E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
24 settembre 2026
| Morbillo, allarme di Bassetti: “In Liguria focolaio senza precedenti, l’Italia rischia un’epidemia” |
| Il direttore cella clinica malattie infettive del San Martino di Genova: “In regione 12 casi in 20 giorni, il virus circola pesantemente”, trend in c rescita in Campania, Calabria, Lazio e Toscana |
“Siamo di fronte a una vera e propria emergenza morbillo“. Solo in Liguria si sono registrati “12 casi negli ultimi 20 giorni“, con “4 ricoverati qua al Policlinico San Martino“ di Genova per “complicanze polmonari, neurologiche, epatiche“. Si tratta di “un focolaio epidemico senza precedenti in questa regione“, che riflette però un problema più diffuso: “Siamo solo all’inizio di una gravissima epidemia che colpirà probabilmente non solo la Liguria, ma in generale l’Italia“. Lancia l’allarme in un video sui suoi profili social Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Irccs San Martino, nelle ore in cui il ministero della Salute alza la guardia con una circolare che invita a potenziare i sistemi di sorveglianza e a promuovere campagne vaccinali mirate, alla luce di un aumento dei casi di morbillo e dei ricoveri, con un trend in crescita particolarmente evidente in Campania, Calabria, Lazio e Toscana.
02 Agosto 2025 – Morbillo, Bassetti: “Alla gente va detto di vaccinarsi”
I numeri “portano evidentemente l’attenzione su questa malattia che è tutt’altro che una malattia banale“, avverte Bassetti. “Il morbillo è una malattia grave, una malattia gravissima“, incalza. “In generale in tutto il mondo – prosegue l‘infettivologo – il morbillo sta circolando moltissimo. Perché? Perché le persone non si sono vaccinate. Ci sono quelli che sono nati negli anni ’80-90 che non hanno fatto la vaccinazione, e purtroppo ci sono molti bambini che non hanno fatto la vaccinazione, nonostante sia obbligatoria“, osserva il medico. “Tutto questo fa sì che il virus circoli, e circoli pesantemente“.
Il ministero della Salute – A livello italiano nei primi 5 mesi del 2026 sono stati confermati 472 contagi, con un aumento consistente rispetto al 2025 quando erano stati 322. La situazione potrebbe tuttavia aggravarsi se venissero confermati i casi “possibili e probabili” che al momento risultano essere 609. Di fronte a questi numeri, il ministero della Salute ha diramato la circolare in cui raccomanda alle Regioni e alle altre istituzioni di potenziare i sistemi di sorveglianza e promuovere campagne vaccinali finalizzate a raggiungere soprattutto i giovani adulti, nella fascia 15-39 anni, e a recuperare i bambini vaccinati con una sola dose.
L’immunizzazione per il morbillo viene fatta in due dosi: la prima dopo il compimento del primo anno, la seconda a 5-6 anni.
| Morbillo in Italia ormai endemico e casi in aumento nel 2026, la circolare del Ministero |
Roma, 24 settembre – Nel 2024 nessuna Regione italiana ha raggiunto la soglia raccomandata per la seconda dose di vaccino contenente morbillo. Il risultato raggiunto dal Paese è inferiore agli standard definiti dall’Oms, secondo i quali l’elevata trasmissibilità del virus del morbillo richiede il raggiungimento di coperture vaccinali sopra il 95% con due dosi per interrompere la trasmissione e garantire l’immunità di gregge nelle coorti target (bambini, adolescenti e gruppi vulnerabili).

A evidenziarlo è la circolare del Ministero della Salute Morbillo – analisi epidemiologica (anni 2024-2026) e raccomandazioni operative, a firma di Maria Rosaria Campitiello (nella foto), capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute, che analizza l’andamento epidemiologico tra il 2024 e il 2026 parlando esplicitamente di una condizione di endemicità del morbillo in Italia e segnala la persistenza di focolai in Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia. Il documento alle Regioni per richiamarle a rafforzare sorveglianza, vaccinazioni e recupero delle persone non immunizzate, dopo aver appunto registrato il mancato raggiungimento in tutte le Regioni e Province autonome del Paese della soglia di copertura vaccinale raccomandata dall’Oms. La media nazionale per la seconda dose si ferma infatti all’84,45%, mentre la prima dose raggiunge il 94,77%. Le coperture più basse per il richiamo si registrano in Sicilia (67,88%), Campania (71,89%) e nella Provincia autonoma di Bolzano (73,69%), sotto la soglia raccomandata dall’Oms per garantire l’immunità di gregge nelle fasce di popolazione target.
Il quadro descritto nel documento del ministero “suggerisce una possibile criticità nella copertura vaccinale e un conseguente rischio di aumento della circolazione del morbillo, in particolare tra i soggetti non immunizzati. I dati segnalati nel sistema Premal relativi al 2026 evidenziano come la maggior parte dei casi notificati si verifichi tra i giovani adulti (15-39 anni). Nella stessa fascia di età, il 94,7% dei casi con stato vaccinale noto risulta non vaccinato”.
Di particolare rilievo epidemiologico, evidenzia la circolare, “è la quota di casi tra gli operatori sanitari, che risultano 55 casi su 417 soggetti con professione nota (13,2%) e rappresentano il 19,2% dei casi adulti ( sopra i 18 anni) con professione nota (287). Per 45 di questi operatori è disponibile l’informazione sullo stato vaccinale; tra essi, 40 risultano non vaccinati, pari all’88,9% del totale con stato vaccinale noto. Tale evidenza” si legge nel documento, “suggerisce un significativo coinvolgimento del setting sanitario nella dinamica di trasmissione, compatibile con esposizioni occupazionali in contesti assistenziali ad alta frequenza di contatto, in particolare in fase di circolazione attiva del virus”.
I numeri del 2026 confermano le criticità: nei primi cinque mesi sono stati confermati 472 casi, contro i 322 registrati nello stesso periodo del 2025 e i 509 del 2024. Se si considerano anche i casi possibili e probabili, le segnalazioni complessive salgono a 609 nel 2026, contro le 342 del 2025 e le 568 del 2024, anche se il Ministero avverte che questo dato risente dei tempi di aggiornamento della piattaforma di sorveglianza Premal e della trasmissione dei risultati di laboratorio.
L’aumento più vistoso riguarda la Calabria, dove i casi sono passati da 17 nel 2025 a 265 nel 2026, un incremento legato a un focolaio del genotipo D8-5963. Crescite significative si registrano anche in Campania, da 18 a 100 casi, nel Lazio, da 47 a 54, e in Toscana, da 6 a 49. Secondo i dati del sistema Premal relativi al 2026, la maggior parte dei contagi colpisce i giovani adulti tra i 15 e i 39 anni: in questa fascia d’età il 94,7% dei casi con stato vaccinale noto riguarda persone non vaccinate. Considerando il totale dei casi 2026 con stato vaccinale noto, la quota di non vaccinati sale al 93,3%. Anche tra il personale sanitario colpito la situazione desta preoccupazione: l’88,9% degli operatori infetti non era vaccinato.
Le raccomandazioni operative della circolare – Le raccomandazioni della circolare tengono conto del parere espresso dall’Istituto superiore di sanità, al fine di rafforzare il controllo e favorire il ripristino dell’interruzione della trasmissione endemica di morbillo. Queste le indicazioni operative:
♦ potenziare i sistemi di sorveglianza, assicurando un’accurata indagine epidemiologica dei casi sospetti e la conferma di laboratorio sia dei casi sporadici sia dei focolai. In particolare, si raccomanda la massima tempestività nel condurre l’indagine epidemiologica, la segnalazione del caso sospetto su sistema Premal entro 24 ore e nella raccolta dei campioni biologici, già al primo contatto con il caso sospetto, sia per la conferma diagnostica sia per la caratterizzazione virologica. I campioni dovranno essere inviati al proprio Laboratorio regionale di riferimento della rete MoRoNet o, in assenza di questo, al Laboratorio nazionale di riferimento.
♦ Promuovere campagne vaccinali mirate, con particolare attenzione ai giovani adulti non vaccinati e alle categorie ad alto rischio, e rafforzare le attività di recupero (catch-up) per garantire il completamento della seconda dose. In particolare, rafforzare gli interventi rivolti agli operatori sanitari (verifica dello stato immunitario, offerta attiva della vaccinazione, eventuale screening sierologico)”.
♦ Implementare attività di comunicazione del rischio, rivolte sia agli operatori sanitari sia alla popolazione, al fine di aumentare la fiducia e l’adesione vaccinale, con il coinvolgimento strutturato di medici di famiglia e pediatri di libera scelta.
♦ Implementare attività di formazione strutturata degli operatori sanitari sulle competenze comunicative sulla comunicazione in ambito vaccinale.

