L’allerta diramata ieri, oggi in città c’è lo sciopero dei mezzi
A guardare le strade imbiancate sembra una nevicata, ma è grandine quella che si è abbattuta sulla zona nord di Milano nel primo pomeriggio, coprendo di un manto auto e marciapiedi.
Ad annunciare lo scroscio, lampi e tuoni che poco dopo le 14 hanno squarciato il cielo, che si era mantenuto terso per tutta la mattina, tanto che dalla cima dei grattacieli di Citylife si potevano finalmente vedere i monti, nascosti per una serie di giorni plumbei. La fitta grandinata è stata accompagnata da un forte vento, come era stato annunciato ieri dal Centro funzionale di monitoraggio dei rischi naturali della Regione Lombardia, che aveva emanato un’allerta gialla per vento forte in città, a partire dalle 6 di stamattina e per tutta la giornata.
Al momento non ci sono stati interventi dei vigili del fuoco per la grandinata, che però complica ulteriormente la viabilità milanese già rallentata dallo sciopero dei mezzi dell’Atm.
Il Santo Padre è stato portato al Policlinico Gemelli di Roma per “necessari accertamenti”. Da giorni ha una bronchite che gli causa difficoltà nel respiro
Papa Francesco mentre annuncia l’interruzione dell’omelia. Screenshot da video
Papa Francesco è stato ricoverato in ospedale oggi, 14 febbraio. Il Santo Padre si trova al Policlinico Gemelli di Roma.
Papa Francesco ricoverato in ospedale – Il ricovero del Papa è avvenuto al termine delle udienze. La sala stampa vaticana precisa che si è reso necessario per eseguire “accertamenti diagnostici e per proseguire in ambiente ospedaliero le cure per la bronchite tutt’ora in corso“.
I primi accertamenti dovrebbero essere eseguiti già nelle prime ore dal ricovero. Il Pontefice dovrebbe essere ricoverato al decimo piano come accaduto le precedenti volte.
L’ultimo ricovero di Papa Francesco all’ospedale Gemelli di Roma risale a giugno del 2023 per un intervento all’intestino. Si era comunque recato in ospedale per dei controlli sia a novembre 2023 sia a febbraio 2024.
L’omelia di Papa Francesco interrotta per “difficoltà nel respiro” – Da giorni Papa Francesco, 88 anni compiuti a dicembre, ha la bronchite. Domenica scorsa, 9 febbraio, ha interrotto la lettura dell’omelia alla messa per il giubileo delle forze armate, di polizia e di sicurezza in piazza San Pietro a Roma. Bergoglio si è scusato e ha chiesto al maestro di continuare la lettura: “Ho difficoltà nel respiro”.
Nei giorni scorsi Papa Francesco è anche caduto in casa, nella residenza di Santa Marta, riportando una contusione all’avambraccio destro. Per fortuna la caduta non ha comportato fratture o conseguenze serie. A inizio dicembre, il Papa aveva avuto un altro incidente domestico ed era apparso in udienza con un vistoso livido sul collo. Il Vaticano, in quell’occasione, aveva fatto sapere che l’anziano Pontefice aveva battuto il mento sul comodino.
Incendio alla Indorama Ventures Mobility di Pizzighettone, nel complesso della ex Sicrem, questa mattina, attorno alle 11.30.
Tre squadre del Comando Vigili del Fuoco di Cremona – APS (Auto Pompa Serbatoio), ABP (Auto Botte Pompa) e AS (Autoscala) – sono al lavoro, quando sono arrivate sul posto le fiamme erano state domate dalla squadra interna. Il problema – da quanto si apprende – ha riguardato le condotte di raffreddamento dei fumi e non ha coinvolto persone.
Sul posto sono arrivati anche Ats Val Padana e Arpa per le verifiche sulle emissioni in atmosfera. Al momento i dati sono tranquillizzanti.Immediatamente informato dei fatti, il sindaco Luca Moggi si è messo in collegamento con i responsabili locali della multinazionale per tenere monitorato l’andamento dei monitoraggi ambientali per l’eventuale pubblicazione di un’ordinanza.
Nel pomeriggio Arpa Lombardia ha diffuso la seguente nota: “I tecnici dell’Agenzia hanno verificato la qualità dell’aria con dispositivi mobili (Dragger) senza riscontrare impatti. Le acque di spegnimento (senza aggiunta di additivi) sono state in parte contenute e aspirate in loco e in parte recapitate alla pubblica fognatura. Arpa Lombardia ha avvisato il gestore del sistema idrico integrato (Padania Acque) per eventuali verifiche al depuratore pubblico. È stato inoltre verificato il pozzetto finale di scarico senza rilevare impatti di rilievo”.
Nello stesso sito si era verificato un incendio di maggiori dimensioni nel 2022.
Cessata ormai da tempo la parte chimica, nello stabilimento pizzighettonese vengono prodotte le tele che costituiscono il substrato degli penumatici, attraverso un processo di aderizzazione.
Fiamme e paura in due aziende. Bruciano la Iml e l’ex Sicrem
Il rogo è divampato nel primo pomeriggio all’interno di un magazzino
Maxi incendio in un’azienda a Offanengo: Vigili del Fuoco al lavoro per domare le fiamme. Il rogo è divampato nel primo pomeriggio. Dieci squadre sul posto per evitare il propagarsi dell’incendio.
Incendio in azienda – Un’enorme colonna di fumo si è alzata nel cielo di Offanengo oggi pomeriggio, giovedì 13 febbraio 2025, dove un incendio di vaste proporzioni è scoppiato all’interno dello stabilimento della I.M.L. Industria Meccanica Lombarda. L’allarme è stato lanciato alle 14:43, quando le prime fiamme sono state avvistate nel magazzino dell’azienda.
Dieci squadre dei Vigili del Fuoco – Sul posto sono immediatamente intervenute dieci squadre dei Vigili del Fuoco, provenienti dai comandi di Cremona, Crema, Orzinuovi e Romano di Lombardia. L’operazione di spegnimento è in corso con l’impiego di tre autopompe serbatoio (APS), quattro autobotti (ABP) e un’autoscala (AS) per fronteggiare le fiamme dall’alto.
Le squadre dei soccorritori sono al lavoro per contenere il fuoco ed evitare che si estenda agli edifici circostanti. Il rapido intervento ha già permesso dicircoscrivere l’incendio, limitandone i danni e impedendo un’ulteriore escalation dell’emergenza.
Nessun coinvolto, indagini in corso – Fortunatamente, non risultano persone coinvolte. Restano ancora ignote le cause scatenanti dell’incendio, ma verranno avviate indagini per chiarire la dinamica dell’accaduto.
Il punto della situazione e le criticità: in tutto sono state soccorse 28 persone bloccate con le loro macchine. Il Comune: «Situazione critica, non uscite»
Nubifragio all’Elba: strade come fiumi e negozi allagati a Portoferraio (Foto Facebook)
Nubifragio all’Elba oggi pomeriggio, 13 febbraio. Sott’acqua, in particolare, parti di Portoferraio: parliamo, soprattutto, delle zone a ridosso dello stadio e delle aree portuali. Al momento si registrano problemi per la viabilità: in tilt, infatti, i collegamenti per Portoferraio. Sembra, inoltre, che sia crollato un tratto della strada del Volterraio che collega, appunto, Rio e Portoferraio.
Nubifragio all ‘Elba, a Portoferraio ‘emergenza alluvione ‘
Persone salvate dalle case allagate – I vigili del fuoco hanno effettuato tre salvataggi in extremis all’interno di abitazioni di persone rimaste bloccate dall’acqua in innalzamento. Inoltre sono state soccorse un totale di 28 persone bloccate nelle numerose autovetture rimaste ferme lungo la strada principale di Portoferraio. Evacuata una scuola di danza con 9 minori e 3 istruttori. Evacuate anche una decina di persone da una pizzeria.
Sui social il Comune di Portoferraio ha scritto in un post: «Emergenza alluvione. Situazione estremamente critica a Portoferraio. Non usate le auto, non venite verso Portoferraio e non provate a uscire, le vie di accesso sono bloccate. Mettersi a riparo nelle zone sicure e attendere». Sarebbero caduti oltre 56 mm di pioggia nell’ultima ora a Portoferraio.
In una nota delle 19,30 il Comune ha spiegato: «Portoferraio è stata colpita da un fortissimo nubifragio, che ha causato allagamenti in tutte le zone della città e nelle periferie. Da qualche minuto dopo le 17 fino alle 19 di giovedì 13 febbraio il temporale ha scaricato enormi quantità di acqua in maniera incessante. Le squadre della protezione civile comunali, che erano già in stato di allarme per l’allerta arancione, si sono subito posizionate per regolare il traffico in uscita e in entrata da Portoferraio».
«Le prime criticità segnalate si sono verificate nella zona della Casaccia e del Carburo, in via Carducci, Val di Denari, viale Elba. Una frana ha interrotto la strada di San Martino. Problemi anche alla Sghinghetta e sulla strada a quattro corsie ben presto inagibile, con le ambulanze che sono state fermate alle 18,45 dalla centrale operativa per l’impossibilità di raggiungere l’ospedale. Mobilitati i vigili del fuoco e tutte le forze dell’ordine. Il sindaco Nocentini si è messo in contatto con la Prefettura e con la Regione, che attraverso l’assessore all’ambiente Monni ha offerto di mandare sull’isola squadre di soccorso. Dalle altre località dell’isola stanno arrivando sul posto squadre di Protezione Civile per i soccorsi più urgenti, mettendo a disposizione uomini e mezzi», aggiunge la nota del Comune.
E spiegano ancora: «Le situazioni più gravi purtroppo alla Casaccia e in Via del Carburo, con persone bloccate all’interno delle proprie abitazioni in attesa di essere sgomberate. Non si registrano per il momento feriti. Allo stato attuale non è consigliato entrare né tantomeno uscire da Portoferraio».
Il Coc e le scuole – «Istituito un COC, Centro Operativo Comunale, che viene coordinato dal sindaco e dai funzionari dell’Ufficio Tecnico e della polizia municipale, con un numero di riferimento che è il 348.8083303, attivo per le sole emergenze. In corso di redazione un provvedimento di ordinanza che, per l’intera giornata di venerdì 14 febbraio, preveda la sospensione di ogni attività per gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, compresi i servizi educativi e i centri diurni per disabili, disponendo anche la chiusura dei giardini pubblici, degli impianti sportivi comunali e privati, dei cimiteri cittadini e dei siti turistici comunali».
I vigili del fuoco – Stanno operando squadre dei vigili del fuoco e sommozzatori del comando di Livorno; stanno inoltre convergendo sull’isola mezzi e uomini dai comandi di Firenze e Grosseto. Varie le tipologie di interventi con preponderanza di soccorsi a persone in difficoltà.
Daniele Rugani, difensore di proprietà della Juventus e ora in prestito all’Ajax, in Olanda, è stato condannato oggi da un giudice di Torino per guida in stato di ebbrezza.
L’episodio risale al 21 luglio 2023, quando il calciatore è stato sottoposto all’alcol test dalla polizia stradale dopo un incidente autonomo, senza conseguenze, su un raccordo alle porte di Torino.
Secondo quanto riferisce l’ANSA, i valori di alcol nel sangue sono risultati superiori al limite consentito.
Il giudice di Torino ha deciso Rugani di aggiungere alla pena di 6 mesi di arresto e alla multa di 2 mila euro con la condizionale anche la revoca della patente e la confisca dell’auto, una Maserati.
SAALBACH (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Storica Federica Brignone. La 34enne valdostana conquista la medaglia d’oro ai Mondiali di Saalbach nello slalom gigante. L’azzurra, giovedì scorso argento insuper-G, riporta il tricolore sul gradino più alto del podio della specialità dopo 28 anni. L’ultima a riuscirci era stata Deborah Compagnoni a Sestriere 1997. Miglior tempo di manche per la Brignone, che chiude in 2’22″71 rifilando quasi un secondo ad Alice Robinson (+0″90). Distacco abissale anche quello accusato da Paula Moltzan, bronzo con 2″62 di ritardo. Un centesimo più indietro c’è Thea Louise Stjernesund (+2″63). Quinto posto per Lara Gut-Behrami (+2″68). Bene Lara Colturi, settima a 3″50. Fuori nella prima manche le altre italiane in gara, con Sofia Goggia incappata in un errore di traiettoria al pari di Marta Bassino. “Non so davvero cosa dire – esulta la Brignone, alla quinta medaglia iridata in carriera considerando anche l’oro in combinata e l’argento in gigante due anni fa a Courchevel e l’altro argento, sempre fra le porte larghe, nel 2011 a Garmisch-Partenkirchen – Era il mio sogno vincere l’oro mondiale in gigante. Dopo tanti secondi posti sono riuscita finalmente a vincere l’oro. E’ uno dei giorni più belli della mia carriera. Sono molto emozionata e credo che ci vorrà del tempo per realizzare ciò che ho fatto. E’ stato molto bello vedere i miei familiari sugli spalti a tifare per me”.
Da oggi, giovedì 13 febbraio, a domenica 16, ombrelli aperti e anche catene da neve a bassa quota al Centro-Nord
Nevicata in città – (Fotogramma)
Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma le previsioni, ma attenzione pure a quello che succederà nelle prossime ore: altri rovesci e addirittura temporali fuori stagione colpiranno il versante tirrenico, specialmente le regioni centrali. Il maltempo di queste zone sarà ancora causato da un flusso mite, molto umido ed instabile proveniente da sud-ovest, ma da domani questo scenario sinottico cambierà totalmente.
Per San Valentino i venti ruoteranno da nord e spingeranno un nucleo gelido russo dalle Alpi Giulie verso il Triveneto prima e l’Emilia Romagna poi; al Centro-Sud avremo ancora correnti occidentali con piogge e rovesci localmente intensi su gran parte del versante tirrenico. Dalla sera anche su queste zone lo scenario diventerà più freddo.
Il focus di questa previsione è sulla notte di San Valentino, tra venerdì e sabato mattina: arriverà la neve a bassa quota. Gli ultimi aggiornamenti indicano la possibilità di fiocchi bianchi tra Emilia Romagna, Toscana orientale e meridionale, Marche ed Umbria. La quota neve mediamente scenderà fino a 400 metri ma potrebbe raggiungere anche le pianure durante gli episodi nevosi più intensi.
Da sabato pomeriggio le temperature tenderanno ad aumentare leggermente al Nord e a crollare al Sud; in questo contesto dinamico, si prevedono nevicate ancora sull’Appennino centro-settentrionale dirette verso quello meridionale: la quota neve sarà in rialzo fino a 600-800 metri circa.
Domenica, infine, il Ciclone di San Valentino avrà già raggiunto l’estremo Sud dove insisteranno ancora piogge e rovesci con neve oltre i 1000 metri: al Centro-Nord si prospetta invece una domenica soleggiata ma decisamente rigida al mattino; durante il giorno, al contrario, i valori termici rientreranno nelle medie del periodo.
In sintesi, attenzione alle piogge intense e persistenti sul versante tirrenico e, con il ciclone di San Valentino, all’ingresso di aria polare russa da Trieste in giù: assisteremo ad una veloce ‘sciabolata’ polare con la dama bianca invitata alla cena di San Valentino in Emilia Romagna e successivamente verso le regioni centrali.
NEL DETTAGLIO
Giovedì 13 – Al Nord: cieli grigi con occasionale pioviggine. Al Centro: piogge localmente intense. Al Sud: nubi in aumento.
Venerdì 14 – Al Nord: maltempo al Nord-Est con neve a bassa quota. Al Centro: piogge intense, dalla tarda serata neve in collina. Al Sud: nuvoloso con rovesci sul Basso Tirreno.
Sabato 15. –Al Nord: neve a bassa quota in Romagna, sole altrove. Al Centro: neve diffusa in collina, localmente a quote più basse. Al Sud: maltempo con neve dai 1000 metri.
Tendenza: domenica con netto miglioramento al Centro-Nord, ultimi fenomeni al Sud. Aumento delle temperature massime.
L’uomo aveva anche un kalashnikov ma non l’avrebbe usato. La polizia è sulle sue tracce: l’esplosione a Grenoble
Intorno alle 20 di ieri, 12 febbraio, un uomo è entrato in un bar di Grenoble (Francia) e ha lanciato una granata tra la folla di clienti: sarebbero 12 i feriti di cui sei gravi. L’uomo è fuggito subito dopo. Con sé aveva anche un fucile kalashnikov, ma non l’avrebbe usato. La polizia francese è sulle sue tracce. Per ora si esclude l’attentato terroristico. Dietro l’orrendo attacco potrebbe esserci l’ombra di una guerra tra bande per il controllo della droga in città.
L’attacco – L’esplosione è avvenuta all’interno di un bar in rue Claude Kogan, nella zona sud della città. “Una persona è entrata, ha lanciato una granata, apparentemente senza dire una parola, e poi è fuggita“, ha dichiarato alla stampa il procuratore François Touret de Coucy. Nel locale, che si trova nel quartiere del villaggio olimpico di Grenoble, c’era molta gente a quell’ora: “È un luogo di incontro per le persone del quartiere e di fuori, soprattutto per guardare le partite di calcio“, ha spiegato Chloé Pantel, vicesindaco del settore 6 di Grenoble.
“Nessuna ipotesi è favorita in questa fase” – La polizia al momento preferisce non sbilanciarsi sui motivi dietro all’attacco: “Nessuna ipotesi è favorita in questa fase“, ha riferito il procuratore François Touret de Coucy. Ciò che però le autorità si sentono di escludere è la matrice terroristica. Una delle piste battute è che l’atto possa essere legato “a un regolamento di conti, in un modo o nell’altro” tra le bande per il controllo della droga in città.
I feriti – I feriti sono in tutto 12, di cui sei gravi e ricoverati in condizioni di assoluta emergenza. Subito dopo l’esplosione, sul posto sono arrivati 80 vigili del fuoco. Per soccorrere tutti i feriti, l’ospedale di Grenoble ha attivato un piano straordinario.
Forti disagi per le forti perturbazioni e il mare in burrasca. A Orbetello caduti oltre 109 millimetri di pioggia nella notte
Ondata di maltempo in Toscana, che ha colpito in particolare la zona di Orbetello (Grosseto) e dell’Isola d’Elba (Livorno). AOrbetello, segnala la protezione civile locale, la scorsa notte, “nella zona nord del comune sono caduti, tra le 21 e le 4 del mattino, oltre 109 millimetri di pioggia“. Il mare in burrasca ha rovesciato due barche al porto di Talamone: sono intervenuti i vigili del fuoco.
“Abbiamo fatto sopralluoghi nella zona di Fonteblanda dove risultava un aumento eccessivo del livello del Fosso del Padule – racconta il consigliere comunale Roberto Berardi sui social – e abbiamo immediatamente avvertito il personale della Bonifica (che ringrazio) intervenuto subito in zona Idrovora”. In azione anche il “servizio piena torrente Osa” che ha superato le due soglie di allarme. A causa dell’avviso di criticità arancione, le scuole di ogni ordine e grado rimarranno chiuse per ragioni di sicurezza.
All’Isola d’Elba disagi per le abbondanti piogge. La strada provinciale 33 della Parata è momentaneamente chiusa al transito per una frana che si è verificata circa un chilometro dopo il Romitorio di Santa Caterina, in direzione Cavo. Sul posto è in corso l’intervento della squadra di operai provinciali del distretto elbano, con la ditta incarica, per la rimozione dei massi e la messa in sicurezza della strada. Il transito sarà riaperto solo dopo il ripristino delle condizioni di sicurezza per la viabilità.
Fermato il conducente. Un testimone ha parlato di un gesto deliberato.
A Monaco di Baviera, in Germania, un’auto ha investito un gruppo di persone che stavano partecipando ad una protesta sindacale indetta dal sindacato tedesco Ver.di. La polizia ha parlato di diversi feriti. Almeno 20, riportano i media, di cui alcuni gravi. Tra le vittime ci sarebbero anche bambini. Le ambulanze sono sul posto. Non si sa ancora nulla dei retroscena dietro il gesto.
Fermato il conducente – Il conducente dell’auto è stato fermato. Lo ha riferito in un messaggio su X la polizia della capitale bavarese. L’operazione è avvenuta nella zona di Dachauer Strasse. L’autista ha potuto quindi essere bloccato sul posto. Non rappresenta più alcun pericolo, ha riferito la polizia, che non ha fornito ulteriori informazioni.
La dinamica – Secondo le prime ricostruzioni, intorno alle 10.30, una Mini Cooper avrebbe accelerato e poi si sarebbe lanciata contro i manifestanti in Seidlstrasse. L’indagine della polizia dovrà chiarire se l’uomo al volante, fermato sul posto dalle forze dell’ordine, ha deliberatamente investito la folla o se ha scambiato acceleratore e freno.
Un testimone – Secondo quanto riportato da BR24, un testimone oculare ha riferito che l’auto ha deliberatamente investito il gruppo di persone.
Una scossa sismica di magnitudo 5.1 è stata registrata alle 18.43 sulla costa croata settentrionale, a una trentina di chilometri a Est dell’isola di Zara (Zadar in croato), e a una profondità di circa dieci chilometri.
La scossa è stata avvertita distintamente anche in Italia: ad Ancona, nel Veneziano e nel Friuli.A Trieste, in particolare, e soprattutto negli edifici della zona alta della città. Non si registrano però danni né a persone né a persone. Si è sentita chiaramente anche in Veneto e nelle Marche.
Frasi pesanti che lo stesso giocatore della Fiorentina ha voluto pubblicare mostrando anche nome e cognome dell’autore
Moise Kean (reuters)
Firenze – “Scimmia”, “Non ci sono negri italiani”, “Scimmia negra”, “Sporca scimmia”, sono soltanto alcuni dei messaggi che l’attaccante della Fiorentina e della nazionale italiana Moise Kean ha ricevuto in maniera privata su Instagram dopo la gara persa dai viola a San Siro contro l’Inter. Frasi che il giocatore ha voluto pubblicare mostrando nome e cognome di chi l’ha attaccato. “Ancora, nel 2025”, ha aggiunto Kean con le emoticons di chi vomita leggendo certe offese.
– “La società viola e tutto il club esprimono la propria vicinanza a Moise Kean, vittima sui social media, al termine della partita disputata contro l’Inter a Milano, di pesanti attacchi a sfondo razzista“. Questa la nota emessa oggi dalla Fiorentina. “Gli autori di tali gesti sono stati segnalati alle autorità competenti“.
Nato a Vercelli da genitori ivoriani – Nato a Vercelli da Isabelle Dehe e Biourou Jean Kean, originari della Costa d’Avorio ed emigrati nel capoluogo piemontese nel 1990. Cresciuto poi ad Asti fin dall’età di cinque anni, dopo che i suoi genitori si erano separati. E’ qui che si innamora del calcio e della musica, tra una partitella per strada e le giornate passate in oratorio dove scoprirà anche il genere freestyle e le battle rap sua grande passione con la pubblicazione a dicembre del 2024 dell’album “Chosen”, il prescelto. Suo padre, Biourou Jean, gli trasmette l’amore per Bob Marley che diventerà l’idolo di Moise tanto da chiamare suo figlio Marley e da indossare degli scarpini da calcio coi colori della Giamaica e in omaggio al cantautore e attivista scomparso nel 1981.
L’esplosione nella Fiorentina – In stagione, con la maglia della Fiorentina, si è ripreso quanto lasciato sul terreno di gioco negli ultimi anni. Con Raffaele Palladino si è ritrovato e Firenze è la sua nuova casa. Sono 15 gol in campionato in una sfida tutta italiana con l’altro attaccante della nazionale Mateo Retegui. In totale sono 20 gol, compreso quello siglato con la maglia azzurra.
L’epicentro a circa 3,4 chilometri a sud ovest di Linguaglossa
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stata registrata oggi, lunedì 10 febbraio, dall‘istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia a circa 3,4 chilometri a sud ovest di Linguaglossa in provincia di Catania. L’epicentro del sisma è stato localizzato a circa due chilometri di profondità. La scossa è stata avvertita alle 14.19. E’ stata sentita anche in diversi paesi dell’Etna.
Altre scosse, di entità più lieve, si erano verificate già in mattinata (9.32 e 12.52) e si sono susseguite anche nel primo pomeriggio (14.21 e 15.06). Al momento non si registrano segnalazioni di danni a cose o persone.
Bruttissime notizie in casa Inter che perde per infortunio Marcus Thuram.Il centravanti francese ha subito una forte contusione alla caviglia nel corso del primo tempo della gara giocata a San Siro contro la Fiorentina e valida per il 24esimo turno della Serie A 2024/25.
L’ex-Borussia Monchengladbach è rimasto acciaccato dopo un contrasto avuto nel corso dei primi 16 minuti della gara contro la Fiorentina e, in particolare, dopo un contrasto al limite dell’area con Parisi in cui, cadendo, è rimasto a terra chiedendo anche il calcio di rigore.
Simone Inzaghi, dopo essere stato informato da Barella del problema accusato da Thuram che non riusciva a correre al meglio al punto dal far temere un problema muscolare, ha prima mandato a scaldarsi e poi ha scelto di sostituire Thuram con Marko Arnautovic al minuto 27′ del primo tempo. Nell’immediato post-partita, intervenendo in diretta ai microfoni di Dazn l’allenatore interista ha poi confermato che le condizioni del francese “sono da valutare“ in vista dell’importantissimo Derby d’Italia contro la Juventus in programma nella prossima giornata, domenica 16 febbraio alle ore 20.45 all’Allianz Stadium di Torino.
Inter, affaticamento per Bastoni: le ultime verso la Juventus
L’Inter batte 2-1 la Fiorentina a San Siro nel posticipo della 24esima giornata di Serie A e si porta a -1 dal Napoli capolista. Nella testa dei nerazzurri c’è già la prossima sfida, il derby d’Italia con la Juventus nel 25esimo turno (domenica 16 febbraio, ore 20.45), con un dubbio: le condizioni di Alessandro Bastoni.
PROBLEMA PER BASTONI – Il difensore nerazzurro, autore del cross da cui è scaturito il corner contestato che ha portato al primo vantaggio della squadra di Simone Inzaghi, è stato sostituito per un problema al 65′, lasciando il campo a Nicola Zalewski. LE CONDIZIONI DI BASTONI – Secondo quanto riferito da Sky Sport, Bastoni potrebbe trattarsi di un affaticamento muscolare. Il giocatore è parso visibilmente in difficoltà, tanto da dover ricorrere in panchina ad un po’ di ghiaccio per alleviare il dolore.
Nelle prossime ore saranno monitorate le sue condizioni, con la speranza dell’Inter di poterlo recuperare immediatamente per la partita con la Juventus.
Inter, Arnautovic ha chiesto il cambio per un problema all’adduttore
Marko Arnautovic era entrato dalla panchina poco prima della mezz’ora della gara contro la Fiorentina al posto di Marcus Thuram costretto a uscire a causa di una contusione alla caviglia. L’attaccante austriaco è stato subito protagonista della gara: al 52’ ha segnato il gol-vittoria con un gran colpo di testa in area avversaria, poi però è stato costretto anche lui alla sostituzione.
PERCHÉ ARNAUTOVIC È STATO SOSTITUITO – Simone Inzaghi infatti l’ha chiamato in panchina al 76º minuto, è stato il giocatore a chiedere il cambio per un problema all’adduttore che gli sta dando diversi problemi da un po’ di tempo, le sue condizioni saranno da valutare per la partita contro la Juventus. Al posto di Arnautovic, l’allenatore per il finale di gara ha mandato in campo Taremi. LE PAROLE DI ARNAUTOVIC NEL POST PARTITA – “È proprio per questo motivo che non gioco tanto – spiega l’attaccante austriaco dopo la vittoria con la Fiorentina – Quando entro con poco riscaldamento c’è sempre qualche problemino. Diciamo che ho sentito qualche crampo, ma penso non sia nulla di grave e di esserci per la partita con la Juventus“.
A Robecchetto alcuni operai avrebbero accusato lievi malori, ma la situazione è sotto controllo. Previste verifiche di Nbcr, Arpa e Ats
Un’ottantina di dipendenti della ditta Conceria Gaietta di Robecchetto con Induno sono stati evacuati nella mattinata di oggi, lunedì 10 febbraio, a causa di una sostanza che sarebbe fuoriuscita all’interno dei laboratori.
Lievi malori per alcuni operai della ditta – L’allarme è scattato poco dopo le 11 di questa mattina. Subito c’è stata l’evacuazione del personale, poi l’accertamento delle loro condizioni. Alcuni operai avrebbero accusato lievi malori. Al momento non si segnalano particolari problemi.
Sul posto Vigili del Fuoco e tecnici: ora le verifiche di Arpa e Ats per risalire all’origine della sostanza – Sul posto sono intervenuti i mezzi dei Vigili del fuoco di Milano. Nel teatro dell’accaduto si sono portati anche gli esperti del nucleo Nbcr, chiamato ora ad individuare proprio l’origine della sostanza, anche grazie alla collaborazione dei tecnici di Arpa e Ats.
Le fiamme si vedono anche dall’autostrada A1, rogo nello stabilimento di Reggio Emilia
L’incendio all’Inalca di Reggio Emilia
I vigili del fuoco di Parma stanno intervenendo con tre squadre per il maxi incendio che si è sviluppato, verso le due di notte, all’interno dell’azienda Inalca di Reggio Emilia, uno stabilimento di lavorazione delle carni. Verso l’una e mezza si è sentita una forte esplosione. Poi le fiamme, che hanno avvolto tutta la struttura. Il rogo, che si è sviluppato per cause in corso di accertamento, sta impegnando numerose squadre del 115 di Reggio Emilia e Parma. Gli operatori sono sul posto per cercare di spegnere le fiamme, che si sono levate alte dall’interno dello stabilimento. L’incendio si vede anche dall’autostrada A1: si è alzata una grossa colonna di fumo.
L’era di Salvatore Bocchetti al Monzasi chiude dopo sette partite e appena tre punti conquistati. Un cambio di allenatore che in casa brianzola non ha funzionato. Il club in mano al gruppo Fininvest rimane in ultima posizione e la salvezza, con il passare del tempo, diventa sempre più complicata.
Alessandro Nesta riprende in mano la squadra brianzola e la ritrova sempre in ultima posizione con 13 punti totali conquistati e una distanza di otto punti dall’Empoli, che occupa la prima posizione utile per mantenere la categoria. Servirà una vera e propria impresa per conquistare la salvezza in Serie A.
Il comunicato del Monza – “AC Monza comunica di aver revocato l’esonero di Alessandro Nesta, che assume nuovamente l’incarico di allenatore della Prima Squadra biancorossa. In bocca al lupo Alessandro!”.
Alessandro Nesta si ritrova una squadra diversa a causa della sessione di mercato invernale che ha privato la formazione brianzola di un giocatore di qualità come Daniel Maldini. Tra gli addi anche Pablo Marì, Djuric e Bondo, mentre si ritroverà volti nuovi come Akpa-Akpro, Palacios, Urbanski, Castrovilli e Zeroli.
AC Monza comunica di aver deciso di sollevare dall’incarico di allenatore della Prima Squadra Salvatore Bocchetti, che ringrazia per il lavoro svolto e a cui augura ogni fortuna per il suo futuro professionale.
Una triste storia di calcio italiano. Quello che sta accadendo nel Girone C di Serie C avrebbe dell’incredibile, se non fosse l’ennesima volta che assistiamo a qualcosa del genere: il Taranto è ultimo in classificae già retrocesso da gennaio, con lo score negativo di -6 punti, dovuto alle continue penalizzazioni causate dalla pesante crisi economica del club pugliese, a un passo dal fallimento
IN CAMPO I RAGAZZINI – Il club però ha deciso di non ritirarsi dal campionatoe sta presentando, weekend dopo weekend, una squadra fantasma: negli ultimi due turni sono arrivatidue 6-0 di fila contro Sorrento e Casertana. Finora il Delfino ha incassato12 sconfitte di fila, subendo 42 reti e segnandone appena 4,ma soprattutto è rimastosenza giocatori, coni titolari che hanno messo in mora il club e fanno sciopero, mentre in campo rimangono i ragazzini delle giovanili, mandati allo sbaraglio. Lo scenario è quello di una proprietà assente, che da mesi non paga gli stipendi, mentre nuovi fantomatici acquirenti compaiono e scompaiono, aleggiando come avvoltoi attorno a una carcassa in decomposizione. ANCHE LA TURRIS– Una storia surreale, a cui la terza serie del calcio italiano ci ha purtroppo abituato, soprattutto al Sud: nello stesso girone anche la Turris sta vivendo una situazione molto simile, con due formazioni sull’orlo del baratro, che probabilmente non riusciranno nemmeno a finire il campionato, falsando la regolarità del torneo.
UN’AGONIA ANNUNCIATA – I pugliesi l’anno scorso avevano raggiunto i playoffe adessoscompariranno con ignominia dal professionismo: problemieconomici e finanziariche sono iniziati sin da agosto, dopo i disguidi legati allo stadio Erasmo Iacovone nella scorsa stagione. Già in ritiro il patronMassimo Giove annuncia il disimpegno, col pretesto dei Giochi del Mediterraneo che avrebbe reso indisponibile l’impianto per quasi due stagioni: il resto è un pianto greco, condue penalizzazioni di fila e alcuni imprenditori presentatisi come salvatori della patria che poi sono spariti. Giove nel frattempo si tiene il club, nei confronti del quale la sua famiglia detiene un importante credito: ora il piano, si fa per dire, è puntare unaretrocessione pilotata sul campo, per ripartire dalla Serie D, con una situazione debitoria di 4 milioni di euro che vanificherebbe comunque tutto. LA PROTESTA DEI TIFOSI – Intanto è arrivatala pesante contestazione dei tifosi (foto pallonateinfaccia), che hanno ritardato l’inizio dell’ultimo match casalingo: gli stessi preferirebbero fallire, liberarsi dell’attuale proprietà e ripartire dall’Eccellenza, anche perché l’alternativa è scivolare addirittura in Promozione, se il fallimento arriverà a giugno a retrocessione in D già sancita. Il giorno clou sarà il 16 febbraio, prossimo termine di pagamento degli stipendi: secondo le norme FIGC,alla seconda scadenza non rispettata scatta l’esclusione dal campionato: senza 350mila euro per quella data, il Taranto verrà cancellato sin da subito.
Antonini attacca: “Il Taranto sta falsando il campionato. Dove sono finiti i soldi incassati”
Il presidente del Trapani Valerio Antoninicontinua a far parlare di sé con le sue esternazioni, e sempre dal profilo X ieri ha attaccato la gestione da parte del derelitto Taranto: “Il Taranto Calcio sta falsando il campionato. Il suo “ex” Presidente dovrebbe essere citato in giudizio da tutti noi Presidenti del girone C per i danni creati rovinando un campionato intero, avendo cominciato la stagione consapevole che non sarebbe arrivato a Natale e mettendo in atto queste finte vendite societarie da prima repubblica.
Sarei curioso di sapere dove sono finiti i 500 mila euro della vendita di Antonini, o i 75,000 euro che ho pagato per Kanoute o quelli pagati dall’Avellino per Ferrara. E così via. Spero che si apra una indagine seria anche per rispetto della Città di Taranto, una delle più importanti nel Mediterraneo per storia e futuro, che non meritava questa fine sportiva indecorosa“
Il sindaco Filippo Sacchetti: “Facciamo incontrare e abbracciare la vittima del vergognosoepiteto e la figlia di chi l’ha pronunciato per far vedere cosa sono il rispetto e la sportività”
Il sindaco Sacchetti
“Come sindaco di una comunità come Santarcangelo e giocatore di Baskin, lo sport per natura più inclusivo che esista, voglio esprimere innanzitutto grande solidarietà alla ragazzina vittima l’altra sera alla palestra Carim di un vergognoso insulto razzista. Un episodio che oltre a provocarmi un fortissimo sdegno mi fa anche e soprattutto interrogare sulla deriva che sta prendendo la società, sul nostro ruolo e sul possibile raggio d’azione delle istituzioni“. Sono le prime parole del sindaco di Santarcangelo, Filippo Sacchetti, dopo l’episodio di razzismo avvenuto l’altra sera alla palestra Carim e che ha visto vittima una ragazzina.
“Come Comune promuoviamo e sosteniamo da sempre progetti e iniziative finalizzate al rispetto e all’inclusione a ogni livello, in primis con e nelle scuole già dalla Primaria, ma guardandomi intorno mi verrebbe da dire che servirebbero forse Corsi di Educazione per adulti e genitori. Sempre più spesso e a ogni livello, gli spalti degli eventi sportivi si trasformano purtroppo in teatri di insulti, offese gratuite a giocatrici e giocatori avversari (anche propri in tanti casi) e purtroppo razzismo che sfocia a volte addirittura in risse in campo e fuori” ha detto il primo cittadino.
“Gli esempi sono tanti, l’ultimo che mi viene in mente ad alti livelli, è quello di Vlahovic preso di mira dai tifosi della Fiorentina con frasi discriminatorie che hanno portato l’arbitro Mariani a sospendere il gioco per due minuti. Anche l’altra sera alla Carim, dopo l’accaduto e l’espulsione da regolamento della vittima che sentendosi chiamare “scimmia” ha scavalcato gli spalti per chiedere conto direttamente alla donna che le inveiva contro, la partita è ripresa e si conclusa. Purtroppo. L’interrogarmi mi porta infatti anche a suggerire questo: mi piacerebbe che il giudice sportivo non omologasse il risultato e facesse ripetere la gara per mandare un segnale forte, consentisse a questa giovanissima che ha sbagliato appunto a termini di regolamento ma ha fatto benissimo a non subire inerme tale vergogna, di concludere il match insieme alle sue compagne e alle avversarie”.
“Il pensiero deve andare infatti a tutte le ragazze sul parquet, perché sono state tutte vittime del comportamento di quella persona che definire tifosa è un’offesa per chi sostiene i valori dello sport. Lo sport è per natura la principale forma di inclusione, io pratico come detto il Baskin che ne è la forma di massima esaltazione e tocco con mano ogni giorno come i ragazzini fin da subito e meglio dei genitori non facciano distinzioni di alcun genere fra compagni di squadra e rivali. Per loro è naturale essere tutti uguali e amici. Le istituzioni, le scuole, le parrocchie, le famiglie dovrebbero accompagnarli tutti insieme in questo percorso di rispetto. In ogni momento della vita” continua Sacchetti.
“Voglio chiudere quindi con un ulteriore auspicio, visto che non è giusto che le colpe dei genitori ricadano sui figli, la messa in campo di una sorta di “giustizia riparatrice” fatta in casa: sarebbe opportuno che le due ragazze, sia quella che ha subito il vergognoso attacco sia l’avversaria figlia della donna che lo ha pronunciato, si incontrassero e abbracciassero per insegnare agli adulti cosa significano veramente le parole rispetto e inclusione“.
I dettagli ufficializzati dalla FIGC: in caso di quarta squadra iscritta diminuiranno le cifre.
In attesa di capire sel’Interlancerà ufficialmente il progetto seconda squadra, laFIGCha pubblicato i criteri e costi di iscrizione delle seconde squadre in vista della stagione 2025/26 di Serie C.
Adempimenti che, per il momento, si riferiscono a Atalanta, Juventus e Milan, le tre società che hanno già investito nell’Under 23 e che porteranno avanti il progetto anche il prossimo anno. Ma quanto costerà il prossimo anno ai club l’iscrizione di una seconda squadra al campionato di Serie C? E come cambiano queste cifre con la presenza di più o meno formazioni Under 23?
Quanto costa seconda squadra, i dettagli sulle date – In particolare, «le società di Serie A che abbiano interesse a candidarsi per l’eventuale integrazione dell’organico del Campionato di Serie C 2025/2026 con le loro Seconde Squadre, dovranno presentare, entro il termine perentorio del 18 luglio 2025, apposita domanda alla FIGC ed alla Lega Italiana Calcio Professionistico».
Quanto costa seconda squadra, le cifre – Da un punto di vista economico, le società di Serie A«per integrare l’organico del Campionato di Serie C 2025/2026 con le loro Seconde squadre, dovranno versare un contributo straordinario alla Lega Italiana Calcio Professionistico di euro 720.000,00».
«Tale importo dovrà essere eventualmente integrato in ragione del numero complessivo delle Seconde Squadre ammesse a partecipare al Campionato di Serie C nella stagione sportiva 2025/2026:
nel caso di una sola Seconda Squadra eventualmente ammessa, con il versamento dell’ulteriore importo euro 480.000,00;
nel caso di due Seconde Squadre eventualmente ammesse, con il versamento dell’ulteriore importo euro 240.000,00;
nel caso di tre Seconde Squadre eventualmente ammesse, con il versamento dell’ulteriore importo euro 120.000,00;
nel caso di quattro o più Seconde Squadre eventualmente ammesse, non sarà dovuto alcun importo integrativo».
Se nella stagione 2024/25Atalanta, Juventus e Milan hanno versato ciascuna 840mila euro, in caso di iscrizione dell’Inter (o di un’altra squadra) le società non saranno costrette a versare un ulteriore importo, con costo che quindi sarebbe pari a 720mila euro per ciascun club.
L’inchiesta è quella che ha portato la procura a chiedere il rinvio a giudizio di una decina di persone tra le quali anche gli ex vertici della Juve nell’ambito dell’indagine “Prisma”.
Il gup di Roma ha accolto la costituzione di parte civile dei circa 200 azionisti, della Consob, del Codacons, del Fondo Libico e dell’Associazione Consumatori nel procedimento in corso nei confronti degli ex vertici della Juventus, per il caso plusvalenze che ha portato – a livello sportivo – a sanzioni per il club bianconero nella stagione 2022/23.
I giudici hanno contestualmente respinto la costituzione di parte civile contro l’attuale assetto societario della Juventus di tutti coloro che avevano formulato tale richiesta ai sensi della Legge 231. L’inchiesta è quella che ha portato la procura, lo scorso 17 luglio, a chiedere il rinvio a giudizio di una decina di persone tra le quali anche gli ex vertici della Juventus nell’ambito dell’indagine “Prisma” arrivata nella Capitale da Torino.
La trasmissione dell’inchiesta a Roma era arrivata dopo la decisione dello scorso 6 settembre dei giudici della Quinta sezione della Cassazione che hanno dichiarato l’incompetenza territoriale di Torino ordinando la trasmissione degli atti ai pm romani del gruppo, coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. A occuparsi dell’indagine i pm Giorgio Orano e Lorenzo Del Giudice.
Nell’inchiesta sono coinvolti, tra gli altri, l’ex presidente Andrea Agnelli, l’ex vice Pavel Nedved, Fabio Paratici e Maurizio Arrivabene. Le accuse, a vario titolo, sono quelle di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e false fatturazioni. In particolare, secondo l’accusa, si ipotizza o plusvalenze fittizie e manovre sugli stipendi dei calciatori durante la pandemia da Covid-19.
Lunedì 10 febbraio 2025
Processo Juventus, terza udienza a Roma: si decide sulle parti civili
Il gup Anna Maria Gavoni renderà nota la sua decisione sulla richiesta di 200 soggetti di costituirsi parte civile durante il processo.
Maurizio Arrivabene, Pavel Nedved e Andra Agnelli (Foto: Simone Arveda/Getty Images)
E’ prevista per questa mattina, presso il tribunale di Roma, la terza udienza del processo nei confronti della Juventus e alcuni dei suoi ex dirigenti in merito all’inchiesta Prisma. Come ormai noto da tempo, sono in tutto una decina gli indagati, fra cui l’ex presidente Andrea Agnelli, l’ex vice Pavel Nedved (ora direttore sportivo dell’Al Shabab in Arabia Saudita), Fabio Paratici e Maurizio Arrivabene.
Ilgup Anna Maria Gavonirenderà nota la sua decisione sulla richiesta di 200 soggetti di costituirsi parte civile durante il processo nei confronti della vecchia gestione del club bianconero. Si va dalla Consob agli azionisti, passando per associazioni di consumatori e fondi diinvestimento.
Le accuse, a vario titolo, contestate nell’inchiesta Prisma sono quelle di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e false fatturazioni. La trasmissione degli atti a Roma era stata decisa dalla Corte di Cassazione che aveva dichiarato l’incompetenza territoriale di Torino.
Le parole del direttore sportivo del club giallorosso: «Ranieri ha voluto essere trasparente perché i tifosi meritano sincerità».
Florent Ghisolfi – Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images
«Ranieri ha voluto essere trasparente perché i tifosi meritano sincerità». Lo ha detto il direttore sportivo della Roma Florent Ghisolfi, intervistato dal Corriere della Sera. «La società ha firmato un settlement agreement con la Uefa nel 2022, a fronte di un deficit importante. Dura per quattro stagioni e questa è la terza, quella più restrittiva. Abbiamo lavorato sul monte ingaggi, facendolo calare di oltre il 20%, anche se alcuni stipendi nella rosa sono aumentati come prevedevano i contratti. Dobbiamo usare la logica per mantenere fede a un programma ambizioso che prevede il centenario del 2027 e il nuovo stadio», ha proseguito il dirigente giallorosso.
«Ci siamo mossi dentro un aspetto finanziario obbligato, che ha portato a 5 cessioni e 5 acquisti. Li abbiamo fatti alla fine perché dovevamo aspettare le strategie degli altri club. Bisognava cedere prima di comprare. Parliamo di un settlement agreement , cioè un accordo privato, tra Roma e Uefa. Per capirci: c’è un limite di velocità a 30 km/h ma noi dobbiamo andare a 20 perché in passato si è andati a 50». «Nomi sul mercato? Lucca non è mai stato un’ipotesi. Cercavamo un vice-Dovbyk e non un titolare. Su Frattesi abbiamo lavorato: con lui, con il procuratore e con l’Inter. Ci siamo andati vicino, tra 4 mesi vedremo se il suo arrivo è realizzabile. Il suo o quello di un centrocampista con le sue qualità».
«L’obiettivo è trovare certezze sostenibili da aggiungere a quelle che abbiamo già: Koné, Dybala, Mancini, Ndicka, Svilar, Paredes che è importante in campo e nello spogliatoio. Con lui stiamo lavorando al rinnovo per un altro anno».
«Noi non chiediamo tempo, perché nel calcio il tempo non esiste. La Roma deve portare gioia e orgoglio ai tifosi. E di gioie in questa stagione — penso al derby — ne abbiamo date poche. Chi dirige questo club dà tutto. Il che non significa che non commettono errori. Ranieri darebbe un braccio per arrivare agli obiettivi che la Roma deve avere. Non parlo di transizione: vogliamo vincere oggi e nello stesso tempo lavorare per il futuro. I Friedkin amano la Roma e il progetto stadio ne è l’esempio più lampante».
«Non vogliamo una squadra soltanto giovane ma un mix che preveda anche esperienza. Cerchiamo soprattutto una cosa: voglia di allenare la Roma, considerarla una prima scelta. Alcuni allenatori sono liberi, altri sotto contratto, alcuni più o meno interessati a venire qui. Per rispetto di Ranieri non mi piace parlare di allenatore futuro. Lui ci ha fatto uscire dalla tempesta.Dopo il Milan gli ho detto che non poteva risolvere tutti i problemi in due mesi e che deve girare a testa alta». «In un contesto normale si cerca di negoziare due anni prima perché farlo all’ultimo alza i costi. Dobbiamo far sì che non si ripeta. Dobbiamo anticipare. Con alcuni giocatori le discussioni sono lunghe e complesse, con molti ragazzi siamo più avanti, se il calciatore non vede la Roma come parte del suo progetto, per noi non c’è problema. La Roma va meritata. Abbiamo ricreato praticamente da zero il settore dello scouting. Potete anche non crederci, ma lavoriamo per costruire il futuro».
Novità in vista per il club nerazzurro tra una modifica dello statuto e la nomina del nuovo CdA della società.
(Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)
Nuova assemblea degli azionisti in vista per l’Inter. I soci del club nerazzurro si riuniranno infatti il prossimo 24 febbraio per deliberare su alcune modifiche dello statuto e sul Consiglio di Amministrazione, come si legge nella convocazione pubblicata oggi.
«I Signori Azionisti – si legge – sono convocati in Assemblea dei Soci il giorno 24 febbraio 2025, alle ore 16:30 (CET), in unica convocazione, presso lo stadio G. Meazza di Milano, sito in 20151 Milano MI, Piazzale Angelo Moratti, con ingresso al Gate 8, per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:
Modifiche agli articoli 6, 8, 9 e 10 dello statuto sociale; deliberazioni inerenti e conseguenti;
Nomina del Consiglio di Amministrazione di F.C. Internazionale Milano S.p.A.; deliberazioni inerenti e conseguenti».
Il tema del Consiglio di Amministrazione dovrebbe riguardare in particolare la sostituzione di Alessandro Antonello, ormai ex amministratore delegato del club nerazzurro, che faceva infatti parte anche del CdA.
Per quanto riguarda lo statuto, invece, gli articoli in questione fanno riferimento nello specifico a:
Articolo 6: trasferimento di partecipazioni nella società;
Tre holding hanno dichiarato bancarotta in Cina con l’obiettivo di giungere ad un accordo sulla ristrutturazione dei debiti.
Zhang Jindong (Insidefoto.com)
Tre holding di proprietà di Zhang Jindong, ex proprietario dell’Inter, hanno dichiarato bancarotta in Cina con un accordo per la ristrutturazione del debito. In particolare, il 7 febbraio il National Enterprise Bankruptcy Reorganization Case Information Network (l’ente che si occupa appunto di bancarotta e riorganizzazioni aziendali) ha infatti annunciato che la Corte Centrale di Nanchino il 26 gennaio 2025 ha accettato la richiesta di riorganizzazione fallimentare da parte di Suning Appliance Group, Suning Holdings Group e Suning Real Estate Group e che nelle prossime settimane andranno in scena i primi incontri con i creditori.
In particolare, si tratta di due holding attraverso cui Zhang Jindong controlla una piccola percentuale in Suning.com, ovverosia Suning Appliance Group (1,4%) e Suning Holdings Group (2,75%), mentre Zhang controlla direttamente il 17,7% di Suning.com.
Inoltre, Suning Holdings Group è la holding attraverso cui la famiglia Zhang controllava l’Inter. «L’Assemblea dei Soci di F.C. Internazionale Milano S.p.A., presieduta da Erick Thohir, ha approvato oggi l’emissione di 3.263.021.485 nuove azioni ordinarie a favore di Suning Holdings Group – si legge nella nota del club nerazzurro nel giugno 2016 -. Tale operazione è parte di un accordo in base al quale, attraverso l’acquisto di azioni ordinarie, Suning Holdings Group acquisirà una partecipazione di maggioranza di F.C. Internazionale Milano S.p.A. (68,55%)».
Per quanto riguarda Suning.com, la società che opera nell’ecommerce e principale azienda di quella che era la galassia degli Zhang, il maggiore azionista è Taobao, che detiene il 20,09% delle azioni (tramite la controllata Hangzhou Haoyue Enterpresi Management). Alle sue spalle come detto c’è Zhang Jindong, mentre tra gli altri principali azionisti il fondo statale Jiangsu Xinxin Retail Innovation Fund Phase II detiene il 17,05% delle azioni, mentre Jiangsu Xinxin Retail Innovation Fund detiene il 5,61%.
Il declino di Suning è legato agli investimenti da parte della società, in gran parte andati perduti: oltre al caso dell’Inter (con Oaktree che ha escusso il pegno dopo che la famiglia Zhang non aveva ripagato un debito da 395 milioni), ci sono anche gli investimenti tra gli altri in Carrefour, Wanda e soprattutto Evergrande, con stime di investimenti per oltre 10 miliardi di euro tra il 2012 e il 2020 in gran parte conclusi negativamente.
La decisione della formazione ospite scuote la Superlig, dopo le polemiche sollevate da José Mourinho nelle scorse settimane
La 22esima giornata della Superlig turca 2024/25 sarà ricordata per la sospensione della sfida tra Galatasaray e Adana Demirspor. Clamoroso quanto successo al 25′ del primo tempo del match in programma al Rams Park di Istanbul, dove la capolista ospitava l’ultima in classifica. I calciatori dell’Adana hanno abbandonato il campo dopo la concessione del rigore in favore di Mertens e compagni.
Clamoroso in Turchia: rigore per il Galatasaray, l’Adana Demirspor abbandona il campo – Bufera in Turchia per il rigore concesso al Galatasaray, figlio del contatto in area tra Semih Gulere Dries Mertens, lanciato verso la porta dell’Adana Demirspor dopo il tentativo di tiro di Victor Osimhen. Il difensore ospite tenta di intervenire prima del belga, ma si accorge di essere in ritardo e pianta il piede sul terreno di gioco. L’ex fantasista del Napoli arriva di gran carriera e lascia lì la gamba, convincendo il direttore di gara a decretare il penalty per i padroni di casa, già in vantaggio di una rete. Da lì, proteste feroci dei calciatori e della panchina dell’Adana, fino alla clamorosa decisione: al 25′ la squadra ha abbandonato volontariamente il campo in segno di protesta, costringendo l’arbitro a sospendere la partita. Per il Galatasaray, si tratta del nono rigore a favore, in una stagione caratterizzata da decisioni arbitrali fortemente contestate dai rivali e, in particolare, da José Mourinho, manager del Fenerbahce che oggi ha battuto a domicilio l’Alanyaspor.
La denuncia dell’assessore regionale all’Emigrazione Maurizio Marrone e della vicecapogruppo alla Camera di Fdi, Augusta Montaruli. Ieri vandalizzata la foiba di Basovizza
Insulti scritti a vernice davanti allatarga in memoria dell’esodo e delle Foibe. È successo in corso Cincinnato a Torino, proprio come alla Foiba di Basovizza a Trieste, a distanza di poche ore dalla fiaccolata degli esuli istriani organizzata dal comitato Torino Ricorda ed a cui hanno partecipato l’assessore regionale all’Emigrazione Maurizio Marrone e la vicecapogruppo alla Camera di Fdi Augusta Montaruli. A denunciarlo, in una nota sono proprio Marrone e Montaruli.
La denuncia – “Ieri sera, come ogni anno – sottolineano- abbiamo camminato per le strade del Villaggio Santa Caterina insieme a centinaia di esuli e comuni cittadini per la tradizionale fiaccolata in onore dei martiri delle foibe. Una fiaccolata, silenziosa e composta, che nonostante la pioggia ha sfilato dalla targa di corso Cincinnato, lungo via Pirano, fino al Giardino Vittime delle Foibe. Oltraggiare la targa degli esuli del Villaggio Santa Caterina, in corso Cincinnato, non vuol dire solo calpestare il ricordo dei martiri delle foibe ma significa oltraggiare l’intera nazione”
“Ciò che è avvenuto a Torino, così come alla foiba di Basovizza, è un atto di gravità inaudita, che non deve restare impunito. Ci auguriamo che i nostalgici delle bande ‘rosse’ di Tito, responsabili di questo ennesimo attacco alla memoria, possano essere individuati al più presto. Già in passato a Torino avevano distrutto le targhe in memoria delle Foibe a colpi di martello. Ci riprovano quest’anno scimiottando i loro compagni di Trieste. La vernice però non potrà mai cancellare il ricordo delle Foibe”, concludono Marrone e Montaruli.
Per ora solo Moratti ha denunciato la truffa da quasi un milione di euro ma il numero delle potenziali vittime sembra destinato a salire
Il gotha dell’imprenditoria e della finanza in Italia. Sono loro i bersaglidel gruppo di truffatoriche ha usatoil nome del ministro della Difesa Guido Crosetto, del suo staff e di un generale per cercare di truffare, con uno stratagemma credibile e articolato, alcuni tra i più grandi imprenditori multimilionari. I loro cognomi famosi fanno parte di un lungo elenco ora nelle mani della procura di Milano che sta cercando di ricostruire la complessa rete del raggiro.
In alcuni casi avevano numeri di cellulare, in altri passavano dalle segreterie. A telefonare era spesso un numero che inizia per 06469, quello del ministero della difesa, altre volte quello di persone esistenti ma completamente estranee. Chi parlava si presentava come generale o componente dello staff del ministro Crosetto, poi era il ministro a parlare, solo che era tutto falso. E se la voce del sedicente Crosetto era identica all’originale significa che forse era filtrata da un software intelligente. Anche quello 06 in chiamata era solo un trucco informatico, Quando hanno provato a chiedergli altri soldi Moratti ha presentato denuncia in procura a Milano, mentre Crosetto lanciava l’allarme rendendo nota la vicenda. Altre 2 denunce sono arrivate da imprenditori che non erano arrivati al punto di pagare.
Il procuratore capo Marcello Viola, il pubblico ministero Giovanni Tarzia e i carabinieri del Nucleo investigativo, sono al lavoro per bloccare i bonifici fatti su conti esteri, anche se pare difficile si riescano a congelare. In tal senso, sono stati attivati tutti i canali di cooperazione internazionale per arrivare a bloccare il denaro, in particolare su un conto europeo.
La truffa in cui viene usato il nome di Crosetto, però, non sembra l’unica. Da Banca d’Italia arriva un invito alla prudenza. “Si sono verificati di recente alcuni tentativi di truffa che utilizzano indebitamente il nome e il logo della Banca d’Italia“, come ad esempio richieste di denaro per liberare giornalisti rapiti all’estero, “con la promessa di una restituzione da parte della Banca d’Italia” si legge in una nota dell’istituto, completamente estraneo a tali richieste. “Si raccomanda di non fornire alcuna risposta e denunciare i casi all’autorità giudiziaria“.
Il corteo composto da una delegazione da Lazio, Emilia Romagna e Toscana
La protesta dei trattori – foto Adnkronos
Torna a Roma la protesta dei trattori, questa è la prima del 2025. Sono stati 23 i trattori arrivati da Torrimpietra nella Capitale. Una parte del corteo, composto da una delegazione di mezzi da Lazio, Emilia Romagna e Toscana, si è prima fermato a Piazza Irnerio e, poi, ha ripreso la via Aurelia per raggiungere gli altri mezzi che si erano fermati al parcheggio di Pam Panorama.
La delegazione è guidata da Salvatore Fais, socio fondatore di Agricoltori italiani. “Sua santità mi aspetta“, si legge su un trattore che manifesta l’intenzione di portare il messaggio al Papa in occasione del Giubileo. Su un altro mezzo è attaccato un cartello con su scritto “ci volevate schiavi, ci trovate ribelli, difesa dell’agricoltura italiana“.
Per evitare che si congestionasse eccessivamente il traffico si era deciso che dentro la città entrasse solo una parte della delegazione. Davanti ai mezzi alcuni agricoltori a piedi guidano il corteo, scortato della forze dell’ordine. Al termine della manifestazione i trattori hanno fatto rientro a Torrimpietra.
Le motivazioni – “Non abbiamo ottenuto nulla dal governo” attacca, parlando con l’Adnkronos Fais. “Le motivazioni sono le stesse dell’anno scorso. L’agricoltura è penalizzata rispetto alle multinazionali e penalizzata dalla burocrazia, costi di produzione alti, nessun intervento sul grano, il problema alluvioni su cui bisogna intervenire…“.
Le richieste dei trattori restano dunque le stesse, altro che dazi: “I dazi non ci preoccupano perché il prodotto italiano è pregiato e ha mercato, il problema semmai è il mercato interno nazionale, il made in Italy costa troppo e va ritrovato il giusto equilibrio tra produttore e grande distribuzione organizzata“, sottolinea Fais.
La scossa è stata registrata a 200 km a sud-ovest di George Town, capitale delle Isole Cayman
Un terremoto di magnitudo 7.6 fa tremare i Caraibi, per i quali è scattata l’allerta tsunami. L’istituto geologico americano (Usgs) ha precisato che l’epicentro è stato individuato a 33 km di profondità a 200 km a sud-ovest di George Town, capitale delle Isole Cayman. Il sisma è stato registrato a mezzanotte e 23, ora italiana, le 18:23 ora locale. Pochi istanti dopo si è verificata un’altra scossa di magnitudo 4,3 con una profondità di 10 chilometri. Secondo il Pacific Tsunami Warning Center, sono interessate dall’allerta tsunami Cuba, Giamaica, Messico, Costa Rica e Haiti, ma anche le Isole Cayman, l’Honduras, le Bahamas, il Belize, Panama, il Nicaragua e il Guatemala. Non si hanno ancora notizia di danni a persone o cose.
Faglie e vulcani – Come riporta l’Usgs, un’ampia diversità e complessità di regimi tettonici caratterizza il perimetro della placca caraibica, che coinvolge non meno di quattro placche principali (Nord America, Sud America, Nazca e Cocos).
Zone inclinate di terremoti profondi (zone Wadati-Benioff), fosse oceaniche e archi di vulcani indicano chiaramente la subduzione della litosfera oceanica lungo i margini dell’America Centrale e dell’Oceano Atlantico della placca caraibica, mentre la sismicità crostale in Guatemala, Venezuela settentrionale e Cayman Ridge e Cayman Trench indicano faglie trasformi e tettonica del bacino pull-apart.
Notable quake, preliminary info: M 7.6 – 209 km SSW of George Town, Cayman Islands https://t.co/uIdsEybY34