Le fiamme sono divampate tra Limbiate, Cesate e Solaro
I vigili del fuoco al lavoro per domare le fiamme
Sono servite due ore di lavoro serrato da parte di oltre 20 vigili del fuoco provenienti da diversi distaccamenti per domare l’incendio che si è sviluppato questa mattina nel Parco delle Groane, ai confini tra Limbiate, Cesate e Solaro. L’incendio boschivo è partito intorno alle 11 di questa mattina in territorio di Cesate, ai margini della XIV strada, a sud della zona industriale di Corso Europa di Solaro. Sul posto sono state inviate diverse squadre di Vigili del fuoco partite dai comandi di Monza, Lazzate, Desio, Saronno, Garbagnate. Anche il Parco delle Groane ha attivato i volontari del servizio antincendio boschivo e le Gev.
Dopo circa 2 ore,l’incendio è stato circoscritto e spento. Subito dopo sono partiti i lavori di bonifica a cura delle squadre di volontari del Parco delle Groane. L’area interessata dall’incendio è di circa 30mila metri quadri, a bruciare è stata soprattutto vegetazione bassa di sottobosco. Sulle origini non ci sono dati ufficiali ma sono in molti a puntare il dito sulla presenza di spacciatori e tossicodipendenti che potrebbero avere appiccato le fiamme.
Le vittime sono Gianni Boscolo Scarmanati, 64 anni, la moglie 59enne Luisella Veronese e il figlio 27enne Davide. Il decesso è avvenuto a causa del fumo
Tre persone della stessa famiglia sono morte in un incendio scoppiato nella notte in un’abitazione a Sottomarina di Chioggia (Venezia). Le vittime sono Gianni Boscolo Scarmanati,64 anni, la moglie 59enne Luisella Veronese e il figlio 27enne Davide. Un altro figlio della coppia non era in casa.
I tre dormivano al piano di sopra e sarebbero morti a causa del fumo, provocato dall’incendio divampato al piano terra, per cause ancora da accertare, verso mezzanotte e mezza. Sul posto le squadre dei vigili del fuoco di Chioggia e Cavarzere e l’autoscala di Mestre, al lavoro fino alle prime luci dell’alba. L’abitazione è sotto sequestro per consentire le indagini.
L’allarme – L’incendio ha coinvolto il piano terra dell’abitazione affiancata ad altre e disposta su tre livelli. L’allarme è stato dato da alcuni giovani che hanno visto le fiamme uscire dall’abitazione e si sono prodigati anche con una scala per provare a mettere in salvo le persone.
I vigili del fuoco hanno spento le fiamme, che hanno riguardato un locale al solo piano terra, mentre il fumo si è incanalato nel vano scala, saturando tutta l’abitazione.
Il fumo letale – I pompieri, entrati della casa con gli autorespiratori, hanno trovato al secondo piano le persone prive di vita come accertato dai sanitari del Suem. Le fiamme al piano terra sono state completamente spente e l’immobile dopo la bonifica è stato posto sotto sequestro dai vigili del fuoco. Le operazioni di soccorso sono terminate poco prima dell’alba.
Incendio verso le 9.15 di oggi, 22 marzo 2024, alla Max Stand (allestimenti per fiere) in via Liguria, zona industriale di Saonara (IL VIDEO). Le fiamme sono divampate in un capannone di proprietà della ditta Kaltec affittato alla Max Stand: nello stabile erano in corso lavori di manutenzione con l’utilizzo della fiamma ossidrica. Adiacente al capannone si trova la sede di un’azienda che produce e commercializza pneumatici. Alta colonnna di fumo nero, pregna di agenti inquinanti, visibile a decine di chilometri di distanza.
Nessuna persona è rimasta ferita. L’area è stata transennata. Il sindaco ha invitato i cittadini a non aprire le finestre. Ai bambini delle scuole è stato proibito di fare merenda e attività all’aperto.
I vigili del fuoco arrivati da Padova, Piove di Sacco, Mira, Treviso, Rovigo, Vicenza e Verona con tre autopompe, sei autobotti tra cui tre cisterne chilolitriche, due autoscale, il carro NBCR (nucleare biologico chimico radiologico) e oltre 35 operatori stanno intervenendo per circoscrivere le fiamme. Una parte del tetto del capannone è già crollata.
La procura è stata informata dell’accaduto e sta coordinando gli accertamenti. Ingenti i danni alle imbarcazioni, lungo e complesso l’intervento di spegnimento
Nove barche affondate, quattro distrutte (pur rimaste a galla) e il pontile di ormeggio fortemente danneggiato e inagibile. È il bilancio dell’incendio divampato nella notte nel canale di calma di Pra’, un rogo di cui è già stata informata la procura e su cui si stanno svolgendo accertamenti.
L’incendio è divampato intorno a mezzanotte presso l’ex pontile Ilva, vicino al castelluccio. Secondo le prime ricostruzioni sarebbe scoppiato, per cause ancora da accertare, inizialmente su una sola barca, ma nel giro di pochi minuti le fiamme si sono propagate anche a quelle ormeggiate a fianco, imbarcazioni tutte tra i 7.5 e gli 11.5 metri di lunghezza.
Sul posto sono intervenute immediatamente le squadre dei vigili del fuoco da terra e due mezzi navali della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Genova, la CP 830 e il battello pneumatico A 61, oltre al nucleo d’intervento portuale. L’intervento di spegnimento è stato molto lungo e complesso: nove imbarcazioni sono colate a picco mentre altre quattro, nonostante i danni provocati dalle fiamme, sono rimaste in galleggiamento, e sono state quindi allontanate e portate in secca, in sicurezza.
La Capitaneria di porto ha già inviato ai proprietari delle barche affondate e al proprietario una diffida per provvedere alla bonifica dell’area, in cui da ore ormai stanno operando tre mezzi nautici del servizio antinquinamento portuale sotto il coordinamento del Nucleo Nostromi della Guardia Costiera. Panne galleggianti sono state stese per circoscrivere tutto lo specchio acqueo coinvolto.
Genova, un incendio distrugge otto imbarcazioni nel porto turistico di Pra’ – QuotidianoNazionale
Forti disagi lungo la A5 Torino-Aosta. Dispiegate diverse squadre di vigili del fuoco
Caos e disagi in autostrada. Un autocarro con a bordo decine di vitelli vivi ha preso fuoco lungo l’A5 Torino-Aosta alle prime luci dell’alba. L’incidente si è verificato all’altezza di Volpiano, in direzione Torino, e il tratto autostradale fino a Settimo torinese risulta attualmente chiuso.
Il conducente è riuscito a liberare alcuni degli animali, altri sono morti intrappolati nel rogo. I vitelli rimasti vivi, riporta TorinoToday, sono scappati lungo l’autostrada e nei campi adiacenti. Sul posto sono intervenuti la polizia stradale di Torino, gli ausiliari Ativa, diverse squadre dei vigili del fuoco di Torino Stura e veterinari dell’Asl, impegnati nelle operazioni di mesa in sicurezza della carreggiata e nel recupero degli animali.
Verso le 18 di lunedì è scattato l’allarme in via dell’Artigianato a Salzano. Densa colonna di fumo scuro visibile a distanza. Nessun coinvolto. Danni ingenti. Indagini sulle cause
Dopo le 18 di oggi, lunedì, diverse squadre dei vigili del fuoco sono intervenute per domare le fiamme divampate alla Maga Foodlabdi Salzano, in via dell’Artigianato. Trenta operatori arrivati da Mestre, Treviso e Padova con quattro autopompe, tre autobotti, un’autocisterna e due autoscale hanno lavorato ore per domare l’incendio in modo da abbassare la densa nube di fumo scuro che si era sollevata dal capannone di prodotti di gastronomia, visibile a molta distanza. Tanti, preoccupati per l’entità del rogo hanno chiamato la centrale temendo ci fosse qualche coinvolto, mentre il personale avevano tutti lasciato il locale. Ora ci sono indagini per capire l’innesco in un’azienda dove i materiali dell’imballo, i cartoni e le plastiche alimentano facilmente il fuoco.
Preoccupazione anche per le esalazioni: non sembra siano state rilevate criticità per la qualità dell’aria grazie al rapido intervento di spegnimento. Due ore dopo, verso le 20, gli operatori con i vari mezzi erano riusciti a circoscrivere e abbassare il rogo anche se l’incendio non era ancora del tutto domato. Sul posto è arrivato anche il sindaco di Salzano, Luciano Betteto, che ha compiuto un sopralluogo e si è interessato di capire, esclusa la presenza di persone, l’entità e l’origine delle fiamme.
Emanuele “Lele” Panizza quando giocava nell’Alessandria
La tragedia a Valmadonna, la vittima è Emanuele Panizza, 58 anni. Altre due persone intossicate
Un morto e due intossicati, trasportati in codice verde in ospedale. E’ il bilancio dell’incendio scoppiato in una casa a due piani in strada vicinale Fontanette nel sobborgo alessandrino di Valmadonna.
La vittima è un ex calciatore dell’Alessandria, Emanuele Panizza. Difensore, classe 1966, ha giocato con i Grigi cinque stagioni, dall’83 all’88; Juve Domo, La Palma Cagliari, Aosta e Valenzana le altre sue squadre.
“Indossare i nostri colori non è da tutti, lo sappiamo. Tu ne sei stato ampiamente degno. Ciao Lele“, il pensiero affidato ai social dalla società, attualmente ultima nel girone A della serie C. “I Grigi si amano e tu l’hai sempre fatto, sia nelle 75 presenze con la nostra maglia e sia dopo come tifoso“, il messaggio pubblicato dal Museo Grigio.
Sul luogo dell’incendio sono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco di Alessandria e i Volontari di Valenza, oltre ai carabinieri. Le cause del rogo ancora da accertare. Secondo quanto si apprende, qualcuno avrebbe tentato di spegnere il rogo con l’estintore. Nell’appartamento era presente moltissimo fumo anche all’arrivo dei vigili del fuoco, che hanno portato in salvo due persone.
Una stufetta elettrica la causa del rogo. I vigili del fuoco: “Le stanze erano sature di fumo”. Il dolore dei vicini. Il ministro Piantedosi: “Profondo dolore”
Bologna, 15 marzo 2024
Tre bambini sono morti in un incendio scoppiato nella notte a Bologna . La mamma dei bambini, una donna di 31 anni di origine rumena, Stefania Alexandra Nistor, è morta durante il trasporto all’ospedale Maggiore. Sul posto il personale medico, i vigili del fuoco e la Polizia. E’ successo in un appartamento in via Bertocchi 55, al quarto piano di una palazzina di otto alla periferia della città, dove sono intervenuti i vigili del fuoco, il 118 con automediche e ambulanze e la polizia. Il padre dei bambini, che non viveva in via Bertocchi, ma era rimasto in buoni rapporti con la moglie, è stato portato in ospedale per un sostegno psicologico. La donna lavorava per una ditta di pulizie.
Informata anche la Procura. I bimbi morti sono due gemelli di due anni e una bimba di sei. Il rogo è stato provocato da un corto circuito di una stufetta elettrica che era nella camera da letto, è stata l’ingente quantità di fumo che ne è scaturita ad aver ucciso la madre e i suoi tre figli. Come hanno accertato i vigili del fuoco. L’appartamento è stato sequestrato e sono in corso indagini coordinate dal pm Pierluigi Pinto. E’ stato avvertito il console onorario della Romania.
Il sindaco – Sul posto è arrivato il sindaco Matteo Lepore: “Esprimo il profondo dolore e cordoglio della città per questa terribile tragedia, che ha spezzato la vita di una giovane famiglia. La nostra comunità è in lutto – ha detto – tra l’altro abito proprio qui vicino e sono venuto insieme alla presidente di Quartiere per capire come è la situazione. Ora il padre e i nonni sono seguiti dalle forze dell’ordine, noi come sempre accade siamo a disposizione, stiamo cercando di capire dove andavano a scuola i bambini per stare vicino ai loro compagni di classe e alle insegnanti”.
I vicini – La signora Maria che abita al primo piano conosceva le vittime. Affacciata al balcone con gli occhi lucidi dice: “Non riesco a crederci, Stefania era una persona meravigliosa, sempre allegra e disponibile. Anche ieri abbiamo scambiato due chiacchiere perché la bambina doveva gonfiare le ruote della bicicletta. Io a quei bambini ero affezionata, avevo promesso loro di comprare le uova di Pasqua”.
Il ministro Piantedosi – “Sono profondamente addolorato per la scomparsa di una donna e dei suoi tre bambini avvenuta a causa di un incendio che si è verificato nella notte in un appartamento a Bologna. Esprimo alla famiglia la mia vicinanza e il mio cordoglio, e ringrazio gli operatori dei Vigili del fuoco e delle Forze di Polizia che sono prontamente intervenuti sul luogo della tragedia” ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Le mamme dei compagni di classe – Sul posto stanno arrivando una dopo l’altra le mamme dei compagni di classe della bimba più grande. La rappresentante di classe quando ha saputo è scoppiata in lacrime: “Era una ragazza dolcissima non riesco a crederci”.
Le reazioni – “Colpisce e addolora profondamente la tragica notizia della morte di una madre e di suoi tre figli avvenuta a Bologna. Mi unisco al cordoglio espresso dal sindaco Lepore e ai sentimenti di vicinanza ai familiari delle vittime“. Così in una nota la senatrice Sandra Zampa, capogruppo del Pd nella Commissione Affari sociali.
Anche Carlo Calenda, leader di Azione scrive sui social: “Siamo attoniti di fronte alle tragiche notizie che arrivano da Bologna. Esprimo il mio cordoglio e quello di tutta Azione ai familiari delle vittime e rivolgo un ringraziamento a chi, in queste ore, si è adoperato nei soccorsi“.
L’incendio a Castellammare del Golfo (foto Domenico Asaro)
Le fiamme alimentate per tutta la notte dallo scirocco. I Canadair non sono riusciti a decollare. Nessun danno alle case
E’ stato circoscritto l’incendio che da ieri sera, intorno alle 19,40, assediava Castellammare del Golfo. Lo riferisce il sindaco Giuseppe Fausto, che parla di “inferno di fuoco“, propagatosi “su più fronti” e quindi “tragico e doloso“, provocato, dunque, da mani criminali.
A causa del forte vento, il fuoco, dopo il Belvedere, ha interessando la zona Costa Larga-Romita dove rimangono dei presidi di controllo. Secondo una prima sommaria stima, sarebbero già oltre 350 gli ettari di bosco e macchia mediterranea ridotti in cenere.
Domato intorno alle 10 del mattino, l’incendio ha interessato Monte Inici, la montagna che sovrasta Castellammare del Golfo. In azione squadre del servizio antincendio boschivo della forestale, vigili del fuoco e protezione civile per arginare il vasto rogo partito dalla zona Madonna di Fatima e che ha poi lambito l’area del Belvedere.
Il rogo è sicuramente doloso: sono stati accesi almeno tre focolaia distanza di pochi secondi. Questo hanno raccontato i residenti agli operatori della centrale unica per le emergenze.
Sono arrivati, ma non sono intervenuti i Canadair a causa del forte vento. “Squadre del servizio antincendio boschivo della forestale, vigili del fuoco e protezione civile al lavoro ininterrottamente per tutta la notte nel tentativo di arginare il gravissimo incendio che ancora una volta ha gravemente ferito il nostro territorio“, aggiunge il sindaco.
Il capannone bruciato a Truccazzano (Milano) il 28 febbraio
L’Arpa Lombardia chiude l’emergenza in provincia di Milano per il rogo del 28 febbraio: “La concentrazione di diossina inferiore al valore guida stabilito dall’Oms”
L’ ente fa sapere che in riferimento alla presenza di diossine e di furani “è stata osservata una concentrazione inferiore al limite di quantificazione analitico e, di conseguenza, minore del valore guida stabilito dall’Oms“.
L’incendio è stato definitivamente spento e l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ritiene cessata anche l’eventuale emissione di inquinanti in atmosfera riconducibili alla combustione dei materiali coinvolti. Nel capannone distrutto dall’incendio c’era infatti materiale plastico che aveva destato preoccupazione.
E’ stata anche completata l’aspirazione delle acque di spegnimento che, una volta caratterizzate, verranno smaltite come rifiuto in un idoneo impianto autorizzato, onde evitare la dispersione delle stesse nell’ambiente.
“Dopo tre giorni l’incendio è domato. All’Arcadia resta il fumo bianco degli ultimi focolai“, per Franco De Gregorio, sindaco di Truccazzano, sono state 72 ore difficili. E non è finita. “Le bobine di film per imballaggi della logistica di Cavaione si sono incollate al suolo, è come se ci fosse un braciere – racconta –. I vigili del fuoco devono entrare, un’ala è crollata, qui andrà demolito tutto”.
Già stasera dovrebbero arrivare i primi risultati delle analisi dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, per capire se nell’aria siano finite sostanze inquinanti. “Il problema si è esteso nei Comuni vicini per l’effetto ombrello”, spiega il primo cittadino. Per precauzione, su indicazione di Ats, De Gregorio ha firmato un’ordinanza che vieta ai concittadini di andare nell’orto, a caccia, di portare le bestie al pascolo, e di far razzolare gli animali in giardino nel raggio di un chilometro dall’azienda di via Guido Rossa divorata dalle fiamme. Intanto, ieri sera Arpa ha chiarito che i tecnici “hanno portato a termine un altro sopralluogo” e il direttore generale Fabio Cambielli ha ringraziato “la prefettura e gli amministratori del territorio per la straordinaria prova di collaborazione offerta in questa fase d’emergenza”.
Tre giorni sul campo insieme a carabinieri e pompieri per spegnere tutto, nella ditta dove pare che l’inferno si sia scatenato dopo alcuni lavori sul tetto affidati a una società esterna di manutenzione. Ma la ricostruzione della dinamica è al vaglio di esperti e inquirenti. “Il primo bilancio da fare è quello sulle persone: per fortuna non ci sono stati feriti – sottolinea il sindaco –. Ora è tutto da sistemare, ma non abbiamo lutti e questa è la cosa più importante“.
Tutta la zona è precipitata nella paura e nel caos: la colonna di fumo era visibile a chilometri di distanza e all’interno del capannone, dove c’è voluto tanto tempo per avere la meglio sui focolai fra montagne di materiale incenerito e macerie. Le operazioni sono andate avanti senza sosta, un’enorme macchina del soccorso ha dato prova di efficienza.
I consigli del comune di Truccazzano e di Arpa dopo il rogo di mercoledì in via Guido Rossa
Paura nube tossica. Dopo l’incendio di mercoledì a Truccazzano, dove è andata a fuoco un’azienda di via Guido Rossa che tratta materiale plastico, Arpa Lombardiaha iniziato le analisi sulla qualità dell’aria, dando alcuni consigli ai cittadini. “Arpa Lombardia poco dopo le 17.15 di mercoledì è stata allertata dai vigili del fuoco di Milano, attraverso la sala operativa di regione Lombardia, in seguito all’incendio scoppiato nella ditta Arcadia, che si occupa di logistica, a Truccazzano. La porzione di capannone coinvolta, di circa 5mila mq, è il deposito di materiale plastico. I tecnici del gruppo base con strumentazione portatile hanno effettuato le prime misure speditive. Ci attendiamo in aria gli inquinanti tipici della combustione dei materiali oggetto del rogo che, essendo in forma gassosa, tenderanno a rarefarsi in atmosfera“, ha fatto sapere nella serata di mercoledì l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.
“È giunto sul posto anche il gruppo specialistico di contaminazione atmosferica che, tenuto conto della direzione del vento, posizionerà il campionatore ad alto volume presso la frazione di Cavaione per misurare i parametri tipici della combustione di materiale plastico, diossine e idrocarburi policiclici aromatici. Secondo i meteorologi dell’agenzia il cielo è molto nuvoloso con precipitazioni deboli e venti altrettanto deboli provenienti da est/sud est. In base alle previsioni fino alle 8 della mattina del 29 febbraio il cielo continuerà a essere coperto con precipitazioni poco probabili“, conclude la nota di Arpa.
Sempre in serata si è tenuto un incontro in Prefettura alla presenza del Prefetto, di tecnici di Arpa, Ats, vigili del fuoco di Milano, carabinieri e sindaci di Liscate, Truccazzano e Melzo. “L’incendio si è sviluppato in una ditta di stoccaggio imballaggi plastici a Cavaione, frazione di Truccazzano. I vigili del fuoco stanno ancora lavorando per spegnere l’incendio“, l’aggiornamento pubblicato alle 21.50 dalla pagina Facebook del comune di Truccazzano.
“Arpa sta effettuando campionamenti dell’aria e ci vorranno 72 ore per avere dati relativi a presenza di eventuali micro inquinanti. Le prescrizioni di Ats e Arpa sono quelle di diminuire il più possibile l0esposizione all’aperto e tenere porte e finestre chiuse e di evitare di raccogliere e consumare i prodotti da orti“, ha sottolineato l’amministrazione. Giovedì mattina Ats “farà le analisi sulle aziende agricole e allevamenti per verifiche di eventuali contaminazioni alimentari. Le misure – ha concluso il comune – sono valide per le prossime 72 ore“.
Giovedì mattina le operazioni di spegnimento sono ancora in corso. Sono 17 le squadre dei vigili del fuoco che stanno lavorando, con pompieri arrivati anche da Monza e Bergamo.
“L’incendio è quasi del tutto circoscritto ma la densa colonna di fumo propagatosi a seguito delle fiamme rende difficili le operazioni di spegnimento“, hanno fatto sapere dal comando provinciale di via Messina. I vigili del fuoco stanno lavorando in totale sinergia con le autorità locali, arpa e carabinieri anche per il campionamento e le analisi degli agenti “micro inquinanti” dell’aria.
Rogo in via Guido Rossi in un’azienda che tratta materiale plastico. Sul posto nove squadre dei vigili del fuoco
Truccazzano (Milano), 28 febbraio 2024
Incendio nel pomeriggio di oggi, mercoledì 28 febbraio, a Truccazzano. Sul posto nove squadre dei Vigili del fuoco di Milano. Secondo quanto riferito il rogo, divampato intorno alle 16, ha interessato un’azienda che trattamateriale plastico, in via Guido Rossi 10. Dai primi rilievi delle squadre di soccorso non ci sarebbero persone coinvolte. Visibile un’alta colonna di fumo nero.
Sul posto in supporto alle squadre Vvf di Milano sono presenti vigili del fuoco anche di Monza e Bergamo. Da accertare le esatte cause dell’accaduto. I vigili del fuoco stanno cercando di contenere e circoscrivere le fiamme evitando il coinvolgimento delle aziende limitrofe.
Incendio a Truccazzano ( Milano):in fiamme una fabbrica di materiale plastico! 28/02/2024 – MeteoReporter24
Fortunatamente non ci sono state vittime né feriti. Ancora da stabilire le cause dell’innesco
Fiamme nella rsa Attanasio di Limbiate, in provincia di Monza e Brianza. L’incendio si è sviluppato lunedì sera intorno alle 21 presso una struttura protetta sita in via Trieste. L’innesco è avvenuto in una camera situata al piano della struttura a tre piani, che ospita complessivamente 240 pazienti. Fortunatamente, non si sono registrate vittime o feriti.
I vigili del fuoco si sono recati sul luogo dell’incendio con l’ausilio di due autoscale, due autopompe e due carri soccorso. Sul posto anche un funzionario tecnico al fine di coordinare le operazioni di soccorso.
Quaranta ospiti sono stati temporaneamente evacuati dalle loro camere per la messa in sicurezza della struttua.
Gli ospiti della rsa sono stati trasferiti in luoghi sicuri all’interno della struttura. Le fiamme sono state circoscritte dai pompieri alla sola camera interessata e non hanno coinvolto altre parti dell’edificio. Ancora da capire quali sono le cause che hanno causato l’incendio.
Un gigantesco incendio ha distrutto un palazzo di quattordici piani e si è propagato a quello vicino. Quindici le persone ferite
Inferno di fuoco a Valencia, finora con dieci vittime accertate individuate dai droni. Secondo le autorità si contano diversi dispersi tra i quali ci sarebbero un neonato di due mesi e un bambino di due anni. Ma secondo quanto riportano media locali, i vigili del fuoco non si aspettano di trovare sopravvissuti. Sono rimaste ferite almeno 15 persone, tra queste sei soccorritori. L’incendio si è sviluppato al quinto piano di un edificio di nuova costruzione di 14 piani, nel quartiere Campanar. Nel palazzo ci sono complessivamente 138 appartamenti.
L’intervento immediato di numerose squadre di soccorso è continuato durante tutta la notte. La tragedia è stata ripresa da numerosi video pubblicati sui social, un centro commerciale al piano terra dell’edificio è stato evacuato. Il centro di coordinamento delle urgenze della Comunità Valenciana ha chiesto rinforzi al centro di emergenza nazionale della Protezione civile e nella zona è stato montato un ospedale da campo. Il divampare delle fiamme è stato segnalato intorno alle 17,30 e le fiamme si sono rapidamente estese dal quinto piano lungo l’intera verticale dell’edificio, arrivando a propagarsi verso un altro palazzo adiacente, anche questo di nuova costruzione
Secondo la vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri e tecnici industriali di Valencia (Cogitival), Esther Puchades, l’incendio in questi edifici con facciata ventilata e rivestimento in poliuretano stabilirà “un prima e un dopo” in Spagna, dove fino ad ora non si era verificato alcun episodio del genere, mentre si ricordano fatti simili che hanno avuto luogo a Londra o in Cina negli ultimi anni. Puchades, che ha effettuato una perizia sull’edificio divorato in poche ore dalle fiamme, ha attributo la voracità dell’incendio al rivestimento del materiale isolante, collocato fra i due strati di alluminio dei pannelli delle facciate, “altamente infiammabile, ed è per questo che le fiamme si sono estese a tutto il palazzo in mezz’ora”, secondo quanto l’esperta ha indicato in dichiarazioni alla tv valenciana. Puchades spiega che “il poliuretano in Spagna si utilizza, ma non in questo modo”.
Dopo il terribile incendio del grattacielo Grenfell di Londra nel 2017, che provocò decine di vittime fra le quali Gloria Trevisan e Matteo Gottardi, due giovani architetti italiani, diversi Paesi hanno vietato il materiale nelle costruzioni delle facciate. Ma tra questi non c’è la Spagna dove, soprattutto durante il boom immobiliare del decennio 2000-2009, data a cui risale l’edificazione delle due torri di Valencia da parte di una società fallita nel 2007, il materiale sarebbe anzi stato largamente impiegato. E lo è tuttora, sebbene isolato con barriere tagliafuoco, per impedire che il fuoco possa propagarsi in caso di incendio, come invece è avvenuto in questo caso. Secondo Puchades, dopo l’incendio di Valencia, in Spagna si potrebbe rivedere la normativa, per vietare l’uso del poliuretano nei rivestimenti degli edifici, insieme all’azione dei produttori che “stanno rivedendo la composizione del materiale”.
Il Comune di Valencia ha decretato tre giorni di lutto cittadino.
Spagna: incendio in un edificio a Valencia, 4 morti e decine di dispersi – euronews (in Italiano)
Incendio a Valencia, le persone in fuga dal fuoco sui balconi. – Corriere della Sera
Incendio in un grattacielo Aler in via Vincenzo da Seregno a Milano
Si ipotizza che il rogo sia partito da un materasso su un pianerottolo al 14esimo piano e si sia poi esteso a una lavatrice o a un frigorifero lì accanto
Milano, 20 febbraio 2024
Un incendio è divampato all’improvviso al 14°piano di un grattacielo Aler di 16 in via Vincenzo da Seregno 54, quartiere Bruzzano, questa mattina verso mezzogiorno.
Immediata la richiesta di aiuto di più cittadini ai vigili del fuoco, sia di residenti nel palazzo e sia delle strade attorno, impauriti dalla colonna di fumo che avvolgeva la torre. Le fiamme sono state spente dai pompieri, intervenuti con quattro autoscale e un’autopompa, nel giro di pochi minuti.
Per fortunanon ci sono stati né feriti e né intossicati, solo una grande pauraper le persone. Sul posto anche polizia di Stato, due automediche e dueambulanze in via precauzionale.
Ancora da chiarire l’origine del rogo: si ipotizza che le fiamme siano partite da un materasso su un pianerottolo, estendendosi poi a una lavatrice o a un frigorifero lì accanto. Sono in corso le indagini.
L’allarme scattato attorno alle 23. Sono due strutture di ditte esterne che contenevano materiale di lavoro
Ancona, 16 febbraio 2024
Fumo e fiamme nella notte all’interno dell’area Fincantieri. Due capannoni di ditte esterne, che lavorano per il cantiere del porto, sono andati a fuoco. All’interno c’erano materiali utilizzati per lavorare, per lo più attrezzi e ferraglia. L’incendio ha creato allarme perché poteva estendersi a tutto il sito. Il primo intervento è stato effettuato dal servizio antincendio all’interno della Fincantieri che ha chiamato i vigili del fuoco perché le fiamme erano troppo estese e diventate indomabili. Sul posto sono arrivate le squadre di Ancona, Jesi e Osimo. Le operazioni sono andate avanti fino alle 2.
I capannoni, fatti di lamiere e non di cemento, erano dei rimessaggi per custodire materiale da lavoro. Nessun ferito ma tanta paura. Questa mattina è previsto un sopralluogo del funzionario del comando dei pompieri. Restano da capire le cause dell’incendio. Sul posto anche la polizia.
L’intervento dei vigili del fuoco nel palazzo di via De Sica a Milano
Milano, il rogo si è sviluppato dalle cantine di un palazzo di 10 piani: al lavoro decine di vigili del fuoco
Un incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio negli scantinati di un condominio di via Vittorio De Sica 1, nel quartiere Quinto Romano, alla periferia ovest della città. Le fiamme hanno provocato in pochi minuti un denso fumo invadendo il vano scale e rendendo per questo difficile l’uscita di alcuni condomini dai rispettivi appartamenti.
I vigili del fuoco del Comando di Milano stanno lavorando con 6 mezzi ed una trentina di uomini per cercare di creare un varco e di bonificare la zona allo scopo di consentire agli occupanti di abbandonare l’edificio di dieci piani. Sul posto anche 118 e Carabinieri.
Incendio zona industriale a Concorezzo (Foto vigili del fuoco)
Concorezzo (Monza), 16 febbraio 2024
Il rogo è divampato verso mezzanotte. A bruciare sarebbero state le sedi di più aziende dislocate nel complesso, non ci sarebbero feriti nè intossicati
Un grosso incendio è divampato, nella notte tra giovedì e venerdì, in un complesso industriale in via Primo maggio a Concorezzo,dove hanno sede molte aziende.
L’allarme è scattato attorno a mezzanotte: sul posto, attorno alle 2, sono arrivati vari mezzi del comando di Monza e Brianza e delle province limitrofe con sei autopompe, altrettante autobotti, due autoscale e un carro soccorso oltre che il carro schiuma da Milano. Sul posto anche tre ambulanze e i carabinieri di Vimercate.
Nei pressi del capannone sono al lavoro ancheitecnici Arpache stanno effettuando le rilevazioni sulla qualità dell’aria.
Il sindaco, Mauro Capitanio, ha invitato i residenti a tenere le finestre chiuse: “A seguito dell’incendio scatenatosi da questa mezzanotte in via Primo Maggio e che ha coinvolto 5 capannoni, non si sono registrati feriti. Arpa sta conducendo le misure sulla qualità dell’aria e al momento si consiglia comunque di tenere il più possibile le finestre chiuse. Ringraziamo i vigili del fuoco e tutte le forze dell’ordine presenti da questa notte per l’enorme lavoro che stanno facendo”.
Dalle prime informazioni, sono ancora ignote le cause del rogo, ma non ci sarebbero feriti né intossicati. A bruciare sarebbero state le sedi di più aziende dislocate nel complesso: distrutte dalle fiamme una azienda di forniture per ristoranti, una di computer poi un deposito di pneumatici, una ditta di pulizie e una officina.
E’ di due ustionati e cinque intossicati il bilancio di un incendio scoppiato stamani in una palazzina a Saronno (Varese). Da quanto appreso finora, le fiamme hanno avuto origine da un appartamento al secondo piano e si sono estese ad ad altre abitazioni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, l’elisoccorso, un’automedica, 4 ambulanze e i carabinieri.
Un uomo di 81 anni è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano con ustioni di secondo grado al volto, al collo e alle braccia. Meno grave la situazione di un 49enne, portato a Legnanoin codice giallo con ustioni di primo gradoal volto. In ospedale altre cinque persone con sintomi da inalazione da fumo. Tra loro anche una donna di 90 anni.
A far scattare l’allarme sono state le urla che provenivano dall’appartamento e che sono state sentite dai passanti, i primi ad intervenire per aiutare i residenti ad uscire dall’edificio in attesa dell’arrivo dei soccorritori. (ANSA).
Bruciano due compattatori alla Rieco di via Beltrami: intervengon i vigili del fuoco subissati dalle telefonate
Incendio domenica pomeriggio a Novate milanese: è successo poco dopo le 15.30 all’interno del cortile della ditta Rieco un’azienda di via fratelli Beltrami. La nube nera visibile anche da lunga distanza e ha sollevato preoccupazioni da parte dei residenti: in pochi minuti alla centrale operativa dei vigili del fuoco di Milano sono arrivate molte telefonate. Il rogo sarebbe divampato da due compattatori, a causa di un corto circuito e la nube si è originata dalla combustione dell’olio di uno dei due mezzi, ma per fortuna le fiamme non hanno coinvolto in nessun modo l’impianto industriale. Sul posto sono intervenuti diversi mezzi dei vigili del fuoco del comando provinciale di Milano e una squadra della protezione civile. Il Comune ha immediatamente tranquillizzato i cittadini con un post sui social. “Si avvisa che non vi è alcun pericolo per la salute pubblica e che le fiamme sono già sotto controllo“.
L’azienda Rieco è specializzata nel recupero e riciclaggio della carta da macero insieme a plastica e rifiuti. Insieme ai carabinieri, è arrivata anche la sindacaDaniela Maldini. Si tratta del secondo incendio in poche ore a Novate Milanese dopo quello di sabato in un capannone di via Vialba. Anche qui, per fortuna, le fiamme non hanno causato gravi danni e sono state subito domate.
Arpa Piemonte sta facendo accertamenti sulla qualità dell’aria in seguito alla formazione di una densa nube di fumo
Incendio nella ditta Transistor di Leini. L’azienda si trova in via Peano 118 e si occupa di dismissione di materiale elettronico. Il fatto è accaduto nel pomeriggio di oggi, sabato 10 febbraio. Arpa Piemonte sta facendo accertamenti sulla qualità dell’aria in seguito alla formazione di una densa nube di fumo. Il Comune di Leini ha invitato i residenti nelle vie Peano, Meucci e Galilei a“tenere chiuse porte e finestre e a uscire di casa solo per ragioni urgenti e non differibili“. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri, il sindaco di Leini, la Croce Rossa di Mappano con un’ambulanza e un mezzo di supporto logistico.
ARPA – In pronta reperibilità garantita da Arpa, sono intervenuti i tecnici esperti in qualità dell’aria per i controlli atti a verificare le ricadute di sostanze tossiche provenienti dalla combustione del materiale e dai tecnici del territorio principalmente esperti in valutazione della contaminazione del suolo e delle acque di spegnimento. L’emissione di gas di combustione ha interessato l’area prossima allo stabilimento vista la ridotta dispersione del fumo dovuta alle condizioni meteo .
I valori dei COV (Composti organici Volatili) all’interno del perimetro della ditta hanno raggiunto valori di circa 600 ppb (parti per bilione), all’esterno tra i 200 e i 250 ppb e nelle zone di ricaduta dove sono stati fatti i monitoraggi intorno ai 100 ppb. I valori di fondo misurati nella zona sono tra gli 80 e i 120 ppb.
Le misure ambientali di Arpa sono ancora in atto con strumentazione portatile presso il punto accessibile più vicino all’evento incidentale e presso i recettori più prossimi nelle zone di probabile massima ricaduta. Le misure continueranno anche nelle prossime ore fino al termine dell’evento incendiario.
Esplosione in una villetta diTerracina. Secondo la prima ricostruzione, una bombola del gas è scoppiata provocando il crollo di una parte dell’edificio. L’episodio è avvenuto poco dopo le 19 in via Ponte di Ferro, nella zona periferica della città.
Cosa è successo – La villetta è parzialmente crollata in seguito alla forte esplosione. I soccorritori dei vigili del fuoco sono al lavoro per rimuovere le macerie, al momento risultano tra i tre e i cinque i feriti, alcuni dei quali sarebbero in condizioni serie ma non in pericolo di vita. Si tratta di due diversi nuclei familiari. I soccorritori stanno verificando il numero effettivo di persone travolte dalle macerie.
Secondo le prime informazioni una donna, la più grave, è stata trasportata in eliambulanza a Roma, un uomo è stato invece trasferito al “Goretti” di Latina e altri due uomini all’ospedale “Fiorini” di Terracina.
Oltre ai vigili del fuoco hanno raggiunto il luogo dell’esplosione anche le ambulanze del 118 e i carabinieri.
Due squadre di vigili del fuoco al lavoro a Serra de’ Conti
Un vasto incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio di oggi, in un’azienda agricola di Serra de’ Conti (Ancona).
Le fiamme sono divampate intorno alle ore 14 interessando il fienile e avvolgendo l’intera struttura, completamente carbonizzata.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco: le squadre di Senigallia e Arcevia stanno gettando acqua sui materiali per contenere l’incendio. Terminata questa operazione, che si sta prolungando da ore, seguiranno le operazioni di smassamento del fieno per evitare che le fiamme possano riprendere forza. Salvi gli animali dell’azienda agricola: l’incendio non ha coinvolto i capi di bestiame né causato ustioni o ferite al personale della realtà serrana.
Un incendio ha colpito alle 6.20 un trasformatore nelle centrale elettrica di Terna a San Damaso, Modena. Essendo l’impianto ad altissima tensione, ovvero 380mila volt, prima dell’intervento si è resa necessaria la disalimentazione per lo spegnimento della centrale stessa. Sul posto, oltre al personale di Terna, anche due squadre dei vigili del fuoco da Modena.
Vigili sul fuoco al lavoro in via Stucchi, dove è scoppiato il rogo
Il fuoco è divampato sabato intorno alle 13. Sul posto sono arrivate tre autopompe, due autobotti, un’autoscala e un carro soccorso
Un grave incendio è scoppiato sabato intorno alle 13 a Cornate d’Adda, in provincia di Monza. A fuoco un’azienda per la lavorazione del legno situata in via Stucchi 70, nella zona industriale del comune. Sul sito dell’Agenzia regionale di emergenza urgenza si legge che un uomo di 52 anni è rimasto coinvolgo nel rogo, ma non è chiaro se sia rimasto ferito.
Sul posto sono intervenuti diversi mezzi dei vigili del fuoco di Monza e Milano. Al lavoro per spegnere il fuoco ci sono circa 30 pompieri arrivati con tre autopompe, due autobotti, un’autoscala, un carro soccorso e la vettura del funzionario di guardia. Sul posto anche carabinieri, la polizia locale e le ambulanze inviate dal 118.
Il rogo è scoppiato dopo le 22. Sul posto pompieri di Monza e Lissone
Monza, 31 gennaio 2024
L’intervento dei vigili del fuoco
Incendio nella notte nel capannone di un‘azienda tessile. Alle 22 le squadre del Comando di Monza e Brianza dei vigili del fuoco sono intervenutein via Gerolamo Borgazzi per domare le fiamme che stanno interessando i locali all’interno di un capannone che tratta la lavorazione di materiale tessile.
Sul posto l’autopompa, l’autobotte, l’autoscala e la vettura del funzionario di guardia dalla sede centrale di Monza e l’autopompa da Lissone.
Il precedente – Solo la settimana scorsa i vigili del fuoco erano dovuti intervenire in piena notte in viale Guglielmo Marconi per un incendio in una abitazione di due piani fuori terra.
Squadre dei Vigili del fuoco di Milano sono impegnate in questi minuti per un incendio sviluppatosi all’interno di un’azienda di Settala, nell’hinterland. L’azienda si occupa di imballaggi di plastica. Le fiamme sono già state circoscritte e confinate, ma non ancora domate. Sul posto 5 mezzi dei Vigili delFuoco, per un totale di 25 uomini provenienti dai distaccamenti di Gorgonzola, piazzale Cuoco e sede centrale Milano. Presenti anche Carabinieri e 118. Non si registranopersone coinvolte o feriti. L’incendio, da un primo sommario esame dei vigili del fuoco, potrebbe essersi sprigionato da un tetto di uno dei capannoni dell’azienda interessato da lavori di manutenzione. (ITALPRESS).
Rogo nella parte adibita allo stoccaggio del foraggio
I vigili del fuoco stanno operando da stamane presso un’azienda agricola di Giavenale a Schio per un incendio divampato all’interno di una stalla nella parte adibita allo stoccaggio del foraggio: nessuna persona è rimasta ferita.
Un centinaio i bovini all’interno della stalla, ma solo due sono gli animali che hanno subito danni a causa dell’incendio. Le fiamme, divampate probabilmente da un carro miscelatore, si si sono subito estese ai vicini silos, ad alcune rotoballe e alla copertura dell’ala del tetto
I vigili del fuoco arrivati da Schio, Vicenza e con i volontari di Thiene con due autopompe, tre autobotti e 14 operatori sono riusciti a circoscrivere le fiamme, evitando il coinvolgimento del resto della copertura e dell’intera struttura. Sono ora in corso le operazioni di completo spegnimento di tutti i focolai, lo smassamento delle rotoballe e la rimozione delle strutture dei silos bruciati. Le operazioni termineranno presumibilmente nel tardo pomeriggio.
Interessato il nastro trasportatore che porta i rifiuti dai compattatori fino al termovalorizzatore
Una serie di esplosioni, di origine non dolosa, ha provocatotre feriti, di cui uno grave, all’inceneritore di Hera di Raibano, alle porte di Riccione, ma nel territorio comunale di Coriano (Riccione). Sono avvenute attorno alle 16.30, quando i vigili del fuoco sono intervenuti per domare il principio d’incendio e per soccorrere tre operai di una ditta di manutenzione esterna che stavano lavorando sull’impianto. La causa potrebbe essere da ricercarsi in un rifiuto conferito male, come una batteria da auto, una pila o dei petardi raccolti e inesplosi.
Cosa ha causato le esplosioni – Una delle ipotesi al vaglio di vigili del fuoco e inquirenti è che l’esplosione possa essere avvenuta prima che il rifiuto entrasse nella camera di combustione a causa dell’elevata temperatura. È stata allertata anche la Digos, che al momento, tuttavia, non ha raccolto indicazioni che possano far pensare a una matrice dolosa. I tre feriti sono stati trasportati all’ospedale Bufalini di Cesena, due di loro non sono particolarmente gravi, mentre l’altro ha riportato ustioni più serie.
L’allerta all’Arpae – Del fatto è stata informata la procura di Rimini che nelle prossime ore aprirà un fascicolo. Herambiente, la società del gruppo proprietaria dell’impianto, fa sapere di aver avviato un’indagine interna per capire cosa sia andato storto. L’impianto è stato immediatamente fermato, non avrebbe riportato danni e sarebbe in sicurezza. È stata allertata anche Arpae, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che dalle prime rilevazioni non avrebbe riscontrato particolari problemi ambientali.