L’episodio durante una partita di un campionato minore. Il protagonista ha poi chiesto scusa: «Si trattava di uno scherzo, la pistola era un giocattolo»
Sembra la scena di un film d’azione, invece è accaduto davvero. Un giocatore, in Ungheria, entra in campo e punta una pistola contro il guardalinee (come qualche anno fa l’oligarca e patron del Paok Salonicco Ivan Savvidis). E la foto fa il giro del web.Il giocatore viene poi squalificato a vita e a suo carico è anche aperto un procedimento penale con le accuse di molestie e minacce.
L’episodio è accaduto durante il match di un campionato minore ungherese tra il Pér LSE e il Tényő SE: la foto, pubblicata sui social, è arrivata al papà del guardalinee contro cui era puntata l’arma (che, durante la partita, non si era accorto di nulla) ed è stato lui a fare notare l’accaduto al figlio. In quel momento è partita l’informativa alla Federcalcio ungherese e la denuncia alla polizia contro l’uomo che è stato poi identificato in Krisztián Tóth. continua a leggere
L’avversario stava esultando. L’episodio era sfuggito all’arbitro che aveva comunque sanzionato il giocatore con un’ammonizione. Le immagini, poi, hanno fatto il giro del web
corriere.it
C’è una Var anche nel campionato di Promozione piemontese. O meglio,il ritorno della cara vecchia «prova tv» che, con l’introduzione dei nuovi sistemi tecnologici, sembra essere andata in pensione. Nei campionati minori, però, a compensare l’assenza di produzioni tv che riprendono la partita con più inquadrature, ci sono le centinaia di smartphone dei tifosi a garantire un’ampia copertura dei match. E, in casi come questo, a denunciare (con il potere di diffusione poi garantito dai social network) un gesto che all’arbitro dell’incontro tra Juventus Domo e Dufour Varallo (finito 3-3) era sfuggito e che aveva sanzionato con un’ammonizione.
E così, Niccolò Falcioni della Juve Domo, che ha colpito con una gomitata l’avversario Gabriele Testori del Varallo, è stato squalificato per 5 anni con, in più «una richiesta di radiazione da ogni rango e categoria della Figc». Un gesto ripreso da diversi smartphone e rilanciato da Vco Azzurra Tv che ha pubblicato sui propri profili social il video, con tanto di replay, poi condiviso da diversi tifosi. Si vede Falcioni alzare di proposito il gomito con l’obiettivo di colpire al volto Testori che stava festeggiando la rete appena realizzata. Nel rapporto di gara,l’arbitro ha definito il gesto «condotta violenta e non antisportiva, ma di non aver proceduto con l’espulsione del giocatore non avendo veduto direttamentené lui né i suoi assistenti il gesto».
Il giudice sportivo, nel suo rapporto, ha sottolineato come «la condotta di Niccolò Falcioni è stata ripresa da più persone ed è divenuta nota a tutti, dato che il video della sua violenta ed ingiustificabile gomitata volontaria al volto di Testori, “reo” di aver esultato per il momentaneo vantaggio della sua squadra, è stato pubblicato sui siti web delle maggiori testate giornalistiche sia locali che nazionali, sportive e non. La gravità del gesto di Falcioni, e le sue conseguenze sia a breve che lungo termine per la stessa vita quotidiana della vittima, non possono ad opinione di questa Giudice passare inosservate ed impunite solo perché fortuitamente non immediatamente percepite dal direttore di gara e dai suoi assistenti». Quindi le ragioni della decisione: «La scelleratezza e la gratuità della condotta violenta perpetrata, inaccettabile da parte di uno sportivo che si voglia ritenere degno di tale appellativo, impongono l’adozione della sanzione della squalifica ed inibizione nel suo massimo edittale, ossia 5 anni, con richiesta di radiazione del tesserato Niccolò Falcioni da qualsiasi rango e categoria della Figc».
Sull’episodio è intervenuto anche il club per cui è tesserato Falcioni, la Juventus Domo: «La società prende atto di quanto deciso dal giudice sportivo. Il nostro tesserato, già sospeso dalla serata di domenica, produrrà le sue controdeduzioni nelle sedi appropriate. La Usd Juventus Domo, che in questa vicenda è coinvolta suo malgrado, nell’augurare a Gabriele Testori di ristabilirsi al più presto, si mette a disposizione di tutte le parti affinché si possa ristabilire un clima di ‘normalità’». E sottolinea che, «purtroppo, dobbiamo prendere atto del fatto che, da domenica, il nostro tesserato oltre che i suoi familiari e i tesserati della Usd Juventus Domo siano stati oggetto da parte di soggetti terzi di gravi e ripetute minacce delle quali, ovviamente, gli autori risponderanno nelle sedi più appropriate. Per i il resto ci si augura che il “gioco” calcio possa essere un momento di condivisione, di svago e di gioia».
Colpisce l’avversario con una gomitata, cinque anni di squalifica per Falcioni – vcoazzurra TV
La squadra di calcio locale, con ultrà di estrema destra, sfidava la Gs Dal Pozzo di Ceriano Laghetto che ha supporter di area anarchica. Polizia e carabinieri hanno bloccato 50 persone
Due tifoserie che si fronteggiano con tirapugni e bastoni. Destra (estrema) contro sinistra (anarchica e antagonista). La polizia costretta a intervenire per evitare scontri violenti. Una storia molto simile a quanto accade ogni domenica negli stadi italiani, ma stavolta lo scenario non è uno scontro al vertice del campionato ma una «tranquilla» partita di Terza categoria, il più basso livello del calcio dilettantistico.
Tutto è successo nel pomeriggio di domenica 30 ottobre ad Arese, dove andava in scena la partita tra la squadra locale (che ha un gruppo di tifosi di estrema destra) e la Gs Dal Pozzo di Ceriano Laghetto, club con supporter che fanno capo all’area anarchica (l’ex centro Galipettes) e del mondo antagonista….. continua a leggere sucorriere.it
La Procura federale aspetta di raccogliere ufficialmente tutto il materiale necessario per decidere se procedere o meno sul caso Fiorentina-Inter. La sfida tra i viola ed i nerazzurri è proseguita ben oltre il fischio finale del match, che si è chiuso 3-4 in favore della squadra di Simone Inzaghi.
Prima sono arrivate le accuse da parte dell’Inter, che ha accusato i dirigenti della Fiorentina, Joe Barone compreso, di aver rivolto insulti pesanti a Marotta, Ausilio e al presidente Zhang. Poi, la smentita del club toscano, che tramite un comunicato ufficiale ha chiesto le scuse del club nerazzurro per aver messo in giro voci che sono state bollate come false.
Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, in attesa del referto arbitrale, di quello degli ispettori federali – erano in sei, ma nessuno ha segnalato comportamenti anomali negli spogliatoi nel dopopartita – e del comunicato del giudice sportivo, la Procura guidata da Chinè sta registrando lo scambio di accuse tra i club ed è probabile che si prepari ad aprire un procedimento per chiarire quanto accaduto tra i dirigenti viola e quelli nerazzurri.
Occhi puntati anche su ciò che è accaduto in tribuna, dove un tifoso viola di 56 anni avrebbe aggredito un supporter interista. Per l’aggressore sono scattate una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e un daspo della durata di tre anni. La Procura Figc è a diretto contatto con le forze dell’ordine, in questo caso con la questura di Firenze che fornirà gli elementi necessari per definire come intervenire nei confronti della Fiorentina per responsabilità oggettiva. In situazioni come questa la sanzione per il club di casa può essere notevolmente alleggerita in base alla collaborazione che il club stesso offre per individuare i responsabili delle violazioni. Rispetto a quanto accaduto sabato, la Fiorentina come noto si è subito messa a disposizione.
E’ finita nel caos Fiorentina-Inter, sfida valida per l’undicesima giornata del campionato di Serie A. Il match si è concluso con un finale thrilling tra il pareggio al 90’ di Luka Jovic (che sembrava aver chiuso definitivamente il match) e il 4-3 nerazzurro arrivato allo scadere tra le polemiche per quello che i toscani ritengono essere un fallo non fischiato ai danni di Milenkovic.
La tensione, già alle stelle, avrebbe raggiunto anche le tribune dello stadio Artemio Franchi, con strascichi fino addirittura alla porta degli. Nel finale convulso è successo davvero di tutto, con accuse e smentite su un presunto “scontro” nel post partita. Da una parte l’accusa dell’Inter sull’atteggiamento dei dirigenti della Fiorentina e dall’altra le smentite.
Questi i fatti: l’Inter ha fatto sapere che i suoi dirigenti sono stati aggrediti verbalmente sulle tribune dello stadio a fine match dalla dirigenza viola e che la cosa non sarebbe nemmeno finita lì. Stando sempre alla versione nerazzurra, infatti, alcuni dirigenti del club toscano si sarebbero scagliati con forza contro la porta degli spogliatoi dei nerazzurri, colpendola con dei pugni. Versione che però viene smentita seccamente dalla Fiorentina.
«ACF Fiorentina smentisce categoricamente tutte le voci che attribuiscono al Presidente Commisso o ad altri Dirigenti viola comportamenti violenti avvenuti al termine della gara. Il Presidente Commisso alla fine della partita è semplicemente sceso all’interno degli spogliatoi della Fiorentina per complimentarsi con il Mister ed i ragazzi per l’ottima prestazione», si legge in una nota ufficiale.
«Il Presidente Rocco Commisso aspetta le scuse ufficiali da parte dell’Inter e del suo presidente Steven Zhang e di chi ha messo in giro queste notizie false, ristabilendo al più presto la verità», conclude il comunicato del club toscano. Resta da capire se gli ufficiali abbiano rilevato qualche irregolarità e se qualcosa emergerà dal comunicato del Giudice sportivo.
(Photo by AFP) EPA/H. PRABOWOInvasione di campo nello stadio a Malang, in Indonesia– ANSA/EPA
Tifosi invadono il campo, violenti tafferugli con la polizia
Sono morte calpestate nella calca molte delle vittime – al momento se ne contano 174 secondo il vicegovernatore della provincia di East Java, Emil Dardak in un’intervista all’emittente indonesiana Kompas TV – dell’invasione di campo che si è trasformata in tragedia a Malang, nella provincia di Giava Orientale, in Indonesia.
La follia è esplosa al termine della partita quando migliaia di tifosi dell’Arema Fc sono entrati sul campo di gioco dello stadio Kanjuruhan.
Erano inferociti per la sconfitta per 3-2 subita contro i rivali di sempre del Persebaya Surabaya, squadra con cui non perdevano da più di vent’anni.
A quel punto sono intervenuti gli agenti di polizia che hanno provato a calmare gli animi, senza riuscirci. Al lancio dei gas lacrimogeni si è scatenato il caos, seguito dal panico e dal fuggi fuggi generale. Secondo una fonte ospedaliera, tra le vittime ci sarebbe anche un bambino di cinque anni. Le immagini dall’interno dello stadio mostrano la polizia lanciare un gran numero di gas lacrimogeni e i tifosi scavalcare le recinzioni per mettersi in salvo.
Lo stadio ha una capienza di 42 mila spettatori e secondo i dati delle autorità era completamente sold-out. Solo in 3.000 però, ha spiegato la polizia, hanno fatto invasione di campo. Molte auto, compreso un camion della polizia, sono state incendiate all’esterno dell’impianto sportivo. Secondo i dati forniti dalle forze dell’ordine, sono 13 i veicoli danneggiati in totale. Il governo indonesiano si è scusato per l’incidente e ha promesso di indagare sulla vicenda. Il presidente Joko Widodo ha ordinato un’inchiesta sulla sicurezza durante le partite di calcio. Il ministro dello Sport, la polizia e il capo della Federcalcio indonesiana dovranno condurre “una valutazione completa dei match di calcio e le procedure di sicurezza“, ha affermato il capo di Stato in un discorso televisivo.
Indonesia, scontri allo stadio dopo una partita di calcio: almeno 182 morti – Il Sole 24 ORE
Il gruppo di supporter della Dinamo sarebbe stato aggredito da una trentina di ultras rossoneri della Curva Sud. Nel pomeriggio un folto gruppo di tifosi ha «invaso» il centro commerciale sotto le Tre Torri: evacuati i clienti
Alta tensione per il match diChampions League tra Milan e Dinamo Zagabria, in programma alle 18.45. Due tifosi croati sono rimasti feriti, sembra a coltellate, in una rissa avvenuta intorno alle 16 in via Alfonso Capecelatro, nei dintorni dello stadio di San Siro. Il gruppo di supporter della Dinamo sarebbe stato «aggredito» da una trentina di ultras rossoneri della Curva Sud. I soccorritori del 118 hanno medicato un uomo di 39 anni colpito a un gluteo. Non è in gravi condizioni. continua a leggere
Champions Leaugue Milan – Dinamo Zagabria: tifosi croati si dirigono verso San Siro – Local Team
Prima del match contro il Besiktas, andata dei quarti di finale di Europa League, i tifosi francesi sono scesi sul terreno di gioco dopo il lancio di petardi da parte dei supporters turchi. Anche il presidente Jean-Michel Aulas in campo a tranquillizzare il suo pubblico. Gara cominciata con circa 45 minuti di ritardo. Già nel pomeriggio c’erano stati incidenti in città. continua a leggere su https://sport.sky.it/
Des projectiles et des pétards lancés depuis le haut des tribunes obligent des supporters à se réfugier sur la pelouse… #OLBESpic.twitter.com/xShgpC5HRR
Dopo la gara al Maradona tra Napoli e Liverpool gruppi di ultrà dei Reds hanno aggredito passanti e automobilisti su via Marina. Poi nella notte violenti scontri tra le due tifoserie
Alla vigilia della partita di Champions traNapoli e Liverpool, giocata ieri al Maradona e vinta dagli azzurri con il punteggio di 4-1, la società inglese aveva invitato i propri tifosi ad evitare il centro storico partenopeoper non incappare in «scippi e rapine in una città pericolosa». Ma, ieri sera, al termine della gara, sono stati i napoletani a doversi difendere dagli hoolingans. Scene da guerriglia urbana nella zona centrale di Napoli, in particolare su via Marina e in diverse strade del centro storico.
Su via Marina – Quila furia degli hoolingans si è scatenatasenza alcuna ragione contro passanti, gruppi di giovani e addirittura automobilisti e motociclisti. Due ragazzi su uno scooter, che transitavano su via Marina, sono stati placcati e scaraventati a terra. Alcuni giovani che stavano rientrando a casa aggrediti da ultrà dei Reds e colpiti con mazze e bottiglie. E’ stato necessario l’ntervento delle forze dell’ordine per cercare di tamponare queste scene da guerriglia urbana. Violenza poi degenerata nella notte quando si sono registrati scontri tra le due tifoserie. continua a leggere surepubblica.it
Nella serata di venerdì 26 agosto, al termine del match allo stadio, ci sono stati lanci di cocci di bottiglie, sassi e altro. Una famiglia friulana di 7 persone, con un bambino di 11 anni, è stata presa di mira da una trentina di tifosi, poi dispersi dalla polizia
Avvio di stagione turbolento per il calcio a Monza. Non tanto per l’avvio inceppato della squadra biancorossa, a zero punti dopo 3 turni nella prima stagione in serie A, quanto sul piano dell ordine pubblico, viste le intemperanze degliultras locali, protagonisti di scontri con quelli dell’Udinese al termine della partita disputata venerdì 26 agosto, e di molestie verbali e fisiche, secondo quanto riferito, nei confronti di una famiglia di friulani composta da sette persone, che cenava in un ristorante con un bambino di 11 anni.
Per i tafferugli, la questura brianzola, diretta da Marco Odorisio, ha eseguito sei arresti a carico di tre friulani e tre brianzoli, con vari trascorsi per reati da stadio. Le due fazioni si sono affrontate a fine gara. Alcuni pulminiche riportavano a casa i sostenitori udinesi dallo U Power Stadium, hanno incrociato i monzesi fermi davanti a Cascina Cantalupo, consueto ritrovo degli ultras del Monza. Tra le due tifoserie sono iniziati subitoi tafferugli con lanci di pietre, cocci di bottiglie, aste di bandiere e cartelli stradali sradicati. A bloccarli sono intervenuti i poliziotti, uno dei quali è finito in ospedale con una prognosi di dieci giorni per contusioni. continua a leggere su corriere.it
Brutta disavventura per il serbo lo scorso 28 luglio. Sceso dalla sua auto è stato avvicinato da due ladri: ha provato invano a scappare, è stato poi coinvolto in una colluttazione in cui ha riportato ferite a una mano
Attimi di terrore per Dusan Tadic. Il capitano dell’Ajax è statoaggredito da due rapinatori armati ad Amsterdam ed è stato ferito, ma è riuscito a mettere in fuga i malviventi. Secondo quanto racconta il quotidiano olandese De Telegraaf, la rapina è avvenuta a fine luglio, il 28, vicino alla sua abitazione nella capitale. Tadic è stato avvicinato da due uomini armati e con volto coperto vicino alla sua casa a Van Eeghenstraat, nel sud della città. Appena il capitano dell’Ajax è sceso dalla macchina, è stato avvicinato da due malintenzionati. Ha tentato di fuggire e di arrivare all’ingresso di casa sua ma non ce l’ha fatta e, dopo un breve inseguimento, è stato bloccato. Sempre secondo il racconto della stampa olandese, ne è nata una colluttazione. Il serbo è riuscito a togliere il casco a uno dei due uomini e a schiaffeggiarlo. Il giocatore è riuscito così a mettere in fuga i malviventi, che sono scappati a bordo di uno scooter. Il capitano dell’Ajax, invece, si è diretto verso il Conservatorium Hotel, che si trova nei paraggi della sua abitazione, dalla quale ha chiamato la polizia.
Stando agli inquirenti, i due avrebbero voluto rapinare il calciatore — rimasto leggermente ferito — dei suoi oggetti personali, in particolare si pensa volessero l’orologio di Tadic. Un’altra ipotesi degli inquirenti è che i malviventi volessero cercare di entrare in casa prendendolo in ostaggio. Non è il primo caso: l’anno scorso, sempre in Olanda, alcuni rapinatori avevano preso di mira per ben due volte la casa dell’ex attaccante del Psv Eran Zahavi. In una delle due occasioni, i banditi avevano legato e sequestrato moglie e figli dell’ex Palermo. Nessuno è stato mai arrestato per queste due rapine.
Modena, 8 agosto 2022 – Momenti di tensione al termine della sfida tra Modena e Sassuolo. Protagonista in negativo la stella neroverde Domenico Berardi, punzecchiato dal pubblico modenese dopo il calcio di rigore segnato durante la partita. Berardi ha ricevuto più di un fischio fin da subito, i fischi sono proseguiti per tutti enovanta i minuti e non sono stati digeriti dall’attaccante neroverde.
Nei pressi del parcheggio del Braglia, ancora una volta punzecchiatodai tifosiche uscivano dello stadio, Berardi ha reagito venendoquasi a contatto con coloro i quali lo avevano ingiustificatamente fischiato. A trattenerlo, immediatamente, il portiere del Modena Narciso, poi sono arrivate le forze dell’ordine prima che la situazione degenerasse.
VERGOGNA BERARDI: MAZZATE con un TIFOSO post MODENA-SASSUOLO
È successo durante una partita amatoriale. Il fischietto, 63 anni, è deceduto in ospedale per le emorragie interne
José Arnoldo Amaya – gazzetta.it
Fine settimana tragico in El Salvador dove un arbitro è morto in seguito a un pestaggio subito da un gruppo di giocatori e tifosi. Il fischietto si chiamava José Arnoldo Amaya, 63 anni, e stava arbitrando una partita amatoriale allo stadio Toluca di San Salvador. la situazione è degenerata quando Amaya ha ammonito e poi espulso un giocatore che ha cominciato a colpirlo anche quando l’arbitro è caduto a terra. Si sono poi aggiunti altri giocatori e addirittura alcuni tifosi che hanno invaso il campo, anche se la dinamica esatta e gli autori della violenza omicida non sono ancora stati individuati. continua a leggere
Violenze tra i tifosi avversari e la polizia: oggi la capitale sarà chiusa al traffico. Feriti 10 poliziotti. Allerta ancora alta
Quello che si temeva è successo: notte di scontri a Tirana tra tifosi del Feyenoord, della Roma e polizia. La serata considerata più a rischio, dalle forze d’ordine locali, era quella di martedì e così è stato. Ci sono stati scontri in varie parti della città, dal centro, alla periferia, al termine della quale una cinquantina di tifosi tra romanisti e olandesi sono stati rimandati a casa (alcuni via nave, altri via aerea) perché persone non gradite su territorio albanese. Ad ora numeri ufficiali non ci sono, probabile che in giornata sia la polizia locale a fare una stima, ma intanto, a seguito di scontri con pietre, bottiglie e bastoni, si contano due romanisti feriti, due albanesi feriti (uno alla testa in modo serio) e qualche tifoso olandese contuso in modo lieve. Sessanta (48 italiani e 12 olandesi) i fermati. continua a leggere
L’ex giocatore del Chivas aveva 33 anni. La polizia cerca di fare luce sull’accaduto
Calcio messicano in lutto per la morte del giocatore Antonio Salazar, 33 anni. – By Il Gazzettino Sicilia
Il calcio messicano è in lutto per la morte improvvisa di Antonio “Hulk” Salazar, ex calciatore del Chivas. Le autorità messicane hanno rivelato di aver ritrovato il corpo senza vita del 33enne, nel bagagliaio del suo veicolo (una Chevrolet Valier) avvolto nelle fiamme, nei pressi di Tonala. I paramedici della Croce Rossa inizialmente non sono stati in grado di determinare il sesso del corpo perché è stato bruciato in modo irriconoscibile. Martedì, un funzionario ha confermato che si trattava di Salazar. La polizia (non avendo trovato nessuna denuncia di furto del veivolo), sospetta che Salazar sia stato prima ucciso, poi messo nel bagagliaio, prima che l’auto venisse incendiata. continua a leggere
È apparso davanti allo stadio Maradona, esposto da alcuni gruppi organizzati che avevano contestato anche la squadra nei giorni scorsi. Il riferimento è all’auto rubata all’allenatore a ottobre
Lo striscione comparso in serata davanti allo stadio Maradona ha dell’incredibile. Al punto che in un primo momento in tanti avevano pensato ad un fake. Invece no, tutto vero: la data 16 Ottobre 2021 in cui fu rubata l’auto a Luciano Spalletti e la scritta: «Spalletti la Panda te la restituiamo, bast ca te ne vaje». La firma in calce: ‘o mariuol. Il messaggio simbolico è forte, clamoroso. Inquietante: invita l’allenatore ad andare via ed esprime inequivocabilmente le frizioni tra alcune fazioni del tifo organizzato e Luciano Spalletti.
Le altre contestazioni – Il filone unisce varie azioni che ci sono state nelle ultime settimane: prima la contestazione contro il Sassuolocon cori offensivi, la consegna delle uova al capitano Lorenzo Insigne nell’incontro all’esterno dell’Hotel Palazzo Caracciolo prima della partita, poi lo striscione di martedì sera legato al ricordo del 10 maggio 1987 che recitava così: «10 maggio 1987: altri uomini, altri valori. Della mer.. attuale preserviamo solo i colori».
Le prove acquisite dalla procura: la diciassettenne vicentina era a Montecarlo quando ricattava il calciatore. Registrazioni provano che stava mentendo sulla violenza
Al telefono con il calciatore Mario Balotelli, per farsi «chiedere scusa» di una violenza che, è stato appurato, non c’è stata, la vicentina allora 17enne con la voce rotta dal pianto si era detta molto provata, dopo quanto accaduto a Nizza. Incapace di chiudere occhio e di seguire le lezioni a scuola per quello stupro poi smentito nelle aule di tribunale. Ma l’adolescente vicentina non era affatto chiusa in casa e disperata in quei giorni di settembre 2017. A quanto pare sarebbe stata fuori Italia. A Montecarlo, a scattare un selfie con un noto personaggio tv già protagonista del Grande Fratello vip. La prova nel telefono della ragazza, il cui contenuto è stato acquisito e fatto analizzare su delega della procura. Uno degli elementi, assieme a chat Whatsapp e Instagram ma anche file audio e intercettazioni telefoniche approdati ora in un’aula del tribunale a Vicenza, dove è in corso il processo a carico del legale della ragazza, l’avvocato trevigiano Roberto Imparato. Che deve rispondere di tentata estorsione in concorso (con la sua cliente all’epoca minorenne) ai danni di SuperMario.
Centomila euro contro uno scandalo – Il professionista della Marca — è l’accusa ed è anche quello che emergerebbe dal materiale passato al setaccio — era pronto a tendere un «trappolone» all’ex centravanti di Inter, Milan, Liverpool e Nizza. Centomila euro in cambio del suo silenzio, per evitare lo scandalo. E il legale (assistito dal collega Ernesto De Toni) avrebbe anche istruito la cliente. «L’avvocato mi ha detto che devo dirgli (a Balotelli, ndr) che ho un trauma, che non dormo e che non vado a scuola. Devo dire ‘ste cose a Mario. E gli devo dire che mi chieda scusa, almeno. Così lo becco in pieno», la confessione della ragazza ad un’amica.E se è vero che non andava a scuola almeno è provato che viaggiava. Aveva fatto tappa al Principato di Monaco incappando pure in qualche vip con cui sorridere davanti allo smartphone. Una foto che è ora agli atti. Come il selfie tra Imparato e il giornalista Alfonso Signorini, direttore di «Chi» a cui allora avrebbe cercato di vendere la «notizia» scandalistica, ricevendo però un rifiuto. C’è infatti una telefonata tra i due per fissare un appuntamento. L’accordo è per un incontro a Padova, risulta dall’audio. continua a leggere
Esplode la follia al termine della semifinale provinciale Allivi
Pugni e calci in campo, maxi rissa al termine di partita tra under 17
Violenza giovanile ancora protagonista. Questa volta sui campi di calcio. Ancora una volta i social fanno da cassa di risonanza, con le immagini della maxi rissa alla fine di una partita a Scordia, semifinale provinciale di ritorno tra Gymnica Scordia-Libertas Catania Nuova, squadre del campionato Allievi Under 17.
Il match si era concluso con la vittoria per 4-1 dei padroni di casa. Poi esplode la follia in campo con pugni, calci e invasione di campo. “Quello che è successo ieri è la cosa più brutta che si possa vedere in un incontro di calcio giovanile – scrive nel suo profilo facebook la società Gymnica Scordia – peccato perché in campo durante la partita e fino alla fine del fischio finale le 2 squadre si erano comportate bene, poi è successo di tutto, speriamo che non si vedano più scene del genere, Scordia calcio è sempre stata una piazza sportiva e cordiale con tutti”.
È accaduto durante Vicenza Lecce in Serie B. Le loro condizioni sembrano tranquillizzanti
Il portiere del Vicenza Nikita Contini e un giovane raccattapelli sono stati colpiti da due bombe carta e sono stati portati in ospedale in ambulanza Gli ordigni sono stati lanciati dalla curva dei tifosi del Lecce.
Il ragazzino è stato portato fuori dal campo a braccia e poi medicato dai sanitari, prima di essere accompagnato all’ospedale San Bortolo.
Le sue condizioni e quelle del portiere biancorosso sembrano tranquillizzanti, anche se saranno sottoposti ad ulteriori controlli.
Il petardo, al quale ne e’ seguito subito un altro, è stata lanciato dai supporter pugliesi per festeggiare il gol dell’1-0 segnato da Strefezza, che poteva valere la promozione in A. Il portiere Contini, che teneva la mano all’altezza del collo, è stato subito accompagnato in barella negli spogliatoi. Partita interrotta per quasi 10 minuti e poi ripresa, con l’arbitro che ha concesso 14 minuti di recupero.
Francesco Latini, allenatore dell’Accademia Calcio Terni, ricoverato a Cesena. Dopo una lite di gioco il genitore lo ha colpito: «Mondo marcio, ma tornerò in campo»
L’allenatore aggredito Francesco Latini
Metti una partita fra ragazzini nel giorno di Pasqua, il contesto perfetto per un pomeriggio di sano divertimento. Non è stato però questo l’esito della sfida fra Accademia Calcio Terni e Gcd Ponte di Nona (Roma), due squadre che partecipavano alla «Regins Pasqua Football Cup», una manifestazione organizzata allo stadio Magi di Gabicce (Pesaro-Urbino), comune al confine tra Romagna e Marche.
L’aggressione contro uno degli allenatori – Parliamo di ragazzi della categoria Esordienti, classe 2009, quindi giovanissimi da far crescere nel segno della sportività con buoni esempi dentro e fuori dal campo. Quasi al termine della gara, si è acceso in campo un normale diverbio di gioco placato dall’intervento dei due allenatori ma proprio quando tutto sembrava tornato alla normalità è scattata l’aggressione. Il padre di uno dei ragazzini della squadra romana ha scavalcato la recinzione di oltre due metri che divide il campo dagli spalti, si è diretto verso la panchina umbra e si è scagliato contro Francesco Latini, 33enne tecnico del club ternano.
La violenza di uno dei genitori – In pochi istanti si è passati dagli insulti al pestaggio con pugni e calci che hanno costretto l’allenatore a cadere a terra ma non placato l’assalitore che ha continuato ad infierire fino a quando non è stato portato fuori dal campo a forza dagli adulti presenti (tecnici delle due squadre e organizzatori dell’evento). Fra le lacrime e la paura dei ragazzini e lo sbigottimento dei presenti, sono quindi intervenute le forze dell’ordine, la gara è ovviamente stata assegnata a tavolino alla squadra ternana ma intanto Latini è stato trasportato all’ospedale Bufalini di Cesenaa causa di un’emorragia che si è fortunatamente arrestata prima di rendere necessaria l’operazione chirurgica.
Il racconto dell’allenatore: «Picchiato perché il figlio è stato sostituito» – «Dopo le prime di sabato, domenica stavamo disputando allo stadio di Gabicce una partita del girone finale – ha raccontato Latini al sito Umbria On – con la possibilità di arrivare fra le prime otto classificate. Ad un certo punto un giocatore avversario ed uno dei miei hanno avuto uno screzio e sia io che l’allenatore dell’altra squadra siamo entrati in campo per placare subito gli animi. Cosa che abbiamo fatto usando soltanto le parole, senza alcun contatto fisico. Poi, con il mister avversario, ci siamo scambiati un cenno di intesa e lui ha provveduto a sostituire il suo atleta che aveva un po’ innescato questa situazione. Poi ciascuno è tornato sulla propria panchina. Quando ero voltato verso il terreno di gioco, un soggetto, che poi ho scoperto essere un genitore della squadra avversaria, mi ha colpito prima con un pugno al volto e poi, quando ero a terra, con un calcio violentissimo ad un fianco»
I soccorsi, l’ipotesi di perdere un rene e la prognosi di oltre trenta giorni – Latini è stato subito soccorso dagli operatori del 118 che si trovavano allo stadio: «Dopo le prime cure, mi hanno portato all’ospedale di Riccione e lì, a seguito della Tac a cui sono stato sottoposto, è emerso l’ematoma al rene destro. A quel punto sono stato trasferito d’urgenza all’ospedale di Cesena, con addosso la paura di perdere il rene. continua a leggere
L’incendio circoscritto subito dai vigili del fuoco, nessun ferito. Chiusa la strada che costeggia l’impianto. I sindaci di Melilli e Priolo: situazione sotto controllo
Siracusa, incendio nel Petrolchimico – (ph Siracusanews)
Un incendio e una grande nube di fumosi sono sviluppate nell’area del gassificatore di Isab Energy di Priolo, in provincia di Siracusa, nella zona del Petrolchimico. Secondo una prima ricostruzione, a prendere fuoco sarebbe stato l’impianto di gassificazione e cogenerazione di energia elettrica. L’area interessata dal rogo è stata immediatamente evacuata e chiusa la strada in prossimità dell’impianto. Sul posto sono giunti in pochi minuti i mezzi dei vigili del fuoco – sia il presidio interno allo stabilimento che le squadre esterne – che, non senza qualche difficoltà, hanno domato le fiamme.
Le verifiche – L’incendio è stato circoscritto enon ci sono feriti, se non un lieve contuso causato però dalle fasi concitate dell’evacuazione. La situazione è tornata subito sotto controllo. A creare apprensione è stata, soprattutto, la colonna di fumo che si è sviluppata e ben presto si è avvicinata ai centri abitati. Ma i sindaci di Melilli e Priolo hanno invitato i cittadini a non allarmarsi. Anche la Prefettura di Siracusa, precauzionalmente, ha avviato un protocollo di sicurezza che ha portato alla chiusua della strada che costeggia lo stabilimento.
Ad incendiare gli animi al 90′è stato il giocatore degli spagnoli con un brutto fallo su Foden. Poi Savic ha tirato i capelli a Grealish. E il parapiglia è proseguito al rientro negli spogliatoi, con Vrsaljko che ha sputato addosso a Walker e ha tentato di aggredirlo
Fino al 90′ Atletico Madrid-Manchester City era stata una gara combattuta, a tratti ruvida, ma non cattivissima, tenendo conto del peso della partita e delle dichiarazioni che l’avevano resa più elettrica. Ad appiccare l’incendio è stato Felipe, il difensore degli spagnoli, che già all’inizio del primo tempo (al 13′) era stato graziato dall’arbitro dopo un brutto fallo su Foden, rimasto ferito alla testa e costretto a giocare il resto della gara con un bendaggio. L’ammonizione Felipe l’ha rimediata comunque undici minuti più tardi per un intervento da dietro su De Bruyne a centrocampo.
FELIPE ESPULSO – Lo stesso Felipe, al 90′, ha affrontato ancora Foden all’altezza della linea laterale, per fermare un contropiede che poteva essere pericoloso. Il giocatore del City in un primo tempo ha cercato di resistere all’attacco, ma poi ha subito un calcione ed è rotolato a terra. Savic si è lanciato su di lui, nel tentativo di farlo rialzare, forse convinto che non ci fosse stato fallo e che quella fosse una scenata per perdere tempo. I giocatori delle due squadre, ma anche panchinari e membri degli staff tecnici, si sono precipitati in quella zona del campo e a quel punto la rissa ha rischiato di sfuggire di mano. Il portiere Oblak, in maglia arancione, ha fatto di tutto per fare da barriera tra le due fazioni. Ma Savic ha tirato i capelli a Grealish, rischiando di aggravare ancora di più la situazione. L’arbitro ha fatto sfogare tutti e poi, dopo alcuni minuti di stop alla partita, ha prima ammonito Aké e Savic e poi ha espulso Felipe. Un rosso inevitabile, ma preso male dal difensore, convinto di avere subito un grave torto. I tifosi spagnoli hanno sottolineato con boati e fischi ogni momento della rissa.
SECONDO ROUND – Dopo 13 tesissimi minuti di recupero è arrivato il fischio finale. I giocatori del City si sono abbracciati in mezzo al campo, Simeone ha applaudito i tifosi spagnoli, ma al rientro negli spogliatoi c’è stato un secondo round immortalato dalle telecamere che, a quanto si è poi saputo, non è stato altro che il trascinamento al coperto del “match” personale tra Savic e Grealish (anche all’andata, tra l’altro, il giocatore del City era stato preso per i capelli da Vrsaljco). Proprio Vrsaljco – ex difensore di Genoa, Sassuolo e Inter – sulla scalinata che collega il campo agli spogliatoi è apparso scatenato, quasi trasfigurato dalla rabbia, tanto che più persone sono dovute intervenire per fermarlo. In un video pubblicato da As sul proprio sito internet, lo si vede prima lanciare un oggetto contro Walker, poi tentare una aggressione e infine lanciare uno sputo. Non è stato facile tenere a forza i due giocatori, per evitare il contatto fisico. E per riportare la pace è stato necessario l’intervento della polizia con una decina di agenti.
Tifosi del Foggia Tirano oggetti in Campo e Tentano di Aggredire Pietro Iemmello in Foggia-Catanzaro
Invasioni di campo, aggressioni, insulti e caccia all’uomo. Così gli ultrà si sono scatenati a Foggia durante la partita col Catanzaro, posticipo della 36esima giornata del girone C di sere C, che si è conclusa 6 a 2 per gli ospiti, ma dopo ben due interruzioni per invasione di campo. La furia di alcuni tifosi di casa si è accanita contro l’attaccante ospite Pietro Iemmello, ex di turno. Dopo aver segnato due reti nel primo, sollevando le proteste di parte del pubblico di casa, Iemmello stava per calciare un rigore del possibile 6-1 ma un tifoso è entrato in campo cercando di aggredirlo prima di essere fermato dagli steward. Il giocatore ha rinunciato a tirare il penalty ed è stato sostituito, ma anche in panchina ha rischiato di essere aggredito. Dopo la seconda rete del Foggia, per il 6-2 finale, c’è stata un’altra interruzione per invasione, con l’arbitro costretto a sospendere ancora il gioco per far calmare gli animi e riportare ordine in campo e fuori (video: Eleven Tv).
‘Da Knutsen pugno a Nuno Santos’. Norvegesi: ‘ha attaccato lui’
Il day after di Bodo-Roma è un mix di preoccupazione e rabbia.
Il primo è un sentimento nato dall’infortunio al ginocchio destro di Gianluca Mancini e svanito successivamente agli esami che hanno escluso lesioni, mentre il secondo nasce con la sconfitta per 2-1 e culmina nell’acceso post partita che ha visto arrivare al confronto il preparatore dei portieri giallorosso, Nuno Santos, e il tecnico dei norvegesi, Kjetil Knutsen.
Le versioni dell’accaduto delle due società, però, non combaciano e per questo Bodo-Roma è continuata anche fuori dal campo: ora indaga un ispettore dell’Uefa. continua a leggere
La denuncia di Pellegrini. Tutto è nato da una discussione negli spogliatoi, poi il gesto inspiegabile del tecnico. Necessario l’intervento della polizia per interrogare calciatori e magazzinieri. La difesa di Knutsen: “Un loro collaboratore mi ha insultato come un pazzo”
Non solo la beffa di una sconfitta. Ma anche il giallo di una rissa – non soltanto sfiorata – dopo la partita, con accuse reciproche, veleni, addirittura l’intervento della polizia. È la coda al veleno di Bodo-Roma, andata dei quarti di finale di Conference League.
L’allenatore del Bodo ha dato un pugno a Nuno Santos – “Un’aggressione” ai danni di Nuno Santos, il preparatore dei portieri della Roma, da parte di Kjetil Knutsen, l’allenatore del Bodo/Glimt.Così l’ha definita Lorenzo Pellegrini, il capitano dei giallorossi. Ma che tipo di aggressione? “Un pugno in faccia“, così lo raccontano testimoni presenti sul posto. Per questo, sono dovute intervenire le forze dell’ordine norvegesi che hanno interrogato tutti: calciatori, magazzinieri, personale in servizio. Tutto è accaduto alla fine del match: i due staff erano intenti a discutere nella zona degli spogliatoi, quando – inspiegabilmente – Knutsen è passato dalle parole ai fatti. Un colpo al volto del preparatore dei portieri, che ha costretto tutti i presenti a intervenire, per evitare che la situazione precipitasse ulteriormente. La Roma ha fatto presente quanto avvenuto alla polizia. Anche col delegato Uefa presente: quasi scontato che sulla questione interverrà anche l’ente europeo, aprendo un’indagine. La questione è diventata di dominio pubblico soltanto quando davanti alle telecamere l’ha riassunta Pellegrini: “Ho avuto modo di assistere a un atto davvero sgradevole. Il loro allenatore ha aggredito il nostro preparatore dei portieri, Nuno Santos, in maniera forte. Noi siamo venuti qui con tutto il rispetto, per loro e per la competizione. Fatti così sono un insulto per tutti, per la Roma, per noi e per la competizione. È una vergogna”. continua a leggere
Dopo il pareggio 1-1, centinaia di persone hanno invaso il campo del National Stadium di Abuja. Nei disordini avrebbero picchiato a morte il dottor Joseph Kabungo, uno dei medici addetti all’antidoping. Le indagini sono in corso
È finita in tragedia la mancata qualificazione della Nigeria ai Mondiali di Qatar 2022: un medico Fifa addetto all’antidoping è morto in seguito ai disordini scoppiati dopo la partita il 29 marzo ad Abuja. Le indagini sono ancora in corso per chiarire l’accaduto. Tutto è cominciato dopo che la nazionale di Osimhen, l’attaccante del Napoli, ha pareggiato 1-1 contro il Ghana e dopo 16 anni, per la regola del gol in trasferta (0-0 all’andata), ha mancato l’accesso al torneo iridato. A quel punto la delusione dei tifosi nigeriani si è tramutata in folle violenza e lo Stadio Nazionale di Abuja (tutto esaurito, con 60mila persone sulle tribune) è stato preso d’assalto. Centinaia di tifosi nigeriani hanno cominciato a distruggere e travolgere tutto ciò che capitava loro davanti al grido di «Pinnick must go! Pinnick must go!!» (riferito al presidente della Federcalcio nigeriana Amaju Pinnick) e nel caos ha perso la vita Joseph Kabungo, un medico zambiano addetto l’antidoping. continua a leggere
@FAZFootball joins the rest of the football family in mourning the late Dr Joseph Kabungo. Dr Kabungo, a CAF/FIFA medical officer was on duty in Abuja for the second leg, final qualifying match between Nigeria and Ghana that ended 1-1. 1/3 pic.twitter.com/D3VmbKCT3l
Traduzione https://translate.google.it – @FAZFootball si unisce al resto della famiglia del football in lutto per il defunto dottor Joseph Kabungo. Il dottor Kabungo, un ufficiale medico CAF/FIFA, era in servizio ad Abuja per la gara di ritorno, partita di qualificazione finale tra Nigeria e Ghana, terminata 1-1. 1/3
I calciatori impauriti erano nello spogliatoio, l’uomo ha poi abbandonato la vettura ed si è dileguato nella pineta. Carabinieri e polizia lo hanno identificato e arrestato in serata
Konani Training Center di Castel Volturno
Momenti di paura nel pomeriggio alKonani Training Center di Castel Volturno dove il Napoli ha ripreso gli allenamenti dopo la pausa di due giorni: un’auto a tutta velocità è entrata nel viale che porta ai campi di allenamento, ha sfondato il cancello di ingresso, ha fatto retromarcia ed è poi fuggita. Sul campo infatti c’era soltanto il vice di Spalletti, Baldini. Mancavano trenta minuti alle 15.30, ora in cui la seduta doveva cominciare. Pochi istanti prima, l’automobilista folle, aveva anche tentato di entrare nell’albergo attiguo al centro sportivo. Dell’uomo si sono perse le traccema sono stati allertati i carabinieri di Castel Volturno che hanno organizzato posti di blocco per rintracciarlo. Soltanto in serata l’automobilista è stato identificato e arrestato. Al momento dell’irruzione i calciatori stavano per uscire dagli spogliatoi per l’allenamento, nel centro c’erano lo staff tecnico, mancava soltanto Spalletti per influenza, e i dipendenti. La seduta pomeridiana è iniziata inevitabilmente più tardi. L’uomo quando ha abbandonato la vettura ha continuato la sua fuga a piedi, dileguandosi nella pineta. L’auto è stata recuperata in serata, una Citroen intestata ad una donna, la moglie dell’automobilista folle che così è stato identificato e arrestato.
L’ennesimo episodio di violenza che ha coinvolto i fischietti uruguaiani nell’ultimo weekend ha spinto i direttori di gara ad annunciare ufficialmente la protesta. “Non ci presenteremo fin quando non si daranno le garanzie per riprendere le attività in tutte le discipline e categorie”. Solidarietà da parte della federazione che ha sospeso momentaneamente tutti i campionati
Il calcio in Uruguay, a tutti i livelli, potrebbe fermarsi. Gli arbitri del paese sudamericano, infatti, hanno annunciato lo sciopero dopo le denunce di un assistente di gara, Martin Soppi, e del fischietto Gustavo Tejera, insultati e minacciati rispettivamente in occasione delle gare del campionato d’Apertura di Primera Division, Nacional-Torque e Penarol-Danubio.
“Stop al calcio in tutte le discipline e categorie” – “Non ci presenteremo ad arbitrare fin quando non si daranno le garanzie per riprendere le attività in tutte le discipline e categorie – scrive in un comunicato l’Audaf, l’associazione degli arbitri uruguaiana -. Non tolleriamo in nessun caso altri fatti simili. AUDAF non ammette e non ammetterà alcun tipo di dichiarazione, minaccia o attacco che coinvolga i nostri associati o la nostra attività“. Una decisione che ha spinto la Federcalcio uruguaiana ad adeguarsi manifestando solidarietà nei confronti dei direttori di gara: “Visto il provvedimento adottato dall’Audaf , si comunica che tutte le discipline e le categorie Auf sono sospese fino a nuovo avviso. L’Auf rifiuta qualsiasi tipo di azione nei confronti degli attori che fanno parte dei tornei del nostro calcio uruguaiano. Lavoriamo per identificare e punire gli autori“. Nei prossimi giorni gli arbitri incontreranno i vertici del calcio per capire come ripartire in sicurezza. continua a leggere
Campionato Csi a Cremona, l’aggressione all’arbitro di un giocatore 27enne del Cava Digidue dopo la partita con la rappresentativa Rcc 2020
Il gol annullato, l’arbitro accerchiato dai calciatori, costretto a sospendere la partita e a rifugiarsi negli spogliatoi, perché se la vede brutta. Ma quando riemerge, uno dei giocatori è li che lo aspetta, gli dà una testata. La Digos lo ha individuato. È un 27enne di Cremona ora colpito dal Daspo per 2 anni. Il fatto è accaduto il 4 dicembre scorso, sabato. E ricorda la testata di Zidane a Materazzi che fece la storia del Mondiale 2006 vinto dall’Italia contro la Francia. Solo che non siamo sotto il cielo di Berlino, ma di Cavatigozzi, quartiere alle porte di Cremona.
La sfida di quartiere – Quel sabato, si sfidano la Cava Digidue e l’ Rcc 2020 (Rappresentativa Calcio Cremona) , squadre che militano nel campionato di Premier Ship, match valido per il campionato Csi amatori. In campo si scatena la protesta dopo il gol annullato alla squadra locale. Uno dei calciatori dà una manata sulla nuca dell’arbitro (sarà lo stesso della testata), il mister invade il terreno di gioco e viene espulso. La tensione è altissima. Il fischietto si ripara negli spogliatoi, una doccia e via. Vuole tornare a casa. Si becca la testata. È così sotto shock che non riconosce il violento. Lo soccorrono un dirigente e un giocatore della squadra ospite. continua a leggere