Treia, incendio in un capannone della Rimel: a fuoco i rifiuti elettronici. L’ipotesi: autocombustione. Il Comune: «Nessuna contaminazione nelle acque»
L’allarme è scattato nella notte dal deposito in contrada Moje
Treia, incendio in un capannone della Rimel: a fuoco i rifiuti elettronici.
TREIA A fuoco lavatrici, stampanti, fotocopiatrici e altro materiale elettronico, l’allarme in un capannone della Rimel a Treia è scattato nella notte tra lunedì e ieri. L’ipotesi è che la causa del rogo sia accidentale (autocombustione), non sono stati trovati inneschi o altro materiale che possa far pensare a un’origine dolosa.
L’intervento – L’allarme, dunque, è scattato qualche minuto prima dell’1.30 dal deposito della Rimel, azienda che si occupa di riciclo di rifiuti elettrici ed elettronici (Tv, stampanti, piccoli e grandi elettrodomestici), in contrada Moje a Treia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Macerata con tre autobotti, l’autoscala e un mezzo di supporto con autoprotettori. Il rogo, che ha interessato una parte circoscritta del capannone, è stato domato dopo circa due ore di lavoro. Non ci sono stati feriti.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e gli ispettori dell’Arpam (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale) per eseguire gli accertamenti di competenza.
L’ipotesi – Sulla base di quanto emerso, il sistema antincendio ha immediatamente rilevato il fumo sprigionato dalle fiamme facendo scattare l’allarme e per quanto riguarda le cause del rogo, l’incendio sarebbe stato accidentale, generato da autocombustione. In serata il Comune di Treia ha rassicurato i cittadini sottolineando che: «Non è stata riscontrata alcuna contaminazione nelle acque. Nel punto di verifica del fosso con recapito al Rio Chiaro non sono stati riscontrati scarichi, anomalie o alterazioni imputabili all’impianto. L’Arpam non ha rilevato problematiche ambientali riguardanti il corpo idrico o il suolo esterno al sito. L’amministrazione comunale continuerà a seguire con attenzione gli sviluppi e le ulteriori verifiche previste dagli enti competenti».
Secondo l’OIM, oltre mille morti nel Mediterraneo centrale dall’inizio del 2025. L’agenzia delle Nazioni Unite chiede corridoi sicuri e maggiore cooperazione internazionale
Un nuovo dramma si è consumato nel Mediterraneo centrale. Almeno 42 migranti risultano disperse dopo il naufragio di un gommone avvenuto l’8 novembre scorso al largo delle coste libiche, nei pressi del giacimento petrolifero di Al Buri, a circa 120 chilometri a nord della Libia.
A riferirlo è l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), che ha diffuso oggi una nota con i dettagli della tragedia. Secondo quanto ricostruito, l’imbarcazione era partita da Zuwara il 3 novembre, intorno alle 3 del mattino, con a bordo 49 migranti e rifugiati, tra cui 47 uomini e due donne. Dopo circa sei ore di navigazione, le onde alte e un guasto al motore hanno causato il ribaltamento del gommone, gettando tutti i passeggeri in mare.
Sei giorni alla deriva – Dopo sei giorni alla deriva, solo sette uomini – quattro sudanesi, due nigeriani e un camerunense – sono stati tratti in salvo dalle autorità libiche durante un’operazione di ricerca e soccorso. Per gli altri 42 passeggeri non c’è stato nulla da fare: tra le persone disperse si contano 29 sudanesi, otto somali, tre camerunensi e due nigeriani. L’Oim ha fornito assistenza medica e supporto umanitario ai sopravvissuti.
Più di mille vittime da inizio anno – L’organizzazione sottolinea che, con questo ennesimo naufragio, il bilancio delle vittime nel Mediterraneo centrale supera ormai quota mille dall’inizio dell’anno.Si tratta di uno dei tratti di mare più letali al mondo per chi tenta di raggiungere l’Europa in fuga da guerre, persecuzioni o povertà.
“Questa tragedia – ha dichiarato l’OIM – rafforza l’urgente necessità di una cooperazione regionale più solida, di percorsi migratori sicuri e regolari ampliati e di operazioni di ricerca e soccorso più efficaci per prevenire ulteriori perdite di vite umane.”
L’industria del riciclo plastica annuncia la sospensione degli impianti, mettendo a rischio la gestione dei rifiuti e la raccolta differenziata in Italia
«Viste le mancate misure urgenti per salvare il comparto, l’industria privata del riciclo, dopo anni di sopravvivenza, si arrende: da oggi fermiamo gli impianti». Così Walter Regis, presidente di Assorimap – l’associazione nazionale riciclatori e rigeneratori di materie plastiche che rappresenta il 90% della filiera – annuncia la misura estrema: «Lo facciamo con senso di responsabilità, consapevoli delle ripercussioni sull’intero Paese, ma continuare a produrre con perdite insostenibili, è ormai impossibile».
Secondo Assorimap, gli incontri – prima al ministero dell’Ambiente l’8 ottobre scorso e poi a quello del Made in Italy il 23 ottobre – non sono serviti ad attivare gli interventi necessari per salvare il comparto.
Le mancate misure – «Sono passati quasi due mesi dall’ultimo appello al ministroPichetto Fratine più di un mese dal tavolo convocato dal ministero dell’Ambiente con la promessa di una nuova convocazione operativa entro i primi di novembre, che ad oggi non è avvenuta – ricorda Regis – Quello che denunciavamo a ottobre non era un vano avvertimento, come non lo è questo annuncio di stop degli impianti. Siamo di fronte a un’emergenza nazionale che non possiamo affrontare da soli».
Il blocco degli impianti di riciclo privati porterà a un effetto domino immediato, paralizzando il sistema nazionale dei rifiuti.
Rischi per la raccolta – «I piazzali dei centri di stoccaggio e di selezione sono già stracarichi e ai limiti autorizzativi previsti. Se noi riciclatori smettiamo del tutto di processare i lotti, il sistema di selezione si bloccherà nel giro di qualche settimana. A quel punto, non ci sarà più spazio per conferire la plastica raccolta in modo differenziato dai cittadini», spiega Regis.
Già negli scorsi mesi Assorimap aveva lanciato l’allarme, presentando dati drammatici sul tracollo del settore: utili di esercizio crollati dell’87% dal 2021, passando da 150 milioni di euro a soli 7 milioni nel 2023, con unaproiezione verso lo zero per il 2025.
Il fatturato delle aziende, dal 2022, ha perso il 30%. Una crisi condivisa da tutta la filiera, stretta tra i costi dell’energia – i più alti d’Europa – e la concorrenza insostenibile delle importazioni extra-Ue di plastica vergine e riciclata a prezzi stracciati.
Le soluzioni – Le soluzioni proposte da Assorimap al Mase e ancora sul tavolo per superare la crisi, partono dalla richiesta di anticipo al 2027 dell’obbligatorietà del contenuto di plastica riciclata negli imballaggi e spaziano dal riconoscimento dei crediti di carbonio per chi produce materia prima seconda sino ad arrivare all’estensione dei certificati bianchi, passando per maggiori controlli sulla tracciabilità delle importazioni fino ad arrivare a sanzioni efficaci. «Salvare la filiera del riciclo meccanico made in Italy è essenziale per la transizione ecologica e l’autonomia strategica del Paese. Ma servono fatti, e servono subito, perché non possiamo assumerci l’onere della gestione dei rifiuti in plastica di un intero Paese», conclude Regis.
Un’occasione di confronto, organizzata dalla FIGC in collaborazione con la Serie A e AIA, per esaminare lo sviluppo del calcio italiano e l’applicazione delle sue regole.
Un’occasione di confronto, organizzata dalla FIGC in collaborazione con la Lega Serie A e AIA, per esaminare lo sviluppo del calcio italiano e l’applicazione delle sue regole badandosi su elementi cardine come rispetto, fiducia e collaborazione, basi della cultura sportiva sul quale si fonda l’equilibrio del sistema calcio.
È andato in scena oggi, all’hotel Parco dei Principi, a Roma, l’incontro tra la classe arbitrale e i vertici della Serie A – con tutte le squadre a partecipare – al quale erano presenti, tra gli altri, il presidente della FIGCGabriele Gravina, il presidente della Lazio Claudio Lotito, il numero uno dell’Inter Giuseppe Marotta, il director of football strategy della Juventus Giorgio Chiellini, il dg dell’Atalanta Umberto Marino, il ds della RomaFrederic Massara, oltre ai rappresentanti del mondo arbitrale con il designatore Gianluca Rocchi, il numero uno dell’AIA Antonio Zappi e all’ad della Lega Serie A Luigi De Siervo.
Quest’ultima ha confermato il pieno supporto alla classe arbitrale ricordando come quella italiana sia la Lega che più investe in tecnologia, essendo stata la prima a portare la Goal Line Technology, il VAR e il Saot. Il mondo arbitrale, invece, ha ribadito il cambio generazionale in corso, testimoniato dal fatto che gli arbitri internazionali hanno quest’anno un’età media inferiore di quattro anni rispetto alla stagione scorsa.
Un incontro quindi in un clima disteso – a quanto emerge dai protagonisti – nel quale non si è parlato di singoli episodi ma dell’applicazione del protocollo VAR mettendo da parte le polemiche in un clima di collaborazione reciproca per far crescere il calcio italiano creando così le condizioni per permettere agli arbitri di lavorare sempre meglio.
Una grave tempesta a Tenerife ha provocato tre morti e 15 feriti. Gli incidenti sono avvenuti in diverse spiagge dell’isola, mentre le Canarie sono rimaste in pre-allerta per i fenomeni costieri, con onde alte fino a quattro metri
Tre persone hanno perso la vita e altre 15 sono rimaste ferite sull’isola di Tenerife ha causa di una grave tempesta. L’arcipelago delleCanarie è rimasto in pre-allerta a causa delle cattive condizioni del mare.
Il primo incidente è avvenuto sulla spiaggia Roque de Las Bodegas, a Taganana, dove sei turisti francesi sono trascinati in acqua dopo essere stati travolti dalle onde. Fonti della polizia locale hanno confermato che le vittime sono state travolte dopo aver ignorato una boa preventiva installata nella zona. Una donna ha riportato ferite moderate ed è stata trasportata in elicottero all’ospedale universitario Nuestra Señora de la Candelaria, mentre altre quattro hanno richiesto il ricovero in ospedale e una quinta è stata curata sul posto.
Più tardi, sulla spiaggia di El Cabezo de Granadilla de Abona, nel sud dell’isola, è stato trovato il corpo senza vita di un uomo che galleggiava in mare. I bagnini e il personale del Servizio di Emergenza delle Canarie hanno effettuato manovre di rianimazione cardiopolmonare senza risultati positivi.
Si aggrava il bilancio della tragedia a Puerto de la Cruz – L’incidente più grave si è verificato sulla banchina di Puerto de la Cruz, nel nord di Tenerife, dove dieci persone sono state trascinate in acqua. Gli agenti della polizia locale e diversi membri del pubblico hanno aiutato a salvare le persone colpite.Una donna è stata trovata in arresto cardiorespiratorio e, nonostante gli sforzi del personale medico che ha inviato cinque ambulanze sul posto, ne è stato confermato il decesso.
Delle altre vittime, tre hanno riportato ferite gravi, quattro ferite moderate e due ferite minori, tutte ricoverate in diversi centri sanitari dell’isola.
Nel tardo pomeriggio, intorno alle 16:42, il Centro di coordinamento delle emergenze e della sicurezza 112 ha ricevuto un nuovo allarme: un uomo era caduto in mare nella zona di Charco del Viento, nel comune di La Guancha. Un elicottero del Governo delle Canarie ha soccorso l’uomo e lo ha evacuato fino all’elisuperficie del molo di Santa Cruz de Tenerife, dove il personale medico ha confermato il decesso a causa della gravità delle ferite riportate.
Un varón fallece tras caer al mar en la costa de La Guancha #Tenerife
Isole Canarie in pre-allerta per i fenomeni costieri – Le Isole Canarie sono in pre-allerta per fenomeni costieri da venerdì, con onde che possono raggiungere i quattro metri di altezza e venti di forza sei. Le autorità avevano avvertito del cattivo stato del mare, anche se diversi incidenti si sono verificati dopo il mancato rispetto della segnaletica preventiva installata nelle zone a rischio.
Questa tempesta in mare ha evidenziato la necessità di estrema cautela nelle zone costierequando le condizioni meteorologiche sono avverse, soprattutto a fronte degli avvisi emessi dai servizi di emergenza.
L’Atlético de Madrid e i suoi principali azionisti, Miguel Ángel Gil, Enrique Cerezo, Quantum Pacific Group e i fondi Ares Management hanno raggiunto un accordo affinché Apollo Sports Capital (“ASC”), la società con sede negli Stati Uniti di investimenti sportivi Apollo (NYSE: APO), diventi l’azionista di maggioranza del Club.
Come parte dell’accordo, Gil e Cerezo continueranno a guidare l’Atlético de Madrid rispettivamente come Amministratore Delegato e Presidente, e rimarranno azionisti, garantendo continuità di visione e leadership. Negli ultimi due decenni, sotto la guida di Gil e Cerezo, l’Atlético de Madrid è diventato una delle istituzioni calcistiche più affermate e riconosciute d’Europa, ottenendo un successo sportivo duraturo, una crescita del marchio globale e una forte presenza nella comunità.
Nell’operazione la società madrilena ha ricevuto una valutazione superiore ai 2 miliardi di euro.
ll rogo in via Cesare Tallone, vigili del fuoco sul posto: la colonna di fumo visibile a chilometri di distanza
Incendio in un edificio abbandonato e occupato abusivamente a Roma: dalle 7.20 di circa di questa mattina, martedì 11 novembre, i vigili del fuoco sono impegnati con due squadre, due autobotti e un’autoscala in via Cesare Tallone per l’incendio di uno stabile abbandonato.
Uno degli occupanti, per tentare di sfuggire alle fiamme, si è lanciato da uno dei piani dello stabile ed è rimasto ferito. È stato trasportato in codice rosso in ospedale. Secondo quanto si apprende all’interno della struttura, al momento del rogo, c’erano almeno una decina di persone che l’avevano occupata abusivamente. Dalle fiamme si è sprigionata un’alta colonna di fumo visibile a chilometri di distanza.
Dalle prime notizie, sembra che abbia preso fuoco anche un parcheggio sottostante, pieno di gomme e rame accatastate. I primi a intervenire e lanciare l’allarme alcuni agenti dell’unità sicurezza pubblica ed emergenziale della polizia locale, in transito nella zona, che hanno allertato i vigili del fuoco. Sul posto sopraggiunte ulteriori pattuglie dei caschi bianchi del V Gruppo Casilino.
Un ferito – Per sfuggire alle fiamme, uno degli occupanti abusivi della struttura si è lanciato dal palazzo, è vivo ed è stato portato via in ambulanza. Sul posto sono intervenuti oltre 30 automezzi tra autobotti ed equipaggi dei vigili del fuoco, la polizia di Stato, polizia locale, protezione civile, carabinieri e autoambulanze.
Il “ghetto della droga” – Poco dopo le 8.30 l’incendio è stato quasi totalmente domato, ma, secondo quanto si apprende, la struttura danneggiata dal rogo potrebbe crollare. Le fiamme si sono sprigionate nell’area del “ghetto della droga”, nell’edificio abbandonato dove da tempo avevano trovato rifugio decine di occupanti e che già lo scorso 13 ottobreera stato sgomberatodalle forze dell’ordine.
Un edificio trasformato in dormitorio – Lo scenario è allarmante: la struttura, ora quasi totalmente distrutta, era stata trasformata in un dormitorio, all’interno sono stati trovati numerosi materassi, carrelli, sedie, tavolini e altri oggetti che ora si trovano ammassati accanto a quel che resta dell’edificio. Molte persone, principalmente stranieri, che avevano occupato lo stabile si trovano al momento fuori dalla struttura, altre si sono allontanate.
Le strade chiuse – Sul posto anche la polizia locale con le pattuglie del V gruppo Casilino per gestire la viabilità e le chiusure. A seguito dell’incendio, infatti, via Tallone è stata chiusa al traffico. Inoltre, ci sono pattuglie schierate in prossimità del civico 236 di via di Tor Cervara per impedire ai pedoni l’accesso a via Tallone.
Colonna di fumo visibile a chilometri di distanza – Dalle fiamme divampate dal rogo in via Tallone è scaturita una colonna di fumo visibile a chilometri di distanza, che ha messo in allarme i residenti dei quartieri limitrofi fin dalla mattina presto. Diversi i post nei gruppi Facebook in cui si segnalava la presenza di fumo e odore acre.
La decisione della dirigenza dopo la sconfitta in casa contro il Sassuolo
Ivan Juric – Raffaele Palladino
L’Atalanta ha esonerato Ivan Juric. In queste ore l’allenatore si è confrontato a Zingonia con la dirigenza sulla situazione della squadra, dopo le due sconfitte consecutive in campionato, l’ultima ieri in casa contro il Sassuolo. Al termine dell’incontro è arrivato il comunicato ufficiale del club: “Atalanta BC comunica che Ivan Jurić è stato sollevato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra assieme ai suoi più stretti collaboratori, vale a dire Matteo Paro, Miguel Veloso, Paolo Barbero, Stjepan Ostojic e Michele Orecchio. Atalanta BC ringrazia Ivan Juric e il suo staff per l’impegno profuso, augurando loro il meglio per il futuro“. Proprio un anno fa – il 10 novembre 2024 – Ivan Juric era stato esonerato dalla Roma, che erA 12ª in campionato con 5 sconfitte.
L’allenatore croato lascia i nerazzurri al 13° posto in classifica con 13 punti con 2 vittorie, 7 pareggi e due sconfitte. A sostituirlo dovrebbe essere Raffaele Palladino.
Atalanta, Juric a un passo dall’esonero: Palladino in pole per sostituirlo
Lo 0-3 col Sassuolo potrebbe essere l’ultimo atto del croato sulla panchina nerazzurra. Palladino è in cima alla lista dei possibili sostituti
Ivan Juric
Ora Ivan Juric è (di nuovo) a fortissimo rischio, appeso a un filo. Molto sottile. Il giudizio sul suo futuro, dopo il summit societario di ieri fino a tarda sera, è sospeso solo per un’ultima notte di riflessione, ma l’esonero è l’epilogo più vicino. Candidato alla successione quasi unico: Palladino. Con meno chance Thiago Motta e Mancini. Probabilmente già oggi, sarà ufficiale una decisione resa quasi inevitabile dallo 0-3 con il Sassuolo: ritenuto, soprattutto nei modi, inaccettabile, come la classifica odierna. Dal club, guidato da una rabbia pari allo sconcerto. Ma – fattore non trascurabile – anche dai tifosi, che a fine gara hanno invitato la squadra a tirare fuori gli attributi e hanno anche fischiato: tutti, come a Bergamo succede raramente, ma soprattutto Juric.
Chi al suo posto? – Il favorito è sempre Raffaele Palladino, già tra i candidati in estate per la successione a Gasperini. Piace anche il profilo di Thiago Motta, ancora sotto contratto con la Juve, mentre sembra decisamente più complicata la pista che porta a Roberto Mancini, presente al Velodrome per la sfida di Champions tra l’Atalanta e il Marsiglia.
Entrambi, uno settantenne e uno settantottenne, portati all’ospedale Molinette in codice rosso. Ma non ce l’hanno fatta
(ansa)
Tragedia alle Atp Finals in piazza d’Armi, a Torino. Due uomini, di 70 e 78 anni, sono morti dopo aver accusato un malore in due distinti episodi avvenuti a breve distanza l’uno dall’altro.
Il 70enne, che si trovava davanti alFan Village, è stato colpito da arresto cardiaco. Il personale sanitario presente è intervenuto immediatamente, avviando le manovre di rianimazione sul posto. L’uomo è stato poi trasportato all’ospedale Molinette in codice rosso, dove è deceduto poco dopo il ricovero.
Poco dopo, un 78enne ha avuto un malore sugli spalti. Anche in questo caso i sanitari del 118 sono intervenuti tempestivamente e l’uomo è stato trasferito alle Molinette in codice rosso, ma è morto in ospedale nonostante i tentativi di rianimazione.
Gli scarti venivano avviati in discarica con operazioni di “giro bolla“ senza alcun trattamento: in quattro accusati di associazione per delinquere, nei guai anche trenta autisti considerati conniventi
Lurago d’Erba, 9 novembre 2025 – Una vasta gestione illecita di rifiuti scoperta dal Noe, il Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri, e dalla Dda di Milano, concentrato attorno ad alcune società del settore, anche operative nel Comasco: la Cereda Ambrogio srl di Lurago d’Erba e La Nuova Terra di Milano con sedi a Vertemate con Minoprio e Bregnano.
Nelle ultime ore, il sostituto procuratore Francesco De Tommasi, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 66 persone fisiche e 10 società, a cui vengono attribuiti ruoli differenziati nella raccolta, gestione e smaltimentonon a norma di rifiuti di vario genere. Di associazione a delinquere sono accusati i vertici della Cereda – Ambrogio Paolo Cereda, presidente del Cda e Giovanna Gulia Cereda, amministratore delegato – assieme a due dipendenti, Danilo Mazzola, responsabile commerciale e Luca Riva, responsabile della logistica: tra 2020 e 2023 avrebbero gestito ingenti quantitativi di rifiuti, attraverso la simulazione di operazioni di recupero, in realtà non sottoposti ad alcun trattamento.
Il “giro del fumo” – In concorso sonochiamati una trentina di autisti, tra cui molti dipendenti, per aver ricevuto, trasportato, recuperato, smaltito e gestito “clandestinamente e abusivamente”, decine di tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi. I rifiuti misti, tra cui metalli, provenienti da società esterne, sarebbero transitati nell’impianto della Cereda Ambrogio Srl solo sulla carta, senza subire alcun trattamento, e poi avviati in discarica con operazioni di “giro bolla“.
Traffici che avrebbero garantito alla Cereda Ambrogio srl, nel biennio 2021-2022, profitti per circa mezzo milione di euro. Viene inoltre contestata la gestione di 800 tonnellate di pneumatici fuori uso nel 2020, e 600 l’anno successivo, e altri 300 nel 2022, per i quali la società di Lurago d’Erba non era autorizzata al trattamento, facendone perdere la tracciabilità.
Interventi dei vigili del fuoco in discarica
Il modus operandi – Le contestazioni della Dda sono molto articolate, e contestano molteplici casi di gestione non a norma dei rifiuti, come anche 124 tonnellate di rifiuti metallici, che sarebbero transitati verso la discarica senza operazioni di recupero. Le indagini sono arrivare a individuare anche altre società più piccole, tutte operative nel settore della gestione dei rifiuti.
Come la Floricoltura Ghezzi Giuseppe e la Ghema di Rovellasca, il cui rappresentante legale e amministratore unico Giuseppe Ghezzi, in concorso con altri, avrebbe organizzato il ritiro e la gestione di rifiuti portati o prodotti nelle due aziende, circa 360 tonnellate di cemento e derivati da demolizione, conferendoli nel 2022 nel cantiere della società Como Calcio 1907 a Mozzate, fittiziamente trasformati in aggregati riciclati senza effettuare le operazioni di recupero previste dall’autorizzazione ambientale.
Ieri sera l’incidente a Vigevano: il giocatore è stato trasportato in elisoccorso al Niguarda, ed è in terapia intensiva. In macchina con lui anche l’imprenditore Alberto Righini, 52 anni, ex presidente di Ance Pavia
ph: Instagram, l’Informatore
Gravissimo incidente stradale nella serata di domenica a Vigevano, in provincia di Pavia. Una Ferrari, con alla guida Matteo Bettanti, giocatore di basket ed ex della Elachem Vigevano in Serie B, è uscita di strada ed è finita contro un muro in corso Genova. L’impatto è stato così violento da rendere necessario l’intervento dei Vigili del fuoco per liberare i passeggeri dalle lamiere. Alla guida c’era il 21enne Bettanti, trasportato in elisoccorso in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano, dove si trova ricoverato in terapia intensiva. Con lui a bordo anche Alberto Righini, 52 anni, imprenditore edile ed ex presidente di Ance Pavia, coinvolto nel 2024 in un’inchiesta per corruzione a Vigevano. Righini è stato portato in ambulanza al Policlinico San Matteo di Pavia: le sue condizioni sono serie, ma non gravi come quelle del conducente. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri, che hanno effettuato i rilievi necessari per ricostruire la dinamica dell’incidente.
Il comunicato di vigevano – “La famiglia della Nuova Pallacanestro Vigevano 1955 fa il tifo per Matteo Bettanti, rimasto ferito in un importante incidente stradale occorsogli insieme a un’altra persona nella serata di domenica 9 novembre. Il ventunenne vigevanese era rientrato in Italia nel 2023/24, proveniente da una esperienza al college presso la Montverde Academy negli Stati Uniti, aggregato alla ELAchem Vigevano con la quale ha disputato l’intero campionato di serie A2. Ha perduto quasi tutta la scorsa stagione a causa di un infortunio e in queste settimane era in contatto con diverse squadre per tornare a giocare. Matteo è ricoverato in codice rosso in terapia intensiva all’ospedale di Niguarda, sta rispondendo alle cure ed è continuamente monitorato dai medici del reparto. Forza Matteo, non mollare!“
Il club bianconero ha subito girato i filmati alle forze dell’ordine. Chi nel 2019 si era reso protagonista dello stesso grave gesto è stato allontanato dallo Stadium per 5 anni
Il derby della Mole di ieri sera si trascina spiacevolmente fuori dal campo. Tutta colpa di uno pseudo tifoso della Juventus presente sugli spalti e immortalato in alcuni video che già circolano sul web a braccia aperte, come fossero le ali di un aeroplano. Chiaro il riferimento al dramma di Superga del 4 maggio 1949 quando, in un incidente aereo, persero la vita tutti i giocatori del Grande Torino. La Juventus, attraverso le telecamere dell’Allianz Stadium, è al lavoro per identificare il protagonista del gesto. Il club ha girato i filmati alle forze dell’ordine. Si va verso una procedura di non gradimento da parte della società – con divieto di accesso futuro all’impianto per un periodo che verrà stabilito a breve – e non è da escludere un Daspo da parte delle autorità.
Precedente – Le forze dell’ordine indagano, ma la Juventus – come già capitato in passato per casi che hanno riguardato propri tifosi e anche di squadre avversarie – potrà vietare l’ingresso allo pseudo tifoso.Nel 2019 si era già verificato un episodio analogo, nel quale era stata irrisa la tragedia di Superga: in quel caso la Juventus aveva allontanato il protagonista del gesto dall’Allianz Stadium per 5 anni.
L’area resta a rischio di forti terremoti per circa una settimana. Il sisma davanti alle coste di Honshu è stato registrato ad una profondità di circa 10 chilometri, secondo l’Agenzia Meteorologica Giapponese
Sisma 6.7 a largo Giappone, allerta tsunami
L’Agenzia meteorologica giapponese ha revocato l’allerta tsunami circa tre ore dopo la scossa iniziale del potente terremoto di magnitudo 6.7 che ha scosso il nord del Giappone, al largo della costa della prefettura di Iwate.
L‘agenzia meteorologica ha però precisato che l’area resta a rischio di forti terremoti per circa una settimana, soprattutto nei due o tre giorni successivi. Non ci sono state segnalazioni immediate di feriti o danni, né segnalazioni di anomalie nelle due centrali nucleari della zona.
Il sisma si è verificato intorno alle 17:03 locali (in Italia 9.03) nelle acque al largo di Iwate, innescando l’avviso di possibili onde anomale fino a un metro, ha dichiarato l’Agenzia meteorologica giapponese
La scossa, scrive la agenzia di stampa Kyodo, ha provocato un’interruzione di corrente e una sospensione parziale temporanea dei servizi del treno ad alta velocità Shinkansen.
Il sisma è stato registrato ad unaprofondità di circa 10 chilometri, ha dichiarato l’Agenzia Meteorologica Giapponese. Un’onda di tsunami di 10 centimetri è stata osservata a Ofunato,e uno tsunami di minore intensità ha raggiunto anche Miyako, entrambe nella prefettura di Iwate, secondo l’agenzia.
Nel frattempo, il servizio dello Shinkansen Tohoku tra le stazioni di Sendai e Shin-Aomori è ripreso dopo la sospensione temporanea, secondo il suo operatore Jr East.
Nella notte si era verificata un’altra forte scossa superiore a magnitudo 4, segnalata dall’agenzia meteorologica nazionale (Jma), con epicentro localizzato ad una profondità di 19 chilometri, a circa 127 chilometri dalla città di Miyako, una città con una popolazione di poco più di 50mila abitanti. Al momento non ci sono segnalazioni di danni a cose o persone.
L’accordo bipartisan dovrà ora passare alla Camera e poi ottenere l’approvazione del presidente Donald Trump
E’ stato raggiunto un accordo bipartisan in Senato per mettere fine a uno shutdown record che sta paralizzando gli uffici governativi degli Stati Uniti da quaranta giorni. Un passo fondamentale è stata la votazione in Senato, con 60 favorevoli contro 40 contrari, della legge di bilancio. L’accordo dovrà passare alla Camera, dove non è chiaro se abbia il sostegno dei Democratici, e poi ottenere l’approvazione del presidente americano Donald Trump per diventare legge e riaprire gli uffici del governo.
“Sembra che ci stiamo avvicinando molto alla fine dello shutdown” del governo Usa, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai giornalisti dopo l’accordo raggiunto in Senato
Nell’accordo sono contenuti tre progetti di legge per finanziere alcuni Dipartimenti, come quello dell’Agricoltura fino alla fine dell’anno fiscale del prossimo autunno, e una risoluzione per finanziare il resto del governo ai livelli di spesa attuali fino al 30 gennaio. Verrà anche finanziato il Supplemental Nutrition Assistance Program fino al prossimo settembre.
Gli otto Democratici che hanno votato a favore dell’accordo sono stati Shaheen, Hassan, King e i senatori Catherine Cortez Masto, D-Nev., Dick Durbin, D-Ill., John Fetterman, D-Pa., Tim Kaine, D-Va., Jacky Rosen, D-Nev.
Si è spento questo pomeriggio al San Camillo di Roma. L’ospedale: “E’ deceduto a seguito di una polmonite interstiziale precipitata rapidamente. La famiglia chiede riserbo. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata”
Peppe Vessicchio (Fotogramma)
Giuseppe Vessicchio, detto Peppe o Beppe (Napoli, 17 marzo 1956 – Roma, 8 novembre 2025), è stato un direttore d’orchestra, arrangiatore e personaggio televisivo italiano, principalmente attivo nell’ambito della musica leggera e particolarmente noto per il suo ruolo di direttore d’orchestra al Festival di Sanremo
Lutto nel mondo della musica italiana. È morto all’età di 69 anni il Maestro Peppe Vessicchio. Il celebre direttore d’orchestra, arrangiatore e volto televisivo, si è spento questo pomeriggio all’ospedale San Camillo di Roma.
“Il Maestro Giuseppe Vessicchio è deceduto oggi in rianimazione all’A.O. San Camillo Forlanini a seguito di una polmonite interstiziale precipitata rapidamente. La famiglia chiede riserbo. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata“, si legge nel bollettino ufficiale dell’ospedale.
Nato a Napoli il 17 marzo 1956, muove i primi passi nel mondo della musica collaborando con artisti del calibro di Gino Paoli,Edoardo Bennato e Peppino di Capri. Con Paoli firma successi come ‘Ti lascio una canzone’ e ‘Cosa farò da grande‘.
La sua carriera è indissolubilmente legata al Festival di Sanremo, dove è stato a lungo una presenza fissa dal 1990. Ha vinto la kermesse per quattro volte come direttore d’orchestra: nel 2000 con gli Avion Travel (‘Sentimento‘), nel 2003 con Alexia (‘Per dire di no‘), nel 2010 con Valerio Scanu (‘Per tutte le volte che‘) e nel 2011 con Roberto Vecchioni (‘Chiamami ancora amore’). A questi successi si aggiungono numerosi premi come miglior arrangiatore, che confermano il suo talento e la sua sensibilità musicale.
Arrangiatore di grande prestigio, ha collaborato con i più grandi nomi della musica italiana e internazionale, da Andrea Bocelli a Roberto Vecchioni, da Zucchero a Elio e le Storie Tese, da Ornella Vanoni a Ron e Biagio Antonacci. La sua versatilità lo ha portato a dirigere orchestre in contesti prestigiosi, come al Cremlino per un omaggio a John Lennon, e a guidare il progetto ‘Rockin’1000’, la più grande rock band del mondo. Negli ultimi anni ha continuato a sperimentare e l’anno prossimo aveva in programma il tour teatrale ‘Ecco che incontro l’anima‘ insieme a Ron.
Il 75enne cantautore e violinista ha accusato un problema di salute. L’appuntamento romano riprogrammato per il 26 dicembre
Il concerto di Angelo Branduardi in calendario il 9 novembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma è rimandato al 26 dicembre, Santo Stefano. Il 75enne cantautore e violinista ha accusato un problema di salute, che l’ha costretto al ricovero in ospedale. Per chi non potesse partecipare alla nuova data, si può chiedere il rimborso del biglietto – su Ticketone o al botteghino dell’Auditorium, in base a dove lo si è acquistato – entro il 15 novembre.
Chi andrà, invece, si prepari ad assistere a un concerto diverso da quello solito di Branduardi. O almeno, non prima dei bis, quando arriverà un medley dei classici Alla fiera dell’est, Cogli la prima mela e La pulce d’acqua. Prima, il sedicente “malandrino” – come da un altro classico della casa, Confessioni di un malandrino (1975) – eseguirà una breve selezione di pezzi mai suonati finora e soprattutto Il cantico, uno spettacolo che festeggia gli ottocento anni della nascita di San Francesco. Al suo interno riprende L’infinitamente piccolo, un album che aveva composto nel 2000 e in cui ogni brano racconta proprio un momento della vita del santo di Assisi.
«E cioè, quella di un uomo che sceglie la gioia di vivere, la raccomanda ai suoi discepoli, ama la povertà “mai disgiunta dalla letizia”», aveva spiegato recentemente Branduardi. «Rivisto oggi, Francesco è anche poeta: amava cantare e lo faceva spesso, anche da solo. Ho ridato voce alle sue parole, perché si possa di nuovo cantarle».
Il blocco delle attività non essenziali è iniziato il primo ottobre dopo la mancata approvazione del bilancio federale. La Federal aviation administration ha ordinato una riduzione dei voli del 4% che aumenterà nei prossimi giorni
Negli Stati Uniti oltre mille voli sono stati cancellati a causa dello shutodown in corso ormai da diverse settimane. Con questo termine si indica il blocco delle attività amministrative non essenziali che si verifica quando non viene approvato il bilancio federale, circostanza che mette a rischio gli stipendi di una parte dei lavoratori statali. Tra questi ci sono anche i controllori del traffico aereo e i dipendenti della Transportation Security Administration, l’agenzia governativa che garantisce la sicurezza negli scali.
A partire da ieri, per alleviare la pressione dello shutdown, la Federal aviation administration ha ordinato una riduzione dei voli del 4%, che aumenterà al 6% entro l’11 novembre, all’8% entro il 13 novembre e al 10% entro il 14 novembre. Tra i 40 aeroporti ad alto impatto figurano Chicago, l’area di New York, Washington, Atlanta e Dallas-Fort Worth.
Finora la United Airlines ha cancellato 184 voli ieri, ne cancellerà 168 oggi, altri 158 voli domani e 190 voli lunedì. La compagnia aerea opera 4.500 voli al giorno. L’American Airlines, che gestisce 6.000 collegamenti al giorno, ha cancellato 220 voli al giorno da ieri a lunedì. La Southwest, che gestisce 4.000 voli giornalieri, ha cancellato 120 voli ieri, poco meno di 100 voli oggi e 150 domani. La Delta ha cancellato 170 voli ieri, ma non ha reso noto quanti collegamenti saranno soppressi nei giorni successivi.
I motivi dello shutdown – Il Senato non è ancora riuscito a trovare un accordo per mettere fine ai disagi e votare la legge finanziaria. La normativa in vigore negli Usa richiede che i progetti di legge sulla spesa ottengano 60 voti del Senato che però i Repubblicani, pur avendo la maggioranza, non riescono a raggiungere. Le trattative con i Democratici si sono arenate in particolare sulle spese sanitarie. E così gli aerei restano a terra.
Riducendo i voli, la Faa “ridurrà il rischio potenziale che un controllore di volo oberato di lavoro, o una struttura con personale insufficiente, commetta un errore e faccia scontrare due aerei“, ha affermato Jeff Guzzetti del National Transportation Safety Board. Questo, tuttavia, “costa molto alle compagnie aeree e al commercio. E causa enormi disagi ai viaggiatori“.
Il furto mercoledì sera mentre il difensore nerazzurro era impegnato in Champions
Alessandro Bastoni
Colpo in casa di Alessandro Bastoni, a Castelli Calepio. Nella serata di mercoledì, mentre il difensore dell’Inter era impegnato a Milano per la sfida di Champions league contro il Kairat terminata 2-1 per i nerazzurri, una banda di almeno 4 persone si è introdotta nella sua casa tramite una bocca di lupo. I ladri – vestiti con abiti scuri e con sciarpe a nascondere il volto – hanno puntato subito su camera e cabina armadio e hanno rubato borse firmate, orologi (due erano Rolex).
le indagini – Il colpo è stato portato a termine in pochi minuti, perché è scattato l’allarme, e la banda è riuscita a fuggire prima dell’arrivo della vigilanza e dei carabinieri, che ora stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza sia della casa che della zona.Bastoni vive a Castelli Calepio, il paese di origine della moglie, Camilla Bresciani. La coppia ha una figlia, la loro villa è nella zona residenziale del paese. Al momento del furto in casa non c’era nessuno. Stanno indagando i carabinieri di Grumello del Monte e del Nucleo Operativo di Bergamo.
L’atleta è stato trovato in un bagno chimico colpito da un’arma da fuoco
Dramma in NFL. Il giocatore di footaball americano Marshawn Kneeland, 24 anni, è stato trovato morto in circostanze tragiche, all’interno di un bagno chimico, nelle prime ore dell’alba. L’atleta, che militava nei Dallas Cowboys nel ruolo di defensive end, è deceduto a causa di una ferita d’arma da fuoco.
Le indagini della polizia– Secondo quanto riferito dagli investigatori, la morte si tratterebbe di suicidio, ma le indagini sono ancora in corso per definire con precisione la dinamica dei fatti. Le autorità hanno ricostruito che, poco prima del decesso, Kneeland era stato coinvolto in un inseguimento con la polizia dopo un tentativo di fermo per un’infrazione stradale.La fidanzata dell’atleta ha riferito che il giovane soffriva di problemi di salute mentale e che quella sera aveva ricevuto da lui un messaggio preoccupante.
La carriera – Kneeland era stato selezionato nel Draft NFL 2024 provenendo dal Western Michigan University. Con i Cowboys aveva disputato 18 partite, collezionando 26 placcaggi e un sack. La sua ultima apparizione risale a pochi giorni fa, nella gara contro i Cardinals, in cui aveva realizzato il suo primo touchdown in carriera. Le autorità locali proseguono le indagini per chiarire le cause e le circostanze della morte.
Il tecnico guiderà l’allenamento di oggi pomeriggio, domenica l’esordio in panchina a Marassi contro il Genoa
Paolo Vanoli
Paolo Vanoli è il nuovo allenatore della Fiorentina dopo l’esonero di Stefano Pioli. Raggiunto l’accordo con il Torino per la risoluzione del contratto che lo legava ancora ai granata, oggi sarà a Firenze e nel pomeriggio guiderà il primo allenamento. Vanoli firmerà un contratto di otto mesi con l’opzione di rinnovo.
La prima partita sarà domenica 9 novembre alle 15 a Marassi contro il Genoa, altro club che ha appena cambiato tecnico, con la nomina di Daniele De Rossi.
L’appartamento in cui si è verificata l’esplosione
Un’esplosione si è verificata nella prima mattinata di oggi, venerdì 7 novembre 2025, in un appartamento nel palazzo di via Farina 13 a Rivarolo Canavese, che è rimasto pesantemente danneggiato. Una donna è rimasta ferita in modo serio, mentre suo marito se l’è cavata con lesioni non gravi. Diversi detriti sono caduti nel cortile, fortunatamente senza ferire nessuno.
L’allarme è stato dato dai residenti, dopodiché sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 Azienda Zero, i vigili del fuoco, i carabinieri della stazione cittadina e la polizia locale. Numerose sono state le persone che hanno dato l’allarme chiamando il 112. Tutto l’edificio è stato fatto evacuare in via precauzionale. Le cause che hanno portato allo scoppio al momento sono da accertare.
Il Milan ha chiuso il bilancio 2025 con un utile di 2,9 milioni di euro, in leggero calo rispetto al risultato dell’esercizio 2024. Ricavi record a quota 495 milioni di euro.
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)
L’assemblea dei soci del Milanha approvato il bilanciochiuso al 30 giugno 2024 con un utile pari a 2,9 milioni di euro, un risultato in linea rispetto all’esercizio 2023/24, che si era chiuso in utile per circa 4,1 milioni di euro. Considerando anche la stagione precedente, si tratta del terzo risultato netto positivo per il club rossonero, che dal 2022 è controllato dal fondo RedBird di Gerry Cardinale.
Il fatturato della società rossonera ha fatto registrare un nuovo record dopo quello dello scorso esercizio, toccando quota 494,5 milioni di euro nella stagione che ha visto il club chiudere all’ottavo posto in classifica in Serie A, contro i 450,2 milioni di euro relativi all’esercizio chiuso il 30 giugno 2024 (questo dato è stato rivisto a seguito di una riclassificazione da parte del Milan). Anche i costi sono decisamente cresciuti arrivando a quota 478,5 milioni (436,9 milioni nel 2023/24), in aumento di oltre 41 milioni di euro.
Milan bilancio 2025 – I ricavi del club rossonero – Complessivamente, il Milan nella stagione 2024/25 ha registrato 494,5 milioni di euro di ricavi, rispetto ai 450,2 milioni del 2023/24. La voce più corposa è anche questa volta quella relativa ai diritti televisivi, pari a oltre 154 milioni di euro (152,3 milioni nel bilancio precedente) e crescono anche le plusvalenze quasi a quota 55,9 milioni di euro (45 milioni di euro nella stagione precedente), con altri proventi dalla gestione dei calciatori pari a 17,8 milioni (3,4 milioni nel 2023/24).
Questo il fatturato voce per voce, con una crescita che appare evidente sul fronte dei proventi commerciali e soprattutto per quanto concerne i ricavi da gestione diritti dei calciatori (tra plusvalenze e altri ingressi):
Ricavi da gara: 69,517 milioni di euro (69,349 euro nel 2023/24);
Ricavi da sponsor, commerciali e royalties: 152,327 milioni di euro (143,448 milioni di euro nel 2023/24);
Ricavi da diritti tv: 154,216 milioni di euro (152,324 milioni di euro nel 2023/24);
Ricavi da gestione diritti calciatori, da cessione temporanea e altri proventi: 83,171 milioni di euro, di cui 55,9 milioni di euro di plusvalenze (52,543 milioni, di cui 44,899 milioni di euro di plusvalenze nel 2023/24);
Altri ricavi: 35,299 milioni di euro (32,507 milioni nel 2023/24);
TOTALE: 494,529 milioni di euro (250,162 milioni nel 2023/24).
Milan bilancio 2025 – I costi, dai salari agli ammortamenti – I costi a bilancio per il Milan sono cresciuti di pari passo con i ricavi nel 2024/25 a 478,5 milioni di euro, rispetto ai 437 milioni del bilancio 2024. Nel dettaglio, la maggior parte dei costi è legata a salari e stipendi del personale, a quota 188,7 milioni di euro (in leggera crescita rispetto ai 182,7 milioni del 2023/24) e ad ammortamenti per 96,4 milioni di euro (quasi 87 milioni nel 2023/24).
Tra gli altri costi, si segnalano quelli per servizi in leggero aumento a 91,4 milioni di euro (contro i 90,1 milioni della stagione precedente) e per godimento di beni terzi pari a 15,8 milioni di euro (contro i 14,7 milioni del 2023/24).
Questi i costi voce per voce nella stagione 2024/25:
Costi per materie prime, sussidiarie, di consumo, merci: 22,782 milioni di euro (19,672 milioni nel 2023/24);
Costi per servizi: 91,409 milioni di euro (90,138 milioni nel 2023/24);
Costi per godimento di beni terzi: 15,802 milioni di euro (14,690 milioni nel 2023/24);
Costi per il personale: 188,717 milioni di euro, di cui 172,324 milioni per salari e stipendi (182,740 milioni di euro, di cui 167,932 milioni per salari e stipendi nel 2023/24);
Ammortamenti e svalutazioni: 120,023 milioni di euro, di cui 96,414 milioni per immobilizzazioni immateriali (93,726 milioni, di cui 86,960 milioni per immobilizzazioni immateriali nel 2023/24);
Altri costi: 39,748 milioni di euro (36,004 milioni nel 2023/24);
TOTALE: 478,481 milioni di euro (436,968 milioni nel 2023/24).
Milan bilancio 2025 – Risultato netto nuovamente positivo – La differenza tra fatturato e costi è stata così pari a poco più di 16 milioni di euro, rispetto ai poco più di 13 milioni del 2023/24. Il risultato ante imposte è stato positivo per 9,8 milioni circa, rispetto ai 12,2 milioni di euro del 2023/24, mentre il risultato netto è stato positivo per 2,994 milioni di euro, contro il +4,106 milioni del 2023/24. Si tratta del terzo utile consecutivo per il club rossonero.
«La variazione del risultato netto consolidato dell’esercizio 2024/2025 rispetto all’esercizio precedente deriva prevalentemente da maggiori costi per il personale per 5,9 milioni di Euro e maggiori costi per ammortamenti e svalutazioni per 26,3 milioni di Euro, correlati principalmente agli effetti della campagna trasferimenti 2024/2025 che ha portato ad un incremento del valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori e dei salari degli stessi e da maggiori svalutazioni dei diritti pluriennali calciatori e da maggiori svalutazioni correlate alla volontà della Capogruppo, per il tramite della propria controllata Sportlifecity, di sospendere l’iter amministrativo per la realizzazione del nuovo stadio nel Comune di San Donato Milanese data l’intenzione della Capogruppo di coltivare la costruzione del nuovo stadio nel Comune di Milano (così come meglio indicato nella nota integrativa al bilancio di esercizio consolidato), da maggiori oneri da gestione calciatori per 5,4 milioni di Euro, da maggiori costi per acquisto di materie prime per 3,1 milioni di Euro. Si segnala altresì una riduzione per 2,3 milioni di Euro relativamente alla variazione di rimanenze di prodotti finiti e merci», si legge sul bilancio del Milan.
«Tali variazioni negative sono state compensate da maggiori proventi da gestione calciatori per 30,6 milioni di Euro derivanti principalmente dalle plusvalenza realizzate nel mese di giugno 2025 con la cessione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori Reijnders, Pellegrino e Kalulu, rispettivamente al Manchester City, Boca Juniors ed alla Juventus, da maggiori proventi da gestione calciatori per Sell on Fee dei calciatori Brescianini e Maldini, rispettivamente con Frosinone Calcio e Monza Calcio, maggiori proventi commerciali e royalties per 8,3 milioni di Euro riconducibili principalmente a maggiori ricavi da vendite e-commerce e maggiori ricavi Stores e da maggiori ricavi e proventi vari e diversi per 5 milioni di Euro riconducibili principalmente a maggiori rimborsi assicurativi e dall’incasso pari a 8,9 milioni di Euro relativo alla New Sponsorship Agreement Fee di un nuovo Partner commerciale controbilanciati da minori diritti archivio Library. Si segnala altresì una riduzione per 2,3 milioni di Euro di accantonamenti per rischi e oneri», conclude il club rossonero.
Milan bilancio 2025– Debiti e patrimonio netto – Il Patrimonio Netto consolidato al 30 giugno 2025 è positivo per 199,4 milioni di euro, in aumento rispetto al saldo di 196,3 milioni di euro del 30 giugno 2024, «per l’utile consolidato di esercizio pari a 2,9 milioni di Euro».
Infine, sul fronte debiti, «la posizione finanziaria netta consolidata del Gruppo Milan presenta un indebitamento netto pari a 92,6 milioni di Euro in peggioramento (-43,0 milioni di Euro) rispetto all’esercizio 2023/2024».
«All’interno della nostra catena di controllo è entrato un nuovo fondista, che apporta nuovi fondi al sistema RedBird», ha spiegato il presidente rossonero Paolo Scaroni.
Gerry Cardinale (ISABELLA BONOTTO/AFP via Getty Images)
Tra i dettagli interessanti che emergono dalbilancio del Milan al 30 giugno 2025, ne emerge uno che riguarda la catena di controllo del club rossonero. Secondo quanto può rivelare Calcio e Finanza dalla consultazione del fascicolo, lo scorso 7 ottobre la società rossonera ha ricevuto una comunicazione da parte della Commissione Acquisizioni Partecipazioni Societarie della FIGC.
Attraverso questa comunicazione, si legge, «la Commissione – con riferimento alle operazioni che hanno determinato l’acquisizione, da parte di un investitore, di quote nella catena di controllo della Società in misura tale da determinare l’obbligo di notifica di detta acquisizione alla FIGC ai sensi dell’art. 20-bis delle N.O.I.F. – ha reso noto di aver concluso l’istruttoria sulla documentazione prodotta rilevando la tardiva trasmissione della documentazione richiesta dalla normativa federale ai sensi del quinto e sesto comma dell’art. 20-bis delle N.O.I.F».
«In applicazione, pertanto, del comma 11 dell’art. 20-bis delle N.O.I.F., la Commissione ha informato la Società che gli esiti delle verifiche effettuate […] saranno tramessi alla Procura Federale per l’eventuale seguito di competenza. La Società al momento non ha ricevuto alcuna comunicazione dalla Procura Federale; laddove la ricevesse, valuterà insieme ai propri legali le iniziative da intraprendere», conclude il documento.
In sostanza, secondo quello che si legge sul fascicolo, il Milan avrebbe comunicato tardivamente l’operazione. Quota il cui ammontare ha richiesto l’obbligo di notifica alla FIGC ai sensi dell’articolo 20-bis delle Norme Organizzative Interne Federali.
Cosa dice esattamente questo articolo? «Le acquisizioni di quote e/o azioni societarie per atto tra vivi o mortis causa, ovvero mediante sottoscrizione di aumento di capitale che determinino una partecipazione in misura non inferiore al 10% del capitale di una società sportiva affiliata alla F.I.G.C. ed associata ad una delle Leghe professionistiche, possono essere effettuate soltanto da soggetti che soddisfino gli specifici requisiti di onorabilità e di solidità finanziaria rispettivamente previsti dai commi 5 e 6 del presente articolo». La richiesta di produzione di documenti indica quindi che la partecipazione in questione è pari o addirittura superiore al 10%.
La spiegazione di Scaroni – Sul tema, a domanda di Calcio e Finanza, è intervenuto il presidente del Milan Paolo Scaroni, che ha così risposto confermando la multa: «È una multa per un ritardo di comunicazione. All’interno della nostra catena di controllo è entrato un nuovo fondista, che apporta nuovi fondi al sistema RedBird. I diritti di voto restano saldamente nelle mani di RedBird, purtroppo però la comunicazione ci è arrivata in ritardo. Spiegare ai nostri azionisti americani le nostre esigenze, anche in chiave FIGC, spesso non è semplice. Abbiamo preso una piccola multa che pagheremo, si parla di 10mila euro ma è stata comunque una cosa fastidiosa. RedBird non è di proprietà di Cardinale, lui è il fondatore e gestisce denaro che investitori e fondisti apportano. Lui rappresenta gli investitori, stiamo parlando semplicemente di un fondo che ha apportato del denaro, che verrà gestito da RedBird. Stiamo parlando di questa fattispecie, non cambia nulla per quanto riguarda il controllo del Milan».
La costituzione di ACM Senior Holding – Secondo una ricostruzione effettuata da Calcio e Finanza, una recente novità legata alla catena di controllo del Milan (non necessariamente legata alla vicenda di cui sopra la FIGC) riguarda la costituzione della società ACM Senior Holding ad Amsterdam. Si tratta di una società controllata da ACM FootballCo Intermediate Coöperatief U.A., che a sua volta controlla ACM Bidco, la società a capo del club rossonero.
Il capitale sociale iniziale di ACM Senior Holding ammonta a 100 euro, suddivisi in 100 azioni da un euro ciascuna, interamente detenute dalla società fondatrice, che ricopre anche il ruolo di amministratore unico. La sede legale della nuova società è ad Amsterdam e il primo esercizio sociale si chiuderà il 30 giugno 2026.
Lo scopo di ACM Senior Holding B.V. è quello tipico di una holding: la società è stata creata per gestire partecipazioni e investimenti, amministrare e controllare altre imprese, finanziare società collegate e offrire loro consulenza o servizi gestionali. Può inoltre concedere e ricevere prestiti, emettere titoli,fornire garanzie, acquistare o cedere beni immobili, nonché gestire diritti di proprietà intellettuale e svolgere operazioni di natura finanziaria o commerciale connesse alle proprie attività.
Il nuovo tecnico rossoblù dirigerà il primo allenamento con la squadra nel pomeriggio
Mancava solo l’ufficialità, è arrivata nel primo pomeriggio: Daniele De Rossi è il nuovo allenatore del Genoa. Il tecnico romano, giunto in città ieri in serata, ha firmato con il Grifone. Il nuovo allenatore riparte dalla panchina rossoblù a un anno dal turbolento addio alla Roma. De Rossi ha già incontrato i giocatori e sarà alla guida dell’allenamento pomeridiano al Centro Sportivo Signorini. La presentazione ai media è in programma venerdì alle ore 14.
Il comunicato – “Genoa CFC comunica di aver affidato a Daniele De Rossi la conduzione tecnica della prima squadra. Il nuovo allenatore ha già incontrato i giocatori in organico e dirigerà l’allenamento pomeridiano in agenda al Centro Sportivo Signorini. La presentazione ai media con Diego Lopez, chief of football del club, abbinata alla conferenza pre-gara, è prevista venerdì, nella sede di Villa Rostan, con inizio alle ore 14. Nel rivolgere un caloroso benvenuto a Daniele De Rossi e collaboratori, il Genoa ringrazia Roberto Murgita e Domenico Criscito per l’ennesima testimonianza di attaccamento ai nostri colori”.
05 novembre 2025
Il Genoa ha scelto De Rossi: il tecnico è atteso in città in serata. Domani la firma
L’allenatore era la prima scelta della dirigenza che lo ha preferito a Vanoli e ha anticipato i tempi per portarlo in rossoblù prima della sosta. Sarà tecnico dei rossoblù già contro la Fiorentina ma non potrà scendere in panchina: è squalificato
Il Genoa ha scelto Daniele De Rossi, che sarà tecnico dei rossoblù già domenica al Ferraris contro la Fiorentina. La decisione è stata presa nelle ultime ore dalla dirigenza, in accordo con il presidente Sucu: oggi Murgita e Criscito guideranno l’allenamento pomeridiano al Pio XII, il primo dopo la vittoria esterna di lunedì a Reggio Emilia con il Frosinone. De Rossi è atteso in città probabilmente già nella serata odierna. Domani, dopo la firma del contratto sino alla fine del campionato, incontrerà la squadra a Pegli e guiderà la prima seduta. Il nuovo allenatore rossoblu dovrà però seguire la prossima con la Fiorentina al Ferraris dalla tribuna, rimandando così il suo debutto in panchina.
Giudice Sportivo – De Rossi deve infatti ancora scontare un turno di squalifica in seguito all’espulsione subita nel settembre di un anno fa, quando sedeva sulla panchina della Roma, proprio nella gara contro il Genoa in un tumultuoso finale. All’indomani della gara di Marassi era stato esonerato e quindi gli è rimasto da allora questo turno da scontare.
Cambio di programma – La società rossoblu sembrava intenzionata a sfruttare la sosta del campionato per prendere una decisione definitiva sull’allenatore destinato a sostituire Vieira con maggiore tranquillità, ma poi si è preferito anticipare i tempi, nonostante la fiducia ribadita dai vertici del club nei due attuali tecnici ad interim. De Rossi era stato sin da sabato scorso, quando Vieira aveva deciso di farsi da parte, la prima scelta del club rossoblù, con l’opzione Vanoli, un profilo di maggiore esperienza, sullo sfondo. Ma, alla fine, il Genoa ha preferito dare fiducia proprio al tecnico romano, che aveva appunto lasciato la guida della Roma poco più di un anno fa. De Rossi si è dimostrato particolarmente attratto dalla sfida che si troverà ad affrontare alla guida di un Grifone che solo contro il Sassuolo ha conquistato la prima vittoria stagionale e resta in zona rossa della classifica. Ma la piazza lo affascina, alla pari del blasone del club e giudica questa opportunità la scelta giusta per tornare ad allenare.
È successo nell’isola atlantica di Oléron: fermato un 30enne già noto alla polizia per reati comuni. Quattro delle persone investite sarebbero in condizioni critiche
L’isola dove è avvenuto l’attacco (Fonte: Google Maps)
Paura e sgomento in Francia, dove un automobilista ha deliberatamente investito diversi pedoni e ciclisti, ferendo dieci persone, tre delle quali in gravi condizioni, sull’isola atlantica di Oléron, meta turistica molto frequentata nel dipartimento della Charente-Maritime.
L’attentatore già noto alle forze dell’ordine per reati comuni – Secondo quanto riferito dal procuratore di La Rochelle, Arnaud Laraize, l’uomo, un 35enne residente sull’isola, ha percorso diversi chilometri a bordo della sua vettura colpendo volontariamente chiunque si trovasse lungo la strada che collega i villaggi di Dolus-d’Oléron e Saint-Pierre-d’Oléron. Durante l’arresto, avvenuto senza incidenti, avrebbe gridato “Allahu Akbar” (Dio è grande).
L’uomo è stato fermato mentre cercava di appiccare il fuoco alla propria auto, all’interno della quale gli agenti hanno trovato diverse bombole di gas. Il veicolo ha preso fuoco solo parzialmente.
L’incidente è avvenuto a La Cotinière, un villaggio sulla costa occidentale dell’isola, dove l’uomo vivrebbe all’interno di una roulotte. “È noto per i suoi numerosi episodi di comportamento alterato, in particolare a causa del consumo regolare di droghe e alcol“, ha detto il sindaco di Saint-Pierre-d’Oléron, Christophe Sueur. Secondo le prime informazioni, raccolte dalla gendarmeria, l’uomo avrebbe detto di essersi radicalizzato su Internet.
Secondo quanto riportano i media francesi, in carcere l’uomo sarebbe “piantonato a vista” per paura di possibili ritorsioni da parte degli altri detenuti o di gesti estremi.
L’ombra del terrorismo – Sul posto sono intervenuti numerosi mezzi di soccorso: diversi feriti sono stati trasportati in elicottero all’ospedale universitario di Poitiers, mentre le autorità locali hanno istituito un’unità di supporto psicologico per le vittime e i testimoni.
Il sindaco di Dolus-d’Oléron, Thibault Brechkoff, ha parlato di “incidenti provocati deliberatamente” nel suo comune e in quello vicino di Saint-Pierre-d’Oléron.
Il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez ha annunciato che si recherà sull’isola “su richiesta del primo ministro”, mentre cresce la tensione in tutto il Paese per un episodio che riporta alla mente altri attacchi compiuti negli ultimi anni con modalità simili.
In Formula 1 aveva corso per team prestigiosi come Ferrari, McLaren e Alfa Romeo. In tv è stato celebre volto Mediaset per i motori
Andrea Lodovico de Adamich (Trieste, 3 ottobre 1941– Milano, 5 novembre 2025) è stato un ex pilota automobilistico, telecronista sportivo, giornalista e conduttore televisivo italiano.
Il mondo dei motori è in lutto per la scomparsa di Andrea de Adamich, ex pilota di Formula 1 e celebre telecronista, morto all’età di 84 anni. Il friulano, che aveva debuttato nelle competizioni automobilistiche nel 1962, ha avuto una carriera ricca di successi. Prima come pilota Alfa Romeo: dopo il titolo italiano di Formula 3 nel 1965, fu ingaggiato dall’Alfa Romeo, con cui vinse due Campionati Europeo Turismo (1966-67) a bordo della Giulia GTA. E poi l’esperienza in Formula 1 e Prototipi: disputò cinque stagioni in F1 a partire dal 1968, correndo per scuderie di prestigio come Ferrari, McLaren, March, Surtees e Brabham. Alternò la massima categoria al Mondiale Prototipi, ottenendo due vittorie con l’Alfa Romeo.
Ritiratosi nel 1974, de Adamich divenne un noto volto televisivo di Mediaset per i motori, ricoprendo il ruolo di telecronista dal 1978 al 2009 insieme a Guido Schittone. Nel 1991 fondò il Centro Internazionale Guida Sicura, proseguendo la sua storica collaborazione con Alfa Romeo. Per i suoi meriti, il 2 giugno 2022 era stato nominato Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.
Brutto fallo del colombiano che nel primo tempo ha realizzato una doppietta prima di essere espulso
PSG-Bayern Monaco, infortunio Hakimi: lascia il campo in lacrime,
Sembra serio l’infortunio occorso ad Achraf Hakimi, terzino destro del Paris Saint-Germain campione d’Europa in carica, che ha lasciato il campo al settimo minuto di recupero del primo tempo della sfida contro il Bayern Monaco al Parco dei Principi, valida per la quarta giornata della League Phase di Champions League. L’intensità del fallo di Luis Diaz è stata giudicata tale da meritare l’espulsione diretta, ma il problema per i parigini potrebbe protrarsi nel tempo. Al posto di Hakimi è entrato Senny Mayulu.
L’EPISODIO – Nel recupero di una frazione che ha visto il dominio dei bavaresi, avanti 2-0 con la doppietta dello stesso Diaz, l‘ex Liverpool è entrato in scivolata alle spalle di Hakimi nel tentativo di arpionare il pallone, ma ha soltanto bloccato la gamba dell’ex Inter sotto la sua, provocando una torsione innaturale ed estremamente dolorosa. Luis Enrique non ha potuto fare altro che predisporre la sostituzione, mentre l’arbitro italiano Mariani veniva richiamato dal Var per trasformare l’iniziale cartellino giallo in rosso.
E ADESSO? – Naturalmente è necessario attendere il responso degli esami, ma lo stop potrebbe essere di entità non trascurabile a giudicare dalle lacrime del terzino. Ove fosse costretto a rimanere a lungo ai box, il PSG sarebbe costretto a tornare sul mercato nella sessione di gennaio, e i francesi non sono estranei all’abitudine di guardare in Serie A per rinforzare le proprie fila.
Il velivolo è precipitato nei pressi dell’aeroporto internazionale del Kentucky. Era diretto a Honolulu, nelle Hawaii. Ancora sconosciuto il bilancio delle vittime, le autorità: “Ci sono feriti”
Un aereo cargo del servizio postale Ups si è schiantato nella città statunitense di Louisville, Kentucky: lo rende noto la Federal Aviation Administration. L’incidente è avvenuto intorno alle 17.15 ora locale (le 22.15 in Italia), pochi minuti dopo il decollo del velivolo diretto a Honolulu, nelle Hawaii. Secondo SkyNews, la polizia metropolitana di Louisville ha spiegato che diverse squadre di soccorso sono intervenute immediatamente nella zona di Fern Valley e Grade Lane, dove si è verificato l’impatto. Le autorità hanno confermato che “ci sono persone ferite“, senza però fornire al momento un bilancio preciso. I media locali della città del Kentucky hanno trasmesso un video che mostrava una grande colonna di fumo che si alzava sopra la struttura. “Il volo UPS 2976 è precipitato intorno alle 17:15 ora locale“, ha dichiarato la FAA, identificando l’aereo come un McDonnell Douglas MD-11 diretto alle Hawaii.
Soccorsi in azione – L’aeroporto di Louisville ospita Ups Worldport, un hub globale per le operazioni di trasporto aereo della società di consegne e la sua più grande struttura al mondo per la movimentazione dei pacchi. In una nota, la Federal Aviation Authority (FAA) statunitense ha confermato che l’incidente ha coinvolto un aereo della Ups, e che sono in corso accertamenti per chiarire le cause dello schianto. La polizia ha inoltre annunciato la “chiusura a tempo indeterminato di Grade Lane”, la strada principale che attraversa l’area dell’incidente, tra Stooges e Crittenden, per consentire le operazioni di emergenza e la raccolta delle prove. UPS, dal canto suo, ha dichiarato di essere stata informata dell’accaduto e di collaborare con le autorità competenti.
La tragedia durante una partita del campionato serbo: il 44enne Mladen Zizovic ha accusato un malore durante il primo tempo del match tra Radnicki e Mladost Lucani. I giocatori hanno ricevuto la notizia del decesso mentre erano ancora in campo
La disperazione dei giocatori in campo
Dramma in diretta durante una partita del massimo campionato di calcio serbo. Mladen Zizovic, allenatore del Radnicki, è morto a causa di un attacco cardiaco che lo ha colpito mentre era in corso il match contro il Mladost Lucani.
Serbia, morto l’allenatore Mladen Zizovic – Il 44enne allenatore bosniaco ha avuto un malore a metà del primo tempo ed è stato subito soccorso, venendo poi trasportato in ospedale. Nonostante l’immediato intervento dei soccorsi e il trasporto d’urgenza in ospedale, per il tecnico non c’è stato nulla da fare. La notizia del decesso, confermata poco più tardi, ha portato all’immediata sospensione della partita. Le immagini provenienti dallo stadio hanno mostrato scene strazianti di giocatori che crollano in campo e membri degli staff in lacrime, increduli per la tragedia.
La tragica notizia del decesso è stata immediatamente confermata dalla Federcalcio serba, che ha espresso il proprio cordoglio con un comunicato: “La Federazione conferma con profonda tristezza e incredulità la notizia della morte improvvisa dell’allenatore del Radnicki 1923, Mladen Zizovic, durante la partita del campionato serbo tra Mladost e Radnicki 1923 a Lucani“.
Traduzione Google: Tragedia a Lucani, Mladen Žižović è scomparso… Lo stratega del Rogatica è crollato al 22° minuto della partita tra Mladost del Lucani e Radnički del Kragujevac, dopodiché è stato portato via in ambulanza, ma purtroppo non c’è stato modo di salvarlo… La partita è stata inizialmente ripresa, ma è stata ufficialmente interrotta verso la fine del primo tempo, quando è stata annunciata la tragica notizia. I giocatori di entrambe le squadre sono caduti in campo in lacrime, increduli. Questa è stata la terza partita di Žižović in panchina per il Kragujevac…
Tragedija u Lučanima, preminuo je Mladen Žižović… Strateg iz Rogatice se srušio u 22. minutu utakmice između Mladosti iz Lučana i Radničkog iz Kragujevca, posle čega je odvežen sanitetskim kolima, ali nažalost nije bilo spasa… Utakmica je prvobitno bila nastavljena, ali je i… pic.twitter.com/yx4Q6Dz7mP
Mladen Zizovic era una figura molto rispettata nel calcio balcanico. Da calciatore aveva vestito le maglie di diversi club, tra cui Zrinjski Mostar e Banja Luka, collezionando anche quattro presenze con la nazionale della Bosnia ed Erzegovina. Dopo aver lasciato il calcio giocato aveva intrapreso la carriera da allenatore, sedendo sulle panchine di Radnik Bijeljina e Zrinjski. Dallo scorso luglio era approdato su quella del Radnički 1923.
Senza accordo per il rinnovo, dopo un giorno di trattative il club viola ha esonerato il tecnico. Al posto del tecnico ad interim, la Primavera a Capparella
I saluti di pioli – Stefano Pioli ha già lasciato il Viola Park dopo aver salutato tutti all’interno del centro sportivo. E via via se ne stanno andando i componenti dello staff che erano legati al tecnico. Rimangono coloro che erano già alla Fiorentina fra cui i preparatori dei portieri Dall’Omo e Bianchi (già nello staff di Palladino lo scorso anno), due preparatori e il mach analist che sono dipendenti diretti del club. Da capire poi se saranno nello staff del nuovo allenatore. La Primavera intanto è affidata a Capparella che era all’Under 18
Chi è Galloppa – Daniele Galloppa, romano classe 1985, è l’attuale allenatore della formazione Primavera ed è arrivato alla Fiorentina nel 2020 dove ha allenato giovanissimi e allievi prima di passare alla Primavera con cui ha vinto la Coppa Italia due anni fa e la finale scudetto con l’Inter la passata stagione. Da giocatore ha giocato principalmente nel Parma.
Il sostituto – Nel comunicato la società sperava di inserire anche il nome del sostituto ma ancora l’accordo definitivo non è stato trovato, anche se Roberto D’Aversa rimane in pole per prendere la panchina viola. Potrebbe però volerci perfino qualche giorno e ulteriori riflessioni. In corsa può rimanere Paolo Vanoli con cui la Fiorentina aveva avuto dei contatti e che resta in corsa anche per la panchina del Genoa. Intanto la squadra va ad interim a Daniele Galloppa che dirigerà la seduta di oggi pomeriggio e ad ora dovrebbe partire anche per Mainz in vista della Conference League di giovedì.
Il comunicato – Ecco il comunicato del club: “ACF Fiorentina comunica che Stefano Pioli è stato sollevato, in data odierna, dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile. La Società desidera ringraziare il tecnico e il suo staff per la professionalità dimostrata nel corso del loro lavoro. La guida tecnica della Prima Squadra è stata, temporaneamente, affidata, a partire dall’allenamento di questo pomeriggio, a Mister Daniele Galloppa“.
L’annuncio a Pioli – È stato comunicato l’esonero a Stefano Pioli che quindi non sarà più l’allenatore della Fiorentina. La sua posizione era già chiara da tempo ma ora c’è la certezza dell’esonero dopo che non è stata trovato un accordo per la risoluzione. Pioli non ha mai avuto intenzione di dimettersi e aspettava solo la decisione della società che ora è arrivata con l’avallo di Rocco Commisso dagli Stati Uniti.
Avvio choc – La Fiorentina è reduce da un avvio di campionato tremendo, ultima in classifica con appena 4 punti dopo 10 giornate.Nessuna vittoria, già 6 sconfitte: 7 gol segnati e 16 subiti. Prima del ko interno col Lecce, erano arrivate le dimissioni del ds Pradè. Ora l’esonero di Pioli