Suicidio assistito a 89 anni: ‘Vogliamo stare nella stessa urna’
Hanno deciso di andarsene esattamente come hanno trascorso la loro vita, insieme.
Alice ed Ellen, le gemelle Kessler, erano inseparabili e hanno voluto morire nello stesso momento, scegliendo da tempo la data per uscire di scena, ricorrendo al suicidio assistito. Una lunga vita, 89 anni, vissuta fianco a fianco sulla scena e fuori, con una promessa che si erano fatte da tempo: andarsene insieme ed essere sepolte nella stessa urna, accanto ai resti della madre e del loro amato cane Yello.
Dopo i tanti successi, molti in Italia, si erano ritirate nella loro casa a Gruenwald, un piccolo comune alle porte di Monaco. Ed è stato lì che la polizia bavarese, intervenuta con una pattuglia intorno a mezzogiorno, le ha trovate oggi senza poter fare altro che constatarne il decesso, escludendo la responsabilità di terzi. A confermare che la loro è stata una scelta consapevole e pianificata è stata l’Associazione tedesca per una morte dignitosa (Dghs), che ha spiegato al quotidiano Sueddeutsche Zeitung che si è trattato di un suicidio assistito. Le due sorelle erano in contatto con l’organizzazione già da tempo per ricorrere ad una pratica che, in Germania, è consentita a determinate condizioni: possono ricorrere al suicidio assistito i maggiorenni, capaci di agire e di farlo esclusivamente sotto la propria responsabilità (nel Paese è vietata l’eutanasia). Avevano pianificato ogni dettaglio, anche la data. Il quotidiano bavarese Abendzeitung ha rivelato di aver ricevuto, proprio oggi, una lettera con la disdetta del loro abbonamento. Alice, che ha poi firmato la missiva, ha redatto il testo al computer, indicando come data per la cancellazione il 30 novembre. Poi l’ha corretta a mano comunicando la disdetta a ‘far data dall’17.11.2025‘.
“Sotto c’era il suo autografo, forse l’ultimo della sua vita. Con una linea sottostante audace e lunga, vivace come la vita delle gemelle dello spettacolo. Una linea definitiva“, ha commentato il capo redattore di Abdenzeitung, Michael Schilling. C’è qualcosa in questa ultima decisione che ha segnato la loro vita: la voglia di indipendenza e di guidare fino in fondo tutte le proprie scelte. Nate in Sassonia, vicino Lipsia, nel 1939, avevano lasciato a sedici anni la Ddr per trasferirsi in Occidente, a Dusseldorf. “La nostra carriera sarebbe stata molto diversa se fossimo rimaste nella Ddr“, ha dichiarato una volta Ellen Kessler al quotidiano Sueddeutsche Zeitung. Sin da bambine avevano dovuto fare i conti con il padre, un alcolista, che, pur spronandole a ballare, spesso picchiava la madre. “La violenza domestica era un tema quotidiano. Ci siamo ripromesse che non sarebbe successo anche a noi“, aveva detto Ellen al settimanale Bunt. Avevano anche chiarito che per loro quella di spegnersi lentamente, perdendo autonomia e indipendenza, non era un’opzione. Come pure era inimmaginabile che una delle due potesse continuare a vivere senza l’altra. Anche la loro nonna aveva una gemella e dopo la morte del marito aveva trascorso la vecchiaia con la sorella.
“Quando una morì, l’altra la seguì poco dopo“, ricordavano Alice ed Ellen. Secondo la stampa tedesca, le due donne hanno deciso insieme di mettere fine alla loro esistenza, dopo aver disposto che le loro ceneri fossero conservate nella medesima urna, insieme a quelle dell’amata madre Elsa e del loro barboncino Yello, come avevano rivelato lo scorso anno al quotidiano tedesco Bild. E avevano predisposto ogni cosa, anche la loro eredità, decidendo di lasciare i loro averi a Medici Senza Frontiere: “Non abbiamo più parenti e se li abbiamo non li conosciamo. Abbiamo scelto loro perché rischiano la vita per gli altri, hanno preso il Nobel per la Pace e sono seri“, avevano raccontato in diverse interviste negli ultimi anni. Appena lo scorso luglio avevano ricevuto da Markus Soeder l’ordine al merito bavarese, un’onorificenza che viene rilasciata solo ad un gruppo di persone che non deve superare le duemila unità. E solo poche settimane fa erano apparse in pubblico: il 24 ottobre erano andate alla prèmiere dello spettacolo ‘ARTistART’ del circo Roncalli a Monaco di Baviera. Erano andate ancora una volta, l’ultima, insieme. E insieme hanno intrapreso l’ultimo viaggio.
L’episodio lungo la A14, la squadra tornava in Abruzzo dopo la sconfitta con il Recanati
Venti uomini in mezzo alla strada che cercano di bloccare il pullman, sassi in mano. Strada buia e secondaria, poco prima del casello. Il pullman del Chieti calcio, serie D, stava tornando in Abruzzo, era appena stato sconfitto 2-0 a Recanati. E c’è stato il violento agguato sulla strada, poco prima di Loreto, sulla A14.
Il gruppo è sbucato improvvisamente sulla carreggiata: ha lanciato pietre contro il pullman.L’autista è stato rapido, racconta un giocatore a bordo del mezzo, anche freddo: ha accelerato, allargato la traiettoria, riuscito a evitare le persone in mezzo alla strada ed è andato via. È riuscito a evitare impatti, ma nella manovra i sassi lanciati hanno colpito il vetro oscurato laterale destro dell’uscita di sicurezza. Sulla carrozzeria si nota anche una piccola ammaccatura.
Le indagini della Digos sono concentrate su una frangia ultrà del Chieti, che avrebbe contestato la squadra dopo una serie di sconfitte e tensioni societarie recenti. Già in settimana c’era stata altissima tensione a Chieti, dove la tifoseria ha accusato la società di non aver mantenute le promesse. Il pullman è stato poi scortato fino allo stadio Angelini dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri.
Solo alcune settimane fa a Rieti, dopo una partita di basket di A2 (Rieti-Pistoia), un gruppo di ultras reatini ha assalito il pullman che trasportava i tifosi di Pistoia, lanciando pietre e mattoni. Uno di quegli oggetti ha colpito e ucciso il secondo autista.
AGI – Nuovo grave infortunio per un’azzurra dello sci alpino. Alessia Guerinoni, 23 anni di Zogno in provincia di Bergamo, si è fatta male per una caduta nel corso di un allenamento sulle nevi di Zinal in Svizzera e salterà l’intera stagione olimpica
Guerinoni, componente del gruppo di Coppa Europa femminile e portacolori delle Fiamme Gialle, è stata trasportata per gli accertamenti del caso presso la casa di cura ‘La Madonnina‘ di Milano. Visitata dalla commissione medica della Fisi, presieduta dal dottor Andrea Panzeri, è stata evidenziata una sospetta rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, la frattura composta del malleolo peroneale e la frattura composta del perone dello stesso ginocchio, oltre a un trauma contusivo con ematoma del ginocchio sinistro. Alessia nel 2021 era rimasta già vittima di un simile infortunio alla gamba sinistra.
Pre-season difficile per gli sport invernali italiani – Una pre-season difficile per gli sport invernali in Italia. Federica Brignone, infortunatasi il 3 aprile scorso (frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra), sta lottando per ritornare al più presto sugli sci (entro fine mese). Se ‘Fede‘ spera di poter essere presente ai Giochi olimpici di Milano Cortina 2026, l’altra azzurra che si affida alla speranza di non dover saltare l’intera stagione è Flora Tabanelli, campionessa del freeski, che ha riportato la lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro in corso di trattamento fisioterapico.
Le atlete la cui stagione è già conclusa – Stagione già conclusa per Marta Rossetti (frattura del piatto tibiale laterale della gamba sinistra), Marta Bassino (rottura del legamento crociato anteriore e la lesione del menisco mediale del ginocchio destro) e la punta della squadra del salto con gli sci Lara Malsiner (rottura del legamento crociato, del menisco mediale e laterale e lo stiramento del legamento collaterale).
Il treno passeggeri con 475 persone a bordo è rimasto a lungo bloccato
Donald Tusk – Aleksander Kalka / NurPhoto / NurPhoto via AFP
AGI – Una bomba è esplosa sulla linea ferroviaria che collega Varsavia a Lublino. Lo ha riferito il premier polacco Donald Tusk. “Purtroppo, i peggiori sospetti sono stati confermati. Un atto di sabotaggio si è verificato sulla linea Varsavia-Lublino (nel villaggio di Mika). Un ordigno esplosivo è detonato e ha distrutto i binari ferroviari“, ha scritto su X.
“I servizi di emergenza e la procura stanno lavorando sul posto. Danni sono stati segnalati anche sulla stessa linea, più vicino a Lublino”, ha spiegato.
L’esplosione ha distrutto un tratto della ferrovia vicino Mika, ma non ci sono state vittime. Anche il ministro dell’Interno e dell’Amministrazione Marcin Kierwinski ha confermato lanatura intenzionale dell’incidente: le indagini sono state affidate ai servizi di emergenza e alla procura. Ieri sera, poi, si è verificato un altro sabotaggio alle ferrovie a Puawy, nel centro della Polonia. Le linee aeree dell’alimentazione sono state danneggiate da una catena metallica e un treno passeggeri con 475 persone a bordo è rimasto a lungo bloccato.
L’aumento dei costi di produzione e la difficoltà di approvvigionamento dei materiali cruciali per le vetture, come i microchip, stanno spingendo la più grande casa automobilistica europea a tagliare decine di migliaia di posti di lavoro
L’industria automotive europea sta sicuramente vivendo un momento complicato, con diverse aziende costrette a rivedere il loro futuro industriale attivano un piano di licenziamenti massicci. È questa la strategia adottata anche dalla Volkswagen in Germania. L’aumento dei costi di produzione e la difficoltà di approvvigionamento dei materiali cruciali per le vetture, come i microchip, stanno spingendo la più grande casa automobilistica europea a tagliare circa 35mila posti di lavoro nelle sue dieci sedi tedesche entro il 2035.
Tagliare 20mila posti di lavoro entro il 2030 – L’indirizzo del colosso automobilistico è stato reso noto dal quotidiano tedesco “Handelsblatt”, che descrive nel dettaglio i prossimi passi della Volkswagen sulla base di dati ottenuti. Gli esuberi non avverranno tramite licenziamenti forzati, ma attraverso prepensionamenti incentivati e programmi di uscita volontaria. Le misure, frutto di un accordo raggiunto con le rappresentanze dei lavoratori, permetteranno all’azienda di raggiungere l’obiettivo prefissato di ridurre la sua forza lavoro in Germania da quasi 130mila a meno di 100mila unità. Una prima tranche di licenziamenti avverrà entro la fine del decennio, con l’eliminazione di 20mila posizioni lavorative in tutto il paese.
Le pessime performance del gruppo automobilistico – Il motivo di questi tagli si spiega guardando le pessime performance economiche del colosso automobilistico. Volkswagen ha registrato nel 2024 un calo degli utili di quasi un terzo rispetto all’anno precedente, passando da 17,8 miliardi a 12,4 miliardi di euro. Lo scorso anno, il gruppo ha venduto nove milioni di veicoli, segnando una diminuzione del 3 per cento rispetto all’anno precedente. L’utile operativo – si legge nel comunicato del gruppo –ha subito una contrazione del 15 per cento rispetto al 2023, influenzato principalmente dall’aumento dei costi fissi e dalle iniziative di ristrutturazione aziendale.
‘Stanziare subito i fondi necessari alla continuità operativa’
Assemblea permanente dei lavoratori Di Eurallumina di Portovesme nel Sulcis, che, “esasperati dall’inerzia istituzionale“, hanno deciso una clamorosa protesta: un gruppo di operai ha deciso di salire sul silo n.3, a circa 40 metri di altezza.
Cgil, Cisl e Uil sostengono questa nuova iniziativa di lotta e chiedono che Mimit, Csf, Mef e presidenza del Consiglio intervengano subito per “stanziare i fondi necessari alla continuità operativa di Eurallumina, come previsto dalla legge, per garantire il pagamento delle utenze, dei salari e delle fatture delle imprese terziste e assicurare la prosecuzione delle bonifiche ambientali“
Eurallumina, operai su un silo a 40 metri: «Il Governo intervenga»
Azione di protesta dei lavoratori: «Il Mimit ci convochi, c’è il rischio di conseguenze drastiche come liquidazione e fallimento»
Quattro operai dell’Eurallumina di Portovesme sono saliti nel silo 3, all’interno della fabbrica, a circa 40 metri di altezza. I lavoratori chiedono l’intervento immediato di Mimit, comitato di Sicurezza finanziaria, Mef e presidenza del Consiglio dei ministri, «per stanziare i fondi necessari alla continuità operativa di Eurallumina», si legge in una nota sindacale, «come previsto dalla legge, in modo da garantire il pagamento delle utenze, dei salari e della fatture delle imprese terze ad assicurare la prosecuzione delle bonifiche ambientali».
Eurallumina, operai a 40 metri su silo: “Mimit ci convochi” (Ansa)
Da due anni l’Eurallumina, di proprietà della russa Rusal, è sottoposta alle sanzioni decise dal Csf in seguito alla guerra in Ucraina: «La gestione finanziaria dello stabilimento, pari a oltre 20 milioni annui, è stata sostenuta fino a settembre dalla Rusal, mentre la normativa», sostengono i sindacati, «prevederebbe la gestione, anche finanziaria, da parte del Csf attraverso l’Agenzia del Demanio».
Ora che la Rusal ha sospeso i trasferimenti dei fondi all’Eurallumina, si attendono i fondi dal Mef per far fronte alle gestione. «C’è il rischio», dicono i sindacati, «di misure drastiche come liquidazione o fallimento».Da stamattina quattro operai stanno protestando a 40 metri di altezza, chiedendo l’intervento del Governo.
E’ avvenuto nel Lodigiano durante la partita tra i bambini di 9 anni di Gs Montanaso e Usom Melegnano. La condanna unanime delle due società: no alla violenza
Montanaso (Lodi), 17 novembre 2025 – Contesta unadecisione dell’arbitro e, preso da un improvviso raptus, scaglia con violenza un sasso in campo: folle gesto sabato durante una partita di calcio del Campionato Pulcini tra il Gs Montanaso e l’Usom Calcio 1966 di Melegnano.
Il padre straniero quarantenne di un bambino di nove anni che giocava nell’Usomha dato in escandescenze mentre guardava la partita a pochi metri dal campo: probabilmente una decisione della giacchetta nera, il cui compito durante le competizioni dei più piccoli viene svolto dai dirigenti di una delle due squadre, evidentemente non digerita, ha scatenato la reazione rabbiosa del genitore che hapreso un sasso da terra e lo ha scagliato in campo, diretto nelle sue intenzioni a colpire chi aveva la colpa di aver fischiato male.
Il vergognoso gesto ha subito scatenato la reazione degli altri genitori, che si sono scagliati contro l’uomo per impedire altre violenze. Ne è nata un’accesa discussione verbale, in pochi secondi tramutatasi in una vera e propria zuffa tra diverse persone, sedata successivamente dall’arrivo di carabinieri e Polizia locale, che hanno riportato la calma e cercato di ricostruire nei dettagli l’episodio. Durante il parapiglia sembra che il lanciatore di sassi abbia anche brandito un lungo pezzo di ferro, forse per tenere lontani gli altri genitori, poi trovato a terra poco distante senza aver colpito nessuno. La partita è stata inevitabilmente sospesa, tra gente che scappava in preda al panico e piangeva, i bambini di 9-10 anni portati subito negli spogliatoi nel tentativo di preservarli dallo spettacolo indecente che si era materializzato davanti ai loro occhi. Sembra che il quarantenne non sia nuovo a episodi di intemperanza durante le partite.
Le due squadre hanno pubblicato un comunicato congiunto sui loro rispettivi profili social, anticipato da uno slogan chiaro: “No alla violenza”. Dopo aver ribadito la loro estraneità all’episodio, hanno condannato con fermezza “l’increscioso, irresponsabile e diseducativo gesto scaturito da un momento di poca lucidità di un singolo individuo”. I dirigenti hanno preso le distanze dall’episodio “lontano anni luce dalla filosofia sportiva che contraddistingue da anni le nostre società”. Le due squadre sono consapevoli che i bambini sono rimasti turbati dal bruttissimo episodio e dunque “stanno cercando di elaborare un’iniziativa comune per riportare i piccoli atleti a un clima di serenità e amicizia”.
Due dispersi in Friuli Venezia Giulia. Una frana ha travolto nella notte un’abitazione a Brazzano di Cormons, nel Goriziano.Una persona è stata estratta viva dalle macerie dai vigili del fuoco, affiancati dai volontari della Protezione civile, che stanno cercando due dispersi. Sul posto sono intervenuti anche i sanitari inviati dalla centrale operativa Sores Fvg con più ambulanze, automedica ed equipaggio dell’elisoccorso. La persona ferita, con una frattura a una gamba, è stata trasferita all’ospedale di Udine. Un violento temporale nella notte ha colpito la regione.
Squadre di soccorso e Soccorritori fluviali dei comandi di Trieste e Pordenone sono state inviate in supporto al personale di Udine e Gorizia insieme al nucleo regionale Gos (Gruppo operativo speciale). Dal Veneto è arrivata la squadra Usar (Urban search and rescue) per la ricerca delle persone disperse sotto le macerie.
Duecento chiamate ai vigili del fuoco – Il maltempo ha colpito duramente la zona tra Palmanova e la provincia di Gorizia, con i danni più pesanti registrati proprio a Cormons dove sono caduti 152 millimetri di acqua in sole sei ore. Il fiume Judrio è tracimato, causando allagamenti diffusi.
Gli scantinati dell’ospedale di Palmanova risultano sommersi dall’acqua, ma non ci sono problemi per i pazienti. Disagi anche sulle strade a Visco, Trivignano e Chiopris Viscone. Ai vigili del fuoco di Udine sono arrivate circa duecento richieste di intervento dalla mezzanotte, mentre numerose chiamate hanno impegnato anche il comando di Gorizia. A causa dell’ondata di maltempo la Protezione civile aveva diramato l’allerta gialla.
Le sue condizioni erano apparse subito critiche. Il conducente della Mercedes ha finto di essere un passante sceso dal tram
È deceduto il 19enne coinvolto nell’incidente stradale tra un Suv Mercedes e una Opel Corsa, avvenuto all’alba di oggi, 16 novembre, in viale Fulvio Testi a Milano. La vittima, Pietro Silva Orrego, è morto in serata all’ospedale Niguarda, dove era stato portato in arresto cardiaco. Per tutta la giornata aveva lottato tra la vita e la morte.
Morto, Pietro Silva Orrego il 19enne coinvolto nell’incidente a Milano – l giovane, uno dei feriti a bordo del Suv Mercedes, era apparso subito in condizioni critiche. I sanitari dell’Areu, arrivati sul posto, hanno trovato il 19enne in arresto cardiaco. Le manovre di rianimazione sono riuscite a stabilizzarlo e il ragazzo è stato trasportato in codice rosso al pronto soccorso del Niguarda, dove è stato operato per fermare le emorragie interne e poi trasferito in Terapia intensiva neurologica. Le sue condizioni sono apparse da subito gravissime: i traumi e gli ematomi hanno aggravato ulteriormente un quadro già critico. In serata è arrivata la notizia del decesso.
La prognosi resta riservata anche per una seconda passeggera, una 30enne a bordo del Mercedes, trasferita al Policlinico e sottoposta a un intervento chirurgico per i gravi traumi riportati. Meno preoccupanti sono le condizioni degli altri due feriti: un 23enne, anche lui passeggero del suv,medicato al San Raffaele, e il conducente 32enne della Opel Corsa, trasportato al Policlinico in codice giallo.
Il conducente del Suv senza patente – Da una prima ricostruzione, il Suv Mercedes classe G da oltre 700 cavalli, preso a noleggio, viaggiava a forte velocità verso il centro città, quando la Opel, guidata dal 32enne risultato positivo al pretest della droga, è sbucata alla sua sinistra. L’impatto è stato inevitabile. Alla guida della Mercedes c’era un giovane di 20 anni,risultato poi senza patente. Dopo lo schianto, ha finto di essere un passante intervenuto per prestare soccorso una volta sceso dal tram. Le indagini della polizia locale, grazie alla visione delle telecamere della zona e alle testimonianze dei presenti, hanno fatto emergere un quadro diverso dai suoi racconti. Una sua scarpa è stata ritrovata tra le lamiere contorte e bruciate del Mercedes. Le telecamere interne del tram hanno smentito la sua presenza a bordo del mezzo. Adesso il ragazzo è a disposizione della Polizia locale per accertamenti.
I rilievi effettuati dopo lo scontro fra una Opel Corsa e una Mercedes classe G in viale Fulvio Testi, a Milano
I rilievi effettuati dopo lo scontro fra una Opel Corsa e una Mercedes classe G in viale Fulvio Testi, a Milano
L’amministrazione Trump ha fatto della città guidata dai democratici il suo ultimo obiettivo, nonostante le forti obiezioni dei leader locali
Sabato, i manifestanti si sono radunati al First Ward Park per la manifestazione “No Border Patrol In Charlotte” contro i raid dell’ICE e le attività di pattugliamento della frontiera a Charlotte, nella Carolina del Nord. Fotografia: Anadolu/Getty Images
Un alto comandante della pattuglia di frontiera ha annunciato domenica decine di arresti nella città più grande della Carolina del Nord , mentre i residenti di Charlotte hanno segnalato un’ondata di incontri con agenti federali dell’immigrazione nei pressi di chiese e complessi di appartamenti.
L’ amministrazione Trump ha scelto la città a guida democratica, con circa 950.000abitanti, come ultimo obiettivo di una stretta sull’immigrazione che, a suo dire, combatterà la criminalità, nonostante le forti obiezioni dei leader locali e il fatto che i tassi di criminalità in città siano in costante calo.
Alcune attività commerciali di Charlotte hanno scelto di rimanere chiuse durante il fine settimana e molte zone che di solito sarebbero affollate il sabato pomeriggio sono rimaste tranquille perché la gente è rimasta a casa per paura di retate e retateanti-immigrazione .
Gregory Bovino , che ha guidato centinaia di agenti della US Customs and Border Protection (CBP) in un’operazione simile aChicago , si è rivolto ai social media per documentare alcuni degli arresti, un totale che, a suo dire, ammonta ora a 81. Ha aggiunto che molti degli arrestati avevano “importanti precedenti penali e di immigrazione” e che gli arresti di massa sono stati eseguiti in“circa 5 ore“.
Ha pubblicato foto di persone che l’amministrazione Trump definisce comunemente “immigrati illegali criminali“, una definizione schiacciante per chi vive negli Stati Uniti senza permesso legale e ha presunti precedenti penali. Tra queste, c’era anche quella di un uomo con una presunta storia di condanne per guida in stato di ebbrezza.
“Lo abbiamo arrestato, togliendolo dalle strade di Charlotte,così non potrà continuare a ignorare le nostre leggi e a guidare in stato di ebbrezza sulle stesse strade su cui state guidando tu e i tuoi cari“, ha scritto Bovino su X.
L’ultimo tentativo delle forze dell’ordine federali è stato definito “Operazione Charlotte’sWeb“, un gioco di parole sul titolo del libro per bambini, ma che evoca l’immagine di persone intrappolate.
In risposta alla repressione, alcuni attivisti sono stati visti in video pubblicati sui social media mentre distribuivano fischietti ai membri della comunità affinché avvisassero i vicini della presenza dell’ICE e degli agenti federali.
Il sindaco di Charlotte, Vi Lyles, il presidente del consiglio dei commissari della contea, Mark Jerrell, e la presidente del consiglio scolastico di Charlotte-Mecklenburg, Stephanie Sneed, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in seguito alla notizia degli sforzi mirati.
“Le nostre organizzazioni credono che la nostra diversità ci renda più forti“, si legge nella dichiarazione. “Le operazioni previste… stanno causando inutili timori e incertezze nella nostra comunità, poiché recenti operazioni in altre città hanno portato all’arresto di persone senza precedenti penali e a violente proteste, conseguenza di azioni ingiustificate“.
Presso Camino, un’organizzazione no-profit che offre servizi alle comunità latine, alcuni hanno dichiarato di avere troppa paura di uscire di casa per andare a scuola, alle visite mediche o al lavoro. Venerdì, una clinica odontoiatrica gestita dall’organizzazione ha registrato nove disdette, ha dichiarato la portavoce Paola Garcia.
“I latinoamericani amano questo Paese. Sono venuti qui per sfuggire al socialismo e al comunismo, e sono grandi lavoratori e persone di fede“, ha detto Garcia. “Amano la loro famiglia, ed è davvero triste vedere che questa comunità ora ha questo bersaglio sulla schiena“.
Nikki Marín Baena, co-direttrice di Siembra NC, un gruppo di difesa degli immigrati, ha definito quella giornata “una vergogna per il Partito Repubblicano della Carolina del Nord, che ha salutato con favore l’arrivo di cosiddetti agenti delle forze dell’ordine impegnati in operazioni terroristiche e ha fatto eco alle argomentazioni di Greg Bovino sul ‘dare la caccia ai criminali’“, in una dichiarazione al New York Times .
Il gruppo ha aggiunto che, prima di sabato, il numero più alto di arresti di immigrati in un solo giorno nella Carolina del Nord era stato di 30 persone a giugno.
Le recenti operazioni condotte da Bovino a Chicago e Los Angeles hanno scatenato una serie di cause legali e indagini su questioni relative all’uso della forza, tra cui l’ampio utilizzo di agenti chimici contro i manifestanti.
I leader del partito democratico in entrambe le città hanno affermato che la presenza degli agenti ha infiammato le tensioni nella comunità e ha addirittura portato alla violenza.
Bovino e altri funzionari dell’amministrazione Trump hanno ritenuto appropriato l’uso della forza, citando le crescenti minacce alla vita degli agenti.
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS), che sovrintende al CBP, non ha risposto alle richieste di informazioni sugli arresti di Charlotte. Il portavoce di Bovino non ha risposto alla richiesta di commento di domenica.
Il DHS non ha fornito molti dettagli sulle persone arrestate. Ad esempio, a Chicago, l’agenzia ha fornito solo nomi e dettagli su una manciata degli oltre 3.000 arresti effettuati nell’area metropolitana da settembre alla scorsa settimana.
Entro domenica, le segnalazioni delle attività della CBP a Charlotte erano “schiaccianti” e difficili da quantificare, ha affermato in un’e-mail Greg Asciutto, direttore esecutivo del gruppo di sviluppo comunitario CharlotteEast.
“Nelle ultime due ore abbiamo ricevuto innumerevoli segnalazioni di attività della CBP presso chiese, complessi di appartamenti e un negozio di ferramenta“, ha affermato.
Il consigliere comunale eletto JD Mazuera Arias ha affermato che prendere di mira i luoghi di culto è “semplicemente orribile“.
“Si tratta di santuari per le persone che cercano speranza e fede in tempi bui come questi e che non possono più sentirsi al sicuro a causa della grave violazione del diritto di culto delle persone“, ha affermato.
Gli ufficiali federali dell’immigrazione iniziano il rastrellamento a Charlotte, nella Carolina del Nord
Secondo quanto riportato dai resoconti locali, tra gli obiettivi ci sono i parrocchiani della chiesa impegnati nei lavori in giardino e gli operai che appendono le luci di Natale.
Un raduno e una marcia “No Border Patrol in Charlotte” a Charlotte, nella Carolina del Nord, sabato. Fotografia: Grant Baldwin/Getty Images
Secondo quanto riportato dai media locali, tra i luoghi presi di mira dagli agenti federali mascherati c’era una chiesa nella zona est di Charlotte , dove è stato effettuato un arresto mentre circa 15-20 membri della chiesa stavano svolgendo lavori di giardinaggio nella proprietà.
Il pastore della chiesa, che non ha voluto rivelare né se stesso né la sua chiesa, ha dichiarato al Charlotte Observer che gli agenti non avrebbero fatto domande né mostrato documenti d’identità prima di portare via l’uomo. La moglie e il figlio dell’uomo si trovavano all’interno della chiesa in quel momento, ha detto il pastore.
“In questo momento, tutti hanno paura. Tutti”, ha detto. “Uno di questi ragazzi dell’immigrazione ha detto che avrebbe arrestato un altro ragazzo in chiesa. Lo ha spinto.“
Tricia McLaughlin, assistente segretario alla sicurezza interna, ha dichiarato in una dichiarazione all’Associated Press che gli agenti federali “stanno inviando le forze dell’ordine del DHS a Charlotte per garantire la sicurezza degli americani e rimuovere le minacce alla sicurezza pubblica“.
“Gli americani dovrebbero poter vivere senza il timore che criminali violenti immigrati clandestini possano fare del male a loro, alle loro famiglie o ai loro vicini”, ha aggiunto McLaughlin.
I funzionari locali, tra cui il sindaco Vi Lyles, hanno criticato tali azioni, affermando in una dichiarazione che “stanno causando paura e incertezza inutili”.
“Vogliamo che le persone di Charlotte e della contea di Mecklenburg sappiano che siamo al fianco di tutti i residenti che vogliono semplicemente continuare a vivere la loro vita“, si legge nella dichiarazione.
In un altro incontro con gli agenti federali nella zona est di Charlotte, due operai stavano appendendo le luci di Natale nel giardino di casa di Rheba Hamilton quando si sono avvicinati due agenti della dogana e della protezione delle frontiere.
Uno di loro ha cercato di parlare in spagnolo con i lavoratori, ha raccontato. Non hanno risposto e gli agenti se ne sono andati senza arrestarli.
“È davvero sconcertante, ma la cosa più importante è che abbiamo due esseri umani nel mio cortile che cercano di guadagnarsi da vivere. Non hanno infranto alcuna legge ed è questo che mi preoccupa“, ha detto Hamilton, 73 anni, che ha filmato l’incontro con il suo cellulare.
Hamilton ha detto che gli agenti “cercavano prede facili. Non c’era nessuno con telecamere, nessuno che protestava, ci sono solo due ragazzi che lavorano in un cortile e una vecchia signora bianca con i capelli bianchi seduta in veranda a bere il suo caffè”.
Willy Aceituno, cittadino statunitense di 46 anni nato in Honduras, ha dichiarato che sabato stava andando al lavoro quando ha visto “molti latinoamericani correre“, inseguiti da “molti agenti della polizia di frontiera“.
Aceituno ha dichiarato di essere stato fermato due volte dagli agenti. Durante il secondo incontro, ha raccontato, è stato costretto a scendere dal veicolo dagli agenti che gli hanno rotto il finestrino.
“Ho detto loro: ‘Sono un cittadino americano‘”, ha raccontato all’Associated Press. “Volevano sapere dove fossi nato, altrimenti non credevano che fossi un cittadino americano“. Aceituno ha raccontato di essere stato portato su un veicolo della polizia di frontiera e poi rilasciato dopo aver mostrato i documentiche comprovavano la sua cittadinanza.
Da giorni circolano voci di un imminente rastrellamento nella zona, dopo che lo sceriffo della contea, Garry McFadden, ha dichiarato che due funzionari federali gli avevano comunicato che gli agenti doganali sarebbero arrivati presto.
Paola Garcia di Camino, un’organizzazione no-profit bilingue al servizio delle famiglie di Charlotte, ha affermato che lei e i suoi colleghi hanno notato un aumento delle fermate da venerdì.
“In pratica, quello che stiamo vedendo è che sono state fermate molte persone“, ha detto Garcia.
Le attività commerciali della zona, tra cui un panificio latinoamericano locale, avevano chiuso prima delle retate, ha affermato il consigliere comunale JD Mazuera Arias.
“Questa è la dogana e la pattuglia di frontiera. Non siamo una città di confine, né uno stato di confine. Allora perché sono qui?“, ha detto. “Questa è una grave violazione dei diritti costituzionali non solo per gli immigrati, ma per i cittadini statunitensi“.
Il governatore democratico Josh Stein ha dichiarato venerdì che la stragrande maggioranza delle persone arrestate in tali operazioni non ha condanne penali e alcune sono cittadini. Stein ha esortato le persone a registrare qualsiasi “comportamento inappropriato” e a segnalarlo alle forze dell’ordine locali.
Ma il presidente del partito repubblicano della contea di Mecklenburg, Kyle Kirby, ha affermato che i funzionari democratici “hanno abbandonato il loro dovere di far rispettare la legge e l’ordine” e stanno “demonizzando i coraggiosi uomini e donne delle forze dell’ordine federali”.
“Sia chiaro: al presidente Trump è stato dato il mandato, in occasione delle elezioni del 2024, di proteggere i nostri confini“, ha dichiarato Kirby in una nota. “Chiunque si trovi legalmente in questo Paese non ha nulla da temere“.
Le incursioni a Charlotte sono avvenute tre mesi dopo che l’ amministrazione Trump aveva identificato la città come un esempio di città a guida democratica che non stava facendo abbastanza per proteggere i cittadini, in seguito all’accoltellamento mortale dell’immigrata ucraina Iryna Zarutska a bordo di un treno della metropolitana leggera di Charlotte.
Le operazioni di controllo seguono uno schema simile a quello delle operazioni di controllo dell’immigrazione in tutti gli Stati Uniti, tra cui Los Angeles , Chicago , Portland e New York City .
La chiesa di East Charlotte, dove è avvenuto il raid sabato, ha dichiarato che avrebbe sospeso le funzioni religiose e i lavori in giardino finché i fedeli non si fossero sentiti di nuovo al sicuro per riunirsi, ha detto il quindicenne Miguel Vazquez al Charlotte Observer.
“Pensavamo che la chiesa fosse sicura e che non sarebbe successo nulla”, ha dettoVazquez. “Ma è successo.”
Kris Boyd durante la sua permanenza con i Texans la scorsa stagione.Fotografia: Cooper Neill/Getty Images
Un 29enne è stato colpito da un colpo d’arma da fuoco dopo un incidente a Midtown
La polizia afferma che la lite fuori dal ristorante è diventata violenta
Il giocatore dei New York Jets Kris Boyd è ricoverato in ospedale in condizioni critiche dopo essere stato colpito da un colpo d’arma da fuoco nelle prime ore di domenica mattina.
Secondo quanto riferito dalla polizia di New York, il 29enne è stato colpito all’addome intorno alle 2 del mattino sulla West 38th Street a Midtown. È stato trasportato al Bellevue Hospital, dove si trova in condizioni critiche ma stabili.
“Siamo a conoscenza della situazione che coinvolge Kris Boyd e per il momento non rilasceremo ulteriori commenti“, hanno dichiarato i Jets in una nota.
Il New York Post ha riferito che Boyd è stato colpito da un colpo di arma da fuoco dopo una lite fuori da un ristorante sfociata in violenza. La polizia ha dichiarato di essere alla ricerca di un uomo che ritengono essere l’assassino, fuggito dalla scena a bordo di un SUV BMW X8.
Boyd, cornerback che gioca principalmente negli special team, è stato scelto al settimo giro dai Minnesota Vikings nel draft del 2019 dopo una brillante carriera universitaria al Texas. Ha giocato anche per gli Houston Texans e gli Arizona Cardinals prima di unirsi ai Jets a marzo. Non ha giocato finora in questa stagione a causa di un infortunio alla spalla.
Durante il suo periodo in Texas, Boyd ha affermato che le difficoltà della sua infanzia (la perdita del padre e della nonna che lo avevano aiutato a crescere) gli avevano dato una visione positiva della vita.
“Apprezzo tutte le piccole cose“, ha detto Boyd . “Tutti mi chiedono sempre perché ho un sorriso stampato in faccia. È perché non dovrei essere qui.“
I Jets hanno vissuto una stagione difficile fuori dal campo. A ottobre, uno dei giocatori più popolari della loro storia, Nick Mangold, è morto all’età di 41 anni mentre era in attesa di un trapianto di rene . All’inizio di questo mese, il defensive end dei Dallas Cowboys Marshawn Kneelandè morto all’età di 24 anni .
Le segnalazioni secondo cui alle squadre dei vigili del fuoco è stato ordinato di abbandonare il luogo originale dell’incendio sollevano domande difficili per i leader della città e del LAFD
Case bruciate sulla spiaggia di Malibu, distrutte dall’incendio di Palisades a gennaio. Fotografia: Mario Tama/Getty Images
Le preoccupazioni per un piccolo incendio boschivo che si è riacceso pochi giorni dopo trasformandosi nel gigantesco incendio di Palisades, ilpiù distruttivo nella storia di Los Angeles, sono aumentate nelle ultime settimane, in seguito alle notizie secondo cui ai vigili del fuoco è stato ordinato di lasciare il sito originale dell’incendio più piccolo, nonostante le preoccupazioni che il terreno stesse ancora bruciando.
Ora, restano dubbi su come i dirigenti dei vigili del fuoco di Los Angeles abbiano risposto a un incendio cheha raso al suolo intere comunità e su chi, all’interno dell’agenzia, fosse a conoscenza dei timori che l’incendio potesse ancora rappresentare una minaccia. Un ex consigliere comunale di Los Angeles afferma che le conseguenze e gli sforzi di recupero dovrebbero rappresentare un momento alla Pearl Harbor per la città, che non dovrebbe mai più trovarsi con le fiamme che divampano da ogni lato.
Nelle ultime settimane, il Los Angeles Times ha pubblicato una serie di rivelazioni bomba sulla risposta iniziale al primo incendio, quello di Lachman, citando messaggi di testo che rivelavano che i vigili del fuoco avevano parlato con il loro capo battaglione poco dopo lo scoppio, nelle prime ore di Capodanno. Il piccolo incendio – di appena 3 ettari – è stato in gran parte spento poche ore dopo.
Ma, come riporta il Times, ai vigili del fuoco è stato detto di arrotolare le manichette e andarsene il giorno dopo: una mossa presa nonostante avessero riferito al loro superiore che era una “cattiva idea” lasciare la cicatrice della bruciatura a causa della visibile combustione: alcune rocce e ceppi d’albero erano ancora caldi al tatto.
In precedenza, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Los Angeles aveva sostenuto che l’incendio di Lachman fosse “spento” prima che i vigili del fuoco si spostassero, affermando di averlo ” perlustrato “ più volte, tastando con le mani eventuali focolai per individuare eventuali residui di fuoco. Qualsiasi nuovo incendio che si fosse sviluppato dalle ceneri sarebbe stato “un fenomeno“, aveva affermato all’epoca un vice capo dei vigili del fuoco.
L’incendio di Palisades è divampato cinque giorni dopo. Le fiamme, alimentate da venti a 160 km/h, hanno devastato gran parte di Pacific Palisades, Malibu e Topanga, uccidendo 12 persone e distruggendo oltre 6.800 edifici. Un uomo è stato arrestato e accusato di aver appiccato dolosamente l’incendio di Lachman. Deve rispondere di tre capi d’accusa federali per incendio doloso e si è dichiarato non colpevole .
Nuovi dettagli sulle preoccupazioni relative alla risposta al primo incendio di Lachman sono stati successivamente riportati dal Los Angeles Times, che all’inizio di questo mese ha riferito che il dipartimento ha mantenuto segreti i dettagli relativi all’ordine del capo battaglione di impacchettare le cose. Almeno un funzionario è venuto a conoscenza delle preoccupazioni entro giugno.
Questi dettagli non sono inclusi nel rapporto di 70 pagine sull’incendiodi Palisades, pubblicato all’inizio di ottobre. Il rapporto si limita a sottolineare che l’incendio “è iniziato sui Monti Santa Monica, sotto la cicatrice del precedente incendio di Lachman” e “ha infine devastato le aree di Pacific Palisades, Topanga e Malibu, rimanendo incontrollato fino al 31 gennaio 2025“.
“Questo incendio mortale, alimentato da venti di uragano di categoria 1, è stato uno di una serie di 11 incendi causati dal vento che si sono verificati nelle tre settimane successive, devastando la regione della California meridionale “, si legge nel rapporto.
Il sindaco chiede un’indagine – La crescente confusione sulla cronologia e sulla risposta del LAFD ha spinto il mese scorso il sindaco di Los Angeles, Karen Bass, a ordinare un’indagine sull’incendio di Lachman. Bass ha chiesto al capo ad interim del dipartimento, Ronnie Villanueva, di indagare sulle origini dell’incendio, scrivendo in un articolo il mese scorso che i resoconti erano “estremamente allarmanti“.
“Non commettiamo errori: i vigili del fuoco della nostra città sono eroi ogni giorno. Dobbiamo a loro e alla popolazione di Los Angeles assicurarci che il loro corpo dei vigili del fuoco sia guidato, organizzato e pronto per qualsiasi emergenza possa presentarsi“, ha dichiarato Bass in una lettera del 31 ottobre.
Tuttavia, nonostante numerose indagini abbiano indagato sull’origine degli incendi di gennaio, Bass ha affermato che un resoconto completo della risposta prima e dopo l’incendio di Palisades aiuterebbe il dipartimento ad adattarsi e riformarsi.
“Una piena comprensione della risposta agli incendi di Lachman è essenziale per una ricostruzione accurata di quanto accaduto durante gli incendi boschivi di gennaio”, ha scritto Bass. “Questo continuerà a guidare le nostre riforme in corso, che includono il miglioramento dei protocolli pre-intervento, il rafforzamento del coordinamento interagenzia, l’aggiornamento delle tecnologie di comunicazione e l’ampliamento della formazione a tutti i livelli del personale“.
I vigili del fuoco lavorano vicino a una chiesa distrutta dall’incendio di Palisades. Fotografia: David Ryder/Reuters
Bass, che si candida per la rielezione l’anno prossimo, ha recentemente nominato Jamie Moorecapo permanente del corpo dei vigili del fuoco. Il suo ufficio ha dichiarato questa settimana che Moore avrebbe guidato l’indagine, e mercoledì Moore ha dichiarato che avrebbe sostenuto un’indagine completa e indipendente sulla gestione dell’incendio di Lachman.
“La recente attenzione mediatica sugli incendi boschivi di gennaio ha creato una comprensibile sfiducia, e deve essere affrontata direttamente“, ha dichiarato Moore, la cui posizione deve ancora essere approvata dal consiglio comunale di Los Angeles, durante una riunione del comitato per la sicurezza pubblica dell’ente questa settimana. “Sostengo pienamente la richiesta del sindaco Bass di un’indagine indipendente sulla risposta dei vigili del fuoco di Los Angeles all’incendio di Lachman, riconoscendo che trasparenza e responsabilità sono fondamentali per garantire che ogni incidente impari da noi“.
Ha affermato di essere impegnato in un “processo equo e approfondito” che contribuisca a “ripristinare la fiducia nel nostro corpo dei vigili del fuoco”.
“I nostri membri non sono stati ascoltati e non sono stati ascoltati“, ha detto Moore. “Ecco perché sostengo la richiesta del sindaco Bass di un’indagine indipendente sull’incendio di Lachman, perché voglio arrivare in fondo alla questione“.
L‘ufficio di Bass e il dipartimento dei vigili del fuoco di Los Angelesnon hanno risposto alle richieste di commento.
I critici affermano che la “Pearl Harbor” degli incendi merita un’indagine indipendente – Zev Yaroslavsky, che ha trascorso 20 anni nel consiglio comunale di Los Angeles e 20 anni come membro del consiglio di vigilanza della contea, ha affermato che gli eventi che hanno circondato l’incendio di Palisades e i resoconti successivi “richiedevano ancora a gran voce quel tipo di analisi indipendente, non solo per scoprire la verità, ma anche per ispirare fiducia nella gente della contea, della città, in tutti noi”.
“Bisogna creare un gruppo indipendente di persone che non abbiano alcun legame con i vigili del fuoco di questa regione… un piccolo gruppo di persone che esamini cosa è andato bene e cosa è andato storto“, ha detto al Guardian. “In un incendio, qualcosa va sempre storto“.
Yaroslavsky, ora direttore della Los Angeles Initiative presso la facoltà di Affari Pubblici dell’UCLA, ha proseguito: “Ogni incidente richiede un’analisi post-incidente, e un evento di questa portata deve essere analizzato in modo molto diverso. È un po’ come l’11 settembre, è come Pearl Harbor per i vigili del fuoco“.
Anche i recenti eventi con i sistemi di allerta di emergenza hanno evidenziato la necessità per il LAFD di affrontare meglio le possibili soluzioni di miglioramento in seguito all’incendio di Palisades, ha affermato Yaroslavsky. Questa settimana, ha dichiarato di aver ricevuto un avviso sul suo iPhone che avrebbe dovuto essere un test dei sistemi di emergenza per South Pasadena, ma che invece è stato inviato a tutta la contea di Los Angeles, circa 10 milioni di persone .
“C’è qualcosa che non va nei sistemi di comunicazione. Voglio dire, ci sono molte cose che devono essere esaminate, e che avrebbero dovuto essere esaminate molto prima“, ha detto.
L’ufficio di Bass ha sottolineato che Los Angelesha adottato numerose misure per implementare nuovi strumenti e processi volti a migliorare la preparazione e la risposta agli incendi, tra cui cambiamenti nella dirigenza, una formazione più efficace e una migliore preparazione prima che scoppi un incendio.
Yaroslavsky ha affermato che la città ha due corpi dei vigili del fuoco altamente qualificati: il dipartimento dei vigili del fuoco di Los Angeles e il dipartimento dei vigili del fuoco della contea di Los Angeles, e ha aggiunto che i vigili del fuoco hanno svolto un lavoro eroico quando è scoppiato l’incendio di Palisades.
“Si tratta di due dei migliori corpi dei vigili del fuoco del mondo, e sono stati colpiti da una tempesta di vento senza precedenti nella nostra storia“, ha affermato.
Ma, ha aggiunto, restano ancora molti interrogativi e Bass e l’LAFD devono fornire risposte mentre le comunità continuano a ricostruirsi.
“Penso che il morale sia stato scosso fino al midollo ad Altadena e Palisades”, ha detto Yaroslavsky, riferendosi anche al devastante incendio di Eaton avvenuto nello stesso momento. “Penso che una domanda legittima sia: cosa sapevano tutti, e quando lo hanno saputo?”
“Non c’è dubbio che la sindaca abbia sofferto politicamente per questo. Dovrebbe essere giudicata non per quello che ha fatto il primo giorno, ma per quello che avrebbe fatto nei giorni successivi, per la ricostruzione e per arrivare in fondo alla questione. E questo è ancora un lavoro in corso per lei.“
Negli Usa, i vigili del fuoco nel sud-est del Texas hanno domato domenica un incendio in una centrale elettrica dismessa che ha emesso grandi colonne di fumo nell’aria. La polizia di Texas City ha detto che l’incendio è scoppiato nella struttura nella zona di Texas City, nella contea di Galveston, e diversi vigili del fuoco erano sulla scena. Gli agenti hanno anche detto che due torri di raffreddamento e linee elettriche erano in fiamme e un enorme pennacchio di fumo si stava dirigendo verso nord. Non sono stati segnalati feriti.
Non ci sono militari feriti, né italiani coinvolti nell’attacco dell’esercito dello Stato ebraico
Foto di repertorio LaPresse
Ancora una volta, l’esercito israeliano apre il fuoco sul contingente delle Nazioni Unite(Unifil). La forza Onu di interposizione nel sud del Libano è finita nel mirino dei tank israeliani, nella mattinata del 16 novembre.
Non ci sono militari feriti, né italiani coinvolti nell’attacco israeliano – È stata la stessa Unifil a comunicarlo con un post su X, in cui precisa che a sparare è stato un carro armato Merkava, da una postazione allestita da Israele in territorio libanese. Non ci sarebbero militari feriti né italiani coinvolti nell’attacco israeliano. L’Unifil ha precisato che “i colpi” sono “arrivati a circa cinque metri dai peacekeeper, che erano a piedi” e sono stati costretti a mettersi al riparo. Gli spari sarebbero avvenuti nel settore spagnolo, vicino a Khiam. “I caschi blu hanno chiesto alle Idf di cessare il fuoco tramite i canali di collegamento di Unifil – aggiunge una nota – Sono riusciti ad allontanarsi in sicurezza circa trenta minuti dopo, quando il carro armato Merkava si è ritirato all’interno della postazione delle Idf“.
Unifil: “Grave violazione della Risoluzione 1701” – L’Unifil ha sottolineato che “questo incidente costituisce una grave violazione della Risoluzione 1701”, che ha posto fine al conflitto del 2006 tra Israele e Hezbollah e ha anche costituito la base della tregua dello scorso novembre. Tale cessate il fuoco mirava a porre fine a oltre un anno di ostilità tra le parti, scoppiate dopo l’inizio della guerra di Gaza. In base all’accordo, Israele avrebbe dovuto ritirare le sue forze dal Libano meridionale, ma le ha mantenute in cinque aree che ritiene strategiche. Ha inoltre continuato a effettuare attacchi regolari in Libano, affermando principalmente di prendere di mira siti e operatori di Hezbollah.
Israele: “Caschi blu scambiati per sospetti a causa del maltempo” – L’incidente di domenica non è stato il primo in cui l’Unifil ha accusato Israele di mettere in pericolo le sue forze di pace. Ma Tel Aviv ha fornito la sua versione per spiegare il motivo per cui ha aperto il fuoco contro il personale Unifil. L’esercito israeliano ha ammesso in una nota di aver aperto il fuoco su due membri dell’Unifil nel Libano meridionale, ma di averlo fatto erroneamente, dopo averli identificati come una minaccia a causa delle cattive condizioni meteorologiche.
Nella nota, l’Idf ha spiegato di aver sparato ”colpi di avvertimento” contro i soldati dell’Onu a nord di Metula dopo averli classificati come sospetti, prima di confermarne l’identità. “Dopo un’analisi, è stato stabilito che i sospettati erano soldati delle Nazioni Unite che stavano effettuando un pattugliamento nella zona e che erano stati classificati come sospetti a causa delle cattive condizioni meteorologiche“, afferma l’esercito israeliano, aggiungendo che l’incidente è in fase di ulteriore esame. “Le Idf sottolineano che non hanno sparato deliberatamente contro i soldati Unifil e che la questione viene gestita attraverso i canali ufficiali militari“, aggiunge l’esercito israeliano.
L’azzurro trionfa nuovamente a Torino, batte 7-6 7-5 lo spagnolo dopo più di 2 ore di grande partita. E vince ancora una volta senza perdere neanche un set
Maestro Sinner! Batte Alcaraz dopo due set di tennis spaziale e vince ancora le Finals
Jannik, l’hai fatto un’altra volta. E questa è ancora più bella. Trionfo bis nel “torneo dei maestri”, davanti al pubblico di casa, contro il rivale dei rivali. Che film, ragazzi. I 13mila dell’Inalpi Arena, connessi con i milioni davanti alla tv, si godono l’estasi del momento: l’Italia della racchetta in cima al mondo, nell’era globale e digitale dei Big Two. Non avevamo mai avuto un tennista al primo posto della classifica. Non avevamo mai avuto un tennista con quattro Slam in bacheca. Non avevamo mai avuto un tennista vincente alle Finals. Sinner ci ha regalato tutto questo, e anche di più. Ci ha regalato la piacevole sensazione di un déjà-vu. Torino 2024 come Torino 2025 (senza perdere un set). Solo che la vittima sacrificale di oggi non è l’outsider Fritz, ma il re attuale del ranking. La finale contro Carlos Alcaraz – una ricorrenza che, soltanto quest’anno, si è ripetuta sei volte e che, credeteci, non stanca mai – è stata uno spettacolo nello spettacolo, nell’altalena di emozioni e nella qualità del gioco. Dopo essersi divisi gli Slam (Australian Open e Wimbledon a Jannik, Roland Garros e Us Open a Carlos), il “quinto” major del 2025 valeva come una sorta di bella. L’ha vinta l’azzurro 7-6 (4) 7-5, dopo 2 ore e 15 minuti, tirando fuori il quid quando la pallina scottava di più e prolungando la serie positiva a livello indoor a 31 match consecutivi: l’ultimo ko, proprio qui, nel 2023, in finale con Djokovic. È vero che lo spagnolo conclude l’anno in testa alla classifica, con 12.050 punti, contro 11.500, ma Jannik ha saltato tre mesi a causa della sospensione per il caso Clostebol e, di conseguenza, ha giocato quattro tornei in meno. Il rapporto tra punti ottenuti e tornei disputati, sebbene non valga nulla dal punto di vista ufficiale, certifica il miglior rendimento di Sinner.
Ancora in campo il fisioterapista per Alcaraz, sempre per trattare il retro della coscia destra, alla fine del primo parziale.
LA PARTITA – C’è un’atmosfera magnetica nel palazzetto. Jannik è l’idolo incontrastato, sospinto senza soluzione di continuità. Però Carlos si è ormai conquistato il rispetto di tutti, anche del pubblico italiano. Torino si mostra calorosa e, allo stesso tempo, galante. Nei primi tre giochi i ribattitori racimolano un punticino. Sul 2-2 i primi brividi: Sinner sbaglia due dritti da 30-0, poi commette doppio fallo ed è 40 pari. Una persona in tribuna accusa un malore, il gioco viene interrotto per 12 minuti per consentire i soccorsi. Alla ripresa, l’azzurro piazza una volée e un ace. Si va ai vantaggi anche nel turno dello spagnolo, che fa suo con un rovescio lungolinea utile per uscire dallo scambio. L’impressione è che nel palleggio da fondocampo, sulla resina veloce adagiata sui pannelli in legno che fanno rimbalzare bassa la palla, i colpi di Sinner facciano più male. E quando Alcaraz prova a variare col back, l’altro lo fulmina con un rovescio lungolinea. Ma entrambi sfruttano bene il servizio nei momenti che contano e il punteggio non si schioda. Sul 5-4 Alcaraz chiama il medical timeout per farsi massaggiare la coscia destra, poi si procede fino al 6-5. Serve Sinner: lo spagnolo si costruisce il set point con due variazioni sul tema (il primo drop-shot del pomeriggio e l’attacco a rete). Qui emerge tutta l’essenza dell’uomo di ghiaccio: Jannik serve la seconda a 187 km orari e cancella la palla del set, dopodiché sfrutta la combinazione servizio-dritto e una prima vincente. Si va al tie break, sul filo di un sottilissimo equilibrio, con 36 punti vinti da Alcaraz e 35 da Sinner. L’altoatesino gioca meglio in risposta e scappa 4-2, sbaglia una palla corta ma si riprende subito il mini-break, per poi far impazzire gli spettatori con un passante in lob. Il primo set è suo (7-4 al tie break, il 16° vinto su 19 giocati nel 2025). Alcaraz, rientrato in campo con una fasciatura alla coscia, sorprende il rivale facendo il break. Le percentuali di prime di Jannik crollano attorno al 50%, Carlos è avanti 3-1. Poi, sul 3-2, dopo un’ora e 42 minuti, l’italiano si procura la prima palla break dell’incontro: la trasforma con una smorzata vincente e pareggia i conti. Sinner rischia ancora al servizio, ma per sua fortuna l’avversario sbaglia l’attacco di dritto vanificando l’opportunità del contro-break. Ora la contesa è di nuovo serratissima. Il beniamino locale si aggiudica uno scambio di 24 colpi e, con il dito all’orecchio, chiama a raccolta i tifosi. Dopo quattro turni di controllo al servizio, eccoci sul 6-5 per Sinner. Un rovescio lungolinea cancella il 6-6, poi un passante attiva il matchpoint: palleggio fitto, Carlos esce dalla diagonale sbagliando il rovescio e consegnando il trofeo al rivale.
Vince Sinner! – Sinner annulla una palla del tie-break con un rovescio lungolinea vincente ad un Alcaraz che concede qualcosa di troppo, sia in termini di gioco sia in termini di errori. E così, con un passante nelle stringhe arriva a match point. Jannik va poi a chiudere con un rovescio largo dello spagnolo. E finisce lungo disteso.continua a leggere
Una data che richiama l’attenzione su cause come distrazione, velocità e guida in stato alterato, e sull’urgenza di politiche più efficaci per la sicurezza
La terza domenica di novembre è dedicata alla Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada, istituita dalle Nazioni Unite per ricordare chi ha perso la vita in incidenti stradali e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sicurezza. Nel primo semestre del 2025, in Italia si sono verificati oltre 82 mila incidenti con lesioni, che hanno causato circa 111 mila feriti e 1.310 decessi. Rispetto allo stesso periodo del 2024, si registra un calo del 6,8% delle vittime. Tuttavia, ogni giorno si contano in media più di sette morti sulle strade italiane, una ogni tre ore e mezza.
Dove si muore di più – Le autostrade hanno visto un aumento dei decessi, mentre le strade urbane ed extraurbane mostrano una lieve diminuzione. Il rischio resta elevato in tutte le fasce orarie, con picchi nelle ore serali e notturne. Il fattore umano è responsabile di oltre il 90% degli incidenti. Tra le cause più frequenti ci sono l’eccesso di velocità, la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze, la distrazione al volante — spesso dovuta all’uso dello smartphone — e il mancato rispetto delle regole stradali. Proprio su questo il papa oggi all’Angelus ha ricordato “tutti coloro che sono morti in incidenti stradali causati troppo spesso da comportamenti irresponsabili. Ognuno faccia su questo un esame di coscienza“, ha chiesto il Pontefice.
Obiettivi europei ancora lontani – Dal 2001, le vittime della strada in Italia sono diminuite del 60%, ma il ritmo di miglioramento si è rallentato. Rispetto al 2019, la riduzione dei decessi è stata solo del 14,6%, ben lontana dall’obiettivo europeo di dimezzare morti e feriti gravi entro il 2030. Nel mondo, gli incidenti stradali causano oltre un milione di morti ogni anno. La giornata di oggi è un’occasione per ricordare le vittime, ma anche per rilanciare l’impegno verso politiche più efficaci, infrastrutture più sicure e comportamenti più responsabili.
Dopo una giornata complessa, oggi la Liguria si prepara per l’allerta arancione. Aggiornamenti, immagini e video della situazione oggi, domenica 16 novembre
Dopo l’allerta gialla che insiste da ieri, oggi alle 12 Genova è entrata in allerta arancione che, prorogata, durerà fino alla mezzanotte, poi ancora allerta gialla fino alle 8 di domattina.
La sindaca del capoluogo ligure, Silvia Salis, ha lanciato un appello invitando i cittadini a restare a casa in queste ore complicate.
Gli aggiornamenti in tempo reale: strade chiuse, allagamenti, alberi caduti – Ecco tutti gli aggiornamenti in diretta di oggi, domenica 16 novembre.
Intorno alle 13,45 è stata chiusa la via Aurelia in zona Pizzo ad Arenzano, misura che Anas intraprende per motivi di sicurezza con l’allerta arancione combinata alla pioggia forte. L’unico modo per spostarsi per/da Genova è prendendo l’autostrada A10 (ricordiamo che ancora oggi la circolazione ferroviaria tra Cogoleto e il nodo di Genova è ferma per lavori).
Verso le 13 i vigili del fuoco stanno operando in via dei Mille per un grosso ramo di albero caduto.
Alle 11,40 via Tortona è stata chiusa per un albero caduto all’altezza del civico 50. La strada è stata riaperta per le 12,40.
Alle 10,45la polizia locale segnala acqua sulla carreggiata della sopraelevata Aldo Moro: “Prestare attenzione”.
Alle 10,30 piazza Palermo, in centro, è attraversata da un “fiume” d’acqua proveniente dalla galleria Goffredo Mameli. La strada, in pendenza, rende il tratto terminale di via Barabino verso la piazza una vera piscina.
Alle 10,15 i vigili del fuoco sono ancora all’opera in viale alla Pineta per rimuovere un albero caduto che ha lasciato senza elettricità alcune famiglie. La strada risulta chiusa all’altezza del civico 30 r.
Poco prima delle 9, allagamenti anche in via Rossini, all’imbocco del ponte Polcevera. Il presidente del Municipio Valpolcevera, Michele Versace, ha reso noto che è stato richiesto l’intervento dell’autospurgo, segnalando anche accumuli d’acqua e fango nelle zone collinari, tra via Maritano e Linneo.
Alle 8,50si segnalano allagamenti sulla strada in via Rubaldo Merello.
Alle 8,30la polizia locale ha chiuso il sottopasso di via Milano, in direzione via Milano vecchia, per allagamento. Resta aperto in direzione via di Francia.
Alle 7,30 la protezione civile di Genova ha segnalato forti rovesci in corso sulla Val Bisagno: “Prestare attenzione e seguire gli aggiornamenti“.
Permane la chiusura del sottopasso di via Brin.
Cento richieste di soccorso ai vigili del fuoco nella notte – Oltre 100 le richieste di soccorso arrivate ai vigili del fuoco nella notte per il maltempo, fortunatamente di minore entità rispetto a quelli di ieri.
È terminata prima dell’alba la rimozione dell’albero che gravava su via Lamberto Loria, un pino di grosse dimensioni.
Pegli, oltre 150 metri cubi di terra rimossi – Aster nel frattempo ha lavorato senza sosta per garantire sicurezza e viabilità. Nella notte in via Niccolosio da Recco, a Pegli, le squadre sul posto nella notte hanno rimosso i detriti della frana: oltre 150 metri cubi di terra e pietre rimossi.
Numerosi interventi anche in altre zone della città come via Calda, dove è stato messo in sicurezza un tratto interessato dal cedimento di un muro.
Intanto il settore verde di Aster è attivo su tutto il territorio, impegnato nella gestione di alberature e aree verdi colpite dal maltempo con gli interventi più complessi in via Martiri e questa mattina in viale alla Pineta, per una grande pianta in bilico sulla strada.
I danni di sabato – Il maltempo ha iniziato a flagellare il territorio ieri causando svariati danni tra allagamenti, l’esondazione del rio Fegino, alberi pericolanti, smottamenti, muri crollati, downburst e trombe d’aria che hanno causato anche la caduta di container al porto di Pra’. Particolarmente colpite le zone del ponente genovese e della Valpolcevera.
Il tutto reso ancora più complesso da un allagamento che ieri mattina ha implicato la chiusura della via Aurelia ad Arenzano, contemporaneamente al blocco dell’A10 causa incidente e allo stop dei treni (anche oggi) per lavori: una serie di circostanze che hanno provocato almeno mezza giornata di completa paralisi del traffico a ponente.
Paura anche, in serata, per tre ragazzi che risultavano dispersi ma che alla fine sono riusciti a tornare a casa autonomamente: avevano il cellulare scarico e non erano riusciti a contattare le famiglie.
Divieti e chiusure a Genova – Viste le condizioni critiche e i danni al territorio, il Coc di Genovagià da sabato sera ha introdotto il divieto di transito a motocicli, mezzi telonati e furgonati sulla sopraelevata.
Da stamattina, e già in allerta gialla, per motivi precauzionali sono chiusi parchi, giardini e cimiteri su tutto il territorio comunale. Chiusi tutto il giorno Museo del Risorgimento, Museo Archeologico e Muce-Museo Certosa di Genova.
In via Nicoloso da Recco, a Pegli, nell’area interessata dal crollo di un muraglione, permangono le criticità legate allo smottamento, numerosi i nuclei familiari della zona privi del servizio di distribuzione gas: ieri è stata attivata la protezione civile comunale per l’eventuale fornitura di cibo e acqua.
Sempre a Pegli, per motivi di sicurezza, chiusura temporanea di via Beato Martino da Pegli a causa del distacco dei tiranti dei lampioni dell’illuminazione pubblica.
Fino al termine dell’allerta meteo restano chiusi i sottopassi pedonali e il sottopasso di Brin.
Si segnala il divieto di sosta:
su entrambi i lati di via Pontetti, fino all’intersezione con il civico 14C di via Isonzo. Rimozione forzata dei veicoli inadempienti.
in via Percy Bysshe Shelley, tratto compreso tra il civ. 161 e l’intersezione con via Monaco Simone e lungo l’asse principale nel tratto compreso fra i civici 15 e 79. Rimozione forzata dei veicoli inadempienti.
Vietato il transito pedonale sulla passerella di passo Carlineo sul torrente Chiaravagna.
Per tutta la durata dell’allerta arancione prosegue il monitoraggio dei principali corsi d’acqua del territorio comunale da parte dei volontari di protezione civile e della polizia locale.
I parcheggi: cosa succede con l’allerta arancione – A Genova, i possessori di tagliandi Blu Area A (Foce), B (Foce), C (Bassa Val Bisagno), R (San Fruttuoso) e T (Marassi) che abbiano opzionato le suddette zone come prima scelta, e i possessori dei tagliandi Blu AreaFB e FC, in concomitanza dello stato di allerta arancione possono parcheggiare gratuitamente in tutte le zone Blu Area, a partire da 3 ore prima della decorrenza dell’allerta e fino alle ore 12 del giorno successivo della cessata allerta.
La disposizione è valida anche per i residenti di via Fereggiano e corso De Stefanisnon in possesso del tagliando Blu Area (che dovranno esporre la carta di circolazione, in originale o in copia).
La madre: ‘Ha bisogno di voi’. Oggi un evento a Milano
Alberto Trentini
n anno senza Alberto Trentini, il cooperante veneziano di 46 anni detenuto in un carcere di Caracas.
Trecentosessantacinque giorni praticamente senza contatti con l’Italia, tranne rare eccezioni, e senza conforti lì in Venezuela. Senza accuse, soprattutto: il processo a suo carico non è mai stato formalizzato e l’accusa parla di una generica “cospirazione”.
Oggi sabato 15 novembre, proprio in occasione del suo arresto, avvenuto il 15 novembre 2024, ci sarà un evento a Milano: una conferenza stampa fissata alle 12 nella sala stampa del Comune di Milano per una nuova mobilitazione, affinché Alberto venga liberato.
L’incontro è stato preceduto da un nuovo appello della madre del cooperante, Armanda Colusso Trentini. “È passato un anno da quando Alberto è stato arrestato in Venezuela, un anno di attesa insopportabile per lui e per noi” ha scritto mamma Armanda sulla prima pagina di Repubblica. “Domani ci incontreremo a Milano per parlare ancora una volta di lui. E chiedo a voi tutti di non stancarvi mai di farlo, perché solo una forte pressione mediatica può convincere chi ha il potere ad agire e riportarlo finalmente a casa. Alberto ha dedicato la sua vita agli altri e ora è lui ad aver bisogno di voi: scrivete, parlatene, insistete, perché chi deve decidere lo faccia senza più tentennamenti, come è successo per altri nostri connazionali“.
Alberto lavorava con la ong francese per disabili ‘Humanity and Inclusion’ e ha dedicato la sua vita agli altri. Come hanno ricordato in una nota gli organizzatori dell’evento milanese, “ha un’esperienza pluridecennale nel campo della cooperazione internazionale, ha operato in più occasioni in zone di crisi e vari territori del mondo portando le sue competenze“. Davvero una vita per gli altri, dunque, e ora è giusto che “gli altri” si mobilitino per salvargli la vita, visto che “dal momento del suo arresto – si legge ancora nella nota – Alberto è rinchiuso in carcere e ha potuto usufruire di rarissimi e brevissimi contatti con la famiglia, gli avvocati e i rappresentanti consolari“. All’incontro di domani, coordinato dal presidente dell’Associazione Articolo 21 Beppe Giulietti, parteciperanno la madre di Alberto e l’avvocata Alessandra Ballerini. Saranno presenti anche Paolo Perucchini, presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti, e Riccardo Sorrentino, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia.
Ecco una sintesi della storia di Alberto Trentini, cooperante italiano detenuto nelle carceri venezuelane:
Chi è: Alberto Trentini è un operatore umanitario italiano che lavora per l’ONG Humanity & Inclusion, specializzata nell’assistenza a persone con disabilità.
Arresto: È stato fermato il 15 novembre 2024 mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito.
Dove è detenuto: È rinchiuso nel carcere El Rodeo I, nel distretto di Miranda, alla periferia di Caracas.
Accuse: Le autorità venezuelane lo accusano di “cospirazione” o “terrorismo”, ma secondo la famiglia e i suoi avvocati non sono mai state formalizzate imputazioni chiare.
Condizioni di detenzione:
Nei mesi iniziali è stato tenuto in isolamento.
Ha potuto chiamare la sua famiglia solo dopo diversi mesi: la prima telefonata ai genitori è avvenuta a maggio 2025.
Ha ricevuto una visita dell’ambasciatore italiano dopo circa 10 mesi.
Intervento internazionale:
La Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) ha concesso misure cautelari su suo favore, indicando che la sua situazione rappresenta un rischio grave per la sua integrità.
L’Italia ha mobilitato la diplomazia: è stato nominato un inviato speciale per seguire il caso e ci sono appelli parlamentari per il suo rilascio.
Mobilitazione familiare: La madre di Trentini, Armanda Colusso, ha lanciato appelli pubblici e ha chiesto più pressione diplomatica affinché venga liberato.
Posizione del governo venezuelano: Secondo Caracas, Trentini “ha un avvocato ed è sotto processo”, e le sue condizioni sarebbero rispettate.
Criticità: Il carcere El Rodeo è noto per le condizioni problematiche e per denunce su violazioni dei diritti umani.
Maltempo in Liguria: un violento temporale ha colpito durante la notte il Ponente genovese e la Val Polcevera. All’alba una frana è caduta sull’Aurelia all’altezza di Vesima, interrompendo la circolazione. Numerosi gli allagamenti tra Val Polcevera e Sampierdarena, dove alcuni sottopassi sono stati chiusi. Una bomba d’acqua nell’Imperiese ha causato decine di allagamenti e la perturbazione sta ora interessando anche la zona di Ventimiglia. Per il Centro-Ponente ligure resta in vigore l’allerta gialla per temporali: fino alle 15 nell’Imperiese e fino alle 18 nella provincia di Genova.
Temporali forti su Liguria, frane e traffico in tilt nel Ponente – Piogge molto intense sulla Liguria, effetto delle strutture temporalesche che dalla notte stanno sferzano il settore centrale della Regione, in allerta meteo gialla fino alle 18 con possibili prolungamenti e modifiche allo studio in queste ore. Un sabato difficile con allagamenti puntuali a Genova città, tra cui il sottopasso di Brin, quello di via Milano e via Perlasca. In mattinata chiusure a singhiozzo nel ponente sull’Aurelia in direzione di Arenzano per una frana all’altezza della galleria del Pizzo. Sempre per ilmaltempo un mezzo pesante in transito sull’autostrada A10 si è intraversato causando il blocco delle carreggiate in direzione Genova. Lunghe code e traffico in tilt per chi arriva da ponente diretto nel centro città, il tratto autostradale è stato chiuso per ripristini con possibili riaperture nel primo pomeriggio.
Frana sulla Aurelia, chiusa la Statale 1 ad Arenzano – La strada statale 1 Aurelia è provvisoriamente chiusa all’altezza di Arenzano, in provincia di Genova, a causa della presenza di detriti e fango sulla carreggiata. Lo comunica Anas precisando che il traffico, all’altezza del km 547,450, è deviato in entrambe le direzioni.I tecnici e le squadre Anas sono intervenuti per la gestione della viabilità, per valutare gli interventi necessari a ripristinare la sicurezza e quindi riaprire al traffico nel più breve tempo possibile.
A Genova torrenti sotto livello massima – Malgrado le forti precipitazioni registrate nelle scorse ore sul ponente di Genova, il livello dei principali corsi d’acqua (Leira, Cerusa, Varenna, Branega, San Pietro) rimane al di sotto delle soglie idrometriche di guardia. Lo rende noto il Comune di Genova dopo l’allerta gialla per temporali scattata a mezzanotte. Chiusi i sottopassi di Brin e via Degola dove sono presenti presìdi della Polizia Locale e delle squadre di Protezione Civile, impegnati anche nel monitoraggio dinamico del territorio. La frana di via Rubens, verificatasi all’altezza della galleria Pizzo, non ha interessato il territorio comunale . La sindaca Silvia Salis è in contatto costante con la Sala Emergenze della Protezione Civile dove è presente l’assessore Massimo Ferrante.
Nuove piogge in arrivo, domani allerta arancione dalle 12 – Prosegue la fase perturbata che sta interessando la regione in queste ore, in estensione su domani con un’ulteriore intensificazione del maltempo e temporali ancora forti e persistenti: la Liguria si prepara a veder aumentare l’allerta meteo da gialla ad arancione a partire dalle 12 di domani per i bacini piccoli e medi in tutti i settori. Osservati speciali i torrenti e i corsi d’acqua, non si escludono innalzamenti repentini dei livelli idrometrici nelle diverse aree regionali.
Almeno tre le vittime. Ipotesi malore del conducente
Diversi feriti e morti in un incidente stradale avvenuto a Stoccolma, in Svezia. Un autobus si è scontrato contro una fermata per mezzi pubblici nel centro della capitale. Sul luogo dello scontro sono arrivati i soccorsi e forze dell’ordine. “L’autobus non era in servizio e a bordo c’era solo l’autista“, ha dichiarato Mathias Häglund, comandante dei vigili del fuoco. Il conducente è stato interrogato e la causa dell’incidente potrebbe essere un suo malore, secondo fonti che hanno parlato con il quotidiano svedese Expressen. L’autista è stato arrestato e l’incidente è stato classificato come omicidio colposo aggravato. Il numero totale dei morti e dei feriti resta al momento incerto, secondo i media sarebbero tre i morti e diversi i feriti.
“Dobbiamo scoprire cosa è successo. La persona è stata arrestata e sarà interrogata. Poi vedremo se verrà rilasciata o trattenuta“, ha affermato la portavoce della polizia, Nadya Norton, citata dal quotidiano locale Svenska Dagbladet.
Il premier svedeseUlf Kristersson ha espresso il suo cordoglio alle vittime dell’incidente: “Sono stato raggiunto dalla tragica notizia che diverse persone sono morte e ferite a una fermata dell’autobus nel centro di Stoccolma. Persone che forse stavano tornando da familiari e amici o verso una tranquilla serata a casa. Non ne conosciamo ancora la causa, ma in questo momento i miei pensieri sono rivolti soprattutto alle persone colpite e ai loro familiari“, ha affermato il capo di governo in un messaggio rilanciato da Svt.
Domenica, il difensore centrale si è rotto il legamento crociato per la terza volta in carriera
Le sofferenze di Zinho Vanheusden sembrano non avere fine. Domenica, il difensore centrale si è rotto il legamento crociato per la terza volta in carriera. Si tratta del legamento crociato del ginocchio sinistro, lo stesso che si era rotto anche otto anni fa mentre giocava per l’Inter.
Dal sito ufficiale del Marbella
l difensore 26enne si è trasferito in Spagna la scorsa estate nel Marbella, club di terza divisione. Ma le cose sono andate male dopo sole due partite, a causa di un edema al ginocchio sinistro. Vanheusden ha saltato quattro partite di campionato e successivamente ha giocato quattro volte – tre delle quali per tutti i 90 minuti – con la sua squadra spagnola. Ma domenica scorsa, nella partita di campionato contro l’Alcorcon, le cose sono andate male. L’ex Inter verrà ora sottoposto a un altro intervento in Belgio e dovrà poi affrontare altri sei-otto mesi di riabilitazione. “Resta da vedere se questo significhi la fine definitiva della sua carriera“, si chiedono in Belgio.
I portoghesi, sconfitti 2-0 a Dublino, ora dovranno battere l’Armenia per centrare la qualificazione. Doppietta di Mbappé nel 4-0 dei Bleus all’Ucraina. Albania certa dei playoff ai danni della Serbia
Cade a sorpresa il Portogallo, battuto 2-0 dall’Irlanda che riapre totalmente i discorsi qualificazione nel gruppo F. Follia di Cristiano Ronaldo, che all’ora di gioco tira una gomitata sulla schiena di un avversario e viene espulso su richiamo al Var dell’arbitro (primo rosso per il fuoriclasse con la maglia della nazionale). Al momento dell’uscita dal campo, CR7 viene anche deriso dal pubblico dell’Aviva Stadium. Portogallo che dovrà vincere la prossima ed ultima contro l’Armenia per conquistare la qualificazione diretta. Chi vola al Mondiale è la Francia, che batte 4-0 l’Ucraina grazie alla doppietta di Mbappè e ai gol di Olise ed Ekitike. Asllani segna e regala i playoff all’Albania con un turno di anticipo: 1-0 all’Andorra. Ne fa le spese la Serbia, che perde contro l’Inghilterra 2-0 ed è fuori: decidono Eze e Saka.
Super Gud – Nei match delle 18, l’Islanda viene trascinata ancora una volta da Albert Gudmundsson, che si conferma un altro giocatore rispetto a quello di Firenze: gol e assist nel 2-0 all’Azerbaijan. Gli islandesi sono secondi e ancora in corsa per i playoff nel gruppo D. L’Ungheria vince a domicilio sull’Armenia (0-1): nel gruppo F si giocherà tutto all’ultima giornata. Qui le classifiche.
Cristiano Ronaldo espulso col VAR per una gomitata: la reazione di CR7 è inqualificabile
Serata folle per il campione portoghese: prima sbeffeggia i tifosi poi si rende protagonista di un atto violento che gli costa il cartellino rosso. E quando esce dal campo ha un battibecco nei pressi del tunnel. Adesso rischia la stangata.
Cristiano Ronaldo ha perso letteralmente la testa nella serata in cui il Portogallo avrebbe potuto chiudere il discorso qualificazione ai Mondiali. Il cartellino rosso rimediato (il primo della carriera alla 226ª in nazionale) per aver rifilato una gomitata a un avversario a palla lontana scandisce il nervosismo e l’atteggiamento biasimevole di CR7, che in precedenza aveva addirittura sbeffeggiato i tifosi avversari mimando il gesto del pianto. Non è finita: ha anche un battibecco mentre abbandona il terreno di gioco, il tutto accompagnato da un altro cenno eloquente e qualcosa del tipo “parli, parli, parli… vediamo se ci vai ai Mondiali“. Sulla sconfitta per 2-0 contro la Repubblica d’Irlanda ci sono la faccia e i gesti deplorevoli del cinque volte Pallone d’Oro che sarà punito con una squalifica di almeno due giornate.
Un ko indigesto anche per non aver chiuso con una giornata di anticipo il discorso qualificazione ai Mondiali. Dopo la vittoria per 1-0 dell’Ungheria contro l’Armenia, il Portogallo aveva bisogno di una vittoria in Irlanda e invece è stato battuto rinviando alla sfida di domenica con l’Armenia ogni ambizione. I lusitani hanno due punti di vantaggio sull’Ungheria e tre sull’Irlanda, che si affronteranno nel confronto diretto. Non possono permettersi altri passi falsi.
CR7 colpisce un avversario a palla lontana, rosso col VAR – Cosa ha fatto il campione lusitano per meritare l’espulsione? Le immagini della diretta hanno mostrato cosa è successo al 16° del secondo tempo: si trovava nell’area rivale e, a contatto col difensore Dara O’Shea, lo colpisce con una gomitata. Inizialmente il direttore di gara estrae il cartellino giallo ma dalla cabina di regia gli suggeriscono di rivedere a bordo campo l’episodio: la review dura poco, il tempo di sincerarsi dell’accaduto poi cambia il colore e il giallo diventa rosso.
A Modena i medici di base che prescriveranno meno visite specialistiche o esami di laboratorio avranno dall’Ausl un incentivo economico di 1,2 euro per ogni assistito all’anno. In media, avendo ogni studio 1.500 iscritti, il premio raggiungerà i 1.800 euro. Lo prevede un accordo siglato dall’azienda sanitaria con i medici di medicina generale, rappresentati dalla Fimmg, “per promuovere l’appropriatezza delle prescrizioni”. I medici dovranno contenere il numero di prescrizioni di visite ed esami specialistici entro un margine di circa 25% rispetto a quelle effettuate nel 2024. Le prestazioni coinvolte riguardano dodici tipologie di esami e visite specialistiche, fra cui: chirurgia vascolare, dermatologia, fisiatria, gastroenterologia, oculistica, otorinolaringoiatria, pneumologia, urologia, nonché tac, risonanze magnetiche, gastroscopie e colonscopie.
1 – L’obiettivo è prescrivere meglio – L’orizzonte dell’intesa, spiega l’Ausl, è il concetto che prescrivere visite ed esami giusti, per i pazienti giusti, ovvero quelli che ne hanno necessità, significa usare in modo responsabile ed efficiente le risorse sanitarie. “L’obiettivo – spiega il direttore generale dell’Ausl – non è indurre i medici a prescrivere indiscriminatamente ’meno’. Bensì fornire strumenti e dati per valutare, come singoli e come comunità professionale, come e dove si può prescrivere ’meglio’, incentivando ad essere virtuosi. Anche quando ciò significa dover spiegare a un cittadino che l’esame che sta chiedendo non è veramente necessario, che è una parte molto difficile della relazione medico-paziente”.
2 – Il nodo delle indicazioni degli specialisti – Insomma, per il direttore dell’Ausl il provvedimento è “innovativo” e se da una parte alcuni medici di base hanno aderito, altri hanno espresso forti perplessità, sottolineando che gli obiettivi incentivanti non sono direttamente governabili dai medici di medicina generale, poiché molte prescrizioni derivano da indicazioni specialistiche o da richieste dei pazienti.
3 –Presentata un’interrogazione di FdI – Sul tema c’è un’interrogazione di Fratelli d’Italia, a prima firma Annalisa Arletti, che chiede alla Regione di fare “un’attenta riflessione”, chiarendo “se intende estendere tale modello anche in altre Aziende sanitarie del territorio”.
“Gli effetti potenziali del provvedimento sulla qualità delle cure, sull’appropriatezza clinica e sui tempi di accesso alle prestazioni specialistiche da parte dei cittadini sono aspetti fondamentali da tenere in considerazione” ha puntualizzato FdI, che chiede se “siano stati condotti o siano in corso studi di impatto o analisi comparative per verificare l’effettiva correlazione tra incentivi economici e miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva”. “Il provvedimento – ha aggiunto Arletti – rischia di minare la fiducia del cittadino nei confronti del medico il quale, agli occhi del paziente, potrebbe assumere decisioni per andare nella direzione di percepire l’incentivo economico”.
L’emergenza Allarme dalla casa circondariale. Alcuni agenti isolati all’interno della struttura, ma in sicurezza
La rivolta dei detenuti al carcere del Bassone
Como – Tre agenti feriti e un detenuto, quest’ultimo in gravi condizioni. Sono le prime conseguenze della rivolta scoppiata all’interno del carcere del Bassone nel pomeriggio di oggi (giovedì 13 novembre). Un gruppo di detenuti ha dato vita a una vera e propria sollevazione che ha costretto diversi agenti della Polizia penitenziaria ad asserragliarsi all’interno della casa circondariale: sono in sicurezza, in attesa dell’arrivo dei rinforzi.
Tre agenti sono però rimasti feriti ma non sarebbero gravi; più serie invece le condizioni di un detenuto, trasportato d’urgenza all’ospedale di Monza.
Al Bassone sono accorse numerose ambulanze. Rinforzi della Polizia penitenziaria stanno accorrendo dal Provveditorato regionale di Milano e da altri istituti lombardi.
In mattinata, sempre al Bassone, secondo il sindacato della Polizia penitenziaria UIlpa sarebbe stato sventato un tentativo d’evasione.
Per il presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo, «la sicurezza è un investimento». Il bonus arriverà in automatico. Restano invariate le aliquote in aumento nei casi di malus.
Un ulteriore sconto di sette punti sul tasso di premio, di cui potranno beneficiare tutte quelle aziende che hanno registrato un andamento favorevole di infortuni e malattie professionali, trascorsi i primi due anni dalla data di inizio dell’attività. Una misura importante, che vale oltre 500 milioni di euro solo il prossimo anno – ci racconta, in anteprima, il presidente dell’Inail, l’economista Fabrizio D’Ascenzo, a qualche giorno dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Serie generale n. 254 del 31 ottobre 2025, ndr) del nuovo decreto Sicurezza (il Dl 159 del 2025), voluto dal governo Meloni, e in particolare dal ministro del Lavoro, Marina Calderone -. Sono molto soddisfatto del varo di questo provvedimento, frutto di un lavoro di confronto e partecipato. L’Inail riconoscerà automaticamente il bonus, senza alcun onere di domanda da parte delle aziende».
1 – In che cosa consiste lo sconto – Entrando nel dettaglio, la proposta di revisione delle aliquote di “oscillazione in bonus” per andamento infortunistico, ha proseguito D’Ascenzo, «prevede un incremento della misura della riduzione di 7 punti percentuali passando da un range di aliquote che va dal 7% al 30% a un range che va dal 14% al 37%. Restano invariate invece le aliquote in incremento in caso di malus. Il messaggio è chiaro: si valorizzano le aziende che investono nella sicurezza, così potranno ricevere un vantaggio economico concreto».
2 – L’andamento degli infortuni – L’andamento degli infortuni e delle malattie professionali viene osservato ogni anno per determinare l’aliquota di oscillazione del tasso medio di tariffa per andamento infortunistico e quindi il tasso applicabile per il pagamento del premio assicurativo. Tutte le aziende che presentano i requisiti previsti dalla legge beneficiano del bonus, senza alcun limite di disponibilità di risorse. I criteri per la determinazione delle aliquote di oscillazione sono disciplinati dagli articoli 19 e 20 del decreto ministeriale 27 febbraio 2019 e si basano sul confronto tra la sinistrosità delle lavorazioni aziendali assicurate e la sinistrosità media nazionale delle medesime lavorazioni, tenuto conto della dimensione aziendale. Nell’ultimo periodo le aziende destinatarie della riduzione sono state circa il 60%.
3 – Come viene calcolato il bonus – In questo quadro si innesta il nuovo intervento. Il cosiddetto “bonus” per aziende virtuose, ha spiegato D’Ascenzo, «è collegato all’osservazione in un triennio dell’andamento infortunistico dell’impresa dopo i primi due anni di attività e consiste, come detto, in una riduzione percentuale del tasso medio di tariffa relativo alla lavorazione esercitata nella quale sono assicurati i dipendenti. Questa percentuale (oscillazione in riduzione del tasso medio) varia in base ai lavoratori-anno del triennio assicurati nella posizione assicurativa territoriale dell’azienda (PAT). Ebbene, il bonus scatta quando l’andamento infortunistico del triennio è favorevole. L’andamento infortunistico dell’azienda è valutato dall’indice di sinistrosità aziendale, che è il rapporto tra le conseguenze degli eventi lesivi calcolate con il parametro delle giornate lavorative equivalenti e i lavoratori-anno del triennio».
4 – Come funziona il meccanismo – Il meccanismo funzionerà così. L’Inail tra ottobre e novembre di ogni anno verifica l’andamento infortunistico delle aziende, calcola e comunica al datore di lavoro il tasso ridotto da utilizzare per calcolare il premio da versare entro il 16 febbraio dell’anno successivo. La percentuale di riduzione del tasso medio è predeterminata. Per le imprese più piccole (lavoratori-anno del triennio inferiori o uguale a 50) la percentuale di riduzione del tasso è del 7%, 11%, 14%, 18% e 21%. Per le aziende medie(lavoratori-anno del triennio inferiori o uguali a 100) la percentuale di riduzione è dell’8%, 12%, 16%, 20% e 24%. Per le aziende più grandi (lavoratori-anno del triennio maggiori o uguale a 100,01) la percentuale è del 10%, 15%, 20%, 25%, 30%. Attualmente possono beneficiare del bonus tutte le aziende con dipendenti della gestione Industria con andamento infortunistico favorevole. L’oscillazione in riduzione non si applica ai premi fissi unitari, tra cui quelli dei lavoratori autonomi artigiani, e ai contributi delle aziende agricole.
«Per consentire alle aziende virtuose di beneficiare della riduzione del premio già nell’anno 2026 – ha detto ancora D’Ascenzo – si sta valutando, d’intesa con il ministero del Lavoro, di applicare le nuove aliquote di oscillazione in bonus per andamento infortunistico in attesa dell’adozione del decreto interministeriale previsto dal Dl 159».
Commento alessandro54
Si continua a barattare la vita umana per una manciata di soldi. Gli sconti sui premi assicurativi e gli incentivi economici rischiano di far dimenticare ciò che dovrebbe essere ovvio: la sicurezza sul lavoro non è un costo da ridurre, ma un dovere da rispettare. La vita è sacra, e va tutelata sempre, a prescindere da qualsiasi tornaconto economico. Nessuno dovrebbe morire o essere abbandonato solo perché qualcuno vuole risparmiare. Il vero segno di civiltà non è nello sconto, ma nel rispetto per chi lavora.
Il 21 novembre è in programma il voto sull’introduzione di un salary cap, una mossa che rischia di portare allo scontro con il sindacato dei giocatori.
La Premier League potrebbe trovarsi in guerra con i propri giocatori se decidesse di andare avanti con i piani per introdurre un nuovo “salary cap”.
Secondo quanto riportato da The Times, la Professional Footballers’ Association (PFA) incontrerà la prossima settimana i capitani di tutti i 20 club della massima serie, prima del voto sul cosiddetto “anchoring” nella prossima riunione degli azionisti della Premier League, prevista per il 21 novembre.
Manchester United e Manchester City si sono già espresse contro la proposta dell’anchoring, che limiterebbe la spesa a cinque volte l’importo versato dalla Premier League in premi e diritti televisivi al club classificato ultimo. Per fare un esempio, in base alla stagione 2023/24, quando lo Sheffield United si era piazzato al 20° posto ricevendo 109,5 milioni di sterline, il limite massimo sarebbe quindi di 550 milioni di sterline.
Ma la PFA ha anche minacciato un’azione legale qualora la Premier League votasse a favore di tale misura, avendo già ottenuto il sostegno di diversi giocatori di primo piano e di alcuni tra gli agenti più influenti del calcio inglese.
Secondo il Times, il sindacato dei calciatori avrebbe inoltre già avviato colloqui con membri di spicco della Nazionale inglese, ma l’incontro della prossima settimana potrebbe rivelarsi ancora più significativo, poiché coinvolgerà anche i capitani di club considerati più favorevoli all’anchoring. Quando le società avevano votato per la prima volta sulla questione lo scorso anno, l’Arsenal, attuale capolista della Premier League, figurava tra i 16 club che avevano dato parere positivo all’esplorazione di questa opzione.
Se queste nuove misure venissero approvate il prossimo 21 novembre, alcuni club le violerebbero immediatamente, trovandosi costretti a ridurre le spese con un impatto diretto sui calciatori, rappresentati dal sindacato PFA. Secondo l’associazione, la Premier League non avrebbe rispettato le procedure di consultazione previste, e per questo la PFA ha già fatto sapere che impugnerà legalmente le nuove norme, qualora entrassero in vigore.
Gli oppositori del salary cap sostengono che danneggerebbe la competitività internazionale delle squadre inglesi. Quasi la metà dei club di Premier League partecipa quest’anno alle coppe europee: imporre volontariamente un limite interno verrebbe interpretato da molti come un atto di autolesionismo economico.
Maheta Molango, amministratore delegato del sindacato dei calciatori inglesi, ha inoltre ricordato che il dibattito sul tetto agli stipendi si alimenta anche di un sentimento popolare: molti tifosi pensano che nel calcio moderno circoli troppo denaro. Tuttavia, ha sottolineato, la percezione è falsata dagli stipendi delle star della Premier League, che non rappresentano la realtà della maggior parte dei giocatori professionisti, spesso attivi in League One o Two, con carriere brevi e contratti precari.
L’ex proprietario del Milan ancora nel mirino dei creditori in Asia: a gennaio andrà in scena la prima udienza per la liquidazione di una delle holding usate nell’operazione per acquisire il club rossonero.
(Foto: MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)
L’ex proprietario del Milan Yonghong Li è ancora inseguito dai creditori. Secondo documenti ufficiali del Tribunale di Hong Kongconsultati da Calcio e Finanza, infatti, l’uomo d’affari cinese è stato dichiarato in bancarotta lo scorso luglio per un debito non pagato da 280 milioni di dollari, con l’udienza per la procedura di liquidazione fissata il prossimo gennaio.
Nel dettaglio, infatti, la decisione è arrivata lo scorso luglio al termine di un procedimento promosso da cinque fondi d’investimento con sede alle Isole Cayman, controllati indirettamente da China CITIC Financial AMC International Holding Limited, gruppo statale cinese quotato alla Borsa di Hong Kong.
Al centro della vicenda vi è un debito di 289,17 milioni di dollari (circa 250 milioni di euro) riferito alla garanzia personale che Li aveva sottoscritto nel 2017 in favore dei fondi per l’emissione di bond da 150 milioni di dollari, attraverso cui venne finanziato l’acquisto del Milan da Fininvest. La società emittente dei bond era la Rossoneri Advance Co. Limited, una delle strutture offshore utilizzate da Li per controllare il club, per cui nei giorni scorsi è stata ufficialmente chiesta la liquidazione.
Yonghong Li dichiarato fallito: la sentenza del Tribunale – Secondo la sentenza, il Tribunale di Hong Kong – presieduto dalla giudiceLinda Chan– ha respinto le contestazioni presentate dall’ex patron rossonero. Li aveva cercato di opporsi all’ordine di fallimento sostenendo da un lato che non gli fosse mai stata notificata una «valida richiesta di pagamento», e dall’altro che l’importo del debito fosse stato calcolato in modo errato.
Il tribunale ha ritenuto entrambe le argomentazioni«prive di fondamento», sottolineando che «la garanzia firmata da Li prevedeva una responsabilità«come debitore principale», dunque non subordinata ad alcuna richiesta scritta. Anche eventuali discrepanze nei calcoli degli interessi o nei pagamenti già effettuati – spiegano i giudici – non intaccano la sostanza della vicenda: il debito rimane ampiamente superiore ai 160 milioni di dollari, e il debitore non ha dimostrato di avere i mezzi per onorarlo. «La Corte – si legge nel provvedimento – non ravvisa alcuna disputa autentica o sostanziale sul debito. Il signor Li Yonghong è insolvente e non vi è alcuna ingiustizia nel dichiararne il fallimento».
Da qui è nata così la richiesta di liquidazione per la Rossoneri Advance Co. Limited, una delle holding con sede nelle Isole Vergini Britanniche attraverso cui Li controllava il Milan. La holding in particolare è stata posta in liquidazione nei giorni scorsi su istanza del creditore General Fantasy Limited.Secondo i registri del portale giudiziario di Hong Kong, l’udienza per la liquidazione ufficiale della società è fissata per prossimo gennaio.
Tra agli atleti coinvolti nell’inchiesta della Procura di Istanbul, ben 27 atleti appartenenti a Besiktas, Galatasaray e Trabzonspor. Manette a Murat Özkaya, presidente dell’Eyüpspor. L’accusa è abuso d’ufficio e manipolazione sportiva dei risultati delle partite
Diciannove persone arrestate e oltre mille calciatori di varie serie sospesi. È il bilancio – con ogni probabilità non definitivo – dello scandalo scoperto in Turchia e legato alle scommesse illegali nel calcio. Secondo quanto riferito dalle autorità di Istanbul, tra le persone finite in manette ci sono sedici arbitri e dirigenti di club, come Murat Özkaya, presidente dell’Eyüpspor, e Fatih Saraç, ex presidente del Kasımpaşa. In totale sono stati emessi mandati di arresto per ventuno persone coinvolte nel sistema illegale di scommesse sulle partite di calcio della Super Lig, la massima serie turca.
L’inchiesta : L’accusa per gli arrestati – nell’inchiesta avviata dalla Procura di Istanbul – è di abuso d’ufficio e manipolazione sportiva dei risultati delle partite in uno scenario che tenderebbe a essere molto più esteso. La Federcalcio turca (Tff) ha sospeso 1.024 giocatori professionisti e semiprofessionisti, di cui ventisette appartenenti a club prestigiosi come Besiktas, Galatasaray e Trabzonspor, che militano nella Super Lig, equivalente alla Serie A italiana. Gli atleti avrebbero scommesso su partite di calcio e in alcuni casi avrebbero anche influenzato o alterato con le loro prestazioni i risultati sul campo.
Arbitri: Di più, su 571 arbitri in attività in Turchia, 371 sarebbero titolari di conti presso società di scommesse e 152 avrebbero effettuato puntate su partite: per questi ultimi è già scattata la sospensione sine die. Preso atto dello sviluppo delle indagini, la Fintech Papara Elektronik Para A.O., ovvero la principale piattaforma usata per i pagamenti nel gioco delle scommesse, è stata messa sotto osservazione dalle autorità e la sua autorizzazione operativa è stata revocata.
Sanzioni: Le sanzioni previste dalla Federcalcio turca per gli arbitri coinvolti oscillano dagli otto a dodici mesi di sospensione, pur se non è ancora chiaro se i direttori di gara abbiano scommesso anche sulle partite da loro dirette. Intanto, le indagini proseguono e c’è il rischio che altre figure importanti del calcio turco possano essere coinvolte.
C’è preoccupazione per il centrocampista brasiliano Oscar, collassato e rimasto privo di sensi per circa due minuti mentre stava eseguendo le visite mediche su una cyclette. Le sue condizioni sono stabili. Ha fatto sapere il suo club, il San Paolo. L’ex centrocampista del Chelsea, trasportato in ospedale in ambulanza, è in condizioni stabili in ospedale. “Durante gli accertamenti effettuati martedì mattina nell’ambito della preparazione pre-campionato, Oscar ha presentato una complicazione con alterazioni cardiache ed è stato prontamente curato dai professionisti del club e dall’équipe medica dell’Einstein Hospital, presenti sul posto“, ha dichiarato il San Paolo in un comunicato. “Il giocatore è stato quindi trasportato in ospedale, dove è clinicamente stabile e rimane sotto osservazione per ulteriori accertamenti volti a chiarire la diagnosi“, si aggiunge.
Lingua originale: portoghese. Traduzione di google Forza Oscar! Il giocatore del San Paolo ha avuto un infarto e ha dovuto essere trasportato in ospedale. Le sue condizioni sono stabili! Gli auguriamo una pronta guarigione e auguriamo forza alla sua famiglia e ai suoi amici! #FutebolBrasileiro
FORÇA, OSCAR! 🙏🇾🇪 O jogador do São Paulo apresentou intercorrência com alterações cardiológicas e precisou ser encaminhado ao hospital. O atleta encontra-se estável! Desejamos uma boa recuperação e força aos familiares e amigos! #FutebolBrasileiropic.twitter.com/X5eemCZ4ra
La carriera di Oscar – Oscar ha un contratto con il San Paolo fino al 2027. È tornato al club in cui è cresciuto a parametro zero lo scorso dicembre dopo un lungo periodo in Cina. Il centrocampista ha vinto un’Europa League e due Premier League con il Chelsea, con cui è arrivato nel 2012. Si è trasferito a Shanghai a metà della stagione 2016-17 del Chelsea per una cifra stimata di 73 milioni di dollari. Ha vinto tre Super League in Cina ed è diventato uno dei beniamini dei tifosi asiatici. Oscar ha giocato per il Brasile ai Mondiali del 2014, dove ha segnato l’unico gol nella semifinale persa 7-1 contro la Germania, che poi ha vinto il torneo.
Un incendio ha distrutto il teatro “Ciotolone” all’interno del centro fieristico Le Ciminiere a Catania. La Procura ha aperto un’indagine. Il procuratore aggiunto Fabio Scavone ipotizza i reati di incendio e disastro colposi. Le operazioni dei vigili del fuoco sono proseguite fino all’alba, con tre squadre e autobotti impegnate nelle operazioni di spegnimento
La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta sull’incendio divampato ieri al centro fieristico Le Ciminiere, che ha distrutto il teatro al suo interno, il famoso Ciotolone progettato dall’architetto Giacomo Leone. Secondo quanto appreso da Ansa, il procuratore aggiunto Fabio Scavone, titolare del fascicolo, che ieri sera si è recato sul posto per un primo sopralluogo, ipotizza i reati di incendio e disastro colposi.
#Catania, terminate all'alba operazioni dei #vigilidelfuoco per l'#incendio in un complesso fieristico nella zona Est della città. Sul posto hanno operato 3 squadre col supporto di 3 autobotti che hanno garantito apporto idrico alle lance antincendio#12novembrepic.twitter.com/RRvMei3TME
Le ipotesi della procura – Dai primi accertamenti risulta che il rogo si sarebbe sviluppato in una zona dove erano in corso dei lavori. Le fiamme si sarebbero sviluppate, dopo un primo tentativo di contenerle, attraverso il legno che ricopriva le pareti interne del teatro. Le operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco sono terminate all’alba di oggi. Sul posto hanno operato 3 squadre con il supporto di 3 autobotti che hanno garantito apporto idrico alle lance antincendio, si legge profilo X.