continuano a lavorare per evacuare circa 370 case nelle aree vicine ai fiumi straripati.
Incidente di autobus sulla A-7 a Murcia provoca diversi feriti – Anche nella regione di Murcia le piogge hanno causato incidenti stradali. Un autobus Imserso che trasportava passeggeri si è ribaltato sulla A-7,ferendo diverse persone. I servizi di emergenza sono intervenuti rapidamente sul posto per assistere le persone colpite.
Questo incidente si aggiunge alla lista di quelli causati dalle condizioni meteorologiche estreme, che hanno colpito migliaia di persone nella zona. La pioggia, che non cessa da lunedì, ha causato inondazioni in diverse zone della regione.
Il fiume Guadarrama preoccupa le autorità a Madrid – Nel frattempo, a Madrid, il ministro regionale dell’Ambiente, dell’Agricoltura e dell’Interno, Carlos Novillo, ha riferito che la regione si trova in una situazione di “una certa normalità“, anche se la tempesta rappresenta ancora una sfida per i servizi di emergenza.
Novillo ha spiegato che, sebbene la situazione non sia così critica come in altre parti della Spagna, “il peggio è al momento nella parte occidentale”, dove si sono accumulate grandi quantità di pioggia. La regione continua a monitorare attentamente i livelli del fiume Guadarrama, che nelle ultime ore ha registrato un aumento significativo. Le squadre di emergenza restano in allerta per la possibilità di ulteriori esondazioni.
Previsioni: l’arrivo della tempesta Martinho – Il tempo dovrebbe concedere una breve tregua mercoledì, ma i meteorologi prevedono l’arrivo della tempesta Martinho, la tredicesima della stagione, giovedì. Questa tempesta porterà più pioggia e forti venti, che potrebbero peggiorare ulteriormente la situazione in una regione già satura di precipitazioni.
Le autorità continuano a mettere in guardia la popolazione e a prendere misure preventive per evitare ulteriori tragedie. Secondo la Direzione generale del traffico, 52 stradesono state chiuse al traffico a causa delle forti piogge.
Traduzione X
Martedì piovoso a causa della tempesta Laurence. Mercoledì ci sarà una tregua, ma con forti piogge in Catalogna e nella Comuna. Valencian A partire da giovedì, una nuova tempesta di questa lunga serie sarà Martinho, con piogge diffuse e forti venti. Qattro tempeste in dodici giorni! La traduzione è corretta? Aiutaci a migliorare condividendo il tuo feedback:
☔️ Martes lluvioso por la borrasca Laurence. El miércoles, tregua, pero con lluvias intensas en Cataluña y Com. Valenciana.
🌀A partir del jueves, nueva borrasca en esta larga sucesión: será Martinho, con lluvias generalizadas y vientos fuertes. ¡Cuatro borrascas en doce días! pic.twitter.com/29tCBwA091
Secondo la stima provvisoria dell’Istituto Nazionale di Geofisica oscillerebbe tra i 3.5 e i 4 di magnitudo
Scossa di terremoto nel tardo pomeriggio oggi nel ponente ligure.
L’evento sismico si è verificato intorno alle 18.45, nel territorio imperiese, ed è stato avvertito anche nel savonese (e nel sud della Francia).
Come riportato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la scossa (avvenuta a circa 10,9 km di profondità) ha fatto registrare una magnitudo di 3.6.
Al momento non risultano danni a cose e/o persone.
Non ce l’ha fatta Andrej Lazarov, il calciatore eroe. Sabato notte a Kocani, in Macedonia del Nord,un rogo in una discoteca ha ucciso 59 persone, tra cuiil centrocampista di 25 anni, che ha cercato di salvare più persone possibili. Le fiamme che, secondo il governo, sarebbero divampate a causa dei «dispositivi pirotecnici sul palco», non hanno lasciato scampo ai ragazzi accorsi per la serata.
MORTO PER LE FIAMME –Lazarov è morto cercando di salvare alcune persone dalle fiamme: subito trasportato in ospedale in gravi condizioni, il 25enne è deceduto per le ustioni riportate e per l’intossicazione provocata dal fumo inalato, come confermato dl suo club, lo Shkupi, che lo aveva acquistato a settembre dai croati del Gorica.
IL COMMOVENTE SALUTO – La squadra di Skopje, la capitale della Macedonia del Nord, che milita nella massima divisione del Paese, ha annunciato sui social: “È con profondo dolore e immensa tristezza che condividiamo la notizia che il nostro calciatore, Andrej Lazarov, rientra tra le vittime del tragico incendio verificatosi a Kocani. Da eroe quale era, Lazarov ha perso la vita nel tentativo di aiutare gli altri a fuggire dalla zona devastata dall’incendio. È morto soffocato dal fumo mentre cercava di salvare vite umane, dimostrando coraggio e umanità fino all’ultimo momento. Il suo atto eroico rimarrà per sempre nella nostra memoria. È una testimonianza del suo nobile carattere e del suo grande cuore. Si tratta di una perdita enorme per il nostro club, per i suoi compagni di squadra e per l’intera comunità calcistica. Non bastano le parole per descrivere il dolore che proviamo in questi momenti, a causa di questa tragedia, una delle più grandi che abbiano mai colpito il nostro club nella sua storia. Il ricordo di Andrej vivrà per sempre nei nostri cuori”.
Prima di Fiorentina-Juventus, gara stravinta dai padroni di casa per 3 a 0, la Curva Fiesole ha esposto una coreografia ben presto diventata virale, nonostante non fosse stata mostrata da Daznche aveva i diritti di trasmissione del match. Utilizzando cartoncini bianchi e viola, la frangia più calda del tifo dei toscani ha insultato la squadra avversaria da sempre rivale. Quel “Juve M****” a caratteri cubitali ha fatto il giro del web, è balzata anche all’estero, riportata da media di Paesi disparati, e diviso l’opinione pubblica tra chi l’ha vista come una goliardata tra tifosi, qualcosa che sui campi di calcio è ormai un’abitudine, e chi invece l’ha condannata per il chiaro insulto.
JUVE INFASTIDITA – Tra questi c’è anche lo stesso club di Torino. Senza muoversi in maniera ufficiale e senza comunicati o note del caso, la Juventus si sarebbe messa in contatto con FIGC e alla Lega Calcio per chiarire la vicenda e con la Questura di Firenze per individuare i responsabili affinché possano essere presi seri provvedimenti. A riportarlo è Tuttosportsecondo cui in Lega Calcio sarebbe già stata manifestata solidarietà al club bianconero.
I PROVVEDIMENTI – Si attendono insomma provvedimenti. La Juventus li attende già dal Giudice Sportivo di Serie A che, nella giornata di martedì 18 marzo, renderà note le proprie sanzioni e potrebbe colpire la Curva Fiesole. In passato però striscioni con messaggi simili, sempre esposti in gare di Serie A, sono passati in cavalleria e non hanno portato a provvedimenti disciplinari.
Circolazione rallentata dalle 8.35 di stamane sulle linee del cosiddetto ‘nodo di Milano’ per un inconveniente tecnico che ha coinvolto la stazione di Milano Centrale.
I treni alta velocità, Intercity e regionali stanno registrando ritardi, che in alcuni casi raggiungono i 60 minuti. Sono possibili variazioni e cancellazioni. I tecnici di Rfi sono al lavoro per accertare le cause e avviare gli interventi per il ripristino del servizio.
Treni, guasto nel nodo ferroviario di Milano: ritardi e cancellazioni
Milano Stazione Centrale – Foto d’archivio, Milano
Sono in graduale ripresa i treni sulla linea del nodo di Milano, dopo l’inconveniente tecnico, registrato in mattinata, intorno alle 8.30, che ha causato ritardi fino a 60 minuti anche sui treni Alta Velocità, alcuni dei quali sono stati poi spostati sulle linee convenzionali. Ferrovie dello Stato informa sul proprio sito che, a partire dalle 9.30, i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali possono registrare un maggior tempo di percorrenza attuale fino a 30 minuti.
Il treno Freccia rossa 9508 Roma Termini – Torino Porta Nuova, oggi ferma a Milano Porta Garibaldi anziché a Milano Centrale. I passeggeri diretti a Milano Centrale possono utilizzare i primi treni utili a cura del personale di Assistenza clienti di Trenitalia. I passeggeri in partenza da Milano Centrale possono utilizzare il treno Freccia rossa 9612 Battipaglia – Torino Porta Nuova
Guasto al «nodo Milano», treni in ritardo fino a un’ora: problemi per Alta velocità e regionali
Il guasto tecnico, alle 8.35 di stamattina, ha di fatto paralizzato la linea ferroviaria intorno a Milano Centrale per circa due ore. Secondo Trenitalia, dalle 10.30 la situazione del traffico è in miglioramento
Treni in tilt e ritardi fino a un’ora a Milano: la mattinata di martedì 18 marzo si è trasformato nell’ennesimo caso di disagi per i pendolari a bordo di regionali, intercity e alta velocità. Intorno alle 8.35 un problema al nodo di Milano Centrale ha causato rallentamenti alla circolazione su tutta la linea, con conseguenze anche su molte linee lombarde e italiane. A essere maggiormente colpiti proprio i treni Av, che hanno contato «maggior tempo di percorrenza fino a 60 minuti». Dopo due ore la situazione è sembrata sbloccarsi, ma molti treni diretti verso città lombarde e piemontesi registravano ancora forti ritardi.
La sospensione degli impianti e la settimana nera – Secondo quanto ha comunicato Rfi, a causare i problemi sarebbe stata una temporanea sospensione degli impianti che che gestiscono la circolazione dei treni. Uno stop non causato da sabotaggio e durato solo mezz’ora, ma tanto è bastato a bloccare il sistema ferroviario lungo una delle sue arterie principali. Intanto domani, mercoledì 19 marzo, i sindacati Orsa, Ugl e Fast hanno indetto uno sciopero nazionale del personale ferroviario dalle 9 alle 17. E poi venerdì sarò la volta di una agitazione nel trasporto locale, per coronare una settimana nera per i trasporti pubblici nel capoluogo lombardo.
Nel rogo sono morte 59 persone. Nel locale – senza licenza e uscite di emergenza – c’era un numero di persone doppio rispetto alla capienza ufficiale
Caos a Kocani, cittadina della Macedonia del Nord dove 59 persone sono morte a causa di un incendio scoppiato in una discoteca. Alcuni cittadini hanno organizzato una protesta e si sono radunati davanti al palazzo del Comune. La tensione è salita e diversi manifestanti hannopreso d’assalto l’edificio: hanno rimosso la telecamera di sorveglianza, hanno lanciato pietre e uova contro le finestre e poi sono entrati. Lo riportano i media locali.
Il premier della Macedonia del Nord: “Nessuna pietà per i responsabili” – I manifestanti, che gridavano ‘assassini, assassini’, hanno danneggiato anche un bar del proprietario del club Pulse dove è avvenuta la tragedia, hanno preso di mira la vetrina della sede della sua azienda e hanno rovesciato un’auto aziendale. Il primo ministro della Macedonia del NordKristijan Mickoski ha affermato che non ci sarà pietà per i responsabili delle politiche che hanno portato alla tragedia. “Tutti voi che avete osato fare politica in questo modo sarete ritenuti responsabili, sulle spalle dei cittadini e delle vite che questi giovani hanno perso. Non ci sarà pietà, vi faremo uscire dalle vostre case”, ha detto.
Non ci sarà pietà. Lasciatelo essere chiunque voglia, qualunque etnia voglia e qualunque partito politico voglia. Ciò che è accaduto è più di un crimine, è un omicidio di massa che qualcuno ha permesso che accadesse per denaro, per tangenti, per corruzione. Per rispondere a coloro che tengono conferenze stampa a mezzanotte, qui non c’è politica, tutti voi che avete osato fare politica in questo modo sarete ritenuti responsabili, sulle spalle dei cittadini e delle vite che questi bambini hanno perso. E non ci sarà pietà, li cacceremo fuori di casa!
Нема да има милост. Кој сака нека биде, од каква сака нека биде етничка припадност и од која сака нека биде политичка партија. Тоа што се случувало е повеќе од криминал, ова е масовно убиство кое што некој го дозволувал за пари, за мито, за корупција да се случи.
Dieci persone in custodia – Dieci persone restano in custodia della polizia per essere interrogate a Kocani rispetto all’incendio scoppiato nella discoteca. Tra le vittime ci sono anche adolescenti di appena 16 anni.
Il locale era senza licenza – Il ministro dell’Interno Panche Toshkovski ha affermato che un’ispezione preliminare ha rivelato che il locale stava operando senza una licenza adeguata. Ha detto che il numero di persone all’interno della discoteca, al momento dell’incendio, era almeno il doppio della sua capacità ufficiale di 250 persone.
Violazioni del codice di sicurezza – Il procuratore di Stato Ljupco Kocevski ha dichiarato che un’ispezione preliminare del locale notturno ha rivelato poi numerose violazioni del codice di sicurezza, tra cui la mancanza di uscite di emergenza, un numero insufficiente di estintori e un accesso improprio per i veicoli di emergenza.
Ue evacua 15 pazienti ustionati – L’Unione europea sta evacuando le vittime di ustioni l’incendio avvenuto in una discoteca nella Macedonia del Nord. Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’Ue, viene riportato in una nota della Commissione Ue, ha stabilito un contatto con le autorità di protezione civile macedoni per offrire solidarietà e supporto, dopo l’incendio scoppiato nelle prime ore di ieri, domenica 16 marzo. La Macedonia del Nord ha attivato il meccanismo di protezione civile dell’Ue chiedendo assistenza per evacuare 15 pazienti con gravi ustioni.
In una rapida reazione, nove Paesi europei (Croazia, Grecia, Romania, Slovenia, Svezia, Lituania, Ungheria, Lussemburgo e Norvegia) hanno offerto immediatamente assistenza tramite il meccanismo. Diversi pazienti sono già stati evacuati in Ungheria dal Lussemburgo e la Romania sta trasportando pazienti in Lituania.L’Ue sta ora coordinando il trasporto di altri pazienti nei paesi che hanno offerto cure e rimane in stretto contatto con le autorità nazionali in Macedonia del Nord ed è pronta a mobilitare ulteriore assistenza se necessario.
Incendio in Macedonia del Nord, discoteca era senza licenza e uscite di emergenza
Un terremoto di magnitudo ML 4.2 è stato registrato questa mattina alle ore 10:01 (ora italiana) nella zona di Vaglio Basilicata, in provincia di Potenza. L’evento sismico, localizzato dalla Sala Sismica INGV di Roma, ha avuto come epicentro una zona situata a circa 6 km a ovest di Vaglio Basilicata, con coordinate geografiche 40.6783 di latitudine e 15.8553 di longitudine, e si è verificato a una profondità di 14 km.
Il sisma è stato avvertito distintamente dalla popolazione in diverse aree della Basilicata e nelle zone limitrofe, ma al momento non si registrano danni a persone o cose. Le autorità locali e la Protezione Civile si sono subito attivate per effettuare controlli sugli edifici e verificare eventuali criticità.
La scossa si è verificata alle 09:01 UTC (le 10:01 in Italia) e ha avuto una durata di pochi secondi, sufficiente però per essere percepita in molte località della provincia di Potenza. Numerose le segnalazioni giunte ai centralini dei Vigili del Fuoco, anche se per ora non si segnalano richieste di intervento.
L’INGV continuerà a monitorare la situazione nelle prossime ore per eventuali repliche del sisma.
Paradossale episodio per la gloria dell’Arda Kardzhali, 79 anni. Lo ricordano prima della gara con il Levski pensando che fosse morto, ma lui sta benissimo
Petko Ganchev, ex calciatore bulgaro, classe 1946, è stato una stella dell’Arda Kardzhali, con cui ha segnato più di 120 gol. Doveroso quindi che la sua vecchia squadra abbia deciso di omaggiarlo con un minuto di raccoglimento dopo la notizia della sua morte. Solo che, particolare non secondario, Petko non solo è vivo, ma gode anche di ottime condizioni di salute.
Il minuto di silenzio prima della gara con il Levski Sofia – Il fatto è avvenuto prima della gara tra Arda Kardzhali e Levski Sofia, con i calciatori schierati lungo il cerchio del centrocampo in rispettoso silenzio. Informato della gaffe, già prima che finisse la partita l’Arda ha provato a rimediare sulla sua pagina Facebook scusandosi con l’ex calciatore e i suoi familiari. “Avendo ricevuto informazioni errate sulla sua morte. Auguriamo a Petko molti anni di buona salute e di godersi le vittorie della nostra squadra”.
La notizia appresa in tv dalla moglie mentre lui era fuori – Ganchev vive con la moglie nel villaggio di Kolarovo a Stara Zagora: i due allevano aniimali e coltivano frutta e verdura. Proprio la moglie si è accorta dell’accaduto dicendo al marito che in tv ne avevano annunciato il decesso. Lui da parte sua l’ha presa con filosofia: “Non mi perdo mai le partite dell’Arda in tv, ma contro il Levski sono arrivato in ritardo e mi sono perso la notizia della mia morte…”.
Conte BEFFATO da Dazn: “Irrigatori azionati diverse volte”
Il video
Antonio Conte
Il pareggio del Napoli in casa del Venezia ha spianato la strada all’Inter, che si è portata a +3 in classifica battendo l’Atalanta. Uno stop che non è andato già ad Antonio Conte, che nel post-partita si è lamentato del terreno di gioco trovato al Penzo.
Secondo il tecnico dei partenopei, infatti, il terreno di gioco era insolitamente secco, non favorendo così la rotazione del pallone. Tuttavia, come mostrato da un video esclusivo di DAZN il campo è statoirrigato per ben 4 volte, smentendo così le parole dello stesso Conte.
Il rapporto della Civil Liberties Union for Europe accusa il governo Meloni di compromettere lo stato di diritto e di limitare la libertà dei media, evidenziando un pericolo per la democrazia in Italia. Il rapporto inserisce l’Italia tra i cinque paesi che minano intenzionalmente i principi democratici in Europa.
Un recente rapporto della Civil Liberties Union for Europe (Liberties), pubblicato sul Guardian, ha sollevato preoccupazioni sul deterioramento dello stato di diritto in Europa. L’Italia è stata indicata come uno dei cinque paesi “smantellatori” – insieme a Bulgaria, Croazia, Romania e Slovacchia – che stanno adottando politiche che minano “intenzionalmente” la democrazia e lo stato di diritto. Secondo il rapporto, il governo Meloni ha apportato modifiche significative al sistema giuridico e ha mostrato una forte intolleranza verso le critiche dei media, rappresentando un esempio emblematico di quella che viene definita la “recessione democratica” che starebbe colpendo l’Europa.
L’Italia tra i “Dismantlers”: un governo Meloni sotto accusa – Il rapporto di Liberties definisce l’Italia uno dei paesi che sta “intenzionalmente” minando lo stato di diritto in quasi tutti gli aspetti delle sue istituzioni. In particolare, l’analisi si concentra sul governo di Giorgia Meloni, accusato di aver adottato politiche che limitano l’indipendenza della magistratura e di aver rafforzato il controllo politico sulle istituzioni giuridiche. La situazione italiana è descritta come parte di una tendenza più ampia che colpisce vari paesi europei e che mette a rischio i principi fondamentali della democrazia.
Secondo il rapporto, il governo Meloni ha preso misure legislative che consentono al Ministero della Giustizia di esercitare “poteri illimitati” sui pubblici ministeri, permettendo così un maggiore controllo politico sulla magistratura e minando l’indipendenza del potere giudiziario. Le riforme proposte sono state fortemente criticate da gruppi di difesa dei diritti umani, che vedono in queste modifiche un pericolo per la separazione dei poteri, un principio essenziale per garantire “una democrazia sana“. Il rapporto evidenzia che questa tendenza sarebbe in linea con un fenomeno crescente in Europa che erode l’indipendenza della magistratura, che dovrebbe invece essere immune da interferenze politiche.
L’intolleranza verso i media: un attacco alla libertà di stampa – Un altro aspetto centrale del rapporto riguarda l’interferenza crescente nei media, in particolare nei media pubblici. Viene citato l’esempio della reazione del governo italiano al “manifesto antifascista” di Antonio Scurati, che avrebbe dovuto essere trasmesso dalla Rai l’anno scorso. La cancellazione dell’intervento e l’avvio di una procedura disciplinare sono stati visti come segni di una crescente intolleranza alle critiche dei media, che minaccerebbe così la libertà di stampa nel paese. Questo attacco alla libertà di stampa è descritto nel rapporto come un “sintomo di una recessione democratica più ampia“.
La “recessione democratica” in Europa: un fenomeno che si estende – Il rapporto non si limita a criticare infatti solo l’Italia, ma sottolinea anche la “preoccupante regressione democratica” che starebbe interessando diversi paesi dell’Unione Europea: l’Ungheria, ad esempio, è descritta come un caso di “autocrazia elettorale“. Il rapporto sottolinea come l’introduzione di un ufficio per la protezione della sovranità abbia aumentato i poteri del governo ungherese, rischiando di controllare ulteriormente la vita pubblica e limitare le libertà individuali. Altri paesi come Bulgaria, Croazia, Romania e Slovacchia registrano segni di regressione democratica: in Bulgaria, le indagini anticorruzione sono spesso utilizzate per attaccare avversari politici, mentre in Slovacchia sono state introdotte leggi che etichettano le ONG come “organizzazioni sostenute dall’estero“,limitandone la libertà di azione. In Croazia, la nomina di Ivan Turudić, ex giudice dell’alta corte penale legato al partito al potere, a procuratore generale, secondo il rapporto, ha minato l’indipendenza del sistema giudiziario. In Romania, viene poi segnalato l’uso di TikTok da parte di un ultranazionalista per ottenere visibilità politica, dimostrando come anche la sfera digitale possa essere strumentalizzata per fini politici.
I “role-model” europei: Francia e Germania – Anche paesi considerati “modelli di democrazia“, come la Francia e la Germania, non sono esenti dalle problematiche sollevate nel rapporto. In Francia, è stato evidenziato l’uso crescente della procedura dell’articolo 49.3, che consente al governo di adottare leggi senza passare attraverso il voto del parlamento. Le crescenti restrizioni alla libertà di espressione sono state poi segnalate come una minaccia alla democrazia: vi sono infatti sempre più preoccupazioni riguardo le risposte “esagerate” alle manifestazioni pro-palestinesi, che includono la censura, anche con l’uso della violenza, delle voci a favore della Palestina e di Gaza: un esempio emblematico, il divieto di ingresso a eventi pubblici che trattano il tema, a figure politiche come Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze della Grecia.
La Polonia come monito: una lotta difficile per la democrazia – La Polonia, pur cercando di invertire la rotta e ripristinare l’indipendenza giudiziaria e la pluralità dei media, deve fare i conti con una “realtà complessa e frammentata“. Il rapporto Liberties evidenzia infatti come il governo di Donald Tusk abbia incontrato ostacoli da parte del presidente Andrzej Duda, che sarebbe estremamente allineato con il partito di governo precedente. Questo conflitto, unito alle difficoltà nel riformare le istituzioni “compromesse“, come si legge nel rapporto, dimostrerebbe quanto sia difficile “risanare le democrazie una volta che sono state erose“.
Alla luce di queste problematiche, il rapporto della Civil Liberties Union for Europe sollecita la Commissione Europea a potenziare gli strumenti di monitoraggio dei diritti democratici, collegando i fondi UE al rispetto dello stato di diritto. Viene richiesto poi un intervento legale più rapido e deciso per contrastare le violazioni dei diritti fondamentali all’interno dell’Unione Europea, al fine di prevenire ulteriori erosioni democratiche.
Si prevedono nevicate sui rilievi alpini centro-orientali, piogge sul Friuli Venezia Giulia e qualche piovasco nelle zone interne di Marche e Abruzzo
L’alta pressione in aumento sul Mediterraneo portera una fase piu stabile, ma anche piu fredda, a causa di masse d’aria provenienti dal Nord Europa. Oggi e domani saranno giornate di variabilita, con nuvolosita e possibili fenomeni sparsi. Si prevedono nevicate sui rilievi alpini centro-orientali,piogge sul Friuli Venezia Giulia e qualche piovasco nelle zone interne di Marche e Abruzzo, con neve sull’Appennino centrale a quote tra i 1200 e i 1400 metri, ma in rapido calo fino a 800 metri in tarda serata.
Temperature in calo – Il ritorno del freddo è caratterizzato dalla discesa di un fronte di aria fredda dalla Scandinavia.
L’arrivo di questa massa di matrice artica marittima sarà causato dall’espansione verso il Regno Unito dell’anticiclone Atlantico che farà da spalla al flusso dirigendolo verso l’Europa centro orientale. l’Italia sarà lambita da queste correnti che avranno come obiettivo principale l’area balcanica e poi successivamente la Grecia e la Turchia ma vedrà comunque una certa instabilità a inizio settimana che porterà dei fenomeni sparsi e dato che le temperature subiranno un drastico calo, potranno esserci delle nevicate fino a quote collinari. Il tutto non durerà molto perchè già entro metà settimana l’anticiclone riuscirà ad espandersi sul Mediterraneo centrale e il nostro Paese. Vediamo allora come dovrebbe andare questa settimana. Ecco le previsioni di 3B Meteo.
Oggi 17 marzo – Nella giornata di lunedì si assisterà al transito di questo fronte freddo. Dei fenomeni sono attesi sul versante adriatico in parziale progressione verso ovest ma con un coinvolgimento dell’area tirrenica centrale poco significativo. Una maggiore instabilità è attesa invece nella seconda parte della giornata sull’area tirrenica meridionale con dei rovesci e anche qualche temporale. I fenomeni potranno assumere carattere nevoso in Appennino fino a quote collinari. Le temperature saranno in sensibile diminuzione. Anche i venti tenderanno a rinforzare sensibilmente dai quadranti settentrionali.
Marted’ 18 marzo – Nella giornata di Martedì l’instabilità sarà solo residua e interesserà prevalentemente le regioni meridionali ma con fenomeni modesti, nevosi in montagna fino a quote collinari. Il Centro e il Nord saranno già in condizioni anticicloniche con pochi disturbi. La temperatura sarà in ulteriore diminuzione. La ventilazione è attesa ancora moderata o forte dai quadranti nord orientali.
Meteo 19-20 marzo – Tra mercoledì a giovedì l’espansione dell’alta pressione al Mediterraneo centrale porterà tempo stabile e soleggiato su tutta l’Italia con temperature in graduale aumento e ventilazione in rapido calo.
Tra venerdì e il weekend ci sarà un probabile ritorno delle correnti atlantiche con un ulteriore aumento delle temperature ma l’arrivo di un fronte perturbato dalle tempistiche ancora incerte ma orientativamente dovrebbe entrare in scena già da venerdì sulle regioni più occidentali. Seguiranno aggiornamenti.
Almeno sette in totale le scosse registrate dalla mezzanotte alle sei del mattino nella zona
Terremoto nel Catanzarese 17/03/25
Sciame sismico durante la notte appena trascorsa in provincia di Catanzaro.
La scossa di terremoto più forte è stata registrata alle 00:34 con magnitudo 2.9, con epicentro ad un chilometro da Miglierina ed ipocentro a 11 km di profondità.
Sono state almeno sette in totale le scosse registrate dalla mezzanotte nella zona, stando ai rilevamenti dell‘Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).
L’agitazione era in programma da tempo ma solo negli ultimi giorni ha aderito anche Al Cobas, un sindacato che a Milano conta parecchi iscritti
L’Azienda dei trasporti milanesi ha confermato che venerdì 21 marzo ci sarà uno sciopero di metro, bus e tram. La protesta metterà a rischio il regolare funzionamento di tutti i mezzi nella città di Milano. Si tratta di un’agitazione in programma da giorni a livello nazionale, come evidente sul calendario del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, ma che solo negli ultimi giorni ha visto l’adesione del sindacato Al Cobas, una sigla particolarmente attiva in Atm.
Gli orari dei mezzi Atm per lo sciopero del 21 marzo – In tutto sono cinque le organizzazioni sindacali coinvolte: Adl Cobas, Cobas lavoro privato, Sgb, Cub trasporti e appunto Al Cobas. Lo sciopero avrà una durata di 24 ore ma in ogni città gli orari garantiti saranno specifici. Per esempio a Milano, stando alla conferma di Atm, “le nostre linee non sono garantite dalle 8.45 alle 15 e dopo le 18, fino al termine del servizio“. Che detto altrimenti vuol dire che le fasce orarie nelle quali metro, bus e tram saranno garantiti andranno dall’apertura fino alle 8.45 al mattino e nel pomeriggio dalle 15 alle 18.
Perché c’è un nuovo sciopero a Milano? – “Al Cobas e il Sindacato generale di classe – fa sapere Al Cobas – respingono al mittente un contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) fatto di mancette e pagherò. I sindacati firmatari, le aziende e i Governi sono complici di questo disastro della categoria. Quest’ultimo ancora più è responsabile perché insieme all’Europa taglia i servizi pubblici essenziali, sanità, trasporti e scuola a favore del riarmo per 800 miliardi di euro e non solo, per finanziare il misero contratto degli autoferrotranvieri, aumentano le accise e inoltre chiedono agli enti locali (Regioni e Comuni) di aumentare le tariffe, insomma chi paga sono sempre i soliti i cittadini e lavoratori“.
Lo sciopero, va più nel dettaglio Atm nel suo comunicato, è stato proclamato per chiedere un “aumento salariale di 300 euro“, assieme alla “riduzione dell’orario di lavoro da 39 a 35 ore settimanali,a parità di salario e riduzione del periodo di guida e del nastro lavorativo per gli autisti“. Allo stesso modo i lavoratori chiedono un “adeguamento delle tutele sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, nonché per gli utenti del servizio di tpl“. E in generale, i sindacalisti pretendono un “blocco delle privatizzazioni e delle relative gare di appalto per il tpl“.
I treni saranno regolari – Venerdì 21 marzo i treni saranno regolari. Il settore ferroviario sarà interessato da uno sciopero nazionale – che coinvolte Trenord, Trenitalia, Tper e Italo Ntv – mercoledì 19 marzo. Sarà insomma una settimana da dimenticare per i trasporti in Italia.
Momenti di paura al Gewiss Stadium. La gara è stata interrotta per prestare i soccorsi
Attimi di paura al Gewiss Stadium. Al 48’, in occasione di un calcio d’angolo a favore dell’Inter, la partita si è fermata per almeno sei minuti. Un tifoso dell’Inter presente nel settore ospiti ha accusato un malore, così i sostenitori nerazzurri presenti hanno richiamato l’attenzione degli steward e dei giocatori in campo, in particolare di Calhanoglu, arrivato sulla bandierina per battere l’angolo. A questo punto, dopo alcuni minuti d’attesa, i medici a bordocampo sono entrati nello spicchio riservato agli interisti con la barella e hanno prestato soccorso alla persona coinvolta. Curiosità: l’Inter ha segnato il gol del vantaggio proprio sugli sviluppi dell’angolo. Cross di Calhanoglu dalla destra e colpo di testa vincente di Carlos Augusto.
Malore di un tifoso nel settore ospiti, la partita si ferma per 6′. Poi il gol di Carlos Augusto
Malore di un tifoso nel settore ospiti, la partita si ferma per 6′. Poi il gol di Carlos Augusto
Momenti di apprensione a inizio ripresa nella gara di Bergamo tra Atalanta e Inter. La partita è stata infatti interrotta per sei minuti e mezzo dall’arbitro Massa per soccorrere un tifoso interista che si è sentito male sugli spalti. È accaduto tutto quando Calhanoglue Barella erano vicini alla bandierina del corner per battere il calcio d’angolo. I due centrocampisti hanno subito richiamato l’attenzione del direttore di gara per facilitare i soccorsi.
Le telecamere hanno cambiato inquadratura, mentre lo staff sanitario ha raggiunto, con una barella, il tifoso.Il tifoso dell’Inter non ha mai perso i sensi ed è sempre rimasto cosciente. Dopo circa sei minuti e mezzo di interruzione, la gara è ripresa e la squadra di Inzaghi ha trovato il gol del vantaggio: angolo di Calhanoglu, testa di Carlos Augusto. E Gasperini si è arrabbiato in panchina per la distrazione fatale dei suoi che è costata il gol.
Le fiamme hanno interessato una ricicleria a Buccinasco: al lavoro i vigili del fuoco
L’incendio
Un grosso incendio è scoppiato attorno alle 4 di lunedì in una ricicleria di Buccinasco (Milano). Le fiamme hanno devastato il sito di stoccaggio dei rifiuti gestito dalla Resmal, gruppo A2A, in via Alessandro Volta 14.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con sei mezzi e il lavoro di spegnimento – come confermato dalla centrale operativa dei pompieri – è andato avanti per circa quattro ore. Secondo i vigili del fuoco, attualmente non ci sarebbero rischi legati alla qualità dell’aria per il tipo di rifiuti andati a fuoco. “Bruciano per l’esattezza materiale cartaceo e cartone pressato“, hanno riferito.
Incendio a Buccinasco, traffico rallentato in tangenziale. Foto Marco R.-2
Dopo le 8, la centrale operativa dei vigili del fuoco ha confermato di aver circoscritto le fiamme. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri e gli operatori dell’Ats (Agenzie di tutela della salute) per i necessari rilievi. Non si registrano feriti o persone coinvolte.
La Resmal fornisce servizi di raccolta, trasporto, selezione, recupero e smaltimento di rifiuti – pericolosi e non pericolosi – di provenienza commerciale, industriale e urbana, e di consulenza ambientale.
L’incendio e la colonna di fumo visibile anche dalla Tangenziale – Le fiamme e l’alta colonna di fumo erano ben visibili anche dalla Tangenziale Ovest di Milano (A50). Per questo motivo il traffico sull’arteria è rimasto rallentato in entrambe le direzioni, a causa della curiosità degli automobilisti. Attorno alle 8 si è verificato anche un incidente sulla superstrada, in direzione Nord, almeno 7 i chilometri di coda (qui i dettagli).
Rallentamenti in tangenziale Ovest
Incidente in tangenziale a Milano: coda di 7 km (in aumento)
Non solo l’incendio, sulla Tangenziale Ovest traffico rallentato anche per un incidente
La coda poco dopo le 8
Traffico in tilt sulla Tangenziale Ovest di Milano (A50), lunedì mattina. Due gli eventi che hanno provocato il rallentamento delle auto: da un lato un incendio in una ricicleria (quii dettagli) e dall’altro un incidente avvenuti alcuni minuti prima delle 8, che ha provocato almeno 7 chilometri di coda in direzione Nord.
Incidente sulla Tangenziale Ovest di Milano – All’altezza del chilometro 24.5, nel tratto tra le uscite Ss 412 Val Tidone/Mi Vigentina e Rozzano/Quinto De’ Stampi, lo scontro tra alcuni veicoli ha provocato la lunga coda. Lo schianto, che non ha provocato feriti, è avvenuto nella corsia di marcia. Sul posto è intervenuta la polizia stradale per fare i rilievi e gestire il traffico.
A50 Carreggiata Nord
Km 24.5 Tangenziale Ovest Incidente al chilometro 24+500 tra S.S. 412 Val Tidone/MI – Vigentina e Rozzano/Quinto De’ Stampi in direzione A8 Laghi
A50 Carreggiata Nord
Km 31.42 Tangenziale Ovest Coda di 7 km tra Interconnessione A1 e Rozzano/Quinto De’ Stampi in direzione A8 Laghi causa Incidente Occupata corsia di marcia, il traffico defluisce nelle corsie di sorpasso e sorpasso veloce.
La vittima, Elisa De Nardi, aveva 40 anni ed era rimasta sepolta sotto tre metri di neve nella zona di Forcella Giau. Slavine anche nel Torinese, a Pampeago nel comprensorio sciistico trentino di Latemar-Obereggen e a Gressoney in Valle d’Aosta
I soccorsi sulle Dolomiti Bellunesi
Valanga nel cuore delle Dolomiti Bellunesi nella zona di Cortina. Una donna di 40 anni, Elisa De Nardi, è morta per la slavina che si è staccata dalla Forcella Giau. Due i feriti, di cui uno gravissimo, un 38enne, trasportato d’urgenza all’ospedale all’Angelo di Mestre.
La donna, estratta per ultima e rimasta sepolta per ore sotto tre metri di neve, è deceduta nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove era stata portata in elicottero già in condizioni gravissime. La direzione generale ha confermato il decesso all’Adnkronos.
Il meno grave è il primo sciatore soccorso, un 51enne, di Conegliano nel Trevigiano come la vittima, ricoverato ora all’ospedale di Pieve di Cadore, per ipotermia e un trauma alla caviglia.
A dare l’allarme attorno alle 13 di domenica è stato il quarto sciatore del gruppo, che ha subito iniziato la ricerca dei compagni, dispersi sul lato ovest nel territorio di San Vito di Cadore a quota 2.300. A soccorrere i tre scialpinisti le squadre del Soccorso alpino di San Vito di Cadore, Cortina d’Ampezzo, Alleghe-Val Fiorentina e Livinallongo. Quattro gli elicotteri intervenuti sul posto: quello del Suem 118 di Pieve di Cadore, l’eliambulanza di Treviso Emergenza, una terza eliambulanza e l’elicottero dell’Air service center, intervenuto per il trasporto in quota delle squadre.
Altre due slavine nel Torinese – Slavine hanno creato problemi anche nel Torinese nella zona di Salbertrand e Pragelato. Due gli interventi con l’elisoccorso e il soccorso alpino e speleologico. Nel primo incidente è rimasta coinvolta una persona, infortunata in maniera non grave. Nel secondo sono, invece, tre le persone coinvolte, ma tutte illese. Sul posto ci sono due eliambulanze, ma le operazioni sono ostacolate dal maltempo.
Valanga travolge freerider a Gressoney – Una valanga nella zona del Passo dei Salati, a Gressoney, ha coinvolto un freerider che è stato trascinato su un salto di rocce. Il Soccorso Alpino Valdostano è intervenuto nel primo pomeriggio e lo ha portato al pronto soccorso locale, nonostante le condizioni meteo avverse. Lo sciatore faceva parte di un gruppo di gruppo di quattro persone di nazionalità straniera.
Scialpinista ferito recuperato nel parco della Maiella – Si è da poco concluso, intanto, un intervento di soccorso nei pressi del rifugio Di Marco nel parco nazionale della Maiella per il recupero di una scialpinista con trauma a una gamba. Nonostante le avverse condizioni meteo e il vento in quota l’elisoccorso regionale è riuscito a recuperarlo grazie a un verricello. L’intervento si è concluso con il trasferimento della paziente all’ospedale di Chieti.
Sciatori fuoripista provocano valanga su pista a Pampeago – Si sono concluse, invece, intorno alle 13 le operazioni di bonifica di una valanga caduta sulla pista Tresca a quota 2.150 metri a Pampeago nel comprensorio sciistico Latemar-Obereggen. La bonifica è stata eseguita con ricerca Recco, Artva, il supporto dei cinofili e il sondaggio di tutta l’area coinvolta che ha dato esito negativo. La valanga era di piccole dimensioni e pare sia stata provocata da degli sciatori, nonostante vigesse il divieto di fare sci fuoripista.
Valanga sulle Dolomiti, recuperati i tre sciatori travolti (uno era disperso): due sono gravi
Sul posto le squadre del soccorso alpino di San Vito di Cadore, Cortina d’Ampezzo, Alleghe-Val Fiorentina, Livinallongo
Una valanga staccatasi da Forcella Giau, nel territorio di San Vito di Cadore (Belluno) sulle Dolomiti, ha travolto un gruppo di scialpinisti. Due sono stati estratti dalla neve subito (uno cosciente, l’altro in gravi condizioni), un terzo è stato recuperato dopo alcuni minuti ed è grave. A dare l’allarme è stato un quarto scialpinista.
Sul posto è riuscito ad atterrare l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore. La nuvolosità variabile ha impedito l’avvicinamento dell’eliambulanza di Treviso emergenza. Attivata anche una terza eliambulanza e l’elicottero dell’Air service center per il trasporto in quota delle squadre. Sono sul luogo dell’incidente le squadre del Soccorso alpino di San Vito di Cadore, Cortina d’Ampezzo, Alleghe-Val Fiorentina, Livinallongo.
Santanchè: “Solidarietà alle persone travolte, e grazie ai soccorritori” – “Seguiamo con apprensione le operazioni di soccorso in corso a Cortina dopo la valanga. La mia solidarietà a tutti coloro che sono coinvolti e un sentito grazie ai soccorritori per il loro instancabile impegno. La sicurezza delle persone deve essere la nostra priorità“. Lo ha scritto su X il ministro del Turismo, Daniela Santanchè.
È successo a Kocani, una cittadina a circa cento chilometri a est della capitale Skopje. Nel locale c’erano più di 1500 ragazzi ad ascoltare il concerto di una band hip-hop
Una strage. Nella notte tra sabato 15 e domenica 16 marzo c’è stato un grosso incendio in una discoteca di Kocani, una piccola città nell’est della Macedonia del Nord, a circa cento chilometri dalla capitale Skopje. Secondo i media locali ci sono molti morti – almeno 50, secondo un bilancio ancora provvisorio – e decine di feriti e ustionati. Dalla notte di festa alla tragedia: il fuoco si è propagato in pochi istanti. Alcuni sono riusciti a scappare, con una corsa disperata verso le uscite di sicurezza. Ma le fiamme non hanno lasciato scampo a decine di giovani, intrappolati nella discoteca.
Macedonia del Nord, incendio in una discoteca a Kocani – La discoteca si chiama Pulse. Al momento dell’incendio, scoppiato intorno alle 3 del mattino, nel locale c’erano circa 1.500 persone, soprattutto giovani, che assistevano a un concerto della band locale Dnk, un duo hip-hop molto popolare nel Paese. Secondo le primissime ipotesi, a far divampare l’incendio sarebbero stati i fuochi d’artificio piazzati sul palcoscenico. Ma andrà fatta chiarezza. L’origine del rogo non è ancora certa: le autorità hanno avviato un’indagine per ricostruire la dinamica della tragedia. I vigili del fuoco intervenuti sul posto hanno impiegato ore per domare l’incendio e mettere in sicurezza l’edificio.
Secondo la direttrice dell’ospedale di Kocani, sono rimaste ferite 90 persone per la calca e decine sono rimaste ustionate. I feriti, alcuni in condizioni critiche, sono stati trasportati all’ospedale locale di Kocani o a Stip.
BREAKING: Fire breaks out at nightclub in Kocani, North Macedonia, killing at least 50 people.