Archivi del giorno: 7 aprile 2017

La Reggia di Caserta, “l’ottava meraviglia”


 L’incanto della Reggia di Caserta in un video di Trailer che ha censito i luoghi d’arte italiani: “Una delle più grandi risorse turistiche, storico artistiche del Sud Italia. La depositaria della bellezza di un periodo passato, l’ottava meraviglia”.

Fonte: http://video.repubblica.it/edizione/napoli/la-reggia-di-caserta-l-ottava-meraviglia/272560/273070?ref=search

Spielberg gira un film a Caserta e la Reggia diventa il Vaticano

STEVEN Spielberg, tra un paio di mesi, girerà parte del suo nuovo film alla Reggia di Caserta. Il regista premio Oscar ricreerà il Vaticano nella palazzo reale vanvitelliano per il film “The Kidnapping of Edgardo Mortara“. Il bambino passato alla Storia come fatto rapire da Papa Pio IX. Voci sempre più insistenti confermano che Spielberg girerà per almeno una settimana scene del film drammatico in costume riportando alla luce un caso reale di metà ‘800.

Sorpresa, dalla Reggia di Caserta arriva un amaro all’inglese

Con il marchio del palazzo reale verrà prodotto un liquore ottenuto dalle erbe del giardino. Che sarebbe piaciuto all’ammiraglio Nelson

Sarebbe piaciuto all’ammiraglio Horatio Nelson l’amaro targato Reggia di Caserta. Un liquore che sarà prodotto usando essenze ed erbe presenti nel giardino inglese del complesso progettato alla metà del Settecento da Luigi Vanvitelli. Lo prevede un avviso pubblicato dal museo autonomo, con l’obiettivo di selezionare un produttore al quale affidare, in esclusiva per quattro anni (rinnovabili), l’utilizzo del marchio Reggia di Caserta. Se non ci saranno intoppi, già nei prossimi mesi il liquore si potrà acquistare nel bookshop del palazzo e nei punti vendita scelti dalla distilleria. 

Viaggio nel cantiere Palalido, futuro tempio del rock: “Lavori finiti a ottobre”


Il PalaLido era un importante palazzo dello sport della città di Milano.

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Ecco com’era l’esterno del PalaLido di Milano.

La struttura era polivalente, ed ospitava manifestazioni sportive (tra le quali le gare interne della Olimpia Milano, quando queste non sono state ospitate nel più capiente Mediolanum Forum), concerti e congressi.

Nel febbraio 2011 si pensava venisse intitolato a Cesare Rubini, mitico personaggio della pallacanestro e della pallanuoto milanese e nazionale, l’unico atleta capace di vincere due scudetti in due diverse discipline a squadre, ma così non è avvenuto.

Nel 2010 viene presentato il progetto di ristrutturazione del PalaLido curato dalla studio di architettura TECO+Partners di Bologna. Dalla primavera del 2011 iniziano i lavori di ristrutturazione che avrebbero dovuto avere un contributo dalla sponsorizzazione di Giorgio Armani cambiando nome in “Pala AJ”, ma nel gennaio 2016, dopo che il termine dei lavori è slittato più volte, Armani rinuncia e annuncia che l’Olimpia rimane al Mediolanum Forum. Dopo aver ripreso il lavori per l’ennesima volta nel settembre 2015 si prevede di completarli per l’estate del 2016. Dopo le difficoltà dell’impresa aggiudicatrice, che hanno fermato il cantiere per anni, in luglio 2016 il Comune revoca l’appalto e dopo una perizia in novembre affida ad altra ditta che finirà i lavori per fine 2017.

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Kostruttiva accelera, pronti 40 operai. Ma ci sono problemi sul tetto: dopo un anno di stop, pannelli già da sostituire

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Fonte e articolo completo: http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/palalido-1.3021963

Milano, 7 aprile 2017 – I due anelli di cemento armato delle tribune ormai ci sono e la struttura del «nuovo» Palalido si inizia a intravedere. Il cantiere «maledetto», dopo cinque anni di ritardi, sembra ormai arrivato a un punto di svolta. Le coperture laterali della struttura dovrebbero essere collocate entro una decina di giorni, il tetto completato entro un paio di mesi. Certo, il condizionale resta d’obbligo, ma i tecnici di Kostruttiva, il consorzio di cooperative di Venezia che ha preso in mano i lavori a gennaio, confermano il cronoprogramma concordato con Milanosport, la società che gestisce gli impianti sportivi comunali: «Lavori per il Palalido terminati entro fine ottobre, se continua così».

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Palalido Milano 1976 – Uno tra gli episodi più eclatanti del 1976, fu il cosiddetto “processo” a Francesco De Gregori, avvenuto durante il suo concerto di venerdì 2 aprile al Palalido di Milano, due giorni prima del suo 25° compleanno. 

In questi giorni, nel cantiere, ci sono 12 operai, che diventeranno 35-40 nei prossimi mesi. Il primo obiettivo di Kostruttiva è far ripartire i lavori per il completamento del tetto in Kalzip, lo speciale materiale previsto nel progetto. Dopo un anno di stop del cantiere, però, i tecnici e gli operai del consorzio veneto si sono trovati di fronte un problema: nella piccola porzione di tetto dove la Ge.co.co – la società che ha mollato i lavori del Palalido a metà – aveva già collocato i pannelli in Kalzip, è stato necessario ricominciare tutto da capo. Il motivo? Il materiale isolante posto tra la prima lamiera del tetto e le doghe in Kalzip era già rovinato a causa delle piogge. Risultato: gli operai stanno rimuovendo tutto e ripartiranno da zero. In quel punto, dunque, il cantiere procede a passo di gambero. Si torna indietro per essere pronti ad andare avanti. Chi pagherà questo ritardo? Il contratto parla chiaro: Ge.co.co. dovrà versare salate penali per non essere riuscita a completare l’opera. Adesso Kostruttiva ha il compito di recuperare il tempo perduto, per quanto possibile. L’accordo con la Steel Pool, la ditta che aveva già fornito il Kalzip alla Ge.co.co, va in questa direzione.

Il nuovo Palalido avrà una capienza superiore rispetto a quello demolito: 5.500 spettatori invece di 2.500-3.000. La differenza la fa il secondo anello, dove i gradoni sono più numerosi rispetto al vecchio palazzetto.

PalaLido, a che punto siamo? Odissea senza fineRisultati immagini per Palalido visto dall'alto

The Doors, cinquant’anni fa l’inizio della leggenda


The Doors 1968.JPG

I Doors sono stati un gruppo musicale rock statunitense, fondato nel 1965 da Jim Morrison (cantante), Ray Manzarek (tastierista), Robby Krieger (chitarrista) e John Densmore  (batterista), e scioltosi definitivamente nel 1973, due anni dopo la morte di Jim Morrison (avvenuta il 3 luglio del 1971).

The Doors -“Light My Fire” 

Fonte: http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2017/04/07/foto/the_doors_cinquant_anni_fa_l_inizio_della_leggenda-161802790/1/#1

All’inizio del 1967 i Doors di Jim Morrison pubblicavano il loro primo, leggendario album ‘The Doors’. Jim Morrison e il tastierista Ray Manzarek si erano conosciuti a scuola a Los Angeles. Morrison era più interessato alla poesia e al teatro che non alla musica: fu Manzarek a convincerlo a formare una band. Ai due si unirono il chitarrista Robbie Krieger e il batterista John Densmore. Per il nome della band Jim Morrison prese spunto da una poesia di William Blake che diceva “if the doors of perception are cleansed, everything would appear to man as it truly is, infinite” (“se le porte della percezione fossero spalancate, ogni cosa apparirebbe all’uomo come realmente è: infinita”). Venne anche influenzato da un libro di Aldous Huxley sulle sue esperienze con la droga chiamato appunto ‘The Doors of Perception’ (‘Le porte della percezione’). Il loro primo album comprendeva brani leggendari come ‘Light my fire’, ‘Break on Through (To the Other Side)’, ‘Soul Kitchen’ e ‘The End‘.

he Doors – Roadhouse Blues, BEST version (live in N.Y. 1970)

THE DOORS – Roadhouse Blues (Music Video Live – 1970)

Parigi, la morte di Jim Morrison

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Doors

La casa parigina di Jim Morrison, in Rue Beautreillis nr. 17 (terzo piano).

Il 3 luglio del 1971, Morrison morì in circostanze mai del tutto chiarite; il suo corpo venne ritrovato privo di vita nella vasca da bagno del suo appartamento a Parigi, in Rue Beautrellis 17. Si concluse che fosse morto per arresto cardiaco, anche se successivamente venne rivelato che nessuna autopsia venne effettuata prima che il corpo di Morrison fosse sepolto al cimitero Père Lachaise di Parigi.

The Doors – Touch Me (Live)