La Prefettura di Milano, dopo la riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduta dal Prefetto Claudio Sgaraglia, alla presenza del sindaco Giuseppe Sala, ha confermato che il prossimo 31 maggio, in occasione della finale di Champions League PSG-Inter è “previsto l’allestimento di un maxischermo presso lo stadio San Siro“. Nel contempo, “è stata avviata la pianificazione delle attività di vigilanza e controllo del territorio” per quel giorno.
Inoltre, in seno al Comitato “è stata prevista un’intensificazione delle misure di sicurezza, soprattutto nelle aree centrali del Comune di Milano, nel caso in cui la squadra dell’Inter risultasse vincitrice del Campionato di Serie A, al termine degli incontri di calcio che si disputeranno nella giornata di domani“.
«Il Viminale ha sempre vietato le trasferte tifosi del Napoli a San Siro negli ultimi almeno 10 anni e quindi c’è questo pericolo che non ci possa essere accesso ai tifosi del Napoli».
Ezio Simonelli (foto CF – Calcioefinanza.it)
«Napoli e Inter si sono comportate in maniera elegante. Hanno fatto arrivare due lettere con i loro desiderata, che naturalmente non coincidevano soprattutto per la data. Abbiamo trovato comunque un compromesso che forse non ha fatto impazzire nessuno ma non ha nemmeno fatto arrabbiare nessuno». Lo ha detto il presidente della Lega Serie AEzio Simonelli, intervenuto a margine dell’evento I primi fair play organizzato da Panathlon Club Milano in memoria di Carlo Tavecchio.
«Credo che abbiamo preso una scelta non dico la migliore possibile ma quella più ragionevole, facendo giocare il venerdì l’Inter e il Napoli anche per avere la possibilità, nel caso che dovessero arrivare a pari punti, di poter avere una giornata dove poter fare lo spareggio, nel caso lunedì 26 maggio. Quindi diciamo una soluzione di mediazione», ha aggiunto.
«In base al regolamento la sede dello spareggio scudetto è San Siro. Poi sappiamo che per motivi di ordine pubblico il Viminale ha sempre vietato le trasferte tifosi del Napoli a San Siro negli ultimi almeno 10 anni e quindi c’è questo pericolo che non ci possa essere accesso ai tifosi del Napoli. In questo caso il regolamento dice che se lo stadio San Siro non dovesse praticabile si giocherà dove viene giocata la finale Coppa Italia e quindi Roma», ha detto a proposito della sede.
«Vedremo quale sarà l’atteggiamento del Viminale, io mi auguro che su una cosa così importante come l’eventuale spareggio si possa anche ripensare quelle decisioni, ma non sta a noi. Noi ci adegueremo a quella che diciamo l’ordine pubblico ci dirà che sono le regole da seguire, se dovesse capitare vedremo come gestire tutto al meglio, ma è una ipotesi ad oggi remota. È chiaro che nell’eventualità dello spareggio l’Inter ci terrebbe a giocare a Milano e le spetterebbe anche di diritto ma non dipende da noi», ha concluso.
Incidente domestico, Lucio ricoverato in ospedale per ustioni. Il bollettino medico: “È stabile e cosciente”
Nella giornata di venerdì Lucio è stato ricoverato in un ospedale di Brasilia dopo un incidente domestico che gli ha provocato delle ustioni. A riportare la notizia èGloboesporte: la struttura sanitaria non ha fornito dettagli sull’accaduto, ma ha fatto sapere che l’ex difensore è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva e che è cosciente e stabile. Presto sarà trasferito in un altro ospedale privato.
L’ultimo bollettino medico informa che “il paziente è stabile, cosciente e sotto le cure di una valida equipe medica. Riceve monitoraggio medico specializzato per il trattamento delle ustioni“.
In rete anche il video. Sei feriti, uno con l’orbita fratturata
Erano andati allo stadio di Zagabria per festeggiare un addio al celibato ma sono stati aggrediti brutalmente da alcuni ultras.
“Uno di loro ci ha chiesto da dove venivamo e quando abbiamo risposto ‘Italia’ hanno cominciato a picchiarci con pugni e calci“, ha raccontato uno dei ragazzi di ritorno in Italia. L’episodio risale a sabato scorso ed è finito anche sulle cronache croate che hanno pubblicato un estratto del video del pestaggio in cui si vedono alcuni tifosi vestiti di nero pestare alcuni ragazzi, alcuni anche a terra.
“Eravamo arrivati allo stadio un quarto d’ora prima dell’inizio della partita della Dinamo – racconta uno di loro -. Dopo aver passato i controlli ci siamo diretti verso i nostri posti, che erano nella tribuna, una zona molto tranquilla, dove c’erano anche famiglie con i bambini. Veniamo avvicinati da un gruppo di croati con felpe e cappucci che ci chiedono da dove veniamo. Quando abbiamo risposto ‘Italia‘ hanno cominciato a colpirci con i pugni sul volto. Alcuni di noi sono caduti dai gradoni, ma raggiunti, sono stati colpiti anche con i calci“. Secondo quanto raccontato dai ragazzi, tutti professionisti campani, in tribuna c’era anche uno steward che, però, “è rimasto fermo a guardare il pestaggio“. Riusciti a scappare, i ragazzi hanno poi raggiunto l’uscita chiedendo aiuto agli agenti di polizia. Successivamente hanno presentato denuncia e sono stati curati in ospedale. Sei di loro sono rimasti feriti, con il più grave che ha riportato la frattura piatto orbitale. “Abbiamo contattato anche l’ambasciata – conclude una delle vittime -, ci hanno assicurato che si sarebbero mossi per chiarire l’accaduto“.
Il presidente della Serie A ha lanciato l’idea parlando della chiusura dell’impianto per le Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026.
Ezio Simonelli (foto CF – Calcioefinanza.it)
In una lunga intervista rilasciata al podcast della rivista Panorama, il presidente della Lega Serie A Ezio Maria Simonelli ha toccato diversi temi interessanti del massimo campionato italiano. A cominciare da quello che ha trovato dopo essersi insediato come presidente.
«Ho trovato una Lega molto efficiente, una grande squadra di professionisti, tutti gli aspetti di una società che organizza uno spettacolo. Ho puntato più sull’armonia della Lega delle venti società e credo di esserci riuscito, i o almeno sono soddisfatto, anche se il giudizio non spetta a me», ha esordito.
Simonelli ha parlato anche delDecreto Crescita e di un’ipotesi di ripristino degli sgravi fiscali: «Dal punto di vista del Decreto crescita non ci saranno novità, il decreto crescita ha aiutato molto il calcio italiano. E’ stato un grande beneficio fiscale per le società, questo ha permesso di portare in Italia tanti giocatori importanti, così I’Atalanta ha vinto l’Europa League e I’Inter è andata in finale. La norma è terminata, non so se sarà riproposta. Noi ci auguriamo che il governo aiuti in qualche modo le società».
Il presidente della UEFA Aleksander Ceferin ha stroncato l’impiantistica italiana, affermazioni che Simonelli condivide: «Da italiano mi sono vergognato. La burocrazia e la mancanza di visione di una parte della politica ha portato a fare solo 5 stadi in Italia mentre in Europa ne hanno fatti 213. Dal progetto all’iter passa troppo tempo. Il ministro Abodi nominerà presto un commissario per agevolare la costruzione dei nuovi stadi e questo snellirà l’iter. Questo ci permetterà di avere nuove strutture o di rinnovarle».
Tra queste, anche il nuovo San Siro di Inter e Milan: «Sono fiducioso anche perché c’è un impegno dell’amministrazione comunale e credo che sia indispensabile che Inter e Milan abbiano una casa adeguata come il Bernabeu o altri stadi che sono a distanza planetaria. Mi pare che ci sia anche la volontà delle proprietà di Inter e Milan a portare avanti il progetto».
Capitolo diritti tv, il presidente di Lega dice la sua sulla situazione attuale: «Noi siamo abbastanza soddisfatti di quanto vendiamo diritti in Italia, molto meno di quello che realizziamo per l’estero. Sono stato anche negli Stati Uniti per illustrare il nostro progetto, certo per poter vendere bene i diritti bisogna avere le stelle del calcio. Quando le avevamo era più facile vendere i diritti televisivi. Se l’Inter riuscisse a vincere la Champions farebbe fare un bel salto in avanti all’appetibilità della nostra serie A anche se sappiamo che è impossibile raggiungere le cifre della Premier League».
Infine, tornando su San Siro Simonelli ha legato l’argomento all’ipotesi di giocare partite della Serie A negli USA: «Ci sono dei passaggi formali da superare come chiedere l’autorizzazione alla UEFA, ma ci piacerebbe farlo. Poi abbiamo un’occasione da sfruttare, San Siro per un mese sarà chiuso perché dovrà essere preparato per l’inaugurazione delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Dal 10 gennaio all’8 febbraio l’impianto non sarà disponibile per le partite di Inter e Milan. Potrebbe essere l’occasione per far giocare all’estero Inter e Milan».
L’Inter è riuscita a conquistare la finale di Champions League e il prossimo 31 maggio, nello scenario dell’Allianz Arena di Monaco, i nerazzurri si giocheranno col PSGla possibilità di tornare a trionfare nella principale competizione europea. La UEFAha già designato quello che sarà l’arbitro dell’ultimo atto di Champions, la finale tra Inter e PSG sarà infatti diretta dal quarantenne rumenoIstvan Kovacs.
Il percorso di Kovacs e la designazione completa – Kovacs ha al suo attivo direzioni in finale di Europa League e Conference League (con Atalanta e Roma coinvolte e vincenti), avrà dunque modo di completare il proprio percorso di finali europee e di dirigere anche quella più prestigiosa. Nel corso della Champions League 2024/25, quella che vede Paris Saint-Germain e Inter sfidarsi in finale, Kovacs ha già diretto diverse sfide di primo piano e ha già avuto modo di dirigere sia l’Inter e che il PSG, rispettivamente contro l’Arsenal e contro il Bayern Monaco (oltre che col Liverpool al ritorno degli ottavi di finale).
Kovacs ha già incrociato l’Inter in una finale di Champions, nelle vesti di assistente nella sfida persa di misura contro il Manchester City due anni fa. Accanto a Kovacs la squadra arbitrale per la finale di Monaco sarà composta da Mihai Maricae Ferencz Tunyogicome assistenti, Joao Pedro Silva Pinheiro come quarto uomo, Dennis Johan Higlercome addetto al VAR (con Catalin Popa e Paulus van Boekel a supportarlo).
L’episodio è avvenuto a partita appena cominciata, mentre Torino ed Inter erano in campo da 2′. Coinvolto anche un altro sostenitore granata rimasto però illeso
Attimi di paura a Torino durante la partita tra i granata e l’Inter. Proprio in avvio, quando sul cronometro erano trascorsi appena 2′ circa, quasi “invitato” dai calciatori presenti dalle parti della bandierina in occasione di un calcio d’angolo in favore dei nerazzurri l’arbitro La Penna ha dovuto fermare il gioco. Il motivo è stato il cedimento di una parte di una balconata della curva granata sopra cui erano presenti due tifosi, caduti al di sotto nella Curva Maratona. Uno dei due è stato portato in codice giallo all’Ospedale Mauriziano di Torino, l‘altro è rimasto illeso ed è rimasto allo stadio per assistere alla partita. Nelle prossime ore la polizia verificherà le cause del crollo della balconata, ma per fortuna il peggio è stato evitato e la sfida tra Torino ed Inter è stata arrestata solo per qualche minuto, subito a conferma che non fosse successo nulla di eccessivamente grave. A partita conclusa, l’allenatore del Torino, Vanoli, ha fatto sentire la propria vicinanza al tifoso coinvolto: “Faccio un in bocca al lupo al nostro tifoso, ci auguriamo che finisca tutto bene: stiamo provando a informarci, speriamo che vada tutto bene”.
La UEFA ha deciso: l’esperto fischietto polacco dirigerà la semifinale di ritorno in programma martedì sera a San Siro
La UEFA ha reso nota la designazione arbitrale di Inter-Barcellona, semifinale di ritorno di Champions League, in programma martedì sera a San Siro.
Dirigerà l’incontro l’esperto polacco Szymon Marciniak, coadiuvato dai connazionali Tomasz Listkiewicz e Adam Kupsik come assistenti e Paweł Raczkowski come quarto uomo. Al Var l’olandese Dennis Higler, Avar il connazionale Pol van Boekel.
Come è stato ufficializzato nella giornata di ieri, la Supercoppa Italiana si giocherà in Arabia Saudita anche nel 2026e ancora con il format a quattro squadre. Un format che garantirà 23 milioni di euro alla Lega di A. Il Corriere della Serarivela però che nel corso dell’assemblea che si è svolta in videoconferenza, l’avvocato nerazzurro Angelo Capellini ha fatto presente che l’Inter si riserva di partecipare alla manifestazione in cui gareggiano oltre al Milan anche il Napoli e il Bologna.La sensazione è cheil club interista, stritolato da mille partite, fortemente orientato a giocare la Supercoppa in gara secca, ora attenda di conoscere l’esito del cammino in Champions che potrebbe condizionare anche gli impegni di dicembre, quando si svolge la coppa Intercontinentale. Va da sé che la Lega non assisterebbe in maniera passiva a una eventuale rinuncia da parte dell’Inter: una sanzione sarebbe da mettere in conto.
MILAN IN AUSTRALIA –Il Corriere della Sera poi riporta anche un capitolo a parte, sempre legato al calendario della prossima stagione. Ieri l’ad della Lega di Serie A, De Siervo, ha informato i club della ricca proposta arrivata dall’Australia di ospitare una partita di campionato.Dal momento che per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 San Siro non sarà disponibile dal 10 gennaio all’8 febbraio e perciò le milanesi sono alla ricerca di uno stadio, è emersa la possibilità che i rossoneri possano disputare una gara dall’altra parte del mondo. Secondo il Corriere resta comunque da superare lo scoglio della volontà della Uefa, che finora non ha mai concesso semaforo verde a iniziative del genere. I club confidano sulla moral suasion di Gabriele Gravina , vicepresidente della Uefa, nei confronti di Ceferin.
Nuovi casi in Serie A per espressioni blasfeme: aperto un fascicolo per Bisseck dopo Inter-Roma e Luca Pellegrini.
Yann Aurel Bisseck – Getty Images
Dopo la vicenda che ha riguardatoLautaro Martinezper la bestemmia in Juventus-Inter, sotto indagine per lo stesso motivo è finito adesso un altro giocatore nerazzurro, ovvero Yann Bisseck. L’episodio in questione fa riferimento all’ultima gara giocata dall’Inter, ovvero a San Siro contro la Roma.
La procura FIGCha aperto un fascicolo d’indagine come riferisce il Corriere dello Sport per fare luce sull’accaduto che coinvolge il difensore tedesco.
Pochi giorni prima invece era stato Luca Pellegrini nel match tra Lazio e Genoa a utilizzare un’espressione blasfema e anche il terzino biancoceleste adesso è sotto indagine. Proprio oggi è arrivata la decisione del giudice sportivodi squalificare Alberto Grassiper lo stesso motivo dopo la gara dell’Empoli a Firenze.
L’EPISODIO DI BISSECK IN INTER-ROMA – Bisseck è il secondo giocatore nerazzurro sotto indagine per lo stesso motivo in poche settimane.
Il difensore tedesco, entrato a inizio partita contro la Roma per l’infortunio di Pavard, è stato ripreso in un replay mentre sembrava utilizzare un’espressione blasfema urlando verso il cielo.
IL CASO LUCA PELLEGRINI– Nel recupero della 33esima giornata tra Genoa e Lazio allo stadio Luigi Ferraris, protagonista di un caso simile è stato Pellegrini; il giocatore italiano avrebbe proferito una bestemmia mentre era a terra.
La Procura FIGC non era potuta intervenire con la prova televisiva poiché il Giudice Sportivo non aveva riportato nulla nel suo comunicato in merito alla partita del Ferraris.
LA PROCURA FIGC INDAGA MA SERVE L’AUDIO – La procura federale ha deciso ora di approfondire aprendo un fascicolo d’indagine su Bisseck e Pellegrini. Giuseppe Chiné, il procuratore federale, per poter proseguire le indagini avrà bisogno però dell’audio come era successo per Lautaro Martinez.
In assenza di quello non sarebbe possibile continuare l’inchiesta.
L’ex tecnico di Inter e Roma, José Mourinho, è intervenuto ai microfoni della BBC per parlare della Champions League–
Sul ricordo della semifinale di ritorno persa dalla sua Inter contro il Barcellona in Spagna, che però significò la qualificazione all’ultimo atto della competizione: “Se potessi scegliere una delle prestazioni più emozionanti della mia squadra nei miei oltre 20 anni di carriera, sceglierei proprio questa. Siamo andati a Barcellona sapendo cosa ci avrebbe aspettati in termini di atmosfera e della straordinaria qualità di quella squadra. Giocare con 10 giocatori a Barcellona ha fatto diventare tutto epico, ci volevano degli eroi, serviva ottenere il meglio da tutti. Penso di essere stato brillante nel modo in cui ho organizzato la squadra. Ci siamo difesi con tutte le nostre forze: con il cuore, con l’anima. Questa è la sconfitta più bella della mia carriera. Abbiamo dato tutto. Abbiamo perso 1-0. Ma siamo arrivati in finale“.
Sull’iconico abbraccio con Materazzi dopo la finale di Madrid: “Penso che se fossi salito sull’autobus, se fossi tornato con loro a Milano, se fossi entrato in uno stadio San Siro pieno, se fossi andato al Duomo pieno di gente, credo che non sarei andato al Real Madrid. Penso che l’emozione mi avrebbe impedito di andare. Ma volevo andare. Pensavo che fosse il momento giusto. Dovevo scappare. Marco era lì. Se al posto di Marco ci fosse stato Dejan Stankovic, o Diego Milito o Julio Cesar, sarebbe stata la stessa storia“.
Sta andando bene il primo anno nel calcio professionistico di Aleksandar Stanković, giocatore che l’Inter ha prestato al Lucerna lo scorso luglio con la formula del diritto di opzione e contro opzione. Il figlio di Deki,che con la maglia biancoblu ha totalizzato 35 presenze, condite da tre gol e due assist, figura nella lista dei candidati al premio di miglior centrocampista della Super League, il campionato svizzero, organizzato dalla Swiss Association of Football Players.
L’ex capitano della Primavera nerazzurra risulta in nomination con Uran Bislimi (Lugano), Filip Ugrinić (Young Boys), Timothé Cognat (Servette), Donat Rrudhani (Lucerna), Xherdan Shaqiri (Basilea), Leon Avdullahu (Basilea), Christian Witzig (San Gallo),, Alvyn Sanches (Losanna), Anto Grgic (Lugano), Antonio Marchesano (Yverdon/Zurigo), Joël Monteiro (Young Boys).
Il vincitore sarà svelato il prossimo 5 maggio, nella serata di gala che si terrà al ‘Kultur & Kongresshaus Aarau’.
Rinviati tutti gli eventi previsti sabato: nessuna eccezione per la sfida di San Siro, l’Inter ha scelto di non giocare sabato. Slittano di un giorno anche le due partite di Serie B
Il campionato di calcio e gli altri eventi sportivi saranno sospesi sabato in occasione dei funerali di Papa Francesco. Sembrava che ci fosse l’eccezione di Inter-Roma, che – visto l’impegno dei nerazzurri mercoledì 30 aprile nella semifinale di andata di Champions con il Barcellona – a lungo è sembrata in programma per sabato alle 20.45, ma i nerazzurri per rispetto alla scomparsa del pontefice hanno infine deciso di non usufruire di alcuna deroga e di non giocare sabato.Inter-Roma si disputerà quindi domenica alle 15.
Anche Como-Genoa si disputerà domenica, fischio d’inizio alle 12.30. La Lazio, che riceverà il Parma all’Olimpico, slitterà a lunedì 28 alle 20.45.
le altre partite – Si attende il comunicato della Lega Serie A che ufficializzi le decisioni. Anche in B slittano a domenica(via alle 15) le due partite inizialmente previste sabato, ovvero Catanzaro-Palermo e Sudtirol-Juve Stabia. L’ultima giornata della regular-season del girone C della Serie C infineè stata tutta spostata a domenica alle 20.
sospesi tutti gli sport – A seguito delle indicazioni arrivate dal Ministero si adegua anche il presidente del Coni Malagò che “invita le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate e gli enti di promozione sportiva a sospendere ogni evento sportivo in programma sabato 26 aprile, nella giornata delle esequie del Santo Padre Francesco, rinnovando altresì l’invito a far osservare un minuto di silenzio nelle manifestazioni agonistiche che si disputeranno nell’arco della settimana per onorare la memoria del Pontefice“.
Funerali del Papa, lo sport si ferma. Ma spunta la deroga per Inter-Roma: ipotesi sabato alle 20.45
Rinviati tutti gli eventi previsti sabato: possibile una sola eccezione, per la sfida di San Siro
Il campionato di calcio e gli altri eventi sportivi saranno sospesi sabato in occasione dei funerali di Papa Francesco. Maper una partita si potrebbe fare un’eccezione: si tratta di Inter-Roma, che dopo un batti e ribatti tra Lega e club nerazzurro (proposta respinta di farla giocare prima dell’ultimo turno di campionato) verrebbe disputata sabato alle 20.45.Como-Genoa e Lazio-Parma sono invece rinviate. La Lazio, che riceverà il Parma all’Olimpico, potrebbe slittare a lunedì 28 sera.
le altre partite – Si attende il comunicato della Lega Serie A che ufficializzi le decisioni. Anche in B slittano a domenica (via alle 15) le due partite inizialmente previste sabato, ovvero Catanzaro-Palermo e Sudtirol-Juve Stabia. L’ultima giornata della regular-season del girone C della Serie C. Il girone di serie C è stato tutto spostato a domenica alle 20.
sospesi tutti gli sport – A seguito delle indicazioni arrivate dal Ministero si adegua anche il presidente del Coni Malagò che “invita le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate e gli enti di promozione sportiva a sospendere ogni evento sportivo in programma sabato 26 aprile, nella giornata delle esequie del Santo Padre Francesco, rinnovando altresì l’invito a far osservare un minuto di silenzio nelle manifestazioni agonistiche che si disputeranno nell’arco della settimana per onorare la memoria del Pontefice“.
Ha suscitato clamore la notizia dei giorni scorsi che ha visto protagonista un ristorante, l’Osteria Din Don Dan di Corbetta, località nell’hinterland di Milano, gestito da un gruppo di ragazzi con disabilità, tra cui l’autismo e la sindrome di Down: un avventore del locale ha pranzato regolarmente per poi, come si dice in gergo, ‘fare vento‘, abbandonando il locale con una scusa senza pagare il conto da 100 euro circa. A denunciare l’accaduto è stato il sindaco Marco Ballarini, che ha postato un video sul suo profilo TikTok, nel quale ha anche mostrato la foto dell’uomo ripreso dalle telecamere interne del ristorante annunciando che i Carabinieri lo avevano già rintracciato.
La notizia è giunta anche all’attaccante dell’Inter Lautaro Martinez, che ha voluto risarcire di par suo i ragazzi per lo spiacevole accaduto con un regalo speciale: una maglia dell’Inter con dedica che lo staff posta con orgoglio sul profilo Instagram del ristorante. Il Toro, tra l’altro, si era offerto anche personalmente di saldare il conto, ma la pendenza era già stata coperta.
È successo a Corbetta (Milano), in un locale che offre cucina lombarda. Il sindaco pubblica la foto
Ha ordinato e consumato cibo e vino a cena, poi è andato vai senza saldare il conto di circa 100 euro. È successo a Corbetta, comune della città metropolitana di Milano. L’uomo ha mangiato al ristorante Din Don Dan, locale che offre cucina tipica lombarda ed è stato inaugurato da pochi giorni. È gestito da un gruppo di ragazzi con disabilità, tra cui l’autismo e la sindrome di Down. E poi è scappato, con una scusa. A denunciare l’accaduto è stato il sindaco Marco Ballarini: il primo cittadino ha postato un video sul suo profilo TikTok, nel quale ha anche mostrato la foto dell’uomo ripreso dalle telecamere interne del ristorante, come si legge su Today. Continua a leggere
L’ex giocatore e dirigente Milan torna così nel club che lo ha lanciato quando era calciatore.
Zvonimir Boban – Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images
«L’amore per una singola squadra non conosce confini, l’amore per una singola squadra non conosce ostacoli, l’amore per una squadra unisce tutti coloro che amano quella squadra». Con questo messaggio la Dinamo Zagabria ha comunicato l’arrivo di Zvonimir Boban come nuovo presidente della società.
Boban, nato nel 1968, ha giocato nelle giovanili della Dinamo fino ad approdare in prima squadra nel 1985 rimanendo in Croazia per 6 anni, quando si trasferì al Milan, che lo lasciò una stagione in prestito al Bari, con cui vinse tutto sia in Italia che in Europa.
La carriera dirigenziale di Boban inizia alla UEFA nel 2016 e lo porta a diventare Head of Football, ruolo che lascia nel 2024 per alcune divergenze con il presidente del massimo organo del calcio europeo, Aleksander Ceferin. Nel mezzo torna al Milan come Chief Football Officer nel 2019 prima di essere licenziato per giusta causa dal club rossonero, con cui si apre un contenzioso legale, per una sua intervista in cui esprimeva dissenso con le politiche messe in campo dall’allora amministratore delegato Ivan Gazidis.
Boban torna alla Dinamo Zagabria in un momento difficile per il club croato, che ha appena visto l’esonero di Fabio Cannavaro dal ruolo di allenatore, dopo che lo stesso tecnico italiano era stato chiamato a stagione in corsa poco prima della sfida di Champions League, vinta a sorpresa, proprio contro il Milan.
L’allenatore italiano, furioso per la sconfitta di Reims, ha annullato i giorni di riposo previsti. La squadra ha risposto rifiutandosi di scendere in campo. Poi, in conferenza stampa, ha sminuito il retroscena rivelato da L’Equipe
Furioso scontro tra Roberto De Zerbi e i calciatori della squadra che allena il Marsiglia. L’Equipe rivela un ammutinamento, conseguenza di una spaccatura insanabile tra le parti. Il club francese è in crisi, dopo quattro sconfitte e una vittoria nelle ultime cinque partite: è stato scavalcato in classifica dal Monaco ed è ora al terzo posto, l’ultimo valido per qualificarsi direttamente alla prossima Champions League, con due soli punti di vantaggio su Nizza e Lilla a sette giornate dal termine della Ligue 1.
De Zerbi: “Non vi alleno perché vi comportate male” – Dopo la sconfitta 3-1 dello scorso week end in casa del Reims, che non vinceva in campionato dall’11 novembre, nel centro di allenamento dei marsigliesi è arrivato il momento di un durissimo faccia a faccia tra tecnico e giocatori. De Zerbi ha tenuto tutti in ritiro nel centro sportivo della Commanderie, annullando i due giorni previsti di riposo e annunciando sedute di allenamento particolarmente intense: “Io la mia famiglia non la vedo mai, ora anche voi non vedrete le vostre”. Non solo, una volta scesi in campo, l’allenatore ha lasciato i calciatori nelle mani del suo staff: “Oggi non vi allenerò per come vi state comportando”, prendendosela con Luis Henrique, Mason Greenwood e Pol Lirola, ex di Juventus, Sassuolo, Fiorentina e Frosinone, “colpevole” di aver sorriso in sala mensa in un momento giudicato non consono: “Nessuno ti voleva qui la scorsa estate, io ero l’unico a credere in te. E mi ripaghi così?”, la frase rivolta dal tecnico al calciatore spagnolo.
La mediazione del direttore sportivo Benatia – A quel punto, i giocatori si sono ammutinati (“Non andremo in campo”) e hanno deciso di non calzare gli scarpini. Ha provato a mediare con i calciatori il direttore sportivo, Medhi Benatia, ex difensore di Udinese, Roma e Juventus. L’Equipe riporta accuse e parole grosse nei confronti di De Zerbi, che ha osservato da lontano la squadra nel pomeriggio quando, alla fine di una lunga trattativa, ha accettato di allenarsi con lo staff tecnico. Ma la rabbia di De Zerbi non si è placata: “Volete che io fallisca? Allora falliremo tutti insieme”, le sue parole di fuoco.
De Zerbi: “Voglio rimanere, non andare al Milan” – Nella conferenza stampa in vista della sfida col Tolosa, De Zerbi ha smentito un suo possibile futuro al Milan: “Nessuno mi ha chiamato, nessuna squadra. E come ho sempre fatto, non parlo o flirto con altri club. La mia intenzione è di rimanere qui a Marsiglia per molti anni. Poi i matrimoni si fanno due, e dobbiamo vedere come finirà la stagione”. Lungo e articolato il discorso del tecnico italiano, che di fatto non ha smentito i retroscena de L’Equipe, usando l’arma dell’ironia: “Sono molto felice di essere l’allenatore dell’Olympique Marsiglia perché mi piacciono le polemiche. I giocatori mi amano e io sono la persona che più di tutte vuole il loro bene. Non accetto però che facciamo le cose al di sotto del nostro livello massimo, motivo per cui ho vissuto molto male questi giorni, come tutti gli altri. Le cose successe in settimana sono normali, accadono in tutti gli spogliatoi, solo che a Marsiglia finiscono sui quotidiani e così alcuni giornalisti mi fanno sembrare un criminale. Leggere quel genere di cose mi ha fatto incazzare. Non è vero che i giocatori sono contro di me”. Sulle fughe di notizie ha poi aggiunto: “Forse dovreste chiedervi perché nessun allenatore è rimasto per più di due anni qui. Ma quello che succede mi spinge a rimanere tre, quattro o cinque anni perché mi piace essere al centro delle polemiche”.
De Zerbi: “Lirola va provocato perché dia il meglio” – De Zerbi ha ammesso anche la discussione con Lirola: “So che a volte va provocato perché dia il meglio di sé. Ma io difendo sempre i giocatori e continuerò a farlo. Per questo, mi aspetto diano il 100%. Il mio lavoro non è quello di avere amici nello spogliatoio, ma di ottenere il 100% dai giocatori. A volte ci abbracciamo, a volte vengono a casa mia a pranzo, parlo anche con i loro genitori. Ma nella vita devi dare e non solo ricevere”.
Una delle squadre di calcio più prestigiose in Italia sta rischiando di retrocedere in Serie C per la prima volta nella sua storia
I giocatori della Sampdoria e l’allenatore Leonardo Semplici dopo la sconfitta contro il Frosinone, 29 marzo 2025 – Simone Arveda/Getty Images
Lo scorso 29 marzo un gruppo di tifosi della Sampdoria, una delle due principali squadre di calcio di Genova, ha assalitocon sassi e fumogeni il pullman della squadra mentre lasciava lo stadio. Poco prima, la Sampdoria aveva perso 3-0 in casa contro il Frosinone ed era stata parecchio fischiata dai tifosi già durante la partita: un fatto insolito per una tifoseria storicamente molto legata alla squadra e abituata a contestare, nel caso, solo a partita finita (per evitare di influenzare i giocatori mentre sono in campo).
Il rabbioso atteggiamento di tanti tifosi della Sampdoria è dovuto al fatto che la squadra sta affrontando uno dei momenti peggiori della sua prestigiosa storia (in cui ha vinto, tra le altre cose, uno Scudetto e quattro Coppe Italia tra gli anni Ottanta e Novanta). Oggi è quartultima in Serie B, a pari merito con la Reggiana terzultima; ha vinto soltanto due delle ultime 21 partite e rischia seriamente di retrocedere in Serie C: sarebbe la prima volta nella sua storia. Nel 2023, dopo 11 stagioni in Serie A, retrocesse in Serie B. Nell’estate di quell’anno evitò di poco il fallimento quando fu acquistata dagli investitori Andrea Radrizzani e Matteo Manfredi, l’attuale presidente.
All’inizio di questa stagione la società aveva dimostrato di essere molto ambiziosa e ottimista di poter tornare in Serie A. Per migliorare la squadra, a giugno Manfredi aveva assunto come nuovo direttore sportivo (cioè chi si occupa principalmente di acquistare e cedere i giocatori) Pietro Accardi, che aveva già avuto questo incarico all’Empoli per diversi anni.
Accardi giustificò fin da subito le ambizioni della società. A parte Andrea Pirlo, che allenava la Sampdoria dalla stagione precedente e fu confermato, la squadra subì un grande rinnovamento: pur rispettando i limiti imposti dalla situazione finanziaria di una societànon ancora del tutto stabile, la Sampdoria prese 16 nuovi calciatori, in prestito o pagati a un prezzomolto basso. Tra questi c’erano Gennaro Tutino e soprattutto Massimo Coda, due attaccanti che nelle stagioni precedenti erano stati tra i migliori della Serie B. Il monte ingaggi della Sampdoria, cioè la somma degli stipendi dei giocatori e dell’allenatore, è di circa 30 milioni di euro ed è il secondo più alto di tutto il campionato.
I nuovi acquisti aumentarono anche l’età media in campo, che passò dai 24 ai circa 28 anni d’età. L’anno scorso la Sampdoria era stata la squadra più giovane della Serie B e l’inesperienza dei suoi giocatori era stata indicata da alcuni comeuno dei problemi principali della squadra nella prima stagione giocata con Pirlo. Concluse il campionato al settimo posto e uscì al primo turno dei playoff per andare in Serie A.
Il direttore sportivo Pietro Accardi e il presidente Matteo Manfredi(Simone Arveda/Getty Images)
Ma appena qualche settimana dopo l’inizio del campionato queste grandi ambizioni si ridimensionarono. La Sampdoria partì male: dopo due sconfitte e un pareggio la dirigenza decise di esonerare Andrea Pirlo, che venne sostituito da Andrea Sottil,ex allenatore dell’Udinese. Sottil ottenne l’unica vittoria di rilievo della stagione, un derby in Coppa Italia contro il Genoa (che gioca in Serie A, e quindi era molto favorito), ma fu a sua volta esonerato a dicembre. Al suo posto fu chiamato Leonardo Semplici, noto soprattutto per aver portato la SPAL di Ferrara dalla Serie C alla Serie A in soli tre anni. Con nessuno dei tre allenatori, in ogni caso, la Sampdoria ha smesso di rischiare la retrocessione in Serie C: ha sempre giocato in modo abbastanza deludente ed è rimasta nella parte più bassa della classifica.
Dopo l’arrivo di Semplici, la società ha cercato di rafforzare ulteriormente la squadra anche per far fronte a una serie di infortuni. Durante il calciomercato invernale, cioè quel periodo tra gennaio e febbraio in cui si possono comprare e vendere giocatori, dalla Sampdoria sono andati via undici calciatori e ne sono arrivati altri dieci, tra i quali M’baye Niang, Alessio Cragno e Rémi Oudin: tutti con un passato in Serie A e potenzialmente molto buoni per la Serie B.
C’è stata però per tutta la stagione una grave mancanza di continuità: Pirlo, Semplici e Sottil hanno spesso adottato moduli di gioco diversi, e i numerosi acquisti e gli infortuni hanno impedito che si imponesse una formazione titolare costante. Nel corso del campionato, per dire, si sono alternati ben cinque portieri titolari, una circostanza piuttosto rara. Se Semplici ora sembra aver risolto i problemi difensivi della squadra, la Sampdoria continua a segnare pochi gol, uno dei problemi principali della stagione.
Il centravanti della Sampdoria Massimo Coda(Simone Arveda/Getty Images)
A complicare le cose c’è poi una certa confusione anche nella gestione societaria. Chi segue abitualmente le questioni della Sampdoria ha spesso accusato i dirigenti di non rispettare i propri ruoli: «Nessuno a Bogliasco (dove si allena la Sampdoria, ndr) fa quel che dovrebbe fare: c’è un presidente (Manfredi) che invade l’ambito del direttore sportivo; un direttore sportivo (Accardi) che invade l’ambito dell’allenatore; un board advisor (!) (Messina) che invade un po’ tutti gli ambiti», aveva scritto lo scorso dicembre il Secolo XIX, il principale quotidiano di Genova.
Questa crisi che la Sampdoria sta affrontando si è estesa anche sulla squadra Under-19 e sulla squadra femminile. L’Under-19 è penultima in campionato, nonostante a gennaio fossero arrivati vari nuovi giocatori: eppure la società aveva dichiarato come obiettivo la permanenza nella massima serie giovanile, la Primavera 1. La Sampdoria Women, invece, è ultima nella classifica della Serie A femminile e come la squadra maschile ha cambiato allenatore a stagione in corso: rischia altrettanto la retrocessione.
Alla fine del campionato di Serie B ora mancano solo sette partite, e la Sampdoria ha ancora possibilità di salvarsi dalla retrocessione; se dovesse rimanere quartultima, giocherebbe contro la sedicesima in classifica i play-out, cioè una sfida di andata e ritorno in cui la perdente retrocede assieme alle ultime tre classificate.
Cosa ha spinto la Lega Serie A secondo Il Giornale in edicola questa mattina a far giocare i nerazzurri e altre due gare nel giorno di Pasqua
Nell’aprile pieno zeppo di impegni l’Inter si concede perfino una gara nel giorno di Pasqua. Tornerà addirittura utile, perché a cavallo tra due impegni infrasettimanali contro Bayern Monaco e Milan e quindi permetterà di riposare un giorno in più tra la prima e la seconda delle tre gare in pochi giorni. La scelta della Lega Serie A, anticipata ieri pomeriggio da Fcinter1908.it, sarebbe mossa però da logiche diverse. Lo spiega Il Giornale in edicola stamattina:
“La notizia era nell’aria, adesso è ufficiale. Quest’anno si gioca anche a Pasqua, ma il calendario affollato è un pretesto, la ragione è concedere una giornata in più alle tv e allinearci a quanto si fa nel resto d’Europa: non è scritto sui contratti, ma evidentemente questo hanno chiesto e questo hanno avuto.
Si comincerà alle 15, con Empoli-Venezia, per proseguire alle 18 con Bologna-Inter e chiudere alle 20.45 con Milan-Atalanta. Empoli, Bologna e Inter la settimana successiva devono giocare il ritorno della semifinale di Coppa Italia (il derby al mercoledì, Bologna-Empoli al giovedì). In più l’Inter la settimana che porta a Pasqua ha il ritorno col Bayern in Champions (al mercoledì). Marotta e Inzaghi saranno soddisfatti della decisione della Lega Serie A. Per l’Inter – l’unica squadra italiana ancora in corsa su 3 fronti – è la migliore soluzione possibile, pur in un mese che resta affollatissimo di impegni (9 partite dal 30 marzo, quando si ripartirà dopo la sosta)”.
L’annuncio di Antonio non ha lasciato indifferente Allegra Luna, che ha condiviso sui social un toccante post in onore dell’ormai ex calciatore
Candreva si ritira, la moglie in lacrime: il commovente messaggio
Antonio Candreva lascia il calcio. Una scelta che non ha lasciato indifferente la moglie Allegra Luna. “Ho visto questo video diverse volte, eppure ancora non riesco a trattenere le lacrime…”, ha scritto tra le storie di Instagram condividendo il filmato in cui il giocatore ha annunciato il suo ritiro. “Mi scorrono dentro un insieme di emozioni fortissime… un pezzo della nostra vita SEI STATO IMMENSO!!! GRAZIE per tutto quello che ci ha fatto vivere ed insegnato. Sarò per sempre la tua più grande tifosa e resterai per sempre il campione più forte per i nostri figli”, ha agguiunto. Candreva e Allegra Luna si amano da diversi anni ma sono convolati a nozze solo nel 2022. Hanno due figli, Raul e Romeo, nati rispettivamente nel 2018 e nel 2021. L’ormai ex calciatoreè anche padre di Bianca, avuta nel 2011 dall’ex moglie Valentina Biancifiori.
Il ritiro di Antonio Candreva – A 38 anni Antonio Candreva ha annunciato il suo addio al calcio giocato. “Caro calcio, oggi è uno dei giorni più importanti della mia vita: è arrivato il momento di salutarti – ha scritto in un post su Instagram – Qui, a San Siro, nella ‘Scala del calcio’ dove ho giocato la mia ultima partita”. In vent’anni di carriera ha vestito le maglie di Ternana, Udinese, Livorno,Juventus, Parma, Cesena, Lazio, Inter, Sampdoria e Salernitana.In Serie A ha totalizzato 85 gol e 100 assist in 502 partite, con la Nazionale 7 gol in 54 partite. “Trent’anni fa è iniziato il mio viaggio con te, tra gioie e dolori, sacrifici e vittorie e di sicuro tante emozioni – ha ammesso – Ho vissuto il mio sogno, la mia passione. Non lo considero un addio ma solo un nuovo punto di partenza. Grazie calcio, ci vediamo presto!”.
Conte BEFFATO da Dazn: “Irrigatori azionati diverse volte”
Il video
Antonio Conte
Il pareggio del Napoli in casa del Venezia ha spianato la strada all’Inter, che si è portata a +3 in classifica battendo l’Atalanta. Uno stop che non è andato già ad Antonio Conte, che nel post-partita si è lamentato del terreno di gioco trovato al Penzo.
Secondo il tecnico dei partenopei, infatti, il terreno di gioco era insolitamente secco, non favorendo così la rotazione del pallone. Tuttavia, come mostrato da un video esclusivo di DAZN il campo è statoirrigato per ben 4 volte, smentendo così le parole dello stesso Conte.
Il Feyenoord ha chiesto e ottenuto alla federazione del calcio olandese il rinvio della gara di campionato contro il Groningen.
Il Feyenoord ottiene il rinvio della partita di campionato
Il Feyenoord ha chiesto e ottenuto alla federazione del calcio olandese il rinvio della gara di campionato contro il Groningen, che si sarebbe dovuta giocare fra andata e ritorno degli ottavi di finale di Champions contro l’Inter. Non è la prima volta che succede in Eredivisie, il primo campionato olandese.
Differenze di decisioni tra l’Olanda e L’Italia – Il ragionamento della Koninklijke Nederlandse Voetbal Bond, la Federcalcio dei Paesi Bassi, è semplice: quando possibile, si aiutano le squadre nazionali a farsi strada nelle coppe. Negli uffici della Serie A, dopo avere studiato il caso olandese, sono giunti alla conclusione che da noi una soluzione simile sarebbe impossibile, per diverse ragioni. La prima: il principio di tutela dell’integrità del campionato. La seconda é costituita dal fatto che in Olanda il campionato é formato da 18 squadre mentre in Italia sono 20 quindi più partite e meno tempo per recuperarla.
Il Feyenoord dunque avrà tempo per riposare e preparare al meglio la gara di ritorno a San Siro. Tra la sfida d’andata del 5 marzo e il match di ritorno dell’11 marzo a San Siro, la formazione olandese non scenderà infatti mai in campo. Un vantaggio non da poco per la formazione olandese.
Serata di polemiche, occasioni e gol. Zaccagni apre le marcature, poi Pavlovic viene espulso ma Conceiçao trova l’1-1 con un uomo in meno. Al 98′ fallo di Maignan su Isaksen: l’ex Barça è glaciale
Il gol di Zaccagni dopo respinta di Maignan
La speranza –o l’agonia, a seconda dei punti di vista – finisce qui, in attesa che la matematica faccia il suo corso nelle prossime settimane. Il Milan che cade al Meazza con la Lazio – terza sconfitta di fila in campionato – dà definitivamente l’addio alla rincorsa al quarto posto: la Juve domani sera potrebbe portarsi 11 punti sopra il Diavolo, che sarebbero poi 12 in virtù degli scontri diretti. Non solo, nel frattempo hanno vinto anche Fiorentina, Bologna e Roma, che ha scavalcato i rossoneri. Il Milan adesso è nono, con tutto il carico di imbarazzo, umiliazione e contestazione che può portarsi dietro un club come questo in una simile situazione di classifica a inizio marzo. San Siro fischia, contesta, e lo ha fatto dal primo all’ultimo minuto, con gli ultras della Sud che hanno preso posto sugli spalti al quarto d’ora di gioco. La Lazio è passata in vantaggio con Zaccagni, venendo poi raggiunta nella ripresa da Chukwueze, col Milan in dieci per il rosso a Pavlovic, ed è riuscita a mettere il sigillo sul match nel recupero con un rigore di Pedro. Tre punti d’oro in chiave Champions per i biancocelesti che scavalcano momentaneamente la Juve e si insediano al quarto posto. continua a leggere
L’incidente durante la partita Pro Sesto-Chievo del girone B di serie D. L’uomo di 31 anni è caduto da un’altezza di 4 metri
Il volo nel vuoto dagli spalti. La caduta da un’altezza di almeno quattro metri. Poi la corsa in ospedale. Un tifoso del Chievo Verona è rimasto gravemente ferito oggi pomeriggio dopo essere caduto dal settore ospiti dello stadio Breda di Sesto San Giovanni, dove si disputava la partita tra gli scaligeri e i padroni di casa della Pro Sesto, valida per la 29esima giornata del girone B di serie D.
L’incidente è avvenuto alle 16.30, alla fine della gara.L’ultrà del Chievo, un italiano di 31 anni, si sarebbe sporto dalla balaustra e avrebbe perso l’equilibrio. Soccorso dai medici del 118, allertati dagli altri presenti, l’uomo è stato trasportato in codice rosso al pronto soccorso del Niguarda: le sue condizioni sono gravi. Nella caduta, il tifoso veronese ha riportato un trauma cranico e altre ferite al volto: è in coma farmacologico e la prognosi è riservata.
La dinamica ricorda tragicamente la morte di Raffaele Carlomagno, l’ultrà della Pro Patria che era caduto all’interno dello stadio Silvio Piola di Novara lo scorso 25 gennaio, al termine della partita tra la squadra locale e la formazione di Busto Arsizio. Carlomagno, operaio di 41 anni, residente a Lonate Pozzolo, si era spento dopo nove giorni di agonia in ospedale.
Il futuro del tecnico portoghese continua ad essere al centro di diverse indiscrezioni. Si parla anche della possibilità di un suo esonero
Nonostante dei risultati positivi, il futuro di Conceicao resta in forte bilico. Il portoghese continua a non essere sicuro del posto e l’edizione odierna de La Repubblica ha fatto un piccolo punto della situazione. La posizione del tecnico non è sicuramente delle più semplici e le prossime settimane si preannunciano fondamentali non solo per lui.
Secondo le informazioni del quotidiano italiano, c’è una partita che la dirigenza avrebbe segnato in rosso per Conceicao. Una sorta di crocevia fondamentale per dare vita ad una svolta dopo un periodo tentennante. Ora si attende di capire meglio come si svilupperà meglio la situazione e se alla fine cosa succederà in casa rossonera.
Milan: le ultime sul futuro di Conceicao – Il futuro di Conceicao continua ad essere a forte rischio. Gli ultimi risultati non sembrano aver avuto un effetto positivo per quanto riguarda il portoghese. Il gioco non convince e, quindi, in dirigenza si starebbe ragionando con molta attenzione cosa fare e quali decisione prendere nei confronti dello stesso tecnico.
Stando a quanto riferito da La Repubblica, la partita contro il Feyenoord si preannuncia decisiva per lo stesso Conceicao. Serve ribaltare il risultato dell’andata per provare a dare una svolta alla stagione. Senza il passaggio del turno allora il futuro del tecnico ritornerebbe davvero a forte rischio non nell’immediato, ma più a fine campionato. Con il mancato accesso agli ottavi di finale e senza il quarto posto a quel punto i rossoneri potrebbero andare su altri nomi per la panchina.
Naturalmente per il momento siamo nel campo delle ipotesi. La volontà del Milan è sempre quella di continuare con Conceicao. Ma i dubbi saranno sciolti solamente nelle prossime settimane e in base anche ai risultati che arriveranno.
Conceicao sempre a rischio – Il futuro di Conceicao è sempre a forte rischio. Per il momento il Milan non ha ancora sciolto i dubbi e per questo motivo si attenderà la partita con il Feyenoord per capire meglio come muoversi e, soprattutto, decidere se continuare con lui oppure optare per un nuovo allenatore magari partendo dalla prossima stagione. Sembra molto difficile ipotizzare un esonero immediato anche se, almeno per il momento, non è da escludere nulla. Il giudice supremo in questi casi è sempre il campo.
Daniele Rugani, difensore di proprietà della Juventus e ora in prestito all’Ajax, in Olanda, è stato condannato oggi da un giudice di Torino per guida in stato di ebbrezza.
L’episodio risale al 21 luglio 2023, quando il calciatore è stato sottoposto all’alcol test dalla polizia stradale dopo un incidente autonomo, senza conseguenze, su un raccordo alle porte di Torino.
Secondo quanto riferisce l’ANSA, i valori di alcol nel sangue sono risultati superiori al limite consentito.
Il giudice di Torino ha deciso Rugani di aggiungere alla pena di 6 mesi di arresto e alla multa di 2 mila euro con la condizionale anche la revoca della patente e la confisca dell’auto, una Maserati.
Clima caldissimo al termine di Milan-Parma e non per i due gol rossoneri arrivati al 92′ e al 95’… Allenatore e difensore divisi da compagni e staff
La scena più clamorosa diMilan-Parma – ed è una bella lotta, vista la partita – è Sergio Conceiçao che nella festa finale rincorre Calabria e quasi gli mette le mani addosso. Anzi, Conceiçao che metterebbe le mani addosso a Calabria (a un suo giocatore, all’ex capitano del Milan) se i suoi collaboratori non intervenissero per separarli. Succede quando la squadra sta festeggiando la vittoria più assurda della stagione, da 1-2 a 3-2 nel recupero: Conceiçao con si butta in campo a passo veloce e punta Calabria. Fofana e i suoi collaboratori lo tengono lontano, mentre Sergio parla concitato, arrabbiato, e Calabria gli risponde in malo modo. Brutta scena.
IL CONCERTO – Conceiçao ne ha parlato alla fine: “C’è stata una situazione di gioco di cui ho parlato con Calabria e c’è stata qualche parola di troppo“. Quasi sicuramente, secondo lui c’è stato anche qualche gesto di troppo. Calabria, quando è stato sostituito a 13 minuti dalla fine, ha scagliato lontano una bottiglietta, raccolta da Conceiçao, e in panchina si è sfogato. Non contento del cambio? Probabile. E di sicuro Sergio non ha gradito la partecipazione di alcuni giocatori al concerto di Lazza, venerdì sera a Milano, a un giorno e mezzo dalla partita. Al concerto c’erano Calabria, Theo (sostituito), Camarda (non entrato) e Loftus-Cheek (indisponibile). Per l’ex capitano, resta il momento difficile, confessato da lui stesso in tv: la fascia è passata stabilmente a Maignan e il club ha interrotto le negoziazioni per il rinnovo del contratto, in scadenza a giugno. Resta una certezza: la scena è molto brutta da vedere, con pochissimi precedenti nella storia del Milan. Quali? Gattuso con Bakayoko, Leonardo contro Seedorf non pronto a entrare nel derby.
Loftus-Cheek, Theo Hernandez, Camarda e Calabria intorno a Lazza
Un gruppo di uomini ha molestato le mogli di alcuni giocatori del Maiorca dopo la partita di Supercoppa contro il Real Madrid: “Siamo rimasti senza sicurezza, ci hanno fotografato da vicino”
Il finale della partita di Supercoppa di Spagna tra Real Madrid e Maiorca è stato incandescente in campo ma anche sugli spalti. La partita è finita in una grande rissa tra i giocatori per alcune provocazioni lanciate da Maffeo, ma anche tra il pubblico è stata denunciata una grave mancanza di sicurezza. Cristina Palavra, moglie di Dani Rodríguez, ha parlato in prima persona delle molestie che hanno ricevuto le famiglie dei calciatori da parte dei tifosi sauditi che hanno tormentato a lungo la parte maiorchina dello stadio. La donna ha parlato ai microfoni di Esports IB3 subito dopo la fine la partita raccontando tutto ciò che lei e altre persone hanno subito da parte del pubblico presente a Jeddah.
🤬"Ens han assetjat"
🗣️Cristina Palavra, dona de Dani Rodríguez, parla de la desagradable situació que han viscut els familiars dels jugadors del Mallorca durant el partit. pic.twitter.com/Ecgll6NoF6
Traduzione Google : “Siamo stati molestati” Cristina Palavra, moglie di Dani Rodríguez, parla della spiacevole situazione vissuta dalle famiglie dei giocatori del Maiorca durante la partita.
Cristina Palavra denuncia le molestie subite dai tifosi – La moglie di Dani Rodríguez era seduta nel settore dei tifosi del Maiorca assieme alle famiglie degli altri giocatori quando a un certo punto sono stati accerchiati dai tifosi sauditi. Mentre in campo i giocatori erano impegnati in una rissa, anche sugli spalti l’ambiente si è scaldato e in tanti hanno oltrepassato il limite. Quando tutto si è calmato Cristina Palavra ha raccontato cosa hanno subito: “La verità è che i ragazzi di questo Paese hanno cominciato a fotografarci da vicino e ci hanno molestato. Siamo andati con i bambini e siamo rimasti senza sicurezza, nessuno ci ha protetto“.
Le famiglie dei calciatori maiorchini quindi si sono trovate in balia dei tifosi avversari e la sicurezza non è intervenuta per tenerle al sicuro. “La gente tocca i c**i dei parenti dei calciatori. È incredibile che non ci sia sicurezza. È imbarazzante” ha aggiunto qualche altro tifoso denunciando ciò che è accaduto all’uscita dello stadio. Anche la moglie di Dominik Greif è stata molestata da alcuni tifosi alla fine della partita che hanno contribuito a creare un clima di grande tensione. Alla fine le famiglie dei calciatori sono riuscite ad arrivare agli autobus indenni, ma sono state lasciate sole dalla sicurezza che non è mai intervenuta per placare la situazione.
Traduzione Google : I tifosi del Maiorca ci informano che ci sono ancora problemi nell’uscita dallo stadio di Jeddah. “La gente tocca i culi dei parenti dei calciatori” “È incredibile che non ci sia sicurezza. “È imbarazzante.”
Il club rossoblù cambia proprietà e passa all’imprenditore rumeno Sucu
La situazione societaria delGenoatiene banco da tempo, considerati i problemi finanziari di 777 Partners e la conseguente uscita dell’ormai ex proprietà dal mondo del calcio: i rossoblù passano nelle mani dell’imprenditore rumeno Dan Sucu che ha sottoscritto l’aumento di capitale ed è dunque divenuto proprietario del 77% della società. Questo il comunicato ufficiale diffuso dal Genoa in merito al cambio di proprietà, con tanto di dettagli sul nuovo numero uno del Grifone:
Il Genoa cambia proprietà: nota ufficiale – “Il Genoa Cricket and Football Club comunica che, a seguito della delibera di un aumento di capitale pari a 45.356.262 euro, di cui 5.356.262 euro a titolo gratuito e altri 40.000.000 euro a pagamento dello scorso 14 dicembre, in data odierna il Consiglio di Amministrazione si è riunito e ha approvato l’offerta presentata dall’imprenditore rumeno Dan Șucu. L’imprenditore rumeno, tramite un proprio veicolo d’investimento, ha sottoscritto per intero l’aumento di capitale, ottenendo in cambio una partecipazione del capitale sociale nell’intorno del 77% del Genoa CFC, lasciando in minoranza i precedenti soci.
Șucu è una figura di spicco nel panorama economico internazionale e presidente della Confederația Patronală Concordia, l’equivalente di Confindustria in Romania. La proposta, strutturata e altamente strategica, consentirà di sottoscrivere integralmente l’aumento di capitale, fornendo al club le risorse necessarie per rafforzare le proprie ambizioni sportive.
Nato a Bucarest il 25 aprile 1963, Șucu è noto principalmente come fondatore di Mobexpert, il più grande marchio di arredamento in Romania con oltre 2.200 dipendenti. In aggiunta alla leadership nel settore del mobile, Șucu è un investitore di riferimento nel comparto immobiliare e dal 2022 anche nel settore dei media, con un ruolo chiave nel quotidiano economico Ziarul Financiar.
Appassionato di sport e già proprietario del club di calcio Rapid Bucarest (di cui detiene il 90% delle quote), Dan Șucu ha contribuito a rilanciare una realtà con oltre 100 anni di storia, investendo nello sviluppo di infrastrutture moderne e nell’accademia giovanile, che oggi conta circa 700 giovani atleti. Il suo approccio è orientato a valorizzare il calcio come strumento sociale, con l’obiettivo di coinvolgere migliaia di ragazzi nello sport e promuovere i valori di inclusione e crescita personale.
Il passaggio di maggioranza rappresenta un nuovo capitolo per il Club più antico d’Italia, con l’auspicio che l’ingresso di Dan Șucu possa portare stabilità economica e nuovi investimenti per il potenziamento della squadra e delle infrastrutture. Il Genoa ringrazia i propri tifosi per il supporto costante e guarda con fiducia al futuro, certo che questa nuova fase saprà consolidare il prestigio e le soddisfazioni che il Club merita.”
L’episodio sarebbe accaduto al termine della gara con il Venezia. Indagini della Digos
Clima tesissimo in casa Juventus. Al termine della gara interna con il Venezia, terminata sul punteggio di 2-2, la tifoseria bianconera ha infatti contestato pesantemente la squadra, al momento soltanto sesta in classifica e reduce da quattro pareggi consecutivi. Tra i giocatori presi di mira anche Dusan Vlahovic, autore del gol del pari nel finale dal dischetto: il centravanti serbo, come riporta La Gazzetta dello Sport, sarebbe stato addirittura minacciato di morte da un tifoso della Vecchia Signora. Da qui l’accesa reazione del giocatore, che, uscendo dal campo, ha alzato polemicamente il pollice verso la Curva che stava rivolgendo cori indirizzati contro di lui. Sull’episodio indagherà adesso la Digos, che, attraverso la visione dei filmati dell’impianto, cercherà di approfondire quanto accaduto in modo da individuare la provenienza di eventuali frasi intimidatorie nei confronti dell’attaccante.
Il messaggio di Vlahovic sui social – Vlahovic, nel frattempo, è tornato sulla contestazione della tifoseria attraversa una storia pubblicata sul proprio profilo Instagram: “Capisco il rammarico per gli ultimi risultati e avete tutto il diritto di manifestarlo, vi ho sempre rispettati dando tutto per la maglia e vi ringrazio per il supporto che ci date quotidianamente. Ora è importante continuare a sostenere e ripartire uniti tutti insieme. Fino alla fine“.
Tifosi con uno striscione davanti al locale in cui tra poco il club rossonero festeggerà ufficialmente il 125° compleanno
Circa 2-300 persone e due striscioni eloquenti.La protesta della Curva Sud, riunita davanti al locale in cui tra poco il Milan festeggerà ufficialmente il 125esimo compleanno, parte così. Nel mirino la società (“Dirigenti incapaci, società senza ambizione, non siete all’altezza della nostra storia”), come già successo ieri a San Siro dopo il pareggio a reti bianche col Genoa, ma non solo. “Giocatori senza voglia e dignità, siete lo specchio di questa proprietà”, il secondo striscione esposto a chiare lettere. Non tutti i calciatori però: “Aspettiamo di vedere chi arriva e decidiamo se fischiare, insultare o applaudire”, le parole al megafono degli organizzatori della protesta.
le vecchie glorie – All’arrivo dei primi ospiti, tra cui ex glorie come Frank Rijkaard (omaggiato da diversi cori), applausi dalla curva, nel frattempo ingrossata nei numeri. Poi i primi cori di contestazione: “Questa società non ci merita”. Acclamatissimo Pietro Paolo Virdis, che in un post su Instagram ha criticato l’organizzazione della festa di ieri a San Siro. “Fai sfilare i campioni con i trofei della nostra storia e non dici i nomi. Perché?“, il virgolettato di Virdis. Poi parte un altro coro: “Cardinale devi vendere, vattene”.
Cori per Franco Baresi, Roberto Donadoni, Mauro Tassotti. Poi l’arrivo del primo calciatore del Milan attuale, Francesco Camarda. La curva applaude e canta forte il suo nome: “Noi vogliamo 11 Camarda”. Nessun coro a Loftus-Cheek, Sportiello e Morata. Poi appare Davide Calabria e parte un fragoroso: “Tirate fuori i c…..”
Silenzio totale all’arrivo di Paulo Fonseca (elegantissimo). Il tecnico rossonero è stato risparmiato dalla contestazione, che poi è ripartita contro la proprietà: “Noi non siamo americani”. Christian Pulisic è il primo giocatore a ricevere applausi convinti dai tifosi.
L’ad Giorgio Furlani, il DT Geoffrey Moncada e il senior advisor di RedBird, Zlatan Ibrahimovic, sarebbero entrati da un’entrata secondaria per evitare la contestazione. Anche il presidente Paolo Scaroni entra da un ingresso secondario.
Lunedì 16 dicembre 2024
Milan, Seedorf sta con i tifosi: “Meritano chiarezza. E i big aiutino Fonseca”
L’ex centrocampista rossonero parla a Prime Video: “Non è possibile pensare che dominino a Madrid e poi non riescano a fare il risultato in casa con una piccola tre giorni dopo“
Clarence Seedorf quando parla del Milan lo fa senza mezze misure. In un’intervista su Prime Video ha detto la sua su Fonseca, su Theo e su tanto altro. Innanzitutto, però, ha voluto ribadire l’emozione per la serata di San Siro e per la festa dei 125 anni di storia del club. “È sempre bellissimo tornare e ritrovare quelli che erano i miei idoli da piccolo: Van Basten, Gullit, Rijkaard, Baresi… è speciale vederli tutti insieme. Raccontano la storia del Milan meglio di mille parole“.
fonseca, theo e reijnders – Il discorso poi è scivolato sull’attualità. Da Fonseca alla comunicazione e la gestione dello spogliatoio. “Credo che i giocatori più esperti debbano aiutare Fonseca. È un allenatore nuovo, che arriva in uno spogliatoio fatto di tante individualità e personalità forti. Bisogna che tutti si prendano le proprie responsabilità“. Poi sulla comunicazione. “I tifosi meritano chiarezza. Penso che sia fondamentale essere schietti e diretti. Ci vuole tempo, ma stanno mettendo buone basi. Non si costruisce tutto in un giorno“. Servirà poi anche trovare la giusta continuità. “È fondamentale. Ma non solo di risultati, anche di gioco. Non è possibile pensare che dominino a Madrid e poi non riescano a fare il risultato in casa con una piccola tre giorni dopo. La struttura c’è, servono però tempo, pazienza e continuità“. In chiusura, i singoli. Da Leao e Theo al suo connazionale Reijnders. “Bisogna recuperare Theo e farlo al più presto. La sua qualità e quella di Rafa faranno la differenza alla fine. Su Reijnders dico che è migliorato tanto, soprattutto negli ultimi trenta metri. Con Fofana formano un’ottima coppia, hanno energia ed esplosività“.
I tifosi del Milan si sono fatti sentire fuori dallo stadio San Siro, con cori e striscioni diretti verso la dirigenza americana.