agg.: Papa Francesco operato per tre ore: si sveglia e scherza con il chirurgo


articolo: https://roma.corriere.it/notizie/politica/23_giugno_07/papa-francesco-operato-per-tre-ore-si-sveglia-e-scherza-con-il-chirurgo-0851d941-4a2c-4057-bc41-70cff9a00xlk.shtml

L’intervento all’addome dopo quello di due anni fa. E chiede: «Quando facciamo il terzo?»

CITTÀ DEL VATICANO, 07 giugno 2023

Lui stesso aveva spiegato di temere l’anestesia, che due anni fa gli ha dato fastidio, e per questo aveva poi rifiutato di operarsi al ginocchio. Ma stavolta il Papa non ha potuto dire di no.

 I dolori ricorrenti «da alcuni mesi» e sempre più intensi, «una sindrome subocclusiva intestinale dolorosa ingravescente», il pericolo di un’occlusione intestinale. I quaranta minuti di «controlli» al Gemelli, martedì mattina, erano gli ultimi esami prima dell’intervento. E quando Francesco si è svegliato, dopo tre ore di operazione in anestesia generale, ha trovato pure la forza di scherzare con il chirurgo Sergio Alfieri: «Quando facciamo la terza?». È stato il professore che lo ha operato, poco dopo le sette e mezzo di ieri sera, a scandire le parole più attese: «Anzitutto il Santo Padre sta bene, è vigile e cosciente. Mi ha già preso in giro».

Papa Francesco, arrivato al Gemelli alle 11.20, è stato operato ieri pomeriggio all’addome, «un intervento di laparotomia e plastica della parete addominale con protesi» per la rimozione di un «laparocele incarcerato», ovvero un’ernia che si era formata sulla cicatrice dell’intervento precedente, a luglio del 2021, quando l’équipe guidata dallo stesso Alfieri gli asportò un tratto di colon («ho 33 centimetri di intestino in meno») per una stenosi diverticolare. continua a leggere

Papa Francesco ricoverato oggi al Gemelli: sarà operato nel pomeriggio


articolo: https://roma.corriere.it/notizie/politica/23_giugno_07/papa-francesco-ricoverato-oggi-al-gemelli-603e7fbb-48ed-4943-9d1b-c0fda112cxlk.shtml

In programma un intervento chirurgico per papa Bergoglio

«La diverticolite è tornata, però è sotto controllo», aveva detto a fine gennaio. Ed è per questo che, dopo l’udienza generale, Francesco è tornato oggi al Gemelli per essere operato nel pomeriggio: come a luglio del 2021,  quando fu ricoverato per una stenosi diverticolare e rimase in ospedale dieci giorni. «Nel primo pomeriggio sarà sottoposto in anestesia generale ad un intervento chirurgico di laparotomia e plastica della parete addominale con protesi», informa la Santa Sede. «L’operazione, concertata nei giorni scorsi dall’équipe medica che assiste il Santo Padre, sì è resa necessaria a causa di un laparocele incarcerato che sta causando sindromi sub occlusive ricorrenti, dolorose e ingravescenti».

I controlli di martedì mattina servivano a preparare l’operazione«La degenza durerà diversi giorni per permettere il normale decorso post operatorio e la piena ripresa funzionale», si spiega. Del resto Francesco ha in programma due viaggi in agosto, dal 2 al 6 a Lisbona per la Giornata mondiale della gioventù e a fine mese in Mongolia. Un intervento immediato gli darà tempo per la convalescenza. Non sarà una cosa leggera. L’intervento di per sé non è complesso, ma l’età e le condizioni del paziente lo rendono comunque delicato: Francesco è un uomo di 86 anni che il  29 marzo ha dovuto ricoverarsi tre giorni per problemi cardiorespiratori. ll Vaticano parlò di una «infezione respiratoria» poi diagnosticata ufficialmente come una «bronchite su base infettiva». continua a leggere

A16 Napoli-Canosa, bus finisce fuori strada: un morto e 14 feriti. I passeggeri: “Stavamo dormendo, poi il botto…”, “Noi, vivi per miracolo”


articolo: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2023/06/04/news/bus_precipita_in_scarpata_a16_morto_e_feriti-403084757/?ref=RHLF-BG-I403087036-P1-S1-F

L’incidente nel territorio di Vallesaccarda, in direzione Napoli: coinvolte anche 5 auto, vigili del fuoco al lavoro. Il Flixbus era partito da Lecce ed era diretto a Roma. Riaperta l’autostrada

Un morto e 14 feriti: è il bilancio, provvisorio, di un grave incidente stradale nel quale sono rimasti coinvolti un bus con a bordo 38 passeggeri, finito fuori strada, e 5 auto. La tragedia è avvenuta alle 4 sull’autostrada A16 Napoli-Canosa, in direzione Napoli, all’altezza del comune di Vallesaccarda al km 101. Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco di Grottaminarda e Bisaccia e Avellino con un’autogru. I feriti sono stati trasportati a Avellino, Benevento, Ariano Irpino e altri ospedali. Sul luogo dell’incidente è c’è anche un’eliambulanza. I pompieri stanno sollevando il bus per recuperare eventuali altri passeggeri.

La dinamica – Dalle prime ricostruzioni sembra che, dopo l’incidente tra le macchine – nel quale è morto un automobilista – il pullman che sopraggiungeva abbia urtato uno dei veicoli fermi in carreggiata per poi terminare la sua corsa ribaltandosi in corrispondenza della scarpata di destra. Il pullman – un Flixbus – era partito da Lecce ed era diretto a Roma Tiburtina. Appena dopo una curva il bus si è trovato di fronte due auto ferme a causa di un tamponamento. Il conducente del bus ha sterzato sulla sinistra, dirigendosi verso il guardrail, per evitare l’impatto, ma è finito nella scarpata che, per fortuna, non è particolarmente profonda. Altre tre vetture, che seguivano il pullman, sono finite contro le auto ferme al centro della carreggiata.

L’autobus con a bordo 36 passeggeri e due autisti è stato recuperato dai vigili del fuoco di Avellino, Bisaccia e Grottaminarda. I vigili del fuoco stanno perlustrando l’area dell’incidente per verificare l’eventuale  presenza di altri passeggeri che potrebbero essere stati sbalzati fuori dai finestrini. continua a leggere

Bus in una scarpata sulla A16, un morto e 14 feriti: al lavoro per recuperare il mezzo – alanews
Incidente sulla A16, pullman Flixbus finisce in scarpata: un morto e 14 feriti Local Team

Festa della Repubblica – Roma 2 Giugno 2023


2 giugno, Meloni: “Remare insieme verso la stessa direzione”. Mattarella: “Il lavoro all’estero sia una scelta, no fuga di cervelli”. La parata ai Fori

articolo: https://www.repubblica.it/politica/2023/06/02/diretta/2_giugno_festa_della_repubblica_italiana_mattarella-402862833/?ref=RHLF-BG-I402865365-P1-S1-T1

Il messaggio del capo dello Stato e l’omaggio all’Altare della Patria. La premier in tribuna presidenziale. I sindaci d’Italia aprono la manifestazione. La destra al debutto

Sfilano in 5.500 tra militari e civili alla tradizionale parata del 2 giugno ai Fori Imperiali a Roma. Ad aprire le celebrazioni l’alzabandiera solenne all’Altare della Patria e l’omaggio al Milite Ignoto da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Che ha rivolto un saluto ai connazionali che lavorano, studiano e vivono fuori dall’Italia: “Oggi, lavorare all’estero, non dovrebbe più rappresentare una scelta obbligata ma libera. Si tratta di passare dalla ‘fuga’ dei cervelli, alla – circolazione – dei talenti“. I 300 sindaci provenienti da tutt’Italia con la fascia tricolore danno il via alla manifestazione, con la presenza, tra gli altri, delle bandiere delle forze armate e della Guardia di finanza, dei Gonfaloni di Regioni, Province e Comuni italiani, dei labari delle Associazioni combattentistiche e d’Arma e le bandiere Onu, Nato, Ue e quelle degli organismi multinazionali in cui operano le forze armate. continua a leggere

#2giugno 77° anniversario della #Repubblicaministerodifesa

Poliziotta uccisa a Roma: la sparatoria nell’androne di casa, l’assassino si è suicidato in auto


I colpi esplosi a Casal Monastero, l’allarme lanciato da un vicino di casa

articolo: https://www.leggo.it/italia/roma/poliziotta_morta_roma_sparatoria_casal_monastero_oggi_1_06_2023-7437000.html

Omicidio-suicidio a Roma. Una donna è stata trovata morta dopo una sparatoria nell’androne di un palazzo a Casal Monastero: è la poliziotta Paola Romano (e non una carabiniera come si era appreso in un primo momento). Poco dopo è stato trovato in auto, poco lontano, il cadavere di un uomo morto suicida: si tratta dell’assassino. 

Poliziotta uccisa a Casal Monastero – I colpi sono stati esplosi nella tarda mattinata in via Rosario NicolòRoma, all’altezza del civico 30. Sul posto la polizia giunta dopo la segnalazione di spari in strada da parte di un vicino di casa della donna, che non era in servizio. Non è ancora chiara la dinamica dell’omicidio e l’aggressore, fuggito dopo aver sparato alla vittima, si è tolto la vita in una strada a due isolati di distanza dal luogo del delitto, in via Nino Tamassia. L’uomo si sarebbe avvicinato al portone del palazzo dove abitava Paola Romano in auto, e avrebbe esploso i colpi dal finestrino per poi allontanarsi subito dopo.

Chi era Paola Romano – La poliziotta Paola Romano prestava servizio alla Camera dei Deputati. In precedenza aveva lavorato presso il commissariato Sant’Ippolito. Stamattina, quando è stata uccisa nell’androne di casa, non era in servizio. 

Firenze, pezzi di pietra cadono dalla cupola del Brunelleschi


articolo: Firenze, turista morto nella basilica di Santa Croce, tutti assolti (lanazione.it)

Nessuna persona coinvolta. “Le verifiche tecniche escludono ulteriori distacchi”

Firenze, 31 maggio 2023

Un distacco di pezzi di pietra si è verificato all’interno della cupola del Brunelleschi venerdì sera, quando l’ultimo gruppo di turisti era uscito. Nessun è rimasto ferito tra gli addetti del celebre monumento.

Secondo una prima ricostruzione il danno ha interessato uno degli oblò che sovrastano la scala che porta alla cima della Cupola, nel tratto più ripido e basso: due i pezzi di pietra che sarebbero caduti. Testimoni dell’accaduto due addette alla sorveglianza, dipendenti della Rear che detiene l’appalto del servizio. Sul posto è intervenuta la squadra tecnica dell’Opera di Santa Maria del Fiore.

Le prime verifiche, effettuate nell’immediatezza dell’accaduto, non hanno evidenziato rischi per il monumento – ha dichiarato il direttore generale Lorenzo Luchetti – E anche le ulteriori verifiche tecniche con personale interno dell’Opera, effettuate la mattina successiva, hanno permesso di escludere la possibilità di ulteriori distacchi. Per questo è stato possibile riaprire il monumento in totale assenza di rischi”.

L’accesso alla Cupola, sabato mattina, è rimasto interdetto fino alle 10, per poi riprendere normalmente. Preoccupati i sindacati. “Non siamo certi che ci siano le condizioni di sicurezza minime almeno fino a che l’Opera non ci permette di prendere visione della relazione redatta dopo il sopralluogo e l’intervento. Abbiamo chiesto l’accesso alle informazioni ma ci è stato negato” dichiara Beppe Martelli di Filcams-Cgil. Oggi, al termine di un confronto, le rappresentanze decideranno se indire o meno lo stato di agitazione e “se sarà necessario anche uno sciopero”, afferma Martelli.

Firenze – Cupola BRUNELLESCHI, si staccano pezzi di pietra 32 maggio 2023ToscanaT

Breve storia creata dalla AI ChatGPT – https://openai.com/blog/chatgpt

La Cupola del Brunelleschi, situata sulla Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, è un capolavoro architettonico rinascimentale progettato dal celebre architetto italiano Filippo Brunelleschi. È una delle più grandi e imponenti cupole del mondo e uno dei simboli più iconici di Firenze.

La costruzione della Cupola iniziò nel 1420 e fu completata nel 1436, dopo circa 16 anni di lavori. Brunelleschi sviluppò un’innovativa tecnica costruttiva per realizzare la Cupola, superando le sfide architettoniche e ingegneristiche dell’epoca. Utilizzò una struttura a doppia cupola, con una cupola interna che fungeva da guscio di sostegno e una cupola esterna come elemento decorativo.

La Cupola del Brunelleschi ha un diametro di circa 45,5 metri e un’altezza di 91 metri dalla base alla lanterna. È costruita in mattoni di terracotta e rivestita con lastre di marmo bianco di Carrara. La sua forma emisferica con una leggera inclinazione verso l’interno conferisce un senso di slancio e leggerezza alla struttura.

Per salire sulla Cupola, è possibile seguire una stretta scala a chiocciola che conduce alla sommità. Lungo il percorso, i visitatori possono ammirare gli affreschi del Giudizio Universale di Vasari, che decorano l’interno della cupola.

La Cupola del Brunelleschi rappresenta un notevole esempio di genio architettonico e ingegneristico del Rinascimento italiano. Ha influenzato molti architetti successivi e viene ancora oggi ammirata per la sua bellezza, la sua audacia strutturale e la sua integrazione con il resto della cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Barca sul lago Maggiore, l’incidente per la tromba d’aria: morte quattro persone, rientrati in ritardo


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/23_maggio_29/barca-sul-lago-maggiore-l-incidente-per-la-tromba-d-aria-morte-quattro-persone-rientrati-in-ritardo-1f621e34-15a2-4d1a-919c-4c5ab5a44xlk.shtml

Barca ribaltata per il maltempo. L’ultimo corpo ritrovato dai sommozzatori dei carabinieri intorno alle 7.15 di lunedì a circa 25 metri dal relitto

L’ultimo corpo è stato trovato dai sommozzatori dei carabinieri intorno alle 7.15 di lunedì a circa 25 metri dal relitto, mentre il terzo è stato portato a riva dal gommone dei vigili del fuoco quando ancora albeggiava: pochissime erano le speranze di trovare in vita ancora qualcuno dei due dispersi dopo la tragedia di Lisanza, frazione di Sesto Calende sul lago Maggiore, in provincia di Varese quando nel pomeriggio di domenica una house-boat con a bordo 25 persone, molte delle quali straniere, si è ribaltata durante una tempesta, con forte vento, temporale e grandine che ha colto l’imbarcazione in mezzo al lago. 

La barca ha cercato di riparare verso la sponda lombarda del Verbano ma si è capovolta gettando in acqua gli occupanti. I soccorsi sono partiti immediatamente e alcune imbarcazioni nei dintorni hanno raccolto i naufraghi e riportati a riva. Le vittime sono due uomini e due donne: sarebbero due persone che facevano parte dell’equipaggio e due turisti di nazionalità israeliana. 

I primi due corpi sono stati trovati nella tarda serata di domenica, poi le operazioni di ricerca dei due dispersi sono proseguite anche col buio grazie all’impiego di un «Aw139», elicottero della guardia costiera con rilevatori a infrarossi. Le indagini coordinate dalla procura della repubblica di Busto Arsizio sono affidate ai carabinieri del comando provinciale di Varese e della compagnia di Gallarate. La zona dove è avvenuta la tragedia si trova nel tratto finale del bacino, nel basso lago Maggiore. 

Nel primo pomeriggio di domenica le condizioni meteo erano buone anche se era prevista la possibilità di rovesci anche nella zona prealpina e del laghi: un’ondata di maltempo improvvisa che non ha lasciato scampo all’imbarcazione salpata da un cantiere nautico di Sesto Calende per festeggiare un compleanno.

Lisanza, si ribalta imbarcazione sul Lago Maggiore: in corso ricerche dispersiLocal Team

Incendio a «Le Vele» di Desenzano, cosa è successo: una bombola di gpl sarebbe esplosa sul tetto


articolo: https://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/23_maggio_23/incendio-a-le-vele-di-desenzano-cosa-e-successo-una-bombola-di-gpl-sarebbe-esplosa-sul-tetto-d108c728-0880-481a-a61c-917023ed9xlk.shtml

L’impressionante nuvola nera che ha avvolto Desenzano

Caduta in un giardino vicino, non ha ferito nessuno. Lavori (da un anno) sul tetto del polo commerciale: lo si stava impermeabilizzando con del catrame. Il Comune emana ordinanza per tenere le finestre chiuse in zona

«Sono arrivata intorno alle 16.30 nel parcheggio del centro commerciale, ho visto le fiamme e le persone uscire. Poi sono scappata». È il racconto di Erica, una commessa di Montichiari che oggi pomeriggio era andata (non per motivi di lavoro) al centro commerciale «Le Vele» di Desenzano. Mentre la coltre di fumo nera si è alzata in cielo, visibile in A4 e fino a Lonato e Manerba, il fuoco si è diffuso rapidamente sul tetto in legno. Imponenti le operazioni di spegnimento dell’incendio che secondo i vigili del fuoco richiederanno l’intera notte

Bombola di gpl caduta in un giardino: tutti illesi – Stando ad una prima ricostruzione della dinamica di quanto accaduto, la causa sarebbe legata a dei lavori sul tetto del polo commerciale, all’altezza di un vecchio magazzino. In sostanza era in corso l’impermeabilizzazione del tetto con del catrame. Ma, ad un certo punto, una bombola di gpl è esplosa ed è caduta in un vicino giardino di un’abitazione. Mentre le fiamme si sono diffuse soprattutto nella zona tra gli uffici dell’Asst del Garda, l’ex Obi e un negozio di articoli sportivi che si trova al primo piano, il personale delle Vele e i clienti sono stati evacuati (come una vicina palazzina). 

Per fortuna non si registra nessun ferito – Sul posto 74 vigili del fuoco con 8 squadre, 6 autobotti, due autoscale. Con loro anche gli agenti della polizia stradale, i carabinieri della Compagnia di Desenzano, il personale della protezione civile (che ha distribuito l’acqua ai presenti), i tecnici di Arpa per verificare l’eventuale inquinamento dell’aria (ma non si registrano seri problemi). Viabilità in tilt lungo la tangenziale, con code fino a Lonato. I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo prima di domare l’incendio, il quale ha compromesso l’intera struttura che da circa un anno era sottoposta ad un’innovativa ed ecologica operazione di restyling. Milioni di euro i danni al centro commerciale. 

Arpa: chi vive in zona meglio non esca di casa. Il Comune emana ordinanza – Le prime analisi speditive di Arpa mostrano la presenza in aria dei tipici inquinanti della combustione,  tra cui lo stirene e l’ammoniaca (non certo salutari per la popolazione). È perciò stato disposto il posizionamento dei campionatori ad alto volume che tra qualche giorno riveleranno la presenza o meno dei micro inquinanti in aria, tra cui le diossine. In via precauzionale e preventiva è stato consigliato al sindaco di emettere un’ordinanza di divieto frequentazione dei  luoghi all’aperto e di tenere le finestre chiuse per i  residenti nelle limitrofe all’incendio. Le acque di spegnimento, cariche di inquinanti, vengono convogliate al depuratore comunale. E nella tarda serata di martedì, il sindaco di Desenzano Guido Malinverno ha emesso l’ordinanza dopo il consiglio da parte di Arpa Brescia. 

Incendio al centro commerciale Le Vele di Desenzano del GardaLocal Team

Ex Ilva, picchi di benzene a Taranto. L’ultimatum del sindaco Melucci: trovare una soluzione o stop agli impianti


articolo: https://bari.corriere.it/notizie/cronaca/23_maggio_22/ex-ilva-picchi-di-benzene-a-taranto-l-ultimatum-del-sindaco-melucci-trovare-una-soluzione-o-stop-agli-impianti-3a174758-f230-4e5c-847a-f915afe88xlk.shtml

Il primo cittadino ha emesso un’ordinanza urgente intimando ad Acciaierie Italia e Ilva in amministrazione straordinaria di individuare gli impianti responsabili dell’aumento di benzene

Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria, ognuna per le proprie competenze e responsabilità, hanno 30 giorni di tempo per individuare gli impianti responsabili dell’aumento della concentrazione di benzene registrata dalle centraline atmosferiche. È quanto stabilisce un’ordinanza contingibile e urgente firmata dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci che, ricalcando l’analogo provvedimento del 2020, ha inoltre intimato alle due società di individuare una soluzione tempestiva al problema senza la quale, entro 60 giorni dall’ordinanza bisognerà procedere allo spegnimento degli impianti dell’area a caldo. 

Le relazioni di Asl e Arpa – «Abbiamo ricevuto dall’Asl – sottolinea il primo cittadino – evidenze chiare rispetto al rischio per la popolazione, in particolare riguardo al danno provocato dall’aumento della media annuale della concentrazione di benzene, anche se al di sotto dei limiti di legge. Un’ulteriore relazione di Arpa ci ha consentito di correlare i picchi registrati all’attività dell’acciaieria, per questo l’ordinanza è mirata ad AdI e Ilva in as». Con l’ordinanza, spiega ancora Melucci, «abbiamo applicato quella precauzione che ci assegnano le norme, rispetto a un problema che era stato già sollevato e affrontato anche all’interno dell’osservatorio ispirato all’articolo 41 della Costituzione, che abbiamo insediato a gennaio. I nuovi elementi ci hanno messo nelle condizioni di procedere e ora attendiamo le necessarie risposte».

Sospesi i voli all’aeroporto Catania per l’eruzione dell’Etna


Cenere nello scalo aereo, non ci sono condizioni di sicurezza

articolo: https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2023/05/21/sospesi-i-voli-allaeroporto-catania-per-leruzione-delletna_cd05cec8-673f-4e18-9ccb-b495fa3cc51e.html

Piazzale del Rifugio Sapienza, Nicolosi (Catania) – 21 maggio 2023. ANSA/ORIETTA SCARDINO

Cenere nello scalo aereo, non ci sono condizioni di sicurezza

21 Maggio 2023

La Sac, società di gestione dell’aeroporto di Catania, comunica che, a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale ricaduta di copiosa cenere vulcanica sulle pavimentazioni aeroportuali, le operazioni di volo sono sospese sino al ripristino delle condizioni di sicurezza

Eruzione Etna, Rifugio Sapienza con cenere e lapilli. Parla INGV: “Colonna eruttiva di 11 km”Local Team



Maltempo Emilia-Romagna: treni sospesi per nuove esondazioni. Scuole chiuse e deviazioni


articolo: https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/cronaca/23_maggio_03/maltempo-emilia-romagna-treni-sospesi-per-nuove-esondazioni-scuole-chiuse-e-deviazioni-357550a6-92c0-4053-8e48-7b161c3a7xlk.shtml

Allagamenti nel Bolognese  (Fonte: Fan Meteo)

La sindaca di Conselice: «Andate al palazzetto dello sport e portatevi una coperta». Fiorello: «Morandi non viene: ha la casa allagata»

La pioggia che non ha smesso per tutta la notte, fra martedì e mercoledì, l’avviso nelle stazioni dei treni di linee che saltano, bus sostitutivi, ritardi.  Ponti chiusi e deviazioni. E l’occhio di molti residenti fisso ai bordi di ponti e argini dei fiumi che salgono. Il day after di un surreale inizio di maggio sta creando ancora forti preoccupazioni in Emilia-Romagna dove l’allerta meteo resta alta.

Risveglio sotto la pioggia – Ed è proprio Bologna che si sveglia ancora sotto la pioggia: più acqua in 48 ore che in quattro mesi, da gennaio ad aprile, tanto che si aspetta l’allerta rossa per criticità idraulica attiva per tutta la giornata. Ma a essere colpite con precipitazioni incessanti, come riportato dal Centro Meteo dell’Emilia-Romagna, sono tutte le zone tra Reggiano, Modenese, Bolognese, Ferrarese, Ravennate e Forlivese, con una media di «80-90 millimetri per area tra est Emilia e ovest Romagna. Punte anche di 120-140 millimetri su collina e alta pianura Bolognese, Faentino, Imolese e Forlivese occidentale», continua il Centro Meteo. Le conseguenze, dunque, per questo 3 maggio, sono il portato di quanto successo ieri, ma almeno per le prime ore di oggi non sono attesi particolari miglioramenti: scuole chiuse, strade allagati, fiumi in piena che rompono gli argini. 

Esondazioni e treni sospesi – Nella notte si è ampliata la zona allagata per la rottura dell’argine del Sillaro a Conselice (Ravenna), ma è stata segnalata anche l’esondazione del Lamone in località Boncellino. Il Sillaro è osservato speciale già da ieri, in località San Salvatore a Sesto Imolese: zona rossa in cui tutti i corsi d’acqua sono sopra il livello idrografico tre. Alle 7,30 è stata chiusa la via Emilia in diversi punti, vicini a tratti di corsi d’acqua eccessivamente alti e pericolosi. Ma i disagi alla circolazione riguardano anche alcune linee ferroviarie: è al momento sospesa fra Faenza e Forlì (linea Bologna – Rimini), Russi e Lugo (linea Bologna – Ravenna), Russi e Granarolo (linea Faenza – Ravenna) e fra Lavezzola e Mezzano (linea Ferrara – Ravenna). La sospensione è stata resa necessaria per l’innalzamento del livello di guardia dei fiumi Montone, Lamone, Senio e Santerno dovuto alle forti e prolungate piogge. Sul posto già i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana in costante contatto con Prefettura e Protezione Civile. 

Nuovi sfollati nella notte – E poi c’è il fronte sfollati: sono oltre 250 gli evacuati nel Ravennate per il maltempo. Un centinaio nel territorio di Faenza, per l’esondazione dell’acqua a causa della confluenza del Marzeno con il Lamone. Nella notte si sono concluse le operazioni di evacuazione di altri 60 residenti a Conselice, dopo la rottura del Sillaro avvenuta nel pomeriggio di ieri. Sgomberate un centinaio di persone anche a Biancanigo di Castel Bolognese. La Prefettura, con i centri operativi comunali, sta monitorando la situazione. Restano attivi i presidi formati da vigili del fuoco e volontari della protezione civile. In campo anche l’esercito. continua a leggere

Alluvione in Emilia Romagna, esonda il Sillaro a Conselice: le immagini dal droneLocal Team
Alluvione a Faenza, parte della città sommersa: le immagini dal drone. Persone bloccate in casaLocal Team
Alluvione a Faenza: quartiere Borgo sommerso dopo l’esondazione del LamoneLocal Team

Berlusconi è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Raffaele di Milano: ha la polmonite


articolo: https://www.corriere.it/politica/23_aprile_05/silvio-berlusconi-terapia-intensiva-18a437e8-d39c-11ed-ba6c-77fbc62fc42e.shtml

Silvio Berlusconi, 86 anni di età, è ricoverato in terapia intensiva cardiochirurgica all’ospedale San Raffaele di Milano: il leader di Forza Italia ha una polmonite. Attesa la visita della figlia Marina. Le ultime notizie sulle sue condizioni di salute

Silvio Berlusconi è ricoverato al San Raffaele di Milano, in terapia intensiva cardiochirurgica, per una polmonite. La situazione, spiegano fonti ospedaliere, è delicata.

Secondo quanto riferito da Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia e ministro degli Esteri, a causare il ricovero è stata «un’infezione non risolta», ma Berlusconi è vigile «e parla». Dopo essere stato sottoposto a una tacè in attesa di ulteriori accertamenti.

Il leader di Forza Italia, 86 anni, si è presentato all’ospedale nella mattinata di mercoledì 5 aprile manifestando un affanno respiratorio; è in trattamento con terapia antibiotica e avrebbe il respiratore.

In serata potrebbe essere emesso un bollettino medico; è attesa la visita della figlia Marina. «Ho parlato con la famiglia, è lì. C’è preoccupazione, ma con la dovuta prudenza io resto ottimista», ha detto Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

L’ex premier era stato ricoverato nell’ospedale lombardo dallo scorso lunedì allo scorso giovedì per quelli che erano stati definiti «controlli medici», dopo che alcune patologie pregresse erano tornate a farsi sentire. In quell’occasione, aveva ricevuto la visita del figlio Luigi e del fratello Paolo.

Lasciando il San Raffaele, accompagnato dalla compagna Marta Fascina, Berlusconi aveva allora rivolto un cenno di saluto dal sedile posteriore dell’auto blu ai giornalisti e ai curiosi che lo attendevano all’ingresso dall’ospedale.

Le parole di Berlusconi dopo l’ultimo ricovero – Il 31 marzo, tornato a casa, Berlusconi aveva postato un’immagine ringraziando i suoi follower sui social per il sostegno. «Ringrazio tutti coloro che in questi giorni hanno voluto dedicarmi un pensiero di vicinanza e affetto», aveva scritto, «sono già tornato al lavoro sui temi principali di questi giorni, pronto e determinato a impegnarmi, come sempre ho fatto, per il Paese che amo».

Domenica — appena tre giorni fa — il leader di Forza Italia aveva anche scherzato con i suoi follower: «Oggi è la domenica delle Palme, ma per me è anche la festa di tutti i fiori. Io li amo tutti, ma più di tutti amo i tulipani, soprattutto per la varietà dei loro colori. Allora guardate cosa ho combinato: un prato, un grande prato tutto di tulipani a casa mia, Vi piacciono? Allora cercherò di farvelo vedere meglio in televisione. Per ora vi tulipano, no scusate ho sbagliato: vi saluto e vi abbraccio tutti». continua a leggere

Papa Francesco al Gemelli: ‘Ha un’infezione respiratoria’


Annullati alcuni impegni, comprese le udienze di giovedì e venerdì

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2023/03/29/papa-francesco-al-gemelli-ha-uninfezione-respiratoria_3ef5cb1e-988f-407b-9588-d361b5c5dbce.html

E’ stato per tutti il classico fulmine a ciel sereno l’improvviso ricovero di papa Francesco al Policlinico Gemelli, dove è giunto con una ambulanza per “un’infezione respiratoria“.

Nei giorni scorsi papa Francesco ha lamentato alcune difficoltà respiratorie e questo pomeriggio si è recato presso il Policlinico Gemelli per effettuare alcuni controlli medici“, ha comunicato in serata il direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni. “L’esito degli stessi ha evidenziato un’infezione respiratoria (esclusa l’infezione da Covid 19) che richiederà alcuni giorni di opportuna terapia medica ospedaliera“. “Papa Francesco è toccato dai tanti messaggi ricevuti ed esprime la propria gratitudine per la vicinanza e la preghiera“… continua a leggere

Esplosione nella scuola: un forte botto, vetri rotti e tanto fumo, istituto evacuato e feriti due studenti Video


articolo: Esplosione nella scuola: un forte botto, vetri rotti e tanto fumo, istituto evacuato e feriti due studenti Video (ilgazzettino.it)

È successo nella mattina del 23 marzo, poco dopo le 9, all’Ipsia di via Alfieri, che fa parte dell’Iis Viola-Marchesini, già salito alla ribalta delle cronache nazionali per la vicenda della professoressa colpita dai pallini all’Itis Viola

Rovigo, 23 marzo 2023

Un botto e tanto fumo, che ha invaso uno stanzino e un corridoio, mentre tutti gli studenti sono stati fatti uscire dalla scuola. È successo questa mattina, 23 marzo, poco dopo le 9, all’Ipsia di via Alfieri, che fa parte del Polo Tecnologico di Rovigo, ovvero l’Iis Viola-Marchesini, già salito alla ribalta delle cronache nazionali per la vicenda della professoressa colpita dai pallini all’Itis Viola. Due studenti sono rimasti leggermente feriti a causa dei vetri delle numerose finestre andate in frantumi e sono stati assistiti sul posto dal personale sanitario del Suem 118. Uno dei due successivamente è stato accompagnato in pronto soccorso per ulteriori accertamenti. Le lezioni scolastiche di oggi sono state sospese.

I ragazzi all’uscita di scuola hanno raccontato di aver sentito un’esplosione e aver visto vetri rotti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. L’esplosione con principio d’incendio è avvenuta all’interno di uno stanzino al primo piano e il fumo che ha invaso il corridoio. L’intero plesso scolastico (che al secondo piano ospita anche l’èstituto per Geometri Amos Bernini) è stato evacuato. I vigili del fuoco accorsi dalla centrale con il personale di prima partenza, l’autoscala e il funzionario di guardia, hanno messo in sicurezza l’istituto. Nella stanza interessata dall’esplosione, di cui è andata in frantumi e scardinata la porta,  il Niat (Nucleo investigativo Antincendio territoriale) dei vigili fuoco ha effettuato un sopralluogo per determinare le cause dell’improvviso scoppio. continua a leggere

Acquedotto contaminato da agente tossico e cancerogeno, divieto di usare l’acqua: in corso accertamenti dell’Asl


articolo: Acquedotto contaminato da agente tossico e cancerogeno, divieto di usare l’acqua: in corso accertamenti dell’Asl (leggo.it)

L’inquinamento chimico è stato rilevato nelle falde acquifere del comune di Taggia

L’acquedotto contaminato da un agente tossico e cancerogeno ha fatto scattare il divieto di utilizzare l’acqua potabile nella città di Taggia e in buona parte del comune di Sanremo. Nuovi campionamenti sono in corso da parte della Asl nella provincia di Imperia.

L’acqua tossica e cancerogena – L’inquinamento chimico è stato rilevato nelle falde acquifere del comune di Taggia. Entro domani sera è previsto l’arrivo dei risultati mentre è in corso, in questi minuti, un servizio straordinario di fornitura acqua nelle zone di Poggio, in attivazione cisterna fissa; San Giacomo-giro dell’Isola Isola, in attivazione autobotte; Corso Mazzini 3, zona Stadio Comunale, punto di approvvigionamento idrico; Via Val d’Olivi 88, punto di approvvigionamento idrico; via Duca degli Abruzzi altezza civico 294, punto di approvvigionamento idrico. In arrivo anche una rilevante fornitura di acqua in bottiglia alla Protezione civile, che sarà distribuita in vari punti via via comunicati dal comune stesso di Sanremo. Campionamenti suppletivi hanno riguardato in particolare quelle zone che in parte attingono dalle falde acquifere inquinate del torrente Argentina a Taggia (levante cittadino e primo entroterra). Le analisi, effettuate da Arpal e Asl, hanno rilevato tracce di inquinamento da Tricloropropano anche sulle zone verificate. I pozzi inquinati sono stati chiusi e sulle cause dell’inquinamento delle falde dell’Argentina a Taggia sono in corso accertamenti e indagini a tutti i livelli.

Scontro tra aerei a Roma Piloti morti per evitare strage


All’altezza di Guidonia Montecelio, vicino alla capitale. I piloti avrebbero evitato di cadere sui palazzi e così causare molte vittime

Due aerei si sono scontrati all’altezza di Guidonia Montecelio, centro alle porte di Roma.

I due velivoli sono precipitati su un prato non lontano da via Longarina e i piloti che erano a bordo sono deceduti nello schianto.

Sul posto polizia, carabinieri e personale del 118. L’incidente, secondo le prime informazioni, avrebbe coinvolto due aerei militari d’epoca. Dopo lo scontro, uno dei due è finito in un prato, l’altro su una strada.

I due aerei appartenevano al 60esimo Stormo dell’Aeronautica Militare. In base a quanto si apprende uno dei due velivoli, utilizzati per l’addestramento, è precipitato su una auto parcheggiata a poca distanza da alcune abitazioni mentre l’altro mezzo è caduto su un campo. Non risultano altri feriti.

Il pilota ha fatto qualcosa per evitare i palazzi, li ha schivati. Secondo me una manovra per graziarci, perché poteva prendere i palazzi”. E’ quanto raccontano i testimoni oculari dell’incidente tra due ultraleggeri costato la vita a il tenente Colonnello Giuseppe Cipriano e il maggiore Marco Maneghello, i due uomini appartenenti al 60esimo Stormo dell’Aeronauta militare.

Pur essendo in corso i doverosi accertamenti, dalle prime ricostruzioni è ragionevole ipotizzare che il velivolo caduto nella strada di un centro abitato sia stato li direzionato dal pilota per recare il minor danno possibile a cose e persone, tanto che i danni sono stati limitatissimi. Diversamente, una precipitazione sugli edifici ai lati della strada avrebbe causato numerose vittime. Lo afferma in una nota il procuratore di Tivoli, Francesco Menditto in relazione all’incidente di Guidonia. continua a leggere

8 marzo: Giornata internazionale della donna


articolo: https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_internazionale_della_donna

La Giornata internazionale dei diritti della donna ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in ogni parte del mondo. Viene associata allGiornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita il 17 dicembre 1999 e che cade ogni anno il 25 novembre. Viene celebrata negli Stati Uniti d’America a partire dal 1909, in alcuni paesi europei dal 1911 e in Italia dal 1922.

Spesso nell’accezione comune, nella stampa e in campo pubblicitario viene erroneamente definita come Festa della donna anche se è più corretto Giornata internazionale della donna poiché la motivazione non è la festa, ma la riflessione.

Fonti ONU invitano a operare affinché nel mondo si possa raggiungere una effettiva parità di genere entro il 2030

Le Origini – Il VII Congresso della II Internazionale socialista si tenne a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907; vi parteciparono 884 delegati di 25 nazioni. Tra questi vi furono le più importanti personalità marxiste del tempo come i tedeschi Rosa Luxemburg, Clara Zetkin e August Bebel, i russi Lenin e Martov, il francese Jean Jaurès. In quella sede vennero trattati, oltre al problema dell’atteggiamento da tenere in caso di una guerra europea e al tema del colonialismo, anche la questione femminile e la rivendicazione del voto alle donne.

Sciopero delle camiciaie di New York

Su quest’ultimo argomento il Congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne, senza allearsi con le femministe borghesi che reclamavano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne. Due giorni dopo, dal 26 al 27 agosto, fu tenuta una Conferenza internazionale delle donne socialiste, alla presenza di 58 delegate di 13 paesi, nella quale si decise la creazione di un Ufficio di informazione delle donne socialiste: Clara Zetkin fu eletta segretaria e la rivista da lei redatta, Die Gleichheit (L’uguaglianza), divenne l’organo dell’Internazionale delle donne socialiste.

In ItaliaLa mimosa – Nel settembre del 1944, si creò a Roma l’UDI, Unione Donne in Italia, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d’Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro; fu l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all’ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l’8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l’Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo: la mimosa, secondo un’idea di Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, fiore scelto perché povero e reperibile dappertutto.

La mimosa, simbolo italiano della Giornata internazionale della donna

Nei primi anni cinquanta, anni di guerra fredda e periodo in cui al Viminale c’era Mario Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere Noi donne, il mensile dell’Unione Donne Italiane (UDI), divenne un gesto «atto a turbare l’ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva «occupazione abusiva di suolo pubblico». Nel 1959 le senatrici Luisa Balboni, comunista, Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni, socialiste, presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l’iniziativa cadde nel vuoto.

Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell’opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista.

Carica di polizia contro un corteo femminista

Il femminismo – L’8 marzo 1972 la giornata della donna a Roma si tenne in piazza Campo de’ Fiori: vi partecipò anche l’attrice statunitense Jane Fonda, che pronunciò un breve discorso di adesione, mentre un folto reparto di polizia era schierato intorno alla piazza nella quale poche decine di donne manifestavano con cartelli chiedendo la legalizzazione dell’aborto e la liberazione omosessuale. Il matrimonio venne definito prostituzione legalizzata e circolò un volantino che chiedeva che non fossero lo Stato e la Chiesa ma la donna ad avere il diritto di amministrare l’intero processo della maternità. Quelle scritte furono giudicate intollerabili e la polizia caricò e disperse le manifestanti. In molte città d’Italia sono stati intitolati all’8 marzo strade e giardini.

I funerali di Maurizio Costanzo: le lacrime di Maria De Filippi, il lungo applauso della folla


Funerali Maurizio Costanzo, la diretta dall’interno della chiesa Local Team

I funerali di Maurizio Costanzo in diretta: le lacrime di Maria De Filippi, il lungo applauso della folla

articolo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/23_febbraio_27/i-funerali-di-maurizio-costanzo-in-diretta-feretro-nella-chiesa-piazza-piena-a5c641f9-9bbf-489a-b9a6-bf0f93021xlk.shtml

Nel giorno del funerale di Maurizio Costanzo, scomparso venerdì scorso a 84 anni, la Chiesa degli Artisti e l’intera piazza del Popolo è affollata. A Roma, per l’ultimo saluto, ci sono migliaia di persone.

È stata la primogenita Camilla, a nome dei fratelli Saverio (anche lui figlio di Maurizio Costanzo e Flaminia Morandi) e Gabriele (figlio di Maurizio e Maria De Filippi) a leggere in chiesa, a funerale terminato, un ricordo per il papà, morto a causa di una polmonite venerdì 24 febbraio.

Visibilmente commossa, Camilla Costanzo sull’altare ha detto: «Sarò breve e spero di arrivare fino in fondo come avrebbe voluto papà».

«Papino, l’ondata d’amore che ci ha sommersi è merito del bene che hai dato a tantissime persone. Non hai avuto tre figli ma molti di più. In molti ti hanno considerato un padre e maestro di vita. Hai incoraggiato, spronato, costruito talenti. Ci lasci un’eredità importante, il tuo più grande insegnamento, l’umiltà. Non ti saresti mai aspettato una grande dimostrazione d’affetto. Ci avresti detto come sempre “Ma vi rendete conto? Tutto questo per me”. Ora sei per mano a Sordi e Gassmann, ti immaginiamo mentre in Paradiso organizzi un altro dei tuoi talk show». E poi «nulla di quello che ci hai lasciato andrà perduto». continua a leggere

Ladri negli spogliatoi dell’Udinese, rubati contanti e vestiti


articolo: Furto negli spogliatoi dell’Udinese, rubati 1000 euro (udinetoday.it)

Ladri negli spogliatoi dell’Udinese Calcio la sera di venerdì, al centro sportivo Dino Bruseschi. Il fatto si sarebbe verificato tra le 19 e le 19:30. Nel centro sportivo si stavano allenando i ragazzi del settore giovanile. I malviventi hanno forzato diversi armadietti e sono riusciti a rubare circa 1000 euro in contanti e degli indumenti. Sul posto i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Udine, che stanno svolgendo indagini.

Il comunicato dei CdR di Gedi (Exor): «Tutte le testate in vendita»


articolo di Redazione: Il comunicato dei CdR di Gedi (Exor): «Tutte le testate in vendita» | Calcio e Finanza

«Siamo tutti in vendita». Inizia così il comunicato del Coordinamento dei Comitati di Redazione del Gruppo Gedi (società editoriale controllata da EXOR, la holding della famiglia Agnelli-Elkann), dopo l’incontro con l’amministratore delegato del Gruppo Gedi Maurizio Scanavino (anche amministratore delegato della Juventus).

«Ieri – si legge nella nota -, a distanza di soli due mesi da quando l’amministratore delegato del Gruppo Gedi, Maurizio Scanavino, aveva sottolineato come l’assetto dei giornali del gruppo, dai locali ai nazionali, rappresentasse il “perimetro di riferimento dell’azienda”, è stato comunicato che si valutano proposte di vendita di singole testate o gruppi di esse».

«La comunicazione è stata data nel corso della riunione chiesta all’azienda dal Coordinamento dei Cdr dei giornali del gruppo dopo le notizie, non smentite, di trattative con gruppi interessati all’acquisizione delle storiche testate del Nordest: il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia, la Tribuna di Treviso, il Corriere delle Alpi, Il Messaggero Veneto e Il Piccolo. A cui si aggiungerebbe la Gazzetta di Mantova».

«L’amministratore delegato, negando vi siano trattative formali in corso, ha ammesso che l’azienda è pronta però “a valutare offerte in base a quanto e chi”. E il principio può essere esteso anche a La Stampa, la Repubblica, Il Secolo XIX, la Provincia Pavese, la Sentinella del Canavese, le radio, sulla cui possibile vendita l’amministratore delegato non si è espresso: “Mi rifiuto di parlare di perimetro”».

«Il perimetro non esiste più, di fatto. Questo repentino cambio di strategia da dicembre a febbraio è stato imputato ai dati di chiusura di bilancio. L’azienda ha affermato di voler proseguire nel percorso di potenziamento dell’informazione digitale e dei contenuti di intrattenimento, avviato negli ultimi anni con tutte le testate: ma è lecito domandarsi, fino a quando?».

«La logica del vantaggio economico si è rapidamente sostituita a quella dell’interesse per i territori, il presidio informativo di questi, il valore sociale dell’informazione per la quale tutti i giornalisti lavorano quotidianamente anche affrontando da tempo sfide e incognite di una non facile transizione digitale».

«Non possiamo accettare che tutto l’impegno profuso in questi anni di lavoro sia oggi messo sul mercato con tanta leggerezza. Stupisce e ferisce che la storia delle testate e il loro rapporto con la cronaca, la gente, le imprese sia interessante solo fino a quando non arriva l’offerta giusta per venderlo. Per questa ragione tutte le testate del gruppo, già in stato di agitazione, annunciano iniziative di protesta», conclude la nota.

Si rompe un finestrino dell’aereo, paura sul volo del Palermo. Match rinviato di 24 ore


articolo: Palermo, stop al volo per finestrino rotto all’aereo – La Gazzetta dello Sport

L’aereo che doveva portare i rosanero a Roma per la trasferta con l’Ascoli è costretto a fare retromarcia subito dopo il decollo. Tensione e un po’ di panico a bordo

Una trasferta da incubo per il Palermo verso Ascoli Piceno, dove avrebbe dovuto scendere in campo alle ore 14. Il volo programmato per il venerdì sera è decollato per Roma ma subito dopo ha fatto rientro al Falcone e Borsellino per un guasto a un cristallo e la squadra è rimasta a terra in attesa di un altro aereo. Il secondo volo charter, con destinazione Pescara, ha permesso alla squadra di Corini di arrivare ad Ascoli Piceno in nottata. Dopo mille peripezie infatti è stato trovato un volo con decollo alle 3 e arrivo poco prima dell’alba.

RATTATIVE – Già ieri sera sono cominciate immediatamente le trattative serrate con la Lega B e l’Ascoli per posticipare la partita. Nella notte è arrivato il comunicato ufficiale, col match spostato di 24 ore: si giocherà così alle 14 della domenica invece che alle 14 di oggi.

Sciopero benzinai, revocato il secondo giorno: dalle 19 torna il self service, domani servizio regolare


articolo di Claudia Voltattorni: https://www.corriere.it/economia/lavoro/23_gennaio_25/sciopero-benzinai-revocato-secondo-giorno-19-riaprono-self-service-domani-servizio-regolare-217e165a-9cc8-11ed-98d0-d76eb160bd17.shtml

Sciopero revocatoDalle 19 di oggi riaprono tutti i benzinai, inclusi i self service. Fegica e Figisc Confcommercio, le sigle sindacali finora contrarie a dimezzare di 24 ore la protesta, alla fine hanno aderito alla revoca del secondo giorno di sciopero annunciata martedì dalla Faib Confesercenti.

La scelta dopo l’ennesimo incontro al ministero delle Imprese (ex Mise) con i tecnici del dicastero che hanno ribadito quanto proposto martedì dallo stesso ministro Adolfo Urso (riduzione delle sanzioni e dilazione dei tempi di comunicazione al ministero dei prezzi dei carburanti). Un incontro senza novità, ma che ha portato le due sigle a decidere che «insistere nel proseguire nell’azione di sciopero, non ha più alcuna ragione di essere. È ai cittadini — scrivono Fegica e Figisc in una nota — che i benzinai si rivolgono revocando il secondo giorno di sciopero già proclamato, eliminando ogni possibile ulteriore disagio». Urso sottolinea quindi che «la revoca indica che è stato apprezzato l’impegno del governo a migliorare il testo».

Dunque dalle 19 di oggi (mercoledì) su strade e autostrade torneranno operativi tutti i benzinai, inclusi i self service. continua a leggere

Confermato lo sciopero dei benzinai il 25 e 26 gennaio: nessun passo avanti


articolo di Redazione Economia: https://www.corriere.it/economia/consumi/23_gennaio_19/confermato-sciopero-benzinai-25-26-gennaio-nessun-passo-avanti-ac242afc-97e5-11ed-a8ba-307a461da0c0.shtml

I benzinai confermano lo sciopero del 25 e 26 gennaio. Dopo l’incontro con il governo le posizioni sono distanti tra esecutivo e gestori. I sindacati si dicono infatti «profondamente delusi». Le sigle rappresentative dei benzinai Faib, Fegica e Figisc/Anisa hanno quindi confermato lo sciopero proclamato per il 25 e 26 gennaio anche dopo il terzo tavolo convocato al Mimit questa mattina con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. continua a leggere

Benzina: confermato lo sciopero del 25-26 gennaio


articolo Redazione ANSA: https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/01/17/benzina-confermato-lo-sciopero-del-25-26-gennaio_9a40c253-a1e3-42b8-94bb-ebdd62e8bf78.html

“In attesa delle valutazioni del Governo lo sciopero previsto per i giorni 25 e 26 gennaio è confermato. Per fare emergere serietà e competenza richiesta c’è tempo fino al minuto prima della chiusura degli impianti”.

In attesa delle valutazioni del Governo lo sciopero previsto per i giorni 25 e 26 gennaio è confermato.

Per fare emergere serietà e competenza richiesta c’è tempo fino al minuto prima della chiusura degli impianti“.

Lo affermano in una nota congiunta di Fegica e Figisc/Anisa dopo l’incontro con il governo. 

Voli continuità territoriale Sardegna: assegnata a Ita Airways la rotta Cagliari-Linate


articolo: Voli continuità territoriale Sardegna: assegnata a Ita Airways la rotta Cagliari-Linate – Cronaca (ilgiorno.it)

Un aereo di Ita Airways

Unica a presentare un’offerta, la compagnia ex Alitalia se l’è aggiudicata per poco più di 5 milioni di euro con un ribasso del 50,3% sull’importo a base d’asta

Autorizzata dalla Regione Sardegna, Ita Airways potrà mettere in vendita i biglietti per i collegamenti fra Cagliari e Roma Fiumicino e Milano Linate della continuità territoriale della Sardegna.

E’ un passaggio fondamentale che con un mese di anticipo rispetto alla scadenza del 16 febbraio prossimo consentirà a tutti in tempi brevissimi di poter prenotare i biglietti per i voli in continuità da e per lo scalo cagliaritano, in attesa che le rotte vengano aggiudicate definitivamente“, dichiara l’assessore regionalesardo ai Trasporti, Antonio Moro. “Come previsto dalla normativa europea di settore – aggiunge – ai passeggeri sarà garantita la riprotezione qualora l’assegnazione finale delle rotte dovesse mutare. A breve procederemo ad autorizzare la vendita dei biglietti anche per i voli da e per l’aeroporto di Olbia“.

Il collegamento Cagliari- Milano Linate, messo a bando a fine dicembre dalla Regione Sardegna, è stato assegnato a Ita, la sola a presentare un’offerta per questa rotta, per poco più di 5 milioni di euro (Iva esclusa) con un ribasso del 50,3% sull’importo a base d’asta, pari a circa 10,2 milioni. Ita si era aggiudicata anche la tratta Cagliari-Roma Fiumicino, cui era interessata anche Volotea, per circa 8 milioni di euro (Iva esclusa), grazie a un ribasso del 53,1% sull’importato a base d’asta che era di oltre 17,1 milioni. 

La tratta Olbia-Milano Linate, per la quale si era fatta avanti anche Ita, è stata aggiudicata per 910.858 euro ad AeroItalia, che ha offerto un ribasso del 75% sull’importo a base d’asta, pari a oltre 3,6 milioni di euro.

Taranto, rubati palloni e maglietteai figli degli operai ex IlvaIl parroco: «È stato uno sfregio»


articolo di Cesare Bechis: https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/cronaca/23_gennaio_05/taranto-rubati-palloni-magliette-figli-operai-ex-ilva-parroco-stato-sfregio-5b23990c-8cce-11ed-8cdb-ca1b9dd81907.shtml

Raid al quartiere i Tamburi nell’oratorio della chiesa Angeli Custodi, un simbolo
per i tarantini che lavorano nello stabilimento siderurgico

Taranto, 5 gennaio 2023

«Ne pagano le conseguenze sempre i più piccoli che sono le vere e innocenti vittime, figli degli operai dell’acciaieria». Chi parla così è don Alessandro Argentiero, giovane parroco della chiesa Angeli Custodi del quartiere Tamburi di Taranto. Il pomeriggio di martedì 3 gennaio i ladri hanno svuotato il container spogliatoio della scuola calcio parrocchiale rubando tutto il materiale sportivo dai cassetti e da alcuni scatoloni. Al di là del danno economico il furto è un pugno in faccia ai ragazzini baby calciatori e al quartiere stesso. continua a leggere

Aereo perde contatto radio e scatta l’allarme, decollo immediato per 2 Eurofighter: cosa è successo


articolo: Aereo perde contatto radio e scatta l’allarme, decollo immediato per 2 Eurofighter: cosa è successo (leggo.it)

L’intercettazione e la “visual identification” (VID) sono avvenute nei cieli di Parma

Due Eurofighter dell’Aeronautica Militare sono decollati in servizio d’allarme dalla base aerea di Istrana lunedì pomeriggio, perché un velivolo civile Cessna 525 decollato da Palma di Mallorca e diretto a Vienna aveva perso temporaneamente i contatti radio con gli enti nazionali del traffico aereo civile.

Bando continuità aerea, nessuna offerta per Alghero


Aperte le buste in Regione, tre compagnie interessate

articolo Redazione ANSA: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2022/12/27/bando-continuita-aerea-nessuna-offerta-per-alghero_0eacebfe-f498-4ac1-afd5-81416c81b03f.html

Tre compagnie aeree si vogliono spartire le rotte per la Sardegna in regime di continuità territoriale, cioè con le compensazioni economiche di circa 52 milioni per gli oneri di servizio pubblico, per il periodo dal 17 febbraio 2023 al 26 ottobre 2024.

Ma all’apertura delle buste amara sorpresa per il nord ovest dell’Isola: per i collegamenti dall’aeroporto di Alghero con Roma e Milano nessuna compagnia si è fatta avanti, a differenza di quanto appreso in precedenza.

Le offerte pervenute sono:

  • Ita e Volotea per Cagliari-Roma Fiumicino;
  • Ita per la rotta Cagliari-Milano Linate;
  • Ita, Volotea e AeroItalia per Olbia-Roma Fiumicino;
  • Ita e AeroItalia per Olbia-Milano Linate.

La commissione aggiudicatrice dovrà ora verificare la documentazione presentata per procedere prima, in seduta riservata, all’esame delle offerte tecniche, e successivamente in seduta pubblica per valutare le offerte economiche. Resta possibile, fino al

  • 31 gennaio 2023

che un vettore comunitario accetti di effettuare le rotte senza esclusiva e senza compensazione.Con l’apertura delle buste e la verifica delle offerte -s ottolinea l’assessore regionale dei Trasporti, Antonio Moro – diamo il via a un iter che confidiamo possa essere il più breve possibile e avere così entro fine anno l’aggiudicazione provvisoria dei voli per i quali è stata presentata un’offerta. Alghero non resterà senza voli: ci siamo già attivati con il Ministero e con l’Enac per avviare una procedura di emergenza che consenta di non interrompere il servizio pubblico dallo scalo algherese. continua a leggere

Grossa frana a Genova, massi si staccano da una parete di roccia: evacuate 46 persone


Grossa frana a Genova, massi si staccano da una parete di roccia: evacuate 46 persone – foto video.corriere.it

articolo: https://video.corriere.it/cronaca/genova-grossa-frana-a-palazzine-immagini-dall-alto-vigili-fuoco/11d2b06a-83b1-11ed-8cce-4b72b0db0f83

È successo in via Posalunga. Evacuate 46 persone

LaPresse / CorriereTv

(LaPresse) – 24 dicembre 2022

Grossa frana sabato mattina in via Posalunga, nel quartiere di San Martino a Genova. Lo smottamento si è staccato da un costone di roccia e pietre limitrofo a una palazzina. Evacuate 46 persone. Nessuno è rimasto Il presidente della Regione Giovanni Toti e l’assessore Giampedrone sono in contatto con il sindaco Marco Bucci e con gli operatori sul posto, vigili del fuoco e polizia locale, per le necessità di assistenza alle famiglie.

articolo: https://video.corriere.it/cronaca/grossa-frana-genova-massi-si-staccano-una-parete-roccia-evacuate-46-persone/9ef93e74-839c-11ed-8cce-4b72b0db0f83?vclk=video3CHP%7Cgrossa-frana-genova-massi-si-staccano-una-parete-roccia-evacuate-46-persone

«Attualmente abbiamo 46 persone evacuate dai due civici di via Posalunga, coinvolti dalla frana, ospitati temporaneamente al centro civico Buranello dove i nostri volontari della Protezione civile stanno dando assistenza con un pranzo caldo e provvedendo alle procedure di accreditamento per un’eventuale ospitalità in hotel». Lo dichiara l’assessore alla Protezione civile del Comune di Genova Sergio Gambino, che sta monitorando in loco la situazione di via Posalunga. Presenti sul posto vigili del fuoco, carabinieri e per il Comune di Genova i volontari della protezione civile, i tecnici e pattuglie della polizia locale, già da questa mattina alle 7.30 circa quando è stata disposta l’evacuazione di due palazzine per questioni di sicurezza, perché affacciate sul versante franoso.

Frana su palazzine a Genova, oltre 40 famiglie sfollate – QuotidianoNazionale

Covid, le ricette elettroniche scadono a fine anno: «Il governo proroghi la norma»


Covid, le ricette elettroniche scadono a fine anno: «Il governo proroghi la norma». Schillaci: obbligo di mascherina in ospedale fino a primavera

articolo di  Carlotta De Leo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/22_dicembre_20/covid-le-ricette-elettroniche-scadono-a-fine-anno-il-governo-proroghi-la-norma-schillaci-obbligo-di-mascherina-in-ospedale-fino-a-primavera-435bb026-7449-4ed8-b5ad-4984e7befxlk.shtml?refresh_ce

L’appello dei camici bianchi che scrivono al ministro della Salute per evitare  di tornare alle prescrizioni cartacee: «Positivi riscontri»

Il 31 dicembre scade la norma che consente ai medici di famiglia d’inviare ai pazienti le ricette via mail o sms. Una modalità che, durante le fasi più acute della pandemia di Covid, ha permesso ai cittadini di non affollare gli studi medici per ritirare le singole prescrizioni, evitando così rischi di contagio. E così i camici bianchi — preoccupati che il 2023 segni un ritorno al passato cartaceo — hanno lanciato un appello corale al ministro della Salute Orazio Schillaci.

 «Abbiamo interpellato la segreteria del ministro e ci aspettiamo una risposta positiva su un’eventuale proroga», ha detto il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli. «Sappiamo che il tema è sul tavolo e siamo sicuri che il ministro mostrerà la sua attenzione verso l’argomento», conferma Silvestro Scotti, segretario nazionale dei medici di medicina generale (Fimmg).

La ricetta «dematerializzata» è stata introdotta negli ultimi anni in Italia, ma prima del Covid era obbligatorio passare dal medico di base per ritirare un promemoria cartaceo. Con l’esplosione della pandemia, il 21 marzo 2020 la presidenza del Consiglio dei ministri emise un’ordinanza che, in sostanza, mandava in pensione il pezzo di carta rimpiazzato da un codice non criptato (il cosiddetto Nre) che i sanitari inviano via messaggio o mail ai pazienti. Basta questo codice per ritirare una medicina in farmacia o prenotare un accertamento. Ora quell’ordinanza sta per scadere. E per evitare l’addio alla ricetta elettronica occorre un nuovo provvedimento dell’esecutivo.

L’appello per le ricette elettroniche – Ora quell’ordinanza sta per scadere. E per evitare l’addio alla ricetta elettronica occorre un nuovo provvedimento dell’esecutivo. «Chiediamo al governo la proroga della ricetta elettronica almeno per un anno e un provvedimento che la renda strutturale», dice Pina Onotri, segretario generale del Sindacato medici italiani (Smi). Nella lettera inviata a Schillaci, Onotri ribadisce la carenza di medici di base in tutta Italia: sono pochi e «sempre più oberati da impropri carichi burocratici» che sottraggono tempo «all’attività clinica». Il ritorno alla ricetta cartacea così come era prima dell’emergenza Covid, aggiunge, «rappresenterebbe un salto indietro». Anche Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, chiede di non sprecare un’occasione: «La ricetta elettronica è stato uno strumento prezioso durante la pandemia. I cittadini lo apprezzano perché semplifica le procedure, riduce la burocrazia e consente ai medici di dedicare più tempo all’ascolto dei pazienti, soprattutto i più fragili». Più in generale, aggiunge Mandorino, «la sanità digitale è un beneficio soprattutto in contesti in cui la distanza dallo studio del medico costringerebbero ad esempio le persone anziane a chiedere aiuto a un familiare».

Malavasi (Pd): «Evitiamo  il passo indietro» – A sollecitare il governo è anche l’opposizione. «Mi pare evidente che mettere fine al provvedimento sarebbe un passo indietro che penalizzerebbe i cittadini, soprattutto, quelli con malattie croniche –  afferma Ilenia Malavasi, deputata Pd in commissione Affari sociali – Un governo che si riempie la bocca con le parole innovazione e digitalizzazione dovrebbe spiegare perché non ha ancora rinnovato una norma di civiltà e buon senso. Chiediamo al ministro Schillaci quando intenda intervenire altrimenti dal 10 gennaio si dovrà tornare dal medico di famiglia per prendere la prescrizione. Una follia». 

La proroga dell’obbligo di mascherina in ospedale – Il 31 dicembre scade poi un altro provvedimento sanitario legato alla pandemia: l’obbligo di usare la mascherina in ospedali e Rsa. «Sarà di nuovo prorogato, almeno fino a primavera», afferma il ministro Schillaci. La nuova misura è attesa a breve e già salutata con favore dagli esperti («un’ottima decisione» commenta Walter Ricciardi, docente di igiene all’Università Cattolica di Roma). «Qualcuno ha detto che volevamo togliere l’obbligo di mascherina e poi ci abbiamo ripensato. Non è così — chiarisce Schillaci — perché indossare le mascherine in ospedale è una forma di rispetto verso i pazienti più deboli». E poi aggiunge: «L’emergenza è ormai ampiamente superata. Siamo in una fase endemica, dobbiamo imparare a convivere con questo virus, ma siamo molto più tranquilli. Dopo due anni e mezzo ci stiamo lasciando alle spalle questa terribile esperienza. E dopo tante sofferenze e restrizioni, possiamo finalmente vivere un Natale in famiglia sereno».