Due forti esplosioni, poi una densa colonna di fumo nero in laguna nord visibile daMuranoe da buona parte di Venezia. È accaduto esattamente a Murano, al cantiere Scarpa, alle 20.45 di questa sera e l’esplosione ha interessato due barche di tipo houseboat. I vigili del fuoco e la polizia locale di Venezia stanno andando sul posto. Non dovrebbero esserci persone coinvolte o disperse.
L’allarme è arrivato al 115 della centrale operativa dei vigili del fuoco verso le 20:45. Diverse le chiamate di soccorso in cui gli utenti parlavano di forti esplosioni. Almeno due secondo i racconti arrivati alle centrali dei soccorritori. Subito dalla centrale operativa dei pompieri è stata attivata l’emergenza con l’invio dei Vigili del fuoco, dei sanitari del 118 e delle forze dell’ordine. Mobilitati anche i sanitari di Treviso con l’elicottero. Secondo le prime testimonianze l’esplosione sarebbe pervenuta da houseboat elettriche. Tutto è al vaglio dei soccorritori che stanno intervenendo a Venezia con più squadre.
La tragedia avvenuta in uno stabilimento Aricell a Hwaseong, in Corea del Sud: al momento dell’esplosione c’erano circa 100 operai al lavoro
L’incendio nella fabbrica di batterie a Hwaseong, in Corea del Sud (Foto da X, ex Twitter)
Almeno 20 vittime. Questo il drammatico bilancio del terribile incendio che ha devastato una fabbrica di batterie al litio Aricell a Hwaseong, a sud di Seoul, in Corea del Sud. I vigili del fuoco intervenuti sul posto sono riusciti a domare le fiamme: come riferito dall’agenzia di stampa Yonhap, al momento sono stati trovati 20 cadaveri, ma non è escluso che il numero di morti possa aumentare I soccorsi stanno setacciando ciò che resta dell’edificio, dove erano impiegate circa 100 persone: 78 operai sono stati portati in salvo, ma alcuni di loro risultano ancora dispersi.
Corea del Sud, incendio in una fabbrica di batterie al litio – “I lavoratori hanno sentito una serie di esplosioni al secondo piano, dove le batterie al litio vengono ispezionate e imballate – ha riferito ai media locali Yonha Kim Jin-young, un membro dei vigili del fuoco -. Stiamo lavorando per rimuovere i corpi. Una squadra di soccorso si è recata all’interno e sta effettuando operazioni di ricerca e salvataggio. È stato difficile entrare nell’edificio perché temevamo ulteriori esplosioni, siamo riusciti a spegnere le fiamme con la sabbia asciutta“.
Nel deposito situato al secondo piano della fabbrica Aricell si stima ci fossero circa 35mila batterie al litio, utilizzate nei settori più disparati, dai computer ai veicoli elettrici. In caso di incendio queste batterie possono diventare molto pericolose, in quanto bruciano velocemente a temperature elevate ma le fiamme sono difficili da controllare con i convenzionali metodi di estinzione degli incendi. Proprio per questo motivo i vigili del fuoco sudcoreani, non riuscendo a spegnere le fiamme con l’acqua, hanno optato per la sabbia.
Come mostrano le immagini diffuse sui social dall’agenzia Yonhap, dopo una prima esplosione la fabbrica è stata avvolta dalle fiamme, con una colonna di fumo nero e denso che si è alzata sopra l’edificio. Una scena terribile, che ha costretto le autorità locali a mobilitare tutto il personale e le attrezzature disponibili per le operazioni di soccorso e salvataggio.
A fuoco un appartamento al primo piano: il probabile innesco identificato in un incenso acceso in camera da letto
Cerro Maggiore, incendio al chiostro solidale ex convento frati
Un incenso acceso in camera da letto ha fatto da innesco a un incendio che ha interessato, nella serata di oggi, il Chiostro solidale ex Convento dei Cappuccini in piazza San Francesco 1. I Carabinieri della Compagnia di Legnano sono stati chiamati a intervenire poco dopo le 19 su richiesta di privato cittadino: fumo e fiamme hanno interessato l’appartamento al primo piano dell’edificio, locali che risultano in comodato d’uso a un 47enne e al suo nucleo famigliare.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e i Vigili del fuoco, che hanno spento le fiamme non prima che l’odore acre venisse avvertito in tutta la zona: dal sopralluogo dei vigili del fuoco è emerso che l’incendio è di natura accidentale ed è scaturito dall’interno della camera da letto al primo piano, causato con tutta probabilità dall’innesco di un incenso acceso. I residenti erano tutti all’esterno dell’edificio e non risultano feriti. L’edificio è considerato inagibile fino al ripristino delle condizioni di sicurezza che andranno certificate da perizie tecniche.
Sui social si scatena la rabbia. Un altro rogo sull’isola di Andros
Sarebbero stati i fuochi d’artificio lanciati da uno yacht a innescare l’incendio sull’isola di Hydravicino ad Atene, in Grecia, mentre il Paese affronta una nuova stagione di fuochi estivi. Lo riferiscono i vigili del fuoco. “L’incendio, causato da fuochi d’artificio sparati da un’imbarcazione, sta bruciando l’unica pineta dell’isola, in una zona di difficile accesso e priva di strade”, hanno denunciato su Facebook, corredando il tutto con una foto che ha scatenato la rabbia sui social network.
L‘indagnazione del sindaco dell’isola – Il sindaco dell’isola di Hydra ha espresso “indignazione” e ha promesso un’azione legale contro i responsabili.
13 arresti – Al momento, sono 13 le persone arrestate.
Un altro rogo sull’isola di Andros – Un altro incendio è divampato sabato sull’isola di Andros, secondo i servizi di emergenza. Quattro villaggi sono stati evacuati e sono intervenuti aerei ed elicotteri per domare le fiamme. La Grecia ha inasprito le pene per gli incendi dolosi: i responsabili rischiano ora fino a 20 anni di carcere e una multa fino a 200.000 euro.
Vigili del fuoco ancora al lavoro per domare rogo in capannone
Sono andate avanti tutta la notte le complicate operazioni di spegnimento di un violento incendio divampato ieri sera nell’azienda di gestione e riciclo rifiuti Ds Smith Recycling nella zona di via Caduti del Lavoro vicino al Centro Mirum ad Ancona: dopo circa nove ore di intervento dei vigili del fuoco di Ancona e Osimo, sul posto con diversi mezzi, le fiamme sono ora quasi spente.
Le operazioni sono ancora in corso e proseguiranno poi con la messa in sicurezza e bonifica del capannone interessato dal rogo: sono ancora accesi alcuni focolai nel materiale bruciato che comunque i pompieri stanno smassando e tenendo sotto controllo per lo spegnimento.
L’intervento dei vigili del fuoco ha impedito che le fiamme si propagassero ad altri edifici vicini ma, nel frattempo, in una palazzina situata nelle vicinanza, alcune famiglie sono state allontanate ieri sera, precauzionalmente, per poi rientrare.
Le autorità hanno disposto l’evacuazione dei residenti nelle località di Lambrika Koropi e Kitsi, a Sud della capitale greca Atene
Un incendio è divampato nei pressi dell’autostrada che dalla capitale conduce all’aeroporto internazionale di Atene, in Grecia. Si tratta di un rogo che si è sviluppato a velocità impressionante, secondo quanto dichiarato dal ministro per l’Emergenza climatica e la Protezione civile, Vassilis Kikilias, secondo il quale l’origine sarebbe dolosa, poiché un uomo sarebbe stato visto dare fuoco a delle sterpaglie.
I venti particolarmente sostenuti hanno quindi permesso alle fiamme di espandersi velocemente. Tanto da imporre la diramazione di un’allerta da parte delle autorità. Per i vigili del fuoco accorsi sul posto, infatti, non risulta semplice domare l’incendio, che minaccia una serie di abitazioni sparse sul territorio.
Sul posto 155 pompieri, 45 veicoli, sei aerei e undici elicotteri – Per tentare di circoscrivere il rogo in breve, sono state inviate sul posto altre squadre di vigili del fuoco. Complessivamente sono al lavoro 155 uomini, con quattro squadre specializzate e 45 veicoli su gomma, coadiuvati da sei aerei e undici elicotteri.
Nelle aree di Kitsi e Lambrica Koropi, a Sud della capitale, il 112 ha disposto l’evacuazione degli abitanti. Il traffico stradale è stato inoltre limitato su alcuni assi. “Quasi ogni dieci minuti scoppia un nuovo incendio. Quello di Koropi è cominciato nella vegetazione bassa ed è tuttora in corso. Si è ampliato rapidamente con l’aiuto dei venti molto forti“, ha dichiarato un portavoce dei vigili del fuoco.
Mezzo con gasolio vicino a cantiere, fiamme e fumo su edificio
A causa dell’incendio di un’autocisterna in sosta contenente gasolio a Cossignano (Ascoli Piceno), una palazzina di tre piani è stata dichiarata inaccessibile fino al ripristino delle condizioni di sicurezza ed igienicità.
Danneggiato in parte anche un casotto di un cantiere edile installato nei pressi dell’edificio.
I vigili del fuoco di Ascoli Piceno e del distaccamento di San Benedetto del Tronto sono intervenuti dalle ore 13 con nove automezzi e hanno spento le fiamme con liquido schiumogeno. La situazione ora è sotto controllo. Però sono stati momenti di paura per i residenti della zona interessata, visto che nei pressi del rogo sono presenti diverse abitazioni tra cui l’edificio danneggiato dalle fiamme e per ora inaccessibile a seguito del sopralluogo finalizzato a verificare la staticità. Le fiamme hanno danneggiato gli infissi degli appartamenti e il fumo è penetrato all’interno. Non risultano persone ferite ma sul posto sono giunti prudenzialmente i sanitari del 118. Ora i pompieri sono impegnati nelle operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area. Sulle cause dell’accaduto indagano i carabinieri, anche loro presenti sul posto. Verso le 12, in questo caso a Recanati nel Maceratese, è divampato un incendio su un trattore che ha interessato sterpaglie: sono intervenuti i vigili del fuoco con tre autobotti e un mezzo 4×4, e hanno spento le fiamme con liquido schiumogeno. Sul posto anche i carabinieri forestali per i rilievi.
Il rogo è divampato in un momento in cui in gran parte del Sud/Ovest USA le condizioni meteo favoriscono gli incendi
Un incendio divampato lunedì mattina a Ovest di Ruidoso, in New Mexico (USA), ha costretto i residenti a fuggire dalle proprie case. Il rogo, denominato “South Fork Fire“, è scoppiato intorno alle 9 del mattino nella riserva di Mescalero e si è rapidamente esteso a oltre 5mila acri entro la fine della giornata, come riferito dalle autorità locali.
L’ordine di evacuazione obbligatoria è arrivato dal governo di Ruidoso tramite i social: “Evacuazione immediata e obbligatoria per il Villaggio di Ruidoso — andate via subito!!”, poco prima delle 19.
Il Dipartimento delle Foreste del New Mexico ha dichiarato che l’incendio si è diffuso con una rapidità allarmante, mostrando un comportamento estremo delle fiamme. Alle 23:30, l’incendio aveva già raggiunto circa 5.252 acri e non era stato contenuto nemmeno per l’1%.
Molteplici ordini di evacuazione sono stati emessi, con i residenti invitati a lasciare immediatamente le case senza cercare di portare con sé beni preziosi o tentare di difendere le proprietà. Al momento non sono stati segnalati decessi, anche se il numero di strutture danneggiate o distrutte rimane sconosciuto.
Ceneri ardenti dall’incendio sono cadute ad Alto, un centro abitato a Nord di Ruidoso, come ha riportato il governo locale. Una parte della U.S. Highway 70 vicino alla riserva è stata chiusa.
Ruidoso,Alto e la riserva sono situati nella catena montuosa di Sierra Blanca, circa 130 miglia a Sud/Est di Albuquerque. La causa dell’incendio è attualmente sotto indagine. Il rogo è divampato in un momento in cui gran parte del Sud/Ovest americano, inclusa parte del New Mexico, è sotto avviso “bandiera rossa” a causa del rischio di incendi dovuto all’aria molto secca e ai ventiforti.
In azione elicotteri e Canadair, chiusa strada provinciale
Un vasto incendio, scoppiato nel primo pomeriggio nelle campagne di San Vero Milis, in provincia di Oristano, ha minacciato alcune case e aziende della zona.
Le fiamme, alimentate dal caldo e dal forte vento, si sono propagate nella zona costiera di Putzu Idu.
Sul posto, oltre alle squadre a terra del Corpo forestale della Sardegna, Agenzia Forestas, vigili del fuoco, barracelli e volontari della Protezione civile, stannooperando cinque elicotteri della flotta regionale e due aerei Canadair. I carabinieri per ragioni di sicurezza hanno bloccato la circolazione sulla strada provinciale 10, deviando il traffico in altre strade.
Allarme rientrato, l’incendio in fase di bonifica – È in fase di bonifica l’incendio scoppiato questo pomeriggio a San Vero Milis, nell’Oristanese, che ha lambito abitazioni e aziende. I due Canadair della flotta nazionale, intervenuti insieme a cinque elicotteri regionali, stanno lasciando l’area. Solo due mezzi aerei stanno ultimando le operazioni di bonifica; al lavoro a terra ancora quattro squadre dei vigili del fuoco, il Corpo forestale e i volontari della Protezione civile, che stanno spegnendo gli ultimi focolai. Nella zona diverse pattuglie dei carabinieri mantengono chiuse precauzionalmente alcune strade. La stima provvisoria della superfice percorsa dalle fiamme è di circa 100 ettari, interessando maggiormente aree agricole.
Brucia la discarica di Bellolampo a Palermo. L’incendio è divampato nella settima vasca e al momento non sono presenti più fiamme ma dai cumuli di rifiuti si sprigiona del fumo.
Non si conoscono ancora le cause del rogo, sul posto per tutta la notte all’opera diverse squadre dei Vigili del fuoco e decine di uomini della Rap in aiuto al personale del 115 con l’ausilio di alcune pale meccaniche.
Il presidente Giuseppe Todaro sta seguendo gli sviluppi della vicenda. “Siamo riusciti ad intervenire per tempo – dice – Il monitoraggio viene fatto in modo costante. Abbiamo le immagini e attendo una relazione di servizio su quanto successo”. Dalla montagna di spazzatura in fiamme si sta sollevando un’alta coltre di fumo. A rendere più complicate le operazioni di spegnimento è il vento che sta spirando sulle montagne alle porte di Palermo”.
Secondo una prima ricostruzione le fiamme hanno interessato la telatura di una vasca in fase di riempimento. “L’incendio è divampato nella settima vasca della discarica di Bellolampo attualmente in uso – dice Salvatore Cocina capo della protezione civile – Siamo in contatto con il presidente della Rap Giuseppe Todaro e il direttore Massimo Collesano, che è sui luoghi, e con il nostro servizio di Palermo. L’azienda è subito intervenuta con i mezzi di movimento terra disponibili. L’incendio si è però sviluppato, complice un leggero vento da sud est. Rap ha chiamato rinforzi e al momento operano diverse squadre vigili del fuoco, due autobotti della provincia e un nostro mezzo grande e uno piccolo di protezione civile. Il rogo è ora contenuto con la terra smossa da escavatori di Rap oltre che dall’acqua delle lance dei pompieri. Il sindaco è stato invitato a emettere ordinanza a salvaguardia della popolazione. Per orari e modalità si propende per una chiara origine dolosa“.
Lo scorso anno un altro incendio nella discarica provocò l’allarme diossina con la formazione di gas tossici che furono rilevati a chilometri di distanza dall’impianto.
Al momento non sono presenti più fiamme ma dai cumuli di rifiuti si sprigiona del fumo. Già da ieri sera è intervenuto sul posto personale dell’Arpa Sicilia per le valutazione dell’aria. Anche il personale NBCR di questo Comando è presente sul posto per effettuare i rilevamenti campali di competenza.
Le vittime si trovavano all’interno di un appartamento al terzo piano dell’edificio in cui è sviluppato il rogo
Incendio a Milano
È di tre morti e tre feriti il bilancio di un incendio divampato oggi, intorno alle 19, in una autofficina a Milano, in via Fra Galgario 8, zona Gambara.
Le vittime si trovavano all’interno di un appartamento al terzo piano dell’edificio interessato dal rogo. Le tre vittime sono un 67enne, sua moglie e il figlio della coppia. Si tratta di Silvano Tollardo, di 67 anni, Carolina De Luca, di 63, e Antonio Tollardo, di 34. Tutti sono stati trovati nel loro appartamento al terzo piano dello stabile, invaso dal fumo e dalle fiamme scaturite in un’officina al piano terra. Sarebbero morti, da una prima ispezione del medico legale, per intossicazione.
La palazzina, di 6 piani, è stata evacuata subito, ma non tutti ce l’hanno fatta. Tra i feriti anche un addetto dell’officina da cui sono partite le fiamme. Un ustionato è stato invece ospedalizzato in codice giallo al Policlinico di Milano, altri due sono stati soccorsi in codice verde. Sul posto sono intervenute tre automediche, 6 ambulanze, numerosi mezzi dei vigili del fuoco e le forze dell’ordine.
Appena ricevuto l’allarme, una squadra del distaccamento dei vigili del fuoco di via Sardegna è giunta subito sul posto e altri nuclei sono stati inviati a rinforzo dalla centrale operativa di via Messina. L’incendio è stato domato in meno di un’ora. La Procura di Milano nelle prossime ore aprirà un fascicolo per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e incendio colposo, per il rogo di via Fra Galgario 8 nel quale sono morte tre persone. Il titolare dell’officina dalla quale sono partite le fiamme sarà tra gli iscritti nel registro degli indagati come atto a sua garanzia per tutti gli accertamenti del caso. Sul posto era presente il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano.
Un bilancio pesante a causa di un incendio, a Milano, si era registrato quasi un anno fa: il 7 luglio del 2023 ci furono sei morti a causa di un rogo scoppiato nella Rsa ‘Casa dei coniugi’, in via dei Cinquecento. Tutte anziane le vittime. E proprio oggi sono state rinviate a giudizio 13 persone per il maxi incendio della Torre dei Moro a Milano, il grattacielo di 18 piani che prese fuoco il 29 agosto 2021. Fortunatamente, in quel caso, non ci furono vittime.
Rogo ieri pomeriggio, i vigili del fuoco stanno ancora operando
Sono ancora in corso da parte dei vigili del fuoco le operazioni di completo spegnimento e bonifica dell’incendio divampato poco dopo le 18:30 di ieri in un’azienda di trattamento rifiuti a Sandrigo (Vicenza). Nessuna persona è rimasta ferita nel rogo.
L’incendio si è sviluppato in un capannone di circa 1.400 metri quadrati con all’interno rifiuti vari, ancora da trattare e messi a deposito. I pompieri, arrivati da Vicenza, Bassano, Padova e con i volontari di Thiene (Vicenza) con tre autopompe, tre autobotti, l’autoscala e 22 operatori coordinati dal funzionario di guardia, hanno iniziato le operazioni di spegnimento.
Le squadre sono riuscite a circoscrivere le fiamme ed evitare un rogo generalizzato di tutto il capannone che è stato salvato. Sul posto nella serata di ieri il personale dell’Arpav per il monitoraggio ambientale. Procedono le operazioni di bonifica con dei ragni per lo smassamento e il minuto spegnimento di tutto il materiale coinvolto dalle fiamme. Al vaglio dei tecnici le cause dell’incendio.
Divieto di attingere acqua da vasche e pozzi scoperti e di raccolta di frutta ed ortaggi nel raggio di 500 metri dalla ditta Sabellico per i prossimi dieci giorni, oltre al divieto di accendere impianti di condizionamento dell’aria.
E’ questo il cuore dell’ordinanza emessa dal sindaco di Ceprano in relazione al violento incendio divampato intorno alle 2 della notte scorsa all’interno dello stabilimento per il recupero dei rifiuti urbani, a ridosso dell’autostrada. Secondo una prima ricostruzione hanno preso fuoco alcune delle balle di carta che si trovano nel piazzale, sviluppando una densa colonna di fumo.
Sul posto sono subito arrivati i vigili del fuoco della squadra 1A del comando di Frosinone con due autobotti provenienti da Frosinone e Cassino. Gli operatori hanno spento l’incendio e raffreddato il materiale presente. Le operazioni dei Vigili del Fuoco di Frosinone, si sono protratte fino al pomeriggio per l’opera di smassamento e raffreddamento del resto dei rifiuti presenti. Ad operare anche il personale dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente: hanno lavorato per verificare la qualità dell’aria nell’ambiente circostante, i risultati sono attesi nelle prossime ore. Impossibile al momento determinare le cause dell’incendio e l’entità dei danni. Sul posto hanno operato anche i carabinieri della stazione di Ceprano.
Il rogo è divampato da un macchinario sul piazzale di uno stabilimento
I vigili del fuoco a Dolzago
Fiamme in azienda a Dolzago. Un macchinario ha preso fuoco in uno stabilimento di materie plastiche. Era posizionato sotto una tettoia, all’esterno del capannone in cui si svolge l’attività produttiva. L’incendio è divampato nel tardo pomeriggio. Per spegnerlo sono stati mobilitati i vigili del fuoco di 5 squadre del comando provinciale di Lecco e del distaccamento di Valmadrera, a bordo di altrettanti mezzi di soccorso: due autopompe serbatoio, altrettante autobotti e un’autoscala. I vigili del fuoco hanno circoscritto il rogo, impedendo che si propagasse ulteriormente.
Le fiamme hanno distrutto la copertura esterna sotto cui era installato il macchinario e un’altra struttura, sempre all’esterno dell’azienda, più alcune componenti in plastiche. I soccorritori hanno dovuto indossare maschere e respiratori artificiali con bombole d’aria per non inalare il fumo e le esalazioni sprigionate dalla combustione della plastica. L’incendio è stato spento in prima serata. La situazione ora è sotto controllo. Non si registrano né intossicati né ustionati e non risultano nemmeno pericoli per i residenti della zona.
Il rogo è scoppiato all’interno di un parco giochi nella città di Rajkot, nello stato del Gujarat. Nelle fiamme sono rimaste uccise diverse persone, molti sono bambini
Più di una ventina le persone hanno perso la vita in India, tra cui molti bambini, a causa di un ”grande incendio” scoppiato in un parco divertimenti a Rajkot, nello stato occidentale del Gujart. Lo riferiscono le autorità locali citate dall’Hindustan Times, spiegando che le fiamme sono state ora domate e si sta procedendo alla ricerca di eventuali altre persone coinvolte.
Modi: “Una tragedia che rattrista tutti” – Il primo ministro indiano Narendra Modi ha scritto su X che “la tragedia dell’incendio a Rajkot ci ha rattristato tutti“. Modi si è detto ”estremamente addolorato per l’incidente di Rajkot. I miei pensieri sono con tutti coloro che hanno perso i loro cari. Prego per i feriti. L’amministrazione locale sta lavorando per fornire tutta l’assistenza possibile alle persone colpite“. ”Una squadra speciale di indagine” per far luce sulle cause che hanno provocato l’incendio è stata annunciata dal ministro capo del Gujart Bhupendra Patel. Il commissario di polizia della città di Rajkot, Raju Bhargava, ha detto che il proprietario e il gestore del parco divertimenti sono stati portati alla stazione di polizia.
Extremely distressed by the fire mishap in Rajkot. My thoughts are with all those who have lost their loved ones. Prayers for the injured. The local administration is working to provide all possible assistance to those affected.
Vigili del fuoco: “Le persone sono rimaste intrappolate, impossibile uscire“ – Più di 300 persone si trovavano nella struttura a due piani del parco divertimenti e tematico Trp quando è scoppiato l’incendio, ha detto ai giornalisti l’ufficiale dei vigili del fuoco di Rajkot Ilesh Kher. “Le persone sono rimaste intrappolate quando una struttura temporanea è crollata vicino all’ingresso, rendendo difficile uscire“, ha aggiunto, precisando che le fiamme si sono propagate rapidamente a causa del materiale infiammabile. Ci è voluta quasi un’ora per domare l’incendio, mentre una decina di ambulanze trasportavano i feriti in ospedale. La polizia sul posto ha reso noto che i corpi delle vittime erano carbonizzati da renderne difficile l’identificazione. Secondo i vigili del fuoco la causa dell’incendio potrebbe essere un cortocircuito.
Notte di paura in via Malopera Sud, a Badia Polesine. I vigili del fuoco sono stati infatti chiamati a intervenire su un incendio in abitazione. Un intervento portato a termine con la consueta celerità e professionalità, da parte dei pompieri. E’ stata necessaria anche la presenza del Suem 118, dal momento che varie persone lì residenti avevano inalato i fumi del rogo. Immediato anche l’intervento dei carabinieri.
In tutto sei quelle che sono state portate in ospedale.In condizioni, comunque, per fortuna non gravi.
Gorgonzola, in piena notte qualcuno ha sparso alcol sul bancone: “Riapriremo appena possibile”
L’alcol sparso sul bancone, poi il fuoco. Non ci sono dubbi, a ormai quasi 48 ore dai fatti, sulla matrice dolosa dello spaventoso incendio che, alle tre dell’altra notte, ha devastato completamente i locali del Diamond Cafè, che si affaccia con due vetrine e tavoli esterni su via Don Cazzaniga e piazza De Gasperi. Un esercizio commerciale conosciuto e frequentatissimo: colazioni, pranzi veloci di lavoro, aperitivi. Un mistero, per ora, la matrice del gesto, ignoti i volti degli attentatori piromani.
I filmati registrati dall’impianto di videosorveglianza sono nelle mani dei carabinieri, impegnati nelle indagini dalla notte del disastro. All’interno del bar, oggi uno scenario nero di distruzione, lavorano senza sosta i titolari Fabio Moretti e Davide Mattina. Hanno rilevato l’esercizio un anno e mezzo fa. In questo anno e mezzo si sono costruiti una solida rete di clienti e amici. Problemi? “Mai“. Minacce? “Nemmeno. Non capiamo, nel modo più assoluto, chi possa averci fatto questo“. Sono stati i residenti, l’altra notte, a lanciare, erano quasi le tre del mattino, l’allarme fuoco. Sul posto sono subito arrivati i gestori, i vigili del fuoco, i carabinieri. Per spegnere le fiamme pochi minuti. Ma il disastro è enorme. “Non si è salvato praticamente nulla. Non abbiamo ancora quantificato i danni“. Distrutto il lungo bancone, dove i rilievi hanno consentito di repertare il materiale infiammabile, distrutti tavoli, sedie, macchinari, soffitto lesionato, impiantistica danneggiata. I malviventi avrebbero agito in fretta, rompendo una delle vetrate, spargendo l’alcol, e poi lanciando l’innesco. “Questo è quanto risulta a oggi“. L’incendio in pieno centro e la certezza dell’atto criminoso fanno parlare tutta la città. Le tesi si sprecano, inclusa quella del pizzo e della malavita. Le forze dell’ordine al lavoro battono ogni pista e invitano alla calma. La zona dove si è verificato il fatto, piazza De Gasperi, è ormai da anni “attenzionata“ per problemi di ordine pubblico, presenza di ubriachi, qualche rissa. Lo scorso anno era stata, nel periodo estivo, cintata in alcune parti con alte reti, per evitare assembramenti potenzialmente molesti.
Ma mentre si indaga, per i due giovani titolari è ora di ricostruire. La cittadinanza indirizza loro continui messaggi di incoraggiamento. E loro aggiungono solo una cosa. “Riapriremo non appena sarà possibile. E qualora altro dovesse accadere, il che non ci auguriamo, apriremmo di nuovo. Speriamo di poterlo fare presto. E quel giorno aspettiamo tutti per un caffè“.
Fumo e fiamme in un’abitazione di Zeglia, località di Cormons. I vigili del fuoco sono intervenuti nella tarda mattinata di oggi, giovedì 23 maggio, per un incendio che ha coinvolto il tetto di una casa di Cormons, con impianto fotovoltaico. Dalle ore 12.45 circa i pompieri di Gorizia stanno operando con una squadra, due autobotti, l’autoscala e il funzionario di guardia della sede centrale più un’autobotte del distaccamento di Monfalcone, il supporto di una squadra del distaccamento di Cividale e un’ulteriore autobotte giunta dalla sede centrale di Udine. All’arrivo sul posto dei Vigili del fuoco i residenti erano già usciti dai propri alloggi e attendevano all’aperto l’arrivo dei soccorsi. Ancora da accertare le cause dell’incendio.
Incendio a Robbiate: alta colonna di fumo neroVigili del fuoco in azione a Robbiate
Rogo nella zona industriale, al confine con Paderno d’Adda
Nella mattina di oggi, mercoledì 22 maggio, a Robbiate è scoppiato un incendio nella zona industriale, sul confine con Paderno d’Adda. Le fiamme sono divampate poco prima delle 10.30 sul tetto di un capannone, dove ci sono i gruppi elettrogeni e i compressori dell’impianto di condizionamento. La colonna di fumo alta decine di metri è visibile a chilometri di distanza.
Sul posto in forze i vigili del fuoco (con autopompe, autobotti e un carro) ma anche i sanitari dell’Areu (Agenzia regionale di emergenza urgenza) di supporto. Secondo quanto riferito il rogo sarebbe sotto controllo.
L’azienda è una delle più importanti del settore dell’igiene e della pulizia (carta igienica, fazzoletti, tovaglioli). Sul posto le squadre dei vigili del fuoco
Un incendio le cui cause sono ancora in corso di definizione è scoppiato questa notte poco dopo le quattro all’interno della cartiera Lucart di Diecimo, una delle più importanti aziende del distretto cartario della Lucchesia che si occupa di prodotti per l’igiene e la pulizia (carta igienica, fazzoletti, tovaglioli, carta casa, etc.). Sul posto sono intervenute due squadre di vigili del fuoco del comando di Lucca, con l’ausilio di tre mezzi. L’incendio ha riguardato un aspiratore delle polveri e una parte del controsoffitto. L’intervento ha permesso di estinguere l’incendio ed evitare che si estendesse ai macchinari e al magazzino della Lucart. L’intervento per la bonifica e la messa in sicurezza della cartiera è ancora in corso. Al momento non è ancora possibile una stima dei danni.
Foto gentilmente concessa da Tatjana Uvodič Iveša – ipress.hr
Nell’incendio che è scoppiato oggi, mercoledì 15 maggio, nel porto di Medolino (Medulin) sono bruciate 22 imbarcazioni di notevole valore economico, destinate ad attività di vario genere tra pesca, turismo e diporto. Le fiamme sono state spente poco prima delle 7 e nessuno è rimasto ferito, hanno riferito in mattinata i Vigili del Fuoco di Pola e la Questura istriana. Il comandante dei Vigili del Fuoco di Pola, Ivica Rojnić, ha dichiarato che la segnalazione dell’incendio nel marina è stata ricevuta alle 3.54, come riporta il sito ipress.hr, che ci ha gentilmente concesso le foto.
Il sindaco Ivan Kirac ha seguito la missione dalla banchina e sono scesi in campo anche i rappresentanti dell’amministrazione portuale. Ciò che ha sorpreso tutti sono stati gli atti di coraggio individuali inconcepibili: alcuni tra i residenti fissi o stagionali, proprietari di imbarcazioni colpite, si sono lanciati in mare per salvare il salvabile, slegare le funi, levare le ancore, liberare le barche dall’abbraccio di fuoco che stava per divorarle tutte. Ma sono accorsi in tanti a offrire il proprio aiuto e infatti il Comune ringrazia dell’opera svolta non solo i Vigili del fuoco dell’unità professionale ma anche i volontari, il personale dell’Autorità portuale, i dipendenti dell’azienda comunale Buža e tutti i cittadini accorsi a dare una mano. Ovviamente le azioni di soccorso individuali sono state scoraggiate dalle forze dell’ordine, ma l’istinto, si sà, segue altre vie dalla ragione.
Foto gentilmente concessa da Tatjana Uvodič Iveša – ipress.hrFoto gentilmente concessa da Tatjana Uvodič Iveša – ipress.hrFoto gentilmente concessa da Tatjana Uvodič Iveša – ipress.hr
Le cause – Il direttore dell’Autorità portuale di Pola, Dalibor Brnos, ribadisce che il porto è sorvegliato da un sistema di telecamere e dalle guardie notturne: “Le immagini acquisite mostreranno chiaramente il luogo della propagazione delle fiamme. Attualmente i moli e l’ufficio sono senza luce, ma appena riprenderà l’erogazione della corrente, saremo in grado di cercare il video che indicata il focolaio di propagazione”, ha detto Brnos. Per il momento si opera sotto l’ipotesi che l’incendio sia divampato a bordo di una delle imbarcazioni bruciate, e cioè che non sia dovuto all’impianto elettrico portuale. Brnos invita alla pazienza: “Fintanto che durano le indagini, non possiamo dire nulla con certezza. L’area portuale è assicurata, ma c’è da stabilire le circostanze che hanno portato all’incendio in modo da poter cercare con le case assicuratrici coinvolte una tra le possibili soluzioni adatte al caso”.
L’inquinamento – Un aspetto di rilevanza non secondaria riguarda l’inquinamento delle acque del porto. La competenza spetta alla Capitaneria di Porto, la cui squdra di soccorso ha steso immediatamente un cordone di spugne oleofile per assorbire gli idrocarburi sversati in mare in seguito all’incendio. La capitana Dolores Brenko Škerjanc ha dichiarato che vi sono dei danni ma non sono eccessivi come sarebbe potuto supporre. Lo specchio di mare interessato dall’incendio è stato messo in sicurezza due volte: con le spugne oleofile e con una barrierea di gomma per precauzione.
I testimoni – Nel coro dei titolari delle imbarcazioni arse e colate a picco anche un meccanico di Pola, che ha raccontanto di essere arrivato sul luogo dell’accaduto solo a fatti già avvenuti. La sua è stata un disgrazia doppiamente tragica perché aveva usato l’ormeggio di Medolino un giorno soltanto avendo venduto uno yacht del valore di 100.000 euro a un cliente che aveva già versato la caparra e stava per venire a ritirare il natante. Fatalità della sorte, ora non c’è più nulla da ritirare e l’acquisto diventa problematico in mancanza dell’oggetto della compravendita. Tuttavia il rivenditore non piange misera: “Sono felice di essere vivo e per il resto si vedrà. Non mi è mai successo niente di simile nella vita”. Tra i testimoni anche un operatore turistico, titolare di un’agenzia di viaggi e gestore di imbarcazioni per gite in mare che questa notte ha perso un capitale e che per altro ha visto l’incendio dal terrazzo di casa sua che dà sul porto. Ha visto le fiamme diffondersi da una delle barche a metà strada circa dal pontile gallecciante, e assistito all’arrivo dei vigili del fuoco, quando l’incendio si era già spinto nell’una e nell’altra direzione, arrivando a compromettere una ventina di natanti. La plastica arde che è un piacere e il vento porta le scintille ovunque in un istante. Non stupisce dunque che il rogo abbia inghiottito il pontile nel giro di dieci minuti.
È accaduto pochi minuti prima delle otto mercoledì 15 maggio a Correggio, in provincia di Reggio Emilia
Terrore sul bus degli studenti. Un pullman di linea extraurbano Seta ha preso fuoco: a bordo c’era un un gruppo di studenti diretti agli istituti scolastici per cominciare la giornata di lezioni. È accaduto pochi minuti prima delle otto oggi mercoledì 15 maggio a Correggio, in provincia di Reggio Emilia.
Sul posto i vigili del fuoco da Reggio e da Carpi per domare le fiamme – Una lunga colonna di fumo stamattina a Correggio era visibile a chilometri di distanza e si è sentita anche un’esplosione. Nel frattempo sono arrivati i soccorsi con le ambulanze e vigili del fuoco. I passeggeri sono stati fatti evacuare dall’autista dell’autobus che ha mantenuto grande sangue freddo e tutta la zona è stata chiusa per motivi di sicurezza. Sono in atto accertamenti per verificare eventuali effetti dannosi all’ambiente per il fumo provocato dall’incendio.
Incendio in un capannone di trattamento rifiuti, bruciati tutti i contenitori
Alle 11.10, di mercoledì 8 maggio, i vigili del fuoco sono intervenuti in località Grassaga a San Donà per l’incendio all’interno di un capannone di trattamento rifiuti, che si occupa della bonifica di contenitori plastici, metallici e compositi. Nessuna persona è rimasta ferita. Le fiamme hanno riguardato il materiale in trattamento con i prodotti della combustione che hanno invaso la totalità della struttura. I vigili del fuoco arrivati da San Donà, Motta di Livenza e Mestre con tre autopompe, tre autobotti e 19 operatori coadiuvati dal funzionario di guardia, hanno spento le fiamme dei contenitori, che hanno provocato una notevole produzione di fumi. Le cause dell’incendio sono al vaglio dei tecnici dei vigili del fuoco. La struttura è stata interdetta fino al ripristino degli impianti e delle condizioni di salubrità. Le operazioni di spegnimento sono terminate alle 15 circa con il rientro delle ultime squadre.
Un anziano di 79 anni è rimasto gravemente ustionato a causa dell’incendio seguito a un’esplosione avvenuta stamani nella sua abitazione di San Gregorio nelle Alpi (Belluno). I vigili del fuoco sono intervenuti alle 7:30 circa nella frazione di Fumach, dove si trova la casa colonica.
Le squadre sono giunte dal distaccamento di Feltre, dalla centrale di Belluno con il supporto dei volontari di Feltre per un totale di 20 operatori, coordinate dal funzionario di guardia.
Sono ancora impegnate per evitare la propagazione delle fiamme, innescate probabilmente da una fuga di gas, alle strutture adiacenti. Il 79enne è uscito autonomamente fuori dalla casa, ma poi è stato trasportato in ambulanza e poi in elicottero all’ospedale di Padova. Sul posto anche i carabinieri.
Un’enorme colonna di fumo si è alzata sulla città. Una scuola superiore che si trova nelle vicinanze è stata evacuata
Un grande incendio è scoppiato verso le 9.15 a Bolzanonella zona artigianale Piani, nei pressi dei Magazzini generali. Un’enorme colonna di fumo si è alzata sulla città. Una scuola superiore che si trova nelle vicinanze è stata evacuata. Ad essere andato in fiamme è l’intero stabilimento dell’Alpitronic, leader mondiale delle colonne di ricarica per auto elettriche, in via di Mezzo ai Piani. Il rogo è scoppiato in una zona nella quale sono in corso lavori di ristrutturazione e si è velocemente allargato. Per il momento non risultano feriti o vittime. E’ stato chiuso lo spazio aereo sulla città. La lotta contro il rogo risulta assai difficile.
Le fiamme sulla sede di Alpitronic
«Tenete le finestre chiuse» – «La situazione è sotto controllo e l’unica precauzione da adottare è di tenere le finestre chiuse nelle vicinanze. Sul posto ci sono i Vigili del Fuoco ed i tecnici dell’Agenzia dell’Ambiente». E’ quanto comunica il Comune di Bolzano all’ANSA. La Protezione civile altoatesina comunica che «a Bolzano a causa di un incendio sono presenti fumi intensi. Si consiglia di tenere chiuse porte e finestre e di spegnere la climatizzazione e gli impianti di ventilazione».
I vigili del fuoco stanno posando tubi verso l’Isarco per pompare l’acqua dal vicino fiume per spegnere il rogo dell’Alpitronic a Bolzano. I pompieri stanno combattendo il rogo da tutti i lati con autoscale, per garantire un sufficiente approvvigionamento di acqua ora si attinge l’acqua anche dal fiume.
Corto circuito del quadro elettrico nei sotterranei e fumo in strada nella serata di domenica, nessuno è rimasto ferito
Principio di incendio, questa sera, nei sotterranei dell’ospedale Carlo Poma, proprio sotto il reparto di Pronto soccorso pediatrico. Un corto circuito ad un quadro elettrico ha provocato una fiammata che ha sviluppato del fumo che presto, attraverso dei bocchettoni dell’aria, ha raggiunto la superficie.
Per precauzione, sono stati evacuati circa venti bambini del reparto pediatrico e del Pronto soccorso pediatrico. Nessuno è rimasto intossicato.
I piccoli ricoverati sono stati trasferiti in altri reparti mentre quelli in attesa di una visita sono stati dirottati al Pronto soccorso per adulti. Le operazioni di evacuazione e trasferimento da parte del personale ospedaliero si sono svolte senza problemi, mentre i vigili del fuoco circoscrivevano le fiamme spegnendole rapidamente.
Aprilia – Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza da parte dei Vigili del Fuoco sono andate avanti tutta la notte
Nella serata di ieri, sabato 4 maggio, intorno alle ore 22:35 i Vigili del Fuoco sono intervenuti nel Comune di Aprilia a seguito di segnalazioni giunte al NUE112 per un incendio.
Quando la squadra territoriale di Aprilia è giunta sul posto, un capannone industriale, adibito a deposito logistico, in calcestruzzo di circa 1300 mq ed affiancato, da un solo lato, da una tettoia metallica di circa 400 mq erano completamente avvolti dalle fiamme. Nelle vicinanze della struttura vi erano alcuni automezzi anch’essi raggiunti dal rogo.
I vigili del fuoco hanno attaccato l’incendio da più punti con due squadre, centrale e Aprilia, ed una terza squadra da Pomezia, da tre autobotti e dai volontari di Protezione Civile, l’intero dispositivo è stato coordinato dall’unità responsabilità di guardia di Latina intervenuta sul posto unitamente al Capo turno provinciale. Le operazioni di spegnimento si sono protratte per tutta la notte.
Intorno alle 2 di questa notte l’incendio era dichiarato sotto controllo e confinato al centro della struttura. Dalle 8 di questa mattina, sono iniziate le operazioni di minuto spegnimento e di messa in sicurezza dell’area interessata dalle fiamme. Sul posto per le proprie competenze anche i Carabinieri di Aprilia, Polizia Locale e 118.
Un incendio è scoppiato in una fabbrica a Berlino, in Germania. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la giornata per spegnere le fiamme. I cittadini, allertati per il rischio fumi tossici, sono stati avvisati tramite app
Una fabbrica chimica a sud-ovest di Berlino, in Germania, è stata completamente avvolta dalle fiamme venerdì. I vigili del fuoco hanno invitato i residenti nelle vicinanze della fabbrica a prestare attenzione ai “fumi tossici causati dall’incendio“.
Le persone sono state invitate a evitare la zona e i residenti delle case vicine a Berlino-Lichterfelde sono stati invitati a chiudere le finestre e le porte e a spegnere i sistemi di ventilazione e di condizionamento dell’aria.
Circa 170 vigili del fuoco hanno operato sul posto per combattere l’enorme incendio. Il rogo, scoppiato in un locale tecnico al primo piano dell’edificio a più piani, ha avvolto l’intera fabbrica. Gli specialisti stanno effettuando misurazioni dell’aria per determinare l’eventuale presenza di sostanze nocive.
Incendio distrugge nella notte azienda del Vicentino – ansa
Allo scoppiato il rogo nessun lavoratore era presente
Un incendio di notevoli dimensioni si è verificato la notte scorsa in una parte dell’azienda Emmegi Detergents Srl ad Altavilla Vicentina.
Si tratta di una impresa di imballaggio e riempimento di materie plastiche che dà lavoro a più di 70 lavoratori. Al momento in cui è scoppiato il rogo nessun lavoratore era presente fisicamente in azienda.
Accertamenti sono in corso sulle origini delle fiamme. La Filctem Cgil di Vicenza ha voluto testimoniare in una nota “la solidarietà nei confronti dei Lavoratori tutti e alla proprietà, rendendosi disponibile fin da subito a mettere in campo tutti i mezzi a disposizione per la ricostruzione e la ripartenza del lavoro“
Quattro autopompe, due autobotti, un autoscala e alcuni automezzi di supporto sono impegnati sul posto
Un grosso incendio ha coinvolto una ditta siderurgica in via Basilico a Saronno, provincia di Varese. E’ stato segnalato alle 9.30 perché il fumo si vedeva anche in lontananza.
Immediatamente sono state attivate le procedure di emergenza e diverse squadre dei vigili del fuoco di Varese, Milano e Monza-Brianza sono intervenute sul luogo dell’incidente. Attualmente, quattro autopompe, due autobotti, un autoscala e alcuni automezzi di supporto sono impegnati sul posto.
Le operazioni di spegnimento dell’incendio sono in corso. Al momento non sono state riportate vittime o feriti a seguito dell’incidente.