Scatta l’allarme: l’Italia sarà colpita da un attacco informatico


articolo di Arturo Di Corinto: https://www.repubblica.it/tecnologia/2022/03/05/news/scatta_lallarme_litalia_sara_colpita_da_un_attacco_informatico-340458724/

La notizia divulgata nei canali riservati diventa pubblica: si teme un’incursione di hacker russi ai danni dei servizi essenziali del nostro Paese

Traffic light protocol white: la notizia prima classificata come riservata diventa pubblica, dal semaforo rosso si passa a quello arancione e poi al bianco, che nel mondo della difesa cibernetica significa che è arrivata all’opinione pubblica, e la notizia è che “domenica 6 marzo potrebbero esserci attacchi cyber in Italia ai danni di enti governativi e industriali non meglio definiti”.

A lanciare l’allarme è stato lo Csirt, il Computer Security Incident Response Team dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale: “Nel ricordare la necessità di adottare tutte le misure di protezione degli asset IT, in particolare quelle oggetto degli alert specifici già diffusi dall’Agenzia per la Cybersicurezza – Csirt Italia, si raccomanda prestare particolare attenzione nel giorno indicato e comunicare eventuali evidenze di attività malevole utilizzando i canali di comunicazione dello Csirt Italia”.

Ce lo aspettavamo. Se ne era parlato a lungo in questi giorni in cui il conflitto militare tra la Russia e l’Ucraina aveva preso anche la forma di un conflitto cibernetico. Tutto era cominciato – come da noi riportato – dalla diffusione di un pericoloso malware di origine russa, un wiper, capace di cancellare la memoria dei computer e di renderli inservibili, ed era proseguito con le incursioni di Anonymous e di una trentina di altri gruppi hacker dai nomi fantasiosi che avevano bloccato le risorse informatiche una volta dei russi una volta degli ucraini. Tutto all’insegna del timore di un intervento Nato che secondo l’articolo 5 può intervenire in difesa di un paese dell’alleanza, anche in caso di attacco cibernetico.

Adesso, come atteso, la preoccupazione è che anche un paese distante come l’Italia, che ha preso posizione contro la guerra di Putin, possa essere coinvolto nella guerra cibernetica.

Già dai giorni scorsi sul sito dello Csirt però si poteva leggere questo avviso “Sebbene al momento non vi siano indicatori in tal senso, si evidenzia il significativo rischio cyber derivante da possibili impatti collaterali a carico di infrastrutture ICT interconnesse con il cyberspazio ucraino, con particolare riferimento ad enti, organizzazioni ed aziende che intrattengono rapporti con soggetti ucraini e con i quali siano in essere interconnessioni telematiche. Tali impatti potrebbero derivare dalla natura interconnessa della rete Internet, in quanto azioni malevole, indirizzate verso una parte di essa, possono estendersi ad infrastrutture contigue come dimostrano precedenti infezioni con impatto globale quali ad esempio NotPetya e Wannacry”.

Insomma, l’allarme non riguarda proprio tutti, ma i gestori di servizi essenziali e quelli che operano infrastrutture critiche. continua a leggere

Attacco hacker alla Toyota: chiusi tutti gli impianti in Giappone e crollo della produzione


articolo di Lorenzo Nicolao: https://www.corriere.it/tecnologia/22_febbraio_28/attacco-hacker-toyota-chiusi-tutti-impianti-giappone-crollo-produzione-09b16874-9891-11ec-899b-30de360aaa79.shtml?fbclid=IwAR33EXr40ZyfxYVgcHT5-v1LMOMbO1bw-QLCwTlYf1XuFXq_vGcdWLsr94E

I pirati hanno colpito la società che fornisce componenti e il blocco dell’attività potrebbe provocare un danno economico enorme: la Toyota calcola già 10mila veicoli prodotti in meno

La Toyota non è riuscita a impedire la sospensione dell’attività di tutte le sue sedi in Giappone dopo che uno dei suoi principali fornitori è stato colpito da un attacco hacker. Il quotidiano nipponico Nikkei ha precisato che l’azienda coinvolta dalla violazione informatica sarebbe la Kojima Press, con sede a Toyoda, una frazione della città di Nagoya, dove è situato anche il quartier generale della casa automobilistica e del suo museo. La Kojima produce componenti molto rilevanti per le auto, dal momento che lavora con sistemi avanzati il metallo e la plastica. Il suo sito è risultato improvvisamente offline, fermo per diverse ore, bloccando di fatto la produzione. Un danno che ha avuto ripercussioni immediate sulla Toyota, tanto da costringere i vertici dell’azienda a interrompere il lavoro. Un processo già rallentato e messo in difficoltà dalla carenza di microchip generata precedentemente dalla pandemia. Già a gennaio il calo della produzione della prima casa automobilistica del mondo era stato del 15% rispetto all’anno precedente, ma con questa emergenza ammontano a quattordici gli impianti che in Giappone saranno costretti a una chiusura programmata di due giorni. Per il momento, i vertici della casa hanno preferito non commentare la scelta presa.

Oltre 48 ore di inattività in questi ambiti hanno un peso notevole sul processo produttivo di una grande azienda, con il calcolo immediato dei vertici di Toyota che rappresenterebbe chiaramente un crollo della produzione di 10mila vetture a causa del cyberattacco. La multinazionale che domina non solo il mercato giapponese, ma anche quello straniero, teme chiaramente che la chiusura possa influenzare anche le sedi estere, dove da anni si producono veicoli generalmente stimati per la qualità dei materiali e la progettazione. Un attacco hacker estremamente dannoso quindi, se si pensa che nel corso del 2008 la Toyota superò anche la General Motors, diventando la prima azienda automobilistica al mondo per numero di veicoli e per fatturato. continua a leggere

Croce Rossa vittima di un attacco informatico…..


Croce Rossa vittima di un attacco informatico: a rischio i dati di oltre 515mila “persone altamente vulnerabili”

articolo di Arturo Di Corinto: https://www.repubblica.it/tecnologia/2022/01/20/news/croce_rossa_vittima_di_un_attacco_informatico_a_rischio_i_dati_di_oltre_515mila_persone_altamente_vulnerabili_-334568960/

L’attacco avrebbe avuto origine dalla compromissione di un’azienda tecnologica con sede in Svizzera, un appaltatore della Croce Rossa

Senza pudore e senza pietà. Ignoti attaccanti hanno avuto il coraggio di bersagliare perfino i server del Comitato internazionale della Croce Rossa rubando le informazioni riservate di oltre 500mila persone in condizioni vulnerabili, tra cui migranti, vittime di calamità naturali, parenti di persone scomparse e prigionieri di tutto il mondo, con un impatto su almeno 60 divisioni dell’organizzazione internazionale.

Sede a Ginevra, in Svizzera, il Comitato, apolitico, impiega circa 20mila persone in oltre 100 Paesi ed è finanziato dalle donazioni volontarie dei governi e delle società nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. Dal 1863 protegge e aiuta le vittime di conflitti armati e promuove il rispetto del diritto internazionale umanitario. continua a leggere