Incursioni con estintori e spranghe devastano le aule e causano ingenti danni materiali, ferito un carabiniere
A Torino la tensione negli istituti scolastici è sfociata in una giornata di violenti scontri tra gruppi studenteschi contrapposti. Diversi edifici sono stati presi d’assalto da giovani incappucciati, che hanno fatto irruzione nelle aule provocando panico e ingenti danni materiali con l’ausilio di spranghe, fumogeni ed estintori. Particolarmente gravi i blitz al Sella e al Bosso Monti, dove sono stati devestati locali e distrutte finestre.
L’intervento immediato di Polizia e Carabinieri ha portato al blocco e all’arresto di un minorenne colto in flagranza, accusato di resistenza. Nel corso delle operazioni, un militare è rimasto ferito al volto da un Sanpietrino. Nonostante le tensioni e gli arresti, diverse scuole occupate proseguono le proteste contro le criticità del sistema dell’istruzione, mentre in città cresce la preoccupazione in vista delle prossime manifestazioni programmate dagli studenti.
🔵#Torino La protesta degli studenti. Atti di vandalismo. Ragazzi incappucciati nelle scuole. Identificati alcuni giovani tra i 16 e i 20 anni, ritenuti responsabili dei disordini all'Itis Peano, in cui sono stati danneggiati, utilizzando gli estintori, arredi e computer pic.twitter.com/UtEDGgjJJa
Assalti con i volti coperti da passamontagna o maschere e le spranghe strette in mano, persino in una scuola primaria. E poi lanci di sassi contro le vetrate ed estintori svuotati in mezzo alla strada. Cresce la tensione nelle scuole torinesi, dove si moltiplicano le occupazioni… pic.twitter.com/xM2cETz944
Nella foto L’ Istituto Comprensivo Statale Adelaide Ristori
Sindaco e dirigente dell’istituto denunciano la gravità del fatto
Si è messo a discutere con un insegnante della figlia, proprio davanti all’ingresso della scuola. Poi, forse non soddisfatto delle risposte, l’ha colpito con uno schiaffo al volto.
È accaduto venerdì scorso in una scuola media di Massa (Massa Carrara), davanti a testimoni. Sul posto è intervenuta nel giro di pochi minuti una pattuglia dei carabinieri, che ha raccolto la versione del padre della studentessa e dello stesso insegnante: nonostante il colpo ricevuto,l’uomo ha preferito non ricorrere alle cure del 118. Al momento non avrebbe ancora presentato denuncia.
Sulla vicenda, intanto, arrivano le parole della dirigente dell’istituto in cui si è consumata l’aggressione («La scuola condanna ogni forma di violenza») e quelle del sindaco di Massa, Francesco Persiani: «Da parte mia e dell’amministrazione come prima cosa voglio esprimere la solidarietà al professore vittima dell’aggressione — ha detto — La vicenda naturalmente sarà chiarita da chi di dovere ma è chiaro che non vorremmo assistere mai a episodi del genere. La solidarietà dell’amministrazione non va solo all’insegnante coinvolto in prima persona ma all’interno corpo docente». Accertamenti sono comunque ancora in corso da parte dei carabinieri per ricostruire le cause della lite.
Preside picchiato per una sospensione dal compagno della madre di un allievo
La vittima è il dirigente dell’istituto paritario San Gabriele, in via della Giustiniana
Picchiato dal compagno della madre di uno studente per colpa di una sospensione non gradita. E’ accaduto al preside dell’istituto paritario San Gabriele, in via della Giustiniana a Roma. Raimondo Pietroletti è stato medicato con dieci giorni di prognosi. I fatti sono avvenuti il 15 marzo e secondo quanto emerso l’uomo non accettava il fatto che il ragazzo avesse preso una nota e poi anche la sospensione, a quanto pare dopo aver preso a parolacce un insegnante, e per questo motivo ha fatto irruzione nell’ufficio in cui il preside stava lavorando con alcuni collaboratori. Prima lo ha minacciato, intimandogli di annullare il provvedimento disciplinare, e poi, quando Pietroletti lo ha invitato a calmarsi, si è scagliato contro il dirigente.
“L’hanno massacrato“, raccontano i genitori degli alunni dell’istituto. Una “gravissima aggressione“, si legge nella comunicazione che il Consiglio d’amministrazione dell’istituto ha inviato ai genitori degli iscritti, per informarli dell’accaduto. Un pestaggio che, oltretutto, sarebbe avvenuto sotto gli occhi del figlio piccolo dell’aggressore, che l’uomo aveva portato con sé in quella che è sembrata una vera e propria spedizione punitiva. “Piangevano sia il dirigente, mentre veniva massacrato di botte, sia il bambino. Alcune insegnanti hanno chiamato il personale scolastico, che ha allertato i soccorsi e la polizia“, racconta un genitore.
Una bambina di una scuola elementare del Veneziano ha colpito una maestra facendole perdere l’equilibrio e provocandole una lesione al ginocchio, al punto che l’insegnante è dovuta andare al pronto soccorso e ora si trova a casa in infortunio con una prognosi di diversi giorni, con accertamenti per verificare se la lesione abbia interessato i legamenti. L’episodio è successo qualche giorno fa e si inserisce in un contesto difficile di una classedove da tempo i genitori degli altri bambini si lamentano dei problemi comportamentali manifestati da quest’alunna, nei cui confronti non sono stati assunti provvedimenti dopo l’episodio, che avrebbe improvvisi scatti d’ira e violenza, verbale ma anche fisica: da sputi, spintoni e schiaffi ai compagni alla distruzione di materiale didattico. L’episodio è stato rivelato da Il Gazzettino.
Clima difficile – Le maestre hanno dovuto far sparire tutte le forbici per evitare pericoli. Ci sono state anche – lamenta un gruppo di genitori – ripetute interruzioni delle lezioni, impossibilità di portare avanti il programma. Tanto che i genitori di otto alunni, metà classe, due settimane fa non hanno mandato a scuola i figli per un giorno, per dare loro un po’ di respiro e lanciare l’ennesimo segnale affinché siano adottati provvedimenti da parte della dirigente scolastica, che a loro dire non starebbe gestendo in modo adeguato il problema, nell’interesse degli altri alunni, per i quali è stato persino fornito supporto psicologico, ma anche della stessa bambina.
L’aggressione a scuola: la preside risponde ai genitori – La preside ha risposto ai genitori di aver messo in campo ogni risorsa a disposizione, stravolgendo gli orari di tutte le classi, per assegnare, dove possibile, un insegnante ad hoc a quest’alunna, ma questo “sostegno” interno non può che essere parziale. Dopo le segnalazioni delle altre famiglie si è mosso e ha preso in carico il problema anche il Comune: l’assessore all’Istruzione ha incontrato la dirigente scolastica e le ha prospettato un progetto di affiancamento scolastico domiciliare della bambina, ma i suoi genitori non lo hanno accettato. Gli altri papà e mamme sono decisi a denunciare il caso all’ufficio scolastico regionale