Sulla piattaforma, che si trova tra Vasto e Termoli, c’era una dozzina di operai: sono stati immediatamente evacuati
Foto di repertorio (Fonte: ChietiToday)
Un incendio è divampato sulla piattaforma petrolifera “Campo Rospo Mare“, al largo della costa tra Vasto e Termoli. L’incedente è avvenuto attorno alle ore 14 di oggi e ha richiesto l’intervento della motovedetta della Guardia costiera di Termoli, in provincia di Campobasso, con i vigili del fuoco a bordo. “Ancora non si conoscono le caratteristiche del rogo“, ha dichiarato il comandante della Capitaneria di porto Giuseppe Panico, che coordina l’operazione. “Non ci sono rischi per la sicurezza delle persone“, ha dichiarato Panico, aggiungendo che “sarà necessario qualche ora per un bilancio più completo“. Le fiamme sono state completamente domate alle 16.30, stando a quanto riferito dal comandante della Capitaneria di porto di Termoli.
Scoppiato l’incendio sulla piattaforma petrolifera: “Bisognerà capire le cause del rogo” – Dopo lo scoppio dell’incendio, c’è stata l’evacuazione immediata dei 19 lavoratori presenti sull’impianto. Tutto il personale operativo è stato messo in sicurezza Le autorità portuali di Termoli hanno confermato che non ci sono feriti tra il personale evacuato. L’allarme è stato lanciato dalla società Energean, che gestisce l’impianto, poco dopo le 14. Una densa colonna di fumo è visibile anche dalla costa.
“Siamo stati allertati – dice Panico – alle 14.25. Con 5 mezzi navali, arrivati anche da Vasto, tra cui due motovedette, e con i vigili del fuoco a bordo, abbiamo raggiunto la piattaforma. I 19 operai che erano al lavoro sono stati evacuati, trasbordati su mezzi della società Energean che gestisce l’impianto e sono stati messi in salvo. Nessun problema per loro. Intervenuto anche un elicottero della Capitaneria di Pescara per monitorare la situazione a livello ambientale: dalle prime verifiche non ci sarebbe alcuna compromissione a livello ambientale. Il fuoco è stato domato grazie a un lavoro corale e all’impianto antincendio esistente sulla piattaforma e che si è attivato immediatamente. Adesso bisognerà capire le cause del rogo“.
Campo Rospo Mare, operativo dal 1982 e sviluppato con 31 pozzi, è uno degli impianti offshore più importanti dell’Adriatico, con una produzione giornaliera di circa 2.500 barili di greggio. Stando a quanto si legge dal sito della società che detiene il 100 per cento dell’impianto, Energean si è accordata con Eni per acquisire le quote di quest’ultima (in attesa dell’approvazione delle autorità italiane). Il giacimento è costituito da 3 piattaforme, denominate RSMA, RSMB e RSMC e da una nave galleggiante di stoccaggio e scarico (Alba Marina) per lo stoccaggio temporaneo della produzione.
Energean ha dichiarato che sono in corso verifiche per quantificare l’entità del danno e comprendere le cause dell’incendio. Sull’incendio verranno aperte le indagini delle autorità competenti.
È strage nel rogo divampato nell’hotel Grand Kartal situato nella località sciistica di Kartalkaya. Le fiamme sarebbero partite dal locale ristorante, ma le cause sono ancora da chiarire
Strage in un resort sciistico in Turchia. Oltre sessanta persone hanno perso la vita in un terribile incendio che ha devastato un hotel a Kartalkaya, popolare stazione sciistica situata a 2.200 metri di altitudine sui Monti Köroğlu, nella provincia di Bolu. Nella notte tra lunedì 20 e martedì 21 gennaio 2025 le fiamme hanno avvolto la struttura in legno che ospitava 238 persone.
Turchia, incendio in un hotel: almeno 60 morti – Il drammatico bilancio è stato confermato dal ministro dell’Interno turco Ali Yerlikaya: Le vittime dell’incendio – scoppiato alle 3:27 (le 1:27 in Italia) – sono salite a 66 e il numero dei feriti è salito a 51.
Secondo le prime informazioni il rogo sarebbe divampato dal locale ristorante, con il fuoco che ha poi raggiunto i piani superiori dove sono situati gli alloggi destinati ai clienti della struttura. Sul posto sono state inviate 30 mezzi dei vigili del fuoco e 28 ambulanze e che l’incendio è stato in gran parte domato. Le autorità locali hanno avviato le indagini per chiarire le cause dell’incendio.
Il governatore Abdulaziz Aydinha riferito che alcune delle vittime sono morte dopo essersi lanciate “in preda al panico” dall’edificio in fiamme.
Le drammatiche immagini sui social – Come mostrano le terribili immagini pubblicate sui social, le fiamme hanno avvolto quasi completamente l’hotel Grand Kartal, un resort di 12 piani situato nella località sciistica a circa 170 chilometri a nord-ovest della capitale Ankara. Secondo le prime informazioni riportate dai media locali, sarebbero almeno tre le persone che si sono lanciate dalle finestre.Le riprese televisive hanno mostrato enormi colonne di fumo che si alzavano nel cielo con una montagna innevata dietro l’hotel. Una parte di esso si appoggia su un costone di roccia, fattore che ha reso ancor più complicato l’intervento dei vigili del fuoco.
Martedì 21 gennaio 2025
L’hotel sulla neve devastato da un incendio: almeno 10 morti, le persone si gettano dalle finestre
Il rogo divampato nell’hotel Grand Kartal, resort situato nella località sciistica di Kartalkaya,in Turchia: il bilancio è di 10 morti e 32 feriti. Le fiamme sarebbero partite dal locale ristorante, ma le cause sono ancora da chiarire
L’hotel avvolto dalle fiamme a Kartalkaya, in Turchia
Strage in un resort sciistico in Turchia. Almeno dieci persone hanno perso la vita in un terribile incendio che ha devastato un hotel a Kartalkaya, stazione situata sulla catena montuosa nella provincia di Bolu. Nella notte le fiamme hanno avvolto la struttura provocando anche 32 feriti.
Turchia, incendio in un hotel: almeno 10 morti – Il drammatico bilancio è stato confermato con un post su X da ministro dell’Interno turco Ali Yerlikaya: “Oggi alle 3:27 (le 1:27 in Italia) è stato segnalato un incendio in un albergo nel centro sciistico di Kartalkaya. Purtroppo il numero dei morti è salito a dieci e il numero dei feriti a trentadue“.
Bolu'da Kartalkaya Kayak Merkezi’ndeki Grand Kartal Otelinin restoranında saat 03.30’da yangın çıktı.
Kısa sürede büyüyen ve diğer katlara yayılan yangında 6 kişi öldü, 31 kişi yaralandı.
Secondo le prime informazioni il rogo sarebbe divampato dal locale ristorante, con il fuoco che ha poi raggiunto i piani superiori dove sono situati gli alloggi destinati ai clienti della struttura. Sul posto sono state inviate 30 mezzi dei vigili del fuoco e 28 ambulanze e che l’incendio è stato in gran parte domato. Le autorità locali hanno avviato le indagini per chiarire le cause dell’incendio. Il governatore Abdulaziz Aydin ha riferito che alcune delle vittime sono morte dopo essersi lanciate “in preda al panico” dall’edificio in fiamme.
Le drammatiche immagini sui social – Come mostrano le terribili immagini pubblicate sui social, le fiamme hanno avvolto quasi completamente l’hotel Grand Kartal, un resort di 12 piani situato nella località sciistica a circa 170 chilometri a nord-ovest della capitale Ankara. Secondo le prime informazioni riportate dai media locali, sarebbero almeno tre le persone che si sono lanciate dalle finestre. Le riprese televisive hanno mostrato enormi colonne di fumo che si alzavano nel cielo con una montagna innevata dietro l’hotel. Una parte di esso si appoggia su un costone di roccia, fattore che ha reso ancor più complicato l’intervento dei vigili del fuoco. Quando l’incendio è scoppiato all’interno della struttura erano presenti 237 persone: gli evacuati sono stati rialloggiati negli hotel vicini.
📌3 kişi hayatını kaybetti. 📌Yaralanan 21 kişinin durumu iyi. 📌Yangının restoranda çıktığı tespit edildi.
È successo in Bastioni di Porta Nuova nella notte tra domenica e lunedì 20 gennaio
Prima le fiamme, poi l’intervento dei vigili del fuoco. Alcuni rifiuti sono stati avvolti e distrutti da un incendio in Bastioni di Porta Nuova a Milano nella notte tra domenica e lunedì 20 gennaio.
Tutto è successo poco dopo le 4 del mattino, come riferito dai vigili del fuoco del comando provinciale di Milano. Sul posto sono intervenuti i pompieri del distaccamento di via Marcello con un’autopompa. Il rogo è stato domato e spento in circa mezz’ora. Non si segnalano danni significativi.
Sul posto, dalle 15 di giovedì, carabinieri e vigili del fuoco. Il sindaco: “Tenete chiuse le finestre e non uscite”
Foto da: Incendio Mendeleev Trissino (foto di Marco Milioni)
Nel pomeriggio di giovedì, verso le 15, la valle del Chiampo è stata scossa da un boato, al quale sono seguite altre esplosione. Quasi contemporaneamente è scoppiato un incendio con una colonna di fumo nero visibile a diversi chilometri di distanza. L’esplosione è avvenuta nel sito della ditta Mendeleev Srl di Trissino, specializzata nel recupero di batterie elettriche usate principalmente al Litio, ubicata in via dell’Industria, adiacente alla statale per Valdagno Recoaro. Da quanto si apprende le maestranze hanno evacuato l’edificio senza conseguenze per i dipendenti. Sul posto carabinieri e vigili del fuoco per le operazioni di spegnimento dell’incendio.
Le ditte vicine sono state evacuate e il Comune di Trissino ha invitato i cittadini a chiudere le finestre e a non uscire di casa. Lo stesso invito è arrivato dal vicino Comune di Montorso Vicentino
AGGIORNAMENTO ORE 16:30 – Alle 16:30 i vigili del fuoco hanno dichiarato che la situazione è sotto controllo. Sul posto oltre a pompieri e carabinieri anche polizia locale, funzionari dell’ufficio tecnico del Comune di Trissino e i tecnici dell’Arpav di Vicenza per le valutazioni sotto il profilo ambientale. La nuvola di fumo appare comunque ancora persistente. Ogni tanto si odono alcuni colpi dovuti alle esplosioni, tipiche delle batterie al litio. Il traffico è stato deviato verso la statale per Recoaro senza problemi particolari.
Le cause dell’incendio sono ancora vaglio dei vigili del fuoco. Il rogo sarebbe partito da un deposito di batterie all’interno dello stabilimento. Secondo le prime informazione potrebbero esserci due feriti lievi.
Incendio Mendeleev Trissino (foto di Marco Milioni)
L’iniziativa della piattaforma NewsGuard, controllore della disinformazione, riporta l’attenzione sulla pratica della verifica dei fatti. Un esercizio fondamentale in quest’era di manipolazione tramite IA e di sentimento complottista, diffuso in una significativa porzione della popolazione statunitense
Incendi causati da laser spaziali israeliani, gli aerei dei vigili del fuoco rimasti a terra per la visita di Biden, i pompieri che usano borsette da donna per spegnere le fiamme e false informazioni sugli approvvigionamenti dell’acqua. Sono solo alcune delle fake news divampate durante gli incendi a Los Angeles, California.
Il fatto – Mentre sulla regione statunitense continua l’emergenza incendi, la disinformazione sul web si approfitta del momento delicato: un terreno fertile per le famigerate fake news. A tal proposito, la piattaforma NewsGuard che monitora la disinformazione online ha messo in piedi una pagina ad hoc che terrà aggiornata: si chiama Los Angeles Wildfires Misinformation Fingerprints, che fino ad ora ha individuato nove notizie false e le ha verificate. L’iniziativa della piattaforma riporta l’attenzione sulla pratica della verifica dei fatti, fondamentale in questa era di manipolazione tramite intelligenza artificiale e di sentimento complottista, diffuso in una significativa porzione della popolazione statunitense.
Hollywood in fiamme – Un esempio sono le false immagini della scritta simbolo “Hollywood” in fiamme, fatte con l’IA. Ma l’insegna è intatta, come confermato da Jeff Zarrinnam, presidente della Hollywood Sign Trust. Ma la fake news più fantasiosa di tutte, secondo NewsGuard, è quella che riguarda gli incendi causati da armi ad energia diretta: sono i fatidici “laser spaziali israeliani“, una narrazione avanzata principalmente da account social orientati, pro-cospirazione e con un seguito modesto. Un’altra teoria bizzarra è che i vigili del fuoco di Los Angeles stiano usato borse da donna per combattere le fiamme, perché le risorse del dipartimento sono andate ad “altre cause” come l’Ucraina. La falsa notizia, in realtà, è nata perché tra le attrezzature dei pompieri ci sono piccoli sacchi di tela che si possono riempire facilmente d’acqua, che sono state scambiate in alcune foto per borsette
Aerei democratici e serbatoi d’acqua vuoti – Un’altra fake news riguarda gli aerei dei vigili del fuoco. Secondo alcuni influencer conservatori, tra cui Alex Jones, i suddetti aerei sarebbero rimasti a terra per la visita del presidente Biden nel sud della California. In realtà, il fatto è successo perché le condizioni meteorologiche pericolose non permettevano la partenza degli aeroplani. Alcuni siti di notizie come DailyTelegraph.co.nz, ZeroHedge.com e ResistTheMainstream.com, hanno scritto che gli idranti di Los Angeles sono rimasti senza acqua perché la contea si è rifiutata di riempire i serbatoi. Questo ha alimentato le polemiche contro il sindaco di Los Angeles, la democratica Karen Bass. Secondo il sito Verify, invece, sono stati riempiti il 6 gennaio. Infine, nella lista di NewsGuard, ci sono le affermazioni del presidente eletto Trump: in un post sul suo social Truth ha scritto che il governatore della California Gavin Newsom ha rifiutato di firmare la dichiarazione di ripristino dell’acqua, il che avrebbe fattofluire milioni di litri cumulati dalla pioggia e dallo scioglimento della neve. L’affermazione è diventata virale tra i conservatori, spiega NewsGuard, specificando però che “la dichiarazione di ripristino dell’acqua non è mai esistita”.
Giovedì 16 gennaio 2025
Incendi Los Angeles, il falso video dei saccheggiatori ripresi a volto scoperto
Un post del propagandista Soloviev è stato tradotto dal russo all’italiano e diffuso sui social accusando falsamente dei cittadini di Los Angeles
Durante gli incendi a Los Angeles, sono circolate diverse notizie riguardanti l’arresto di alcune persone accusate di aver saccheggiato abitazioni rimaste vuote a seguito dell’evacuazione delle aree a rischio. Circola un video che, secondo le narrazioni sui social, mostrerebbe alcuni di questi presunti saccheggiatori, con i loro volti in chiaro. In realtà, come ricostruito dai colleghi fact-checker americani diSnopes, non si trattava affatto di ladri.
L’abitazione filmata si trova realmente a Los Angeles e le scene risalgono all’8 gennaio 2025.
La narrazione falsa del video viene ripresa e tradotta in italiano dal canale Telegram del propagandista russo Soloviev.
Un servizio di KTLA dell’8 gennaio 2025 mostra l’intervista alla proprietaria dell’abitazione, la quale racconta davanti alla porta di casa l’aiuto fornito da amici e parenti per salvare il salvabile.
Analisi – Il video viene condiviso con il seguente testo:
Mentre alcuni combattono contro le intemperie e spengono gli incendi, altri sfruttano il caos per saccheggiare e trarre profitto. Più di 20 saccheggiatori sono già stati arrestati nella città evacuata. In risposta a questi incidenti, le autorità di Los Angeles hanno deciso di imporre il coprifuoco nei quartieri di Pacific Palisades e Altadina per ripristinare l’ordine e garantire la sicurezza dei residenti. Abbonati a Soloviev
La fonte risulta essere il canale Telegram del conduttore e propagandista russo Vladimir Soloviev. Il post è quello del 10 gennaio 2025:
Non era un saccheggio – Nel video è presente un numero civico, il 161. Si tratta di un’abitazione situata nella zona di Altadena.
La stessa abitazione, con numero civico 161, risulta ripresa in un’intervista dell’8 gennaio 2025 trasmessa dal canale televisivo americano KTLA:
Non si trattava di un saccheggio. La donna intervistata è la proprietaria dell’abitazione, ma soprattutto le persone che stavano portando fuori oggetti ed elettrodomestici erano amici che aiutavano a salvare quanto più possibile.
Conclusioni – Il video diffuso dal propagandista russo non mostra affatto dei saccheggiatori mentre rubano all’interno di una casa a Los Angeles. In realtà, si tratta di amici e parenti della proprietaria che aiutano a salvare il salvabile.
Questo articolo contribuisce a un progetto di Meta per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Meta.
Sui social media sono state diffuse immagini della famosa insegna avvolta dalle fiamme, ma almeno finora la scritta non è stata coinvolta dai roghi. Alcuni di questi contenuti, secondo fact-checkers, sono stati generati dall’intelligenza artificiale
Continua a bruciare Los Angeles, ormai da giorni devastata dagli incendi (IL RACCONTO IN DIRETTA). E mentre il numero delle vittime continua a salire, sui social network si sono diffuse quelle che il Los Angeles Times ha definito “ondate di miti e disinformazione sui roghi”. Una falsa notizia in particolare è circolata rapidamente: le immagini della famosa insegna di Hollywood avvolta dalle fiamme. Si tratta però di una manipolazione: come sottolineato dalla stessa testata locale, da AFP, Reuters, Facta news e Open l’insegna non è stata – almeno finora – coinvolta dagli incendi, e in alcuni casi questi contenuti sono stati generati con l’intelligenza artificiale. Secondo Forbes un video su X avrebbe avuto più di 348mila visualizzazioni. La falsità di questi contenuti è stata confermata al LA Times da Jeff Zarrinnam, chairman dell’Hollywood Sign Trust.
Le foto generate dall’IA o manipolate – Reuters ha spiegato che in alcune delle foto circolate sui social è presente il logo del chatbot di IA Grok, che può essere usato per generare immagini. L’agenzia ha interpellato anche James O’Brien, professore all’università della California, il quale ha spiegato che le immagini con il watermark di Grok sono “essenzialmente etichettate come prodotte dall’intelligenza artificiale generativa”. Mentre in un altra immagine, sulla quale non appariva il logo, l’illuminazione innaturale delle lettere della scritta e alcune caratteristiche tecniche facevano pesare che le fiamme fossero state aggiunte o con software di modifica dell’immagine o con l’intelligenza artificiale.
Screen da X/Twitter realizzati da AFP
La disinformazione sugli incendi a Los Angeles – Secondo quanto riportato da Forbes, sui social media in questi giorni si è diffusa rapidamente la disinformazione sugli incendi a Los Angeles. Oltre al già citato caso della scritta di Hollywood in fiamme, altre false informazioni sono circolate: tra gli esempi riportati, si è sostenuto che il governatore della California Gavin Newsom si sarebbe rifiutato di rendere disponibili milioni di litri d’acqua per proteggere un pesce protetto nella parte settentrionale dello Stato, o che il bilancio del dipartimento dei vigili del fuoco di Los Angeles sarebbe stato tagliato. Ma entrambe le affermazioni sono false, come riportato anche dalla BBC.
La situazione in California – Intanto, continua a salire il bilancio delle persone che hanno perso la vita a causa degli incendi. Il numero delle vittime è cresciuto a 24, ma secondo i soccorritori ci sarebbero ancora altre persone che risultano disperse. I vigili del fuoco stanno continuando a lavorare, mentre si preparano alla “crescita esplosiva” degli incendi: le nuove previsioni meteo parlano infatti di forti venti, almeno fino a mercoledì. Attualmente sono tre gli incendi che continuano ad ardere a Los Angeles: il più grande è a Palisades, e ha già bruciato più di 23mia acri. Il secondo più grande è a Eaton e ha bruciato più di 14mila acri, mentre quello di Hurst si è esteso fino a 799 acri ma risulta quasi del tutto contenuto.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco di Monza e Brianza, insieme ai carabinieri e alsindaco
Un maxi incendio oggi pomeriggio ha avvolto il campovolo di via Bernardino Luini a Cogliate, in provincia di Monza e Brianza. Le fiamme, divampate nei quattro hangar contenenti aerei ultraleggeri, si sono alzate nel cielo, accompagnate da una densa colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza.
L’area colpita ospita non solo una scuola di volo ma anche la sede della protezione civile locale. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco di Monza e Brianza, con l’ausilio di otto mezzi, ancora al lavoro per spegnere l’incendio. Presenti anche i carabinieri di Cesano Maderno e Desio, oltre al sindaco di Cogliate, Andrea Basilico, giunto sul luogo per monitorare la situazione.
Secondo una prima ricostruzione, l’incendio ha completamente distrutto almeno tre velivoli e provocato ingenti danni alle strutture degli hangar. I responsabili del campo hanno tentato di mettere in salvo i mezzi presenti, ma le fiamme si sono propagate rapidamente, rendendo impossibile salvare tutto.
Fortunatamente non si registrano feriti. Le cause dell’incendio restano ancora ignote e sono al vaglio delle autorità competenti. L’area è stata messa in sicurezza, e sono in corso i rilievi per accertare l’origine del rogo.
Il vento continua a spingere il fuoco, situazione critica fino a mercoledì. Uno degli incendi causato forse da guasto elettrico
La devastazione dell’incendi a Los Angeles – (Afp)
Rimane alta la minaccia incendi nella contea di Los Angeles doveper oggi è previsto un aumento dell’intensità dei venti, che rimarranno forti almeno fino a mercoledì. I pompieri continuano a lavorare senza sosta e si preparano alla “crescita esplosiva” delle fiamme, mentre è salito ad almeno 24 morti il bilancio dei roghi dei giorni scorsi. Un numero che è destinato ad aumentare secondo le autorità.
Secondo i dati forniti dal Dipartimento di medicina legale della contea di Los Angeles, 16 morti sono riconducibili all’incendio nell’area di Pasadena, gli altri 8 a quello di Palisades. I due incendi, identificati come Eaton Fire e Palisades Fire, secondo gli ultimi aggiornamenti sono contenuti al 27% e al 13%. Il bilancio è ancora provvisorio: i servizi d’emergenza non possono ancora accedere a quartieri ridotti in cenere dalle fiamme.
Nuovo allarme – In tutta la California meridionale, è in corso un persistente e violento evento eolico di Santa Ana e rimangono in vigore avvisi di allerta fino a mercoledì. L’allerme riguarda anche gli incendi di Palisades, Hurst ed Eaton.
Secondo le previsioni meteo, i venti si uniranno all’aria molto secca e alla siccità. Esiste la possibilità che il centro di previsione emetta per domani condizioni meteorologiche per incendi “estremamente critiche“, il livello più alto, per alcune parti della contea di Ventura.
Nel quadro attuale, gli ordini di evacuazione riguardano 105.000 persone, mentre gli edifici e le strutture distrutti sono circa 12.000. Oltre 47mila clienti del settore energetico sono ancora senza elettricità, rende noto il sito di monitoraggio PowerOutage.us spiegando che più di 32mila interruzioni sono state registrate nella sola contea di Los Angeles.
Uno degli incendi causato da guasto elettrico – Secondo il Los Angeles Times , le autorità stanno indagando su una torre di trasmissione elettrica nell’Eaton Canyon, che potrebbe essere il luogo di origine dell’incendio di Eaton. Il sito è stato isolato dai media e dai vigili del fuoco e l’accesso è consentito solo agli investigatori, ha riferito il Times. “Nessuno può salire lassù, a parte gli investigatori“, ha detto al Los Angeles Times Wayne Howerton, un investigatore del California Department of Fire and Forestry Protection. “Al momento è in corso un’indagine“.
In una dichiarazione pubblicata ieri, la Southern California Edison ha affermato che un controllo dei circuiti e delle linee di trasmissione nell’area di Eaton Canyon ha dimostrato che era improbabile che le sue apparecchiature elettriche avessero causato l’incendio. “Quest’analisi non mostra interruzioni o anomalie operative/elettriche nelle 12 ore precedenti l’orario di inizio segnalato dell’incendio fino a più di un’ora dopo l’orario di inizio segnalato dell’incendio“, ha affermato la società di servizi. Nel frattempo, la Cal Fire ha dichiarato che la causa dell’incendio di Eaton è sotto inchiesta .
Ucraina pronta a inviare vigili del fuoco in California – Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha incaricato il capo del Ministero degli affari interni Ihor Klymenko e i diplomatici approntare un piano di aiuti che prevede l’invio di vigili del fuoco ucraini nella lotta agli incendi in California. “Oggi ho incaricato il ministro degli Interni ucraino e i nostri diplomatici di preparare la possibilità della partecipazione dei nostri soccorritori alla lotta contro gli incendi in California“, ha detto Zelensky in un videomessaggio serale, sottolineando che la situazione è molto difficile e che gli ucraini possono aiutare gli americani a “proteggere le loro vite. Abbiamo offerto il nostro aiuto alla parte americana. 150 dei nostri vigili del fuoco sono già addestrati“.
I vigili del fuoco hanno contenuto all’11% il rogo a Palisades, ma la situazione rimane drammatica. Il bilancio delle vittime è salito a 16, mentre il forte vento minaccia di spostare le fiamme verso l’entroterra
I vigili del fuoco in azione a Los Angeles (Foto LaPresse)
Le fiamme continuano a bruciare a Los Angeles, in California (Stati Uniti), dove il bilancio delle vittime è salito a 16. I vigili del fuoco sono a lavoro per domare gli incendi che da giorni stanno devastando la contea, mentre forti raffiche di vento minacciano i progressi fatti finora dai soccorritori, spostando le fiamme verso l’entroterra. Migliaia gli edifici e le case distrutte dal fuoco e, come se non bastasse, i residenti devono affrontare anche l’arrivo degli sciacalli, in azione per saccheggiare quello che rimane tra le macerie.
Incendi a Los Angeles, c’è l’incognita vento – La situazione, come spiega la Cnn, è drammatica. L’incendio sulla costa di Palisades è stato contenuto “almeno per l’11%“, ma ora – a causa di forti raffiche di vento -” si sta spostando nell’entroterra verso Brentwood e altre comunità vicine al Getty Center e all’UCLA. Più di 100mila residenti restano intanto sotto ordine di evacuazione, questo perché l’incendio di Eaton ad Altadena e altri incendi nella contea continuano a bruciare. Il bilancio delle vittime degli incendi di Eaton e Palisades è intanto salito a 16, ha spiegato ieri il medico legale della contea di Los Angeles. Secondo i registri dell’ufficio, cinque delle morti sembrano essere dovute all’incendio di Palisades e 11 all’incendio di Eaton. Dei 16 casi segnalati dal medico legale, 10 riguardano resti umani confermati.
Sciacalli in azione tra le macerie – Ad aggiungere dolore su dolore, arriva anche la piaga degli sciacalli in azione tra le macerie. Secondo il capitano Mike Lorenz del dipartimento di polizia di Los Angeles, infatti, gli agenti stanno individuando saccheggiatori nelle aree di evacuazione obbligatoria, con sette arresti effettuati solo negli ultimi due giorni. “Il saccheggio è un problema, il numero degli arresti è in continua crescita“, ha detto, parlando ieri a un incontro della comunità di Palisades: “Stiamo catturando i saccheggiatori all’interno della zona, ma stiamo proteggendo l’area sempre meglio ogni singolo giorno – ha aggiunto -. Abbiamo anche arrestato due persone che in realtà si spacciavano per vigili del fuoco mentre entravano e uscivano dalle case“. Alcuni residenti che sono dovuti fuggire hanno assunto guardie di sicurezza private per proteggere ciò che restava delle loro case, ha poi detto Lorenz, spiegando che quelle guardie sono ora controllate e sorvegliate da vicino dalla polizia di Los Angeles. Resta intanto in vigore il coprifuoco in tutte le zone di evacuazione obbligatoria, inteso a proteggere la proprietà e prevenire furti con scasso o saccheggi, spiegano le autorità. I trasgressori del coprifuoco saranno soggetti all’arresto e la condanna potrebbe comportare una multa fino a 1000 dollari o il carcere.
I ricchi assoldano “pompieri privati” – Mentre le fiamme continuano a bruciare, c’è chi ha iniziato ad assoldare compagnie private di vigili del fuoco. Si tratta di cittadini più che benestanti che si possono permettere di pagare contractor per cercare di salvare la propria casa. In periodi normali il costo di un servizio del genere si aggira attorno ai 1.000 dollari ma durante un’emergenza così grave si possono pagare fino a 5.000 dollari. Per molti nel ricco quartiere di Pacific Palisades, dove infuria l’incendio più grande, questo è un piccolo prezzo da pagare per proteggere ville che costano milioni di dollari. E c’è anche chi si è offerto di pagare fino a 100.000 dollari per essere messo in cima alla lista. Per non parlare degli idranti privati che si possono installare ma il cui costo si aggira attorno a100.000 dollari più una tassa da 35.000 dollari da pagare all’azienda idrica per avere l’accesso all’acqua.
Los Angeles devastata dagli incendi
incendi in California – Foto Ap Jae C. Hong LaPresse
incendi in California – Foto Ap Ethan Swope LaPresse
incendi in California – Foto Ap Ethan Swope LaPresse 3
incendi in California – Foto Ap John Locher – LaPresse
incendi in California – Foto Ap John Locher LaPresse2
l rogo nella notte in un’azienda di Rho. Tre operai in ospedale
L’intervento dei pompieri
Lo scoppio e le fiamme. Incendio nella notte tra giovedì e venerdì in un’azienda di Rho, la “Itelyum”, specializzata nel confezionamento di solventi chimici. Pochi attimi prima delle due, per cause ancora in corso di accertamento, un rogo si è sviluppato all’interno del capannone della ditta, al civico 12 di via Sesia. Stando alle prime informazioni finora apprese, le fiamme sarebbero divampate dopo l’esplosione di un fusto che gli operai stavano riempendo.
Sul posto sono arrivati sette mezzi dei vigili del fuoco, che hanno lavorato fino all’alba per domare l’incendio. Intervenuti anche gli esperti del nucleo “Nbcr” per valutare eventuali contaminazioni. Tre gli operai finiti in ospedale: un 32enne italiano trasportato al pronto soccorso del Niguarda e due peruviani di 35 e 49 anni, entrambi accompagnati all’ospedale di Rho. I tre hanno riportato ustioni e ferite al volto e hanno inalato i fumi causati dallo scoppio, ma fortunatamente non sono in pericolo di vita.
L’area, dopo essere stata bonificata e messa in sicurezza, è stata posta sotto sequestro dall’Ats. Sono in corso le indagini per stabilire le cause dell’incidente.
Esplosione e incendio in un’azienda di Rho, l’intervento dei pompieri
Circa 180.000 persone restano sotto ordine di evacuazione. Gli edifici distrutti o danneggiati sono migliaia
Devastazione a Los Angeles dopo gli incendi – Afp
Gli incendi continuano a devastare la periferia di Los Angeles, sovrastata da un acre fumo biancastro: restano fuori controllo i principali roghi nella megalopoli californiana, che registra ormai almeno dieci morti e dove saranno dispiegati rinforzi militari.
Nel nord-ovest della seconda città degli Stati Uniti, ieri sera non è ancora stato possibile contenere le fiamme che divorano il lussuoso quartiere di Pacific Palisades, con le ville di multimilionari e celebrità, situato tra Malibu e Santa Monica. E questo, nonostante l’aiuto degli elicotteri che possono scaricare acqua sui roghi, grazie ad una temporanea tregua dei venti che hanno alimentato le fiamme. Circa 180.000 persone restano sotto ordine di evacuazione. Gli edifici distrutti o danneggiati sono migliaia e il bilancio è salito ad almeno dieci morti, hanno annunciato ieri sera le autorità.
Durante l’ultima visita della sua presidenza, Biden avrebbe dovuto incontrare la premier Meloni, il presidente Mattarella e Papa Francesco, ma ha deciso di restare negli Usa per seguire da vicino l’emergenza incendi in California
Persone in fuga a Los Angeles (LaPresse)
Hollywood evacuata: sono immaginiapocalittiche quelle che arrivano da Los Angeles, dove si contano centinaia di migliaia di persone sfollate, decine di feriti, almeno 5 morti. L’inferno di fuoco che continua a devastare in particolare l‘area di Altadena ha già divorato 6mila ettari di terreno, spingendo a dichiarare lo stato di calamità naturale in California. E, mentre Trump accusa il governatore Gavin Newsom, il presidente uscenteJoe Bidenha deciso di cancellare la sua visita in Italia prevista per oggi, 9 gennaio.
Emergenza incendi: Biden annulla l’incontro con Meloni – Durante l’ultimo viaggio della sua presidenza, Biden avrebbe dovuto incontrare la premier Meloni, il presidente Mattarella e Papa Francesco, ma dopo aver visitato Los Angeles, il presidente “ha deciso di cancellare il suo prossimo viaggio in Italia per concentrarsi sulla gestione dell’emergenza incendi“, fanno sapere dalla Casa Bianca.
“Ho approvato la richiesta del governatore Newsom di dichiarare lo stato di calamità e ho ordinato l’assistenza federale per integrare gli sforzi di risposta nelle aree colpite dagli incendi, garantendo alle comunità colpite e ai sopravvissuti un accesso immediato ai fondi e alle risorse“, scrive Biden su X, ribadendo tutto il proprio sostegno.
Nel frattempo, si apprende che SpaceX (azienda spaziale di proprietà di Elon Musk) fornirà collegamenti Starlink gratuiti alle aree di Los Angeles colpite dagli incendi. Nell’area di Los Angeles sono circa 7.500 i vigili del fuoco impegnati a domare le fiamme. Lo fa sapere il governatore Newsom su X, dove ha anche risposto agli attacchi di Trump, accusando di “politicizzare il dramma“.
Il tycoon lo aveva definito un “incompetente“, menzionando misure dello stato per proteggere le specie in via di estinzione che limitano la quantità di acqua che viene spostata dal nord al sud della California. “Una delle parti migliori e più belle degli Stati Uniti d’America sta bruciando fino alle fondamenta. È solo cenere e Newsom dovrebbe dimettersi. È tutta colpa sua!“, rilancia ora Trump su Truth.
Mercoledì 08 gennaio 2025
“Tutti i residenti di Los Angeles sono in pericolo”: l’iconica città dei divi brucia tra le fiamme fuori controllo
Il bilancio provvisorio è di almeno due vittime, ma il numero potrebbe purtroppo aumentare, mentre tutta la città simbolo della California è a rischio
Sono ore drammatiche per Los Angeles e per la California. Forti incendi sono scoppiati infatti, nel corso delle scorse ore, in più punti della “Città degli Angeli“, provocando finora due vittime e l’evacuazione di circa 80mila persone.
“Gli incendi crescono e sono non li stiamo contenendo. Tutti gli abitanti della contea sono in pericolo” ha detto in conferenza stampa il capo dei vigili del fuoco della Contea di Los Angeles, Anthony C. Marrone, sottolineando che secondo il servizio meteorologico nazionale i forti venti che interessano la regione continueranno nelle prossime ore. E guardando i punti della città dove i roghi si stanno sviluppando non sarà facile.
Da Nord a est i roghi che minacciano la città – A minacciare la città ci sono più roghi. Oltre a quello scoppiato ieri, martedì 7 gennaio, a Palisades, tra Santa Monica e Malibu, dove vivono anche molte star di Hollywood e che ha già bruciato oltre 1200 ettari di terreno, un altro, molto insidioso, si è sviluppato nella parte orientale della città, nella zona di Altadena, vicino Pasadena. L’incendio, scoppiato anch’esso nella giornata di ieri, ha già bruciato quasi 900 ettari e ha costretto a evacuare anche il Jet Propulsion laboratory, il prestigioso centro di ricerca della Nasa.
La mappa degli incendi dei vigili del fuoco della contea di Los Angeles
Come si intuisce, a essere a rischio è tutta la parte nord ovest della città, ma i forti venti stanno diffondendo le fiamme e alimentando focolai anche molto lontano. Ed è la dinamica che preoccupa maggiormente i vigili del fuoco.
Più di mille uomini impegnati per salvare vite umane – Più di 1.400 vigili del fuoco sono stati inviati a domare gli incendi a Los Angeles, ha affermato su X il governatore della California, Gavin Newsom. Secondo le autorità, non c’è alcuna possibilità che la fiamme possano essere domate entro stasera, poiché i vigili del fuoco sono concentrati piuttosto sul salvataggio di vite umane.
Le autorità di los Angeles chiedono a tutti di usare in maniera parsimoniosa l’acqua nelle case per non ostacolare il lavoro di contenimento degli incendi che hanno già bruciato più di mille case, negozi e ristoranti a ovest della metropoli californiana. I serbatoi che forniscono acqua all’agiato quartiere dei vip affacciato sull’Oceano, vicino Santa Monica, sono rimasti a secco: “Abbiamo tre serbatoi da circa un milione di galloni ciascuno (4 milioni di litri)“, ha dichiarato ai giornalisti Janisse Quinones, direttore del dipartimento per acqua ed energia di Los Angeles. “L’acqua nel primo serbatoio è finita verso le 16:45 di ieri, nel secondo verso le 20:30 e nel terzo verso le 3 di notte“, ha detto il funzionario, aggiungendo che emetterà per alcune aree della città l’ordine di bollire l’acqua del rubinetto prima di usarla “per la presenza di polvere e cenere nel sistema idrico“.
Incendi a Los Angeles – foto Ap LaPresse 5 – Foto da: Los Angeles in ginocchio per gli incendi
L’attacco di Trump al governatore dem – Ma, nel dramma c’è spazio anche per il botta e risposta politico. “Chiederò che questo incompetente governatore permetta ad acque pulite e limpide di scorre in California! È sua la colpa di tutto questo, e così non c’e’ acqua per gli idranti o per i Canadair, un vero disastro“. Così Donald Trump ha attaccato Gavin Newsom, governatore democratico della California, imputando a lui la responsabilità degli incendi “virtualmente apocalittici” nell’area di Los Angeles.
Il presidente eletto ha puntato il dito contro le misure dello stato per proteggere le specie in via di estinzione che limitano la quantità di acqua che viene spostata dal nord al sud della California. Immediata la replica del democratico: “Il mio messaggio alla prossima amministrazione è io non sono qui a fare giochi politici, per favore non fate giochi politici. C’è un tempo e un luogo per farli, questi sono momenti preziosi per le evacuare le persone a rischio, non abbiamo tempo per queste scempiaggini“.
The footage of the fire ripping through the Pacific Palisades neighbourhood of west Los Angeles is extraordinary. Watch ↓. 🇺🇸 🔥 pic.twitter.com/hzWhv7lytP
È scattato l’ordine di evacuazione per 40mila residenti ed è stato dichiarato lo stato di emergenza. Il rogo minaccia anche il Getty Villa Museum
Decine di migliaia di persone in fuga, edifici circondati dalle fiamme, vegetazione distrutta. Sono ore terribili per Los Angeles, in piena emergenza incendi. Le immagini che rimbalzano tra media e social network sono apocalittiche. È scattato l’ordine di evacuazione per 40mila residenti ed è stato dichiarato lo stato di emergenza.
View from the sky above LA. Pacific Palisades and Malibu engulfed in flames. Absolutely Horrific. pic.twitter.com/Q5O8XgEHng
Il fuoco minaccia le ville delle star di Hollywood – Il fuoco è divampato sulle colline sopra Los Angeles, alimentato da forti venti. L’area devastata è quella chiamata Pacific Palisades, che confina con le montagne di Santa Monica a nord-ovest della città. Si tratta di una zona tra le più ricche, con ville multimilionarie costruite nel mezzo di ripidi canyon. Anche l’attore James Woods ha documentato sui social, con un video, quanto sta accadendo. Nel video si vede la terrazza esterna della sua villa in fiamme.
Fiamme lambiscono il Getty Museum – Il rogo minaccia anche il Getty Villa Museum, ospitato in un edificio strutturato come un’antica villa romana, che contiene oltre 44.000 opere di arte antica. Katherine E. Fleming, presidente e ceo del J. Paul Getty Trust, che gestisce il museo ha dichiarato che “il personale e la collezione sono rimasti al sicuro. Fortunatamente, Getty ha compiuto grandi sforzi per ripulire la zona circostante dalla vegetazione – ha aggiunto – come parte dei suoi sforzi di mitigazione degli incendi durante tutto l’anno. Alcuni alberi e vegetazione in loco sono bruciati, ma il personale e la collezione sono rimasti al sicuro. Ulteriori misure di prevenzione degli incendi in atto presso la Villa includono lo stoccaggio dell’acqua in loco. L’irrigazione è stata immediatamente distribuita in tutto il terreno martedì mattina. Le gallerie del museo e gli archivi della biblioteca sono stati sigillati dal fumo tramite sistemi di trattamento dell’aria all’avanguardia. La costruzione a doppia parete delle gallerie fornisce anche una protezione significativa per le collezioni“.
Alcune scuole di Los Angeles hanno deciso di chiudere e le lezioni si spostano online. A Pasadena il centro per gli anziani è stato evacuato dato che le fiamme sono arrivate a un isolato dalla struttura: un centinaio di utenti, molti in sedia a rotelle, sono stati portati via dagli operatori.
The #PalisadesFire is absolutely exploding in West LA and is quickly moving toward homes in Pacific Palisades. The images just continue to get worse. Sadly, the weather for Wednesday calls for even worse winds gusting 60-90 MPH in the Santa Ana Mountains.
I numeri del disastro sono tutti in un post su X del Los Angeles County Fire Department: “2921 acri, 0% di contenimento”. “Il comportamento estremo dell’incendio – si legge – con macchie a breve e lungo raggio, continua a mettere a dura prova gli sforzi antincendio del Palisades Fire“.
L’amministrazione Biden ha garantito risorse federali e approvato aiuti di emergenza. “Vengo informato frequentemente sugli incendi nella zona ovest di Los Angeles. Io e il mio team siamo in contatto con i funzionari statali e locali e abbiamo offerto tutta l’assistenza federale necessaria per contenere i terribili incendi nelle Pacific Palisades“, ha dichiarato Biden in un comunicato.
The footage of the fire ripping through the Pacific Palisades neighbourhood of west Los Angeles is extraordinary. Watch ↓. 🇺🇸 🔥 pic.twitter.com/hzWhv7lytP
Si è sviluppato vicino a un ricco quartiere residenziale ai piedi di una zona boschiva e si è esteso molto rapidamente per via del vento: migliaia di persone sono state evacuate
A Los Angeles, in California, si è sviluppato un grosso incendio che si è esteso molto rapidamente nel giro di poche ore, e per cui sono evacuate migliaia di persone in varie zone residenziali: al momento non ci sono notizie di persone morte.
L’incendio è divampato nella mattinata di martedì (ora locale) a Pacific Palisades, un ricco quartiere residenziale nella parte settentrionale della città, tra le montagne di Santa Monica e la zona costiera.
È iniziato vicino al Topanga State Park, una zona boschiva vicina alle montagne, e si è diffuso in maniera estramamente rapida per via dei venti molto forti in quel punto, che hanno raggiunto i 160 chilometri orari, combinati con un livello di umidità molto basso.
Si sono formati ingorghi di traffico per via delle molte persone che stanno cercando di lasciare quell’area ed è stata interrotta la corrente a migliaia di persone e in diverse contee, per limitare ulteriori estensioni dell’incendio. Sul posto ci sono centinaia di vigili del fuoco che cercano di riprendere il controllo della situazione.
Il rogo alle 6.30 di venerdì mattina in un capannone di un’azienda edile in viale Sarca
Incendio venerdì mattina in viale Sarca a Milano. L’allarme è scattato pochi attimi prima delle 6.30, quando un rogo è divampato nel magazzino di un’azienda edile che si trova al civico 366, a poche decine di metri dal confine con Sesto San Giovanni.
Sul posto sono immediatamente intervenute otto squadre di vigili del fuoco, ora al lavoro per domare le fiamme. Nel capannone andato a fuoco, stando alle prime informazioni, ci sarebbero materiali e macchinari edili, ma anche bombole di gas e solventi. La struttura, grande circa 2mila metri quadrati, è piena di fumo, il che rende più complicate le operazioni dei pompieri.
Al momento non si registrano feriti, ma è presente anche un equipaggio del 118 a scopo precauzionale. A dare l’allarme è stato un dipendente della ditta, che arrivando al lavoro ha visto il magazzino in fiamme.
Incendio in un centro commerciale in Corea del Sud, intervengono i pompieri
Si tratta di in un edificio commerciale e residenziale nella città sudcoreana di Seongnam, a sud di Seul
Centinaia di persone sono state salvate o evacuate dopo che un incendio è scoppiato in un grande edificio commerciale nella città sudcoreana di Seongnam. Più di 260 vigili del fuoco e 80 veicoli sono stati inviati sul luogo dell’incendio, che è stato spento circa un’ora e mezza dopo la prima segnalazione intorno alle 16.30 (le 8.30 in Italia).
I soccorritori hanno finora tratto in salvo 240 persone, mentre altre 70 sono riuscite a uscire dall’edificio di otto piani senza aiuto. Circa 28 persone hanno riportato ferite leggere, tra cui alcune rimaste intossicate dal fumo. I soccorritori hanno perlustrato il sito e hanno accertato che non ci sono state vittime.
È successo in via Baldinucci a Milano (zona Dergano) nel pomeriggio di lunedì
Un appartamento al terzo piano di un palazzo al civico 100 di via Baldinucci a Milano (zona Dergano) è stato avvolto e devastato dalle fiamme nel pomeriggio di lunedì 16 dicembre. Il rogo è stato domato dai vigili del fuoco e fortunatamente non si registrano feriti.
Incendio Baldinucci (foto Pagliarini)
Tutto è successo intorno alle 14.20, come riferito da via Messina. Ancora da accertare le cause che hanno fatto scoppiare il rogo, sul caso sono in corso accertamenti; secondo quanto appreso quando sono divampate le lingue di fuoco il proprietario dell’appartamento era fuori casa. Sul posto sono intervenute cinque squadre del comando di via Messina che hanno evacuato lo stabile e spento le fiamme.
I fumi provocati dalla combustione hanno raggiunto rapidamente i piani superiori ed in particolare al quinto dove due persone si erano rifugiate su un terrazzino e poco dopo recuperate dai soccorritori. Sono comunque in buone condizioni. Le strade attorno a via Baldinucci dalle fiamme sono state chiuse dalla polizia locale.
Lunedì 16 dicembre 2024
La fuga di gas e poi l’esplosione nella villetta: morte nonna e nipote
È successo ad Aprilia, in provincia di Latina. Ferito gravemente un uomo, il nonno della ragazzina
Un boato e poi una colonna di fumo. Esplosa una villetta ad Aprilia probabilmente per una fuga di gas. Nell’incidente sono morte due persone, una donna e una ragazzina di 13 anni, nonna e nipote. Ferito gravemente un uomo, il nonno della ragazzina, estratto dalle macerie e trasportato d’urgenza in ospedale. Una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità in provincia di Latina.
Dalle prime informazioni sembra che lo scoppio, avvenuto attorno alle 17.30, sia stato causato da una bombola di gpl posta all’esterno della casa, probabilmente utilizzata per il riscaldamento dell’abitazione. Ma si tratta solo di ipotesi.
Esplosione villetta Aprilia – Foto vigili del fuoco
La deflagrazione ha provocato il crollo parziale dell’edificio e un successivo incendio, poi spento dai vigili del fuoco. Sul posto ambulanze, carabinieri e vigili del fuoco per escludere la presenza di altre persone e chiarire l’esatta dinamica di quello che sembra essere un tragico incidente.
L’incidente avvenuto nello stabilimento in provincia di Firenze: allertati tutti gli ospedali della zona. Il Comune: “Non avvicinatevi all’area dell’esplosione, chiudete porte e finestre”. Stop ai treni, chiusa l’uscita dell’A1
Una violenta esplosione si è verificata in una raffineria di Calenzano, in provincia di Firenze. Il forte boato, sentito in tutta la zona, poco dopo le 10 di oggi, lunedì 9 dicembre: una fitta colonna di fumo si è alzata sopra lo stabilimento ed è visibile anche dai comuni vicini. Il bilancio, ancora in evoluzione, è di due morti,nove feriti e tre dispersi.
Esplosione a Calenzano: (Firenze): il boato, poi la nube di fumo – L’allarme è scattato intorno alle 10:20, con il numero di emergenza che è stato tempestato di chiamate da parte dei cittadini allarmati. Da quanto si apprende dai vigili del fuoco, l’esplosione sarebbe avvenuta nel deposito Eni in via Gattinella e avrebbe provocato nelle vicinanze la rottura dei vetri di alcuni edifici industriali. La zona interessata sarebbe quella definita punto di carico dove le autobotti effettuano il rifornimento di carburante. Sul posto, come confermato dal presidente della Toscana Giani, sono intervenuti i sanitari, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine: “Allertati tutti gli ospedali e pronto soccorso del territorio a seguito dell’esplosione avvenuta nello stabilimento Eni a Calenzano“. Il primo bilancio è di un morto e sette feriti, come confermato dal governatore sui social: “Al momento la situazione dei feriti trasportati nei nostri ospedali, in continua evoluzione: 2 codici verdi a Careggi, 1 codice rosso ustionato a Careggi, 1 codice giallo per trauma cranico a Careggi, 1 codice rosso al Centro Grandi Ustioni di Pisa, 2 codici gialli all’ospedale di Prato“.
“Eni conferma che questa mattina è divampato un incendio presso il deposito di carburanti a Calenzano (Firenze)– si legge in una nota – e che i Vigili del Fuoco stanno operando per domare le fiamme che sono confinate alla zona pensiline di carico e non interessano in alcun modo il parco serbatoi. Sono in corso di immediata verifica gli impatti e le cause“. Dopo il forte boato si è subito levata una nuvola di fumo altissima sulla città. Anche l’aeroporto di Peretola è stato sovrastato da una densissima nuvola di fumo nera. Intanto il policlinico di Careggi ha attivato il piano di massiccio afflusso, in caso di arrivo di numerosi feriti. Il piano, come si apprende dall’Aou, comporta il blocco dell’attività ordinaria dell’ospedale e spazi riservati al pronto soccorso.
“Non avvicinatevi all’area dell’esplosione, chiudete porte e finestre“
Anche il Comune di Calenzano ha pubblicato sui social un messaggio rivolto alla popolazione: “Si è verificata un’esplosione nell’area Eni nei pressi del campo sportivo (via del Pescinale). L’area dell’incidente è circoscritta. Al momento sono in corso le verifiche del caso. Invitiamo la popolazione a non avvicinarsi all’area interessata. Ai residenti in zona raccomandiamo di tenere chiuse porte e finestre e spegnere eventuali impianti di climatizzazione“.
Anche la sindaca di Firenze, Sara Funaro, sta seguendo la situazione in prima persona:” È avvenuta un’esplosione in un deposito a Calenzano (Firenze). La colonna di fumo è visibile anche dai comuni vicini. Sul posto il sistema regionale di emergenza sanitaria, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Monitoriamo la situazione insieme alla Città Metropolitana“.
Chiusa l’uscita dell’A1 – L’uscita di Calenzano dell’A1 è chiusa in entrambe le direzioni a causa dell’incendio che si è sviluppato nella raffineria. Autostrade sul proprio sito invita ad utilizzare i caselli di Scandicci o di Barberino del Mugello per uscire dall’A1. Anche la circolazione ferroviaria è sospesa sulle linee convenzionale Firenze-Bologna e Firenze-Prato-Pistoia per l’intervento dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’Ordine a seguito dell’esplosione avvenuta al di fuori della sede ferroviaria in località Calenzano. Lo rende noto il sito Infomobilità di Rfi: i treni subiranno limitazioni e cancellazioni.
Le fiamme si sono sviluppate al nastro trasportatore del secondo sporgente portuale. Non ci sono feriti. Paura in città, numerose segnalazioni dai quartieri Tamburi e Borgo. «Aria irrespirabile»
Un incendio si è sviluppato nella serata del 16 novembreal nastro trasportatore del secondo sporgente portuale dello stabilimento ex Ilva di Taranto. Non si registrano feriti e la situazione, secondo fonti aziendali, è «sotto controllo».
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco aziendali e quelli esterni del comando provinciale. La situazione, affermano le stesse fonti, sarà più chiara dopo l’accesso all’area interessata dal rogo. Numerose le segnalazioni giunte ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine da parte di cittadini allarmati che hanno parlato di «aria irrespirabile». Un forte odore di gomma bruciata è stato avvertito in modo particolare al quartiere Tamburi e in zona Borgo.
Della vicenda si sta occupando anche l’Arpa Puglia, che sta verificando la natura delle emissioni. In un post su Facebook, l’assessore comunale all’Ambiente, Stefania Fornaro, ha confermato l’origine dell’incendio e ha riferito che l’amministrazione è in contatto con le autorità competenti. «Per precauzione – è l’invito rivolto ai cittadini – chiudete le finestre ed evitate di respirare quest’aria».
Il rogo divampato in corso Vittorio Emanuele angolo via Beccaria
Incendio in centro aMilano. Nel pomeriggio di oggi, venerdì 8 novembre, una densa nube di fumo nero si è alzata attorno alle guglie del Duomoa causa di un rogo divampato poco distante. L’incendio è scoppiato poco dopo le 15 in un parcheggio sotterraneo di Corso Vittorio Emanuele, angolo via Beccaria.
L’incendio in centro a Milano – Il rogo, stando alle prime informazioni, non sarebbe partito da auto in sosta in un parcheggio sotterraneo – come precedentemente riferito – ma da cavi elettrici posti sotto un’intercapedine delle cantine di un palazzo. È questa l’ipotesi che sta prendendo corpo.
Le immagini sui social – Si moltiplicano sui social network le segnalazioni dell’incendio in centro a Milano, con tante foto e video della densa nube di fumo.
Domato l’incendio – Domate dai vigili del fuoco le fiamme. Gli agenti sono ricorsi anche a getti di schiuma. Non vi sono state persone coinvolte ma l’incendio, che ha danneggiato dei cavi elettrici tesi dal Corso a via Beccaria, ha causato un temporaneo black out nella zona. Sono stati sgomebrati anche i negozi per il tempo necessario.
Un vasto incendio è divampato questa mattina all’interno di un capannone con deposito di materiali da imballaggio in zona Bellavista, nella zona industriale di Taranto. L’incendio ha generato una enorme nube nera, visibile anche a chilometri di distanza, che ha oscurato il cielo.
Non ci sarebbero feriti. Numerose le segnalazioni da parte di cittadini allarmati. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con diversi mezzi per domare le fiamme, oltre a polizia e carabinieri. Sono stati avviati accertamenti per chiarire le cause dell’incendio. Foto e video della nube nera sono virali sui social network. In corso anche controlli dell’Arpa per verificare la natura delle emissioni.
L’enorme colonna di fumo è visibile da chilometri di distanza. Nessun ferito, ma preoccupano i danni ambientali: “Tenete le finestre chiuse”
Un grosso incendio è divampato nella zona industriale di Scerne di Pineto, in provincia di Teramo, con un’enorme colonna di fumo visibile anche a chilometri di distanza. Stando alle prime informazioni le fiamme sarebbero partite dall’azienda di solventi “Kemipol“, all’interno della quale un muletto sarebbe esploso vicino alle vernici. Sul posto i vigili del fuoco. Dal rogo non risulterebbero feriti, ma preoccupano i possibili danni ambientali causati dalla combustione di prodotti chimici.
“L’Amministrazione comunale rende noto che, a seguito dell’incendio divampato nella zona industriale di Scerne di Pineto, visibile anche dalla Città di Roseto degli Abruzzi e dai comuni limitrofi a causa del fumo nero che si propaga nei cieli, il Sindaco Mario Nugnes è in contatto con il Sindaco di Pineto, la Prefettura e gli enti competenti per monitorare la situazione e adottare eventualmente le misure necessarie. Si invita la cittadinanza a seguire gli aggiornamenti ufficiali. Inoltre, si raccomanda alla popolazione di chiudere porte e finestre per limitare l’ingresso di fumo nelle abitazioni“. Il fuoco ha lambito alcune abitazioni e varie strade limitrofe all’area industriale sono state chiuse. Le esatte cause dell’incendio restano da essere accertate; intanto la polizia locale ha invitato i cittadini a rimanere in casa. Preoccupazione anche nella vicina Roseto degli Abruzzi, dove il Comune ha chiesto alla popolazione di tenere le finestre chiuse.
Pompieri a Sever do Vouga, una città nel nord del Portogallo, il 16 settembre (AP Photo/Bruno Fonseca)
In Portogallo almeno 7 personesono mortenegli incendi divampati lo scorso fine settimana e continuati lunedì e martedì nel nord e nel centro del paese. Secondo la Protezione civile portoghese al momento sono attivi 54 incendi boschivi: per spegnerli sono stati mobilitati 5.300 vigili del fuoco. Lunedì il governo si è rivolto alla Commissione Europea, ottenendo l’attivazione del Meccanismo di protezione civile dell’Unione, che consente ai paesi di chiedere aiuto in caso di emergenze: Italia, Spagna, Francia e Grecia hanno risposto inviando due canadair ciascuno, otto in tutto.
Oltre 50 persone sono state ferite, la maggioranza delle quali fra i vigili del fuoco: martedì tre di loro sono morti perché il loro veicolo era rimasto intrappolato tra le fiamme a Nelas, a 300 chilometri dalla capitale Lisbona. Gli incendi hanno causato la chiusura di due linee ferroviarie e di diverse autostrade, tra cui quella principale che collega Lisbona e Porto. Nel paese sono bruciati più di 620 chilometri quadrati di boschi e terreni: secondo le autorità potrebbero bruciarne altri 200 nelle prossime ore.
Negli ultimi giorni la poliziaha arrestatocinque persone, sospettate di aver appiccato gli incendi.Secondo il vice comandante della Protezione civile, Mário Silvestre, martedì «la situazione è più tranquilla, ma continua a essere preoccupante e complessa». Nel fine settimana le temperature avevano superato i 30 gradi e lunedì il forte vento ha facilitato la diffusione degli incendi, ma la situazione meteorologica dovrebbe miglioraremercoledì pomeriggio. Il governo terrà un Consiglio dei ministri straordinario.
Força, Portugal! 🇵🇹💪🇪🇸 El 43 Grupo vuelve a Portugal para ayudar a luchar contra el fuego que amenaza varias ciudades. Dos Canadair trabajaron durante la tarde de ayer en Sever do Vouga, y se han incorporado de nuevo a primera hora de esta mañana. ¡Seguimos luchando! ✈️💦🔥 pic.twitter.com/E2YfLAtmnU
Forza, Portogallo! Il Gruppo 43 torna in Portogallo per aiutare a combattere l’incendio che minaccia diverse città. Due Canadair hanno lavorato ieri pomeriggio a Sever do Vouga e si sono ricongiunti questa mattina presto. Continuiamo a combattere!
Dal tardo pomeiggio di oggi i vigili del fuoco stanno operando presso il pastificio Rana di San Giovanni Lupatoto (Verona) per un incendio divampato a causa dello scoppio di un gruppo frigo: nessuna persona è rimasta ferita. Le squadre dei vigili del fuoco arrivate da Caldiero e Verona con due autopompe, un’autobotte, l’autoscala, il carro Nbcr (Nucleare, Biologico, Chimico, Radiologico) e 16 operatori coadiuvati dal funzionario di guardia, sono riusciti a circoscrivere e spegnere le fiamme, evitando la propagazione dell’incendio ad altri reparti. Ancora in corso le operazioni dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza di una valvola di distribuzione d’ammoniaca danneggiata dallo scoppio.
CHINE NOUVELLE/SIPA / AGF – Bambini di una scuola in Kenya (foto di repertorio)
“Irriconoscibili” i corpi recuperati delle vittime. Decine di feriti, 16 sono gravissimi. Non si conoscono le cause del rogo
Almeno 17 studenti sono morti in un incendio che ha devastato il dormitorio della loro scuola nel Kenya centrale. “Ci sono 17 vittime in questo incidente e ci sono anche altri che sono stati portati in ospedale con ferite gravi“, ha detto il portavoce della polizia Resila Onyango.
L’incendio nella Hillside Endarasha Academy della contea di Nyeri è scoppiato intorno a mezzanotte, ha dichiarato la polizia, e le fiamme hanno subito avvolto il locale dove dormivano i bambini. La polizia non ha rilasciato l’età delle vittime. “I corpi recuperati sulla scena erano irriconoscibili“, ha detto un portavoce. Tra i feriti 16 sono gravi. “E’ probabile che vengano recuperati altri corpi una volta che la scena sarà completamente analizzata“, ha affermato la fonte. La causa dell’incendio è al momento sconosciuta, ma è stata avviata un’indagine.
In fiamme un capannone della ditta Mader, nella frazione di Tunes. Un’enorme colonna di fumo visibile da chilometri di distanza.
La Protezione civile chiede alla popolazione di chiudere porte e finestre
L’incendio visto dall’alto
Vasto incendio in un capannone della ditta Mader, società di costruzioni specializzata in impiantistica di vario tipo. A Tunes, frazione di Vipiteno in cui si trova un insediamento produttivo, la Mader ha la sua sede centrale. Le fiamme, a partire dalle 18.30, hanno avvolto un magazzino che si trova a fianco dell’edificio principale che ospita uffici e show-room e che è stato sottratto al propagarsi del rogo all’ultimo minuto.
Dal capannone si è levata un’enorme colonna di fumo visibile a grande distanza. I danni sono ingenti, il magazzino è a rischio crollo ma non ci sono feriti.
Circa 200 vigili del fuoco volontari da Vipiteno e da tutto il distretto sono stati impegnati nel tenere sotto controllo la situazione. Alcuni di loro resteranno a vegliare tutta la notte per evitare il riaccendersi di focolai.
La Protezione Civile raccomanda di tenere chiuse le finestre e le porte, di spegnere i sistemi di condizionamento e di ventilazione e di evitare di compiere attività all’aperto. Non ci sarebbero però pericoli da combustione di sostanze tossiche.
La popolazione è stata informata attraverso i messaggi di allerta lanciati, via radio e televisione, dall’Agenzia provinciale per la Protezione civile, si legge in una nota della Provincia.
L’incendio a Tunes (VIgili del fuoco volontari )La colonna di fumo ( VIgili del fuoco volontari )Il capannone della Mader in fiamme ( VIgili del fuoco volontari)
La colonna di fumo a Cinecittà – Fermo immagine da video di Andrea Caannizzaro su X
I feriti trasportati all’ospedale Sant’Eugenio. Sul posto Vigili del fuoco, protezione civile e 10 pattuglie della polizia municipale
Quattro ustionati gravi in un incendio scoppiato oggi, 21 agosto, a Roma intorno alle 15 nella zona di Cinecittà est, presso il ‘pratone‘ di Torre Spaccata. Sul posto, a seguito di una segnalazione di sterpaglie in fiamme, sono intervenuti in via Filomusi Guelfi i vigili del fuoco, la protezione civile, la polizia locale e la Polizia di Stato.
Sono rimasti ustionati un caposquadra dei vigili del fuoco e tre volontari della protezione civile durante le operazioni di spegnimento (ancora in corso), tutti trasportati all’ospedale Sant’Eugenio. Ancora da chiarire le cause del rogo.
La Polizia Locale di Roma Capitale con le pattuglie del VII Gruppo Tuscolano ha provveduto a mettere in sicurezza la zona operando le prime chiusure su viale Bruno Pelizzi, fornendo inoltre ausilio a Vigili del fuoco e Protezione Civile, impegnati nelle operazioni di spegnimento.
Data la rapida estensione dell’incendio, si è reso necessario l’intervento di ulteriori unità della Polizia Locale, anche dei gruppi limitrofi, per circoscrivere l’intera area e per i servizi di viabilità, con chiusure che attualmente interessano le strade della zona compresa fra viale Bruno Pelizzi, via di Torre Spaccata e via Rolando Vignali.
Il sindaco Gualtieri: “Incendio grave, solidarietà ai feriti” – “É in corso un grave incendio a Roma – conferma in una nota il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri – questa volta al pratone di Torre Spaccata. Sono in costante contatto con la Protezione Civile di Roma Capitale, con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e con la direzione dell’ospedale Sant’Eugenio. Qui sono ricoverati i quattro feriti, tre volontari della Protezione Civile e un Vigile del Fuoco, colpiti dalle fiamme, a cui vanno i miei auguri di pronta guarigione e il mio sincero ringraziamento per il grande lavoro che stanno svolgendo in queste ore difficili”
Sono stati mobilitati circa 100 pompieri e 15 autopompe
Un incendio è divampato nella famosa Somerset House di Londra sullo Strand, una casa nobiliare trasformata in museo e centro per eventi culturali. Le fiamme interessano parte del tetto. Lo hanno reso noto i servizi di emergenza, aggiungendo che sono stati mobilitati circa 100 pompieri e 15 autopompe.
LaGreciaè in fiamme, con decine e decine diincendiche i vigili del fuoco faticano a spegnere e nuvole dense di fumo misto a foschia si sono estese fino alla capitaleAtene. La protezione civile greca ha ordinato l’evacuazione di diverse località nella periferia nord-orientale della capitale, minacciate dal violento incendio iniziato domenica 11 agosto e in continua espansione. Si moltiplicano gli avvertimenti sulle condizioni meteorologiche estreme che dovrebbero proseguire per il resto della settimana.
L’evacuazione – Nella serata di domenica le autorità greche hanno ordinato l’evacuazione della storica citta di Maratona, 40 km a nord-est di Atene, che conta piu di 7.000 abitanti, e nella notte si sono aggiunte tutte le localita alla periferia nordorientale della capitale, minacciate da un violento rogo in espansione. «Incendio boschivo vicino a voi. Seguite le istruzioni delle autorita», ha scritto la protezione civile negli sms inviati a chiunque si trovi nella regione colpita, con indicazioni sulla direzione da prendere per le evacuazioni.
La situazione in Grecia – «Tutte le forze di protezione civile hanno combattuto una battaglia tutta la notte e, nonostante sforzi sovrumani, l’incendio continua a diffondersi molto rapidamente e si dirige verso Penteli», ha spiegato Vassilis Vathrakogiannis, portavoce dei vigili del fuoco. Sono stati dispiegati in totale 510 vigili del fuoco e 152 veicoli, e 29 aerei hanno sorvolato la zona dall’alba, ha aggiunto.
Domenica pomeriggio i vigili del fuoco sono riusciti a domare 33 dei 40 incendi scoppiati nelle 24 ore precedenti. Il ministro della Protezione civile greco ha avvertito sabato che meta del paese e ad alto rischio di incendi almeno fino al 15 agosto a causa delle alte temperature, delle raffiche di vento e della siccita. «Purtroppo l’intensita dei venti sara ancora notevole nelle prossime ore ed e assolutamente necessario che i cittadini della zona circostante seguano le istruzioni fornite dalle autorita», ha insistito Vathrakogiannis.
La Grecia e eccezionalmente vulnerabile agli incendi estivi, soprattutto dopo un inverno particolarmente secco. I mesi di giugno e luglio sono stati i piu caldi da quando si e iniziata la raccolta delle statistiche nel 1960. Secondo il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, l’aumento delle temperature sta portando a una stagione degli incendi piu lunga e ad un aumento dell’area bruciata dalle fiamme in tutto il mondo
Il fuoco si è propagato nella zone della Pisana, Magliana, Aurelia, nella periferia Sud-Ovest della Capitale: impegnati anche due elicotteri
Giornata infernale per Roma accerchiata tutto il giorno da incendi e devastazione. Il più grande quello che ha interessato la zona della Pisana, Magliana, Aurelia nella periferia Sud-Ovest della Capitale. Un maxi incendio che ha impegnato vigili del fuoco e protezione civile fin dalle prime ore del pomeriggio. Paura per alcuni residenti le cui case sono state lambite dalle fiamme. Il parco giochi acquatico è stato evacuato per l’aria irrespirabile e il fumo che ha invaso tutta l’area.
A causa dell’incendio sono state evacuate alcune abitazioni a via Rifredi. Il 118 ha installato un centro di assistenza nella zona per le persone che manifestavano segni di intossicazione da fumo. Proseguono tutt’ora e senza sosta le operazioni di spegnimento e bonifica dell’area interessata, che comprende diversi ettari, da parte dei Vigili del fuoco.
Secondo quanto si apprende, gli abitanti di palazzine limitrofe hanno lasciato gli appartamenti a causa del fumo. Il grande incendio si è sviluppato a pochi metri dal Grande Raccordo Anulare e il fumo ha invaso la carreggiata in entrambe le direzioni ed è visibile anche da altri quartieri. Le fiamme sono divampate nel prosieguo del pomeriggio e si sono propagate complice il vento caldo.
La sala operativa dei vigili del fuoco è stata severamente impegnata nelle operazioni di spegnimento e bonifica dell’area interessata. Diverse le squadre che sono state impegnante sul posto, con il supporto di diverse autobotti, assistite da moduli antincendio della Protezione civile, due Dos per la gestione dei lanci dall’alto di due elicotteri antincendio della Regione Lazio
L’incendio sviluppatosi a Roma nel pomeriggio sarebbe stato causato da un’auto data alle fiamme. Sulle cause del rogo indaga la polizia.
Il devastante rogo di ConeglianoL’Aumai market in fiamme
Allarme nel pomeriggio di oggi, 6 agosto, a Conegliano lungo viale Italia. E’ stata chiusa al traffico la circonvallazione. Quattro le persone leggermente intossicate trasportate in ospedale
L’intero edificio che ospita un bazar cinese, il market Aumai, all’altezza della rotatoria tra via Manin e viale Italia a Conegliano, è stato devastato da un incendio molto esteso che si è propagato all’interno stabile, invaso dal fumo e dalle fiamme che fuoriuscivano anche dalle finestre. Al lavoro ci sono quattro squadre dei vigili del fuoco di Conegliano, Pordenone e Vittorio Veneto, anche con l’autoscala. Impegnati anche i carabinieri e la polizia locale di Conegliano, costretta a deviare che il traffico lungo la Circonvallazione. Intervenuti anche i tecnici Arpav e il sindaco di Conegliano, Fabio Chies. Precauzionalmente, a causa della difficoltà dell’intervento, sono stati allontanati residenti e altre persone presenti. Fortunatamente non si registrano feriti ma solo quattro persone che sono rimaste leggermente intossicate.
Il Comune ha ordinato ai residenti di tenere le finestre chiuse, visto che l’aria resta irrespirabile.