Il simbolo della tv italiana aveva 89 anni: è stato uno dei conduttori televisivi più famosi e influenti, da “Sanremo” a “Fantastico”
Pippo Baudo (foto LaPresse)
È morto stasera, sabato 16 agosto, a Roma, Pippo Baudo. A renderlo noto è l’Ansa. Il simbolo della tv italiana aveva 89 anni, e a confermarlo all’agenzia di stampa è stato il suo avvocato e amico fraterno Giorgio Assumma.
Baudo è nato il 7 giugno 1936 a Militello in Val di Catania. È stato uno dei conduttori televisivi più famosi e influenti della televisione italiana. Ha iniziato la sua carriera negli anni ’60 e ha lavorato principalmente per la Rai, conducendo numerosi programmi di successo come “Settevoci”, “Canzonissima”, “Domenica in”, “Fantastico” e molte edizioni del Festival di Sanremo, di cui detiene il record di conduzioni (tredici volte tra il 1968 e il 2008).
Autore e conduttore – Baudo ha anche ricoperto ruoli di direttore artistico e ha lanciato o rilanciato molte carriere di artisti e personaggi televisivi italiani. Parallelamente alla sua carriera televisiva, ha partecipato a film e fiction, principalmente interpretando sé stesso. È stato anche autore di brani musicali utilizzati in ambito televisivo e cinematografico.
Grande innovatore e scopritore di talenti, Baudo ha lasciato un segno indelebile nel panorama televisivo grazie a una serie di momenti iconici che ancora oggi vengono ricordati con affetto da milioni di spettatori.
Il “salvataggio” all’Ariston – La sua ascesa al successo, come detto, iniziò alla fine degli anni ’60 con “Settevoci”, un programma che lo impose subito come uno dei conduttori più promettenti e capaci. Il vero exploit arrivò però con il Festival di Sanremo, il celebre evento musicale che Baudo ha condotto ben tredici volte tra il 1968 e il 2008, stabilendo un record ancora imbattuto. Tra le sue conduzioni, spicca un episodio indimenticabile del 1995, quando, in diretta dal Teatro Ariston, salvò un uomo che minacciava di suicidarsi, dimostrando la sua tempestività e umanità in un momento di grande tensione.
Il talent scout – Baudo non è stato solo un conduttore: è stato anche un autentico talent scout, noto per aver lanciato carriere notevoli. Tra i nomi più celebri scoperti grazie al suo fiuto spiccano Laura Pausini, Andrea Bocelli, Eros Ramazzotti e molti altri, artisti che hanno poi conquistato il mondo della musica con il loro talento.
Un altro momento che resta scolpito nella memoria collettiva è quello in cui Baudo, sempre con ironia e spirito, ricevette una torta in faccia durante “Gran Premio”, episodio che mostrò il lato più leggero e umoristico del conduttore. Nel corso della sua carriera, Baudo, inoltre, ha guidato con successo trasmissioni di grandissimo successo come “Domenica In”, “Fantastico” e “Luna Park”, programmi che hanno fatto registrare ascolti record e fatto la storia della televisione pubblica italiana.
Il suo percorso professionale ha consacrato Baudo come un vero e proprio simbolo della cultura e dello spettacolo italiano, capace di continuare a lasciare il segno anche dopo decenni di attività.
La Valtellina è stata attraversata da un’ondata di maltempo nel tardo pomeriggio di Ferragosto. Oltre a numerosi allagamenti dovuti alla grandine, a Livigno si sono verificati due smottamenti al Passo del Gallo e alla Valle di Federia.
La frana di Livigno(foto da Facebook)
Una violenta grandinata si è abbattuta sulla Valtellina nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 15 agosto, provocando numerosi allagamenti e disagi. A Livigno (in provincia di Sondrio) due smottamenti hanno bloccato il tunnel che conduce alla Valla di Federia e la strada del Passo del Gallo che, come comunicato attraverso i social, rimarrà chiusa tra il Ristoro Fopel e il confine di Stato fino alle 12 di lunedì 18 agosto.
Il Centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia già ieri aveva emanato l’allerta gialla per rischio temporali nella zona della Valtellina, che terminerà alla mezzanotte tra il 15 e il 16 agosto. Nel tardo pomeriggio di Ferragosto, dopo le 18, i vigili del fuoco del Comando provinciale di Sondrio, con la collaborazione di diversi distaccamenti territoriali, sono dovuti intervenire per numerosi allagamenti che hanno interessato i piani terra di abitazioni private, ma anche scantinati e capannoni industriali.
A Morbegno si sono abbattute forti raffiche di vento, mentre una frana ha bloccato il passaggio del Passo del Gallo nel territorio comunale di Livigno. Un secondo smottamento ha interessato il tunnel che conduce alla Valle di Federia. Piccoli cedimenti si sono verificati anche nella zona di Tirano, interessando alcune strade secondarie.
Il calcio africano si mobilita per Ademola Lookman. Secondo quanto riportato da Africa Hub, infatti, Didier Drogba è arrivato in Italia per consegnare all’Atalanta una petizione di cinquanta pagine, approvata dalla CAF (Confédération Africaine de Football), per richiedere un giusto e trasparente trasferimento per Ademola Lookman, Pallone d’Oro africano in carica.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google . Didier Drogba è arrivato in Italia per presentare una petizione di 50 pagine all’Atalanta, approvata dalla CAF, che chiede un processo di trasferimento equo e trasparente per il miglior talento africano Ademola Lookman, miglior giocatore africano dell’anno. Questa mossa sottolinea l’importanza della responsabilità e della giustizia nei trasferimenti del calcio mondiale, soprattutto quando si tratta di stelle africane. Rendiamo omaggio a Drogba per la sua leadership e il suo sacrificio. Questo non è solo calcio, si tratta di proteggere il futuro dell’eccellenza africana sulla scena mondiale.
Didier Drogba has landed in Italy to submit a 50-page petition to Atalanta, approved by CAF, advocating for a fair and transparent transfer process for Africa’s top talent Ademola Lookman, Africa’s Best Player of the Year.
L’INCENDIO. L’allarme intorno alle 11,30: nell’impianto c’erano 60 persone, nessun ferito. Il sindaco: «Erano appena finiti gli interventi di sistemazione».
Il rogo che ha devastato la piscina comunale di Ghisalba. Alle sue spalle il parco fotovoltaico, non raggiunto dalle fiamme
Ghisalba – Il tetto appena rifatto – o quel che ne rimane – è ridotto a uno scheletro annerito dalle fiamme. Alcuni pezzi sono precipitati nell’acqua delle vasche sottostanti. Il rogo è arrivato anche all’interno della struttura comunale, divorando la parte più a nord, dove si trovavano i trampolini per le vasche olimpioniche e quella per i più piccoli.
L’incendio a Ghisalba – Si contano i dannisubiti dalla piscina comunale di Ghisalba, in via Aldo Moro, colpita ieri mattina da un terribile incendio che ne ha devastato la struttura esterna e parte degli interni. Una stima precisa dei danni non c’è, ma si parla con ogni probabilità di qualche milione di euro e di una chiusura di almeno un anno. L’allarme è scattato alle 11,27, quando è partita la chiamata al Numero unico per le emergenze (Nue): in tutta l’area della Bassa, nella tarda mattinata di ieri era chiaramente visibile una densa colonna di fumo nero. Sul posto sono intervenute cinque squadre dei Vigili del fuoco, provenienti da Bergamo, Dalmine, Treviglio, Gazzaniga e Zogno con un totale di undici mezzi, autobotti e tre autoscale, dislocate in punti strategici per accelerare le attività di estinzione del rogo. In particolare, è stato utilizzato sia il parcheggio esterno della piscina comunale in via Moro, sia il campo in sabbia della polisportiva «Ghisalbese Calcio», che confina proprio con l’impianto colpito dall’incendio. Per domare il rogo ci sono volute un paio d’ore: le operazioni sono terminate intorno alle 14.
Le fiamme e i vigili del fuoco al lavoro – (Foto di Cesni)
All’interno 60 persone – Al momento dello scoppio, all’interno dell’impianto c’erano circa 60 persone, tra adulti, ragazzi, bambini e personale di servizio. Alcuni di loro si trovavano nel parco esterno a godersi il caldo sole estivo, altri stavano invece nuotando nelle vasche interne. Tutti i presenti, non appena l’incendio è divampato, sono stati rapidamente evacuati dallo staff dell’impianto sportivo e, fortunatamente, per nessuno di loro si è reso necessario il ricovero in ospedale: al termine della mattinata non si sono registrati feriti,né per ustioni né per intossicazione. Sul posto erano presenti comunque due ambulanze della Croce verde di Brusaporto e della Padana emergenza Bergamo, insieme ai carabinieri di Romano e Treviglio.
Il tetto, distrutto – (Foto di Cesni)
Le fiamme dal tetto – L’incendio è partito dal tetto della piscina, sul lato dell’ingresso alla struttura, e da lì si è rapidamente propagato su tutta la superficie della copertura esterna, andando ad intaccare anche gli interni. Il tetto è peraltro apribile e ieri mattina una porzione della piscina era scoperta, elemento che ha favorito l’evacuazione in sicurezza dei presenti. Le cause sono al momento ignote: le forze dell’ordine, supportate dal Nucleo investigativo antincendi (Nia), hanno comunque avviato le indagini per determinarle. All’interno dell’impianto è presente una telecamera che punta verso il piazzale della piscina, che potrebbe tornare utile nel corso delle indagini.
«Saranno effettuati dei rilievi per cercare di comprendere le cause. Impossibile quantificare i danni al momento, ma parliamo di qualche milione di euro»
In loco è arrivato anche il sindaco, Gianluigi Conti. «I lavori di sistemazione del tetto, che era stato in parte scoperchiato da un forte temporale il luglio scorso, si erano conclusi proprio ieri (mercoledì 13 agosto per chi legge, ndr)», ha detto. Fino al 31 agosto la piscina è in gestione allo «Sporting Club Verona». «Proprio in questi giorni stavamo perfezionando l’appalto per il nuovo gestore», ha rivelato il sindaco. Ma ora, chiaramente, è tutto fermo.
«Indagini sulle cause» – Stando alle prime informazioni non si sarebbero verificati danni agli edifici confinanti e non si è reso necessario nemmeno evacuare le case vicine. «Domani (oggi, 15 agosto, ndr) saranno effettuati dei rilievi per cercare di comprendere le cause. Impossibile quantificare i danni al momento, ma parliamo di qualche milione di euro. All’interno del sotterraneo (dove ci sono gli spogliatoi, ndr), non si sarebbero verificati danni, ma nei prossimi giorni si svolgeranno dei sopralluoghi accurati. Il parco fotovoltaico a nord è rimasto intatto. La piscina è inagibile ed è sotto sequestro finché non sarà stata fatta una valutazione delle possibili cause».
Ancora tanto caldo per alcuni giorni con picchi diffusi fino a 37/38°C
Ancora caldo africano e ancora temperature elevate nei prossimi giorni, con un’Italia che sembra avere la febbre a 38; ma non si tratta di un virus e tanto meno di un colpo di freddo; sono gli effetti del solito anticiclone africano Caronte che da parecchi giorni alberga sul bacino del Mediterraneo, facendo sentire la sua evidente e calda presenza pure sul nostro Paese.
Le temperature continuano a rimanere sopra media, l’afa avvolge molte città d’Italia senza risparmiare le ore notturne, ormai diventate puramente di stampo tropicale. Insomma, si suda! Da nord a sud; e in molti si chiedono fino a quando si dovrà aspettare per vedere le colonnine di mercurio tornare a mostrarci valori più consoni al periodo. Ebbene, anche gli ultimi aggiornamenti ci indicano che stiamo per arrivare a un possibile epilogo di questa prolungata onda di calore africana.
Fino a Sabato 16 non ci saranno grossi scossoni sul fronte termico, fatta eccezione per i rilievi, sia quelli alpini, sia quelli appenninici, dove una maggiore ingerenza temporalesca, specie nelle ore pomeridiane, potrà provocare qualche sussulto nel campo termico. Continuerà invece a fare molto caldo altrove, soprattutto nelle aree interne del Centro, su gran parte della valle Padana, dove i termometri continueranno a mostrarci valori prossimi ai 36/38°C.
Temperature massime previste per Sabato 16 Agosto
PRIMI SEGNALI DI CAMBIAMENTO – Ma la nostra attenzione si concentra sulla giornata di Domenica 17, quando un abbassamento del flusso atlantico inizierà ad erodere la bolla d’aria calda che da giorni grava sulle nostre teste. La circolazione inizierà così a subire un graduale cambiamento e il caldo inizierà ad attenuarsi a partire dalle regioni del Nord e, nel corso della prossima settimana, anche sulle regioni del Centro. Entro il weekend pure il Sud registrerà un calo termico. Nonostante non ci si attenda una vera rottura estiva, le temperature caleranno di qualche grado ovunque, anche per effetto di un contesto meteo che, gioco forza, inizierà a dare segnali di maggior instabilità con l’arrivo di alcune fasi di tempo più perturbato, delle quali però daremo maggiori dettagli in altri editoriali.
Differenza di temperatura massima tra Sabato 13 e Domenica 14 Agosto
Insomma, giungono buone notizie per chi non sopporta il caldo intenso e l’afa opprimente, in quanto con il passare dei giorni, l‘estate sembra voler tornare a mostrare il suo volto meno stabile e soprattutto più dolce sul fronte climatico.
Venerdì 15 agosto 2025
Meteo: Prossima Settimana sorprendente, ci sono aggiornamenti importanti
Prossima settimana: ancora caldo ma attenzione a una possibile svolta
Importanti aggiornamenti per la prossima settimana: avvio subito con l’alta pressione, poi però cambia di nuovo tutto a causa dell’arrivo della prima e seriaburrasca di fine Estate.
AVVIO DI SETTIMANA CON SOLE E CALDO – La prima parte della prossima settimana, Lunedì 18 e Martedì 19 Agosto, sarà caratterizzata da un tempo stabile e soleggiato, con valori oltre i 30-32°C su buona parte delle regioni, grazie alla presenza di un campo di alta pressione di origine africana. Caldo sì, ma niente di estremo, saranno infatti giornate pienamente estive; da segnalare solamente il rischio di qualche acquazzone sulle zone montuose.
ARRIVA UNA PERTURBAZIONE TEMPORALESCA – La nostra attenzione si sposta poi da Mercoledì 20 in avanti quando potrebbe materializzarsi una nuova svolta atmosferica. La causa va ricercata nella pulsazione di una vasta depressione (ciclone) in discesa dal Nord Atlantico, sospinta da correnti d’aria instabili in grado di pilotare delle perturbazioni dapprima verso l’Europa occidentale e poi anche verso l’Italia. Se ciò venisse confermato è lecito attendersi una fase decisamente più dinamica per tutta la seconda parte di settimana con il ritorno delle precipitazioni anche a carattere temporalescoa partire dalle regioni del Centro-Nord. Ecco servita la classica burrasca di “fine Estate“. Ci teniamo a precisare che questo non vuol dire che non avremo più sole e caldo; nelle prossime settimane e pure a Settembre infatti non sono da escludere fasi più stabili e pure con temperature sopra media.
Arriva una potente perturbazione temporalesca sull’Italia
Vista la configurazione sinottica attesa a scala continentale il rischio maggiore è quello che si venga a creare un pericoloso ciclone mediterraneo: si tratta in sostanza di un’area di bassa pressione in grado di innescare un’intensa fase di maltempo. Il periodo successivo a una rovente ondata africana risulta spesso piuttosto delicato a causa dei forti contrasti che si vengono a creare tra masse d’aria completamente diverse in grado di innescare eventi meteo estremi come nubifragi e grandinate. Il tutto sarà accompagnato da un deciso calo delle temperature.
Vi terremo aggiornati su questa interessante fase meteo climatica attesa nel corso della prossima settimana.
Prima la messa per le 43 vittime, poi una cerimonia al Memoriale
L’arcivescovo di Genova Marco Tasca ha celebrato oggi nella Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa una messa in ricordo delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto di sette anni fa. E’ il primo atto di una giornata che prevede altri momenti commemorativi promossi dal Comune di Genova insieme al Comitato Parenti vittime del Ponte Morandi.
La cerimonia si svolge alle 10.45 per la prima volta nello spazio attiguo al Memoriale 14.08.2018, inaugurato lo scorso dicembre.
Alla messa sono presenti tra gli altri i parenti delle vittime, il viceministro dei Trasporti con delega della presidenza del Consiglio dei Ministri Edoardo Rixi, il presidente ligure Marco Bucci, la sindaca di Genova Silvia Salis, la prefetta di Genova Cinzia Torraco, il vicepresidente della Regione Lombardia Marco Alparone.
“Il crollo del Ponte Morandi ha segnato un severo richiamo alle responsabilità pubbliche e private in tema di sicurezza delle infrastrutture. Un punto di non ritorno a pratiche che hanno generato un disastro di quelle proporzioni“, ha scrittoil presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio alla sindaca di Genova, Silvia Salis. “La rapida ricostruzione di un così importante tratto stradale, il Ponte Genova San Giorgio, riconnettendo la Città e l’Italia, è stata un atto di ripartenza” scrive il capo dello Stato, sottolineando che “la tutela delle infrastrutture, per garantire piena sicurezza nella circolazione, non ammette alcuna forma di negligenza“.
“Il 14 agosto 2018 segna una pagina drammatica nella storia del nostro Paese– scrive Mattarella – quarantatré vite spezzate, centinaia di persone costrette ad abbandonare le loro abitazioni. Una ferita indelebile nel cuore di Genova, della Liguria, dell’Italia”. “La comunità locale e la comunità nazionale hanno reagito con straordinario spirito di solidarietà accanto agli immediati soccorsi offerti dalle autorità preposte per arginarne le catastrofiche conseguenze“, si legge ancora nella missiva. “Nel commemorare le vittime del Ponte Morandi – conclude Mattarella – la Repubblica si unisce al dolore dei familiari“.
Il ministro Alessandra Locatelli in una nota ha ricordato la tragedia: “Una ferita aperta, difficile da rimarginare. Troppo dolore per i familiari e gli amici delle vittime, per la città di Genova e per tutto il Paese. Da quest’anno la commemorazione si svolgerà al nuovo memoriale in corrispondenza del pilone 9, quello collassato alle 11.36 di quel dannato giorno insieme a parte del viadotto. Mi auguro che niente di questa assurda vicenda possa essere dimenticato. La mia preghiera è per le famiglie delle vittime, in particolare, perché nessuno potrà cambiare quello che è successo, ma certamente si potrà fare chiarezza e giustizia su quanto è davvero accaduto, anche per i sopravvissuti e le persone che hanno perso ogni cosa. Il mio pensiero e un sincero ringraziamento vanno ai Vigili del Fuoco, alle Forze dell’Ordine, a tutti i soccorritori e a quanti sono intervenuti, con dedizione e coraggio, in quella drammatica giornata e nei giorni successivi“.
“Ricordo con dolore il 14 agosto di sette anni fa – scrive su X il presidente della Camera, Lorenzo Fontana –, giorno del crollo del Ponte Morandi. Il mio pensiero va alle famiglie delle vittime e a tutta Genova, che ha saputo reagire con coraggio e dignità“.
“Sette anni fa il crollo del Ponte Morandi a Genova portava via con sé 43 vite – il messaggio sui social del presidente del Senato Ignazio La Russa -, lasciando dolore, sgomento e molte domande destinate a segnare a lungo la coscienza della nazione. Il ricordo di quella tragedia resta tuttora forte, così come resta forte l’impegno a fare della memoria un fondamento di responsabilità“. “Il nuovo Ponte San Giorgio è diventato simbolo di riscatto e di volontà collettiva, ma nessuna opera potrà mai colmare l’assenza di chi non c’è più. A tutte le vittime, ai loro familiari, a chi porta ancora le conseguenze di quel triste giorno – conclude – va il nostro pensiero”.
Sessanta superstiti. La Guardia Costiera continua le ricerche dei dispersi
Il bilancio non è ancora definitivo, ma è già tragico: 27 morti, tra cui una bambina di un anno e tre adolescenti, e diversi dispersi.
Due imbarcazioni cariche di migranti si sono capovolte in mare aperto, a 14 miglia da Lampedusa, in area Sar italiana: l’ennesimo dramma che riporta alla ribalta della cronaca i viaggi della speranza. I superstiti al momento sono 60: soccorsi e fatti sbarcare sul molo dell’isola, sono stati portati all’hot spot di contrada Imbriacola. Le loro condizioni di salute sono discrete, solo 4 sono ricoverati in osservazione al Poliambulatorio per alcune fratture non gravi. Sui due barconi, secondo i racconti di chi ce l’ha fatta, ci sarebbero stati tra i 90 e i 100 profughi.
All’appello mancherebbero dunque tra le 20 e le 40 persone. La Procura di Agrigento ha aperto una inchiesta per naufragio colposo. Tutta da chiarire la dinamica. Verso mezzogiorno uno dei due barconi semiaffondato è stato avvistato da un elicottero della Guardia di Finanza ed è subito scattato l’allarme. Da Lampedusa sono partite le motovedette della Guardia Costiera, della Finanza e di Frontex. Le due imbarcazioni, secondo quanto hanno raccontato alcuni superstiti, sarebbero salpate ieri sera da Tripoli, in Libia. A bordo c’erano pakistani, somali e sudanesi. Una delle due, nel viaggio verso la Sicilia, avrebbe iniziato ad imbarcare acqua e poi si sarebbe capovolta. Alcuni profughi sarebbero riusciti a spostarsi sull’altra, ma molti sarebbero caduti in acqua. Poco dopo, anche la seconda barca, stracarica, si sarebbe ribaltata.
Le prime salme sono state recuperate subito. Nel corso della giornata i soccorritori hanno ripescato le altre: due erano rimaste all’interno di una delle due imbarcazioni naufragate. Le attività di ricerca e soccorso dei superstiti sono proseguite per tutto il giorno, coordinate dal Centro secondario di soccorso marittimo (MRSC) della Guardia Costiera di Palermo. Nelle operazioni sono stati impegnati cinque mezzi navali: le motovedette CP 324 e CP 327 della Guardia Costiera, due motovedette della Guardia di Finanza e un‘unità navale di Frontex. Sul posto operano anche un elicottero ed un aereo della Guardia Costiera, oltre ad un velivolo di Frontex.
“Per caso abbiamo scoperto che stavano arrivando dei naufraghi sull’isola – racconta Francesca Saccomandi, operatrice di Mediterranean Hope-Federazione chiede evangeliche in Italia – Erano tutti in stato di choc. I morti sono tanti da quel che ci raccontano le persone che abbiamo incontrato. Ci hanno detto di essere partiti dalla Libia su due diverse imbarcazioni e che a un certo punto una si è capovolta. Abbiamo parlato con una madre che ha perso il marito e la figlioletta piccola e con una giovane donna che ha perso la sorella minori. Molti hanno detto di aver bevuto tantissima acqua salata”. “Questa, come altre, è una tragedia annunciata – commenta – Le persone continuano a partire e solo chi è fortunato arriva. Come oggi, altri perdono la vita. Queste morti non sono colpa di chi parte, sono responsabilità politica dei governi europei che spostano il problema altrove. La conseguenza di queste politiche è perdere vite umane e, con loro la dignità e i valori dell’Europa“. “L’ennesima tragedia avvenuta oggi nel Mediterraneo centrale addolora profondamente e suscita un pensiero di profondo cordoglio per le vittime. Questo drammatico episodio conferma, ancora una volta, l’urgenza di prevenire, sin dai territori di partenza, i pericolosi viaggi in mare“, dice il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Di “sgomento e compassione” parla la premier Giorgia Meloni. “Ci i troviamo a misurare l’inumano cinismo con cui i trafficanti di esseri umani organizzano questi loschi viaggi. Insieme al profondo cordoglio per le vittime, alla pietà per quanti hanno perso la vita, rinnoviamo pertanto l’impegno a contrastare questi trafficanti senza scrupoli nell’unico modo possibile: prevenire le partenze irregolari, gestire i flussi migratori“, dice.
Mercoledì 13 agosto 2025
Lampedusa, due barche di migranti si ribaltano: segnalati 20 morti e 17 dispersi
Le operazioni di soccorso sono in corso nelle acque del Canale di Sicilia dopo il naufragioavvenuto vicino a Lampedusa
Lampedusa, 13 agosto 2025 – Dueimbarcazioni cariche di migranti si sono ribaltate nelle acque antistanti l’isola di Lampedusa, nel Canale di Sicilia. Le prime informazioni parlano di diverse vittime, mentre le operazioni di soccorso risultano particolarmente complesse a causa delle condizioni del mare e della situazione a bordo. Come riportato da Radio Radicale, al momento si contano 20 morti e 17 persone dispersesecondo quanto riferito da Filippo Ungaro, portavoce dell’UNHCR. La notizia è stata confermata da alcuni dei 61 superstiti giunti a terra a bordo delle motovedette della Guardia Costiera.
Il naufragio – L’episodio si è verificato verso le 11:30 nelle immediate vicinanze di Lampedusa, isola appartenente all’arcipelago delle Pelagie, situata a sud della Sicilia e amministrativamente parte della provincia di Agrigento. Con una superficie di 20,2 km² e una popolazione di circa 5.871 abitanti,Lampedusa è l’isola più estesa dell’arcipelago e la più meridionale d’Italia, nonché un punto di riferimento per le rotte migratorie nel Mediterraneo centrale.
La natura del naufragio, secondo le prime ricostruzioni, è dovuta al ribaltamento delle imbarcazioni sulle quali viaggiavano i migranti. Le cause specifiche dell’incidente non sono ancora state chiarite, ma le operazioni di salvataggio sono in corso, coordinate dalle autorità locali e dalle unità navali impegnate nei soccorsi. La situazione risulta critica, con un bilancio provvisorio che include diverse vittime, almeno 20, di cui una neonata.
Lampedusa, un punto chiave nel Mediterraneo – L’isola di Lampedusa, con la sua posizione geografica al centro del Mediterraneo, rappresenta da anni un crocevia per i flussi migratori provenienti dall’Africa. La sua vicinanza alle coste africane – dista circa 152 km dal continente – la rende un punto d’approdo strategico e spesso teatro di emergenze umanitarie legate ai viaggi pericolosi via mare. Le caratteristiche geografiche e climatiche dell’isola non mitigano però i rischi per le imbarcazioni spesso sovraccariche e non idonee alla navigazione in mare aperto.
Le autorità comunali stanno collaborando con le forze di soccorso per gestire la situazione. Ulteriori aggiornamenti saranno forniti nelle prossime ore in relazione all’esito delle ricerche e alle condizioni dei migranti coinvolti.
Si chiama “pickpocketing 2.0”, ed è la nuova frontiera dei borseggiatori
Un nuovo modo di truffa nell’era digitale, una truffa 2.0: si chiama “pickpocketing 2.0”, ed è la nuova frontiera dei borseggiatori che – utilizzando “Pos pirata” – attivano transazioni bancarie avvicinandosi alle carte contactless, senza bisogno di pin.
Il caso a Sorrento – Una delle truffe che per prima ha fatto scattare l’allarme è accaduta a Sorrento. Lì una donna è stata arrestata dopo aver sottratto circa 100 euro dalla cassa di un bar. A far scattare il campanello d’allarme non è stata la cifra rubata, ma il metodo con cui la donna ha messo a segno l’infrazione: i carabinieri, infatti, nella sua borsa avevano trovato un lettore Pos contactlessperfettamente funzionante. Secondo le indagini effettuate dalla Polizia, la donna – una 36enne – avrebbe usato latecnologia NFC per effettuare pagamenti non autorizzati. Questa tecnica, che però consente di “prelevare” solo cifre basse, era molto nota all’estero, ma in Italia è salita alla ribalta proprio dopo questo caso.
il comandante della compagnia dei carabinieri di Sorrento, Mario Gioia, ha parlato così a riguardo: «I viaggiatori più a rischio sono gli statunitensi, perché le loro carte di credito non richiedono l’uso del pin.
Con i circuiti italiani ed europei, questi ladri tecnologici effettuano microtransazioni: prima fanno un tentativo, e se va a buon fine, seguono la persona e procedono con prelievi più consistenti. Da quello che abbiamo ricostruito analizzando i dati dei movimenti bancari, con questo nuovo sistema puntano alla quantità. In sostanza più prelievi fino ai 50 euro che è la cifra massima in cui non viene richiesto il pin».
Truffa pos, come funziona – Una truffa digitale, senza nemmeno entrare in contatto con la vittima. Basta infatti avvicinare il dispositivo NFC a borse, tasche o qualsiasi cosa contenga una carta di credito o debito in grado di leggere il contactless. Il terminale di pagamento viene però programmato con un importo basso, perché oltre i 50 euro il proprietario della carta deve obbligatoriamente inserire il proprio pinper autorizzare il pagamento. E proprio per questo motivo, come sottolineato dal comandante Gioia, questi ladri puntano sulla quantità perché non possono rubare cifre importanti in un solo colpo. La transazione avviene dunque tramite latecnologia contactless senza che il proprietario possa accorgersene in tempo, perché un’eventuale notifica la potrebbe vedere soltanto nel momento in cui entra nella propria app della carta.
Dove stare attenti e come difendersi – Ovviamente questo tipo di truffa è agevolata dai luoghi molto affollati, bisogna stare dunque attenti quando ci si trova sui mezzi pubblici, nei mercati, alle fiere, in discoteca, ai concerti e qualsiasi altro luogo in cui una presenza di troppo possa passare in secondo piano. Basta infatti simulare un incontro ravvicinato casuale per mettere in pratica questo piano. Questa truffa, che avviene con strumenti legali facilmente acquistabili in rete, avviene in silenzio. Le vittime difficilmente se ne accorgono anche perché le notifiche di pagamento o transizioni non sono quasi mai immediate, soprattutto per importi così piccoli.
Per ridurre il rischio di questa truffa si potrebbero adottare diversi accorgimenti: una buona idea sarebbe quella di conservare la propria carta in portafogli schermati (foderati all’interno, il lettore non può leggere la carta) oppure “nasconderla” in mezzo a un mucchio di carte per non farla trovare ed evitare che il lettore NFC possa leggerla. Si potrebbero poi attivare le notifiche istantanee (non tutte le carte ce le hanno) per far sì che ogni pagamento venga segnalato in tempo reale. Un ulteriore accorgimento potrebbe essere quello di impostare limiti di spesa molto bassi per le transazioni contactless. Inoltre, si può considerare di usare solo carte prepagate o conti digitali che, in caso di furto, limitano il danno.Se si notano tanti movimenti estranei sulla propria carta, infine, è doveroso bloccare quest’ultima.
Sul posto otto mezzi dei vigili del fuoco. Tutto sarebbe partito dal capannone di circa 15mila metri quadrati
L’incendio alla Carbon line di Fano (foto da video Facebook)
Un incendio sta divorando lo stabilimento dell’azienda Carbon line specializzata nella costruzione di yacht di lusso. Le fiamme sono partite intorno alle 12 dell’11 agosto dal capannone sud della fabbrica di Fano (Pesaro e Urbino). Sul posto i vigili del fuoco stanno provando a domare le fiamme mentre una densa colonna di fumo si è alzata in cielo.
L’incendio – L’incendio sarebbe scoppiato nel capannone sud di circa 15.000 metri quadrati. Non è ancora chiaro quale possa essere la causa delle fiamme, ma non risultano danni alle persone. Sul luogo, oltre a otto mezzi dei vigili del fuoco sono arrivati, i sanitari del 118, una pattuglia della polizia locale e la Protezione civile.
La colonna di fumo è visibile a chilometri di distanza. Le autorità, in via precauzionale, hanno invitato i cittadini a chiudere le finestre e a evitare di raccogliere colture dai terreni nelle zone limitrofe. Il sindaco di Fano ha disposto, tra le altre cose, il divieto di utilizzo di climatizzatori e pompe di calore che prelevano aria dall’esterno. Sul posto dell’incidente sono arrivati anche i tecnici dell’Arpam per esaminare la qualità dell’aria.
Maxi incendio a Fano nell’azienda di yacht di lusso. “Finestre chiuse, analisi sulla qualità dell’aria”
Fano, 11 agosto 2025 – Climatizzatori spenti, finestre chiuse e niente attività all’aperto: sono le indicazioni per chi vive o lavora entro due chilometri dall’enorme incendio (foto) di vaste proporzioni esploso poco dopo le 12 di oggi in via De Nicola, all’interno della Carbon Line, azienda del distretto nautico fanese specializzata nella produzione di yacht di lusso. Un dipendente dell’azienda è stato portato in ospedale, subito dimesso. Approfondisci: Incendio Carbon Line Fano, in cenere il cuore della nautica: “Posti a rischio e milioni in fumo”
La nube, sprigionata dalla combustione di materiali chimici, è con ogni probabilità tossica. L’Arpam sta verificando se le acque e i terreni siano stati contaminati o se il vento abbia disperso le particelle nocive. L’ordinanza del sindaco Luca Serfilippi, firmata “a tutela della salute pubblica”, vieta l’uso di climatizzatori che pescano aria dall’esterno, il consumo di frutta, verdura o foraggio coltivati dopo il rogo e l’utilizzo di acqua superficiale stagnante. È consigliato trattenere in casa gli animali domestici e ridurre al minimo le attività all’aperto. Le misure resteranno in vigore fino all’esito delle analisi.
Analisi sulla qualità dell’aria Analisi Arpam sulla densa colonna di fumo nero (video), visibile anche a chilometri di distanza, che si alza dalla zona industriale di Bellocchi. Il rogo è stato accompagnato da forti esplosioni udite a grande distanza e il forte odore chimico che si sprigiona dal rogo è avvertibile in diverse zone della città, a seconda di come ruotano i venti. L’incendio scoppiato alla Carbon Line, azienda del distretto nautico fanese specializzata nella produzione di yacht di lusso
Ondate di calore, venti e decine di roghi da nord a sud: migliaia di evacuati in tutto il Paese, mentre le temperature restano oltre i 40 gradi. Il governo dichiara lo stato di pre-emergenza
Le fiamme a Tres Cantos
Un uomo è morto per le gravi ustioni riportate a causa di un incendio boschivo a Tres Cantos, 25 chilometri a nord della capitale Madrid. Le fiamme sono state alimentate da venti che hanno precipitato il rogo attraverso oltre mille ettari in meno di un’ora. Il malcapitato, colpito su circa il 98 per cento del corpo, è deceduto dopo essere stato trasportato all’ospedale La Paz.È la prima vittima accertata della nuova ondata di roghi che sta devastando la Spagna nel pieno di una prolungata ondata di calore.
Pre-emergenza – Secondo le autorità regionali, centinaia di residenti sono stati evacuati, uno dei quali ha accusato forti dolori al petto. “In appena 40 minuti il fuoco ha percorso sei chilometri”, ha dichiarato l’assessore all’Ambiente della regione di Madrid,Carlos Novillo. Nella notte, le squadre di emergenza sono riuscite a circoscrivere le fiamme, evitando ulteriori danni.
Il governo ha dichiarato lo stato di “pre-emergenza” per coordinare gli sforzi e il premier Pedro Sánchez ha espresso la sua vicinanza alle famiglie dei colpiti, rilanciando appelli alla prudenza: “Siamo a rischio estremo di incendi boschivi. State molto attenti“.
Tarifa sotto assedio – Centinaia di persone sono state evacuate da due zone residenziali di Tres Cantos, tra cui Soto de Viñuelas e Fuente El Fresno. L’incendio, causato da una “tempesta secca” accompagnata da raffiche di vento oltre i 70 chilometri orari, è stato infine circoscritto grazie a condizioni meteorologiche favorevoli durante la notte. Mentre a Madrid la situazione appare sotto controllo, in Andalusia le spiagge di Tarifa sono tornate a essere minacciate dalle fiamme provenienti dai boschi montani vicini. Circa 2mila persone sono state evacuate in emergenza da hotel e abitazioni nella provincia di Cadice, come già accaduto la settimana scorsa per un altro incendio.
“Abbiamo salvato le case all’ultimo secondo“, ha dichiarato Antonio Sanz, assessore regionale all’Interno, spiegando che le fiamme avevano raggiunto l’ingresso dei complessi residenziali. Durante le operazioni, un agente della Guardia civile è rimasto ferito dopo essere stato investito da un’auto. E a livello nazionale la situazione si fa sempre più grave: sono ormai quasi 6mila le persone evacuate tra nord, centro e sud della Spagna.
Castiglia e León – In Castiglia e León, una delle aree più colpite, oltre 3.700 residenti sono stati fatti allontanare da 10 incendi attivi che hanno colpito anche il sito patrimonio dell’umanità di Las Médulas. In tutto nella regione sono stati segnalati ben 32 incendi boschivi, molti dei quali scoppiati contemporaneamente. La situazione è aggravata da una canicola che dura ormai da dieci giorni, con tutte le regioni in allerta e temperature che superano i 40 gradi di giorno e non scendono sotto i 25 di notte.
Gli esperti temono che la combinazione di caldo estremo e venti possa alimentare nuovi fronti di fuoco nelle prossime ore, rendendo ancora più difficile il lavoro delle squadre di soccorso e aumentando il rischio di ulteriori evacuazioni.
Ancora tanto caldo e temperature infernali prossime alla soglia dei 39°C su molte regioni del nostro Paese.
Un vasto e possente anticiclone di origine sub-sahariana(Caronte) continua ad avvolgere l’Italia con il suo carico di aria rovente, proponendoci l’ennesima, intensa ondata di calore. Da diversi giorni le temperature sono schizzate ben oltre la media stagionale e nei prossimi giorni lo scenario non sembra destinato a cambiare: prepariamoci dunque a un prolungato e tenace abbraccio bollente. La situazione è frutto di una configurazione atmosferica stabile, con correnti calde che si spingono dal cuore del Sahara fin sul Mediterraneo e oltre, investendo l’intero Paese. Un mix esplosivo che, unito alla quasi totale assenza di ventilazione, rende l’aria pesante e il caldo ancora più difficile da sopportare.
BOOM DI CALDO, ECCO DOVE SI TOCCHERANNO I 39°C – Il caldo più opprimente si concentrerà sulla Val Padana, con Lombardia, Emilia-Romagna e Venetoin prima linea. Ma a patire non saranno solo le pianure: anche le valli alpine saranno investite dalla morsa africana. Situazione analoga in Toscana, Lazio, Umbria, nella Campania settentrionale e in Puglia, in particolare nel Foggiano. Occhio all’afa perchè su queste zone la farà da padrona.
I termometri resteranno ostinatamente alti, con valori che oscilleranno tra i 37 e i 39°Cancora per diversi giorni. A complicare il quadro, ci penserà l’aumento del tasso di umidità, responsabile di un peggioramento del disagio fisico e di notti tropicali in cui il refrigerio sarà solo un lontano miraggio. Andrà leggermente meglio al Sud, dove la presenza di un vortice in quota smorzerà, ma solo in parte, l’ondata di calore. Non parliamo di fresco, sia chiaro, ma i picchi termici saranno un po’ meno estremi rispetto al Centro-Nord, pur restando su livelli di piena estate africana.
QUALCHE TEMPORALE, MA UN CAMBIAMENTO È ANCORA LONTANO – Fino a gran parte del weekend, poche novità all’orizzonte: il caldo intenso continuerà a dominare su tutta l’Italia. Alcuni temporali pomeridiani potranno svilupparsi sui rilievi, specie nelle ore più calde della giornata, ma si tratterà di episodi brevi e localizzati, capaci di regalare solo un sollievo momentaneo prima che il sole torni a splendere implacabile.
Per assistere a uncambiamento più deciso, invece, bisognerà con ogni probabilità attendere la metà della prossima settimana. I modelli previsionali iniziano a intravedere un abbassamento del flusso atlantico verso le nostre latitudini, il che potrebbe finalmente costringere la “bolla rovente” africana a fare un passo indietro. L’arrivo di correnti più fresche e instabili dall’oceano aprirebbe la strada a temperature più sopportabili e a una maggiore dinamicità atmosferica.
Abbassamento del flusso Atlantico verso metà settimana prossima
Tuttavia, la distanza temporale impone prudenza: la situazione dovrà essere confermata nei prossimi aggiornamenti. Fino ad allora, non resta che armarsi di pazienza, cappellino e tanta acqua fresca: l’estate africana è ancora padrona incontrastata del nostro Paese.
Meteo: fine dell’Anticiclone Caronte, ecco la Data che segna la Svolta
Una potente ondata di caldo sta interessando l’Italia e parte dell’Europa con temperature ben oltre le medie climatiche. Ora però c’è una data da segnare sul calendario, una svolta che potrebbe mettere la parola fine al dominio di Caronte.
Gli ultimi aggiornamenti,appena arrivati, iniziano a tracciare una tendenza interessante per la parte finale del mese. Prima, tuttavia, dovremo ancora fare i conti con il caldo intenso: afae temperature molto elevate ci terranno infatti compagnia almeno fino al 18-20 del mese a causa della presenza dell’anticiclone africano che continuerà a imporsi su buona parte del bacino del Mediterraneo.
FINE DI CARONTE – LA DATA – Dal 21-22 Agosto in avanti un fronte temporalesco in discesa dal Nord Europa (pilotato da un ciclone presente sulla Scandinavia) investirà dapprima il cuore del Vecchio Continente, interessando poi anche parte del nostro Paese. Ecco quindi che potrebbero ripresentarsi i temporali con il rischio pure di eventi estremi a causa dei forti contrasti che si verrebbero a creare tra masse d’aria diverse. Un po’ come abbiamo già avuto modo di vedere ogni qualvolta termina un’ondata di calore. Successivamente l’ingresso delle correnti instabili sui nostri mari favoriranno la formazione di un insidioso ciclone che darà il via ad una fase di intenso maltempo, in particolare sulle due Isole Maggiori.
Possibile ciclone in discesa dal Nord Atlantico dal 21-22 Agosto
Un fattore da tenere in considerazione per le prossime settimane/mesi sarà la temperatura fin troppo elevata dei nostri mariche potrebbe fornire l’energia per nubifragi e temporali violenti.
L’evento di fine mese ci accompagnerà verso la conclusione dell’Estate meteorologica (31 Agosto): tuttavia non possiamo escludere che il caldo posso tornare sull’Italia anche nella prima parte di Settembre e che dunque la stagione estiva possa reiterarsi fino a rosicchiare giorni all’Autunno. D’altronde, quella di un’Estate prolungata è una tendenza che sta ormai caratterizzando gli ultimi anni.
L’atleta trentino, 29 anni, aveva perso i sensi durante la gara inaugurale dei World Games in Cina mentre stava affrontando il percorso di corsa orientamento ed era stato portato in ospedale
È morto Mattia Debertolis – foto Federazione italiana sport orientamento (Fiso)
È mortoMattia Debertolis, l’atleta azzurro di 29 anni che si trovava ricoverato in rianimazione a Chengdu in Cina a seguito di un malore accusato tre giorni fa durante la prova Middle dei World Games. A dare la notizia è stata la Federazione italiana sport orientamento (Fiso).
“Mattia ci ha lasciato – si legge nella nota firmata dal presidente Fiso, Alfio Giomi, e dal Consiglio federale – assistito fino in fondo dalla madre Erica, dal fratello Nicolò, dal resto della famiglia in Italia con il papà Fabio, la compagna Jessica, i nonni, dal presidente della sua società Gabriele Viale, dal ct Stefano Raus e dai suoi compagni di squadra Francesco, Anna e Caterina, da Alessio Tenani e Riccardo Scalet, da tutta la governance della Iof e dal comitato organizzatore dei World Games, dai medici e dagli infermieri dell’ospedale di Chengdu, dai rappresentanti del governo italiano in Cina, dal nostro amore e da quello di chi ti ha conosciuto ovunque nel mondo. Ciao Mattia, faremo tutti del nostro meglio per onorare il tuo ricordo“.
Mattia Debertolis, atleta della nazionale di orienteering morto dopo un malore in gara – Debertolis aveva 29 anni, era di origine trentina. Era un ingegnere civile e lavorava a Stoccolma. Debertolis era regolarmente in gara venerdì scorso nonostante le temperature torride quando il suo gps, dispositivo di cui sono dotati tutti gli atleti, ha improvvisamente smesso di trasmettere, segnalandolo fermo. Questo ha fatto scattare immediatamente le operazioni di soccorso. Il corridore è stato individuato e trasportato d’urgenza in ospedale, dove è morto. La sua situazione clinica è stata da subito molto critica.
Cosa è l’orienteering – Chi partecipa a una prova di orientamento, utilizza una carta topografica realizzata appositamente per questo sport, con segni convenzionali unificati in tutto il mondo. Si gareggia individualmente o in squadra, transitando dai diversi punti di controllo posti sul territorio. Raggiunto il punto di controllo si dovrà registrare il passaggio sul proprio testimone di gara. Vince chi impiega il tempo minore. L’orienteering é chiamato lo “sport dei boschi“, perché il suo campo di gara ideale è il bosco, ma si può praticare anche in altri ambienti quali centri storici, parchi pubblici, campagne.
DAZN è finito nei guai e, dopo aver ammesso cosa è successo, ha deciso di regalare un mese gratis a tutti i suoi abbonati.
“Chi ben comincia è a metà dell’opera“, recita un antico detto popolare. Non sembra essere così per DAZN che, prima ancora che inizi la nuova stagione di Serie A 2025/26, ha dovuto fare i conti con alcuni problemi tecnici. I disservizi si sono presentati senza se e senza ma durante l’amichevole del6 agosto 2025, lo scontro amichevole tra Aston Villa e Roma.
Diversi problemi tecnici sono stati riscontrati subito dopo i primi minuti della partita, rendendo così difficile seguire il match per gli abbonati. Dopo una breve pausa, dove tutto sembrava essersi ripreso e le trasmissioni in streaming fluivano bene, durante il secondo tempo si sono ripresentati i disservizi.
DAZN diffidato da Codacons – Il Codacons ha quindi deciso di diffidare DAZN per questi problemi ripetuti durante il match del 6 agosto che, in pratica, non hanno permesso a chi ha pagato l’abbonamento di fruire della partita in corso.
Nella comunicazione ufficiale si legge: “Il Codacons ha inviato oggi una diffida formale a DAZN Italia in seguito al disservizio tecnico verificatosi durante la trasmissione dell’amichevole estiva Aston Villa-Roma, che ha compromesso in modo sostanziale la fruizione della partita per centinaia di migliaia di abbonati“.
Proprio perché secondo il Codacons questo servizio di streaming è “già da anni oggetto di numerose critiche da parte degli utenti per frequenti blocchi, interruzioni, bassa qualità delle immagini e assistenza clienti insufficiente” ha deciso di diffidarlo.
Il servizio streaming offerto dalla piattaforma sembrerebbe continuare a mostrare una qualità inaccettabile in rapporto al costo richiesto per gli abbonamenti e agli aumenti dei prezzi richiesti ai clienti.
Quindi l’associazione in difesa dei consumatori ha spiegato: “Pertanto il Codacons ha diffidato DAZN al riconoscimento di un mese gratuito di abbonamento a tutti gli utenti coinvolti come forma minima di ristoro per il danno subito, chiedendo un urgente e concreto miglioramento del servizio tecnico e di assistenza, per evitare il ripetersi di simili disservizi unitamente all’impegno nel rispettare quegli standard di diligenza e trasparenza imposti dalla normativa a tutela dei consumatori“.
Diffida inviata anche alla Lega Serie A – Nondimeno, la diffida inviata da DAZN è stata anche inviata per conoscenza alla Lega Serie A. Secondo il Codacons, quest’ultima “andrebbe considerata responsabile oggettiva in quanto assegnataria dei diritti audiovisivi e obbligata a esercitare un controllo efficace sui soggetti cui vengono affidati tali diritti“.
È indispensabile che DAZN e la Lega Serie A si assumano le proprie responsabilità, riconoscano i disagi arrecati e garantiscano tempestivi e concreti correttivi.
Il problema, secondo il Codacons è che la qualità del servizio non corrisponde agli aumenti dei piani di abbonamentodecisi da DAZN.
La scossa di magnitudo 2.6 è stata registra dalla sala sismica Ingv di Roma alle 6.31 di questa mattina a una profondità di 11 km
Terremoto Stretto
Un terremoto di magnitudo ML 2.6 è stato registrato dalla sala sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 6:31 con epicentro lo Stretto a una profondità di 11 km.
Il sisma è stato preceduto da un’altra scossa, registrata intorno alle 4:31.Al momento non si segnalano danni a persone o cose.
L’incendio domato dall’equipaggio. I rimorchiatori la trainano nel porto di Napoli
Tanta paura ma nessun danno al di là di un considerevole spavento per i 152 passeggeri a bordo della nave traghetto Raffaele Rubattino della Tirrenia interessata da un principio di incendio scoppiato nella sala macchine con la nave che si trovava a nord ovest dell’isola di Capri a una quindicina di miglia dal porto di Napoli.
A bordo anche 72 membri dell’equipaggio.
La nave, con alcune ore di ritardo rispetto al previsto, è approdata nel porto di Napoli dove i passeggeri sono sbarcati.
Ed è stato proprio l’equipaggio a domare l’incendio. Non si registrano feriti ma i motori sono andati in avaria portando la nave alla deriva fino all’arrivo di due rimorchiatori partiti dal porto di Napoli che l’hanno agganciata e la stanno trainando verso il capoluogo partenopeo, senza necessità di evacuare i passeggeri. La nave era partita stamane da Palermo con passeggeri e veicoli a bordo. Le operazioni per il rientro sono già cominciate, il traghetto si trova ora a otto miglia da Napoli e il suo approdo è previsto tra qualche ora, in tarda serata. Prima di arrivare a destinazione saliranno a bordo i vigili del fuoco per ispezionare la sala in cui si è propagato l’incendio.
E’ stato il capitano dell’imbarcazione a lanciare l’allarme via radio che ha dato il via alle operazioni di soccorso coordinate dalla Capitaneria di Porto di Napoli, che ha in prima battuta inviato sul posto due motovedette. Per prestare i primi soccorsi, nelle vicinanze della nave alla deriva si è portata un’altra nave traghetto, la Gnv Auriga, anch’essa proveniente da Palermo.
Non mancano i precedenti e le analogie. Il più recente ha riguardato una nave da crociera della MSC, arrivata con dodici ore di ritardo nel porto di Genova lo scorso 3 giugno, a causa di un guasto tecnico in sala macchine che ha generato fumo a bordo, mentre la nave si trovava tra l’isola di Capraia e la Corsica. In quel caso i passeggeri sono stati evacuati ma anche lì la disavventura si concluse per fortuna con nessun ferito. E anche allora fu necessario l’arrivo di un rimorchiatore per sopperire all’avaria dei motori. Andò molto peggio il 18 febbraio del 2022 sulla rotta tra la Grecia e Brindisi: un vero e proprio inferno scoppiato nel cuore della notte ad una decina di miglia a nord della costa greca di Corfu’ con un incendio che si propagò dai garage fino a devastare un intero traghetto ‘ro ro’ della compagnia Grimaldi Lines, l’Euroferry Olympia, partito tre ore prima da Igoumenitsa e diretto a Brindisi. In quel caso si registrarono sei vittime.
Tutto questo mentre l’ex capitano del Milan sta cercando una nuova squadra alla quale unirsi
Davide Calabria, svincolato dopo i sei mesi al Bologna e la fine del suo rapporto pluriennale col Milan di cui è stato anche capitano, non potrà usare la macchina per raggiungere la sua prossima squadra: la sua patente, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, è stata ritirata dai carabinieri della Compagnia di Salò a causa dell’uso dello smartphone mentre si trovava al volante di una vettura in provincia di Brescia.
LA SANZIONE – Un comportamento che, a partire dal 14 dicembre 2024, in seguito all’entrata in vigore delle normative più recenti apportate al Codice della Strada, prevede una multa da 250 a 1.000 euro e alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da quindici giorni a due mesi. Forse Calabria era al telefono con il suo procuratore, in attesa di novità sul prosieguo della propria carriera?
OFFERTE E IDEE – C’è sul tavolo una proposta da parte dei greci del Panathinaikos, che lo porterebbero ad Atene con un contratto di tre anni, e si muove qualcosa in Premier League. L’ultima idea su Calabria, però, l’ha avuta l’ex compagno in rossonero Olivier Giroud, che lo avrebbe chiamato in Francia, al Lille.
Lo scrittore pubblica uno scritto in memoria dell’amica scomparsa il 10 agosto 2023
Roberto Saviano, Michela Murgia nella foto condivisa su Instagram
Il 10 agosto 2023 moriva Michela Murgia dopo una lunga malattia che lei stessa aveva raccontato con lucidità fino all’ultimo. Oggi, a due anni da quel giorno, Roberto Saviano ha voluto pubblicare una lettera per lei. Per lo scrittore Murgia erauna delle persone più care della sua vita, un’amica a cui era legatissimo da un sentimento profondo e pure da un impegno sociale e civile: “Ci siamo conosciuti e uniti non per quello che abbiamo fatto, ma per quello che ci hanno fatto“, uno dei passaggi del discorso letto in chiesa durante i funerali.
Ancora adesso il dolore per la sua assenza emerge dalle righe affidate da Saviano a un post Instagram, a corredo di una foto di Michela Murgia sorridente. Parole che, ancora una volta, lasciano trasparire tutta la profondità di un legame tutt’ora fortissimo.
La lettera di Roberto Saviano per Michela Murgia
“Mi avevano assicurato fosse una cura, lo scorrere del tempo. Che mi avrebbe permesso di accettare di non vederti più, di considerare ormai inevitabile non avere tue risposte.
Mi avevano garantito che, con il passare dei giorni, sarebbe persino arrivata l’abitudine alla tua assenza. Mi hanno truffato.
Non c’è abitudine. Non ho accettato nulla.
Voglio che si apra una porta, ora, e che — dannazione — tu possa entrare in stanza come si ritorna da un viaggio, perché così ancora ti sto vivendo: in attesa.
Se questo non accade, Michela, se non torni oggi, non mi importa il ricordo, inutili le pagine, mi hanno stancato le commemorazioni.
Ho bisogno del suono dei tuoi passi sulle scale, di vederti, dell’odore della tua pelle, della tua voce che risuona nel giardino che hai goduto per un solo giorno e che ora ha un meraviglioso bigliardino che per nessuna ragione puoi ignorare.
Ma se non torni, Michy, oggi non mi importa di ricordare niente.
Mi abbofferò di gocce, resterò tutto il giorno a letto sedato, e che schifo, la morte che ti ha portata via. Amen”.
Inail: infortuni in crescita nel tragitto da casa. “Edilizia maglia nera, sempre più stranieri che non parlano italiano e con comprendono cosa fare per la sicurezza”, dice la Cgil. L’ispettore del lavoro: “Siamo pochi”
I recenti dati sugli infortuni sul lavoro pubblicati dall’Inail confermano una realtà cupa: nel 2024 gli incidenti registrati sono stati 589.571, in aumento dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Con un bilancio di 1.077 vittime, anche il numero di morti è cresciuto: 4,7% in più rispetto al 2023. E dietro ai numeri ci sono storie reali, come quella di Ramadan Ramizi: 28 anni, due figli piccoli e due stampelle, un aiuto necessario da quando un incidente sul lavoro gli è costato una gamba
Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha chiesto la mobilitazione nazionale della Protezione Civile
Collage da Foto Fb Gabriella Bellini, giornalista
Le fiamme innescatesi a Terzigno, nonostante l’impegno degli operatori che da due giorni lottano ininterrottamente sul fronte del fuoco, sono risalite sul Vesuvio fino a oltre quota 1000, mentre alle pendici, oltre Terzigno, minacciano seriamente anche l’abitato di Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano e Boscotrecase.
“Le squadre da terra sono al lavoro e continueranno anche nelle ore notturne”, fanno sapere dall’Ente Parco. Anticipata alle ore 5 di stamane la ripresa delle operazioni, con l’ausilio di più mezzi aerei e l’istituzione di una cabina di comando presso la palestra di Terzigno, dove convoglieranno tutte i soggetti competenti.
Il Dipartimento della Protezione Civile con una nota fa sapere che sta seguendo da vicino il “grave incendio” che interessa il Parco Nazionale del Vesuvio. Per contrastare le fiamme e garantire la massima copertura aerea possibile alle attività di spegnimento, “stanno operando sul vastissimo rogo ben 6 Canadair della flotta aerea nazionale antincendi, provenienti da diverse regioni”.
Il fronte del fuoco sul Vesuvio è di circa 2 chilometri e nel corso del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico di questa mattina il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha fatto il punto sulle attività: dispiegati anche gli uomini dell’esercito: decine i militari con mezzi per la movimentazione della terra e autobotti. Gli uomini dell’Esercito stanno aiutando le polizie locali nel controllo della viabilità locale alla vigilanza delle vasche di accumulo delle acque dove i mezzi aerei fanno i rifornimenti per poter effettuare i successivi lanci.
De Luca chiede mobilitazione nazionale Protezione Civile – Il presidente della Regione CampaniaVincenzo De Luca ha inoltrato al governo la richiesta di attivazione dello stato di mobilitazione straordinaria del servizio nazionale della Protezione Civile, in relazione all’incendio boschivo che sta interessando il Vesuvio, in particolare la pineta di Terzigno, con il coinvolgimento della riserva integrale Tirone, nonché dei territori boschivi dei comuni di Trecase, Ercolano e Ottaviano, con un fronte che, al momento, ha raggiunto i 3.000 metri e un’area di diverse centinaia di ettari bruciati. Scopo della richiesta, disporre di almeno altre sedici colonne mobili con moduli antincendio boschivo.
Questi affronti grotteschi non sono solo uno spettacolo infantile. Sono il logico punto di arrivo di una cultura permeata di ironia, dipendente dall’attenzione e svuotata dall’insensatezza.
La guardia degli Atlanta Dream Jordin Canada in azione contro Lexi Held dei Phoenix Mercury durante l’ultima partita interrotta. Fotografia: Erik S Lesser/EPA
Il primo dildo è caduto dal cielo come un glitch nella matrice. Per chiunque abbia seguito la partita del 29 luglio tra Atlanta Dream e Golden State Valkyries, la reazione iniziale è stata di incredulità. In un mondo in cui i feed sono sempre più generati dall’intelligenza artificiale e ottimizzati algoritmicamente per la confusione, i confini tra reale e irreale si sono ammorbiditi fino a diventare argilla. I nostri sensi, un tempo affidabili, ora competono con la simulazione. Cosa significa quando i dildo prendono il volo durante le partite della WNBA? Non una volta , non due , ma ripetutamente ? Protesta? Arte performativa? O solo un altro punto deforme nel paesaggio onirico automatizzato che scorriamo quotidianamente?
Finora sono stati arrestati due uomini per questi grotteschi affronti. Uno aveva 18 anni, l’altro 23 , e apparteneva alla Generazione Z, la principale consumatrice di meme degradati. Le autorità non hanno identificato i sospettati per i due più recenti episodi di lancio di dildo. Tuttavia, Delbert Carver, un uomo di 23 anni,è stato arrestato in relazione al primo episodio durante una partita della WNBA ad Atlanta. Secondo ESPN, Carver potrebbe essere accusato di condotta disordinata, atti osceni in luogo pubblico o atti osceni in luogo pubblico e violazione di domicilio. In una dichiarazione giurata, avrebbe ammesso che l’atto “doveva essere uno scherzo” e che intendeva “diventare virale“.
Quando i dildo vengono fatti volare più di una volta durante le partite della WNBA , il significato cambia. Rivela il crollo della coerenza nell’economia dell’attenzione di TikTok. Queste non sono proteste o insulti che vogliono sottolineare un punto. Sono spettacoli. L’obiettivo è provocare. In un panorama memetico avvelenato dall’ironia, l’assurdità è il punto. Il dildo non è simbolico. La sua funzione è il rumore.
Il filosofo Guy Debord rimarrebbe scioccato da quanto siamo diventati sfacciati. Il suo lavoro sosteneva che viviamo in una “società dello spettacolo“, dove la vita è mediata dall’immagine e l’autenticità è sostituita dalla performance. Oggi, lo sport femminile è doppiamente mediato, prima attraverso la lente della competizione atletica, poi attraverso lo sguardo sociale che ne mette ancora in discussione la legittimità. La teoria dello “sguardo maschile” di Laura Mulvey acuisce ulteriormente questo aspetto: le donne, in particolare nei media visivi, sono spesso posizionate non come agenti ma come oggetti. In questo contesto, le atlete non sono semplici partecipanti a una partita. Sono oggetti di scena nel momento virale di qualcun altro. Il dildo diventa messa in scena.
La memeificazione della ribellione – Ma questa non è solo teoria. È reale. Così come la mancanza di rispetto. Il dildo è una farsa usata come arma. Viene lanciato non solo per interrompere, ma per dominare la narrazione, per ricordare ai giocatori che il loro genere, la loro carriera e il loro palcoscenico rimangono vulnerabili alla derisione. Ferma il gioco. Lo dirotta, persino. E riafferma l’idea, violenta e comica, che i successi delle donne esistano in un lasso di tempo limitato all’interno di una cultura ancora condizionata a sminuirle.
Finora, i sospettati in questi casi appartengono alla Generazione Z, una generazione cresciuta dentro e grazie a Internet. Le loro azioni non possono essere liquidate come provocazioni isolate. Devono essere contestualizzate nella logica culturale di TikToko, peggio, nell’assurdo ethos di “Skibidi Toilet“. Se sei un adulto normalmente funzionante con un lavoro, potresti chiederti: “Cos’è Skibidi Toilet?“. Skibidi Toilet è una webserie animata virale che presenta battaglie surreali a bassa risoluzione tra teste umane che sporgono dai water e personaggi umanoidi con dispositivi di sorveglianza al posto della testa. Immagini glitch, ritmo iperstimolante e loop di meme creano un’atmosfera priva di significato.
Ma per comprendere le intenzioni di questi troll e capire la direzione che sta prendendo la società, dobbiamo contestualizzarli nella logica culturale di TikTok. Il vistoso dildo verde rispecchia l’estetica surreale, low-fi e inquietante di Skibidi Toilet o di qualsiasi altro ciclo di meme alimentato da algoritmi. Il dildo è un anti-simbolo. Il suo significato è la sua assurdità. La follia di Skibidi incarna una generazione fluente nell’ironia ma affamata di significato. Il dildo è divertente non perché dice qualcosa, ma perché non dice nulla. È l’oggetto irrazionale che irrompe in uno spazio di razionalità.
Questo tipo di media iper-caotici funge sia da intrattenimento che da ambiente di visione del mondo per i giovani cresciuti online. Le loro menti normalizzano lo scherzo come espressione. In questo contesto, lanciare un dildo in campo durante una partita della WNBA non è solo un atto di rozza ribellione. Rispecchia tristemente l’ethos della Skibidi Toilet: un’azione di disturbo senza sforzo mascherata da ironia, dove il gesto è concepito per essere allo stesso tempo privo di significato e provocatorio. Mentre i tradizionali simboli di ribellione (punk, protesta politica, controcultura) svaniscono o si frammentano nel rumore digitale, i giovani assorbono cornici di insensatezza, dove “divertimento = potere” e lo shock è la sua stessa ricompensa.
A riprova dell’elemento cronicamente online di tutto questo, negli ultimi due giorni, un gruppo di crypto memecoin ha rivendicato la responsabilità dei recenti episodi di lancio di dildo durante le partite della WNBA,riformulando quello che sembrava un trolling disonesto come una deliberata mossa di guerriglia marketing. Il gruppo, che prende apertamente in giro la lega e si vanta di non guardare gli sport femminili, ha celebrato l’atto online come una vittoria. Se fosse vero, questo spettacolo sarebbe stato progettato da persone che capiscono che la visibilità conta più del significato in una cultura guidata dagli algoritmi.
È così che la cultura dei meme sta facendo marcire l’America: non dall’interno, ma online. La mancanza di regolamentazione di Internet è il suo punto di forza più grande e il suo difetto più pericoloso. Permette a ideologie un tempo marginali e impulsi giovanili di diffondersi senza resistenza. Idee che sarebbero morte in solitudine o sarebbero state contestate in una piazza pubblica ora trovano rifugio nei forum e nei loop dei meme, ricompensate dal coinvolgimento. In questa nuova economia dell’attenzione, persino l’umiliazione ha un’utilità. Ci ritroviamo con una cultura in cui il trolling diventa una forma di marketing a sé stante.
Dai troll a Trump: la fine della vergogna – Come siamo arrivati a questo livello di degradazione collettiva? Nonostante viviamo in un’epoca di accesso digitale senza precedenti, oltre la metà degli adulti americani (54%) legge al di sotto del livello di una sesta elementare e il 21% è considerato analfabeta nel 2022. Questo deficit fondamentale di alfabetizzazione mina la capacità di una persona di valutare criticamente i messaggi online. Pertanto, una generazione cresciuta nell’ironia fatica a decodificare la satira, o persino la manipolazione. Nel 2013, il 66% degli alunni di quarta elementare non sapeva leggere correttamente. Era un segnale d’allarme che gli adulti di oggi non sarebbero riusciti a distinguere la provocazione virale dal significato autentico.Online, molti giovani ora costruiscono la propria identità a partire da frammenti di meme, imitando inconsciamente comportamenti che non comprendono appieno. Privi di alfabetizzazione mediatica, diventano perfetti veicoli di incoerenza culturale.
Tutto questo si riduce alla morte della vergogna nella società. E inizia dall’alto. L’eredità più duratura di Donald Trump non è una politica, ma la sua immagine di troll spudorato che ha fatto dell’umiliazione una strategia politica. La sua costante provocazione e il suo gioioso disprezzo per le norme hanno creato un copione che entrambi i partiti usano oggi. I liberali rispondono con una falsa indignazione morale, i conservatori con una spavalderia nietzschiana, ma il risultato finale è lo stesso: una cultura dipendente dalla performance, dove la vergogna non è più un deterrente.
Questa logica si è infiltrata in ogni angolo della vita pubblica attraverso la razza, la classe, il genere e soprattutto la cultura online, dove gli atti simbolici di risentimento diventano moneta di scambio virale. Il dildo lanciato durante una partita di basket femminile non è solo una battuta volgare, ma un atto di umiliazione memeificato. Non sfida il potere a nessun livello, vuole solo attenzione. E in una cultura senza vergogna, l’umiliazione si attacca alla vittima, non al colpevole. In questo caso, le giocatrici della WNBA stesse.
Il fatto che questi incidenti siano emersi contemporaneamente in tutto il Paese, da New York ad Atlanta a Chicago, dimostra che la mancanza di vergogna è collettiva, bipartisan e destinata a durare. Ecco dove siamo: tutto è un’esca. Abbiamo fatto crollare la distinzione tra trolling e attivismo, e così atterriamo – come il dildo stesso – sul fondo del pavimento, ridendo, registrando, ritwittando, ma senza mai chiederci cosa questo dica di chi siamo diventati.
La folle decisione dei francesi in vista del match allo Stade Louis-II: si rischia l’espulsione dallo stadio o addirittura conseguenze legali
“Divieto di esporre qualsiasi segno distintivo della squadra ospite”: si rischia l’espulsione dallo stadio o addirittura possibili conseguenze legali. È l’assurdo comunicato del Monaco rivolto ai tifosi dell’Inter in vista dell’amichevole di stasera, venerdì 8 agosto, allo Stade Louis-II.Il divieto è ovviamente diventato un caso, con il rischio di conseguenze peggiori: la tifoseria nerazzurra è pronta a sostenere la squadra di Cristian Chivu nel primo test stagionale. Ma con un’indicazione così generica si va a punire chiunque vada allo stadio anche con una banale sciarpa dell’Inter.
Il folle comunicato dei francesi recita: “Qualsiasi segno distintivo diverso da quelli dell’AS Monaco è severamente vietato e potrà comportare il rifiuto dell’accesso allo stadio. Inoltre, la presenza di tifosi interisti al di fuori delle aree riservate agli ‘spettatori neutrali’ è vietata. Qualsiasi violazione di questa regola potrà comportare il rifiuto d’ingresso, l’espulsione definitiva dallo stadio e potenziali procedimenti legali“, sottolinea il club monegasco vietando di fatto ai fan dei vicecampioni d’Italia di esporre vessilli, striscioni e bandiere nel corso del match. Una misura senza senso per un’amichevole.
Il motivo di una decisione così assurda? Ragioni di sicurezza, che però appunto paiono esagerate. È vero che la tifoseria organizzata dell’Inter, la Curva Nord, è storicamente e fortemente gemellata con il Nizza, grande rivale del Monaco. In questo senso, la scelta di una divisione netta nei settori: “Se siete tifosi dell’Inter Milano, vi consigliamo di acquistare i vostri biglietti esclusivamente tramite il canale di vendita ‘spettatore neutro’”. Ma tutti gli altri ordini e divieti sembrano riferiti a un evento ad alto rischio di ordinepubblico, mentre si tratta di una semplice amichevole. E se ci dovessero essere scontri fra ultras, quasi sicuramente accadrebberofuori dallo stadio o nelle aree limitrofe.
Il killer è entrato, ha chiesto di lui e lo ha freddato nella notte nella sede di Buddusò
È stato raggiunto da almeno due colpi di pistola mentre svolgeva il suo turno di servizio nella sede del 118 a Buddusò. Marco Pusceddu, 51 anni di Cagliari, soccorritore di lunga esperienza, è stato ucciso nella notte da un uomo armato e a volto scoperto, che ha fatto irruzione nella struttura chiedendo espressamente di parlare con lui.
L’aggressione è avvenuta intorno alle 23. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo armato ha avuto un breve scambio di parole con Pusceddu, poi ha estratto una pistola e ha aperto il fuoco. I colleghi presenti, sotto shock, hanno tentato di prestare soccorso immediato. È stato allertato un medico, arrivato in pochi minuti, ma le ferite riportate dal soccorritore si sono rivelate fatali.
Originario di Portoscuso ma residente da tempo a Cagliari, Pusceddu era un volto noto nel mondo dell’emergenza sanitaria. La notizia della sua morte ha sconvolto le comunità del capoluogo e del Sulcis, dove in tanti lo ricordano come un professionista preparato e una persona generosa.
L’intera zona è stata posta sotto sequestro e i carabinieri del comando provinciale di Sassari, insieme al nucleo operativo di Ozieri, stanno conducendo le indagini, coordinate dalla Procura. Gli inquirenti stanno ascoltando testimoni e valutando ogni possibile pista: dal movente personale a ipotesi legate a dinamiche lavorative o altre ragioni ancora da chiarire. Nessuna pista, al momento, viene esclusa.
L’ex capitana dell’Inter su Instagram ha raccontato di doversi sottoporre a un intervento
Intervento al cuore per Regina Baresi, ex attaccante e capitana dell’Inter, ora commentatrice e opinionista sportiva in tv. L’ex atleta, figlia di Giuseppe, bandiera dell’Inter e nipote diFranco, storico difensore del Milan che nei giorni scorsi è stato operato per asportare un nodulo al polmone, ha annunciato su Instagram di doversi sottoporre a una ablazione cardiaca per risolvere un problema di aritmie anomale di cui soffre da qualche tempo.
Il Como si è imposto in amichevole contr il Real Betis, ma la serata sarà ricordata per la rissa scoppiata tra le due squadre, con scene deplorevoli a suon di pugni.
La partita si avviava verso l’intervallo e i giocatori del Betis lamentavano interventi molto duri da parte della squadra italiana. Uno di questi contrasti ha fatto scattare la scintilla: Fornals ha dato uno schiaffo a Perrone che ha reagito colpendo l’avversario. Questo ha dato il via a una vera e propria rissa collettiva, con calciatori che si spintonavano e colpivano sotto lo sguardo attonito dell’arbitro.
L’episodio ha coinvolto anche le panchine e gli staff tecnici di entrambe le squadre, entrati in campo: alcuni per sedare gli animi, altri per alimentare la tensione. L’arbitro ha ristabilito l’ordine con diverse ammonizioni, tra cui due espulsioni: una per Héctor Bellerín, tra gli andalusi, e una per Máximo Perrone per i lariani
Le telecamere che trasmettevano l’incontro hanno anche ripreso Manuel Pellegrini mentre si avvicinava alla panchina del Como, guidata da Cesc Fàbregas. Il tecnico cileno ha cercato un confronto con l’allenatore catalano, accusandolo di aver caricato eccessivamente la partita con interventi troppo duri da parte dei suoi giocatori.
Come detto l’amichevole è stata vinta dal Como, inizialmente passato in vantaggio con i gol di Diao e Da Cunha, e poi ripreso da Isco e Firpo. Decisivo per il 3-2 finale il gol di Azon in pieno recupero.
La struttura, ubicata a circa un’ora di distanza in auto dalla città di Savannah, è attualmente in stato di lockdown per motivi di sicurezza
Una sparatoria sta interessando in queste ore la base militare di Fort Stewart, situata nello stato della Georgia. Lo riportano fonti della Cnn.
Cosa sta succedendo – La struttura, ubicata a circa un’ora di distanza in auto dalla città di Savannah, è attualmente in stato di lockdown per motivi di sicurezza. Sul sito ufficiale della base è stato diffuso un messaggio che parla di“vittime segnalate” senza specificare se si tratti di feriti o deceduti. La situazione resta in evoluzione e si invitano i cittadini a seguire gli aggiornamenti attraverso i canali ufficiali.
Scuole chiuse – In conseguenza dell’episodio, anche tutte le scuole elementari della zona sono state temporaneamente chiuse e poste sotto lockdown per precauzione. Fort Stewart è una delle più grandi basi militari degli Stati Uniti e ospita circa 10.000 persone tra militari, loro familiari e personale di supporto.
Un rogo di eccezionale intensità ha devastato in poche ore 4mila ettari di vegetazione nel massiccio delle Corbières. Una donna è morta nel comune francese di Saint-Laurent-de-la-Cabrerisse. Sono stati mobilitati oltre 1250 pompieri
Un incendio di eccezionale intensità ha devastato in poche ore 4mila ettari di vegetazione nel massiccio delle Corbières, nel dipartimento dell’Aude, nel sud della Francia, causando due feriti, di cui un ustionato grave. Una donna è morta nel comune francese di Saint-Laurent-de-la-Cabrerisse. Lo rendono noto le autorità locali, aggiornando il bilancio dei roghi che vede anche 9feriti (2 civili e 7 vigili del fuoco) e un disperso.
Raffiche di vento alimentano fiamme – Le fiamme, alimentate dalle raffiche di vento che soffiano nella regione occitana, si sono propagate tra sterpaglie e foreste, prima di raggiungere il villaggio di Saint-Laurent-de-la-Cabrerisse, vicino Caracassonne, dove alcune case sono state bruciate. “L’incendio nel dipartimento dell’Aude sta progredendo. Tutti i mezzi nazionali sono mobilitati. Sostegno ai nostri Vigili del fuoco e le nostre forze impegnate nella lotta contro le fiamme”, ha scritto sui social il presidente francese, Emmanuel Macron, aggiungendo: “Abbiamo fiducia nel governo e nei rappresentanti eletti, che sono pienamente impegnati. In questo momento difficile, tutti devono esercitare la massima cautela e seguire le istruzioni delle autorità“. I villeggianti dei vicini campeggi di Lagrasse e Fabrezan sono stati fatti evacuare in modo preventivo, come anche anche una trentina di case a Tournissan, un altro villaggio della zona, dove almeno una casa risulta parzialmente incendiata, oltre che diversi giardini. Le Corbières sono una delle zone più apprezzate dell’Occitania, note per i suggestivi paesaggi e per i borghi storici, nonché la cultura viticola molto radicata.
Mobilitati 1250 pompieri – Sono 1250 i pompieri e nove Canadair mobilitatiquesta notte per lottare contro le fiamme nell’Aude, nel sud-ovest della Francia, teatro in queste ore del più grave incendio dall’inizio dell’estate in territorio francese: è quanto si legge sul sito internet del quotidiano Le Figaro, precisando che circa 10.000 ettari di terreno sono già andati in fumo. Chiuse alla cricolazione l’autostrada A9 che collega Francia e Spagna e l’autostrada A61. Sempre secondo il giornale, l’incendio ha causato 7 feriti tra i vigili del fuoco e due civili, di cui uno gravemente ustionato già annunciato in precedenza. Mobilitati anche due elicotteri anti-incendio e cinque aerei Dash. 2500 le case prive di corrente elettrica mentre due campeggi sono in corso di evacuazione in zona La Palme. Intanto, un secondo incendio viene segnalato nel comune di Montagnac (Hérault), nel parco di Bessulles. Secondo quanto riferito dalla prefettura su X, otto gruppi di pronto intervento sono impegnati sul posto per spegnere le fiamme insieme ad un elicottero dei vigili del fuoco.
Le vittime sono Fabio Rosa e Danilo Boz, in auto con loro c’era un terzo compagno di squadra che è rimasto ferito. In ospedale anche la donna che era sull’altro mezzo coinvolto
Due auto ridotte a un ammasso di lamiere, due ragazzi di 19 anni morti e altre due persone ricoverate in ospedale. È il tragico bilancio dell’incidente avvenuto nella tarda serata del 5 agosto nella galleria Val Colvera, tra Frisanco e Maniago, in provincia di Pordenone. Le vittime sono Fabio Rosa e Danilo Boz, erano entrambi calciatori.
Incidente in galleria: morti due calciatori, feriti un compagno di squadra e una donna – L’incidente è avvenuto dopo le 22. Su una Twingo viaggiavano le due vittime Fabio Rosa e Danilo Boz e un terzo compagno di squadra. Quest’ultimo è stato soccorso e portato in ospedale. Ha serie lesioni, ma non sarebbe in pericolo di vita. La quarta persona ferita è una donna di 72 anni, che era sull’altro mezzo coinvolto e che adesso è ricoverata.Esatta dinamica ed eventuali responsabilità sono da accertare. L’impatto è stato violentissimo e i soccorsi sono stati complessi.
Chi sono Fabio Rosa e Danilo Boz, le vittime dell’incidente in galleria – Fabio Rosa e Danilo Boz avevano 19 anni, come l’altro ragazzo che era con loro. Appartengono tutti alla squadra di calcio Maniago Vajont e avevano appena concluso un allenamento. Si erano appena diplomati. Sembra, ma si tratta di una notizia da confermare, che al volante ci fosse il ragazzo ferito.
Brutta notizia che sconvolge nuovamente il calcio portoghese dopo la tragica morte dell’attaccante del Liverpool Diogo Jota. Il Paese lusitano è di nuovo in lutto per la scomparsa, avvenuta quest’oggi all’età di 53 anni, di Jorge Costa, direttore sportivo del Porto del quale ha difeso i colori anche da calciatore coprendo il ruolo di capitano e vincendo la Champions League del 2004 con José Mourinho allenatore.Costa, ricoverato in terapia intensiva presso l’ospedale Sao Joao di Porto, è spirato nel primo pomeriggio per un arresto cardiorespiratorio, riporta il sito ufficiale dei Dragoes.
Costa è stato colto da un malore intorno all’ora di pranzo a Olival, nel centro sportivo d’allenamento biancoblu: immediatamente soccorso dall’equipe medica del club con un defibrillatore, è stato poi ricoverato senza successo. Dopo aver svolto un’intervista con una tv locale, racconta il quotidiano A Bola, Costa si è sentito male ed ha perso conoscenza. Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi. “Per tutta la sua vita, Jorge Costa ha incarnato, dentro e fuori dal campo, i valori che definiscono l’FC Porto: dedizione, leadership, passione e un incrollabile spirito di conquista. Ha influenzato generazioni di tifosi ed è diventato un simbolo importante del Porto. L’eredità di Jorge Costa vivrà per sempre nella memoria di tutti i tifosi del Porto“, il ricordo della squadra da lui tanto amata.
È una delle abitudini più diffuse, soprattutto d’estate, eppure questo gesto potrebbe costare oltre 300 euro di sanzione
Che il Codice della Strada sia pieno di insidie, lo sanno bene gli automobilisti italiani. Ma alcune contravvenzioni sembrano assurde agli occhi del cittadino comune. Dalla mano fuori dal finestrino alla guida a torso nudo, ecco un viaggio tra le multe più strane e curiose previste dal nostro ordinamento.
Finestrino aperto, un invito al furto – Lasciare il finestrino aperto in sosta potrebbe sembrare una semplice distrazione, ma il Codice lo considera una vera e propria “istigazione al furto“. L’articolo 158 del Codice della Strada, infatti, obbliga a prendere tutte le precauzioni necessarie per evitare il furto o il danneggiamento del veicolo. La multa, in questo caso, oscilla tra i 42 e i 173 euro.
La mano fuori dal finestrino? Costa caro – Mettere una mano o un braccio fuori dal finestrino durante la guida è una delle abitudini più diffuse, soprattutto d’estate. Eppure, non tutti sanno che questo gesto potrebbe costare dai 85 ai 338 euro, visto che viene considerato un comportamento potenzialmente pericoloso.
Climatizzatore acceso durante la sosta – Se in estate o in inverno preferite restare freschi o caldi in macchina mentre siete parcheggiati, fate attenzione. Lasciare acceso il motore o il climatizzatore durante la sosta è un’infrazione che può far scattare una multa salata, compresa tra 216 e 432 euro.
Torso nudo alla guida, attenzione alle ordinanze locali – Soprattutto nelle città turistiche come Napoli o Firenze, guidare a torso nudo non è visto di buon occhio. Non è il Codice della Strada a vietarlo esplicitamente, ma alcune ordinanze locali considerano questo comportamento come contrario al decoro pubblico, con multe che possono arrivare fino a 500 euro.
Vietato lavare l’auto in strada – Se pensate di lavare l’auto sotto casa per risparmiare, sappiate che farlo direttamente sulla pubblica via può risultare molto più costoso che andare all’autolavaggio. La multa prevista per chi lava il proprio veicolo sulla strada oscilla infatti tra i 105 e i 422 euro.
Clacson: sì, ma solo in caso di pericolo – Suonare il clacson per salutare un amico o per sfogare la propria frustrazione in mezzo al traffico può sembrare naturale, ma attenzione: se non c’è un reale pericolo, il gesto potrebbe costare caro, fino a 168 euro.
Anche i pedoni non sono immuni da strane multe – Non solo gli automobilisti devono fare attenzione: anche i pedoni possono ricevere multe insolite. Ad esempio, attraversare la strada in diagonale anziché in modo perpendicolare costa tra i 26 e i 102 euro.
Lo stesso vale per chi decide di correre in strada magari in assenza di marciapiede o aree verdi.
Non solo auto e moto: anche chi cavalca un cavallo o guida una bicicletta o un monopattino è soggetto al test dell’etilometro. In caso di guida in stato di ebbrezza, infatti, la patente viene ritirata esattamente come se si fosse alla guida di un’auto.
Bestemmie e offese durante un controllo – Infine, un avvertimento per i più irascibili: chi, durante un normale controllo delle forze dell’ordine, pronuncia bestemmie o insulti può infatti incorrerere in una multa aggiuntiva, mediamente di 102 euro.
Insomma, il Codice della Strada non smette mai di stupire. Il consiglio è uno solo: prudenza e attenzione anche ai dettagli apparentemente più banali, perché anche il gesto più innocuo può nascondere una multa inaspettata.
Dove scaricarlo? (fonti ufficiali):
1. Il Portale dell’Automobilista – Sul sito ufficiale del Portale dell’Automobilista è disponibile il testo coordinato del Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285, aggiornato alle modifiche normative successive, compresi gli ultimi aggiornamenti
4. Prefetture / Normative tecniche – Alcune Prefetture locali pubblicano versioni PDF del Codice aggiornato – ad esempio quella disponibile online aggiornata al 2025
Incidente durante il concerto degli Oasis a Wembley (Londra). Un uomo di circa 40 anni è morto cadendo da una balconata dello stadio durante il live della band. Liam e Noel Gallagher: “Siamo scioccati e addolorati”.
Una panoramica dei fan degli Oasis all’arrivo all’Oasis Live ’25 Tour allo stadio di Wembley il 25 luglio 2025 a Londra
Tragedia al concerto degli Oasis a Wembley. Nella serata del 2 agosto, durante il live della band a Londra, un fan è morto cadendo da una balconata dello stadio. A farlo sapere il Daily Mail. L’incidente è avvenuto intorno alle ore 22.20. I medici hanno provato a rianimare l’uomo, che aveva circa 40 anni, ma non c’è stato nulla da fare. È stato dichiarato morto sul colpo. “Siamo scioccati e addolorati“, hanno fatto sapere Liam e Noel Gallagher in una nota.
Il racconto dell’incidente: “Devastante, abbiamo visto un uomo cadere” – L’incidente è avvenuto sabato 2 agosto intorno alle ore 22.20 allo stadio Wembley di Londra, location scelta dagli Oasis come tappa del loro tour. Un uomo di circa 40 anni è morto cadendo dalla balconata dello stadio davanti agli occhi di quasi 100mila fan che stavano assistendo al live della band .”È stato orribile, pensavamo fosse un cappotto che stava cadendo, poi abbiamo visto un uomo sul pavimento di cemento. C’erano urla e grida, è stato davvero devastante“, ha fatto sapere un testimone al Daily Mail, che per primo ha riportato la notizia. Il fan è morto sul colpo nonostante i tentativi dei paramedici di rianimarlo. La polizia ha chiesto ai presenti qualsiasi tipo di informazione per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Liam Gallagher – foto LaPresse
Le parole di Liam e Noel Gallagher sulla tragedia – Immediata la reazione di Liam e Noel Gallagher degli Oasis che, in una nota, hanno espresso le loro condoglianze: “Siamo scioccati e addolorati per la morte del nostro fan. Le nostre più sincere condoglianze vanno alla famiglia e agli amici della persona coinvolta“. I due cantanti hanno poi lanciato un appello affinché la dinamica dell’accaduto possa essere presto il più chiara possibile: “Il nostro pensiero va alla famiglia della vittima. Chiediamo a chiunque abbia assistito all’incidente o abbia registrato video di contattarci per aiutarci a capire meglio cosa è successo“.