Il terzino del Manchester City è stato sorpreso a casa sua con un amico e due prostitute, in violazione delle misure legate all’emergenza Covid-19
MANCHESTER, 05 aprile 2020 – Interrompe la quarantena per organizzare un festino con un amico e due prostitute. A finire nei guai, secondo quanto riporta il tabloid ‘The Sun’, è il terzino del Manchester City Kyle Walker. Il giocatore della squadra allenata da Guardiola ha subito chiesto scusa per il suo atteggiamento irresponsabile (“Essere un calciatore professionista fa sì che io abbia delle responsabilità e che debba essere da esempio per gli altri. Ho deluso tutti“) ma questo non basterà ad evitargli una multa salata per non aver rispettato le misure legate all’emergenza coronavirus. E pensare che Walker qualche giorno prima, attraverso i social, aveva invitato tutti a rimanere a casa. In realtà il difensore inglese non è nuovo a comportamenti simili, visto che a fine marzo era stato intercettato con altri calciatori (Dele Alli, Riyad Mahrez, James Maddison, Ben Chilwell) in vari pub di Londra in piena pandemia.
La Gran Bretagna e il mondo “sapranno prevalere” sulla minaccia del coronavirus. Ne è convinta Elisabetta II nel suo messaggio straordinario al Regno Unito e al Commonwealth sulla pandemia in atto. “Prevarremo – ha detto la regina – e la vittoria apparterrà a ciascuno di noi. Dobbiamo confortarci pensando, mentre abbiano ancora di che sopportare, che giorni migliori torneranno: che saremo di nuovo con i nostri amici, saremo di nuovo con le nostre famiglie e ci incontreremo ancora”. “Stiamo affrontando insieme questa malattia – ha aggiunto – e voglio assicurarvi che, se resteremo uniti e determinati, vinceremo noi” continua a leggere
Coronavirus, il discorso della regina Elisabetta II: “Se resteremo uniti e determinati, vinceremo”
Da Nyon arriva una secca smentita sulla possibile deadline: ”Non corrisponde alla verità. Il presidente Ceferin è stato molto chiaro nel non voler porre una data limite per il termine delle competizioni”
NYON, 05 aprile 2020 – La Champions League deve terminare il 3 agosto. Anzi no.La Uefa fa marcia indietro, o meglio smentisce categoricamente quanto circolato nelle ultime ore dopo l’intervista del presidente Aleksander Ceferin all’emittente tedesca Zdf: “È stata riportata – si legge nella nota dell’organizzazione europea – una frase di Ceferin, che avrebbe fissato nel 3 agosto il limite per terminare l’edizione 2019-20 della Champions League. Non corrisponde alla verità. Il presidente è stato molto chiaro nel non voler porre una data limite per la fine della stagione”.
“Priorità è salute” – Insomma, da Nyon si fa maggiore chiarezza: “La Uefa sta attualmente analizzando tutte le opzioni per completare le stagioni nazionali ed europee con l’Eca e la European Leagues nel gruppo di lavoro istituito il 17 marzo. La priorità principale di tutti i membri del gruppo di lavoro è preservare la salute pubblica. A seguito di ciò, l’obiettivo è quello di trovare soluzioni sul calendario per completare tutte le competizioni. Attualmente, sono al vaglio opzioni per giocare partite a luglio e ad agosto, se necessario, a seconda delle date di ripresa e dell’autorizzazione delle autorità nazionali”. continua a leggere
Le fiamme si sono propagate sabato mattina nella zona di esclusione attorno alla centrale nucleare provocando un picco di emissioni radioattive. Lo denuncia il capo del servizio di ispezione ecologica
KIEV, 05 aprile 2020 – “Ci sono brutte notizie. Le radiazioni sono al di sopra della norma nel luogo dell’incendio. Come vedete nel video, gli indicatori segnano 0,14 e 2,3”. Lo scrive su Facebook, postando un video della misurazione, Egor Firsov, capo del servizio di ispezione ecologica.
Un incendio si è propagato sabato mattina nella zona di esclusione attorno alla centrale nucleare disastrata di Chernobyl, in Ucraina. È altamente probabile che sia di origine dolosa, come quello di due anni fa. Nel 2018 le autorità tranquillizzarono la popolazione e l’opinione pubblica dichiarando che non c’era alcun pericolo. Ma questa volta sembra che la radioattività sia aumentata. La denuncia arriva da Firsov, che ha accompagnato il suo messaggio con un filmato che mostra un contatore Geiger con un livello di radioattività 16 volte superiore al normale. continua a leggere
L’ordinanza impone di usare mascherine o «protezioni per naso e bocca, come foulard o sciarpe» per chiunque esca di casa. L’obbligo in vigore da domenica al 13 aprile
In Lombardia si dovrà andare in giro, a partire da domenica 5 aprile, indossando la mascherina o comunque con una protezione su naso e bocca «per proteggere sé stessi e gli altri». È quanto prevede la nuova ordinanza del governatore Attilio Fontana .
L’obbligo resterà in vigore almeno fino al prossimo 13 aprile.
Centinaia di marinai contagiati in Vietnam. Due settimane almeno per disinfettare. Rimosso il capitano Crozier, autore di un drammatico messaggio: lasciatemeli salvare
Stati Uniti, 02 aprile 2020 – Da Nang, Vietnam. È in questo porto che inizia l’odissea della Roosevelt. Durante la guerra è stato uno degli snodi principali delle forze Usa ed un simbolo. Un conflitto che ha lasciato segni profondi, ma che i due ex nemici hanno cercato di lasciarsi alle spalle in nome di un nuovo rapporto. Così il 5 marzo la portaerei ha gettato l’ancora nello scalo per le celebrazioni del 25 anniversario delle bilaterali.
Numerosi dei 4 mila militari sono scesi a terra, dove hanno partecipato a eventi, gare, incontri con foto di gruppo raccontate dai social della Navy. Giornalisti locali sono stati invitati a bordo. Il 9 l’unità ha ripreso il mare, adottando qualche precauzione: secondo una versione, ai marinai è stata misurata la febbre. E lo screening – è sempre la narrazione – non ha individuato alcuna minaccia per la città galleggiante. Possente e fragile. Insieme alla sua scorta – l’incrociatore lanciamissili Bunker Hill – la Roosevelt si è mossa verso Est, preceduta da foto spettacolari diffuse dai portavoce che l’hanno mostrata con i bombardieri B52: show con dedica per i cinesi, i grandi rivali. Ma non è quello il pericolo che incombe. Durante le due settimane di navigazione scatta il primo allarme: alcuni membri dell’equipaggio risultano positivi al virus. È una crescita esponenziale. Il virus dilaga sfruttando gli spazi infiniti e stretti del colosso. Le mense, le brande striminzite, i corri-mano, i punti di contatto mai ampi. La nave va, non c’è alcuno modo di eseguire una quarantena. E il nemico si insinua mettendo fuori gioco quasi 200 elementi. Una curva – sottolineano ieri – in ascesa. La notizia trapela sui media, così come quella di un paio di contagiati sulla Reagan. L’Us Navy ribadisce che la capacità operativa è integra, se il presidente dovesse ordinare un’azione rapida ci sarà una pronta risposta. continua a leggere
L’Ente protezione animali sul suo sito: al momento non ci sono prove scientifiche che cani e gatti trasmettano o siano ricettivi al virus. E non c’è nemmeno un boom degli abbandoni
Quando si diffuse la notizia della positività al SARS-CoV2, il coronavirus che provoca la Covid-19, di un cane di razza pomeriana a Hong Kong, si cominciò a temere che gli animali domestici trasmettessero il virus. Paura ingiustificata, rassicurarono gli esperti. Le due proteine a cui si lega il virus per entrare nelle cellule umane sono diverse da quelle dei cani, per cui è difficile che questi ultimi si ammalino di Covid-19 e contagino i padroni. Molto probabile che il cane avesse leccato superfici contaminate conservando nella saliva tracce di Dna virale.
Più recentemente però anche un pastore tedesco, sempre a Hong Kong, e un gatto in Belgio sono stati dichiarati positivi al virus, e siccome di questi tempi siamo tutti un po’ più preoccupati e suggestionabili, è bene ribadire quanto dicono gli immunologi. Lo ha fatto l’Enpa (Ente nazionale protezione animali) sul suo sito, cogliendo l’occasione per smentire qualche bufala.
È falso, per dirne una, che ci sia stato un boom di abbandoni, piuttosto uno stallo nelle adozioni, comprensibile in questi giorni di uscite razionate. È vero invece che Organizzazione mondiale della sanità e ministero della Salute confermano: gli animali domestici non trasmettono il SARS-CoV2 e non sono recettivi. Qualche dato a supporto c’è. Un laboratorio di diagnostica veterinaria statunitense ha eseguito test su migliaia di gatti e cani: nessun positivo. continua a leggere
William Harrison Withers, Jr., detto Bill (Slab Fork, 4 luglio 1938 – Los Angeles, 30 marzo 2020), è stato un cantante e musicista statunitense.
È stato attivo principalmente dal 1970 al 1985. Fra i suoi brani più celebri si possono citare Lean on Me, Ain’t No Sunshine, Use Me, Just the Two of Us, Lovely Day e Grandma’s Hands.
L’artista, uno dei maestri della black music, aveva 81 anni ed era malato di cuore. La famiglia: “In questo momento difficile preghiamo affinché la sua musica offra conforto e svago ai fan che si stringono ai propri cari”
03 aprile 2020 – Ci sono canzoni che meritano un posto nel cuore, indimenticabili, perfette, sulle quali la polvere del tempo non si attacca e la ruggine non lascia segno. È a questa categoria che appartiene Ain’t no sushine, capolavoro firmato da Bill Withers, grandissimo autore e interprete afroamericano, scomparso oggi a causa di complicazioni cardiache, all’età di ottantun’anni. Ain’t No Sunshine è una delle canzoni più belle di tutti i tempi, un brano che potremmo genericamente inscrivere nell’ambito del soul ma che lo ha travalicato diventando un classico della musica di tutti i tempi, una canzone d’amore che parla dell’assenza, dell’abbandono, come poche altre canzoni sono riuscite a fare, raccontando una condizione spirituale e fisica che tutti, prima o poi, in un momento della nostra vita abbiamo attraversato. continua a leggere
TRADUZIONE: Riposa al potere Bill Withers. La tua voce, le tue canzoni e la tua espressione totale ci hanno dato amore, speranza e forza. La mia anima ha sempre e sarà sempre piena della tua musica. La tua umiltà ha mostrato la profondità del tuo potere mentre ci trasportavi in un posto migliore. Sei fermo e sarai sempre Bill.
TRADUZIONE: Sono molto triste di sapere della scomparsa di Bill Withers. Bill era un “cantautore” e ha scritto così tante grandi canzoni come “Ain’t No Sunshine” e “Lean On Me”. Una vera perdita. Amore e pietà per la famiglia di Bill. – Brian
Bill Withers, Stevie Wonder, John Legend perform “Lean On Me” at the 2015 Induction Ceremony
Accordo tra i 20 club, che ora chiederanno ai calciatori la riduzione dell’ingaggio. Intanto la ripresa della Premier League subirà un ulteriore slittamento a causa del coronavirus
LONDRA, 03 aprile 2020 – Accordo raggiunto tra i 20 club della Premier League sul taglio degli stipendi. Verrà ora chiesto ai calciatori una riduzione pari al 30% annuale. L’intesa tra le società della massima divisione inglese è stata raggiunta nel corso della video-conferenza che si è svolta oggi. “Di fronte a perdite sostanziali e continue per la stagione 2019/20 da quando è iniziata la sospensione delle partite e per proteggere l’occupazione, i club della Premier League hanno concordato all’unanimità di consultare i loro giocatori in merito a una combinazione di riduzioni condizionate e rinvii pari al 30 percentuale della retribuzione annua totale. Questa ipotesi sarà costantemente sottoposta a revisione al variare delle circostanze”, si legge in una nota. “La Lega sarà regolarmente in contatto con il PFA, e il sindacato parteciperà a un incontro che si terrà domani tra Lega, giocatori e rappresentanti del club”. continua a leggere
03 aprile 2020 – Il tema degli stipendi dei calciatori è stato quello trattato più a lungo nel corso dell’assemblea della Lega Serie A che si è svolta nel pomeriggio a Milano. Dopo un paio d’ore di riunione in conference call, non è emersa una linea definita. L’intenzione sarebbe quella di portare avanti il dialogo con l’Assocalciatori (Aic), che nei giorni scorsi ha respinto la proposta della sospensione dei pagamenti per quattro mesi mettendo sul tavolo un congelamento di un mese solo. Intanto i club proseguono nelle loro trattative private con i giocatori per il taglio degli stipendi. Non sono emerse novità invece sulla possibile ripresa dei campionati. Ci sono diversi scenari. La volontà è quella di chiudere la stagione, come da disposizioni Fifa-Uefa-Eca. Presenti tutti i presidenti, clima stavolta disteso. Prima della ripresa degli allenamenti (a maggio) tutti i calciatori farebbero i tamponi. Studiata anche l’ipotesi di mettere in ritiro-quarantena tutte le squadre per le 12 giornate più recuperi che restano da disputare. Sarebbero centinaia di persone. Anche gli arbitri andrebbero in quarantena, a Sportilia o Tivoli. Nessun contatto con l’esterno per mesi, nemmeno con le famiglie. Ma sarebbe possibile? continua a leggere
In Germania sono apparsi tre accorati appelli sui principali quotidiani e settimanali, firmati da centinaia di scrittori, artisti, filosofi, politologi, registi, cantautori. E la Bild ha dedicato al nostro Paese una dichiarazione d’affetto grande una pagina, in italiano e in tedesco
BERLINO – È una convergenza parallela in cui è confluita praticamente tutta l’intellighènzia tedesca. Un episodio mai visto, negli ultimi decenni. Commisurato, probabilmente, alla tragedia sanitaria del secolo e all’inadeguatezza con cui si sta palesemente muovendo la politica, anzitutto la tentennante Angela Merkel. In Germania sono apparsi tre accorati appelli sui principali quotidiani e settimanali, firmati da centinaia di scrittori, artisti, filosofi, politologi, registi, cantautori e con un unico, inequivocabile messaggio. Caro governo Merkel, fai i coronabond. E il principale tabloid tedesco, Bild, ci ha dedicato una lettera d’amore grande una pagina, in italiano e in tedesco.
Helge Manchow, importante editore di Kiepenheuer&Witsch, ha segnalato a noi di Repubblica un’accorata “Lettera aperta al governo tedesco: Coronabond adesso!” apparsa qui. Decine di studiosi, cantanti, giornalisti e autori come Eva e Robert Menasse, Uwe Timm, Caroline Emcke, Herbert Groenemeyer, Sibylle Lewitscharoff, Claus Offe, Franz Schaetzing o Thomas Winkler si sono rivolti ad Angela Merkel per ricordarle che “nella crisi immane che stiamo vivendo su scala mondiale è in gioco tutto: in primo luogo dobbiamo salvare vite umane ed evitare un ulteriore tracollo delle economie nazionali e internazionali, che avrebbe conseguenze materiali e sociali catastrofiche. Al contempo dobbiamo preservare i principi umani, liberali e democratici, conditio sine qua non del nostro ordine sociale, di cui è parte anche la nostra “libera economia””.continua a leggere
Ein offener Brief an die Bundesregierung:
Europäische Corona-Bonds jetzt!
In der ungeheuren Krise, die wir gerade global erleben, geht es um alles, jetzt und zuerst einmal um die Rettung von Menschenleben, um die Vermeidung eines weiteren Einbruches der nationalen wie internationalen Ökonomien, der zu katastrophalen materiellen und sozialen Folgen führen würde. Und ebenso geht es um die Bewahrung unserer humanen, freiheitlichen, demokratischen Gesellschaftsordnungen, die conditio sine qua non, in die auch unsere “freie Wirtschaft” eingebettet ist. Nur als freie Staatsbürger*innen können wir der Krise angemessen begegnen. Dabei bedarf es des Maximums politisch organisierter, individueller, regionaler, nationaler wie internationaler Kooperation und Solidarität. Die Länder der Europäischen Union müssen sich – auch im ureigenen deutschen Interesse – ökonomisch maximal gemeinsam solidarisch verhalten und sich gegenseitig absichern. Mit allen zur Verfügung stehenden Mitteln, unter Einsatz der Kräfte aller einzelnen nationalen Volkswirtschaften, um eine gemeinsame Stabilität herzustellen. Die Lage verlangt konkrete, sofortige Solidarität, sprich: Corona-Bonds zu etablieren, gemeinsame, von den Euro-Staaten emittierte Anleihen. Und dies, bevor die Abwärtsspirale eine noch größere Eigendynamik entwickelt. Die beschlossenen nationalen Wirtschafts- und Finanzinstrumente wie Konjunkturpakete, Notkredite, Anleihenkäufe, Finanzspritzen werden nicht ausreichen, auch keine aktualisierten Varianten des ESM, des Europäischen Rettungsfonds, keine “vorsorgliche Kreditlinien” für nationale Haushalte. Zu gewaltig ist die Wucht des Geschehens. Wer kann es wirklich verantworten, in der gegenwärtigen Situation nicht das stärkste aller Instrumente zu nutzen, über das wir Europäer verfügen?
Die Forderung der Stunde lautet, maximal stark zu sein: maximal solidarisch. Aus ethischen Gründen, auch aus kulturellen, sozialen und eben ökonomischen. Aus großer Kraft folgt große Verantwortung, sie ist ein Mandat, und Deutschland verfügt über eine enorme Kraft. Europa hat uns alles gegeben, was wir sind – jetzt ist es auch an uns, zurückzugeben. Wir fordern die deutsche Regierung mit Nachdruck auf, auf dem nächsten EU-Gipfel dem Vorschlag des italienischen Regierungschefs Giuseppe Conte und des französischen Präsidenten Emmanuel Macron zuzustimmen, “Corona-Bonds” einzurichten. Eine Forderung, die Spanien und sechs weitere EU-Länder bereits unterstützen.
Johanna Adorján, Autorin
Adriana Altaras, Autorin
Prof. Dr. Aleida Assmann, Autorin, Publizistin
Prof. Dr. Jan Assmann, Autor, Publizist
Sibylle Berg, Autorin, Dramatikerin
Prof. Dr. Manuela Bojadžijev, Leuphana Universität Lüneburg, Humboldt-Universität Berlin
Nora Bossong, Autorin
Emma Braslavsky, Autorin
Sonja vom Brocke, Autorin
Prof. Dr. Heinrich Detering, Georg-August-Universität Göttingen
Prof. Dr. Heinz Drügh, Goethe-Universität Frankfurt am Main
Carolin Emcke, Autorin, Publizistin
Yannic Han Biao Federer, Autor
Gunther Geltinger, Autor
Prof. Dr. Dietrich Grönemeyer, Autor, Publizist, Mediziner
Prof. Dr. Sabine Hark, Technische Universität Berlin
Josef Haslinger, Autor
Jakob Hein, Autor
Prof. Dr. Wilhelm Heitmeyer, Universität Bielefeld
Julia Holbe, Autorin
Prof. Dr. Rahel Jaeggi, Humboldt-Universität Berlin
Hilary Jeffery
Prof. Dr. Dirk Jörke, Technische Universität Darmstadt
Prof. Dr. Wolfgang Kaschuba, Humboldt-Universität Berlin
Esther Kinsky, Autorin
Jörn Klare, Autor
Prof. Dr. Albrecht Koschorke, Universität Konstanz
Prof. Dr. Claus Leggewie, Publizist, Justus Liebig-Universität Gießen
Svenja Leiber, Autorin
Prof. Dr. Stephan Lessenich, Ludwig-Maximilians-Universität München
Sibylle Lewitscharoff, Autorin
Prof. Dr. Steffen Mau, Humboldt-Universität Berlin
Kristof Magnusson, Autor
Prof. Dr. Ethel Matala de Mazza, Humboldt-Universität Berlin
Thomas Meinecke, Autor
Eva Menasse, Autorin
Robert Menasse, Autor
Prof. Dr. Christoph Menke, Goethe Universität Frankfurt
Robert Misik, Autor
Prof. Dr. Oliver Nachtwey, Universität Basel
Falk Nordmann, Autor
Christoph Nußbaumeder, Autor
Professor Dr. Claus Offe, Hertie School of Governance
Christoph Ransmayr, Autor
Moritz Rinke, Autor
Prof. Dr. Hartmut Rosa, Friedrich Schiller Universität, Jena
Sasha Marianna Salzmann, Autorin
Frank Schätzing, Autor
Peter Stamm, Autor
Prof. Dr. Wilhelm Schmid, Autor
Dorian Steinhoff, Autor
Mark Terkessidis, Autor
Prof. Dr. Philipp Ther, Universität Wien
Stephan Thome, Autor
Uwe Timm, Autor
Prof. Dr. Joseph Vogl, Humboldt-Universität Berlin
Prof. Dr. Michael Wildt, Humboldt-Universität Berlin
Hubert Winkels, Autor, Literaturkritiker
Roger de Weck, Autor, Publizist
Thomas Winkler, Autor
Prof. Dr. Michael Zürn, Wissenschaftszentrum Berlin für Sozialforschung
Ecco perché le pagine degli utenti si sono mischiate. E perché se c’è stato un attacco hacker lo si sarebbe potuto prevenire facilmente. “Il sito di Inps è frutto di anni di gare al massimo ribasso: sotto dimensionato, mal progettato”
Tante richieste degli utenti, attacchi hacker:qualunque sia stata la causa dei grossi problemi del suo sito, l’Inps non ha scusanti, secondo gli esperti. “Amazon, ma anche siti ecommerce minori, non vanno in tilt a Natale e Black Friday: sono tanti gli accorgimenti tecnici utilizzabili per evitarlo”, spiega Paolo dal Checco, tra i più noti informatici forensi in Italia. aggiunge Francesco Bellini, professore di trasformazione digitale all’università Sapienza di Roma: “Il sito di Inps è frutto di anni di gare al massimo ribasso e soffre dei mali tipici della pubblica amministrazione: sotto dimensionato, mal progettato”.
Bisogna per prima cosa distinguere due eventi, che nelle cronache (e nelle dichiarazioni di Inps delle scorse ore), si sono spesso confusi: la congestione del sito, per via delle tante richieste del bonus 600 euro fra il 31 marzo e il primo aprile, e la falla che ha permesso a molti di accedere a dati altrui.
Quest’ultima è avvenuta già a partire dal primo pomeriggio del 31 marzo, a quanto rilevato da Dal Checco, è durata una decina di minuti e poi si è ripresentata la mattina dopo per un’oretta. “Gli hacker non c’entrano: tutti gli esperti sono d’accordo. Inps probabilmente ha fatto un errore nel processo di “staticizzazione” delle pagine (caching); escamotage che aveva utilizzato per ridurre il carico sui server in vista delle tante richieste attese”. Insomma: Inps aveva reso statiche alcune pagine del sito, con i dati degli utenti. E per un errore ancora da accertare queste pagine sono apparse agli utenti sbagliati. Si saprà di più con l’inchiesta che il Garante Privacy e l’autorità giudiziaria hanno già avviato. continua a leggere
Soverchiato di richieste per il bonus da 600 euro, i server hanno svelato le informazioni dei contribuenti. Gli esperti di cybersecurity: “Violazione della privacy devastante causata da un lavoro fatto male”
“Violazione della privacy devastante causata da un lavoro fatto male”, taglia corto Andrea Zapparoli, del comitato direttivo dell’Associazione italiana per la sicurezza informatica (Clusit). “Gli attacchi hacker? Semplice teatro, quelli infatti ci sono sempre specie su un sito di tale importanza”.
Bastava compilare una domanda e saltavano fuori le informazioni relative ad altre persone: nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, posizione fiscale. “Ci sarà la più grande class action d’Italia contro l’Inps. Garantito”, scrivono ora su Twitter decine di utenti.
“Mi sembra un problema di sessione dovuto ad un probabile server di caching in frontend che registra erroneamente alcune sessioni di utenti”, racconta Marco Ramilli, fondatore della Yoroi, azienda di Bologna specializzata in cybersecurity. “Nel caso specifico un errore a seguito delle autenticazioni che ha portato al poter navigare all’interno nei panni di un’altra persona, anche se non era possibile cambiare nulla”. Il danno dunque è “solo” nella visualizzazione delle informazioni, ma non è cosa da poco.
I profili che sono stati più visualizzati, stando a quel che sappiamo ora, sarebbero soprattutto quelli di Luciano V., Marzia C., Luca M., Stefano Maria B., Alessandro N., Bruno A., Marco B., Lucia C. Ora spetta al Garante della privacy, Antonello Soro, stabilire cosa è successo.continua a leggere
L’ente protezione animali sul suo sito: al momento non ci sono prove scientifiche che cani e gatti trasmettano o siano ricettivi al virus. E non c’è nemmeno un boom degli abbandoni
02 aprile 2020 – Quando si diffuse la notizia della positività al SARS-CoV2, il coronavirus che provoca la Covid-19, di un cane di razza pomeriana a Hong Kong, si cominciò a temere che gli animali domestici trasmettessero il virus. Paura ingiustificata, rassicurarono gli esperti. Le due proteine a cui si lega il virus per entrare nelle cellule umane sono diverse da quelle dei cani, per cui è difficile che questi ultimi si ammalino di Covid-19 e contagino i padroni. Molto probabile il cane avesse leccato superfici contaminate conservando nella saliva tracce di Dna virale.
Più recentemente però anche un pastore tedesco, sempre a Hong Kong, e un gatto in Belgio sono stati dichiarati positivi al virus, e siccome di questi tempi siamo tutti un po’ più preoccupati e suggestionabili, è bene ribadire quanto dicono gli immunologi. Lo ha fatto l’Enpa (Ente nazionale protezione animali) sul suo sito, cogliendo l’occasione per smentire qualche bufala. È falso, per dirne una, che ci sia stato un boom di abbandoni, piuttosto uno stallo nelle adozioni, comprensibile in questi giorni di uscite razionate. È vero invece che Organizzazione Mondiale della Sanità e Ministero della Salute confermano: gli animali domestici non trasmettono il SARS-CoV2 e non sono recettivi. Qualche dato a supporto c’è. Un laboratorio di diagnostica veterinaria statunitense ha eseguito test su migliaia di gatti e cani: nessun positivo. continua a leggere
LEIDAA PER EMERGENZA COVID-19: LA RISPOSTA A TUTTE LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI
Andrea Iannone è stato fermato 18 mesi dalla Fim per doping, ha reso noto l’Aprilia, scuderia con la quale corre in MotoGp. Al pilota abruzzese, trovato positivo il 3 novembre 2019 durante il GP della Malesia, è stata riconosciuta una assunzione accidentale, colposa e non dolosa, di drostanolone (vittima di contaminazione alimentare). La squalifica va dal 17 dicembre 2019 al 16 giugno 2021. Ora Iannone ricorrerà al TAS. Una nota della FIM ricorda che “a seguito di un test antidoping di routine effettuato in occasione del Gran premio di Sepang, in Malesia, il 3 novembre 2019, Andrea Iannone è risultato positivo al metabolita Drostanolone 2α-metil-5α-androstane-3α-ol- 17-one, sostanza vietata dalla WADA sotto la voce ‘agenti anabolizzanti, 1. Steroidi androgeni anabolizzanti (AAS), a. AAS esogeno’ “. Motivo per cui Iannone è stato “temporaneamente sospeso dalla FIM dal 17 dicembre 2019″…continua a leggere
Ellis Marsalis (New Orleans, 14 novembre 1934 – New Orleans, 1° aprile 2020) è stato un pianista e musicista statunitense. Era considerato uno dei principali pianisti di modern jazz. Si esibiva di solito il venerdì al Snug Harbor jazz bistro, a New Orleans.
Il mondo del jazz dice addio alla “leggenda” , morto a 85 anni. “Con grande tristezza annuncio la morte di mio padre, Ellis Marsalis Jr., a causa delle complicazioni del coronavirus” ha annunciato suo figlio Branford, anche lui famoso musicista (sassofono), in una nota sul suo sito Web, aggiungendo che era stato ricoverato in ospedale sabato. “Era un gigante della musica e dell’insegnamento, ma un padre ancora più grande – ha detto Branford – e ha messo tutto ciò che aveva per permetterci di sviluppare il meglio di noi stessi”. Quattro su sei dei figli di Marcialis hanno seguito le orme del padre. L’altro figlio, il famoso trombettista e compositore Wynton Marsalis, ha pubblicato su Twitter foto di se stesso con suo padre, con l’epitaffio “Ellis Marsalis, 1934 – 2020. È morto come viveva: accettando la realtà”. continua a leggere
Ellis Marsalis at the New Orleans Jazz & Heritage Center
La drammatica situazione sanitaria che l’Italia sta vivendo in questi giorni non è dovuta solo allo tsunami della pandemia Covid-19, ha anche ragioni che affondano le radici nel nostro recente passato. Il Servizio sanitario nazionale italiano è d’eccellenza, si è detto e scritto più volte, perché garantisce a tutti cura e assistenza, per la preparazione di medici e infermieri, ma lo è molto meno per la sua gestione.
Covid-19, un nemico eccezionale
Per prima cosa va detto che stiamo affrontando una pandemia e che il nostro Ssn sta conducendo una battaglia mai affrontata in precedenza. Secondo l’Istituto superiore di sanità, che monitora ogni anno i dati dell’influenza, l’epidemia del 2009-10, la cosiddetta febbre suina causata dal virus A/H1N1, in Italia colpì 4.408.000 persone, causando 443 gravi crisi respiratorie e 229 morti. Lo scorso inverno, caratterizzato da un’elevata circolazione virale, i due ceppi influenzali A/H1N1 e A/H3N2 hanno invece colpito 8.072.000 persone, mandandone 812 in terapia intensiva, con 205 deceduti. I numeri di oggi fanno paura.
Potevamo muoverci prima
I primi casi di polmonite anomala in Italia vengono segnalati già a fine dicembre, quando dalla Cina arriva la segnalazione all’Oms. Il 30 dicembre a Piacenza c’è un picco di 40 polmoniti in una settimana. Il 7 gennaio a Milano si segnalano più polmoniti della media: da 50 a 80 in più al giorno al San Paolo e 70 al giorno in più al Niguarda. Anche a Como l’11 gennaio gli ospedali cittadini segnalano il sovraffollamento per casi di polmonite. Settimane in cui il virus ha circolato liberamente, soprattutto negli ospedali. Non solo non è scattato il piano antipandemia governativo del 2016, ma addirittura il Ministero della Salute il 5 gennaio scriveva in una circolare che l’Oms «non raccomanda alcuna misura specifica per i viaggiatori» e «raccomanda di evitare qualsiasi restrizione ai viaggi e al commercio con la Cina in base alle informazioni attualmente disponibili». Un via libera alla Covid-19. continua a leggere
Siamo arrivati impreparati al Covid-19
Una cura dimagrante che non aveva fatto i conti con «l’imprevisto». Se ne usciremo sarà solo grazie all’abnegazione di medici e infermieri, che hanno pagato e stanno pagando in prima persona. Volti anonimi, devastati dalla stanchezza e quotidianamente esposti al rischio di ammalarsi perché senza le dovute protezioni (vedi mascherine), mentre ancora la politica romana beveva aperitivi. Ebbene, è a quei volti anonimi che chiediamo venga assegnato il Nobel per la pace.
La denuncia dell’assessore D’Amato: “Fatto gravissimo che ci indigna. È stata presentata denuncia ai carabinieri”. Si indaga sul tentativo di attacco informatico della scorsa settimana alla struttura sulla Portuense
Sabotaggio nella notte nel laboratorio del San Camillo per i test sul coronavirusche doveva essere attivato oggi. A renderlo noto è l’assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D’Amato.
+++ #Coronavirus: D'Amato: San Camillo, sabotaggio apparecchiature laboratorio per test covid19 che doveva partire oggi. Un fatto gravissimo che ci indigna. https://t.co/oNDCGQql2f +++
“Ho appreso dal Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo che questa notte è avvenuto un sabotaggio delle apparecchiature del laboratorio per test Covid-19 che doveva essere attivato oggi. Un fatto gravissimo che ci indigna. È stata presentata denuncia ai carabinieri, i colpevoli dovranno essere puniti”, ha detto D’Amato.
Questa mattina, spiegano dall’ospedale, avrebbe dovuto avere inizio il programma per l’effettuazione del test per il coronavirus. Nell’accendere la strumentazione il tecnico della Elettrobiochimica ha constatato che il pc dedicato non si accendeva. Una volta aperta la macchina è stata verificata la mancanza dell’HD e dei cavi di accensione. continua a leggere
Il fallito attacco hacker allo Spallanzani
Intanto la procura di Roma ha aperto un’indagine in relazione all’attacco hacker tentato una settimana fa al sistema informatico dell’ospedale Spallanzani, che fa parte dello spesso complesso ospedaliero del San Camillo. Il procedimento, coordinato dal procuratore Michele Prestipino, è stato avviato per il reato di accesso abusivo a un sistema informatico
Altissima vigilanza degli apparati di sicurezza
Gli attacchi informatici “ai danni di strutture italiane di eccellenza attualmente impegnate nel fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto relativa al Covid-19”, sono stati oggetto, qualche giorno fa, di una riunione straordinaria del Nucleo Sicurezza Cibernetica…. continua a leggere
Bufera sul giocatore inglese che viola le restrizioni per il coronavirus dopo aver lanciato un appello pubblico: «Stupidamente ho accettato l’invito di un amico»
Jack Grealish l’ha combinata grossa, non smentendosi mai. Questa volta il capitano dell’Aston Villa è stato protagonista di un incidente stradale, causato da un tasso etilico ben superiore ai limiti consentiti. Le immagini della sua Range Rover da 80mila sterline, pubblicate dal Sun, stanno facendo il giro del mondo.
Si vede l’auto di Grealish abbandonata su un marciapiede, con grossi danni riportati dopo uno scontro con altre macchine parcheggiate e una ringhiera di ferro, nei pressi di un’agenzia immobiliare. Il motivo? Il giocatore aveva partecipato a una festa, nonostante i divieti del governo inglese, le restrizioni imposte per combattere l’emergenza coronavirus. Ma a peggiorare la situazione di Grealish è che proprio lui, qualche ora prima, aveva invitato tutti a restare a casa.
La società inglese ha espresso tutta la sua delusione per il comportamento di uno dei suoi calciatori più rappresentativi: «Il capitano Jack Grealish ha ammesso quando fosse sbagliata la decisione di uscire di casa. Le linee guide del governo devono essere rispettare da tutti», la nota. Adesso il capitano dell’Aston Villa sarà multato dal club. I proventi della sanzione saranno donati all’ospedale pediatrico di Birmingham.
Al termine della videoconferenza tenutasi quest’oggi con le 55 Federazioni associate, la Uefa ha diramato un comunicato nel quale vengono rese note tutte le decisioni. Ecco quanto decretato:
Tutte le partite delle Nazionali maschili e femminili previste nel giugno 2020 sono rinviate a ulteriore comunicazione. Ciò include gli spareggi per UEFA EURO 2020 e le partite di qualificazione per UEFA Women’s EURO 2021.
• Tutte le altre partite di competizioni Uefa, comprese le partite amichevoli internazionali centralizzate, rimangono rinviate fino a nuovo avviso.
• Competizioni nazionali giovanili:
1 – il torneo finale del Campionato Europeo Under 17 UEFA previsto per maggio 2020 è annullato;
2 – la fase finale del campionato europeo femminile Under 19 in programma per luglio 2020 è stata annullata;
3 – il torneo finale del Campionato europeo femminile UEFA Under 17, previsto per maggio 2020, è rinviato fino a nuovo avviso (in quanto si tratta di una competizione di qualificazione per la Coppa del Mondo femminile FIFA U 17);
4 – il torneo finale del Campionato Europeo Under 19 UEFA in programma per luglio 2020 è rinviato a ulteriore comunicazione (in quanto si tratta di una competizione di qualificazione per la Coppa del Mondo U20 della FIFA).
• Le finali della UEFA Futsal Champions League in programma per aprile 2020 sono posticipate fino a nuovo avviso.
• Le scadenze relative a tutte le competizioni Uefa per club 2020/21 sono posticipate fino a nuovo avviso, in particolare per quanto riguarda la procedura di ammissione e la registrazione dei giocatori. La Uefa fisserà nuove scadenze a tempo debito.
In materia di licenze per club e fair play finanziario: – Il Comitato Esecutivo ha ribadito il suo pieno impegno nei confronti delle licenze dei club e del fair play finanziario e ha convenuto che le circostanze eccezionali attuali richiedono alcuni interventi specifici per facilitare il lavoro delle federazioni e dei club associati.
Supporta la proposta di concedere alle federazioni affiliate più tempo per completare il processo di concessione delle licenze per club, fino a quando il processo di ammissione per le competizioni UEFA per club della prossima stagione è stato ridefinito.
A causa della crescente incertezza generata dagli eventi straordinari in corso, il Comitato esecutivo ha anche deciso di sospendere le disposizioni in materia di licenze dei club relative alla preparazione e alla valutazione delle informazioni finanziarie future dei club. La presente decisione si applica esclusivamente alla partecipazione alle competizioni Uefa per club 2020/21.
Il testo con chiarimento inviato ai prefetti: «È da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione»
31 marzo 2020 –I figli possono fare una passeggiata con uno dei genitori nei pressi della propria abitazione perché si tratta di un’attività motoria e non di uno sport all’aperto. È quanto chiarisce una circolare del Viminale inviata ai prefetti su spostamenti e assembramenti. In particolare nel documento scritto dal capo di gabinetto Matteo Piantedosi viene evidenziato che «è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione». Piantedosi chiarisce che «l’attività motoria è generalmente consentita e la passeggiata non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging)». Si sottolinea anche che il divieto di assembramento non può ritenersi violato dalla presenza in spazi all’aperto di persone ospitate nella medesima struttura di accoglienza (case-famiglia), ma chi arriva dall’esterno «è tenuto al rispetto della distanza e all’uso dei dispositivi di protezione, guanti e mascherine».
“In questo momento c’è chi fa e c’è chi parla. Chi fa cerca di aiutare, chi parla molto spesso parla a sproposito, specie se è un giornalista e se vuol sapere cosa fa Emergency o chiunque altro basta una telefonata o andare su Internet.»
28 marzo 2020 – A Bergamo proseguono i lavori di allestimento del nuovo ospedale in Fiera, che accoglierà i pazienti affetti da Covid-19. Qui lavoreranno anche nostri medici, infermieri, fisioterapisti e logisti per curare chi ha più bisogno in questo momento. A che punto sono i lavori? Quando sarà terminata la struttura? Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY, ci invia un messaggio direttamente dal cantiere.
COVID–19: EMERGENCY A BERGAMO PER IL NUOVO OSPEDALE IN FIERA
Su richiesta della Regione Lombardia, EMERGENCY ha iniziato a lavorare nella città di Bergamo, la provincia più colpita dall’epidemia di Covid–19.
Un nostro team medico e logistico sta lavorando con AREU – Azienda Regionale Emergenza Urgenza – e la Sanità degli alpini per l’allestimento di un nuovo ospedale da campo completamente dedicato alla cura dei pazienti affetti da Covid–19.
L’ospedale, che sarà allestito nella fiera di Bergamo, dovrebbe essere completamente operativo a partire dalla prossima settimana.
EMERGENCY sta collaborando alla progettazione della nuova struttura, mettendo a disposizione la sua esperienza nella gestione di epidemie, maturate in Sierra Leone nel 2014 e 2015 durante l’epidemia di Ebola, per proteggere il personale dal contagio.
Il team di EMERGENCY sarà composto da circa 20 persone tra medici, infermieri, fisioterapisti e logisti e gestirà direttamente il reparto di Terapia intensiva e sub-intensiva.
“Abbiamo proposto una riorganizzazione efficace degli spazi e dei flussi, per ridurre il più possibile le possibilità di contagio. Ogni dettaglio della struttura è essenziale per contenerlo: è fondamentale che ogni area sia compartimentalizzata, che i luoghi di vestizione/svestizione siano ben definiti, che il movimento delle persone sia pensato e studiato in anticipo. Stiamo mettendo in campo le nostre esperienze apprese in Sierra Leone durante l’epidemia di Ebola. Per farlo abbiamo richiamato alcuni dei nostri colleghi che lavoravano all’estero: stiamo cercando di fare la nostra parte in un momento così delicato per l’Italia” racconta Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY.
Potrà curare 200 pazienti. A gestirlo sarà il personale del Policlinico, verranno impiegati 200 medici, 500 infermieri e altre 200 figure professionali.
E’ una struttura ospedaliera a tutti gli effetti, non un ospedale da campo” e ospiterà “il più grande reparto di terapia intensiva d’Italia“. Lo ha sottolineato Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico di Milano che gestirà l’ospedale realizzato in Fiera a Milano, inaugurato questa mattina. A regine, saranno 200 circa i pazienti che potranno essere curati all’interno della struttura. L’ospedale “rappresenta uno strumento fondamentale per la battaglia contro il Covid-19” e a regime vedrà impiegati 200 medici, 500 infermieri e altre 200 figure professionali. “E’ una grande sfida”, ha sottolineato Belleri, “un risultato inimmaginabile” frutto di “uno sforzo enorme” e “siamo fieri di gestire una struttura che non ha eguali”.
Coronavirus, nuovo ospedale alla Fiera di Milano: in arrivo i primi pazienti – Nella fase iniziale, ossia tra domenica e lunedì, si parte con 24 posti e quando sarà completato il primo blocco, si arriverà a 53. La seconda e la terza fase porteranno al ricovero rispettivamente di altri 104 e 48 pazienti di terapia intensiva, per un totale di circa 200 posti, ha spiegato Belleri. continua a leggere
Ospedale fiera di Milano – Porta a porta 17/03/2020
Coronavirus, le varie fasi della costruzione del nuovo ospedale in Fiera a Milano
Coronavirus, a Milano apre l’hotel Michelangelo. Ospiterà chi non può fare la quarantena a casa
Potrà ospitare fino a 300 persone sistemate in camere singole. Posti riservati ai dimessi che non possono rientrare nell’abitazione e a chi vive in strutture collettive
Arrivano oggi all’hotel Michelangelo di Milano i primi 30 cittadini che non hanno spazi adatti a casa per affrontare la quarantena. La struttura a pieno regime può contare su 300 camere che saranno occupate da una sola persona ciascuna a cui verrà fornito il cambio di biancheria per 14 giorni. Gli ingressi, presidiati dalla vigilanza, con l’esercito nei pressi, sono stati divisi tra pazienti e personale, mentre gli ascensori differenziati tra Covid-19 positivi e no. Sono state escluse le zone comuni come la reception e le zone congressuali, così come sono stati istituiti percorsi separati sporco-pulito. “L’ok della protezione civile – spiega l’assessore all’Urbanistica del Comune Pierfrancesco Maran – è arrivato ieri pomeriggio e siamo operativi da oggi con i primi 30 pazienti che ci aiuteranno a testare il servizio”. continua a leggere
Coronavirus, i primi arrivi all’hotel Michelangelo di Milano trasformato in residenza per la quarantena
Sono arrivati i primi ospiti all’hotel Michelangelo di piazza Luigi di Savoia a Milano che, grazie a un accordo tra il Comune e il Gruppo Finleonardo, sarà la prima struttura privata di accoglienza destinata a ospitare persone in quarantena per il coronavirus. Presso l’hotel potranno essere ospitati soggetti Covid+ o contatti stretti con quarantena obbligatoria che sono stati dimessi o non hanno avuto percorsi ospedalieri, …..continua a leggere
Oggi non si giocherà nessun incontro ufficiale. Gli appassionati potranno puntare solo su due gare amichevoli
Potrebbe tornare utile sapere chi gioca oggi a pallone nel mondo: nessuno. C’era una volta il sito, anzi i siti, delle dirette sportive, non solo calcio. Erano (e speriamo tornino ad essere presto) punti cardine dell’informazione istantanea. Un lavoro eccellente. Vi si poteva (si potrà ancora?) accedere per conoscere ogni dettaglio di una partita in tempo reale, dall’ultimo ammonito al minuto di una sostituzione, caso mai fossero sfuggiti al conto durante una partita vissuta allo stadio o altrove. Tutto questo finché lo sport funzionava. Adesso no. Lo sport non c’è, il calcio non c’è, e siti silenti: sembrano pentole messe a bollire senza ingredienti e senz’acqua. Si legge soltanto, accanto al match programmato: “posticipato”. Ossia: probabilmente cancellato. Ma che tristezza.
Tre amichevoli –Però, fermi tutti! Tre amichevoli, a quanto pare, salvo ripensamenti, non sono state ancora disdette. Quindi un briciolo di vita, malgrado tutto, sulla terra arida del calcio attuale, c’è ancora. Ma di cosa stiamo parlando? Andiamo a guardare, così, per nostalgia del calcio vero o magari per curiosità. Alle 13 c’è l’imperdibile FC Slonim-Fk Arsenal Dzerzhinsk. Si gioca in Bielorussia. Sapete forse già che la Bielorussia è l’unica nazione al mondo che non ha interrotto il proprio campionato (che è in realtà appena iniziato). Ma ora sono fermi lo stesso: non per coronavirus, ma per la prevista sosta per le nazionali. Quindi spazio alle amichevoli. Lo Slonim e l’Arsenal giocano nella serie B del paese (che comincerà a metà aprile). La nostra premura è di informarvi che il pareggio è dato al 45%. Clamoroso: si può sempre scommettere attraversi i canali consueti (chi scommette sa). continua a leggere
Il portiere dell’Aston Villa, ex Milan e Napoli, racconta i sintomi del virus: “Era come se la gola si fosse ristretta e l’aria non riusciva a passare. Ora sto bene, il fisico ha reagito”
“Sono chiuso in casa da 18 giorni, per fortuna il fisico ha reagito bene ma fin dai primi sintomi non ci sono stati dubbi che avessi contratto il Covid-19. Febbre, tosse secca, un costante mal di testa e senso di spossatezza. Il momento in cui ho avuto paura è stato quando per 25 minuti mi è mancato l’ossigeno, come se la gola si fosse ristretta e l’aria non riuscisse più a passare”. E’ il racconto del portiere dell’Aston Villa, lo spagnolo Pepe Reina, della sua personale esperienza con il coronavirus.
Paura passata – “Ora sto meglio, ma la prima settimana l’ho passata chiuso in una stanza. In casa con me ci sono mia moglie, i nostri 5 figli e i miei due suoceri – prosegue l’ex Milan e Napoli in un’intervista al Corriere dello Sport . continua a leggere
Eric Patrick Clapton; Ripley, 30 marzo 1945) è un chitarrista e cantautore britannico.
Soprannominato «Slowhand» («Mano lenta»), Clapton è annoverato fra i chitarristi blues e rock più famosi e influenti. Nell’arco della sua lunga carriera ha collaborato con altri artisti acclamati e ha militato in numerosi gruppi (The Yardbirds, John Mayall & the Bluesbreakers, Cream, Blind Faith, Delaney & Bonnie, Derek and the Dominos) prima di affermarsi come solista, sperimentando nel corso degli anni svariati stili musicali, dal blues di matrice tradizionale al rock psichedelico, dal reggae al pop rock.
Figura al secondo posto della classifica dei cento più grandi chitarristi di tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stone e al quarto posto della classifica dei migliori cinquanta chitarristi di tutti i tempi secondo Gibson
“Clapton is God”, si leggeva su un muro di Londra dopo la metà degli anni Sessanta. Da allora, Eric Clapton è sempre rimasto al centro della scena, tra vertiginose salite e rovinose cadute. Ora che compie 75 anni, l’artista del Surrey può dire di aver conservato il suo posto nella galleria dei grandi attori della lunga, luminosa e tragica epopea rock.
Clapton si è sempre considerato un bluesman. È cresciuto ascoltando Muddy Waters, Little Walter e Robert Johnson: da ragazzino era orgoglioso quando riusciva a eseguire i pezzi blues che aveva imparato ad amare grazie ai dischi importati dell’America. Il blues gli aveva regalato un’identità, aiutandolo a superare gli ostacoli di un carattere instabile, difficile da definire. “Sono condizionato da cose che mi sono successe quando ero bambino”, ha raccontato anni fa, “sono stato allevato dai nonni e ho pensato che fossero i miei genitori fino all’età di nove anni. Ho subito una specie di shock, che è durato per tutta la mia adolescenza”continua a leggere
Eric Clapton – Cocaine (Slowhand At 70 Live At The Royal Albert Hall)
Eric Clapton – I Shot The Sheriff [Crossroads 2010] (Official Live Video)
ROMA, 27 marzo 2020 – Ilrugby italiano alza bandiera bianca. La palla ovale nostrana chiude i battenti con largo anticipo non vedendo una via d’uscita all’emergenza sanitaria internazionale dovuta al coronavirus. La Federazione ha, infatti, deliberato la sospensione definitiva della stagione 2019-2020 e stabilisce anche la mancata assegnazione dei titoli di Campione d’Italia previsti dai regolamenti e, al tempo stesso, di tutti i processi di promozione e retrocessione.
“Decisione senza precedenti” – La Federugby ha anche stabilito che la ripresa dell’attività per la stagione 2020/21 sarà successivamente disciplinata dal Consiglio federale. “Nell’assumere una decisione che non ha precedenti – si legge in una nota – il Consiglio ha tenuto in massima considerazione i valori fondanti del rugby italiano e il loro attivo impatto sulla società civile e sui club, nell’intento di tutelare la salute e il futuro dei giocatori di rugby di ogni età e livello del nostro Paese, delle loro famiglie e delle loro comunità; mostrare come il rugby sia pronto a rispondere eticamente alle condizioni complessive del Paese, duramente sfidato sul piano sanitario ed economico dalle vicende epidemiche; consentire ai club di ogni livello di operare in regime di chiarezza rispetto alle attività previste nei prossimi mesi”. continua a leggere
Abdelhak Nouri (nato il 2 aprile 1997) è un ex calciatore professionista olandese che ha giocato come centrocampista .Nouri operava principalmente come centrocampista attaccante , ma poteva anche essere schierato come ala . Prodotto giovanile del club Ajax di Eredivisie , ha giocato due anni di calcio senior con la sua squadra di riserva e la prima squadra.Ha anche rappresentato i Paesi Bassi a vari livelli giovanili.
A luglio 2017, all’età di 20 anni, durante una partita amichevole pre-campionato, Nouri è collassato e ha subito un attacco di aritmia cardiaca , che lo ha lasciato con un danno cerebrale grave e permanente e incapace di continuare come calciatore.
L’8 luglio del 2017 il malore durante un’amichevole con il Werder Brema. Il fratello: ha lasciato l’ospedale, ora è a casa
Dopo quasi tre anni si è svegliato dal coma Abdelhak “Appie” Nouri, il giocatore dell’Ajax di origini marocchine, colpito da ictus l’8 luglio del 2017. Nouri si sentì male durante una partita amichevole contro il Werder Brema. Il giovane, oggi 22enne, era uno dei più promettenti giocatori dell’Ajax, e quando ebbe il malore era stato appena eletto miglior giocatore della stagione nella seconda divisione olandese.
Già a un anno dal ricovero Nouri ha dato segnali di miglioramento, anche se ha subito danni cerebrali, ma adesso a 2 anni e 8 mesi da quel tragico giorno – come ha detto il fratello, Abderrahim nel programma tv ‘De Wereld Draait Door’ – “Appie ha lasciato l’ospedale, non è più in coma, è a casa, dorme, mangia, aggrotta le ciglia, rutta, ma è molto dipendente e non si alza dal letto. È consapevole di dove si trova ed è importare per lui stare in famiglia. È possibile comunicare con lui, guardiamo anche le partite di calcio e reagisce”.
Raggiunto telefonicamente da ESPN, Diego Godin, arrivato a Montevideo dopo due settimane di quarantena obbligatoria a Milano, racconta la lotta dell’Italia contro la pandemia Covid-19: “Siamo rimasti esposti fino all’ultimo momento: hanno continuato a tirare la corda per vedere se potessimo continuare a giocare, fino a quando la situazione non è diventata insostenibile. E oggi stiamo vivendo un momento difficile. Il sistema sanitario è crollato, non ci sono letti di terapia intensiva per occuparsi di così tante persone gravemente malate e di altre che potrebbero avere un’altra malattia che non riescono a curare. Non ci sono così tanti dottori professionisti, è una situazione molto difficile” ha spiegato il centrale uruguaiano, che ha poi spostato l’attenzione sul mondo del calcio: “La squadra ha continuato ad allenarsi normalmente, anche giocando a porte chiuse. Proprio l’8 marzo, l’Inter ha giocato la sua ultima partita contro la Juventus, una squadra che entro cinque giorni avrebbe confermato il primo positivo per il Coronavirus, Daniele Rugani. A quel punto noi e i giocatori della Juventus siamo stati messi in quarantena. Lì il campionato si è fermato, ma prima si è continuato a giocare a porte chiuse. Sicuramente in quella partita c’erano altri giocatori potenzialmente infettati, quindi hanno messo direttamente in quarantena tutti noi”. continua a leggere
Palazzo Chigi, 28/03/2020 – Conferenza stampa del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, e il Presidente dell’Anci, Antonio Decaro. http://www.governo.it/it/articolo/con…