A poco più di una settimana dalla scomparsa del campionissimo, nella periferia del capoluogo sardo è stato inaugurato un piazzale dedicato a Rombo di Tuono e ai suoi compagni dello storico scudetto
Oltre 500 persone per inaugurare una piazza, ma soprattutto per continuare a omaggiare il ricordo di Gigi Riva. A poco più di una settimana dalla scomparsa del campionissimo del Cagliari, a Sestu, nella periferia del capoluogo sardo, è stata inaugurata una piazza dedicata a Rombo di Tuono e ai suoi compagni dello Scudetto del 1970.
L’EVENTO – Un cartello recita: “Campioni d’Italia – Cagliari Calcio 1969-70”. Ma oltre ai ricordi e alla memoria dei campioni di quell’impresa la piazza vuole essere un luogo di aggregazione e anche permettere ai bambini del posto di giocare al sicuro. Presente all’inaugurazione dello spazio pubblico dedicato a Riva e ai suoi compagni rossoblù una delegazione del Cagliari Calcio di oggi, con Gianluca Lapadula e Matteo Prati. Ma anche alcuni di quegli eroi per i tifosi sardi, come Beppe Tomasini, Adriano Reginato, Ricciotti Greatti e Mario Brugnera. Ma soprattutto centinaia di tifosi e appassionati che non sono voluti mancare per l’ennesimo tributo festoso, con bandiere, magliette e striscioni, a Riva e alla storia del Cagliari campione d’Italia.
Parzialmente accolto il ricorso contro la chiusura dell’intero stadio per una giornata: nuova sanzione per la società friulana.
«La Prima Sezione della Corte Sportiva d’Appello Nazionale, presieduta da Carmine Volpe, ha accolto in parte il reclamo dell’Udinese Calcio avverso la sanzione dell’obbligo di disputare una gara a porte chiuse e, in parziale riforma della decisione impugnata, ha rideterminato la sanzione nell’obbligo di disputare due gare con il settore Curva Nord privo di spettatori».
Con questa nota ufficiale pubblicata sul sito della FIGC, la Corte Sportiva d’Appello Nazionale ha annunciato la sanzione riformulata nei confronti del club friulano a seguito degli insulti razzisti nei confronti di Mike Maignan. I fatti risalgono all’incontro tra l’Udinese e il Milan, andato in scena sabato 20 febbraio, alle ore 20.45.
«Il club friulano era stato sanzionato in relazione alla gara con il Milan dello scorso 20 gennaio – valida per laseconda giornata di ritorno del campionato di Serie A – in ordine alle manifestazioni di discriminazione razziale da parte di alcuni suoi sostenitori nei confronti del portiere rossonero Mike Maignan», conclude la nota della società.
Matteo Di Pietro: uccise bimbo con suv, youtuber patteggia 4 anni e 4 mesi. Al gip: “Provo dolore”. Non andrà in carcere. La madre di Manuel: “Eravamo preparati”
La pena, per i reati di omicidio stradale aggravato e lesioni, è stata ratificata dal gip di Roma. A Di Pietrosono state riconosciute le attenuanti generiche.
Di Pietro, spiega il suo avvocatoAntonella Benveduti, “non andrà in carcere. Credo che questa sia una condanna in linea con quelle che sono le finalità del nostro ordinamento, di rieducazione, risocializzazione proprie della sanzione penale. Sono cardini fondamentali del nostro ordinamento penale, previsti dalla Costituzione, e importanti nel valutare poi la correttezza di questa pena. Nessuna condanna può mitigare il grave lutto, la grave perdita“.
Di Pietro ha fatto dichiarazioni spontanee al gip e ha “espresso le sue scuse, il suo dolore. Ha riconosciuto nuovamente la sua responsabilità, come aveva già fatto nell’interrogatorio e ha espresso anche il suo desiderio di impegnarsi in futuro in progetti che riguardano la sicurezza stradale. Quindi un suo impegno sociale che lui stesso ha definito come ‘obiettivo sociale’“. Il giovane è apparso visibilmente commosso.
“Eravamo preparati, non è stata una sorpresa. Resta la tragedia per una famiglia, per una madre. Oggi abbiamo una condanna che rispettiamo ma non potrà restituire la vita di bimbo di 5 anni“, commenta Matteo Melandri, legale della madre di Manuel.
Le indagini hanno chiarito ogni aspetto. Di Pietro era alla guida della Lamborghini e correva oltre i limiti. Troppi, 120 chilometri orari in quel tratto di strada.
All’indomani della tragedia Theborderline aveva anche chiuso i battenti, travolti dai milioni di follower che li hanno abbandonati. Si sono anche scusati con la famiglia pubblicamente. Ma scuse e sentenze non potranno colmare il vuoto lasciato dal piccolo Manuel.
Investì bimbo di 5 anni con la Lamborghini, sì a 4 anni di carcere per Matteo Di Pietro: il 31 gennaio si decide sul patteggiamento
Squadre dei Vigili del fuoco di Milano sono impegnate in questi minuti per un incendio sviluppatosi all’interno di un’azienda di Settala, nell’hinterland. L’azienda si occupa di imballaggi di plastica. Le fiamme sono già state circoscritte e confinate, ma non ancora domate. Sul posto 5 mezzi dei Vigili delFuoco, per un totale di 25 uomini provenienti dai distaccamenti di Gorgonzola, piazzale Cuoco e sede centrale Milano. Presenti anche Carabinieri e 118. Non si registranopersone coinvolte o feriti. L’incendio, da un primo sommario esame dei vigili del fuoco, potrebbe essersi sprigionato da un tetto di uno dei capannoni dell’azienda interessato da lavori di manutenzione. (ITALPRESS).
Si allarga la protesta degli agricoltori che alle porte di Milano paralizzano casello e strade: “Concimi, gasolio, costi altissimi. Andremo fino a Roma”
Melegnano (Milano)– 31 gennaio 2024
In un grato odore di letame, avanza la protesta trattorista degli agricoltori lombardi. Avanza nella nebbia anche una vacca, una bella frisona da 5 quintali, battezzata sul momento Ercolina 2. E con lei si torna di colpo agli anni delle grandi manifestazioni per le quote latte, «e allora sì che eravamo forti, quando innaffiavamo di latte o letame le autostrade venete…». Ma qui siamo in Lombardia, prima regione agricola d’Italia, «tutti molto incazzati, come vede». Anche nel resto d’Italia, veramente. Arrivano notizie di blocchi stradali a Orte, Bari, Orvieto, e da Puglia, Calabria, Sardegna, «si muove anche il Sud!», qui invece si blocca il casello di Melegnano, e di conseguenza tutta l’area a sud di Milano, e l’enorme polo della logistica che va verso Binasco,la strada provinciale 40 chiusa, polizia e carabinieri schierati a fare ordine pubblico, un poliziotto locale che si sbraccia disperato nell’ingorgo, «qui non si passa. Per quanto? Forse 5 giorni…»
E chi siete, voi? «Scriva che siamo incazzati. Ha scritto? Brava. Poi scriva che siamo il Coordinamento Nazionale Riscatto Agricolo, che vuol dare un futuro all’agricoltura e al made in Italy. Infatti, come vede, abbiamo solo bandiere italiane, nient’altro». Ma la conversazione è estremamente difficile, nel rombo dei 200 trattori a sirene spiegate, nella nuvola di gasolio che si alza al cielo, nello svincolo che porterebbe verso la A1, aperto e chiuso a intermittenza, arrancano quindi i tir Brt, qualcuno suona per simpatia, altri scenderebbero volentieri per aprirsi la strada a mazzate. «Stiamo facendola stessa cosa che succede in Germania. Protestiamo contro l’Europa.La crisi è profonda, i costi di concimi, gasolio, macchinari, tutto è altissimo», spiega Paolo Brigatti. Lei è portavoce, o qualcosa del genere? «No. Sono di Monza. Stamattina sono salito sul trattore e arrivato fin qua». E rivolgendosi al popolo, «oh, ma i 150 trattori da Varese, Como e Lecco? Li ho mica visti». Non pervenuti, grasse risate.
Si capisce che la causa scatenante di tutto è «la mancata proroga della sospensione dei tributi Irpef sui terreni agricoli. Messa nel 2015 da un governo di sinistra, e con la crisi nera che c’è, il governo di destra non l’ha prorogata». Poi ci sono le farine di insetti. «Dal 24 gennaio ce la ritroviamo in tutti gli alimenti. Il tipo di insetto è scritto in latino, e con il livello di alfabetizzazione nazionale…». Brigatti, che è allevatore di bovini da latte, e coltivatore di grano, orzo e mais, vorrebbe «che sulle confezioni delle brioches mettessero la foto dell’insetto. Così la mamma che sta allungando la mano per prenderla, vede il verme e capisce, no?». Comunque, «quest’anno abbiamo avuto un calo dei prezzi di vendita del 20-30 per cento. C’è il carrello tricolore del governo, che contiene i prezzi sugli scaffali. E noi? Il grano, da 29 euro al quintale, ce lo pagano diciotto».
Quindi, «visto che l’Irpef l’ha rimessa il governo, si ritroveranno i trattori a Roma». Oltre al letame, si sente un vago odore di Lega del tempo che fu, così su due piedi, affondati nel fango delle aiuole spartitraffico arate da altissimi trattori, i Case IH, i Lamborghini, i Deutz da 200 mila euro. «Dovremmo fare un partito. Non abbiamo più un referente politico, e se il governo non ci dà delle risposte…», allora l’ipotesi di un partito degli agricoltori si fa allettante come il sacco di mangime che si rovescia davanti alla mucca Ercolina 2, con il tricolore sul collo magro, «magna, magna, che domani non so se ce ne sarà ancora», dice il suo conducente (la vacca appartiene a Pietro Tavazzani, protagonista delle proteste contro le quote latte, l’Ercolina di allora la portò anche al G8 di Genova).
«Come vedi, qui non ci sono sindacati. Eppure, l’80 per cento di noi è iscritto alla Coldiretti. Ma la Coldiretti, e anche l’Unione, ci hanno detto di non fare proteste. Di protestare a Bruxelles, piuttosto». Sergio Corvini (300 ettari a Abbiategrasso), rimpiange i 10 ettari di suo padre: «Ci definiscono imprenditori, ma siamo solo schiavi dell’Unione Europea. Tutti questi sacrifici… Io non vado mai da nessuna parte, il mestiere ti impone di non avere mai un giorno di pausa». Gabriele Sacchi, di Trovo, provincia di Pavia: «Non ho reddito. Nessun utile, perché le spese di produzione sono troppo alte. Siamo costretti a chiedere contributi per non coltivare. Cioè, se non fai la monocoltura, sei costretto a fare il 4 per cento di incolto. È giusto? E poi c’è la fame nel mondo…».
«In Olanda gli agricoltori sono il primo partito, hanno vinto. Noi invece, siamo additati come i responsabili del riscaldamento globale», dice Brigatti. E Laura, con azienda agricola nel Parco Sud: «I cittadini capiscono la nostra fatica? A noi un chilo di riso viene pagato 40 centesimi, e sugli scaffali viene a 5 euro. Non c’è proporzione». Azienda famigliare, Laura è l’ultima generazione. «Abbiamo 1.500 pertiche, che sarebbero 100 ettari. È molto difficile andare avanti, ma questo ormai è un mondo di plastica», le pertiche non le capisce più nessuno.
Intanto si alza anche il fumo delle salamelle arrostite, nell’accampamento dove un’altissima catasta di legna segnala che «da qui non ce ne andiamo mica presto». E Samuele — anni 14 — dice la sua: «Ma come fai, oggi, ad aprire un’azienda agricola se non hai il ricavo, e l’aiuto». Studente di ragioneria, famiglia di allevatori ad Abbiategrasso, che futuro da allevatore avrà non è chiaro, ma lui sa cosa bisogna fare, adesso.
Il commando è entrato in azione all’altezza del bivio per Siligo, vicino all’Eurospin
Cagliari, 31 gennaio 2024
Violento assalto a un furgone portavalori sulla Statale 131 nel Sassarese. Un commando è entrato in azione all’altezza del bivio per Siliqua, vicino all’Eurospin, sbarrando la strada e bruciando alcuni mezzi per assaltare un portavalori della società Vigilpol. Il blitz è scattato verso le 8,20. Nello scontro a fuoco ci sono stati un morto e due feriti gravi: uno dei rapinatori è deceduto e due guardie giurate ricoverate con gravi ferite. Risulterebbe un altro ferito tra i rapinatori e altre quattro persone ricoverate in seguito a un tamponamento. La rapina a un portavalori con un conflitto a fuoco é stata compiuta questa mattina in provincia di Sassari. Un commando di banditi ha assaltato un furgone portavalori lungo la strada statale 131, all’altezza del bivio per Siligo in provincia di Sassari. I malviventi hanno aperto il fuoco ferendo un vigilante a una gamba e hanno dato alle fiamme un mezzo. Si sono dati alla fuga inseguiti dai carabinieri della Compagnia di Bonorva. La statale è bloccata in entrambe le direzioni e i militari sono impegnati in una caccia all’uomo lungo le strade della provincia, con numerosi posti di blocco.
Il commando era formato da almeno 5 persone che hanno bloccato la strada statale 131 Carlo Felice all’altezza del bivio per Siligo, con un autocompattatore di rifiuti e una catena. Sono stati sparati colpi d’arma da fuoco, uno dei quali ha ferito una persona a una gamba. Quando il blindato è stato costretto a fermarsi, i banditi hanno fatto scendere le guardie giurate per cercare di portare a termine il colpo.
Sono in corso le verifiche sul mezzo oggetto della rapina. Due furgoni sono stati incendiati in mezzo alla carreggiata e quattro persone sono rimaste ferite in un tamponamento durante le fasi dell’assalto armato. La strada è stata chiusa in entrambe le direzioni e il traffico deviato. Le fiamme sono state spente dai vigili del Fuoco e i feriti soccorsi dai mezzi del 118.
Il commando è poi fuggito con un pick-up e una Fiat Panda che sono stati ritrovati poco lontano. E’ scattato il dispositivo antirapina. Sul posto stanno operando carabinieri e polizia di Stato, alla quale sono state affidate le indagini.
Sul posto sono intervenuti cinque mezzi dei vigili del fuoco del comando provinciale di Milano, ancora da chiarire le cause e l’esatta dinamica del rogo
Milano, 29 gennaio 2024
Incendio,verso le 3.30 della notte tra domenica e lunedì, in via Giuseppe Colombo 16, a Milano (zona Città Studi): le fiammesono divampate al secondo piano di un appartamento di una palazzina. Due persone, una ragazza di 29 anni e un 69enne, sono state accompagnate al Niguarda a causa da diun’intossicazione da fumo.
Stando all’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, sul posto sono intervenuti cinque mezzi dei vigili del fuoco del comando provinciale di Milano, oltre a due ambulanze e due automediche in codice rosso.
La palazzina è stata completamente evacuatae i sanitari hanno verificato le condizioni di salutedi sei persone: tre ragazze di 16,27 e 29 anni, una donna di 73 e un uomo di 69). Sul luogo dell’incendio anche gli agenti della polizia locale e gli agenti della questura. Da chiarire le cause e l’esatta dinamica del rogo.
FOLLIA IN FA CUP, SCONTRI TRA TIFOSI IN WBA-WOLVERHAMPTON
Pomeriggio di violenza nel calcio inglese. Il derby di Black Countytra West BromwichAlbion e Wolverhampton è stato protagonista di duri scontri tra i tifosi di casa e gli ospiti.
Le avvisaglie sono scoppiate dopo il primo gol dei Wolves, con i sostenitori del WBA che hanno iniziato a lanciare oggetti e petardi verso il settore ospiti. La violenza è esplosa al minuto 78, quando Cunha ha siglato la rete del definitivo 0-2 in favore del Wolverhampton. Secondo testimoni, gli hoolingansdel West Bromwich avrebbero aggredito un gruppo di tifosi della squadra ospite che sedeva nella curva degli ultras del WBA. Il far west si è poi spostato in campo, con i sostenitori dei Wolves che, aggrediti, hanno invaso il terreno di gioco per scappare dalla violenza dei tifosi di casa. Il match è stato sospeso dall’arbitro Bramall a 12 minuti dal fischio finale. Diversi calciatori del WBA sono corsi verso gli spalti per mettere in salvo i familiari, dato che il luogo degli scontri distava pochi metri dalla zona vip.
La polizia è intervenuta sugli spalti e in campo, ristabilendo l’ordine. Una volta cessato il caos, le squadre sono tornate sul terreno di gioco e hanno disputato gli ultimi 12 minuti della sfida di coppa.
Il derby di Black County è una delle stracittadine più sentite d’Inghilterra. Basti pensare che il derby teatro di scontri è stato il primo giocato a porte aperte a distanza di 12 anni dallo scorso, anch’esso sospeso per violenza sugli spalti.
Sandra Milo, pseudonimo di Salvatrice Elena Greco (Tunisi, 11 marzo 1933 – 29 Gennaio 2024), è stata un’attrice, conduttrice televisiva, personaggiotelevisivo e cantante italiana.
La lunga carriera con i grandi registi, gli amori, i figli e la tv. Da Alberto Sordi fino alla serie Gigolò quasi settant’anni di cinema
È mortaSandra Milo, aveva compiuto 90 anni nel 2023. Si è spenta nella sua abitazione e tra l’affetto dei suoi cari come aveva richiesto. Lo ha reso noto la famiglia. Sandrocchia, come l’aveva soprannominataFederico Felliniper il quale è stata una musa, è stata una delle attrici più popolari del cinema italiano.
Una lunghissima carriera con i grandi registi, – da Roberto Rossellini ad Antonio Pietrangeli, daSergioCorbuccia Federico Fellini, da Luigi Zampa a Dino Risi,Luciano Salce, Duccio Tessari, Pupi Avati, Gabriele Salvatores fino a Gabriele Muccino, gli amori, i figli e la tv. Da Alberto Sordi con cui aveva esordito neLo scapolo di Antonio Pietrangeli nel 1955 fino alla serie Gigolò per caso, uscita a Natale sulla piattaforma, quasi settant’anni di cinema senza mai fermarsi, senza mai arrendersi. Come quando solo tre anni fa si era andata a incatenare davanti a Palazzo Chigi per i lavoratori dello spettacolo in difficoltà.
Tragedia sfiorata in Inghilterra. Durante la partita del quarto turno di FA Cup tra Ipswich e Maidstone, un tifoso ospite è precipitato dal secondo anello dello stadio mentre esultava per il gol della sua squadra che gioca nella sesta divisione inglese e che – con una sorpresa clamorosa – è riuscita a qualificarsi. Il tifoso non ha riportato gravi conseguenze perché l’impatto della caduta è stato attutito dalle persone che si trovavano nel primo anello.
Una fase delle contestazioni della gara dello scorso 23 dicembre
Un fatto clamoroso che potrebbe costituire un precedente si è verificato nella massima serie belga: è accaduto nella gara tra Anderlecht e Genk
Un fatto che potrebbe costituire un precedente per tutto il mondo del calcio si è verificato in Belgio. La partita del campionato di massima serie tra AnderlechteGenkandrà rigiocata: lo ha deciso il Consiglio disciplinare della federazione, che ha ravvisato nella prima sfida, disputata lo scorso 23 dicembre, un clamoroso errore arbitrale poi confermato dal Var.
Tutto ruota intorno ad un rigore tirato dal giocatore del Genk, Heynen: tiro parato dal portiereSchmeichel, ma ribattuto in rete da Sor. Gol annullato in quanto Sor era entrato in area di rigore troppo presto. Decisione legittima se non fosse per il fatto che la stessa cosa avevano fatto due giocatori dell’Anderlecht: quindi il rigore andava calciato di nuovo, e su questo si è basato il ricorso del Genk. Come facilmente intuibile all’Anderlecht non l’hanno presa bene: “Da ora in poi – spiega il legale del club – ogni errore di un arbitro potrà essere sanzionato in altra sede”
Rogo nella parte adibita allo stoccaggio del foraggio
I vigili del fuoco stanno operando da stamane presso un’azienda agricola di Giavenale a Schio per un incendio divampato all’interno di una stalla nella parte adibita allo stoccaggio del foraggio: nessuna persona è rimasta ferita.
Un centinaio i bovini all’interno della stalla, ma solo due sono gli animali che hanno subito danni a causa dell’incendio. Le fiamme, divampate probabilmente da un carro miscelatore, si si sono subito estese ai vicini silos, ad alcune rotoballe e alla copertura dell’ala del tetto
I vigili del fuoco arrivati da Schio, Vicenza e con i volontari di Thiene con due autopompe, tre autobotti e 14 operatori sono riusciti a circoscrivere le fiamme, evitando il coinvolgimento del resto della copertura e dell’intera struttura. Sono ora in corso le operazioni di completo spegnimento di tutti i focolai, lo smassamento delle rotoballe e la rimozione delle strutture dei silos bruciati. Le operazioni termineranno presumibilmente nel tardo pomeriggio.
Brutte notizie per Berardi, il Sassuolo e tutti i fantallenatori: l’esterno neroverde ha riportato un brutto infortunio al ginocchio e deve operarsi
Una pessima notizia per tutti i fantallenatori, ma soprattutto per Alessio Dionisi e per chi magari pensava di inscenare un colpo a sorpresa per gli ultimi giorni di mercato. Domenico Berardi ha riportato un brutto infortunio e dovrà addirittura operarsi.
A comunicarlo è stato lo stesso Sassuolo con una nota ufficiale sul proprio sito. L’esterno e capitano neroverde dovrà stare fermo per diverso tempo, anche se non è ancora chiaro quanto effettivamente. Ad ora, basta l’annuncio e l’infortunio del classe ’94 a far preoccupare tutti: “Il calciatore DomenicoBerardi, nel corso dell’allenamento di ieri, ha riportato un trauma contusivo distorsivo al ginocchio sinistro. Gli accertamenti, effettuati in mattinata, hanno evidenziato una sottile lesione longitudinale composta del menisco mediale. Il calciatore si sottoporrà ad intervento chirurgico in data odierna”. Una tegola tremenda per il Sassuolo e per Dionisi, che ha sottolineato spesso in questi mesi l’importanza enorme di Berardi, che addirittura rappresenta metà squadra.
I tempi di recupero sono ancora da stabilire, ma non saranno brevissimi. Una situazione che ovviamente anche la Juventus, la Lazio, la Fiorentina e le altre squadre interessate al calciatore terranno sotto controllo. Per gli emiliani si aprirà quindi un momento durissimo, con la classifica che già è deficitaria ed evidenzia i soli due punti di margine sul terzultimo posto del Verona che varrebbe la retrocessione. A questo punto il campionato del Sassuolo si complica maledettamente e la salvezza diventa obiettivo comunque non semplice vista la situazione. Per Berardi in campionato 9 gol e 3 assist in 16 partite. L’ansia e il pensiero corrono anche all’Europeo in programma a giugno, che comunque non sembra assolutamente a rischio.
Legittimo oscurare in tempo reale le trasmissioni pirata di eventi in diretta. E nulla da eccepire, inoltre, sul Piracy Shield, il software detective creato da una start-up e donato dalla Lega calcio della Serie A all’AgCom per stanare i pirati dello streaming. Il Tar Lazio ha respinto nella camera di Consiglio del 17 gennaio il ricorso di Assoprovider (Associazione provider indipendenti, assistita da Fulvio Sarzana) contro le delibere dell’Authority che, a partire dal 2018, hanno dato sostanza alla protezione tempestiva – e non solo formale – del copyright in rete. A difesa delle ragioni del regolatore amministrativo si era costituita anche Fapav – Industrie dei contenuti audiovisivi e multimediali – con le leghe professioniste di Serie A e Serie B, tutte assistite dallo studio Previti, che possono così brindare per la «piena compatibilità con il quadro legislativo costituzionale ed europeo» statuita dal Tar capitolino.
Il ricorso – Il ricorso principale e i motivi via via aggiunti riguardavano in sostanza la legittimazione dell’Agcom a intervenire in via cautelare, ingiungendo ai “trasportatori di segnale” di inibire entro 30 minuti l’accesso agli indirizzi internet colti in piena e flagrante violazione di copyright (degli eventi sportivi in diretta, per esempio). Tra le varie eccezioni sollevate dai provider indipendenti , l’usurpazione di funzioni giudiziarie per aver l’AgCom adottato delibere “sostitutive” dei poteri della magistratura. Considerazione, questa, recisamente respinta dal Tar, secondo cui non solo la legge prevede l’immediata “cessione” della materia del contendere nel caso di ricorso, appunto, all’autorità giudiziaria, ma addirittura già nelle direttive sul commercio elettronico di inizio millennio (a cominciare dalla 31 del 2000) erano previste azioni inibitorie che «possono essere ordinanze di organi giurisdizionali o autorità amministrative che obbligano a porre fine a una violazione o impedirla, anche con la rimozione dell’informazione illecita o la disabilitazione dell’accesso alla medesima» (considerando 45). Quanto alla legittimazione dell’AgCom come fonte normativa, il Tar ha richiamato il precedente del Consiglio di Stato proprio su questa materia: «Non si può ignorare la nota e riconosciuta elaborazione in materia di c.d. poteri impliciti (anche) delle autorità quali quella di cui qui si tratta, grazie alla quale si è pervenuti a condividere il fatto che sono configurabili funzioni normative in capo a tali soggetti giuridici». E infine, sull’asserita inesigibilità di correttivi così veloci (30 minuti per disattivare, pena sanzioni per inosservanza all’ordine) «L’esiguità del termine contestata dalla ricorrente, è da rapportare ai tempi – altrettanto esigui – degli eventi sportivi che possono costituire occasione di condotte illecite e all’esigenza di approntare una tutela concreta e non meramente formalistica».
Vergogna in Bundesliga: le foto della rissa tra Sané e l’allenatore
Attimi di tensione tra l’allenatore della squadra della capitale tedesca e l’ala dei bavaresi: ecco cosa è successo
Clamoroso in Bayern Monaco-Union Berlino. Intorno al 75esimo della partita, sull’1-0 per i bavaresi, è scoppiata una rissa tra Bjelica, l’allenatore della squadra della capitale tedesca, e Leroy Sanè. Mani in faccia e capannello nel finale del match tra i due.
Bjelica contro Sanè: cosa è successo – Bjelica raccoglie il pallone che era uscito e Sanè va a prenderlo per battere la rimessa laterale. L’allenatore dell’Union Berlino però non vuole ridarlo e l’ala tedesca prova a levarglielo dalle mani. Bjelica si fa passare il pallone dietro la schiena, i due si guardano e il tecnico perde la testa mettendo le mani in faccia a Sanè. Quest’ultimo reagisce subito con uno spintone, e ancora Bjelica gli dà un’altra manata in faccia. I due vengono subito trattenuti dai rispettivi compagni, ma ciò non evita l’espulsione a Bjelica.
Sanè passione boxe – Anche se stavolta non è stato lui a dare inizio alla rissa, Sanè non è nuovo a situazioni del genere. Infatti durante l’amichevole tra Germania e Austria dello scorso novembre, l’ala del Bayern Monaco aveva preso a pugni un avversario in campo. Per quell’episodio è stato squalificatodalla Fifa per tre giornate e potrebbe saltare la partita d’esordio ai prossimi Europei.
La Sardegna si ferma, è il giorno dell’addio a Gigi Riva.
È il giorno dell’addio al mito: un’intera Isola e il mondo dello sport gli rendono omaggio
Fino alle 13 aperta la camera ardente alla Unipol Domus, dove ieri sono andati in migliaia a rendere omaggio a Rombo di Tuono e dovegià dalle 6.30 di questa mattina si era creata una fila di persone in attesa dell’apertura dei cancelli alle 7.
Alle 16, invece, i funerali nella basilica di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari, celebrata dall’arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei monsignor Giuseppe Baturi. Dopo la messa il corpo sarà sepolto nel Cimitero Monumentale.
Attesa una folla oceanica per dire addio al campione che più di tutti ha saputo rappresentare il riscatto di un’intera Regione. E a rendergli omaggio ci sarà ovviamente anche il mondo dello sport.
Presenti il ministro Andrea Abodi, il presidente del Coni Giovanni Malagò, quello della Figc Gabriele Gravina. Non mancheranno il ct della Nazionale Luciano Spalletti e tanti azzurri campioni del mondo del 2006, come l’attuale capo della delegazione azzurra Gianluigi Buffon e l’alloracapitano azzurro Fabio Cannavaro.
Raggiungerà Cagliari anche una rappresentanza dell’amministrazione comunale di Leggiuno (Varese), il paese dove Riva era nato e cresciuto e dove si osserva oggi il lutto cittadino.
Dopo il minuto di silenzio osservato durante la finale di Supercoppa, tutto lo sport italiano ricorderà il campione durante gli eventi in programma nel prossimo fine settimana.
Funerali Gigi Riva: l’arrivo in Basilica del feretro e l’emozione della sua Cagliari – Sky Sport
Da un lato non sono state rilevate dissociazioni del pubblico, dall’altro è stato preso in considerazione l’impegno del club a collaborare con le forze di polizia
Una giornata a porte chiuse per l’Udinese dopo i cori razzisti a Maignan e la sospensione per alcuni minuti della partita contro il Milan. È questo il responso del giudice sportivo. Decisivi il referto arbitrale e il rapporto dei collaboratori della procura federale. Si ricostruisce come le manifestazioni discriminatorie ai danni del portiere rossonero abbiano portato a due annunci con altoparlante e una prima interruzione per un minuto, poi una sospensione per cinque. Il giudice sportivo rileva, inoltre, come “non sono state riportate chiare manifestazioni di dissociazione da tali intollerabili comportamenti da parte dei restanti sostenitori (elemento che sarebbe stato rilevante in senso attenuante, e finanche esimente in presenza degli altri presupposti). D’altro canto, “il comportamento attivo dell’Udinese e la disponibilità manifestata fin da subito a collaborare per l’individuazione dei responsabili” hanno fatto scattare la sanzione minima per un evento di tale portata.
Interessato il nastro trasportatore che porta i rifiuti dai compattatori fino al termovalorizzatore
Una serie di esplosioni, di origine non dolosa, ha provocatotre feriti, di cui uno grave, all’inceneritore di Hera di Raibano, alle porte di Riccione, ma nel territorio comunale di Coriano (Riccione). Sono avvenute attorno alle 16.30, quando i vigili del fuoco sono intervenuti per domare il principio d’incendio e per soccorrere tre operai di una ditta di manutenzione esterna che stavano lavorando sull’impianto. La causa potrebbe essere da ricercarsi in un rifiuto conferito male, come una batteria da auto, una pila o dei petardi raccolti e inesplosi.
Cosa ha causato le esplosioni – Una delle ipotesi al vaglio di vigili del fuoco e inquirenti è che l’esplosione possa essere avvenuta prima che il rifiuto entrasse nella camera di combustione a causa dell’elevata temperatura. È stata allertata anche la Digos, che al momento, tuttavia, non ha raccolto indicazioni che possano far pensare a una matrice dolosa. I tre feriti sono stati trasportati all’ospedale Bufalini di Cesena, due di loro non sono particolarmente gravi, mentre l’altro ha riportato ustioni più serie.
L’allerta all’Arpae – Del fatto è stata informata la procura di Rimini che nelle prossime ore aprirà un fascicolo. Herambiente, la società del gruppo proprietaria dell’impianto, fa sapere di aver avviato un’indagine interna per capire cosa sia andato storto. L’impianto è stato immediatamente fermato, non avrebbe riportato danni e sarebbe in sicurezza. È stata allertata anche Arpae, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che dalle prime rilevazioni non avrebbe riscontrato particolari problemi ambientali.
Partita combattuta: gli azzurri in dieci per l’espulsione di Simeone resistono a lungo, ma poi crollano
La firma è sempre la stessa, dell’ultimo simbolo dell’interismo. Laurato Martinez regala all’Inter la terza Supercoppa consecutiva, ma il vero re d’Arabia diventa Simone Inzaghi: quinto trofeo vinto, nessuno come lui nella storia del nostro calcio. L’Inter stende il Napoli nel recupero, dopo aver controllato ma mai dominato. E grazie anche al rosso di Simeone che costringe gli uomini di Mazzarri a giocare in dieci nell’ultima mezz’ora. Mazzarri perde le staffe: dopo Pechino, un altro rosso a condizionare una finale che il Napoli – in emergenza – stava controllando senza particolare affanno. “Vergogna, state rovinando la partita” urla a Rapuano dopo l’episodio chiave. Oltre il danno la beffa: non solo per la sconfitta al 91’, ma perché perde anche Simeone per la sfida delicatissima contro la Lazio in cui dovrà già fare a meno di Kvara e Osimhen. Per l’Inter è ancora festa: Riad ormai è nerazzurra.
GARA A SCACCHI – Mazzarri perde Mario Rui prima del via (entrerà nel finale) è dà fiducia dal 1’ a Zerbin, l’eroe della semifinale con la valigia pronta e il Monza che lo attende. Inzaghi deve rinunciare a Bastoni e sceglie De Vrij centrale, facendo scalare a sinistra Acerbi. Dopo una prima fase di studio, l’Inter ha la prima occasione al 15’ con un tiro al volo di Dimarco a centimetri dal palo. Al 18’ è Mkhitaryan da fuori a sparare altissimo, dopo sponda di qualità di Lautaro. L’Inter gestisce il possesso, il Napoli controlla con attenzione. Lautaro (31’) di testa manda fuori da buona posizione, su bell’assist di Acerbi. Thuram pescato in verticale è in fuorigioco quando serve Lautaro che spinge dentro: l’assistente alza la bandierina e non c’è neanche bisogno del supporto Var. Il francese quando sprinta fa paura, ma il Napoli riesce e tamponare l’avversario e a ripartire quando può Kvara ha una buona occasione prima dell’intervallo ma perde l’attimo per calciare e viene chiuso da De Vrij, mentre in pieno recupero è Thuram a mandare ancora alto di testa.
IL ROSSO CHE CAMBIA – Dopo l’intervallo si riparte col doveroso omaggio a Gigi Riva: un minuto di silenzio prima del via alla ripresa, rovinato dai fischi degli arabi. Sul campo è del Napoli il primo break: Lobotka riparte veloce e pesca Kvara, tiro a giro sul palo lontano è grande intervento di Sommer. Barella – nevoso – si fa ammonire per proteste plateali e salterà la Fiorentina (era diffidato). Fa peggio, però, Simeone, che becca due gialli in 5’ e lascia il Napoli in 10 con mezz’ora ancora da giocare. Inzaghi fiuta il pericolo e toglie i suoi ammoniti: e l’Inter con l’uomo in più prova a schiacciare il Napoli. La trama nerazzurra però stenta a decollare ed è da corner che Thuram va vicino al vantaggio. Mazzarri (una furia dopo il rosso a Simeone), toglie Kvara e Politano e Lindstrom, uno dei subentrati, s’inventa la ripartenza che porta Mario Rui vicino al vantaggio.
TUTTO PER TUTTO – Inzaghi non ha più nulla da perdere, toglie Dimarco e Thuram e passa al 4-3-1-2 con Sanchez dietro Lautaro e Arnautovic. Il Napoli è alle corde ma resiste fino al 90’, anche grazie a super Gollini che mura Lautaro proprio al 90’. Ma al primo dei cinque di recupero, l’Inter sfonda: Pavard da destro crossa forte e rasoterra, il Toro è lì e girà di prima, regalando la terza Supercoppa consecutiva ai nerazzurri. La prima che può alzare da capitano: nessuno più di lui meritava questa gioia. E adesso l’obiettivo va sul piatto grosso, quello scudetto della stella che porterebbe tutti nella leggenda.
Luigi Riva, dettoGigi(Leggiuno, 7 novembre 1944 – Cagliari, 22 gennaio 2024), è stato un calciatore e dirigente sportivo italiano, di ruolo attaccante.
Calcio in lutto: è morto Gigi Riva. Aveva 79 anni, è stato un mito del Cagliari e della Nazionale
Il calcio italiano è in lutto: Gigi Riva si è spento stasera all’ospedale di Cagliari dove era ricoverato da ieri in seguito a un malore accusato mentre era a casa. Le condizioni dell’ex attaccante del Cagliari e della Nazionale non sembravano critiche tanto è vero che, intorno alle 19, era stato emesso un bollettino medico che parlava di “un paziente sereno e in condizioni stabili” oltre che di accertamenti clinici che sarebbero stati svolti.
Invece poco dopo, intorno alle 19,30, è arrivato un nuovo malore e la tragica notizia della morte. Presidente onorario del Cagliari dal 2019, aveva compiuto 79 anni lo scorso 7 novembre e dopo l’addio al calcio aveva continuato a vivere nel capoluogo sardo, in un appartamento in pieno centro.
Cagliari, 22 gennaio 2024 14:41)
Paura per Gigi Riva: malore in casa, Rombo di tuono è ricoverato
La città è in ansia per il suo campione, 79 anni compiuti a novembre. Rischia un intervento al cuore
Spavento a Cagliari per un malore improvviso per Gigi Riva. La leggenda del calcio italiano e rossoblù è stato ricoverato nella giornata di ieri, domenica 21 gennaio, dopo aver accusato un malessere nella sua abitazione cagliaritana.
Monza, incendio in capannone industriale a CavenagoBrianza, incendio divampa in un capannone industriale a CavenagoIncendio alla Planet Farms: la scintilla dal guasto di un macchinario
Non ci sono feriti. Il sindaco, ‘tenete chiuse le finestre’
Un vasto incendio è divampato lunedì mattina all’interno degli stabilimenti della Planet Farms di Cavenago (Monza), azienda specializzata in prodotti freschi da agricoltura verticale.
La colonna di fumo che si è sollevata a seguito del rogo è visibile da diversi chilometri di distanza, anche dall’autostrada A4, distante meno di un chilometro dall’azienda. Al momento non si registrano né feriti né intossicati. Sul posto sono al lavoro diverse squadre dei vigili del fuoco, alcune provenienti da Milano. Il sindaco di Cavenago Monica Buzzini ha pubblicato un alert sui canali social del Comune per invitare i cittadini a tenere le finestre chiuse. Sul posto interverranno anche i tecnici dell’Arpa.
Maxi incendio in un’azienda in Brianza, vigili del fuoco al lavoro per domare le fiamme – alanews
Partita piena di capovolgimenti di fronte rovinata dal brutto episodio contro il portiere rossonero
UDINE – 20 gennaio 2024.
La data della vergogna, paradosso per una tra le città più civili d’Italia, spesso in prima linea per i diritti delle minoranze, diventa la didascalia della scena del 33’ del primo tempo di Udinese-Milan. Mike Maignan, 28 anni, portiere della Francia, abbandona la porta sotto la curva occupata dagli ultrà della squadra di casa. È sull’orlo delle lacrime per gli insulti razzisti, che lo avevano già bersagliato 7’ prima, quando lui si era fiondato dal quarto uomo Baroni e aveva spiegato all’arbitro Maresca che così non intendeva continuare. Maignan lo aveva detto anche al suo allenatore Pioli. Però l’annuncio (non immediato) dello speaker del Blue Energy Stadium (il vecchio stadio Friuli, ancora ribattezzato dagli sponsor) non è servito a nulla. “Ogni manifestazione di discriminazione razziale può costare l’interruzione della gara e lo 0-3 a tavolino”: le parole chiave dell’avvertimento non hanno impedito la scena successiva. Il portiere del Milan è corso ai bordi della linea laterale, accanto alle panchine: aveva sentito ancora la stessa ferita delle parole e dei gesti che è più allenato di tutti a percepire e a vedere, anche con la coda dell’occhio, perché non era la prima volta che gli capita.
«La cronaca della gara» – I compagni lo hanno circondato e abbracciato – Reijnders, Hernandez, Leao e via via gli altri – mentre Maresca interrompeva il gioco e Federico Balzaretti, il ds dell’Udinese, ex azzurro vicecampione d’Europa nel 2012, andava a calmare i tifosi di una squadra che – paradosso nel paradosso – è una multinazionale (10 su 11 in partenza i giocatori stranieri) e ieri annoverava 10 calciatori in totale con la pelle scura, tra campo e panchina. Il gigante Mike, 1.91, si è sfilato i guanti e ha preso la via degli spogliatoi, seguito dal resto della sua squadra. Che poi si è convinta (e lo ha convinto) a tornare sul prato per riprendere una partita ormai ostaggio delle proprie liturgie, inclusa la litania del messaggio codificato antirazzista. Ma non era più la stessa cosa, non è stata più la stessa partita.
Il Milan, che l’aveva dominata tecnicamente passando in vantaggio con un tocco di Loftus-Cheek su cross basso di Hernandez, era di colpo afflosciato e ha incassato il pareggio di Samardzic: un tiro angolato da fuori area. Maignan non l’ha potuto parare. L’orgoglio gli ha permesso di respingere di piede il tiro ravvicinato di Payero, non quello forse parabile di Thauvin (francese come lui, e come lui ex del Lille) e nemmeno i fischi, ogni volta che toccava palla.
Questa è una partita di campionato e il 3-2 per il Milan (nel finale di grande reazione, anche tecnica, gol di testa di Jovic, a spingere sulla linea il pallone respinto dalla traversa, e suggello del neoentrato Okafor, stop e girata su sponda di Maignan) in teoria è, o sarebbe stato, in forse. L’articolo 28 del codice di giustizia sportiva, comma 4, stabilisce la responsabilità delle società per questa fattispecie e, in caso di fatti particolarmente gravi, la perdita della gara per 0-3. Le partite tra Udinese e Milan, a gennaio, hanno sempre storie da raccontare: la doppietta di Zico 40 anni fa, l’esordio di Paolo Maldini proprio il 20 gennaio di 39 anni fa, i due gol di Bierhoff nel 1997, l’ultimo gol della carriera di Ibrahimovic l’anno scorso. Di quest’ultimo racconto, però, si sarebbe fatto volentieri a meno. A parte la coda dell’abbraccio collettivo a Mike Maignan.
Udinese 42’ pt Samardzic, 18’ st Thauvin
Milan 31’ pt Loftus-Cheek, 38’ st Jovic, 48’ st Okafor
Udinese 4-4-1-1 Okoye – Ferreira, Perez, Kristensen, Kamara (38’ st Zarraga)– Ebosele (15’ st Ehizibue), Lovric, Walace, Samardzic (15’ st Payero) – Pereyra (1’ st Thauvin) – Lucca (30’ st Success). All. Cioffi. Milan 4-2-3-1 Maignan – Calabria (30’ st Florenzi), Kjaer, Gabbia, T.Hernandez – Adli, Reijnders (24’ st Okafor) – Pulisic (30’ st Jovic), Loftus-Cheek, Leao (49’ st Musah) – Giroud. All. Pioli.
Partita sospesa per 5′ nel primo tempo a causa dei cori razzisti nei confronti del portiere rossonero. Secondo il questore di Udine si tratterebbe di un episodio molto circoscritto
Cori razzisti della curva dell’Udinese nei confronti di Maignan. Partita sospesa e poi ripresa da Maresca. E mentre si torna a giocare, arrivano le condanne. Il Milan, dai suoi profili social, non usa mezze misure: “Nel nostro sport non c’è assolutamente posto per il razzismo: siamo sconvolti. Siamo con te, Mike“. Anche la Lega Calcio non fa mancare la propria voce: “La Lega Serie A condanna ogni forma di razzismo“, il post su X. Cinque minuti di stop nel primo tempo con Maignan e il Milan che lasciano il campo. L’Udinese su X resta inizialmente vaga: “Il gioco è stato fermato per cinque minuti, ma siamo di nuovo in viaggio”. Sotto al testo, una selva di commenti che chiedono il perché dell’interruzione. Gaffe? Spiegarlo, di sicuro, non costa nulla. Anche se poi il club friulano posta su Instagram il messaggio della Lega Calcio: “Keep racism out”.
GRAVINA CONDANNA : Non tarda ad arrivare anche la presa di posizione del presidente della Figc Gabriele Gravina: “Nel calcio non c’è posto per il razzismo, siamo solidali con Maignan e condanniamo duramente quanto accaduto a Udine. Bene ha fatto l’arbitro a sospendere la gara“
L’INTER C’È : Anche l’Inter fa sentire la propria voce. Il club nerazzurro sta con Maignan: “Siamo fratelli del mondo, contro ogni forma di discriminazione. Al tuo fianco @mmseize“.
MBAPPÈ CON MIKE : Dalla Francia si fa sentire anche Mbappé. Il fuoriclasse del Psg posta su X la foto di Maignan in maglia Milan con su scritto: “Non sarai mai solo Mike Maignan. Siamo tutti con te. Ancora gli stessi problemi e ancora NESSUNA soluzione. Quando è troppo è troppo !!!!!!!!!!!! NO a razzismo!!!“
INDAGINI: Il questore di Udine, Alfredo D’Agostino, intanto fa sapere che sono già in corso le attività, da parte della Digos e dei reparti specializzati in servizio per la partita, per individuare gli autori dei cori. D’Agostino ha precisato che si tratterebbe di un episodio molto circoscritto ad alcuni tifosi che si trovavano immediatamente alle spalle del portiere e che non si sono uditi da parte del resto dello stadio. Le indagini sono state immediate avviate dopo la prima denuncia del portiere e gli agenti hanno raggiunto la curva nord.
“Scandalo nel calcio”, “bufera razzista”: il caso Maignan sulla stampa estera
Gli insulti e i versi al portiere del Milan che hanno portato alla sospensione della partita di Udine hanno avuto eco anche sui giornali stranieri
Marca (Spagna)
“Scandalo nel calcio”, titola l’edizione online di Marca, quotidiano sportivo spagnolo.
AS (Spagna)
Un altro media sportivo spagnolo, AS, pone l’accento sul gesto del portiere rossonero: “Maignan abbandona Udinese-Milan per razzismo)
Daily Mail (Inghilterra)
In Inghilterra il Daily Mail sottolinea come non sia la prima volta che in Italia vediamo comportamenti del genere: “Il calcio italiano colpito da un’altra bufera razzismo”
The Sun (Inghilterra)
Il Sun, il più popolare dei tabloid, racconta di come dopo la sospensione della partita il portiere del Milan sia stato consolato nel tunnel che porta agli spogliatoi.
L’Equipe (Francia)
L’Equipe dedica alla vicenda di Udine vari articoli, tra questi uno sul sostegno che il portiere del Milan ha ricevuto sui social dalla stella del Psg e suo compagno di nazionale Kylian Mbappé
Le Monde (Francia)
Le Monde, quotidiano generalista, nel non citare nemmeno la partita nel titolo pone decisamente l’accento sui “cori razzisti” con cui Maignan è stato bersagliato
The Athletic
The Athletic, di proprietà del New York Times, racconta i fatti di Udine scegliendo una foto di Maignan che racconta l’accaduto all’arbitro Maresca
Spiegel online (Germania)
Anche in Germania i fatti di Udinese-Milan hanno avuto eco: ecco Spiegel online, versione web di Der Spiegel
I vigili del fuoco in campo per fronteggiare i danni provocati dalle forti raffiche d’aria
Lago e monti sferzati dal vento. I vigili del fuocoda questa mattina sono impegnati per rispondere alle richieste di aiuto e di intervento per le forti raffiche di vento che per tutto il giorno hanno soffiato soprattutto a Lecco, sul lago e in Valsassina.
Sono state registrate folate che hanno sfiorato i100 chilometri orari, non solo più in quota, ma anche più a valle. Le zone più colpite sono state quelle di Casargo, Mandello del Lario, Valmadrera, Oggiono e Lecco, dove i soccorritori del 115 hanno messo in sicurezza la scuola elementare di Maggianico. Il vento, oltre a scoperchiare alcuni edifici, ha pure abbattuto alcuni alberi. In campo, con gli effetti del comando provinciale di Lecco, ci sono i colleghi volontari dei distaccamenti di Bellano e Valmadrera. A parte qualche danno, comunque non grave, non sono stati registrati feriti né sono state coinvolte persone.
Il Lilla ha corrisposto circa 20 milioni per acquistare tre giocatori – Luigi Liguori, Claudio Manzi e Ciro Palmieri – e poi girarli subito in prestito in squadre di Serie C e D
L’inchiesta dei pm è conclusa: Aurelio De Laurentiis rischia di andare a processo (l’accusa sarebbe falso in bilancio) e con lui alcuni membri della dirigenza in carica all’epoca dei fatti. Al centro dell’indagine c’è il trasferimento di Victor Osimhen, prelevato dal Lilla nell’estate 2020.
SCENARI – Tutto nasce dall’operazione messa in piedi dai due club tre anni fa. Gli azzurri hanno versato 71 milioni di euro per il nigeriano alla società francese, che a sua volta ne ha corrisposti circa 20 per i cartellini di tre giovani – Luigi Liguori, Claudio Manzi e Ciro Palmieri – e quello di Orestis Karnezis. Queste compravendite, insieme ad altre 62 trattative concluse, sono state oggetto di segnalazione da parte della Covisoc alla Procura federale: da qui ha avuto inizio l’inchiesta sulle plusvalenze fittizie, perché ai tre prodotti del vivaio del Napoli in effetti non è stato attribuito secondo gli inquirenti un reale valore di mercato. Nessuno dei tre calciatori è andato in Francia, hanno firmato i contratti a Castel Volturno e sono stati subito dopo girati in prestito a squadre di Serie C e D, perdendosi poi anche in categorie inferiori. Un modus operandi che, oltre ad aver contrariato gli stessi atleti, ha finito per accendere una spia agli occhi degli organi sia della giustizia sportiva che di quella ordinaria. Emblematiche, sotto il primo profilo, le dichiarazioni di Palmieri in un’intervista: “Questa situazione ha pesato sulla mia carriera e mi fa rabbia. Abbiamo scoperto che non era un’operazione per il nostro futuro. Era per altro“. Per quanto riguarda il procedimento federale, nell’aprile 2022 il Tribunale della Figc il Napoli, essenzialmente perché – a differenza della Juventus – non è riscontrato un vero e proprio sistema, quanto l’occasionalità di questo tipo di operazione. Infatti è solo nei confronti dei bianconeri che è stato riaperto il caso dopo l’inchiesta Prisma. Tuttavia, sul piano della giustizia ordinaria il discorso è proseguito alla Procura di Napoli.
DOCUMENTI – I pm Vincenzo Piscitelli e Francesco De Falco riscontrano un’operazione in parte “oggettivamente inesistente per l’importo di 21,2 milioni e plusvalenze fittizie per 19,9 milioni“. Questo conduce al sequestro di diversi documenti, condotto dalla Guardia di Finanza, sia nella sede del club a Castel Volturno sia negli uffici della Filmauro a Roma. La decisione è dovuta da un’altra indagine, condotta dalla Giurisdizione Interregionale francese e originata da una denuncia contro ignoti presentata nell’ottobre 2021 dalla nuova proprietà del Lilla per delle presunte irregolarità finanziarie. In pratica, si doveva comprendere se l’ex proprietario della squadra francese, Gerard Lopez, si fosse indebitamente appropriato dell’incasso della cessione di Osimhen. La Procura di Napoli quindi richiede all’inizio dell’anno sei mesi di proroga per acquisire ulteriori elementi. Per questo ad aprile la Guardia di Finanza entra in possesso della documentazione relativa a Claudio Manzi per il suo passaggio alla Turris, un anno dopo la firma col Lilla: il giocatore in un primo momento va in prestito alla Fermana, il Lilla poi lo svincola e firma con la squadra di Torre del Greco. Ultimati tutti gli accertamenti del caso, la Procura napoletana ha trasmesso quanto raccolto alla corrispettiva sede di Roma, dove ad agosto è stata spostata l’indagine perché è nella Capitale che era stato approvato il bilancio del Napoli. L’ultimo risvolto, risalente allo scorso settembre, è stato l’iscrizione di Aurelio De Laurentiis nel registro degli indagati della Procura di Roma con l’accusa di falso in bilancio. Un atto quasi fisiologico, dopo che i pubblici ministeri di Napoli hanno trasmesso gli atti. Ma che ora potrebbe portare a sviluppi legali da seguire con la massima attenzione.
Caso plusvalenze, chiusa l’indagine sull’affare Osimhen: De Laurentiis a rischio processo
Oltre il presidente del Napoli sono coinvolti anche altri dirigenti del club tra cui la moglie, due figli e alcuni membri del Cda
Un’altra tappa del lungo e complicato caso plusvalenze fittizie. Stavolta al centro c’è il Napoli e l’affareOsimhen. La Procura di Roma ha infatti chiuso l’indagine aperta tempo fa sul club e sul presidente Aurelio De Laurentiis, indagato per falso in bilancio già lo scorso settembre. L’attaccante era stato acquistato dal Lilla nel 2020 per 71,2 milioni, spedendo però in Francia quattro giocatori (di cui tre, Palmieri, Liguori e Manzi, spariti presto dai radar calcistici) valutati 20 milioni.
SVILUPPI – De Laurentiis ha ora 20 giorni per farsi interrogare o produrre una memoria difensiva, quindi la Procura deciderà se archiviare (difficile arrivati a questo punto) o andare a processo. L’inchiesta, avviata dalla Procura di Napoli, era stata spostata ad agosto a Roma, dove è stato approvato il bilancio del club. Il presidente non è il solo sotto indagine: con lui anche altri dirigenti tra cui la moglie, due figli e alcuni membri del Cda.
Fiamme nella villetta, i genitori mettono in salvo i due figlioletti
Incendio e paura ieri all’alba. Due bimbi piccoli messi in salvo da mamma e papà. Erano le 6, quando per…
Incendio e paura ieri all’alba. Due bimbi piccoli messi in salvo da mamma e papà. Erano le 6, quando per cause ancora da accertare, si è sviluppato un incendio nella villetta. Subito fiamme e fumo hanno invaso la casa, gettando i suoi occupanti nella paura, ma senza perdere la lucidità per reagire nella maniera più efficace. Li squadre del comando provinciale di Monza e Brianza e dei comandi limitrofi di Milano e Bergamo dei vigili del fuoco sono intervenute in via Giacomo Matteotti, l’incendio stava interessato alcuni locali dell’abitazione di due piani, in cui vive una coppia con due figli piccoli. All’arrivo delle squadre, per fortuna, la famiglia era però già riuscita a fuggire all’esterno.
Sul posto sono giunte due autopompe da Vimercate e Dalmine, il carro soccorso da Desio, l’autoscala da Gorgonzola e la vettura del funzionario di guardia dalla caserma di Monza. L’intervento è durato circa tre ore.
Il Cdr di Cairo Editore ha fatto sapere che a partire dal mese di marzo sarà sospesa la pubblicazione di Airone, For Men, In Viaggio, Bell’Europa e Antiquariato.
«Cari colleghe e colleghi, oggi l’azienda ci ha comunicato la decisione di sospendere la pubblicazione di cinque testate: Airone, For Men, In Viaggio, Bell’Europa e Antiquariato, a partire dal numero di marzo». Si apre così una nota del Cdr dei periodici di Cairo Editore, a proposito della decisione di mettere fine alla pubblicazione di cinque storici periodici.
«Contestualmente si apre uno stato di crisi con la richiesta di cassa integrazione finalizzata a piani di prepensionamento. L’Azienda ci ha assicurato che non ci saranno licenziamenti, ma intende a ricollocare tutti gli esuberi», recita ancora il Cdr a proposito della scelta della società controllata al 99,95% da CairoCommunication, di cui il patron del Torino Urbano Cairo è presidente.
«Le RSU ha appreso con rammarico dalla decisione di sospendere le pubblicazioni per le testate citate, decisione resa nota peraltro con anticipo molto stretto sia a noi che a tutti i nostri lettori e non comprendiamo come mai non sia stato possibile trovare altre soluzioni, che prevedessero un rilancio di queste testate, magari facendo ricorso all’online», prosegue ancora la nota.
«L’azienda ci ha espresso la sua volontà di ricollocare tutti gli esuberi, decisione che accogliamo, ovviamente, con favore. Le RSU si augurano tuttavia che vengano salvaguardate e valorizzate al meglio le competenze delle singole professionalità e che venga su questo punto aperto un ampio confronto», sottolinea il comunicato.
«Esprimiamo, comunque, una forte preoccupazione per il futuro della Cairo Editore, augurandoci che l’azienda metta in campo tutte le risorse possibili per rilanciare le testate rimanenti e assicurare loro un solido avvenire», conclude il Comitato di redazione.
In Germania voli cancellati per paura che gli aerei si ghiaccino, circolazione stradale parzialmente interrotta nel sud a causa del maltempo e treni in ritardo per la forte neve e la pioggia gelata.
È il secondo giorno di fila in cui in particolare la Germania è fortemente colpitadal maltempo.
All’aeroporto di Francoforte, il più trafficato della Paese, la pioggia gelata ha costretto a interrompere i decolli, come ha riferito l’agenzia di stampa tedesca Dpa. Attraverso un portavoce l’aeroporto ha sottolineato il pericolo che gli aerei si ghiacciassero di nuovo mentre rullavano verso la pista. Alcune partenze sono riprese nel pomeriggio, quando la pioggia si è attenuata ma più di 300 dei quasi mille tra arrivi e partenze previsti sono stati cancellati questa mattina.
Wichtiger Hinweis aufgrund von angekündigtem starken Schneefall und Eisregen: Es wird erwartet, dass der Bahnverkehr am Mittwoch deutschlandweit beeinträchtigt ist. Weitere Informationen zur Lage auf https://t.co/rnaSSELCgU
Scuole e asili chiusi nel sud della Germania – La forte neve e pioggia che hanno colpito la Germania occidentale e meridionale hanno provocato molti incidenti sulle strade ghiacciate. Per precauzione, molte scuole e asili sono rimasti chiusi e alcune aziende hanno offerto ai dipendentila possibilità di lavorare da casa.
L’operatore ferroviario nazionale Deutsche Bahn ha cancellato diversi treni a lunga percorrenza in particolare nella tratta da e per Parigi. Ha inoltre annunciato che la velocità massima dei suoi treni ad alta velocità è stata limitata a 200 chilometri all’ora per la giornata, come precauzione.
Il piccolo aeroporto di Saarbruecken è rimasto chiuso per l’intera giornata e si sono verificati ritardi e cancellazioni a Monaco e altrove. Il servizio meteorologico tedesco ha avvertito di ulteriori nevicate nel corso della giornata e si prevede che cadranno fino a 15 centimetri in alcune parti della Germania meridionale.
Maltempo, neve e pioggia mettono in ginocchio i trasporti in Germania: voli e treni cancellati – euronews (in Italiano)
Si continua a indagare su presunti favori fiscali riconosciuti dallo stato al PSG, visto il ritorno economico garantito dal più costoso trasferimento nella storia del calcio
Prosegue in Francia l’indagine sui presunti sconti fiscaliconcessi dallo Statonell’ambito dell’affare Neymar, concluso dal Paris Saint-Germain nell’estate del 2017 e che mantiene il primato di trasferimento più costoso della storia del calcio per via dell’esborso di 222 milioni di euro riconosciuto al Barcellona, proprietaria allora del cartellino del brasiliano.
Come riporta il portale francese Mediapart, lunedì 15 gennaio è stata effettuata una perquisizione presso il Ministero delle Finanze. Indiscrezione confermata quest’oggi. Gli agenti di polizia dell’Ufficio Centrale per la Lotta alla Corruzione e alla Frode Fiscale (Oclciff) della Direzione Nazionale della Polizia Giudiziaria sono entrati in diversi dipartimenti della direzione generale delle finanza pubbliche, tra cui l’ufficio del direttore generale occupato fino a poco tempo fa da Jerome Fournel, e oggi capo di gabinetto del ministro dell’Economia Bruno Le Maire.
Neymar PSG perquisizioni – La vicenda risalente al 2017 – Al centro delle indagini ci sarebbe un presunto intervento in favore del club parigino dell’ex vicepresidente dell’Assemblea nazionale, Hugues Renson, che avrebbe garantito dei vantaggi fiscali alla società guidata da Nasser Al-Khelaifi per riuscire a completare il tesseramento di Neymar. Infatti, dei 222 milioni di euro riconosciuti al Barcellona si prevedeva come il PSG avesse dovuto riconoscere una serie di tasse all’amministrazione fiscale francese e dell’Unione per la riscossione dei contributi di previdenza sociale e degli assegni familiari (Urssaf).
In un documento dell’indagine inviato lo scorso 21 novembre al gip, rivelato da Liberation e dall’agenzia di stampa francese AFP, l’IGPNsospetta che ci possa essere stato un intervento diretto di Renson. Sempre secondo questo documento, l’ex dirigente del PSG Jean-Martial Ribes «ha richiesto(…) inequivocabilmente (…) i servizi» di Hugues Renson, ex consigliere di Jacques Chirac all’Eliseo, con questi che avrebbe contattato i servizi del Ministero delle Finanze.
In merito alla vicenda, il presidente della Commissione Finanze dell’Assemblea Nazionale, Eric Coquerel, ha chiesto di avere subito a sua disposizione tutta la documentazione fiscale del trasferimento che rimarrà nella storia del calcio e che continua a essere quello più costoso di sempre.
Vento, pioggia e neve! Da Mercoledì arriverà sull’Italia una nuova e intensa perturbazione che colpirà molte regioni del nostro Paese.
Andiamo per gradi e vediamo cosa ci proporrà il quadro meteorologico fino alle porte del weekend.
Martedì 16, la perturbazione arrivata sull’Italia ad inizio settimana, provocherà le ultime precipitazioni sparse prevalentemente al Sud, in particolare lungo le coste campane e la Calabria tirrenica, nonché sul versante adriatico centro-meridionale, dove si prevedono deboli e intermittenti fenomeni di pioviggine. Il resto del territorio italiano sarà caratterizzato da una copertura nuvolosa variabile, alternando timide schiarite a zone localmente più coperte.
Occhio invece a Mercoledì17, quando l’arrivo di una nuova e più intensa perturbazione, spinta da correnti meridionali, interesserà principalmente il Nord e le regioni affacciate sul Tirreno. Durante la giornata si assisterà a un progressivo e diffuso peggioramento delle condizioni meteorologiche, che inizierà dal Nord e si estenderà verso Toscana, Umbria e Lazio. Sono attese precipitazioni a tratti diffuse, che si manifesteranno con particolare evidenza tra la Liguria e la Toscana e con nevicate oltre i 200-300 metri di quota al Nord. Previste anche precipitazioni isolate in Campania e una nuvolosità variabile sul resto d’Italia. Al Sud, si prevede un clima sempre più mite.
Giovedì 18, soffieranno intensi venti di Libeccio. Il cielo al Nord sarà prevalentemente coperto, con isolati rovesci di pioggia previsti sul Triveneto al mattino e un ulteriore peggioramento delle condizioni meteorologiche in serata. Rovesci e temporali interesseranno pure la Toscana, l’Umbria e il Lazio, estendendosi poi alla Campania entro sera. Maggiori schiarite, invece, sono previste nelle altre regioni.
Arriviamo così alla vigilia del Weekend quando ci attendiamo l’arrivo di masse d’aria molto fredda di origine artica che interesseranno principalmente la zona adriatica, portando condizioni meteorologiche instabili con precipitazioni in Emilia Romagna e lungo la fascia medio-adriatica, dove si prevedono nevicate anche nelle aree collinari. Sono inoltre attese piogge isolate anche nel basso Tirreno, mentre un peggioramento è previsto dalla Sardegna verso il Sud, incluse Sicilia e Calabria, con forti piogge durante la notte.
Attenzione poi alle temperature che inizieranno a calare in forma evidente a partire dalle regioni del Nord.
Con l’occasione abbiamo chiesto a Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, ulteriori dettagli ed approfondimenti in merito alle previsioni movimentate previste per le prossime ore ed i prossimi giorni.
Cosa succederà nelle prossime ore? – Nelle prossime ore soffierà ancora il mite respiro del Mediterraneo su tutte le regioni centro-meridionali: ad esempio a Roma resteremo sempre su valori autunnali intorno ai 10°C di minima e 15°C di massima, anche se sono attese deboli piogge sul Basso Tirreno e localmente sul versante adriatico; al Nord la situazione sarà stazionaria in attesa di un rapido peggioramento.
Quando arriverà il peggioramento previsto? – Il rapido peggioramento arriverà entro il mattino di Mercoledì 17 Gennaio: le regioni nord occidentali e l’Alta Toscana entreranno in un tunnel perturbato, a tratti questo tunnel risulterà bianco di neve anche a bassa quota, in particolare tra Basso Piemonte, Piacentino, Parmense ed Alta Lombardia, anche se la neve risulterà perlopiù confinata alle Alpi centro-orientali oltre i 500 metri. Le piogge più intense sono attese tra Liguria di Levante ed Alta Toscana con possibili situazioni di piene fluviali, stante anche la fusione prevista della neve in Appennino (a 1500 metri avremo massime di 5°C!).
Che tempo farà Giovedì 18 Gennaio? – Il tempo sarà ancora perturbato sulle regioni tirreniche, mentre le temperature raggiungeranno il picco della fase di caldo anomalo con 24°C a Siracusa, 21°C a Bari, Crotone e Messina, 20°C diffusi anche in Sardegna e fino a 18°C a Chieti sulle colline abruzzesi.
Caldo duraturo o cambierà tutto di nuovo? – Non durerà. Da Venerdì cambierà tutto di nuovo: è prevista l’ondata di gelo più intensa dell’inverno con un crollo graduale di 10-15°C quasi ovunque entro domenica. In Sicilia, nella città di Archimede (Siracusa) dai 24°C passeremo a 12-13°C in 48 ore. In Puglia, a Bari, da 21°C di Giovedì crolleremo fino a 9°C di massima Sabato 20 gennaio! Nella giornata di Venerdì da segnalare poi la possibile neve fino a bassa quota o in pianura tra Emilia Romagna ed alto versante adriatico, sotto colpi di Bora impetuosa che nel weekend raggiungerà raffiche anche di 120 km/h.
Conclusioni? – La settimana 15-21 Gennaio vedrà stravolgimenti meteo a più riprese, vivremo tre stagioni in pochi giorni: e attenzione ad eventuali sorprese per l’inizio della prossima settimana quando, dopo il passaggio del gelo artico, qualunque blanda perturbazione in ingresso potrebbe portare neve in pianura anche al Sud!