CASO PLUSVALENZE: STANGATA SULLA JUVE, 15 PUNTI DI PENALIZZAZIONE


Andrea Agnelli, Pavel Nevded, Maurizio Arrivabene, Faabio Paratici

articolo Elisabetta Esposito: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/20-01-2023/juve-processo-plusvalenze-giornata-diretta-sentenza-4502050115741.shtml

La Corte federale d’Appello va oltre le richieste di Chinè. Pene pesanti anche per i dirigenti: 2 anni e mezzo a Paratici, 2 anni ad Agnelli e Arrivabene, 1 anno e 4 mesi a Cherubini e 8 mesi a Nedved

Stangata clamorosa sulla Juventus: la Corte federale d’Appello è andata ben oltre i nove punti chiesti dal procuratore federale per il campionato in corso e ha sanzionato il club per il caso plusvalenze con 15 punti di penalizzazione. Pene pesanti anche per i dirigenti per cui è stata chiesta anche l’estensione a Uefa e Fifa: 2 anni e mezzo a Paratici, 2 anni ad Agnelli e Arrivabene, 1 anno e 4 mesi a Cherubini e 8 mesi a Nedved, Garimberti, Vellano, Venier, Hughes, Marilungo e Roncaglio. Assolti gli altri otto club e i rispettivi amministratori e dirigenti. La Juve presenterà ora ricorso al Collegio di Garanzia del Coni.

SANZIONE AFFLITTIVA  – Vista la gravità dei fatti contestati e l’impatto avuto dal punto di vista sportivo sui campionati, la richiesta di Chinè era stata di una sanzione davvero afflittiva che tenesse la Juve fuori dall’Europa. La motivazione è: le plusvalenze fittizie nei bilanci al 30.6.19, 30.7.20 e la trimestrale 2021 hanno permesso alla Juve di ridurre le perdite e di non ricapitalizzare, e di fare il mercato, con effetti vantaggiosi sul piano delle competizioni sportive a cui ha partecipato in quelle stagioni. Quindi la penalizzazione, per essere afflittiva, deve collocare la Juventus in una posizione, in questo momento della stagione, che non permetta la partecipazione alle competizioni europee.

DIRIGENTI  – Mano pesante del procuratore c’era stata anche per i dirigenti bianconeri: se nei confronti delle altre società ha avanzato richieste di sanzione uguali a quelle del processo già celebrato nella primavera scorsa (di cui adesso ha chiesto la riapertura), nei confronti dei manager juventini le sue richieste sono aumentate di quattro mesi ciascuno proprio per la maggiore gravità delle condotte contestate rispetto ad allora: quindi, inibizione di 20 mesi e 10 giorni per Paratici, 16 mesi per Agnelli, 12 mesi per Nedved, Garimberti e Arrivabene, 10 mesi e 20 giorni per Cherubini.

https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/20-01-2023/plusvalenze-juve-difesa-l-appello-nessun-elemento-nuovo-4502049538685.shtml?intcmp=leggianche_free

Ragazza violentata dal branco: arrestati due calciatori, tra loro il figlio di Lucarelli


Lo stupro a marzo scorso dopo una notte in discoteca. Due calciatori ai domiciliari

articolo Carmine Ranieri Guarino Giornalista MilanoToday: https://www.milanotoday.it/cronaca/stupro-arrestato-figlio-lucarelli.html

L’avrebbero portata in un’abitazione in centro a Milano dopo una notte in discoteca. Lì, stando alle indagini, avrebbero abusato di lei, violentandola in branco. Due ragazzi di 22 e 23 anni sono stati arrestati venerdì mattina dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale di gruppo perché accusati di aver stuprato una studentessa americana lo scorso marzo. Uno di loro è Mattia Lucarelli, difensore del Livorno, squadra che milita in serie D, e figlio dell’ex bomber proprio del Livorno ed ex allenatore della Ternana, Cristiano Lucarelli. Il secondo ragazzo arrestato, invece, è Federico Apolloni, anche lui giocatore della formazione toscana.

Stando a quanto ricostruito dalla squadra mobile, coordinata da Marco Calì, i due giovani e tre amici – al momento indagati – avrebbero incontrato la vittima in una discoteca e a fine serata le avrebbero offerto un passaggio a casa. A quel punto, però, l’avrebbero portata in un appartamento in centro, sembrerebbe di un’amica di Lucarelli, dove si sarebbe consumata la violenza, con tanto di video girati dai tre amici dei due calciatori.

Dopo qualche giorno la stessa vittima – che quella sera era in compagnia di altre amiche – aveva contattato la polizia, dando così il via alle indagini. continua a leggere

Dani Alves arrestato! L’accusa è di molestie sessuali a Barcellona


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/20-01-2023/dani-alves-arrestato-molestie-sessuali-barcellona-4502051056733.shtml

L’ex blaugrana, Juve, Psg e ora in forza ai Pumas (Messico), è stato fermato dopo l’accusa di una presunta violenza ai danni di una ragazza avvenuta in un night club. Ma il suo entourage smentisce la ricostruzione

Il calciatore brasiliano Dani Alves è stato arrestato dopo essere stato accusato di aver abusato sessualmente di una donna a Barcellona. La presunta violenza sarebbe avvenuta lo scorso 30 dicembre in un night club di Barcellona, ha riferito la polizia all’Associated Press. Alves – si legge su Mundo Deportivo – si è consegnato questa mattina davanti ai Mossos d’Esquadra. Dopo aver rilasciato una dichiarazione, il calciatore brasiliano è uscito dal commissariato a bordo di un’auto della polizia pochi minuti dopo le 10 del mattino per essere portato alla Ciutat de la Justicia di Barcellona dove andrà in tribunale.

LA DENUNCIA – La ragazza, che era con alcuni amici a fare festa al nightclub Sutton nella città catalana, ha raccontato alla polizia che il 39enne calciatore brasiliano l’avrebbe toccata sotto la biancheria intima, senza il suo consenso. Accompagnata dai suoi amici, la donna ha denunciato l’accaduto al personale di sicurezza della discoteca, che ha attivato in questi casi il relativo protocollo e ha dato comunicazione ai Mossos d’Esquadra. L’entourage del calciatore ha smentito i fatti al quotidiano Abc, confermando che si trovava a Sutton “per poco tempo” e rilevando che “non è successo niente”. Attualmente Alves gioca con il club messicano del Pumas.

Partita decisa da un goal inesistente: l’arbitro ammette l’errore, si rigiocherà la sfida tra Noicattaro e Castellana


articolo: Partita decisa da un goal inesistente: sarà rigiocata la sfida tra Noicattaro e Castellana (baritoday.it)

La decisione è stata presa dal Giudice Sportivo che ha esaminato il referto dell’arbitro Andrea Romano della sezione di Lecce

Sarà rigiocata la partita di calcio tra Noicattaro e Castellana, valida per il campionato di Prima Categoria Puglia, disputatasi l’8 gennaio scorso e terminata con la vittoria per 1 a 0 degli ospiti con un goal inesistente ma convalidato al termine di un’azione avvenuta al 17esimo minuto.

La decisione è stata presa dal Giudice Sportivo che ha esaminato il referto dell’arbitro Andrea Romano della sezione di Lecce. Il direttore di gara ha ammesso l’errore di valutazione su una palla che è poi terminata fuori dopo aver colpito l’esterno della rete. Il giovane arbitro si sarebbe accorto dell’errore dopo aver ripreso il gioco a seguito della convalida della rete, nonostante le vibranti proteste dei giocatori del Noicattaro.

Per i castellanesi, inoltre, è scattata una multa da 300 euro per violazione dei principi di lealtà e correttezza sportiva. Nei prossimi giorni si saprà la data in cui sarà rigiocata la partita.

Clamoroso errore in Prima Categoria: il gol fantasma di Noicattaro-Castellana fa il giro del mondo – Quinto Potere

City, Mendy assolto da sei accuse di stupro


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/01/13/city-mendy-assolto-da-sei-accuse-di-stupro/

Benjamin Mendy – Photo by OLI SCARFF/AFP via Getty Images

Benjamin Mendy, terzino del Manchester City, è stato assolto, con verdetto unanime, da sei accuse di stupro. Stesso giudizio anche per Louis Saha Matturie, in giudizio insieme al calciatore, e che era considerato il suo facilitatore per scegliere le ragazze.

Non è ancora finita, però, per Mendy, visto che rimangono ancora due accuse di presunto stupro e tentato stupro, che saranno giudicate dalla giuria a giugno.

Durante la lettura della sentenza, Mendy si è coperto il volto con le mani mentre dondolava sul posto per la felicità di essere stato assolto con formula piena.

La decisione della corte è arrivata mercoledì, ma si è atteso fino a oggi, visto che rimanevano due accuse ancora pendenti ed è proprio su queste due che la giuria non ha trovato un accordo e su cui dovrà decidere la prossima estate.

Il Manchester City ha fatto sapere «di prendere atto del verdetto del Chester Crown Court ma di non essere in grado di commentare poiché il caso di Mendy è rimasto aperto».

Nuovo caso plusvalenze: ecco quali sono i nove club coinvolti


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/22/quali-sono-club-coinvolti-indagine-plusvalenze/

La nuova indagine sul caso plusvalenze della Procura FIGC riguarda nove club e 52 dirigenti. Lo ha reso noto la stessa FIGC in un comunicato.

«La Federazione Italiana Giuoco Calcio comunica che il Procuratore Federale – si legge nella nota -, esaminati i documenti e gli atti istruttori dell’indagine penale ‘Prisma’ trasmessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, ha proposto, ai sensi dell’art. 63 del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, ricorso per revocazione parziale della decisione della Corte Federale di Appello a Sezioni Unite n. 89 del 27 maggio 2022, nei confronti delle società:

  • FC Juventus SpA,
  • UC Sampdoria,
  • FC Pro Vercelli 1892 Srl,
  • Genoa CFC SpA,
  • Parma Calcio 1913 Srl,
  • Pisa Sporting Club Srl,
  • Empoli FC SpA,
  • Novara Calcio SpA,
  • Delfino Pescara 1936 SpA

e di 52 dirigenti delle medesime società sportive, chiedendone la condanna alle sanzioni che verranno rispettivamente richieste nel corso dell’udienza di discussione del ricorso di fronte alla Corte Federale di Appello.

Comunica, altresì, che la Procura Federale, a seguito dell’acquisizione degli atti del medesimo procedimento penale dell’Autorità Giudiziaria di Torino, si è attivata, nell’ambito di un nuovo procedimento disciplinare sportivo, nell’attività di indagine di propria competenza, nei confronti della società Juventus e di altre società sportive professionistiche per ulteriori e nuove condotte disciplinarmente rilevanti rispetto a quelle per le quali ha già esercitato l’azione disciplinare dinanzi agli Organi di Giustizia Sportiva nell’ambito dell’indagine “plusvalenze” della stagione sportiva 2021-2022 ed i cui giudizi si sono conclusi con la decisione n. 89 del 2022. I termini di conclusione delle indagini sono quelli fissati dal vigente Codice di Giustizia Sportiva della FIGC»conclude la Federcalcio.

Caso D’Onofrio, chiusa indagine FIGC: Trentalange rischia deferimento


Alfredo Trentalange – (Photo byMarco Rosi/Getty Images)

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/09/caso-donofrio-chiusa-lindagine-figc-trentalange-rischia-deferimento/

Il capo della Procura della Federcalcio, Giuseppe Chinè – riporta l’Ansa – ha notificato l’atto di chiusura indagini sulla vicenda del procuratore Aia Rosario d’Onofrio, arrestato con accuse di narcotraffico. Nel corso delle indagini sono emersi “comportamenti disciplinarmente rilevanti” del presidente dell’Aia Alfredo Trentalange che rischia ora il deferimento. Il n.1 della Figc Gabriele Gravina ha appena convocato per il 19 dicembre un consiglio federale con al punto 4 dell’ordine del giorno “situazione Aia: provvedimenti conseguenti”.

Nelle motivazioni della procura federale che ha chiuso le indagini, in riferimento al comportamento avuto dal presidente dell’Aia Alfredo Trentalange nel caso D’Onofrio, si legge la violazione dell’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva da parte del numero uno dell’Aia. Avrebbe infranto dunque il dovere di comportarsi in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, secondo i principi di lealtà, probità e correttezza “per avere omesso di assumere qualsiasi iniziativa, anche la più minimale, volta e finalizzata ad accertare i reali requisiti professionali e di moralità del sig. Rosario D’Onofrio prima della proposta, fatta dallo stesso Trentalange, e conseguente nomina da parte del Comitato Nazionale AlA”.

Inoltre la procura federale imputa a Trentalangedi aver contattato telefonicamente il Vice Presidente della Commissione Disciplinare Nazionale avv. Andrea Santoni, di non assumere nuove iniziative contro Rosario D’Onofrio” nonostante i riscontri di negligenza e inadeguatezza professionale di D’Onofrio da parte dell’avv. Santoni. Tra le altre accuse mosse al numero uno degli arbitri anche quella di aver omesso ogni iniziativa diretta ad accertare e, conseguentemente intervenire, visto come D’Onofrio nel corso dello svolgimento del suo incarico abbia preso parte a pochissime riunioni in presenza nonostante la rilevante mole di lavoro (1700 fascicoli l’anno).

Infine si legge nelle motivazioni come Trentalange abbia “nel corso del Consiglio Federale del 15 novembre 2022, nel quale si discuteva il caso “D’Onofrio”, dinanzi a tutte le Componenti partecipanti, ha reso dichiarazioni non veridiche, perché smentite dalle indagini espletate da questa Procura e dai verbali di dichiarazioni univocamente rese da più appartenenti all’Ordinamento Federale in ordine alla avvenuta acquisizione di un curriculum di Rosario D’Onofrio prima della sua nomina a Procuratore AIA, ai titoli di studio e professionali posseduti da quest’ultimo ed alle presunte, ma inesistenti, autocertificazioni rese dal medesimo”.

Siena, violenza sessuale, il calciatore Portanova condannato a 6 anni di reclusione


articolo di Andrea Vivaldi: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2022/12/06/news/violenza_sessuale_gruppo_portanova_calciatore_sentenza-377732295/?ref=RHLF-BG-I377755389-P1-S1-T1

Manolo Portanovarepubblica.it

La denuncia di una studentessa contro il tesserato del Genoa che era presente all’udienza

È stato condannato a 6 anni di reclusione il calciatore del Genoa Manolo Portanova. Il giovane, 22 anni, era finito a processo con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. Oggi, 6 dicembre, il tribunale di Siena ha emesso la sentenza al termine del rito abbreviato, chiesto dall’avvocato di Portanova, Gabriele Bordoni.  E ha condannato il calciatore, in solido con un altro imputato, al pagamento di un risarcimento di 100 mila alla ragazza, 20 mila alla madre e 10 mila all’associazione parte civile Donna.

Il calciatore, ex Juventus, era accusato assieme ad altri due coetanei, lo zio Alessio Langella, 23 anni, e Alessandro Cappiello, 25, nei confronti di una studentessa di 21 anni

Lo scorso 22 novembre, nel corso di una lunga udienza, il pm Nicola Marini aveva chiesto 6 anni di condanna per Portanova e Langella, pure lui con rito abbreviato, mentre per Cappello il rinvio a giudizio che è stato decretato nell’udienza di oggi. Anche per Langella il giudice ha pronunciato una condanna a 6 anni.

Nell’indagine è coinvolto un quarto ragazzo, 17enne all’epoca dei fatti, nei confronti del quale lavora quindi la procura minorile di Firenze. Portanova (che oggi era in aula) come gli altri imputati si è sempre dichiarato innocente. E la difesa ora potrà presentare ricorso in appello. continua a leggere

Juventus, i pm: tutti sapevano. L’inchiesta si allarga ai club in affari con i bianconeri (a partire da Atalanta e Genoa)


articolo di Simona Lorenzetti e Massimiliano Nerozzi: https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/22_dicembre_01/juventus-pm-tutti-sapevano-l-inchiesta-si-allarga-ad-altri-club-c19adfd6-70f6-11ed-9572-e4b947a0ebd2.shtml

Conti e plusvalenze: nel mirino ci sono le società che hanno fatto operazioni con i bianconeri. La posizione del club: «Non ci sono alterazioni sui bilanci»

C’è un punto fermnell’inchiesta sui conti della Juventus, almeno secondo la tesi degli investigatori, coordinati dall’aggiunto Marco Gianoglio e dai pm Mario Bendoni e Ciro Santoriello: tutti sapevano tutto, dal presidente Andrea Agnelli ai manager. Una convinzione nata setacciando documenti scoperti nelle perquisizioni, analizzando mail, ascoltando telefonate. Del resto, in una chiacchierata intercettata dai militari del nucleo di polizia economico finanziaria di Torino, l’allora capo dell’area tecnica così sintetizzava, in una battuta: «Erano tutti contenti quando Paratici veniva e portava plusvalenze». Un modo lecito di cui la Juve ha finito per abusare, se poi in maniera lecita o meno lo stabilirà un eventuale processo.

Di certo, è un modus operandi utilizzato da altri club, tanto che i pm torinesi stanno valutando se e quali atti trasmettere ai colleghi di altre città. A breve formuleranno la richiesta di rinvio a giudizio per i vertici del club bianconero — mentre per alcuni ex sindaci e revisori c’è l’ipotesi di una richiesta di archiviazione — ma altre Procure potrebbero poi avviare a loro volta accertamenti: l’impressione è che si stia soppesando l’esistenza di reati, ma che quasi certamente siano configurabili violazioni del codice di giustizia sportiva. In ballo ci sono alcune società che, negli anni sotto inchiesta, hanno fatto affari con la Juve, a partire da Atalanta e Genoa. Nell’attesa, ieri con una lunga nota, il club bianconero ha sottolineato la propria posizione: «Le contestazioni della Procura non paiono fondate e non paiono, peraltro, né quanto a presupposti, né quanto a conclusioni, allineate con i rilievi contenuti nella delibera Consob del 19 ottobre 2022».

Ovvero: «La Procurasostiene la Juve afferma l’artificialità di plusvalenze e la fittizietà delle rinunce stipendi, mentre Consob contesta un valore considerevolmente minore di plusvalenze, peraltro senza menzione di falso in bilancio, e non contesta l’efficacia giuridica delle rinunce stipendi, né, con specifico riguardo alla “manovra stipendi” 2020/2021, la natura giuridicamente non-vincolante delle scritture integrative in corso di negoziazione nell’aprile/maggio 2021». La società interviene anche sull’eventuale procedimento sportivo: «Juventus confida che, proprio in ragione della ritenuta assenza di qualsivoglia alterazione dei bilanci contestati, le conclusioni delle autorità sportive (che già si sono espresse, con riguardo al tema plusvalenze, in senso favorevole ai bianconeri) non cambieranno: in assenza di alcuna alterazione contabile, ogni sanzione sportiva risulterebbe del tutto infondata». Ma secondo la tesi dei pm, dal tenore di alcune mail su «debiti residui» con altri club ed agenti e le mensilità posticipate ai giocatori, il club potrebbe avere debiti fuori bilancio per circa 70 milioni di euro.

TERREMOTO JUVENTUS, GLI AGGIORNAMENTI

La Liga chiede sanzioni immediate per la Juventus


articolo 29 novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/29/liga-sanzioni-juventus/

«In seguito alle dimissioni del consiglio di amministrazione della Juventus, avvenute nella tarda serata di lunedì 28 novembre, LaLiga chiede l’applicazione immediata di sanzioni sportive nei confronti del club». E’ quanto si legge in una nota del massimo campionato di calcio spagnolo, a proposito dei fatti legati alle dimissioni del CdA del club bianconero nella serata di ieri.

«LaLiga – prosegue il comunicato – ha già presentato un reclamo ufficiale contro la Juventus alla UEFA nell’aprile 2022, in cui segnalava violazioni delle norme sul fair play finanziario su cui sta indagando la Guardia di Finanza italiana. In particolare, la denuncia accusa la Juventus di aver contabilizzato i trasferimenti al di sopra del loro valore equo e di aver sottovalutato le spese dei dipendenti, in violazione del fair play finanziario della UEFA. Inoltre, la denuncia accusava la Juventus di aver nascosto il vero costo dei salari dei suoi giocatori».

«Lunedì scorso, nella stessa nota diramata dal Consiglio di Amministrazione, i rappresentanti della Juve riconoscono gravissime irregolarità contabili, finalizzate anche a ingannare le autorità UEFA per il fair play finanziario, tra l’altro», prosegue ancora l’ente calcistico spagnolo contro il club presieduto fino a ieri da Andrea Agnelli.

«LaLiga, con l’obiettivo di promuovere un calcio finanziariamente sostenibile in Europa, sostiene queste accuse contro la Juventus e chiede che le autorità competenti applichino sanzioni sportive immediate contro il club. LaLiga è da tempo uno dei principali sostenitori dell’istituzione, dell’attuazione e dell’applicazione di rigorosi standard di sostenibilità finanziaria nel calcio. Nell’aprile di quest’anno, LaLiga ha presentato alla UEFA una denuncia per fair play finanziario contro la Juventus, ma anche contro il Manchester City e il Paris Saint-Germain».

«La stessa competizione spagnola ha applicato le sue regole di “controllo finanziario” per quasi un decennio, su richiesta dei club che compongono LaLiga. La sostenibilità finanziaria è fondamentale per proteggere il business del calcio. Proteggiamo il nostro calcio», ha concluso la Liga.

Juve, pronta la richiesta di rinvio a giudizio per Agnelli


articolo 30 novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/30/juve-pronta-la-richiesta-di-rinvio-a-giudizio-per-agnelli/

È pronta in procura a Torino la richiesta di rinvio a giudizio nell’inchiesta sui conti della Juventus. Il provvedimento riguarda Andrea Agnelli e quasi tutte le altre persone che nelle scorse settimane avevano ricevuto l’avviso di chiusura indagini: la posizione di alcuni è stata stralciata in vista di una probabile richiesta di archiviazione. Lo riporta l’ANSA. 

Andrea Agnelli (Insidefoto.com)

Nota Juve: «Eventuali sanzioni sportive e contestazioni Pm non fondate»


articolo 30 novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/30/nota-juve-eventuali-sanzioni-sportive-e-contestazioni-pm-non-fondate/

La Juventus prende posizione in una nota“In riferimento a quanto riportato da alcuni organi di stampa – nel pieno rispetto della magistratura e degli organismi regolatori del mercato, e pur ribadendo la massima fiducia nelle autorità giudicanti – JFC precisa quanto segue”, si legge.

A seguito dell’avvio del procedimento Consob di accertamento di presunte non-conformità contabili (luglio 2021), conclusosi in data 19 ottobre 2022, con gli esiti resi pubblici da Juventus con i due comunicati del 21 ottobre e 20 novembre 2022, e a seguito dell’acquisizione degli atti del fascicolo penale (a seguito della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari il 24 ottobre 2022), gli organi sociali di Juventus hanno proseguito il processo di rigorosa e scrupolosa valutazione di tutte le contestazioni contabili rivolte con riguardo ai bilanci di Juventus (2019/2020 e 2020/2021 e, a cascata, 2021/2022).

Sulla base di un solido set di pareri di primari professionisti legali e contabili, il board di Juventus è pervenuto, con compattezza, alla conclusione unanime da parte dei nove consiglieri in carica alla data del 28 novembre 2022, che:

  • Il trattamento contabile adottato nei bilanci contestati rientra tra quelli consentiti dagli applicabili principi contabili;
  • le contestazioni della Procura non paiono fondate e non paiono, peraltro, né quanto a presupposti, né quanto a conclusioni, allineate con i rilievi contenuti nella delibera Consob del 19 ottobre 2022; infatti, la Procura afferma l’artificialità di plusvalenze e la fittizietà delle rinunce stipendi, mentre Consob contesta un valore considerevolmente minore di plusvalenze, peraltro senza menzione di falso in bilancio, e non contesta l’efficacia giuridica delle rinunce stipendi, né, con specifico riguardo alla c.d. “manovra stipendi” 2020/2021, la natura giuridicamente non-vincolante, delle c.d. scritture integrative in corso di negoziazione nell’aprile/maggio 2021;
  • la correzione dei bilanci (i.e. restatement), con il limitato profilo delle c.d. “manovre” stipendi 2020 e 2021 è stata decisa in via di adozione di una prospettiva di accentuata ed estrema prudenza e ha effetti contabili ritenuti, anche con l’ausilio di esperti indipendenti , di ordine non rilevante, in particolar modo sul patrimonio netto della Società al 30 giugno 2022;
  • Juventus confida, infine, che, proprio in ragione della ritenuta assenza di qualsivoglia alterazione dei bilanci contestati, le conclusioni delle autorità sportive (che già si sono espresse, con riguardo al tema plusvalenze, in senso favorevole a Juventus) non cambieranno: in assenza di alcuna alterazione contabile, ogni sanzione sportiva risulterebbe del tutto infondata.

Nella convinzione di aver operato sempre correttamente, Juventus FC intende far valere le proprie ragioni e difendere i propri interessi, societari, economici e sportivi, in tutte le sedi”.

I revisori al CdA Juve: «In Procura se presentate un bilancio così»


articolo 30 novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/30/juventus-allarme-revisori/

John Elkann e Andrea Agnelli (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

«Se portate in assemblea questo bilancio, dobbiamo andare in Procura». Questo avrebbero detto nella sostanza i sindaci della Juventus, entrati in carica da poco più di un anno, davanti all’insistenza del management a proposito dell’approvazione dei conti del club bianconero.

Il risultato, ricorda Il Corriere della Sera, sono state le dimissioni in blocco del CdA. Lunedì a pranzo e già nel weekend, il presidente bianconero Andrea Agnelli si era confrontato con il cugino, John Elkann, ad di Exor, la holding di famiglia che controlla il club. Ne è emerso come la situazione contabile e giudiziaria non fosse più sostenibile.

«Le dimissioni dei consiglieri di amministrazione rappresentano un atto di responsabilità, che mette al primo posto l’interesse della società», sono state nella giornata di ieri le parole dell’azionista di maggiornza. Oggi è prevista inoltre una conference call con analisti e investitori istituzionali di Exor, e le faccende juventine ultimamente stavano turbando l’impero.

Da un ciclo prodigioso, la gestione Agnelli aveva imboccato un vicolo disastroso, con un rosso arrivato a 254 milioni di euro a bilancio. E che a un certo punto si fossero scontrate due linee d’azione non l’ha nascosto lo stesso Agnelli, nella mail a dipendenti e giocatori, colti di sorpresa: «La compattezza è venuta meno», ha scritto il presidente dimissionario.

La proprietà, da parte sua, si prepara alla battaglia, pur con diverso approccio del muro contro muro invocato da Agnelli: «Il nuovo consiglio sarà di figure di grande professionalità sotto il profilo tecnico e giuridico – ha spiegato Elkann – e avrà il compito di affrontare e risolvere i temi legali e societari che sono sul tavolo oggi. Confido che la società riuscirà a dimostrare di aver agito sempre correttamente».

Juve, la Procura FIGC apre indagine sulla manovra stipendi


articolo del 29 Novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/29/juve-la-procura-figc-apre-indagine-sulla-manovra-stipendi/

La Procura della Federcalcio – riporta l’ANSA – ha appena aperto un procedimento sulle scritture private tra la Juventus e i suoi calciatori, attraverso le quali, secondo l’ipotesi della Procura della Repubblica di Torino, si sarebbe ottenuto un taglio fittizio degli stipendi e una riduzione dei costi nei bilanci del 30 giugno 2020 e 30 giugno 2021 omettendo la posizione debitoria nei confronti dei tesserati. La procura federale, guidata da Giuseppe Chinè, aveva ricevuto nei giorni scorsi dai magistrati torinesi gli atti relativi alle indagini sulle plusvalenze della societa’ bianconera, il cui Cda si è dimesso ieri.

Su questo fronte, l’indagine della Procura federale è stata dunque già avviata non essendo materia compresa nel procedimento della giustizia sportiva che si è concluso nel maggio scorso, con la decisione definitiva pronunciata dalla Corte di appello federale a sezioni unite. In quel caso, infatti, a giudizio erano finite le cosiddette plusvalenze (9 società e 59 dirigenti): i due gradi di giudizio sportivo avevano stabilito l’impossibilità di definire un metodo oggettivo di valutazione del valore di mercato di un calciatore.

Su questo aspetto, il Procuratore Chinè dovrà verificare se tra gli atti, mai trasmessi prima all’organo di giustizia sportiva, e in particolare nelle risultanze delle operazioni di intercettazione di conversazioni, emergano fatti nuovi che possano essere ritenuti decisivi per la revisione di quella decisione, almeno per quanto concerne i fatti contestati alla Juventus.

Juventus, Cda verso il processo. E ora Ronaldo chiede i 19,9 milioni della «carta segreta»


articolo di  Simona Lorenzetti e Massimiliano Nerozzi: https://torino.corriere.it/notizie/sport/22_novembre_30/juventus-cda-dimissioni-processo-ronaldo-milioni-carta-segreta-37bb6afb-1fda-4ae9-91db-beb09932bxlk.shtml

A giorni la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene e i vertici della società. Perquisizioni, telefonate e lettere al centro dell’indagine: «All’Atalanta dobbiamo 6-7 milioni»

TORINO – 30 novembre 2022

A un anno dalle prime perquisizioni della guardia di finanza, la Procura di Torino ritiene di avere tutti gli elementi per chiedere il rinvio a giudizioa giorniper gli ex componenti del cda della Juve: tra loro il presidente dimissionario Andrea Agnelli, il vice Pavel Nedved, l’ad Maurizio Arrivabene e il capo dell’ufficio legale Cesare Gabasio

L’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Marco Gianoglio e dai pm Mario Bendoni e Ciro Santoriello, ipotizza bilanci truccati (dal 2018 al 2020), plusvalenze artificiali, false fatturazioni e «manovre stipendi», sul pagamento posticipato dei calciatori, fuori bilancio. 

Reati che avrebbero potuto essere reiterati nel bilancio 2021/22, fosse stato approvato: rischio che le dimissioni del cda hanno azzerato, tanto che la Procura ha deciso di rinunciare all’appello al Riesame, con cui chiedeva misure interdittive per gli indagati. 

Ormai il timone è passato nella mani del nuovo dg Maurizio Scanavino e del presidente designato, Gianluca Ferrero, commercialista e revisore di fiducia di Exor, l’azionista di maggioranza. 

Nel bilancio da votare – stando agli accertamenti – non sarebbero ancora inseriti i 34 milioni derivanti dalla seconda «manovra stipendi»: una sorta di spada di Damocle sulla regolarità del documento contabile. 

Oltre la metà di questa cifra, 19,9 milioni, sarebbe nella famosa «carta segreta» firmata con Ronaldo, che ora pare intenzionato a chiederne il pagamento. La carta che non doveva esistere, secondo l’intercettazione ormai famosa: «Se salta fuori ci saltano alla gola tutto sul bilancio, i revisori e tutto», dice Cesare Gabasio, legale rappresentante del club. Per poi aggiungere: «Poi va a finire che ci tocca fare una transazione finta». continua a leggere

L’inchiesta sui bilanci della Juve. A che punto siamo – Juventus, in Borsa il titolo perde….. – Gianluca Ferrero sarà il nuovo presidente della Juventus


articolo di  Simona Lorenzetti e Massimiliano Nerozzi: https://torino.corriere.it/notizie/sport/juventus/22_novembre_29/l-inchiesta-sui-bilanci-della-juve-a-che-punto-siamo-23277e15-000b-40ce-88a9-e8a5ff104xlk.shtml

15 persone indagate tra cui l’ex presidente Agnelli e l’ad Arrivabene, con altri manager, accusati di false comunicazioni al mercato, ostacolo agli organi di vigilanza e false fatture. Il club: agito sempre nel rispetto delle normative

Emersa con le perquisizioni della guardia di finanza nella sede della Juve, a fine novembre del 2021, l’inchiesta della Procura di Torino sui bilanci bianconeri è arrivata a un primo punto fermo lo scorso 24 ottobre, con la notifica dell’avviso di fine indagini: 15 persone indagate – tra il presidente Andrea Agnelli, il vice Pavel Nedved e l’ad Maurizio Arrivabene, con altri manager, sindaci ed ex del club – oltre alla stessa società, accusati, a vario titolo, di false comunicazioni sociali e al mercato, ostacolo agli organi di vigilanza e false fatture per operazioni inesistenti. 

La Juve, tramite comunicati ufficiali, ha invece sempre ribadito di aver agito nel rispetto delle normative. Sia rispetto alle contestazioni dei magistrati – il procuratore aggiunto Marco Gianoglio e i pm Mario Bendoni e Ciro Santoriello – sia davanti ai rilievi fatti dalla Consob. 

Gli accertamenti fatti dai militari del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Torino si sono sostanzialmente sviluppate lungo due filoni principali: le plusvalenze fatte dal club che – secondo gli investigatori – non sarebbero altro che scambi; e le cosiddette “manovre stipendi”, fatte dalla Juve per affrontare gli effetti della pandemia, ma che avrebbero prodotto non corrette contabilizzazioni a bilancio. Nella sostanza, ufficialmente il club avrebbe sottoposto ad alcune condizioni il pagamento di alcune mensilità arretrate ai giocatori, mentre con scritture private gli stessi sarebbero diventati debiti incondizionati e, quindi, da iscrivere tra le passività a bilancio

Le ipotesi di accusa si basano su una vasta mole di documenti acquisiti e sequestrati, anche negli uffici di alcuni professionisti, oltre a tre mesi di intercettazioni telefoniche. A un certo punto, davanti ai gravi indizi raccolti – sempre secondo l’accusa – i pm avevano chiesto al gip la misura cautelare degli arresti domiciliari per Agnelli, l’ex capo dell’area tecnica Fabio Paratici e il capo dell’ufficio legale del club, oltre a misure interdittive anche per altri manager, ma il gip aveva respinto le richieste. Per quelle interdittive, la Procura ha fatto appello al tribunale del Riesame, che ancora deve pronunciarsi. continua a leggere

Juventus, in Borsa il titolo perde l’8% dopo le dimissioni del cda

articolo di Isidoro Trovato: https://www.corriere.it/economia/finanza/22_novembre_29/juventus-borsa-titolo-perde-l-8percento-le-dimissioni-cda-365d1f08-6fbe-11ed-971c-b93745ae79d9.shtml

Il presidente dimissionario della Juventus Andrea Agnelli

Si fanno sentire (inevitabilmente) in Borsa le ripercussioni per il terremoto che ieri ha portato alle dimissioni dell’intero cda della Juventus. La giornata si è aperta con le azioni della squadra bianconera che segnano un calo teorico del 7% in preapertura in Borsa a seguito della fuoriuscita dell’intero organigramma, compreso Andrea Agnelli, presidente del club da 12 anni. Dopo un tonfo del 9,4% in apertura, è attualmente ridotto a -2,6% il rendimento per le azioni Juventus a Milano. La clamorosa decisione segue le contestazioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, le carenze e criticità rilevate dalla Consob e i rilievi sollevati da Deloitte & Touche S.p.A., societa’ di revisione di Juventus, in merito alla cosiddetta operazione «manovre stipendi» realizzate negli esercizi 2019/2020 e 2020/2021. continua a leggere

Gianluca Ferrero sarà il nuovo presidente della Juventus

articolo di Redazione Sport: https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/22_novembre_29/juventus-gianluca-ferrero-sara-nuovo-presidente-b6ecaa80-6fb9-11ed-971c-b93745ae79d9.shtml

È l’uomo che Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla la Juventus, indicherà come presidente della Juventus. Titolo in calo a Piazza Affari

desc img

È Gianluca Ferrero, commercialista, revisore, sindaco e amministratore di varie società, l’uomo che Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla la Juventus, indicherà come presidente della società bianconera dopo le dimissioni in massa del consiglio d’amministrazione — Andrea Agnelli compreso — maturate ieri, lunedì 28 novembre (dimissioni che all’apertura delle Borse hanno portato a un forte calo del titolo bianconero a Piazza Affari: -4,94% a 0,265 euro e sospensione per eccessiva volatilità).

LEGGI ANCHE

Ferrero — spiega Exor — possiede una solida esperienza e le competenze tecniche necessarie, oltre a una genuina passione per il club bianconero, che lo rendono la persona più adeguata a ricoprire l’incarico. Exor comunicherà la lista completa dei candidati per il rinnovo del cda entro i termini di legge, cioè 25 giorni prima dell’assemblea del 18 gennaio.

L’erede di Andrea Agnelli è anche presidente del collegio sindacale di Fincantieri, Luigi Lavazza, Biotronik Italia, Praxi Intellectual Property, P. Fiduciaria, Emilio LavazzaGedi Gruppo EditorialeNuo e Lifenet, ricopre la carica di sindaco effettivo in Fenera Holding oltre a essere vicepresidente del Consiglio di amministrazione della Banca del Piemonte e componente del Cda di Italia Independent Group, LOL e Pygar.

La richiesta della Danimarca: Nazionali UEFA fuori dalla FIFA


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/23/danimarca-lascia-la-fifa/

La Danimarca ha rivelato di essere pronta a discutere un abbandono totale della FIFA insieme ad altre Nazionali UEFA, come mossa di protesta nell’ambito dello scontro sulle fasce da capitano OneLove. Lunedì, sette squadre europee che intendevano indossare queste fasce per protestare contro le violazioni dei diritti umani del Qatar hanno rinunciato dopo essere state minacciate di sanzioni sportive dalla FIFA.

Una mossa che – se si verificasse – metterebbe ancora più a nudo le tensioni tra l’organo di governo del calcio mondiale e la Federcalcio europea. Uno scontro che si era amplificato già lo scorso anno a proposito della volontà della FIFA di organizzare i Mondiali con cadenza biennale anzichè quadriennale.

Come riportato da The Athletic, intervenendo in una conferenza stampa questa mattina, il CEO della Danish FA (DBU) Jakob Jensen ha rivelato che un cartellino giallo sarebbe stata la punizione «minima» che il capitano Simon Kjaer avrebbe dovuto affrontare qualora avesse deciso di indossare la fascia da capitano OneLove.

«Il 21 novembre, l’Inghilterra ha chiesto un incontro di emergenza con la FIFA, che è venuta all’hotel inglese. La FIFA ha detto che avrebbe almeno sanzionato con un cartellino giallo. Si è discusso se esistesse una base legale per dare un cartellino giallo, ma c’è. La punizione poteva essere un cartellino giallo, ma anche che al capitano non fosse consentito l’ingresso in campo o che venisse squalificato», ha detto Jensen.

Il presidente della Federcalcio danese Jesper Moller ha aggiunto che la Danimarca starebbe valutando la possibilità di lasciare la FIFA ed era disposta a discuterne con tutti i 55 Paesi membri dell’organizzazione. «Non è una decisione che è stata presa ora. Su questo siamo stati chiari per molto tempo. Ne stiamo discutendo con gli Stati del Nord da agosto».

«Ci ​​ho pensato ancora. Immagino che potrebbe essere sfidante se la Danimarca se ne andasse da sola. Ma vediamo se non riusciremo a dialogare su queste cose. Devo pensare alla questione di come ripristinare la fiducia nella FIFA. Dobbiamo valutare cosa è successo e poi dobbiamo creare una strategia, anche con i nostri colleghi nordici», ha concluso.

Il tribunale mette in vendita il Brescia di Cellino


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/23/brescia-cessione-cellino/

Massimo Cellino, presidente del Brescia (Photo by Clint Hughes/Getty Images)

Il tribunale ha messo in vendita il Brescia. A riportarlo è l’edizione odierna di Tuttosport, che ha spiegato come il custode dei beni sequestrati cautelarmente a Massimo Cellino, per un totale di 59 milioni di euro in seguito ai reati fiscali di cui è indagato, abbia pubblicato un comunicato stampa dove si leggono tutti i passi da fare per presentare un’offerta per il club.

Pierangelo Seri, questo il nome del custode dei beni di Cellino, ha così pubblicamente annunciato la messa in vendita del club che milita nella Serie B italiana e ora si aspetta delle manifestazioni di interesse, seguendo l’iter procedurale pubblicato con la nota ufficiale. Nei giorni scorsi Cellino aveva già rassegnato le dimissioni da presidente del Bresciaannunciate con una lunga lettera sul sito del club.

«I contatti da utilizzare – si legge nel comunicato – per manifestare il proprio interesse all’acquisto della società Brescia Calcio Spa» fanno riferimento allo stesso Pierangelo Seri e alla società Brescia Holding SpA.

Il primo passo per il cambio di proprietà è stato fatto, ora il tribunale con l’amministratore giudiziario attenderanno le manifestazioni di interesse e contatteranno gli interessati prima di scegliere quale sia la strada migliore da percorrere per dare al Brescia un nuovo proprietario dopo la gestione di Massimo Cellino.

Il ‘caso Chievo’ è chiuso: il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso


articolo: https://www.agi.it/sport/calcio/news/2022-11-10/consiglio-stato-rigetta-ricorso-chievo-caso-chiuso-18788517/

Archiviata la controversia sull’esclusione del club dal campionato di serie B 2020/21

AGI – 10 novembre 2022

Si chiude il caso Chievo Verona relativamente alla controversia sull’esclusione del club dal campionato di serie B 2020/21. Il Consiglio di Stato ha ritenuto l’appello infondato e rigettato il ricorso confermando quindi il corretto operato della Figc.

Il ricorso era stato presentato dal Chievo Verona contro Federcalcio, Coni, Lega Serie B e Cosenza Calcio, in merito alla sentenza del Tar del Lazio relativa all’esclusione del club scaligero dal campionato “in ragione del grave debito tributario maturato nei confronti dell’Agenzia delle entrate (oltre 17,833 milioni per omesso versamento IVA dal 2014“.

Cala quindi il sipario su un contenzioso fra Società e Figc dopo 27 giudizi (24 cautelari e 3 nel merito) che hanno visto sempre confermata la liceità del comportamento della Federazione. Dietro parere della Covisoc, il consiglio della Figc aveva rigettato la richiesta di iscrizione al campionato, a causa della irregolarità tributaria. La decisione era stata confermata dal Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni, dal Tar Lazio e ora dal Consiglio di Stato.

Traffico di droga: in arresto il capo procuratore dell’Aia


articolo di Redazione 12 Novembre 2022: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/12/traffico-droga-procuratore-aia/

Cartellino rosso (foto Insidefoto.com)

C’è anche il procuratore capo dell’Associazione Italiana ArbitriRosario D’Onofrio (ex ufficiale dell’esercito), tra le 42 persone che sono state arrestate nell’ambito di un’inchiesta della Dda milanese per traffico internazionale di droga.

Secondo le indagini, dal 2019 al 2021, sono state introdotte in Lombardia oltre sei tonnellate di marijuana e hashish. Durante l’operazione è stata sequestrata quasi mezza tonnellata di droga, oltre a mille ricariche per sigarette elettroniche a base di cannabinoidi.

I vertici dell’Aia – spiega La Gazzetta dello Sport – hanno appreso con stupore e sgomento la notizia. Già oggi in Comitato nazionale, il presidente Trentalange avrebbe annunciato le dimissioni di D’Onofrio, senza entrare nel merito delle motivazioni.

D’Onofrio era stato scelto per la guida della Procura arbitrale con la nuova gestione e lo scorso 28 ottobre era stato deferito dalla Procura FIGC, guidata da Chinè, per la mancata apertura di un formale procedimento disciplinare dopo la denuncia dell’ex assistente di A Avalos che contestava l’attribuzione di diversi voti.

False fatture, il pm chiede un anno per De Laurentiis


articolo di Dario del Porto del 03 novembre 2022: https://napoli.repubblica.it/sport/2022/11/03/news/false_fatture_il_pm_chiede_un_anno_per_de_laurentiis-372718287/

Il presidente del Napoli imputato per l’evasione di 8 mila euro di Iva relativa all’acquisto del calciatore Calaiò dal Siena nel 2013

Aurelio de Laurentiis, Adriano Galliani, Alessandro Moggi e altri big del pallone rischiano la condanna nel processo che ipotizza false fatturazioni nella gestione dei rapporti fra i club e gli agenti dei calciatori negli anni fra il 2009 e il 2014. I pm Stefano Capuano e Danilo De Simone hanno concluso ieri la requisitoria davanti al giudice Enrico Ciampaglia. Per il presidente del Napoli, imputato per una fattura ritenuta falsa che avrebbe comportato l’evasione di 8 mila euro di Iva relativa all’acquisto del calciatore Emanuele Calaiò dal Siena nel 2013, i due rappresentanti della Procura hanno chiesto un anno di reclusione.

Pene lievemente superiori, un anno e un mese ciascuno, per Adriano Galliani, all’epoca dei fatti dirigente del Milan, oggi al Monza, per Antonio e Luca Percassi, massimi dirigenti dell’Atalanta, per il presidente del Pescara Daniele Sebastiani. La pena più severa, due anni e otto mesi di reclusione, è stata chiesta per Alessandro Moggi, agente di calciatori e figlio di Luciano, l’ex potente dirigente della Juventus travolto nel 2006 dallo scandalo Calciopoli. Un anno e nove mesi la pena richiesta per l’agente Riccardo Calleri. Tutti hanno sempre respinto le accuse e si preparano ora a replicare attraverso le arringhe dei loro difensori. continua a leggere su repubblica.it

Il TAR dichiara inammissibile il ricorso Juve su Calciopoli


articolo di Marco Sacchi – 28 Ottobre 2022: Juventus, il TAR dichiara inammissibile il ricorso su Calciopoli (calcioefinanza.it)

Il trofeo dello scudetto della Serie A (Photo credit should read MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

E’ stato dichiarato inammissibile il ricorso al TAR presentato dalla Juventus a proposito della battaglia su Calciopoli e lo scudetto assegnato all’Inter. Dopo l’ultima udienza – che si è svolta il 18 ottobre 2022 e della quale la Juventus aveva dato notizia nel proprio bilancio – nella giornata di oggi è arrivata la sentenza del TAR del Lazio.

«Il ricorso contestava la delibera del Consiglio Federale in data 18 luglio 2011, n. 219/CF che respinse l’Istanza di revoca della Juventus del provvedimento del Commissario Straordinario di assegnazione del titolo ad altro Club per scorrimento della graduatoria. Il ricorso precisa che l’Istanza non mirava ad ottenere una sanzione disciplinare, per evitare l’ovvia risposta, fatta propria dal Consiglio Federale, che la materia è devoluta esclusivamente alla Giustizia Sportiva e non agli Organi di governo della Federazione», si leggeva sul bilancio della Juventus chiuso al 30 giugno 2022.

«Il Collegio di Garanzia dello Sport, il 27 maggio 2019, ha dichiarato inammissibile il ricorso di Juventus. Avverso tale decisione, non essendo stato assegnato a Juventus un giudice sportivo che decidesse il merito della questione, la stessa Società ha depositato ricorso al Tribunale Federale Nazionale. In data 11 luglio 2019, con dispositivo, il Tribunale Federale Nazionale ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso. Juventus, avverso tale dispositivo ha presentato reclamo alla Corte Federale d’Appello che, in data 30 agosto 2019 ha respinto anche tale ricorso», proseguiva ancora il documento.

«Tali decisioni sono state impugnate da Juventus dinanzi il Collegio di Garanzia dello Sport che, con decisione del 6 novembre 2019, ha dichiarato inammissibile il ricorso. Avverso le pronunce del Collegio di Garanzia dello Sport del 27 maggio 2019 e del 6 novembre 2019 sono stati depositati, nei termini di legge, i ricorsi al TAR del Lazio che hanno dato avvio ai seguenti giudizi con RG. 8897/2019 e RG. 1867/2020. Entrambe le cause sono state assegnate alla Sezione I Ter per l’udienza congiunta fissata in data 18 ottobre 2022», concludeva la nota. La sentenza è arrivata oggi e il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Scontro Fiorentina-Inter, indaga la Procura Figc


articolo di Stefano Vivaldi del 25 Ottobre 2022: https://www.calcioefinanza.it/2022/10/25/scontro-fiorentina-inter-indaga-la-procura-figc/

La Procura federale aspetta di raccogliere ufficialmente tutto il materiale necessario per decidere se procedere o meno sul caso Fiorentina-Inter. La sfida tra i viola ed i nerazzurri è proseguita ben oltre il fischio finale del match, che si è chiuso 3-4 in favore della squadra di Simone Inzaghi.

Prima sono arrivate le accuse da parte dell’Inter, che ha accusato i dirigenti della Fiorentina, Joe Barone compreso, di aver rivolto insulti pesanti a Marotta, Ausilio e al presidente Zhang. Poi, la smentita del club toscano, che tramite un comunicato ufficiale ha chiesto le scuse del club nerazzurro per aver messo in giro voci che sono state bollate come false.

Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, in attesa del referto arbitrale, di quello degli ispettori federali – erano in sei, ma nessuno ha segnalato comportamenti anomali negli spogliatoi nel dopopartita – e del comunicato del giudice sportivo, la Procura guidata da Chinè sta registrando lo scambio di accuse tra i club ed è probabile che si prepari ad aprire un procedimento per chiarire quanto accaduto tra i dirigenti viola e quelli nerazzurri.

Occhi puntati anche su ciò che è accaduto in tribuna, dove un tifoso viola di 56 anni avrebbe aggredito un supporter interista. Per l’aggressore sono scattate una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e un daspo della durata di tre anni. La Procura Figc è a diretto contatto con le forze dell’ordine, in questo caso con la questura di Firenze che fornirà gli elementi necessari per definire come intervenire nei confronti della Fiorentina per responsabilità oggettiva. In situazioni come questa la sanzione per il club di casa può essere notevolmente alleggerita in base alla collaborazione che il club stesso offre per individuare i responsabili delle violazioni. Rispetto a quanto accaduto sabato, la Fiorentina come noto si è subito messa a disposizione.

Ferrero allo stadio: indaga la Questura, rischia il daspo


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/10/21/ferrero-daspo-indagine-questura-sampdoria/

Massimo Ferrero – (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

L’ex presidente della Sampdoria Massimo Ferrero ora rischia il daspo, dopo essere entrato allo stadio Marassi per la gara dei doriani contro la Roma.

Sulla questione, ieri il presidente sampdoriano Lanna è tornato, insieme agli altri membri del CdA, sull’episodio di lunedì sera. “Ferrero non aveva titolo di accesso emesso dalla Sampdoria – ha detto -. Sul resto ci sono accertamenti di livello superiore in questo momento riteniamo di non dare ulteriori dettagli”.

È in corso, infatti, una indagine da parte della Questura di Genova: Ferrero infatti è entrato al Ferraris senza alcun titolo di accesso, con il suo arrivo che inoltre ha creato anche problemi a livello di ordine pubblico dopo la dura reazione da parte della tifoseria doriana, che ha provato ad avvicinarsi all’ex presidente venendo tuttavia fermati dalle forze dell’ordine presenti allo stadio.

Una comparsata che, secondo Primocanale, potrebbe costare caro a Ferrero: il rischio infatti è che la Questura di Genova, il cui questore Orazio D’Anna era tra l’altro presente allo stadio per la gara contro la Roma, decida di comminare un Daspo all’ex presidente doriano, ovverosia l’inibizione dall’accesso negli stadi.

Condanna per stupro, chiesta a Brasile estradizione Robinho


articolo Redazione ANSA: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2022/10/04/condanna-per-stupro-chiesta-a-brasile-estradizione-robinho_7720a56d-6575-4868-a9ad-955214d3bc94.html

Istanza inviata dal ministero, informata la Procura di Milano

Robinho – . ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

(ANSA) – Milano, 04 ottobre 2022

Il Ministero della Giustizia ha inoltrato al Brasile la richiesta di estradizione per l’ex attaccante del Milan Robinho, condannato in via definitiva, assieme ad un amico, il 19 gennaio scorso a 9 anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo su una 23enne albanese, che subì abusi in un locale a Milano la notte del 22 gennaio 2013. continua a leggere su ansa.it

Plusvalenze Juve, ancora in corso le indagini della Procura


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/09/09/plusvalenze-juve-ancora-in-corso-le-indagini-della-procura-di-torino/

Sono ancora in corso le indagini preliminari della Procura di Torino sul caso delle plusvalenze in casa Juventus. Lo rende noto Exor, la holding degli Agnelli-Elkann che è azionista di maggioranza del club bianconero, nella relazione semestrale al 30 giugno 2022.

In data 26 novembre 2021 e 1° dicembre 2021 alla Juventus sono stati notificati ordini di perquisizione e sequestro, per il tramite degli Ufficiali della “Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria” di Torino”, si legge nella relazione.

Nella stessa data la Juventus è stata informata dell’esistenza di un’istruttoria da parte della Procura della Repubblica del Tribunale di Torino, nei confronti della stessa e di alcuni suoi attuali ed ex rappresentanti, avente ad oggetto la voce “Proventi da diritti pluriennali alle prestazioni calciatori” iscritta al bilancio al 30 giugno 2019, 2020 e 2021 per i reati di cui all’articolo 2622 del codice civile (False comunicazioni sociali di società quotate) e all’art. 8 del Decreto Legislativo n. 74/2000 (Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) e, per quanto concerne la Società, per il reato previsto dagli articoli 5 (Responsabilità della persona giuridica) e 25-ter (Reati societari) del D.lgs. Decreto n. 231/2001″.

L’istruttoria avviata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino è in corso e ad oggi nessun avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415-bis del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447 (il “Codice di procedura penale”, o il “Codice di procedura penale”) è stato notificato. Juventus sta collaborando con gli inquirenti e confida di chiarire ogni aspetto di loro interesse, ritenendo di aver operato nel rispetto delle leggi e dei regolamenti che disciplinano la redazione dei documenti contabili, secondo i principi contabili e in linea con l’industria calcistica internazionale prassi e condizioni di mercato”, conclude Exor.

Caos Serie C, verso rinvio campionato. «Grave danno»


articolo diRedazione: Caos Serie C, verso rinvio campionato. «Grave danno» | Calcio e Finanza

Caos sui calendari e sull’inizio della stagione in Lega Pro. Dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha respinto la richiesta di FIGC di anticipare l’udienza relativa alla vicenda del Campobasso, infatti, si va verso il rinvio del campionato.

Lega Pro ha pieno rispetto della giustizia, tuttavia evidenzia che il rinvio del Campionato causa un gravissimo danno economico e reputazionale all’organizzazione e a tutti i club di Serie C. Lega Pro è quindi costretta a  prendere atto della decisione del Consiglio di Stato e dopo aver consultato a stretto giro il Consiglio Direttivo assumerà i provvedimenti conseguenti anche relativi alla data d’inizio del Campionato”, ha spiegato la Lega Pro in una nota.

Nei giorni scorsi, infatti, il Campobasso (così come il Teramo) si era visto respingere il ricorso sulla mancata ammissione da parte del Tar del Lazio. La Lega Pro aveva così ufficializzato la composizione dei tre gironi, preparandosi a presentare venerdì i calendari per la stagione 2022/23. Tuttavia, il Campobasso ha presentato un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato, che ha temporaneamente sospeso la decisione del Tar del Lazio in attesa dell’udienza del 25 agosto. La FIGC ha presentato una richiesta per anticipare l’udienza e far iniziare regolarmente il campionato, ma la richiesta della Federcalcio è stata respinta.

Nel decreto del presidente della Sez. Quinta del Consiglio di Stato, Luciano Barra Caracciolo, è stato infatto previsto di “temporaneamente sospendere la mancata ammissione al Campionato della ricorrente (Campobasso Calcio), in vista della camera di consiglio del 25 agosto 2022, nella quale l’istanza cautelare potrà essere esaminata collegialmente, nel dovuto contraddittorio

Affare Osimhen-Napoli: De Laurentiis indagato per falso in bilancio


articolo di Gianluca Monti: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Napoli/21-06-2022/osimhen-de-laurentiis-indagato-4401084232948.shtml

In corso perquisizioni e verifiche a Castel Volturno, Roma e in Francia

Aurelio De Laurentiis è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di falso in bilancio per l’acquisto di Victor Osimhen, effettuato dal Napoli nell’estate del 2020.

Sulla vicenda del passaggio del nigeriano dal Lille al club azzurro si sono accesi da tempo i fari della procura federale (anche se di recente la giustizia sportiva ha assolto il Napoli ed il suo presidente) ma adesso è stata la Guardia di Finanza a sequestrare le carte relative alla compravendita del calciatore (nell’affare entrarono anche Karnezis ed i giovani Manzi, Palmieri e Liguori – le cui valutazioni sono state appunto oggetto di indagine da parte della procura federale). Adesso, però, l’accusa per De Laurentiis ed i membri del CdA del club azzurro – sono i figli Edoardo (vicepresidente) e Valentina, la moglie Jacqueline (vicepresidente) e Andrea Chiavelli – è di falso in bilancio con la Guardia di Finanza che ha effettuato una serie di perquisizioni a Castel Volturno, Roma e in Francia.

Il paradosso del Chievo calcio, affossato da quei decreti approvati per salvarlo


articolo di Gian Antonio Stella: https://www.corriere.it/cronache/22_giugno_18/paradosso-chievo-calcio-affossato-quei-decreti-approvati-salvarlo-96b63198-ee7a-11ec-b758-c9dec84b27f8.shtml?fbclid=IwAR3dKQ5kagt3shgVmiITpIZ52v281n6IO9yqzp2yWIMQ9MOEHPYQ7fuLBoE

La vicenda in Consiglio di Stato: la società gialloblu chiede 140 milioni di risarcimento e ha la possibilità di vedere riconosciute le proprie ragioni

«Putei, boni, non ghe xè schei». Era un mantra, per Luca Campedelli, quando erano tutti pazzi per il Chievo (e certi telecronisti si spingevano a urlare «il pubblico s’arroventa, l’afa si fa delirio»), quella frase decisa a calmare i tifosi che lo invocavano di spendere fantastilioni di miliardi per comprare questo o quel fenomeno: «Putei, boni, non ghe xè schei». Del resto, spiegava, «in casa siamo tutti ragionieri: lo era papà, lo sono io, lo è mio fratello Piero e lo sono i parenti e i parenti dei parenti». Mica peraltro tutti gli stipendi dal mister Gigi Del Neri all’ultimo di giocatori costavano «meno dello stipendio del solo Batistuta…»

Due pesi e due misure – Domanda: come ha fatto uno così a farsi buttare fuori, con marchio di ignominia, dal grande calcio che troppi scandali e troppo inchieste e troppe archiviazioni (vedi l’ultima sulle plusvalenze, conclusa con un bonario pater-ave-gloria per tutte le big dopo la condanna iniziale e infangante del solo Chievo) hanno dimostrato avere bilanci marci? Per carità, di errori ne avrà fatti di sicuro, però… Certo aveva ragione Luciano Moggi, il disinibito Sultano della Tolfa poi condannato e radiato: «Er Chievo? E’ ggià ‘n miracolo mo’: ‘a storia ce dice ch’è quantommai improbbabbile che possa continuare». Previsione azzeccata. Con le buone o con le cattive, sospirano i tifosi…

La battaglia legale di Campedelli – Eppure, cocciuto come un musso (non dicevano ai bei tempi che l’Astro-Chievo era la prova che i mussi possono volare?), Campedelli è ancora lì a dar battaglia. E l’ultima di un tormentone di sentenze contrapposte, firmata giorni fa dal Presidente della quinta sezione giurisdizionale del Consiglio di Stato Luciano Barra Caracciolo, che pure aveva dato torto alla società in uno dei verdetti del passato, ha dato stavolta ragione al gioiello calcistico che venendo dal nulla è stato per diciassette anni di serie A mettendo a segno qualche annata sensazionale. E ha sospeso la penultima sentenza (del TAR), esulta l’avvocato del «Ceo», ritenendo «sussistenti concreti profili di illegittimità per i quali si prospetta il diritto al risarcimento del danno del Chievo Verona». continua a leggere

La Corte d’appello FIGC respinge il ricorso di De Laurentiis sulla multiproprietà


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/06/15/la-corte-dappello-figc-respinge-il-ricorso-di-de-laurentiis-sulla-multiproprieta/

Aurelio De Laurentiis Presidente del Napoli, – Photo Cesare Purini / Insidefoto

La Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite presieduta da Mario Luigi Torsello ha respinto il ricorso presentato da Aurelio e Luigi De Laurentiis avverso la decisione del Tribunale Federale Nazionale, che lo scorso 4 maggio aveva rigettato il ricorso dei presidenti di Napoli e Bari avente ad oggetto l’impugnazione della delibera pubblicata sul C.U. n.88/A del 1° ottobre 2021 relativamente alla modifica dell’art. 16 bis NOIF.

L’art. 16 bis NOIF vieta le partecipazioni in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente e affine entro il quarto grado, obbligando i soggetti che si trovano in questa condizione a porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza della Stagione Sportiva 2024/2025.