Lo hanno chiamato “Hands Off!” ed è stato tutto tranne che un semplice slogan. Sabato, in ogni angolo degli Stati Uniti, una marea umana ha detto basta. Basta agli attacchi alla democrazia, basta ai tagli ai diritti, basta alla paura. Da Anchorage a New York, da Salt Lake City alla Florida: è scesa in piazza l’altra America. Quella che non urla nei talk show, ma cammina. E fa rumore.
Oltre mille manifestazioni. Più di 600mila persone. – Non è uno sfogo momentaneo. È una sveglia collettiva.
Non solo dazi: perché l’America protesta davvero? – I dazi annunciati da Trump hanno fatto crollare le borse. Ma la gente è scesa in piazza per molto di più. Le ragioni si sommano, si intrecciano. E il messaggio è chiaro: “Giù le mani dalla democrazia”.
Smantellamento dei programmi su inclusione e diversity
Tagli alle agenzie federali
Politiche migratorie sempre più repressive
Clima di paura per gli studenti stranieri, che si mascherano per non essere riconosciuti
In testa al corteo c’era una nuova generazione di attivisti, ma anche madri, lavoratori, disoccupati, nativi, migranti. Molti con la mascherina, ma non per il Covid: per non farsi identificare.
“La nostra democrazia è sotto assedio”, si legge sul sito del movimento. “E mentre Trump e Musk avanzano, noi resistiamo”.
Cosa significa davvero questo risveglio? – Siamo di fronte a un momento simbolico.
Questa mobilitazione non è (solo) politica. È personale. È esistenziale. E soprattutto è trasversale.
Perché non ha un solo volto né un solo grido: ne ha centinaia di migliaia.
Ecco cosa ci ha detto questa giornata:
C’è un’America che non si riconosce più in chi comanda.
Non è minoranza, anche se per anni lo è sembrata.
È pronta a farsi sentire, anche se nessuno le ha dato spazio finora.
Può cambiare davvero qualcosa? – Domanda legittima. Ma attenzione:
quando 600mila persone si muovono tutte insieme, qualcosa cambia sempre. Forse non oggi, forse non alle prossime elezioni. Ma qualcosa si è già rotto. E qualcosa, forse, si sta ricomponendo.
Chi pensava che l’America fosse tutta su un binario solo, sabato ha scoperto che i binari sono almeno due. E il secondo… non è più disposto a restare indietro.
Ex ala sinistra Samp e Milan rileva l’esonerato Semplici
Alberico Evani, 62 anni
Esonerati il tecnico Leonardo Semplici e il ds Pietro Accardi, nuovo ribaltone in casa Sampdoria che cerca la salvezza in serie B affidandosi ad ex blucerchiati.
In panchina Chicco Evani con vice allenatore Attilio Lombardo mentre Roberto Mancini sarà il direttore tecnico.
Lunedì 07 aprile 2025
Samp, nuova rivoluzione: squadra a Evani, ora è anche ufficiale. E Mancini sarà consulente
Cambio in panchina per i blucerchiati, in zona retrocessione in Serie B: terza gestione tecnica, saltato Semplici. In uscita pure Accardi. Il vice sarà Lombardo, nello staff Invernizzi e Andrea Mancini, figlio di Roberto, che sarà consulente
Alberico Evani, 62 anni, già alla Samp (con Roberto Mancini) dal 1993 al 1997, e poi nello staff azzurro della Nazionale dal 2017 sino al 2023, sarà il nuovo allenatore della Sampdoria per le ultime sei giornate di questo campionato. Sarà il quarto tecnico doriano della stagione: adesso è arrivata anche l’ufficialità. Ieri (domenica 6 aprile), fra l’altro, Evani era in tribuna al Picco per seguire Spezia-Sampdoria. È saltata la trattativa con l’ex tecnico doriano Beppe Iachini, che avrebbe preferito un accordo più lungo, sino alla fine della prossima stagione. Scartata, alla fine, l’ipotesi Andreazzoli.
mancini consulente – Roberto Mancini farà parte del club con un ruolo di consulente tecnico esterno, al momento senza un’area di intervento specifica. Nello staff previsto il ritorno del figlio Andrea, l’anno scorso d.s. della Samp, prima della mancata riconferma e del passaggio al Barcellona.
ufficiale semplici – Quello che è già ufficiale è l’esonero di Leonardo Semplici, protagonista di una gestione insufficiente, e la separazione da Pietro Accardi, contestato duramente a La Spezia e responsabile delle ultime due sessioni di mercato: “L’U.C. Sampdoria comunica di aver interrotto i rapporti professionali con il responsabile dell’Area Tecnica Pietro Accardi e con il suo collaboratore Giuseppe Colucci. La società li ringrazia per l’impegno profuso e la professionalità dimostrata nel corso della stagione e augura loro le migliori fortune per il prosieguo delle rispettive carriere. Nel contempo l’U.C. Sampdoria rende noto di aver sollevato dall’incarico l’allenatore responsabile della prima squadra Leonardo Semplici. Al tecnico e ai componenti del suo staff – Andrea Consumi, Alessio Aliboni, Rossano Casoni e Yuri Fabbrizzi – vanno i ringraziamenti per l’impegno e la professionalità dimostrati durante il periodo di lavoro nel club“.
c’è pure invernizzi – Il vice di Evani sarà Attilio Lombardo, nel nuovo staff entrerà anche Giovanni Invernizzi, un altro del gruppo storico dello scudetto, e poi tecnico della Primavera e responsabile del settore giovanile.
Finisce con una brutta caduta il Giro delle Fiandre 2025 di Elisa Longo Borghini. Caduta a circa cento chilometri dalla conclusione, la campionessa italiana è rimasta a lungo a terra prima di rialzarsi e provare comunque a ripartire. Le sue condizioni tuttavia non le hanno consentito di proseguire la corsa e ha dovuto ritirarsi a poco meno di cento chilometri dalla conclusione. Arrivata con in tasca lo splendido successo alla Dwars Door Vlaanderen e la concreta possibilità di andare a difendere il titolo della passata stagione e portare a tre successi il suo bottino nella Ronde, la leader della UAE Team ADQ si è dovuta arrendere alla sfortuna in una corsa segnata da numerose cadute, con anche Lorena Wiebes e Puck Pieterse, anche loro fra le più attese del giorno, finite a terra, riuscendo tuttavia a ripartire.
Giro delle Fiandre sfortunatissimo per Elisa Longo Borghini😓
Dopo averlo vinto nel 2024, la campionessa italiana deve ritirarsi a causa di una caduta che ha coinvolte tante cicliste🤕
La campionessa italiana era caduta domenica al Fiandre e aveva riportato una commozione cerebrale: tra pochi giorni potrà tornare a casa
Buone notizie per Elisa Longo Borghini, che domenica era stata costretta al ritiro dal Giro delle Fiandre (di cui era campionessa in carica) a causa di una caduta che le aveva causato una commozione cerebrale. La 33enne tricolore della Uae-Adq ha passato la notte all’ospedale di Gand ma adesso è stata dimessa: le condizioni sono stabili e tra pochi giorni potrà tornare in Italia, i medici le hanno prescritto una settimana di riposo completo. A questo punto però verrà riprogrammato il suo calendario agonistico: niente Classiche delle Ardenne e focus sui grandi giri.
Jorge Bolano è morto improvvisamente a Cúcuta, inColombia. L’ex centrocampista, che giocò in Serie A nel Parma tra il 1999 e il 2007, aveva 47 anni.
A ucciderlo, fanno sapere i media locali, sarebbe stato un infarto. L’ex atleta stava trascorrendo una vacanza con la famiglia, quando è stato colto dal malore che non gli ha dato scampo. Inutile la corsa all’ospedale. I sanitari non sono riusciti a salvargli la vita.
Chi era Bolano – Bolano, nato a Santa Marta il 28 aprile 1977, avrebbe combiuto a breve 48 anni. Giocato nel Parma in tre differenti momenti tra il 1999 e il 2007 collezionando 128 presenze totali. In Italia ha indossato anche la maglia del Modena dal 2007 al 2009 e giocò 36 partite con la propria Nazionale.
Dura presa di posizione dell’Aia, l’associazione arbitri italiani, contro le aggressioni subite negli ultimi mesi contro i direttori di gara. Il sito ufficiale è stato ‘oscurato‘ con una foto simbolo della non violenza. “È una situazione ormai inaccettabile” ha detto il presidente Antonio Zappi “che merita una profonda analisi, anche a livello istituzionale e politico“
Il sito ufficiale dell’Associazione Italiana Arbitri è stato ‘oscurato‘ con una foto simbolo della non violenza dopo l’ennesima aggressione subita da un direttore di gara. L’episodio – fa sapere l’Aia, “ultimo di una lunga grave serie, è avvenuto in Sicilia ed il giorno prima in Campania e nelle settimane scorse in Veneto, nel Lazio ed in diverse altre regioni“. “È una situazione ormai inaccettabile” secondo il presidente Antonio Zappi “queste incresciose aggressioni nei confronti dei nostri arbitri, spesso giovanissimi, picchiati da persone che per età potrebbero esserne i genitori solo per un fuorigioco o un rigore, devono essere oggetto di una profonda analisi, anche a livello istituzionale e politico, perché hanno assunto un significato non solo sportivo ma anche sociale che deve essere combattuto con fermezza da tutta la società civile“
Colpiti Tennessee, Missouri, Indiana, Arkansas e Kentucky
Usa, pioggia e auto polizia –Fotogramma
E’ di almeno 16 morti, compresi due bambini, il bilancio delle vittime dell’ondata di maltempo che ha colpito con forti piogge e inondazioni le zone meridionali e centrali degli Stati Uniti. Da mercoledì scorso, ha riferito la Cnn, si registrano 16 vittime in Tennessee, Missouri, Indiana, Arkansas e Kentucky.
Solo in Tennessee le autorità hanno confermato la morte di dieci personea causa del maltempo. Nel Kentucky, ha confermato la Polizia, un bambino di nove anni è stato trascinato via dalla forza dell’acqua mentre camminava per raggiungere una fermata dei bus ed è stato poi trovato senza vita. Sempre nel Kentucky è deceduto un 74enne rimasto intrappolato nella sua auto, sommersa dall’acqua.
In Missouri hanno perso la vita due Vigili del Fuocoimpegnati in due interventi diversi mercoledì e venerdì. Nell’Indiana è morto un 27enne. In Arkansas, dove secondo la Abc è caduta tanta pioggia in pochi giorni quanta solitamente ne cade in tre mesi, ha perso la vita un bambino di cinque anni. In alcune zone ci sono interi isolati sommersi dall’acqua. In diverse aree sono stati segnalati tornado.
Udine, incendio a Bicinicco: in fiamme deposito scarti lavorazione del legno
articolo:
Nessuna persona coinvolta. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza una cabina del gas e gli impianti esterni dell’azienda
L’incendio a Bicinicco
Incendio oggi a Bicinicco, in provincia di Udine. Dalle 12 i vigili del fuoco del comando di Udine stanno operando con 6 squadre supportate da 2 autobotti e dalla squadra Nbcr provinciale (Nucleare Biologico Chimico Radiologico) perl’incendio di un deposito, a cielo aperto, di scarti della lavorazione del legno in un’azienda che produce pannelli truciolari e pannelli in fibre di legno pressato con colle e resine ad alte temperature. I vigili del fuoco hanno messoin sicurezza una cabina del gas e gli impianti esterni dell’azienda e li stanno proteggendo dalle fiamme. Le operazioni di spegnimento del grosso cumulo di scarti lignei sono complicate dal vento che alimenta le fiamme.
In ausilio ai colleghi udinesi sono state richieste una squadra e un’autobotte dal distaccamento di San Vito al Tagliamento, un’autobotte dal comando di Gorizia e Drago l’elicottero del Reparto Volo del comando di Venezia. Ancora in fase di accertamento le cause dell’incendio che non ha coinvolto persone.
Si sono svolte sabato in tutti e cinquanta gli stati, con decine di migliaia di persone
Sabato in molte città degli Stati Uniti si sono svolte manifestazioni di protesta contro la presidenza di Donald Trump. A Washington decine di migliaia di persone hanno circondato il monumento alla città, a New York una folla di persone ha riempito la Fifth Avenue di Manhattan, e a Chicago Daley Plaza si è riempita di manifestanti e così Boston.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google: MASSICCIA rivolta anti-Trump a New York!!#HandsOff
Ma ci sono stati cortei anche in città più piccole, da St. Augustine in Florida a Salt Lake City nello Utah, e Anchorage, in Alaska.
Anchorage, Alaska (Loren Holmes/Anchorage Daily News via AP)
Le proteste sono state organizzate nel primo finesettimana dopo l’annuncio degli enormi dazi che hanno portato le borse statunitensi a registrare i crolli peggiori degli ultimi anni e avranno tra le molte conseguenze anche un grosso aumento dei prezzi nel paese. I manifestanti però hanno protestato in generale per le molte cose che Trump ha detto e fatto da quando è diventato presidente a gennaio: dai licenziamenti nelle agenzie federali, alle politiche anti-immigrazione, allo smantellamento dei programmi governativi su inclusione e diversity.
New York (AP Photo/Andres Kudacki)
La mobilitazione è stata organizzata dal movimento Hands Off!, in collaborazione con decine di organizzazioni, che hanno detto che ci sono stati più di mille cortei in tutti e cinquanta gli stati.
Thousands of protesters have flooded the streets of Boston demonstrating in the anti-Trump "Hands Off!" rally. It's one of 1,200 other protests unfolding in all 50 states across the country. pic.twitter.com/jNs7KMwKvB
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google: Migliaia di dimostranti hanno invaso le strade di Boston per protestare contro Trump nel raduno “Hands Off!”. È una delle altre 1.200 proteste che si stanno svolgendo in tutti i 50 stati del paese.!
È difficile stimare il numero di persone che hanno partecipato: secondo gli organizzatori gli iscritti all’evento sarebbero stati circa 600mila.
San Francisco (Stephen Lam/San Francisco Chronicle via AP)
Sul sito di Hands Off! si legge «stiamo affrontando una crisi nazionale. La nostra democrazia, i nostri mezzi di sostentamento e i nostri diritti sono tutti in gioco mentre Trump e Musk portano avanti la loro acquisizione illegale».
Omaha, Nebraska (Megan Nielsen/Omaha World-Herald via AP)
Da Washington DC a Los Angeles passando per gli stati del Sud, manifestazioni contro lo «smantellamento» delle istituzioni voluto da The Donald e i suoi alleati miliardari
«Hands off», ovvero giù le mani: è lo slogan della più grande protesta anti-Trump e anti-Musk in Usa e nel mondo da quando The Donald è tornato alla Casa Bianca. Nei 50 Stati Usa e a Washington sono state organizzate oltre 1.200 manifestazioni, mentre varie forme di contestazione sono andate in scena in vari Paesi stranieri, dal Canada al Messico, dalla Germania alla Francia, dalla Gran Bretagna al Portogallo e all’Italia, con iniziative tra l’altro a Londra, Parigi, Roma.
Washington, epicentro delle proteste – Le proteste hanno toccato varie città americane, da New York a Boston, da San Francisco a Portland, da Los Angeles agli stati del Sud da sempre feudo repubblicano. Ma l’epicentro è stata Washington, dove migliaia di attivisti si sono radunati sul National Mall sotto Washington Monument, a due passi dalla Casa Bianca. Una folla variopinta di tutte le età e con slogan originali, come se dopo tanto tempo lo smarrito popolo Dem avesse ritrovato forza e creatività per la «resistenza», come recita uno dei cartelli all’ombra dell’obelisco. «Wake up and smell the coup» (svegliatevi e sentite l’odore del golpe), «Trump golfs while Usa burns» (Trump gioca a golf mentre gli Usa bruciano), «Aren’t you tariffied?» (Non sei soggetto a dazi?) sono alcuni degli slogan. Molti ammoniscono a «tenere giù le man» dalla democrazia, dalla sanità e da tutto quello che è finito nel mirino di Trump e Musk, dipinti nei cartelli come due nazisti.
Proteste a macchia di leopardo – I numeri non sembrano da record, come invece successe con la marcia delle donne che nel 2017 portò nella capitale Usa circa mezzo milione di persone poco dopo il primo giuramento del tycoon. Finora negli Usa le contestazioni sono state isolate e di tono minore, ma la rabbia sta crescendo dopo i tagli indiscriminati alla spesa pubblica, la stretta su diritti e libertà, nonché i dazi che – secondo molti economisti – rischiano di aumentare il costo della vita. Mosse che questa settimana hanno fatto precipitare il consenso del presidente al 43%, la percentuale più bassa dal suo insediamento. Sul Mall sono arrivati migliaia di attivisti, scaricati da decine di bus provenienti da vari Stati americani. Presenti anche vari parlamentari Dem, che tengono mini comizi: Jamie Raskin, Maxwell Frost e Ilhan Omar.
Usa, oltre 1.200 proteste contro l’amministrazione Trump
«Questa si sta configurando come la più grande protesta di un solo giorno negli ultimi anni della storia americana», ha detto Ezra Levin, fondatore di Indivisible, uno dei gruppi che ha pianificato l’evento. Nel mirino l’agenda autoritaria del presidente, sostenuta da una oligarchia di miliardari. «Questa», ha aggiunto, «è una manifestazione enorme che sta inviando un messaggio molto chiaro a Trump, Musk, ai repubblicani al Congresso e a tutti gli alleati del movimento Maga: non vogliamo che mettano le mani sulla nostra democrazia, sulle nostre comunità, sulle nostre scuole, sui nostri amici e sui nostri vicini».
Le testimonianze dal Mall – Questa è una «mobilitazione nazionale per fermare la presa di potere più sfacciata della storia moderna», hanno spiegato gli organizzatori. «Trump, Musk e i loro compari miliardari stanno orchestrando un assalto totale al nostro governo, alla nostra economia e ai nostri diritti fondamentali, agevolati dal Congresso a ogni passo del percorso. Vogliono fare a pezzi l’America, chiudendo gli uffici della previdenza sociale, licenziando i lavoratori essenziali, eliminando le tutele dei consumatori e sventrando Medicaid, tutto per finanziare la loro truffa fiscale miliardaria», hanno accusato, riferendosi ai maxi tagli delle tasse della prima presidenza Trump che ora il tycoon vuole prorogare.
«Stanno consegnando i soldi delle nostre tasse, i nostri servizi pubblici e la nostra democrazia agli ultra-ricchi. Se non combattiamo ora, non ci sarà più nulla da salvare», denuncia un manifestante sul Mall. All’iniziativa hanno aderito 150 gruppi, tra cui Human Rights Campaign, il più grande gruppo di sostegno alla comunità Lgbtq, Greenpeace, il Service Employees International Union, un sindacato che rappresenta due milioni di lavoratori. Nella capitale si sono tenuti anche un raduno pro-Ucraina e una marcia a favore della Palestina e della libertà di parola.
Domenica 06 aprile 2025
Migliaia di persone partecipano alle proteste anti-Trump e Musk in tutto il Paese e in Europa
Piazze piene di persone negli Usa e in Europa per manifestare contro Trump e Musk. Molte le critiche alle azioni dell’attuale amministrazione e ai dazi
Dagli Stati Uniti all’Europa, migliaia di persone arrabbiate hanno manifestato contro il presidente UsaDonald Trump e la sua amministrazione. È stata la più grande giornata di manifestazioni del movimento di opposizione Hands Off! (Giù le mani, ndr) che sta cercando di ritrovare il suo slancio dopo lo shock delle prime settimane di mandato del repubblicano.
Le manifestazioni si sono tenute in più di 1.200 località in tutti i 50 Stati da oltre 150 gruppi, tra cui organizzazioni per i diritti civili, sindacati, sostenitori Lgbtqi+, veterani e attivisti elettorali. I cortei sono stati pacifici e le autorità non hanno segnalato casi di violenza, scontri o arresti.
Dal National Mall della capitale Washington DC, a Midtown Manhattan, al Boston Common e a diverse capitali statali, migliaia di manifestanti hanno contestato le azioni di Trump e dell’uomo più ricco del mondo, Elon Musk.
I manifestanti urlano slogan mentre scendono in strada e marciano durante la protesta “Giù le mani!” contro il presidente Donald Trump, sabato 5 aprile 2025, a New York. – Andres Kudacki/Copyright 2025 The AP. All rights reserved.
I manifestanti hanno espresso le loro obiezioni alle politiche e agli approcci dell’attuale amministrazione, che comprendono il ridimensionamento del governo federale, l’economia, l’immigrazione e i diritti umani. Si sono riuniti per opporsi alle mosse dell’amministrazione di licenziare migliaia di dipendenti federali, chiudere gli uffici della Social Security Administration e chiudere di fatto intere agenzie governative, come l’Usaid.
Le critiche ai tagli del Doge di Musk – Musk ha svolto un ruolo fondamentale nell’agevolare tali azioni, in quanto è a capo del Dipartimento per l’efficienza del governo (Department of Government Efficiency – Doge), di recente creazione, che mira a tagliare le “spese governative non necessarie“. Il dipartimento prevede di tagliare circa duemila miliardi di dollari di spesa federale.
I manifestanti hanno tenuto cartelli e cartelloni con scritto “Trappola per il topo muschiato” e “Deportazione di Elon Musk“, in chiara opposizione alle sue politiche. Molti hanno anche criticato Musk, proprietario di Tesla, SpaceX, Starlink e X, per il suo ruolo nel governo, essendo un cittadino naturalizzato.
Dimostranti portano cartelli durante le proteste “Giù le mani!” contro il presidente Donald Trump ed Elon Musk al Washington Monument di Washington, sabato 5 aprile 2025. – Jose Luis Magana/AP
“Qui in America, signor Musk, la giustizia non è in vendita. E non mettiamo in palio posti di giudice della Corte Suprema per premi milionari. La smetta di cercare di comprare i nostri voti. La smetta di derubare il nostro governo. E smetta di rubare i nostri dati“, ha dichiarato il deputato Jamie Raskin, intervenendo alla manifestazione di Washington.
A Boston, i manifestanti hanno tenuto cartelli con scritto “giù le mani dalla nostra democrazia” e “giù le mani dalla nostra sicurezza sociale“. Il sindaco Michelle Wu ha partecipato alla protesta nella capitale del Massachusetts, dove ha denunciato le tattiche intimidatorie di Trump e gli attacchi alla diversità e all’uguaglianza.
“Mi rifiuto di accettare che possano crescere in un mondo in cui gli immigrati come le loro nonne e i loro nonni sono automaticamente considerati criminali”, ha detto Wu.
Centinaia di persone hanno manifestato anche a Palm Beach Gardens, in Florida, a pochi chilometri dal campo da golf di Trump a Jupiter, dove ha trascorso la mattinata al Senior Club Championship del club. Le persone si sono allineate su entrambi i lati della PGA Drive, incitando le auto a suonare il clacson e scandendo slogan contro Trump.
Interpellata sulle proteste, la Casa Bianca ha dichiarato in un comunicato che “la posizione del presidente Trump è chiara: proteggerà sempre la Sicurezza Sociale, Medicare e Medicaid per i beneficiari idonei“.
“Nel frattempo, la posizione dei Democratici è quella di dare benefici alla Social Security, a Medicaid e a Medicare agli stranieri illegali, il che porterà alla bancarotta questi programmi e schiaccerà gli anziani americani“, ha aggiunto la Casa Bianca.
Manifestazioni contro Trump anche in Europa – Le proteste hanno avuto luogo anche all’estero, dove centinaia di cittadini statunitensi e stranieri hanno protestato contro l’approccio di Trump alla politica estera.
Le manifestazioni si sono svolte a Londra, Berlino, Parigi, Madrid e Lisbona e hanno chiesto la “fine del caos”, riferendosi all’aggressiva politica tariffaria globale del presidente degli Stati Uniti che ha mandato in fibrillazione i mercati azionari di tutto il mondo, oltre a sostenere l’Ucraina, verso la quale Trump è stato critico.
Una manifestante tiene dei cartelli mentre partecipa alla manifestazione “Giù le mani!” contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ed Elon Musk, a Trafalgar Square, a – Kin Cheung/Copyright 2025 The AP. All rights reserved
“Anche le persone che hanno votato per lui non stanno ottenendo quello per cui hanno votato con le tariffe. Tutti hanno perso denaro. Le uova non costano meno. Non hanno una vita migliore. Quindi dovrebbero essere ancora più arrabbiati di chiunque altro“, ha detto Alyssa, un’americana che protestava a Londra.
Da quando il primo è tornato alla Casa Bianca, gli attivisti hanno organizzato numerose manifestazioni a livello nazionale e internazionale contro Trump e Musk.
I manifestanti affermano che continueranno a manifestare pacificamente la loro opposizione a un’amministrazione che, a loro dire, non rappresenta loro o gli interessi comuni dei cittadini statunitensi, nella speranza di esercitare pressioni sull’amministrazione affinché inverta la rotta.
L’attore aveva parlato dei suoi problemi di salute in un’intervista in tv a “La Volta Buona” lo scorso anno
Antonello Fassari, l’attore romano morto oggi, 5 aprile 2025, aveva 72 anni e soffriva di problemi di salute da tempo. In un’intervista in tv, ospite alla trasmissione “La volta buona” lo scorso anno aveva rivelato di aver affrontato ansia e depressionea seguito della separazione dalla moglie dopo più di vent’anni di matrimonio. Questi problemi di salute mentale si sono poi uniti ad un’altra sfida: l’angina, un dolore al torace causato da una scarsa ossigenazione del cuore.
Fassari e la lotta contro la malattia – Fassari ha descritto la sua lotta contro la malattia come un’esperienza molto difficile, arrivando ad affermare di sentirsi come se qualcosa lo stesse divorando dall’interno. Fassari descriveva così la sua esperienza: «Stavo male, non riuscivo a fare le cose di tutti i giorni. Sentivo come una carpa dentro, qualcosa che mi mordeva. Ero divorato dalle ansie. Però fortunatamente le cure mediche e le attenzioni di persone preparate mi hanno salvato la vita».
Nonostante queste sfide, Fassari aveva continuato a lavorare nel mondo dello spettacolo, partecipando a progetti cinematografici e televisivi. La sua scomparsa rappresenta una grande perdita per il panorama artistico italiano.
L’allenatore italiano, furioso per la sconfitta di Reims, ha annullato i giorni di riposo previsti. La squadra ha risposto rifiutandosi di scendere in campo. Poi, in conferenza stampa, ha sminuito il retroscena rivelato da L’Equipe
Furioso scontro tra Roberto De Zerbi e i calciatori della squadra che allena il Marsiglia. L’Equipe rivela un ammutinamento, conseguenza di una spaccatura insanabile tra le parti. Il club francese è in crisi, dopo quattro sconfitte e una vittoria nelle ultime cinque partite: è stato scavalcato in classifica dal Monaco ed è ora al terzo posto, l’ultimo valido per qualificarsi direttamente alla prossima Champions League, con due soli punti di vantaggio su Nizza e Lilla a sette giornate dal termine della Ligue 1.
De Zerbi: “Non vi alleno perché vi comportate male” – Dopo la sconfitta 3-1 dello scorso week end in casa del Reims, che non vinceva in campionato dall’11 novembre, nel centro di allenamento dei marsigliesi è arrivato il momento di un durissimo faccia a faccia tra tecnico e giocatori. De Zerbi ha tenuto tutti in ritiro nel centro sportivo della Commanderie, annullando i due giorni previsti di riposo e annunciando sedute di allenamento particolarmente intense: “Io la mia famiglia non la vedo mai, ora anche voi non vedrete le vostre”. Non solo, una volta scesi in campo, l’allenatore ha lasciato i calciatori nelle mani del suo staff: “Oggi non vi allenerò per come vi state comportando”, prendendosela con Luis Henrique, Mason Greenwood e Pol Lirola, ex di Juventus, Sassuolo, Fiorentina e Frosinone, “colpevole” di aver sorriso in sala mensa in un momento giudicato non consono: “Nessuno ti voleva qui la scorsa estate, io ero l’unico a credere in te. E mi ripaghi così?”, la frase rivolta dal tecnico al calciatore spagnolo.
La mediazione del direttore sportivo Benatia – A quel punto, i giocatori si sono ammutinati (“Non andremo in campo”) e hanno deciso di non calzare gli scarpini. Ha provato a mediare con i calciatori il direttore sportivo, Medhi Benatia, ex difensore di Udinese, Roma e Juventus. L’Equipe riporta accuse e parole grosse nei confronti di De Zerbi, che ha osservato da lontano la squadra nel pomeriggio quando, alla fine di una lunga trattativa, ha accettato di allenarsi con lo staff tecnico. Ma la rabbia di De Zerbi non si è placata: “Volete che io fallisca? Allora falliremo tutti insieme”, le sue parole di fuoco.
De Zerbi: “Voglio rimanere, non andare al Milan” – Nella conferenza stampa in vista della sfida col Tolosa, De Zerbi ha smentito un suo possibile futuro al Milan: “Nessuno mi ha chiamato, nessuna squadra. E come ho sempre fatto, non parlo o flirto con altri club. La mia intenzione è di rimanere qui a Marsiglia per molti anni. Poi i matrimoni si fanno due, e dobbiamo vedere come finirà la stagione”. Lungo e articolato il discorso del tecnico italiano, che di fatto non ha smentito i retroscena de L’Equipe, usando l’arma dell’ironia: “Sono molto felice di essere l’allenatore dell’Olympique Marsiglia perché mi piacciono le polemiche. I giocatori mi amano e io sono la persona che più di tutte vuole il loro bene. Non accetto però che facciamo le cose al di sotto del nostro livello massimo, motivo per cui ho vissuto molto male questi giorni, come tutti gli altri. Le cose successe in settimana sono normali, accadono in tutti gli spogliatoi, solo che a Marsiglia finiscono sui quotidiani e così alcuni giornalisti mi fanno sembrare un criminale. Leggere quel genere di cose mi ha fatto incazzare. Non è vero che i giocatori sono contro di me”. Sulle fughe di notizie ha poi aggiunto: “Forse dovreste chiedervi perché nessun allenatore è rimasto per più di due anni qui. Ma quello che succede mi spinge a rimanere tre, quattro o cinque anni perché mi piace essere al centro delle polemiche”.
De Zerbi: “Lirola va provocato perché dia il meglio” – De Zerbi ha ammesso anche la discussione con Lirola: “So che a volte va provocato perché dia il meglio di sé. Ma io difendo sempre i giocatori e continuerò a farlo. Per questo, mi aspetto diano il 100%. Il mio lavoro non è quello di avere amici nello spogliatoio, ma di ottenere il 100% dai giocatori. A volte ci abbracciamo, a volte vengono a casa mia a pranzo, parlo anche con i loro genitori. Ma nella vita devi dare e non solo ricevere”.
Una delle squadre di calcio più prestigiose in Italia sta rischiando di retrocedere in Serie C per la prima volta nella sua storia
I giocatori della Sampdoria e l’allenatore Leonardo Semplici dopo la sconfitta contro il Frosinone, 29 marzo 2025 – Simone Arveda/Getty Images
Lo scorso 29 marzo un gruppo di tifosi della Sampdoria, una delle due principali squadre di calcio di Genova, ha assalitocon sassi e fumogeni il pullman della squadra mentre lasciava lo stadio. Poco prima, la Sampdoria aveva perso 3-0 in casa contro il Frosinone ed era stata parecchio fischiata dai tifosi già durante la partita: un fatto insolito per una tifoseria storicamente molto legata alla squadra e abituata a contestare, nel caso, solo a partita finita (per evitare di influenzare i giocatori mentre sono in campo).
Il rabbioso atteggiamento di tanti tifosi della Sampdoria è dovuto al fatto che la squadra sta affrontando uno dei momenti peggiori della sua prestigiosa storia (in cui ha vinto, tra le altre cose, uno Scudetto e quattro Coppe Italia tra gli anni Ottanta e Novanta). Oggi è quartultima in Serie B, a pari merito con la Reggiana terzultima; ha vinto soltanto due delle ultime 21 partite e rischia seriamente di retrocedere in Serie C: sarebbe la prima volta nella sua storia. Nel 2023, dopo 11 stagioni in Serie A, retrocesse in Serie B. Nell’estate di quell’anno evitò di poco il fallimento quando fu acquistata dagli investitori Andrea Radrizzani e Matteo Manfredi, l’attuale presidente.
All’inizio di questa stagione la società aveva dimostrato di essere molto ambiziosa e ottimista di poter tornare in Serie A. Per migliorare la squadra, a giugno Manfredi aveva assunto come nuovo direttore sportivo (cioè chi si occupa principalmente di acquistare e cedere i giocatori) Pietro Accardi, che aveva già avuto questo incarico all’Empoli per diversi anni.
Accardi giustificò fin da subito le ambizioni della società. A parte Andrea Pirlo, che allenava la Sampdoria dalla stagione precedente e fu confermato, la squadra subì un grande rinnovamento: pur rispettando i limiti imposti dalla situazione finanziaria di una societànon ancora del tutto stabile, la Sampdoria prese 16 nuovi calciatori, in prestito o pagati a un prezzomolto basso. Tra questi c’erano Gennaro Tutino e soprattutto Massimo Coda, due attaccanti che nelle stagioni precedenti erano stati tra i migliori della Serie B. Il monte ingaggi della Sampdoria, cioè la somma degli stipendi dei giocatori e dell’allenatore, è di circa 30 milioni di euro ed è il secondo più alto di tutto il campionato.
I nuovi acquisti aumentarono anche l’età media in campo, che passò dai 24 ai circa 28 anni d’età. L’anno scorso la Sampdoria era stata la squadra più giovane della Serie B e l’inesperienza dei suoi giocatori era stata indicata da alcuni comeuno dei problemi principali della squadra nella prima stagione giocata con Pirlo. Concluse il campionato al settimo posto e uscì al primo turno dei playoff per andare in Serie A.
Il direttore sportivo Pietro Accardi e il presidente Matteo Manfredi(Simone Arveda/Getty Images)
Ma appena qualche settimana dopo l’inizio del campionato queste grandi ambizioni si ridimensionarono. La Sampdoria partì male: dopo due sconfitte e un pareggio la dirigenza decise di esonerare Andrea Pirlo, che venne sostituito da Andrea Sottil,ex allenatore dell’Udinese. Sottil ottenne l’unica vittoria di rilievo della stagione, un derby in Coppa Italia contro il Genoa (che gioca in Serie A, e quindi era molto favorito), ma fu a sua volta esonerato a dicembre. Al suo posto fu chiamato Leonardo Semplici, noto soprattutto per aver portato la SPAL di Ferrara dalla Serie C alla Serie A in soli tre anni. Con nessuno dei tre allenatori, in ogni caso, la Sampdoria ha smesso di rischiare la retrocessione in Serie C: ha sempre giocato in modo abbastanza deludente ed è rimasta nella parte più bassa della classifica.
Dopo l’arrivo di Semplici, la società ha cercato di rafforzare ulteriormente la squadra anche per far fronte a una serie di infortuni. Durante il calciomercato invernale, cioè quel periodo tra gennaio e febbraio in cui si possono comprare e vendere giocatori, dalla Sampdoria sono andati via undici calciatori e ne sono arrivati altri dieci, tra i quali M’baye Niang, Alessio Cragno e Rémi Oudin: tutti con un passato in Serie A e potenzialmente molto buoni per la Serie B.
C’è stata però per tutta la stagione una grave mancanza di continuità: Pirlo, Semplici e Sottil hanno spesso adottato moduli di gioco diversi, e i numerosi acquisti e gli infortuni hanno impedito che si imponesse una formazione titolare costante. Nel corso del campionato, per dire, si sono alternati ben cinque portieri titolari, una circostanza piuttosto rara. Se Semplici ora sembra aver risolto i problemi difensivi della squadra, la Sampdoria continua a segnare pochi gol, uno dei problemi principali della stagione.
Il centravanti della Sampdoria Massimo Coda(Simone Arveda/Getty Images)
A complicare le cose c’è poi una certa confusione anche nella gestione societaria. Chi segue abitualmente le questioni della Sampdoria ha spesso accusato i dirigenti di non rispettare i propri ruoli: «Nessuno a Bogliasco (dove si allena la Sampdoria, ndr) fa quel che dovrebbe fare: c’è un presidente (Manfredi) che invade l’ambito del direttore sportivo; un direttore sportivo (Accardi) che invade l’ambito dell’allenatore; un board advisor (!) (Messina) che invade un po’ tutti gli ambiti», aveva scritto lo scorso dicembre il Secolo XIX, il principale quotidiano di Genova.
Questa crisi che la Sampdoria sta affrontando si è estesa anche sulla squadra Under-19 e sulla squadra femminile. L’Under-19 è penultima in campionato, nonostante a gennaio fossero arrivati vari nuovi giocatori: eppure la società aveva dichiarato come obiettivo la permanenza nella massima serie giovanile, la Primavera 1. La Sampdoria Women, invece, è ultima nella classifica della Serie A femminile e come la squadra maschile ha cambiato allenatore a stagione in corso: rischia altrettanto la retrocessione.
Alla fine del campionato di Serie B ora mancano solo sette partite, e la Sampdoria ha ancora possibilità di salvarsi dalla retrocessione; se dovesse rimanere quartultima, giocherebbe contro la sedicesima in classifica i play-out, cioè una sfida di andata e ritorno in cui la perdente retrocede assieme alle ultime tre classificate.
Una donna uccisa ogni cinque giorni. Nel 2024 sono state 113 le vittime
Bologna, manifestazione dopo i femminicidi di Ilaria Sula e Sara Campanella – Fotogramma /Ipa
Entrambe erano studentesse universitarie e avevano 22 anni. Entrambe sono state uccise a coltellate.Ilaria Sula e Sara Campanella sono tragicamente solo le ultime due vittime di femminicidio. Giovanissime vite, stroncate da ex fidanzati.
Dall’inizio dell’anno sono 19 le donne uccise: se ne conta una ogni cinque giorni. Secondo i dati pubblicati dal Servizio di Analisi criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, dal 1 gennaio al 31 marzo sono 17 le donne uccise,14 sono state uccise in ambito familiare o affettivo, dieci dal partner o dall’ex partner. E anche se il dato registrato fa segnare un calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (nei primi tre mesi del 2024 erano state 26 le donne uccise) i femminicidi di Sara e Ilaria, al di là del dato statistico, riportano all’attenzione dell’opinione pubblica quella che sembra un’inarrestabile strage. Fanno tornare la memoria indietro fino alla tragica fine di Giulia Cecchettin. Nel 2024 sono state 113 le donne uccise, in calo sia rispetto al 2023 con 120 vittime che al 2022 con 130.
Ha fatto cose molto sopra le righe persino per i suoi standard: per ultima una strana strizzata di naso a un allenatore avversario
Alla fine della partita di Coppa di Turchia tra Galatasaray e Fenerbahce, le due principali squadre di Istanbul, l’allenatore del Fenerbahce ha rincorso quello del Galatasaray e gli ha strizzato il naso, facendolo cadere per terra. Se ne sta discutendo molto perché l’allenatore del Fenerbahce è uno dei più conosciuti al mondo: il portoghese José Mourinho. È stato un gesto scorretto e piuttosto buffo, anche per la reazione un po’ spropositata dell’allenatore del Galatasaray Okan Buruk, che si è gettato a terra platealmente.
Nei suoi venticinque anni da allenatore Mourinho ha fatto spesso parlare di sé non solo per gli eccellenti risultati ottenuti, soprattutto nella prima parte di carriera, ma anche per il suo stile comunicativo e per i suoi atteggiamenti sopra le righe: è sempre stato abile a orientare il dibattito calcistico con le sue dichiarazioni e a costruire narrazioni secondo cui le sue squadre sono costrette a giocare contro forze superiori e che lui non può controllare.
Questa tendenza a considerarsi solo contro tutti si era già esasperata nelle recenti (e non sempre positive) esperienze al Tottenham e alla Roma, ma quest’anno sembra aver raggiunto un livello superiore in un campionato già di per sé molto caotico come quello turco. Pur in un contesto abbastanza periferico nel calcio europeo e mondiale, Mourinho sta riuscendo ad attirare attenzioni internazionali per diversi episodi controversi, come appunto la recente strizzata di naso a Buruk. Nella sua prima stagione al Fenerbahce ha già ricevuto cinque cartellini rossi, ha accusato gli arbitri di essere corrotti, è stato citato in uno slogan delle proteste turche contro la presidenza autoritaria di Recep Tayyip Erdogan. In tutto questo ha ben identificato il suo nemico principale: il Galatasaray.
La partita giocata mercoledì sera valeva per i quarti di finale di Coppa di Turchia: ha vinto 2-1 il Galatasaray, la squadra con cui il Fenerbahce sta provando a contendersi il campionato. In questo momento il Fenerbahce ha 6 punti in meno, ma deve recuperare una partita. Le due squadre sono le più vincenti di Turchia (24 campionati il Galatasaray, 19 il Fenerbahce) e la loro rivalità è una delle più sentite in Europa; nella scorsa stagione era già stata molto accesa per via delle proteste del Fenerbahce contro la federazione (nella partita di Supercoppa di Turchiaabbandonò il campodopo due minuti) e di un campionato abbastanza eccezionale, vinto dal Galatasaray con 102 punti contro i 99 del Fenerbahce. L’arrivo di José Mourinho non ha fatto altro che esasperare lo scontro.
Sin da subito l’allenatore portoghese ha cominciato a parlare del Galatasaray come di una squadra potente e protetta dalla federazione (non è l’unicoa pensarlo), facendo intendere allo stesso tempo che il Fenerbahce lottasse contro le ingiustizie, oltre che contro un’avversaria molto forte. È un metodo già adottato in passato da Mourinho con lo scopo di compattare la squadra e i tifosi, per esempio quando era al Real Madrid e Pep Guardiola allenava il Barcellona, in un periodo a cavallo degli anni Dieci in cui la rivalità tra le due squadre raggiunse livelli inediti. Prima di una delle tante partite giocate nel 2011 tra Barcellona e Real, Guardiola di luidisse: «Domani ci affronteremo in campo, ma fuori dal campo lui mi ha già battuto. In questa stanza [quella della conferenza stampa] è il fottuto capo, il fottuto maestro, e non voglio competere con lui».
A fine febbraio Mourinhoè stato squalificato per quattro giornate e multato per oltre quarantamila euro per le cose dette dopo la partita di campionato tra Fenerbahce e Galatasaray, terminata 0-0. Due giornate gli sono state date per quanto detto sugli arbitri, e altre due per un commento definito «razzista» dagli avversari. Mourinho aveva infatti lodato in modo un po’ spudorato l’arbitro, che per l’occasione era sloveno e non turco (su richiesta delle due società), dicendo che un arbitro turco avrebbe in sostanza gestito molto peggio la partita; aveva anche detto che i giocatori sulla panchina del Galatasaray «saltavano come scimmie» per protestare. La federazione turca aveva scritto in un comunicato che Mourinho aveva «accusato il calcio turco di caos e disordine con dichiarazioni offensive nei confronti della comunità calcistica turca e degli arbitri turchi».
Anche contro altre squadre, comunque, Mourinho ha inscenato proteste piuttosto originali e coreografiche. Durante la partita contro l’Antalyaspor, poi vinta 2-0 dal Fenerbahce, a un certo punto ha preso il computer di un componente del suo staff e lo ha piazzato davanti a una telecamera mostrando il fotogramma di un evidente errore arbitrale commesso poco prima contro il Fenerbahce. L’arbitro, notata la cosa, lo ha ammonito.
Lo scorso novembre, dopo la vittoria per 3-2 in una partita molto concitata contro il Trabzonspor, Mourinho denunciò alcuni presunti torti arbitrali e disse che in Turchia la gente avrebbe dovuto cominciare a protestare contro «ciò che succede da anni»; alla fine dell’intervista disse «We are clean», noi siamo puliti, battendosi una mano sul petto. Nelle scorse settimane, durante le partecipate proteste nate in Turchia per l’arresto di Ekrem Imamoglu, sindaco di Istanbul e tra i principali oppositori di Erdogan, diversi manifestanti hanno cominciato a mostrare cartelli con la scritta «We are clean», che è diventata una sorta di critica al sistema turco (quello calcistico per Mourinho, quello del paese per i manifestanti).
Il pizzicotto dato a Okan Buruk è insomma solo l’ultimo episodio di una stagione molto intensa forse anche per gli standard di Mourinho. Non è comunque la prima volta che accade una cosa simile: nel 2011 miseun dito nell’occhio del vice allenatore del Barcellona Tito Villanova. Commentando il gesto, il sito sportivo The Athleticha scrittoche «la prima (e forse unica) stagione di José Mourinho come allenatore del Fenerbahce non è andata del tutto come previsto in campo, ma quando si parla di buffonate attese, è più o meno come ci si aspetterebbe»;buffonate attese è un gioco di parole che richiama una statistica oggi molto utilizzata nel calcio, quella dei “gol attesi”, o expected goals.
Dopo l’eliminazione dalla Coppa di Turchia, che segue quella dall’Europa League (e prima dai preliminari di Champions League), Mourinho ha ancora nove partite di campionato per provare a recuperare lo svantaggio dal Galatasaray e riuscire a vincere un titolo anche in Turchia. L’estate scorsa, quando arrivò al Fenerbahce, fu accolto con eccezionale entusiasmo dai tifosi: ancora oggi la maggior parte lo sostiene, perché anche se come allenatore ha perso probabilmente l’abilità di un tempo, come aizzatore di folle è ancora tra i migliori in circolazione.
Un problema tecnico alle sirene dell’allarme generale sta facendo scattare gli allarmi nel Mendrisiotto. Le autorità rassicurano che non ci sono rischi per i cittadini
La Polizia cantonale ha comunicato che, a partire dalle 21:30 di mercoledì 2 aprile, le sirene dell’allarme generale per la protezione della popolazione nel Mendrisiotto sono state attivate a causa di un guasto tecnico.
LaPolizia cantonale, in collaborazione con la Protezione civile Mendrisiotto, sta lavorando per risolvere il problema nel più breve tempo possibile.
Le autorità locali rassicurano la popolazione, sottolineando che non è necessario adottare alcuna misura di protezione. Si tratta infatti di un errore tecnico e non di una situazione di emergenza.
Un enorme tornado ha toccato terra nelle vicinanze di Lake City e Monette, in Arkansas, seminando paura e devastazione. Il National Weather Service (NWS) ha immediatamente emesso un avviso di emergenza, estendendo l’allerta anche alle città di Blytheville, Trumann e Gosnell.
Secondo le informazioni fornite dall’agenzia, i residenti delle zone colpite sono stati esortati a cercare rifugio in modo rapido e sicuro. Il consiglio è di rifugiarsi in un seminterrato o in una stanza interna situata al piano più basso di un edificio robusto, al fine di proteggersi dai potenti venti e dai detriti che potrebbero essere scagliati dal tornado
Massive tornado forms in Lake City, Arkansas – THV11
La campionessa valdostana operata alla Madonnina a Milano. Evidenziata anche la rottura del crociato
Si è conclusa nella serata di giovedì l’operazione a cui è stata sottoposta Federica Brignone presso la clinica La Madonnina di Milano in seguito alla caduta nel corso della seconda manche del gigante femminile alla Ski Area Lusia in Val di Fassa (Tn), valevole per i Campionati Italiani. Lo rende noto la Fisi. L’intervento, perfettamente riuscito, è stato eseguito dal Presidente della Commissione Medica Fisi Andrea Panzeri in collaborazione con i dottori Riccardo Accetta (Responsabile dell’Unità operativa di Traumatologia dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio), Gabriele Thiebat (Commissione Medica FISI) e Alberto Zangrillo (Primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano) e si è reso necessario per la riduzione e sintesi della frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre alla riparazione legamentosa del compartimento mediale del ginocchio.
E’ stata evidenziata anche la rottura del legamento crociato anteriore, che verrà valutata nelle prossime settimane. La campionessa del mondo di supergigante a Saalbach 2025 e fresca vincitrice della Coppa del mondo inizierà sin dai prossimi giorni il percorso riabilitativo.
Giovedì 03 aprile 2025
Dramma Brignone, caduta ai campionati italiani: frattura di tibia e perone. Sarà operata a Milano
L’incidente all’Alpe Lusia, in Val di Fassa, dove si disputano i tricolore 2025. Gli esami effettuati al Santa Chiara di Trento hanno evidenziato la doppia frattura pluriframmentaria alla gamba sinistra
Pessime notizie per Federica Brignone: la campionessa azzurra di sci, che nel 2025 ha vinto l’oro ai Mondiali di Saalbach in gigante e pochi giorni fa ha conquistato la Coppa del Mondo generale (la sua seconda in carriera), è caduta durante la seconda manche dei campionati italiani di gigante, in corso sull’Alpe Lusia (Val di Fassa). La valdostana è incappata in una extra-rotazione uscendo da una porta verso destra, con un movimento anomalo delle gambe e un consistente impatto sulla neve. Subito soccorsa, è stata trasportata in elicottero all’ospedale di Trento.
Dinamica Brignone – Federica ha impattato con il braccio destro in una porta blu e questo ha causato la rotazione anomala. Brignone è stata trasportata a Trento, all’ospedale Santa Chiara,e con lei c’è il fratello Davide. Gli esami sono cominciati attorno alle 13 presso l’ospedale di Trento e sono terminati attorno alle 14 con pessime notizie: la Tac ha evidenziato la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra. La Commissione Medica Fisi segue attentamente le condizioni della campionessa valdostana e ne ha predisposto il trasferimento presso la clinica La Madonnina di Milano, dove verranno completati gli esami radiologici e stabilito il percorso chirurgico.
La fotosequenza della caduta di Federica Brignone nel gigante dei Campionati italiani di sci in Val di Fassa
Il regista è stato trasportato d’urgenza al San Camillo in terapia intensiva
Nanni Moretti
Nanni Moretti ha avuto un infarto. L’attore e regista romano, 71 anni, nel pomeriggio di mercoledì è stato ricoverato d’urgenza in terapia intensiva all’ospedale San Camillo di Roma.
Infarto Nanni Moretti – Già nel 2024 a Napoli aveva avuto un infarto. Aveva dovuto rinunciare ala presentazione del suo film ‘Vittioria‘, ma in quell’occasione era riuscito a inviare un videomessaggio a tutti i suoi fan in cui si scusava e rassicurava il pubblico sulle sue condizioni. ‘Starò meglio – aveva detto in un video registrato – tornerò presto’“.
Atteso al cinema Sacher – Nanni Moretti era atteso al cinema Sacher nel pomeriggio per accogliere il pubblico e partecipare alla prima del film ‘L’attachement’ di Carine Tardieu con Valeria Bruni Tedeschi, nell’ambito del Festival del Cinema Francese, ma il regista, colpito ieri sera da infarto, aveva annunciato agli organizzatori “che non si sentiva bene e che avrebbe rinunciato a presenziare al’inaugurazione di Rendez- Vous“. Moretti era atteso anche da Valeria Bruni Tedeschi colpita anche lei dalla notizia.
Sui social il tifo per Nanni Moretti – ‘Dai Nanni non fare scherzi‘, ‘Forza Nanni‘, ‘Dio ti prego non prenderti Nanni Moretti… posso dirti io tre nomi...’, ‘Dio non Nanni Moretti per favore‘. I fans di Nanni Moretti si sono scatenati sui social, postando anche frasi dei suoi film più famosi, ‘mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Se resti con noi ti si nota di più. Dai Nanni Moretti forza!’, ma soprattutto augurandogli di ristabilirsi al più presto.
Ed ancora scrive un anonimo fan, ‘No raga Nanni Moretti è il mio spirito guida‘ o Nella che semplicemente “augura a Nanni Moretti buona guarigione‘. Anche i social stranieri riportano la notizia del ricovero del ricovero del grande regista. Thomas Gastaldi scrive: “Mais no! Nanni Moretti placé en soins intensifs après un malaise cardiaque“. Si firma Michael Pemulis e confessa: “Peccato per Nanni Moretti, ma sono sicuro che strapperà un sorriso in corsia, tra un ‘faccio cose’ e un ‘vedo gente’, che ridere, che arte, in corsia si stanno sicuramente sbellicando dalle risate“.
La star di Hollywood celebre per i suoi ruoli in Top Gun, Batman Forever e The Doors
Val Kilmer – (Ipa)
Val Kilmer, l’attore noto per i suoi ruoli in Top Gun, Batman Forever e The Doors, è morto all’età di 65 anni. La figlia Mercedes ha dichiarato al New York Times che la causa del decesso è stata la polmonite. A Kilmer è stato diagnosticato un cancro alla gola nel 2014 e in seguito è guarito, dopo un trattamento con chemioterapia e un intervento chirurgico alla trachea che avevano ridotto la sua capacità vocale
Nato a Los Angeles il 31 dicembre 1959 e cresciuto nella San Fernando Valley all’ombra di Hollywood, Kilmer è stato uno degli studenti più giovani mai ammessi al programma di recitazione della Juilliard School, all’età di 17 anni. Ha iniziato come attore teatrale ed è salito alla ribalta alla fine degli anni ’80 con i suoi ruoli nelle commedie cinematografiche Top Secret! e Real Genius prima di ottenere un ruolo come Iceman al fianco di Tom Cruise, film nel campione d’incassi Top Gundel regista Tony Scott (1986).
Kilmer si è fatto notare anche per le sue interpretazioni del cattivo scagnozzo di Robert De Niro in ‘Heat – La sfida’ (1995) di Michael Mann, del folle assistente di Marlon Brando in ‘L’isola perduta‘ (1996) di John Frankenheimer, del soave truffatore Simon Templar in ‘Il Santo‘ (1997) di Phillip Noyce e del detective omosessuale Gay Perry in ‘Kiss Kiss Bang Bang‘ (2005), omaggio di Shane Black al cinema noir.
Kilmer ha anche interpretato Elvis Presley in ‘Una vita al massimo‘ (1993) di Scott, scritto da Quentin Tarantino, e la pornostar/drogata di cocaina John Holmes in ‘Wonderland‘ (2003). Aveva fatto il suo debutto cinematografico in una parodia di un film di spionaggio sulla Guerra Fredda, ‘Top Secret!‘ (1984) di Jim Abrahams, David Zucker e Jerry Zucker, in cui ha recitato la parte di un cantante americano che piaceva al pubblico di Berlino, inconsapevolmente coinvolto in un complotto della Germania dell’Est per riunificare il paese.
È stato sposato con l’attrice britannica Joanne Whalley dal 1988 fino al loro divorzio nel 1996. Si sono conosciuti mentre lavoravano insieme al film “Willow” di Ron Howard e si sono sposati pochi mesi dopo.
La discesa di correnti settentrionali attraverso l’Italia sta alimentando una circolazione depressionaria nell’area ionica, determinando precipitazioni più estese lungo la fascia adriatica centrale e spiccata instabilità attorno alla Calabria.
Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesacon le regioni coinvolte, alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati, ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).
L’avviso prevede dalle prime ore dimercoledì 2 aprile, precipitazioni, da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sull’Abruzzo, specie versanti orientali. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci, attività elettrica e forti raffiche di vento. Previsti, inoltre, venti ancora tesi nord-orientali.
Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di mercoledì 2 aprile, allerta gialla in Abruzzo, Puglia, Basilicata e Calabria.
Appello del sindacato: “Non ci si volti dall’altra parte”
E’ di 9 agenti feriti il bilancio degli scontri avvenuti al termine della partita Lecce-Roma. “Quanto accaduto ieri sera a Lecce è l’ennesima dimostrazione di come le Forze dell’Ordine vengano lasciate sole a fronteggiare una violenza ormai sistematica e impunita”, afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del sindacato di Polizia Coisp. “Nel day after ci ritroviamo, ancora una volta, a contare i feriti: 9 poliziotti del Reparto Mobile di Taranto hanno riportato prognosi dai 3 agli 8 giorni dopo essere stati colpiti da bombe carta e oggetti lanciati dai soliti delinquenti travestiti da tifosi che continuano ad agire indisturbati”, prosegue Pianese.
“Il Reparto – ricostruiscePianese – stava presidiando un’area cuscinetto tra la tifoseria ospite e quella locale, quando un gruppo di ultras del Lecce ha tentato di sfondare il cordone per raggiungere i tifosi della Roma, aggredendo gli agenti”.
Le fiamme sono divampate nella notte per cause ancora da chiarire. Ogni ipotesi resta per ora aperta
Sono 17 le auto andate distrutte in un incendio divampato poco prima dell’alba di oggi, 31 marzo 2025, in una concessionaria Tesla in zona Roma Est. Intorno alle 4:30 circa, due squadre di vigili del fuoco sono sono intervenute in via Serracapriola, nel quartiere Torrenova, per domare le fiamme che stavano divorando i veicoli elettrici.
Sulle cause nessuna ipotesi esclusa – Come riporta RomaToday, dal rogo si è sviluppata un’alta colonna di fumo che ha reso complesso l’intervento. Il rogo ha interessato in parte la struttura in cui erano parcheggiati i veicoli ma non ha provocato nessun ferito. Sul posto le forze dell’ordine per gli accertamenti necessari a determinare l’origine dell’incendio. Per il momento tutte le ipotesi restano aperte.
Per sabato scorso, 29 marzo, il movimento “Tesla Takedown” aveva lanciato la prima giornata internazionale contro la casa automobilistica di Elon Musk, con lo scopo di coordinare blitz e manifestazioni contro l’operato del multimiliardario alleato di Donald Trump. Sono centinaia le proteste registrate nelle scorse ore nei pressi delle sedi Tesla in tutto il mondo. Non è chiaro ancora se il rogo scoppiato a Roma possa essere una di queste.
I rallentamenti sulla linea Roma-Napoli. Tecnici al lavoro per risolvere il problema
Ritardi fino a 90 minuti. La circolazione dei treni è rallentata sulla linea dell’Alta velocità Roma-Napoli per “un guasto tecnico alla linea” nei pressi di Roma Prenestina. Lo rende noto Ferrovie spiegando che i “tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono al lavoro per ripristinare il pieno funzionamento della tratta“.
I treni dell’Alta velocità – viene aggiunto – possono registrare un maggior tempo di percorrenza. Al momento alla stazione diRoma Termini ci sono ritardi fino a 90 minuti.
Nel Bresciano, strada chiusa in entrambe le direzioni
Un’auto ha falciato cinque moto proveniente dal lato opposto.
L’incidente è avvenuto questa mattina dopo le 8 in provincia di Brescia lungo la statale 45 bis, la Gardesana Ovest, che collega la città al lago di Garda Nel tremendo impatto ad avere la peggio è stato soprattutto un motociclista che ha riportato ferite gravi, anche se sono diversi i feriti, per due dei quali è arrivato l’elisoccorso. Le moto coinvolte nell’incidente stradale facevano parte di un gruppo di nove mezzi che l’auto ha impattato all’altezza di una curva dopo una galleria a Prevalle.
La strada è stata chiusa in entrambe le direzioni.
Il centrocampista inglese stasera sarebbe stato titolare per la prima volta dal 23 novembre, invece ha avvertito forti dolori addominali. È stato organizzato un intervento a Napoli, concluso intorno alle 17.30. Salterà il derby di Coppa Italia di mercoledì: rientro previsto per fine aprile
Un clamoroso imprevisto per il Milan verso la partita di stasera a Napoli. Ruben Loftus-Cheek in ritiro ha avvertito dolori improvvisi, sempre più forti, ed è stato portato alla clinica Mediterranea di Napoli. Gli esami hanno evidenziato un’appendicite acuta, è stato operato nel pomeriggio dal Professor Francesco Corcione e dalla sua équipe: intervento concluso intorno alle 17.30, con successo. RLC rientrerà a Milano tra un paio di giorni e non ci sarà per il derby di Coppa Italia di mercoledì: il rientro è previsto tra un mese circa.
LA FORMAZIONE – Loftus-Cheekquesta sera sarebbe stato titolare per la prima volta dopo Milan-Juve del 23 novembre. In mezzo un infortunio al bicipite femorale destro. L’inglese ovviamente non sarà in grado di giocare al San Paolo. Al suo posto, dentro Youssouf Fofana, in un centrocampo a tre con Bondo e Reijnders. Curiosamente, Napoli-Milan comincia con un doppio problema inatteso. Loftus-Cheek era atteso in campo soprattutto per contrastare McTominay, fermato però da un virus intestinale prima della partita.
Registrato un sisma di magnitudo 7.1 a una profondità di 10 chilometri nell’Oceano Pacifico
Terremoto Isole Tonga 30 marzo 2025 – Google Maps
Il terremoto è avvenuto a 90 chilometri a sud-est del villaggio di Pangai. Diramata l’allerta tsunami non solo sulle Isole Tonga ma anche per l‘isola di Niue.
Terremoto Isole Tonga 30 marzo 2025 – USGS – X
Diramata l’allerta tsunami – “Su alcune coste di Niue (…) e Tonga potrebbero verificarsi onde di tsunami a un’altezza compresa tra 0,3 e 1 metro sopra il livello del mare“, ha affermato il sistema di allarme tsunami americano riferendosi a queste due isole del Pacifico meridionale.
L ‘ agenzia aveva precedentemente avvertito che “pericolose onde di tsunami causate da questo terremoto sono possibili entro un raggio di 300 chilometri dall’epicentro lungo la costa di Tonga“.
La terra continua a tremare in Asia, mentre il bilancio di vittime e feriti si fa sempre più drammatico. I soccorritori scavano tra le macerie alla ricerca di superstiti
Foto da: Terremoto devastante in Myanmar (Foto LaPresse)
A due giorni dal terremoto che ha devastato il Myanmar, causando danni e crolli anche in Thailandia, si continua a scavare tra le macerie alla ricerca di sopravvissuti. Il bilancio delle vittime dopo il sisma di magnitudo 7.7 è terrificante e, purtroppo, in continuo aumento: l’ultimo bollettino parla di 1.644 morti e 3.408 feriti.
Terremoto in Myanmar, ancora scosse: i morti sono oltre 1.600 – La scossa si è verificata venerdì 28 marzo alle 14.20 ora locale, le 7.20 in Italia, a nord-ovest della città di Sagaing, nel Myanmar centrale, seguita pochi minuti dopo da una scossa di assestamento di magnitudo 6,4. Il terremoto ha raso al suolo edifici, distrutto ponti e danneggiato strade in vaste aree del Paese. La zona più colpita è quella della regione di Mandalay, la seconda città più grande del Paese. Ma con le comunicazioni danneggiate, l’entità del disastro è ancora difficile da valutare e il bilancio delle vittime potrebbe ancora aumentare. Come detto, il bilancio al momento è di oltre 1.600 morti, ma secondo le stime dell’Usgs si potrebbe andare oltre i 10mila. Secondo le autorità locali ci sarebbero almeno 139 persone disperse, mentre le abitazioni danneggiate dalla scossa nella sola regione di Mandalay sono 1.591.
Intanto la terra continua a tremare in Myanmar. Dopo le due potentissime scosse di venerdì, nelle ultime ore l‘istituto geosismico americano (Usgs) ha registrato un sisma di magnitudo 5.1 nei pressi della capitale Naypyidaw a una profondità di 10 km, preceduta di circa 9 ore da una di 4.2 a Shwebo, circa 70 km a nord di Mandalay.
Persone sotto le macerie, strage all’asilo – Intanto i soccorritori scavano con ogni mezzo, anche a mani nude, per cercare le persone rimaste intrappolate sotto le macerie. Oltre 90 sarebbero ancora sotto ciò che resta di un edificio residenziale di Mandalay, lo Sky Villa Condominium, una costruzione di 12 piani che non ha resistito alla scossa. Tra gli edifici crollati per il sisma a Kyaukse, sempre nella regione di Mandalay, vi è anche la scuola materna West Mye Mye Kyi. I soccorritori hanno riferito di aver recuperato questa mattina i corpi senza vita di 12 bambini e di un’insegnante. Si teme che molte altre persone siano ancora intrappolate sotto le macerie, mentre con il passare delle ore le possibilità di sopravvivenza si affievoliscono. Secondo fonti locali ci sarebbero circa 50 i bambini e sei gli insegnanti ancora dispersi dopo il crollo dell’edificio. Le operazioni di ricerca e salvataggio sono supportate dall’amministrazione della diga di Kyaukse, dalla Croce Rossa e da gruppi di assistenza sociale. Il terremoto ha causato danni significativi anche nella città di Kyaukse, dove diverse abitazioni e negozi sono crollati.
Lingua originale: birmano. Traduzione di Google Birmania Mi aiuti per favore. #Sagaing e #Mandalay sono in EMERGENZA. I civili si salvano a vicenda usando solo le mani nude, senza attrezzature o tecnologie. Queste comunità hanno urgente bisogno di AIUTO E ASSISTENZA INTERNAZIONALE DIRETTI! #HelpMyanmarRecover#MyanmarEarthquake
Continua ad aggravarsi anche il bilancio delle vittime a Bangkok, in Thailandia, dove il numero dei morti è ufficialmente salito a 17. L’autorità metropolitana della capitale thailandese ha reso noto che 32 persone sono rimaste ferite e 83 risultano ancora irreperibili, la maggior parte delle quali provenienti dal sito di un grattacielo di 30 piani in costruzione crollato a causa del sisma.
The skyscraper collapsed in Bangkok, Thailand is the Budget Bureau building constructed by CR10g, a subsidiary of state owned China Railway Engineering Corporation. At least 3 dead and 81 people remain trapped at scene. pic.twitter.com/OMaMEPsFRi
— The Great Translation Movement 大翻译运动 (@TGTM_Official) March 28, 2025
Lingua originale: birmano. Traduzione di Google Il grattacielo crollato a Bangkok, in Thailandia, è l’edificio del Budget Bureau costruito da CR10g, unasussidiaria della China Railway Engineering Corporation di proprietà statale. Almeno 3 morti e 81 persone rimangono intrappolate sulla scena.
Sospesi i combattimenti – Nel frattempo il governo ombra di opposizione democratica del Paese ha annunciato una sospensione unilaterale di due settimane nei combattimenti contro la giunta militare al potere, sebbene le “operazioni di difesa” siano escluse da questa tregua. La “sospensione di tutte le operazioni militari offensive” sarà applicata nelle “aree colpite dal terremoto e nei distretti correlati“, ha dichiarato il National Unity Government (Nug) su X. Secondo quanto riportato dai media, la giunta militare ha continuato i suoi attacchi contro i gruppi ribelli anche nelle ore immediatamente successive al sisma. In un’intervista alla Bbc, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite per il Myanmar, Tom Andrews, ha esortato la giunta a fermare tutte le operazioni militari. Il Nug combatte contro la giunta dal colpo di Stato militare del 2021. Il bilancio delle vittime in Myanmar è finora di 1.644 morti e oltre 3.400 feriti, ma il numero potrebbe aumentare di migliaia a causa della vicinanza di aree densamente popolate e della vulnerabilità di molte strutture.
Emergenza per 6.7 milioni di bambini – Mentre la conta delle vittime e dei danni è ancora in corso, c’è un’emergenza nell’emergenza, quella che riguarda i 6,7 milioni di bambini che vivono in un Paese già provato da fame e guerra civile con il 32% della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà. Le ong hanno lanciato l’allarme con l’Unicef, impegnato in prima linea sia in Myanmar sia in Thailandia a verificare il numero esatto di vittime, operazione molto lenta nell’ex Birmania a causa di strade bloccate, ponti rotti e comunicazioni interrotte. Ieri sono stati estratti senza vita cinque bambini su una ventina, intrappolati tra le macerie di una scuola crollata nella città di Taungoo, nel Myanmar centrale. Oggi tra gli edifici crollati a Kyaukse, nella regione di Mandalay, 12 piccoli sono stati trovati morti in una scuola materna. L’Avsi, che ha diversi progetti in Myanmar, sta verificando “le condizioni dei 600 bambini sostenuti a distanza da famiglie italiane e di tutte le persone coinvolte nelle nostre attività nell’area dell’epicentro“.
Da anni il paese sotto il regime militare soffre di una povertà strutturale che impedisce ai bambini, soprattutto delle aree rurali, di godere dei loro diritti più fondamentali. Per questo L’Unicef è “profondamente preoccupato per l’impatto devastante” che sisma ha sui minori, più bisognosi degli adulti di protezione e supporto psicologico. Il Cesvi, una delle poche organizzazioni italiane attive in Myanmar da oltre vent’anni, sostiene che “la priorità ora è verificare se vi siano scuole colpite e bambini in condizioni critiche“.
Principio d’incendio al Castello Sforzesco di Milano, sabato 29 marzo alle 11 di mattina. I visitatori sono stati fatti uscire e, dai primi riscontri, non vi sarebbero feriti. I vigili del fuoco si sono precipitati sul posto. Da quanto riferito, le fiamme si sono sviluppate da un trasformatore situato in un pannello per esposizioni al primo piano del museo del Castello.
Immediatamente si è formato il fumo. I soccorritori presenti sul posto hanno evacuato le persone che si trovavano nella sala interessata. Il Castello è stato momentaneamente interdetto al pubblico per consentire ai vigili del fuoco di mettere l’area in sicurezza e completare le operazioni di bonifica. Le fiamme sono state spente rapidamente e non si registrano né feriti né intossicati.
Castello riaperto dopo quasi 2 ore (ma non il museo) – Verso l’una di pomeriggio, il primo piano del museo era ancora interdetto al pubblico mentre gli altri due piani saranno a breve riaperti. Il resto del Castello è stato riaperto da pochi minuti.
2.376 i feriti per il violento sisma di ieri che ha colpito anche la Thailandia. A Bangkok almeno 15 persone in vita sotto le macerie
Terremoto in Myanmar – Afp
All’indomani del devastante terremoto di magnitudo 7.7 nel sud est asiatico, il bilancio delle vittime in Myanmar– epicentro della scossa – è salito ad almeno 1.002 persone. Ad annunciarlo oggi è la giunta al potere. 2.376 i feriti secondo l’emittente statale MRTV, che riporta dati che comprendono “tutte le aree colpite dal terremoto a livello nazionale“.
La zona più colpita è quella della regione di Mandalay, la seconda città più grande del Paese. Ma con le comunicazioni danneggiate, l’entità del disastro è ancora difficile da valutare e il bilancio delle vittime potrebbe ancora aumentare.
La scossa si è verificata ieri alle 14.20 ora locale, le 7.20 in Italia, a nord-ovest della città di Sagaing, nel Myanmar centrale, seguita pochi minuti dopo da una scossa di assestamento di magnitudo 6,4. Il terremoto ha raso al suolo edifici, distrutto ponti e danneggiato strade in vaste aree del Paese.
Il sisma è stato avvertito in Cina e in Thailandia dove ha innescato il crollo di alcuni edifici. A Bangkok un grattacielo in costruzione è crollato e diversi operai sono morti, ma è corsa contro il tempo per liberare 110 persone che si ritiene siano intrappolate sotto le macerie di un alto grattacielo in costruzione, hanno detto i funzionari.
Riferendosi alla stima sui decessi,l’Usgs, l’istituto geologico americano, teme “migliaia di morti“ e parla di ”allerta rossa per vittime e perdite economiche correlate alle scosse” sismiche. ”E’ probabile un numero elevato di vittime e danni estesi, il disastro è verosimilmente esteso” si legge sul sito dell’Usgs.
Danni e morti in Thailandia – Il terremoto è stato avvertito con forza anche a Bangkok, in Thailandia. Almeno nove le persone che hanno perso la vita a causa del sisma, ha reso noto il governatore di Bangkok Chadchart Sittipunt, spiegando che 7 vittime sono lavoratori uccisi dal crollo del grattacielo di 30 piani in costruzione nella capitale thailandese. 81 le persone intrappolate sotto le macerie, spiegava il vice premier Phumtham Wechayachai. Decine di lavoratori sono stati tratti in salvo. Il premier thailandese Paetongtarn Shinawatra proclamato ieri lo ”stato di emergenza” nella città.
Ci sarebbero intanto almeno quindici persone vive sotto le macerie dell’edificio in costruzione a Bangkok crollato a seguito della scossa. Le persone in vita sono in profondità sotto le macerie, tra i 5 e i 10 metri, riporta la Bbc citando le fonti locali.
Asean in soccorso – L’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (Asean) ha annunciato che sosterrà le operazioni di soccorso in Myanmar e Thailandia. L’organismo – che si compone di dieci paesi membri, tra cui i due colpiti dal sisma – ha parlato di urgente necessità di assistenza umanitaria dopo che il terremoto “ha causato un numero significativo di perdite umane, di feriti e danni“. A riferirne è la Bbc.
L’organismo afferma che “lavorerà a stretto contatto per coordinare l’assistenza umanitaria, sostenere e facilitare le operazioni di soccorso e garantire una risposta umanitaria tempestiva ed efficace“. Gli altri membri dell’Asean sono Indonesia, Malesia, Singapore, Brunei, Laos, Vietnam, Cambogia e Filippine.
Ma è probabile che siano molte di più: ci sono stati danni anche in Thailandia, dove decine di persone sono disperse per il crollo di un palazzo
Secondo le prime cifre comunicate dalla giunta militare che governa il Myanmar, il forte terremoto di venerdì mattina nel paese ha causato almeno 144 morti e oltre 730 feriti. Ci sono stati danni anche a Bangkok, la capitale della Thailandia, che si trova circa mille chilometri a sud-est dell’epicentro: il crollo di un grattacielo in costruzione ha ucciso almeno 7 persone, mentre altre 81 sono ancora disperse sotto le macerie. Dato che in Myanmar praticamente non esistono media indipendenti e che la giunta ha condiviso pochissime informazioni si pensa che il numero effettivo dei morti sia molto più alto.
La maggior parte dei danni e dei morti accertati è stata appunto nella parte centrale del Myanmar, dove si trovano sia la capitale sia Mandalay. Dalle foto e dai video delle zone colpite si possono vedere numerosi edifici crollati o gravemente danneggiati, voragini nelle strade e strade ricoperte di macerie. Fra le strutture crollate c’è anche un ponte sul fiume Irrawaddy che collegava Mandalay con la vicina Sagaing. Le operazioni di soccorso sono complicate dalle interruzioni dell’energia elettrica.
L’Istituto geologico degli Stati Uniti (USGS) ha detto che il terremoto è stato di magnitudo 7.7 con epicentro 18 chilometri a ovest di Mandalay, la seconda città più grande del Myanmar, circa 250 chilometri a nord della capitale Naypyidaw. L’ipocentro è stato a 10 chilometri di profondità.
La giunta militare del Myanmar ha dichiarato lo stato di emergenza in sei delle 14 regioni del paese eha chiesto l’intervento di altri paesi per fornire aiuti «il prima possibile». È una cosa piuttosto rara perché dal colpo di stato del febbraio 2021 il Myanmar è un paese isolato, con pochissimi rapporti internazionali; tra le altre cose la giunta controlla quasi totalmente televisioni, giornali e radio del paese.
L’Ufficio per gli affari umanitari dell’ONU ha detto che i resoconti iniziali indicano danni significativi. Nelle ore successive alla prima scossa ce ne sono state altre, anche se di intensità minore.
I medici e le forze dell’ordine hanno detto ad alcuni giornalisti di AFP che in un ospedale di Naypyidaw sono state portate venti persone morte e centinaia di feriti. Il principale ospedale di Mandalay invece sta esaurendo le scorte di bende e altri materiali, a causa del grande numero di pazienti, e non riesce a curare tutti: molti pazienti stanno ricevendo cure per terra o nel parcheggio, con temperature che superano i 35 gradi.
Nella parte centrale del paese, la zona più popolata, i terremoti sono piuttosto frequenti. Molte strutture però sono antiquate e poco mantenute, mentre spesso quelle di nuova costruzione sono fatte frettolosamente e senza le dovute precauzioni antisismiche.
Due persone ferite sdraiate su barelle fuori dall’ospedale di Naypyitaw, Myanmar, 28 marzo 2025 (The Myanmar Military True News Information Team via AP)
Oltre che nel paese, il terremoto ha fatto danni anche a Bangkok, a un migliaio di chilometri dall’epicentro. Nel cantiere del grattacielo crollatostavano lavorando centinaia di persone, molte delle quali ancora intrappolate sotto le macerie, dove sono in corso le ricerche.
Bangkok non si trova in una zona fortemente sismica, ma ha molti grattacieli che sono particolarmente sensibili ai terremoti. In città migliaia di persone sono uscite dai palazzi, che hanno oscillato pericolosamente; le scosse del terremoto hanno anche fatto riversare in strada l’acqua delle piscine ai piani alti di alcuni grattacieli di lusso. La città è stata dichiarata «zona colpita da disastro».
Una scossa di terremoto è stata avvertita in Puglia alle 20:26 di oggi, venerdì 28 marzo
Una scossa di terremoto è stata avvertita in Puglia alle 20:26 di oggi, venerdì 28 marzo. I sismografi hanno registrato una scossa di magnitudo 3.7, con epicentro in mare davanti alla costa garganica La scossa è stata molto superficiale, ad appena 4 km di profondità, e anche per questo è stata avvertita dalla popolazione in provincia di Foggia, generando apprensione. Non si segnalano danni a persone o cose.
“La scossa è stata avvertita dalla maggior parte della popolazione – scrive su Facebook il sindaco di San Nicandro garganico in provincia di Foggia, Matteo Vocale – ma non si registrano fenomeni di sorta. Nel pomeriggio, un altro sisma, di magnitudo 2.4, avvertito da una minima parte di persone, era stato registrato nello stesso areale, a 8 chilometri di profondità”.