La città è stata colpita da un violento nubifragio nella serata di martedì 2 settembre, intorno alle ore 19
TRIESTE– Nubifragio a Trieste, oltre 100 richieste di aiuto. La città è stata colpita da un violento nubifragio nella serata di martedì 2 settembre, intorno alle ore 19. In poco tempo, la sala operativa del comando provinciale dei vigili del fuoco di Trieste ha ricevuto più di cento richieste di intervento, segnalazioni che hanno messo in evidenza la gravità della situazione data dal maltempo che si è abbattuto sul Friuli Venezia Giulia.
Le chiamate riguardavano persone bloccate all’interno delle proprie autovetture lungo strade completamente allagate, scantinati e negozi invasi dall’acqua, alloggi e fosse di ascensori sommersi, tombini saltati, alberi e muri crollati, piccoli smottamenti e persino ascensori bloccati con persone intrappolate all’interno.
Gli interventi – Il comando giuliano ha subito inviato tutte le squadre disponibili. Inoltre, a partire dalle ore 20, è stato disposto iltrattenimento in servizio straordinario di una ventina di unità dei Vigili del fuoco che avevano appena terminato il turno diurno, al fine di fronteggiare l’emergenza.
Tra le 19 e le 22.30,i pompieri sono riusciti a portare a termine circa 40 interventi di soccorso. Le squadre operative sul territorio erano nove, affiancate anche da un contingente giunto in supporto dal comando di Gorizia. Tuttavia, una settantina di richieste restavano ancora in coda, classificate come differibili, ovvero a priorità minore rispetto agli interventi più urgenti.
La sala operativa del Nue 112 ha continuato a girare le chiamate al comando dei Vigili del fuoco, che si è trovato a gestire un quadro particolarmente complesso e in rapida evoluzione.
Le autorità raccomandano alla cittadinanza di utilizzare i numeri di emergenza esclusivamente in caso di reale pericolo, evitando di intasare le linee con richieste di sole informazioni. Inoltre, viene ribadito l’invito a non mettersi alla guida lungo strade allagate, una condotta che mette a serio rischio la propria incolumità e quella dei soccorritori.
Sul sito, che è stato oscurato, si potevano vedere illegalmente tutti i più grandi eventi sportivi.
Streameast,la più grande piattaforma illegale al mondo di streaming sportivo, è stata chiusa dopo un’indagine durata un anno. A riportarlo è l’Alliance for Creativity and Entertainment (ACE) in una nota.
L’ambasciata italiana si è mobilitata e sta verificando la presenza di nostri connazionali
Vigili del fuoco e soccorritori sul luogo dell’incidente – PATRICIA DE MELO MOREIRA / AFP –
L’iconica funicolare Elevador da Gloria a Lisbona è deragliata e si è schiantata contro un edificio. A quanto riferisce il quotidiano Diario de Noticias, almeno 15 persone sono morte e altre venti sono rimaste ferite. La carrozza è uscita dai binari intorno alle 18:30 ora locale (le 19:30 in Italia), mentre percorreva la discesa dal belvedere di San Pedro de Alcantara verso la piazza Restauradores nel Barrio Alto.
Traduzione Google #ULTIMA ORA – L’iconica Funicolare Gloria di #Lisbona, #Portogallo, deraglia, causando feriti e finora 3 morti. Il deragliamento dell’Elevador da Glória, avvenuto mercoledì pomeriggio a Lisbona #elevadordagloria#Lisbona
La funicolare di Gloria: un’attrazione storica – La funicolare è una delle principali attrazioni turistiche di Lisbona e trasporta più di tre milioni di passeggeri all’anno. Progettata dall’ingegnere portoghese Raoul Mesnier du Ponsard, è stata inaugurata il 24 ottobre 1885. Nel febbraio 2002 è stata classificata come monumento nazionale.
L’immagine della funicolare deragliata (dal quotidiano portoghese A Bola)
Verifiche della Farnesina – La Farnesina si è mobilitata subito dopo il deragliamento della funicolare nel tardo pomeriggio. A quanto si è appreso, l’ambasciata d’Italia a Lisbona è in contatto con le autorità locali e sta conducendo verifiche sull’eventuale presenza di italiani.
Il sindaco, “Lisbona in lutto” – “La città è in lutto“. Lo ha dichiaratoCarlos Moedas, sindaco di Lisbona, dopo il deragliamento dell’Elevador da Gloria. Recatosi sul posto dell’incidente, Moedas ha dichiarato: “E’ una tragedia che non è mai accaduta nella nostra citta’. E’ il momento dell’azione e dell’aiuto. Ringrazio tutti voi per la risposta in pochi minuti. L’unica cosa che posso dire è che è un giorno molto tragico“.
Il cordoglio del presidente della Repubblica portoghese – In una nota pubblicata sul sito ufficiale della Presidenza, Marcelo Rebelo de Sousa“ha espresso profondo rammarico per l’incidente” in particolare “per le vittime e i feriti gravi, nonchè per i vari feriti lievi“. “Il Presidente della Repubblica porge le sue condoglianze e la sua solidarietà alle famiglie colpite da questa tragedia e auspica che l’accaduto venga rapidamente chiarito dalle autorità competenti” aggiunge la nota. Solidarietà è arrivata anche dal governo e dal primo ministro Luis Montenegro esprimendo “profonda costernazione e solidarietà alle vittime e alle loro famiglie“. “Il Governo sta, fin dai primi momenti, monitorando la situazione e la risposta delle diverse autorità pubbliche di emergenza medica, unita’ sanitarie, protezione civile, forze dell’ordine e dei trasporti, alle quali sono state trasmesse le linee guida per fornire tutto il supporto necessario“, afferma l’Esecutivo, aggiungendo che “il Governo è anche in contatto permanente e in stretto contatto con il Consiglio comunale“
Ho appreso con profondo dolore del tragico deragliamento dell’Elevador da Glória a Lisbona. Desidero esprimere, a nome del Governo italiano e mio personale, sincero cordoglio e vicinanza al Portogallo, alle famiglie delle vittime e ai feriti coinvolti nell’accaduto.
Lingua originale: portoghese. Traduzione di Google Ho appreso con tristezza del deragliamento del famoso “Elevador da Glória”. Le mie condoglianze alle famiglie delle vittime.
É com tristeza que tomei conhecimento do descarrilamento do famoso “Elevador da Glória”.
Lingua originale: portoghese. Traduzione di Google I nostri pensieri sono rivolti a coloro che sono stati colpiti dalla tragedia dell’Elevador da Glória, un punto di riferimento per i residenti di Rio e per i visitatori provenienti da tutto il mondo. L’Europa esprime la sua solidarietà alle vittime, ai loro cari e all’intera comunità di Lisbona. Auguro una pronta guarigione ai feriti. @Moedas
Os nossos corações estão com as pessoas atingidas pela tragédia do Elevador da Glória, uma referência para os lisboetas e visitantes do mundo inteiro.
A Europa está solidária com as vítimas, os seus entes queridos, e toda a comunidade em Lisboa.
Dai bancomat ai treni, passando per la pubblica amministrazione e per i macchinari industriali, è un continuo revival informatico spesso inconsapevole
Bill Gates con una copia di Windows XP nell’ottobre del 2001 a New York, Stati Uniti (ANSA/AP Photo/Richard Drew)
In qualche rara occasione chi vuole prelevare del contante a un bancomat e non ci riesce, perché lo sportello è fuori servizio, si trova davanti un’immagine molto familiare e che evoca antichi ricordi informatici. La fotografia mostra delle colline verdissime e un cielo azzurro, con qualche nuvola all’orizzonte, forse il panorama più visto e famoso al mondo, di sicuro sugli schermi dei computer. È lo sfondo predefinito di Windows XP, il sistema operativo diffuso da Microsoft oltre vent’anni fa e che ha fatto un pezzo importante della storia dei sistemi operativi. Nonostante in termini informatici sia ormai un rudere, è ancora oggi usato non soltanto in alcuni sportelli bancomat in Italia e nel resto del mondo, ma anche in molti altri servizi dai distributori di biglietti ad alcuni sistemi della pubblica amministrazione.
Windows è di gran lunga il sistema operativo per computer più utilizzato al mondo e lo è da buona parte dei suoi quasi 40 anni di esistenza. Nel corso della sua storia e della sua evoluzione ha avuto edizioni più efficienti e longeve di altre, che hanno condizionato lo sviluppo di molti prodotti che usiamo ogni giorno al di là dei personal computer. Windows 95 e Windows XPsono state tra le versioni più apprezzate e diffuse, al punto che ancora oggi ci sono dispositivi che continuano a utilizzarli, per lo più per l’impossibilità di aggiornare il loro hardware (le componenti fisiche che li fanno funzionare) o di trovare soluzioni compatibili con i sistemi operativi più recenti.
È il caso per esempio di alcuni sportelli bancomat che ancora oggi funzionano con Windows XP in Italia, anche se la loro quantità si è ridotta negli ultimi anni in seguito all’installazione da parte delle banche di modelli più recenti (non ci sono dati ufficiali, ma online circolano spesso segnalazioni di avvistamenti). Utilizzano una speciale versione del sistema operativo (Windows XP Embedded) un po’ diversa da quella che avevamo sui computer di casa: il programma centrale (kernel) è lo stesso, ma mancano molti altri programmi e opzioni visto che uno sportello bancomat deve svolgere un numero limitato di attività. È una sorta di versione modulare e semplificata, che rende necessaria una minore potenza di calcolo del computer che la fa funzionare.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Quella sensazione che provi quando vai allo sportello bancomat per prelevare 300 $ e vedi che è ancora gestito da Windows XP. ** Non è una sensazione così sicura **
That feeling you get when you go to your ATM to withdraw $300, and you see it's being operated by Windows XP still.
Microsoft ha smesso di pubblicare gli aggiornamenti di sicurezza per questa versione di Windows XP (e di alcuni suoi derivati) nel 2019 determinando la necessità di passare a soluzioni più recenti, ma aggiornare migliaia di sportelli non è semplice e richiede tempo. Per molti è stato sufficiente sostituire alcuni componenti in modo da renderli compatibili con versioni più aggiornate del sistema operativo, per altri è stato impossibile e questo spiega perché ogni tanto qualcuno vede ancora la schermata con le colline verdi quando qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.
Un sistema operativo molto datato e non più aggiornato è più esposto al rischio di attacchi informatici, quindi la necessità di sostituirlo non è solo dovuta all’offrire un’esperienza d’uso più veloce e moderna a chi vuole prelevare del contante. Vedere una schermata di Windows XP non implica comunque che lo sportello sia meno sicuro: i sistemi bancari hanno diversilivelli di sicurezza proprio per ridurre i rischi di attacchi informatici e frodi.
Windows XP è comunque in buona compagnia, con diversi altri sistemi operativi datati come Windows Vista e Windows 7 (i suoi due più diretti successori) usciti rispettivamente 19 e 16 anni fa, che vengono talvolta avvistati non solo sugli schermi degli sportelli bancomat, ma in altri dispositivi che non possono essere aggiornati facilmente o che non necessitano di un aggiornamento.
Si dice spesso che una delle regole d’oro per chi lavora nell’informatica sia “se funziona, non toccare niente” (dall’inglese “if it works, don’t touch it”), e in effetti ci sono circostanze in cui l’aggiornamento di un sistema potrebbe peggiorare le cose invece di migliorarle. Si potrebbero introdurre nuovi errori di programmazione, oppure si potrebbero manifestare problemi di compatibilità tra il software e dell’hardware ormai datato. Per questo in diversi casi si preferisce lasciare le cose come sono, specialmente se non ci sono particolari rischi per la sicurezza.
Un servizio per mostrare sugli schermi nei vagoni le prossime fermate che farà un treno può probabilmente funzionare con un sistema operativo datato, visto che deve fare sempre la stessa cosa e che non ha necessità di molte risorse per farlo. Il sistema di informazione per i passeggeri su alcuni treni di Trenitalia, specie su quelli con molti anni di servizio, usa spesso Windows XP o altre vecchie versioni del sistema operativo, come diventa evidente quando si verifica un malfunzionamento.
Nel 2024fece discuterein Germania un annuncio di lavoro pubblicato da Deutsche Bahn (DB), le ferrovie tedesche, nel quale si chiedeva esperienza nell’utilizzo di Windows 3.11 e di MS-DOS, quindi di sistemi molto vecchi diffusi rispettivamente 32 e 44 anni fa. La richiesta era dovuta all’esistenza di alcuni sistemi informativi sui treni tedeschi più datati che utilizzano software ormai dimenticati quasi da tutti. DB aveva in seguito spiegato che le carrozze dei treni hanno una vita molto lunga, spesso trentennale, e che di conseguenza possono esserci alcuni servizi che funzionano solo con software molto vecchi, senza che questo incida sulla sicurezza del trasporto ferroviario.
Anche i distributori di biglietti, come quelli per i treni o il trasporto pubblico locale, utilizzano spesso sistemi operativi che altrimenti non vediamo più in circolazione. Le casse automatiche della metropolitana di Milano, per esempio, funzionavano con Windows XP e in qualche caso di avaria mostravano lo sfondo del sistema operativo, invece del programma per la scelta e l’acquisto dei biglietti. Pur mantenendo gli stessi distributori, ATM, l’azienda dei trasporti milanese, negli ultimi anni ha avviato l’aggiornamento dei loro componenti interni ed èpassataalle versioni più recenti di Windows.
Non è insolito trovare vecchie edizioni di Windows sui computer degli ospedali oppure su quelli degli sportelli della pubblica amministrazione. In questo caso i problemi di compatibilità sono legati alla presenza di software gestionali datati, che non potrebbero funzionare con versioni più moderne dei sistemi operativi. La vetustà dei sistemi informatici della pubblica amministrazione è un problema noto da tempo, che impatta sull’efficienza o anche sulla sicurezza nella protezione dei dati, e per questo sono stati avviati da tempo programmi per il loro ammodernamento nell’ambito delleiniziative della cosiddetta Agenda Digitale.
In alcuni casi è necessario rimanere con i sistemi operativi vecchi semplicemente perché i software più recenti non sono compatibili con vecchi formati di file, che diventerebbero quindi illeggibili. È un problema che riguarda le pubbliche amministrazioni di molti paesi e che può essere peggiorato dalle norme, come nel caso del Giappone dove per anni è stato obbligatorio l’uso dei floppy disk, anche quando quella tecnologia di archiviazione era stata ampiamente superata.
Infine, anche i macchinari industriali di molte linee di produzione funzionano con versioni di Windows molto vecchie, più o meno per gli stessi motivi degli sportelli bancomat o delle carrozze dei treni. Hardware e software sono progettati per cicli di vita molto lunghi, spesso decennali, e l’aggiornamento a sistemi più recenti richiederebbe spese elevate, fermi di produzione e la ricertificazione delle apparecchiature. In questi contesti, la stabilità e la compatibilità con software sviluppato appositamente contano più della modernità del sistema operativo.
Se un computer molto vecchio gira su un sistema isolato – cioè non collegato a Internet – o svolge funzioni molto limitate, la presenza di un sistema operativo obsoleto non è necessariamente un problema. Il rischio di attacchi dall’esterno è infatti molto basso. Questo però non significa che sia tutto sicuro: chi fa manutenzione può introdurre vulnerabilità semplicemente collegando una chiavetta USB o accedendo da un portatile. Per questo spesso vengono adottate misure di protezione aggiuntive – come reti separate o accessi molto controllati – che permettono di tenere in funzione sistemi vecchi ancora per anni, senza dover cambiare tutto da un giorno all’altro, colline verdissime comprese.
Il presunto amministratore della piattaforma sarebbe un italiano di 45 anni: “Usava pseudonimi come Phicamaster e Bossmiao”
Chi c’è dietroPhica.eu? Dallo scoppio del caso, la domanda rimbalzata sui social è diventata il focus delle indagini che hanno coinvolto il sito. Sulla piattaforma centinaia di utenti pubblicavano foto di donne, ignare di tutto, per darle in pasto ai commenti volgari e ingiuriosi degli iscritti. Gli investigatori sarebbero arrivati all’identità dell’amministratore del sito: si tratterebbe di V.V., come riporta Domani, un italiano di 45 anni.
Chi è l’amministratore di Phica.eu – Il sospettato è originario di Pompei, ma da tempo risiede a Scandicci (Firenze). L’uomo, scrive ancora Domani, sarebbe proprietario di una piccola società “costituita all’inizio del 2023 a Genova con l’obiettivo ufficiale di condurre campagne pubblicitarie sui social network attraverso influencer“. La società, si legge sul quotidiano, “risulta aver fatturato circa 150mila euro all’anno nel 2023 e nel 2024, con utili netti rispettivamente di 69mila e 65mila euro. I rendiconti finanziari non offrono ulteriori informazioni sull’attività dell’impresa“.
E secondo un’analisi della società dell’esperto di cyberintelligence, Alex Orlowsky, contattato da Domani, V.V. “cercava di estorcere denaro alle vittime del suo sito presentandosi falsamente come collaboratore della polizia postale“. Per celare la sua identità usava pseudonimi come “Bossmiao, Phicamaster, Phicanet e Miao“.
Le indagini – Nel frattempo, la Procura di Roma sarebbe pronta ad aprire un fascicolo su Phica.eu e il gruppo Facebook Mia moglie. Gli investigatori della polizia postale hanno incontrato per circa due ore il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini che a breve acquisirà una prima informativa. I reati che potrebbero essere ipotizzati dai pm capitolini vanno dalla diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti alla diffamazione, ma potrebbe essere inclusa anche l’accusa di estorsione.
L’ex direttore del Tg4 si è spento nella residenza San Felice di Segrate. Accanto a lui la figlia Sveva
L’ex direttore del Tg4 si è spento nella residenza San Felice di Segrate. Accanto a lui la figlia Sveva
La notizia arriva alle 18.30: Emilio Fede è morto. A 94 anni l’ex direttore del Tg4 si è spento nella camera della Residenza per anziani San Felice di Segrate dove era ospite da tempo. Quella Segrate che, per anni, veniva automaticamente associata al nome del giornalista di punta di Mediaset: il più vicino a Silvio Berlusconi, a cui lo hanno legato anche vicende private e giudiziarie. “Sì, papà se ne è andato”, conferma Sveva Fede, una delle due figlie -, l’altra, Simona, in giornata non si è vista. Nessun amico, nessun volto conosciuto, nessun ex collega; neanche un’ombra di quel mondo – milanese e non solo – del quale per mezzo secolo Fede è stato un volto noto, notissimo. Il mondo del giornalismo, certo, ma anche della mondanità e del gossip.
Al capezzale di Fede – malato da tempo e le cui condizioni erano diventate critiche nelle ultime ore – nessun altro familiare. “Fino a ieri era ancora lucido”, aveva riferito in mattinata una persona vicina alla famiglia. Poi la situazione è precipitata. Altre fonti raccontano uno scenario leggermente diverso: il quadro complessivo della salute di Fede era compromesso da un po’. In rete era circolato un video che mostrava il volto segnato dell’ex direttore del Tg 4 di Mediaset. Lui stesso in più occasioni aveva provato a sensibilizzare l’opinione pubblica, e forse qualcuno da cui si aspettava vicinanza e sostegno, sulle sue condizioni. Ma tant’è.
Da quanto trapela – la famiglia ha voluto mantenere intatto fino all’ultimo il muro di riservatezza – la salma di Fede resterà nella camera mortuaria della struttura. Non è ancora dato sapere dove verrà tumulata: se a Milano o nella sua Barcellona Pozzo di Gotto, nella città metropolitana di Messina. I funerali si terranno giovedì presso la parrocchia Dio Padre di Segrate a Milano 2.
La leggenda – circolata per un periodo anni fa – secondo la quale Silvio Berlusconi avrebbe riservato un posto nel mausoleo della villa di Arcore per gli amici e i collaboratori più stretti – tra i quali all’epoca c’era anche lui, Fede – pare sfumata. Almeno nel caso del giornalista. “Berlusconi è la patria, spero di poterlo andare a trovare al Quirinale”, aveva detto Fede in un’intervista a Repubblica nel 2021, dopo che era tornato a essere un uomo libero grazie a una sentenza che gli differì la pena del processo Ruby. Berlusconi non è diventato capo dello Stato e se ne è andato prima di lui. “Gli voglio bene, non sono ruffiano, non ho mai fatto l’amico del presidente. Quando era a Palazzo Chigi ci sono stato solo una volta: voleva che vedessi come aveva messo i quadri e il mobilio”.
Sembra passata un’era glaciale. Soprattutto Fede, in questi cinque anni, era uscito dai radar mediatici. Dopo le vicende giudiziarie, dopo la condanna, i servizi sociali, del super direttore prima Rai e poi Mediaset nessuno parlava più. “In questi mesi non si è visto praticamente nessuno, a parte le figlie”, raccontano i familiari di alcuni ospiti della Rsa San Felice. In effetti anche oggi, dopo che si è diffusa la notizia del peggioramento delle sue condizioni, all’ingresso della struttura, nei corridoi, nel parcheggio antistante non si è visto nessun volto noto. “È morto in solitudine, che tristezza”, commenta un anziano signore seduto su una panchina nel giardino della casa di residenza. Si, però “ha lottato fino all’ultimo come un leone”, tiene a dire la figlia Sveva.
Il sipario sulla rutilante vita di Emilio Fede cala in fondo a un pomeriggio di sole nel Comune alle porte di Milano dove per anni è stato ras dell’informazione. Poi la fama di giornalista di successo si era accompagnata a quella legata alla vita privata. Le cene con Berlusconi, Lele Mora e le veline. Le olgettine e il botulino. I guai con il fisco. L’arresto, l’amore per la moglie Diana e la gelosia (“ci sentiamo dieci volte al giorno”). La parabola di Fede aveva visto il suo punto più basso e doloroso quando, sulla soglia degli 89 anni, fu ammanettato in una pizzeria di Napoli. Un arresto plateale per un ex cronista di razza e inviato di guerra. Da lì in poi la strada si è fatta sempre più in salita. E con sempre meno compagni di viaggio.
Il villaggio di Tarasin, nella regione del Darfur, è stato travolto da un’ondata di fango e rocce. Il bilancio è drammatico, il governatore Minni Minnawi ha chiesto aiuto alle associazioni umanitarie internazionali
I primi soccorsi giunti sul luogo della frana in Sudan
Oltre mille vittime e un solo sopravvissuto. Questo il drammatico bilancio della frana di vaste proporzioni che ha travolto un villaggio nella regione del Darfur, nel Sudan occidentale. La notizia è stata confermata ieri, lunedì 1° settembre, da una nota del Movimento di Liberazione del Sudan il gruppo ribelle che controlla la zona: “Una frana di vaste proporzioni e devastante ha colpito domenica il villaggio di Tarasin, sui Monti Marra. Le prime informazioni indicano il bilancio delle vittime tra tutti i residenti del villaggio, stimato in oltre mille persone, con un solo sopravvissuto“.
Frana travolge un villaggio in Darfur: oltre mille morti – Un eventi devastante, come mostrano anche le prime immagini diffuse sui social: il villaggio è stato completamente travolto da un’onda di fango e rocce. Una strage che colpisce una zona già flagellata da una sanguinosa guerra civile che dura da tre anni.Il gruppo ha chiesto alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni di sostenere il recupero delle salme.
Lingua originale: arabo. Traduzione di Google L‘Organizzazione per la difesa delle vittime del Darfur esprime le sue più sincere condoglianze e la più profonda solidarietà alla popolazione del villaggio di Tarsin, nella località di Jebel Marra, nello Stato del Darfur Centrale, a seguito delle forti piogge del 31 agosto 2025, che hanno provocato frane che hanno causato la morte della maggior parte degli abitanti del villaggio. Un testimone oculare ha riferito all’organizzazione che la popolazione del villaggio è stimata in circa mille persone, di cui solo una è sopravvissuta. Questo è considerato uno dei disastri naturali più violenti che la regione abbia visto negli ultimi decenni. L’organizzazione invita la comunità internazionale e le organizzazioni locali, regionali e internazionali a intervenire con urgenza per ricercare i dispersi, recuperare i corpi e controllare la situazione umanitaria, sanitaria e ambientale. L’organizzazione esprime le sue più sincere condoglianze e la più profonda solidarietà alla popolazione del Darfur, alle famiglie e agli amici delle vittime.
تتقدم منظمة مناصرة ضحايا دارفور بخالص التعازي وعظيم المواساة لأهل قرية ترسين بمحلية جبل مرة ولاية وسط دارفور نتيجة هطول الامطار الغزيرة ٣١ أغسطس ٢٠٢٥م التي أدت انزلاقات ارضية التي بحياة معظم سكان القرية ،حيث افاد شاهد عيان للمنظمة إن عدد سكان القرية يقدر نحو ألف شخص لم ينجو… pic.twitter.com/vq66NBrF9t
Una richiesta ribadita anche dal governatore del Darfur, Minni Minnawi, alleato con l’esercito: “È una tragedia umanitaria che trascende i confini della regione. Chiediamo alle organizzazioni umanitarie internazionali di intervenire con urgenza e fornire supporto e assistenza in questo momento critico, poiché la tragedia è più di quanto la nostra gente possa sopportare“.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Profondamente addolorati per la tragica frana nella regione centrale di Jebel Marrah, nel Darfur, che ha causato la morte dell’intera comunità del villaggio di Tersin. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti alle famiglie e a tutti coloro che sono stati colpiti da questa devastante perdita.
Deeply saddened by the tragic landslide in central Jebel Marrah Darfur region, that claimed the lives of the entire community of Tersin village. Our thoughts and prayers are with the families and all affected by this devastating loss. pic.twitter.com/bX8tGBUCZV
A causa dei combattimenti la regione del Darfur è quasi del tutto inaccessibile per le organizzazioni umanitarie internazionali, compresa l’area in cui è avvenuta la frana.
La guerra civile in Sudan – La guerra civile in Sudan ha avuto inizio nell’aprile 2023 a causa di una lotta di potere tra il capo dell’esercito Abdel Fatah al-Burhan e il comandante delle Farc, il suo ex vice Mohamed Hamdan Daglo. Le forze di Burhan hanno ripreso il controllo del Sudan centrale quest’anno, lasciando alle Farc il controllo di gran parte del Darfur e di parti della regione meridionale del Kordofan. Decine di migliaia di persone sono morte nei combattimenti, costringendone milioni a sfollare. Il conflitto ha decimato le infrastrutture del paese africano, che adesso vive in una delle peggiori crisi umanitarie al mondo.
La manifestazione non si sarebbe svolta nel luogo concordato
A Brandizzo, un fuori programma ha fatto scaturire diverse polemiche a margine degli eventi ufficiali per la commemorazione della strage ferroviaria del 30 agosto 2023, quando morirono gli operai Giuseppe Aversa, Kevin Laganà, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Sorvillo e Michael Zanera. Furono travolti da un treno che viaggiava a 160 chilometri orari, mentre lavoravano alla manutenzione della linea.
Chieste le generalità – Ieri, 30 agosto 2023, l’Anlm (Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione) ha organizzato un presidio prima delle manifestazioni annunciate, per richiamare l’attenzione sulle criticità dei modelli di manutenzione ai sistemi ferroviari. Quando alcune decine di persone si sono radunate davanti alla stazione di Brandizzo, i carabinieri sono intervenuti chiedendo le generalità e i documenti d’identità.
La reazione – Alcuni manifestanti, visibilmente irritati, hanno urlato più volte “Vergogna”. Dall’Arma, chiariscono che la richiesta delle generalità è scaturita per questioni legate al posizionamento dei manifestanti sul suolo pubblico. Non risultano provvedimenti per i presenti.
La perturbazione che sta già colpendo il Nord si estenderà anche alle regioni centrali e in parte al meridione. Il bollettino
Quella di martedì 2 settembre sarà una giornata difficile sul fronte meteo. Tuttta colpa di una saccatura di origine nord-atlantica che sta già colpendo il Nord, ma che nelle prossime ore scenderà di latitutine. La protezione civile ha diramato un bollettino di allerta che prevede, apartire dalle prime ore del mattino, allerta arancione su settori di Veneto e Lombardia e gialla sull’intero territorio di Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Bolzano, Veneto, Emilia-Romagna e su parte di Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Lazio, Molise e Campania.
L’allerta meteo di martedì 2 settembre 2025
I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.
L’allerta in Toscana, Emilia-Romagna, Lazio e Campania – Nel Lazio l’allerta scatterà dal primo mattino di martedìe sarà valida per le successive 9-12 ore, mentre in Campania il bollettino di criticità gialla avrà durata dalle 9 di martedì fino alla mezzanotte. In Toscana, spiega la protezione civile locale, i fenomeni partiranno dalle zone di nord-ovest per poi estendersi a quasi tutto il resto della regione. Il bollettino di criticità gialle resterà in vigore dalle 21 di lunedì alle 12 di martedì.
In Emilia-Romagna l’allerta durerà fino alla mezzanotte di martedì 2 settembre. La protezione civile locale fa sapere che “sono previsti temporali, anche di forte intensità, con possibili effetti e danni associati, più probabili sul settore emiliano della Regione e più localizzati sulla Romagna. Inoltre, si prevedono venti di burrasca moderata (62-74 Km/h), da sud-ovest, con rinforzi e raffiche di intensità superiore sull’Appennino centroorientale. Le precipitazioni previste sui rilievi potranno generare localizzati fenomeni franosi, ruscellamenti lungo i versanti e rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici nei tratti montani dei corsi d’acqua“.
In Lombardia previsti forti temporali – Anche a Milano e in parte della Lombardia l’allerta inizierà alle 18 di oggi e terminerà alla mezzanotte di martedì. Il Comune ha inviato i cittadini a non sostare nelle aree verdi, nei parchi e nelle zone alberate, oltre che sotto e nei pressi di impalcature di cantieri, dehors e tende. “Le precipitazioni – si legge nel comunicato della protezione civile – saranno per lo più concentrate nelle ore notturne e in mattinata, ma proseguiranno anche nella seconda parte. Il carattere delle precipitazioni sarà prevalentemente temporalesco, in un primo momento sui settori orientali e successivamente su quelli centrali e occidentali. La possibilità di innesco dei fenomeni è più alta sulla fascia prealpina ma il flusso in quota proveniente da Nord potrebbe tendere poi a trascinarli verso Sud“.
Anche in Veneto precipitazioni molto intense con locali grandinate – Per quanto riguarda il Veneto la protezione civile spiega che “sono previste delle fasi di instabilità, intervallate da pause, con precipitazioni da sparse a diffuse (specie sui settori centro settentrionali) a prevalente carattere di rovescio e temporale, localmente forti. Una prima fase è prevista tra la serata di lunedì e la mattinata di martedì con fenomeni più diffusi sui settori centro settentrionali, seguita da una seconda fase tra il pomeriggio e la serata di martedì con precipitazioni più irregolari“.
In entrambe le fasi, si legge, “saranno possibili fenomeni localmente intensi (forti rovesci, locali grandinate, forti raffiche)”. Inoltre, soprattutto sulle zone centro orientali tra Prealpi e costa centro settentrionale, “saranno possibili rovesci/temporali ripetuti o piuttosto stazionari, che potranno dar luogo a quantitativi di pioggia abbondanti o localmente molto abbondanti“.
Si gonfiano i torrenti, Il Comune entrta in fase di “preallarme”. Martedì chiusi parchi, ville e cimiteri pubblici
Giornata di pesante maltempo in Liguria, dove Arpal Liguria aveva emesso un’ allerta gialla per temporali: sul centro ponente regionale (Zone B e D) dalle 14:00 di oggi fino alle 6:00 di domani, martedì 2 settembre;sul levante della regione (Zone C ed E) dalle 18:00 di oggi fino alle 13:00 di domani.
Nubifragi e allagamenti hanno colpito soprattutto il savonese e la città di Genova, in particolare il ponente cittadino. – Nel pomeriggio un nubifragio si è abbattuto nella zona del Savonese e ha fatto esondare un affluente del torrente Quiliano, nell’omonimo Comune: il rio Ciaso.Nella zona si segnalano gravi disagi alla viabilità.
Segnalati anche allagamenti in carreggiata sulla A6, sulla Torino Savona.
Poi il temporale si è spostato sul Ponente di Genova in particolare nell’interno, con Branega e Leira a rischio esondazione a Voltri. Mele si sono sfiorati i cento millimetri di pioggia tra le 17 e le 18.
Il presidente del Municipio Ponente Matteo Frulio sta eseguendo sopralluoghi in prima persona insieme alla croce rossa. “Siamo in una situazione di pre allerta sul Leira, consigliamo di stare lontano dalle zone potenzialmente allagabili – dichiara – Sul Cerusa, invece, sembra che il livello di pre allerta stia scendendo“. Anche le zone collinari sono a rischio allagamento. Problemi anche per quanto riguarda la viabilità ferroviaria: sulla linea Genova-Acqui terme è stata sospesa la circolazione tra Borzoli e Campo Ligure per allagamenti. I tecnici di Rfi sono al lavoro per risolvere la situazione.
Chiusi i ponti sui corsi d’acquaaVoltri. “La decisione è stata presa al fine di garantire la sicurezza pubblica e prevenire situazioni di pericolo legate al possibile straripamento dei corsi d’acqua. Si raccomanda alla popolazione la massima prudenza, evitando spostamenti non necessari nelle aree a rischio e attenendosi scrupolosamente alle indicazioni fornite dalle autorità competenti. Eventuali aggiornamenti verranno diffusi attraverso i canali ufficiali del Comune di Genova“.
E dopo le 20 un intenso nubifragio si è abbattuto sulla città di Genova. “A causa delle criticità al suolo il comune di Genova ha dichiarato la fase operativa di preallarme“. Lo comunica sulle sue pagine social la Protezione Civile di Genova, in relazione al “forte temporale in atto in zona Sestri, Cornigliano e Sampierdarena” con un “innalzamento idrometrico rivi Sestri Ponente e Fegino“.
La Protezione Civile inoltre segnala che è stata “superata la soglia di allarme del torrente Leiro a Voltri“, invitando la popolazione ad “allontanarsi e mettersi in sicurezzà, invitando a “evitare spostamenti per possibili esondazioni in zona Voltri e Prà“. A Voltri inoltre possibili esondazioni anche del Branega.
Il Coc ha disposto, per la giornata di martedì, la chiusura diparchi (chiusa pertanto anche la biblioteca Lercari), ville, giardini e cimiteri. Restano aperti regolarmente mercati e impianti sportivi.
L’assalto sulla strada statale 387: è caccia a quattro malviventi, incappucciati e armati
– Foto ufficio stampa Carabinieri – (ITALPRESS)
CAGLIARI (ITALPRESS) – Torna l’incubo dei portavalori in Sardegna. Nelle prime ore della mattinata odierna, lungo la Strada Statale 387, il furgone di un istituto di vigilanza privata è stato assaltato nella zona di Sant’Andrea Frius. Secondo una prima ricostruzione, quattro individui incappucciati, armati di armi lunghe, hanno tentato di bloccare il mezzo blindato, predisponendo alcune autovetture di traverso sulla carreggiata a cui hanno dato fuoco.
L’autista del portavalori, resosi conto della situazione, è riuscito a compiere una manovra repentina e a mettersi in salvo, eludendo così l’assalto. I rapinatori, capendo la manovra del furgone, hanno immediatamente abbandonato il piano scappando. Sul posto sono rimaste alcune autovetture date alle fiamme, utilizzate presumibilmente come ostacolo per fermare il mezzo.
Sul luogo del tentativo di rapina sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Dolianova e del nucleo investigativo di Cagliari, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato i rilievi tecnici necessari a ricostruire la dinamica dei fatti. Sono in corso le ricerche per rintracciare i responsabili, con l’attivazione del piano prefettizio Anticrimine e dei posti di blocco nelle principali arterie stradali del territorio.
E’ successo nel Torinese, giocatore in ospedale con traumi e malleolo fratturato. Aggressore e figlio allontanati dalla squadra. Il presidente: “Ci dissociamo, ora Daspo a vita”
Il ragazzino picchiato e il campo teatro dell’aggressione
Follia al termine di una partita di calcio fra ragazzini nel Torinese. Il padre di un giocatore ha picchiato il portiere avversario e l’ha mandato in ospedale: la vittima, 13 anni, è finito al Martini di Torino si è ritrovato con il malleolo rotto e vari traumi.
È successo ieri sera, domenica, durante il SuperOscar, celebre torneo per squadre giovanili arrivato alla 45esima edizione. Le squadre Under 14 di Csf Carmagnola e Volpiano Pianese si sfidavano sul campo del Paradiso Collegno, con la prima che è riuscita a imporsi per 1-0.
Ed è proprio dopo il triplice fischio che è successo l’incredibile: a quanto risulta, un calciatore carmagnolese ha iniziato a esultare e scatenando la rabbia del portiere avversario. Così è iniziato un parapiglia, con i due 13enni ad azzuffarsi e dirigenti e allenatori a cercare di dividerli. A qual punto è intervenuto il padre del ragazzo del Carmagnola, che ha scavalcato le recinzioni e ha aggredito il portiere del Volpiano. Che poi, liberato dalla furia del genitore che gli si era scagliato contro a calci e pugni, è stato caricato in ambulanza e trasportato all’ospedale Martini, dove gli sono stati diagnosticati traumi e la frattura del malleolo.
A denunciare la vicenda è stato Andrea Mirasola,allenatore del Volpiano dove gioca il ragazzo picchiato, che ora chiede l’intervento della giustizia. Sia sportiva sia penale, visto che il genitore è stato poi identificato dai carabinieri.
“Noi allontaneremo padre e figlio e ci costituiremo parte civile nel processo che partirà sicuramente per accertare quanto successo – commenta Alessio Russo, presidente del Carmagnola – Ci scusiamo per quanto successo anche se una vicenda di questo tipo non era prevedibile: non conoscevamo quel signore, suo figlio è appena arrivato dal Chisola ed era alla seconda partita con noi. Ci dissociamo perché quella persona non ci rappresenta né come tesserato né come valori: purtroppo ci siamo ritrovati un deficiente in casa, si merita un Daspo a vita“.
Il velivolo con a bordo la presidente della Commissione Ue ha sorvolato lo scalo bulgaro per un’ora, poi il pilota hadeciso di atterrare affidandosi alle mappe cartacee. “Il Gps dell’intero aeroporto si è spento”
A destra la rotta finale dell’aereo di Ursula von der Leyen sopra l’aeroporto di Plovdiv, in Bulgaria (screenshot da Flight Radar)
L’aereo sul quale viaggiava la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è stato costretto ad atterrare in Bulgaria utilizzando solamente mappe cartacee a causa di presunte interferenze russe. I servizi di navigazione Gps dell’aeroporto bulgaro sarebbero infatti risultati disattivati. Lo riporta il Financial Times, citando tre funzionari informati che parlano di un “innegabile” attacco da parte di Mosca.
“Il Gps dell’intero aeroporto si è spento”: cos’è successo – Domenica 31 agosto il velivolo stava trasportando Von der Leyen da Varsavia a Plovdiv, in Bulgaria, quando sarebbe stato privato dei sistemi di navigazione elettronica proprio mentre si avvicinava allo scalo. “Il Gps dell’intera area aeroportuale si è spento“, ha affermato una delle fonti citate dal quotidiano britannico.
Si è trattato di “un’innegabile interferenza”, identificabile nel cosiddetto “jamming e spoofing Gps“, ovvero tecniche di disturbo e manipolazione dei segnali satellitari, tradizionalmente usate dai servizi militari e di intelligence per difendere siti sensibili, ma sempre più utilizzate come tattica di guerra ibrida per colpire aerei e imbarcazioni civili.
L’aereo coinvolto è un Dassault Falcon 900LX,jet privato in grado di coprire anche distanze intercontinentali. Dopo aver sorvolato l’aeroporto per circa un’ora, il pilota del velivolo ha tentato l’atterraggio facendo affidamento su mappe analogiche. Su portali di tracciamento di rotte aeree come FlightRadar, si vedono i diversi giri del jet sull’aeroporto di Plovdiv prima di atterrare.
Il jet di Ursula von der Leyen mentre sorvola ripetutamente l’aeroporto prima di atterrare (FlightRadar)
Dopo l’accaduto, von der Leyen ha effettuato regolarmente gli impegni in programma, che includevano l’incontro con il primo ministro del Paese, Rosen Zhelyazkov, e la visita a una fabbrica di munizioni a Sopot, nell’ambito di un dialogo con gli Stati europei “di frontiera” sul rafforzamento della difesa in risposta all’offensiva russa contro l’Ucraina.
“Qui vengono prodotti proiettili in grandi quantità. Non solo per le scorte europee, ma anche per la difesa dell’Ucraina. Un terzo delle armi consegnate all’Ucraina all’inizio della guerra proveniva dalla Bulgaria. Grazie per il vostro sostegno alla difesa dell’Ucraina. È un vantaggio per la sicurezza dell’Europa nel suo complesso“, ha scritto von der Leyen su X, allegando un video che mostra la sua visita alla fabbrica di munizioni di Sopot.
Fuori dall’impianto, decine di manifestanti l’hanno accolta al grido di “nazista“. A organizzare la protesta sarebbe stato il partito bulgaro di destra estrema “Revival“, insieme a quello di stampo nazionalista, “Velichie“.
Kostadin Kostadinov, leader di Revival, sostenitore dell’uscita della Bulgaria dalla Nato, ha pubblicato sui social un video delle proteste nel quale si vedono alcune decine di manifestanti con in mano bandiere bulgare e russe circondare un’auto nera, nel tentativo di impedire l’accesso allo stabilimento di munizioni
Il Cremlino nega: “Avete informazioni sbagliate” – La portavoce della Commissione europea Arianna Podestà ha confermato che l’aereo della presidente è stato colpito da “un disturbo ai sistemi Gps”, aggiungendo che le autorità bulgare sospettano che ciò sia “dovuto a palesi interferenze da parte della Russia“. “Siamo, ovviamente, consapevoli e in qualche modo abituati alle minacce e alle intimidazioni che sono una componente regolare del comportamento ostile della Russia. Naturalmente, questo non farà che rafforzare ulteriormente il nostro incrollabile impegno ad aumentare le capacità di difesa e il sostegno all’Ucraina. Questo incidente sottolinea l’urgenza della missione che la presidente sta svolgendo negli Stati membri in prima linea“.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha risposto negando qualsiasi coinvolgimento della Russia nel guasto: “Le vostre informazioni non sono corrette“, ha dichiarato Peskov al Financial Times.
La scossa di 6.0 alle 23:47 del 31 agosto: “L’area colpita è di difficile accesso”
Un’immagine del terremoto in Afghanistan (foto: X)
Una scossa di terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito l’Afghanistan alle 23:47 del 31 agosto, ora locale. I morti sarebbero almeno 622 e si contano migliaia di feriti. Sharafat Zaman, portavoce del ministero della Salute afgano, ha spiegato che l’area colpita “è di difficile accesso“.
Il terremoto – La scossa è stata localizzata a 9 chilometri di profondità nella provincia di Kunar, nel nordest del Paese, vicino al confine con il Pakistan. Erano le 21:17 italiane quando la terra ha iniziato a tremare nella valle circondata dalle montagne. “Il numero di vittime e feriti è elevato”, ha dichiarato Zaman, per questo le operazioni di soccorso sono ancora in corso.
“Secondo le informazioni, diversi villaggi nel distretto di Noor Gul, nella provincia di Kunar, sono stati completamente distrutti (Sholat, Aret, Mama Gul, Wadira e altri villaggi) e hanno subito gravi danni“, ha fatto sapere il portavoce del ministero della Salute. In molti si stanno riversando negli ospedali locali per donare il sangue ai feriti. Decine sono le case crollate e i soccorritori sono alla ricerca di sopravvissuti.
L’epicentro del terremoto in Afghanistan (fonte: Ingv)
Poco dopo le 20 di stasera, 31 agosto, è scoppiato un incendio di grosse proporzioni in uno dei magazzini della Ddchem, un’azienda di prodotti chimici in via Crear a Villafontana, nel territorio comunale di Oppeano.
Si sono susseguite forti esplosioni, sentite da chilometri di distanza, mentre le fiamme si vedevano dalla città e da diversi punti della provincia. Sul posto numerosi mezzi dei vigili del fuoco: 30 pompieri provenienti da Verona, Legnago e Caldiero per contenere il rogo ed evitarne la propagazione. Inviati anche un mezzo aeroportuale e l‘autobotte chilolitrica dalla centrale. Rinforzi con squadre da Vicenza e da Rovigo con una seconda autobotte.
Non si sono registrati feriti. Sul posto il proprietario dell’azienda e il sindaco di Oppeano Luca Faustini, con lui il consigliere Mirko Vertuan. Presenti anche il sindaco di Bovolone Orfeo Pozzani, la polizia locale della Media Pianura Veronese e la Anc (associazione nazionale carabinieri di Oppeano).
I sindaci, in attesa delle rilevazioni dell’Arpav, hanno invitato a chiudere le finestre.
Attorno alle 22 l’incendio, scoppiato in un magazzino di resine, era sotto controllo da parte dei pompieri, che però hanno proseguito per ore le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza. Crollate facciate e muri interne della struttura.
Nell’area di servizio del lodigiano i supporter delle due squadre lombarde di rientro dalle trasferte si sono affrontati seminando il panico tra gli automobilisti tra cori, spintoni e lancio petardi
Fumo e paura alla stazione di servizio durante gli scontri
Somaglia (Lodi), 31 agosto 2025 – Scontro tra tifosi in A1, rissa e petardi all’autogrill di Somaglia. Momenti di tensione sabato notte, dopo l’una del 31 agosto 2025, lungo l’autostrada A1, all’altezza dell’autogrill di Somaglia. Dalle prime ricostruzioni dell’accaduto, sotto gli occhi di diversi presenti, si è verificato un violento scontro tra tifoserie. I protagonisti, secondo le prime ricostruzioni, sono un gruppo di tifosi di Como e Atalanta, di rientro dalle trasferte di Bologna e Parma.
Tutto è successo in pochi istanti: quattro pullman di supporter si trovavano in sosta nell’area di servizio quando improvvisamente è scoppiata la rissa. Dai racconti, i tifosi di una delle due squadre stavano facendo pausa, senza particolari problemi, quando un pullman della tifoseria avversaria è arrivato nell’area. A quel punto,la situazione è degenerata: botte in mezzo alla strada, lanci di petardi contro i pullman e momenti di panico per gli automobilisti che si sono trovati a passare proprio in quegli istanti. Alcuni video amatoriali ripresi dai presenti mostrerebbero scene di grande caos, con cori, spintoni e aggressioni fisiche. Sul posto è intervenuta la Digos, che sta lavorando per identificare i responsabili. Non risultano feriti, ma l’episodio ha creato grande preoccupazione per l’ordine pubblico. Le indagini puntano a ricostruire le responsabilità e valutare eventuali provvedimenti nei confronti delle due tifoserie coinvolte.
Attenzione in casa Lecce per le condizioni di Francesco Camarda: cosa è successo.
Francesco Camarda
Il Lecce cade contro il Milan nella seconda giornata di Serie A, ma scatta un’altra allerta al Via del Mare: le condizioni di Francesco Camarda.
Il giovane attaccante, arrivato in Salento in prestito proprio dai rossoneri, ha giocato da titolare per poi uscire all’intervallo della gara.
Una scelta tecnica di Eusebio Di Francesco? No, dietro ci sono motivazioni fisiche: “Ha preso una botta in testa, non si ricordava cosa fosse successo in campo“.
LE PAROLE DI DI FRANCESCO – A spiegare la situazione di Camarda è stato Eusebio Di Francesco al termine della partita. Il tecnico del Lecce ha spiegato a DAZN: “Camarda è dovuto uscire perché ha preso una botta alla testa. Non si ricordava. Sono rientrato tra primo e secondo tempo e gli ho detto: ‘Francesco, ma perché sei andato dentro l’area e non sei rimasto fuori nell’ultimo calcio piazzato?’. E lui mi ha detto: ‘Non mi ricordo‘. Non si ricordava alcune cose quando gliele chiedevo, ha preso un colpo in testa se vi ricordate durante la partita. Non si ricordava quello che stava accadendo in campo, l’abbiamo dovuto fare uscire e adesso credo che sia andato a fare qualche controllo. È sotto osservazione in questo momento“.
“BOTTA IN TESTA” – In conferenza stampa, Di Francesco ha chiarito ulteriormente la situazione di Camarda: “Non si ricordava quello che era successo in campo. Gli ho chiesto il posizionamento su un angolo contro e non si ricordava cosa fosse successo: lì è scartato l’alert. Non si ricordava alcune cose in campo, ha preso una botta in testa. E l’ho sostituito immediatamente. Sta facendo dei controlli in ospedale“
LA PARTITA DI CAMARDA – Camarda è stato schierato titolare in quella che per lui era la prima partita da ex contro il Milan. Non una serata indimenticabile, pochi palloni toccati e nessuna occasione capitata sui piedi del centravanti classe 2008.
Camarda non è rientrato poi in campo per il secondo tempo, sostituito dal nuovo arrivato a Lecce Nikola Stulic.
CAMARDA AL LECCE: LE CIFRE – Camarda è arrivato al Lecce dal Milan in prestito con diritto di riscatto fissato a 3 milioni di euro. Il club rossonero si è riservato una clausola di controriscatto a 4 milioni di euro.
Nella notte, un devastante incendio ha inferto un duro colpo alla zona industriale di Pordenone, inghiottendo un capannone di proprietà della Feregotto Elevatori.
L’evento, presumibilmente innescato da un guasto o una condizione anomala in una delle batterie a litio stoccate all’interno, ha generato un’intensa propagazione delle fiamme, alimentata dalla natura chimica e intrinsecamente infiammabile di questi accumulatori di energia. La combustione ha causato ingenti danni strutturali al capannone, distruggendo parte della sua copertura e compromettendo un macchinario da lavoro. Fortunatamente, e per fortuna in questo caso, l’incendio non ha causato feriti o vittime.
Tuttavia, la stima dei danni materiali supera ampiamente il milione di euro, una cifra che riflette non solo il valore della struttura distrutta e dei beni danneggiati, ma anche le implicazioni economiche per l’azienda e per l’indotto coinvolto. La gravità dell’evento ha mobilitato immediatamente le forze dell’ordine e i vigili del fuoco. I carabinieri della Compagnia di Pordenone hanno avviato le indagini per accertare le cause dell’incendio, mentre i vigili del fuoco, provenienti dal comando locale e dal distaccamento di Maniago, hanno impiegato un considerevole numero di mezzi – autobotte, autoscala, funzionario di guardia e squadre specializzate – per domare le fiamme. L’intervento, protrattosi per oltre tre ore, dalle prime luci dell’alba fino alle prime ore del mattino, è stato reso particolarmente complesso dalla necessità di gestire il rischio di reazioni chimiche secondarie e di propagazione del fuoco.
A seguito dell’incendio, l’area interessata è stata dichiarata inagibile, evidenziando la compromissione della sua stabilità e sicurezza. La vicinanza del capannone con il tempio protestante “Chiesa dei Pellegrini” ha comportato un’estensione delle verifiche di sicurezza, portando alla dichiarazione di inagibilità anche per l’edificio religioso, a causa del potenziale rischio di danni strutturali o contaminazione derivanti dall’incendio.
Le autorità competenti stanno ora valutando le procedure per la demolizione e la ricostruzione, tenendo in considerazione l’impatto ambientale e la necessità di implementare misure di prevenzione incendi più avanzate, soprattutto per quanto riguarda lo stoccaggio di batterie a litio, tecnologia sempre più diffusa ma intrinsecamente pericolosase non gestita con rigore e competenza.
Le indagini si concentreranno anche sulla conformità degli impianti e delle procedure di sicurezza dell’azienda, al fine di prevenire il ripetersi di simili tragedie.
Fulmine sul palazzo, incendio nel sottotetto e fuga di gas
Intervento dei vigili del fuoco a Riva del Garda, 20 evacuati
Un fulmine ha colpito una palazzina di quattro piani a Riva del Garda provocando un incendio nel sottotetto e nel vano scale.
È accaduto poco prima della mezzanotte in via Pola. Subito sono state evacuate nove famiglie, per un totale di circa venti persone, che hanno dovuto lasciare in tutta fretta le loro abitazioni nonostante i violenti temporali in corso. Una prima squadra dei vigili del fuoco è riuscita a spegnere le fiamme mentre le altre squadre a supporto hanno intercettato una fuga di gas causata sempre dal fulmine che ha danneggiato le tubazioni. Sono intervenuti 30 vigili di Riva del Garda e Arco con tre autopompe, una piattaforma e un’autoscala.
Intervenuti anche la Polizia locale, la Polizia di Stato e il sindaco di Riva del Garda. Alcune famiglie hanno poi fatto rientro in casa nonostante i disagi. L’intervento dei vigili del fuoco è terminato intorno alle 2.30 della notte.
Immagini eloquenti ma che rappresentano solo uno spaccato delle criticità che si stanno registrando in molte zone del Nord e centro Italia alle prese con la forte ondata di maltempo
Immagini Tgr Lombardia
La forte ondata di maltempo che sta interessando l’Italia ha già lasciato dietro di sé danni importanti. Come si vedono in queste immagini del Tgr Lombardia registrate nel Pavese, una tromba d’aria ha completamente devastato il parco fotovoltaico di Verretto. L’impianto, 12.496 pannelli posati su di una superficie di 12 ettari appartenenti alla ex Cava Coppa, produceva 4.000.000 di Kwh/anno.
Foto della protezione civile Lungavilla
Immagini eloquenti, ma che rappresentano solo uno spaccato delle criticità che si stanno registrando in molte zone del Nord e centro Italia con allagamenti, alberi pericolanti o abbattuti dalle forti raffiche di vento.
Particolarmente colpiti nelle ultime ore lo Spezzino e la costa toscana tra Viareggio e Massa, ma anche il Parmense. Criticità nelle aree interne tra Lombardia e Veneto dove piove da due giorni: 25 persone sono state evacuate dalle proprie casea Baveno, nel Verbano, a causa di due frane. In provincia di Brescia le raffiche di vento associate a un localedownbursthanno abbattuto alberi secolari.
A Riva del Garda un fulmine ha colpito una palazzina provocando danni alla condotta del gas portando all’evacuazione di nove famiglie.
Con un lungo post pubblicato sui suoi social, Danilo D’Ambrosio ha annunciato il ritiro dal calcio giocato. Su Instagram, D’Ambrosio ha ripercorso la sua carriera, a partire da quando ha iniziato a giocare a calcio: “Avevo 13 anni quando andai via di casa per inseguire il mio sogno. Ero in un convitto, stanza singola, con un letto e un armadio. Di fianco alla mia c’era quella di mio fratello gemello, Dario. I miei genitori, percependo la mia preoccupazione, mi dissero: “Se non te la senti, torniamo a casa insieme.” La mia risposta fu secca: “No! Voglio restare.” Il mio sogno era più forte di tutte le paure e le insicurezze di quell’età. Quante volte ho pianto perché mi sentivo solo, quante notti mi rifugiavo nella stanza di mio fratello perché mi mancava tutto: la mia famiglia, i miei amici, i miei nonni. Oggi, dopo tanti anni, sento che è arrivato il momento di fermarmi. Non è facile. Non lo è mai quando lasci andare qualcosa che hai amato così visceralmente. Il calcio non è stato solo la mia professione. È stata la mia casa, la mia scuola, la mia identità. Oggi non saluto solo il calcio giocato. Saluto il ragazzo che sono stato e accolgo l’uomo che sono diventato. Un uomo che ha avuto il privilegio di trasformare il sogno di un bambino in una realtà lunga 20 anni .
– Grazie a ogni squadra, allenatore, compagno, dottore, fisioterapista, magazziniere, cuoco, cameriere e a ogni singolo tifoso che mi ha sostenuto. Grazie ai miei genitori che hanno avuto il coraggio di lasciarmi andare senza farmi sentire il peso di dovercela fare. – Grazie ai miei fratelli che hanno condiviso ogni mia gioia . – Grazie a mia moglie che per 19 anni è stata una presenza costante ,ha creduto in me,compreso i miei silenzi e amato incondizionatamente. – Grazie ai miei figli che sono stati e saranno per sempre la mia fonte di ispirazione. Il calcio non sarà più ai miei piedi ogni domenica, ma resterà per sempre dentro di me. A presto. Con la stessa passione. Con lo stesso cuore. Danilo“.
San Luca, la personal trainer e dottoressa in Scienze Motorie Alice Guerra ha sporto denuncia dopo aver visto il suo nome in caratteri cubitali lungo i portici Unesco. “Ho letto scritte terribili: insulti, frasi omofobe”
Alice Guerra tra le vittime delle frasi sessiste e volgari scritte sui portici di San Luca a Bologna
Bologna, 29 agosto 2025 – Gambe che tremano, cuore in gola. La voce che scompare e la mente che non ci può credere. Sentirsi svenire, letteralmente. È quello che ha provato Alice Guerra, personal trainer e dottoressa in Scienze Motorie, quando ieri ha visto, con i suoi occhi, il suo nome e cognome scritto a caratteri cubitali lungo i Portici di San Luca, accostato a epiteti discriminatori e diffamatori, che colpiscono, svilendolae insultandola, ciò che la 34enne è riuscita a costruirsi: una brillante carriera.
Il suo nome, calcato con un pennarello nero, è tra i tanti che hanno macchiato i muri della salita diSan Luca: ci sono insulti, frasi omofobe, numeri di telefono, nickname dei social network e tanta, tantissima violenza. Quella che Guerra ha provato sulla sua pelle, decidendo di trasformare questo episodio in una possibilità, pubblicando un reel sui social per “fare rumore e dare voce a quanto accaduto e fare rete, con le tante donne coinvolte, chiedendo a tutte di denunciare. Perché basta: siamo stufe. Questa è violenza“.
Guerra, come ha scoperto delle scritte? – “Ho visto un articolo de il Resto del Carlinoche mi ha allertata e messa in guardia. Navigando su Internet, poi, mi sono imbattuta nel posto dell’avvocata Camilla Guidotti, che ha documentato tutto, ogni cosa“.
Cosa le ha fatto pensare di poter essere coinvolta? – “Ho visto alcune scritte pubblicate, ovviamente con i cognomi e i dati sensibili oscurati, e una mi ha colpito profondamente. Ho capito potesse essere riferita a me“.
Perché? – “Nel graffito compaiono il mio nome e cognome, il mio nickname di Instagram, tra l’altro in un primo momento segnato in maniera scorretta e poi sistemato, e un insulto al mio lavoro e al mio titolo di ‘dottoressa’. Da maggio sono molto attiva nell’area di San Luca, perché ho ideato un gruppo whatsapp, che si chiama San Looka, che ho promosso sui social con l’idea di proporre uno stile di vita sano, praticando movimento e facendo delle camminate insieme, dando al tempo stesso la possibilità alle persone di socializzare. Per farlo, quindi, mi sono esposta molto sui social, senza però mai pubblicare il mio numero di telefono. Una scelta, questa, per permettere solo a chi fosse davvero interessato di avvicinarsi all’attività”.
Le persone, quindi, la conoscono come ‘dottoressa’. – “Sì. E lo hanno anche scritto sul muro, insultandomi. L’ho visto con i miei occhi: dopo aver visto l’articolo e il post, ho deciso di andare su a San Luca con un’amica, per vedere la scritta e confermare il mio sospetto, che era fondato”.
Come si è sentita? – “Ipotizzare è un discorso, pensarlo anche, ma vederlo è diverso. Mi sono sentita svenire, non mi sono sentita bene e avevo le gambe che tremavano. Ma non mi sono abbattuta: ho cercato di essere forte e ho fatto tante foto. Ho sporto denuncia in Questura perché dobbiamo cercare di affrontare quanto accaduto. Sentivo il bisogno di fare rumore e ho pubblicato il reel raccontando l’episodio, nella speranza di raggiungere più donne possibili e spingere tutte a verificare di non essere coinvolte”.
Cosa le ha fatto più male? – “Rispetto agli altri imbrattamenti, il mio è ‘leggero’, ma è sempre violenza. Ho letto scritte terribili: insulti, frasi omofobe, sessiste e violenza. Questa è violenza, non va banalizzata. Per aiutare le altre donne, mi sono appuntata su un foglio tutti i nomi e cognomi che ho trovato e contatterò ognuna di loro per avvisarle“.
Ora come sta? – “Sono contenta della vicinanza che le persone mi stanno dando. Mi hanno contattato anche tantissimi uomini, che hanno repostato o commentato il reel. Mi sono stati vicino. È importante dirlo: la violenza si generalizza e dipinge sugli uomini, ma non tutti sono così. E per fortuna“.
Ha idea di chi potrebbe essere stato? – “Come ho detto alla polizia, non lo so. Magari qualcuno che è a conoscenza del mio gruppo di camminata o di un altro gruppo Facebook che organizza la stessa attività. Potrebbe essere stato chiunque”.
Il ko contro il Benfica nei preliminari costa carissimo allo Special One
José Mourinho
José Mourinho non è più l’allenatore del Fenerbahce. Dopo l’eliminazione ai preliminari di Champions League (ko contro il Benfica che lo Special One ha sintetizzato dicendo solo che “ha vinto la squadra più forte“) ecco la decisione a sorpresa del club turco. L’esperienza del portoghese in Super Lig termina dunque così, dopo un anno e 62 partite. Questo il comunicato con cui il Fenerbahce ha ufficializzato l’esonero: “Ci siamo separati da José Mourinho, allenatore della nostra squadra dalla stagione 2024-2025. Lo ringraziamo per l’impegno profuso per la nostra squadra e gli auguriamo successo nella sua futura carriera“. Alle 17 è stato convocato d’urgenza il consiglio di amministrazione durante il quale saranno valutati i profili dei possibili sostituti di Mourinho. Secondo la stampa turca, lo Special One dovrebbe ricevere una buonuscita di circa 15 milioni.
Traduzione di Google: Ci siamo separati da José Mourinho, allenatore della nostra squadra di calcio professionistica A dalla stagione 2024-2025. Lo ringraziamo per l’impegno profuso per la nostra squadra e gli auguriamo successo nella sua futura carriera. Fenerbahce Sports Club
KAMUOYUNUN BİLGİSİNE
Profesyonel Futbol A Takımımızın 2024-2025 sezonundan itibaren teknik direktörlük görevini yürüten Jose Mourinho ile yollarımız ayrılmıştır. Kendisine bugüne kadar takımımız için verdiği emekler için teşekkür eder, gelecek kariyerinde başarılar dileriz.… pic.twitter.com/7MpkzNhEN4
NIENTE CHAMPIONS NE’ TROFEI – Mourinho era arrivato al Fenerbahce il 1 luglio dell’anno scorso, dopo sei mesi di pausa al termine dell’avventura precedente sulla panchina della Roma. Chiusa la passata stagione con un secondo posto in campionato, in Turchia Mou non ha inciso come ci si aspettava – nessun titolo in quasi 14 mesi – e la mancata qualificazione alla prossima Champions è stata fatale per il portoghese. È dalla stagione 2019/2020 che lo Special One non si vede nella massima competizione continentale; era sulla panchina del Tottenham e in quell’anno uscì agli ottavi di finale. L’anno scorso col Fenerbahce è arrivato fino agli ottavi di Europa League (vinta nel 16/17 con lo United), mentre l‘ultimo trofeo europeo vinto è la Conference (l’unico alzato dal 2017), alla sua prima edizione, nella notte di Tirana che ha riportato a Roma un titolo internazionale. Grande festa, estasi giallorossa, ma anche lì è finita con un esonero.
UNA STAGIONE TRAVAGLIATA IN TURCHIA – “Ha fatto una valanga di danni al calcio turco“. Lo scorso aprile il Galatasaray si scagliò così contro Mourinho dopo un derby di Coppa finito con la sconfitta del Fenerbahce, una montagna di polemiche e soprattuttoil portoghese che afferra per il naso l’allenatore avversario Okan Buruk.
“Invece di scusarsi, una presa in giro all’intelligenza della comunità calcistica turca“, l’ulteriore affondo. I derby con il Gala, Mou non li ha mai vissuti con serenità, anzi. Poche settimane prima – era fine febbraio – il portoghese era stato squalificato per quattro turni per frasi razziste rivolte alla panchina avversaria e insulti al quarto uomo. I primi “saltavano come delle scimmie“, il secondo era stato invitato a valutare come stesse dirigendo la gara l’arbitro. Da lì, un altro uragano di polemiche e parole grosse che poi il portoghese ha destinato a tutta la classe arbitrale turca. Ma la guerra non finì lì… Seguì una “causa per danni morali pari a 1 milione 907 mila lire turche(al cambio circa 50.000 euro, ndr.) contro il Galatasaray” perché – disse la difesa di Mou e del Fener – quelle frasi del portoghese vennero estrapolate dal contesto e lui non voleva altro che sottolineare un’eccessiva reazione dello staff avversario. Ma alla fine quelle frasi “disumane e immorali” José le ha pagate con una stangata. Sempre senza mezze misure.
Addentrandosi nei meandri del web e sfruttando i registri delle imprese consultabili, due analisti hanno scoperto che dietro al sito dello scandalo c’è una società bulgara con un titolare italiano
A sinistra gli screen trovati sul portale. A destra una serie di indirizzi IP rintracciati dall’analista Lorenzo Romani
Sesso, ma anche soldi: a muovere l’attività di Phica.eu sarebbe stato un giro d’affari che nell’ultimo anno ha registrato un fatturato di un milione di euro. Dietro ci sarebbe una società con sede a Sofia, in Bulgaria, la Hydra Group Eood, e un amministratore unico italiano. Sono alcune delle informazioni scoperte da due analisti di intelligence, Valerio Lillo e Lorenzo Romani, che con tecniche Osint (ovvero da fonti aperte) hanno ricostruito il filo che tiene insieme revenge porn e affari.
Chi c’è dietro Phica.eu – L’amministratore e unico proprietario della società bulgara a cui si approda è un italiano. Le iniziali sono R.M.
Come si è arrivati a lui? I ricercatori hanno seguito le tracce nel codice sorgente del sito, nei certificati Ssl (Secure Sockets Layer) dei domini e negli hosting. Il server che ospita la piattaforma ha un indirizzo Ip blindato da Cloudflare. Iscrivendosi al forum e ricevendo la mail di verifica dell’account, tramite le informazioni di invio è stato possibile individuare l’indirizzo Ip corretto, scoprendo anche altri siti collegati.
Tra questi un’altra risorsa online che si chiama webcam.phica.net. Fino a qualche mese la società titolare era la spagnola B4 Web Sociedad Limitada, oggi è la britannica Atelier Noire Ltd. Il portale webcam.phica.net utilizza un indirizzo e-mail con il dominio ragazzeinvendita.com.
Sito ragazzeinvendita.com Credits Lorenzo Romani
Sul footer del sito (la parte in basso, con le informazioni legali) viene menzionata un’impresa terza sita in Bulgaria, la Hydra Group Eood, preposta a gestire i flussi di pagamento.
La consultazione dei registri pubblici bulgari porta facilmente i ricercatori a individuare come socio unico di Hydra Group Eood l’italiano R.M., classe 1961.
“Il soggetto identificato coincide con l’amministratore/titolare di phica.net? Non ne ho la certezza, ma credo proprio che lui lo conosca“, spiega l’analista Lorenzo Romani. Allo stato attuale, comunque, il soggetto italiano identificato dai due ricercatori non può essere ritenuto responsabile per le foto condivise su Phica.eu.
Chiuso Phica.eu, la polizia postale invita a formalizzare le denunce – Ieri, 28 agosto, il sito incriminato è statochiuso dopo vent’anni di attività, dal 2005, durante i quali ha cambiato dominio (passando da .net a .eu, che portano però alla stessa piattaforma). Il tenore delle pubblicazioni non è mai variato. La polizia postale è impegnata in queste ore a dar seguito alle segnalazioni arrivate da tutta Italia da parte di donne che hanno scoperto le proprie foto sui due“portali” Phica e il gruppo Facebook “Mia Moglie“, anche questo chiuso negli ultimi giorni.
La polizia postale ha invitato le vittime a formalizzare la propria denuncia, condizione necessaria per la procedibilità del reato di revenge porn.
La scoperta del gruppo Facebook Mia moglie e della piattaforma Phica ha seminato l’allarme tra le donne. Anche le immagini pubbliche possono essere utilizzate per sessualizzare le vittime inconsapevoli: gli strumenti per difendersi
Alcuni dei thread che sessualizzavano le foto di donne vip e note al grande pubblico. A destra, la denuncia social della doppiatrice Arianna Craviotto (foto: Instagram)
Sempre più donne stanno scoprendo di essere finite su forum e gruppi sessisti come Phica.eu e Mia moglie. Le loro foto, anche pubbliche, sono state date in pasto a utenti anonimi che avevano come unico scopo quello di sessualizzarle e di dare sfogo ai loro commenti ingiuriosi e volgari. In alcuni casi la loro immagine è stata estrapolata da un social per calarla nel contesto dell’apposito portale. Altre vittime hanno visto invece scatti privati o rubati dai propri partner divenire di pubblico dominio. Mentre le indagini della polizia postale proseguono – nonostante la chiusura delle piattaforme contestate – e le denunce si moltiplicano, viene naturale chiedersi come scoprire l’uso improprio delle proprie foto. Ecco qualche strumento utile.
I motori di ricerca – Da nemici, i motori di ricerca possono diventare i nostri amici più fidati quando si tratta di stanare le nostre immagini pubblicate online. Basta infatti inserire il nostro nome e cognome seguito dal sito sospettato, come Phica.eu, e scoprire se si è finiti nella rete di commenti. Per esempio, se si digita su Google search “Chiara Ferragni phica.eu” esce fuori un thread a lei dedicato.
Il thread con oggetto Chiara Ferragni
Attenzione però, la nostra ricerca non riesce a penetrare il dark web e tutte quelle piattaforme criptate. Per ottimizzare l’indagine potrebbe risultare utile l’utilizzo dei cosiddetti “operatori booleani“, ovvero chiavi di ricerca molto specifiche che guidano la nostra analisi del web. Per sfruttare questi operatori, che non sono altro che dei simboli per filtrare i risultati, basta copiare e incollare sulla barra di ricerca questa richiesta e inserire nome e cognome site:phica.eu AND “nome e cognome” OR “cognome e nome” OR “nome” AND “città” OR “cognome” AND “città”.
Il riconoscimento facciale e tramite pixel – Se invece non si è sicuri che abbiano usato proprio il nome, ci sono degli strumenti e delle applicazioni che a partire dalle immagini scandagliano il web per capire se si trovano altrove. Possono tornarci utile nella nostra ricerca. PimEyes è l’unico software open source che scandaglia il web utilizzando la sua potenza di calcolo per il riconoscimento facciale. Basta dargli in pasto un’immagine e PimEyes restituirà i risultati trovati online con l’indirizzo del sito dal quale proviene l’immagine.
Uno strumento simile è Google immagini. Per attivare questa ricerca basta cliccare l’icona a forma di macchina fotografica sul lato destro della barra di ricerca Google. Il tool chiedere di trascinare l’immagine da cercare o di caricare un file. Il sistema poi troverà un “match” confrontando i pixel della foto inserita con le risorse che ha disposizione per il web.
Google alert – Un altro tool molto utile è Google alert. Questo strumento permette di ricevere via email le notifiche su argomenti specifici non appena nuovi contenuti relativi a questi argomenti vengono pubblicati sul web. Ma è possibile anche inserire il proprio nome e cognome così da essere avvisati ogni qual volta si verrà citati online.
Aggiungere watermark – Esistono inoltre servizi che inseriscono marcatori invisibili (anche chiamati watermark) nelle immagini: se la foto viene riutilizzata altrove, puoi rintracciarla più facilmente.
A chi rivolgersi – Se il sospetto diventa certezza, non bisogna restare soli. In Italia è possibile rivolgersi alla polizia postale, che raccoglie segnalazioni online, e a diverse associazioni come PermessoNegato o Telefono Rosa, che offrono supporto legale e psicologico. “Il primo errore è vergognarsi — spiegano gli operatori — perché il problema non è di chi subisce, ma di chi diffonde senza consenso“. In caso di ritrovamento delle proprie immagini in un forum o canale privato, la regola è chiara: non interagire mai con gli autori, per non esporsi a ulteriori rischi. Meglio raccogliere prove, salvare screenshot con Url e data, e procedere con una segnalazione.
Cosa rischia chi commenta – È molto difficile fornire una risposta sintetica a chi si chiede quali reati commetta l’autore di commenti o post ingiuriosi. Bisognerebbe innanzitutto ragionare per singolo caso e, soprattutto, identificare il messaggio contestato. Infatti, quando si tratta di diffamazione non esiste la procedibilità d’ufficio. In parole povere, deve essere la stessa vittima a denunciare il fatto alle autorità.
Inoltre, in base alcontenuto dei commenti si potrebbe sconfinare nell’accusa di istigazione a delinquere(se si minaccia una persona o si induce persone terze a commettere reati) e di vilipendio di organi e personalità dello Stato (visto che anche la premier Giorgia Meloni, tra le tante politiche, ne è stata vittima).
Prima il gruppo Facebook Mia Moglie, ora oscurato, in cui numerosi uomini postavano e commentavano foto delle proprie consorti e di quelle altrui. Ora altre pagine, dello stesso tenore. La senatrice Raffaella Paita, Italia Viva: “Propongo di discuterne in Parlamento”. L’eurodeputata del Pd Alessandra Moretti: “Battaglia di genere sia comune a donne e uomini”. La Polizia Postale sta ricevendo denunce da tutta Italia. È stata lanciata una petizione contro un altro sito, Phica.eu: ha chiuso
In questi giorni sono stati scoperti diversi siti che diffondono immagini di donne, famose e non, senza il loro consenso, e commentate in modo offensivo e sessista. Dalle influencer più celebri alle politiche italiane: la premier Giorgia Meloni in spiaggia, la leader del PD Elly Schlein, un deep fake della senatrice Mariastella Gelmini, Maria Elena Boschi, Alessandra Mussolini. Il gruppo Facebook “Mia moglie” (oltre 30mila iscritti), da cui è partito tutto, è stato oscurato. Nelle scorse ore l’attenzione si è invece posta sul sito Phica.eu, che ha appena chiuso: stanno arrivando alla Polizia postale denunce da tutta Italia da parte di donne che hanno scoperto loro foto rubate e finite su entrambi i canali (Mia moglie e Phica.eu, appunto). La Polizia postale ha avviato indagini per risalire a chi gestisce le piattaforme. Verifiche sono in corso anche per stabilire le modalità con cui sono state trafugate e diffuse le foto e per arrivare a identificare anche gli autori dei commenti. Intanto il governo ha annunciato che sta lavorando a misure specifiche per contrastare questi casi.
Roccella: “Presto misure Governo contro siti sessisti” – Sul caso è infatti intervenuta la ministra alla Famiglia e Pari Opportunità Eugenia Roccella, che ha detto: “Assumeremo e potenzieremo iniziative specifiche per il monitoraggio di situazioni di questo tipo, la segnalazione alle autorità competenti a cominciare dalla magistratura e l’individuazione degli strumenti più efficaci per il contrasto di questa barbarie del terzo millennio“. La ministra ha aggiunto che “faremo di tutto per rafforzare ancora di più l’azione che fin dal primo giorno ci vede impegnati, insieme all’intero Parlamento, con tutte le nostre forze“.
I gestori del sito sessista: “Piattaforma di discussione personale” – A seguito delle numerose denunce e critiche, intanto, Phica.eu ha chiuso. Lo hanno annunciato i gestori del forum con un comunicato, tramite il quale gli utenti vengono avvisati della rimozione di tutti i contenuti. “Se sono stati violati i tuoi diritti – si legge – scrivici così procederemo a rimuoverlo. Phica“, continua la nota, “è nata come piattaforma di discussione e di condivisione personale, con uno spazio dedicato a chi desiderava certificarsi e condividere i propri contenuti in un ambiente sicuro. Purtroppo, come accade in ogni social network, ci sono sempre persone che usano in modo scorretto le piattaforme, danneggiandone lo spirito e il senso originario“. Anche il generale in pensione ed eurodeputato della Lega Roberto Vannacci ha deciso di denunciare, dopo aver scoperto che alcune sue foto modificate erano presenti sul sito. Le vittime, in ogni caso, sono quasi tutte donne.
La petizione – La chiusura è stata richiesta nei giorni scorsi anche con unapetizione, che al momento ha superato le 140mila firme. Diverse personalità del mondo dello spettacolo e della politica lo hanno pubblicamente denunciato. Nel frattempo, sul portale erano comparsi messaggi di alcuni utenti che lamentano di non potersi cancellare se non dopo aver versato una somma ai gestori del sito.
Funaro: su sito sessista anche mie foto, sporto denuncia – C’erano anche foto della sindaca di Firenze Sara Funaro sul forum sessista Phica.eu, motivo che ha spinto la prima cittadina a presentare denuncia. Presenti sul forum foto riprese da eventi durante la campagna elettorale della sindaca, seguite da commenti sessisti. “Ho sporto denuncia alla polizia postale appena mi hanno segnalato che ero anche io tra le tante donne finite su un sito pornografico”, ha detto Funaro. “In molte lo abbiamo fatto, il sito oggi ha chiuso, finalmente, però le spiegazioni dei gestori sono ingiustificabili e irrispettose di quanto è accaduto, foto rubate dai social o da eventi pubblici di tante ragazze e donne con una sequela di commenti vergognosi che ledono la dignità di tutte“. Per la prima cittadina “è il segno che di strada da fare ce n’è tanta. Quanto successo non riguarda solo me e le donne che hanno denunciato ma riguarda ognuna di noi. Dobbiamo sempre denunciare e far sentire la nostra voce, per noi e per tutte le altre. Questo è l’unico modo per far avvenire quel cambio di passo necessario e contrastare una cultura sessista che anche nel mondo incontrollato del web, su cui andrebbe aperta una riflessione, trova purtroppo campo libero”.
Uno dei messaggi degli utenti di Phica.net
La denuncia collettiva delle politiche dem: “Aperta a tutti gli schieramenti” – Tra le democratiche è nata la proposta di una denuncia collettiva, aperta alle politiche di ogni schieramento coinvolte e vittime. Per Lia Quartapelle “bisogna reagire a questo tipo di sopruso anche per tutte quelle delle donne che sono state messe su questi siti in forma anonima e sono tuttora ignare. Ciascuna presenterà la propria denuncia, ma per dare un segnale forte promuoveremo una ricorso collettivo aperto a tutte le politiche coinvolte, di tutti gli schieramenti – afferma -, che secondo me sono tantissime. Ci sono già buoni riscontri per muoverci in modo collettivo, e per una volta riscontriamo una reale solidarietà e impegno anche da parte degli uomini politici, politici e non“.
Paita: “Il tema sia discusso in Parlamento” – “La questione delle immagini di donne, rubate, condivise, a volte anche modificate e commentate sui social o su alcuni siti è grave e seria. Bisogna riflettere e trovare soluzioni insieme, si tratta di una nuova forma di violenza e dominio sulla donna”, ha commentato la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva. “Vanno messe insieme diverse competenze ministeriali, Pari opportunità, Interno, Innovazione tecnologica, per arrivare a forme legislative in grado di contrastare efficacemente il fenomeno. Si tratta di un tema che ha risvolti europei e internazionali. Per questo propongo di discuterne in Parlamento, in Commissione o in Aula, con la ministra Roccella e il ministro Piantedosi. Bene denunciare ma serve anche un dibattito parlamentare per capire come arginare il fenomeno dal punto di vista normativo e culturale“.
Il servizio del Codacons – Il Codacons Donna annuncia l’attivazione di un servizio dedicato di consulenza legale e supporto psicologico rivolto a tutte le donne vittime di violazioni della propria dignità e della propria privacy. “Non basta chiudere un gruppo quando esplode lo scandalo – dichiara l’associazione -. Le vittime di abusi digitali devono sapere di non essere sole: il Codacons Donna mette a disposizione avvocati e psicologi per garantire tutela immediata, assistenza legale e sostegno umano a chiunque abbia subito la diffusione non consensuale di immagini o altre forme di violenza online“.
Come chiedere aiuto – L’associazione ricorda che la diffusione non autorizzata di immagini intime costituisce un reato, punito dall’art. 612-ter del Codice Penale, e invita tutte le vittime a rivolgersi senza esitazione per ricevere aiuto e avviare le azioni necessarie. Per segnalazioni o richieste di supporto è possibile contattare il Codacons Sicilia Donna all’indirizzo e-mail sportellocodacons@gmail.com o al numero WhatsApp 3715201706. “Il nostro impegno è accompagnare ogni donna in un percorso di tutela della propria dignità e dei propri diritti, perché nessuna debba sentirsi sola davanti alla violenza online“, conclude l’associazione.
Un’ultim’ora che non lascerà tranquilli i tifosi dell’Inter: la segnalazione sulla cessione del laterale da parte dei nerazzurri
Mentre la sessione estiva ci calciomercato si avvia alla chiusura ufficiale fissata alle 20:00 del 1 settembre ed i club sono alla spasmodica ricerca degli ultimi colpi da mettere a referto, tra entrate ed uscite, l’attenzione del mondo del pallone potrebbe focalizzarsi su Nicola Zalewski.
Plusvalenza Zalewski: “Richiesta d’indagine alla FIGC” (LaPresse) – Calciomercato.it
Non per particolari meriti sportivi o per il talento che il ragazzo, ex Roma, ha dimostrato in carriera. Al centro di tutto il recente passaggio del 23enne di Tivoli dall’Inter all’Atalanta, un’operazione che ha permesso ai vicecampioni d’Italia e di mettere in cascina denaro fresco grazie ad una plusvalenza lampo. Un mese o poco più dopo il riscatto dai giallorossi per circa 6 milioni, il calciatore è stato venduto al club bergamasco per 16 milioni di euro. Un’operazione che nessuno si aspettava ma che, alla fine, oggi è finita nell’occhio del ciclone. O meglio, del Codacons.
Pare infatti che la trattativa tra Inter e Atalanta sia finita proprio nel mirino del Codacons che intende andare a fondo di questa situazione. Il Codacons sta per presentare una segnalazione alla Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Milano, e alla Procura Federale della FIGC riguardo a una possibile o presunta plusvalenza fittizia che riguarderebbe proprio il passaggio di Zalewski dall’Inter all’Atalanta, qualche settimana fa.
Caos Zalewski, il Codacons non ci sta – Il calciatore si è trasferito dalla Roma all’Inter in prestito, un’operazione divenuta solo successivamente a titolo definitivo con il riscatto da parte del club meneghino lo scorso 23 giugno per 6 milioni di euro. Successivamente,Zalewski è passato all’Atalanta il 17 agosto per 16 milioni, ad una manciata di giorni dall’inizio della Serie A.
Una differenza di 10 milioni, in un lasso di tempo evidentemente breve, che ha fatto scattare l’allarme al Codacons. Nel comunicato si parla di valore di mercato aumentato di 18.083 euro per ogni minuto giocato (553′ all’Inter). “Un aumento di valore di mercato che apparirebbe sproporzionato rispetto al reale utilizzo sportivo del calciatore”, scrive il Codacons. Un’operazione che avrebbe generato, nell’immediato, un effetto contabile di plusvalenza da 10 milioni di euro. “Il valore economico del giocatore apparirebbe, alla luce del suo limitato utilizzo, sproporzionato rispetto alle somme relative al trasferimento di mercato”.
Si parla poi di “Sovrastima fittizia” per la corposa differenza tra cifra di acquisto e quella di vendita, in tempi brevi, di Zalewski. Il Codacons ha quindi chiesto un’indagine scrupolosa soprattutto sotto l’aspetto contabile e alla congruità del valore reale del calciatore. L’inchiesta si focalizzerà sul determinare il reale valore sportivo del calciatore, oggi all’Atalanta, e le cifre contabilizzate in via ufficiale. “Al fine di accertare la presenza di eventuali sovrastime fittizie finalizzate a realizzare plusvalenze gonfiate“.
Msunderstanding in casa Inter. Dopo aver scoperto gli avversari da affrontare nella League Phase di Champions League, il presidente dell’Inter, Beppe Marotta è intervenuto anche a TRT Sport: “Sarà un girone impegnativo, come tutti i gironi in questa nuova Champions, l’importante è affrontare gli avversari nella migliore forma fisica e psicologica” ha detto prima di rispondere su Hakan Calhanoglu, sul quale ha svelato un possibile spoiler sul futuro.
Qual è la situazione di Calhanoglu?: “La situazione è che lui che deve decidere cosa fare. Siamo in attesa della sua decisione“. Proprio in questo caso, il presidente dell’Inter pensava che la domanda fosse su Taremi, invece che sul turco.
Sono stati quattro anni positivi: “Assolutamente sì. La sua esperienza con noi è stata assolutamente bellissima e grazie al suo apporto ed esperienza abbiamo fatto quattro anni splendidi e continueremo a farlo perché quest’anno sarà importante il suo apporto“.
Negli ultimi tre anni avete giocato due finali. – “Negli ultimi tre anni abbiamo fatto due finali, con City e PSG. Evidentemente il livello era molto alto, ma l’importante è arrivare perché si fa sempre molta fatica ad arrivare a giocare una finale“.
LA RETTIFICA– La rettifica dell’Inter è arrivata poco dopo: “Il giocatore al quale si riferisce il presidente Marotta nell’intervista alla tv turca non e’ Hakan Calhanoglu ma Mehdi Taremi Il presidente ha capito che la domanda si riferisse all’attaccante iraniano Anche la tv turca ora correggerà l’intervista. Il presidente ha chiarito ora alla tv turca ora che Calhanoglu ś un giocatore importante, presente e futuro dell’Inter“.
Allagamenti a Milano, nell’Altomilanese e nel Varesotto. Bomba d’acqua nel Lodigiano. Chiuso il Passo dello Stelvio, il Passo del Gallo a Livigno e la Strada della Forra, nel Bresciano
Milano, 28 agosto 2025 – Il maltempoera stato annunciato e, puntuale, è arrivato. Questa mattina, il risveglio di milanesi e lombardi è statopiù autunnale che estivo: cielo grigio, nuvole e pioggia. Fortunatamente le temperature non si sono abbassate in modo drastico e si aggirano intorno ai 20 gradi. Nel pomeriggio la situazione è peggiorata con violenti temporali, forte vento e bombe d’acqua. Le zone più colpite sono statel’Altomilanese, il Varesotto, il Bresciano, il Lodigiano e il Pavese.
La causa del maltempo è associata ad una profonda depressione, originata dall’unione tra l’ex-ciclone tropicale Erin e la bassa pressione d’Islanda, che si estende verso sud e convoglia intense correnti di aria umida da sud-ovest sulla nostra regione, causando un marcato peggioramento del tempo.
19:12 – Come sarà l’inizio di settembre? – Stando alle previsioni meteo di Arpa Lombardia, da lunedì 1 settembre, con l’avvicinamento di una nuova saccatura di origine atlantica, si avvierà una nuova fase perturbata, con possibili precipitazioni diffuse su tutta la regione fino a martedì, quando progressivamente si esauriranno nel corso della giornata.
19:10 – Il meteo di venerdì 29 e sabato 30 agosto – Domani, venerdì 29 agosto, la perturbazione abbandona gradualmente la Lombardia. A Milano sarà una giornata instabile con più piogge al mattino, schiarite nel pomeriggio. 25°C sarà la temperatura più alta, 20°C la più bassa. Nel resto della regione il tempo sarà simile con rovescio temporali che si alterneranno a schiarite soleggiate.Sabato 30 agosto tornerà il bel tempo.
19:07 – Allerta arancione in Lombardia venerdì 29 agosto – Per quanto riguarda la giornata di domani, venerdì 29 agosto, stando alla Protezione Civile, sono previsti temporali e raffiche di ventosu gran parte dell’Italia.Allerta arancione in Lombardia.
18:35 – Nel Pavese oltre 100 interventi dei vigili del fuoco – Una forte perturbazione ha interessato, a partire dalle prime ore del pomeriggio, anche la provincia di Pavia, dove al momento risultanooltre 100 richieste di soccorso ai Vigili del Fuoco. I pompieri stanno operando con diverse squadre sul territorio. La Sala Operativa della Direzione Regionale è attiva in stretto collegamento con la Protezione Civile regionale, al fine di coordinare le risorse e ottimizzare i rinforzi ai comandi maggiormente colpiti. I disagi maggiori si sono registrati nella zona dell’Oltrepò Pavese:allagamenti in cantine, garage e ai piani terra delle abitazioni, si sono verificati in particolare a Voghera, Rivanazzano, Casteggio e Casatisma. A Godiasco un albero è caduto sulla strada. Piogge forti anche nel resto del territorio. Si sono registrati allagamenti anche a Cura Carpignano, alle porte di Pavia.
18:10 – Allagamenti a Saronno e Gallarate – A Saronno si è allagato il sottopasso principale della città, a ridosso della stazione, chiuso per circa due ore nella prima metà di pomeriggio. A Gallaratesi è invece parizalmente allagato il nuovo sottopasso del Sempione tra Gallarate e Casorate, realizzato nell’ambito dei lavori della nuova ferrovia.
Saronno, allagato il sottopasso di via Primo Maggio
17:47 – Alberi caduti nel Bresciano e torrenti monitorati – Forti temporali anche nel Bresciano, in particolare nella zona della Bassa e del lago di Garda. Alla centrale operativa dei Vigili del fuoco stanno arrivando numerose chiamate di intervento: si tratta soprattutto di piante cadute per il vento e di cantine allagate. Nellafrazione Breda libera di Verolanuova si segnala il rallentamento della circolazione, proprio per un albero caduto che attualmente ingombra la carreggiata. mentre, nel centro di Sirmione si sono registrati numerosi allagamenti di cantine e locali al piano interrato. Il sindaco di Niardo ha fatto sapere chei torrenti Re e Cobelli sono osservati speciali. Attenzione anche sul Rabbia, a Sonico. A Iseo il comune ha provveduto a liberare i tombini prima della pioggia per cercare di limitare gli allagamenti.
17:06 – Granelli: “Attivata la vasca del Seveso a Milano, anche il Lambro sta salendo” – Dopo l’intensificarsi della pioggia,l’assessore comunale alla Sicurezza e Protezione Civile Marco Granelli ha nuovamente fatto il punto della situazione sul suo profilo Facebook: “Continuerà così fino a stasera, e comunque la previsione per temporali continua fino al primo pomeriggio di domani e probabilmente anche fino a sabato mattina. Fino ad ora in città sono caduti tra 30 e 40 mm di pioggia, 46 a Paderno Dugnano, 51 a Monza, 70 a Seveso, 73 a Lambrugo, 80 a Cantù e Saronno, 90 a Sormano, 100 a Busto Arsizio“. E ha aggiunto: “In città ci sono alcuni micro allagamenti stradali, i sottopassi sono tutti agibili, tranne una chiusura di viale Rubicone e Negrotto per circa 30 minuti, il tempo necessario per il sistema di pompaggio di smaltire l’acqua degli scrosci di pioggia di maggiore intensità. Alle 16.15 è stata attivata la vasca del Seveso a Milanopoiché è arrivata l’onda di piena e dobbiamo evitare l’esondazione nei quartieri della città. E’ la 9° volta dall’inizio del 2024 che la vasca salva Milano dall’esondazione. Anche il Lambro sta salendo,stiamo valutando l’andamento dei livelli per l’eventuale evacuazione delle comunità del Parco, mentre a Ponte Lambro sono già posizionate le paratie mobili, e in base alla crescita dei livelli della tombinatura in via Vittorini e al livello del Lambro decideremo la chiusura“.
Il post facebook dell’assessore Marco Granelli
17:02 – Sottopassi allagati e auto bloccate e disagi in Brianza – Un’auto è rimasta bloccata in un sottopasso a Cesano Maderno, in provincia di Monza e Brianza, durante l’ondata di maltempo che ha colpito la Lombardia nel primo pomeriggio di oggi. Non solo, anche il sottopasso della superstrada Milano-Meda, in via Giovanni De Medici, si è allagato e due auto sono rimaste in panne. Sul posto è intervenuto un carro attrezzi.
Auto bloccata in un sottopasso allagato in Brianza (Frame video LocalTeam)
16:35 – Como, strade allagate e Regina chiusa per frana ad Argegno – A Como, la forte pioggia ha creato allagamenti sulle strade. Regina chiusa ad Argegno, all’uscita dal paese verso il bivio di Schignano, per lacaduta di massi, fango e terricciosulla carreggiata in direzione Como. Sul posto la Polstrada e Vigili del fuoco, oltre al sindaco Francesco Dotti e ai tecnici di Anas. Se le condizioni lo consentiranno, una volta sgomberato il materiale franato, la Regina potrebbe riaprire entro sera a senso unico alternato, su una sola corsia di marcia, quella di valle, la più lontana dal muro di contenimento di un terrapieno che ha ceduto.Disagi pure a Brienno, ma per un black out elettrico che ha lasciato tutti al buio e senza corrente.
La frana ha completamente paralizzato la statale Regina, sulla sponda occidentale del lago di Como
Intensa perturbazione sull’Italia: porterà maltempo in molte regioni, con rischio di nubifragi e situazioni critiche. Oggi nel mirino soprattutto il Nord
Una intensa perturbazione atlantica (la numero 5 del mese), che raccoglie parte di ciò che era rimasto dell’uragano Erin, ha raggiunto il Nord Italia determinando un deciso peggioramento del tempo. Nelle regioni settentrionali sono attese piogge intense e abbondanti, associate anche a forti temporali, con accumuli che entro venerdì potranno superare i 200 l/m2 tra l’alto Piemonte e il nord della Lombardia con possibili picchi vicini ai 300 l/m2 tra Verbano e Varesotto. Attenzione dunque alle allerte meteo e alle possibili criticità.
Venerdì il maltempo raggiungerà anche il Centro-Sud e in particolare le regioni del versante tirrenico con anche qui locali forti rovesci o temporali. Nel frattempo, però, nelle regioni centro-meridionali il tempo sarà stabile e prevalentemente soleggiato ma soprattutto molto caldo; una massa d’aria africana, sospinta da un rinforzo dei venti di Scirocco, farà temporaneamente impennare le temperature che sfioreranno i 35 °C ma con punte superiori in Sardegna e Sicilia localmente fino a 37-38 gradi. Venerdì il caldo si attenuerà al Centro e in Sardegna e poi sabato anche al Sud e Sicilia: le temperature nel fine settimana si riporteranno nella norma o al di sotto. Il tempo sabato sarà variabile con schiarite e locali piogge nel Nord-Est e al Centro-Sud mentre domenica assisteremo ad un generale miglioramento con il ritorno ad un tempo prevalentemente soleggiato.
Le previsioni meteo per giovedì 28 agosto – Oggi molto nuvoloso al Nord con piogge diffuseeinsistenti, anche sotto forma di intensi rovesci otemporali in Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia; fenomeni sparsi più intermittenti su Emilia occidentale, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli. Cielo nuvoloso anche in Toscana con tempo in sensibile peggioramento dal pomeriggio con l’arrivo di intensi rovesci o temporali a partire dal nordovest della regione. Nel resto d’Italia prevalenza di cielo sereno o poco nuvoloso.
Temperature massime in calo in gran parte del Nord e Sardegna occidentale, in crescita invece nel resto d’Italia: caldo intenso al Centro-Sud con valori fino a 35 °C e oltre. Venti di Scirocco fino a tesi o localmente forti sui mari di ponente e sull’Adriatico centro-settentrionale con mari mossi o localmente agitati; venti più deboli e mari da poco mossi a localmente mossi al Sud e Sicilia orientale.
Le previsioni meteo per venerdì 29 agosto – Nubi in aumento al Centro-Sud con piogge e temporali sparsi nelle aree interne e sulle regioni tirreniche; fenomeni isolati e più deboli sul settore adriatico. Insistono le nuvole al Nord con ancora piogge sparse e temporali; fenomeni più diffusi e probabili in Piemonte, Lombardia e triveneto. Temperature in calo al Nord-Est, Centro, Sardegna, Campania e nord Sicilia. Clima che resta molto caldo in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia con punte di 35 °C e oltre in Puglia e nordest della Calabria. Venti moderati o deboli meridionali. Mari ancora mossi o molto mossi.