L’incidente è avvenuto a Copper Mountain, negli Stati Uniti. L’atleta tornerà a casa dopo il weekend per gli accertamenti. La stessa sciatrice svizzera ha confermato al suo medico la rottura del legamento crociato e danni al menisco sinistro
Lara Gut
Una bruttissima caduta in allenamento rischia di far saltare i Giochi di Milano-Cortina e mette a rischio persino il finale di carriera di Lara Gut-Behrami, 34 anni. La sciatrice svizzera è stata vittima dell’incidente durante un allenamento a Copper Mountain, negli Stati Uniti.Swiss-Ski ha annunciato che maggiori dettagli saranno forniti dopo le visite più approfondite alle quali la sciatrice di origine ticinese si sottoporrà in Svizzera, dove rientrerà non prima di lunedì 24 novembre. I primi esami sono stati effettuati in Usa, e dopo le prime pessimistiche ipotesi, il quotidiano elvetico Blick ha riportato che la stessa Gut ha confermato al suo ortopedico di fiducia la rottura del legamento crociato e danni al menisco sinistro, oltre a una commozione cerebrale. La ticinese rientrerà a Milano non prima di lunedì e andrà subito nella sua residenza svizzera: non prima di mercoledì 26 novembre la visita di controllo dal suo ortopedico di fiducia. Se l’infortunio venisse ulteriormente confermato, Gut non avrebbe il tempo di tornare alle competizioni in quella che è la sua ultima stagione, e ai Giochi invernali di Milano-Cortina in programma a metà febbraio 2026.Il tutto con probabile fine anticipata della carriera.
Stagione – Gut-Behrami aveva cominciato al meglio la stagione 2025-26. Lo scorso 25 ottobre, nel gigante inaugurale di Sölden, era infatti giunta terza, conquistando il podio numero 101 in carriera ed eguagliando il record svizzero stabilito da Vreni Schneider negli anni 90.
Venerdì mattina previsto un incontro sindacale, non escluse nuove proteste
Gli operai di Eurallumina sul silos per il quinto giorno
Preoccupati ed esasperati”. – Sono i due sentimenti che stanno vivendo in queste ore i lavoratori dell’Eurallumina dopo quelle che definiscono mancate risposte da parte delle istituzioni per superare l’impasse del blocco degli asset finanziari dell’azienda Rusal,la multinazionale proprietaria dello stabilimento di Portovesme, nel Sulcis.
A 40 metri di altezza sul silo della fabbrica di allumina – primo stadio della filiera strategica dell’alluminio – i quattro operai sfidano il maestrale e il gelo di queste ore consapevoli che la notte che gli attende sarà la più dura, vista l’allerta meteo per precipitazioni anche a carattere nevoso a quota collinare. Ma senza risposte da Roma sono determinati a proseguire in questa clamorosa protesta che va avanti da lunedì mattinae.
“Quinto giorno di lotta dal presidio del silo. Un tempo del cavolo ma non ci intimorisce – dice Enrico Puliscidella rsa di Eurallumina – Sia chiaro che il ministero e il governo ci diano subito risposte certe sullo stanziamento dei fondi. Teniamo a precisare che in questi 16 anni la Rusal ci ha messo 24 milioni all’anno. Esclusi gli ammortizzatori sociali, non siamo sovvenzionati da contributi pubblici. Quei 10 milioni di fondi che pretendiamo dal governo, perché dovuti per legge, verranno poi addebitati alla società. Non sono a fondo perduto. È un diritto stabilito dalla legge. Chi ha sanzionato e ha creato questo deve risolvere il problema – aggiunge – In Irlanda, Germania e Svezia non ne è stato sanzionato nessuno. Solo i sardi sono i lavoratori più fessi, Vogliamo ripartire dopo 16 anni e con i 300 milioni di euro di investimenti“.
Questa mattina è fissato un confronto sindacale per esaminare la situazione e non è escluso che gli operai e i loro rappresentanti sindacali possano decidere nuove e più forti azioni di protesta.
Operai Eurallumina a 40 metri sul silo: ‘Il nostro futuro è a rischio’
Il ministero convoca un tavolo per il 10 dicembre, ma per i sindacati ‘è troppo in là’
Eurallumina, operai a 40 metri su silo ‘Mimit ci convochi ‘
Nel Sulcis Iglesiente, una delle province più povere d’Italia, si riaccende la protesta: quattro operai dell’Eurallumina, sostenuti da tutti i loro colleghi e dai sindacati, sono saliti a 40 metri di altezza su un silo per chiedere garanzie sul proprio futuro occupazionale, che passa oggi dal mantenimento degli asset finanziari dell’azienda Rusal, sottoposta – a causa delle sanzioni Ue contro la Russia – a un controllo dal parte del Comitato di sorveglianza finanziaria del Mef.
Bisogna tornare indietro al 28 febbraio 2023 per trovare una protesta così clamorosa, con i lavoratori – allora della Portovesme srl – che salirono su una ciminiera e vi restarono per cinque giorni.
Oggi, protetti da una sola tenda e dalla copertura del vano ascensore, sfidano la pioggia battente, per sollecitare il Mimit a trovare una soluzione alla vertenza dello stabilimento che produceva allumina, primo stadio della filiera strategica dell’alluminio italiano. Cgil, Cisl e Uil chiedono che Mimit, Csf, Mef e presidenza del Consiglio intervengano subito per“stanziare i fondi necessari alla continuità operativa di Eurallumina per garantire il pagamento delle utenze, dei salari e delle fatture delle imprese terziste e assicurare la prosecuzione delle bonifiche ambientali“. Per le tre sigle e la Rsa Eutrallumina, l’ultimo ostacolo in ordine di tempo alla possibilità che la Rusal possa dare avvio agli investimenti con oltre 300 milioni di euro è la “mancata revoca delle sanzioni patrimoniali disposte dal Csf“.
“Alla soluzione strettamente giuridica deve affiancarsi una soluzione tecnico-politica, necessaria per superare lo stallo e consentire la revoca delle misure – dicono i sindacati – Riteniamo paradossale la disparità di trattamento applicata all’Eurallumina rispetto ad altre aziende europee consociate della stessa UC Rusal (in Svezia, Germania, Irlanda), dove i rispettivi governi, pur aderendo al regime sanzionatorio, hanno scelto di tutelare le imprese ritenute strategiche, mantenendole operative“. Domani è previsto un incontro del gruppo di lavoro tecnico preparatorio del comitato di sicurezza finanziaria proprio su Eurallumina, mentre il Mimit, con il ministro Adolfo Urso, ha convocato per il 10 dicembre a Roma un tavolo sulla vertenza con l’obiettivo “di individuare la soluzione più idonea a consentire la piena ripresa delle attività dell’azienda“. Ma gli operai sul silo e le segreterie dei chimici del territorio, oltre alla Rsa, non ci stanno e chiedono una data più vicina. “Questa convocazione la dice lunga sull’attenzione verso una vertenza importante come quella di Eurallumina e sulla celerità per la risoluzione della vertenza e sull’attenzione verso i lavoratori barricati a 40 metri – tuonano Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec e Rsa -. Respingiamo per questo motivo tale data e chiediamo una rimodulazione in tempi rapidi della stessa; l’iniziativa intrapresa dai lavoratori continua“.
L’allarme intorno a mezzanotte tra giovedì e venerdì. Sul posto diversi mezzi e squadre dei vigili del fuoco, mobilitata anche l’ambulanza ma non ci sono feriti. Il sindaco Massimo Parola: “Valori nell’aria oltre i limiti, evitare di stare all’aperto”
Vigili del fuoco mobilitati in forze nella notte tra giovedì e venerdì per un vastoincendio in una fabbrica di materie plastiche a Groppello di Gavirate. (Nella foto, inviata da una lettrice, la luce e il fumo delle fiamme visibili a occhio qualche centinaio di metri di distanza)
L’ALLARME – L’allarme è scattato intorno alla mezzanotte e il comando dei vigili del fuoco di Varese ha inviato numerose squadre, vista la delicatezza dell’impianto e il rischio di un’estensione dell’incendio: sul posto sono stati fatti affluire quattro autopompe, tre autobotti, l’autoscala e il “carro aria”per assicurare rifornimento di bombole agli uomini al lavoro per domare le fiamme.
Intorno all’una di notte l’incendio era domato, anche se era ancora in corso la completa bonifica.
Sul posto è stata fatta intervenire ancheun’ambulanza dell’Sos Azzate, a scopo precauzionale, visto anche l’alto numero di vigili del fuoco presenti e la particolare natura dello stabilimento.
Non risultano feritimentre ancora non c’è una stima dei danni.
IL SINDACO: EVITARE D STARE ALL’APERTO – Durante le operazioni di spegnimento sul posto è arrivato anche il sindaco di Gavirate Massimo Parola. «Verso le 2 di venerdì sono arrivati i tecnici di Arpa Lombardia che hanno rilevato valori fuori norma nell’aria. Per questo faremo un’ordinanza rivolta ai cittadini della zona di Groppallo che dispone di non rimanere all’aperto, chiudere le finstre e non stendere i panni all’aperto. I valori di sostanze disperse nell’aria sono in calo, l’odore di bruciato rimarrà percepibile per giorni». Valori che Arpa ha rilevato attraverso l’impiego di un “campionatore ad alto volume“
È stato istituito un presidio di fronte all’asilo di Oltrona, «consigliamo alle insegnanti di non far uscire i bambini per attività all’aperto», spiega il sindaco.
LE CAUSE – Al momento del rogo scoppiato intorno alla mezzanotte, nell’azienda, la “Roverplastic” non c’erano dipendenti. Il rogo si è sviluppato in un magazzino dove vengono stoccati prodotti finiti e si indaga sulle cause. Sul posto alle 7 erano al lavoro ancora due squadre di vigili del fuoco. Elementi confermati anche in via ufficiale dai vigili del fuoco: «Sul posto sono intervenuti 40 operatori con quattro autopompe, due autobotti, un’autoscala, due fuoristrada e un furgone adibito al trasporto di bombole contenenti aria respirabile. L’incendio ha interessato la zona di stoccaggio del materiale plastico e dopo circa tre ore di lavoro si è evitato che le fiamme potessero coinvolgere anche la zona di produzione. Al momento il rogo è sotto controllo e parzialmente spento, sono in corso le operazioni di bonifica, messa in sicurezza e le attività investigative rivolte alla ricerca delle cause»
Le immagini dell’incendio in una fabbrica a Groppello di Gavirate
Le immagini dell’incendio in una fabbrica a Groppello di Gavirate
Evento sconvolto e 13 persone curate per inalazione di fumo dopo l’evacuazione del centro congressi
I colloqui al vertice sul clima Cop30 inBrasilesono stati interrotti giovedì a causa di un incendio scoppiato nella sede, che ha provocato un’evacuazione proprio mentre i negoziatori si stavano preparando a cercare di raggiungere un accordo per rafforzare gli sforzi internazionali volti ad affrontare la crisi climatica.
Tredici persone sono state curate per inalazione di fumo, hanno dichiarato gli organizzatori in una nota, dopo che è scoppiato un incendio nell’area del padiglione del centro congressi di Belém, in Brasile.
La causa dell’incendio, domato nel giro di pochi minuti, è in fase di accertamento, ma si ritiene che sia stato causato da un dispositivo elettrico, probabilmente un forno a microonde, ha riferito Reuters, citando i vigili del fuoco locali.
“Stamattina è scoppiato un incendio nella zona blu della sede dellaCop30a Belém“, si legge nella dichiarazione dell’organizzatore delle Nazioni Unite.
I vigili del fuoco e gli agenti di sicurezza delle Nazioni Unite sono intervenuti rapidamente e l’incendio è stato domato in circa sei minuti. Le persone sono state evacuate in sicurezza.
“Tredici persone sono state curate sul posto per inalazione di fumo. Le loro condizioni sono monitorate e gli è stato fornito un supporto medico adeguato.”
António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, aveva lanciato un appello in mattinata affinché si raggiungesse un accordo durante il vertice, accogliendo con favore le richieste di chiarezza da parte di alcuni sul tema molto controverso dell’abbandono dei combustibili fossili da parte del mondo.
L’intera sede ha dovuto essere sgomberata poco dopo le 14:00 ora locale (le 17:00 ora del Regno Unito). Il Guardian ha riferito che ci sarebbero volute probabilmente diverse ore prima che ai delegati fosse consentito di rientrare.
L’incidente ha gettato nella confusione una serie di incontri attentamente coreografati. La presidenza della Cop30 stava preparando una nuova bozza del testo della decisione sul “mutirão“, un piano centrale per l’esito sperato della Cop30, che fino a giovedì conteneva un potenziale impegno a elaborare una tabella di marcia per la transizione dai combustibili fossili.
La presidenza stava tenendo una serie di riunioni cruciali con i principali gruppi negoziali.
L’Alleanza dei piccoli Stati insulari avrebbe dovuto incontrare la presidenza poco prima delle 16:00, ma l’incontro è stato annullato.
L’UE avrebbe dovuto tenere una riunione di coordinamento ministeriale alle 18:00 prima di incontrare la presidenza alle 21:00, ma tale calendario è stato messo in discussione.
La gravità dell’interruzione in questa fase dei colloqui renderà probabilmente impossibile rispettare la tabella di marcia e potrebbe far protrarre i colloqui, la cui conclusione è prevista per venerdì sera, ben oltre l’orario previsto.
Al centro del procedimento presunte plusvalenze fittizie nella compravendita dalla Roma del difensore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e dell’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille.
Aurelio De Laurentiis (foto Andrea Staccioli / Insidefoto)
Il gup di Roma ha rinviato a giudizio il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, per il reato di falso in bilancio in relazione alle annate 2019, 2020 e 2021. Lo riporta l’ANSA.
Oltre al presidente il giudice ha mandato a giudizio il suo braccio destro, Andrea Chiavelli e la società calcistica. Al centro del procedimento presunte plusvalenze fittizie nella compravendita dalla Roma del difensore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e dell’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille.
Napoli, le cifre dell’operazione Osimhen – L’operazione che portò Victor Osimhen a vestire la maglia del Napoli ha già fatto discutere in diverse occasioni. In particolare, nell’affare rientrarono – oltre al portiere Oreste Karnezis – tre giovani calciatori del settore giovanile partenopeo: Claudio Manzi, Ciro Palmieri e Luigi Liguori (i primi due nati nel 2000 e il terzo nel 1998). Come emerso dal bilancio del Napoli chiuso al 30 giugno 2021, i tre furono valutati dai 4 ai 7 milioni di euro (oltre 5 milioni invece la valutazione di Karnezis).
Quali furono dunque – secondo i dati del bilancio 2021 – le reali cifre dell’operazione Osimhen? Il calciatore fu acquistato dal club partenopeo per 76.356.819 euro. Contestualmente, la società di De Laurentiis cedette al Lille i quattro calciatori sopra citati, per plusvalenze complessive di poco inferiori ai 20 milioni di euro. Queste tutte le cifre:
Ciro Palmieri – 7.026.349 euro (plusvalenza 7.026.349 euro)
Orestis Karnezis – 5.128.205 euro (plusvalenza 4.828.205 euro)
Luigi Liguori – 4.071.247 euro (plusvalenza 4.071.247 euro)
Claudio Manzi – 4.021.762 euro (plusvalenza 4.021.762 euro)
Napoli, le cifre dell’operazione Manolas – Come fu costruita invece l’operazione di Manolas?Quali sono le cifre dell’affare? Il calciatore si trasferì al Napoli il 30 giugno 2019, ultimo giorno utile alla Roma per mettere a referto una plusvalenza importante sul bilancio 2018/19 e rispettare così i parametri UEFA imposti dal Fair Play Finanziario. Manolas fu ceduto per 36 milioni di euro e generò – sulla base dei dati ufficiali di bilancio – una plusvalenza di 31,1 milioni.
Il calciatore militò nel Napoli per due stagioni e mezza, prima che il club partenopeo lo cedesse all’Olympiacos nella finestra di mercato invernale della stagione 2021/22. Ai partenopei la società greca versò 1,5 milioni di euro, costringendo il Napoli a mettere a referto una minusvalenza di 5,7 milioni di euro nei conti di quella stagione.
L’operazione che portò Manolas dalla Roma al Napoli è legata a doppio filo a quella che fece fare il percorso inverso al centrocampista Amadou Diawara. Il calciatore classe 1997 si trasferì in giallorosso sulla base di 21 milioni di euro e la sua avventura terminò dopo tre stagioni, quando fu ceduto all’Anderlecht per 1,89 milioni di euro generando sui conti della Roma una svalutazione pari a 7,27 milioni.
Non solo la Champions: la pay-tv di Comcast trasmetterà anche tutte le 342 partite di Conference ed Europa League.
Il trofeo della Champions league (foto Sky)
La Champions League e le coppe europee restano su Sky Sport in Italia fino al 2031: la pay-tv di Comcast ha infatti acquisito i diritti per trasmettere 184 partite l’anno di Champions League e di tutte le 342 partite a stagione di UEFA Europa League e di UEFA Conference League.
“I grandi Club d’Europa continueranno a giocare su Sky e NOW fino al 2031. Sky ha acquisito anche per il quadriennio 2027/2031 i diritti in esclusiva per la trasmissione su tutte le piattaforme di 184 delle 203 partite a stagione di UEFA Champions League e di tutte le 342 partite a stagione di UEFA Europa League e di UEFA Conference League”, si legge nella nota di Sky.
“La UEFA Champions League, che nella nuova formula ha incrementato lo spettacolo con più partite, più squadre e più campioni, resterà su Sky e NOW fino al 2031, quindi per altri 4 anni, che si aggiungono alla stagione in corso e alla stagione 2026-2027”.
“Siamo davvero orgogliosi di essere il main partner della UEFA e di poter offrire in esclusiva ai nostri abbonati fino al 2031 i grandi match delle competizioni europee” – commenta Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia. “Il rinnovo di UEFA Champions League, UEFA Europa League e UEFA Conference League conferma tutto il nostro impegno a rendere unica l’offerta sportiva della Casa dello Sport e a garantire ai nostri clienti la migliore esperienza possibile”.
“Si continuerà a giocare 11 mesi su 12, con ben 36 squadre partecipanti alla fase finale, tutte in un girone unico. Sky trasmetterà in esclusiva 184 delle 203 partite di UEFA Champions League compresi i Playoff, 189 partite di UEFA Europa League e153 match di UEFA Conference League, anche grazie a Diretta Gol, incluse le tre finali, per un totale di 526 match, oltre alla UEFA Super Cup. Sky Sport continuerà così a raccontare gol e imprese delle squadre italiane e degli altri grandi club d’Europa, con la qualità di sempre, un grande racconto editoriale e le migliori tecnologie”, conclude la nota.
20 novembre 2025
Ufficiale, la Champions League resta su Amazon Prime Video in Italia fino al 2031
La piattaforma di Bezos ha acquisito un pacchetto per la trasmissione della Champions League dal 2027/28 fino al 2030/31.
Un microfono di Amazon Prime Video (Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)
Ora è ufficiale: la Champions League resterà su Amazon Prime Video in Italia fino al 2031. Lo ha confermato la stessa emittente in un comunicato.
“Prime Video si è assicurata i diritti per trasmettere la miglior partita del mercoledì di UEFA Champions League in Italia e in Germania, e i diritti della miglior partita del martedì nel Regno Unito e in Irlanda, con un accordo quadriennale dalla stagione 2027-28 fino a quella 2030-31”, si legge in una nota.
“I clienti Prime avranno quindi accesso esclusivo alle migliori partite della UEFA Champions League per altre 6 stagioni: quella in corso e la stagione 2026-27 dell’attuale ciclo di diritti a cui si aggiungono i quattro anni del nuovo accordo dal 2027-28 al 2030-31. Questo rinnovo a lungo termine conferma l’impegno di Prime Video nel portare ai clienti Prime le competizioni sportive più prestigiose senza costi aggiuntivi”.
“Dalla stagione 2027-28 oltre alle 18 migliori partite del mercoledì, anche la miglior partita del giovedì della prima giornata della League Phase sarà trasmessa in esclusiva da Prime Video in Italia e in Germania. Saranno così 19 le partite in esclusiva per i clienti Prime in ognuna delle quattro stagioni del nuovo accordo”.
“L’estensione quadriennale fino al 2031 segue gli ottimi risultati di ascolto registrati dalle competizioni europee su Prime Video. La stagione d’esordio 2024-25 nel Regno Unito ha raggiunto oltre 13 milioni di spettatori e ha proposto incontri di alto profilo come Manchester City–Real Madrid, Liverpool–PSG e Arsenal–Real Madrid. All’inizio di questo mese, più di 10 milioni di utenti hanno seguito Prime Video in un’unica serata per assistere a Liverpool–Real Madrid nel Regno Unito e in Irlanda, e a PSG–FC Bayern Monaco in Germania, stabilendo nuovi record di ascolto per la League Phase”.
“Si tratta di un momento importante per il nostro servizio e di una notizia fantastica per i membri Prime in Italia, nel Regno Unito, Irlanda e Germania: garantiamo le partite più importanti del calcio europeo fino al 2031”, ha dichiaratoAlex Green, Managing Director Prime Video Sport, International. “La combinazione tra partite imperdibili e l’ampia diffusione di Prime sta portando a risultati di ascolto record della Champions League in tutta Europa, e continueremo a elevare ulteriormente la qualità della nostra copertura. Il nuovo accordo quadriennale ci offre stabilità a lungo termine e ci permette di innovare ancora di più per i tifosi, come abbiamo fatto in questa stagione con l’introduzione di Prime Vision”.
L’incidente ferroviario a 150 chilometri a sud di Praga
E’ di almeno 42 feriti, di cui due gravi, il bilancio di uno scontro tra un treno espresso e uno passeggeri nel sud della Repubblica Ceca, vicino alla città di Ceske Budejovice a circa 150 chilometri a sud di Praga. Lo riferiscono i soccorritori all’Afp. ”Ci sono 40 persone con ferite lievi e due gravemente ferite”, ha detto la portavoce del servizio ambulanza Petra Kafkova all’Afp.
Martin Kavka, portavoce del servizio ferroviario Sprava zeleznic, ha detto all’Afp che tutti i passeggeri sono stati evacuati.
Dnešní nehoda vlaků na Českobudějovicku mě osobně velmi zasáhla. Myslím na všechny zraněné i jejich blízké a přeji jim, aby se co nejrychleji uzdravili.
Zároveň chci poděkovat všem záchranářům, hasičům, policistům i našim zaměstnancům za jejich rychlou a profesionální práci v… pic.twitter.com/RddgCUQmEw
Fin dalla prima mattina lunghe code in autostrada e in città. Il ministro Urso ha convocato un tavolo a Roma per discutere del futuro dell’ex Ilva, nel frattempo nel pomeriggio è prevista una riunione in prefettura a Genova
Dopo il primo giorno di sciopero, ieri, mercoledì 19 novembre, oggi la manifestazione dei lavoratori – che hanno dormito per strada con le tende – è proseguita con un nuovo corteo. Le proteste sono estese anche ai siti ex Ilva di Novi Ligure eTaranto.
Intanto oggi comincia ad arrivare qualche risposta ai lavoratori: nel pomeriggio si terrà una riunione in prefetturaa Genova, e il ministro Urso ha convocato per il 28 untavolo sul futuro dell’ex Ilva a Roma il 28 novembre.
Convocato a Roma un incontro sul futuro dell’ex Ilva – Su richiesta dei sindacati e delle istituzioni locali, stamattina il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha convocato a Roma per venerdì 28 novembre (giornata tra l’altro già interessata dallo sciopero generale) un incontro sul futuro degli stabilimenti ex Ilva del nord Italia. Il tavolo si terrà alle 15,30 a palazzo Piacentini.
Saranno presenti i rappresentanti dei lavoratori e dei territori interessati.
Soddisfatta la sindaca Salis: “Avrei preferito che l’incontro avvenisse qui a Genova, vicino a tutti i lavoratori, ma in ogni caso chiediamo al ministro che questo vertice sia la sede per fare definitivamente chiarezza sul piano del governo per rilanciare, in tempi rapidi, lo stabilimento di Cornigliano”.
Oggi la riunione in prefettura – Nel frattempo è stata convocata una riunione in prefettura per il pomeriggio di oggi, alle 17,30: un confronto tra istituzioni, azienda e rappresentanze sindacali per cercare uno sbocco alla vertenza e valutare le prossime mosse.
“Da lì vedremo, mi auguro che ci siano buone notizie” è il commento del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, a margine del convegno della Cisl Fp Liguria organizzato all’ospedale San Martino di Genova.
“Oggi saremo dal prefetto di Genova – commenta Christian Venzano, segretario generale Fim Cisl Liguria – dove vogliamo uscire con una data, con il governo che deve dare la garanzia della continuità produttiva che è una priorità. Non siamo disponibili a negoziare qualcosa di diverso”.
La situazione del traffico oggi : Oggi, giovedì 20 novembre, il traffico è in tilt in diversi quartieri. Qui gli aggiornamenti:
Ore 12,50: la strada Guido Rossa in direzione ponente è stata riaperta unicamente verso il casello autostradale, mentre è ancora chiusa l’uscita verso piazza Savio. In autostrada Aspi segnala traffico ormai regolare.
Ore 11,45: viabilità in miglioramento a Sestri Ponente in via Borzoli, via Camera, via Arrivabene e in zona Sampierdarena in lungomare Canepa e zona San Benigno.
Ore 11,15: Autostrade comunica che sulla A10 sono terminate le code precedentemente causate dalla manifestazione (che continua però a interessare la viabilità ordinaria).
Ore 11: la coda in autostrada è diminuita. Si segnala 1 km sull’A7 in entrambe le direzioni, 3 km sull’A10 in direzione Genova e 1 in direzione Ventimiglia, e coda in entrambe le direzioni al casello di Genova Aeroporto.
Ore 10,50: viabilità tornata regolare nella zona del nodo di San Benigno in direzione varchi.
Ore 10: corteo in atto passando per via Albareto e via Siffredi, in direzione piazza Savio.
Ore 9,50: oltre alle chiusure di Cornigliano, traffico in tilt in diverse zone della città. A Sestri Ponente si registrano code in via Siffredi, via Camera, via Arrivabene. In Valpolcevera code specialmente in via Borzoli e via Ferri. A Sampierdarena code in lungomare Canepa e in direzione valichi portuali.
Ore 9,30: sull’A7 si registrano 8 km di coda tra Busalla e Genova, sull’A12 sono 5 i km di coda tra Nervi e Genova Ovest, e sull’A10 ormai si superano gli 11 km di coda in direzione Genova. Anche la A26 ne risente, con 1 km di coda tra Masone e l’allacciamento con l’A10, sempre in direzione Genova.
Ore 8,40: disagi anche sulla sopraelevata a causa del traffico congestionato e anche di una moto in avaria, poi rimossa poco dopo le 9.
Ore 8: sulla A10, tra Pra’ e l’allacciamento con l’A7, si è formata una coda di 8 km. Congestionate anche le altre autostrade: sulla A12 ci sono 2 km di coda tra Genova Est e l’allacciamento con l’A12, e sull’A7 si registrano 4 km di coda tra Sestri Levante e Genova. Tutte le code sono ovviamente in direzione capoluogo.
Per le lunghe percorrenze verso Milano o Livorno, Aspi consiglia di percorrere la A26 Genova-Gravellona Toce.
Ore 7: in autostrada è segnalata coda in A10 tra Pegli e il bivio con l’A7, in direzione Genova, e in entrambe le direzioni al casello di Genova Aeroporto. Coda anche sull’A7 in direzione Genova, e sull’A12 tra Genova Est e il bivio con l’A7, sempre verso il capoluogo.
Ore 6: a Cornigliano rimangono chiuse al transito piazza Savio (pre-filtro rotonda Albareto), la strada Guido Rossa e via Cornigliano in entrambe le direzioni di marcia.
I sindacati: “Grazie a cittadini e associazioni per il sostegno” – “Si è conclusa la prima giornata di lotta a difesa della nostra fabbrica contro il vergognoso piano di chiusura del governo, lotta alla quale hanno partecipato centinaia di lavoratori – è il commento di oggi delle Rsu di Adi e Ilva -. Oltre ai numerosi cittadini di Cornigliano che ci hanno espresso convinta vicinanza e che colgono l’importanza della nostra battaglia, vogliamo vivamente ringraziare l’associazione Sole Luna per i pasti distribuiti, Music For Peace e Croce Bianca di Cornigliano per le attrezzature forniteci, i circoli operai per tutto quello che ci hanno portato per sostenerci”. La mobilitazione oggi prosegue: “A difesa della nostra fabbrica e di 1.200 famiglie e per il futuro industriale di questa città”.
“Anche oggi lo sciopero ha coinvolto centinaia di lavoratori – spiega Christian Venzano, segretario generale Fim Cisl Liguria -. L’ex Ilva merita rispetto e ancora una volta Genova ha dato una risposta forte a livello nazionale. Serve immediatamente un passo indietro del governo dopo la presentazione di un piano scellerato che non offre una prospettiva occupazionale e lascia soltanto perplessità, preoccupazioni e assoluta mancanza di chiarezza: si è generato unicamente caos dopo mesi in cui c’erano state presentate situazioni diverse, che riguardavano il rilancio del gruppo siderurgico più grande d’Europa, con investimenti per la decarbonizzazione e sulle linee a freddo. Se lo stabilimento di Cornigliano dovesse fermarsi anche solo qualche mese ci sarebbe solo una sentenza: la chiusura per sempre. Sono impianti che pagano oggi una mancanza di manutenzione che dura da anni, e adesso devono andare avanti gli investimenti”.
Le motivazioni dello sciopero – Lo sciopero – che a partire da ieri mattina ha visto corteo e un blocco stradale che ha causato disagi in tutta la città e non solo – è stato proclamato quando i sindacati, dopo ore di confronto, hanno annunciato la rottura con il governo e lo stop delle trattative sul futuro di Acciaierie d’Italia. Secondo quanto dichiarato dagli esponenti nazionali di Fim, Fiom e Uilm il piano prevede 6mila lavoratori in cassa integrazione entro gennaio (circa 1.500 in più rispetto a oggi), ricostruzione però smentita da Palazzo Chigi. Si parla, poi, anche di una possibile chiusura dello storico stabilimento genovese.
Operai su silo ‘Auspichiamo risposte da incontro Todde-Giogetti’
Gelo e pioggia incessante.
Gli operai di Eurallumina hanno passato così la terza notte sul silo dello stabilimento di Portovesme a 40 metri di altezza, dove si sono asserragliati da lunedì per chiedere lo sblocco della vertenza e in particolare una soluzione immediata degli asset finanziari della proprietà UC Rusal, in stand by a causa delle sanzioni Ue. Ieri c’è stata la riunione del Comitato di sorveglianza finanziario del Mef ma non sono arrivate notizie da Roma, dove oggi, nel pomeriggio, la governatrice sarda, Alessandra Todde, incontrerà il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, per discutere della vertenza entrate in vista della Finanziaria regionale da 10 miliardi. “Attendiamo risposte da Roma, anche se c’è un po’ di apprensione perché ci aspettavamo notizie in tempi più celeri – dice all’ANSA Enrico Pulisci della Rsa di Eurallumina – Ora auspichiamo che oggi possa arrivare una qualche notizia dall’incontro Todde-Giorgetti.
Certo, da ieri il meteo non ci aiuta: è pesante stare quassù tra la pioggia e il gelo che dovrebbe acuirsi nelle prossime ore. Resistiamo in attesa di una soluzione“
Come accaduto nelle ultime due edizioni, anche per la Coppa del Mondo del 2026 l’Italia dovrà passare dagli spareggi per accedere alla rassegna iridata.
Come per il 2018 e il 2022, l’Italia dovrà passare dagli spareggi per cercare la qualificazione ai Mondiali 2026, sperando che il risultato sia, però, diametralmente opposto, rispetto al recente passato per gli uomini di Gennaro Gattuso.
Si è tenuto oggi il sorteggio che ha coinvolto 16 selezioni europee che si dovranno contendere i quattro posti in palio nel tabellone principale della rassegna iridata che si terrà la prossima estate fra Stati Uniti, Canada e Messico. Gli Azzurri hanno scoperto la prima (e la potenziale seconda) avversaria che troveranno nella propria strada verso la qualificazione ai Mondiali 2026.
Sorteggio playoff Mondiali – Il format: Come detto sono 16 le nazionali che dovranno partecipare ai playoff europei per qualificarsi ai Mondiali: le 12 seconde dei gironi (fra cui c’è anche l’Italia) più le quattro migliori piazzate nell’ultima Nations League a non aver finito le qualificazioni nei primi due posti del proprio girone.
Le squadre sono state divise in quattro fasce al momento del sorteggio (le 12 seconde classificate saranno posizionate sulla base del ranking FIFA, mentre le quattro emergenti dalla Nations League saranno in quarta fascia), che è andato a formare quattro mini-tornei fatti di due semifinali e una finale ciascuno: chi vincerà la finale strapperà il pass per gli USA.
In particolare, per ogni mini-torneo il format sarà il seguente:
semifinale 1: squadra di fascia 1 vs squadra di fascia 4;
semifinale 2: squadra di fascia 2 vs squadra di fascia 3;
finale: vincente semifinale 1 vs vincente semifinale 2.
Per quanto riguarda la sede, le squadre teste di serie(quindi quelle di fascia 1 e 2) sono state sorteggiate per disputare in casa la semifinale dei playoff (l’Italia giocherà quindi tra le mura amiche il proprio match). Per quanto riguarda la finale, invece, sarà effettuato in anticipo un sorteggio per determinare quale vincitrice di semifinale giocherà in casa.
Sorteggio playoff Mondiali – La procedura – L’estrazione è iniziata con la Fascia 1 e si è conclusa con la Fascia 4. I quattro percorsi dei playoff sono formati come segue:
Fascia 1: le quattro squadre con il miglior coefficiente vengono assegnate alle semifinali 1, 3, 5 e 7 nell’ordine in cui vengono estratte.
Fascia 2: le quattro squadre teste di serie vengono sorteggiate per il primo posto disponibile nelle semifinali 2, 4, 6 e 8.
Fascia 3: le quattro squadre non teste di serie vengono sorteggiate per il primo posto disponibile nelle semifinali 2, 4, 6 e 8.
Fascia 4: le quattro squadre derivanti dalla Nations League non teste di serie vengono sorteggiate per il primo posto disponibile nelle semifinali 1, 3, 5 e 7.
Le vincitrici delle quattro finali dei playoff si qualificano alla Coppa del Mondo 2026 completando così il quadro delle 16 partecipanti europee.
Sorteggio playoff Mondiali – Il calendario : Il sorteggio per i playoff andrà in scena nella giornata di oggi, giovedì 20 novembre, a Zurigo, a partire dalle ore 13.00. Per quanto riguarda invece la disputa delle sfide, la FIFA nei giorni scorsi ha reso noto: «Le semifinali si disputano giovedì 26 marzo e le finali martedì 31 marzo 2026. Si applicheranno gli orari di calcio d’inizio standard UEFA: 20:45 CET o 18:00 CET», ha concluso.
Sorteggio playoff Mondiali – Gli accoppiamenti: Per ognuno dei quattro percorsi, sono indicate le due semifinali. Le vincenti si sfideranno in finale e quattro squadre voleranno al Mondiale:
PERCORSO A(finale in casa della vincente di Galles-Bosnia)
Italia – Irlanda del Nord
Galles – Bosnia
PERCORSO B (finale in casa della vincente di Ucraina-Svezia)
Ucraina – Svezia
Polonia – Albania
PERCORSO C (finale in casa della vincente di Slovacchia-Kosovo)
Turchia – Romania
Slovacchia – Kosovo
PERCORSO D (finale in casa della vincente di Repubblica Ceca-Irlanda)
Danimarca – Macedonia del Nord
Repubblica Ceca – Irlanda
20 novembre 2025
Sorteggio Mondiali oggi: le possibili avversarie dell’Italia ai playoff, le date e le fasce
Gli azzurri, che hanno chiuso il girone di qualificazione al secondo posto, dovranno passare dagli spareggi per cercare il pass per la prossima edizione della coppa del mondo
Foto LaPresse
Èa strada che porta ai Mondiali 2026, per l’Italia, passerà dai playoff. Gli azzurri, che hanno chiuso al secondo posto il girone di qualificazione alle spalle della Norvegia, saranno costretti per la terza volta consecutiva a disputare gli spareggi per accedere alla coppa del mondo: negativi i due precedenti, con la nostra nazionale eliminata prima dalla Svezia e poi dalla Macedonia del Nord. Alle 13 di oggi, a Zurigo, il sorteggio, con gli uomini di Gattuso che conosceranno i loro avversari per le sfide di marzo.
Il regolamento – Ai playoff per i Mondiali prenderanno parte sedici nazionali: le dodici seconde classificate nei gironi di qualificazione e quattro ripescate dalla Nations League. Le squadre saranno suddivise in quattro percorsi che prevedono semifinale e finale in gara secca. Per le semifinali il sorteggio abbinerà le squadre della prima fascia con quelle della quarta e quella della seconda con le nazionali della terza (le squadre di prima e seconda fascia giocheranno il match in casa; a stabilire la sede della finale, invece, sarà il sorteggio). Le semifinali si giocheranno il prossimo 26 marzo, le finali il 31 marzo.
Le possibili avversarie dell’Italia – L’Italia, in base al ranking Fifa, sarà inserita in prima fascia insieme a Danimarca, Turchia e Ucraina ed in semifinale affronterà una nazionale di quarta fascia, ovvero una tra Svezia, Irlanda del Nord, Romania e Macedonia del Nord.Nell’eventuale finale, poi, l’incrocio con una nazionale di seconda (Polonia, Galles, Repubblica Ceca e Slovacchia) o terza fascia (Albania, Irlanda, Bosnia-Erzegovina e Kosovo).
Le fasce del sorteggio
Prima fascia: Italia, Danimarca, Turchia, Ucraina
Seconda fascia: Polonia, Galles, Repubblica Ceca, Slovacchia
Terza fascia: Albania, Irlanda, Bosnia-Erzegovina, Kosovo
Quarta fascia: Svezia, Irlanda del Nord, Romania, Macedonia del Nord
L’incidente lunedì sera intorno alle 22,30, circolazione bloccata tra Cascina Gobba e Cernusco sul Naviglio
Lunedì sera, intorno alle 20,30, un tratto di binario sulla linea M2 ha ceduto e si è rotto, tra le fermate di Cascina Gobba e Cernusco sul Naviglio. Immediatamente, grazie alle segnalazioni dei sistemi di controllo, il treno che di lì a poco sarebbe passato nel punto incidentato è stato fermato dal macchinista e la circolazione dei treni della metropolitana M2 è stata interrotta in entrambe le direzioni fino alle dieci di sera, per consentire il necessario intervento tecnico sulla linea.
Atm fa sapere che il binario è stato prontamente sostituito dai tecnici nella tranche incidentata, e che la sicurezza dei passeggeri è stata garantita dai diversi sistemi di controllo. Durante il periodo di fermo nella tratta interrotta fra Cascina Gobba e Cernusco sul Naviglio sono stati messi a disposizione dei bus sostitutivi. Poi la circolazione è ripresa regolarmente.
Luigi De Siervo, a.d. della Lega Serie A, avverte: otteniamo meno soldi di quanti ne spendiamo. La crisi dei diritti tv minaccia la sostenibilità dei campionati nazionali
Luigi De Siervo, a.d. della Lega Serie A
Tutti sanno che il mondo del calcio italiano vive quasi esclusivamente grazie ai diritti tv della Serie A, con Dazn e Sky che si sono impegnati a versare 900 milioni di euro complessivi annui (700 Dazn, 200 Sky) per cinque anni fino al 2029. Un miracolo, gli va riconosciuto, compiuto da Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, in un momento nel quale gli scricchiolii di tutta l’impalcatura già cominciavano a sentirsi.
L’allarme di De Siervo sui campionati nazionali – E se è lo stesso De Siervo,nel corso del Social football summitdi Torino, a lanciare l’allarme sui campionati nazionali, allora diciamo che c’è da preoccuparsi: «Rischiamo di diventare le prequalifiche della Formula 1 o dei grandi tornei di tennis. Il prodotto che si sta sviluppando sempre di più è il prodotto premium di Fifa e Uefa. È la Champions League ad aver reso meno popolare il nostro campionato all’estero. Pensate all’Inghilterra: la fantomatica Premier League ha dovuto mettere sul mercato il 35% delle gare in più, e il costo di ciascuna partita è diminuito del 21%. La crisiperciò riguarda tutti i campionati, non solo la Serie A. Quello che può fare la Lega Serie A è cercare di sensibilizzare Fifa e Uefa per bloccare questo fenomeno, altrimenti rischiamo di distruggere il tessuto di queste squadre».
Gap e rischio tsunami dietro l’angolo – La Serie A ha certamente un gapda colmare su altri campionati, «ma dobbiamo avere chiaro», dice De Siervo, «che questa distanza di valore nel tempo crea parte sinistra e destra della classifica, e si rischia anche di avere partite che finiscono tanto a poco. La Francia è stata la prima lega investita da questo tsunami, noi siamo i prossimi, abbiamo un sistema che ci tutela poco nei diritti televisivi. Nel momento in cui perdi controllo, non puoi riprenderlo. Riusciamo a rimanere un riferimento per il pubblico solo mantenendo un livello alto».
Il caso francese: Ligue 1 – Eccolo qui il passaggio cruciale: il sistema Dazn, in Francia, è crollato. E nel giro di pochi anni laLigue 1 è passata dall’incassare un miliardo di euro all’anno in diritti tv, ai 400 milioni di euro assicurati da Dazn fino al termine del campionato 2024-2025, ai quattro spicci attuali, con Dazn uscita dal contratto e con il canale della lega francese, Ligue 1+, che finora ha raggiunto un milione di abbonamenti a 14,99 euro al mese, il che significa 180 milioni di euro in un anno.
La prossima tessera del domino – Dopo la caduta della Francia, il prossimo campionato a rischio, secondo De Siervo, è l’Italia. Dove, appunto, la gran parte dei diritti tv è assicurata ai club di Serie A proprio da Dazn, il cui modello di business, ai più, non è ancora chiaro, visto che da anni chiude con bilanci in rosso per miliardi di dollari.
La mediocrità che traina l’indebitamento – «La trasformazione della Champions Leagueè avvenuta quando si è posto sul tavolo il tema della Superlega: ha strappato quel sistema precedente», prosegue De Siervo, «e ha creato un modello che comunque portava guadagni alle squadre più importanti. Oggi in Italia non ci sono più i presidenti di una volta che con un assegno coprivano le perdite. Oggi ci sono strutture (i fondi di investimento americani, ndr) che cercano di avere un punto di equilibrio. Otteniamo meno soldi dai diritti televisivi di quanti ne vengano spesi per calciatorie procuratori, e tutto ciò porta tutto il nostro calcio ad alzare l’indebitamento anno dopo anno. Facciamo fatica a programmarci, ci mancano le risorse per gli investimenti. Se non riusciamo a garantire risorse con continuità, non saremo in grado di programmare il nostro futuro. La mediocrità latente tocca anche la nazionale: i soldi che mancano vengono tolti allo sviluppo delle strutture e del vivaio. Oggi è più conveniente comprare un giocatore talentuoso che formarlo».
Gli abbonamenti alla piattaforma di streaming sportiva in Belgio non decollano, mettendo a rischio gli accordi con la Pro League
Nel dicembre 2024 Dazn si aggiudicava i diritti audiovisivi del campionato di calcio del Belgio, impegnandosi a versare alla Pro League una cifra di 84 milioni di euro all’anno per il quinquennio di stagioni dal 2025 al 2030. Un importo ben inferiore ai 103 milioni annui del triennio 2021-2024.
Dazn
A dimostrazione che il periodo di vacche grasse era finito, e che i club di calcio europeo devono trovare fonti di ricavi differenti rispetto ai diritti tv che li hanno tenuti in piedi in questi ultimi 20 anni.
Dalla Francia al Belgio, la storia si ripete – La campagna belga di abbonamenti a Dazn per la stagione 2025-26, tuttavia, è rimasta molto al di sotto delle attese (25 euro al mese con l’impegno di restare abbonati almeno 12 mesi). E adesso in Belgio si è aperta una grana grossa, che somiglia molto a quella che poi in Francia, la scorsa stagione, ha portato alla uscita di Dazn dal contratto. Infatti, calcolatrice alla mano, Dazn si è resa conto di non essere in grado di onorare gli impegni presi col calcio belga. Ha provato a coinvolgere nella partita anche i gruppi di telecomunicazioni Proximuse Telenet. Ma al momento nessuna intesa è stata trovata per condividere gli oneri.
Al momento è tutto invariato – Per ora, quindi, il campionato belga continua a essere trasmesso su Dazn. Ma la stessa Pro League chiede che venga coinvolta qualche altra piattaforma per aumentare la visibilitàdi una manifestazione che tende a scomparire se distribuita solo da Dazn.
I vertici di Dazn, nei giorni scorsi, hanno fatto sapere alla Pro League belga che vogliono rinegoziare i termini del contratto. E intendono farlo con una certa urgenza.
La situazione nella Penisola – Insomma, una bella gatta da pelare. E dopo Francia e Belgio, qualcuno inizia a temere che anche in Italia, dove Dazn si è impegnata a versare 700 milioni di euro all’anno ai club di Serie A per il quinquennio 2024-2029, si possano aprire spiragli simili di crisi. D’altronde la piattaforma sport in streaming a pagamento, secondo stime di mercato, continua a perdere circa 100 milioni di euro all’anno sulla Penisola e gli abbonamenti rimangono fermi a quota 1,8 milioni, con ricavi che non crescono.
Un guasto tecnico a San Pellegrino blocca la circolazione; intervento dei tecnici RFI in corso
Treni dell’Alta velocità con ritardi fino a 90 minuti per un “inconveniente tecnico sulla linea” nel tratto Firenze-Bologna. Lo rende noto Ferrovie dello Stato sui suoi canali.
L’inconveniente si è registrato all’altezza di San Pellegrino. Gli impatti hanno coinvolto treni na Nord a Sud. “Prosegue l’intervento dei tecnici di Rfi” per risolvere il problema, fa sapere Fs. I monitor in stazione a Bologna avvisano i viaggiatori che i ritardi sono dovuti a un “guasto agli impianti di circolazione”.
Da Nord a Sud si sente il peso delle correnti artiche. Fiocchi bianchi attesi anche a bassa quota. Le regioni coinvolte
Maltempo, freddo e neve. Questo è lo scenario meteo atteso in Italia per le prossime ore. Se quella di oggi, 19 novembre, si attesta come una giornata “di passaggio” quelle di giovedì 20 e venerdì 21 novembre saranno all’insegna del brutto tempo. Gli esperti di 3bmeteo spiegano che nel corso delle prossime ore “l’aria fredda associata alla saccatura artica entrerà sul Mediterraneo dal Golfo del Leone stimolando la formazione di un profondo sistema depressionario che porterà maltempo e venti forti su tutta l’Italia. Le temperature scenderanno ulteriormente e la neve potrà cadere fino a bassa quota“. Vediamo meglio le previsioni per le prossime ore.
Arriva il freddo sull’Italia: le regioni dove è attesa la neve – Secondo 3bmeteo, quella di giovedì 20 novembrea Nord sarà una giornata segnata da “nuvolosità irregolare altrove con piogge e rovesci a carattere intermittente“. Neve sulle Alpi tra 600-900 metri al mattino e 500-700 la sera, anche sotto ai 500 metri la notte. Al Centro meteo instabile con rovesci e temporali, più frequenti su Lazio e Appennino ma non esclusi anche sulla Toscana. Al Sud, veloci rovesci al mattino in Sardegna poi migliora. Peggiora invece su Campania, Molise e Puglia settentrionale con rovesci e temporali tra il pomeriggio e la sera.
Fonte 3bmeteo
Venerdì 21 ombrelli aperti in Lombardia, Triveneto ed Emilia Romagna. Neve sulle Alpi intorno 300-500 metro e localmente anche sotto ai 300. Anche al Centro e al sud il tempo sarà perturbato con piogge e temporali anche intensi.
Cosa cambia per i cittadini italiani con il nuovo ddl semplificazioni? Tutte le novità per gli over 70 e non solo.
Importanti novità arrivano dal ddl semplificazioni, con due misure che cambieranno la vita a milioni di italiani. Con lo stop al rinnovo della carta d’identità per gli over 70 e l’istituzione delle farmacie di servizio il prossimo decreto promette di semplificare gli adempimenti burocratici e ridurre le code agli sportelli per una larga fetta della popolazione.
Dll semplificazioni: due novità in arrivo – L’annuncio delle due misure previste nel prossimo decreto semplificazioni è arrivato dal ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, e si tratta di due importanti riforme che andranno a semplificare la vita a molti italiani.
Le nuove misure riguarderanno la validità della carta d’identità, che per chi ha superato i 70 annisarà illimitata, e la creazione di farmacie di servizio nelle quali sarà possibile scegliere il medico di famiglia ed effettuare i vaccini.
Per attuare queste due importanti riforme, il Governo conta di poter attingere al Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le risorse del Pnrr andranno così a finanziare, oltre ai 400 interventi già presentati e ai tanti altri in arrivo in Parlamento, anche queste due procedure, che promettono di ridurre i disagi e rendere la burocrazia meno complessa.
Validità illimitata della carta d’identità per gli over 70 – Attualmente il documento di riconoscimento ha una validità di 3 anni per i bambini piccoli, 5 per i minori di età compresa tra 3 e 18 anni, e 10 per gli adulti. Con la nuova norma saranno proprio questi ultimi (o perlomeno una parte di loro) a non doversi più preoccupare della scadenza. Il decreto semplificazioni prevede infatti che, per gli over 70, la carta d’identità abbia una validità illimitata.
Questo significa che chi ha più di 70 anni non dovrà più recarsi all’anagrafe del proprio Comune di residenza per rinnovare il documento alla scadere del decimo anno. Restano tuttavia da definire alcuni dettagli, come quello riguardante la validità della foto attuale e la gestione di casi particolari, ma si tratta di una procedura che avrà un impatto notevole sulla vita quotidiana dei più deboli visto che, secondo le stime, a beneficiarne saranno circa 7 milioni di cittadini italiani.
Farmacie di servizio, cosa sarà possibile fare – L’altra importante novità prevista nel pacchetto di semplificazioni riguarderà l’istituzione delle farmacie di servizio. Si tratterà di luoghi in cui sarà possibile fare alcune pratiche burocratiche attualmente disponibili solo presso le Asl e dal proprio medico.
In dettaglio in queste strutture sarà possibile procedere alla scelta del medico di famiglia e fare le vaccinazioni, senza passare dall’Autorità Sanitaria Locale. Anche questa novità promette di eliminare alcuni passaggi inutili e velocizzare così le procedure per molti cittadini, rendendo così la pubblica amministrazione più efficiente.
Mario Cusimano era accusato di omicidio colposo. La sentenza del Tribunale di Prato ha chiuso il primo grado del processo
Luana D’Orazio – (Fotogramma)
È stato assolto “per non aver commesso il fatto” Mario Cusimano, il tecnico manutentore imputato per la tragica morte di Luana D’Orazio, la giovane mamma di 22 anni decedio 2021 risucchiata dall’orditoio presso un’azienda tessile di Montemurlo (Prato) dove lavorava. Lo ha deciso oggi il giudice del Tribunale di Prato, Jacopo Santinelli, al termine del processo di primo grado.
Cusimano, unico imputato nel procedimento ordinario dopo che i titolari dell’azienda, Luana Coppini e Daniele Faggi, avevano già patteggiato rispettivamente due anni e uno e mezzo di reclusione, era accusato di omicidio colposo e rimozione dolosa delle cautele antinfortunistiche nell’orditoio che ha stritolato la 22enne operaio. Il pubblico ministero Vincenzo Nitti aveva chiesto una condanna a due anni e otto mesi.
Accolta invece la tesi difensiva dell’avvocato Melissa Stefanacci, secondo cui il tecnico non avrebbe mai manomesso il macchinario né le sue misure di sicurezza, lasciando intendere che eventuali modifiche potessero essere state operate da altri.Emma Marrazzo, mamma di Luana, ha commentato: “Mia figlia resta un simbolo di ingiustizia“. E poi ha espresso il dolore per una sentenza che ritiene non rifletta appieno la responsabilità del dramma. La Procura attende di conoscere le motivazioni prima di valutare un eventuale ricorso contro l’aasoluzione.
Commento:Ricordo di una giovane vita spezzata sul lavoro
Luana D’Orazio era una giovane operaia di 22 anni, madre di un bambino piccolo, morta il 3 maggio 2021 in un incidente sul lavoro a Montemurlo, nel distretto tessile di Prato. Lavorava in un’azienda tessile dove rimase trascinata e schiacciata da un macchinario di orditura che, secondo le ricostruzioni, non avrebbe dovuto essere in funzione nelle condizioni in cui si trovava.
La sua morte suscitò grande emozione in tutta Italia e riportò al centro dell’attenzione il tema, antico e purtroppo sempre attuale, della sicurezza nelle fabbriche. Il caso portò a indagini approfondite e a un processo che vide condanne per violazioni alle norme di sicurezza. La storia di Luana è diventata un simbolo della fragilità del lavoro moderno, ricordando quanto sia importante non allontanarsi mai dalle buone pratiche e dalle regole che, da sempre, proteggono chi lavora.
La protesta a Cornigliano dopo la rottura della trattativa a seguito del piano del governo. La Fiom: “ Chiediamo a Regione e Comune di farsi sentire e vedere”
Gli operai Ilva dopo l’assemblea interna sono usciti dalla fabbrica percorrendo la strada Guido Rossa con i mezzi diretti nel centro di Cornigliano per un presidio che viene annunciato come ad oltranza.
Alle 9 i lavoratori hanno bloccato via Cornigliano davanti alla stazione
“Il piano del governo porta alla chiusuradella fabbrica con la conseguenza che a Genova abbiamo mille posti di lavoro a rischio, mille famiglie che rischiano di perdere il loro sostentamento e la fine della siderurgia nella nostra città e nel paese”. Così Armando Palombo storico delegato Fiom Cgil della ex Ilva di Cornigliano e Stefano Bonazzi Segretario Generale Fiom Cgil Genova.
Poco tempo per intervenire – “Quel poco che si produce si vende subito a Taranto per fare cassa -spiega Palombo – Ovviamente gli stabilimenti del Nord, Genova in primis, poi Novi eccetera, non avranno più prodotto e quindi chiudono. Vuol dire che a Genova, perché adesso siamo a Genova, si perdono 1.000 posti di lavoro.E chiediamo agli enti locali, al Comune, alla Regione, di sospendere ogni attività come segno di solidarietà e di cominciare a trovare soluzioni serie a 1.000 posti di lavoro. Quindi non è più un problema del cassintegrato in più o cassintegrato in meno. Qua stanno chiudendo la siderurgia d’Italia”.
“Dal primo gennaio – proseguono Palombo e Bonazzi – saranno in 6 mila a livello nazionale a trovarsi in cassa integrazione e dal primo di marzo chiuderanno tutti gli impianti.”.
L’appello a Regione e Comune – Nicola ApicellaCoordinatore RSU Fiom CGIL: “Oggi c’è l’annuncio di 24 ore di sciopero. Noi abbiamo dichiarato l’occupazione della fabbrica. Con i nostri mezz andremo a Ponte Morigiano e aspetteremo lì. Qualcosa succederà. Chiediamo agli enti locali, Comune e Regione, non solo a solidarietà con comunicati, ma che sospendano le sedute e che si facciano vedere. E che comincino a pensare che Genova perde 1.000 posti di lavoro. Quindi, a chi annunciava piani fantasmagorici, oggi sul piatto c’è non un cassintegrato in più, ma 1.000 posti di lavoro”
I sì sono stati 427, un solo no. Solo due giorni fa il presidente Trump ha detto che non si sarebbe opposto alla pubblicazione di tutti i file. Ora la legge passa al Senato
Proteste negli Usa per la divulgazione dei file sul caso Epstein – (Afp)
La Camera degli Stati Uniti ha approvato oggi una legge bipartisan che impone al Dipartimento di Giustizia di rendere pubblici tutti i fascicoli relativi a Jeffrey Epstein. La misura è stata approvata con un sostegno schiacciante, ottenendo 427 voti a favore e 1 contrario (del deputato repubblicano Clay Higgins della Louisiana).
Il disegno di legge passerà ora al Senato. Se approvato, sarà inviato al presidente Donald Trump per l’approvazione e la firma definitiva.
La legge, che ha ottenuto il sostegno sia dei legislatori repubblicani che di quelli democratici, mira a garantire la piena trasparenza e giustizia nei confronti delle vittime di Epstein. I deputati repubblicani Thomas Massie e Marjorie Taylor Greene hanno tenuto oggi una conferenza stampa a Capitol Hill, esortando i loro colleghi a sostenere il disegno di legge, secondo quanto riportato dalla Cnn.
Durante la conferenza, diverse vittime degli abusi di Epstein hanno condiviso le loro storie, sottolineando la necessità di rendere pubblici i fascicoli.
Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso il suo sostegno al disegno di legge, esortando i repubblicani della Camera a sostenerlo. In una rara inversione di rotta, Trump ha pubblicamente invitato il Congresso ad approvare la misura, promettendo di firmarla se fosse arrivata sulla sua scrivania. Tuttavia, il rappresentante democratico Robert Garcia ha criticato l’amministrazione Trump per non aver reso pubblici i documenti prima.
“Quiet, quiet piggy”. “Zitta, stai zitta cicciona“. Questo l’insulto sessista, bodyshaming e pure antianimalista se si considera il termine “piggy” (“grassa come un maiale“) che Donald Trump ha rivolto ad una giornalista di Bloomberg che gli stava ponendo una domanda sul caso di Jeffrey Epstein. Secondo quanto riportato da diversi media americani, il presidente ha offeso la reporter qualche giorno fa, a bordo dell’Air Force One.
Trump stava tornando a Washington quando Catherine Lucey, la giornalista di Bloomberg insultata, gli ha chiesto perché non volesse pubblicare i documenti su Epstein. Il presidente l’ha guardata e puntandole il dito contro ha detto: “Zitta, stai zitta, cicciona“. Parlando con i giornalisti sulla pista d’atterraggio il tycoon ha continuato ad attaccare Lucey dicendo che “Bloomberg dovrebbe licenziarla“. “Piggy” è stato uno degli insulti preferiti del tycoon in passato. Durante la sua campagna presidenziale del 2016, l’ex Miss Universo Alicia Machado, che vinse il titolo a 19 anni quando Trump era comproprietario dell’organizzazione, affermò che il presidente aveva minacciato di toglierle il titolo dopo che era “ingrassata”.
La Camera Usa voterà tra le 14 e le 20 locali (le 20 e le 2 di notte in Italia) il disegno di legge per divulgare tutti i file di Epstein entro 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. Lo riferisce la Cnn.
Un gruppo bipartisan di deputati e senatori americani, tra cui Marjorie Taylor Greene, ha dichiarato in una conferenza stampa fuori dal Capitol Hill che si aspetta che la sua risoluzione sui documenti del caso Jeffrey Epstein venga approvata all’unanimità dalla Camera.
Accanto ai parlamentari c’erano alcune delle vittime del finanziere pedofilo che hanno chiesto alle autorità di “smetterla di strumentalizzare la vicenda per fini politici“. Se la Camera approverà la risoluzione, il Senato voterà se inviare la misura a Donald Trump per la firma. “Non rovinate tutto al Senato“, ha detto il deputato Thomas Massie, repubblicano del Kentucky e promotore del disegno di legge.
Anche Mike Johnson sosterrà la proposta di legge per la pubblicazione dei documenti sul caso di Jeffrey Epstein. Lo ha annunciato lo stesso speaker della Camera americana ai repubblicani dopo che per mesi, seguendo le indicazioni di Donald Trump, si era opposto al voto della misura sostenendo la necessità di proteggere le vittime del finanziere pedofilo.
Foto di una donna che ha dimenticato le credenziali per accedere allo Spid, fonte: ScreenWorld.it
Lo SPID non si ferma. Le nuove convenzioni sono state ufficialmente rinnovate el’identità digitalecontinuerà a essere lo strumento principale per accedere ai servizi pubblici online. Una conferma che rassicura milioni di utenti ma che introduce anche novità sui costi per i gestori, con effetti che potrebbero riflettersi sul sistema nelle modalità di gestione del servizio.
L’Agenzia per l’Italia Digitale ha formalizzato il rinnovo degli accordi con gli Identity Provider, assicurando continuità a uno dei servizi più utilizzati dai cittadini italiani. Lo SPID, infatti, è ormai indispensabile per accedere a INPS, Agenzia delle Entrate, fascicolo sanitario elettronico, bonus fiscali, certificati digitali e moltissimi altri servizi essenziali. La decisione permette di evitare interruzioni e di mantenere attiva la rete di autenticazione nazionale, scongiurando il caos che si sarebbe creato con un’eventuale interruzione del servizio.
Le nuove convenzioni introducono alcuni aggiustamenti neirapporti tra AGID e i fornitori di identità digitale, soprattutto sul fronte dei costi amministrativi e delle condizioni tecniche.Non cambia invece l’obbligo di fatto per ogni cittadino che vuole utilizzare i servizi digitali della pubblica amministrazione:senza SPID, molte operazioni ormai non sono più accessibili. È una realtà con cui fare i conti, che piaccia o no. Il rinnovo stabilisce gli standard tecnici e di sicurezza che gli Identity Provider devono continuare a rispettare, oltre a definire i nuovi parametri economici legati alla gestione del servizio. L’obiettivo dichiarato è garantire stabilità e continuità nel tempo, evitando i frequenti rinnovi provvisori degli anni precedenti che avevano generato incertezza tra operatori e utenti.
La parola d’ordine è continuità: il sistema resta attivo e pienamente operativo. Gli aggiornamenti riguardano soprattutto l’adeguamento dei costi sostenuti dagli operatori, che devono garantire manutenzione, assistenza tecnica, sicurezza informatica e aggiornamenti tecnologici costanti. Il servizio per i cittadini rimane gratuito, ma il quadro economico dietro le quinte viene aggiornato per mantenere sostenibile la gestione dell’identità digitale nel lungo periodo. Negli ultimi anni la digitalizzazione della pubblica amministrazione ha reso lo SPID uno strumento imprescindibile. Da bonus fiscali a prenotazioni sanitarie, dai concorsi pubblici ai certificati anagrafici: quasi tutto passa attraverso l’identità digitale. Senza SPID, gran parte dei servizi essenziali non è accessibile, e l’alternativa della CIE digitale non è ancora così diffusa né usata con la stessa semplicità e praticità.
Per questo motivo, anche con l’arrivo delle nuove convenzioni, rimane l’obbligo pratico di dotarsi dell’identità digitale. Non è una scelta opzionale: è il passaggio necessario per interagire con la pubblica amministrazione e con molti enti che richiedono la verifica dell’identitàin modo sicuro. Chi non ce l’ha si trova tagliato fuori da operazioni quotidiane che una volta si svolgevano allo sportello e oggi esistono solo in formato digitale.
Per chi già possiede lo SPID non cambia praticamente nulla. Le credenziali restano valide e il servizio continua a essere utilizzabile senza limiti e senza costi aggiuntivi. Gli aggiornamenti riguardano soltanto la parte amministrativa tra AGID e gli Identity Provider, quella che l’utente finale non vede ma che garantisce il funzionamento dell’intera infrastruttura. Chi invece deve ancora attivarlo può farlo tramite i consueti gestori riconosciuti, seguendo la procedura di riconoscimento online o di persona. Il sistema richiede pochi minuti e una volta completato permette di utilizzare migliaia di servizi pubblici e privati con un’unica identità digitale. La procedura prevede il caricamento di un documento d’identità valido, la verifica dell’identità attraverso diverse modalità (videochiamata, riconoscimento de viso, firma digitale) e la creazione delle credenziali personali.
Il messaggio delle nuove convenzioni è chiaro: il sistema resta, viene rafforzato e continuerà a essere lo strumento principale dell’accesso digitale per tutti. La digitalizzazione della pubblica amministrazione non è più un processo in divenire ma una realtà consolidata, e lo SPID ne rappresenta la chiave d’accesso universale. Adeguarsi non è più una questione di scelta personale ma di necessità pratica per vivere pienamente la cittadinanza digitale.
Migliaia di utenti hanno segnalato disservizi al sito specializzato Downdetector
AGI – Diversi siti web, tra cui la piattaforma X, stanno registrando problemi a causa di un malfunzionamento legato all’infrastruttura Internet di Cloudflare. Migliaia di utenti hanno segnalato disservizi al sito specializzato Downdetector.
“Cloudflare è a conoscenza di un problema che potrebbe avere un impatto su più clienti e sta indagando“, ha comunicato l’azienda sulla propria dashboard in tarda mattinata, aggiungendo che fornirà aggiornamenti non appena disponibili. Il nuovo problema arriva a breve distanza dal blackout che il mese scorso ha coinvolto Amazon Web Services, mandando offline oltre mille siti e applicazioni, seguito poi da un’altra interruzione che, invece, ha colpito Microsoft Azure.
Impatto del disservizio Cloudflare sui servizi online – Cloudflare fornisce strumenti essenziali per aiutare i siti web a respingere gli attacchi informaticie a caricare i contenuti in modo efficiente. Sembra che numerosi servizi online siano stati interessati dai problemi di Cloudflare: oltre a X, il blocco ha coinvolto, tra gli altri, il famoso gioco onlineLeague of Legends, ma anche Spotify,Amazon, Canva, Perplexity e OpenAI (e quindi ChatGPT) hanno riscontrato interruzioni.
Down Cloudflare: Analisi tecnica del malfunzionamento del 18 Novembre 2025 (risolto)
Il 18 novembre 2025 Cloudflare ha subito un malfunzionamento globale, generando errori HTTP 500 e interruzioni su servizi e siti Web utilizzati da milioni di utenti in tutto il mondo.
Il 18 novembre 2025 resterà nella memoria di molti utenti e amministratori di rete come il giorno in cui Cloudflare, uno dei principali provider di servizi di rete e sicurezza Internet a livello globale, ha lamentato un malfunzionamento di vasta scala. L’interruzione ha interessato servizi critici e popolari, tra cui X (ex Twitter), ChatGPT, Canvae persino Downdetector, ironicamente colpito nel momento stesso in cui raccoglieva le segnalazioni degli utenti rispetto a Cloudflare e ad altri servizi.
Gli aggiornamenti ufficiali sulla dashboard Cloudflare System Status evidenziano chiaramente che il problema non è circoscritto a singole rotte o regioni specifiche, ma interessa l’intera rete globale. I continui aggiornamenti indicano che, sebbene alcuni servizi come Cloudflare Access e WARP abbiano già iniziato a funzionare in determinate aree, altri servizi Cloudflare continuano a registrare errori elevati e interruzioni intermittenti in tutto il mondo. Ciò conferma che il malfunzionamento è radicato nell’infrastruttura centrale e non in problemi locali di connettività o routing, con impatti diffusi sui clienti e sulle applicazioni distribuite sulla rete globale di Cloudflare.
Alle ore 15,42 italiane Cloudflare ha comunicato di aver risolto il problema.“È stata implementata una correzione e riteniamo che l’incidente sia stato risolto. Continuiamo a monitorare eventuali errori per garantire che tutti i servizi tornino alla normalità“, si osserva dalla società.
La cronologia dell’incidente – La prima segnalazione ufficiale di Cloudflare è arrivata intorno alle 12:53 UTC, confermando che si stavano investigando problemi che causavano errori HTTP 500, rilevati anche sulla dashboard e lato API. Già dai primi minuti si è notata la gravità dell’evento.
L’errore più comune è Internal Server Error(500) che compare visitando tutti quei siti Web configurati per usare Cloudflare come Web proxy. La pagina esposta al browser mostra “You, Browser, working / Cloudflare error / Host working“.
Tuttavia, si stanno registrando problemi anche con i pagamenti elettronici. Le verifiche sulle carte di credito passano dasecure7.arcot.comche, al momento del down di Cloudflare, risulta anch’esso affetto dal medesimo problema.
Cause e possibili motivazioni – Il problema principale si manifesta, come detto, sotto forma di errori HTTP 500 a livello di server, segnale di malfunzionamenti interni nei nodi della rete globale di Cloudflare. Le possibili cause includono:
Problemi di distribuzione a livello di rete: aggiornamenti o manutenzioni che impattano i server critici.
Attacco DDoS mirato: Cloudflare ha recentemente respinto attacchi record da 11,5 Tbps, suggerendo la possibilità di un nuovo tentativo malevolo.
Errore di configurazione interna: problemi nel propagare modifiche alle API o al DNS.
Un punto di interesse è il conseguente effetto domino: servizi che dipendono dall’infrastruttura Cloudflare hanno subito malfunzionamenti indiretti, evidenziando il rischio legato alla concentrazione di servizi critici su un unico provider.
L’errore “Sblocca challenges.cloudflare.com per continuare“ – I Cloudflare Challenges sono dei meccanismi di verifica usati da Cloudflare. L’obiettivo principale è distinguere il traffico legittimo(umano) dal traffico potenzialmente dannoso o automatizzato (bot, scraper, attacchi DDoS). In pratica, quando si accede a un sito protetto da Cloudflare, il sistema può decidere di mostrare una “challenge”, ovvero una sfida che da superare per continuare: CAPTCHA, esecuzione automatica di codice JavaScript, controllo dell’integrità del browser.
l down generalizzato di Cloudflare ha messo al tappeto anche i meccanismi alla base del sistema Challenges: il risultato è la comparsa, su molti siti, del messaggio “Sblocca challenges.cloudflare.com per continuare“.
Due filmati diffusi sui social mostrano il giovane accorrere per aiutare gli amici dopo il terribile schianto in viale Fulvio Testi
Nuovi elementi emergono sull‘incidente avvenuto domenica all’alba in viale Fulvio Testi, a Milano, dove ha perso la vita il 19enne Pietro Silva Orrego.Due video comparsi sui social e ora al vaglio degli inquirenti mostrano il 20enne inizialmente ritenuto alla guida della Mercedes G Brabus, un potente Suv da oltre 700 cavalli, mentre accorre sul luogo dello schianto per soccorrere gli amici. Dunque non era al volante così come sembrava in un primo momento e come indicato dai primi passanti che erano accorsi sul luogo della tragedia. Le immagini, insieme alla mancanza di ferite compatibili con l’impatto, sembrano “scagionare” il ragazzo, che aveva dichiarato di essere giunto sul posto solo dopo l’incidente.
La scarpa persa nel tentativo di aiutare i feriti – I filmati, girati da passanti e diffusi sui social poche ore dopo l’impatto, mostrano il giovane correre verso il Suv spezzato in due. Nelle immagini si sente gridare “ci sono i miei amici che stanno morendo” – ricostruisce Il Corriere della Sera – mentre tenta di aprire le portiere e di sfondare un finestrino, perdendo una scarpa ritrovata poi tra i rottami. Queste scene hanno convinto gli inquirenti a rivedere la prima ipotesi che lo indicava come conducente del veicolo di lusso, noleggiato da una società specializzata. Le riprese, ora al vaglio della Procura, vengono confrontate con i rilievi eseguiti sul posto per chiarire tempi e movimenti di tutte le persone coinvolte.
Il ruolo del 20enne e la testimonianza – Il giovane, che vive a pochi chilometri dal luogo dell’incidente, è stato subito ascoltato dagli agenti della polizia locale. Un passante lo aveva indicato come il conducente del Suv, ma lui aveva spiegato di essere arrivato dopo, sostenendo inizialmente di aver preso un tram, circostanza poi smentita dalle verifiche. L’esito positivo dell’alcol test aveva alimentato i sospetti, spingendo gli inquirenti a valutare con attenzione ogni dettaglio. Ora però la nuova prova video e l’assenza di ferite portano a escludere la sua presenza a bordo durante lo scontro. Gli investigatori stanno comunque ricostruendo le ore precedenti all’impatto per capire se il 20enne abbia trascorso la serata con gli amici e se sia sceso dal Suv poco prima della tragedia.
Grave incidente stradale a Milano, il luogo dello scontro
Chi era alla guida del Suv – Secondo le prime risultanze, al volante del potente Mercedes G Brabus, un veicolo da oltre 700 cavalli e dal valore di circa mezzo milione di euro, c’era con ogni probabilità il 23enne Enrico R., che aveva preso a noleggio l’auto da una società specializzata. Il giovane ha dichiarato agli agenti di essere stato lui alla guida al momento dell’incidente ed è stato sottoposto ad alcol test in pronto soccorso, in attesa degli esiti definitivi. Nei suoi confronti la Procura di Milano potrebbe ipotizzare il reato di omicidio stradale. A bordo con lui c’erano il 19enne Pietro Silva Orrego, deceduto nello schianto, e una 30enne, S.T., rimasta gravemente ferita. La donna è stata ricoverata d’urgenza e sottoposta a un intervento chirurgico; al momento sarebbe fuori pericolo, ma la prognosi rimane riservata.
Gli altri feriti e le indagini in corso – Nell’impatto è rimasta coinvolta anche una Opel Corsa guidata da L.C., 32 anni, originario di Napoli, trasportato in ospedale in codice giallo. L’uomo è risultato positivo al pre-test per le droghe. La polizia locale sta raccogliendo testimonianze, immagini e dati tecnici per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e verificare le condizioni di guida di entrambi i conducenti.
Le ipotesi sulla dinamica dello schianto – Secondo i rilievi preliminari, il Suv e l’altra vettura procedevano a velocità sostenuta. Lo scontro è avvenuto all’incrocio con viale Esperia, alla periferia nord di Milano, dove è presente una sola telecamera pubblica che, al momento, non avrebbe ripreso il momento esatto dell’impatto. Gli investigatori valutano diverse ipotesi, tra cui una precedenza non rispettata, un semaforo bruciato o una manovra azzardata. Entrambi i veicoli si sono accartocciati e hanno preso fuoco, mentre la Mercedes si è addirittura spezzata in due. Il Suv, secondo i primi accertamenti, risulterebbe già coinvolto in un altro grave incidente avvenuto circa un anno fa. Informazioni utili potrebbero arrivare anche dall’analisi del Gps installato a bordo, chiamato a fornire dati su velocità e traiettoria nei secondi che hanno preceduto la tragedia.
Incidente a Milano, perché nei fuoristrada il telaio è separato dalla scoccaIl telaio a longheroni separato dalla carrozzeria, come quello della Mercedes Classe G coinvolta nell’incidente di viale Fulvio Testi a Milano, è una soluzione tecnica adottata da molti fuoristrada per affrontare meglio le sollecitazioni dell’offroadIncidente a Milano, perché nei fuoristrada il telaio è separato dalla scocca
Il telaio a longheroni si è staccato dalla scocca della Classe G nell’incidente del 16 novembre a Milano
Il telaio a longheroni separato dalla carrozzeria ha rappresentato la soluzione costruttiva adottata da tutte le autovetture costruite fino agli anni Cinquanta, prima dell’avvento dellascocca portante. Successivamente è rimasta la scelta principale per i veicoli fuoristrada, che devono affrontare grandi sollecitazioni su terreni difficoltosi e accidentati. La Mercedes Classe G, comel’esemplare coinvolto nel tragico incidente di domenica 16 novembre in viale Fulvio Testi a Milano, ricade in questa categoria: una vettura nata come auto da lavoro, di derivazione militare, poi migliorata negli anni a livello di comfort ma rimasta fedele all’impostazione originale. Qui il telaio è costituito da longheroni e traverse in acciaio, disposti come una scala a pioli, su cui sono montati motore e sospensioni. La carrozzeria, invece, è imbullonata al di sopra secondo l’architettura definita anche body-on-frame. A sostenerla sono una serie di supporti in gomma e metallo, che hanno anche la funzione di filtrare le vibrazioni e le sollecitazioni che il telaio, molto rigido, riceve dal fondo, in modo da preservare il comfort dei passeggeri.Non sono però progettati per sostenere le elevatissime forze laterali di un impatto ad alta velocità: ecco come è possibile che la carrozzeria sia stata letteralmente strappata dal telaio, in attesa della ricostruzione definitiva della dinamica dell’incidente ancora al vaglio degli inquirenti.
Perché il body-on-frame – Una soluzione ormai di nicchia, quella del telaio a longheroni separato dalla carrozzeria: la troviamo al giorno d’oggi principalmente sui fuoristrada e sui veicoli commerciali. Ma quali vantaggi comporta rispetto alla scocca portante? Quello principale è l’elevata rigidità torsionale, che lo rende meno soggetto a deformazioni in caso di sollecitazioni reiterate nel tempo, come quelle che avvengono nell’uso estensivo in fuoristrada duro. Gli urti accidentali sono molto frequenti in queste condizioni di utilizzo e questa struttura è pensata per resistere facilmente a colpi localizzati in un punto specifico. Inoltre, le riparazioni sono più agevoli perché si può intervenire separatamente su carrozzeria e telaio
Limiti del telaio separato – La possibile dinamica dell’incidente di viale Fulvio Testi ha mostrato però anche i limiti strutturali di questa soluzione: data l’estrema violenza dell’urto la rigidità del telaio, a cui sono ancorati anche gruppo motore e sospensioni, potrebbe aver portato i supporti della carrozzeria a cedere, provocandone il distacco e il successivo ribaltamento del veicolo. Un effetto, questo, che serve a evitare una deformazione incontrollata della cabina. Al contrario, in una vettura a scocca portante non si sarebbe verificato alcun distacco, ma l’intera struttura avrebbe subito deformazioni più importanti con conseguente intrusione maggiore all’interno dell’abitacolo.
Il messaggio social del pluridecorato ciclista toscano che rassicura amici e tifosi. “Sono nelle mani di persone estremamente competenti e di cui ho grandissima fiducia. Sono cose che capitano perché la vita è questa, bisogna andare avanti, non mollare e non abbattersi”
Un frame del video social postato da Mario Cipollini
ANCONA – “Ciao ragazzi. Ci risiamo, anzi ci risono. Di nuovo ad Ancona perché il mio cuore continua a fare un po’ le bizze”. Comincia così il reel sui social di Mario Cipollini, pluridecorato ciclista toscano e considerato uno di migliori velocisti di tutti i tempi, seduto su un letto di una camera nel presidio ospedaliero di Torrette. Dal racconto del campione di Lucca emerge come si sia resa necessaria una nuova sosta all’Aoum dopo l’operazione dello scorso.
“Qui – dice Cipollini indicandosi il cuore – ho un piccolo registratore e mediante smartphone e un app qui in Ancona riescono a monitorare la mia attività cardiaca. E avendo riscontrato qualche anomalia, mi hanno richiamato…all’ordine, per alcuni accertamenti, per fare uno studio e per intervenire qualora si presentassero dei problemi. C’è anche l’eventualità di inserire un defibrillatore sottocutaneo. Speriamo di no. Ma sono seguito da persone estremamente preparate delle quali ho grandissima fiducia perché il centro che c’è qui in Ancona è all’altezza della situazione”.
L’ospedale di Ancona, d’altronde, è ormai divenuto un vero riferimento a livello nazionale e non solo. Per le mani sapienti del professor Antonio Dello Russo, direttore della Clinica di Cardiologia e Aritmologia, sono passati campioni del calibro dello slovacco Peter Sagan (tre volte primatista del Mondo), Elia Viviani (oro olimpico e oro iridato su pista), ma anche il pallavolista Davide Gardini più diversi calciatori di Serie A.
“Ho voluto informare tutti quelli che da qualche giorno non hanno mie notizie, e per qualche giorno non ne avranno. Sono sereno, anche se non è nella mia natura stare fermo e aspettare ma sarebbe stato meglio stare in bici su qualche salita della Lucchesia. Però sono nelle mani di amici tra cui Roberto Corsetti (tra i più conosciuti specialisti di medicina dello sport e cardiologia a livello nazionale ndr) con cui c’è un legame di vecchia data e insieme al professor Dello Russo stanno valutando su quale sia la cosa migliore da fare. Sono cose che capitano – conclude Cipollini, il quale era già stato seguito in passato dall’equipe del presidio ospedaliero dorico – perché la vita è questa, bisogna andare avanti e non mollare e non abbattersi. Ciao a tutti, buona settimana e a presto”.
Esonda fiume Torre, persone sui tetti. Dichiarata emergenza, firmata mobilitazione mobilitazione nazionale. La premier Meloni: “Vicina alle comunità colpite”. Forte maltempo anche in Liguria e Toscana
Esondazione del fiume Torre
Il maltempo sta mettendo in ginocchio il Friuli Venezia Giulia che ha dichiarato lo stato di emergenza e chiesto la mobilitazione nazionale. Forti piogge si sono abbattute sulla regione causando situazioni di grave criticità in particolare nelle province di Gorizia e Udine. Oltre 250 gli interventi effettuati finora, 242 i vigili del fuoco in azione.
A Cormons la frana su tre edifici, esondato il fiume Torre – La situazione più complessa a Cormons, nel Goriziano, dove una frana ha coinvolto tre edifici e le macerie hanno travolto due persone: è stato intanto stato recuperato dai Vigili del Fuoco il corpo senza vita di Quirin Kuhnert, 32enne tedesco, mentre proseguono le ricerche della donna anziana dispersa. Un’altra persona è stata invece estratta viva.
I Vigili del fuoco stanno operando con natanti leggeri e l’elicottero del Reparto Volo di Venezia nell’abitato di Versa, frazione di Romans d’Isonzo. Dopo l‘esondazione del fiume Torre, alcune persone si sono rifugiate sui tetti delle abitazioni e sono in corso le operazioni di soccorso ed evacuazione. La maggior parte degli interventi si registrano in provincia di Udine, con i comuni di Palmanova, Trivignano Udinese e Manzano particolarmente colpiti. Decine le operazioni svolte finora per soccorrere autisti in difficoltà, persone bloccate in casa dall’acqua, allagamenti e smottamenti. Da Lombardia, Veneto e Emilia Romagna sono giunte squadre specializzate nel soccorso alluvionale e moduli dotati di idrovore ad alto pompaggio per supportare i comandi locali nelle operazioni di soccorso.
“Le piogge di questa notte hanno causato gravi danni e problemi su tutto il nostro territorio. C’è una massiccia presenza di forze dell’ordine, Vigili del fuoco, Protezione civile che lavorano incessantemente“. Così, sui suoi canali social, il sindaco di Cormons Roberto Felcaro che ha aggiunto: “Prestate molta attenzione quando vi mettete in auto perché alcune strade risultano ancora allagate e altre sono piene di detriti“. “Ho disposto la chiusura delle scuole per la giornata di oggi considerate le condizioni di viabilità e di rischio. Ci stiamo tutti adoperando per fronteggiare al meglio la situazione”, ha concluso.
Friuli Venezia Giulia dichiara emergenza regionale – “A seguito dell’ondata di maltempo che ha investito la Regione e in particolare i comuni di Cormons e di Romans d’Isonzo proroghiamo l’allerta la cui scadenza era fissata alle 12 di oggi, dichiariamo l’emergenza regionale e chiediamo la mobilitazione nazionale per avere il supporto delle altre Regioni: la priorità però ora sono le persone, con i due dispersi a Brazzano di Cormons, che speriamo di poter ritrovare al più presto e in buone condizioni, e i trecento residenti di Versa” dove è esondato il Torre. Così l’assessore regionale alla Protezione civile della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, dalla sala operativa della Protezione civile di Palmanova.
Musumeci firma mobilitazione straordinaria Protezione civile – “Accogliendo la richiesta avanzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ho appena firmato il decreto per disporre, a supporto della Regione, lo stato di mobilitazione straordinaria del servizio nazionale di Protezione civile. Il provvedimento si è reso necessario dopo l’ondata di maltempo che da ieri ha investito alcune province di quella Regione. Con la firma del decreto, consentiamo al nostro Dipartimento nazionale di assicurare il coordinamento dell’intervento del Servizio nazionale della protezione civile, a supporto delle autorità regionali, allo scopo di concorrere al contrasto degli eventi estremi”, ha poi dichiarato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.
Meloni sente Fedriga: “Vicini alle comunità colpite” – Secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, per essere aggiornata sulla situazione di maltempo che sta colpendo il territorio. La premier, spiegano le stesse fonti, sta seguendo con attenzione l’evolversi degli eventi e mantiene un contatto diretto con il ministro Musumeci e con il Dipartimento della Protezione civile.
Meloni ha inoltre espresso la vicinanza alle comunità interessate e ha rivolto un sentito ringraziamento a tutte le donne e gli uomini impegnati nelle operazioni di soccorso.
Liguria – In Liguria i danni del maltempo riguardano principalmente il genovesato, dove l’allerta è stata arancione da mezzogiorno alla mezzanotte di ieri. Tra ieri pomeriggio e stanotte nelle zone più centrali sono caduti un muro, a Marassi, e diversi alberi, tra cui uno sui binari della funicolare Sant’Anna, che ha provocato l’interruzione del servizio per alcune ore con passeggeri bloccati in cabina.
I Vigili del fuoco sono al lavoro, anche per scongiurare che non ci sia nessuna persona rimasta sotto al muro crollato a Marassi, mentre si teme per il rischio frane dovuto al terreno sui cui sono cadute grandi quantità di precipitazioni in poco meno di 48 ore. Interventi per frane e alberi caduti sono stati effettuati anche nelle province di Imperia e Savona.
Disagi provocati dal maltempo anche sulla linea ferroviaria nel genovese. Questa mattina intorno alle 8 un albero si è abbattuto sui binari tra Borzoli e Acquasanta provocando ritardi fino a 90 minuti. Il regionale 12117 Acqui Terme-Genova Brignole è arrivato a destinazione alle 9.57 anziché alle 8.33 come programmato. Il regionale 12119 da Acquiterme a Genova Principe è stato cancellato a Campo Ligure. Il convoglio oggi arriva fino ad Acquasanta.
Toscana – Una frana di vaste proporzioni ha interessato nella serata di ieri una casa in via Casone, a Pietrasanta (Lucca), schiacciando alcune vetture parcheggiate. Sul posto è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco del comando di Lucca, con il personale del distaccamento di Pietrasanta. Non si registrano feriti. Secondo le prime informazioni, il movimento franoso — probabilmente favorito dalle intense precipitazioni delle ultime ore — ha coinvolto il versante a ridosso dell’abitazione, trascinando con sé materiale che ha sommerso diverse auto. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’area e avviato le verifiche di stabilità dell’edificio.
Un fulmine ha colpito questa mattina il campanile della chiesa di San Leonardo in Treponzio, nel comune di Capannori (Lucca), rendendo necessario l’intervento immediato dei Vigili del fuoco.
Un nubifragio si è verificato a Massa nella notte con 73 mm di pioggia caduti in un’ora. Rovesci e temporali si sono estesi dalle zone di nord-ovest al resto della Toscana, in particolare sulle zone settentrionali.
Allerta gialla in 6 regioni – Il maltempo non molla l’Italia neanche oggi. L’allerta gialla riguarda sei regioni del Centro-Nord oggi: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Toscana e Umbria.
Suicidio assistito a 89 anni: ‘Vogliamo stare nella stessa urna’
Hanno deciso di andarsene esattamente come hanno trascorso la loro vita, insieme.
Alice ed Ellen, le gemelle Kessler, erano inseparabili e hanno voluto morire nello stesso momento, scegliendo da tempo la data per uscire di scena, ricorrendo al suicidio assistito. Una lunga vita, 89 anni, vissuta fianco a fianco sulla scena e fuori, con una promessa che si erano fatte da tempo: andarsene insieme ed essere sepolte nella stessa urna, accanto ai resti della madre e del loro amato cane Yello.
Dopo i tanti successi, molti in Italia, si erano ritirate nella loro casa a Gruenwald, un piccolo comune alle porte di Monaco. Ed è stato lì che la polizia bavarese, intervenuta con una pattuglia intorno a mezzogiorno, le ha trovate oggi senza poter fare altro che constatarne il decesso, escludendo la responsabilità di terzi. A confermare che la loro è stata una scelta consapevole e pianificata è stata l’Associazione tedesca per una morte dignitosa (Dghs), che ha spiegato al quotidiano Sueddeutsche Zeitung che si è trattato di un suicidio assistito. Le due sorelle erano in contatto con l’organizzazione già da tempo per ricorrere ad una pratica che, in Germania, è consentita a determinate condizioni: possono ricorrere al suicidio assistito i maggiorenni, capaci di agire e di farlo esclusivamente sotto la propria responsabilità (nel Paese è vietata l’eutanasia). Avevano pianificato ogni dettaglio, anche la data. Il quotidiano bavarese Abendzeitung ha rivelato di aver ricevuto, proprio oggi, una lettera con la disdetta del loro abbonamento. Alice, che ha poi firmato la missiva, ha redatto il testo al computer, indicando come data per la cancellazione il 30 novembre. Poi l’ha corretta a mano comunicando la disdetta a ‘far data dall’17.11.2025‘.
“Sotto c’era il suo autografo, forse l’ultimo della sua vita. Con una linea sottostante audace e lunga, vivace come la vita delle gemelle dello spettacolo. Una linea definitiva“, ha commentato il capo redattore di Abdenzeitung, Michael Schilling. C’è qualcosa in questa ultima decisione che ha segnato la loro vita: la voglia di indipendenza e di guidare fino in fondo tutte le proprie scelte. Nate in Sassonia, vicino Lipsia, nel 1939, avevano lasciato a sedici anni la Ddr per trasferirsi in Occidente, a Dusseldorf. “La nostra carriera sarebbe stata molto diversa se fossimo rimaste nella Ddr“, ha dichiarato una volta Ellen Kessler al quotidiano Sueddeutsche Zeitung. Sin da bambine avevano dovuto fare i conti con il padre, un alcolista, che, pur spronandole a ballare, spesso picchiava la madre. “La violenza domestica era un tema quotidiano. Ci siamo ripromesse che non sarebbe successo anche a noi“, aveva detto Ellen al settimanale Bunt. Avevano anche chiarito che per loro quella di spegnersi lentamente, perdendo autonomia e indipendenza, non era un’opzione. Come pure era inimmaginabile che una delle due potesse continuare a vivere senza l’altra. Anche la loro nonna aveva una gemella e dopo la morte del marito aveva trascorso la vecchiaia con la sorella.
“Quando una morì, l’altra la seguì poco dopo“, ricordavano Alice ed Ellen. Secondo la stampa tedesca, le due donne hanno deciso insieme di mettere fine alla loro esistenza, dopo aver disposto che le loro ceneri fossero conservate nella medesima urna, insieme a quelle dell’amata madre Elsa e del loro barboncino Yello, come avevano rivelato lo scorso anno al quotidiano tedesco Bild. E avevano predisposto ogni cosa, anche la loro eredità, decidendo di lasciare i loro averi a Medici Senza Frontiere: “Non abbiamo più parenti e se li abbiamo non li conosciamo. Abbiamo scelto loro perché rischiano la vita per gli altri, hanno preso il Nobel per la Pace e sono seri“, avevano raccontato in diverse interviste negli ultimi anni. Appena lo scorso luglio avevano ricevuto da Markus Soeder l’ordine al merito bavarese, un’onorificenza che viene rilasciata solo ad un gruppo di persone che non deve superare le duemila unità. E solo poche settimane fa erano apparse in pubblico: il 24 ottobre erano andate alla prèmiere dello spettacolo ‘ARTistART’ del circo Roncalli a Monaco di Baviera. Erano andate ancora una volta, l’ultima, insieme. E insieme hanno intrapreso l’ultimo viaggio.
L’episodio lungo la A14, la squadra tornava in Abruzzo dopo la sconfitta con il Recanati
Venti uomini in mezzo alla strada che cercano di bloccare il pullman, sassi in mano. Strada buia e secondaria, poco prima del casello. Il pullman del Chieti calcio, serie D, stava tornando in Abruzzo, era appena stato sconfitto 2-0 a Recanati. E c’è stato il violento agguato sulla strada, poco prima di Loreto, sulla A14.
Il gruppo è sbucato improvvisamente sulla carreggiata: ha lanciato pietre contro il pullman.L’autista è stato rapido, racconta un giocatore a bordo del mezzo, anche freddo: ha accelerato, allargato la traiettoria, riuscito a evitare le persone in mezzo alla strada ed è andato via. È riuscito a evitare impatti, ma nella manovra i sassi lanciati hanno colpito il vetro oscurato laterale destro dell’uscita di sicurezza. Sulla carrozzeria si nota anche una piccola ammaccatura.
Le indagini della Digos sono concentrate su una frangia ultrà del Chieti, che avrebbe contestato la squadra dopo una serie di sconfitte e tensioni societarie recenti. Già in settimana c’era stata altissima tensione a Chieti, dove la tifoseria ha accusato la società di non aver mantenute le promesse. Il pullman è stato poi scortato fino allo stadio Angelini dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri.
Solo alcune settimane fa a Rieti, dopo una partita di basket di A2 (Rieti-Pistoia), un gruppo di ultras reatini ha assalito il pullman che trasportava i tifosi di Pistoia, lanciando pietre e mattoni. Uno di quegli oggetti ha colpito e ucciso il secondo autista.
AGI – Nuovo grave infortunio per un’azzurra dello sci alpino. Alessia Guerinoni, 23 anni di Zogno in provincia di Bergamo, si è fatta male per una caduta nel corso di un allenamento sulle nevi di Zinal in Svizzera e salterà l’intera stagione olimpica
Guerinoni, componente del gruppo di Coppa Europa femminile e portacolori delle Fiamme Gialle, è stata trasportata per gli accertamenti del caso presso la casa di cura ‘La Madonnina‘ di Milano. Visitata dalla commissione medica della Fisi, presieduta dal dottor Andrea Panzeri, è stata evidenziata una sospetta rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, la frattura composta del malleolo peroneale e la frattura composta del perone dello stesso ginocchio, oltre a un trauma contusivo con ematoma del ginocchio sinistro. Alessia nel 2021 era rimasta già vittima di un simile infortunio alla gamba sinistra.
Pre-season difficile per gli sport invernali italiani – Una pre-season difficile per gli sport invernali in Italia. Federica Brignone, infortunatasi il 3 aprile scorso (frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra), sta lottando per ritornare al più presto sugli sci (entro fine mese). Se ‘Fede‘ spera di poter essere presente ai Giochi olimpici di Milano Cortina 2026, l’altra azzurra che si affida alla speranza di non dover saltare l’intera stagione è Flora Tabanelli, campionessa del freeski, che ha riportato la lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro in corso di trattamento fisioterapico.
Le atlete la cui stagione è già conclusa – Stagione già conclusa per Marta Rossetti (frattura del piatto tibiale laterale della gamba sinistra), Marta Bassino (rottura del legamento crociato anteriore e la lesione del menisco mediale del ginocchio destro) e la punta della squadra del salto con gli sci Lara Malsiner (rottura del legamento crociato, del menisco mediale e laterale e lo stiramento del legamento collaterale).
Il treno passeggeri con 475 persone a bordo è rimasto a lungo bloccato
Donald Tusk – Aleksander Kalka / NurPhoto / NurPhoto via AFP
AGI – Una bomba è esplosa sulla linea ferroviaria che collega Varsavia a Lublino. Lo ha riferito il premier polacco Donald Tusk. “Purtroppo, i peggiori sospetti sono stati confermati. Un atto di sabotaggio si è verificato sulla linea Varsavia-Lublino (nel villaggio di Mika). Un ordigno esplosivo è detonato e ha distrutto i binari ferroviari“, ha scritto su X.
“I servizi di emergenza e la procura stanno lavorando sul posto. Danni sono stati segnalati anche sulla stessa linea, più vicino a Lublino”, ha spiegato.
L’esplosione ha distrutto un tratto della ferrovia vicino Mika, ma non ci sono state vittime. Anche il ministro dell’Interno e dell’Amministrazione Marcin Kierwinski ha confermato lanatura intenzionale dell’incidente: le indagini sono state affidate ai servizi di emergenza e alla procura. Ieri sera, poi, si è verificato un altro sabotaggio alle ferrovie a Puawy, nel centro della Polonia. Le linee aeree dell’alimentazione sono state danneggiate da una catena metallica e un treno passeggeri con 475 persone a bordo è rimasto a lungo bloccato.
L’aumento dei costi di produzione e la difficoltà di approvvigionamento dei materiali cruciali per le vetture, come i microchip, stanno spingendo la più grande casa automobilistica europea a tagliare decine di migliaia di posti di lavoro
L’industria automotive europea sta sicuramente vivendo un momento complicato, con diverse aziende costrette a rivedere il loro futuro industriale attivano un piano di licenziamenti massicci. È questa la strategia adottata anche dalla Volkswagen in Germania. L’aumento dei costi di produzione e la difficoltà di approvvigionamento dei materiali cruciali per le vetture, come i microchip, stanno spingendo la più grande casa automobilistica europea a tagliare circa 35mila posti di lavoro nelle sue dieci sedi tedesche entro il 2035.
Tagliare 20mila posti di lavoro entro il 2030 – L’indirizzo del colosso automobilistico è stato reso noto dal quotidiano tedesco “Handelsblatt”, che descrive nel dettaglio i prossimi passi della Volkswagen sulla base di dati ottenuti. Gli esuberi non avverranno tramite licenziamenti forzati, ma attraverso prepensionamenti incentivati e programmi di uscita volontaria. Le misure, frutto di un accordo raggiunto con le rappresentanze dei lavoratori, permetteranno all’azienda di raggiungere l’obiettivo prefissato di ridurre la sua forza lavoro in Germania da quasi 130mila a meno di 100mila unità. Una prima tranche di licenziamenti avverrà entro la fine del decennio, con l’eliminazione di 20mila posizioni lavorative in tutto il paese.
Le pessime performance del gruppo automobilistico – Il motivo di questi tagli si spiega guardando le pessime performance economiche del colosso automobilistico. Volkswagen ha registrato nel 2024 un calo degli utili di quasi un terzo rispetto all’anno precedente, passando da 17,8 miliardi a 12,4 miliardi di euro. Lo scorso anno, il gruppo ha venduto nove milioni di veicoli, segnando una diminuzione del 3 per cento rispetto all’anno precedente. L’utile operativo – si legge nel comunicato del gruppo –ha subito una contrazione del 15 per cento rispetto al 2023, influenzato principalmente dall’aumento dei costi fissi e dalle iniziative di ristrutturazione aziendale.
‘Stanziare subito i fondi necessari alla continuità operativa’
Assemblea permanente dei lavoratori Di Eurallumina di Portovesme nel Sulcis, che, “esasperati dall’inerzia istituzionale“, hanno deciso una clamorosa protesta: un gruppo di operai ha deciso di salire sul silo n.3, a circa 40 metri di altezza.
Cgil, Cisl e Uil sostengono questa nuova iniziativa di lotta e chiedono che Mimit, Csf, Mef e presidenza del Consiglio intervengano subito per “stanziare i fondi necessari alla continuità operativa di Eurallumina, come previsto dalla legge, per garantire il pagamento delle utenze, dei salari e delle fatture delle imprese terziste e assicurare la prosecuzione delle bonifiche ambientali“
Eurallumina, operai su un silo a 40 metri: «Il Governo intervenga»
Azione di protesta dei lavoratori: «Il Mimit ci convochi, c’è il rischio di conseguenze drastiche come liquidazione e fallimento»
Quattro operai dell’Eurallumina di Portovesme sono saliti nel silo 3, all’interno della fabbrica, a circa 40 metri di altezza. I lavoratori chiedono l’intervento immediato di Mimit, comitato di Sicurezza finanziaria, Mef e presidenza del Consiglio dei ministri, «per stanziare i fondi necessari alla continuità operativa di Eurallumina», si legge in una nota sindacale, «come previsto dalla legge, in modo da garantire il pagamento delle utenze, dei salari e della fatture delle imprese terze ad assicurare la prosecuzione delle bonifiche ambientali».
Eurallumina, operai a 40 metri su silo: “Mimit ci convochi” (Ansa)
Da due anni l’Eurallumina, di proprietà della russa Rusal, è sottoposta alle sanzioni decise dal Csf in seguito alla guerra in Ucraina: «La gestione finanziaria dello stabilimento, pari a oltre 20 milioni annui, è stata sostenuta fino a settembre dalla Rusal, mentre la normativa», sostengono i sindacati, «prevederebbe la gestione, anche finanziaria, da parte del Csf attraverso l’Agenzia del Demanio».
Ora che la Rusal ha sospeso i trasferimenti dei fondi all’Eurallumina, si attendono i fondi dal Mef per far fronte alle gestione. «C’è il rischio», dicono i sindacati, «di misure drastiche come liquidazione o fallimento».Da stamattina quattro operai stanno protestando a 40 metri di altezza, chiedendo l’intervento del Governo.