E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
30 aprile 2026
| Caos in Eredivisie: la stagione potrebbe non concludersi per un caso passaporti |
| Il caso riguarda calciatori con doppia cittadinanza e potrebbe coinvolgere 133 partite, per le quali si rischia che venga disposta la ripetizione. |
Un clamoroso caso passaporti sta agitando il mondo del calcio olandese, con la Eredivisie – il massimo campionato del Paese – che rischierebbe addirittura di non essere portato a termine. Come riportato da ESPN, circa 25 giocatori sono rimasti coinvolti in una crisi nata dalla confusione sulla doppia nazionalità e senza precedenti nei Paesi Bassi.
Lunedì prossimo, una sentenza del tribunale di Utrecht nel caso tra il club che ha dato il via a tutto — il NAC Breda — e la KNVB (la Federcalcio dei Paesi Bassi) potrebbe stravolgere il mondo del pallone olandese. Se il giudice dovesse dare ragione al NAC, la federazione rischierebbe un caos nel calendario e la possibile ripetizione di almeno 133 partite.
Ma di cosa stiamo parlando? Come si è arrivati a questo punto? Al centro della vicenda ci sono giocatori indonesiani, surinamesi e capoverdiani che hanno accettato di rappresentare questi Paesi a livello di Nazionale senza immaginare le conseguenze. Il giorno dopo la sconfitta per 6-0 del NAC Breda contro il Go Ahead Eagles dello scorso 15 marzo, i conduttori del podcast “De Derde Helft” hanno analizzato la partita. Durante la discussione, l’opinionista Rogier Jacobs ha lanciato una provocazione: «Il NAC Breda potrebbe ancora vincere questa partita».
Jacobs ha spiegato che il Go Ahead potrebbe aver schierato un giocatore non convocabile, Dean James, dopo che il terzino aveva accettato nel marzo 2025 la convocazione dell’Indonesia. «Se sei un calciatore olandese con radici indonesiane, puoi scegliere di giocare per l’Indonesia. Ottieni un passaporto, ma quello che molti non sanno è che in alcuni casi perdi la cittadinanza olandese».
«Se un giocatore rinuncia alla cittadinanza olandese, entra in una giurisdizione diversa: diventa a tutti gli effetti uno straniero», ha spiegato la professoressa di diritto sportivo Marjan Olfers. «E quindi deve avere un permesso di lavoro per poter giocare». James avrebbe però continuato a giocare senza questo permesso, risultando quindi non convocabile. «Se il NAC lo scopre e presenta ricorso, la partita potrebbe essere assegnata a loro», aveva detto Jacobs. E così è stato: quattro giorni dopo la pubblicazione del podcast, il NAC ha presentato un reclamo alla KNVB.
Dall’Indonesia a Capo Verde, l’effetto domino delle Nazionali – Indonesia, Suriname e Capo Verde — ex colonie o Paesi con forti legami migratori con i Paesi Bassi — avevano da tempo iniziato a rafforzare le proprie Nazionali con giocatori cresciuti in Olanda. Ma secondo la legge olandese, chi acquisisce volontariamente un’altra cittadinanza perde automaticamente quella olandese.
Questo ha creato un problema enorme: molti giocatori, accettando la doppia nazionalità, hanno perso lo status di cittadini dell’Unione europea. E Paesi come l’Indonesia non riconoscono la doppia cittadinanza, rendendo questi calciatori extracomunitari e quindi soggetti all’obbligo di permesso di lavoro. Per ottenerlo, nei Paesi Bassi un giocatore sopra i 21 anni deve guadagnare almeno 608mila euro l’anno (circa la metà per gli under 21). Una soglia che ha escluso diversi calciatori, alcuni dei quali hanno continuato a giocare senza rendersene conto.
Già nel 2025 il tema era emerso, ma era stato sottovalutato. «Abbiamo lanciato un allarme, ma è stato ignorato», ha spiegato Evgeniy Levchenko, presidente del sindacato calciatori VVCS.
Alcuni club, come l’Ajax, avevano già affrontato la questione. Il portiere Maarten Paes, passato nel 2026 dall’FC Dallas all’Ajax, è stato trattato fin da subito come extracomunitario, con richiesta di permesso di lavoro. Ma fuori dai grandi club — come Feyenoord, PSV Eindhoven e Ajax — le competenze legali sono più limitate.
Alcuni giocatori ammettono le proprie responsabilità. «Se lo avessi saputo, ci avrei pensato meglio», ha detto Luciano Slagveer. «Se è vero che ho perso il passaporto olandese, allora la colpa è anche mia». «Do la colpa solo a me stesso», ha aggiunto Tim Geypens dell’FC Emmen. «Avrei dovuto informarmi meglio».
Altri non sono d’accordo. «Noi giochiamo solo per il nostro Paese», ha detto Justin Hubner del Fortuna Sittard. Un agente ha aggiunto che le federazioni hanno contattato direttamente i giocatori, senza coinvolgere club o procuratori.
Cosa potrebbe succedere adesso – Dopo la pausa per le nazionali di marzo, diversi club hanno messo temporaneamente fuori rosa i giocatori coinvolti. Alcuni, come i surinamesi, sono poi tornati in campo grazie a permessi temporanei.
Nel frattempo, la Federcalcio olandese e l’Eredivisie hanno respinto la richiesta del NAC Breda di rigiocare la partita, sostenendo che né il giocatore né il club erano consapevoli dell’irregolarità. Tuttavia, diversi legali ritengono che il NAC abbia buone possibilità di vincere in appello.
Il rischio è enorme: se il ricorso venisse accolto, altri club potrebbero impugnare i risultati di tutte le 133 partite coinvolte, compromettendo l’intera stagione. «Potrebbe significare che il campionato non si concluda», ha dichiarato Marianne van Leeuwen per la KNVB.
Il NAC sostiene invece che il ricorso riguarda solo una partita e che il rischio di effetto domino sia esagerato. Il giudice si è riservato la decisione, attesa per lunedì, mentre le autorità calcistiche lavorano con il governo per trovare una soluzione definitiva al caso passaporti. Nel frattempo, i giocatori restano sospesi tra identità e carriera. «Vorrei riavere la cittadinanza olandese, ma anche continuare a giocare per il Suriname», ha detto il portiere dell’FC Groningen Etienne Vaessen. «Serve trovare una via di mezzo».

