Un anziano di 79 anni è rimasto gravemente ustionato a causa dell’incendio seguito a un’esplosione avvenuta stamani nella sua abitazione di San Gregorio nelle Alpi (Belluno). I vigili del fuoco sono intervenuti alle 7:30 circa nella frazione di Fumach, dove si trova la casa colonica.
Le squadre sono giunte dal distaccamento di Feltre, dalla centrale di Belluno con il supporto dei volontari di Feltre per un totale di 20 operatori, coordinate dal funzionario di guardia.
Sono ancora impegnate per evitare la propagazione delle fiamme, innescate probabilmente da una fuga di gas, alle strutture adiacenti. Il 79enne è uscito autonomamente fuori dalla casa, ma poi è stato trasportato in ambulanza e poi in elicottero all’ospedale di Padova. Sul posto anche i carabinieri.
Intervengono vigili del fuoco, nessun ferito o intossicato
Ancona, 08 maggio 2024
Principio di incendio in Tribunale ad Ancona, palazzo evacuato
Principio di incendio oggi in tribunale, che è stato evacuato per motivi di sicurezza.
È successo ad Ancona, nella sede di corso Mazzini. L’attività di Palazzo di Giustizia era appena iniziata quando, attorno alle 8:30, è suonato l’allarme incendio.
In fretta il personale amministrativo, i magistrati e gli avvocati, sono usciti dalla struttura di cinque piani, messa in difficoltà in questi giorni per la mancanza degli ascensori, inutilizzabili causa lavori di ristrutturazione. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco. Il principio di incendio si è sviluppato al quinto e ultimo piano. Le prime fiamme sarebbero state spente dal personale presente. Poi sono arrivati i vigili del fuoco per un controllo generale. Quando la struttura sarà ritenuta sicura le persone potranno rientrare. Non ci sono feriti né intossicati.
Lo stadio Maradona (Foto: Claudio Villa/Getty Images)
La scossa in questione risale a metà aprile con i lavori che sono iniziati qualche giorno dopo, ma che non dovrebbero essere conclusi prima della fine del campionato
Lo sciame sismico ai Campi Flegrei, attivo ormai da diversi giorni, ha danneggiato la struttura dello stadio Diego Armando Maradona, l’impianto che ospita le gare casalinghe del Napoli.
Come riporta l’edizione odierna de Il Mattino, lo stadio cittadino sta già vedendo attivi dei lavori nel settore inferiore dellacurva B, cuore del tifo azzurro, che sono stati decisi in seguito alle verifiche dopo una delle più potenti scosse di terremoto avvenuta a metà aprile.
«In esito al sopralluogo effettuato successivamente all’incontro calcistico (Napoli-Frosinone di domenica 14 aprile, ndr) – è scritto nei documenti ufficiali del Comune di Napoli – anche in considerazione degli eventi sismici che si sono verificati presso la zona in cui insiste lo stadio nei giorni antecedenti il predetto incontro, riconducibili indubbiamente all’attività di bradisismo in atto presso l’area flegrea, i tecnici del servizio tecnico Edilizia Sportiva hanno eseguito apposite verifiche, al termine delle quali hanno riscontrato alcune criticità presso le gradinate dell’anello inferiore dello stadio e in particolare nel settore B4 della Curva B».
Le criticità evidenziate, specialmente, riguardano un importante avvallamento che ha imposto l’esecuzione di «prove distruttive» per una verifica definitiva. Dopo aver smantellato la parte superiore dei gradoni, i tecnici hanno appurato che una parte dell’elemento prefabbricato sul quale appoggia la gradinata si era rotta. Sono partite, così, le procedure urgenti per i lavori.
Il Comune ha stabilito, inoltre, di allargare le verifiche strutturali anche al resto dello stadio. Stavolta non si è proceduto con la consueta osservazione dei luoghi, che viene eseguita periodicamente: è stato dato mandato a una società specializzata in verifiche ingegneristiche, di eseguire prove di carico in ogni altro settore del Maradona. Per fortuna, terminate le misurazioni, è stato evidenziato che il resto del Maradona non presenta problemi. Il sisma ha colpito solo nella zona sottostante la curva B.
I lavori in corso avranno una spesa totale di 113mila euro, necessari a rimettere a posto la curva B e a ripristinare la sicurezza minata dai danni del sisma. Azioni rapide che consentono far utilizzare ancora in sicurezza lo stadio, eccezion fatta per l’anello inferiore della curva che dovrà necessariamente restare vuoto fino alla conclusione degli interventi. Inizialmente erano previsti 45 giorni di lavori, a partire dal 22 di aprile, anche se sembra che i tempi siano maggiori.
Infatti, sembra che ci siano difficoltà nel reperimento dei materiali per il ripristino delle gradinate. Si tratta di strutture prefabbricate che risalgono ai lavori effettuati nel 1990, anno del Mondiale in Italia. Certamente lo stadio non sarà ripristinato fino alla conclusione del campionato. Più probabile che latotale riapertura dello stadio Maradona avvenga poco prima dei concerti estivi.
Un’enorme colonna di fumo si è alzata sulla città. Una scuola superiore che si trova nelle vicinanze è stata evacuata
Un grande incendio è scoppiato verso le 9.15 a Bolzanonella zona artigianale Piani, nei pressi dei Magazzini generali. Un’enorme colonna di fumo si è alzata sulla città. Una scuola superiore che si trova nelle vicinanze è stata evacuata. Ad essere andato in fiamme è l’intero stabilimento dell’Alpitronic, leader mondiale delle colonne di ricarica per auto elettriche, in via di Mezzo ai Piani. Il rogo è scoppiato in una zona nella quale sono in corso lavori di ristrutturazione e si è velocemente allargato. Per il momento non risultano feriti o vittime. E’ stato chiuso lo spazio aereo sulla città. La lotta contro il rogo risulta assai difficile.
Le fiamme sulla sede di Alpitronic
«Tenete le finestre chiuse» – «La situazione è sotto controllo e l’unica precauzione da adottare è di tenere le finestre chiuse nelle vicinanze. Sul posto ci sono i Vigili del Fuoco ed i tecnici dell’Agenzia dell’Ambiente». E’ quanto comunica il Comune di Bolzano all’ANSA. La Protezione civile altoatesina comunica che «a Bolzano a causa di un incendio sono presenti fumi intensi. Si consiglia di tenere chiuse porte e finestre e di spegnere la climatizzazione e gli impianti di ventilazione».
I vigili del fuoco stanno posando tubi verso l’Isarco per pompare l’acqua dal vicino fiume per spegnere il rogo dell’Alpitronic a Bolzano. I pompieri stanno combattendo il rogo da tutti i lati con autoscale, per garantire un sufficiente approvvigionamento di acqua ora si attinge l’acqua anche dal fiume.
Il Direttore Amministrativo è sottoposto a procedimento disciplinare: al temine di questa valutazione si attende un eventuale provvedimento.
Il Milan ha momentaneamente sospeso dal suo incarico Aldo Savi, Financial And Administrative Director del club rossonero. Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, Savi sarà ora sottoposto a una procedura disciplinare e solo successivamente si arriverà a un eventuale provvedimento definitivo.
Il nome di Savi è emerso nelle scorse settimane nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sulla vendita del Milan. Dal Direttore Amministrativo è arrivato uno dei principali indizi sulla base dei quali la Procura sta cercando di dimostrare che il Milan non sia davvero del fondo RedBird di Gerry Cardinale, ma sia ancora sotto l’influenza del fondo Elliott di Gordon e Paul Singer, non dichiarata all’autorità di vigilanza Federcalcio.
La non indagata società rossonera, dove invece sono indagati per l’ipotesi di ostacolo all’autorità di vigilanza l’amministratore delegato dal 2022 Giorgio Furlani e il predecessore 2018-2022 Ivan Gazidis, dal decreto di perquisizione del 12 marzo aveva già appreso che i pm Polizzi e Cavalleri valorizzassero sia la difformità di comunicazioni rese dal fondo RedBird all’autorità di Borsa americana Sec sulla propria catena societaria, sia un documento interno al Milan che non si capiva come fosse finito in mano alla Guardia di Finanza.
Si trattava di una “presentazione” dell’attuale assetto preparata dalla dirigenza del Milan per i colloqui a fine 2023 con “investitori del mondo arabo”, dal quale però emergeva a tutti gli effetti l’indicazione che il controllo del club rossonero fosse di RedBird. Proprio questo documento era una bozza inviata da una manager del fondo RedBird, Elizabeth Owen, al direttore amministrativo del Milan, Aldo Savi: ed è stato appunto Savi, convocato come teste dagli inquirenti, a darne una interpretazione problematica sulla proprietà dei rossoneri.
Savi era entrato nel Milan nel 2018 come consulente del fondo Blue Skye, la società di Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo dal cui esposto è partita l’inchiesta sulla vendita del Milan e che ha avviato una serie di contenziosi – definiti più riprese «frivoli e vessatori» da parte di Elliott –, dai quali, come raccontato da Calcio e Finanza, fino ad ora è sempre uscita sconfitta.
Quelle italiane sono solo alcune delle cause avviate da Blue Skye negli ultimi mesi, alle quali il fondo Elliott ha risposto nel settembre del 2023 con un atto di accusa penale privata, chiamato “citation directe”, in Lussemburgo. Con questo atto il fondo statunitense ha accusato Blue Skye Financial Partners e i suoi rappresentanti di reati tra cui ricatto, estorsione e false dichiarazioni fraudolente a sostegno delle sue azioni legali contro la vendita.
Stando a quanto emerge dagli atti, secondo Elliott Blue Skye ha formulato accuse calunniose e diffamatorie al fine di ottenere concessioni superiori ai suoi diritti contrattuali. Secondo le accuse del fondo, questi si configurano come reati di ricatto ed estorsione. Inoltre, sempre secondo il fondo statunitense, Blue Skye avrebbe depositato consapevolmente documenti fuorvianti avviando procedimenti con l’intento di ingannare i giudici lussemburghesi al fine di ottenere una decisione a suo favore.
Decisione che – secondo Elliott – non avrebbe ottenuto altrimenti. Dai documenti emergono inoltre accuse di violazioni dei doveri fiduciari nei confronti di Giovanni Caslini (in passato nel board di Rossoneri Sport Investment, veicolo che controllava il Milan e il cui 100% era controllato a sua volta da Project Redblack, della quale il 4,27% era nelle mani di Blue Skye) e nei confronti dei managing partner di Blue Skye, Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo.
Tornando a Savi, assunto dal Milan nel 2019, il dirigente vi è rimasto anche dopo la frattura tra Blue Skye e il resto del mondo Milan. Ed è come odierno Direttore Amministrativo dei rossoneri, uomo dei conti del club e braccio destro del direttore finanziario Stefano Cocirio e del Chief Business Officer Roberto Masi, che Savi, una volta interpellato dalla GdF sulla bozza per il tour arabo dei dirigenti rossoneri, l’ha definita «strana» perché a suo avviso prospettava ai potenziali acquirenti la cessione di un pezzo del debito di RedBird verso Elliott.
In più Savi – che ora rischia di essere allontanato dal Milan – ha riportato agli inquirenti la propria impressione che sulla gestione quotidiana del Milan pesi ancora la «forte influenza» di Elliott, anche attraverso il consulente di Data Analytics Hendrik Almstadt, per Savi «strettissimo collaboratore di Gordon Singer».
Paul Pogba – (Foto: Gabriele Maltinti/Getty Images)
Il centrocampista della Juventus, nel suo ricorso in appello, parla delle pillole fornite dalla società americana 10X Health Systems.
La società americana 10X Health Systems, con sede negli Stati Uniti, è al centro della positività al doping che ha colpito il calciatore della Juventus Paul Pogba lo scorso anno. Secondo quanto rivelato dal Daily Mail, il “guru della salute” Gary Brecka e un medico di 10X, Carrie Carda, si trovano anche loro coinvolti nella tempesta che sta mettendo a rischio la carriera del francese.
Pogba è risultato positivo al DHEA, una sostanza vietata che aumenta il testosterone, a seguito di un controllo successivo alla sfida di campionato contro l’Udinese il 20 agosto. Pogba è stato successivamente squalificato per quattro anni, una condanna che – considerando l’età del giocatore – pone dubbi sul suo futuro nel calcio professionistico.
Il centrocampista si sta attualmente preparando per il suo appello al Tribunale Arbitrale dello Sport. E proprio a tal proposito il Daily Mail ha rivelato che la clinica americana 10X Health Systems è sospettata di aver fornito a Pogba le pillole che il calciatore ritiene responsabili della sua positività a settembre, con la società citata nella difesa del centrocampista.
E’ noto che ci sia evidenza fotografica del nome di 10X Health Systems presente sull’etichetta di almeno una delle bottiglie di pillole ricevute da Pogba. Pogba afferma che, dopo una consultazione con Brecka, indicato come co-fondatore e biologo a capo di 10X Health Systems, gli è stato raccomandato un ciclo di compresse dopo che i test hanno evidenziato alcune carenze nel suo corpo.
A prescrivere le pillole contenenti la molecola DHEA che si trasforma nel sangue in testosterone, sarebbe stata Carrie Carda, dottoressa elencata sul sito web della società che firma una delle etichette dei flaconi ricevuti da Pogba.
I nerazzurri debutteranno nella seconda edizione del torneo, dopo il grande successo della manifestazione nel 2023
Fonte: Inter fb
“L’Inter è lieta di annunciare la propria partecipazione all’edizione 2024 del The Soccer Tournament (TST), il prestigioso evento di calcio a 7 degli Stati Uniti che si disputerà a Cary,North Carolina, dal 5 al 10 giugno.
L’Inter debutterà nella seconda edizione del torneo, dopo il grande successo della manifestazione nel 2023, presentando una squadra composta da diverse anime della famiglia nerazzurra: le Inter Legend – tra cui Javier Zanetti, Marco Materazzi, Maicon e Giorgos Karagounis – saranno infatti affiancate da giocatori provenienti da Inter Academy, Inter Club e Inter Campus, oltre a talent e content creators internazionali legati al Club.
L’Inter parteciperà all’evento con la duplice ambizione di competere ai massimi livelli e di aumentare la propria brand awareness sul territorio, coinvolgendo i presenti con attività di fan engagement legate al mondo nerazzurro.
La presenza del Club nerazzurro al TST si inserisce nel percorso nerazzurro di costruzione di una community e di una fan base locale attraverso la partecipazione agli eventi chiave del territorio e rappresenterà una tappa fondamentale in avvicinamento al Mondiale per Club del 2025. Un percorso ormai consolidato e che ha visto la partecipazione dei nerazzurri a numerosi appuntamenti sul territorio statunitense: dalla United Soccer Coaches Convention in California alla Jefferson Cup in Virginia, ai quali si aggiunge la presenza negli eventi e nelle venue più iconiche del mondo dello sport e dell’entertainment quali il Coachella Valley Music and Arts Festival e il Madison Square Garden.
“Siamo molto felici di essere la prima squadra di Serie A a partecipare al TST, che rappresenta per noi un modo per rafforzare il legame con i nostri tifosi negli Stati Uniti e per far innamorare dell’Inter sempre più appassionati di calcio in America. Siamo entusiasti di volare in North Carolina, uno stato che vive con grande passione il calcio. Questa esperienza rappresenta inoltre un nuovo e importante passo strategico di avvicinamento al Mondiale per Club del 2025 e lo faremo da Campioni d’Italia.”
È successo nella piscina Jacarandà di via Procaccini: 11 persone in ospedale
Prima i colpi di tosse dei bimbi, continui e diffusi. Poi l’evacuazione. In tutto 28 bambini di un asilo di Milano, oltre a 13 adulti, sono rimasti intossicati e accompagnati fuori dalla piscina Jacarandà di via Procaccini 69 (zona Corso Sempione) nella mattinata di martedì. Tra loro 11 persone (di cui cinque bambini) sono state accompagnate in ospedale per aver inalato una miscela di vapori di cloro all’interno della struttura, durante un’attività didattica legata a una scuola dell’infanzia.
Tutto è successo poco dopo le 11, verso la fine di una sorta di saggio dei bimbi della scuola Giocomotiva di via Sardegna. I piccoli erano accompagnati da insegnanti e istruttori in acqua, oltre che dai genitori, che guardavano dalla vetrata. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco. In particolare il personale del nucleo Nbcr (Nucleare – biologico – chimico – radiologico) del comando di Milano. I pompieri hanno effettuato la bonifica della struttura. Secondo quanto riferito dai soccorritori sembra che l’intossicazione sia stata causata dall’esposizione ai vapori del cloro. Più nel dettaglio pare che si sia verificata una fuoriuscita accidentale dell’agente disinfettante che, successivamente, pare poi sia stato diffuso dal condotto di areazione della struttura.
I bambini intossicati in piscina a Milano – I 28 bambini, tutti tra i 3 e i 5 anni, hanno manifestato bruciore agli occhi, tosse e nausea e sono stati trasferiti in un’area triage allestita da Croce rossa e vigili del fuoco nel bar Maison Bretonne, appena fuori dalla piscina. Anche gli adulti che si trovavano nella struttura sono stati evacuati. Sul posto sono arrivate le ambulanze e le automediche dell’Agenzia regionale di emergenza urgenza (Areu), in tutto 12, tra automediche e ambulanze.
Cinque piccoli allievi sono stati trasportati in codice verde al pronto soccorso degli ospedali Buzzi, Fatebenefratelli e De Marchi. Due adulti, invece, sono stati accompagnati al Fatebenefratelli in verde mentre altre quattro persone sono state accompagnate al pronto soccorso in codice verde per accertamenti. Tra di loro anche un istruttore della piscina, rimasto all’interno della struttura fino alla fine dell’evacuazione per coordinare l’intervento.
I 23 bambini non trasportati in ospedale sono stati affidati ai genitori. Per il momento le loro condizioni non destano particolari preoccupazioni, se dovessero insorgere problematiche di qualsiasi genere dovranno contattare il centro antiveleni del Niguarda. Un fatto simile si era verificato nel febbraio 2022 nelle piscine del Forum di Assago, anche in quel caso una fuoriuscita di cloro aveva reso l’aria irrespirabile: 40 persone erano state evacuate, 26 di loro presentavano sintomi da intossicazione.
Dal 2025 il secondo anello avrà requisiti previsti dalla legge
Il ricorso presentato dal Comune di Milano al Tar contro il parere della sovrintendenza di porre un vincolo sul secondo anello dello stadio di San Siro a partire dal 2025, quando compirà 70 anni, “è inammissibile“.
Lo scrive il Tar nella sentenza diffusa stamani spiegando che è inammissibile “in parte per difetto di interesse, laddove contesta i pareri espressi dalla soprintendenza e dal Segretariato Regionale, in parte per difetto di giurisdizione, laddove censura la configurabilità di un archivio esposto in ragione della non riconducibilità dei beni interessati al patrimonio comunale“. Il Tribunale infatti osserva che, come si legge nella sentenza, “il Comune ha chiesto un esame anticipato della sussistenza dell’interesse culturale, nella consapevolezza che il secondo anello dello Stadio non ha ancora raggiunto il requisito di vetustà previsto dalla legge“.
Inoltre poi “tanto la Soprintendenza, quanto il Segretariato Regionale hanno esaminato l’istanza tenendo fermo quest’ultimo dato ed esprimendo solo un parere in ordine alla configurabilità dell’interesse culturale, ribadendo la necessità di una futura verifica“. Quindi le “amministrazioni interessate si sono limitate a riscontrare una richiesta del Comune, esprimendo un orientamento preventivo, sulla base di un’istruttoria del tutto limitata, di natura documentale accompagnata da un solo sopralluogo“. Questo parere della sovrintendenza che il Comune avrebbe voluto impugnare “é appunto solo un parere che fa riferimento ad una futura verifica dal 2025 quando il secondo anello sarà vincolato – spiega l’avvocata Veronica Dini, che assiste i cittadini del coordinamento che ha indetto il referendum per salvaguardare lo stadio all’ANSA -. Questa procedura può essere fatta solo dopo 70 anni, perché prima il vincolo non c’è quindi questa è solo una indicazione preventiva della soprintendenza, come cortesia e su richiesta del Comune“.
Non è la prima volta per l’ex Milan: a 18 anni, senza patente, si spacciò per un compagno di squadra
Ancora un incidente e paura per M’Baye Niang, attaccante dell’Empoli ed ex giocatore, tra gli altri, di Milan, Genoa e Torino. Il francese ieri sera, poco dopo le 21, è rimasto coinvolto in un incidente stradale a Empoli: da quanto appreso non risulterebbero feriti.
Il giocatore insieme a un’altra persona era su una Mercedes che avrebbe colpito un furgone e due auto in sosta – su una delle quali c’era a bordo una persona – finendo infine contro un muro. Non è chiaro chi fosse alla guida della Mercedes. Oggi Niang sarà regolarmente a disposizione di Davide Nicola nell’allenamento pomeridiano di oggi in vista della sfida di domenica a Roma con la Lazio.
I precedenti – Non è la prima volta che accade: il centravanti francese non è esattamente fortunatissimo con le auto. L’ultimo incidente era avvenuto il 20 febbraio: alla guida del suo suv Mercedes, Niang aveva colpito due auto in sosta.
Nessun ferito anche allora. Ai tempi del Milan, l’ex rossonero aveva iniziato la sua avventura con una singolare vicenda: fermato dalla polizia senza patente (aveva appena 18 anni), affermò di chiamarsi Traorè, spacciandosi per un suo compagno di squadra.
Nel febbraio del 2014, invece, durante un periodo di prestito al Montpellier, distrusse una Ferrari e fu condannato a 18 mesi di reclusione con la condizionale. E ancora qualche anno dopo, a febbraio 2016, forse nel momento migliore della sua carriera al Diavolo (era titolare al fianco di Carlos Bacca nel Milan di Mihajlovic), un altro incidente frenò la sua crescita: fuori quasi tre mesi per un infortunio alla caviglia dopo aver distrutto la sua auto, in uno schianto che – spiegò lui – fu dovuto al maltempo. Si spera, per il suo bene, che questa sia l’ultima volta.
Dopo un fine settimana di bel tempo, il cielo torna a ingrigirsi e si abbassano nuovamente le temperature. Ma venerdì cambia ancora tutto
Dopo un fine settimana di sole e clima (finalmente) primaverile, è in arrivo un nuovo peggioramento delle condizioni meteo:l’alta pressione è troppo debole e consentirà l’ingresso di una nuova area ciclonica da ovest che impegnerà tutte le regioni –Lombardiacompresa – con piogge, temporaliegrandinate. Verso il fine settimana, però, migliora e torna il sole. Ma vediamo la situazione più nel dettaglio.
Allerta meteo – A partire dalle 6 di domani, martedì 7 maggio, è in vigore un’allerta meteo di codice giallo per ‘rischio idrogeologico’(indice di pericolo due su quattro) annunciata dalla Protezione civile della Regione Lombardia. Da Palazzo Marino fanno sapere che il centro Operativo Comunale (Coc) della Protezione civile sarà attivo per il monitoraggio dei livelli idrometrici dei fiumi Seveso e Lambroe per coordinare gli eventuali interventi in città. Temperature in calo.
Martedì 7 maggio – Stando agli esperti,martedì 7 maggio, maltempo al Nordovest con rovesci e temporali, localmente anche intensi e associati a possibili locali grandinate. Nella prima parte del giorno i fenomeni interesseranno Alpi, Prealpi, Appenninoepianura occidentale, nel pomeriggio i restanti settori di pianura centro-orientali. Si segnala la probabilità ditemporali nel pomeriggio sulla pianura (specie settori centromeridionali) e sull’Appennino, seppur non si escluda un marginale coinvolgimento anche dei settori prealpini. In serata parziale attenuazione delle piogge.
Mercoledì 8 maggio – Mercoledì 8 maggio,ampie aperture al Nordovesta iniziare dalla Liguria,ancora variabile o nuvoloso altrove con possibilità di qualche piovasco, più probabile e a sfondo temporalesco nelle ore centrali della giornata. Migliora ovunque entro sera.
Giovedì 9 maggio – Giovedì 9 maggio,sole prevalente al mattino salvo locali disturbi sull’Appennino settentrionale. Nel pomeriggio formazione di qualche piovasco o isolato temporale a ridosso dei rilievi ma che localmente potrà interessare anche i settori di media e alta pianura tra Lombardia e Piemonte.
Il fine settimana – Da venerdì 10 maggio si prevede un miglioramentodiffuso delle condizioni meteorologiche,con le temperature che torneranno a salire.
La Guardia di finanza di Genova ha arrestato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, con l’accusa di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio. Lo comunica il procuratore capo di Genova Nicola Piacente.
Le accuse a Toti: ricevuti 74mila euro – La Procura di Genova ha fatto sapere che «al Presidente della Regione Liguria si contesta di avere accettato da Aldo Spinelli e Roberto Spinelli le promesse di vari finanziamenti e ricevuto complessivamente 74.100 euro a fronte dell’impegno di “trovare una soluzione” per la trasformazione della spiaggia libera di Punta Dell’Olmo da “libera” a “privata”, di agevolare l’iter di una pratica edilizia relativa al complesso immobiliare di Punta Dell’Olmo di interesse di Aldo Spinelli e Roberto Spinelli e pendente presso gli uffici regionali, di velocizzare e approvare la pratica di rinnovo per trent’anni della concessione del Terminal Rinfuse alla TERMINAL RINFUSE GENOVA S.r.l. (controllata al 55% dalla SPINELLI S.r.l.) pendente innanzi al Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, approvata il 2.12.2021, di assegnare a Spinelli gli spazi portuali ex Carbonile ITAR e Carbonile Levante (assegnazione avvenuta rispettivamente in data 7.6.22 e in data 19.12.22), di assegnare a Spinelli un’area demaniale in uso al concessionario Società Autostrade (ASPI), 3 di agevolare l’imprenditore nella pratica del “tombamento” di Calata Concenter (approvata dal Comitato di Gestione in data 29.7.2022)».
In carcere anche Aldo Spinelli e Paolo Emilio Signorini – Ai domiciliari anche il terminalista genovese Aldo Spinelli. In carcere invece l’ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, oggi amministratore delegato di Iren. Secondo l’inchiesta che ha portato ai domiciliari il presidente della Regione Liguria, coordinata dai pm Federico Manotti e Luca Monteverde, l’imprenditore avrebbe dato soldi a Toti per ottenere in cambio favori come la concessione a Spinelli per le aree del terminal Rinfuse.
Procura della Repubblica di Genova Direzione Distrettuale Antimafia
COMUNICATO STAMPA
Ravvisato l’interesse pubblico nella divulgazione di informazioni riguardanti l‘accertamento di episodi di corruzione ritenuti essere stati perpetrati in occasione di consultazioni elettorali riguardanti la Liguria, nonché nell’ambito della Autorità di sistema portuale e della P.A. regionale, e fatta salva la presunzione di innocenza – in base agli artt. 27 della Costituzione, 6 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, 47 e 48 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea – delle persone sottoposte ad indagini preliminari, nonché la possibilità per queste e per le aziende coinvolte (ma allo stato non destinatarie di contestazioni), di far valere, in ogni fase del procedimento, la propria estraneità ai reati per cui si procede
Si comunica che: nella mattinata odierna militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Genova stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari (coercitive ed interdittive) personali e reali emessa in data 06.05.2024 dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Genova, su richiesta della Procura della Repubblica depositata in data 27.12.2023. nei confronti − di Paolo Emilio Signorini, già Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale (accusato di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio, destinatario della misura della custodia cautelare in carcere), − del Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti (accusato di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari), − di Aldo Spinelli, imprenditore nel settore logistico ed immobiliare (destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari, accusato di corruzione nei confronti di Paolo Emilio Signorini e del Presidente della Regione Liguria), − di Roberto Spinelli, imprenditore nel settore logistico ed immobiliare (destinatario della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale, accusato di corruzione nei confronti del Presidente della Regione Liguria), − di Mauro Vianello, imprenditore operante nell’ambito del Porto di Genova (destinatario della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale, accusato di corruzione nei confronti di Paolo Emilio Signorini),
2 − di Francesco Moncada, consigliere di amministrazione di ESSELUNGA S.p.A. (destinatario della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale, accusato di corruzione nei confronti del Presidente della Regione Liguria), − di Matteo Cozzani, capo di gabinetto del Presidente della Regione Liguria, accusato del reato di “corruzione elettorale” (art. 86 dpr 570/1960), aggravato dalla circostanza di cui all’art. 416-bis.1 c.p. in quanto commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova, e di corruzione per l’esercizio della funzione, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari, − di Arturo Angelo Testa e Italo Maurizio Testa, rappresentanti della comunità riesina di Genova, destinatari dell’obbligo di dimora nel Comune di Boltiere, accusati del reato di corruzione elettorale (art. 86 dpr 570/1960), aggravato dall’art. 416-bis.1 c.p. in quanto commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova, − di Venanzio Maurici, destinatario dell’obbligo di presentazione alla p.g., accusato del reato di corruzione elettorale (art. 86 dpr 570/1960), aggravato dall’art. 416-bis.1 c.p., in quanto commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova. Nei confronti di Signorini Paolo Emilio, Spinelli Aldo e Spinelli Roberto, il G.I.P. ha altresì disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e beni per un importo complessivo di oltre 570 mila euro, ritenuti profitto dei reati di corruzione contestati.
SECONDO LA PROSPETTAZIONE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, QUANTO AI REATI DI CORRUZIONE al Presidente della Regione Liguria si contesta di avere accettato da Aldo Spinelli e Roberto Spinelli le promesse di vari finanziamenti e ricevuto complessivamente 74.100 euro (40.000 euro erogati in data 8.12.21 e 9.12.21 al COMITATO GIOVANNI TOTI; ulteriori 15.000 euro erogati in data 25.5.22 sempre al COMITATO GIOVANNI TOTI; ulteriori 15.000 euro erogati in data 8.9.22 sempre al COMITATO GIOVANNI TOTI; e 4.100 euro erogati in data 10.3.23 quale partecipazione alla cena elettorale del 10.3.23 per Giovanni Toti) a fronte dell’impegno
di “trovare una soluzione” per la trasformazione della spiaggia libera di Punta Dell’Olmo da “libera” a “privata”,
di agevolare l’ter di una pratica edilizia relativa al complesso immobiliare di Punta Dell’Olmo di interesse di Aldo Spinelli e Roberto Spinelli e pendente presso gli uffici regionali,
di velocizzare e approvare la pratica di rinnovo per trent’anni della concessione del Terminal Rinfuse alla TERMINAL RINFUSE GENOVA S.r.l. (controllata al 55% dalla SPINELLI S.r.l.) pendente innanzi al Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, approvata il 2.12.2021,
di assegnare a Spinelli gli spazi portuali ex Carbonile ITAR e Carbonile Levante (assegnazione avvenuta rispettivamente in data 7.6.22 e in data 19.12.22),
di assegnare a Spinelli un’area demaniale in uso al concessionario Società Autostrade (ASPI),
3
di agevolare l’imprenditore nella pratica del “tombamento” di Calata Concenter (approvata dal Comitato di Gestione in data 29.7.2022).
Al Presidente della Regione Liguria ed a Matteo Cozzani (capo di gabinetto del Presidente della Regione Liguria) viene contestato di aver accettato la promessa di Francesco Moncada, (consigliere di amministrazione di ESSELUNGA S.p.A.) di un finanziamento illecito rappresentato dal pagamento occulto di alcuni passaggi pubblicitari sul pannello esposto sulla TERRAZZA COLOMBO per la campagna elettorale comunale del 12.6.2022, a fronte dell’impegno di sbloccare due pratiche di ESSELUNGA pendenti in Regione relative alla apertura di due punti vendita rispettivamente a Sestri Ponente e Savona. A Paolo Emilio Signorini, in qualità di Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, viene contestato di avere accettato da Aldo Spinelli utilità ed altre promesse di utilità a fronte dell’impegno
di accelerare la calendarizzazione della pratica in Comitato di Gestione (da lui presieduto) di rinnovo della concessione del Terminal Rinfuse alla TERMINAL RINFUSE GENOVA S.r.l. (controllata al 55% dalla SPINELLI S.r.l.) e per aver rinnovato la suddetta concessione per trent’anni,
di favorire Aldo Spinelli nella concessione di ulteriori spazi portuali nei rimanenti tre anni del suo mandato presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, e in particolare nella concessione delle aree Enel (ex Carbonile) e nella pratica del “tombamento” di Calata Concenter,
di consentire ad Aldo Spinelli un’occupazione abusiva dell’area dell’ex Carbonile lato levante Nord e Sud in assenza di un titolo legittimante.
Le utilità sono consistite:
nella consegna da parte di Aldo Spinelli di 15.000 euro in contanti a Paolo Emilio Signorini in data 14.7.2022,
nell’avere Aldo Spinelli, nel periodo compreso dal 31.12.21 al 12.3.23, procurato a Signorini 22 soggiorni di lusso a Montecarlo presso l’Hotel de Paris di Monte Carlo, per un totale di 42 notti, comprendenti anche giocate al casinò e servizi extra quali servizi in camera, massaggi e trattamenti estetici, un posto tenda nella spiaggia della struttura alberghiera durante il periodo estivo e la partecipazione ad eventi esclusivi, quali la finale del torneo internazionale di tennis “Rolex Monte Carlo Masters” o serate a tema con annesso spettacolo musicale, riservate ai clienti più importanti del Casinò di Monte Carlo per un valore complessivo superiore a 42.000 euro, nonchè fiches per effettuare puntate alla Casa da Gioco di Montecarlo, una borsa Chanel (regalo destinato a terzi) in data 31.12.2021 un bracciale in oro marca Cartier del valore di 7.200 euro (regalo destinato a terzi) in data 30.7.2022,
nell’avere l’imprenditore offerto in data 28.1.2022 a Signorini un incarico con retribuzione pari a 300.000 euro all’anno una volta terminato il mandato quale presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale,
nell’avere l’imprenditore offerto in data 16.12.2022 a Signorini la possibilità di disporre, durante un programmato viaggio a Las Vegas, di un’elevata quantità di denaro, attingendo dalle disponibilità delle carte di credito di Aldo Spinelli.
A Paolo Emilio Signorini viene contestato anche di aver ricevuto da Mauro Vianello (titolare del 54,19% delle quote dell’impresa SANTA BARBARA S.r.l., attiva nel settore degli affari concernenti i trasporti e le comunicazioni e
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specializzata nei servizi di Prevenzione, Vigilanza e Primo Intervento Antincendio nell’ambito del porto di Genova), a fronte di un provvedimento che disponeva l’aumento della tariffa oraria per le prestazioni del servizio integrativo della Società Santa Barbara S.r.l.,
la disponibilità di un’autovettura di proprietà di Vianello per raggiungere e rientrare da Montecarlo nelle date rispettivamente del 15 e del 18 aprile 2022,
il pagamento della fattura datata 27/06/2022 dell’importo di € 6.600,00 emessa a favore di Paolo Emilio Signorini dall’impresa incaricata dell’organizzazione del banchetto nuziale della figlia di Signorini,
un Apple watch del valore di 439 euro (regalo destinato a terze persone – acquisto effettuato in data prossima al 1.8.2022),
un soggiorno nell’appartamento di proprietà di Vianello dal 3.8.2022 al 10.8.2022, messo a disposizione dall’imprenditore alla moglie e alla figlia di Paolo Emilio Signorini.
SECONDO LA PROSPETTAZIONE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, QUANTO AL REATO DI C.D. CORRUZIONE ELETTORALE (ART. 86 DPR 570/1960) A Matteo Cozzani quale coordinatore regionale della campagna elettorale per la Lista “Cambiamo con Toti Presidente”, Italo Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa, quali rappresentanti della comunità riesina di Genova, viene contestato (in concorso con il presidente della Regione Liguria, per il quale non è stata chiesta alcuna misura cautelare/interdittiva in relazione a questo delitto) il reato di c.d. corruzione elettorale (art. 86 DPR 570/1960). In occasione delle consultazioni elettorali della Regione Liguria del 20 e 21 settembre 2020 costoro sono accusati di aver promesso posti di lavoro ed il cambio di un alloggio di edilizia popolare per convogliare i voti degli elettori appartenenti alla comunità riesina di Genova (almeno 400 preferenze) e comunque siciliani verso la lista “Cambiamo con Toti Presidente”, nonché verso l’indagato Stefano Anzalone ed alcuni altri candidati della predetta lista (QUESTI ULTIMI NON SOTTOPOSTI AD INDAGINI). A Italo Cozzani, Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa (NON ANCHE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE, non essendo emersi elementi a suo carico) è contestata l’aggravante di cui all’art. 416-bis.1 c.p., per aver commesso il reato di corruzione elettorale al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova.
Analogo reato di c.d. corruzione elettorale (art. 86 DPR 570/1960) viene contestato a Italo Maurizio Testa, Arturo Angelo Testa, in concorso con Stefano Anzalone, quale candidato al Consiglio regionale per la Lista “Cambiamo con Toti Presidente” (nei confronti del quale non è stata formulata alcuna richiesta di misura cautelare con riferimento al reato di cui all’art. 86 DPR 570/1960).
In occasione delle consultazioni elettorali della Regione Liguria del 20 e 21 settembre 2020 questi promettevano posti di lavoro a più persone per far convogliare i voti degli elettori appartenenti alla comunità riesina di Genova e comunque siciliani verso la lista “Cambiamo con Toti Presidente” e verso il candidato Anzalone Stefano. Anzalone offriva ai fratelli Testa il sostenimento delle spese di vitto e soggiorno in Genova dei predetti fratelli nel periodo compreso tra il 10 ed il 19 settembre 2020). Il reato è aggravato (per quanto concerne i fratelli Testa, NON ANCHE PER ANZALONE) per essere stato commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova.
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Analogo reato di c.d. corruzione elettorale (art. 86 DPR 570/1960) viene contestato a Venanzio Maurici. Quale elettore e referente “genovese” del clan Cammarata del Mandamento di Riesi, in occasione delle consultazioni elettorali della Regione Liguria del 20 e 21 settembre 2020, per dare il proprio voto alla lista “Cambiamo con Toti Presidente”, accettava la promessa di un posto di lavoro in favore del compagno convivente della figlia. All’indagato viene contestata l’aggravante di cui all’art. 416-bis.1 c.p. per essere stato commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova.
L’indagine scaturisce da una trasmissione di atti per competenza proveniente dalla Procura della Repubblica della Spezia che ha svolto indagini in un procedimento collegato, nell’ambito del quale in data odierna è stata data esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale della Spezia.
Gli indizi a carico degli indagati sono stati raccolti nel corso di attività di intercettazione, pedinamento ed osservazione, adottate successivamente alla trasmissione degli atti da parte della citata Procura della Repubblica.
L’indagine, inizialmente concentrata su ipotesi di corruzione elettorale, si è successivamente sviluppata su specifiche vicende riguardanti:
finanziamenti (ritenuti illeciti) per la compagine politica facente capo al presidente della Regione Liguria;
erogazioni (ritenute illecite) di varie utilità in favore dell’ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale;
l’individuazione delle determinazioni sollecitate, promesse e/o adottate dagli indagati pubblici ufficiali a fronte dei finanziamenti/utilità ricevuti. Sono in corso altresì perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica
I sei dipendenti di una ditta privata stavano effettuando alcuni lavori fognari a Casteldaccia, nel Palermitano: sono morti uno dietro l’altro calandosi nel tombino
Un’altra strage sul lavoro in Italia. Cinque gli operai sono morti nell’incidente sul lavoro avvenuto a Casteldaccia, nel Palermitano.
Un sesto è stato trasportato all’ospedale Policlinico di Palermo, dopo essere stato intubato.
Secondo una prima ricostruzione i sei operai di una ditta privata stavano effettuando alcuni lavoro fognari per conto dell’Amap, la società che gestisce le condotte idriche e fognarie a Palermo.
Gli operai, sette in tutto, erano impegnati in alcuni lavori di manutenzione di un impianto di sollevamento delle acque fognarie per conto dell’Amap. Ad un certo punto alcuni di loro hanno cominciato ad accusare malori, verosimilmente a causa di una intossicazione da idrogeno solforato che provoca irritazioni alle vie respiratorie e soffocamento.
Uno di loro è riuscito a uscire dall’impianto e a dare l’allarme; gli altri sei sono rimasti intrappolati e sono svenuti a causa delle esalazioni.
A soccorrerli sono stati i vigili del fuoco e i sanitari del 118 che hanno provato a rianimarli sul posto. Per cinque di loro non c’è stato nulla da fare; il sesto è stato trasferito d’urgenza al Policlinico dopo essere stato intubato.
Sono morti uno dietro l’altro calandosi in un tombino dell’impianto fognario.
È questa la prima ricostruzione della strage sul lavoro avvenuta a Casteldaccia che ha causato cinque morti mentre un sesto è ricoverato in ospedale in gravissime condizioni. Dopo che il primo operaio è rimasto nel sottosuolo senza venir fuori, gli altri si sono calati per capire cosa stesse succedendo.
Il settimo componente della squadra, non vedendo uscire i colleghi, ha dato l’allarme. Quattro vittime sono operai della Quadrifoglio di Partinico, tra di loro figurerebbe anche il titolare della ditta; il quinto è un lavoratore interinale dell’Amap.
Questi i nomi delle cinque vittime: Epifanio Alsazia, 71 anni, contitolare della ditta Quadrifoglio group, era di Partinico (Palermo) così come Ignazio Giordano, di 57 anni; Giuseppe Miraglia, 47 anni, era originario di San Cipirello (Palermo), mentre Roberto Raneri, di 51 anni, di Alcamo (Trapani); Giuseppe La Barbera, il lavoratore interinale dell’Amap.
“Lavori in subappalto, lavoratori interinali e precarietà del lavoro condizionano la sicurezza delle persone. E questa è l’ennesima tragedia che, da tempo, si ripete ogni giorno“. Lo dice Mario Ridulfo, segretario della Camera del lavoro di Palermo, arrivato a Casteldaccia nella zona della strage. “E’ una tragedia non più annunciata ma calcolata – continua Ridulfo – perché le morti sul lavoro sono ormai un costo sostenibile per il sistema che sfrutta le persone. Ci aspettiamo un sussulto di dignità dalla politica, iniziative e prese di posizione che vadano oltre il cordoglio o i soliti commenti che, alla fine, lasciano inalterate le condizioni dei lavoratori“, conclude.
“A Palermo è di nuovo strage di lavoratori: basta con i giochetti. Subito in discussione la petizione a firma Emma Marrazzo per l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro“, scrive l’Usb “Sono almeno cinque i lavoratori uccisi per intossicazione dopo essere rimasti intrappolati nelle fognature di un’azienda vinicola, un sesto si trova in gravi condizioni. Erano dipendenti di una ditta esterna ad Amap. L’ennesima strage, dopo quella di Brandizzo, dell’Esselunga e del lago di Suviana ed ancora una volta a rimanere vittime lavoratori in appalto.Usb e Rete Iside, lo scorso 30 aprile, hanno consegnato al Presidente del Senato della Repubblica una petizione con la proposta di introdurre il reato di omicidio sul lavoro nel codice penale, la prima firmataria è Emma Marrazzo (mamma di Luana D’Orazio). Non possiamo più aspettare, chiediamo che la proposta venga immediatamente discussa e approvata dal parlamento. Basta appalti, basta omicidi sul lavoro“.
Il ds era con sua moglie in Veneto dopo partita col Cittadella
Il direttore sportivo del Bari, Ciro Polito, ha denunciato di esser stato aggredito da alcuni tifosi biancorossi mentre era con sua moglie in un autogrill a Occhiobello (Rovigo) di ritorno dal Veneto dopo il pari col Cittadella che complica la strada dei pugliesi verso la salvezza.
La notizia è confermata da fonti del club.
Sulla vicenda indagano le forze dell’ordine. Al vaglio degli investigatori anche i filmati della videosorveglianza. “La società biancorossa – si legge in una nota del club di Luigi De Laurentiis – condanna con forza quanto accaduto ad opera di ‘vigliacchi’ che nulla hanno a che vedere con il tifo barese e con lo sport. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, quando la ragione lascia spazio alla violenza abbiamo già perso tutti“. Sempre ieri, toni accessi tra tifosi, dirigenti e giocatori anche nell’aeroporto di Bergamo, al rientro della squadra, con un battibecco tra uno storico ex capo ultras e un componente dello staff dirigenziale. Il video dell’accaduto è diventato virale sui social. Il Bari giocherà venerdì sera l’ultima gara stagionale al San Nicola contro il Brescia: la vittoria con i lombardi è l’unica chance per evitare la retrocessione diretta e sperare nei play out.
Corto circuito del quadro elettrico nei sotterranei e fumo in strada nella serata di domenica, nessuno è rimasto ferito
Principio di incendio, questa sera, nei sotterranei dell’ospedale Carlo Poma, proprio sotto il reparto di Pronto soccorso pediatrico. Un corto circuito ad un quadro elettrico ha provocato una fiammata che ha sviluppato del fumo che presto, attraverso dei bocchettoni dell’aria, ha raggiunto la superficie.
Per precauzione, sono stati evacuati circa venti bambini del reparto pediatrico e del Pronto soccorso pediatrico. Nessuno è rimasto intossicato.
I piccoli ricoverati sono stati trasferiti in altri reparti mentre quelli in attesa di una visita sono stati dirottati al Pronto soccorso per adulti. Le operazioni di evacuazione e trasferimento da parte del personale ospedaliero si sono svolte senza problemi, mentre i vigili del fuoco circoscrivevano le fiamme spegnendole rapidamente.
César Luis Menotti (Rosario, 5 novembre 1938 – Buenos Aires, 5 maggio 2024) è stato un allenatore di calcio, calciatore e dirigente sportivo argentino.
L’allenatore aveva 85 anni, la notizia è stata data dalla Afa. Nel 1997 era stato sulla panchina della Sampdoria
César Luis Menotti non c’è più.Il mondo del calcio, in particolare quello argentino, è in lutto per la scomparsa dell’allenatore che è ricordato da tutti per la vittoria del Mondiale del 1978 con l’Albiceleste di Mario Kempes. El Flaco, così era soprannominato, aveva 85 anni e a inizio aprile era stato ricoverato in un ospedale di Buenos Aires per le precarie condizioni di salute. Da giocatore aveva vinto due campionati con Boca Juniors e Santos, da allenatore trionfò in Supercoppa di Spagna sulla panchina del Barcellona: è del 1979, invece, il trionfo al Mondiale Under 20 con l’Argentina di Diego Armando Maradona. Per lui anche un’esperienza in Italia: otto giornate come tecnico della Sampdoria nel 1997.
IL COMUNICATO – A dare la notizia della scomparsa del simbolo della Selecciòn è stata la federcalcio argentina: “L’Afa – si legge in una nota -, attraverso il suo Presidente Claudio Tapia, esprime profondo cordoglio per la scomparsa di César Luis Menotti, ex allenatore della nazionale argentina che attualmente ricopriva il ruolo di direttore generale delle squadre nazionali, e invia il suo più caloroso abbraccio alla famiglia e ai suoi cari“.
Aprilia – Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza da parte dei Vigili del Fuoco sono andate avanti tutta la notte
Nella serata di ieri, sabato 4 maggio, intorno alle ore 22:35 i Vigili del Fuoco sono intervenuti nel Comune di Aprilia a seguito di segnalazioni giunte al NUE112 per un incendio.
Quando la squadra territoriale di Aprilia è giunta sul posto, un capannone industriale, adibito a deposito logistico, in calcestruzzo di circa 1300 mq ed affiancato, da un solo lato, da una tettoia metallica di circa 400 mq erano completamente avvolti dalle fiamme. Nelle vicinanze della struttura vi erano alcuni automezzi anch’essi raggiunti dal rogo.
I vigili del fuoco hanno attaccato l’incendio da più punti con due squadre, centrale e Aprilia, ed una terza squadra da Pomezia, da tre autobotti e dai volontari di Protezione Civile, l’intero dispositivo è stato coordinato dall’unità responsabilità di guardia di Latina intervenuta sul posto unitamente al Capo turno provinciale. Le operazioni di spegnimento si sono protratte per tutta la notte.
Intorno alle 2 di questa notte l’incendio era dichiarato sotto controllo e confinato al centro della struttura. Dalle 8 di questa mattina, sono iniziate le operazioni di minuto spegnimento e di messa in sicurezza dell’area interessata dalle fiamme. Sul posto per le proprie competenze anche i Carabinieri di Aprilia, Polizia Locale e 118.
Feriti agenti e danneggiati mezzi delle forze dell’ordine
Scontri tra ultrà della Sampdoria e del Genoa e poi con la polizia questa sera a Genova.
Secondo quanto ricostruito un gruppo di tifosi blucerchiati, una ottantina, dopo la partita casalinga ha assaltato i rivali rossoblù che stavano seguendo la partita del Genoa impegnato a Milano in piazza Alimonda.
Le due tifoserie si sono scontrate per diversi minuti fino all’arrivo della polizia che ha provato a dividere i due gruppi. I tifosi della Sampdoria, però, si sono riorganizzati e hanno assaltato la polizia. Negli scontri hanno danneggiato alcuni mezzi e ferito diversi agenti. Sulla vicenda indaga la Digos che sta acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza.
l 3 maggio dal 2021 in poi per Emma Marrazzo è diventato un giorno di lotta per la giustizia nel nome della figlia stritolata dall’orditoio della fabbrica in cui lavorava
Luana D’Oeazio, la mamma di 22 anni morta in fabbrica
Il 3 maggio è il compleanno di Emma Marrazzo, ma dal 2021 quel giorno ha assunto un nuovo e doloroso significato. Emma è la mamma diLuana D’Orazio, che proprio in quella data è morta a 22 anni in quello che un perito ha descritto come un «abbraccio mortale», stritolata dal macchinario a cui lavorava, un orditoio manomesso, presso un’azienda tessile di Montemurlo, vicino Prato. Da allora, ogni 3 maggio per Emma non è più un giorno di celebrazione ma di commemorazione e di lotta per la giustizia. «Per ricordare a me stessa che sono una sopravvissuta, non c’è più niente da festeggiare», confida la donna al Corriere della Sera nel giorno della ricorrenza.
Il figlio di Luana – Quel giorno di tre anni fa è impresso nella sua memoria. «Erano le 13,40 quando suonarono alla porta. Andai ad aprire e vidi due carabinieri. Uno di loro era chinato sul cancello… come se fosse disperato», racconta. Quando le comunicarono la morte della figlia, il rifiuto di accettare la realtà si trasformò in un gesto di disperazione: «Gli ho tirato lo stendino, le mollette, ripetevo: non è vero, non è vero niente. Vada a prenderla e me la porti qui». La forza di continuare a vivere Emma Marrazzo la trova nel nipote Alessio, il figlio che Luana aveva avuto da giovanissima e che oggi ha otto anni. «Non chiede di sua madre», dice Emma, «ma quando giochiamo, quando guardiamo la tivù, quando facciamo qualcosa che gli ricorda lei, me lo fa sempre notare».
I messaggi su Whatsapp – Emma Marrazzo conserva il cellulare di Luana, attraverso il quale continua a inviarle messaggi vocali e foto di Alessio che cresce, trovando talvolta nelle immagini memorizzate presagi di eventi passati.
Una foto in particolare ha colpito Emma: «È un montaggio che Luana fece pochi mesi prima di morire: si vede lei che affida il suo bambino alle braccia di Gesù».
Omicidio sul lavoro – La battaglia di mamma Emma è ora per l’introduzione nel codice penale dell’omicidio sul lavoro, nonostante il ministro della Giustizia si sia detto contrario: «Vorrei chiedere al ministro: lei metterebbe sua figlia davanti a un macchinario senza protezioni? Non tutti gli incidenti sul lavoro sono dolosi ma nel nostro caso lo era. C’è stato dolo nel manomettere quell’orditoio. E questo io lo chiamo omicidio, non infortunio».
E’ morto all’età di 92 anni, David Messina, decano del giornalismo sportivo e grande firma del calcio. Per 15 anni è stato anche presidente Glgs-Ussi Lombardia, il gruppo dei giornalisti sportivi che ne ha dato notizia, esprimendo il suo cordoglio per la scomparsa di un ‘maestro‘ della professione.
Palermitano, laureato in giurisprudenza, David Messina ha debuttato da giovane in Sicilia nel giornalismo sportivo come corrispondente locale di Tuttosport, per essere presto chiamato a Milano in virtù delle sue qualità professionali. Ha lavorato per la Stampa, il Corriere dello Sport e quindi alla Gazzetta dello Sport, dove la sua firma è stata sempre in primo piano nelle pagine del calcio.
“Il titolo di ‘maestro’ gli è dovuto soprattutto per essere stato uno dei pionieri, se non l’inventore, delle cronache di calciomercato in tempi ormai lontani – ha scritto sul suo sito Glgs-Ussi Lombardia -. Notevole anche la sua partecipazione come autore e conduttore a programmi tv sportivi, oltre a quella di autore di libri di tema calcistico“.
Un incendio è scoppiato in una fabbrica a Berlino, in Germania. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la giornata per spegnere le fiamme. I cittadini, allertati per il rischio fumi tossici, sono stati avvisati tramite app
Una fabbrica chimica a sud-ovest di Berlino, in Germania, è stata completamente avvolta dalle fiamme venerdì. I vigili del fuoco hanno invitato i residenti nelle vicinanze della fabbrica a prestare attenzione ai “fumi tossici causati dall’incendio“.
Le persone sono state invitate a evitare la zona e i residenti delle case vicine a Berlino-Lichterfelde sono stati invitati a chiudere le finestre e le porte e a spegnere i sistemi di ventilazione e di condizionamento dell’aria.
Circa 170 vigili del fuoco hanno operato sul posto per combattere l’enorme incendio. Il rogo, scoppiato in un locale tecnico al primo piano dell’edificio a più piani, ha avvolto l’intera fabbrica. Gli specialisti stanno effettuando misurazioni dell’aria per determinare l’eventuale presenza di sostanze nocive.
Il 4 maggio di 75 anni fa l’incidente aereo sulla collina torinese trasformò la squadra più forte di tutte, già leggendaria sul campo, in un gruppo di eroi. Oltre mezzo milione di persone partecipò ai funerali
Foto Olycom
Il silenzio, il cielo che diventava scuro, la folla. Immensa. Cinquecentomila persone, forse di più. Era il 6 maggio del 1949, un venerdì. Si fermava Torino, si era fermata l’Italia. Si svolgevano, nel tardo pomeriggio, i funerali delle vittime della tragedia di Superga. Nello schianto di due giorni prima, contro il terrapieno della Basilica sulla collina che sovrasta la città, aveva perso la vita una delle più forti squadre mai viste su un campo di calcio, quella granata, insieme ai suoi accompagnatori, a tre giornalisti e ai membri dell’equipaggio del trimotore G-212 delle Avio Linee Italiane. Trentun morti. Per poter essere seguito da più gente possibile, il corteo funebre aveva compiuto un giro lunghissimo. I feretri erano usciti da Palazzo Madama e, una volta caricati su alcuni camion, avevano imboccato via Roma, attraversato piazza San Carlo, raggiunto piazza Carlo Felice, girato in corso Vittorio Emanuele II, preso corso Re Umberto, via Alfieri, piazza San Giovanni e infine erano arrivati davanti al Duomo. Un milione di occhi piantati su quel percorso, e deserte tutte le altre strade. Al momento della benedizione la facciata della cattedrale aveva perso tutta la sua luce, era pallida, e così l’intera piazza. Si faticava a vedere. Come due giorni prima, in aria
— La Gazzetta dello Sport (@Gazzetta_it) May 4, 2024
TORINO, UNA SQUADRA DI CAMPIONI – Gli eroi son tutti giovani e belli, cantava Guccini. Chi ha esaltato le folle e muore, all’improvviso e così tragicamente, si trasforma automaticamente in leggenda. La scomparsa cristallizza la bellezza dei gesti, la pulizia dei comportamenti, evita la parabola discendente e l’inevitabile invecchiamento, che non sempre si rivela felice. Ma a volte la trasformazione non serve, perché la leggenda è già in corso da un pezzo. Quel Torino aveva praticamente vinto il suo quinto scudetto consecutivo, giocava un calcio meraviglioso e prima di allora non si era visto in Italia niente del genere. Era una squadra nata da lontano, da quando Ferruccio Novo nell’estate del 1939 era diventato presidente e aveva iniziato a costruire il gruppo, pezzo per pezzo. Lo aveva fatto insieme a Roberto Copernico, titolare di un negozio di abbigliamento in città e consigliere fidato. Le tessere si erano incastrate come pianificato, e a un certo punto vennero fuori gli imbattibili. Bacigalupo era un signor portiere, che aveva rapidamente digerito l’amarezza di un Italia-Ungheria del 1947 in cui scesero in campo con la maglia azzurra 10 giocatori del Toro e, tra i pali, Sentimenti IV della Juve.
I terzini erano Ballarin, forte fisicamente, e Maroso, dotato di classe come pochi. I granata giocavano con il “sistema”, cioè il WM (dove W e M rappresentano il modo in cui venivano disposti in campo i calciatori), e dunque davanti ai terzini stavano il classico Grezar da una parte e l’efficace Castigliano dall’altra, con in mezzo Rigamonti che passando da esuberante a ordinato risolse il problema del centromediano. In attacco, da destra a sinistra, Menti (ala dal gran tiro), Loik (quella che allora si definiva mezzala di fatica), Gabetto (centravanti che si muoveva molto ma segnava altrettanto), Valentino Mazzola (il fuoriclasse assoluto, capitano e fenomeno a tutto campo) e infine Ossola, il più tecnico e forse quello che si sarebbe meglio adattato al calcio di oggi, ricco di tattiche e schemi. Erano speciali anche le riserve: Tomà (il vice Maroso), Martelli (nel ruolo di Grezar), Fadini (mediano di classe) e poi in avanti il francese Bongiorni,Grava e Schubert, romeno nato a Budapest. Ad allenarli, negli anni, furono in diversi: Antonio Janni, Luigi Ferrero, Mario Sperone e poi l’inglese Leslie Lievesley affiancato come direttore tecnico dall’ungherese Egri Erbstein, che aveva ricoperto quel ruolo dal 1943.
LE MANICHE DI MAZZOLA – Vincevano tantissimo ma senza segreti particolari. Contavano sulla forza della semplicità, in campo erano tosti e fuori andavano d’accordo. La città li amava e rispettava ma senza idolatrarli: Ossola e Gabetto erano proprietari di un bar in centro e quando non si allenavano passavano le ore con i clienti. La squadra aristocratica e un po’ funambolica restava a quei tempi la Juventus, il Toro rappresentava la solidità concreta e vincente. Tant’è vero che durante la Guerra, per evitare la deportazione nelle industrie belliche in Germania, i granata vennero inquadrati come dipendenti della Fiat – che produceva utilitarie – mentre i bianconeri finirono con la Cisitalia, che creava modelli di design. Ci sono tutte quelle storie – vere peraltro – sui dieci minuti in cui decidevano di vincere le partite, sul ferroviere Bolmida che suonava la tromba e allora Mazzola si rimboccava le maniche e il destino della partita cambiava. Ma non serve esagerare con la retorica, talento e doti atletiche venivano riconosciute da tutti. Boniperti, l’uomo più juventino di sempre, raccontò: “Cos’era Mazzola? Era l’uomo che si materializzò, durante un derby, sulla linea della sua porta per fermare di tacco un pallone che avevo calciato a colpo sicuro e mi aveva ormai fatto gridare al gol, e pochi secondi dopo, mentre deluso rientravo a centrocampo e alzavo la testa chinata per la delusione, segnava un gol nell’altra porta”. Era un gruppo di grandi atleti diventati campioni, ma restavano brave persone uscite dalla Guerra. Ammirate in Italia perché quella squadra, con le sue imprese, faceva tornare tutti a vivere. E invece proprio lei, di colpo, morì.
L’ALTIMETRO GUASTO – Alle 17.02 di mercoledì 4 maggio l’equipaggio aveva chiamato per l’ultima volta la torre di controllo di Torino. Il pilota – che di cognome faceva Meroni, per dire come la storia granata sia piena di ricorsi del destino – contava di virare di 290 gradi di prua per allinearsi sulla pista di atterraggio. Ma il forte vento di libeccio aveva spostato la rotta dell’aereo e l’altimetro, guasto, segnava 2000 metri quando invece il G-212 viaggiava a 600. Di colpo, dalla nebbia mista a pioggia, sbucò la basilica. Alle 17.05 la torre di controllo chiamò l’equipaggio. Non ci fu risposta.
I fatti risalgono alla scorsa estate, quando il difensore era stato fermato a bordo della sua Maserati a Torino. Il difensore avrebbe potuto chiudere la vicenda pagando una sanzione di 5mila euro, ma si è opposto al decreto penale di condanna
Daniele Rugani è a processo per guida in stato di ebbrezza. I fatti risalgono alla scorsa estate, alla notte del 21 luglio 2023, quando è stato fermato a bordo della sua Maserati da un posto di blocco della Polizia locale a Torino, in corso Grosseto, e il suo livello all’alcoltest è andato oltre le misure consentite dai termini di legge: prima rivelazione 1,56, seconda 1,54, tre volte il limite massimo. Per il difensore della Juventus sono scattati immediatamente il ritiro della patente e un decreto penale di condanna, che avrebbe potuto cancellare dopo due anni pagando subito 5 mila euro. Il calciatore ha deciso invece di opporsi andando a processo: ieri il giudice Roberto Ruscello ha rigettato però la richiesta di messa alla prova presentata dai legali, la prossima udienza è stata fissata per il 23 maggio 2024.
PROCESSO – Rugani avrebbe preferito scontare la pena con lavori di pubblica utilità, dunque all’interno di associazioni o enti senza scopo di lucro a titolo di risarcimento del danno arrecato con la sua condotta alla società civile: richiesta rigettata perché presentata fuori tempo massimo. Di conseguenza, il calciatore dovrà sottoporsi a processo, con la possibilità di coinvolgere testimoni e avere il supporto di perizie. La difesa proverà a contestare ancora la sanzione.
Tutte le tappe (con altimetria) del Giro 2024. Ventuno tappe dal 4 al 26 maggio. Si inizia con un’impegnativa prima tappa con arrivo a Torino nel 75° anniversario della tragedia di Superga. Passerella finale a Roma nell’incredibile cornice dei Fori Imperiali
Giro d’Italia 2024, tutte le tappe. Due cronometro, sei tappe pianeggianti e cinque di montagna.
I corridori della 107esima edizione del Giro d’Italia, in programma dal 4 al 26 maggio, affronteranno subito un’impegnativa e affascinante frazione mossa, la Venaria Reale-Torino (143 km) che presenta un percorso fuori dagli schemi della corsa rosa. Il gruppo scollinerà a Superga e, sabato 4 maggio, omaggerà il Grande Torino nel 75esimo anniversario della tragedia che si portò via la squadra di calcio più forte di tutti i tempi.
Saranno 21 le tappe in programma per un totale di 3321,2 km e 42.900 metri di dislivello complessivo in 3 settimane di corsa. Qui trovate tutte le info utili per ogni tappa della corsa a tappe più amata dagli italiani. Giro d’Italia 2024, ci siamo!
Giro d’Italia 2024: tutte le tappe, calendario, date – Il Giro d’Italia 2024, 107esima edizione della manifestazione, si svolgerà in 21 tappe. Venerdì 3 maggio 2024 a Venaria Reale si svolgerà la presentazione ufficiale delle squadre e il giorno successivo la prima maglia rosa verrà assegnata. Il vincitore del Trofeo Senza Fine, che succederà nell’albo d’oro a Primoz Rogliz, il vincitore del Giro d’Italia 2023, verrà festeggiato domenica 26 maggio a Roma, che ospiterà per la sesta volta nella storia, e per il secondo anno consecutivo, l’arrivo finale della corsa rosa.
Nella prima parte del Giro d’Italia 2024 sono da tenere in particolare considerazione la seconda tappa, che presenta subito l’arrivo in salita al Santuario di Oropa, la settima tappa, la prima cronometro a Perugia e l’ottava tappa con tante salite fino all’arrivo a Prati di Tivo. Dopo una nona tappa suggestiva a Napoli, sarà decisamente più impegnativa l’undicesima frazione che parte da Pompei per arrivare a Cusano Mutri (Bocca della Selva).
Saranno molto importanti, ai fini della classifica finale, la seconda cronometro, la quattordicesima tappa Castiglione delle Stiviere-Desenzano del Garda, la quindicesima tappa Manerba del Garda-Livigno (220 km), che chiuderà la seconda settimana con salite e discese e la sedicesima tappa, Livigno-Santa Cristina in Valgardena (Monte Pana) che aprirà la terza settimana con un vero e proprio tappone. Anche la diciassettesima tappa, – Selva di Valgardena-Passo Brocon, pur essendo soltanto di 154 km, metterà a dura prova i corridori. Lo spettacolo non mancherà nella ventesima tappa, lpago-Bassano del Grappa, che decreterà il vincitore del Giro d’Italia 2024, visto che poi ci sarà soltanto la passerella finale ai Fori Imperiali prima dell’incoronazione del vincitore.
Tutte le tappe Giro 2024: altimetria, calendario, percorso
Ecco tutte le tappe del Giro 2024 (pagina dopo pagina, c’è l’altimetria di ogni singola frazione: scorrete la fotogallery a fine pagina):
Sabato 4 maggio– 1a tappa: Venaria Reale-Torino, 136 km, dislivello 1.850 metri
Domenica 5 maggio – 2a tappa: San Francesco al Campo-Santuario di Oropa, 150 km, dislivello 2.300 metri
Lunedì 6 maggio – 3a tappa: Novara-Fossano, 165 km, dislivello 750 metri
Martedì 7 maggio – 4a tappa: Acqui Terme-Andora, 187 km, dislivello 1700 metri
Mercoledì 8 maggio – 5a tappa: Genova-Lucca, 176 km, dislivello 1800 metri
Giovedì 9 maggio – 6a tappa: Viareggio-Rapolano Terme, 177 km, dislivello 1900 metri
Venerdì 10 maggio-7a tappa: Foligno-Perugia, 37,2 km cronometro individuale, dislivello 400 metri
Sabato 11 maggio – 8a tappa: Spoleto-Prati di Tivo, 153 km, dislivello 3.750 metri
Domenica 12 maggio – 9a tappa: Avezzano-Napoli, 206 km, dislivello 1.300 metri
Martedì 14 maggio –10a tappa: Pompei-Cusano Mutri (Bocca della Selva), 141 km, dislivello 2.800 metri
Mercoledì 15 maggio – 11a tappa: Foiano di Val Fortore-Francavilla al mare, 203 km, dislivello 1.850 metri
Giovedì 16 maggio – 12a tappa: Martinsicuro–Fano, 183 km, dislivello 2.100 metri
Venerdì 17 maggio – 13a tappa: Riccione-Cento, 179 km, dislivello 150 metri
Sabato 18 maggio – 14a tappa: Castiglione delle Stiviere-Desenzano del Garda, 31 km cronometro individuale, dislivello 100 metri
Domenica 19 maggio – 15a tappa: Manerba del Garda-Livigno, 220 km, dislivello 5.300 metri
Martedì 21 maggio – 16a tappa: Livigno-Santa Cristina in Valgardena (Monte Pana), 202 km, dislivello 4.350 metri
Mercoledì 22 maggio – 17a tappa: Selva di Valgardena-Passo Brocon, 154 km, dislivello 4.200 metri
Giovedì 23 maggio – 18a tappa: Fiera di Primiero-Padova, 166 km, dislivello 550 metri
Venerdì 24 maggio – 19a tappa: Mortegliano-Sappada, 154 km, dislivello 2.850 metri
Sabato 25 maggio – 20a tappa: Alpago-Bassano del Grappa, 175 km, dislivello 4250 metri
Domenica 26 maggio – 21a tappa: Roma-Roma, 126 km, dislivello 300 metri
Incendio distrugge nella notte azienda del Vicentino – ansa
Allo scoppiato il rogo nessun lavoratore era presente
Un incendio di notevoli dimensioni si è verificato la notte scorsa in una parte dell’azienda Emmegi Detergents Srl ad Altavilla Vicentina.
Si tratta di una impresa di imballaggio e riempimento di materie plastiche che dà lavoro a più di 70 lavoratori. Al momento in cui è scoppiato il rogo nessun lavoratore era presente fisicamente in azienda.
Accertamenti sono in corso sulle origini delle fiamme. La Filctem Cgil di Vicenza ha voluto testimoniare in una nota “la solidarietà nei confronti dei Lavoratori tutti e alla proprietà, rendendosi disponibile fin da subito a mettere in campo tutti i mezzi a disposizione per la ricostruzione e la ripartenza del lavoro“
Aveva 86 anni. Ha influenzato molte rockstar, tra cui George Harrison, Jimi Hendrix e Bruce Springsteen
Duane Eddy, che è diventato la prima star dellachitarra rock ‘n’ roll con una serie di successi strumentali tra la fine degli anni 50 e l’inizio degli anni 60, vendendo oltre 100 milioni di dischi in tutto il mondo con successi come Rebel Rouser e Forty Miles of Bad Road, è morto al Williamson Health Hospital di Franklin, nel Tennessee, all’età di 86 anni. L’annuncio della scomparsa, avvenuta martedì 30 aprile a causa di un tumore, è stato dato dalla moglie Deed Abbate al New York Times.
Considerato uno dei migliori chitarristi di tutti i tempi e il primo ‘guitar hero’, Duane Eddy ha aperto nuove strade nella musica rock con uno stile di chitarra diventato noto come twang. Al tempo stesso ha svolto un ruolo fondamentale nell’affermare la chitarra elettrica come strumento musicale predominante nel rock ‘n’ roll. Ha influenzato una moltitudine di chitarristi, tra cui George Harrison, Jimi Hendrix e Bruce Springsteen, le cui linee di chitarra affondate in Born to Run rendono omaggio al muscoloso lavoro di tasti di Eddy.
Duane Eddy and I were friends for nearly 60 years and I am heartbroken over his passing. Sending love and condolences to Deed and the family and their friends. Farewell, old friend, godspeed and stay cool. pic.twitter.com/IiqPk4abL9
Traduzione di https://translate.google.com/ Duane Eddy ed io siamo amici da quasi 60 anni e ho il cuore spezzato per la sua scomparsa. Invio affetto e condoglianze a Deed, alla famiglia e ai loro amici. Addio, vecchio amico, buona fortuna e stai calmo.
“Duane Eddy è stato il primo dio della chitarra del rock and roll“, ha dichiarato John Fogerty, cantante e chitarrista fondatore dei Creedence Clearwater Revival. Eddy si è cimentato in generi musicali diversi, dal country al blues, al jazz, mantenendo però un suo stile e negli anni’60 si è esibito spesso con il suo gruppo musicale The Rebels.
All’album di debutto Have Twangy guitar-Will travel (1958), ne sono seguiti molti altri tra i quali: Songs of hour heritage (1960);Duane Eddy in person (1963);Surfin(1963); Duane A-Go-Go(1965); Duane does Dylan(1965); Duane Eddy (1987). Nel 1986 ha vinto un Grammy Award per il brano Peter Gunn. Molti dei suoi brani sono stati utilizzati in colonne sonore di film (Natural born killers di Oliver Stone, Forrest Gump di Robert Zemeckis). Dal 1994 il suo nome è iscritto nel Rock and Roll Hall of Fame.
Londra, di fatto, ha deciso di non prolungare la sanzione italiana. Il giocatore tornerà in campo a fine agosto
Sandro Tonali tornerà in campo a fine agosto, al termine della squalificagli impostagli dalla Figc. La Football Association, la federazione inglese, ha infatti deciso di non prolungare la sanzione italiana, comminando all’azzurro uno stop di due mesi con la condizionale per le violazioni alle regole anti scommesse tra il 12 agosto, giorno del suo debutto in Premier, e il 12 ottobre, giorno in cui il centrocampista ha ricevuto a Coverciano, mentre era in ritiro con la Nazionale, la visita della polizia che gli notificava l’indagine che ha portato al suo stop. Londra, di fatto, ha deciso di non prolungare la sanzione italiana. Il giocatore tornerà in campo a fine agosto
LA DECISIONE – La FA ha imposto al centrocampista del Newcastle una multa di 20.000 sterline (circa 23 mila euro) e uno stop di due mesi, sospeso fino al termine del 2024-25: se entro la fine della prossima stagione,quindi, Tonali non commetterà più violazioni alle regole che impediscono ai giocatori di scommettere, la sanzione verrà cancellata. La federazione inglese aveva contestato al giocatore 50 violazioni nei due mesi in cui è stato sotto la sua egida, violazioni che Tonali ha ammesso nel corso di un’inchiesta partita da una denuncia fatta da lui stesso. Il centrocampista potrà quindi tornare in campo al termine della sanzione italiana, prevista per fine agosto.
LE MOTIVAZIONI – La FA ha reso note anche le motivazioni della sentenza, confermando che l’indagine è partita da una denuncia di Tonali “alla prima occasione, il 20 ottobre 2023, e che l’azzurro ha fornito alla federazione i dettagli delle sue violazioni spontaneamente, ha sempre collaborato con le indagini e ha fornito anche il suo cellulare in modo da dare alla FA tutti gli elementi per trarre le proprie conclusioni. La federazione inglese ha basato la propria indagine sull’autodenuncia di Tonali, assistito per tutto il procedimento dal Pfa (il sindacato inglese dei calciatori), segnalando come attenuanti l’esistenza di una squalifica già in essere, quella comminata dalla Figc, per violazioni che “se commesse in Inghilterra avrebbero portato ad una sanzione di massimo 6 mesi”.
LE VIOLAZIONI – Tonali ha raccontato alla federazione inglese di aver commesso 50 violazioni in due mesi: tutte sono state fatte sulla Premier League (Tonali ha negato di aver puntato su partite di Champions o di calcio non inglese), ma 4 sono state fatte su partite del Newcastle, sempre puntando sulla sua vittoria: sono queste le sanzioni più gravi.Tonali in tre occasioni ha piazzato il risultato della sua squadra in un sistema di scommesse, in un quarto caso ha scommesso sul successo del Newcastle sul Manchester City del 27 settembre. L’azzurro ha giocato in 3 delle quattro partite, raccontato di non ricordare l’ammontare esatto delle puntate ma di non aver mai scommesso più di 10.000 euro. E di aver giocato non con lo scopo di vincere, ma perché affetto da ludopatia. La commissione indipendente che ha valutato il suo caso ha deciso che, pur avendo Tonali commesso violazioni gravi, non erano tali da meritare ulteriori sanzioni. E ha deciso che l’azzurro potrà tornare in campo il 30 agosto, alla fine della squalifica che sta già scontando.
STIPENDIO – Tra le carte del procedimento contro Tonali emerge anche un dettaglio: il centrocampista si è “significativamente” autoridotto lo stipendio da quando è squalificato. Come l’autodenuncia alla FA che ha avviato l’indagine sulle sue scommesse inglesi, anche la decisione di tagliarsi gli emolumenti è partita dal giocatore, uno dei tanti segnali che hanno fatto sì che il Newcastle non abbia mai abbandonato l’ex milanista, supportandolo sempre sia in pubblico che in privato. Il taglio che Tonali avrebbe richiesto e ottenuto è di circa il 90% del suo stipendio, stimato ad inizio stagione in 8 milioni di euro l’anno. Una circostanza di cui la Commissione che ha deciso la sua squalifica ha tenuto conto nel decidere per lui una multa di 20.000 sterline.
Gli uomini di Inzaghi hanno già festeggiato il tricolore e i giovani nerazzurri sperano di imitare Lautaro e compagni
L’Inter ha già festeggiato lo scudetto e adesso aspetta solo la penultima giornata quando, al termine del match contro la Lazio, a Lautaro e compagno sarà consegnata la coppa riservata alla formazione campione d’Italia. La società di viale della Liberazione, però, in questo 2023-24 di tricolori ne può mettere in bacheca anche altri: quelli che il vivaio guidato da Massimo Tarantino può portare a casa visto che tutte e cinque le formazioni si sono qualificate per la fase finale dei rispettivi campionati.
Cristian Chivu – Allenatore di calcio
PRIMAVERA – L’Under 19 guidata da Chivu (corteggiato per il 2024-25 dall’Ajax che vorrebbe metterlo nello staff del nuovo tecnico che sceglierà e poi affidargli la prima squadra dopo un paio d’anni di apprendistato) è prima in classifica, a +3 sulla Roma e a +8 sull’Atalanta. L’obiettivo dei nerazzurri è quello di arrivare tra le prime due per conquistare direttamente l’accesso alle semifinali. A tre turni dalla fine del torneo, manca poco per avere questa certezza. Le classificate dalla terza alla sesta invece dovranno giocare un turno preliminare.
UNDER 18 – Qui le giornate alla fine del torneo sono cinque, ma la formazione di Zanchetta è prima in classifica a pari merito con la Roma, ha 3 punti di vantaggio sull’Atalanta terza e ben 12 punti rispetto alla settima, il Genoa. Dunque manca la matematica certezza dell’accesso alla fase finale che però potrebbe arrivare già nel prossimo week end. L’obiettivo però, anche in questo caso, è uno dei primi due posti: in questo modo l’Inter inizierebbe dalle semifinali la fase per l’assegnazione del tricolore.
Andrea Zanchetta
LE ALTRE – L’Under 17 di Polenghi ha già finito la prima fase del suo campionato e nel suo girone si è piazzata al secondo posto, staccata dal Milan. I nerazzurri hanno comunque evitato i play off e, nella poule scudetto, entreranno in corsa direttamente ai quarti di finale. L’Under 16 di Solivellasha vinto il suo girone con un ampio vantaggio e potrà contare sul fattore campo dagli ottavi in poi. Infine l’Under 15 di Fautario ha invece concluso al secondo posto il proprio girone ed è stata scavalcata all’ultima giornata dal Milan primo. I nerazzurri adesso cercheranno la rivincita nella corsa al titolo durante i play off
Le immagini hanno immortalato lo spettacolare fenomeno, senza conseguenze perché il monumento è dotato di parafulmine
Il nord della Francia è nella morsa del maltempo. Violenti temporali si sono verificati Parigi: video e immagini hanno immortalato il fulmine che ha colpito la cima della Tour Eiffel, un fenomeno non raro e senza conseguenze anche perché il monumento è dotato di parafulmine.
Nella capitale diversi voli in arrivo negli aeroporti sono stati fatti atterrare in altri scali. Immagini apocalittiche dall’aeroporto di Roissy Charles de Gaulle, chiuso altraffico con il terminal 2 completamente allagato.
Sulle autostrade attorno a Parigi, momenti di panico per la grandine di dimensioni anomale che ha sorpreso le auto in rientro dalla giornata festiva del primo maggio. In molti casi, si sono formate file lunghissime fino a tarda notte.
Non sono stati risparmiati dalla grandine anche i vigneti, in particolare quelli del prezioso “Chablis”, in Borgogna, devastati in pochi minuti dalla grandinata.
Non è escluso che nel corso della giornata si debba ricorrere alla vasca anti esondazione del Seveso nel Parco Nord
Milanoallagata dopo le pioggedella notte. Il risveglio dei milanesi giovedì, dopo il primo maggio, è caratterizzato dai disagi e dall’allerta per il livello dei fiumi. Non è escluso che nel corso della giornata si debba ricorrere alla vasca anti esondazione del Seveso nel Parco Nord e si debbano evacuare le comunità presenti al Parco Lambro per precauzione.
L’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, Marco Granelli, ha scritto su Facebook un messaggio per spiegare la situazione: «Non siamo in allerta meteo, ma stanotte nella zona nord di Milano (Cinisello Balsamo e Milano Lambrate) sono caduti 30mm di pioggia tra l’1 e le 4. Le piogge hanno causato un innalzamento dei livelli. Il Lambro in via Feltre è salito repentinamente da 0.80 metri delle 2 a 1.95 alle 4.30 e ora è stabile. Anche il Seveso è salito in maniera repentina giungendo a via Valfurva a Niguarda a 1.70 alle 4.15, ma ora sta scendendo».
«Le perturbazioni – prosegue l’assessore – si muovono da sud-est verso Milano, e ora siamo in attesa di una nuova che sta salendo da Lodi. Per il Seveso la vasca di Milano è pronta per entrare in funzione e questo avviene quando il livello di via Valfurva sale a 1,88 metri. Per il Lambro abbiamo avvertito le comunità e siamo in attesa di capire se saliranno ancora i livelli e allora dovremmo procedere con l’evacuazione. Le squadre di Protezione civile e di MM servizio idrico sono state attivate».
Le previsioni per Milano – «Si apre una nuova fase instabile su Milano e hinterland con piogge e rovesci a tratti intensi specie giovedì 2 maggio, accompagnati da un nuovo deciso calo delle temperature massime», il commento degli esperti di 3bMeteo. «Venerdì – si legge – spiccata variabilità ma sostanzialmente asciutto fino al pomeriggio, mentre in serata non si escludono fugaci piovaschi. Il weekend si prospetta invece in larga parte asciutto con anche ampi momenti assolati, contestualmente a un generale rialzo delle temperature; si tratta tuttavia di una linea di tendenza che necessita di ulteriori conferme». Le temperature a Milano giovedì restano sotto le medie stagionali, con 16 gradi di massima e minima di 12 gradi.