Lo fa sapere l’azienda in una nota parlando di “complessità delle condizioni del mercato italiano”. I sindacati: “I lavoratori non possono pagare scelte aziendali sbagliate”
Un piano di riorganizzazione annunciato dopo le voci di un possibile abbandono del Paese da parte dell’azienda. Carrefour Italia ha diffuso una nota in cui presenta un’operazione di riassetto della sede centrale di Milano, pronta a essere avviata. Qui, secondo il comunicato, ci sarebbero 175 esuberi.
“Complessità delle condizioni del mercato italiano” – L’obiettivo è quello di “accelerare ulteriormente il percorso di trasformazione del business, incentrato sul modello del franchising, e rilanciare la sostenibilità finanziaria e commerciale dell’azienda“, scrive la società. La riorganizzazione è una decisione legata “alla complessità delle condizioni del mercato italiano, all’interno del quale il settore della gdo si contraddistingue per una competizione intensa e frammentata, a fronte di un potere d’acquisto in diminuzione e una costante pressione sui margini, determinata da costi energetici, di logistica e aumento dei tassi di interesse“. Insomma, per la parte italiana del colosso francese le cose non vanno bene.
175 esuberi – Sono, dunque, 175 le risorse che verranno tagliate all’interno dell’head quarter, “gestite nel pieno rispetto delle normative vigenti e ricercando soluzioni che garantiscano il minore impatto sociale per i lavoratori coinvolti“, precisa Carrefour Italia.
Secondo i recenti dati, già analizzati da MilanoToday Dossier, dal 2019 al 2023 Gs (braccio operativo di Carrefour Italia) ha sopportato perdite nette cumulate di bilancio pari a 874 milioni di euro. Nel 2024 ci stati altri 93 milioni di euro di perdite.
Le reazioni dei sindacati – “La nota dell’azienda che ha annunciato l’intenzione di licenziare 175 dei circa 700 dipendenti della sede milanese, giunge inaspettata e aggrava un clima già di grande tensione delle ultime settimane“, scrivono i sindacati in risposta al gruppo francese.
“Si tratta di un licenziamento inaccettabile in un contesto di grande tensione che vede da anni Carrefour assumere scelte aziendali sbagliate nel nostro paese, secondo la denuncia di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Milano. Ci muoveremo immediatamente per aprire un confronto con l’azienda per tutelare i dipendenti coinvolti. Chiediamo di garantire l’occupazione e non scaricare sui dipendenti scelte aziendali sbagliate che hanno portato a uno stato di sofferenza economica che perdura ormai da anni. Senza risposte concrete alle nostre richieste, ci riserviamo ogni possibile iniziativa a tutela delle lavoratrici e lavoratori“, concludono.
Disperse 20 ragazze. Trump: “Alluvione terribile e scioccante, ci occuperemo di loro”
Sono almeno 24 i morti accertati a seguito dell’alluvione che ha colpito il Texas nelle ultime ore. Molte le persone disperse dopo che una tempesta ha scatenato quasi 30 centimetri di pioggia poco prima dell’alba di venerdì, facendo straripare le acque del fiume Guadalupe. Tra i dispersi almeno 23 ragazze di un campo estivo femminile. La regione a rischio inondazioni, nota come Hill Country, è costellata di campi estivi secolari che attirano ogni anno migliaia di bambini da tutto lo Stato.
I funzionari statali hanno dichiarato che dalle 23 alle 25 ragazze di Camp Mystic, il campo cristiano lungo il fiume a Hunt, in Texas, risultano ancora disperse. Hanno rifiutato di fornire una stima del numero di persone disperse nella regione, ma hanno affermato che sono in corso massicce ricerche, con 237 persone finora tratte in salvo. “Chiedo alla gente del Texas di pregare seriamente”, ha detto il vicegovernatore Dan Patrick. “Pregate in ginocchio affinché troviamo queste ragazze”.
— Office of the Lieutenant Governor Dan Patrick (@LtGovTX) July 4, 2025
Trump: “Alluvione in Texas terribile e scioccante, ci occuperemo di loro” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito “terribile” l’alluvione che ha colpito il Texas centrale e ha promesso il sostegno federale per le conseguenze del disastro. “È terribile. Le inondazioni? È scioccante. Non si sa ancora quante persone siano morte, ma sembra che alcuni giovani siano morti”, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One mentre si recava al suo golf club nel New Jersey, come riporta la Cnn. Alla domanda se ci saranno aiuti federali, ha risposto: “Oh sì, ci occuperemo di loro. Stiamo lavorando con il governatore. Stiamo lavorando con il governatore. È una cosa terribile”.Almeno 24 persone sono morte nella contea di Kerr, in Texas, dopo che una grave inondazione ha sommerso la zona.
A Texas DPS helicopter conducts arial searches along the Guadalupe River in the wake of a destructive flooding event in Kerrville on Friday July 4, 2025. (Christopher Lee/The San Antonio Express-News via AP)
Proseguono ricerche dispersi in Texas, elicotteri in volo senza sosta – Le ricerche dei dispersi e delle persone coinvolte nell’alluvione nel Texas centrale proseguono senza sosta nelle ore notturne, mentre le autorità statali e locali “restano in assetto di ricerca e soccorso”. Lo assicura il governatore del TexasGreg Abbott, secondo quanto riporta la Cnn. Gli elicotteri dei soccorritori dotati di tecnologia a infrarossi volano nel tentativo di localizzare eventuali vittime, afferma una fonte vicina alle ricerche. Sono almeno 24 le morti accertate e decine i dispersi
Dopo lo scoppio è divampato un grosso incendio. Il fumo visibile anche a molta distanza. Chi era nelle vicinanze è scappato cercando riparo. Un soccorritore: “Sembrava un fungo atomico”
Esplode distributore gpl e benzina a Roma
Paura oggi, 4 luglio, a Roma. Un distributore di gpl e benzina è esploso in zona Centocelle (sud est della Capitale), in via dei Gordiani, dando vita a un grosso incendio. C’è stato un primo boato poco dopo le 8 del mattino, poi un secondo scoppio avvertito anche in quartieri molto lontani. Residenti terrorizzati hanno cercato riparo nel vicino centro sportivo e nel parco. Lo stesso centro sportivo è stato danneggiato. Ci sono oltre venti feriti. Tra loro anche un vigile del fuoco, 9 poliziotti e un carabiniere. Un soccorritore: “Sembrava un fungo atomico”.
Foto da: Roma, esplode un distributore di benzina e gpl in via dei Gordiani: le immagini
Esplode distributore di benzina e gpl a Roma: tre fronti di fuoco in pochi attimi – Secondo le prime informazioni, i vigili del fuoco erano stati chiamati per un camion che aveva urtato una conduttura e poco dopo il loro arrivo c’è stata la prima esplosione. L’onda d’urto ha investito anche i sanitari che erano già presenti sul posto. L’esplosione, inoltre, sarebbe avvenuta mentre era in corso un rifornimento di gpl.La deflagrazione ha poi provocato danni ad alcuni palazzi vicini, mentre le fiamme hanno raggiunto un deposito giudiziario in via Artena, che si trova alle spalle del distributore. Tre, dunque, i fronti di fuoco: il distributore, via Balzani e via Artena.
Foto da: Roma, esplode un distributore di benzina e gpl in via dei Gordiani: le immagini
Fortunatamente ancora prima dell’esplosione, in virtù della segnalazione originaria, i vigili del fuoco avevano già fatto evacuare le persone che erano al distributore e al vicino centro estivo dove c’erano 15 bambini. Questo ha, con ogni probabilità, evitato la strage. “Per ora, per gli elementi che abbiamo, non ci risultano vittime. Poteva andare peggio, è stato quasi miracolo e dobbiamo dire grazie al nostro caposquadra“, ha detto Ennio Aquilino, direttore regionale dei vigili del fuoco.
Chi sono e come stanno i feriti dell’esplosione a Roma – Si parla di almeno 21 persone coinvolte. Ci sarebbero tre ustionati gravi. Sul posto ambulanze provenienti da tutta Roma, squadre dei vigili del fuoco, volontari della protezione civile, la polizia, i carabinieri e gli agenti del gruppo Prenestino della polizia locale.
Tra i feriti ci sono 9 poliziotti, un autista dei vigili del fuoco, un operatore del 118 e uncarabiniere. Sono rimasti feriti anche alcuni passanti. Nella zona di via Romolo Balzani, a poca distanza dall’esplosione, una quarantina di persone sono state soccorse perché intrappolate in un palazzo con le fiamme arrivate fin lì.
“Purtroppo è stato un incendio grave che pare sia disceso da un incidente nella fase di scarico del gpl. Gli operatori di polizia che stavano effettuando l’intervento, come anche altri soccorritori, sono ora stati investiti da quest’esplosione molto forte e ora sono nei vari ospedali. Non mi risultano situazioni di pericolo di vita. Ci sono delle ustioni un po’ per tutti, mi risultano anche 16 civili, tra cui il gestore del distributore ma spero che poi in divenire non arrivino altre notizie“, ha detto il questore di Roma Roberto Massuci.
Un uomo tirato fuori dall’auto in fiamme, è grave – Un uomo è stato salvato dai carabinieri, che sono riusciti a estrarlo dall’abitacolo della sua auto in fiamme. A renderlo noto è stato il maggiore dei carabinieri Andrea Quattrocchi, comandante della compagnia Casilino. “È stato molto importante il tempestivo intervento dei nostri carabinieri che hanno estratto una persona viva da un auto in fiamme: è stata caricata su un’auto di servizio dei carabinieri e condotta al primo all’ospedale più vicino, il policlinico Casilino, dove è ricoverata in gravi condizioni“.
Foto da: Roma, esplode un distributore di benzina e gpl in via dei Gordiani: le immagini
Scatta il piano di emergenza – Per permettere i soccorsi e limitare l’afflusso di persone in zona, in via precauzionale è stata chiusa la fermata della metro C Teano. È stato attivato il piano di emergenza cittadino: allertati tutti i pronto soccorso temendo il massiccio afflusso di feriti.
È stato anche attivato da parte dell’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) il monitoraggio della qualità dell’aria nell’area interessata dall’esplosione. Dopo la deflagrazione si è levata una densa colonna di fumo. L’odore dell’aria nella zona è acre e molti indossano la mascherina.I residenti sono stati invitati a non aprire le finestre.
La Procura di Roma è in attesa delle informative dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine: i magistrati, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, una volta aperto il fascicolo d’inchiesta disporranno accertamenti per chiarire le cause della deflagrazione.
❌#Roma, #esplosione in un distributore di carburante in via dei Gordiani, zona Casilino: coinvolto uno dei #vigilidelfuoco intervenuti. Squadre impegnate a spegnere le fiamme che stanno interessando il deposito giudiziario nella parte retrostante la stazione di rifornimento.… pic.twitter.com/P0zLAzFg3T
Un soccorritore: “Scene mai viste, sembrava un fungo atomico” – “Prima c’era un grande puzza di gas, una coltre bianca a cui nessuno ha dato peso. Poi una prima esplosione e in tanti sono corsi nel circolo sportivo“, la testimonianza di un cittadino riportata da RomaToday.
Un soccorritore, lì sul posto, si è lasciato andare un commento che rende la portata di quanto accaduto: “In 15 anni non ho mai visto nulla del genere. Sembrava un fungo atomico“.
“Siamo stati svegliati da un boato, sembrava una bomba, un attentato“, racconta una donna che vive nella stessa strada dove è avvenuta l’esplosione. “Non abbiamo capito di cosa si trattasse, tutti i vetri hanno tremato. Poteva essere una bomba, il terremoto, non capivamo. Poi dal fumo e abbiamo capito che era un’esplosione” conferma un uomo che abita a poca distanza.
Meloni: “Vicina ai feriti” – “Seguo con attenzione le conseguenze dell’esplosione avvenuta questa mattina in un distributore di benzina nel quartiere Prenestino, a Roma. Ho sentito il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e resto in costante contatto con il sottosegretario Alfredo Mantovano e le autorità competenti per monitorare l’evoluzione della situazione. Esprimo la mia vicinanza a tutti i feriti – tra cui agenti delle forze dell’ordine, vigili del fuoco e operatori sanitari – e rivolgo un sentito ringraziamento a quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso e messa in sicurezza“.
Boato in tutta Roma: esplode un distributore di benzina e gpl. Fiamme altissime e residenti in fuga
Dopo lo scoppio è divampato un grosso incendio. Il fumo visibile anche a molta distanza. Chi era nelle vicinanze è scappato cercando riparo. Ci sono feriti, alcuni hanno gravi ustioni
Esplode distributore gpl e benzina a Roma
Paura oggi, 4 luglio, a Roma. Un distributore di gpl e benzina è esploso in zona Centocelle, in via dei Gordiani, dando vita a un grosso incendio. C’è stato un primo boato poco dopo le 8 del mattino, poi un secondo scoppio avvertito anche in quartieri molto lontani. Residenti terrorizzati hanno cercato riparo nel vicino centro sportivo e nel parco. Lo stesso centro sportivo è stato danneggiato. Ci sono diversi feriti, dei quali non si conoscono le condizioni. Un soccorritore: “Sembrava un fungo atomico”.
Esplosione a Roma oggi: ci sono feriti – Diversi i feriti, si parla di almeno 15 persone coinvolte. Ci sarebbero tre ustionati gravi. Il bilancio è assolutamente provvisorio. Sul posto almeno 7 ambulanze provenienti da tutta Roma, squadre dei vigili del fuoco, volontari della protezione civile, la polizia, i carabinieri e gli agenti del gruppo Prenestino della polizia locale.
Tra i feriti almeno un vigile del fuoco, alcuni operatori del 118 e diversi poliziotti, almeno 8. Sarebbero rimasti feriti anche alcuni passanti. Nella zona di via Romolo Balzani, a poca distanza dall’esplosione, una quarantina di persone sono state soccorse perché intrappolate in un palazzo con le fiamme arrivate fin lì.
Per permettere i soccorsi e limitare l’afflusso di persone in zona, in via precauzionale è stata chiusa la fermata della metro C Teano. È stato attivato il piano di emergenza cittadino: allertati tutti i pronto soccorso temendo il massiccio afflusso di feriti.
❌#Roma, #esplosione in un distributore di carburante in via dei Gordiani, zona Casilino: coinvolto uno dei #vigilidelfuoco intervenuti. Squadre impegnate a spegnere le fiamme che stanno interessando il deposito giudiziario nella parte retrostante la stazione di rifornimento.… pic.twitter.com/P0zLAzFg3T
Parla un soccorritore: “Scene mai viste, sembrava un fungo atomico” – “Prima c’era un grande puzza di gas, una coltre bianca a cui nessuno ha dato peso. Poi una prima esplosione e in tanti sono corsi nel circolo sportivo“, la testimonianza di un cittadino riportata da RomaToday.
Un soccorritore, lì sul posto, si è lasciato andare un commento che rende la portata di quanto accaduto: “In 15 anni non ho mai visto nulla del genere. Sembrava un fungo atomico“.
Sesto San Giovanni continua a fare i conti con gli effetti dei blackout che da giorni colpiscono diverse zone della città. Questa mattina, a Sesto Rondò, la situazione è apparsa particolarmente complessa: residenti e commercianti si sono riversati in strada, alle prese con i disagi causati dall’assenza di energia elettrica.
Interventi straordinari in piazza IV Novembre a Sesto San Giovanni -Davanti al civico 29 di piazza IV Novembre si è vista una scena insolita. Tecnici, agenti della polizia locale, volontari della protezione civile e operatori della Croce Rossa erano impegnati in vari interventi per fronteggiare l’emergenza e cercare di riportare la situazione alla normalità.
Tra le operazioni più particolari, quella di un’ambulanza dellaCroce Rossa che ha trasportato diverse casse d’acqua nell’atrio di un palazzo. Un aiuto indispensabile per far fronte alle alte temperature di questi giorni e per sostenere in particolare le persone più fragili, come anziani e persone con difficoltà motorie.
Senza acqua a causa degli autoclavi bloccati – La distribuzione dell’acqua non è legata solo al caldo estivo. In molti edifici, infatti, si stanno registrando interruzioni nella fornitura idrica perché le autoclavi, fondamentali per portare l’acqua ai piani superiori, sono ferme a causa della mancanza di corrente elettrica. Una situazione che sta creando disagi significativi ai residenti.
L’emergenza a Sesto Rondò si inserisce in un quadro più ampio di blackout a macchia di leopardo che, come ha spiegato nei giorni scorsi l’assessore alle Infrastrutture Antonio Lamiranda, stanno interessando diverse zone di Sesto San Giovanni.
Task force in azione per ripristinare la corrente a Sesto San Giovanni – Per far fronte ai disservizi è stata costituita una task force dedicata, impegnata nella riparazione dei cavi interrati e nelle operazioni di localizzazione dei guasti. Sono state inoltre attivate power station e gruppi elettrogeni per accelerare il ripristino dell’energia elettrica e alleviare i disagi della popolazione.
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La sparatoria è avvenuta alla fine di una festa per il lancio dell’album del rapper di Chicago Mello Buckzz
Sparatoria nella notte aChicago, Illinois. Quattro persone sono state uccise e almeno 14 sono rimaste ferite nei pressi di un ristorante a River North. Lo riporta ABC7 Chicago citando la polizia locale.
La polizia ha riferito che un veicolo scuro è passato davanti alla folla e sono stati sparati dei colpi. Il veicolo si è poi dato alla fuga.
La strage dopo il party di un rapper – Un informatore presente sul posto ha dichiarato che le vittime sono state colpite da colpi di arma da fuoco mentre uscivano da un evento organizzato da un rapper locale. Le vittime sono due ragazzi di 24 e 25 anni e due donne.
Quattro dei feriti sono stati trasportati in ospedale in gravi condizioni.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google 3 morti e 16 feriti in una sparatoria di massa fuori da una discoteca di Chicago: rapporto https://trib.al/R6sNFnK
Gli abitanti della zona raccontano di aver udito diversi colpi di arma da fuoco. La polizia sta ancora indagando, ma una fonte ha riferito a ABC7 che si ritiene siano coinvolti più tiratori.
La sparatoria è avvenuta alla fine di una festa per il lancio dell’album del rapper di Chicago Mello Buckzz, ha riferito al Sun-Times un testimone presente all’interno del locale. Diversi bossoli sono stati visti all’interno e all’esterno del locale. Un testimone ha dichiarato di aver udito almeno due dozzine di spari prima che diversi agenti di polizia si precipitassero sul posto.
La Figc ha escluso la società dal calcio professionistico
Massimo Cellino (LaPresse)
Ultimo atto per il Brescia Calcio: 114 anni di storia davvero al capolinea. The last dance, l’ultimo ballo: nella mattinata di giovedì 3 luglio il Consiglio federale della Figc ha escluso definitivamente la società dal calcio professionistico. Nel comunicato ufficiale della Federazione vengono ricordati gli adempimenti mancati alla scadenza perentoria del 6 giugno scorso, tra cui il pagamento di 1,1 milioni di euro alla Lega nazionale professionisti Serie B del debito scaduto il 31 gennaio, il pagamento degli emolumenti dovuti a tesserati, dipendenti e collaboratori, il versamento di varie ritenute Irpef, il versamento dei contributi Inps e altro ancora. Per tutto questo il Consiglio federale ha deliberato di “prendere atto della intervenuta non concessione alla società Brescia Calcio spa della Licenza nazionale 2025/2026 e della conseguente non ammissione della stessa al campionato di Serie C 2025/2026“.
È la conclusione di un’odissea proseguita per settimane e il cui epilogo era stato purtroppo ampiamente annunciato. Cala il sipario anche sui 13 dipendenti in forza alla società che era guidata dal presidente uscente Massimo Cellino: tutti a casa, inevitabilmente, e gira voce (da confermare) che siano stati licenziamenti semplicemente con una mail.
La questione dello stadio Rigamonti – C’è poi il capitolo stadio, che non è cosa da poco. Mercoledì 2 luglio il presidente Cellino (o suoi rappresentanti) era atteso a Mompiano per la consegna delle chiavi del Rigamonti al Comune di Brescia, che ne detiene la proprietà: non si è presentato nessuno e il termine ultimo per il cambio delle serrature – letterale, non è un modo di dire: la Loggia cambierà tutte le serrature – è stato prorogato a venerdì. Difficile che cambi qualcosa anche in tal senso.
Così la Loggia in una nota diffusa qualche giorno fa: “Il Comune di Brescia comunica che il 28 giugno 2025 il contratto di concessione dello stadio Rigamonti con la società Brescia Calcio si è risolto di diritto.La risoluzione è conseguenza della diffida trasmessa nei giorni precedenti, in seguito alla quale Brescia Calcio ha effettuato un pagamento parziale di 109.096,06 euro, somma corrispondente a una delle due rate previste, come indicato anche nell’oggetto del versamento. Non essendo stato saldato l’intero importo dovuto, il contratto si intende sciolto secondo quanto previsto dall’accordo“. La determina formale di risoluzione è stata notificata il 30 giugno, richiedendo il rilascio e la restituzione dell’impianto per il 2 luglio alle 17(ma come detto, non si è presentato nessuno).
Cos’è successo in queste settimane – È finito tutto in poco più di un mese. Da quando, dopo la salvezza conquistata sul campo all’ultima giornata, il Tribunale federale nazionale (era il 29 maggio) aveva sanzionato il Brescia con 8 punti di penalizzazione, 4 da scontare nella corrente stagione sportiva – dunque con retrocessione immediata – e altri 4 nella prima stagione sportiva utile a decorrere dal 2025/2026, con pene accessorie di 6 mesi di inibizione per il presidente Massimo Cellino e per il consigliere delegato della società Edoardo Cellino. Storia nota: pagamenti mancati, ricorsi e controricorsi, indagini e altro ancora. Sul ponte sventola bandiera bianca.
La nuova vita del Brescia Calcio potrebbe però ripartire da Giuseppe Pasini, patron della Feralpisalò che andrebbe a sostituire l’attuale società (fallita) per consentirle di ripartire almeno dalla Serie C: c’è già stato un primo (e positivo, dicono i bene informati) incontro in Loggia tra la sindaca Laura Castelletti, lo stesso Pasini e Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A. Di certo non finisce qua: l’ormai ex presidente Cellino ha già annunciato battaglia, legale e non. Chi l’ha dura, la vince? Tutti speriamo per il bene del Brescia.
Circa 1.500 persone sono state evacuate dai villaggi e dalle zone turistiche e trasferite a Ierapetra. Circa 200 sfollati sono stati ospitati nel palazzetto dello sport
Immagini dell’incendio
Continua a divampare l’incendio fuori controllo a Creta in Grecia, sulla costa sudorientale, divampato mercoledì pomeriggio in un terreno boschivo vicino a hotel, case vacanze, strutture ricettive e residenze.
Continua a divampare l’incendio fuori controllo a Creta in Grecia, sulla costa sudorientale, divampato mercoledì pomeriggio in un terreno boschivo vicino a hotel, case vacanze, strutture ricettive e residenze.
Le autorità hanno provveduto a evacuazioni di massa di hotel, camere in affitto e abitazioni nel comune di Ferma dopo che venti di burrasca hanno fatto sì che le fiamme si diffondessero rapidamente verso sud. Finora, circa 1.500 persone sono state evacuatedai villaggi e dalle zone turistiche e trasferite a Ierapetra. Circa 200 sfollati sono stati ospitati nel palazzetto dello sport.
Secondo i servizi di emergenza, il fronte dell’incendio si estende ora per almeno sei chilometri, rendendo sempre più difficile il contenimento. Un denso fumo ha avvolto l’area ampia, riducendo in alcuni punti la visibilità quasi a zero.Il fumo si è esteso fino alla spiaggia di Makry Gialos, a 10 chilometri da Achlia a Lasithi.
La strada principale nei pressi dell’insediamento di Agia Fotia è stata chiusa dalla polizia, che ha invitato residenti e visitatori a evitare tutti i viaggi non essenziali a causa della pericolosa qualità dell’aria, del caldo estremo e della caduta di cenere. Nell’insediamento di Agia Fotia, case e immobili in affitto sono stati distrutti e la zona è senza corrente, secondo quanto riportato da fonti locali.
Almeno quattro anziani sono stati ricoverati in ospedale con problemi respiratori causati dall’inalazione di fumo. A scopo precauzionale, le autorità sanitarie hanno messo in stato di allerta tutti gli ospedali di Creta.
Aveva 28 anni, viaggiava con il fratello, anch’egli deceduto nello schianto. Nazionale portoghese, si era sposato appena 10 giorni fa. Lascia tre figli
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Lutto nel mondo del calcio. Il giocatore del Liverpool Diogo Jota è morto in incidente stradale avvenuto in Spagna. Nazionale portoghese, aveva 28 anni e si era sposato appena 10 giorni fa, il 22 giugno, con la fidanzata, Rute Cardoso. I due si erano conosciuti al liceo e avevano 3 figli. Due maschi e una bambina, quest’ultima nata lo scorso novembre.
Nell’incidente è morto anche il fratello di Diogo Jota – L’incidente è avvenuto a Zamora, nel nord della Spagna. In base ai primi accertamenti, la Lamborghini su cui Jota viaggiava con il fratello, 26enne giocatore del Penafiel anch’egli deceduto nello schianto, avrebbe subito lo scoppio di un pneumatico durante un sorpasso, uscendo di strada e prendendo fuoco. Diogo Jota in Spagna stava trascorrendo un periodo di vacanza, in attesa dell’inizio della preparazione con il Liverpool in vista della prossima stagione.
La federazione del Portogallo: “Diogo noto per la sua allegria contagiosa” – “Diogo Jota era molto più di un giocatore fantastico – così in una nota il presidente della Federcalcio portoghese Tiago Craveiro -. Una persona straordinaria, rispettata da tutti i suoi compagni e avversari, dotato di un’allegria contagiosa e un punto di riferimento nella comunità stessa. La scomparsa di Diogo e del fratello André Silva rappresenta una perdita irreparabile per il calcio portoghese e faremo tutto il possibile per onorare la loro eredità ogni giorno”.
Diogo Jota nel giorno del suo matrimonio
Liverpool: “Perdita inimmaginabile” – “Il club è stato informato che il 28enne è deceduto a seguito di un incidente stradale in Spagna insieme a suo fratello Andre. Il Liverpool FC non farà ulteriori commenti in questo momento e richiederà il rispetto della privacy della famiglia, degli amici, dei compagni di squadra e dello staff di Diogo e Andre mentre cercano di fare i conti con una perdita inimmaginabile“, è la nota del Liverpool.
Si tratta di uno strumento che impedisce l’avvio dell’auto se il guidatore non supera un test dell’alito
Nuova stretta sugli automobilisti trovati al volante con troppo alcol in corpo.Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha firmato il decreto che dà l’avvio all’uso degli alcolock, i dispositivi che i recidivi dovranno installare nelle loro auto. Il sistema impedisce l’avvio del veicolo se il guidatore non supera un test dell’alito. Il motore si accenderà solo se il livello di alcol risulterà pari a zero. E questo nonostante alcuni professionisti del settore, periti e carrozzieri in particolare, avessero già espresso dubbi su questa misura contenuta nel nuovo codice della strada. A partire dal prezzo che, dicevano, si aggira intorno ai 2mila euro.
Cosa prevede il decreto firmato da Salvini sull’alcolock – Ma per Salvini non ci sono ragioni. Il vicepremier – annuncia il Mit – “ha firmato il decreto che definisce le caratteristiche e le modalità di installazione del dispositivo alcolock. Questo testo fornisce linee guida precise alle officine autorizzate per il montaggio e agli utenti“. Si tratta, quindi, di una delle novità più significative introdotte dal nuovo codice della strada, in vigore dal 14 dicembre scorso.
Secondo il decreto, l’installazione dell’alcolock nelle vetture è obbligatoria per i conducenti già sanzionati per aver guidato con un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l, configurandosi come una misura chiave per i recidivi, che potranno condurre solo veicoli a bordo dei quali risulti installato tale dispositivo.Il decreto stabilisce che l’alcolock può essere installato su diverse categorie di veicoli adibiti al trasporto sia di persone che di merci e dovrà rispettare gli standard della normativa europea.
Sono previsti obblighi specifici per i produttori, che dovranno fornire istruzioni dettagliate per installazione, uso e manutenzione. Gli installatori autorizzati avranno un ruolo cruciale, dovendo applicare un sigillo speciale per prevenire qualsiasi tentativo di manomissione. In caso di controlli su strada, il conducente dovrà esibire l’originale della dichiarazione di installazione e il certificato di taratura valido del dispositivo.
Sull’imbarcazione c’erano 53 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio, si cercano i dispersi
Almeno quattro persone sono morte e 23 sono state tratte in salvo dopo che un traghetto è affondato mentre era diretto all’isola di Bali, in Indonesia. “I dati relativi al carico del traghetto parlano di 53 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio”, ha dichiarato l’agenzia di soccorso di Surabaya in un comunicato, aggiungendo che l’imbarcazione è affondata intorno alle 23:20 ora locale.
Il colpo è avvenuto alla Lce Cosmetics. Non è ancora chiaro a quanto ammonti il valore del bottino
La tecnica è sempre la stessa. Si piazzano dei mezzi per bloccare la strada e, se va bene, si entra nella ditta per portare via quanto a disposizione in meno tempo possibile. È quello che è successo anche la scorsa notte a Cerro Maggiore. Presa d’assalto la ditta Lce Cosmetics di via Edison, nell’area industriale del comune dell’hinterland di Milano.
Il colpo – Il colpo è avvenuto nella notte tra martedì 1 e mercoledì 2 luglio. La banda di ladri, non ancora identificati, ha piazzato quattro auto rubate sulla strada, impedendo il passaggio di altre vetture. Poi hanno preso un quinto mezzo con il quale hanno sfondato la vetrata di ingresso degli uffici. A quel punto si sono introdotti dentro e hanno svaligiato la ditta. I ladri sono riusciti a fuggire con il bottino. Sul posto sono intervenuto i carabinieri della compagnia di Legnano. Attualmente non è ancora stata quantificata la perdita per l’azienda e il valore (così come le quantità) del bottino.
L’assalto simile – Solo un mese fa la stessa tecnica era stata usata per un assalto in una ditta di logistica a Lacchiarella, divenuto poi una rapina. In quel caso la banda aveva sbarrato la strada con camion e chiodi sull’asfalto, aveva appiccato un incendio, ma non era riuscita nel furto ed era fuggita senza nulla.
S.N. marocchino di 29 anni era caduto da 7-8 metri facendo opere su un tetto. L’immobile in questione è a Mira, in via Maestri del Lavoro, al rifacimento della copertura stava lavorando una ditta con titolare straniero. Il ferito è in prognosi riservata
Il sospetto che il giovane con il torace schiacciato, trovato a una fermata del bus a Mestre mercoledì, fosse stato scaricato dopo un incidente sul lavoro era fondato. I carabinieri chiamati dal Pronto soccorso dell’ospedale all’Angelo dopo la segnalazione dei passanti, hanno verificato che l’uomo, S.N. marocchino di 29 anni, era caduto dall’alto facendo dei lavori su un tetto. L’immobile in questione è a Mira, in via Maestri del Lavoro, dove ha messo la sua sede l’attività delle lavanderie industriali. Il legame tra i lavori sulla copertura dell’edificio e la lavanderia stessa li stanno ancora accertando i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro (Nil). A quanto risulta, sarebbe stata chiamata una ditta esterna con proprietario straniero per l’appalto di rifacimento del tetto che presentava delle infiltrazioni. Ad affidare i lavori avrebbe provveduto la proprietà dell’immobile che è diversa da quella delle lavanderie. Perché queste ultime gestiscono solamente l’impresa su quelle mura, mentre lo stabile è di altrui proprietà. Le lavanderie di via Maestri del Lavoro a Giare di Mira non chiariscono se abbiano commissionato o no quegli interventi. Può darsi avessero segnalato i problemi al tetto concordando le opere con la proprietà.
Comunque, sulla ditta terza che avrebbe avviato un “cantiere” sul tetto – sono appena visibili gli allestimenti – stavano facendo accertamenti i militari del Nil, così come sull’esistenza di un contratto di lavoro per l’uomo salito su una macchina dopo l’incidente e scaricato sulla Castellana sotto alla tettoia di una fermata dell’autobus con le costole rotte, traumi al torace e lesioni. Ora il 29enne marocchino è ricoverato in reparto a Mestre, in prognosi riservata, e ancora sotto osservazione. I passeggeri del bus lo hanno trovato seduto, non steso sulla panca. Non parlava in lingua italiana né poteva rispondeva quando gli hanno chiesto: “Sei ferito? Ti è successo qualcosa?“. Però faceva capire di avere dei dolori al petto e mostrava le lesioni sul corpo. I passanti hanno capito che stava male e hanno chiamato il Suem 118. L’uomo, trasferito al Pronto soccorso dell’Angelo è stato raggiunto dai carabinieri allertati dai medici perché quei traumi da caduta e schiacciamento poco avevano a che fare con un malore e davano l’impressione di essere i segni di un incidente. Cercando di comunicare con il marocchino ferito, attraverso un interprete e per come poteva, visto che era in stato confusionale, i carabinieri hanno avviato le indagini risalendo a via Maestri del Lavoro a Mira, da dove un’auto era partita con lui a bordo per poi lasciarlo ferito alla fermata.
Ora l’uomo è sotto osservazione, ricoverato in reparto. Il trauma al torace comporta controlli ai polmoni e a tutti gli organi interni coinvolti nella caduta, che potrebbe essere avvenuta almeno da sette o otto metri d’altezza: l’equivalente di un secondo piano. Sempre dalle prime informazioni, mentre lavorava non avrebbe avuto protezioni né ci sarebbe stata un’impalcatura a garantire la sicurezza, ma su questo i carabinieri stanno facendo delle valutazioni in base al tipo di lavoro. Per ora tutta l’area dei lavori sul tetto è stata sospesa per irregolarità. Il sindaco di Mira, Marco Dori, che ha espresso preoccupazione e indignazione ha fatto sapere che si attiverà per capire le varie responsabilità. «Siamo di fronte a un misto esplosivo di illegalità, sfruttamento e disprezzo per la dignità umana – hanno commentato i sindacati Cgil, Cisl e Uil e il Partito Democratico – È una scena disumana e un’umiliazione per il lavoro che non possiamo accettare».
Il tecnico pretende chiarezza, accanto a lui Lautaro e Thuram. La società ha apprezzato l’autorità dell’allenatore, che servirà quando ci si ritroverà ad Appiano
Una riunione, necessaria e doverosa, dopo la tempesta di Charlotte. Prima di partire, l’Inter si è parlata a viso aperto, senza sconti, ed è già un primo passo per ritrovare il sereno: ovviamente non può essere l’unico perché le ferite del post-Fluminense sono pesanti e andranno curate in profondità. Il confronto in hotel è stato voluto direttamente da Cristian Chivu, allenatore e guida dello spogliatoio, alla presenza dell’intera squadra, in testa Lautaro, l’uomo che ha scatenato la valanga dopo la partita. E, vicino al capitano, Marcus Thuram, l’altro pezzo della ThuLa, che nella disfida con Hakan Calhanoglu si è schierato (via social) dalla parte del turco.
Come detto pubblicamente dal presidente Beppe Marotta, era soprattutto il turco l’obiettivo dell’argentino furibondo (“chi vuole andarsene, vada via…”). La successiva risposta su Instagram di Hakan era stata particolarmente appuntita (“un vero leader non cerca colpevoli”) e aveva raccolto il like, tutt’altro che casuale, del francese. Di questo e del malessere esploso dopo l’eliminazione Mondiale si è parlato a fondo: Chivu ha voluto e ottenuto un chiarimento collettivo e non solo tra Thuram e Lautaro. Nello specifico, diversi senatori del gruppo hanno preso la parola e si sono confrontati su questo complicato momento interista cercando di trovare una sintesi per andare avanti. Le vacanze aiuteranno a chiarire meglio le idee e a riposare nervi e muscoli, ma intanto è stata apprezzata l’autorità di Chivu, che servirà quando ci si ritroverà ad Appiano: il tecnico romeno ha frequentato spogliatoi di ogni tipo, anche molto tempestosi, e gestito crisi simili. Quanto e come la ThuLa sarà connessa come nei tempi migliori in campo si vedrà presto, intanto un primo mattoncino per ripartire nel migliore dei modi è stato messo: l’Inter considera, infatti, la riunione molto costruttiva.
La società biancorossa non vede l’uscita di scena di Fininvest, la holding della famiglia Berlusconi, che rimarrà in possesso del 20% che sarà ceduto però entro un anno.
Pier Silvio Berlusconi (Foto: Nicolo Campo / Insidefoto)
Il Monza passa ufficialmente nelle mani statunitense. È stato infatti firmato l’accordo per la cessione del Monza da Fininvest al fondo americano Beckett Layne Ventures, con l’ufficialità arrivata poco dopo in un comunicato.
Secondo i contratti siglati fra Fininvest e la cordata guidata daBeckett Layne Ventures, società di venture capital con sede a Larchmont, nello Stato di New York. Il valore complessivo dell’operazione si dovrebbe aggirare intorno ai 45 milioni di euro: si tratta di un valore pari a circa lametà del fatturato nel bilancio al 31 dicembre 2024, pari a circa 85,7 milioni di euro.Una valutazione su cui pesa in particolare la retrocessione in Serie B del club brianzolo al termine della passata stagione. Tra i protagonisti della cordata statunitense figura anche Brandon Berger, ex responsabile del marketing del Chelsea.
L’operazione è strutturata in un primo trasferimento dell’80% delle quote, mentre il restante 20% sarà ceduto a distanza di 12 mesi dalla holding della famiglia Berlusconi.
Inoltre, è notizia di oggi, nell’operazione compaiono anche alcune importanti famiglie imprenditoriali brianzole, tra cui gli Agrati, attivi nel settore dei sistemi di fissaggio e componentistica per l’automotive, e i Fontana, a capo di un gruppo internazionale specializzato nella costruzione di stampi e nella produzione di carrozzerie in alluminio.
Di seguito il comunicato dell’ufficialità: «Fininvest e Beckett Layne Ventures (Blv) hanno sottoscritto, in data odierna, un accordo per la cessione del 100% del capitale sociale dell’Ac Monza a favore di Blv. L’operazione prevede un primo trasferimento dell’80% delle quote entro l’estate, mentre il restante 20% sarà ceduto entro giugno 2026. Fino a quel momento, Fininvest manterrà una rappresentanza nel consiglio di amministrazione del club, in linea con la propria quota di partecipazione residua. Beckett Layne Ventures, con sede negli Stati Uniti e guidata da Brandon Berger, è un partner finanziario e consulente strategico per aziende attive nei settori dello sport, dei media e dell’intrattenimento. Il team di Blv, insieme ai propri partner e advisor, tra cui Mauro Baldissoni (per diversi anni figura apicale della AS Roma), vanta una solida esperienza nello sport professionistico, con un focus particolare sul calcio europeo».
A Milano, dopo il cedimento di un’insegna alla torre Hadid, lo shopping district di Citylife è stato transennato e interdetto al pubblico. La struttura, del perso di oltre 170 tonnellate, sarà smontata e portata via a pezzi con gli elicotteri, per poi essere sostituita
Negozi e uffici chiusi, lo shopping district transennato e interdetto al pubblico, mentre a 177 metri di altezza gli operai lavorano per mettere in sicurezza l’intera piazza. Si presenta così piazza Tre Torri il giorno dopoil crollo dell’insegna in cima al grattacielo che ospita la sede di Generali. La struttura ha ceduto ieri, lunedì 30 giugno, per cause ancora da chiarire, ma l’ipotesi più verosimile è che si sia verificato un improvviso cedimento strutturale a uno dei piloni che sorregge la gigantesca scritta.
“Hanno detto che potrebbe essere stato il calore – spiega un lavoratore dello shopping district, che ha chiesto di non comparire in video -. Io però penso sia improbabile. Con il caldo di questi giorni il metallo può superare anche i 100 gradi, ma non è abbastanza per fondere l’acciaio. Ora la piazza resterà probabilmente chiusa per una settimana. I lavoratori sono tutti in smart working. Dovranno smontare la scritta e rimuoverla a pezzi portandola via con gli elicotteri. Pesa più di 170 tonnellate, sarebbe impossibile fare altrimenti“.
A smentire l’ipotesi di un cedimento dovuto all’ondata di calore degli ultimi giorni è stato anche il comandante ingegnere dei vigili del fuoco Calogero Turturici, durante la conferenza che si è svolta nel comando di Milano martedì 1 luglio, spiegando che il distacco sarebbe stato provocato dal cedimento di una struttura reticolare che sostiene una delle due insegne.“Non sembra ci siano state ripercussioni sul resto della torre. La struttura metallica, dal peso di centinaia di tonnellate, si è sdraiata sulla copertura perché qualche vincolo che la sosteneva è venuto meno, ne abbiamo messi di nuovi. Le cause possono essere molteplici, vanno approfondite: non abbiamo mai parlato di temperature elevate”. Al termine dei lavori di messa in sicurezza, ha aggiunto Turturici, “sarà rilasciata la certificazione di sicurezza da un professionista“, necessaria per far riaprire al pubblico lo shopping district di Citylife. Secondo il comando dei Vigili del Fuoco, l’intero complesso potrebbe riaprire già nella giornata di domani, mercoledì 2 luglio. Nel tardo pomeriggio dimartedì 1 luglio è stata invece riaperta la fermata Tre Torri della linea M5, chiusa per motivi di sicurezza.
Crollo insegna Generali. Che cosa potrebbe riaprire e quando
I vigili del fuoco hanno spiegato il loro intervento su Torre Generali. In attesa della certificazione, poi si potrà capire quando e che cosa riaprire
Insegna Generali (LaPresse)
Entro la serata di martedì 1 luglio saranno completati gli interventi di messa in sicurezzadell’insegnadi Generali, in cima al grattacielo Hadid a CityLife. Lo ha affermato Calogero Turturici, comandante del comando dei vigili del fuoco di Milano, durante una conferenza stampa martedì pomeriggio per aggiornare la stampa sull’intervento. Smentendo anche l
Secondo quanto ha affermato Turturici, l’insegna è crollata in seguito “a un cedimento di una struttura reticolare che sostiene una delle due insegne, ma non sembrano esserci pesanti ripercussioni“. La messa in sicurezza è consistita, tra l’altro, nella realizzazione di “vincoli sostitutivi“. L’insegna, ha detto Turturici, “è stata sdraiata sulla copertura perché qualche vincolo è venuto meno e la soluzione è stata di ripristinarli”. Nell’occasione sono stati effettuati interventi anche per le strutture di sostegno della seconda insegna, sull’altra facciata del grattacielo: “Non sappiamo se c’è un rischio concreto, ma è un ulteriore sostegno per puntellare”, ha aggiunto il comandante
Quando potrebbero riaprire la torre e il centro commerciale – Infine, le prospettive. “Dopo che saranno rilasciate le certificazioni dal direttore dei lavori di messa in sicurezza urgente, da lì si potrà capire cosa aprire”, ha detto Turturici riferendosi alla torre stessa, alla piazza e al centro commerciale, mentre la stazione Tre Torri della M5 è stata già riaperta. La certificazione dovrebbe arrivare nella serata di martedì. In questo caso, almeno la piazza potrebbe riaprire nella giornata di mercoledì. Finché non si avrà la certificazione, comunque, nulla si può dire in proposito.
Indagine per crollo colposo – I vigili del fuoco e l’azienda Generali hanno confermato che non ci sono stati danni a persone o a edifici circostanti. A cedere è stata la struttura interna tubolare dell’insegna, alta circa 15 metri e ancorata sull’ultimo piano dell’edificio. Le cause sono da chiarire, c’è chi ha parlato delle alte temperature che avrebbero messo a dura prova l’impianto. Proprio nella serata di ieri è stata effettuata una ricognizione aerea con droni per avere un quadro più chiaro. Le foto e i video verranno inseriti tra gli atti dell’inchiesta: la procura di Milano è pronta ad aprire un fascicolo d’indagine per crollo colposo in mano alla pm Francesca Celle. Si sta valutando se procedere con il sequestro della Torre o di parte di essa.
La vicenda a Tezze sul Brenta, in provincia di Vicenza
A Tezze sul Brenta, in provincia di Vicenza, due operai che stavano lavorando in una buca – alle 15.30 circa – sono stati colti da malore, probabilmente a causa del caldo. Uno dei due uomini è finita in coma: i soccorsi arrivati sul post hanno intubato il lavoratore e lo hanno trasportato in elicottero all’ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa.
Emergenza caldo – L’Italia e il resto dell’Europa sono alle prese con un’ondata di calore senza precedenti. Quarantatre gradi in Spagna (dopo i 46 di sabato)e nel sud del Portogallo
Quaranta gradi in Francia e Italia, in particolare in Toscana e nelle zone interne della Sardegna. Ma anche in Lombardia dove un’ordinanza del presidente Attilio Fontana, prevede dal 2 luglio e fino al 15 settembre, lo stop dell’attività lavorativa all’aperto tra le 12:30 e le 16:00 nelle aree edili, cave, aziende agricole e florovivaistiche nei giorni in cui sarà segnalato su workclimate un livello di rischio ‘alto’.
Nel pomeriggio di ieri, una donna di 53 anni è morta a Bagheria, in provincia di Palermo, mentre passeggiava in via Aiello. Secondo quanto si apprende, la donna, che soffriva di patologie cardiache, è stata colta da malore per il gran caldo, perdendo i sensi e svenendo sul marciapiede. Per la signora non c’è stato nulla da fare. La salma è stata restituita alla famiglia per celebrare i funerali.
CALDO RECORD IN EUROPA
Gli effetti della canicola sulla salute
Alessandro Miani, presidente della Società Italianadi medicina ambientale
“Temperature eccessivamente elevate possono provocare disturbi lievi come crampi, svenimenti, edemi, ma anche problemi gravi,dalla congestione alla disidratazione, aggravando le condizioni di salutedi persone con patologie cronichepreesistenti” Alessandro Miani, presidente della Società Italianadi medicina ambientale
I rischi a cui prestare attenzione
Insolazione:
Determina anche eritemi e ustioni
Crampi, Edema:
Ritenzione idrica negli arti inferiore e vasodilatazione periferica prolungata
Congestione Disidratazione Colpo di calore
Malessere generale, mal di testa, nausea e vertigini
L’aumento delle temperature provoca “un surriscaldamento e la dilatazione dei cavi elettrici, senza contare l’utilizzo dei climatizzatori che sovraccaricano la rete”
Diverse zone della città di Bergamo sono rimaste senza corrente nel pomeriggio di oggi, martedì 1 luglio.Semafori spenti, gente chiusa in ascensore, allarmi impazziti, centralini della Polizia locale e dei vigili del fuoco roventi.Il blackout è stato generato da un guasto alla rete elettrica di media tensione, alla quale stanno lavorando i tecnici di Enel ormai da diverse ore.
In mattinata la corrente era saltata in Città Alta, lasciando abitazioni ed esercizi commerciali senza elettricità per circa un’ora. Nel primo pomeriggio invece, il blackout ha interessato il centro città e la zona dello stadio, pare per una causa indipendente dalla prima. La corrente va e viene, ma tutto dovrebbe tornare alla normalità già in serata.
Probabilmente il guasto, fa sapere Enel, è dovuto alle alte temperature di questi giorni, “che provocano un surriscaldamento con conseguente dilatazione dei cavi”. Problema al quale si aggiunge “il sovraccarico della rete dovuto ai numerosi impianti di aria condizionata” sparati al massimo per rinfrescare case, uffici e negozi.
La Polizia locale si è subito attivata per regolare il traffico, dato che numerosi semafori hanno smesso di funzionare. Decine di agenti sono impegnati negli incroci più trafficati. Anche il centralino dei vigili del fuoco è preso d’assalto: la maggior parte delle richieste arriva da persone che sono rimaste intrappolate negli ascensori.
Il caldo intenso ha investito tutta l’Europa. In Italia le Regioni cercano di prevenire i malori di chi lavora all’aperto: in Lombardia, dal 2 luglio e al 15 settembre, sarà vietata l’attività lavorativa all’aperto tra le 12:30 e le 16 nelle aree edili, cave, aziende agricole e florovivaistiche. Lo prevede un’ordinanza del presidente della Regione, Attilio Fontana, dopo una riunione con le organizzazioni sindacali e i datori di lavoro convocata dall’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, in merito al caldo record degli ultimi giorni. Il divieto sarà in vigore nei giorni in cui sarà segnalato un livello di rischio “alto“ sulla mappa aggiornata sul sito www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/.
Fontana: “Priorità è tutelare la salute dei lavoratori” – “La nostra priorità è la tutela della salute dei lavoratori – ha detto Fontana -, soprattutto in momenti come questi in cui il caldo diventa particolarmente insopportabile. L’ordinanza rappresenta un passo importante per garantire che le attività produttive si svolgano nel rispetto delle condizioni di sicurezza e salute“. Sono escluse dall’applicazione del divieto le attività urgenti e di pubblica utilità, purché siano adottate tutte le misure di prevenzione previste.
Le attività escluse dall’ordinanza – Il divieto non si applica alle pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio, ai loro appaltatori, agli interventi di protezione civile e di salvaguardia della pubblica incolumità. L’ordinanza sarà trasmessa ai Prefetti, ai sindaci dei Comuni lombardi, alle Ats, Asst, alle organizzazioni sindacali, ai rappresentanti delle imprese e delle associazioni di categoria, affinché vengano adottate tutte le misure necessarie. “Continueremo a monitorare attentamente la situazione e ad adottare tutte le misure necessarie” ha concluso Fontana.
Le 13 Regioni che hanno adottato provvedimenti anti-caldo – Non solo la Lombardia. Ad adottare provvedimenti contro il caldo record sono state anche Abruzzo, Emilia-Romagna, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana. Sono quindi in tutto 13 le Regioni che hanno emanato ordinanze volte a evitare che nei giorni di afa i lavoratori siano costretti a fare lavori fisicamente impegnativi sotto il sole cocente. Lo stop comunque scatta soltanto quando c’è un rischio alto di temperature torride, ossia in caso di bollino rosso, e la durata varia da Regione a Regione.
Le raccomandazioni dell’Oms – Dall‘Oms arrivano poi le raccomandazioni per contrastare le ondate di calore: evitare di esporsi al caldo nelle ore centrali della giornata, mantenere la casa fresca, rinfrescare il proprio corpo, tenersi a contatto con chi è vulnerabile sono le quattro raccomandazioni dell’Oms.
In Francia è scattato l’allarme caldo, per le temperature che raggiungeranno anche i 41 gradi: l’agenzia meteorologica francese Meteo France ha lanciato l’allerta rossa per ondata di calore in 16 regioni. Nella capitale francese il caldo estremo ha portato alla chiusura della cima della Torre Eiffel almeno fino a domani, 2 luglio, mentre in diverse zone oltre 1.300 scuole resteranno parzialmente o totalmente chiuse.
Il numero verde per assistere la popolazione – L’episodio di caldo torrido dovrebbe raggiungere il picco a metà settimana, con punte a 41 gradi. Intanto, il governo di Parigi ha attivato un numero verde gratuito “Canicule Info“, per assistere la popolazione.
In Spagna toccati i 46 gradi – Il caldo intenso ha investito tutta l’Europa, con temperature record oltre i 40 gradi dalla Francia alla Germania, dalla Grecia alla Spagna. In Spagna sabato scorso i termometri di El Granado a Huelva, nella regione meridionale dell’Andalusia, hanno raggiunto i 46 gradi, un livello mai registrato prima in questo periodo dell’anno superando il precedente primato di 45,2 registrato a Siviglia nel 1965, segnala l’Agenzia statale di meteorologia Amet. L’ondata eccezionale di caldo ha avuto già effetti tragici a Barcellona, dove è stata avviata un’indagine sulla morte di una dipendente dei servizi di pulizia comunali, di 51 anni, avvenuta sabato dopo aver ultimato il suo turno di lavoro.
Diversi gli interventi dei vigili del fuoco nella zona centro-nord della città
Cali di tensione e sistemi elettrici dei condomini che faticano a reggere. Nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio i vigili del fuoco di Milano sono intervenuti a causa di diverse segnalazioni di ascensori bloccati.
Sistema elettrico sovraccarico . Secondo quanto riferito, la situazione è stata critica nella zona centro-nord della città da dove è arrivata la maggior parte delle richieste di intervento per ascensori bloccati “per problemi di energia elettrica“.
È molto probabile che si sia verificato un blackout localizzato, causato da un sovraccarico della rete elettrica specialmente nelle ore notturne quando i condizionatori e altri dispositivi restano accesi per contrastare le temperature roventi di questi giorni. Questo tipo di interruzione può bloccare gli ascensori, che si fermano automaticamente per sicurezza.
Informazioni e supporto per i residenti – Sul portale Unareti è a disposizione dei cittadini un motore di ricerca, attraverso cui è possibile ricevere informazioni in tempo reale sulla propria utenza. Le stesse informazioni sono consultabili anche inviando un messaggio – specificando il proprio indirizzo di fornitura – via sms o Whatsapp al numero 339.9958463o all’account telegram @unareti_bot.
La Commissione di Controllo, Etica e Disciplina (CEDB) della UEFA ha emanato pochi minuti fa un comunicato che riguarda i fatti di Fiorentina-Betis, semifinale di ritorno dell’ultima Conference League. Il massimo organismo calcistico europeo ha deciso di chiudere parzialmente lo stadio in cui la squadra viola giocherà le prossime due partite europee, quindi il playoff casalingo della successiva Conference League (21 e 28 agosto le date) e l’eventuale prima giornata del maxi-girone, oltre che di infliggere tre multe dal totale di 82.500 euro: tutto questo per punire il lancio di fumogeni avvenuto al Franchi lo scorso 8 maggio nella gara di ritorno con gli spagnoli, oltre che “per l’ostruzione dei passaggi pubblici” e “per la condotta scorretta della sua squadra”, si legge nel comunicato della UEFA. Questo il dispositivo:
Partita: ACF Fiorentina-Real Betis Balompié (2:2), 08.05.2025, UEFA Conference League 2024/25
Accuse contro l’ACF Fiorentina:
Condotta impropria della squadra (5 o più giocatori), Art. 15(4) DR
Blocco dei passaggi pubblici, art. 38 SSR
Lancio di oggetti, art. 16(2)(b) DR
Accensione di fuochi d’artificio, art. 16(2)c DR
Disordini della folla, Art. 16(2)(h) DR
Decisione: – Il CEDB ha deciso:
– Di ordinare l’esecuzione della misura disciplinare sospesa imposta dalla Commissione di Controllo, Etica e Disciplina UEFA nella sua decisione del 24 marzo 2025 (DC 39929) per il lancio di fuochi d’artificio, vale a dire di ordinare la chiusura parziale dello stadio dell’ACF Fiorentina (vale a dire i settori S01, S02, S07 e S08) durante la prossima (1) partita della competizione UEFA in cui l’ACF Fiorentina giocherà come club ospitante) , in conformità con l’articolo 26 (3) del Regolamento Disciplinare.
– Di infliggere all’ACF Fiorentina una multa di 50.000 € e di disporre la chiusura parziale dello stadio dell’ACF Fiorentina (ossia i settori S01, S02, S07, S08, S09, S10) per un’ulteriore (1) partita di una competizione UEFA in cui l’ACF Fiorentina giocherà come club ospitante, per accensione di fuochi d’artificio, lancio di oggetti e disturbo della folla.
– Multare l’ACF Fiorentina di 28.000 euro per l’ostruzione dei passaggi pubblici.
– Multare l’ACF Fiorentina di 4.500 euro per la condotta scorretta della sua squadra.
Gli incendi a Fiumicino – Un vasto rogo di sterpaglie ha colpito la zona diPiana del Sole, nelle vicinanze dell’aeroporto di Fiumicino. Dalle 13 circa, sono operativi sei Aps, tre autobotti, più il funzionario di servizio e Capo Turno Provinciale dei vigili del fuoco in Via Geminiano Montanari, 42. A causa della vicinanza dell’aeroporto e dell’impiego di alcuni mezzi aeroportuali, lo stesso è stato declassato. Sul posto anche i Tas e Sapr per la mappatura del sito e rilievi fotografici dall’alto. Sempre nella stessa zona, un altro incendio di sterpaglie è divampato in via di Malnome, non lontano da Ponte Galeria. Sul posto i vigili del fuoco. Non risultano feriti. Proprio per l’intervento dei vigili del fuoco la circolazione ferroviaria è sospesa, sulla linea Orte – Fiumicino Aeroporto, tra Roma Ostiense e Fiumicino Aeroporto.
🔥 Incendio in atto sulla Roma – Fiumicino uscita Civitavecchia. Video di Massimiliano Graux. pic.twitter.com/uwrY8PJO4X
— Italia 24H Live 🔴 – Notizie dall'Italia (@Italia24HLive) June 30, 2025
Treni interrotti, chiuso lo svincolo dell’A12 – Sulla A91 Roma-Fiumicino è temporaneamente chiuso lo svincolo per l’autostrada A12 a causa di un incendio divampato all’altezza del km 1,100 dell’autostrada A12. Lo fa sapere Anas spiegando che sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco, dell’Anas e delle forze dell’ordine per la gestione della viabilità per consentire il ripristino della normale viabilità nel più breve tempo possibile. Chiusa via Usini tra via Portuense e via di Ponte Galeria e via di Castel Malnome, da via Antonio Tadini, per garantire la sicurezza della circolazione stradale.
Interrotti anche i treni nella tratta Roma Ostiense-Fiumicino.
Problemi di connessione in zona Fiumicino – Come riportato da alcuni utenti sui social, ci sarebbero problemi di connessione in tutta la zona di Piana del Sole-Ponte Galeria, rimasta senza linea internet.
Gli altri incendi nella Capitale – La polizia locale di Roma Capitale è al lavoro in molti quadranti della città a causa di diversi roghi: al momento sono in atto chiusure stradali su via Appia Nuova, dal civico 1032 in direzione Gra, via di Torricola e via delle Capannelle a causa dell’incendio sviluppatosi a via Casal Rotondo che, al momento, ha interessato anche un rivenditore di auto e un edificio privato. I caschi bianchi sono operativi anche in via Bencivenga, a causa di un incendio all’interno della Riserva Naturale Valle dell’Aniene tra il III e IV Municipio, e in via del Rosario a Casal Selce.
Roma, incendio al parco dell’Aniene a ridosso del ponte Nomentano: le fiamme negli accampamenti abusivi
Un forte incendio è scoppiato nel parco delle Valli, a ridosso del fiume Aniene e dell’antico Ponte Nomentano dove si incontrarono nell’800 Leone III e Carlo Magno. Le temperature assai elevate e il vento hanno purtroppo fatto da detonatore e le fiamme continuano a bruciare gli alberi e le sterpaglie. Gli abitanti della zona hanno immediatamente avvertito i Vigili del Fuoco che però ancora non si vedono. Da tempo il terzo Municipio era stato allertato sulla presenza di diversi accampamenti abusivi disseminati lungo il percorso del parco. Ogni anno gli incendi in questa zona verde si ripetono ciclicamente.
Fiamme in un appartamento all’ultimo piano, all’angolo con via Principessa Maria. I pompieri erano appena arrivati per una segnalazione di odore di gas. Sul posto anche gli specialisti Usar per la ricerca di eventuali dispersi. Due i feriti tra i passanti. L’uomo estratto dalle macerie è in rianimazione
Esplosione a Sassari oggi in tarda mattinata: i vigili del fuoco sono intervenuti in un appartamento all’ultimo piano di un edificio all’angolo tra via Don Minzoni e via Principessa Maria, a Sassari. Una fuga di gas avrebbe causato l’esplosione all’interno di un’abitazione, provocando un rogo che ha rapidamente avvolto i locali.
Esplosione via Don Minzoni – sassaritoday
Esplosione Sassari, i vigili hanno rischiato di essere travolti – I vigili del fuoco erano appena arrivati sul posto, in seguito a una segnalazione di odore di gas, quando si è verificata l’esplosione che li ha sorpresi all’esterno dell’edificio, pochi istanti prima che riuscissero a entrare.
Esplosione via Don Minzoni
Uomo ferito soccorso tra le macerie – Durante le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza, i soccorritori hanno trovato sotto le macerie Antonio Lambroni, residente nell’appartamento. L’uomo, ustionato e gravemente ferito, è stato estratto ancora in vita e trasportato d’urgenza all’ospedale, dove si trova ricoverato nel reparto di rianimazione. Due i feriti tra i passanti. La casa non era servita da gas cittadino.
Esplosione via Don Minzoni
Strade chiuse, il sindaco sul posto – Per motivi di sicurezza, i vigili del fuoco hanno chiuso al traffico via Don Minzoni e via Principessa Maria. L’area è stata transennata, mentre si valuta la stabilità dell’edificio. Sul posto si trovava anche il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia.
Con riferimento all’esplosione verificatasi nella mattinata di oggi in via Principessa Maria a Sassari dai primi rilievi effettuati con i vigili del fuoco, l’appartamento non risulta essere servito dalla rete cittadina di distribuzione del metano.
L’uomo ha “intenzionalmente” appiccato un incendio sulla Canfield Mountain
Due vigili del fuoco sono stati uccisi e un terzo è rimasto ferito a colpi d’arma da fuoco da un uomo che, come riferito dalla polizia, ha “intenzionalmente” appiccato un incendio a Coeur d’Alene, in Idaho, per attirare i pompieri in un’imboscata. Il responsabile della sparatoria è stato trovato morto sulla Canfield Mountain e accanto a lui è stata rinvenuta un’arma che è stata presumibilmente usata nella sparatoria.
Tra i comuni più vicini all’epicentro quelli di Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli
Una scossa di terremoto di magnitudo 4.6 è stata registrata dall’Ingv ai Campi Flegrei oggi 30 giugno 2025 ed è stata avvertita anche a Napoli. La scossa, delle ore 12.47, è avvenuta a una profondità di 5 km: è la più forte, assieme a quella di marzo 2025, mai registrata dai rilevatori. Tra i comuni più vicini all’epicentro quelli di Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli.
La scossa è stata lunghissima e avvertita in tutta la provincia di Napoli. Dalla zona est di Napoli, come Via Argine, sino a Giugliano, ai Colli Aminei e ovviamente i quartieri più vicini all’area dei Campi Flegrei, come Fuorigrotta e Bagnoli.
Un incendio è divampato in Germania in un cantiere situato su grattacielo all’angolo tra Kurfürstenstrasse e Urania, nel quartiere Mitte, nel centro di Berlino. Una grande nuvola di fumo è visibile da ampie zone della capitale tedesca. Il rogo sarebbe partito dal tetto dell’edificio. Ancora da accertare le cause. Sul posto vigili del fuoco e soccorritori.
I feriti sono tre adulti e due ragazzi, uno dei quali con importanti ustioni
Apartire dalle ore 3:15 di questa mattina i vigili del fuoco di Torino stanno intervenendo in via Nizza 389 a Torino in seguito ad uno scoppio di un appartamento e conseguente incendio che ha coinvolto anche appartamenti vicini. Sono cinque le persone rimaste ferite nello scoppio, sono tre adulti e due ragazzi, uno dei quali con importanti ustioni. Si cerca anche un’altra persona che, al momento, risulta dispersa. Sul posto sono presenti 8 squadre dei vigili del fuoco.
L’esplosione in un appartamento di via Nizza (Vdf)
Il tetto crollato dopo lo scoppio VDF
A quanto si è appreso, l’esplosione, le cuicause sono ancora in corso di accertamento, ha interessato un appartamento al sesto piano e ultimo piano di uno stabile del quartiere Lingotto e le fiamme si sono poi propagate a due abitazioni vicine. Il tetto dell’edificio è collassato. Lo scoppio ha danneggiato anche diverse auto parcheggiate in strada e colpite dai calcinacci causati dallo scoppio. Non ci sarebbero invece dispersi: sono ancora in corso gli ultimi accertamenti ma la sesta persona che si cercava non sarebbe stata presente in casa al momento dell’esplosione.
Torino: Esplosione e incendio in una palazzina di via Nizza 389 30-06-25 (@MondoNatura)
È successo lunedì mattina. Chiusa la fermata della metropolitana. Vigili del fuoco sul posto
Ha ceduto una delle insegne di Generali, sul tetto del grattacielo Hadid, in uso alla compagnia assicurativa, che si trova nel quartiere di City Life a Milano.
Crolla l’insegna di Generali a City Life – È successo nelle prime ore della mattinata di lunedì 30 giugno. I vigili del fuoco di Milano sono sul posto per valutare la situazione. Intanto è stata chiusa la fermata della metropolitana Tre Torri della M5 per sicurezza, e la piazza omonima è stata recintata. Chiuso anche il centro commerciale ai piedi della torre. Sul posto il servizio manutenzione della torre. Non ci sarebbero feriti.
L’insegna crollata si trova sulla facciata est dell’edificio. Per il momento non è chiaro che cosa abbia innescato il cedimento della struttura. Nelle scorse ore a Milano non si sono registrati eventi di maltempo, o forti raffiche di vento. Solo e soltanto caldo afoso.
Collassa l’insegna della Torre Hadid a Citylife a 192 metri d’altezza: rischio crollo in strada
Dalle prime ore della mattina, vigili del fuoco e tecnici al lavoro per mettere in sicurezza l’area intorno al grattacielo
Problemi all’insegna delle Generali sulla Torre Hadid. Tutta l’area è stata isolata, con la chiusura della piazza e il centro commerciale. Dalle foto scattate dai palazzi del quartiere, l’insegna sembra collassata, probabilmente su due lati. Vigili del fuoco e tecnici sono al lavoro per capire le cause del cedimento, ma anche per mettere in sicurezza l’area nel caso di un distacco e di una caduta al suolo. Il grattacielo, uno dei più alti di Milano, ha 44 piani per un’altezza di 192 metri. All’interno ci lavorano oltre duemila persone. Chi si recava al lavoro stamattina non è stato fatto entrare in ufficio.
Milano, si stacca l’insegna della Torre Generali: ipotesi alte temperature
Vigili del fuoco e tecnici sono al lavoro per mettere in sicurezza l’area. Procura apre un fascicolo
Insegna Generali collassata
L’insegna delle Generali sulla Torre Hadid a Milano si è staccata. A quanto apprende Adnkronos, non è escluso che possa crollare interamente,ma anche se dovesse succedere “rimarrebbe ancorata al perimetro del terrazzo e si scongiurerebbe la caduta verticale“. Si sottolinea in ogni caso che si tratta di prime valutazioni.
Per ora l’area è stata interdetta, la fermata della metro Tre Torri chiusa e Vigili del fuoco e tecnici sono al lavoro non solo per mettere in sicurezza l’area, ma per risalire alla causa del collasso dell’insegna, per ora ignota. A quanto si apprende, tra le ipotesi del cedimento dell’insegna ci potrebbe essere “il cedimento strutturale di uno dei nodi, si tratta di tiranti in acciaio, che tengono l’insegna sulla Torre Hadid”. Al momento del crollo dell’insegna di Generali “non si registravano particolari condizioni di vento forte, tuttavia da evidenziare le alte temperature sulla città di Milano di questi giorni“.
La procura di Milano aprirà un fascicolo con l’ipotesi del reato di crollo colposo.
Com’è composta l’insegna – L’insegna del grattacielo Generali è composta da un tamburo centrale, che è la struttura principale, vincolata al prolungamento in cemento armato dei torrini sulla sommità del nucleo della torre. Trasferisce i carichi verticali ai punti di appoggio sulla struttura in cemento armato. Una struttura spaziale tubolare di tipo reticolare simmetrica si dirama dal tamburo centrale. Una struttura di sostegno dei pannelli e delle lettere, composta da montanti e traversi orizzontali fungono da sostegno anche per la struttura delle passerelle di manutenzione.
La nota di Generali – L’episodio “è stato prontamente gestito con l’immediata messa in sicurezza dell’insegna stessa, senza che si registrassero danni a persone né a strutture circostanti“, sottolinea Generali in una nota. “A scopo precauzionale e a tutela della pubblica incolumità, Generali ha provveduto a delimitare e mettere in completa sicurezza l’area sottostante, ivi compreso l’edificio che ospita il CityLife Shopping District“, sottolinea. “Tutto il personale della sede Generali continuerà a operare da remoto“, evidenzia. “Le cause dell’incidente sono ancora in fase di valutazione. Generali fornirà tempestivamente tutti gli aggiornamenti del caso”.
Milano Collassa l’insegna sul grattacielo Generali – Corriere del ticinoRed. Online
Trenitalia: rallentamenti per un inconveniente tecnico a un treno di altra Impresa ferroviaria nei pressi di Anagni. Rallentamenti fino a 40 minuti anche sulla linea Av Milano-Bologna
Freccia Rossa – (Ipa)
Ritardi fino 240 minuti sulla linea Roma- Napoli. A causare il rallentamento dei treni un inconveniente tecnico a un convoglio di altra Impresa ferroviaria nei pressi di Anagni, si legge sul sito di Trenitalia.
Rallentamenti fino a 40 minuti su linea Av Milano-Bologna – La circolazione ferroviaria è rallentata anche sulla linea Alta Velocità Milano–Bologna, in prossimità di Reggio Emilia dalle 18.50 a causa di un inconveniente tecnico a un treno che è fermo in linea. Rfi segnala rallentamenti fino a 50 minuti. Sono in corso verifiche tecniche al treno fermo.
Rallentamenti fino a 60 minuti su tratta ferroviaria Milano-Venezia – Ritardi anche sulla linea Milano-Venezia, dove la circolazione ferroviaria permane rallentata in prossimità di Verona Porta Nuova per un inconveniente tecnico alla linea su cui sono al lavoro i tecnici di Rfi. A quanto riferisce Infomobilità, ci sono rallentamenti fino a 60 minuti, variazioni o cancellazioni.
Roma-Napoli, treni coinvolti nei ritardi – treni ad Alta Velocità e Intercity direttamente coinvolti sulla tratta Roma-Napoli con un maggior tempo di percorrenza superiore a 60 minuti sono:
FR 8419 Venezia Santa Lucia (12:26) – Reggio Calabria Centrale (21:44)
FR 9543 Torino Porta Nuova (13:00)– Salerno (20:10)
FR 9539 Milano Centrale (13:10) – Napoli Centrale (18:53)
FR 8519 Bolzano (13:12)– Sibari (22:33)
FR 9421 Venezia Santa Lucia (13:26) – Napoli Centrale (18:48)
FR 9637 Milano Centrale (13:58) – Napoli Centrale (18:33)
FR 9425 Venezia Santa Lucia (14:26) – Napoli Centrale (19:48)
FR 9639 Milano Centrale (14:30) – Reggio Calabria Centrale (23:09)
FR 8868 Lamezia Terme Centrale (14:57) – Roma Termini (19:15)
FR 9547 Milano Centrale (15:10) – Salerno (20:36)
FR 9643 Milano Centrale (15:25) – Napoli Centrale (20:05)
FR 9427 Venezia Santa Lucia (15:26) – Salerno (21:38)
FR 9592 Sapri (16:13) – Milano Centrale (23:50)
FR 9647 Milano Centrale (16:30) – Foggia (23:05)
FA 8319 Roma Termini (16:55) – Benevento (18:55)
FR 8343 Roma Termini (17:10) – Napoli Centrale (18:23)
FR 9662 Napoli Centrale (17:25) – Milano Centrale (22:00)
FR 8323 Roma Termini (17:58) – Lecce (23:46)
FR 9434 Napoli Centrale (18:09) – Venezia Santa Lucia (23:34)
FR 9668 Napoli Centrale (18:30) – Milano Centrale (23:00)
Numerosi i voli cancellati, ritardati o costretti a tornare agli scali di partenza dopo il guasto a uno dei quattro centri che gestiscono lo spazio aereo italiano
Nessun volo sul Nord Ovest dell’Italia nell’immagine di FlightRadar24
Dopo circa due ore di stop, sono ripartiti i primi voli rimasti fermi negli aeroporti del nord ovest, bloccati da un guasto al centro radar di Milano. Sta quindi tornando alla piena normalità il traffico aereo nell’area interessata dalla sospensione temporanea. Numerosi intanto i voli cancellati, ritardati o costretti a tornare agli scali di partenza dopo il guasto a uno dei quattro centri che gestiscono lo spazio aereo italiano. Per circa due ore nel quadrato compresofra Milano, Torino, Modena e Pisa non è risultato nemmeno un aereo in volo.
“Grazie al tempestivo intervento del proprio personale tecnico-operativo, la problematica di trasmissione dati e connettività riscontrata presso il Centro di Controllo d’Area di Milano è stata già risolta. Il traffico aereo nell’area del Nord-Ovest d’Italia sta progressivamente tornando alla piena normalità“, spiega l’Enav in una nota. A mostrare i primi aerei decollati è stato il sito di tracking FlightRadar24, che rappresenta in tempo reale la situazione di tutti i voli.
I ritardi da Milano a Torino – Importanti i ritardi accumulati. All’aeroporto di Milano Linate è stata registrata oltre un’ora e mezza di ritardo per il volo Ita Milano-Brindisi e quasi due ore per quello di Aeroitalia verso Cagliari. Anche all’aeroporto di Torino il ritardo stimato è stato di 90 minuti, con il volo AirFrance verso l’aeroporto di Parigi Charles de Gaulle slittato dalle 21:05 alle 22:30; stesso ritardo per il volo Ryanair delle 21:25 verso Charleroi, la cui partenza era stimata per le 22:55. Al Cristoforo Colombo di Genova sono a lungo restati a terra l’FR02910 per Palermo e il W6 02028 per Cracovia. Dal Colombo tutti i voli in arrivo sono stati dirottati verso altri scali, mentre le partenze sono state momentaneamente bloccate: gli aerei sono stati fermi sulla pista in attesa del via libera. Il primo volo diretto a Genova a essere deviato è stato l’LH09430 delle 20.48, proveniente da Monaco e atterrato a Venezia. Stessa sorte per l’EN08298 e l’AZ07457, anch’essi in arrivo da Monaco. Il W6 02027 da Cracovia è stato invece dirottato su Bologna. Per quanto riguarda le partenze, l’ultimo volo decollato regolarmente da Genova prima del ritorno alla normalità è stato l’FR00973 diretto a Londra. Infine, all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio i ritardi sono stati dai 25 minuti fin oltre all’ora e un quarto.
Sabato 28 giugno 2025
Guasto alla rete dati Enav: cieli chiusi su Malpensa, Linate, Bergamo e Torino
Dalle 21 di sabato 28 giugno lo spazio aereo del Nord-Ovest italiano è stato chiuso per un guasto tecnico alla rete di trasmissione dei dati del centro radar di Milano
Un guasto alla rete E-Net del centro di controllo radar di Milano ha fermato questa sera, sabato 28 giugno, tutti i voli su Lombardia, Piemonte e Liguria.
Poco dopo le 21 lo spazio aereo dell’Italia nord-occidentale si è improvvisamente svuotato.Nessun aereo in arrivo o in partenza da alcuni dei principali aeroporti della zona ha potuto volare. Decine di voli sono stati cancellati, ritardati o costretti a tornare agli scali di origine, con problemi per migliaia di passeggeri.
Un malfunzionamento della rete E-Net, il sistema che collega i centri radar e le torri di controllo con gli aeroporti e gli aeromobili gestito da Enav, ha bloccato tutte le operazioni della sala radar di Milano che gestisce i movimenti in quota per l’intera area nord-occidentale, coinvolgendo Lombardia, Piemonte e Liguria. Interessati dal blackout radar gli aeroporti di Milano Malpensa, Linate, Bergamo-Orio al Serio, Torino Caselle e Genova Cristoforo Colombo.
I tecnici Enav sono al lavoro per individuare l’origine del guasto e ripristinare il servizio.
Milano, 28 giugno 2025
Guasto al centro radar di Milano: dalle 21 traffico aereo azzerato sugli aeroporti del Nordovest
Per oltre un’ora e mezza impossibile atterrare e decollare dagli scali di Milano, Genova e Torino. Nessun altro aereo ha potuto sorvolare i cieli di Piemonte, Liguria e Lombardia. Solo dopo le 22,30 il traffico aereo è gradualmente ripreso. Ecco cos’è successo
La situazione sui cieli del Nordovest “fotografata” poco dopo le 21
Dalle 21 circa di questa sera è impossibile decollare o atterrare dagli aeroporti del Nordovest dell’Italia, da Torino a Genova compresi gli scali lombardi di Malpensa, Linate e Orio al Serio. A causare la panne che ha messo letteralmente Ko Caselle, lo scalo del capoluogo ligure e quelli milanesi un guasto del centro radar che ha sede a Milano ed è gestito dall’Enav, e che coordina il sorvolo dei voli in quota.
“Disagi fino a domani” – La conferma è arrivata anche dall’Associazione aeroporti lombardi: “Bloccati i voli in partenza e in arrivo in scali di primo piano come Orio al Serio, Linate, Malpensa, Genova e Torino”. “Forti disagi probabili almeno fino a domani. Sono già in corso deviazioni di aerei”. Sono almeno 322 i voli coinvolti con un ritardo medio che, intorno alle 22, è di 163 minuti. Sempre intorno alle 22 la situazione è questa: voli momentaneamente sospesi in tutto il Nordovest. Nel quadrato compreso fra Milano, Torino e Modena non risulta nemmeno un aereo in volo.
Nel corso della serata è stata la stessa Enav a confermare che al fine “di garantire i più elevati standard di sicurezza operativa, è stato deciso di sospendere temporaneamente le partenze e gli arrivi negli aeroporti interessati. I tecnici sono al lavoro per ripristinare la piena operatività nel più breve tempo possibile”.
Un’immagine dei voli sull’Europa in cui è evidente la “no-fly zone” sul Nordovest dell’Italia
Linate e Torino – A confermare l’impasse anche i siti di tracking aereo come FlightRadar24, che rappresentano in tempo reale la situazione di tutti i voli. Importanti i ritardi accumulati: all’aeroporto di Milano Linateè registrata oltre un’ora e mezza di ritardo per il volo Ita Milano-Brindisi e quasi due ore per quello di Aeroitalia verso Cagliari. Anche all’aeroporto di Torino il ritardo stimato è di 90 minuti,con il volo AirFrance verso l’aeroporto di Parigi Charles De Gaulle slittato dalle 21:05 alle 22:30; stesso ritardo per il volo Ryanair delle 21:25 verso Charleroi, la cui partenza è stimata per le 22:55
La situazione a Genova e Bergamo – Al Cristoforo Colombo di Genova il volo Ryanair per Palermo delle 22 è previsto per le 23:25 mentre il WizzAir delle 22 per Cracovia è in ritardo di 65 minuti. Infine, all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio i ritardi vanno dai 25 minuti fin oltre all’ora e un quarto.