Il traffico è bloccato e ci sarebbe almeno un mezzo a fuoco che ha provocato una densa colonna di fumo visibile a distanza
Spari, fiamme e paura: assalto a un furgone portavalori nel pomeriggio di oggi lungo la variante Aurelia, in carreggiata sud, poco dopo l’uscita di San Vincenzo (Livorno).Sul posto stanno intervenendo forze dell’ordine e ambulanze. Il traffico è bloccato e ci sarebbe almeno un mezzo a fuoco che ha provocato una densa colonna di fumo visibile a distanza. “Assalto a portavalori a mano armata avvenuto sulla SS1 a San Vincenzo. Entrambe le carreggiate coinvolte e chiuse al momento, sul posto intervento in corso del sistema regionale di emergenza sanitaria, forze dell’ordine e Vigili del fuoco“. Lo scrive il governatore toscano Eugenio Giani sui social.
L’Al-Hilal è pronto a fare follie per Nicolò Barella. Secondo quanto riportato daLa Gazzetta dello Sport, il club saudita, campione in carica, è pronto ad offrire al centrocampista nerazzurro un contratto shock di 4 anni a 35 milioni di euro a stagione.
Ma nemmeno questa faraonica offerta sarebbe in grado di far vacillare l’amore per i colori nerazzurri. Barella infatti vuole solo l’Inter. L’Al-Hilal è deciso a fare un colpo incredibile sul mercato prima del Mondiale per Club. Al momento non è stata fatta recapitare una proposta ufficiale a Barella e all’Inter, ma in Arabia sono sicuri che in primavera si passerà alle cose formali.
Ad oggi Barella è già l’italiano più pagato di tutta la A con un contratto da 6,5 milioni a stagione fino al 2029 ed è il secondo dell’Inter più pagato assieme a Calha e dietro a Lautaro. Potrebbe diventare il calciatore italiano più pagato della storia, ma Barella non ne vuole sapere. Non ha mai ascoltato il corteggiamento di big europee e non è disposto ad ascoltare anche altro, Arabia compresa.
E anche in casa Inter non c’è alcuna voglia di sedersi al tavolo e pensare anche per un momento ad una cessione di Barella. Nessun prezzo verrà fatto, neanche ai ricchi sauditi, di solito gente poco arrendevole nelle trattative.
Il sanitario Maurizio Marassi lancia l’allarme: cinque decessi nella regione in un anno
Due giorni faDiego De Vivo, giovane calciatore di 14 anni, è stato colto da un malore all’inizio dell’allenamento ed è morto. È successo in una scuola di calcio che si trova in strada comunale Selva Cafaro. Oggi Maurizio Marassi, medico di medicina sportiva, che è stato il primo sanitario del Napoli di De Laurentis e anche responsabile del Posillipo Pallanuoto campione d’Italia lancia un allarme. Che riguarda la superficialità delle visite mediche per l’idoneità sportiva. « In Campania nella sola stagione 2024-25 abbiamo registrato cinque decessi avvenuti durante la pratica sportiva. Purtroppo troppo spesso il certificato di idoneità sportiva viene rilasciato con visite mediche fatte superficialmente o in alcuni casi senza nemmeno che ci sia una vera e propria visita», dice al Mattino.
La premessa – A Dario De Martino il dottore però fa anche una premessa: «Non conosco nello specifico la situazione medica di Diego De Vivo e sono molto addolorato per una vita spezzata così presto. Quindi non entro nello specifico della sua vicenda medica che non conosco. Parlo di un problema di carattere generale. Anche perché, purtroppo, si parla di questi temi solo quando ci scappa il morto. E questo è uno dei problemi culturali che dobbiamo affrontare. Bisogna parlare più spesso di questo fenomeno che è gravissimo. Non solo quando succede una tragedia come questa. Mi batto da tanto tempo per garantire che le visite di medicina dello sport siano effettuate con serietà e competenza. Purtroppo, troppo spesso non è così. Si pensa al certificato medico come a un mero adempimento burocratico, perdendo di vista l’essenziale: la salute e la sicurezza degli atleti. Questo approccio negligente ha conseguenze tragiche».
certificati medici – A volte i certificati medici vengono rilasciati senza effettuare visite: «C’è un fenomeno di vero e proprio “banditismo” legato ai certificati medici. Il problema non si verifica soltanto quando la visita medica non viene effettuata, ma anche quando viene fatta male. A volte viene utilizzato personale non qualificato. Capita addirittura che ad effettuare i controlli sia personale non medico. Si fanno controlli superficiali e rapidi, a volte senza nemmeno un elettrocardiogramma. E in Campania e al Sud questo fenomeno è molto più vasto. Basta guardare i costi».
I costi – Anche perché, spiega Marassi, i conti non tornano: «Qui in Campania capita che si facciano visite con 5 o 10 euro. A volte su dei camper dove in un paio d’ore si controllano 60-70 atleti senza nemmeno fare un elettrocardiogramma dopo sforzo previsto dalla legge. Una visita completa e accurata dovrebbe costare tra i 60 e gli 80 euro». Secondo una sua indagine il 50% degli atleti in Campania non ha effettuato visite mediche. Ma non si prendono provvedimenti «perché non viene visto come un problema. Perché si ritiene che il certificato medico sia un mero atto burocratico. E in troppi condividono questo approccio: le società sportive, gli allenatori, gli stessi atleti, i genitori dei ragazzi più piccoli. Le responsabilità sono di tutti, a partire da quelle delle istituzioni sportive e non solo che sanno e non fanno nulla».
La legge – Non è un problema di norme: «La legge è chiara e perfetta sul piano normativo. In Italia abbiamo le leggi migliori al mondo. Ma purtroppo viene sistematicamente disattesa. I presidenti delle società sportive, che hanno il compito di garantire la sicurezza degli atleti, sono legalmente responsabili in caso di inadempienza. Tuttavia, molti non sono consapevoli dei rischi penali e civili a cui vanno incontro. Per questo bisogna affrontare il tema innanzitutto sul piano culturale». E lui invita «ad alzare la guardia. La sicurezza degli atleti è un impegno collettivo e ogni sguardo di negligenza può costare caro. È responsabilità di tutti denunciare e opporsi a queste pratiche illegali, affinché il sistema della medicina dello sport possa finalmente essere riformato».
Il sisma si è verificato nel centro del Paese, a nord-ovest della città di Sagaing, a una profondità di 10 chilometri. Panico anche a Bangkok e nella regione cinese del Yunnan
Terremoto in Myanmar (Foto da X)
Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 7,7 è stata registrata in Myanmar. Secondo i primi dati diffusi dallo United States Geological Survey (Usgs), il sisma si è verificato 16 chilometri a nord-ovest della città di Sagaing, a una profondità di 10 chilometri, intorno alle 14:20 ora locale (07:20 in Italia).
Terremoto in Myanmar, scossa di magnitudo 7.7 – Il terremoto è stato avvertito fortemente in tutta la Thailandia settentrionale e centrale, e poi nel sud, anche nella capitale Bangkok, dove i residenti sono corsi in strada mentre gli edifici tremavano. Secondo l’agenzia per i terremoti di Pechino, sono state avvertite scosse anche nella provincia sud-occidentale dello Yunnan.
La mappa dell’Usgs
Una seconda forte di scossa di terremoto di magnitudo 6.4 ha seguito di pochi minuti il sisma principale, di magnitudo 7.7. Non lontani fra loro gli epicentri delle due scosse, la seconda delle quali ha colpito 18 km a sud di Sagaing. Le prime immagini pubblicate sui social sono drammatiche. Alcuni giornalisti dell’Afp a Naypyidaw, capitale dell’ex Birmania, hanno raccontato di aver visto strade divelte dopo la scossa e pezzi di cornicioni dei palazzi nelle vie.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google #BREAKINGUn terremoto di magnitudo 7,9 ha colpito il Myanmar, secondo il China Earthquake Networks Center. Le regioni limitrofe, tra cui la Thailandia e la provincia cinese dello Yunnan, hanno avvertito forti scosse.#Myanmar#earthquake
Mentre il Myanmar centrale continua a tremare, è panico anche a Bangkok, dove il terremoto è stato avvertito con forza. I residenti della capitale thailandese sono corsi per strada, in preda allo spavento, mentre gli edifici tremavano. Tutti gli uffici e i negozi sono stati fatti evacuare dalle autorità. Un grattacielodi 30 piani in costruzione è crollato: secondo i media locali ci sarebbero decine di operai intrappolati sotto le macerie.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Un grattacielo crolla a causa del forte #terremoto a Chatuchak, Bangkok. #สุขนวันที่สุก #บุกระที่ส
Le forti scosse hanno obbligato il premier thailandese Paetongtarn Shinawatra a interrompere una visita ufficiale all’isola meridionale di Phuket per tenere una “riunione urgente“. Shinawatra ha dichiarato lo stato di emergenza a Bangkok.
Ancora piogge e temporali al Centro-Sud. Come fa sapere il Dipartimento della Protezione Civile “la permanenza di un’area di bassa pressione sulle nostre regioni meridionali, determina il persistere di condizioni di tempo spiccatamente instabile al Sud e sul medio versante Adriatico, con fenomeni anche a carattere temporalesco“. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile “d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che estende il precedente. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it)”.
“L’avviso prevede il persistere di precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Campania, Sicilia, Calabria, Abruzzo, Molise e Puglia, in particolare sui rispettivi settori tirrenici ed adriatici. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento – conclude – Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di domani, venerdì 28 marzo, allerta gialla sull’intero territorio di Abruzzo, Marche, Molise, Campania, Puglia e Calabria, oltre che su alcuni settori di Umbria e Sicilia“.
Scuole chiuse a Chieti – Il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, sentito il prefetto, Gaetano Cupello, sta predisponendo un’ordinanza di chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado per la giornata di domani a causa del maltempo che ha provocato allagamenti e problemi sulle strade, in particolare nella zona dello Scalo dove sono stati chiusi sottopassaggi e alcune vie. A Bucchianico (Chieti) il sindaco, Renzo Di Lizio, ha disposto la chiusura delle scuole domani 28 e sabato 29 marzo; raccomanda prudenza e di uscire solo in caso di necessità.
Fiumi a rischio – A San Giovanni Teatino (Chieti) il sindaco, Giorgio Di Clemente, ha comunicato l’apertura del Coc, il centro operativo comunale, e raccomanda di limitare gli spostamenti non necessari, di evitare l’utilizzo dei sottopassaggi veicolari e pedonali e di prestare attenzione in prossimità di corsi d’acqua e zone soggette ad allagamenti.
Sempre nell’area teatina un ponte è stato sommerso dall’acqua nei dintorni di Chieti, sulla provinciale 9 a causa delle abbondanti piogge. Il fiume Alento, in queste ore si è ingrossato ed è tracimato sulla sede stradale di un ponte della provinciale, chiuso e fortunatamente poco trafficato e isolato. Anche il fiume Pescara si è innalzato, ma senza superare, al momento, il livello di guardia.
Attivato il Coc anche a Pescara – Il Centro funzionale d’Abruzzo, Protezione civile regionale ha comunicato che “la lettura dei livelli idrometrici della rete in telemisura del fiume Pescara segnala il superamento della soglia di allarme“. Per questo motivo, con ordinanza come già deciso stamane a Montesilvano, è stato attivato anche a Pescara il Centro operativo comunale (Coc) ed il numero di telefono di riferimento è 085 4283400). Sono state chiuse al transito delle golene che rimarranno non percorribili per le auto fino al rientro dell’emergenza. Alcune strade di Pescara sono state interessate da allagamenti, caduta di alberi o pericolo imminente di crollo delle piante e sono state chiuse e poi riaperte. In via precauzionale, tutti i parchi e le pinete presenti in città sono stati chiusi al pubblico da stamani. Tenendo conto del rischio di ingrossamento del fiume Pescara il Comune raccomanda di non sostare nelle golene sia durante la notte che nella mattinata di domani. Dalla tarda serata di ieri si monitora costantemente la situazione.
Nel mirino i festeggiamenti dei giocatori del Real Madrid dopo la vittoria in Champions nel derby contro l’Atletico
I giocatori del Real festeggiano la vittoria contro l’Atletico – reuters
L’Uefa ha annunciato l’apertura di un’indagine nei confronti di quattro giocatori del Real Madrid, tra cui Kylian Mbappé e Vinicius Junior, per presunta “condotta indecente” in occasione dei festeggiamenti al termine della sfida diChampions League al Metropolitano contro l’Atletico Madridvinta ai rigori dalla squadra di Ancelotti. Il caso coinvolge anche Antonio Rudiger e Dani Ceballos.
Il reclamo presentato dall’Atletico – L’indagine è partita dopo il reclamo presentato la scorsa settimana dall’Atletico Madrid contro l’atteggiamento dei giocatori del Real. Toccherà ad un ispettore disciplinare nominato dall’Uefa studiare le accuse. Neivideo che circolano sui social si vede in particolare Rudiger fare il gesto del taglio della gola verso i tifosi dell’Atletico, Mbappé toccarsi le parti intime,Vinicius provocare i tifosi e Ceballos fare gesti con le mani. In caso di squalifica i giocatori sanzionati salterebbero l’andata dei quarti di Champions contro l’Arsenal in programma il prossimo 8 aprile a Londra.
🚨OFFICIEL ! L’UEFA ouvre une enquête sur les célébrations de Rudiger, Mbappé, Ceballos et Vinicius lors du match des huitièmes de finale retour face à l’Atletico de Madrid. 😯 pic.twitter.com/SMQDJxjKZQ
Lingua originale: francese. Traduzione di Google UFFICIALE! La UEFA ha aperto un’indagine sulle esultanze di Rudiger, Mbappé, Ceballos e Vinicius durante la partita di ritorno degli ottavi di finale contro l’Atletico Madrid.
Tra il 2019 e il 2023 sono stati registrati 14 decessi per aggressioni
Aumentano molestie e violenze sul posto di lavoro. Dall’analisi degli infortuni sul lavoro riconosciuti dall’Inail emerge infatti che nel 2023 i casi di aggressioni e minacce sono stati 6.813, il dato più elevato dopo quello registrato nel 2019. Rispetto al 2022 l’incremento è pari all’8,6% e cresce fino al 14,6% per le donne, fermandosi invece al 3,8% per gli uomini. A questo tema è dedicato il nuovo numero del periodico Dati Inail, curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, che rileva comela maggior parte di questi episodi (61%) siano esercitati da persone esterne all’azienda, come nel caso di rapine e di aggressioni ad autisti o a personale sanitario, e in minor misura riconducibili a liti e incomprensioni tra colleghi.
Nel quinquennio 2019-2023 poco meno del 45% degli infortuni per violenze e aggressioni ha riguardato le lavoratrici, percentuale che sale al 48% se si considera solo l’ultimo anno. Le infortunate hanno un’età media più elevata rispetto agli uomini: quattro su 10, infatti, hanno dai 50 anni in su, con un differenziale di circa otto punti rispetto ai coetanei.
La quasi totalità dei casi (mediamente il 90%) riguarda la gestione assicurativa dell’industria e servizi, mentre il resto coinvolge i dipendenti della gestione del conto Stato (9%) e l’agricoltura (1%). Il 43% delle vittime dell’industria e servizi opera nel settore della sanità e assistenza sociale, il 15% nel trasporto e magazzinaggio e il 10% nel noleggio e servizi di supporto alle imprese. Per le lavoratrici, in particolare, l’incidenza è particolarmente elevata nella Sanità e assistenza sociale, in cui si concentra il 70% di tutte le aggressioni alle donne.
14 decessi per violenze e molestie sul lavoro – Tra il 2019 e il 2023 sono stati registrati 14 decessi per violenze e molestie sul lavoro. Le conseguenze di questa tipologia di infortuni per la stragrande maggioranza (oltre il 90%) sono senza postumi invalidanti permanenti.
Considerando postumi di inabilità superiori all’1%, il grado medio è del 5%. Per il 56% dei casi la diagnosi è una contusione, senza differenze significative per genere. Seguono la lussazione con il 19% (22% per le donne) e le fratture con l’11% (13% per gli uomini). La principale sede del corpo coinvolta nelle violenze è la testa, con poco più del 30% del totale e pochissime differenze tra uomini e donne, mentre un caso su quattro interessa gli arti superiori. I decessi riconosciuti dall’Inail in occasione di lavoro nel quinquennio analizzato sono stati complessivamente 14, due dei quali hanno riguardato lavoratrici.
Oltre 2.000 denunce per disturbi psichici e comportamentali – Aumentano anche le denunce di patologie professionali da disturbi psichici e comportamentali, si legge nel focus Inail dedicato alle malattie mentali in ambito lavorativo, nel quinquennio 2019-2023 sono state più di 2.000, con una media di 400 all’anno confermata anche dai dati provvisori del 2024.
Anche se rappresentano solo lo 0,7% del totale delle tecnopatie denunciate nel nostro Paese, lo stress, l’ansia e la depressione sono i problemi di salute lavoro-correlati più comuni per i lavoratori e le lavoratrici italiani ed europei.
Ambienti di lavoro stressanti e ostili, carichi di lavoro eccessivi, ma anche discriminazione e molestie psicologiche e sessuali possono comportare, in mancanza di consulenza e supporto psicologico, gravi rischi per la salute mentale. Già nel 2020 l’Oms dichiarava che la depressione stava diventando la malattia mentale più diffusa al mondo e, in generale, la seconda malattia dopo le patologie cardiovascolari.
Il magazzino dove sono divampate le fiamme era piano di articoli; non si conosce ancora la stima dei danni
CAERANO DI SAN MARCO – Un incendio è scoppiato oggi, mercoledì 26 marzo, intorno alle 13 pressolo stabilimento Diadora di Caerano di San Marco, vicino allo spaccio aziendale. Il rogo ha avuto origine dal magazzino interratodove erano stoccate molte scarpe, e le autorità non hanno ancora fornito una stima precisa dei danni, che potrebbero essere significativi. Circa trenta dipendenti, che lavorano nel vicino polo DHL per le spedizioni, sono stati evacuati tempestivamente, senza riportare ferite. I vigili del fuoco, supportati da diverse squadre provenienti daTreviso, Montebelluna e Asolo, sono riusciti a contenere l’incendio, mail fumo è ancora presente in abbondanza. Al momento, i dipendenti sono in attesa nel parcheggio per poter rientrare, mentre i dirigenti dell’azienda valutano la situazione all’interno dello stabilimento. Fortunatamente, l’evacuazione è avvenuta senza gravi conseguenze per le persone, ma la situazione non è ancora sotto controllo.
A scopo precauzionale sono stati evacuati tre edifici civili adiacenti l’azienda
Incendio in azienda dolciaria nel milanese, le immagini dal drone
Un’esplosione e un incendio si sono verificati nel primo pomeriggio nell’azienda alimentare Perfetti di Lainate, nel Milanese. Lo scoppio è avvenuto intorno alle 14 nel magazzino di via Clerici della nota azienda di caramelle e gomme da masticare.
L’incendio è sotto controllo. Lo comunicano i vigili del fuoco, spiegando che all’interno erano depositati – secondo le prime informazioni – scarti di lavorazione. Non risultano persone coinvolte o feriti. A scopo precauzionale sono stati evacuati tre edifici civili adiacenti l’azienda.
Sul posto erano accorsi con nove mezzi i Vigili del fuoco di Milano e Saronno (Varese).
Un’alta colonna di fumo si era alzata dopo l’esplosione visibile dall’autostrada e da tutto il Nord Milano.
Secondo le prime informazioni l’esplosione sarebbe avvenuta in un magazzino interno alla grande area occupata dalla multinazionale. Sul posto, oltre ai mezzi per il contenimento dell’incendio, anche i mezzi di pronto intervento Nbcr per accertare e nel caso fronteggiare eventuali emergenze relative alla diffusione di sostanze chimiche pericolose.
L’esplosione ha squarciato un magazzino di scarti, prevalentemente residui plastici e di gomma. Proprio per il coinvolgimento di rifiuti, si deve ora scongiurare la presenza di possibili sostanze nocive nell’aria. Per questo motivo i vigili del fuoco hanno chiesto l’intervento dell’Arpa regionale.
Il magazzino interessato dall’esplosione è una struttura metallica interna al perimetro aziendale.
Il 118 del Laghi, che gestisce l’intervento di soccorso medico, sta valutando alcuni anziani tra le case delle palazzine vicine, evacuate quasi immediatamente, alcuni dei quali hanno lamentato lievi difficoltà di respirazione.
La Perfetti Van Melle è un gruppo italo-olandese specializzato nella produzione e distribuzione di confetteria, caramelle e gomme da masticare. Il gruppo è nato nel 2001 dopo che l’italiana Perfetti ha acquisito la maggioranza azionaria dell’olandese Van Melle. Il colosso ha oltre 18 mila dipendenti e 33 stabilimenti produttivi in tutto il mondo.
L’incendio “si è verificato in un’area esterna, adiacente al magazzino, di dimensioni contenute. L’incendio è già stato domato e non ha coinvolto alcuna persona” dichiara la Perfetti Van Melle. “L’operatività dello stabilimento non risulta intaccata. Resta quindi una situazione circoscritta, che non ha avuto impatti rilevanti sull’attività” conclude l’azienda.
L’ex giocatore della Juventus e l’ex presidente della Fifa erano già stati scagionati in primo grado
Michel Platini e Sepp Blatter – Ipa/Fotogramma
Michel Platini e Sepp Blatter assolti.Oggi, martedì 25 marzo, l’ex giocatore della Juventus e l’ex presidente della Fifa sono stati nuovamente assolti in appello dai tribunali svizzeri nel caso di frode che li ha riguardati. Proprio come accadutoin primo grado, quando nel 2022 la Corte d’appello straordinaria del Tribunale penale federale non accolse le richieste della Procura, ovvero 20 mesi di pena detentiva con sospensione condizionale per ciascuno degli imputati. Dopo quasi dieci anni di procedura, si è scritto quindi un nuovo capitolo della saga giudiziaria diPlatini e Blatter, che non è detto che sia finita. La Procura potrà infatti presentare un ricorso in Cassazione presso il Tribunale federale svizzero.
Il processo – Per quattro giorni Michel Platini, 69 anni, e Sepp Blatter, 89 anni, sono comparsi nuovamente di fronte ai giudici con l’accusa di aver “ottenuto illegalmente, a danno della Fifa, un pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri (circa 1,8 milioni di euro, ndr) a favore di Michel Platini“. Sia l’accusa sia la difesa concordano su un punto: il tre volte vincitore del Pallone d’Oro è stato consulente di Sepp Blatter tra il 1998 e il 2002, durante il primo mandato di quest’ultimo come presidente della Fifa, e i due hanno firmato un contratto nel 1999, concordando una remunerazione annuale di 300.000 franchi svizzeri, interamente pagata dalla Fifa.
Ma nel gennaio 2011 l’ex centrocampista, nel frattempo divenuto presidente della Uefa (2007-2015), “rivendicò una richiesta di risarcimento di 2 milioni di franchi svizzeri“, definita dall’accusa una “fattura falsa“. Blatter e Platini sostengono di aver concordato fin dall’inizio uno stipendio annuo di un milione di franchi svizzeri, tramite un ‘gentlemen agreement‘, orale e senza testimoni, e che le finanze della Fifa non consentivano il pagamento immediato a Platini.
Mina spegne oggi 85 candeline. Un compleanno importante per un mito nazionale di fama mondiale, icona della musica e della storia della tv. Leggenda vivente nonostante la scelta di mezzo secolo fa di rendersi invisibile agli occhi del pubblico, è l’artista femminile italiana con il maggior numero di vendite e continua a influenzare generazioni di nuovi cantanti.
All’anagrafe Mina Anna Maria Mazzini, soprannominata la ‘Tigre di Cremona’, ma nata a Busto Arsizio (Varese) il 25 marzo 1940, nel corso della sua carriera, iniziata alla fine degli anni ’50, ha interpretato più di 1.500 brani, incluse pietre miliari della canzone italiana come ‘Mille bolle blu’, ‘Tintarella di Luna’,’Parole, parole, parole’, ‘Se telefonando’, ‘Amor mio’ e ‘Grande grande grande’. Artista sempre moderna ed eclettica, con doti canore straordinarie che l’hanno portata a cantare in diverse lingue, tra cui l’inglese, il francese, lo spagnolo, il tedesco e il giapponese, Mina ha interpretato generi che spaziano dalla canzone napoletana alla musica classica, dalle cover dei Beatles alle sperimentazioni nel jazz.
Non appare in pubblico dall’ultimo concerto dal vivo tenuto il 23 agosto 1978 al teatro tenda ‘Bussoladomani’ a Lido di Camaiore, nella sua amata Versilia, ma questo ha unicamente contribuito ad alimentarne la leggenda. Solo nel 2001 si è fatta riprendere eccezionalmente negli studi di registrazione della Pdu, la sua etichetta discografica, a Lugano, concedendo al pubblico uno sguardo sul suo processo creativo. Un evento che ha mostrato la padronanza della cantante anche dei più moderni mezzi di comunicazione: un video in streaming che ha registrato un picco di circa 20 milioni di persone connesse, risultando uno dei più seguiti di tutti i tempi in Italia.
Sempre nel 2001, per i meriti artistici, Mina è stata insignita dell’onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana dall’allora presidente Carlo Azeglio Ciampi. Grazie agli oltre 150 milioni di dischi venduti in tutto il mondo è, a pari merito con l’amico di sempre Adriano Celentano, l’artista italiano dal maggior successo commerciale, e in assoluto l’artista femminile italiana con il maggior numero di vendite. Proprio ‘Mina Celentano’, con due milioni di copie, è il disco più venduto dalla cantante.
A oggi, con 72 album in studio,tre album dal vivo, 40 raccolte, 17 Ep, cinque colonne sonore, sei album video e 145 singoli, di cui 24 entrati al numero uno, Mina è anche l’artista che detiene il record di presenze nelle classifiche italiane. Ha ricevuto riconoscimenti da alcuni dei più celebri musicisti internazionali, tra cui Frank Sinatra, che avrebbe voluto vederla esibirsi negli Stati Uniti, ma dove lei non si è mai recata per paura di volare, Michael Jackson e Louis Armstrong. Liza Minnelli l’ha definita “la più grande” e ha confessato che se fosse andata a un suo concerto, sarebbe entrata nel backstage per chiederle un autografo.
Icona non solo della musica ma anche della televisione, Mina è stata protagonista di alcuni dei programmi più celebri della storia della Rai, come ‘Canzonissima’, ‘Teatro 10’, ‘Senza Rete’, figurando in duetti diventati leggendari con Giorgio Gaber, Ugo Tognazzi, Vittorio De Sica, Totò, Giancarlo Giannini e Lelio Luttazzi, per citarne alcuni. Memorabili lo sketch insieme ad Alberto Sordi a ‘Studio Uno’ nel 1966 e l’esibizione con Lucio Battisti a ‘Teatro 10’ del 1972, da molti considerati gli otto minuti che hanno cambiato la musica italiana. Con Raffaella Carrà è stata la protagonista di ‘Milleluci’, uno dei più belli e seguiti show di varietà del sabato sera della Rai in bianco e nero.
Se avesse voluto, Mina avrebbe potuto intraprendere anche una promettente carriera cinematografica. Federico Fellini le propose di recitare nel ‘Satyricon’ e ‘Il viaggio di G. Mastorna’, ma lei non accettò e quest’ultimo non fu mai realizzato, mentre Francis Ford Coppola l’avrebbe voluta come protagonista femminile per ‘Il Padrino’, nel ruolo che fu poi affidato a Diane Keaton.
Nonostante sia assente dalla scena pubblica ormai da quasi cinquant’anni, Mina ha continuato a essere presente e a influenzare generazioni di nuovi artisti, e non solo, grazie alla produzione, con cadenza più o meno annuale di album, best of, e collaborazioni, sempre alla ricerca di nuovi talenti, come testimonia la recente canzone ‘Un briciolo di allegria’ (2023), singolo inciso con Blanco, ma anche i suoi ultimi due album, ‘Ti amo come un pazzo’ del 2023 e ‘Gassa d’amante’ del 2024.
Mina e Alberto Lupo cantano “Parole Parole” nel 1972 – Rai Rai
Non sono stati sinora segnalati danni né è stata diramata un’allerta tsunami. Il sisma stato avvertito da migliaia di persone
Un forte terremoto ha colpito oggi la Nuova Zelanda. La scossa, di magnitudo 6.7, si è verificata al largo dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda, hanno dichiarato le autorità, mentre l’agenzia per i disastri del Paese ha valutato l’eventuale rischio di tsunami. Secondo quanto si legge sul sito dell’Ingv, la scossa è stata avvertita alle 2.43 ora italiana (12.43 ora locale).
L’Agenzia nazionale per la gestione delle emergenze ha dichiarato che i residenti delle regioni di Southland e Fiordland devono stare lontani dalle spiagge e dalle aree marine perché le correnti forti e insolite possono rappresentare un pericolo.
Il sisma è stato registrato nelle scorse ore a una profondità di 21 chilometri, a circa 160 chilometri da Riverton, secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti(Usgs). Non sono stati sinora segnalati danni né è stata diramata un’allerta tsunami. Il terremoto è stato avvertito da migliaia di persone.
Nel 2011 un terremoto di magnitudo 6.3 devastò Christchurch, con un bilancio delle vittime che parlava di 185 morti.
Ultimi giorni di ora solare. Questo fine settimana in Italia torneremo a utilizzare l’ora legale e, reimpostando tutti gli orologi, ci godremo giornate più lunghe in vista della bella stagione.
Quando effettuare il cambio dell’ora – L’orario dovrà essere reimpostato nella notte tra sabato 29 marzo e domenica 30 marzo 2025, intorno alle 2 di notte.
Come spostare le lancette dell’orologio – Bisognerà portare avanti di 60 minuti le lancette degli orologi analogici e digitali non smart, mentre la maggior parte dei dispositivi elettronici si aggiorneranno automaticamente. Dagli smartphone ai computer, è sempre buona abitudine però controllare che effettivamente l’orario impostato sia quello corretto.
Cosa succede con il cambio dell’ora – Il passaggio dall’ora solare a quella legale ci farà dormire un’ora in meno nella notte tra sabato e domenica. Le giornate però ci sembreranno più lunghe dal momento che avremo un’ora in più di luce tra pomeriggio e sera.
ll sisma è stato avvertito anche in alcuni comuni limitrofi, non si registrano danni a cose e persone. La terra continua a tremare anche in Calabria
Una scossa di terremoto di magnitudo 2,7 è stata registrata a Potenza, in Basilicata, alle 20.38 di ieri. Il sisma è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV-Roma ed è stato avvertito anche in alcuni comuni limitrofi. Non si registrano danni a cose e persone.
L’evento sismico è il terzo registrato ed avvertito nell’ultima settimana dopo la scossa di magnitudo 2.3 di mercoledì 19 marzo e quella di magnitudo 4.2 di martedì 18 marzo.
In mattinata, ieri, la terra ha tremato anche nella non lontana Calabria. La scossa più forte ha avuto come epicentro il comune di Amato, nel catanzarese, con magnitudo 3.3 e si è verificata alle ore 5,03 ad una profondità di 10.1 km, ma altri due eventi sismici sono stati registrati uno ad Amato e l’altro a Marcellinara, chiaramente avvertiti dalla popolazione.
Terremoto di magnitudo Md 1.8 del 24-03-2025 ore 00:45:04 (Italia) in zona: Confine Italia Svizzera (SVIZZERA)
Piogge, tmeporali e locali grandinate nelle prossime ore su alcuen regioni
Il panorama meteorologico non accenna a tornare tranquillo sul nostro Paese e nelle prossime ore nuove piogge, temporali e qualche grandinata potranno colpire numerose regioni.
La causa è da ricercare nella presenza di un vortice ciclonico attualmente collocato a ridosso delle isole Baleari, che lentamente si sposterà poi verso l’Italia nei prossimi giorni, condizionando così il quadro meteorologico su gran parte del Paese. Ma già dalle prossime ore si noteranno i suoi effetti su diverse zone del nostro territorio. Nonostante il vortice sarà ancora nei paraggi delle Baleari, sull’Italia arriveranno correnti umide, miti, ma soprattutto molto instabili che provocheranno precipitazione qua e là, anche sotto forma di rovescioo temporale. I fenomeni più probabili? Nelle ore centrali della giornata e un po’ ovunque, ma in particolare al Nord, in Sardegna e lungo il medio-basso settore Adriatico.
Va sottolineato come non saremo in presenza di una vera e propriaperturbazionein grado di provocare una più uniforme e diffusa distribuzione delle precipitazioni, ma da impulsi d’aria instabile che porteranno una fenomenologia più imprevedibile, a carattere sparso e peraltro anche di difficile localizzazione sul fronte previsionale. Insomma, la classica situazione che ci obbliga a tenere rigorosamente l’ombrello a portata di mano in quanto si alterneranno squarci d’azzurro ad improvvise e brevi fasi di maltempo. Prestiamo inoltre attenzione ai temporali; stante le temperature abbastanza miti, i contrasti con le masse d’aria umida e instabile si faranno più accentuati, con fenomeni anche intensi accompagnati da raffiche di vento e locali grandinate.
Come spesso avviene in questo genere di situazioni, verso la sera le piogge e i temporali tenderanno gradualmente ad attenuarsi, illudendoci che il peggio sia passato. Ma basterà attendere le ore centrali di Martedì 25 per tornare a vedere nuovamente nubi minacciose pronte a scaricare rovesci e temporali su molteplici regioni d’Italia.
Anche nei prossimi giorni infatti, la primavera continuerà a mostrare il suo volto più capriccioso e con tutta probabilità lo farà fino al prossimo weekend.
Una circolazione depressionaria continuerà ad influenzare buona parte d’Italia nei prossimi giorni. La protezione civile nazionale ha emesso una nuova allerta meteo.
Allerta Meteo
Su alcune regioni sarà elevato il rischio di precipitazioni forti ma veloci con possibili temporali e locali nubifragi. Non è esclusa anche la possibilità di grandine durante il transito di eventuali groppi temporaleschi. I fenomeni saranno più frequenti nelle ore centrali della giornata e potranno interessare, a macchia di leopardo, diverse regioni, con particolare attenzione al Nord, alla Sardegna e al medio-basso Adriatico. Le temperature resteranno generalmente miti. I venti saranno tutti meridionali, moderati o anche tesi.
Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte (alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati) ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento.
Per la giornata di Lunedì 24 Marzo si prevedono piogge localmente intense e possibili temporali con grandine su diverse regioni italiane. Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata allerta gialla su alcuni settori dell’Emilia Romagna, settori di Toscana e Marche.
Mappa di allertamento
Lunedì 24 marzo 2025
Meteo, Settimana con la Goccia Fredda: arriva la Grandine, aree colpite
Prossima settimana: una goccia fredda semi stazionaria sul bacino del Mediterraneo condizionerà il tempo sull’Italia, con serio rischio di temporali con grandine.
Prossima settimana instabile, possibili grandinate a causa di una Goccia Fredda sopra l’Italia
Ma di cosa si tratta? Alle alte latitudini scorrono delle correnti (più fredde e instabili) ben diverse rispetto a quelle che transitano a latitudini più basse (molto calde e stabili) e gli scambi di calore tra Nord e Sud Europa in particolari condizioni possono evolvere, appunto, in una goccia fredda, ovvero in un blocco di aria fredda in quota che si stacca da una più vasta depressione atlantica o nordeuropea. Insomma, una zona di atmosfera dove fa molto più freddo rispetto a tutte le aree circostanti. Ed è proprio quello che succederà da Lunedì 24 Marzo in avanti: questo nucleo infatti tenderà a stazionare sul bacino del Mediterraneo destabilizzando il tempo atmosferico anche per i giorni a seguire.
RISCHIO GRANDINATE – Detto in maniera semplice, nelle giornate di Martedì 25, Mercoledì 26 e Giovedì 27 Marzo ci aspettiamo tante pioggeetemporali a macchia di leopardo, quindi è davvero difficile andare nel singolo dettaglio: come capita spesso in questa stagione, ciò non significa affatto che tutte le giornate saranno compromesse dalle precipitazioni, anzi, questi fenomeni durano in genere al massimo poche ore per poi tornare il sole (la classica instabilità primaverile). Diciamo che le aree più colpite potrebbero essere quelle interne e meridionali.
Attenzione però, proprio grazie ad un maggior soleggiamento, ed al primo caldo di stagione, aumenterà l’energia potenziale in gioco nei bassi strati dell’atmosfera (umidità e calore) che di fatto preparerà il terreno per lo sviluppo di imponenti celle temporalesche, ovvero di sistemi particolarmente violenti, alti fino a 8-10 km e in grado di provocare grandine(fino a 3-4 cm di diametro) e raffiche di vento ad oltre 60 km/h (downburst). A maggiori rischio saranno dapprima le regioni del Centro Nord (Martedì) e poi anche il resto dell’Italia.
Prossima settimana: goccia fredda sul Mediterraneo, rischio temporali e grandinate
Nella seconda parte di settimana la formazione di un pericoloso ciclone potrebbe far peggiorare ulteriormente le condizioni meteo, specie al Sud, con la possibilità più che concreta di veri e propri nubifragi.
Nel complesso possiamo affermare che si tratterà di una parte finale di Marzo piuttosto movimentata e dinamica fatta di continui cambiamenti atmosferici tipici della Primavera.
La prossima Primavera potrebbe risultare estrema a livello meteorologico! Le proiezioni stagionali sul lungo periodo, appena arrivate, iniziano a preoccupare gli esperti a causa dei grandi movimenti atmosferici e dall’anomala stagione invernale che abbiamo vissuto e che rischia di avere delle conseguenze dirette anche nei prossimi mesi.
Per meglio inquadrare questo genere di previsioni va fatta una doverosa premessa. Qualcosa negli ultimi anni pare essersi rotto a livello climatico, viviamo sempre più spesso in una sorta di altalenacon l’alternanza tra lunghe fasi anticicloniche di stampo africano,caratterizzate da temperature sopra media e improvvise irruzioni di aria fredda in grado di scatenare eventi meteo estremi. Questi sono i chiari segnali dei cambiamenti climatici in atto e gli effetti si notano, sempre più marcati, anche sul nostro Paese.
Detto ciò, secondo gli ultimi aggiornamenti, tra Marzo e Aprile le temperature saranno ben sopra la media, con scostamenti rispetto ai valori di riferimento addirittura di+3°C su buona parte dell’Europa centro orientale e sulla Scandinavia. Come mostra la mappa qui sotto, al momento le anomalie più pesanti e dunque più calde sembrerebbero interessare pure l’Italia, specie le regioni del Centro Nord.
Marzo/Aprile: temperature sopra le medie di circa 3°C, soprattutto sulle regioni settentrionali
Ma attenzione, ciò non significa che tutta la Primavera trascorrerà all’insegna del sole e di un clima caldo. Non sono infatti da escludere deipossenti scambi meridiani, come peraltro già avvenuto negli ultimi anni: si tratta di brusche e rapide variazioni del tempo con ondate di freddo tardive in discesa direttamente dal Polo Nord. Il timore di una situazione di questo tipo sono molto elevati e riguardano soprattutto l’agricoltura e la vegetazione che, dopo un Inverno tutt’altro che gelido, risultano già avanti, tanto che sono spuntate le prime gemme e i primi fiori. Un gelo tardivo avrebbe delle conseguenze devastanti,sia dal punto di vista naturale, sia da quello economico.
Non solo: il pericolo determinato dai contrasti tra un caldo fuori norma e improvvise irruzioni gelide tardive non è da sottovalutare: i fenomeni estremi sono sempre più frequenti anche in Italia, già dalla fine di Marzo, come violenti temporali (anche con grandine), tornado o nubifragi. Pure il mese di Maggiopotrebbe seguire questo trend climatico con valori termici ben sopra la media e addirittura con le prime fiammate di calore simil-estive in grado di farci addirittura superare i 30°C in caso di prime avanzate del temibile anticiclone africano.
Varie persone, tra cui quattro tedesche, sono state bloccate nonostante avessero i permessi necessari: c’entrano le politiche di Donald Trump contro l’immigrazione
Agenti fuori dalla sede dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), l’agenzia federale che si occupa di far rispettare le leggi sull’immigrazione, il 16 marzo a New York – (EPA/GRAEME SLOAN)
Nelle ultime settimane a diverse persone, in maggioranza turisti, è stata negata la possibilità di entrare negli Stati Uniti nonostante avessero una regolare autorizzazione: alcune di loro sono state portate in centri di detenzione, e hanno detto ai giornali di essere state trattate sostanzialmente come dei criminali. È una conseguenza dell’approccio molto duro adottato dall’amministrazione del presidente Donald Trump verso l’immigrazione, sia irregolare che, in casi come questi,regolare.
In questi giorni sia il ministero degli Esteri tedesco sia quello britannico hanno modificato le raccomandazioni ufficiali ai viaggiatori, avvisandoli che se decidono di andare negli Stati Uniti devono mettere in conto la possibilità di essere arrestati ed espulsi. È diventato un tema soprattutto in Germania, dato che ultimamente quattro cittadini tedeschi sono stati respinti: il governo sta esaminando i loro casi, che intanto sono stati raccontati dai giornali sia tedeschisia statunitensi.
Tre di questi quattro casi sono stati risolti, quindi dopo un periodo di detenzione o custodia le persone coinvolte sono potute uscire dagli Stati Uniti. Il caso non ancora risolto è quello di Fabian Schmidt, un 34enne che ha la “green card”, un permesso di soggiorno permanente. Al momento Schmidt si trova in un centro di detenzione del Rhode Island, sulla costa est degli Stati Uniti. Era stato arrestato all’aeroporto di Boston, in Massachusetts, lo scorso 7 marzo al ritorno da un viaggio in Lussemburgo.
Sua madre Astrid Seniorha raccontatodi non aver avuto notizie di lui per giorni, ha detto che non sono state ancora comunicate le ragioni dell’arresto né formalizzate accuse nei suoi confronti.Senior ha denunciato le condizioni di detenzione del figlio, a cui sono stati confiscati i farmaci per l’ansia: ha detto che a causa della mancanza di sonno e di un’alimentazione non adeguata le condizioni di Schmidt si sono aggravate, e a un certo punto è stato portato in un ospedale locale. In passato Schmidt era stato arrestato per possesso di marijuana in California, ma le accuse erano cadute dopo che lo stato ne aveva legalizzato il possesso.
Il check-in all’aeroporto di Arlington, Virginia, lo scorso novembre – (EPA/JIM LO SCALZO)
Gli altri tre casi hanno coinvolto Jessica Brösche, una tatuatrice di Berlino di 29 anni; Lucas Sielaff, un ragazzo di 25 che era andato a trovare la fidanzata; e Celine Flad, una studentessa di 22 anni in vacanza. Sia Brösche sia Sielaff sono stati fermati al confine con il Messico, che da anni è al centro della propaganda di Trump e che la destra statunitense vorrebbe militarizzare per evitare l’ingresso di migranti irregolari.
Tutti e tre sono entrati negli Stati Uniti con l’ESTA, un’autorizzazione che permette ai cittadini di 43 paesi, tra cui molti europei, distare negli Stati Unitisenza bisogno di un visto per un massimo di 90 giorni consecutivi. L’ESTA e il visto sono documenti che non garantiscono di per sé la possibilità di entrare nel paese, che è soggetta a un interrogatorio all’arrivo che però in molti casi viene svolto in modo poco scrupoloso con una serie di domande di routine.
A metà gennaio Brösche era di ritorno da un viaggio a Tijuana. Probabilmente è stata arrestata perché aveva con sé l’attrezzatura da tatuatrice e gli agenti hanno sospettato che intendesse lavorare illegalmente negli Stati Uniti (anche se lei lo aveva escluso). È rimasta in un centro di detenzione per 46 giorni prima di poter tornare in Germania. Flad invece è rimasta per circa 24 ore in custodia a Newark, nel New Jersey, prima di poter riprendere un volo: stava facendo scalo dopo essere anche lei stata in Messico.
Sielaff è stato arrestato nella seconda metà di febbraio. Era la quarta volta che andava a trovare la sua fidanzata, che vive in Nevada. L’aveva accompagnata in Messico per portare il cane di lei dal veterinario (costa meno che negli Stati Uniti). Sielaffha raccontato che, al rientro, a causa delle sue difficoltà con la lingua inglese non era riuscito a spiegarsi con un agente, che aveva capito che lui vivesse a Las Vegas (invece era solo in visita) e l’aveva arrestato senza dargli tempo di chiarire il malinteso.
Sielaff ha detto di essere stato ammanettato e portato in un centro di detenzione (l’Otay Mesa di San Diego, lo stesso di Brösche), dov’è rimasto per 16 giorni prima di poter tornare in Germania il 6 marzo. Ha detto ai giornali che «nessuno si sentirà più sicuro a venire come turista negli Stati Uniti».
Ci sono stati anche altri casi. Giovedì il ministro francese Philippe Baptiste, che ha delega all’Istruzione superiore, ha detto che gli Stati Uniti hanno negato l’ingresso a un ricercatore francese per via di alcune sue dichiarazioni critiche verso Trump. Il governo statunitense ha negato che fosse quella la ragione, sostenendo invece che il ricercatore (la cui identità non è stata diffusa) conservasse su un dispositivo elettronico delle informazioni confidenziali del Los Alamos National Laboratory, affiliato al dipartimento dell’Energia.
Anche una donna britannica di 28 anni, Rebecca Burke, è rimasta per tre settimane in un centro di detenzione dopo essere stata arrestata al confine col Canada, probabilmente a causa di un modulo compilato male.
«Sono molto inusuali questi casi tutti insieme. Le ragioni per arrestare queste persone non hanno senso […] né giustificano condizioni abominevoli. L’unica ragione che vedo è una molto più accesa atmosfera anti-migranti», ha detto all’Associated Press Pedro Rios, direttore di un’associazione che assiste le persone migranti negli Stati Uniti. Secondo Rios, inoltre, è una novità che un trattamento simile sia applicato a cittadini di paesi che sono importanti alleati degli Stati Uniti, come la Germania, il Regno Unito e la Francia.
La legge statunitense autorizza gli agenti a ispezionare i beni delle persone al loro arrivo negli Stati Uniti. Non sempre in questi casi alle persone coinvolte è garantita l’assistenza da parte di un avvocato.
Sono ore di grande attesa in casa Inter. Le condizioni del capitano Lautaro Martinez cambieranno inevitabilmente le scelte di Simone Inzaghi in vista del forcing finale di una stagione che vedrà i nerazzurri ancora protagonisti su tre fronti fra Campionato, Coppa Italia e Champions League. La speranza è che il problema alla coscia accusato all’interno del ritiro dell’Argentina non sia grave, ma tutto dipenderà dall’esito degli esami strumentali.
È GIA’ AD APPIANO – A far ben sperare i tifosi nerazzurri è stato proprio il Toro di Bahia Blanca che a sorpresa, in mattinata, ha pubblicato una foto sul proprio profilo Instagram. Nonostante le voci di un ritorno in Italia soltanto nella giornata di oggi, infatti, il rientro dall’Argentina è andato liscio e il centravantisi è già presentato al Bper Training Centre di Appiano Gentile dove si è messo al lavoro in palestra. E lì ha trovato il compagno di reparto e amico Marcus Thuram, anche lui “sconvocato” dalla Francia per il noto problema alla caviglia che lo tormenta da tempo. E la foto, pubblicata sul proprio profilo è già diventata virale.
DOMANI GLI ESAMI – Il comunicato con cui l’Argentina rimandava Lautaro in Italia aveva lasciato grossi dubbi nello staff tecnico interista, che sì aveva registrato un problema nel finale della gara poi vinta contro l’Atalanta (suo il gol del 2-0), ma che non comportava la presenza di lesioni. Lo staff medico della Seleccion ha invece comunicato al club interista la presenza di una piccola lesione che sarà approfondita negli esami a cui si sottoporrà nella mattinata di domani presso l’Istituto Humanitas di Rozzano.
OBIETTIVO DERBY – Il sorriso con cui Lautaro si è mostrato oggi ad Appiano e le sensazioni del giocatore fanno oggi ben sperare l’Inter. Anche se la lesione dovesse essere confermata, di fatto, l’ex-Racing è ormai fermo da 7 giorni e potrebbe gestire il riposo anche fino alla gara contro l’Udinese in programma domenica 30 marzo alle ore 18 a San Siro. L’obiettivo, o forse meglio la speranza di Inzaghi, è quella di averlo a disposizione al 100% nella gara di andata delle semifinali di Coppa Italia in programma mercoledì 2 aprile. E lì, in un San Siro rossonero, andrà in scena l’ennesimo derby stagionale contro il Milan.
Cosa ha spinto la Lega Serie A secondo Il Giornale in edicola questa mattina a far giocare i nerazzurri e altre due gare nel giorno di Pasqua
Nell’aprile pieno zeppo di impegni l’Inter si concede perfino una gara nel giorno di Pasqua. Tornerà addirittura utile, perché a cavallo tra due impegni infrasettimanali contro Bayern Monaco e Milan e quindi permetterà di riposare un giorno in più tra la prima e la seconda delle tre gare in pochi giorni. La scelta della Lega Serie A, anticipata ieri pomeriggio da Fcinter1908.it, sarebbe mossa però da logiche diverse. Lo spiega Il Giornale in edicola stamattina:
“La notizia era nell’aria, adesso è ufficiale. Quest’anno si gioca anche a Pasqua, ma il calendario affollato è un pretesto, la ragione è concedere una giornata in più alle tv e allinearci a quanto si fa nel resto d’Europa: non è scritto sui contratti, ma evidentemente questo hanno chiesto e questo hanno avuto.
Si comincerà alle 15, con Empoli-Venezia, per proseguire alle 18 con Bologna-Inter e chiudere alle 20.45 con Milan-Atalanta. Empoli, Bologna e Inter la settimana successiva devono giocare il ritorno della semifinale di Coppa Italia (il derby al mercoledì, Bologna-Empoli al giovedì). In più l’Inter la settimana che porta a Pasqua ha il ritorno col Bayern in Champions (al mercoledì). Marotta e Inzaghi saranno soddisfatti della decisione della Lega Serie A. Per l’Inter – l’unica squadra italiana ancora in corsa su 3 fronti – è la migliore soluzione possibile, pur in un mese che resta affollatissimo di impegni (9 partite dal 30 marzo, quando si ripartirà dopo la sosta)”.
Edin Dzeko è uscito nell’intervallo del match tra Romania e Bosnia dopo aver preso un calcio in faccia al 34′
EdinDzeko è uscito nell’intervallo del match tra Romania e Bosnia, valido per le qualificazioni ai prossimi Mondiali, in seguito ad un calcio in faccia involontario di Popescu proprio nei confronti dell’ex Inter e Roma.
Dzeko è stato prontamente medicato e incerottato ma sotto gli occhi sono rimasti i segni del calcio in faccia subito. “All in or nothing“, ha scritto poi il bosniaco sui social nel post gara.
Confermate le anticipazioni: l’allenatore italo-brasiliano è stato sollevato dall’incarico, gli subentra l’ex vice di Pirlo
L’ufficialità è arrivata da pochi minuti, attraverso un comunicato pubblicato dalla Juventus sui suoi profili social: dopogiorni di tensionein casa bianconera – oltre che di settimane contrassegnate da risultati non soddisfacenti sul campo – da oggi l’italo-brasilianoThiago Motta non è più l’allenatore della Juve.
il comunicato – “Igor Tudor è il nuovo allenatore della Prima Squadra Maschile. Bentornato, Igor! – questo il testo del comunicato Juve -. Il Club ringrazia Thiago Motta e tutto il suo staff per la professionalità dimostrata e per il lavoro svolto in questi mesi con passione e dedizione, augurando loro il meglio per il futuro”. E’ dunque ufficiale anche il ritorno in bianconero di Tudor, che già fu vice di Pirlo sulla panchina Juve nella stagione ’20-21.
Auto trascinate dalla corrente ma nessuna persona coinvolta
A seguito del forte nubifragio abbattutosi nella notte a Genova i vigili del fuoco sono stati chiamati a intervenire per l’ispezione e l’eventuale soccorso di persone rimaste bloccate in alcuni sottopassi allagati.
In particolare a Brin dove si è accumulato oltre un metro d’acqua i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno verificato alcune autovetture che, trascinate dalla corrente giù per via Ariosto , risultavano con le luci accese, ma non sono risultate persone a bordo.
Allagati anche alcuni box ed una tabaccheria. In via Zella i vigili del fuoco hanno rimosso alcuni cassonetti dell’immondizia che occupavano la carreggiata. La polizia locale ha provveduto a chiudere il transito.
Sul posto carabinieri, vigili del fuoco e polizia locale. A essere interessato uno stabile composto da piano terra, primo piano e secondo piano
Esplosione in una palazzina a Monteverde nella mattinata di domenica 23 marzo. A essere interessato uno stabile composto da piano terra, primo piano e secondo piano. Una deflagrazione avvenuta – per cause ancora da accertare – in via Pio Foà all’altezza di via Vitellia. Secondo le primissime informazioni che hanno iniziato a filtrare, la causa dell’evento potrebbe essere collegata a una fuga di gas. Un uomo straniero, sui 40-50 anni, è stato estratto dalle macerie e trasportato, in codice rosso, all’ospedale Sant’Eugenio. La vicenda è seguita in presa diretta anche dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che si sta recando sul posto.
Esplosione in una palazzina a Monteverde – Dalle prime informazioni raccolte sarebbero crollati primo e secondo piano. Sul posto carabinieri vigili del fuoco e personale del 118. Continuano le ricerche all’interno dell’edificio con molta cautela a causa di ulteriori crolli, per assicurarsi che non siano rimaste coinvolte ulteriore persone. Al momento, non risulterebbero esserci dispersi. Ma sono in corso tutti gli accertamenti del caso. In valutazione, a scopo precauzionale, l’evacuazione delle palazzine di fronte a quella esplosa.
Area messa in sicurezza – Diverse pattuglie dei gruppi XI Marconi e XII Gruppo Monteverde della Polizia Locale di Roma Capitale sono impegnate in via Vitellia. I caschi bianchi hanno immediatamente provveduto a delimitare l’area per motivi di sicurezza e per consentire l’intervento dei soccorsi, con chiusure stradali intorno alla zona. Al momento è stata estratta una persona che ha riportato ferite, ma le operazioni sono tuttora in corso.
“Abbiamo sentito un boato pazzesco” – Mentre stanno andando avanti le operazioni di soccorso, sono state raccolte le prime testimonianze sul posto. Così Giovanna all’Adnkronos: “Eravamo ancora a letto, quando abbiamo sentito un botto pazzesco, mia madre si è spaventata ed è corsa sul terrazzo. Abbiamo capito subito che non era uno scontro tra macchine o qualcosa del genere, ma che si trattava di un’esplosione. C’era fumo che si alzava e poco dopo hanno chiuso la strada, e sono cominciati ad arrivare polizia e soccorsi. A quel punto sentivamo solo rumori e sirene“.
Lo stop alle auto, e non solo, scatterà alle 8.30 e terminerà al passaggio dell’ultimo runner, previsto tra la tarda mattinata e il primissimo pomeriggio
Una foto della corsa
Sono 62 le strade di Milano che chiuderanno al traffico per la Stramilano, la mezza corsa di primavera giunta alla sua 52esima edizione. La manifestazione si snoderà per le vie del centro di Milano seguendo tre percorsi:5, 10 e mezza maratona. Gli organizzatori si aspettano di ripetere il successo della scorsa edizione, quando oltre 62mila persone si sono presentate ai nastri di partenza.
Le strade interessate dalla manifestazione chiuderanno al traffico intorno alle 8:30, in concomitanza con la partenza della mezza maratona da Piazza Castello. Il blocco sarà revocato progressivamente dopo il passaggio dell’ultimo runner, con una riapertura prevista per il primo pomeriggio.
Le tre corse – Alle 9:30 da Piazza Duomo, invece, sarà il turno della Stramilano 10 km, la corsa non competitivache coinvolge proprio tutti, senza guardare all’età e all’esperienza. Il percorso si snoderà tra le strade più rappresentative della città, toccando punti simbolici come Piazza San Babila, Corso Venezia e Piazza XXIV Maggio. Mezzora dopo, alle 10:00, sempre da Piazza Duomo, partirà la Stramilanina, dedicata ai più piccini e alle loro famiglie: un percorso di 5 km che attraverserà il centro storico regalando ai bambini e alle loro famiglie un’esperienza all’aria aperta indimenticabile all’insegna dello sport. L’arrivo per entrambe le corse non competitive sarà presso l’Arco della Pace, dove tutti i partecipanti riceveranno la loro medaglia.
L’elenco con tutte le strade chiuse – La Stramilano si snoderà su tre percorsi distinti.La mezza maratona, nel dettaglio, seguirà un percorso quasi ad anello da percorrere prima in senso orario e poi in senso antiorario. In totale la polizia locale di Milano chiuderà al traffico 68 vie della città. Di seguito l’elenco completo.
Via Legnano, Piazza Lega Lombarda, Bastioni di Porta Volta Viale F. Crispi, Piazza XXV Aprile, Bastioni di Porta Nuova, Piazzale Principessa Clotilde, Viale Monte Santo, Piazza della Repubblica, Viale Città di Fiume, Bastioni di Porta Venezia, Piazza Oberdan, Viale L. Majno, Viale Bianca Maria, Piazza Cinque Giornate, Viale Regina Margherita, Viale E. Caldara, Piazzale Medaglie d’Oro, Viale A. Filippetti, Viale Beatrice d’Este, Largo Isabella d’Aragona, Piazzale di Porta Lodovica, Viale Gian Galeazzo, Piazza XXIV Maggio, Viale G. d’Annunzio, Piazzale A. Cantore, Viale Papiniano, Viale di Porta Vercellina, Piazzale F. Baracca, Via E. Toti, Piazza della Conciliazione, Via Alberto da Giussano, Via Guido D’Arezzo, Via del Burchiello, Via Giotto, Piazza M. Buonarroti, Piazza Castello, Via G. Mengoni, Via Santa Margherita, Piazza della Scala, Via Case Rotte, Largo R. Mattioli, Via A. Catena, Piazza Meda, Corso G. Matteotti, Piazza San Babila, Corso Venezia, Via Palestro, Via Marina, Via Senato, Via Sant’Andrea, Via Montenapoleone, Via A. Manzoni, Via G. Verdi, Via dell’Orso, Via Cusani, Largo Cairoli, Foro Buonaparte, Piazzale L. Cadorna, Via P. Paleocapa, Viale E. Alemagna, Viale G. Milton, Piazza del Tricolore, Piazzale Aquileia, Via XX Settembre, Viale Pietro e Marie Curie, Viale Molière.
Chiude una fermata della metro e tutti i mezzi deviati – La fermata di Duomo chiuderà dalle 7.30. Tutti i treni della M1 e delle M3 salteranno la stazione, come disposto dalle autorità di pubblica sicurezza. Per cambiare si può scendere a Centrale, Loreto o Cadorna. Per raggiungere piazza Duomo si possono utilizzare le vicine stazioni di Cordusio, San Babila, Montenapoleone o Missori.
Diverse anche le linee deviate per permettere lo svolgimento della manifestazione. Di seguito l’elecon completo.
Tram 1 – dalle 6 alle 12:30 – Nelle due direzioni devia e salta le fermate tra Repubblica e Sempione/Procaccini. Passa per Monte Santo, Monte Grappa, via Rosales, Garibaldi, Monumentale, Procaccini. Non passa da Cadorna, Cairoli, Duomo, Montenapoleone e Turati.
Tram 2 – dalle 7 alle 12:30 – Nelle due direzioni non fa servizio tra piazzale Baiamonti e Porta Genova. Tra Porta Genova e Negrelli è sostituito dal tram 16.
Tram 3 – dall’inizio del servizio alle 12:30 – Non fa servizio tra piazza 24 Maggio e Duomo. Fa servizio come al solito tra Gratosoglio e corso San Gottardo. Da qui proseguono sul percorso della linea 14.
Tram 4 – dalle 7 alle 12:30 – Fa servizio come al solito tra Parco Nord e Baiamonti. Non fa servizio tra Baiamonti e Cairoli.
Tram 10 – dalle 6 alle 12:30 – Fa servizio tra Segesta M5 e piazza 24 Maggio e tra viale Lunigiana e piazza Sei Febbraio. Non fa servizio tra Baracca e via Procaccini.
Tram 12 – dalle 7 alle 12:30 – Non fa servizio tra Cenisio M5 e viale Molise. Fa servizio come al solito tra Certosa FS e Cenisio. Da qui prosegue verso Bausan passando da Monumentale, Ceresio, Baiamonti e via Farini come linea 2.
Tram 14 – dall’inizio del servizio alle 12:30 – Fa servizio tra Gratosoglio e Lorenteggio e tra Cimitero Maggiore e Maciachini. Non fa servizio tra viale Coni Zugna e via Nono.
Istituita una “zona rossa” e allestito un PCA (Posto di Comando Avanzato). Il Prefetto di Sondrio Anna Pavone ha ordinato l’attivazione del Centro di Coordinamento dei Soccorsi presso la Sala Operativa della Prefettura.
VAL MASINO – Momenti di apprensione in Val Masino, dove il numero di persone evacuate nella frazione di Cataeggio è salito da 150 a circa 300a causa del movimento della frana Scaiun.
L’intervento dei Vigili del Fuoco del comando di Sondrio è scattato questa mattina (vedi articolo), dopo il superamento della soglia radar del Livello 3 (Elevata Criticità), rilevato a seguito di un monitoraggio costante della frana di Scaiun-Cataeggio. Il dato allarmante di 8.1 mm/24h ha reso necessaria un’azione immediata per garantire la sicurezza della popolazione.
Le autorità hanno istituito una “zona rossa” e allestito un PCA (Posto di Comando Avanzato) per coordinare le operazioni di soccorso. Gli abitanti evacuati sono stati temporaneamente radunati presso i punti di raccolta individuati nel piano comunale di emergenza di protezione civile, ovvero la Casa delle Guide e il Centro sportivo di Cataeggio. Di queste 300 persone, circa 120 sono state sistemate in alberghi della zona, mentre le restanti hanno trovato alloggio presso parenti o amici.
A seguito della riunione operativa convocata dalla Prefettura di Sondrio nella mattinata odierna, alla quale hanno partecipato rappresentanti delle forze dell’ordine, della Protezione Civile e diARPA Lombardia, il sindaco Pietro Taeggi ha firmato l’ordinanza con la quale dispone l’immediata evacuazione degli edifici nelle seguenti vie di Cataeggio: via Roma (dal civico 1, 2, 14 e 18), via Chiesa, via Boc, via Sceres, via ai Murun, via Caste Olt e via G. Marconi (fino al civico 70). L’ordinanza vieta inoltre l’accesso e l’utilizzo degli edifici sgomberati sia ai proprietari che ad altri soggetti aventi titolo, fino a nuova comunicazione.
La Strada Provinciale 9 è stata chiusa al transito nel tratto compreso tra il km 9 e il km 10, in corrispondenza della porzione che potrebbe essere interessata da un eventuale movimento franoso. Tuttavia, per consentire il deflusso dei turisti presenti in zona e scongiurare situazioni di isolamento, è stata attivata una viabilità alternativa.
Al termine della riunione, intorno alle 13.30, il Prefetto di Sondrio Anna Pavone ha ordinato l’attivazione immediata del Centro di Coordinamento dei Soccorsi presso la Sala Operativa della Prefettura di Sondrio, al fine di monitorare costantemente la situazione e coordinare le operazioni sul campo. Sul posto sono già operative squadre dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Sondrio, militari del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Sondrio e tre ambulanze con personale di AREU 118 e Croce Rossa Italiana.
La comunità locale segue con preoccupazione gli sviluppi della situazione, mentre gli esperti continuano a monitorare il fenomeno franoso per valutarne la possibile evoluzione. Il sindaco, in coordinamento con la Prefettura, la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco, ha assicurato che verranno fornite tempestivamente ulteriori informazioni ai cittadini.
L’incidente nell’impianto anconetano fa prepotentemente tornare d’attualità il tema della sicurezza
Fiamme, paura, e la memoria che corre indietro nel tempo, all’angoscia per gli incidenti avvenuti che in alcune circostanze avevano assunto connotati tragici, con il decesso di alcuni operai. Prima attorno alle 22:30 la deflagrazione, avvertita anche a diversi chilometri di distanza, poi le fiamme che si sono sprigionate nel cuore della Raffineria Api. Nitidamente visibili, con il fumo che ha avvolto la struttura e un odore pregnante di idrocarburi progressivamente emanatosi, tali da generare numerose telefonate dei cittadini allarmati arrivate al centralino del 112 per richiedere informazioni. Il problema, a quanto si è appreso, si è verificato in uno degli impianti di desolforazione del gasolio, da cui sarebbe scaturito il rogo per il quale sono state subito attivate tutte le procedure di sicurezza interne.
Immediato l’intervento dei vigili del fuoco accorsi sul posto a supportare il lavoro del personale interno: sono arrivate squadre da Ancona, Jesi e Senigallia, e successivamente anche da Macerata e Fermo, coordinate dal comandante Patrizietti al fine di circoscrivere le fiamme e tenerle sotto controllo fino allo spegnimento. Erano stati allertati, fino alle 7 di stamattina, anche i medici del notturno dell’ospedale regionale di Torrette per eventuali emergenze mediche che non si sono però verificate.
Le operazioni si sono concluse intorno alle 3:30 circa: le 25 unità, dopo le verifiche del caso anche strumentali, effettuate con l’ausilio dei tecnici dello stabilimento, sono quindi rientrate. Ma non sono mancate le polemiche con il Comitato Mal’Aria Falconara-Castelferretti che parla di gravi lacune in merito alla comunicazione necessaria per informare i cittadini.
“Siamo tutti ostaggio di un qualcosa che non è compatibile con questo territorio – si legge nella nota stampa – per minuti interminabili la popolazione più a ridosso dell’impianto si chiedeva se fosse il caso di evacuare. Minuti preziosi, che si sono persi nel silenzio totale di chi aveva la responsabilità di informare, di dire qualcosa, anche qualora si fosse ritenuto di dire di restare a casa e non muoversi“.
L’esplosione, poi il rogo: a Falconara torna la paura. Le prime reazioni: «Nessun “alert” ai cittadini: perchè?»
L’incendio nella Raffineria fa prepotentemente tornare d’attualità il tema della sicurezza. Ben 25 le unità dei vigili del fuoco impegnate, arrivate anche da fuori provincia, che hanno completato le operazioni a notte inoltrata
FALCONARA MARITTIMA – Fiamme, paura, e la memoria che corre indietro nel tempo, all’angoscia per gli incidenti avvenuti che in alcune circostanze avevano assunto connotati tragici, con il decesso di alcuni operai. Prima attorno alle 22.30 la deflagrazione, avvertita anche a diversi chilometri di distanza, poi le fiamme che si sono sprigionate nel cuore della Raffineria Api. Nitidamente visibili, con il fumo che ha avvolto la struttura ed un odore pregnante di idrocarburi progressivamente emanatosi, tali da generare numerose telefonate dei cittadini allarmati arrivate al centralino del 112 per richiedere informazioni. Il problema, a quanto si è appreso, si è verificato in uno degli impianti di desolforazione del gasolio, da cui sarebbe scaturito il rogo per il quale sono state subito attivate tutte le procedure di sicurezza interne.
Immediato l’intervento dei vigili del fuoco accorsi sul posto a supportare il lavoro del personale interno: sono arrivate squadre da Ancona, Jesi e Senigallia, e successivamente anche da Macerata e Fermo, coordinate dal comandante Patrizietti al fine di circoscrivere le fiamme e tenerle sotto controllo fino allo spegnimento. Erano stati allertati, fino alle 7 di stamattina, anche i medici del notturno dell’ospedale regionale di Torrette per eventuali emergenze mediche che non si sono però verificate. Le operazioni si sono concluse intorno alle 3.30 circa: le 25 unità, dopo le verifiche del caso anche strumentali, effettuate con l’ausilio dei tecnici dello stabilimento, sono quindi rientrate. La viabilità sulla via Flaminia non ha risentito dell’incidente né il traffico ferroviario – momentaneamente fermati nell’immediatezza dell’esplosione e nei concitati momenti successivi alle prime fiamme che si sono propagate – ma poi regolarmente ripristinati. Non si sono registrati feriti ed intossicati, sebbene la sensazione di paura sia tornata nuovamente ad accompagnare la popolazione della città.
Non sono mancate le prime reazioni all’accaduto, con il Comitato Mal’Aria Falconara-Castelferretti che parla di gravi lacune in merito alla comunicazione necessaria per informare i cittadini. «Siamo tutti ostaggio di un qualcosa che non è compatibile con questo territorio – si legge nella nota stampa – l’azienda non è compatibile, le istituzioni che ci dovrebbero rappresentare non sono compatibili, gli enti di controllo. Non siamo disposti ad ascoltare per l’ennesima volta frasi come: “…incidente minore, nessun rischio per la popolazione, intervenuti subito…per fortuna che il vento tirava verso mare, dopo poco le fiamme erano già state domate.…”. Perché sono frasi che arrivano dopo, dopo è facile. È prima invece che occorrerebbe applicare il principio di precauzione, quando per minuti interminabili la popolazione più a ridosso dell’impianto si chiedeva se fosse il caso di evacuare, di portarsi a distanza maggiore. Minuti preziosi, che si sono persi nel silenzio totale di chi aveva la responsabilità di informare, di dire qualcosa, anche qualora si fosse ritenuto di dire di restare a casa e non muoversi».
«I cittadini sono rimasti all’oscuro di quanto stava avvenendo – attacca il consigliere regionale Dem Antonio Mastrovincenzo – e informati solo dalle terribili immagini dei social. Il Comune non ha inviato alcun segnale acustico di allerta alla popolazione, né è stato attivato il sistema di messaggistica whatsapp. Quello di ieri è l’ennesimo inaccettabile gravissimo episodio nel corso che si verifica all’interno della Raffineria e che mette a rischio l’ incolumità e la salute di lavoratori e cittadini. Oggi depositerò una interrogazione urgente in Consiglio regionale per conoscere le cause di questo ennesimo grave incidente; i motivi per cui il Comune di Falconara non ha comunicato tempestivamente nulla alla popolazione; quale è stata in questi anni l’attività del Tavolo interistuzionale istituito durante la scorsa Legislatura proprio per monitorare lo stato del sito, verificare l ‘adeguatezza del piano di emergenza esistente a tutela dei lavoratori e dei cittadini, definire linee guida per affrontare le problematiche ambientali esistenti e future; se il Presidente Acquaroli ha intenzione di sollecitare la proprietà dell’Api a presentare un radicale piano di riconversione del sito verso attività ambientalmente sostenibili, così come peraltro previsto anche dalla Risoluzione approvata all’unanimità in Consiglio Regionale il 24 aprile 2018, su mia proposta».
George Foreman, leggenda della boxe, è morto a 76 anni. Lo ha annunciato la sua famiglia sui social. Memorabile il match (perso) contro Muhammad Ali, passato alla storia come “Rumble in the Jungle” nel 1974 e ancora di più il ritorno sul ring a distanza di venti anni, conquistando il titolo e diventando il più vecchio campione del mondo della storia dei pesi massimi.
Il mondo della boxe piange George Foreman, morto all’età di 76 anni. Ex campione dei pesi massimi, ha combattuto, e perso, contro Muhammad Ali nell’indimenticabile “Rumble in the Jungle” del 1974, uno dei momenti più storici dello sport mondiale, per poi conquistare il titolo due decenni dopo e diventare il più anziano campione del mondo nella categoria dei pesi massimi. Ad annunciare la scomparsa è stata la famiglia con una nota sul profilo Instagram: “Con profondo dolore, annunciamo la scomparsa del nostro amato George Edward Foreman Sr. che se n’è andato pacificamente il 21 marzo 2025 circondato da persone care. Un predicatore devoto, un marito devoto, un padre amorevole e un nonno orgoglioso e bisnonno, ha vissuto una vita segnata da fede incrollabili, umiltà e scopo. Un umanitario, un olimpionico e due volte campione del mondo dei pesi massimi, è stato profondamente rispettato – una forza per il bene, un uomo di disciplina, convinzione e un protettore della sua eredità, lottando instancabilmente per preservare il suo buon nome – per la sua famiglia“.
Il club non ha rispettato le norme sulla multiproprietà stabilite dall’organo di governo del calcio mondiale per il torneo di questa estate.
I giocatori del Club Leon – (Photo by Leopoldo Smith/Getty Images)
La FIFA ha ufficialmente escluso i messicani del Club León dal prossimo Mondiale per Club, a causa della violazione delle norme sulle multiproprietà. Lo ha annunciato la stessa Federcalcio internazionale, in una nota.
«A seguito dell’apertura di procedimenti disciplinari nei confronti del CF Pachuca e del Club León, il presidente della Commissione Disciplinare della FIFA ha deciso di deferire il caso direttamente alla Commissione d’Appello della FIFA, in conformità con l’articolo 56, paragrafo 3, del Codice Disciplinare della FIFA – si legge nella nota – Dopo aver valutato tutte le prove disponibili, il presidente della Commissione d’Appello della FIFA ha stabilito che il CF Pachuca e il Club León non hanno rispettato i criteri relativi alla multiproprietà di club, come definiti dall’articolo 10, paragrafo 1, del Regolamento della FIFA per la Coppa del Mondo per Club 2025. In conformità con l’articolo 10, paragrafo 4, dello stesso regolamento, la FIFA ha deciso che il Club León sarà escluso dalla competizione, con il club sostituto che verrà annunciato a tempo debito».
Una decisione che era stata in parte anticipata dal Pachuca, l’altra squadra messicana coinvolta. «Pochi momenti fa siamo stati notificati dalla FIFA che una delle due squadre, Pachuca o León, partecipanti al Mondiale per Club 2025, sarà esclusa dalla competizione. I motivi di questa decisione non ci sono stati comunicati».
La ragione è quindi da ricondurre alla violazione delle norme sulla multiproprietà. Entrambi i club appartengono al Gruppo Pachuca e non hanno evidentemente dimostrato l’indipendenza richiesta dalla FIFA per poter prendere parte alla manifestazione. Nessuna di queste due squadre è presente in uno dei gironi di Inter e Juventus. Il Pachuca avrebbe tuttavia potuto potenzialmente incontrare i bianconeri agli ottavi di finale e i nerazzurri ai quarti, mentre il León sarebbe stato un avversario solamente in caso di semifinale.
«Siamo in disaccordo con questa decisione, che impugneremo fino all’ultima istanza e davanti al più alto tribunale sportivo, poiché tutte le prove e la documentazione che attestano la nostra indipendenza amministrativa e sportiva sono state presentate in modo tempestivo e trasparente», ha sottolineato ancora il Pachuca nella nota.
«Sarà il Segretario Generale dell’organismo a decidere quale di questi due club non parteciperà. Nel nostro caso, difenderemo ciò che è stato conquistato sul campo in modo giusto, professionale e nel pieno rispetto delle regole della competizione», ha concluso il club messicano.
Chi sostituirà il Club León al Mondiale per Club? Cosa dice il regolamento
Con l’esclusione del Club León, è caccia alla squadra che sostituirà i messicani in quota Concacaf per prendere parte alla competizione..
La FIFA ha ufficializzatoquesto pomeriggio l’esclusione dei messicani del Club León dal nuovo Mondiale per Club a 32 squadre. Una decisione che è stata presa a seguito di una violazione delle norme in tema di multiproprietà, come sottolineato dall’organo di governo del calcio mondiale in una nota.
All’interno del comunicato, la FIFA ha sottolineato anche a breve sarà annunciato il club che rimpiazzerà i messicani. L’organo presieduto da Gianni Infantino non ha specificato con quali modalità, anche se è possibile farsi un’idea della procedura tramite il regolamento ufficiale della competizione.
«Se la Commissione Disciplinare della FIFA decide che due o più club non soddisfano i criteri definiti nel paragrafo 1 (dell’articolo 10 sulla multiproprietà, ndr), il segretariato generale della FIFA determinerà quale club potrà essere ammesso alla competizione e come sostituire un club non ammesso, in conformità con i seguenti principi», si legge nell’articolo 10 del documento.
«A tal fine, si terrà conto, in particolare, del rispettivo ranking dei club interessati e della quota applicabile per confederazione e/o associazione membro a cui i club sono affiliati», conclude l’articolo 10.4. Guardando alle quote per ogni Confederazione, è verosimile che il nuovo club arriverà dalla Concacaf,la Confederazione del Centro America.
Nuova squadra Mondiale per Club? Chi potrebbe sostituire il Club León
Questo il ranking attuale (in grassetto le partecipanti come vincitrici della Concacaf Champions League):
CF Monterrey (Messico) – 52 punti
Club León (Messico) – 47 punti
América (Messico) – 44 punti
Philadelphia Union (USA) – 41 punti
Cruz Azul (Messico) – 39 punti
Columbus Crew (USA) – 37 punti
CF Pachuca (Messico) – 34 punti
Tigres UANL (Messico) – 32 punti
Seattle Sounders FC (USA) – 28 punti
Los Angeles (USA) – 25 punti
Pumas UNAM (Messico) – 24 punti
New York City (USA) – 19 punti
New England (USA) – 19 punti
Atlanta United (USA) – 13 punti
Alajuelense (Costa Rica) – 13 punti
Considerando la graduatoria e l’esclusione del Leòn, la prima squadra potenzialmente disponibile a livello di ranking sarebbe l’America. Tuttavia, stante la norma che prevede la partecipazione di massimo due club dello stesso Paese (a meno che tre o più squadre non abbiano conquistato il trofeo continentale), è probabile che tutte le formazioni messicane e quelle statunitensi (oltre ai Seattle Sounders c’è l’Inter Miami, presente come invitata) non vadano conteggiate.
Se così fosse, la prima squadra in graduatoria di un Paese differente sarebbe l’Alajuelense, club del Costa Rica che aveva presentato – tra le altre cose – il ricorso per chiedere la squalifica di una tra Pachuca e Club León, proprio sulla base delle norme legate alla multiproprietà.
Arnautovic dopo lo scontro subito in campo nel match tra Austria e Serbia – Credit Foto Getty Images
Un forte spavento, ma fortunatamente nulla di grave per Marko Arnautovic durante il match tra Austria e Serbia. Il giocatore dell’Inter ha accusato un attacco di panico a seguito di un violento scontro di gioco. Dopo l’intervento dello staff medico, l’attaccante ha potuto continuare il match, servendo l’assist per il momentaneo vantaggio della sua Nazionale
L’Austria diMarco Arnautovic è impegnata negli spareggi per la promozione alla Lega A di Nations League. 1-1 nel match d’andata giocato contro la Serbia, in cui l’attaccante ha servito l’assist per il vantaggio siglato da Gregoritsch a cui è seguito nella ripresa il pareggio di Lazar Samardzic. Il giocatore dell’Inter ha vissuto attimi di paura in avvio di gara, dopo uno scontro di gioco che gli ha procurato “un forte dolore nella parte anteriore della rotula“.
“Poi ho sentito un’enorme pressione nella metà superiore dell’addome, nello stesso momento ho avuto un attacco di panico e non so perché mi sia capitato. Il dottore ha dato un’occhiata, mi ha dato una medicina, è tornato tutto ok e ho potuto continuare” questo il raccontato di Arnautovic nel post gara.
Il focus del classe 1989 resta però sullastagione in nerazzurro, come dimostrano le parole rilasciate a Sportmediaset dal ritiro della Nazionale: “Sono in un ottimo periodo di forma e sì, io sono sempre pronto per aiutare l’Inter che è la mia squadra del cuore”. Il sogno sarebbe quello di rivivivere la stagione 2009/2010: “Replicare il Triplete?Io l’ho già detto, il Triplete l’ho vinto da tifoso, sarei bugiardo a dire il contrario: adesso sono un giocatore vero, gioco un po’ di più e cerco di dare tutto per l’Inter. Se puntiamo a vincere tutte e quattro le competizioni che affronteremo? Certamente, certamente”.
Il calciatore si sta sottoponendo a dei test per verificare il suo stato. Al vaglio la natura della sua cardiopatia: i risultati sono attesi entro una o due settimane
Edoardo Boveè ricoverato da ieri all’Ospedale Torrette di Ancona per sottoporsi a una serie di test per valutare la propria condizione in seguito all’impianto del defibrillatore, misura necessaria dopo il malore patito lo scorso dicembre. Lo ha rivelato il Corriere Adriatico. Il centrocampista romano della Fiorentina, vittima di un arresto cardiaco nella partita al Franchi con l’Inter del primo dicembre, vuole capire se la sua cardiopatia sia strutturale o meno.
LA NOTA – In mattinata il club viola ha diramato una nota sul proprio sito ufficiale: “ACF Fiorentina informa che, nella giornata di ieri, giovedì 20 Marzo, il calciatore Edoardo Bove è stato sottoposto ad accertamenti cardiologici approfonditi di tipo elettrofisiologico nella Clinica di Cardiologia e Aritmologia dell’AOUM diretta dal Prof. Antonio Dello Russo, con la supervisione del Prof. Paolo Zeppilli consulente del giocatore“.
le prospettive – Già ieri Bove ha svolto i primi test diagnostici ed accertamenti specifici con approfondimenti invasivi di natura elettrofisiologica per trattare le aritmie. I risultati sono attesi entro una o due settimane. All’ospedale di Torrette il calciatore 22enne è stato affidato alle cure del professore Antonio Dello Russo, direttore della Clinica di Cardiologia e Aritmologia che ha già trattato altri sportivi. Con il defibrillatore interno che gli è stato impiantato, allo stato attuale Bove potrebbe tornare a giocare solo all’estero per via dei protocolli stringenti del calcio italiano. Se invece fosse possibile rimuovere il defibrillatore, lo scenario potrebbe cambiare.