L’Al-Hilal è pronto a fare follie per Nicolò Barella. Secondo quanto riportato daLa Gazzetta dello Sport, il club saudita, campione in carica, è pronto ad offrire al centrocampista nerazzurro un contratto shock di 4 anni a 35 milioni di euro a stagione.
Ma nemmeno questa faraonica offerta sarebbe in grado di far vacillare l’amore per i colori nerazzurri. Barella infatti vuole solo l’Inter. L’Al-Hilal è deciso a fare un colpo incredibile sul mercato prima del Mondiale per Club. Al momento non è stata fatta recapitare una proposta ufficiale a Barella e all’Inter, ma in Arabia sono sicuri che in primavera si passerà alle cose formali.
Ad oggi Barella è già l’italiano più pagato di tutta la A con un contratto da 6,5 milioni a stagione fino al 2029 ed è il secondo dell’Inter più pagato assieme a Calha e dietro a Lautaro. Potrebbe diventare il calciatore italiano più pagato della storia, ma Barella non ne vuole sapere. Non ha mai ascoltato il corteggiamento di big europee e non è disposto ad ascoltare anche altro, Arabia compresa.
E anche in casa Inter non c’è alcuna voglia di sedersi al tavolo e pensare anche per un momento ad una cessione di Barella. Nessun prezzo verrà fatto, neanche ai ricchi sauditi, di solito gente poco arrendevole nelle trattative.
Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato la Turris Calcio (Girone C di Serie C) con l’esclusione dall’attuale campionato di competenza nonché con 3 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella prima stagione sportiva utile.La classifica del raggruppamento sarà nuovamente stravolta:l’esclusione della Turris e in precedenza quella del Taranto porta all’annullamento dei risultati e al ricalcolo della graduatoria, che modifica il volto del campionato a poche giornate dalla fine della Regular Season.
VIOLAZIONI AMMINISTRATIVE– La società campana di Torre del Greco era stata deferita lo scorso 5 marzo a seguito di segnalazioni della Covisoc per una serie di violazioni di natura amministrativa. Un’altra società che dunque saluta prematuramente la stagione e la categoria, dopo il Taranto: adesso resta solo una retrocessa da decretare, con il playout tra terzultima e quartultima, al momento Messina-Casertana. LA NUOVA CLASSIFICA – Questa la nuova classifica, dopo la doppia esclusione di Turris e Taranto:
Un nuovo scandalo rischia di esplodere per il Manchester City. Il club inglese questa volta è finito nel mirino della Liga spagnola che lo ha denunciato formalmente alla Commissione Europea per inganno finanziario e concorrenza sleale. A confermarlo è stato oggi il presidente della Liga Javier Tebas che, intervenuto al Business of Football Summit del Financial Times, in un discorso allargato sullo stato del calcio in Europa, ha lanciato nuove accuse verso i Citizens.
FASCICOLO APERTO – Tebas ha rivelato di aver presentato alla Commissione Europea già nel 2023 un fascicolo per una “grave distorsione” del mercato internazionale dell’Unione Europea operata dal gruppo Etihad che finanzia direttamente il Manchester City e che in questo momento può essere nuovamente approfondito dato il cambio di normative. Proprio queste sponsorizzazioni sono definite dalla Liga come “irregolarità finanziarie“. L’ACCUSA DI TEBAS – “Quello che mi preoccupa è che il Manchester City ha un gruppo di aziende che stanno al di fuori del City Football Group. Ad esempio, hanno società di scouting e marketing che accumulano spese elevate, ma fatturano al Manchester City importi bassi. Questo permette a loro di avere una struttura che aggira le regole. Di conseguenza, abbiamo segnalato il Manchester City alla Commissione europea“.
NUOVE REGOLE – “Abbiamo presentato la denuncia per la prima volta nel luglio 2023 e ora ci sono regolamenti in vigore che consentono all’UE di esaminare aziende come City Football Group. Il nostro caso contro il Manchester City si riferisce a due cose; controllare che il Manchester City non stia usando altre aziende per imbrogliare il sistema e una battaglia più grande per fermare il calcio che finisce nelle mani di entità statali senza un’adeguato controllo“.
Dissimulato il dissesto economico per poter partecipare al campionato
Luca Campedelli
Il Gip del Tribunale di Verona ha chiesto il rinvio a giudizio per bancarottafraudolenta nei confronti di Luca Campedelli, allora amministratore unico dell’AC Chievo Verona srl, fondata nel 1984 e attualmente in fallimento.
Le indagini – Le indagini della guardia di finanza, coordinate dalla locale procura, hanno permesso di scoprire un meccanismo fraudolento attraverso il quale l’amministratore avrebbe sistematicamente presentato una situazione economica di apparente benessere della società, dissimulando il dissesto e l’erosione del patrimonio: in questo modo il Chievo Verona ha potuto restare iscritto al campionato di calcio, anche se non aveva i requisiti necessari.
Le vendite – Al centro delle indagini ci sono anche le “fittizie” cessioni di calciatori alle squadre del Cesena e del Carpi, effettuate a prezzi non conformi ai valori del mercato.
I giocatori, in realtà, venivano venduti esclusivamente in maniera cartolare, senza mai spostarsi all’altra squadra: così il Chievo poteva registrare ingenti plusvalenze, per oltre 35 milioni di euro. Rientrano nel meccanismo delle plusvalenze anche alcune operazioni riguardanti la cessione del marchio Chievo, appositamente rivalutato, e il conferimento del ramo d’azienda comprendente il terreno del campo sportivo Bottagisio.
Viene contestata anche la distrazione dalle casse della squadra di oltre 200mila euro da parte dell’amministratore unico per scopi estranei alle finalità d’impresa, oltre al mancato adempimento degli oneri tributari e previdenziali dal 2014 fino alla data del fallimento per oltre 34 milioni di euro.
Se dal punto di vista dei risultati il Manchester United è in una situazione di profonda crisi, anche sul fronte finanziario i Red Devils viaggiano in acque tutt’altro che tranquille. Il numero uno del club inglese Jim Ratcliffe ha, infatti, deciso di tagliare i costi e di ridurre gli investimenti.
L’imprenditore britannico ha già licenziato 250 dipendenti del Manchester United e non è intenzionato a fermarsi. Secondo quanto riferisce il Daily Mail, l’idea di Ratcliffe è quella di ridurre il personale di circa altre duecento unità, per abbattere i costi. Il settore che verrà maggiormente ridimensionato sarà quello alimentare, con i dipendenti che non potranno più beneficiare della mensa. Solamente i giocatori, infatti, riceveranno il pranzo gratuitamente, mentre al personale verrà offerta frutta, zuppa e pane.
L’amministratore delegato del club, Omar Berrada ha spiegato che queste scelte sono state prese per il bene del club: “Siamo profondamente dispiaciuti per l’impatto sui colleghi colpiti. Tuttavia, queste scelte difficili sono necessarie per rimettere il club su una base finanziaria stabile. Abbiamo perso denaro negli ultimi cinque anni. Questo non può continuare. Le nostre due priorità principali, come club, sono garantire il successo in campo per i nostri tifosi e migliorare le nostre strutture. Non possiamo investire in questi obiettivi se perdiamo continuamente denaro“. Il tecnico Amorimsi è, poi, scusato della situazione, assumendosi grandi colpe per le condizioni in cui versa oggi il Manchester: “Dobbiamo affrontare tutti i problemi del club, ma un aspetto importante di questo momento è capire come siamo arrivati a questa situazione e ha molto a che fare con la mancanza di successo della squadra di calcio, perché noi siamo il motore di ogni club calcistico. Voglio solo aiutare il club nel mio settore, che è migliorare la squadra e migliorare i giocatori per avere successo“.
DISASTRO IN CAMPIONATO – I numeri della stagione del Manchester parlano chiaro e sottolineano un andamento quasi da retrocessione per Zirkzee e compagni. Allo stato attuale, infatti, i Red Devils occupano la 15esima posizione della classifica, a soli 13 punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Molto peggio dello United stanno facendo Ipswich Town, Leicester e Southampton, che viaggiano su ritmi quasi mai visti in Premier League (tra i 9 e i 17 punti).
93 milioni di euro. Non stiamo dando i numeri: questa è la ragguardevole cifra che la Fiorentina dovrà sborsare se deciderà di far valere tutti i riscatti (più i relativi bonus) dei calciatori che in questo momento vestono la maglia viola in prestito da altre società. Gudmundsson, Zaniolo, Fagioli, Colpani, Adli, Bove, Gosens, Folorunsho, Cataldi. Nove giocatori che sono, o sono stati, di importanza fondamentale nel corso della stagione, ma è chiaro che la Fiorentina, da qui a giugno, dovrà valutare attentamente chi merita più di altri di poter vestire la maglia viola anche il prossimo anno. E l’impressionante cifra citata sopra fa pensare che per almeno alcuni di loro il futuro sarà altrove. I ROMANI– Questo è il caso di Edoardo Bove, la cui vicenda ha ovviamente chiuso ogni discorso sul possibile riscatto. Ma, nonostante il ruolo centrale nello scacchiere tattico di Palladino,per Danilo Cataldi il riscatto potrebbe non essere così certo. Classe ’94, Cataldi ha dato sfoggio di doti fisiche, oltre che balistiche e di palleggio, ma, di contro, una condizione fisica mai ottimale ne ha minato rendimento e minutaggio. Oggi il suo ritorno alla Lazio sembra più probabile di una sua permanenza alla Fiorentina, se le cose non dovessero sensibilmente migliorare.
GLI ALTRI – È ancora molto presto per capire cosa attenda coloro che sono arrivati a gennaio, anche se Folorunsho ha fatto vedere di avere doti piuttosto importanti a fronte di un riscatto (8 milioni) tutto sommato contenuto. Quasi certo del riscatto è Gosens, che per continuità e rendimento sta convincendo tutti, e la Fiorentina dovrebbe far valere il diritto di riscatto da 7 milioni. Per Yacine Adli, invece, ci saranno alcune valutazioni da fare.La Fiorentina può far valere il riscatto da poco più di 10 milioni di euro per acquistarlo definitivamente dal Milan, ma, come per Cataldi, anche il francese non ha dato grosse garanzie dal punto di vista fisico e una decisione da parte del club deve ancora essere presa. Molto dipenderà anche da come si chiuderà la stagione e dalle disponibilità economiche del club che ne deriveranno. CHI RISCHIA – Le situazioni più spinose, invece, riguardano i due calciatori da cui Firenze si aspettava grandi cose fin dal loro acquisto: Andrea Colpani e soprattuttoAlbert Gudmundsson. Il primo ha giocato praticamente tutte le partite dall’inizio della stagione senza mai riuscire a incidere o a far vedere sprazzi del talento mostrato a Monza. La Fiorentina ha speso 4 milioni per il prestito oneroso del ragazzo e dovrebbe pagarne 12 per il riscatto. La sensazione è che, se le cose dovessero continuare così,tornerà in Brianza. Ma la grande delusione stagionale è Gudmundsson, la cui annata è stata fin qui un autentico calvario a causa degli infortuni, l’ultimo dei quali – al coccige – lo terrà fuori per oltre un mese. La Fiorentina ha speso fin qui 8 milioni per il suo prestito, e altri 20 dovrebbe tirarne fuori per il suo eventuale riscatto.Una possibilità che oggi appare più lontanadi quanto ci si potesse aspettare a inizio stagione.
Martedì 18 febbraio 2025
Fiorentina, Gudmundsson e Colpani infortunati: c’è una frattura, i tempi di recupero
Brutte notizie per la Fiorentina che perde Gudmundsson e Colpani. Il club ha diramato un report medico sulle condizioni dei due infortunatisi nell’ultima partita persa al Franchi contro il Como.
LA NOTA – “ACF Fiorentina comunica che il calciatore Albert Gudmundsson è stato sottoposto nella giornata di oggi ad accertamenti diagnostici a seguito del trauma contusivo occorso durante la gara di campionato di domenica. Gli esami radiologici effettuati hanno evidenziato una frattura a carico del passaggio sacro-coccige. Il calciatore sarà rivalutato nel corso dei prossimi giorni. Il calciatore Andrea Colpani ha riportato, nel corso della partita di domenica, un trauma contusivo a carico del collo del piede destro, gia sede di infortunio tre settimane fa. A causa del nuovo trauma il calciatore osserverà qualche giorno di riposo assoluto prima di riprendere un lavoro individuale“. TEMPISTICHE– Preoccupa soprattutto l’ex Genoa. Per lui i tempi di recupero potrebbero essere di almeno un mese.
Una triste storia di calcio italiano. Quello che sta accadendo nel Girone C di Serie C avrebbe dell’incredibile, se non fosse l’ennesima volta che assistiamo a qualcosa del genere: il Taranto è ultimo in classificae già retrocesso da gennaio, con lo score negativo di -6 punti, dovuto alle continue penalizzazioni causate dalla pesante crisi economica del club pugliese, a un passo dal fallimento
IN CAMPO I RAGAZZINI – Il club però ha deciso di non ritirarsi dal campionatoe sta presentando, weekend dopo weekend, una squadra fantasma: negli ultimi due turni sono arrivatidue 6-0 di fila contro Sorrento e Casertana. Finora il Delfino ha incassato12 sconfitte di fila, subendo 42 reti e segnandone appena 4,ma soprattutto è rimastosenza giocatori, coni titolari che hanno messo in mora il club e fanno sciopero, mentre in campo rimangono i ragazzini delle giovanili, mandati allo sbaraglio. Lo scenario è quello di una proprietà assente, che da mesi non paga gli stipendi, mentre nuovi fantomatici acquirenti compaiono e scompaiono, aleggiando come avvoltoi attorno a una carcassa in decomposizione. ANCHE LA TURRIS– Una storia surreale, a cui la terza serie del calcio italiano ci ha purtroppo abituato, soprattutto al Sud: nello stesso girone anche la Turris sta vivendo una situazione molto simile, con due formazioni sull’orlo del baratro, che probabilmente non riusciranno nemmeno a finire il campionato, falsando la regolarità del torneo.
UN’AGONIA ANNUNCIATA – I pugliesi l’anno scorso avevano raggiunto i playoffe adessoscompariranno con ignominia dal professionismo: problemieconomici e finanziariche sono iniziati sin da agosto, dopo i disguidi legati allo stadio Erasmo Iacovone nella scorsa stagione. Già in ritiro il patronMassimo Giove annuncia il disimpegno, col pretesto dei Giochi del Mediterraneo che avrebbe reso indisponibile l’impianto per quasi due stagioni: il resto è un pianto greco, condue penalizzazioni di fila e alcuni imprenditori presentatisi come salvatori della patria che poi sono spariti. Giove nel frattempo si tiene il club, nei confronti del quale la sua famiglia detiene un importante credito: ora il piano, si fa per dire, è puntare unaretrocessione pilotata sul campo, per ripartire dalla Serie D, con una situazione debitoria di 4 milioni di euro che vanificherebbe comunque tutto. LA PROTESTA DEI TIFOSI – Intanto è arrivatala pesante contestazione dei tifosi (foto pallonateinfaccia), che hanno ritardato l’inizio dell’ultimo match casalingo: gli stessi preferirebbero fallire, liberarsi dell’attuale proprietà e ripartire dall’Eccellenza, anche perché l’alternativa è scivolare addirittura in Promozione, se il fallimento arriverà a giugno a retrocessione in D già sancita. Il giorno clou sarà il 16 febbraio, prossimo termine di pagamento degli stipendi: secondo le norme FIGC,alla seconda scadenza non rispettata scatta l’esclusione dal campionato: senza 350mila euro per quella data, il Taranto verrà cancellato sin da subito.
Antonini attacca: “Il Taranto sta falsando il campionato. Dove sono finiti i soldi incassati”
Il presidente del Trapani Valerio Antoninicontinua a far parlare di sé con le sue esternazioni, e sempre dal profilo X ieri ha attaccato la gestione da parte del derelitto Taranto: “Il Taranto Calcio sta falsando il campionato. Il suo “ex” Presidente dovrebbe essere citato in giudizio da tutti noi Presidenti del girone C per i danni creati rovinando un campionato intero, avendo cominciato la stagione consapevole che non sarebbe arrivato a Natale e mettendo in atto queste finte vendite societarie da prima repubblica.
Sarei curioso di sapere dove sono finiti i 500 mila euro della vendita di Antonini, o i 75,000 euro che ho pagato per Kanoute o quelli pagati dall’Avellino per Ferrara. E così via. Spero che si apra una indagine seria anche per rispetto della Città di Taranto, una delle più importanti nel Mediterraneo per storia e futuro, che non meritava questa fine sportiva indecorosa“
Le parole del direttore sportivo del club giallorosso: «Ranieri ha voluto essere trasparente perché i tifosi meritano sincerità».
Florent Ghisolfi – Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images
«Ranieri ha voluto essere trasparente perché i tifosi meritano sincerità». Lo ha detto il direttore sportivo della Roma Florent Ghisolfi, intervistato dal Corriere della Sera. «La società ha firmato un settlement agreement con la Uefa nel 2022, a fronte di un deficit importante. Dura per quattro stagioni e questa è la terza, quella più restrittiva. Abbiamo lavorato sul monte ingaggi, facendolo calare di oltre il 20%, anche se alcuni stipendi nella rosa sono aumentati come prevedevano i contratti. Dobbiamo usare la logica per mantenere fede a un programma ambizioso che prevede il centenario del 2027 e il nuovo stadio», ha proseguito il dirigente giallorosso.
«Ci siamo mossi dentro un aspetto finanziario obbligato, che ha portato a 5 cessioni e 5 acquisti. Li abbiamo fatti alla fine perché dovevamo aspettare le strategie degli altri club. Bisognava cedere prima di comprare. Parliamo di un settlement agreement , cioè un accordo privato, tra Roma e Uefa. Per capirci: c’è un limite di velocità a 30 km/h ma noi dobbiamo andare a 20 perché in passato si è andati a 50». «Nomi sul mercato? Lucca non è mai stato un’ipotesi. Cercavamo un vice-Dovbyk e non un titolare. Su Frattesi abbiamo lavorato: con lui, con il procuratore e con l’Inter. Ci siamo andati vicino, tra 4 mesi vedremo se il suo arrivo è realizzabile. Il suo o quello di un centrocampista con le sue qualità».
«L’obiettivo è trovare certezze sostenibili da aggiungere a quelle che abbiamo già: Koné, Dybala, Mancini, Ndicka, Svilar, Paredes che è importante in campo e nello spogliatoio. Con lui stiamo lavorando al rinnovo per un altro anno».
«Noi non chiediamo tempo, perché nel calcio il tempo non esiste. La Roma deve portare gioia e orgoglio ai tifosi. E di gioie in questa stagione — penso al derby — ne abbiamo date poche. Chi dirige questo club dà tutto. Il che non significa che non commettono errori. Ranieri darebbe un braccio per arrivare agli obiettivi che la Roma deve avere. Non parlo di transizione: vogliamo vincere oggi e nello stesso tempo lavorare per il futuro. I Friedkin amano la Roma e il progetto stadio ne è l’esempio più lampante».
«Non vogliamo una squadra soltanto giovane ma un mix che preveda anche esperienza. Cerchiamo soprattutto una cosa: voglia di allenare la Roma, considerarla una prima scelta. Alcuni allenatori sono liberi, altri sotto contratto, alcuni più o meno interessati a venire qui. Per rispetto di Ranieri non mi piace parlare di allenatore futuro. Lui ci ha fatto uscire dalla tempesta.Dopo il Milan gli ho detto che non poteva risolvere tutti i problemi in due mesi e che deve girare a testa alta». «In un contesto normale si cerca di negoziare due anni prima perché farlo all’ultimo alza i costi. Dobbiamo far sì che non si ripeta. Dobbiamo anticipare. Con alcuni giocatori le discussioni sono lunghe e complesse, con molti ragazzi siamo più avanti, se il calciatore non vede la Roma come parte del suo progetto, per noi non c’è problema. La Roma va meritata. Abbiamo ricreato praticamente da zero il settore dello scouting. Potete anche non crederci, ma lavoriamo per costruire il futuro».
Intervistato da Radio Bianconera, Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore, ha stroncato perentoriamente l’inchiesta del programma ‘Report‘ di domenica sera all’interno del quale venivano lanciate delle illazioni in merito alla situazione finanziaria dell’Inter di Steven Zhang: “Il club nerazzurro aveva assolutamente diritto ad iscriversi perché rispettava tutti i parametri contabili. Faccio fatica a commentare i fatti riportati dal programma perché sono arcinoti e in alcuni aspetti sono stati riportati in maniera non correttissima“. Bellinazzo ha aggiunto: “Il tema delle sponsorizzazioni si è posto ma non si trattava di sponsorizzazioni farlocche, nel senso che l’Inter ha fatto questi contratti regolari poi le società non hanno più pagato le sponsorizzazioni e quindi il club non ha più incassato quei soldi che sono diventati perdite. Di conseguenza, senza negare la difficoltà in cui si è trovato ad operare il club negli anni di Suning specie dopo la chiusura degli investimenti per volontà del governo cinese e le difficoltà post-pandemia del gruppo Suning, l’Inter ha dovuto muoversi con un’autosufficienza forzata finanziandosi a debito. L’Inter paga ogni anno 40 milioni di interessi passivi, però i parametri UEFA sono stati rispettati“.
Il giornalista poi pone un tema all’attenzione: “Bisogna fare un’operazione di informazione molto corretta per non alimentare dubbi: si può aprire un altro capitolo sulle regole che andrebbero riscritte in maniera più stringente, il tema dell’equa competizione tra club con bilanci sani va posto in Italia e in Europa. Si sono create troppe situazioni a vantaggio dei club indebitati rispetto a quelli che hanno tenuto i conti in ordine. Però bisogna guardare i parametri fissati al momento dell’iscrizione e quei parametri sono stati rispettati. Così l’Inter ha avuto le licenze UEFA e non solo quelle nazionali, così come altri club indebitati come la Juventus e il Milanche poi quei debiti li ha tolti. Per fare un’informazione corretta si deve discernere tra le regole rispettate e quelle che andrebbero cambiate per assicurare un’equa competizione. L’Inter, comunque, poteva assolutamente iscriversi a quei campionati“.
Corradino, attuale numero 2 del club, diventerà presidente. Il passaggio ufficiale entro metà febbraio
Quattro anni vissuti tra alti e bassi, quasi 1.500 giorni dopo l’acquisizione, il multimilionario newyorkese Robert Platek è pronto a cedere lo Spezia al gruppo Fc32. Coi liguri terzi in classifica e con la ristrutturazione dello stadio Picco ormai in dirittura – grazie soprattutto all’impegno economico di 11 milioni della famiglia americana – un preliminare firmato nei giorni scorsi a Milano e un’intesa per la cessione, sono realtà. Il passaggio dovrebbe concretizzarsi già la prossima settimana, sicuramente prima di domenica 16 febbraio, data fissata per onorare gli emolumenti di dicembre e gennaio dei tesserati e non rischiare penalizzazioni.
Spezia, cosa succede ora – Così, visto che da qui a fine giugno l’esborso totale previsto per la gestione è vicino ai 20 milioni di euro, i Platek potrebbero lasciare la totalità delle quote possedute tramite la Westchester – dopo aver rilevato il club neopromosso in Serie A l’11 febbraio 2021 da Gabriele Volpi – al network che fa capo al manager australiano Paul Francis (proprietario già del St. Polten in Austria e del Cohn Rablers in Irlanda). Con lui, altri tre importanti investitori statunitensi già inseriti nello sport professionistico, con un fondo europeo al seguito. Alla presidenza dovrebbe andare Andrea Corradino, attuale vicepresidente, a sostituire quindi Philip Platek.
L’annuncio del fondo con base in Texas cui Setti ha ceduto il 100% delle azioni del club, anche se resterà come consigliere. Il presidente esecutivo sarà Italo Zanzi
Maurizio Setti
Confermate le indiscrezioni di inizio gennaio. Il patron Maurizio Setti ha ceduto il 100% delle azioni dell’Hellas Verona, detenute attraverso la sua società Star Ball, al fondo d’investimento statunitense Presidio Investors. Oggi è arrivato l’annuncio ufficiale: “Presidio Investors, società di private equity con sede ad Austin, Texas, e Maurizio Setti sono lieti di annunciare che Presidio ha acquisito il 100% della proprietà dell’Hellas Verona Football Club. Presidio sarà impegnata nella costruzione di un nuovo percorso, partendo dalle fondamenta che Maurizio Setti ha creato durante la sua gestione del Club nelle ultime tredici stagioni. Il Club sarà guidato da un Consiglio di Amministrazione altamente qualificato, in cui figura, nella veste di Presidente Esecutivo, Italo Zanzi, che ha ricoperto in passato la carica di CEO dell’AS Roma, quella di Managing Director di FOX Sports Asia e quella di Vice President della Major League Baseball. Maurizio Setti resterà legato alla società con un nuovo ruolo, quello di Senior Advisor of Football Operations, supportando le attività dello staff sportivo e del Direttore Sportivo, Sean Sogliano. Simona Gioè conserverà un ruolo di leadership e sarà affiancata da Gennaro Leo e Sean Foley, manager affermati nel panorama dello sport internazionale”.
valutazione – Setti rimarrà dunque col nuovo ruolo di ‘consigliere esperto’. Il Verona, nell’ambito della transazione, è stato valutato 120-130 milioni in termini di “enterprise value“, includendo componenti variabili e debito (l’esposizione verso le banche ammontava a 90 milioni al 30 giugno 2024 ma negli ultimi mesi è diminuita). Presidio è stato seguito da Deloitte e Hogan Lovells, Setti ha avuto come advisor Deutsche Bank e Unilegal. L’attuale struttura sportiva resterà immutata, con Setti che avrà appunto un incarico pluriennale (assieme alla conferma del d.s. Sean Sogliano), ma non più come uomo forte della società.
Presenza di operai per rilievi e carotaggi al Parco dei Capitani, l’area (comunale) scelta da Inter e Milan per edificare il nuovo stadio al posto del Meazza
Carotaggi e rilievi al Parco dei Capitani, in zona San Siro, sono in corso nella giornata di venerdì 10 gennaio. E hanno colto di sorpresa gli abitanti di via Tesio, che hanno subito segnalato le operazioni a diversi consiglieri comunali milanesi. Si tratta dell’area nella quale, secondo le intenzioni di Inter e Milan, sorgerà il nuovo stadio dopo che i due club avranno acquistato l’area stessa e l’attuale stadio Meazza, per abbatterlo.
Poco prima di Natale, il sindaco Beppe Sala aveva spiegato che erano in corso dialoghi intensi tra i club e il Comune per discutere di varie problematiche: la mobilità, i parcheggi, ma anche “i vincoli e le condizioni del terreno“. Da quanto si apprende, Inter e Milan hanno chiesto a Palazzo Marino (che è tuttora proprietario del Parco dei Capitani) di effettuare indagini geognostiche, per analizzare il suolo in profondità, conoscerne la sua statigrafia e valutarne le caratteristiche geologiche e sismiche. E il Comune ha autorizzato l’operazione.
I rilievi sono eseguiti dalla società “Rete Italia“. Il committente non è chiaro, ma dovrebbe appunto essere il proprietario, quindi il Comune di Milano. “Ci interessa sapere chi ha disposto queste indagini e chi le sta pagando. Se le sta facendo il Comune, a che titolo e perché, dal momento che non è attivata alcuna procedura di cessione di quest’area, e soprattutto a quanto ammontano i costi sostenuti, perché dovranno essere ribaltati sull’eventuale futuro acquirente“, ha commentato Marco Bestetti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, da sempre contrario ad abbattere il Meazza.
“Le indagini sono evidentemente finalizzate alla costruzione di un’opera, il nuovo stadio, che nessun organo istituzionale comunale ha proposto né approvato né deliberato“, ha dichiarato Enrico Fedrighini, consigliere di maggioranza del gruppo misto: “Nessun cartello di avviso cantiere, nessuna esposizione di documenti autorizzativi“. E Carlo Monguzzi, consigliere di Europa Verde, ha sottolineato la bellezza del Parco dei Capitani, “che verrà tutto cementificato, alla faccia della protezione del verde e del no al consumo di suolo“.
Per Alessandro Giungi, consigliere del Pd, “se verrà confermato che il Comune ha dato mandato di eseguire i carotaggi senza informare la città e il consiglio comunale né predisporre la cartellonistica, sarebbe molto grave. E comunque è grave anche dal punto di vista politico: la vendita non può essere fatta senza una discussione che, per quello che mi riguarda, mi troverà sempre contrario“.
Le tappe su San Siro: 2025 anno cruciale – Secondo le intenzioni del sindaco e dei club, il 2025 dovrebbe essere l’anno cruciale per il futuro dello stadio di San Siro. Se il Meazza restasse in mano pubblica, infatti, a ottobre scatterebbe il vincolo della Sovrintendenza per “l’archivio esposto” dei trofei di Milan e Inter al secondo anello, e l’impianto non si potrebbe più abbattere. Dunque, per mettere in pratica il desiderio dei club del nuovo stadio (con abbattimento dell’attuale), è cruciale arrivare alla vendita prima di quella data. A febbraio o a marzo i club dovrebbero presentare al Comune di Milano il piano economico-finanziario, dopodiché si dovrebbe procedere alla trattativa per la vendita vera e propria.
Quanto vale lo stadio (e le aree) – Non dovrebbe più essere messo in discussione il valore dello stadio e delle aree, quantificato dall’Agenzia delle Entrate su incarico del Comune: circa 197 milioni di euro, di cui 73 per lo stadio e 124 per le aree. L’Agenzia delle Entrate in particolare ha valutato il Meazza partendo dal prezzo di costruzione di una ventina di stadi moderni: 2.270 euro per posto a sedere, moltiplicato poi per 76mila posti. Aggiunti anche vari costi indiretti e oneri, si arriva a 231 milioni a cui però togliere il deprezzamento dovuto all’età dell’impianto. Di qui il risultato: 73 milioni. Una cifra che è stata contestata sia perché il Meazza è “unico“, sia perché genera 25 milioni di ricavi all’anno (di cui 13 extra-calcistici) e dunque si ripagherebbe molto in fretta. Troppo in fretta, per alcuni.
Nel frattempo era stata depositata una proposta di delibera, presentata da Enrico Fedrighini e altri, per chiedere che sia indetto un bando pubblico per riqualificare lo stadio (senza abbatterlo e senza venderlo) sotto l’egida del Comune di Milano. Una delibera in netto contrasto con quella che è, ormai dichiaratamente, l’intenzione del sindaco; ma che, probabilmente, sarà comunque discussa a breve in una commissione comunale.
Lazio, Fiorentina, Atalanta e Bologna presentano bilanci economico-finanziari più che virtuosi. Male i club inglesi e il Barça, il Psg inverte la rotta
A 14 anni dall’introduzione del Fair Play Finanziario europeo per le società che partecipano alle competizioni internazionali, è iniziata la quarta fase del piano normativo economico-finanziario e tra febbraio e maggio l’Uefa dovrebbe recapitare le sanzioni ai club inadempienti. Salvo clamorose sorprese, non dovrebbero esserci ripercussioni per le squadre italiane, anche se la situazione della Roma desta qualche preoccupazione. Ma andiamo per ordine e proviamo a fare un po’ il punto.
Dopo l’esclusione dalle coppe di Milan e Juve nel recente passato e il rigido controllo del settlement agreement per Roma e Inter(con i giallorossi ancora in difficoltà, ma con paletti meno stringenti), a carattere generale nella nuova fase del FPF si registra un miglioramento generale della situazione dei club italiani. Grazie a conti in ordine, spese nei limiti e maggiori introiti legati alla partecipazione alle coppe, Lazio, Fiorentina, Atalanta eBologna presentano bilanci economico-finanziari più che virtuosi. Discorso simile per il Napoli, perfettamente in linea con le regole nonostante l’assenza dall’Europa in questa stagione.
Bene, per quanto riguarda i numeri del Fair Play Finanziario, anche il Milan di RedBird. Come fatto sotto la gestione Elliott, i rossoneri continuano infatti a rispettare i paletti del settlement agreemente presto, grazie al taglio dei costi e all’aumento dei ricavi, potrebbero liberarsi definitivamente anche dagli ultimi vincoli.
Conti in ordine anche per l’Inter. Grazie agli ultimi risultati ottenuti in Europa e Italia e alla gestione più solida e lungimirante del fondo americano Oaktree, il club nerazzurro è considerato ormai dall’Uefa una società sana sotto il profilo economico-finanziario. Una realtà in grado di dare garanzie decisamente maggiori rispetto all’era Zhang.
Capitolo Juve. In difficoltà dopo le sanzioni Uefa e l’esclusione dalle coppe, grazie al sostegno della proprietà Exor, i bianconeri hanno invertito la rotta e intrapreso un percorso virtuoso per tagliare i costi, migliorare i conti e attenuare eventuali sanzioni. L’obiettivo fissato per il 2025 è il pareggio di bilancio, ma con un deficit attuale di 199 milioni il traguardo non sarà semplice da centrare e alla resa dei conti potrebbe profilarsi la necessità di un nuovo settlement.
Discorso diverso invece per la Roma. Tra i club italiani, i giallorossi sono quelli messi peggio per quanto riguarda il Fair Play Finanziario. Nell’ultimo anno i Friedkin hanno registrato oltre 600 milioni di debito e 81 di deficit. Ma non è tutto qui. Al momento, infatti, i giallorossi non riuscirebbero a rispettare i parametri intermedi del settlement e se ai controlli del prossimo anno i deficit dovesse essere superiore ai 40 milioni, l’esclusione dalle coppe per la stagione 2026/2027 sarebbe inevitabile.
Infine qualche considerazione sulla situazione negli altri Paesi. Per quanto riguarda la Germania, i club della Bundesliga non presentano alcuna criticità economico-finanziaria e confermano garanzia di stabilità e rispetto delle regole. Stessa situazione anche per il Real Madrid, primo club a raggiungere il miliardo di ricavi e a cui in Spagna fa un po’ da contraltare invece il Barcellona, alle prese con una continua lotta per tenere i conti in ordine con leve finanziarie creative. Dopo l’era del trio delle meraviglie Mbappé-Neymar-Messi, in Francia il Psg ha invertito la rotta per quanto riguarda le spese e il Fair Play finanziario, ma il Lione rischia la retrocessione a causa dei debiti. Per quanto riguarda la Premier, il Chelsea dovrà fare i miracoli per allinearsi ai confini del nuovo FPF dopo le spese folli dei primi anni della nuova proprietà, mentre Aston Villae Manchester United dovranno prestare grande attenzione alla situazione dei bilanci se non dovessero arrivare risultati importanti in tempi brevi. Infine capitolo Manchester City. Alle prese con il procedimento della Premier League e le oltre 130 presunte violazioni del regolamento economico-finanziario, i Citizens dovranno fare i conti con la commissione indipendente in Inghilterra e poi con l’Uefa.
Il club rossoblù cambia proprietà e passa all’imprenditore rumeno Sucu
La situazione societaria delGenoatiene banco da tempo, considerati i problemi finanziari di 777 Partners e la conseguente uscita dell’ormai ex proprietà dal mondo del calcio: i rossoblù passano nelle mani dell’imprenditore rumeno Dan Sucu che ha sottoscritto l’aumento di capitale ed è dunque divenuto proprietario del 77% della società. Questo il comunicato ufficiale diffuso dal Genoa in merito al cambio di proprietà, con tanto di dettagli sul nuovo numero uno del Grifone:
Il Genoa cambia proprietà: nota ufficiale – “Il Genoa Cricket and Football Club comunica che, a seguito della delibera di un aumento di capitale pari a 45.356.262 euro, di cui 5.356.262 euro a titolo gratuito e altri 40.000.000 euro a pagamento dello scorso 14 dicembre, in data odierna il Consiglio di Amministrazione si è riunito e ha approvato l’offerta presentata dall’imprenditore rumeno Dan Șucu. L’imprenditore rumeno, tramite un proprio veicolo d’investimento, ha sottoscritto per intero l’aumento di capitale, ottenendo in cambio una partecipazione del capitale sociale nell’intorno del 77% del Genoa CFC, lasciando in minoranza i precedenti soci.
Șucu è una figura di spicco nel panorama economico internazionale e presidente della Confederația Patronală Concordia, l’equivalente di Confindustria in Romania. La proposta, strutturata e altamente strategica, consentirà di sottoscrivere integralmente l’aumento di capitale, fornendo al club le risorse necessarie per rafforzare le proprie ambizioni sportive.
Nato a Bucarest il 25 aprile 1963, Șucu è noto principalmente come fondatore di Mobexpert, il più grande marchio di arredamento in Romania con oltre 2.200 dipendenti. In aggiunta alla leadership nel settore del mobile, Șucu è un investitore di riferimento nel comparto immobiliare e dal 2022 anche nel settore dei media, con un ruolo chiave nel quotidiano economico Ziarul Financiar.
Appassionato di sport e già proprietario del club di calcio Rapid Bucarest (di cui detiene il 90% delle quote), Dan Șucu ha contribuito a rilanciare una realtà con oltre 100 anni di storia, investendo nello sviluppo di infrastrutture moderne e nell’accademia giovanile, che oggi conta circa 700 giovani atleti. Il suo approccio è orientato a valorizzare il calcio come strumento sociale, con l’obiettivo di coinvolgere migliaia di ragazzi nello sport e promuovere i valori di inclusione e crescita personale.
Il passaggio di maggioranza rappresenta un nuovo capitolo per il Club più antico d’Italia, con l’auspicio che l’ingresso di Dan Șucu possa portare stabilità economica e nuovi investimenti per il potenziamento della squadra e delle infrastrutture. Il Genoa ringrazia i propri tifosi per il supporto costante e guarda con fiducia al futuro, certo che questa nuova fase saprà consolidare il prestigio e le soddisfazioni che il Club merita.”
Diversi direttori di gara italiani sono stati sanzionati dall’Agenzia delle Entrate per mancati versamenti fiscali sui compensi UEFA tra il 2018 e il 2022
La Procura federale della FIGC ha aperto da alcuni giorni un’indagine sull’evasione fiscale degli arbitri. Diversi direttori di gara italiani, tra cui anche Daniele Orsato e Gianluca Rocchi (entrambi ritirati, con il secondo che ora ricopre l’incarico di designatore), sono stati sanzionati dall’Agenzia delle Entrate per mancati versamenti fiscali sui compensi UEFA tra il 2018 e il 2022.
L’impulso – come anticipato da La Repubblica – è arrivato da un esposto diretto al procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer. La denuncia contestava appunto le violazioni del Codice di giustizia sportiva e del regolamento dell’Associazione italiani arbitri. Dopo aver analizzato l’esposto, Taucer ha invitato la procura FIGC ad aprire il procedimento, come da sua prerogativa in base allo Statuto del Coni.
La procura dovrà ora analizzare gli atti sui casi di evasione fiscale accertati dalla Guardia di finanza, che riguarderebbero una cinquantina di arbitri. Le contestazioni riguardavano soldi guadagnati all’estero su cui non sono state pagate le tasse. Gli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, emessi a metà 2024, hanno spinto quasi tutti i coinvolti a sanare la loro posizione tramite il ravvedimento operoso, beneficiando così di sanzioni ridotte.
Una volta chiuse le indagini, che appunto saranno brevi, la Procura FIGC deciderà se far partire i deferimenti. Potrebbero essere contestati l’articolo 4 del Codice di giustizia sportiva, che rimanda ai principi di «lealtà, correttezza e probità», così come l’articolo 42 del regolamento AIA, che agli arbitri richiede un comportamento improntato «ai principi di lealtà, trasparenza, rettitudine e della comune morale, a difesa della credibilità ed immagine dell’AIA». In base alle norme, gli arbitri coinvolti rischiano una sanzione che può andare dalla semplice ammenda fino alla squalifica o inibizione.
Lunedì, 02 dicembre 2024
Gravina, chiuse le indagini sul presidente della Figc: è accusato di appropriazione indebita
La notizia arriva a ridosso della votazione per il rinnovo dei vertici della federazione. Nel mirino dei pm ci sono i diritti della Lega Pro e uno scambio di libri antichi. Il presidente sotto inchiesta anche per autoriciclaggio
Tecnicamente manca ancora la richiesta di rinvio a giudizio e l’udienza preliminare che, se reggeranno le accuse della procura di Roma, potrebbe costare a Gravina un posto riservato nel banco degli imputati. Da un punto di vista elettorale è una corsa contro il tempo. Ma dalle parti di piazzale Clodio la giustizia fa il suo corso a prescindere. Tutto per una compravendita di libri pregiati e antichi, di cui Gravina è cultore e collezionista.
Secondo il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, il numero uno del calcio italiano avrebbe mascherato dietro quell’affare un guadagno illecito.
Nel 2018, quando era ai vertici della Lega Pro, Gravina avrebbe ottenuto una ricompensa personale per aver conferito a un colosso del settore, la Isg, l’incarico di migliorare gli standard qualitativi della piattaforma di distribuzione degli eventi sportivi della Lega Pro e di progettare sistemi contro la pirateria. In giuridichese si parla di “appropriazione indebita in danno della Lega Pro mediante la sottoscrizione di un contratto di consulenza con la società inglese Isg a valori di gran lunga superiori a quello effettivo”.
Per aver affidato quella consulenza avrebbe dunque intascato del denaro, circa 200.000 euro, e poi lo avrebbe cercato di nascondere.
Due reati. Per scoprire il primo, i pm hanno seguito il denaro scoprendo che Gravina, tramite un paio di società che si sono rimpallate l’incarico, ha trovato un acquirente che in fine non ha finalizzato l’affare permettendo al presidente di guadagnare il “prezzo d’opzione”.
Si tratta di un’azienda inglese, la Ginko investment limited, “riconducibile all’imprenditore italiano Giovanni Prandi, leader della Assist group, in rapporti personali e commerciali con Figc/Gabriele Gravina”. La Ginko ha poi concluso l’affare con la Isg.
Il secondo reato ipotizzato riguarda invece il riciclaggio: avrebbe destinato la somma per pagare le rate di un mutuo per un appartamento a Milano. Una ricostruzione contro la quale gli avvocati che assistono Gravina, Leo Mercurioe Fabio Viglione, si sono sempre battuti. Ricordando anche che l’indagine Gravina è nata da un’attività non autorizzata di Pasquale Striano, il finanziere della Dna che accedeva abusivamente alle banche dati dell’Antimafia. Avrebbe iniziato a indagare dopo essersi incontrato con “persone vicine a Claudio Lotito, il quale aveva avuto ragioni di contrasto con il presidente della Figc, Gabriele Gravina”, ricordano gli atti sul finanziere spione.
Arbitri, bufera su Orsato e Rocchi per le tasse evase. E ora spunta la pista dei conti nei paradisi fiscali
Indagine della Finanza sui compensi Uefa: nei guai 50 direttori di gara e assistenti
Arbitri, scoppia la bufera su Rocchi e Orsato: le due ex giacchette nere avrebbero evaso il Fisco. Nel frattempo in un nuovo filone è caccia ai soldi nei paradisi fiscali
Se non è cartellino rosso poco ci manca. Una bufera si sta abbattendo sugli ex arbitri italiani, tra cui Rocchi eOrsato (due tra i top class delle giacchette nere della Serie A): sono stati sanzionati dal Fisco per aver evaso le tasse sui compensi ricevuti dalla Uefa tra il 2018 e il 2022. Ma non è tutto, dopo questa prima tornata di indagine – capitanata dalla Guardia di Finanza – è in corso un altro accertamento sempre sugli arbitri: quello di aver nascosto ingenti somme di denaro in paradisi fiscali come Svizzera e Liechtenstein.
A questa branchia dell’inchiesta gli inquirenti sarebbero arrivati tramite le rivelazioni di un pentitoil cui nome è ancora top secret. Ora le varie Procure stanno vagliando conti e carte e potrebbero richiedere delle rogatorie internazionali per avere il quadro completo della situazione. Certo, c’è da dire che sia la Svizzera che il principato tedesco sono due ossi durissimi in materia fiscale e difficilmente svelano i segreti dei correntisti. Quindi la battaglia è tutta diplomatico-giudiziaria.
Tornando all’indagine della Finanza sulle evasioni fiscali: le verifiche, avviate nella primavera 2023 in seguito a un esposto della Guardia di Finanza, hanno rivelato che circa 50 arbitri, inclusi assistenti e addetti al Var, non avevano denunciato al Fisco i guadagni derivanti da partite europee, che prevedono compensi minimi di 8mila euro a gara. In alcuni casi, i pagamenti risultavano effettuati su conti esteri.
L’indagine, condotta su scala nazionale dopo le acquisizioni nella sede dell’Associazione Italiana Arbitri (Aia), ha portato alla scoperta di diversi casi di evasione, anche se tutti al di sotto della soglia dei 100mila euro, che comporterebbe un reato penale. Gli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, emessi a metà 2024, hanno spinto quasi tutti i coinvolti a sanare la loro posizione tramite il ravvedimento operoso, beneficiando così di sanzioni ridotte.
Guai grossi, grossissimi per l’Olympique Lyonnais, il Lione, come lo conosciamo in Italia. Lo storico club francese è stato infatti condannato alla retrocessione in Ligue 2, anche se non con effetto immediato e soprattutto in via cautelare. Questo significa che c’è una via d’uscita, ma non sarà piacevole per i sostenitori della squadra che è stata di Juninho Pernambucano e Karim Benzema.
Il Lione eviterà la retrocessione alla fine della stagione se e solo se migliorerà il passivo che grava sulle sue casse. Dovrà farlo, però, senza poter acquistare nuovi giocatori nella finestra di mercato invernale: potrà solo cedere, e dovrà farlo con una condizione da oggi nota urbi et orbi di grande difficoltà. Sarà difficile, quindi, strappare prezzi adeguati anche per i calciatori migliori della rosa. Il fondo Textor, proprietario del club, ha ammesso un debito di circa 500 milioni di euro. Dopo quella dichiarazione il club è stato costretto a presentarsi davanti al DCNG, che non è stato convinto dalle argomentazioni del club ed ha adottato queste misure durissime. “L’incontro è andato bene. Ho fiducia nei nostri numeri – ha detto Textor qualche giorno fa prima di lanciare un’accusa poco velata al Psg – “Penso che la DNCG sia indipendente dalle pressioni, ma abbiamo molti nemici nel consiglio d’amministrazione della lega, anche un grande club del Qatar“ Nel Lione militano tanti giocatori di grande livello come Lacazette, il protagonista degli ultimi Europei Mikautadze, Gift Orbane le vecchie conoscenze del nostro calcio Veretout(ex Roma e Fiorentina) e Tessmann(ex Venezia, in estate vicino all’Inter). Più il centrocampista Cherki, già accostato in passato a squadre come la Lazio. Chissà che non ci possano essere spiragli per gennaio…
Mentre, sul campo, il Milan è impegnato a raddrizzare una stagione non partita nei migliori dei modi, fuori ilproprietario Gerry Cardinale sta pianificando il futuro societario dei rossoneri.Ci sono, infatti, da restituire a Elliott, che ha venduto il Milan a RedBird nel 2022,i 560 milioni (diventati 700 con gli interessi) che proprio il fondo di Paul Singer aveva prestato a Cardinaleper completare l’acquisto delle quote di maggioranza della società rossonera, di cui ora RedBird detiene il 96%.
TRE SCENARI – La scadenza perla restituzione del prestito è fissata al 31 agosto 2025 e, a meno di un anno dal termine, Il Sole 24 Ore ha prefiguratoitre scenariche possono configurarsi. Il primo è il riscadenziamento del prestito con Elliott per un’altra stagione, ma ci sarebbe anche la possibilità di rifinanziare il prestito con altri credit fund statunitensi. In entrami i casi Cardinale dovrebbe mettere in conto un aumento degli interessi e, pertanto, un aumento della cifra complessiva da rimborsare. CESSIONE – Il terzo scenario che propone il quotidiano economico riguardala cessione delle quote di minoranza del Milana eventuali investitori in arrivo dal Golfo del Persico, nonostante le recenti smentite della proprietà rossonera. Il Sole 24 Ore esclude, invece, la possibilità che RedBird possa emettere un bond.
Il fondo 777 Partners. – Nella foto Juan Arciniegas, Josh Wander e Andres Blazquez.
La crisi in casa Genoa sembra non avere fine e, oltre ai già noti problemi di campo, con Alberto Gilardino e i suoi ragazzi finiti in un loop negativo di difficile uscita, piovono sul capoluogo ligure altri e ben più importantiproblemi di natura finanziaria. E inevitabilmente il futuro passa dal fondo 777 Partners, la holding americana che soltanto tre anni fa acquistò l’intero pacchetto azionario del club e che sta diventando giorno dopo giorno un rebus di difficile gestione. La società sta infatti perdendo un pezzo dietro l’altro del suo gruppo, investita da un crisi finanziaria che potrebbe portarla verso il fallimento.
EFFETTO DOMINIO – Le prime tessere del puzzle a cadere sono state nei mesi scorsi le varie società calcistiche che il gruppo di Miami aveva prelevato negli anni in giro per il mondo. Club che erano entrati a far parte della777 Football Group, un network globale che ora di fatto non esiste più, a causa dell’imponente mole di debiti accumulata dagli investitori. Delle otto società calcistiche un tempo parte della costellazione soltanto Genoa ed Hertha Berlino restano ancora sotto il controllo degli americani. Ma come ha avuto modo di dichiarare pubblicamente l’amministratore delegato rossoblù, Andres Blazquez, la scorsa settimana ai rappresentanti dei tifosi, anche il Grifone è destinato in breve tempo a passare di mano.
GUAI IN SERIE – Nell’attesa che qualcosa di concreto accada al club più antico d’Italia,la 777 deve fronteggiare una crisi finanziaria irreversibile e una serie di problemi giudiziari che paiono crescere di giorno in giorno. Le ultime notizie, rimbalzanti dalla Florida, raccontano di uno sfratto esecutivo notificato alla holding per i suoi uffici di Miami, Newport e Londra. Aggiornamenti che vanno a sommarsi alla messa in vendita di beni mobiliari di lusso appartenenti a Josh Wander, cofondatore assieme a Steven Pasko del gruppo dei tre sette. Tra questi rientrerebbero uno yacht da 20 metri e un aereo privato, per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro.
FUTURO ROSSOBLU’ – Nel mezzo di questo scenario, si domanda stamaneIl Secolo XIX, quali ripercussioni ci saranno per il Genoa? Il rischio più grande è che venga a mancare la liquidità per far fronte alle necessità immediate del club:dal pagamento degli stipendi al rispetto delle rate pattuite con l’Agenzia delle Entrate per ripianare il debito erariale ereditato dalla precedente gestione societaria. Fondamentale, come ha chiarito lo stesso Blazquez nell’incontro già citato coi tifosi,sarà quindi il ruolo della A-Cap, maggiore creditore della 777 Partners. Soltanto una nuova iniezione di capitali da parte del gruppo assicurativo texano potrà scongiurare il peggio.
IL RUOLO DI A-CAP – Un fallimento sportivo del Genoa o una nuova retrocessione in Serie B, dopo quella di due anni fa, abbasserebbe sensibilmente il valore del club, causando danni prima di tutto alla stessa A-Cap che vedrebbe svanire gran parte del capitale investito indirettamente nel club attraverso la 777. Ecco perché l’interesse primario della A-Cap è quello di provare a rilanciare il Grifone,almeno sul campo, per poi mettere sul mercato un club appetibile per gli eventuali acquirenti.
ANCHE A-CAP IN CRISI – Anche da questo punto di vista, tuttavia, non arrivano buone notizie. Come riportato da Calcio&Finanzia, infatti, anche il gruppo A-Cap è in questo momento in una piena crisi di liquidità nata proprio dalla necessità passata di investire nelle diverse società calcistiche. Secondo il giornale norvegese Josima, A-Cap avrebbe un’esposizione verso 777 Partners di oltre 2 miliardi di dollari e a maggio ha contratto con GD Luma (società del co-proprietario del Chelsea Todd Boehly), specializzata nel commercio di attività in difficoltà, un prestito da 40 milioni di dollari con un tasso di interesse del 46%. VENDESI – La vendita quindi sembra il passaggio più importante e più imminente al punto che A-CAP ha dato mandato alla banca d’investimento Moelis & Co di valutare la fattibilità della vendita di ciascuno dei club che fanno parte della holding, tra cui proprio il Genoa.
Lunedì, 07 ottobre 2024
777 Partners nel baratro: arriva lo sfratto per morosità dagli uffici di Miami e Newport
Da sinistra: Adam Weiss (abito grigio, vice presidente 777) al centro Juan Arciniegas (managing director 777) a destra Josh Wander (co-fondatore 777) – (Foto Genoa cfc Tanopress)
Si avvicina sempre più la fine per i 777 Partners. Secondo quanto riporta l’edizione on line de La Repubblica, il fondo è stato sfrattato per morosità dagli uffici americani di Miami e Newport. Ma non finiscono qui i guai giudiziari: un’ordinanza di un tribunale inglese ha obbligato gli americano a liquidare anche la filiale di Londra. Intanto A-Cap, per finanziare le attività calcistiche, ha contratto un prestito da 40 milioni: una notizia positiva per il Genoa che può tirare un sospiro di sollievo grazie a questo aiuto finanziario. Bisogna anche ricordare che il prossimo 27 ottobre il club rossoblù dovrà pagare la prima cedola annuale del prestito obbligazionario non convertibile di Euro 5.351.000 che finanzia la costruzione del centro sportivo delle giovanili ad Erzelli.
Venerdì, 04 ottobre 2024
Genoa, Blazquez ai tifosi: “Il club è in vendita, ma la situazione è solida”
“Il Genoa è in vendita. Ma al momento è ancora di proprietà della 777 Partners”: è questo uno dei passaggi più significativi del lunghissimo intervento tenuto ieri sera dal Ceo del Grifone,Andres Blazquez, davanti ai rappresentanti di tutti i Genoa Club d’Italia.
Un incontro a porte blindate, senza diretta streaming, al quale ha potuto prendere parte soltanto un delegato per ogni club. Un incontro fiume, durato più di tre ore, prolungandosi oltre la mezzanotte, e dai toni spesso molto accesi, nel corso del quale il dirigente rossoblù ha risposto in maniera schietta e chiara a ogni quesito postogli dai presenti.
FUTURO – A cominciare da quello sulla reale situazione societaria: “La proprietà del Genoa appartiene alla 777 Partners. in caso di cambio al vertice sono tenuto a comunicarlo alla Figc, alle banche e all’Agenzia delle Entrate. E finora, evidentemente, non c’è stato nulla. A-Cap è un creditore della 777 che quando quest’ultima è andata in difficoltà ha immesso 20 milioni nel Genoa, diventandone socio, e che non ha per suo stesso interesse nessuna convenienza a disimpegnarsi dal club. Anzi, ha compreso che a gennaio ci sarà da investire per rafforzare la squadra e ha accettato di farlo. Ad ogni modo il Genoa è messo bene, non c’è da preoccuparsi. Nel caso io sarei il primo a doverlo fare perché ne risponderei penalmente”.
VENDITA –Blazquez ha poi confermato che l’intenzione della proprietà è quella di cedere la mano quanto prima, pur senza smobilitare: “Il Genoa, come tutti gli altri club dell’ormai smobilitato 777 Football Group, è in vendita. A breve medio termine cederemo la società oppure troveremo un socio, di maggioranza o di minoranza, che ci consenta di tornare velocemente al successo sportivo. Per il momento ci penserà A-Cap a sostenerlo finanziariamente, perché non possono permettersi che il club retroceda e perda di valore”.
MERCATO – Punto, quest’ultimo, che si allaccia ai possibili rinforzi in arrivo per il team guidato da Alberto Gilardino: “Onestamente non posso garantire che a gennaio non parte nessuno ma non credo che si possa cedere i giocatori migliori mentre la squadra sta andando male. Posso comunque assicurare che A-Cap ha compreso che non si può fare mercato prima vendendo e poi comprando come fatto in estate, quando avevamo cinque obiettivi ma siamo riusciti a prenderne solamente due. In questo momento ci mancano un attaccante e un vice Messias, oltre al sostituto di Malinovskyi. E a gennaio ci muoveremo su questi obiettivi”.
SVINCOLATI – Acquisti che quasi certamente non arriveranno dal mercato dei parametro zero: “Nei giorni scorsiabbiamo provato a prendere Yazici, Candreva e altri ma la parte tecnica si è mostrata poco convinta nell’innestare questo tipo di giocatori a stagione in corso, concordando di attendere gennaio e puntare su ragazzi pronti a scendere in campo fin da subito. Siamo in contatto con un giocatore di spessore ma non è Dele Alli, che non è mai stato preso in considerazione. E’ un centrocampista forte che ci ha dato la sua disponibilità a venire da noi. Vedremo”.
GUD E CODA – A proposito di mercato, Blazquez ha risposto anche alle domande di chi gli chiedeva chiarimenti sulle spinose cessioni estive di Gudmundsson e Coda: “Ho sentito dire che avevamo offerto ad Albert la stessa cifra proposta dalla Fiorentina, ma non è vero. Noi gli abbiamo offerto 100 mila al mese mentre la Fiorentina gliene garantiva 3,1 netti all’anno. Quanto a Coda un anno fa è rimasto con noi fino a fine agosto, quando la Cremonese lo ha preso in prestito. Quest’anno non volevamo attendere così a lungo, pagandoli due mesi di stipendio. Lo aveva cercato la Salernitana, ma il mancato cambio di proprietà ha interrotto la trattativa. E l’unica altra squadra che l’ha cercato è stata la Sampdoria che l’ha pagato 600mila euro più bonus. Uno di questi, tra l’altro, è già scattato alla cinque presenza in campo”.
FERRARIS E BADIA – Infine un intervento anche sulle infrastrutture: “Sullo stadio abbiamo tentato di farlo da soli ma la posizione del Comune è stata categorica: o lo prelevano entrambi i club (Genoa e Sampdoria, ndr), oppure non se ne fa nulla. Contiamo di cominciare i lavori partendo dalla Tribuna all’inizio della stagione 2026-27. Quanto alla Badia degli Erzelli, progetto che diverrà la nuova casa delle giovanili, posso dire che entro la fine del 2024 i primi giovani calciatori potranno metterci piede”.
Le ultime notizie relative alla cessione di quote del Milan da parte di Gerry Cardinale dopo l’articolo di La Repubblica
Paulo Fonseca e il suo Milan sono impegnati a Milanello per preparare la sfida di domenica sera al Franchi contro la Fiorentina di Raffael Palladino. Un successo darebbe certezze sul fatto che il Diavolo ha davvero svoltato, dopo aver vinto il derby, nonostante il ko di Leverkusen.
Il numero uno di RedBird – lo ricordiamo – è diventato proprietario del Milan nell’agosto 2022, acquistando il club per 1,2 miliardi di euro. Operazione, che come è noto, è stata in parte finanziata da un prestito di Elliott di 560 milioni, oltre all’investimento da 681 milioni di RedBird.
Milan, quote in vendita: la posizione di RedBird – Ora secondo il quotidiano italiano, Gerry Cardinale sarebbe pronto a vendere “fino a 150 milioni di euro del capitale iniziale investito di 681 milioni” per “riequilibrare il suo portafoglio”.
Per i potenziali nuovi investitori, La Repubblica fa riferimento alla società di investimenti statunitense Washington Harbour, sottolineando che il file circola “negli ambienti finananziari internazionali da maggio”. Quanto scritto, però, è stato smentito dal fondo americano. E’ così arrivata la presa di posizione da parte di RedBird. Il fondo americano, attraverso un suo portavoce, ha dichiarato a Reuters che Gerry Cardinale,fondatore e managing partner del fondo, “non conosce Washington Harbour e il documento citato dal giornale non gli è attribuibile”. Allo steso modo, Reuters aggiunge che Washington Harbour non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento in merito alla notizia riportata dalla stampa.
Non è la prima volta che si scrive di una possibile cessione da parte del Milan (anche solo di quote di minoranza) e non sarà certo l’ultima. La volontà di Gerry Cardinale, per il momento, è quella di tenersi il club e di farlo crescere ulteriormente, con la costruzione dello stadio. Ma RedBird prima o poi venderà il club.
Se il campionato iniziasse domani Coda, Romagnoli, Venuti ed Akinsanmiro non potrebbero giocare a causa del piano di ristrutturazione del debito. Il presidente Manfredi: “Seguito ogni indicazione e norma in merito”
Gli acquisti messi a segno finora sono stati di assoluto livello, in linea con l’obiettivo di tornare in Serie A. Eppure la Lega B al momento ha sospeso i nuovi tesseramenti della Sampdoria. Non hanno i visti di esecutività. Vale a dire: se ipoteticamente il campionato iniziasse domani, Coda, Romagnoli, Venuti ed Akinsanmiro (i quattro nuovi innesti messi a segno nelle ultime settimane) non potrebbero giocare con la maglia blucerchiata. In uno scenario ancora nella sua fase di massima evoluzione, farebbero ritorno nei rispettivi club da cui sono arrivati. Il motivo è dovuto al piano di ristrutturazione del debito che vede coinvolta la Samp, che impone alla società di chiudere non in negativo la campagna di calciomercato, senza che gli investimenti destinati ai nuovi arrivi superino gli introiti derivanti dalle partenze. La stessa sospensione è in corso anche per Juve Stabia e Spezia (altri due club con paletti stringenti per il mercato), anche se il loro operato è in linea con le norme. La Samp invece ha dato un’interpretazione diversa. Da qui la richiesta di chiarimenti da parte del Brescia (riguardo l’art. 90 delle Noif) alla Lega B, che subito si è rivolta alla Figc, la quale ha rimandato la palla al mittente. Così, in attesa di chiarezza, i contratti sono in sospeso.
LA REPLICA – La Samp è convinta della buona fede, ma soprattutto della buona riuscita, del proprio operato. Tanto da pubblicare una nota firmata dal presidente Matteo Manfredi: “Siamo pienamente consapevoli di aver seguito scrupolosamente ogni indicazione e norma in merito, muovendoci nel rispetto più assoluto delle limitazioni imposte – ha scritto – ogni attività viene attentamente e preventivamente sottoposta al parere dell’ufficio legale della società, garantendo così la massima trasparenza e correttezza. Siamo convinti del lavoro fin qui promosso in sede di mercato dal responsabile dell’area tecnica Pietro Accardi e siamo certi che le operazioni perfezionate potranno quanto prima essere rese esecutive”. Una convinzione forte che deriva anche dal passato: “Questo modus operandi è stato peraltro già applicato dal nostro club durante la precedente sessione di mercato trasferimenti” ha aggiunto Manfredi. Molto, forse non tutto, si deciderà giovedì 25, data in cui è fissato un tavolo tecnico tra Figc, Lega Serie A, Lega Serie B e Lega Pro per interpretare al meglio quella norma e fare chiarezza. Perché in Italia le società alle prese con la ristrutturazione del debito sono diverse, anche se non con la medesima entità. In ogni caso, per ricevere i famosi “visti di esecutività” che permettano ai nuovi acquisti di giocare c’è tempo fino all’8 agosto, con lo step del 31 luglio per definire le operazioni di mercato. Sapendo anche che per ogni contratto respinto il regolamento prevede un punto di penalizzazione. Si arriverà a tanto?
Le parole del presidente rossonero: «Un periodo terribile fin quando Elliott è subentrata e mi ha chiesto di fare il presidente».
“La mia storia con il Milan è iniziata in quella nefasta epoca di Yonghong Li. Io sono entrato nel Consigli di Amministazione del club per conto di Elliott e ho vissuto veramente un anno di passione. Ci sono tutta una serie di obblighi e noi non eravamo mai con i conti in ordine. All’ultimo secondo dell’ultimo minuto arrivavano cinque milioni che ci consentivano di iscriverci al campionato”. Lo ha detto il presidente del Milan Paolo Scaroni a margine dell’evento di presentazione delle celebrazioni per i 125 anni del club rossonero.
“Un periodo terribile fin quando Elliott è subentrata e mi ha chiesto di fare il presidente: era il 22 luglio 2018 e mi sono presentato all’assemblea dove c’erano azionisti con i musi lunghi e pochi giornalisti. Venivamo da cinque anni senza Champions, forse erano stati gli anni più bui del Milan. So che i tifosi vogliono tutto, anche io vorrei vincere tutte le partite. Ora qualche passetto in avanti lo abbiamo fatto, abbiamo vissuto un grande emozione con lo Scudetto. Sono presidente da sei anni, il quarto più longevo della storia del Milan. Vorrei andare sul podio”.
“Festeggiare 125 anni è una grande festa. Siamo un’istituzione iconica e storica, ma siamo riusciti a rimanere giovanissimi. Questo è il miracolo. Sappiamo ancora suscitare passione ed emozioni. Sono circondato da persone che manifestano una passione davvero rara. Festeggiare i nostri 125 ci proietta anche al futuro, non ci fa guardare solo al nostro glorioso passato. Rimaniamo sempre il grande club di Milano, non ne conosciamo altri (sorride, ndr)”.
“Scontro FIGC-Lega Serie A? Io ho un pensiero semplice e banale. Tutto il calcio italiano vive della Serie A. Noi paghiamo tutto, dilettanti, Serie C, arbitri. I soldi arrivano solo da noi. Pagare il conto di tutto e non contare niente mi è sempre sembrato strano”.
“Non contare nulla in Figc è assurdo, non contiamo nulla neppure per ciò che riguarda noi stessi. Su questo aspetto in Lega Serie A, che siamo sempre un po’ litigiosi, c’è accordo all’unanimità”, spiega. Poi il presidente Scaroni ricorda quanto sia necessario fare passi avanti nel calcio italiano: “Guardiamo al futuro, alla crescita di un sistema calcio che ha perso colpi. La Premier di diritti incassa 2miliardi e 200 milioni, la Serie A 200 milioni, un undicesimo. Abbiamo fatto passi da gambero”.
Yonghong Li – (Photo credit should read MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)
L’ex proprietario del Milan nel mirino di una causa intentata a Hong Kong per il mancato pagamento di un debito contratto nel 2017.
L’ex proprietario del Milan Yonghong Li nel mirino dei creditori. Come riportato da Bloomberg, infatti, una società legata all’uomo d’affari cinese che ha acquistato il club rossonero nel 2017 è stata citata in giudizio per debiti non pagati da un gruppo di società di investimento. In particolare, sono state presentate cinque richieste contro la Rossoneri Advance Co. Ltd., con sede nelle Isole Vergini Britanniche, riguardanti un totale di 187 milioni di dollari (circa 170 milioni di euro) di debiti dovuti e non pagati. I cinque querelanti chiedono il pagamento del debito, danni, interessi maturati e altre rivendicazioni.
La Rossoneri Advance è una delle società offshore che hanno fatto parte della catena di controllo attraverso cui Yonghong Li ha acquisito il club rossonero nell’aprile 2017, in una catena che passando dal Lussemburgo arrivava fino al Milan in Italia. L’imprenditore cinese, che per chiudere l’operazione di acquisto della società ha ricevuto un prestito dal fondo Elliott, nell’estate 2018 aveva perso il controllo del club dopo aver saltato una rata della struttura per ripagare il proprio debito verso il fondo guidato da Paul Singer.
I querelanti sono Long Teng Zhi Zhong Industry Investment Fund, Shen Zhou Long Yuan Industry Investment Fund Limited, Sheng Rong Stable Investment Fund Limited, Zhi Hua Stable Investment Fund Limited e Zhi Hua Cheng Rong Industry Investment Fund, secondo i documenti del tribunale di Hong Kong, tutti fondi che hanno sede nelle Isole Cayman.
Negli atti di citazione, i cinque fondi fanno riferimento a un accordo di sottoscrizione di obbligazioni datato febbraio 2017, due mesi prima che Li e altri investitori concludessero l’acquisto del club. Gli atti non forniscono dettagli sull’uso dei proventi delle obbligazioni, né se il prestito fosse collegato all’acquisizione.
Nel marzo 2017, Calcio e Finanza aveva riportato come dalla Rossoneri Advanced Company Limited sono state messe a disposizione di Rossoneri Sport Investment (l’altra società legata a Yonghong li con sede ad Hong Kong) una parte delle risorse per pagare a Fininvest la terza caparra da 100 milioni di euro a fronte di un nuovo termine per finalizzare l’acquisto del 99,9% del Milan.
Venerdì, 24 Marzo 2017
Milan, da una nuova società alle British Virgin Islands altri 100 milioni per SES
Si chiama Rossoneri Advanced Company Limited ed è la nuova scatola societaria, costituita nel paradiso fiscale delle British Virgin Island, che avrebbe messo a disposizione di Rossoneri Sport Investment (l’altra società di Sino-Europe…
Si chiama Rossoneri Advanced Company Limited ed è la nuova scatola societaria, costituita nel paradiso fiscale delle British Virgin Island, che avrebbe messo a disposizione diRossoneri Sport Investment (l’altra società di Sino-Europe Sports con sede ad Hong Kong) una parte delle risorse per pagare a Fininvest la terza caparra da 100 milioni di euro a fronte di un nuovo termine (si parla del 14 aprile) per finalizzare l’acquisto del 99,9% del Milan.
Secondo i documenti ufficiali in possesso di Calcio e Finanza, nei giorni scorsi Rossoneri Advanced Company Limited, che ha sede nell’Offshore Incorporations Centre di Road Town a Tortola nelle British Virgin Islands (P.O. Box 957), ha sottoscritto un aumento di capitale della Rossoneri Sport Investment di Hong Kong di 864,5 milioni di dollari di Hong Kong, pari a circa 103 milioni di euro al cambio attuale.
Il capitale della Rossoneri Sport Investment, costituita il 22 giugno 2016, è passato pertanto da 100 milioni di dollari di Hong Kong (circa 12 milioni di euro) a 964,5 milioni di dollari di Hong Kong (circa 115 milioni di euro).
L’operazione di aumento di capitale, avviata il 20 febbraio 2017 (come si può vedere al punto 2 nella prima pagina del documento allegato), quindi pochi giorni prima del 3 marzo, data originariamente fissata per il closing, è stata formalmente chiusa solo il 9 marzo scorso (come si vede dal punto 5 dell’ultima pagina dell’allegato), e formalizzata alle autorità di Hong Kong solo il 21 marzo.
Grazie ai fondi messi a disposizione da Rossoneri Advanced Company Limited, Rossoneri Sport Investment sembrerebbe nelle condizioni di girare Fininvest tutti i 100 milioni della terza caparra (di cui 20 milioni sono già stati versati nei giorni scorsi e 30 milioni versati oggi).
Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza da fonti finanziarie la costituzione della Rossoneri Advanced Company Limited alle British Virgin Islands si sarebbe resa necessaria per fare fronte alla stretta sull’esportazione di capitali dalla Cina voluta dalle autorità di Pechino.
Per il versamento integrale della terza caparra sembrerebbe che ormai i tempi siano maturi e che una nuova intesa sul Milan tra la Sino-Europe di Yonghong Li e la Fininvest della famiglia Berlusconi possa essere annunciata a breve.
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Le società del massimo campionato hanno aperto le vendite ricevendo risposte diverse. E poi ci sono i casi Atalanta e Fiorentina.
La settimana che sta per iniziare darà il via ai primi raduni per le formazioni di Serie A, con i rispettivi allenatori che stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli in vista della stagione 2024/25. E con l’Italia fuori anticipatamente da EURO 2024, i tifosi sono ormai concentrati sulla propria squadra del cuore.
Lo stesso cuore che ha già fatto sottoscrivere diversi abbonamenti, rispondendo presente alle varie campagne lanciate dai club nelle scorse settimane. Ma se c’è qualcuno che viaggia verso il sold out, altre società di Serie A, a poco più di un mese dall’inizio del campionato, non hanno ancora aperto la campagna abbonamenti.
Abbonamenti squadre Serie A 24 25 – L’Inter è già sold out – Come riporta l’edizione odierna del La Gazzetta dello Sport, fra le prime otto classificate nello scorso campionato, l’Inter ha già registrato il sold out, forte della spinta del 20° scudetto conquistato e anche della programmazione sul mercato della società guidata da Giuseppe Marotta. Ai nerazzurri non è servita nemmeno la fase della vendita libera per esaurire i 40mila abbonamenti a disposizione, nonostante l’aumento dei prezzi fino al 23%.
Abbonamenti squadre Serie A 24 25 – Bene anche Milan, Juve, Roma e Bologna. Lazio a rilento – Rimanendo nella città lombarda, il Milan hanno aperto la fase di vendita libera venerdì e ha già toccato quota 37mila. L’anno scorso i tifosi milanisti acquistarono tutte le 41.500 tessere disponibili ed è verosimile che si arrivi anche per questa stagione a queste cifre.
Il nuovo corso Juventus, con Thiago Motta in panchina, e il mercato scoppiettante in entrata portato avanti da Cristiano Giuntoli ha fatto scattare l’entusiasmo in casa bianconera. E la risposta dei tifosi è stata importante. I dati in casa Juve sono più che positivi. Dopo che nella scorsa stagione si era registrata una flessione rispetto al 2022/23, per il 2024/25 si viaggia su un +10%, con addirittura il 42% dei tifosi bianconeri che ha scelto la formula “Star” con tanto di gare della Champions League comprese.
Dopo la striscia incredibile di sold out casalinghi, la tifoseria della Roma sta rispondendo presente anche per la prima stagione di Daniele De Rossi dall’inizio, dopo i buoni risultati avuti nella seconda metà della scorsa annata. Sono già 38mila le tessere sottoscritte. Un dato molto vicino ai 40mila circa alla chiusura della campagna dello scorso anno. Grande successo hanno riscontrato le opzioni Plus e Classic Extra: con il pacchetto Plus si può rivendere il proprio posto nelle partite in cui si è impossibilitati ad andare, con il Classic Extra la stessa cosa, ma solo in quelli che sono considerati i big match (Lazio, Juventus, Napoli, Milan, Inter…). Il Classic Extra è stato aggiunto quest’anno ed è una via di mezzo tra il Plus e il Classic.
Sentimento opposto nell’altra sponda del Tevere. La Lazio ha aperto le vendite e dall’1° al 17 luglio i tifosi biancocelesti possono rinnovare l’abbonamento della scorsa stagione o acquistarne uno nuovo negli altri posti dell’Olimpico rimasti invenduti. E sinora sono state vendute circa 3mila tessere, contro le oltre 30mila del 2023-24. C’è ancora tempo (la vendita liberà partirà il 22 luglio e si chiuderà il 10 agosto), ma la sensazione è che nel 2024-25 difficilmente si possa arrivare sui livelli della scorsa annata.
Nonostante il mercato, con molta probabilità, stravolgerà la rosa del Bologna, capace di tornare in Champions League, i tifosi rossoblù non si sono fatti scoraggiare, fiduciosi che il club di Joey Saputo farà un’altra grande stagione. Al Dall’Ara sono già state superate i 15mila abbonamenti venduti per il campionato 2023/24, arrivando a quota 18mila, nonostante la vendita libera sia iniziato solamente venerdì.
Abbonamenti squadre Serie A 24 25 – I casi Atalanta e Fiorentina. Il Napoli si affida a Conte – Rimangono in attesa Atalantae Fiorentina, per cui la campagna abbonamenti non è ancora partita. Il motivo? I lavori di ristrutturazione dei rispettivi stadi, anche se la prospettiva è completamente diversa. I bergamaschi, che nello scorso campionato hanno fatto registrare oltre 11mila sottoscrizioni, apriranno il botteghino da metà luglio e nelle prime tre giornate di Serie A giocheranno sempre in trasferta, per poi usufruire dello stadio al completo dal 15 settembre, proprio nella sfida contro la Fiorentina.
Più nebulosa la situazione a Firenze, dove è in corso uno scontro fra club e il Comune. Scontro che si sta trascinando anche in tribunale visto che i viola vogliono bloccare i lavori, che sono già partiti, fino a quando non avrà un piano chiaro e definitivo per i lavori. E tutto questa incide pesantemente sulla campagna abbonamenti, che l’anno scorso è arrivata a 17.252 tessere, mentre si preannuncia un inizio di stagione a capienza ridotta per questo campionato.
Iniziata mercoledì, invece, la campagna abbonamenti del Napoli intitolata “Ripartiamo Con te”. Chiara allusione al nuovo tecnico su cui si punta per il rilancio sportivo della squadra azzurra, ma non solo.
Aleksander Ceferin (Foto: PATRICIA DE MELO MOREIRA/AFP via Getty Images)
Le quote di Girona e Nizza saranno temporaneamente cedute a dei “blind” trust: stop anche alle operazioni di mercato tra le società.
LaUEFAha ufficializzato le sue decisioni in merito ai casi di multiproprietà in vista delle coppe europee per la stagione 2024/25. Si tratta, da un lato, di Manchester City e Girona (entrambe sotto il controllo del City Football Group e qualificate alla Champions League) e di Manchester Unitede Nizza, dall’altro, società in cui gioca un ruolo fondamentale il patron di Ineos Sir Jim Ratcliffe, rispettivamente come azionista di minoranza e di maggioranza.
La UEFA aveva aperto due diverse indagini sui quattro club coinvolti nel doppio caso di multiproprietà, «a causa di un potenziale conflitto con la regola prevista dall’Articolo 5 del regolamento delle competizioni per club UEFA». La stessa indagine era stata aperta nella passata stagione su Milan e Tolosa, due club controllati dal fondo statunitense RedBird.
«A seguito dell’attuazione di cambiamenti significativi da parte degli investitori coinvolti in Girona FC e OGC Nice (rispettivamente City Football Group e INEOS), la Prima Camera del CFCB ha accettato l’ammissione del Girona FC e del Manchester City FC alla UEFA Champions League 2024/25, così come del Manchester United FC e dell’OGC Nice alla UEFA Europa League 2024/25», si legge in una nota.
Secondo la Federcalcio europea, i club sono stati in grado di dimostrare che tali cambiamenti li hanno portati a conformarsi alla regola sulla multiproprietà, considerando che:
Nessuno è contemporaneamente coinvolto, direttamente o indirettamente, in qualsiasi ruolo nella gestione, amministrazione e/o performance sportiva di più di un club partecipante a una competizione per club UEFA; e
Nessuno ha il controllo o un’influenza decisiva su più di un club partecipante a una competizione per club UEFA.
«In particolare, i cambiamenti significativi apportati alla proprietà, governance e supporto finanziario dei club interessati limitano sostanzialmente l’influenza e il potere decisionale degli investitori su più di un club, garantendo la conformità alla regola sulla multiproprietà durante la stagione 2024/25», sottolinea ancora la UEFA.
UEFA decisioni multiproprietà – La cessione delle quote a due blind trust – In particolare, gli investitori interessati hanno trasferito le loro quote in Girona FC e OGC Nice a trust indipendenti attraverso una struttura denominata “blind trust” istituita sotto la supervisione della Prima Camera del CFCB. Tale blind trust è stato accettato dall’organismo su base eccezionale per le competizioni UEFA 2024/25. I trust scambieranno regolarmente informazioni con la CFCB Prima Camera durante la stagione 2024/25.
«Di conseguenza, per la stagione 2024/25, quanto segue – spiega la UEFA – si applica al livello di Girona FC e OGC Nice:
il controllo effettivo e la presa di decisioni di questi club sono sotto gestione esclusiva del trust;
a seguito delle dimissioni dei membri del consiglio di amministrazione, l’investitore non è più rappresentato nel consiglio di amministrazione e non ha la capacità di nominare direttamente nuovi amministratori nel consiglio;
il trust nomina i nuovi amministratori nel consiglio;
gli investitori non hanno alcuna capacità di influenzare le decisioni sportive;
gli investitori non hanno alcuna capacità di influenzare il club attraverso diritti di veto o accordi contrattuali stipulati con altri azionisti;
gli investitori sono limitati nella loro capacità di fornire finanziamenti;
i bilanci del club usciranno dal perimetro del bilancio consolidato delle holding di controllo».
UEFA decisioni multiproprietà – Stop ai trasferimenti – «Inoltre, come ulteriore prova della loro indipendenza, i club interessati si sono impegnati a:
non trasferire giocatori tra di loro, né a titolo definitivo né in prestito, direttamente o indirettamente, da luglio 2024 a settembre 2025, con l’eccezione degli accordi di trasferimento preesistenti che erano stati stipulati prima dell’apertura dei procedimenti CFCB;
non concludere alcun tipo di cooperazione, accordi tecnici o commerciali congiunti tra di loro; e
non utilizzare alcun database di scouting o giocatori congiunto», spiega la UEFA.
Dal 1° luglio 2025, le quote del Girona e del Nizza saranno trasferite nuovamente ai rispettivi investitori. Di conseguenza, in assenza di modifiche significative alla composizione azionaria, governance o finanziamento dei club, la società spagnola e quella francese torneranno sotto il controllo o l’influenza decisiva dei loro investitori.
L’ Assemblea generale annuale della Premier League si è riunita oggi per prendere alcune importanti decisioni. I 20 club hanno votato, quasi all’unanimità, a favore del mantenimento della tecnologia nel massimo campionato inglese, rinunciando quindi all’abolizione del VARdopo la proposta formale presentata dal Wolverhampton a maggio. Il risultato è stato schiacciante: 19 voti pro VAR contro 1, ovviamente quello del Wolverhampton.
Oltre a questa, anche altre proposte non sono state approvate, come quella dell’Aston Villa: il club di Birmingham aveva chiesto di aumentare le perdite consentite dal PSR (Profitability and Sustainability Rules) da 123 milioni di euro a 158 milioni di euro in un periodo di tre anni. Sono stati 15 i voti contrari, tre le astensioni e due i voti a favore.
Aston Villa, Chelsea, Everton, Leicester, Newcastle e Nottingham Forest saranno costretti a vendere diversi giocatori prima del 30 giugno, altrimenti rischieranno pesanti sanzioni (tra cui una detrazione di punti) per mancato rispetto delle norme del Fair Play finanziario.
Affari last minute, ciclone bianconero: incubo penalizzazione
Dall’Inghilterra, la situazione potrebbe cambiare da un momento all’altro: dall’incubo penalizzazione alla possibile traccia in Arabia
A calamitare l’attenzione mediatica in queste calde ore estive sono soprattutto i risultati delle varie Nazionali impegnate agli Europei. Del resto mancano ancora diverse settimane prima dell’avvio ufficiale della stagione. Tuttavia, non sono poche le grane ancora da risolvere che potrebbero ripercuotersi in maniera tangibile anche sulle classifiche dei vari campionati.
Sotto questo punto di vista nuovi paletti economici e controlli sui bilanci potrebbero portare ad un vero e proprio restyling soprattutto in Premier League. A tal proposito l’ultimo club oggetto delle ultime indiscrezioni in questione è il Newcastle. Intervenuto ai microfoni di Football Insider, l’esperto in materia finanziaria Stefan Borson ha posto l’accento sulla particolare situazione economica vissuta dal club inglese e dalle conseguenze che tutto questo porterebbe alle prossime mosse di mercato dei Magpies. Secondo quanto riferito da Borson, infatti, il Newcastlepotrebbe vedersi costretto a cedere alcune pedine importanti prima del 30 giugno per incamerare un tesoretto con cui riuscire a sventare la probabile penalizzazione.
Variabili di bilancio da monitorare: il Newcastle adesso rischia grosso – Il punto di nevralgica importanza sotto la lente di ingrandimento concerne il rispetto delle regole sul profitto e sulla sostenibilità. Un tema che in tempi e in modi diversi ha portato e che potrebbe arrecare in seguito penalizzazioni in classifica per diversi club di Premier League.
La variabile calciomercato, non solo legata alle trattative per i calciatori ma anche eventuali partnership, rischiano dunque di rappresentare una variabile importante da prendere in considerazione. A maggior ragione se le operazioni in questione verranno concluse entro il 30 giugno. Di seguito le parole di Borson: “Difficile dire in quale direzione il Newcastle deciderà di operare. Potrebbero stipulare un paio di accordi con l’Arabia Saudita all’ultimo minuto. Tuttavia, questi accordi devono avere un giusto valore di mercato e devono essere approvati dalla Premier League“.
Josh Wander (Foto: VIRGINIE LEFOUR/BELGA MAG/AFP via Getty Images)
La Federazione britannica ha votato l’unanimità il provvedimento immediato, nonostante un accordo siglato nel 2017 e valido per un totale di 10 anni.
Dopo aver visto naufragare la trattativa per acquistare l’Everton, soprattutto per il mancato via libera della Premier League e della commissione indipendente del governo britannico, si aggiunge un’altra disavventura Oltremanica per 777 Partners, società statunitense proprietaria di diversi club calcistici, fra cui il Genoa.
Infatti, come riporta SportBusiness, 777 detiene il 45% della Basketball League Ltd (BLL), che gestisce direttamente la British Basketball League (BBL). La società della Florida è entrata nella BLL grazie a una parte dell’investimento totale di 8,3 milioni di euro, eseguito nel 2021.
La BBF ha affermato che le informazioni ricevute indicano che la BLL «non è più in grado» di svolgere le sue funzioni di operatore della BBL. La federazione, che non ha menzionato direttamente 777 Partners nella sua dichiarazione, ha affermato che il suo consiglio ha accettato all’unanimità di revocare la licenza con effetto immediato.
«La BBF continuerà a fare tutto il possibile per proteggere gli interessi dei tifosi – si legge nel comunicato della BBF –, dei giocatori, dello staff e dei club e verranno immediatamente messe in atto misure provvisorie per assumere l’organizzazione della stagione 2024-25, in coordinamento con parti interessate. Inoltre, la BBF sta lavorando per definire accordi a lungo termine per la governance e lo sviluppo della lega professionistica di basket in Gran Bretagna. Questo processo sarà completato il prima possibile, tenendo conto dell’obbligo della BBF di condurre una solida due diligence nei confronti dei possibili investitori».
L’accordo siglato tra la BLL e la Federbasket britannica è stato siglato nel 2017 per una durata complessiva di 10 anni. Ma lo stato finanziario della lega è stato messo in discussione negli ultimi mesi a causa dellacontinua incertezza che circonda la società statunitense, che è stata anche accusata di frode da alcuni creditori.
L’allenatore era finito nel mirino della giustizia per la sua prima avventura con il Real Madrid
Carlo Ancelotti
Carlo Ancelottiè finito nel mirino della giustizia spagnola che ha chiestocinque anni di carcere. Il tecnico italiano, fresco vincitore della Champions League in finale contro il BorussiaDortmund, era stato accusato di evasione fiscale per più di 1 milione di euro, con il procuratore di Madrid che aveva chiesto almeno 4 anni e 9 mesi a marzo. L’accusa era l’evasione di 1,062,079 eurotra l’anno fiscale 2014 e quello del 2015, nella sua prima avventura con i Blancos.
Le carte – Come riporta Mundo Deportivo, che ha avuto accesso alle carte dell’Avvocatura dello Stato, Ancelotti «Era obbligato a pagare le tasse in Spagna per l’intero importo ottenuto. In ogni caso, l’allenatore del Real Madrid ha incluso nelle entrate la remunerazione per il suo lavoro con i Blancos, ma non il guadagno dai diritti di immagine».
Una fetta importante di ricavi per il club nerazzurro arriva già dalle conferme degli abbonati per la stagione che prenderà il via il prossimo 1° luglio.
Stadio Meazza – Milano – (Foto: Marco Luzzani/Getty Images)
Una sorta di azionariato popolare, con i tifosi che aiutano il club riempiendo San Siro per ogni uscita della squadra di Simone Inzaghi. L’Inter ha conquistato anche in questa stagione lo “Scudetto” degli spettatori, con la media più alta della Serie A, e vittoria in campionato – con tanto di seconda stella – ha spinto ulteriormente l’entusiasmo dei fan.
Lo confermano – scrive La Gazzetta dello Sport – anche i dati alla chiusura della fase di prelazione per gli abbonati: ha già rinnovato l’85% degli aventi diritto e nei due giorni in cui i tesserati potranno cambiare settore il club si aspetta di arrivare intorno al 95%. La rimanenza andrà agli iscritti alla lista d’attesa creata l’anno scorso (circa 15mila persone che attendono una disdetta), quindi non sembrano esserci margini per la vendita libera.
Difficile prevedere quanto porteranno in cassa i 40mila abbonati – tetto fissato dalla società nerazzurra anche in questa stagione per poter monetizzare meglio gli altri tagliandi nelle singole gare –, ma ci si dovrebbe attestare sui 25 milioni di europer il solo campionato e sui 30 milioni abbondanti includendo la Champions League.
L’ultimo dato certo è relativo alla stagione 2022/23 (quello del campionato appena concluso verrà svelato a ottobre), quando i 38.827 abbonamenti (22.267 per i gironi Champions) fruttarono 18,7 milioni (3,4 milioni per la Champions). Nell’ultima stagione di Serie A l’Inter ha avuto una media di 72.838spettatori, e la nuova stagione si annuncia dello stesso tenore.