Il furto mercoledì sera mentre il difensore nerazzurro era impegnato in Champions
Alessandro Bastoni
Colpo in casa di Alessandro Bastoni, a Castelli Calepio. Nella serata di mercoledì, mentre il difensore dell’Inter era impegnato a Milano per la sfida di Champions league contro il Kairat terminata 2-1 per i nerazzurri, una banda di almeno 4 persone si è introdotta nella sua casa tramite una bocca di lupo. I ladri – vestiti con abiti scuri e con sciarpe a nascondere il volto – hanno puntato subito su camera e cabina armadio e hanno rubato borse firmate, orologi (due erano Rolex).
le indagini – Il colpo è stato portato a termine in pochi minuti, perché è scattato l’allarme, e la banda è riuscita a fuggire prima dell’arrivo della vigilanza e dei carabinieri, che ora stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza sia della casa che della zona.Bastoni vive a Castelli Calepio, il paese di origine della moglie, Camilla Bresciani. La coppia ha una figlia, la loro villa è nella zona residenziale del paese. Al momento del furto in casa non c’era nessuno. Stanno indagando i carabinieri di Grumello del Monte e del Nucleo Operativo di Bergamo.
L’atleta è stato trovato in un bagno chimico colpito da un’arma da fuoco
Dramma in NFL. Il giocatore di footaball americano Marshawn Kneeland, 24 anni, è stato trovato morto in circostanze tragiche, all’interno di un bagno chimico, nelle prime ore dell’alba. L’atleta, che militava nei Dallas Cowboys nel ruolo di defensive end, è deceduto a causa di una ferita d’arma da fuoco.
Le indagini della polizia– Secondo quanto riferito dagli investigatori, la morte si tratterebbe di suicidio, ma le indagini sono ancora in corso per definire con precisione la dinamica dei fatti. Le autorità hanno ricostruito che, poco prima del decesso, Kneeland era stato coinvolto in un inseguimento con la polizia dopo un tentativo di fermo per un’infrazione stradale.La fidanzata dell’atleta ha riferito che il giovane soffriva di problemi di salute mentale e che quella sera aveva ricevuto da lui un messaggio preoccupante.
La carriera – Kneeland era stato selezionato nel Draft NFL 2024 provenendo dal Western Michigan University. Con i Cowboys aveva disputato 18 partite, collezionando 26 placcaggi e un sack. La sua ultima apparizione risale a pochi giorni fa, nella gara contro i Cardinals, in cui aveva realizzato il suo primo touchdown in carriera. Le autorità locali proseguono le indagini per chiarire le cause e le circostanze della morte.
Il tecnico guiderà l’allenamento di oggi pomeriggio, domenica l’esordio in panchina a Marassi contro il Genoa
Paolo Vanoli
Paolo Vanoli è il nuovo allenatore della Fiorentina dopo l’esonero di Stefano Pioli. Raggiunto l’accordo con il Torino per la risoluzione del contratto che lo legava ancora ai granata, oggi sarà a Firenze e nel pomeriggio guiderà il primo allenamento. Vanoli firmerà un contratto di otto mesi con l’opzione di rinnovo.
La prima partita sarà domenica 9 novembre alle 15 a Marassi contro il Genoa, altro club che ha appena cambiato tecnico, con la nomina di Daniele De Rossi.
L’appartamento in cui si è verificata l’esplosione
Un’esplosione si è verificata nella prima mattinata di oggi, venerdì 7 novembre 2025, in un appartamento nel palazzo di via Farina 13 a Rivarolo Canavese, che è rimasto pesantemente danneggiato. Una donna è rimasta ferita in modo serio, mentre suo marito se l’è cavata con lesioni non gravi. Diversi detriti sono caduti nel cortile, fortunatamente senza ferire nessuno.
L’allarme è stato dato dai residenti, dopodiché sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 Azienda Zero, i vigili del fuoco, i carabinieri della stazione cittadina e la polizia locale. Numerose sono state le persone che hanno dato l’allarme chiamando il 112. Tutto l’edificio è stato fatto evacuare in via precauzionale. Le cause che hanno portato allo scoppio al momento sono da accertare.
Il Milan ha chiuso il bilancio 2025 con un utile di 2,9 milioni di euro, in leggero calo rispetto al risultato dell’esercizio 2024. Ricavi record a quota 495 milioni di euro.
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)
L’assemblea dei soci del Milanha approvato il bilanciochiuso al 30 giugno 2024 con un utile pari a 2,9 milioni di euro, un risultato in linea rispetto all’esercizio 2023/24, che si era chiuso in utile per circa 4,1 milioni di euro. Considerando anche la stagione precedente, si tratta del terzo risultato netto positivo per il club rossonero, che dal 2022 è controllato dal fondo RedBird di Gerry Cardinale.
Il fatturato della società rossonera ha fatto registrare un nuovo record dopo quello dello scorso esercizio, toccando quota 494,5 milioni di euro nella stagione che ha visto il club chiudere all’ottavo posto in classifica in Serie A, contro i 450,2 milioni di euro relativi all’esercizio chiuso il 30 giugno 2024 (questo dato è stato rivisto a seguito di una riclassificazione da parte del Milan). Anche i costi sono decisamente cresciuti arrivando a quota 478,5 milioni (436,9 milioni nel 2023/24), in aumento di oltre 41 milioni di euro.
Milan bilancio 2025 – I ricavi del club rossonero – Complessivamente, il Milan nella stagione 2024/25 ha registrato 494,5 milioni di euro di ricavi, rispetto ai 450,2 milioni del 2023/24. La voce più corposa è anche questa volta quella relativa ai diritti televisivi, pari a oltre 154 milioni di euro (152,3 milioni nel bilancio precedente) e crescono anche le plusvalenze quasi a quota 55,9 milioni di euro (45 milioni di euro nella stagione precedente), con altri proventi dalla gestione dei calciatori pari a 17,8 milioni (3,4 milioni nel 2023/24).
Questo il fatturato voce per voce, con una crescita che appare evidente sul fronte dei proventi commerciali e soprattutto per quanto concerne i ricavi da gestione diritti dei calciatori (tra plusvalenze e altri ingressi):
Ricavi da gara: 69,517 milioni di euro (69,349 euro nel 2023/24);
Ricavi da sponsor, commerciali e royalties: 152,327 milioni di euro (143,448 milioni di euro nel 2023/24);
Ricavi da diritti tv: 154,216 milioni di euro (152,324 milioni di euro nel 2023/24);
Ricavi da gestione diritti calciatori, da cessione temporanea e altri proventi: 83,171 milioni di euro, di cui 55,9 milioni di euro di plusvalenze (52,543 milioni, di cui 44,899 milioni di euro di plusvalenze nel 2023/24);
Altri ricavi: 35,299 milioni di euro (32,507 milioni nel 2023/24);
TOTALE: 494,529 milioni di euro (250,162 milioni nel 2023/24).
Milan bilancio 2025 – I costi, dai salari agli ammortamenti – I costi a bilancio per il Milan sono cresciuti di pari passo con i ricavi nel 2024/25 a 478,5 milioni di euro, rispetto ai 437 milioni del bilancio 2024. Nel dettaglio, la maggior parte dei costi è legata a salari e stipendi del personale, a quota 188,7 milioni di euro (in leggera crescita rispetto ai 182,7 milioni del 2023/24) e ad ammortamenti per 96,4 milioni di euro (quasi 87 milioni nel 2023/24).
Tra gli altri costi, si segnalano quelli per servizi in leggero aumento a 91,4 milioni di euro (contro i 90,1 milioni della stagione precedente) e per godimento di beni terzi pari a 15,8 milioni di euro (contro i 14,7 milioni del 2023/24).
Questi i costi voce per voce nella stagione 2024/25:
Costi per materie prime, sussidiarie, di consumo, merci: 22,782 milioni di euro (19,672 milioni nel 2023/24);
Costi per servizi: 91,409 milioni di euro (90,138 milioni nel 2023/24);
Costi per godimento di beni terzi: 15,802 milioni di euro (14,690 milioni nel 2023/24);
Costi per il personale: 188,717 milioni di euro, di cui 172,324 milioni per salari e stipendi (182,740 milioni di euro, di cui 167,932 milioni per salari e stipendi nel 2023/24);
Ammortamenti e svalutazioni: 120,023 milioni di euro, di cui 96,414 milioni per immobilizzazioni immateriali (93,726 milioni, di cui 86,960 milioni per immobilizzazioni immateriali nel 2023/24);
Altri costi: 39,748 milioni di euro (36,004 milioni nel 2023/24);
TOTALE: 478,481 milioni di euro (436,968 milioni nel 2023/24).
Milan bilancio 2025 – Risultato netto nuovamente positivo – La differenza tra fatturato e costi è stata così pari a poco più di 16 milioni di euro, rispetto ai poco più di 13 milioni del 2023/24. Il risultato ante imposte è stato positivo per 9,8 milioni circa, rispetto ai 12,2 milioni di euro del 2023/24, mentre il risultato netto è stato positivo per 2,994 milioni di euro, contro il +4,106 milioni del 2023/24. Si tratta del terzo utile consecutivo per il club rossonero.
«La variazione del risultato netto consolidato dell’esercizio 2024/2025 rispetto all’esercizio precedente deriva prevalentemente da maggiori costi per il personale per 5,9 milioni di Euro e maggiori costi per ammortamenti e svalutazioni per 26,3 milioni di Euro, correlati principalmente agli effetti della campagna trasferimenti 2024/2025 che ha portato ad un incremento del valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori e dei salari degli stessi e da maggiori svalutazioni dei diritti pluriennali calciatori e da maggiori svalutazioni correlate alla volontà della Capogruppo, per il tramite della propria controllata Sportlifecity, di sospendere l’iter amministrativo per la realizzazione del nuovo stadio nel Comune di San Donato Milanese data l’intenzione della Capogruppo di coltivare la costruzione del nuovo stadio nel Comune di Milano (così come meglio indicato nella nota integrativa al bilancio di esercizio consolidato), da maggiori oneri da gestione calciatori per 5,4 milioni di Euro, da maggiori costi per acquisto di materie prime per 3,1 milioni di Euro. Si segnala altresì una riduzione per 2,3 milioni di Euro relativamente alla variazione di rimanenze di prodotti finiti e merci», si legge sul bilancio del Milan.
«Tali variazioni negative sono state compensate da maggiori proventi da gestione calciatori per 30,6 milioni di Euro derivanti principalmente dalle plusvalenza realizzate nel mese di giugno 2025 con la cessione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori Reijnders, Pellegrino e Kalulu, rispettivamente al Manchester City, Boca Juniors ed alla Juventus, da maggiori proventi da gestione calciatori per Sell on Fee dei calciatori Brescianini e Maldini, rispettivamente con Frosinone Calcio e Monza Calcio, maggiori proventi commerciali e royalties per 8,3 milioni di Euro riconducibili principalmente a maggiori ricavi da vendite e-commerce e maggiori ricavi Stores e da maggiori ricavi e proventi vari e diversi per 5 milioni di Euro riconducibili principalmente a maggiori rimborsi assicurativi e dall’incasso pari a 8,9 milioni di Euro relativo alla New Sponsorship Agreement Fee di un nuovo Partner commerciale controbilanciati da minori diritti archivio Library. Si segnala altresì una riduzione per 2,3 milioni di Euro di accantonamenti per rischi e oneri», conclude il club rossonero.
Milan bilancio 2025– Debiti e patrimonio netto – Il Patrimonio Netto consolidato al 30 giugno 2025 è positivo per 199,4 milioni di euro, in aumento rispetto al saldo di 196,3 milioni di euro del 30 giugno 2024, «per l’utile consolidato di esercizio pari a 2,9 milioni di Euro».
Infine, sul fronte debiti, «la posizione finanziaria netta consolidata del Gruppo Milan presenta un indebitamento netto pari a 92,6 milioni di Euro in peggioramento (-43,0 milioni di Euro) rispetto all’esercizio 2023/2024».
«All’interno della nostra catena di controllo è entrato un nuovo fondista, che apporta nuovi fondi al sistema RedBird», ha spiegato il presidente rossonero Paolo Scaroni.
Gerry Cardinale (ISABELLA BONOTTO/AFP via Getty Images)
Tra i dettagli interessanti che emergono dalbilancio del Milan al 30 giugno 2025, ne emerge uno che riguarda la catena di controllo del club rossonero. Secondo quanto può rivelare Calcio e Finanza dalla consultazione del fascicolo, lo scorso 7 ottobre la società rossonera ha ricevuto una comunicazione da parte della Commissione Acquisizioni Partecipazioni Societarie della FIGC.
Attraverso questa comunicazione, si legge, «la Commissione – con riferimento alle operazioni che hanno determinato l’acquisizione, da parte di un investitore, di quote nella catena di controllo della Società in misura tale da determinare l’obbligo di notifica di detta acquisizione alla FIGC ai sensi dell’art. 20-bis delle N.O.I.F. – ha reso noto di aver concluso l’istruttoria sulla documentazione prodotta rilevando la tardiva trasmissione della documentazione richiesta dalla normativa federale ai sensi del quinto e sesto comma dell’art. 20-bis delle N.O.I.F».
«In applicazione, pertanto, del comma 11 dell’art. 20-bis delle N.O.I.F., la Commissione ha informato la Società che gli esiti delle verifiche effettuate […] saranno tramessi alla Procura Federale per l’eventuale seguito di competenza. La Società al momento non ha ricevuto alcuna comunicazione dalla Procura Federale; laddove la ricevesse, valuterà insieme ai propri legali le iniziative da intraprendere», conclude il documento.
In sostanza, secondo quello che si legge sul fascicolo, il Milan avrebbe comunicato tardivamente l’operazione. Quota il cui ammontare ha richiesto l’obbligo di notifica alla FIGC ai sensi dell’articolo 20-bis delle Norme Organizzative Interne Federali.
Cosa dice esattamente questo articolo? «Le acquisizioni di quote e/o azioni societarie per atto tra vivi o mortis causa, ovvero mediante sottoscrizione di aumento di capitale che determinino una partecipazione in misura non inferiore al 10% del capitale di una società sportiva affiliata alla F.I.G.C. ed associata ad una delle Leghe professionistiche, possono essere effettuate soltanto da soggetti che soddisfino gli specifici requisiti di onorabilità e di solidità finanziaria rispettivamente previsti dai commi 5 e 6 del presente articolo». La richiesta di produzione di documenti indica quindi che la partecipazione in questione è pari o addirittura superiore al 10%.
La spiegazione di Scaroni – Sul tema, a domanda di Calcio e Finanza, è intervenuto il presidente del Milan Paolo Scaroni, che ha così risposto confermando la multa: «È una multa per un ritardo di comunicazione. All’interno della nostra catena di controllo è entrato un nuovo fondista, che apporta nuovi fondi al sistema RedBird. I diritti di voto restano saldamente nelle mani di RedBird, purtroppo però la comunicazione ci è arrivata in ritardo. Spiegare ai nostri azionisti americani le nostre esigenze, anche in chiave FIGC, spesso non è semplice. Abbiamo preso una piccola multa che pagheremo, si parla di 10mila euro ma è stata comunque una cosa fastidiosa. RedBird non è di proprietà di Cardinale, lui è il fondatore e gestisce denaro che investitori e fondisti apportano. Lui rappresenta gli investitori, stiamo parlando semplicemente di un fondo che ha apportato del denaro, che verrà gestito da RedBird. Stiamo parlando di questa fattispecie, non cambia nulla per quanto riguarda il controllo del Milan».
La costituzione di ACM Senior Holding – Secondo una ricostruzione effettuata da Calcio e Finanza, una recente novità legata alla catena di controllo del Milan (non necessariamente legata alla vicenda di cui sopra la FIGC) riguarda la costituzione della società ACM Senior Holding ad Amsterdam. Si tratta di una società controllata da ACM FootballCo Intermediate Coöperatief U.A., che a sua volta controlla ACM Bidco, la società a capo del club rossonero.
Il capitale sociale iniziale di ACM Senior Holding ammonta a 100 euro, suddivisi in 100 azioni da un euro ciascuna, interamente detenute dalla società fondatrice, che ricopre anche il ruolo di amministratore unico. La sede legale della nuova società è ad Amsterdam e il primo esercizio sociale si chiuderà il 30 giugno 2026.
Lo scopo di ACM Senior Holding B.V. è quello tipico di una holding: la società è stata creata per gestire partecipazioni e investimenti, amministrare e controllare altre imprese, finanziare società collegate e offrire loro consulenza o servizi gestionali. Può inoltre concedere e ricevere prestiti, emettere titoli,fornire garanzie, acquistare o cedere beni immobili, nonché gestire diritti di proprietà intellettuale e svolgere operazioni di natura finanziaria o commerciale connesse alle proprie attività.
Il nuovo tecnico rossoblù dirigerà il primo allenamento con la squadra nel pomeriggio
Mancava solo l’ufficialità, è arrivata nel primo pomeriggio: Daniele De Rossi è il nuovo allenatore del Genoa. Il tecnico romano, giunto in città ieri in serata, ha firmato con il Grifone. Il nuovo allenatore riparte dalla panchina rossoblù a un anno dal turbolento addio alla Roma. De Rossi ha già incontrato i giocatori e sarà alla guida dell’allenamento pomeridiano al Centro Sportivo Signorini. La presentazione ai media è in programma venerdì alle ore 14.
Il comunicato – “Genoa CFC comunica di aver affidato a Daniele De Rossi la conduzione tecnica della prima squadra. Il nuovo allenatore ha già incontrato i giocatori in organico e dirigerà l’allenamento pomeridiano in agenda al Centro Sportivo Signorini. La presentazione ai media con Diego Lopez, chief of football del club, abbinata alla conferenza pre-gara, è prevista venerdì, nella sede di Villa Rostan, con inizio alle ore 14. Nel rivolgere un caloroso benvenuto a Daniele De Rossi e collaboratori, il Genoa ringrazia Roberto Murgita e Domenico Criscito per l’ennesima testimonianza di attaccamento ai nostri colori”.
05 novembre 2025
Il Genoa ha scelto De Rossi: il tecnico è atteso in città in serata. Domani la firma
L’allenatore era la prima scelta della dirigenza che lo ha preferito a Vanoli e ha anticipato i tempi per portarlo in rossoblù prima della sosta. Sarà tecnico dei rossoblù già contro la Fiorentina ma non potrà scendere in panchina: è squalificato
Il Genoa ha scelto Daniele De Rossi, che sarà tecnico dei rossoblù già domenica al Ferraris contro la Fiorentina. La decisione è stata presa nelle ultime ore dalla dirigenza, in accordo con il presidente Sucu: oggi Murgita e Criscito guideranno l’allenamento pomeridiano al Pio XII, il primo dopo la vittoria esterna di lunedì a Reggio Emilia con il Frosinone. De Rossi è atteso in città probabilmente già nella serata odierna. Domani, dopo la firma del contratto sino alla fine del campionato, incontrerà la squadra a Pegli e guiderà la prima seduta. Il nuovo allenatore rossoblu dovrà però seguire la prossima con la Fiorentina al Ferraris dalla tribuna, rimandando così il suo debutto in panchina.
Giudice Sportivo – De Rossi deve infatti ancora scontare un turno di squalifica in seguito all’espulsione subita nel settembre di un anno fa, quando sedeva sulla panchina della Roma, proprio nella gara contro il Genoa in un tumultuoso finale. All’indomani della gara di Marassi era stato esonerato e quindi gli è rimasto da allora questo turno da scontare.
Cambio di programma – La società rossoblu sembrava intenzionata a sfruttare la sosta del campionato per prendere una decisione definitiva sull’allenatore destinato a sostituire Vieira con maggiore tranquillità, ma poi si è preferito anticipare i tempi, nonostante la fiducia ribadita dai vertici del club nei due attuali tecnici ad interim. De Rossi era stato sin da sabato scorso, quando Vieira aveva deciso di farsi da parte, la prima scelta del club rossoblù, con l’opzione Vanoli, un profilo di maggiore esperienza, sullo sfondo. Ma, alla fine, il Genoa ha preferito dare fiducia proprio al tecnico romano, che aveva appunto lasciato la guida della Roma poco più di un anno fa. De Rossi si è dimostrato particolarmente attratto dalla sfida che si troverà ad affrontare alla guida di un Grifone che solo contro il Sassuolo ha conquistato la prima vittoria stagionale e resta in zona rossa della classifica. Ma la piazza lo affascina, alla pari del blasone del club e giudica questa opportunità la scelta giusta per tornare ad allenare.
È successo nell’isola atlantica di Oléron: fermato un 30enne già noto alla polizia per reati comuni. Quattro delle persone investite sarebbero in condizioni critiche
L’isola dove è avvenuto l’attacco (Fonte: Google Maps)
Paura e sgomento in Francia, dove un automobilista ha deliberatamente investito diversi pedoni e ciclisti, ferendo dieci persone, tre delle quali in gravi condizioni, sull’isola atlantica di Oléron, meta turistica molto frequentata nel dipartimento della Charente-Maritime.
L’attentatore già noto alle forze dell’ordine per reati comuni – Secondo quanto riferito dal procuratore di La Rochelle, Arnaud Laraize, l’uomo, un 35enne residente sull’isola, ha percorso diversi chilometri a bordo della sua vettura colpendo volontariamente chiunque si trovasse lungo la strada che collega i villaggi di Dolus-d’Oléron e Saint-Pierre-d’Oléron. Durante l’arresto, avvenuto senza incidenti, avrebbe gridato “Allahu Akbar” (Dio è grande).
L’uomo è stato fermato mentre cercava di appiccare il fuoco alla propria auto, all’interno della quale gli agenti hanno trovato diverse bombole di gas. Il veicolo ha preso fuoco solo parzialmente.
L’incidente è avvenuto a La Cotinière, un villaggio sulla costa occidentale dell’isola, dove l’uomo vivrebbe all’interno di una roulotte. “È noto per i suoi numerosi episodi di comportamento alterato, in particolare a causa del consumo regolare di droghe e alcol“, ha detto il sindaco di Saint-Pierre-d’Oléron, Christophe Sueur. Secondo le prime informazioni, raccolte dalla gendarmeria, l’uomo avrebbe detto di essersi radicalizzato su Internet.
Secondo quanto riportano i media francesi, in carcere l’uomo sarebbe “piantonato a vista” per paura di possibili ritorsioni da parte degli altri detenuti o di gesti estremi.
L’ombra del terrorismo – Sul posto sono intervenuti numerosi mezzi di soccorso: diversi feriti sono stati trasportati in elicottero all’ospedale universitario di Poitiers, mentre le autorità locali hanno istituito un’unità di supporto psicologico per le vittime e i testimoni.
Il sindaco di Dolus-d’Oléron, Thibault Brechkoff, ha parlato di “incidenti provocati deliberatamente” nel suo comune e in quello vicino di Saint-Pierre-d’Oléron.
Il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez ha annunciato che si recherà sull’isola “su richiesta del primo ministro”, mentre cresce la tensione in tutto il Paese per un episodio che riporta alla mente altri attacchi compiuti negli ultimi anni con modalità simili.
In Formula 1 aveva corso per team prestigiosi come Ferrari, McLaren e Alfa Romeo. In tv è stato celebre volto Mediaset per i motori
Andrea Lodovico de Adamich (Trieste, 3 ottobre 1941– Milano, 5 novembre 2025) è stato un ex pilota automobilistico, telecronista sportivo, giornalista e conduttore televisivo italiano.
Il mondo dei motori è in lutto per la scomparsa di Andrea de Adamich, ex pilota di Formula 1 e celebre telecronista, morto all’età di 84 anni. Il friulano, che aveva debuttato nelle competizioni automobilistiche nel 1962, ha avuto una carriera ricca di successi. Prima come pilota Alfa Romeo: dopo il titolo italiano di Formula 3 nel 1965, fu ingaggiato dall’Alfa Romeo, con cui vinse due Campionati Europeo Turismo (1966-67) a bordo della Giulia GTA. E poi l’esperienza in Formula 1 e Prototipi: disputò cinque stagioni in F1 a partire dal 1968, correndo per scuderie di prestigio come Ferrari, McLaren, March, Surtees e Brabham. Alternò la massima categoria al Mondiale Prototipi, ottenendo due vittorie con l’Alfa Romeo.
Ritiratosi nel 1974, de Adamich divenne un noto volto televisivo di Mediaset per i motori, ricoprendo il ruolo di telecronista dal 1978 al 2009 insieme a Guido Schittone. Nel 1991 fondò il Centro Internazionale Guida Sicura, proseguendo la sua storica collaborazione con Alfa Romeo. Per i suoi meriti, il 2 giugno 2022 era stato nominato Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.
Brutto fallo del colombiano che nel primo tempo ha realizzato una doppietta prima di essere espulso
PSG-Bayern Monaco, infortunio Hakimi: lascia il campo in lacrime,
Sembra serio l’infortunio occorso ad Achraf Hakimi, terzino destro del Paris Saint-Germain campione d’Europa in carica, che ha lasciato il campo al settimo minuto di recupero del primo tempo della sfida contro il Bayern Monaco al Parco dei Principi, valida per la quarta giornata della League Phase di Champions League. L’intensità del fallo di Luis Diaz è stata giudicata tale da meritare l’espulsione diretta, ma il problema per i parigini potrebbe protrarsi nel tempo. Al posto di Hakimi è entrato Senny Mayulu.
L’EPISODIO – Nel recupero di una frazione che ha visto il dominio dei bavaresi, avanti 2-0 con la doppietta dello stesso Diaz, l‘ex Liverpool è entrato in scivolata alle spalle di Hakimi nel tentativo di arpionare il pallone, ma ha soltanto bloccato la gamba dell’ex Inter sotto la sua, provocando una torsione innaturale ed estremamente dolorosa. Luis Enrique non ha potuto fare altro che predisporre la sostituzione, mentre l’arbitro italiano Mariani veniva richiamato dal Var per trasformare l’iniziale cartellino giallo in rosso.
E ADESSO? – Naturalmente è necessario attendere il responso degli esami, ma lo stop potrebbe essere di entità non trascurabile a giudicare dalle lacrime del terzino. Ove fosse costretto a rimanere a lungo ai box, il PSG sarebbe costretto a tornare sul mercato nella sessione di gennaio, e i francesi non sono estranei all’abitudine di guardare in Serie A per rinforzare le proprie fila.
Il velivolo è precipitato nei pressi dell’aeroporto internazionale del Kentucky. Era diretto a Honolulu, nelle Hawaii. Ancora sconosciuto il bilancio delle vittime, le autorità: “Ci sono feriti”
Un aereo cargo del servizio postale Ups si è schiantato nella città statunitense di Louisville, Kentucky: lo rende noto la Federal Aviation Administration. L’incidente è avvenuto intorno alle 17.15 ora locale (le 22.15 in Italia), pochi minuti dopo il decollo del velivolo diretto a Honolulu, nelle Hawaii. Secondo SkyNews, la polizia metropolitana di Louisville ha spiegato che diverse squadre di soccorso sono intervenute immediatamente nella zona di Fern Valley e Grade Lane, dove si è verificato l’impatto. Le autorità hanno confermato che “ci sono persone ferite“, senza però fornire al momento un bilancio preciso. I media locali della città del Kentucky hanno trasmesso un video che mostrava una grande colonna di fumo che si alzava sopra la struttura. “Il volo UPS 2976 è precipitato intorno alle 17:15 ora locale“, ha dichiarato la FAA, identificando l’aereo come un McDonnell Douglas MD-11 diretto alle Hawaii.
Soccorsi in azione – L’aeroporto di Louisville ospita Ups Worldport, un hub globale per le operazioni di trasporto aereo della società di consegne e la sua più grande struttura al mondo per la movimentazione dei pacchi. In una nota, la Federal Aviation Authority (FAA) statunitense ha confermato che l’incidente ha coinvolto un aereo della Ups, e che sono in corso accertamenti per chiarire le cause dello schianto. La polizia ha inoltre annunciato la “chiusura a tempo indeterminato di Grade Lane”, la strada principale che attraversa l’area dell’incidente, tra Stooges e Crittenden, per consentire le operazioni di emergenza e la raccolta delle prove. UPS, dal canto suo, ha dichiarato di essere stata informata dell’accaduto e di collaborare con le autorità competenti.
La tragedia durante una partita del campionato serbo: il 44enne Mladen Zizovic ha accusato un malore durante il primo tempo del match tra Radnicki e Mladost Lucani. I giocatori hanno ricevuto la notizia del decesso mentre erano ancora in campo
La disperazione dei giocatori in campo
Dramma in diretta durante una partita del massimo campionato di calcio serbo. Mladen Zizovic, allenatore del Radnicki, è morto a causa di un attacco cardiaco che lo ha colpito mentre era in corso il match contro il Mladost Lucani.
Serbia, morto l’allenatore Mladen Zizovic – Il 44enne allenatore bosniaco ha avuto un malore a metà del primo tempo ed è stato subito soccorso, venendo poi trasportato in ospedale. Nonostante l’immediato intervento dei soccorsi e il trasporto d’urgenza in ospedale, per il tecnico non c’è stato nulla da fare. La notizia del decesso, confermata poco più tardi, ha portato all’immediata sospensione della partita. Le immagini provenienti dallo stadio hanno mostrato scene strazianti di giocatori che crollano in campo e membri degli staff in lacrime, increduli per la tragedia.
La tragica notizia del decesso è stata immediatamente confermata dalla Federcalcio serba, che ha espresso il proprio cordoglio con un comunicato: “La Federazione conferma con profonda tristezza e incredulità la notizia della morte improvvisa dell’allenatore del Radnicki 1923, Mladen Zizovic, durante la partita del campionato serbo tra Mladost e Radnicki 1923 a Lucani“.
Traduzione Google: Tragedia a Lucani, Mladen Žižović è scomparso… Lo stratega del Rogatica è crollato al 22° minuto della partita tra Mladost del Lucani e Radnički del Kragujevac, dopodiché è stato portato via in ambulanza, ma purtroppo non c’è stato modo di salvarlo… La partita è stata inizialmente ripresa, ma è stata ufficialmente interrotta verso la fine del primo tempo, quando è stata annunciata la tragica notizia. I giocatori di entrambe le squadre sono caduti in campo in lacrime, increduli. Questa è stata la terza partita di Žižović in panchina per il Kragujevac…
Tragedija u Lučanima, preminuo je Mladen Žižović… Strateg iz Rogatice se srušio u 22. minutu utakmice između Mladosti iz Lučana i Radničkog iz Kragujevca, posle čega je odvežen sanitetskim kolima, ali nažalost nije bilo spasa… Utakmica je prvobitno bila nastavljena, ali je i… pic.twitter.com/yx4Q6Dz7mP
Mladen Zizovic era una figura molto rispettata nel calcio balcanico. Da calciatore aveva vestito le maglie di diversi club, tra cui Zrinjski Mostar e Banja Luka, collezionando anche quattro presenze con la nazionale della Bosnia ed Erzegovina. Dopo aver lasciato il calcio giocato aveva intrapreso la carriera da allenatore, sedendo sulle panchine di Radnik Bijeljina e Zrinjski. Dallo scorso luglio era approdato su quella del Radnički 1923.
Senza accordo per il rinnovo, dopo un giorno di trattative il club viola ha esonerato il tecnico. Al posto del tecnico ad interim, la Primavera a Capparella
I saluti di pioli – Stefano Pioli ha già lasciato il Viola Park dopo aver salutato tutti all’interno del centro sportivo. E via via se ne stanno andando i componenti dello staff che erano legati al tecnico. Rimangono coloro che erano già alla Fiorentina fra cui i preparatori dei portieri Dall’Omo e Bianchi (già nello staff di Palladino lo scorso anno), due preparatori e il mach analist che sono dipendenti diretti del club. Da capire poi se saranno nello staff del nuovo allenatore. La Primavera intanto è affidata a Capparella che era all’Under 18
Chi è Galloppa – Daniele Galloppa, romano classe 1985, è l’attuale allenatore della formazione Primavera ed è arrivato alla Fiorentina nel 2020 dove ha allenato giovanissimi e allievi prima di passare alla Primavera con cui ha vinto la Coppa Italia due anni fa e la finale scudetto con l’Inter la passata stagione. Da giocatore ha giocato principalmente nel Parma.
Il sostituto – Nel comunicato la società sperava di inserire anche il nome del sostituto ma ancora l’accordo definitivo non è stato trovato, anche se Roberto D’Aversa rimane in pole per prendere la panchina viola. Potrebbe però volerci perfino qualche giorno e ulteriori riflessioni. In corsa può rimanere Paolo Vanoli con cui la Fiorentina aveva avuto dei contatti e che resta in corsa anche per la panchina del Genoa. Intanto la squadra va ad interim a Daniele Galloppa che dirigerà la seduta di oggi pomeriggio e ad ora dovrebbe partire anche per Mainz in vista della Conference League di giovedì.
Il comunicato – Ecco il comunicato del club: “ACF Fiorentina comunica che Stefano Pioli è stato sollevato, in data odierna, dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile. La Società desidera ringraziare il tecnico e il suo staff per la professionalità dimostrata nel corso del loro lavoro. La guida tecnica della Prima Squadra è stata, temporaneamente, affidata, a partire dall’allenamento di questo pomeriggio, a Mister Daniele Galloppa“.
L’annuncio a Pioli – È stato comunicato l’esonero a Stefano Pioli che quindi non sarà più l’allenatore della Fiorentina. La sua posizione era già chiara da tempo ma ora c’è la certezza dell’esonero dopo che non è stata trovato un accordo per la risoluzione. Pioli non ha mai avuto intenzione di dimettersi e aspettava solo la decisione della società che ora è arrivata con l’avallo di Rocco Commisso dagli Stati Uniti.
Avvio choc – La Fiorentina è reduce da un avvio di campionato tremendo, ultima in classifica con appena 4 punti dopo 10 giornate.Nessuna vittoria, già 6 sconfitte: 7 gol segnati e 16 subiti. Prima del ko interno col Lecce, erano arrivate le dimissioni del ds Pradè. Ora l’esonero di Pioli
L’uomo è un romeno di 66 anni. Rimasti coinvolti quattro dei nove operai che stavano lavorando al restauro della torre. Aperta un’inchiesta
È stato estratto vivo dopo 11 ore l’ultimo operaio rimasto coinvolto nel crollo della Torre dei Conti oggi a Roma. L’uomo, 66enne di origini romene, rimasto per undici ore sotto le macerie, è gravissimo. L’operaio, come riferito dai vigili del fuoco, era cosciente al momento del recupero ed è rimasto cosciente tutto il tempo. Caricato in ambulanza, viene portato al policlinico Umberto I, scortato dalle forze dell’ordine.
L’edificio ha subito due crolli: il primo questa mattina intorno alle 11.30 e poi un secondo alle 12.50. Nel crollo sono rimasti coinvolti 4 dei 9 operai che stavano lavorando al restauro della torre. I primi tre sono stati estratti dopo il primo crollo mentre il quarto è rimasto bloccato dai materiali del secondo cedimento. Un lungo applauso ha accompagnato il soccorso dell’operaio nel momento in cui l’uomo è uscito dalla finestra della torre, accompagnato dai vigili del fuoco.
“Ci parlano, c’è un contatto e adesso è stata anche messa la maschera dell’ossigeno. Sono saliti anche i medici, coraggiosissimi. Adesso tutto è concentrato in questa delicatissima operazione di estrazione. La prima cosa in questo momento è cercare di salvare questa vita, questo lavoratore“, aveva detto poco prima il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in un punto stampa ai Fori Imperiali.
Due i crolli – Un primo crollo si è verificato alle 11.30. Un secondo alle 12.50 mentre erano in azione i soccorsi. Una pioggia di calcinacci ha preceduto l’implosione della torre (VIDEO).
Sul posto in azione l’aspiratore da macerie che, posizionato su una delle finestre della torre, ha aspirato i massi caduti durante il crollo.
Sul luogo anche gli specialisti del nucleo Saf speleo-alpino-fluviale dei vigili del fuoco.
Aperta un’inchiesta – L’area dove è avvenuto il crollo è stata circoscritta dai carabinieri che indagheranno insieme al Nucleo ispettorato del Lavoro e alla Asl.
La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta: oltre che per il reato di lesioni colpose, indaga anche per disastro colposo. Il pm Mario Dovinola ha effettuato un sopralluogo con la polizia giudiziaria della sezione specializzata in materia di infortuni sul lavoro.Nell’edificio erano in corso lavori di ristrutturazione e i pm capitolini disporranno una consulenza per accertare la causa del crollo.
Sovrintendenza: “Indagini strutturali attestavano condizioni di sicurezza” – “Il crollo di questa mattina della Torre dei Conti a Largo Corrado Ricci ha interessato il contrafforte centrale del lato meridionale e ha provocato a sua volta il collasso di parte del sottostante basamento a scarpa. Un secondo crollo ha interessato parte del vano scala e del solaio di copertura“, afferma in una nota la Sovrintendenza capitolina ai beni culturali sottolineando che le indagini strutturali pre-lavori avevano attestato condizioni di sicurezza. La Torre “era chiusa dal 2007 e per il suo recupero è stato stanziato uno dei finanziamenti più consistenti del Pnrr ‘Caput Mundi’. L’intervento in corso, denominato ‘ID 26 – Tor de’ Conti – Restauro e allestimento dell’edificio’, ha un importo complessivo di 6.900.000 euro e prevede opere di consolidamento statico, restauro conservativo, installazione di impianti elettrici, illuminotecnici, di sollevamento e idrici, abbattimento delle barriere architettoniche, allestimento museale dedicato alle fasi più recenti dei Fori Imperiali, realizzazione di un Centro Servizi per l’Area Archeologica Centrale, di una sala conferenze e di spazi espositivi, oltre a un percorso di visita alla Torre e alla parte ipogea“.
“Attualmente – conclude la nota – è in corso il primo stralcio dei lavori, avviato a giugno 2025 e sostanzialmente concluso, per un importo di circa 400.000 euro, comprendente la bonifica dall’amianto e lavorazioni preliminari. Prima dell’avvio delle opere sono state effettuate indagini strutturali, prove di carico e carotaggi per verificare l’idoneità statica della struttura, che avevano attestato le condizioni di sicurezza necessarie per procedere agli interventi sui solai“.
Le testimonianze – “Abbiamo sentito un boato intorno alle 11.20. Un rumore sordo, a cui però ci eravamo abituati in queste settimane per il cantiere. Poi abbiamo capito che era molto più forte e diverso. Ci siamo precipitati all’esterno e abbiamo visto la torre staccarsi. La prima cosa a cui ho pensato sono stati gli operai, nostri clienti, che vengono qui ogni giorno”, ha detto all’Adnkronos Giorgia, la titolare del bar in largo Corrado Ricci, proprio davanti alla torre crollata.
“Ero fuori a servire i tavoli, quando ho sentito un rumore di calcinacci. Ho alzato la testa e ho visto un operaio cadere”, ha raccontato unacameriera del ristorante in via del Colosseo.
Meloni: “Vicinanza a chi lotta per la vita sotto le macerie, grazie a vigili del fuoco e soccorritori” -“Seguo con profonda apprensione l’evolversi delle operazioni di soccorso alla Torre dei Conti, a Roma. Il mio pensiero e la mia più sincera vicinanza vanno alla persona che in queste ore sta lottando per la vita sotto le macerie e alla sua famiglia, a cui auguro con tutto il cuore che questo dramma si concluda con un esito positivo“, le parole della premier, Giorgia Meloni.
“Desidero ringraziare tutti gli operatori delle forze dell’ordine, i vigili del fuoco e i soccorritori che stanno intervenendo con coraggio, professionalità e abnegazione in un contesto di estrema difficoltà. Ci stringiamo attorno a tutte le persone colpite da questo grave evento“, ha concluso la presidente del Consiglio.
Prefetto Giannini: “Non sappiamo le condizioni però ci sono dei segnali che sia ancora in vita”. Altri due operai estratti dalle macerie, in tre erano rimasti bloccati in alto. Due i crolli parziali. Aperta un’inchiesta
Soccorsi alle Torre dei Conti – (Ipa)
La Torre dei Conti in largo Corrado Ricci, in via dei Fori Imperiali a Roma, è parzialmente crollata oggi lunedì 3 novembre. Nove le persone che questa mattina stavano lavorando dentro la torre al momento del primo crollo. Un operaio si trova ancora sotto le macerie. Secondo il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, il “recupero sarà un’operazione lunga, complessa“.
Due i crolli – Un primo crollo si è verificato dopo le 11. Un secondo intorno alle 13, mentre erano in azione i soccorsi. Una pioggia di calcinacci ha preceduto l’implosione della torre, già venuta giù in parte qualche ora prima (VIDEO).
Diversi operai coinvolti – Due operai sono stati estratti vivi dalle macerie dopo il primo crollo (VIDEO): uno è stato portato in codice rosso al San Giovanni. Un terzo operaio si trova ancora sotto le macerie ma è vigile e risponde ai Vigili del fuoco. Altri tre operai sono rimasti bloccati in alto dopo il crollo e sono in sicurezza.
“Sono in corso delle operazioni molto complesse perché c’è una persona che è intrappolata dentro. Non sappiamo le condizioni però ci sono dei segnali che sia ancora in vita. Si era riusciti a stabilire un contatto e a localizzare questa persona ma purtroppo poi c’è stato un crollo. Nessuno dei Vigili del fuoco fortunatamente è rimasto ferito, ma è cascato altro materiale”, ha dichiarato Giannini aggiungendo: “Nel primo intervento i Vigili del fuoco sono riusciti a mettere delle protezioni per cercare di proteggerlo. Stiamo lavorando, arriveranno ulteriori mezzi, ma sarà un’attività molto lunga per cercare di salvare la persona. È un’operazione lunga, complessa, ma non è semplice perché il rischio di crollo è altissimo” ha concluso.
Sul luogo del crollo sono arrivati anche gli specialisti del nucleo Saf speleo-alpino-fluviale dei Vigili del fuoco.
Aperta un’inchiesta – L’area dove è avvenuto il crollo è stata circoscritta dai Carabinieri. Sul crollo indagheranno insieme al Nucleo ispettorato del Lavoro e alla Asl. Sul posto sono arrivati il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il ministro della Cultura Alessandro Giuli per assistere alle operazioni di soccorso.
La procura di Roma ha aperto un’inchiesta in relazione al crollo: oltre che per il reato di lesioni colpose, indaga anche per disastro colposo. Il pm Mario Dovinola ha effettuato un sopralluogo con la Polizia giudiziaria della sezione specializzata in materia di infortuni sul lavoro. Nell’edificio erano in corso lavori di ristrutturazione e i pm capitolini disporranno una consulenza per accertare la causa del crollo.
Le testimonianze – “Abbiamo sentito un boato intorno alle 11.20. Un rumore sordo, a cui però ci eravamo abituati in queste settimane per il cantiere. Poi abbiamo capito che era molto più forte e diverso. Ci siamo precipitati all’esterno e abbiamo visto la torre staccarsi. La prima cosa a cui ho pensato sono stati gli operai, nostri clienti, che vengono qui ogni giorno”, ha detto all’Adnkronos Giorgia, la titolare del bar in largo Corrado Ricci, proprio davanti alla torre crollata.
“Ero fuori a servire i tavoli, quando ho sentito un rumore di calcinacci. Ho alzato la testa e ho visto un operaio cadere”, ha raccontato una cameriera del ristorante in via del Colosseo.
La Sampdoria perde in casa lo scontro diretto col Mantova e scivola ultima in classica con 8 partite senza vittorie. Situazione insostenibile per i tifosi che hanno dato sfogo alla loro contestazione: squadra bloccata dentro lo stadio fino a mezzanotte
La Sampdoria non riesce più a rialzare la testa e ora dopo 7 giornate di Serie B è mestamente ultima in classifica: a festeggiare a Marassi è stato anche il Mantova, che ha scavalcato i blucerchiati vincendo 1-0 e inficiando di fatto la scossa che era arrivata alla vigilia con il ritorno in dirigenza di Attilio Lombardo, accolta solo qualche ora prima con entusiasmo dalla tifoseria. Che si è avvelenata al 90′ quando, a fronte dell’ennesima inspiegabile prestazione negativa, si sono riuniti fuori dallo stadio bloccandone le uscite e costringendo la squadra a rimanere chiusa negli spogliatoi.Il pullman con i giocatori a bordo è riuscito ad andarsene solamente dopo le 23:30.
La Sampdoria cede in casa al Mantova ed è ultima in classifica: crisi senza fine – Una giornata da incubo e una notte di proteste: la Sampdoria vive un incubo ad occhi aperti che non accenna a finire. La sfida interna con il Mantova – vero e proprio scontro diretto in chiave salvezza – è stata persa malamente e così i blucerchiati per la prima volta in questa stagione, si ritrovano in fondo alla classifica con soli 7 punti all’attivo dopo 11 giornate. Una situazione insostenibile che ha aperto il fianco alla dura contestazione della tifoseria. Striscioni di protesta erano già dentro lo stadio a denunciare un clima torrido contro squadra e dirigenza, poi la classica goccia che ha fatto tracimare il vaso della pazienza, con un manipolo di persone che si è collocato all’uscita dello stadio, impedendo alla squadra di uscire.
La protesta dei tifosi fuori dallo stadio: Sampdoria chiusa negli spogliatoi fino alle 23:30 – Nessuna violenza o tafferuglio con le forze dell’ordine che hanno monitorato la situazione a distanza, ma il clima è stato a dir poco teso. Durante il match contro il Mantova è apparso in tribuna una scritta semplice e chiara sul rapporto oramai spaccato tra tifoseria e club: “Ecco chi infanga la nostra storia, via questi infami dalla Sampdoria!“, con ben esposte le foto e in nomi dei vari dirigenti da Jesper Fredberg a Matteo Manfredi, Nathan Walker e Joseph Tey. Poi, la contestazione è cresciuta, esplodendo all’87’ sulla rete di Ruocco che ha portato i tre punti in palio dalla parte del Mantova. a quel punto, fischi e cori contro la squadra di Gregucci dalle tribune, poi l’ultimo atto: decine di ultrà si sono appostate fuori dallo stadio, costringendo o giocatori a restarvi chiusi dentro. Con la partita conclusasi alle 21, sono trascorse oltre due ore e mezza prima che siano riusciti a ritornare a casa a bordo del pullman fatto uscire dopo le 23:30.
🎙️#Gregucci: «Lavorare di più e bava alla bocca, solo così se ne esce».
I motivi della contestazione dei tifosi della Samp: una dirigenza inadeguata – La crisi della Sampdoria oramai si protrae da tempo sia sul campo che fuori. La Sampdoria è entrata in un tunnel senza fine di 8 partite senza vittorie e 4 sconfitte consecutive. Dopo il cambio in panchina da Donati a Gregucci non è cambiato nulla: 2 pareggi e 1 KO. Il dissenso è principalmente contro la gestione e già a a inizio ottobre, i tifosi avevano protestato fuori dallo stadio distribuendo volantini contro la dirigenza. La sconfitta col Mantova ha solo riacceso la miccia che nemmeno il ritorno di Attilio Lombardo, un ex amato dai tifosi rischia di non riuscire a spegnere.
Sassi e detriti si sono abbattuti sul muro della parrocchia. Danni anche al cimitero. Entrambi gli edifici sono stati dichiarati inagibili
A Brienno sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Como
Brienno (Como), 2 novembre 2025 –Le forti piogge cadute domenica pomeriggio sul territorio della provincia di Como hanno provocato il distacco di un fronte franoso sopra il Comune di Brienno, sulla sponda orientale del ramo occidentale del lago. I vigili del fuoco hanno rilevato la presenza di due massi delle dimensioni di circa 25 metri cubi ciascuno, staccatisi da un costone sovrastante l’abitato; uno dei due massi si è arrestato in prossimità del cimitero del paese, mentre il secondo ha sfondato una parete della piccola chiesa situata più a valle.
Nella chiesetta i vigili del fuoco hanno recuperato diversi beni di valore, affidandoli al parroco e a personale dell’amministrazione locale. L’area, a rischio crollo, è stata messa in sicurezza, l’accesso precluso al transito pedonale. I danni al primo piano del camposanto hanno avuto come conseguenza la chiusura temporanea della struttura. Il 7 luglio del 2011 ben sette frane si abbatterono sul borgo del lago, per fortuna senza provocare feriti. Fango e detriti distrussero due case e un ponte romanico.
🎤 GRETCHEN WILSON – LA “REDNECK WOMAN” DEL COUNTRY AMERICANO 🎤
Gretchen Frances Wilson (nata il 26 giugno 1973 a Pocahontas, Illinois ) è una cantante e cantautrice statunitense di musica country
articolo: Articolo di alessandro54, realizzato con il supporto di ChatGPT, AI di OpenAI.
✍️ 📰Introduzione 📰 ✍️ In un’epoca in cui il country tendeva a diventare sempre più pop, Gretchen Wilson ha riportato l’America musicale alle sue radici. Nata nel 1973 a Pocahontas, Illinois, cresciuta tra difficoltà e dignità, Gretchen è diventata la voce delle donne comuni, orgogliose del loro modo semplice e vero di vivere. Con Redneck Woman, nel 2004, ha scosso Nashville, ridando voce a quel pubblico che si era sempre riconosciuto nella birra, nella fatica e nella libertà della strada.
🎶 DISCOGRAFIA ESSENZIALE
Anno
Titolo Album
Note
2004
Here for the Party
Contiene il grande successo Redneck Woman – oltre 5 milioni di copie vendute
2005
All Jacked Up
Più rock, diretto, autobiografico
2007
One of the Boys
Toni più maturi e riflessivi
2013
Right on Time
Ritorno alle origini, suono classico country-rock
2017
Ready to Get Rowdy
Spirito libero e sound da roadhouse
⚡ COLLABORAZIONI E MOMENTI ICONICI
2006 – con Heart al VH1 Rock Honors: straordinaria versione live di “Rock and Roll” dei Led Zeppelin.
CMT Crossroads: duetti memorabili con Ann e Nancy Wilson (Crazy on You, Barracuda).
Partecipazioni TV e live: premi, festival e collaborazioni con Big & Rich, Kid Rock, Hank Williams Jr.
💬STILE E PERSONALITÀ – Voce ruvida, presenza scenica magnetica e carattere deciso: Gretchen Wilson ha incarnato un country autentico, lontano dai riflettori patinati. Le sue canzoni parlano di donne forti, di vita reale, di orgoglio semplice. Non è mai stata una diva, ma una voce del popolo.
🎧 BRANI CONSIGLIATI
Redneck Woman
Here for the Party
All Jacked Up
Homewrecker
California Girls
Rock and Roll (live con Heart, 2006)
💬 Commento alessandro54 – Gretchen Wilson è rimasta fedele alla verità del country: la voce ruvida, la vita vissuta e la fierezza di chi non deve dimostrare nulla. In un mondo di apparenze, lei è rimasta sostanza. Una donna che ha fatto della sincerità il suo marchio musicale.
Heart w/ Gretchen Wilson – Rock and Roll (Live, 2006)
Jannik batte 6-4 7-6 il canadese e vince per la prima volta il 1000 francese. Alcaraz superato in vetta al ranking. E Musetti può ancora sperare nelle Finals…
Bentornato sul tuo trono, Jannik Sinner. E che importa se lunedì prossimo i punti di Torino usciranno dal suo conto e tornerà dietro Carlos Alcaraz, questo ritorno al numero 1 del mondo per la settimana numero 66, frutto della vittoria del Masters 1000 di Parigi contro Felix Auger Aliassime 6-4 7-6(4) è una bella spinta per l’ultimo sforzo di questo 2025 così particolare. Quattro Masters 1000 saltati a causa della sospensione per Clostebol, il dolore della sconfitta in finale al Roland Garros, la gioia più grande con la vittoria di Wimbledon, le fatiche fisiche di fine estate, ora il titolo dell’unico 1000 che ancora non lo aveva visto vincere due partite di fila. E senza concedere un set. La striscia di successi indoor si allunga a 26, i trofei da lasciare a casa di mamma e papà diventano 23, e adesso due giorni di riposo. Agognata libertà, 48 ore senza tennis, solo relax, prima dell’ultima full immersion torinese: “É stata una finale intensa, ma per quanto mi riguarda sono contento. Gli ultimi due mesi sono stati pazzeschi, ho cercato di migliorare come giocatore. Ringrazio il team, perché senza di loro non sarebbe stato possibile. Qualunque cosa possa accadere a Torino, sarà comunque stata una grande annata”. AVVERSARIO INSIDIOSO – La partita contro Felix Auger Aliassime, il canadese che gli è davanti nel numero di vittorie al coperto, si sapeva che avrebbe potuto nascondere insidie. Perché Felix è tornato al suo miglior tennis dopo anni di appannamento, perché con la vittoria il canadese sarebbe stato certo di qualificarsi alle Finals tagliando fuori definitivamente Musetti, perché Jannik nei giorni scorsi ha dato qualche segno di stanchezza e stizza. E infatti dopo un primo set gestito con una certa tranquillità, Jannik ha dovuto alzare il livello per evitare di allungare la partita al terzo. Finisce anche stavolta in due set, secondo torneo consecutivo dopo Vienna. LA PARTITA – Secondo l’antico adagio che recita “chi mena per primo mena due volte”, Sinner parte subito col break nel primo set sgretolando le certezze del canadese. Sul 3-1 Sinner prova ancora ad avvicinarsi sul 30-30 ma Felix non si distrae e conduce in porto il turno di battuta senza danni. Si muove molto bene l’azzurro, su una superficie che dal primo giorno aveva detto non piacergli molto, ma giorno dopo giorno il feeling è cresciuto fino a diventarne padrone. Sul 5-3, con Aliassime che serve per restare nel set, Jannik si porta sul 30-30, poi commette un errore di dritto che rimette in pista il canadese, capace di tenere il 5-4. Jannik serve per il primo set e parte con un errore di rovescio che lo irrita ma al quale rimedia subito con un ace, il secondo del match fino ad allora. Con un cross di dritto fulminante va 30-15 (applauso di coach Darren), un ace per il set point e poi chiude 6-4 in 44 minuti neutralizzando un tentativo di palla corta di Auger al quale ha concesso appena tre punti nei suoi turni di battuta. Il primo game del secondo set vede ancora il canadese in difficoltà: due volte si salva dal break in apertura, e dopo otto minuti di braccio di ferro riesce a tenere il servizio. Sale il livello del canadese che riesce a difendersi dagli attacchi di Sinner aggrappandosi al servizio.Jannik ha un lieve calo e nel sesto game arriva il primo momento di difficoltà al servizio, col doppio fallo che permette a Felix di portarsi pericolosamente sul 30-30. Se la cava con una palla corta poi un nastro-out del rivale sigilla il 3-3. Jannik alza il ritmo, costringe il rivale all’errore e si procura due palle break. Aliassime riagguanta i vantaggi, poi con un sanguinoso doppio fallo concede la terza occasione. Due ace per allungarsi la vita, 4-3. Il secondo doppio fallo di Sinner arriva nel 10° game, e porta Aliassime 40-40 a due punti dal set.Jannik si salva, 5-5. Si va al tie-break, e il primo punto è di Auger che è anche il primo a concedere un mini-break, 3-2 e servizio Jannik che resta avanti, va servire sul 5-4 e guadagna due match point. Gli basta il primo. Allez Sinner, sei di nuovo il re.
Il sisma è stato registrato a circa 35 chilometri da Khulm, nei pressi della città di Mazar-e-Sharif, nella provincia di Balkh
Tgcom24
Un terremoto di magnitudo 6.3 ha colpito il nord dell’Afghanistan. Secondo quanto comunicato dallo United States Geological Survey (USGS), il sisma è stato registrato a circa 35 chilometri da Khulm, nei pressi della città di Mazar-e-Sharif, nella provincia di Balkh. L’agenzia Usa precisa che la profondità dell’evento sismico è stata di circa 10 chilometri.Le scosse sono state percepite anche a Kabul, la capitale, situata a centinaia di chilometri di distanza dall’epicentro. Al momento non sono state diffuse informazioni ufficiali su eventuali danni o vittime.
L’Euro-Mediterranean Seismological Centre (Emsc) ha confermato che l’epicentro della scossa, che è avvenuta alle 00.58 ora locale (le 20.28 in Italia), è stato localizzato a 10 chilometri di profondità, mentre la distanza da Khulm sarebbe di 20.
I precedenti – I terremoti sono comuni nel Paese, in particolare lungo la catena montuosa dell’Hindu Kush, vicino al punto di incontro tra le placche tettoniche euroasiatica e indiana. Dal 1900, l’Afghanistan nord-orientale è stato colpito da 12 terremoti di magnitudo superiore a 7, secondo Brian Baptie, sismologo del British Geological Survey.
Un sisma di magnitudo 6 avvenuto il 31 agosto 2025 nell’Afghanistan orientale, vicino al confine con il Pakistan, aveva ucciso più di 2.200 persone. Il 7 ottobre 2023, un terremoto di magnitudo 6,3 seguito da forti scosse di assestamento causò almeno 4.000 morti, secondo il governo talebano.
Fu mentore di Allegri e Gasperini. Un uomo che sapeva tutto del mondo del pallone
Giovanni Galeone (Napoli, 25 gennaio 1941 – Udine, 2 novembre 2025) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo centrocampista. Come allenatore ha ottenuto 4 promozioni in Serie A, due con il Pescara, una con l’Udinese e una con il Perugia.
Si è spento oggi all’età di 84 anni Giovanni Galeone, uno degli allenatori più carismatici e innovativi del calcio italiano. Nato a Napoli il 25 gennaio 1941, aveva legato il suo nome a piazze importanti come Pescara, Udinese, Napoli e Cremonese, diventando negli anni un punto di riferimento per intere generazioni di tecnici. Galeone è stato capace di portare quattro squadre in Serie A, imponendo uno stile di gioco offensivo e coraggioso che lo rese un simbolo del calcio “bello”. Dietro la sua panchina sono cresciuti allenatori come Massimiliano Allegri e Gian Piero Gasperini, che più volte lo hanno definito un vero maestro di idee e di vita.
Nel corso della sua carriera ha totalizzato 155 panchine in Serie A, lasciando ovunque il segno per personalità, ironia e visione tattica. Il mondo del calcio lo ricorda oggi con affetto e riconoscenza. Con lui se ne va un uomo che ha saputo unire risultati e poesia, competenza e umanità.
Alcuni supporter feriti, in modo non grave, prima della partita
Tafferugli si sono verificati tra le tifoserie poco prima dell’inizio della partita di calcio tra Triestina e Brescia causando il ferimento, non grave, di alcuni supporter.
Lo riportano i siti di alcune testate locali precisando che gli scontri sono avvenuti nella zona di Giarizzole, all’ esterno dello Stadio Nereo Rocco. Alcuni tifosi lombardi con bastoni e mazze da baseball sarebbero riusciti ad avvicinarsi all’area dei tifosi triestini, la Curva Furlan, e, venendo a contatto, le due tifoserie si sarebbero scontrate. Sulla vicenda sta indagando la Polizia.
Recuperate le ultime due persone di cui non si avevano notizie dopo la slavina: sono un uomo e la figlia di 17 anni. Le condizioni meteo hanno ostacolato i mezzi aerei, squadre a piedi in quota
Sono stati ritrovati senza vita anche gli ultimi due dispersi coinvolti nella valanga che ieri, primo novembre, ha travolto due cordate in salita verso Cima Vertana, nel gruppo dell’Ortles. Le vittime sono un uomo e la figlia 17enne, entrambi di nazionalità tedesca. Con loro salgono a cinque i morti causati dall’incidente in alta quota.
Questa mattina le operazioni di ricerca sono riprese alle prime luci del giorno. Le condizioni meteo hanno reso complesso il tutto.
Ieri erano stati recuperati i corpi di tre alpinisti tedeschi, due uomini e una donna, mentre due persone della seconda cordata erano riuscite a rientrare a valle illese.
L’aggressione nel Cambridgeshire. Il premier Starmer: “Attacco terribile, vicini alle vittime”. Il sindaco: “Scene orribili”
Polizia inglese ad Huntingdon Station dopo l’accoltellamento in treno – Afp
Due persone sono state arrestate dopo un attacco con il coltello in un treno nel Cambridgeshire nel Regno Unito. La polizia britannica riferisce di “diverse persone” state accoltellate. “Stiamo attualmente rispondendo a un incidente su un treno diretto a Huntingdon, dove diverse persone sono state accoltellate” e portate in ospedale, ha dichiarato la Polizia dei Trasporti britannica su X, aggiungendo che “due persone sono state arrestate“.
Agenti armati sono sulla scena dell’incidente, riferisce la polizia del Cambridgeshire secondo SkyNews. “Siamo stati chiamati alle 19.39 (ora locale) con segnalazioni che più persone erano state accoltellate su un treno. Agenti armati sono intervenuti e il treno è stato fermato a Huntingdon, dove due uomini sono stati arrestati“.
I passeggeri sono poi stati accolti dalla polizia armata alla stazione di Huntingdon e scortati fuori dal treno, dove gli agenti hanno iniziato a raccogliere le dichiarazioni dei testimoni. I video postati online mostrano una forte presenza dei servizi di emergenza all’esterno della stazione, dove il treno aveva effettuato una fermata di emergenza.
La compagnia ferroviaria London North Eastern Railway (Lner) ha intanto dichiarato che tutte le sue linee ferroviarie sono state chiuse mentre i servizi di emergenza si occupavano dell’incidente alla stazione di Huntingdon. Lner, che gestisce i servizi ferroviari lungo l’Inghilterra orientale e la Scozia, ha esortato i passeggeri a non viaggiare, avvertendo di “gravi disagi“.
“Il terribile” attacco “è profondamente preoccupante. I miei pensieri sono rivolti a tutte le persone colpite e i miei ringraziamenti vanno ai servizi di emergenza per la loro risposta. Chiunque si trovi nella zona dovrebbe seguire i consigli della polizia“, le parole in un post su ‘X‘ del premier britannico Keir Starmer sull’accoltellamento.
Ilsindaco di Cambridgeshire e Peterborough, Paul Bristow, ha parlato in un post su X “di scene orribili” che gli sono state riferite.
Secondo i dati ufficiali del governo, i crimini con armi da taglio in Inghilterra e Galles sono in costante aumento dal 2011. Sebbene la Gran Bretagnaabbia uno dei controlli sulle armi da fuoco più severi al mondo, la dilagante criminalità con armi da taglio è stata definita una “crisi nazionale“ dal premier Starmer. Il suo governo laburista ha cercato di contrastare il fenomeno. Quasi 60.000 coltelli sono stati “sequestrati o consegnati” in Inghilterra e Galles nell’ambito degli sforzi governativi per dimezzare i crimini legati all’uso di coltelli. Portare un coltello in pubblico può già comportare una pena detentiva di quattro anni, e gli omicidi con coltelli sono diminuiti del 18% nell’ultimo anno.
Il testimone: “Sangue ovunque” – Alcuni passeggeri del treno dove stava avvenendo l’attacco avrebbero cercato di nascondersi nei bagni per sfuggire all’aggressione prima che il convoglio fosse fermato a Huntingdon. Un testimone, riferisce ‘The Times‘, ha parlato di un uomo con un grosso coltello e di “sangue ovunque“. “Alcune persone si sono nascoste ne bagni per sfuggire all’attacco” mentre altre sono state “calpestate da altre persone che cercavano di fuggire“.
Chris Philp, il ministro ombra degli Interni, in un post su ‘X’ ha parlato del fatto che“sembra essere un brutale attacco di massa“: “La polizia e il governo dovrebbero fornire un aggiornamento su ciò che è accaduto e su chi è stato arrestato il prima possibile“.
Grecia, sparatoria in un villaggio di Creta: 2 morti e 10 feriti
L’attacco è avvenuto poche ore dopo che un’altra casa in costruzione è stata distrutta in un’esplosione. Gli inquirenti sospettano che si tratti di attacchi tra famiglie rivali
Almeno due persone, sono rimaste uccise ed altre 10 sono state ferite in una sparatoria in un villaggio di Creta, Voriza, ad una cinquantina di chilometri dal capoluogo dell’isola greca, Iraklio. Secondo l’agenzia Ana, un gruppo di armati ha aperto il fuoco contro le case del villaggio. Una delle vittime è una donna di 50 anni. L’attacco è avvenuto poche ore dopo che un’altra casa in costruzione è stata distrutta in un’esplosione. Gli inquirenti sospettano che si tratti di attacchi tra famiglie rivali.
Secondo quanto riporta il sito Ekathimerini,le autorità temono che dopo questi attacchi possa continuare la faida tra le due famiglie,i Kargakis e i Fragiadakis, i competizione per il controllo di terre rurali.Una delle vittime della sparatoria è un membro della famiglia Kargakis, mentre secondo alcune fonti la donna sarebbe morta di infarto.
Le autorità locali confermano che diversi membri della famiglia Fragiadakis sono già noti alla polizia, con il padre e alcuni figli che sono al momento in prigione. Intanto il capo della polizia greca, Dimitris Mallios, si sta recando a Creta, insieme al capo della polizia criminale e un team di 10 agenti della divisione, in Grecia chiamata ‘l’Fbi greca‘. E sono attese anche unità dell’anti-terrorismo da Atene, per garantire la sicurezza nel villaggio dove la tensione rimane alta.Come anche all’ospedale dove i Iraklio dove sono stati ricoverati i feriti, che sono saliti a 14,compresi anche bambini, sono state dispiegate unità anti-sommossa per scongiurare altri incidenti.
Secondo i testimoni, il commando di armati, che aveva fucili Kalashnikov, sono arrivati Vorizia ed hanno iniziato a sparare all’impazzata, si ritiene migliaia di proiettili.
Dopo 12 ore di ricerche è stato trovato al pronto soccorso di Torre del Greco: l’uomo è accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso per essersi allontanato dopo l’impatto del mezzo con la volante della polizia
La volante distrutta dall’impatto col Suv e l’agente rimasto ucciso nell’impatto, Aniello Scarpati (Foto: Polizia di Stato)
stato rintracciato e arrestato all’ospedale Maresca di Torre del Greco il 28enne di Ercolano ritenuto alla guida del Suv Bmw X4 che nella notte do oggi, sabato 1 novembre, si è scontrato con una volante della polizia nel napoletano provocando la morte dell’assistente capo coordinatore Aniello Scarpati, 47 anni, e il grave ferimento di un altro poliziotto, 35 anni, ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale del Mare di Napoli dopo un delicato intervento chirurgico.
La “fuga” lunga 12 ore e i test tossicologici positivi – L’uomo era riuscito a fuggire a piedi subito dopo l’impatto, facendo perdere le proprie tracce per oltre dodici ore. È stato rintracciato dai carabinieri e dagli agenti nel reparto di pronto soccorso del Maresca, dove si era recato per farsi curare alcune fratture al volto riportate nello schianto e si sarebbe, secondo quanto riporta NapoliToday, già costituito in commissariato. Secondo le prime indiscrezioni il giovane sarebbe inoltre risultato positivo ai test tossicologici per verificare l’eventuale consumo di sostanze stupefacenti.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 28enne era già stato identificato come l’intestatario del contratto di noleggio dell’auto sulla quale viaggiavano altre cinque persone, di cui tre minorenni. Tutti i passeggeri sono stati identificati: quattro di loro si sarebbero fatti medicare nella notte in diversi ospedali, ma si erano allontanati prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
La dinamica dell’incidente – L’impatto è avvenuto intorno alle 2 del mattino in viale Europa, a Torre del Greco. La volante del commissariato locale, con a bordo i due agenti, si è scontrata con il Suv proveniente dalla direzione opposta.
Secondo una prima ricostruzione, il conducente della Bmw avrebbe perso il controllo del veicolo a velocità sostenuta, invadendo la corsia opposta e centrando in pieno l’auto della polizia, che dopo l’urto è precipitata in un dirupo vicino alla zona delle ferrovie dello Stato.
L’impatto è stato devastante: Aniello Scarpati, 47 anni, originario di Ercolano, è morto sul colpo. Il collega, che era alla guida, è stato estratto dalle lamiere e trasportato in ospedale in condizioni gravissime.
Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, le forze dell’ordine e il questore di Napoli Maurizio Agricola, che ha espresso cordoglio ai familiari della vittima.
L’accusa e le indagini – La Procura di Torre Annunziata sta ora valutando la posizione del 28enne, che dovrà rispondere delle accuse di omicidio stradale e omissione di soccorso. Gli inquirenti stanno proseguendo gli accertamenti per chiarire con esattezza la dinamica dello schianto e le responsabilità dei passeggeri.
Aniello Scarpati, 47 anni, lascia la moglie e tre figli. Prestava servizio al commissariato di Torre del Greco ed era molto stimato dai colleghi.
Poliziotto morto in un incidente: suv con 6 persone a bordo si schianta contro la volante
La vittima è Aniello Scarpati, 47 anni: lascia moglie e tre figli. Grave un collega. Lo schianto è avvenuto a Torre del Greco, in provincia di Napoli. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Profondamente rattristato”
La vittima, il poliziotto Aniello Scarpati
Aniello Scarpati il poliziotto morto in un incidente stradaleavvenuto stanotte, intorno alle 2, a Torre del Greco (in provincia di Napoli). L’uomo, 47enne di Ercolano, lascia la moglie e tre figli. Il collega che era nella volante con lui è rimasto gravemente ferito: è stato ricoverato in codice rosso in ospedale del Mare di Napoli e sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ha riportato diverse fratture, è in prognosi riservata ma non sarebbe però in pericolo di vita. Lo schianto è avvenuto lungo la strada di collegamento tra la litoranea e via Nazionale, nella zona di viale Europa. Un impatto terribile: il poliziotto 47enne, capo pattuglia nella volante e seduto sul sedile del passeggero, è morto sul colpo. Per lui non c’è stato nulla da fare.
Il poliziotto Aniello Scarpati morto in un incidente a Torre del Greco – La volante sulla quale si trovavano i due poliziotti si è scontrata con un’altra auto, per cause ancora da accertare. Le indagini per fare chiarezza sulla dinamica dello schianto sono in corso. Secondo una primissima ricostruzione, la volante sulla quale si trovavano i due agenti, entrambi in servizio al commissariato di Torre del Greco, si è scontrata con un suv(una Bmw X4) che proveniva dalla direzione opposta. L’impatto è stato violento: l‘autista del suv avrebbe perso il controllo e invaso a velocità sostenuta la corsia opposta al suo senso di marcia, travolgendo la volante. La vettura ha urtato la macchina condotta dagli agenti, facendola precipitare in un dirupo vicino alla zona delle Ferrovie dello Stato.
A bordo dell’auto che ha travolto la volante c’erano sei giovani.Cinque di loro hanno riportato ferite lievi e hanno fatto ricorso alle cure in ospedale. Dopo l’incidente l’autista del suv sarebbe scappato a piedi ed è al momento irreperibile. La polizia al momento indaga per omissione di soccorso. Sul luogo dello schianto sono intervenuti i soccorritori e le forze dell’ordine, oltre al questore di Napoli, Maurizio Agricola.
La notizia della morte di Aniello Scarpati ha suscitato profondo cordoglio tra i colleghi e a Torre del Greco, dove il poliziotto era conosciuto e stimato per la sua professionalità e dedizione al servizio.
Le parole di Mattarella e del ministro Piantedosi – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al prefetto Vittorio Pisani, capo della polizia, questomessaggio: “Ho appreso la notizia dell’incidente stradale avvenuto a Torre del Greco nelle prime ore di oggi, che ha coinvolto una vettura della polizia di Stato in attività di servizio, in cui ha perso la vita l’assistente capo coordinatore Aniello Scarpati. Profondamente rattristato, esprimo sentimenti di solidarietà e vicinanza a lei e a tutto il corpo, pregandola di far pervenire ai familiari le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio. All’agente rimasto ferito rivolgo il più sentito augurio di pronta guarigione“.
“La morte di un agente della polizia di Stato e il grave ferimento di un altro, durante il servizio, a Torre del Greco, mi addolorano profondamente – ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi -. A nome mio personale e del governo esprimo cordoglio e vicinanza alla famiglia del poliziotto deceduto e all’intera polizia di Stato. Seguo con apprensione le condizioni del secondo poliziotto gravemente ferito. Questo drammatico episodio ricorda ancora una volta il valore e il rischio che le forze dell’ordine affrontano ogni giorno per garantire sicurezza e legalità. Lo Stato continuerà a sostenerle con impegno e a lavorare per migliorare le condizioni in cui operano“.
“La sua dedizione e il suo sacrificio sono e saranno sempre un esempio per tutti noi. Ai suoi cari l’affetto e la vicinanza di tutte le donne e degli uomini della grande famiglia della polizia di Stato“, ha dichiarato il capo della polizia, Vittorio Pisani.
Con un’operazione da 3 miliardi di dollari, il fondo canadese (88 miliardi di patrimonio) ha rilevato il restante 26% di quello che già deteneva
Sarà una svolta epocale?No, ma di sicuro, intanto, un cambiamento tocca il fondo Oaktree, proprietario dell’Inter, che diventa al 100% di Brookfield. Il fondo canadese, tramite un’operazione da 3 miliardi di dollari circa, ha rilevato il restante 26% di Oaktree, che resta proprietario dell’Inter. Brookfield – patrimonio da 88 miliardi di dollari – deteneva già il pieno controllo di Oaktree, avendo in pancia il 74% del fondo statunitense. Dunque si tratta solo del completamento di un’acquisizione iniziata già nel 2019.
In sostanza, quindi, poco cambia. Brookfield è un fondo quotato sia alla Borsa di New York che su quella di Toronto, con due trilioni di dollari di fondi in gestione e ramificazioni ovunque. Anche per la questione stadio, i soldi investiti – la prima rata da 73 milioni per l’acquisizione di San Siro che andrà versata entro il 10 novembre prossimo – verranno versati da fondi gestiti da Oaktree.
31 ottobre 2025
L’Inter passa a Brookfield, chi sono ora i beneficiari effettivi
Il fondo Oaktree non è più il proprietario dell’Inter. Con un’operazione sottotraccia il maxi fondo canadese Brookfield ha rilevato per 3 miliardi di dollari il 26% del fondo Oaktree e con esso ha incamerato anche il 100% della società Inter Fc. In realtà Brookfield già deteneva il pieno controllo di Oaktree: dunque l’operazione non sarebbe che il completamento di un processo di acquisizione già iniziato nel 2019. Quello che è interessante è la tempistica del deal, che si perfeziona proprio alla vigilia di un’operazione delicata e importante per Milano come la vendita da parte del Comune a Inter Fc e Milan Ac dello stadio Giuseppe Meazza e delle aree limitrofe.
Le scadenze per San Siro – Le scadenze prevedono che entro il 10 novembre si completino i principali passaggi tecnici: tra questi il versamento della prima rata (73 milioni) su un totale di 197 milioni di euro. La fase successiva sarà il passaggio davanti al notaio che dovrà redigere l’atto di rogito e, infine, il trasferimento materiale delle somme presso i conti del Comune in uno o più istituti di credito. Poi cosa fatta capo avrà.
Che cosa cambia – Che cosa cambia rispetto alla situazione precedente? Poco nella sostanza parecchio nella forma: di fatto è mutato il beneficiario effettivo dell’operazione: non più Oaktree ma un altro soggetto, un superfondo di origini canadesi, quotato alla Borsa di New York e su quella di Toronto, con due trilioni di dollari di fondi in gestione e ramificazioni in ogni dove, isole (Cayman) comprese.
La relazione – Nella relazione redatta dall’avvocato Alberto Toffoletto, consulente per il Comune milanese nella vicenda della cessione dello stadio si erano infatti individuati dieci persone giuridiche beneficiarie effettive dell’operazione, tutte lussemburghesi: per la precisione la Grand Tower Sarl, la Grand Sunshine, Sarl, la Lionrock Zuqiu Ltd, la Great Horizon Sarl, l’Ocm Luxembourg Sunshine, la Ocm Luxembourg Opps Xb Sarl, la Ocm Luxembourg Xi Sarl, la Ocm Luxembourg Vof Sarl, la Oaktree Opportunity Fund Xi (Parallel 2) e la Oaktree Opportunity fund Xi GP con l’indicazione, per ciascuna società, di cinque persone fisiche indicate nel registro lussemburghese dei beneficiari effettivi. Al momento non è dato sapere quale sarà la catena di comando della nuova entità né quali saranno i beneficiari effettivi della nuova compagine societaria. Anche se, da verifiche effettuate da Plus24, molte società indicate nella relazione Toffoletto, erano presenti anche in passato e dunque non è detto che spariscano.
La struttura – Anche nell’era del Magnate cinese Zhang, per esempio, in organigramma figurava la Lionrock Zuqiu ltd che deteneva il 100% della International sports capital a sua volta titolare del 31,05% dell’Inter. Però la sua sede non era in Lussemburgo ma alle Cayman. Non è tutto: nell’organigramma dell’era Zhang era presente anche la Grand Tower Sarl azionista di maggioranza (68,55%) dell’Inter.
Nomi che ritornano – Sia la partecipazione di Lionrock sia quella di Grand Tower, poi, erano finite in pegno a due entità: un trust britannico (il Glas Trust) e l’Ocm Luxembourg Sunshine, (laddove Ocm sta per Oaktree Capital management). Anche questa citata nella relazione Toffoletto. Questa società risultava controllata da quattro entità: una con sede alle Cayman (Oaktree Phoenix investment fund) e tre lussemburghesi. Tutte e quattro risultavano controllate al 100% da tre entità: la Oaktree Value opportunity fund, la Oaktree Opportunity fund XB holding, e la Oaktree Opportunity Fund XI holding. Tutte con sede alle Cayman. Più internazionale di così.
Multa simbolica e niente processo: grazie all’oblazione, i tre calciatori chiudono la loro posizione nel caso scommesse
Samuele Ricci, Raoul Bellanova e Mattia Perin – Foto LaPresse
Bastano 250 euro per archiviare la partita con la giustizia. È la cifra che Samuele Ricci, Raoul Bellanova e Mattia Perin verseranno per chiudere la loro posizione nell’inchiesta milanese sulle scommesse clandestine che, la scorsa primavera, aveva scosso il mondo del calcio italiano.
Le prime istanze di “oblazione” — la procedura che consente di estinguere il reato minore con il pagamento di una sanzione — sono già arrivate sulla scrivania dei pubblici ministeri Roberta Amadeo e Paolo Filippini. Nei prossimi giorni i pm daranno il via libera e i tre atleti potranno saldare la multa di 250 euro ciascuno, uscendo così definitivamente dal procedimento. Ricci, centrocampista del Milan ed ex Torino; Bellanova, difensore dell’Atalanta cresciuto proprio nel vivaio granata; e Perin, portiere della Juventus, figuravano tra i tredici sportivi finiti sotto la lente della Guardia di Finanza. L’indagine, coordinata dalla Procura di Milano e diretta da Marcello Viola, aveva portato lo scorso maggio all’arresto di cinque persone, ritenute i gestori di un articolato sistema di scommesse illegali su poker online e altri eventi sportivi non calcistici.
Tra i nomi emersi anche quelli di Nicolò Fagioli, Nicolò Zaniolo, Sandro Tonali, Alessandro Florenzi e Weston McKennie. Tuttavia, solo Fagioli e Tonali — già coinvolti nella prima inchiesta torinese — dovranno affrontare il patteggiamento, non potendo accedere all’oblazione per l’ulteriore accusa di promozione delle piattaforme illecite. Il procedimento principale rimane concentrato sui presunti organizzatori del giro, Tommaso De Giacomo e Patrik Frizzera, insieme ad altri tre indagati. Secondo gli inquirenti, attraverso la gioielleria “Elysium” sarebbero stati simulati pagamenti per la compravendita di orologi di lusso, in realtà destinati a coprire i debiti contratti dai giocatori. Per loro, l’udienza di patteggiamento è fissata per il 26 novembre.
Un finale a basso costo, dunque, per i calciatori coinvolti marginalmente: la loro “scommessa” più rischiosa si chiude con una ricevuta da 250 euro.
L’inizio di stagione deludente e le non vittorie in Serie A hanno portato all’addio di Pradè alla Fiorentina: si separano le strade tra il diesse e il club viola, di comune accordo.
La Fiorentina ha annunciato con una nota ufficiale l’addio al direttore sportivo Daniele Pradè (Screen YouTube)
Uno scossone che era nell’aria: dopo nove giornate di campionato si è conclusa l’avventura in maglia viola per il responsabile dell’area tecnica, Daniele Pradè, tra i principali colpevoli dell’inizio di stagione da dimenticare della Fiorentina di Stefano Pioli. L’addio si è consumato dopo la sconfitta contro l’Inter e, alla vigilia, della delicata sfida contro il Lecce, in programma al Franchi domani alle ore 15:00.
Il comunicato della Fiorentina sull’addio di Pradè – Di seguito la nota ufficiale del club del Presidente Commisso: “ACF Fiorentina comunica, di comune accordo, di aver interrotto in data odierna il rapporto professionale con il Direttore Sportivo Daniele Pradè. La Società, a partire dal Presidente Rocco Commisso e sua moglie Catherine con il Direttore Generale Alessandro Ferrari, ringraziano sentitamente il Direttore per gli anni trascorsi insieme con passione e professionalità”.
“A Daniele – le parole del Presidente e sua moglie Catherine – auguriamo, con grande stima e affetto, tutto il meglio per il suo futuro”: si conclude così il comunicato diramato dai gigliati nei confronti dell’ormai ex dirigente viola.
ACF Fiorentina comunica, di comune accordo, di aver interrotto in data odierna il rapporto professionale con il Direttore Sportivo Daniele Pradè.
I risultati negativi della Fiorentina – Le principali colpe sono sicuramente quelle di un mercato non all’altezza ma soprattutto di un inizio di stagione horror con i viola che non sono ancora riusciti a vincere in Serie A collezionando quattro pareggi e cinque sconfitte. Discorso diverso in Conference League con due successi in altrettante gare disputate in campo europeo.
Una notizia apprezzata dai tanti tifosi della Fiorentina che hanno invaso di commenti i profili ufficiali del club viola sperando anche in un altro comunicato: dopo Pradè, toccherà a Pioli? L’ex Milan e Al-Nassr si gioca le sue chance contro la squadra allenata da Di Francesco e, in caso di mancati tre punti le possibilità di una separazione sono piuttosto alte…
Mimmo, tecnico dell’Under 17, nominato ad interim: dirigerà l’allenamento di oggi e sarà in panchina col Sassuolo lunedì
Dietrofront. Criscito è il nuovo allenatore del Genoa: dopo una lunga riflessione stamane Patrick Vieira ha deciso di fare un passo indietro, rinunciando alla possibilità di essere in panchina anche lunedì sera a Reggio Emilia. Mimmo Criscito, storica bandiera del club, in questa stagione era alla guida dell’Under 17 rossoblù. La società lo aveva già allertato ieri mattina, ma poi l’ipotesi di affidargli la guida della prima squadra era rientrata. Stamane, invece, l’ennesimo colpo di scena di una vicenda senza fine. Criscito dirigerà l’allenamento e domani dopo la rifinitura partirà per Reggio Emilia con la squadra. Annullato, ovviamente, l’incontro pomeridiano che Vieira aveva programmato con la stampa in vista del Sassuolo.
C’è un ddl che colpirebbe l’Inter, insieme alle altre squadre di calcio controllate da fondi esteri, con l’obbligo di crearsi una società basata in Italia e dichiarare pubblicamente tutti gli azionisti. In caso contrario, multe milionarie e punti persi in classifica. Il testo è firmato anche da Claudio Lotito, senatore e presidente della Lazio. Ecco cosa dice.
Si chiama “disposizioni in materia di trasparenza nella proprietà delle società sportive professionistiche del settore calcistico”, e per il momento è solo un disegno di legge depositato in Senato. La prima firma è quella di Matteo Gelmetti (FdI). La seconda, più pesante, è di Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e presidente della Lazio.
La legge, se approvata, lancerebbe dei nuovi obblighi di “trasparenza” che riguarderebbero in particolare le squadre controllate da fondi di investimento. La più interessata (ma non l’unica) tra le grandi società sportive italiane sarebbe l’Inter. Le punizioni per chi non rispetta le regole? Milioni di euro di multe e punti in meno in classifica.
Il testo del ddl è disponibile sul sito di Palazzo Madama. In apertura, i due firmatari affermano che “negli ultimi anni” c’è stato un “crescente coinvolgimento di fondi di investimento nella proprietà dei club calcistici“. Questo crea dei rischi, e in generale “la natura dei fondi” – che spesso hanno sede “in Stati a fiscalità privilegiata” oppure hanno “strutture proprietarie complesse” – rende difficile sapere chi è davvero proprietario e responsabile per la squadra. Così, “l’assenza di limiti stringenti sull’origine dei capitali investiti” può portare all’ingresso “nel calcio di soggetti non trasparenti o in conflitto con i valori dell’ordinamento democratico e dello sport“.
Cosa dice la legge a firma Lotito sulle squadre di calcio e i fondi esteri – La legge introduce l’obbligo per tutte le squadre professionistiche di comunicare ogni anno alla Figc, alla loro lega e all’Anticorruzione l’elenco di tutte le persone e le aziende che controllano almeno il 5% del loro capitale sociale o dei diritti di voto. Bisogna anche indicare da dove vengono i fondi usati per comprare questa partecipazione, e se ci sono legami con altri club italiani o stranieri.
Tutte queste informazioni saranno pubblicate sui siti della Figc e della lega di appartenenza. Per chi non le comunica, sanzioni da uno a cinque milioni di euro e anche una penalizzazione in classifica: un punto a settimana, fino a quando non si soddisfa la richiesta.
Non solo. Chi vende le proprie quote della società deve comunicare alla Figc l’identità di chi le ha comprate.
C’è poi un passaggio centrale che riguarda specificamente “i fondi di investimento, le società fiduciarie o i veicoli societari esteri“. Se possiedono almeno il 5% di una squadra, devono costituire una società con sede in Italia e nominare un legale rappresentante che risiede nel Paese. Entro sette giorni da quando la legge entra in vigore bisogna comunicare alla Figc, alla lega e all’Anac l’identità dell’acquirente e i dati sulla nuova società italiana.
Altrimenti, scatta una multa da un milione di euro a settimana e l’impossibilità di esercitare il proprio diritto di voto nella società. Se la violazione è volontaria, il legale rappresentante rischia fino a un anno di carcere.
Perché si parla di legge “anti Inter” – Il ddl in questione, per il momento, è fermo in Senato. Depositato in estate, a ottobre è stato assegnato alla commissione Cultura. Questa se ne occuperà “in sede redigente”, che significa che i tempi potranno essere rapidi: la commissione si occuperà di tutto, l’Aula dovrà solamente votare il testo definitivo, senza cambiarlo ulteriormente. Per adesso, l’esame del ddl non è ancora iniziato.
Il motivo per cui si parla di una legge “anti Inter” è che molti dei provvedimenti previsti sembrano rivolti proprio alla squadra milanese. L’Inter non è l’unica società di Serie A controllata da un fondo di investimento estero, anzi. Restando in Lombardia, ci sono il Milan – con il fondo RedBird guidato da Gerry Cardinale – e l’Atalanta di Stephen Pagliuca, presidente del fondo Bain Capital. Se si parla di imprenditori stranieri e società estere, poi, l’elenco si allunga parecchi (Roma, Como, Fiorentina e così via).
Il punto, però, è che le norme riguardano nello specifico la trasparenza dei titolari effettivi di questi fondi. Le persone che possiedono le quote societarie, esprimono il Consiglio d’amministrazione e, sostanzialmente, prendono le decisioni. Per le squadre già citate, nella maggior parte dei casi non è difficile risalire a queste informazioni.Per Oaktree, il fondo che possiede l’Inter e che in buona parte è controllato dal canadese-americano Brookfield Asset Management, la questione è più complessa. Insomma, l’Inter sarebbe la società che verrebbe messa più in difficoltà con le nuove regole.